Il ragazzo dai capelli rossi entro' senza nemmeno guardarsi attorno. Non
aveva il passo felpato di chi tentava di non farsi sentire. Non cercava
ombre in cui nascondersi. Voleva soltanto farla finita, con quel tempio e
tutte le amenita' che ne erano uscite. Non ne poteva davvero piu',
dannazione! Avrebbe incendiato, incenerito, distrutto fino all'ultima pietra
di quel luogo maledetto. E poi sarebbe andato a dormire.
Nel tempio, oltre la vecchia polvere che annebbiava la vista si stagliavano
quattro sagome, vicino ad una di forma rettangolare. La luce era scarsa, e
soffusa nella polvere; l'odore di incenso gli faceva pizzicare il naso, e
l'atmosfera tetra gli fece chiudere ancor piu' saldamente la presa sulla
lancia.
Incurante di dove fossero i suoi compagni, l'elfa e il guerriero, traverso'
ringhiando il colonnato in rovina. Avanzo' a passo veloce alzando la mano
libera, le dita stese iniziarono ad avvolgersi di un bagliore rovente. Gli
occhi affossati nel viso ora nero e tagliente si incendiarono, come si
incendiavano ogni volta che Lasrach si accingeva a scatenare il suo
potenziale. Come a sottolineare l'imminenza dell'evento, l'aria calda prese
a vorticare piu' velocemente, alzando una voluta di polvere.
"CAPO! NO!"
Un momento di incertezza ruppe la cadenza dei passi.
"CAPO!! SONO LORO, CAPO!! FERMO!! SONO IL BARDO E GLI ALTRI!"
Aveva ragione! Ora che si era avvicinato di piu' era in grado di riconoscere
le loro sembianze. Con uno sforzo ritrasse il fuoco dentro di se' ed
abbasso' la mano.
[Lasrach] <<Siete salvi, allora...!>>