Finalmente tutti fuori dalla botola, e liberi da ogni impegno, gli
avventurieri poterono tirare un sospiro di sollievo. Nonostante la tensione
tra Lance e Nyke rimanesse molto alta, l'uomo dalla treccia nera, che teneva
tra le braccia il dormiente Lasrach, ora si preoccupò di osservare
attentamente i compagni del giovane dai capelli rossi, come del resto stava
già facendo Natalie, la sua bella compagna. Proprio la fanciulla,
allontanandosi dalla botola, e spazzandosi i pantaloni con le mani,
leggermente alterata proferì ad alta voce "... non so... un'accenno di
presentazione? E magari... oh, ma forse chiedo troppo... un grazie?" sbottò,
mettendosi le mani sui fianchi, con un'aria tutto sommato divertita.
Nell'altra stanza, mentre l'uomo in nero e Kharian continuavano i loro
studi, ognuno per conto proprio, la piccola Maria si era prodigata per
somministrare a Dorian la pozione curativa offertale da Christabel. Lo
sventurato bardo si era deciso finalmente ad accettare il medicamento, e con
le mani ancora tremanti per lo shock, se lo portò alle labbra e lo bevve,
dopo averlo cautamente assaggiato. Il sollievo sul suo volto fu subito
evidente: la pozione sanò le sue ustioni, ed il giovane, ripresosi, si alzò
in piedi molto lentamente, per timore di un'eventuale reazione di
Christabel, insieme alla sua giovanissima amante, che lo abbracciò
sollevata. "...g-grazie..." balbettò il bardo, ancora spaventato.
"...c-credo che ci sia stato un equivoco... io n-non ho fatto del male a
nessuno... per favore, lasciatemi andare..." implorò Christabel, rivolgendo
un'occhiata preoccupata al corridoio, dove non si azzardava a ritornare
senza la protezione dell'elfa...
Il fastidioso scricchiolio che aveva accompagnato gli avventurieri fin da
quando avevano iniziato ad avvicinarsi a quella stanza, si fece nuovamente
sentire, stavolta più intenso... d'improvviso, il volume di quel suono
crebbe, trasformandosi in un rombo assordante, mentre la terra tremò,
squassata dall'ennesimo terremoto. La scossa aumentò d'intensità, mentre
nell'animo degli avventurieri ogni pensiero venne cancellato dalla paura, e
dal tentativo di restare in piedi. Kargad e Kent ruzzolarono a terra,
probabilmente impacciati dalle pesanti armature, mentre Sandir, che pure era
stato sbilanciato, riuscì per un pelo a mantenere l'equilibrio... nell'altra
stanza, mentre Christabel si manteneva agilmente in piedi, Dorian, ancora
scosso, rischiò di rovinare a terra addosso alla piccola Maria, ma proprio
la ragazzina riuscì a sostenerlo...
Le crepe nelle pareti e nell'aria parvero incendiarsi... e con un suono
minaccioso, tremendo, iniziarono ad allargarsi, ed a serpeggiare in ogni
direzione. Quel rumore stridente parve insinuarsi fin nelle ossa degli
sventurati avventurieri: nessuno, a parte il possente Kent e l'ostinato
Sandir, ne fu immune. Persino il gigantesco Lance vacillò per qualche
istante, rischiando di cadere in ginocchio, ed una smorfia di sofferenza
percorse il volto di Nyke, che rischiò quasi di lasciar cadere Lasrach: il
ragazzo dai capelli rossi continuava a dormire, forse troppo lontano con la
mente per risentire degli effetti di quel suono che faceva accaponare la
pelle. La piccola Maria lanciò un grido, coperto dal rombo del terremoto e
da quello stridio assordante, e svenne... forse per amore, forse per puro
riflesso, Dorian la afferrò prima che cadesse...
L'arco di pietra andò in pezzi, mentre intere porzioni di parete, più che
crollare parevano venire fagocitate dalle crepe stesse, che si estendevano e
si univano, lasciando intravvedere porzioni sempre maggiori di un paesaggio
da incubo... da altre invece si intravvedeva la più rassicurante visione del
paese sovrastante... ma senza alcuna logica: pareva che qualcuno avesse
preso due differenti dipinti, li avesse fatti a pezzi, e ne avesse appeso i
pezzi alla rinfusa...
Si scorgeva il sole, alto nel cielo, da almeno tre angolazioni differenti...
a quel punto era impossibile dire se il villaggio si trovasse sopra, sotto,
o di fianco al luogo dove si trovavano.
L'uomo in nero si allontanò precipitosamente dalla stanza, assieme a
Christabel, e a Dorian, che reggeva in braccio la piccola Maria, mentre lo
studioso Kharian, affascinato, a dispetto del pericolo rimase ad osservare
il fenomeno... nel frattempo le crepe si allargavano non solo sulle pareti e
sul pavimento, ma anche nell'aria stessa: troppo intento nel memorizzare
ogni singolo dettaglio, il sacerdote di Boccob non si accorse di essere
ormai circondato... fu questione di attimi, e l'Osservatore scomparve alla
vista...
Gli altri avventurieri non ebbero il tempo di accorgersi della scomparsa
dello studioso, occupati a cercare scampo da quell'inferno: il corridoio in
parte crollava, in parte veniva inghiottito dalle crepe, ed era sferzato da
un vento fortissimo e caotico che spazzava la polvere in ogni direzione,
rendendo difficile ai fuggitivi avanzare, vedere, e persino respirare; d'un
tratto, uno spezzone di pavimento scomparve, sostituito da una tremolante e
distorta visione dell'ambiente esterno... con sgomento, gli avventurieri
videro una casa, ormai semidistrutta, crollare e scomparire apparentemente
in un istante, mentre il sole dietro di essa si spostava a vista d'occhio:
prima alto nel cielo, poi sempre più calante, col cielo che da azzurro
iniziava a tingersi dei colori del tramonto.
Confusi e sconcertati, i nove aggirarono con cautela l'ostacolo, e giunsero
infine in vista dell'uscita da quel maledetto corridoio, mentre dietro di
loro si levavano voci sguaiate e stridenti, che nulla avevano di umano... a
causa della polvere era impossibile distinguere cosa vi fosse alle loro
spalle, ma l'urgenza di uscire da quel posto era più che mai impellente.
L'agognata uscita era ormai di fronte a loro... poi, d'improvviso, tremolò
come fosse stato un miraggio e scomparve. Un istante di sgomento, poi la
porta ricomparve, tremolando così come era svanita, apparendo però
leggermente distorta: le stesse pareti del corridoio non erano più
perfettamente dritte, ma sembravano deformate... mentre sottili crepe
iniziavano a formare una fitta ragnatela su di esse. Non c'era un istante da
perdere: nuovamente gli avventurieri videro svanire l'apertura, che
ricomparve prontamente pochi istanti dopo. Si trattava solo di prendere
coraggio e non pensare a cosa sarebbe potuto accadere se la porta fosse
scomparsa mentre loro la stavano varcando: del resto, non v'erano
alternative, e fu la bella Natalie la prima ad attraversare indenne la
soglia, seguita da Christabel e da Sandir; l'agilità dei due elfi non li
tradì, e neppure la fredda dignità dell'uomo in nero, Ardelius, fu intaccata
da alcun incidente.
Con un fremito, l'apertura scomparve di nuovo, mentre gli schiamazzi alle
spalle degli avventurieri, accompagnati da stridii e rumori di crolli, si
facevano sempre più vicini. Tutto era illuminato da una cupa luce color
sangue, alla quale era impossibile far l'abitudine, e dello stesso colore
apparve per qualche secondo l'uscita, quando finalmente riapparve, dopo quel
che era parsa un' eternità. Lesto come un gatto, Dorian, che teneva in
braccio la piccola Maria priva di sensi, vi si infilò, seguito a ruota da
Nyke, decisamente indispettito dal fatto che Lasrach continuasse a dormire
come un bambino tra le sue braccia. L'uomo dalla treccia nera passò, ma una
frazione di secondo prima che si levasse di torno, la porta vacillò di
nuovo, ma non scomparve... si contrasse, restingendosi e deformandosi, e
mandò un lampo di luce accecante quando avrebbe dovuto incontrare qualcosa
che si trovava sulla schiena dell'uomo, ma non lo sfiorò. Per la sorpresa,
Nyke scattò in avanti, inciampando: lui riuscì ad evitare di ruzzolare al
suolo, ma lasciò cadere Lasrach che rovinò a terra svegliandosi di
soprassalto.
La porta era rimasta aperta, e mentre l'uomo dalla treccia nera si gettava
un'occhiata alle spalle per controllare che il proprio equipaggiamento fosse
ancora a posto, il chierico Kargad, che portava con se il triste fardello
del corpo esanime di Amergyn, si arrischiò a passare: come era successo con
Nyke, la porta scomparve... solo che questa volta si richiuse senza alcun
impedimento apparente, e solo dopo aver mosso un paio di passi il sacerdote
si accorse si sentirsi più leggero; il suo zaino si era infatti lacerato, o
meglio, pareva essere stato tranciato di netto... nel corridoio, parte degli
averi del chierico rotolarono a terra, ma nessuno avrebbe saputo dire se
mancasse qualcosa all'appello, e comunque non era certamente il momento di
fermarsi a raccoglierli. Rimasti soli, Lance e Kent attesero che la porta
comparisse nuovamente, mentre il corridoio ormai era completamente
deformato: i due avvertirono addirittura la spiacevole sensazione che,
nonostante avessero i piedi saldamenti piantati a terra, fossero in qualche
modo sospesi in aria, in procinto di cadere.
Non vi fu tempo di indagare: la porta ricomparve, ed essi videro l'esterno e
le sagome dei propri compagni assurdamente inclinati verso sinistra... alle
loro spalle qualcosa grattava minacciosamente le pietre del pavimento,
vicinissimo. Senza ulteriori indugi, i due uomini si gettarono praticamente
insieme attraverso il varco, e probabilmente fu proprio la loro stazza ad
impacciarli nei movimenti, poichè per un attimo rischiarono di restare
incastrati, ma poi furono fuori, proprio mentre l'apertura scompariva
nuovamente nel nulla.
Lance si bloccò, avvertendo uno strano freddo alla schiena: gran parte della
parte posteriore della sua corazza mancava, ed in certi punti era visibile
la nuda pelle dell'uomo; il metallo e la stoffa presentavano un taglio
nettissimo, ed incredulo, il massiccio guerriero si portò le mani alle
spalle, constatando il danno... poi, si sfilò l'elmo, dal quale pure mancava
una piccola parte. Il volto dell'uomo, che dimostrava una quarantina d'anni,
era duro e austero, dall'aspetto marziale, con freddi occhi grigi, e corti
capelli biondi, chiarissimi, tagliati corti, ed ora pareva stare riflettendo
su cosa sarebbe potuto succedere se fosse uscito più tranquillamente
anzicchè proteso in avanti...
Kent invece si ritenne fortunato: convinto di essere uscito senza danni
dall'insidioso pertugio, il giovane guerriero non si era accorto invece che
una parte del suo prezioso spadone era rimasta dall'altra parte.
I dieci, usciti dal corridoio, poterono tirare un sospiro di sollievo, ma si
trovavano comunque ancora nel tempio: uscirne non era certo difficile, ma
qualcosa li gelò. Sopra di loro, attraverso il soffitto in parte crollato,
videro il cielo: era di nuovo notte, e non v'erano stelle a rischiarare la
loro visuale, ma solo una luna color sangue. Alle loro orecchie giungeva
solo un silenzio tombale, intervallato da sporadici rumori di crolli.
Gli avventurieri si uscirono di gran carriera da quel luogo maledetto,
sfiniti e disorientati... fuori, del villaggio, rimaneva poco o nulla. Gran
parte delle case, ad un primo sguardo, erano crollate, ed addirittura una
porzione intera del paese pareva essere sprofondata... camminare era
estremamente difficile, dato che il terreno era in più punti spaccato...
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Continuate pure, aggiungete se volete anche dei pezzi, e ovviamente fatemi
tutte le domande che volete... tengo a precisare che, come dovreste aver
capito, il tempo NON è passato a velocità normale, mentre voi eravate dentro
^^
Voi ora siete fuori, a pochi passi dal tempio maledetto. La piccola Maria è
ancora svenuta, ma sembra che stia bene.
DM Allie