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[EoV] Kargad - Dentro e Fuori   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #831 di 1040 |
Un alito di vento percorreva quel corridoio affollato, Kargad sembrava
intendo a pregare per la salma dell’amico perso mentre attorno a lui i suoi
compagni erano tutti intenti a fare qualcosa

C’era chi dormiva di uno strano sonno, chi aiutava il giovane malmenato che
aveva una relazione con la piccola maria…



>Natalie, la sua bella compagna. Proprio la fanciulla, allontanandosi dalla
botola, e spazzandosi i pantaloni con le mani, leggermente alterata proferì
ad alta voce "... non so... un'accenno di >presentazione? E magari... oh, ma
forse chiedo troppo... un grazie?" sbottò, mettendosi le mani sui fianchi,
con un'aria tutto sommato divertita.



La scortesia sembrava regnare sovrana… ma comunque doveva ringraziare coloro
che li avevano aiutati, fece per alzarsi per rimediare alla maleducazione
dimostrata…



>Il fastidioso scricchiolio che aveva accompagnato gli avventurieri fin da
quando avevano iniziato ad avvicinarsi a quella stanza, si fece nuovamente
sentire, stavolta più intenso... d'improvviso, il >volume di quel suono
crebbe, trasformandosi in un rombo assordante, mentre la terra tremò,
squassata dall'ennesimo terremoto. La scossa aumentò d'intensità, mentre
nell'animo degli >avventurieri ogni pensiero venne cancellato dalla paura, e
dal tentativo di restare in piedi. Kargad e Kent ruzzolarono a terra,
probabilmente impacciati dalle pesanti armature, mentre Sandir, >che pure
era stato sbilanciato, riuscì per un pelo a mantenere l'equilibrio...
nell'altra stanza, mentre Christabel si manteneva agilmente in piedi,
Dorian, ancora scosso, rischiò di rovinare a >terra addosso alla piccola
Maria, ma proprio la ragazzina riuscì a sostenerlo...



La terra sembrò sgretolarsi sotto i suoi piedi e presto la sensazione di
vuoto che si era creata qualche istante prima svanì nel medesimo istante in
cui l’uomo, bardato della sua bella armatura, irruppe al suolo.

Nel cadere si accorse di ciò che stava accadendo intorno a lui… vide kent
nella sua stessa situazione e la situazione che intorno a loro sembrava ogni
istante sempre più grave.

Tutto intorno a loro sembrava crollare e se non si davano una mossa
sarebbero tutti finiti sepolti vivi sotto quelle macerie come già era
successo al povero Lyr…



“FUORI! FUORI DI QUI! TROVIAMO UNA VIA D’USCITA E ANDIAMOCENE DA
QUEST’INFERNO!” gridò il sacerdote ancora dolorante ad una spalla per le
ferite riportate nella botola.

Con l’ennesimo sforzo trasse a se il corpo del giovane bardo

“non ti lascerò qui in questo inferno… tu verrai con me!”

Rialzatosi in piedi segui il resto della compagnia, ora molto numerosa, con
la ferita al braccio che gli si era riaperta e dalla quale colava del sangue
sulla sua sudicia armatura.

Sembravano arrivati ad un’uscita quando questa scomparve…

Evidentemente qualcuno voleva loro…

La strana porta andava e veniva… era terribilmente inquietante… tutto era
terribilmente inquietante… sembrava la bocca degli inferi…



Poi man mano che la porta si apriva alcuni componenti del gruppo la
attraversarono…



>La porta era rimasta aperta, e mentre l'uomo dalla treccia nera si gettava
un'occhiata alle spalle per controllare che il proprio equipaggiamento fosse
ancora a posto, il chierico Kargad, che >portava con se il triste fardello
del corpo esanime di Amergyn, si arrischiò a passare: come era successo con
Nyke, la porta scomparve... solo che questa volta si richiuse senza alcun
>impedimento apparente, e solo dopo aver mosso un paio di passi il sacerdote
si accorse si sentirsi più leggero; il suo zaino si era infatti lacerato, o
meglio, pareva essere stato tranciato di >netto... nel corridoio, parte
degli averi del chierico rotolarono a terra, ma nessuno avrebbe saputo dire
se mancasse qualcosa all'appello, e comunque non era certamente il momento
di >fermarsi a raccoglierli.





Passata la porta con in spalla il cadavere si voltò per osservare chi erano
i presenti e chi invece mancava ancora all’appello… non si acorse subito di
aver perso il contenuto del suo zaino.



>I dieci, usciti dal corridoio, poterono tirare un sospiro di sollievo, ma
si trovavano comunque ancora nel tempio: uscirne non era certo difficile, ma
qualcosa li gelò. Sopra di loro, attraverso il >soffitto in parte crollato,
videro il cielo: era di nuovo notte, e non v'erano stelle a rischiarare la
loro visuale, ma solo una luna color sangue. Alle loro orecchie giungeva
solo un silenzio tombale, >intervallato da sporadici rumori di crolli.

>Gli avventurieri si uscirono di gran carriera da quel luogo maledetto,
sfiniti e disorientati... fuori, del villaggio, rimaneva poco o nulla. Gran
parte delle case, ad un primo sguardo, erano >crollate, ed addirittura una
porzione intera del paese pareva essere sprofondata... camminare era
estremamente difficile, dato che il terreno era in più punti spaccato...



Il tempo sembra passato più veloce del previsto e lo sconcertante paesaggio
che si trovò di fronte il giovane chierico gli fece gelare il sangue…

Posato delicatamente il corpo di Amergyn su una sporgenza adiacente si issò
di nuovo e tenendosi con una mano la ferita sul braccio sinistro osservò la
devastazione intorno a loro.

Il tempio era ancora in piedi anche se non del tutto mentre della città non
era rimasto praticamente nulla, la luna era rosso sangue, nell’aria era
forte l’odore del fuoco e un caldo molto più intenso era presente nella
zona… tutti segnali di certo non confortanti…



“Stiamo vivendo una terribile esperienza, impensabile un tempo ma che ora ci
si para davanti… qualcosa di terribile è successo in questa terra… qualcosa
di terribile dovrà ancora succedere se qualcuno non lo impedirà”



Un momento di tristezza nel cuore di Kargad si propagò in modo rapido… tutte
le persone che abitavano nel villaggio… molto probabilmente saranno morte… e
tutto ciò lo turbava.. il pensiero di tutte quelle anime, tutti quegli
innocenti caduti… e lui non ha potuto salvarli… non ha potuto prestare loro
le cure necessarie… intrappolato in quel malefico tempio… non avrebbe mai
voluto essere li, non avrebbe mai voluto vedere ciò che aveva visto, ma ora
lui era li, davanti a lui i segni di un qualcosa che va al di là della sua
immaginazione ma che è dannatamente concreto… e lui l’ha provato sulla sua
pelle.



Senza muovere neppure un singolo muscolo, il sacerdote rimase immobile.







[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Lun 2 Mag 2005 1:22 pm

timo_di_avalon
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Inoltra Messaggio #831 di 1040 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Un alito di vento percorreva quel corridoio affollato, Kargad sembrava intendo a pregare per la salma dell’amico perso mentre attorno a lui i suoi compagni...
Simone Dimauro
timo_di_avalon
Offline Invia email
2 Mag 2005
1:26 pm
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