Buio.
Tanto buio.
Una piccola statuetta di pietra, volgare pietra grigia. Una statuetta
malconcia di un draghetto malconcio. Un'aluccia era crepata, e minacciava di
rompersi.
.
Buio. Una voce lontana chiama, svegliati, dice. Troppo lontana. Lasciami
stare. lasciami qui.
Pensieri non formulati, uno sbuffo di fumo nella nebbia della mente.
Prima, tanta confusione. Tanta, tanta confusione. Sempre di piu', sempre di
piu', sempre di piu'. Finche' non era aumentata cosi' tanto da distruggersi.
Un caos sempre crescente, fino ad arrivare al nulla.
.
Qualcosa spense il buio. Porta via quel poco che lo popolava, embrioni di
pensieri sopravvissuti all'olocausto della realta'.
Silenzio. Niente spazio. niente tempo. niente ricordi. niente di niente.
soltanto nulla.
un battito di cuore, appena percettibile.
.
un altro battito di cuore.
.
un terzo battito, piu' intenso.
L'eternita' piu' breve che avesse mai non-vissuto fu interrotta da un
violento urto, che fece tornare la coscienza.
Lasrach avverti' il suo corpo pesante come il piombo, le palpebre serrate,
ed una spossatezza tale da non riuscire ad aprirle.
Dolore. e soprattutto un macigno sulla schiena che gli impediva di
respirare.
Tocco' terra malamente altre due volte prima di fermarsi di ruzzolare in una
posa innaturale. Sentiva il sapore della polvere in bocca ed un lieve
bruciore allo zigomo destro, che si era leggermente escoriato.
Ilsuo corpo era ancora pesante, e il giovane non riusciva a muoversi, a
svegliarsi completamente. E non riusciva a respirare.
Un violento colpo di tosse riattivo' la sua parte materiale, facendo
contrarre i muscoli del petto e della schiena, e tentando di rifornire di
aria quel corpo che non ne voleva sapere di ripartire.
Le membra parevano ancora ancorate al terreno, e cosi' tutto si risolse in
qualche patetico sussulto di una bambola di pezza dai capelli rossi.
Una voce familiare. leggermente tesa.
> "Lasrach..."
L'occhio buono si apri' in una sottile fessura, quanto bastava per mettere a
fuoco il viso davanti a lui.
[Las] <<Chris...>> un altro colpo di tosse. Provo' ad alzare una mano vero
l'elfa; i suoi movimenti erano lenti e faticosi, ma si stava riprendendo in
fretta. La sfioro' appena, incapace di una presa piu' salda. <<dove... dove
siamo...? Io...credo di aver fatto un... un terribile incubo...>>