Luce...luce! allora aveva un senso continuare ad arrancare in questa tenebra...
Lo sapeva! sapeva che gli spiriti non lo avrebbero abbandonato...anche
lontanissimo dalle sue terre, anche su "altri mondi", il Grande
Albero, la Tigre e tutti gli altri spiriti della sua tribù non lo
avrebbero abbandonato, e avrebbero continuato a vegliare sul suo
cammino, fino al compiersi del suo destino, quel destino che cercava
da quando aveva abbandonato i suoi fratelli per intraprendere il
cammino...
Ancora pochi appigli e sarebbero arrivati in cima...Si fermò un
attimo, per sincerarsi che il suo compagno fosse dietro di lui, e lo
aiutò a passare per la fessura, vedendolo impacciato dalla pesante
armatura.
Per lui era un po' più semplice: una leggera armatura di cuoio, lo
spadone fissato dietro la schiena e poco altro.
Poi, venne il suo turno. Gonfiò i muscoli delle spalle, coperti di
tatuaggi che richiamavano il manto della Tigre, lo spirito guida che
gli era stato assegnato durante la sua assegnazione, e si issò per il
passaggio a forza di braccia.
Appena fuori, il mondo gli crollò addosso. Tutto girava, e non gli
rimase che cadere sulle ginocchia, annaspando alla ricerca d'aria
mentre l'ampio torace si contraeva spasmodicamente.
Ma...un attimo! i problemi sembrava non fossero finiti...qualcuno
o...qualcosa stava minacciando Clerian! scostando la lunghissima
treccia, impugnò l'elsa del suo spadone consumato con la mano
sinistra.
>[Lasrach] <<Dimmi perche' non dovrei ammazzarti.>> sibilo' fra i denti
>stretti come una morsa, il viso distorto da una rabbia insana, alimentata
>forse anche dalla stanchezza.
>L'altro braccio era teso all'indietro, pronto a sferrare un pugno. Un pugno
>avvolto dalle fiamme, abbastanza vicine da riscaldare ed illuminare il volto
>del malcapitato.
Si sollevò su un ginocchio: "Dammi tu una buona ragione per cui
dovresti farlo...non mi sembra vi abbiamo minacciato in nessun modo.
Se poi è semplicemente tuo diletto prendere le vite altrui, allora
prego per te che il Grande Spirito non lo ricordi quando sarà il
momento di pesare la tua anima...non abbiamo assolutamente intenzioni
ostili...ma certo mi lasci poca scelta attaccando così senza ragione"
La sua voce era bassa e profonda, senza ombra di minaccia, ma ferma e
risoluta nonostante le viscere gli si stessero contorcendo per
quell'allucinante viaggio. Non aveva nessuna intenzione di cedere il
passo.
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Mi levigo
Come un marmo
Di passione
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(G.Ungaretti)
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