Pax Pleroma,
Spendo velocemente una riflessione. Alcuni sostengono che nello gnosticismo
alessandrino (Basilide, Valentino) possiamo ravvisare numerosi punti di contatto
con l'Adavita. Del resto altri sostengono che idealmente Egitto ed India fossero
ancestralmente accomunate nello stesso regno spirituale.
Sicuramente è poderosa la speculazione alessandrina attorno alla caduta
pneumatica (1), e le sottigliezze filosofiche per ricondurla all'interno di un
"dramma pleromatica" (2), ma vorrei sottolineare una profonda differenza fra i
due sistemi.
Nello gnosticismo alessandrino, e in altre forme dello stesso fenomeno, gli eoni
sono stati volontariamente emanati dall'Ente Primogenio; e gli eoni
rappresentano il cerchio di luce, di pure spirito attorno a questa radice
immanifesta. La tensione dello gnostico è tornare a rivestire questo abito di
luce, o meglio di ricordarsi della via perduta per tornare alla casa celeste. In
altre parole lo gnostico non anela alla dissoluzione della propria individualità
(atam) nel Dio Nascosto (Braham), ma bensi vuole tornare ad essere luce
distinta, nella luce.
Del resto la speculazione gnostica, ricorda come la stessa Sophia trasgredì nel
momento in cui volle tornare alla fonte, e ciò le fu impedito dall'Eone Limite.
Nell'Adavita Atam è esattamente uguale al Brahman; non è una parte del Brahman
che si dissolve nel Brahman, ma è Brahman.
(1) Processo degenerescente subito dagli eoni (pure entità spirituali), emanati
dalla radice immanifesta.
(2) Mondo dell'Ente Divino.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]