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La questione del Peccato Originale, fra Chiesa Cattolica e Gnosticis   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #829 di 857 |
Pax Pleroma,

La questione del peccato orginale ( la disubbidienza di Adamo al Dio
Tetragrammatico ), ha da sempre aperto scosso la cristianità pietrina, in
quanto da un alto pone la questione della comunione e alleanza di Dio con
l'Uomo, e pone la questione della missione Cristica, e della prospettiva
cristiana dopo la sua venuta.


Il Concilio di Trento (1) afferma :

"Chi non ammette che, il primo uomo, Adamo, avendo trasgredito nel paradiso
il precetto divino, ha perso subito la santità e la giustizia nelle quali
era stato stabilito, ed è incorso, per questo peccato di prevaricazione,
nell'ira e nell'indignazione di Dio, e quindi nella morte di cui Dio l'aveva
già prima minacciato, e con la morte, nella schiavitù sotto il potere di
colui che, in seguito, ebbe l'impero della morte, e cioè il demonio, e che
per questo peccato, Adamo subì un deterioramento di tutto il suo essere,
corpo ed anima, che sia anatema" (Sessione V, canone 1)

La posizione cattolica-romana è chiara. La trasgressione di Adamo porta come
conseguenza all'ira divina, che si manifesta con la perdita dell'immortalità
fisica di Adamo e il suo cadere preda delle attenzioni e del potere di
Satana. La questione è logicamente mal posta, visto che con tutta evidenza
Adamo già era oggetto di attenzione e del potere del Serpente. Il quale lo
istiga.

La questione teologica che si apre insita nel Concilio di Trento è triplice:

1. La Morte è comandata da Dio per la colpa primitiva di Adamo ?
2. Gesù Cristo con il suo sacrificio rimette la colpa primitiva di Adamo,
portando a nuova comunione Creatura e Creatore ?
3. Le anime dei morti prima della venuta di Gesù Cristo, che collocazione
trovano ?

E' interessante notare come nella patristica (parliamo quindi di circa un
milennio prima del Concilio di Trento) la questione non era posta in termini
così netti.

Teofilo d'Antiochia (sempre Antiochia che torna prepotente): "Se il creatore
avesse fatto l'uomo immortale fin dall'inizio, l'avrebbe fatto Dio. Se
l'avesse fatto mortale, il Creatore stesso sarebbe stato la causa della sua
morte. Adamo perciò era solo capace di essere o l'uno o l'altro. Se avesse
preso la strada dell'immortalità, egli avrebbe acquistato l'immortalità e
sarebbe diventato dio. In caso contrario, sarebbe lui stesso l'autore della
morte. Quello che Adamo ha perduto per la sua disobbedienza, Dio glielo
procura per la sua particolare benevolenza

San Basilio:
Dio non ha fatto la morte. Siamo noi che per le nostre malvagie
inclinazioni, l'abbiamo attirata su di noi. Senza dubbio Dio non ha impedito
la dissoluzione della sua opera : in quello il suo scopo è stato quello di
preservarci da una malattia mortale.

Ma il già citato Concilio di Trento opta per altra visione, e ancora
sostiene:
Se qualcuno dirà che il peccato di Adamo nocque a lui solo e non alla sua
discendenza; e che la santità e la giustizia ricevute da Dio non le perdette
anche per noi, ma solo per sé stesso; e che, divenuto peccatore, trasfuse
nel genere umano la morte e le pene del corpo soltanto, non anche il peccato
che è la morte dell'anima, sia scomunicato.

Quindi la colpa e le conseguenze di Adamo ricadono non solo su se stesso, ma
anche sulla sua discendenza. Annontando quindi che se mentre il libero
Arbitrio di Adamo era legato nel seguire la legge divina che governava il
Paradiso Terrestre, il libero arbitrio della sua figliolanza è la necessità
o meno di ristabilire una comunione con Dio.

Il Catechismo di Pio X (1905) dichiara che:
Il peccato originale è volontario, e quindi colpa per noi, solo perché
volontariamente lo commise Adamo, quale capo dell'umanità.

Siamo quindi innanzi ad una colpa non personale, ma di "specie" che
indistintamente colpisce l'essere umano al momento del concepimento. Una
sorta di tratto distintivo.

Praeconio paschale (XI sec.) che recita: "O felix culpa! Quae talem ac
tantum meruit habere Redemptorem.

Il passo su cui si basa la dottrina sul peccato originale è Rom 5,12. In
esso si legge:
Come per opera di un solo uomo entrò il peccato nel mondo e con il peccato
la morte, così essa si è estesa in tutti gli uomini per la quale (morte)
tutti abbiamo peccato (eph'ho pantes emarton).

Compiuta una panoramica attorno alla questione del peccato Originale nella
Chiesa Cattolica, ed evinto come la formulazione così composta sia stridente
con una certa Patristica ( vorrei ricordare anche Pelagio ), è interessante
notare anche quanto segue:

1. La formulazione così esposta ha necessariamente portato al dogma sia
dell'Immacolata Concezione, sia alla Preservazione di Maria nel tempo e
nello spazio. Da cui ne discenderebbe, per logica contingente e stringente,
che Maria non afferisce alla figliolanza di Adamo o sia ad essa precedente ?

2. La redenzione operata da Gesù è parziale, in quanto non rimette la
decadenza fisica umana, e neppure lo libera dalle tentazioni di Satana.
Solamente rimuove una colpa originale.

Siamo in presenza quindi degli assurdi teologici.

Venendo allo gnosticismo è utile evidenziare quanto segue:

1. Per Valentino certamente non è attraverso la Morte e il Martirio che è
possibile riconquistare il proprio ruolo nella figliolanza divina, ma
solamente attraverso la comprensione intima della funzione cristica, che
avviene in modo individuale ristabilendo una continuazione ontologica fra
ipostasi divine e creatura umana.

2. Nelle correnti gnostiche appertamente avverse ad un Dio del Fare (leggasi
Dio Tetragrammatico), ovviamente i personaggi ribelli (Lucifero, il
Serpente, Adamo/Eva, Caino) rappresentano dei simboli e dei miti gnostici.
In quanto "rivoltosi" rispetto alle leggi demiurgiche.

Il Serpente (simbolo di movimento) pone l'alternativa fra l'Immortalità
Carnale-Ignavia e Mortalità Carnale-Conoscenza; contestualizzando quindi
l'episodio come il "primo eroico sacrificio" da parte di Adam.


______
Note

(1) Il Concilio di Trento o Tridentino (svoltosi dal 1545 al 1563, con
interruzioni) è considerato dalla Chiesa cattolica il XIX Concilio ecumenico
(2).
(2) Il Concilio Ecumenico è una riunione solenne di tutti i vescovi della
cristianità per definire argomenti controversi di fede o indicare
orientamenti generali di morale.
(3) Il Concilio di Trento non sarebbe ecumenico, in quanto per lungo tempo
convocato senza i vescovi tedeschi, e comunque in comunione solamente con i
vescovi cattolici-romani




Gio 27 Set 2007 9:20 am

lachimera70@...
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Inoltra Messaggio #829 di 857 |
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Pax Pleroma, La questione del peccato orginale ( la disubbidienza di Adamo al Dio Tetragrammatico ), ha da sempre aperto scosso la cristianità pietrina, in ...
Filippo
lachimera70@...
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3 Ott 2007
9:34 am
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