Pax Pleroma,
Per quanto affascinante e\o "buffa" non ritengo che la motivazione
dell'esclusione delle donne dal sacerdozio, sia da ricercarsi in una
questione "numerica".....
Dobbiamo considerare la Chiesa Cattolica come il frutto consolidato di 1.700
anni di tradizione, con regole, forme, rituali, e liturgie consolidati.
Questioni storiche, politiche,e di liturgia hanno portato non tanto ad
escludere la donna dal sacerdozio, quanto a costruire unicamente ed
unicovamente un sacerdozio maschile.
La differenza non è questione di lana caprina, ma bensì di determinazione di
un'intera opera cerimoniale dove un sacerdote di sesso maschile è tramite
fra un'espressione energetica femminile ( lo Spirito Santo ), e il popolo
dei fedeli che riceve.
Cordialmente
Filippo
----- Original Message -----
From: "Lux Increata" <lux_increata@...>
Uno dei termini maggiormente in voga nell'agone esoterico è quello di Gnosi
Gnosi è una parola che deriva dal greco gnosis "conoscenza". Non ci
riferiamo però al mero intellettualismo, o al nozionismo, ad un qualcosa
acquisito tramite la sensorialità fenometica, o un processo
dialettico-razionale, o induttivo.
La gnosi è un particolare tipo di conoscenza, che impone l'assolutà
congruità fra oggetto (di conoscenza), soggetto (che conosce) e funzione di
conoscenza. Possiamo definire la gnosi come lo stato o stadio immeditamente
superiore, al nostro attuale, e personale, stato di
conoscenza-coscienza-consapevolezza attuale.
Cordialmente
Filippo
(ANSAmed) - ATENE, 24 MAR - Grazie ad una sentenza emessa da un tribunale ateniese di primo grado, da oggi e' perfettamente legale, per chi volesse, venerare le 12 divinita' dell'antico Olimpo greco. Lo riferisce oggi il quotidiano Kathimerini precisando che con tale sentenza i giudici hanno dato il loro parere favorevole alla costituzione di un'associazione i cui appartenenti ammettono di venerare Zeus (Giove per gli antichi romani) e gli altri 11 tra dee e dei che, secondo la mitologia, risiedevano sul monte Olimpo. ''Personalmente io sono a favore del diritto di ognuno a praticare la propria fede, qualunque essa possa essere e senza alcun ostacolo'', ha dichiarato al quotidiano Apostolos Vrachiolidis, un giornalista che e' tra i membri fondatori dell'associazione i cui appartenenti respingono recisamente qualsiasi accusa di praticare l'idolatria. ''Vogliamo essere semplicemente liberi di venerare le divinita' dei nostri antenati'', ha detto un altro membro del gruppo che ha preferito restare anonimo. (ANSAmed).
Avrei voluto partecipare all'incotro di Pisa in quanto gli argomenti
dell'incontro sono in parte in linea con la trattazione svolta nel mio
ultimo libro in relazione alla necessità matematica dell'esistenza di
Dio. Sarei lieto a chi eventualmente partecipasse all'incontro, se
vorrà farmi pervenire uno stralcio relativo agli argomenti della
serata. Il mio libro infatti avrà un seguito con un lavoro di
approfondimento degli argomenti trattati che necessita continuamente di
dati da elaborare ed inserire nella trattazione. E approfitto di questo
contatto per ringraziare questa mail lista e tutti coloro che vi
partecipano per la ricchezza degli argomenti trattati e per i
contributi che sono, sovente, ottimi spunti di riflessione e stimoli
alla ricerca ed all'approfondimento. Grazie
----Messaggio
originale----
Da: servizioedicola@...
Data: 26-mar-2006
13.33
A: <fuoco_sacro@yahoogroups.com>, <Gnosticismo@yahoogroups.com>
Ogg: [Gnosticismo] "Religioni e Fedi. Necessità Matematica
dell´esistenza di Dio"
Eden: Nome biblico derivato dall’ebraico (eden, delizia), attribuito ad una località da cui scaturivano quattro fiumi: Tigri, Eufrate, Gihon e Pison (forse Gange e Nilo): Vi si trovavano (Genesi 2, 8) molti alberi, tra i quali l’albero della vita (segno di benedizione e di perfetta comunione con Dio) e quello della conoscenza del bene e del male, i cui frutti erano proibiti all’essere umano prigenio. Un divieto volto a proteggere l’uomo dalla tentazione di sostituirsi a Dio, stabilendo da sé stesso cosa sia il bene e che cosa è male (Dio non ha mai definito tali differenziazioni, poiché tutto è causale, nulla è casuale, mentre il Tutto è giusto e perfetto). Il che può portare l’uomo a distruggere la vita e la stessa Creazione, invece di custodirle e proteggerle con estrema cura ed amore. In origine l’E. era la dimora di Adamo ed Eva, ma ne furono poi scacciati dopo aver commesso il cosiddetto peccato originale (Genesi 3, 23). Il racconto non trova riscontro nella mitologia di altri popoli, anche se nell’epopea di Gilgames si parla di una pianta dell’immortalità, l’albero della vita si ritrova in varie tradizioni orientali, ed il ricordo di un’epoca felice per l’umanità, perduta e mai ritrovata, è ben presente nella tradizione classica ed orientale. Nella tradizione popolare ebraica l’E. è la vera e sola dimora dei giusti. I vari tentativi di identificazione del luogo (Armenia, Golfo Persico, Babilonia, Mesopotania, Arabia, ecc.) sono risultati vaghi ed inutili. Da notare che dall’Antico Testamento l’E. risulta essere una regione dell’Eufrate (II Re 19,12), (Isaia 37, 12), (Ezechiele 27, 23). La tradizionale collocazione ad oriente dell’E. ha dato origine alla tradizione cristiana, per cui l’orientamento delle chiese, delle sepolture, della preghiera e delle professioni di fede durante il rito battesimale sono sempre rivolte verso l’oriente. Questo simboleggia il Paradiso, ovvero la piena comunione con Dio, cui deve tendere la vita del credente.
Ecclesiaste: Nome di un libro dell’Antico Testamento, il cui autore usa lo pseudonimo di Qobelet (o Cohelet) predicatore, definendosi figlio di David, re di Gerusalemme, il che ha fatto attribuire il libro steso a re Salomone. Ma le osservazioni dell’autore sulla decadenza amministrativa e sociale, e soprattutto l’analisi della lingua, che appare assai posteriore e con influenze aramaiche, ne pospongono la stesura al III secolo a.C. Vi si riconoscono inoltre aggiunte posteriori, al fine di mitigare alcuni aspetti del libro. Si tratta di un’opera pessimista, in cui si sostiene che l’esistenza non ha senso, né valore, e che solo la morte pone fine alle sofferenze. Quindi i morti stanno meglio dei vivi, e sarebbe meglio non essere nati. Sono concetti materialistici ed epicurei, attenuati e poi risolti nel pensiero che il godimento della vita è dono di Dio, che l’uomo deve rendere conto a Dio del suo operato, mentre è vano affannarsi per irrangiungibili aspirazioni. Per la persistente attualità degli argomenti trattati è uno dei libri più letti dell’Antico Testamento.
> Detto questo, bisognerebbe adesso chiedere al tuo interlocutore,
> che immagino giovane e brufoloso, cosa mai potrebbe cambiare in un
> percorse di autoconoscenza il sapere cosa cambia se la Maddalena e
> Gesù hanno copulato oppure no ?
Carissimo Filippo,
è sempre un grande piacere interloquire con te e gli altri amici e
corrispondenti di Fuoco Sacro!
Mi hai tolto molte parole dalla tastiera e questo da un lato mi
rammarica perchè volevo scriverle io... :-)) dall'altro mi toglie
dall'impaccio di trovare la forma più acconcia per scriverle!
Ti inoltro, a buona testimonianza di ciò, quanto dicorrevo con altro
fraterno amico in corrispondenza.
Ti abbraccio
Alessio
> E' pur vero però, che un argomento così scottante che per secoli ha
> dovuto nascondersi sotto il velame de li versi strani, sotto i
> simboli delle carte da gioco, sotto la letteratura troubadorica ed
> altro, è venuto alla ribalta mondiale riuscendo a permeare tutte le
> classi sociali e culturali, spiazzando chi per millenni aveva
> raccontato una storia diversa e dando lo spunto e la possibilità a
> chi è interessato a sapere e vuole approfondire il tema, di
> rivolgersi a tutta quella letteratura che da Baigent, Leigth e
> Lincoln in poi, tratta l'argomento.
> Quindi ben venga anche il film, che sicuramente sarà un polpettone
> stile telenovela, ma le verità per troppo tempo oscurate che da Nag
> Hammadi e Qumram sono risorte (è proprio il termine adatto, no? :-
> ) ) trovino alfine spazio nella coscienza collettiva, scrostando,
> mi auguro il più possibile, quello strato di bugie che sul
> messaggio e sulla vita del Cristo è stato steso.
Carissimo,
sinceramente non capisco quali siano tutte codeste verità...
Qualcosa è stato nascosto per del tempo?
Ciò non significa che sia vero; può significare che non sia
conveniente, casomai.
Parliamo della vita di Gesù o del Cristo?
Credimi, il discorso non è capzioso.
Le presunte bugie raccontate dal cattolicesimo "paolino" (ti piace la
definizione?) certamente non sono più false di quelle raccontate in
altre sedi.
Prendiamo per esempio il discorso Maddalena: chi nega che sia stata
la compagna di Gesù probabilmente ha interesse a fare di lui un
modello di celibato; chi la vuole ammettere per forza vuole negare
tale celibato... la risposta del saggio sai qual'è? ECCHISSENEFREGA!
Scusa se sono un po' indelicato, ma veramente possiamo dare
importanza alla vita sentimentale/privata di un uomo???
Ma stiamo scherzando???
Allora scriviamo il Vanity Fair delle religioni... Maometto ebbe
diverse mogli (era un gran figo!); quante ne ebbe Mosè?
Suvvia, non vorremo davvero credere alla storiellina della stirpe e
del "sangue reale"... o sì?
Purtroppo, c'è chi ci crede!
E ci CREDE, dico io, per il solo fatto che prima gli era stato
nascosto!
Allora, senza sapere in cosa sta credendo, assume per principio una
posizione contraria a quella che aveva precedentemente.
Così fanno le greggi: non pensano, non cercano, non verificano. Le
greggi SEGUONO qualcuno, perchè sono tanto mediocri da non volersi
affrancare.
Sempre con molta sincerità, penso che sia stato un bene tenere
nell'ignoranza per millenni il volgo... perchè tanto, dargli una
risposta oppure un'altra sarebbe stata la stessa cosa, per GENTE CHE
NON VUOLE PORSI DOMANDE.
Adesso chi ha letto il romanzo sotto l'ombrellone, se vuole, può
andare a cercarsi gli studi di Baigent, Leigth e Lincoln? Embeh? E
dopo cos'avrà? Avrà delle diverse versioni di MANIFESTAZIONI
ESSOTERICHE... è forse questa la VERITA' che andiamo ricercando?
Cos'è un Cristo?
Posso essere io un Cristo?
Come posso esserlo?
A questo sono capaci di rispondere tutti codesti sedicenti studiosi?
Chiacchierino pure, come chiacchierano nelle Curie.
Le chiacchiere, qualche volta, fanno vento.
Ti abbraccio fraternamente
Tuo,
Alessio
>
>
>(...)
>In altri termini , pur senza trascurare in alcun modo la nostra umanità,
occorre vedere e mirare oltre l'uomo
>
>Cari saluti
>
>Pino
>
>
>
>Qualcuno potrbbe chiedersi se dietro la contaddizione vi sia spinta, non me lo
chiedo più.
>
Ormai è irrilevante: la frase di Guenon (chissà perché mi viene sempre
in mente) riferita agli esoteristi iniziati , che sono tutti fuggiti o
andati in oriente
dopo la guerra dei trenta anni ,vera o no , nella sua essenza spazio
temporale è la spiegazione (un tentativo di spiegazione), non tanto di
ciò che è avvenuto
e che avviene, ma la metafora degradata di ciò che hai detto in modo ben
più efficace.
Del resto ciò che dice Plotino quando dice di imitare gli dei non mi
pare distante da quello che dice Gesù "...siate perfetti come è perfetto
il padre vostro che è nei cieli..."
e tuttavia "....nessuno è perfetto tranne il padre mio..." .
viero
>
>
>
>
>
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Vittorio Vanni e Giampaolo Pacenti
In collaborazione
Con Fiorenzo Smalzi e Tiziano Pecchioli
Del Caffè Letterario delle Giubbe Rosse
INVITANO
Alla conferenza di
Elzir Izzedin
Iman della Comunità Islamica Fiorentina
Su: Gerusalemme, centro del mondo.
Incontri e scontri di civiltà
INTERVERRANNO:
Don Dante Carolla
Vittorio Vanni Discussant
Lunedì 27 Marzo 2006 Ore 21,30
Al Caffè Letterario
Giubbe Rosse
Piazza della Repubblica
FIRENZE
L´Accademia di Studi sulla Tradizione e la Scienza
«Collegium Fraternitatis Eques Peregrinus»
In collaborazione con Sergio Piane
Dell'Associazione "Vivarium"
E con Vittorio Vanni delle "Giubbe Rosse"
Presentano
Nell´ambito di un ciclo di Incontri sul tema "Tradizione, tradizionalismi,
la funzione dell´uomo", venerdì 31 marzo 2006, alle ore 18,00, si svolgerà
una serata dal titolo "Religioni e Fedi. Necessità Matematica dell´esistenza
di Dio" Sede dell´incontro il più che centenario Caffé dell´Ussaro di Pisa,
Lungarno Pacinotti 27, leggendaria sede della cultura e della Goliardia
pisana dove, secondo I rapidi versi del Guadagnoli "si impara più stando
un´oretta là che dodici anni all´università".
Nell'occasione per la saranno presentati I numeri dell´Antologia di Studi
Tradizionali Luz dedicati a "Le vie dell´immediatezza" e "Le vie della
mediazione".
Modera la serata Sergio Piane.
Relatori I saggisti Mauro Cascio e Vittorio Vanni.
Conclude Maurizio Camerata, Presidente dell´Accademia.
INGRESSO LIBERO E PARTECIPAZIONE GRADITA
Il giorno 23/mar/06, alle 09:58, Alessio ha scritto:
> Carissimi,
> vi inoltro uno scambio di corrispondenza intercorso con un fraterno
> amico, appassionato e competente studioso di culture e tradizioni.
> La deriva dei tempi moderni dipende anche dal fatto che tutto ciò che
> si crede che sia stato oscurato nei secoli da qualche "Papa nero"
> adesso sembra a molti vero per forza... anche se si tratta di una
> bufala colossale.
> Così, solo per andare contro al "vaticano", si crede a Babbo Natale e
> pure alla Befana!
> Un po' come colui che si taglia le parti basse per fare dispetto alla
> moglie... o no?
> Fraternamente
>
> Alessio
>
Carissimo Alessio,
francamente non capisco il tuo astio nei confronti di Dan Brown. I
romanzi di questo autore sono infatti romanzi e nulla più, se Dan Brown
si è divertito a spiluzzicare un po' di tradizione a destra e sinistra
e cucinare un minestrone abbastanza gustoso, che se non altro si legge
in due giorni, non ci vedo niente di male. E' un po' come scagliarsi
contro il telefilm "La maledizione dei Templari" o il film "Il mistero
dei Templari", sono solo storie inventate più o meno piacevoli, ma solo
storie; non è in quei libri o in quei film che bisogna ricercare la
verità.
Se vuoi cimentarti nella lettura di romanzi iniziatici prova a leggere
"Zanoni" di Edward B. Litton oppure "Il viso verde" o "Il Golem" di
G.Meyrink, libri che sicuramente conoscerai, ma lascia da parte Dan
Brown che fa ottimamente il suo lavoro di romanziere (fra l'altro i
suoi romanzi mi sono piaciuti) e non il maestro di scienze esoteriche.
Ricordati sempre che la fama è una cosa strana: non importa se ne
parlate bene o male, l'importante è che ne parliate!!
Jhaoben
>Secondo alcuni funzionari afghani però l'uomo potrebbe non >essere giudicato se
dichiarato mentalmente inabile.
Mi vengono in mente le "rieducazioni" ed i manicomi di stato della russia
comunista. D'altra parte il loro ragionamento non faceva un grinza: poichè il
comunismo rappresenta il bene assoluto per l'umanità, chi è contro il comunismo
non vuole il proprio bene e quindi è pazzo.
A ben vedere è un tipo di logica di cui troppo spesso, in modo palese o più o
meno mascherato, l'uomo singolo e le comunità umane divengono preda...
Cari saluti
Pino
In due diverse e_mail, relative a temi diversi, è emersa una pressochè identica
riflessine che, a mio avviso, è di fondamentale importanza per chi ritiene di
aver imboccato un sentirero di crescita e di trasformazione...
dice Ultimus:
"Allora forse non stai seguendo una via esoterica...ti ricordo (cito a memoria)
una frase di Plotino: "non già simili agli uomini dabbene o esenti da peccato
dobbiamo essere, ma simili agli dei..."
Lo scopo non e' un morale "morire privi da peccato"...perche' se si persegue
questo e' impossibile trascendere il peccare stesso.
Lo scopo e' distaccarsi da tutto e "morire in vita", cosicche' si rinasca a se
stessi e si acquisti la libertà dal peccare come conseguenza di cio'.
E in altra e_mail Filippo:
"Sono fortemente convinto che la radice, il cuore pulsante di ognire Reale-reale
forma spirituale, sia necessariamente antisociale, e antiumano almeno come nella
convinzione occidentale-moderna intendiamo questi termini. Un uomo che ricerca
una dimensione spirituale, e un uomo che ritiene come quanto lo circondi sia nel
migliore dei casi una "piccola guerra" e nel peggiore dei casi "una prigione",
se queste inflessioni non sono presenti in realtà non è uomo che ricerca una
dimensione spirituale, bensì che ricerca un equilibrio teso a prolungare la
propria dimensione psicologica, oltre la forma fisica."
E mia convinzione che lo sdrucciolevole sentiero che conduce verso la
trasformazione non possa essere imboccato che da pochi. Chi è felice della
propria condizione di uomo ed in essa si sente pienamente realizzato perchè
dovrebbe ad essa abdicare per qualcosa di non certo ? Altresì colui che non
abbia pienamente realizzato la propria condizione di umano, non può sperare di
poterla realizzare attraverso questa via, che dovrebbe condurre oltre, ma che in
questo caso conduce inevitabilmente nel baratro. In più occorrono alcune
caratteristiche necessarie ed essenziali: una volontà pura e libera, una
sincerità assoluta, soprattutto nei propri confronti, un'apertura completa che
non consente nessuna certezza, quindi nè pregiudizi ideali e mentali, nè scopi e
finalità specifiche...occorre liberarsi di ogni fardello prima di imboccare il
sentiero, altrimenti ogni peso ci mpedirà di ascendere...ed occorre avere la
precisa consapevolezza che non solo le limitazioni all'essere uomo sono pesanti
fardelli, ma anche le le caratteristiche distintive dell'uomo, le stesse
definizioni di uomo, non sono altro che fardelli...
In altri termini , pur senza trascurare in alcun modo la nostra umanità,
occorre vedere e mirare oltre l'uomo
Cari saluti
Pino
Carissimi,
vi inoltro uno scambio di corrispondenza intercorso con un fraterno
amico, appassionato e competente studioso di culture e tradizioni.
La deriva dei tempi moderni dipende anche dal fatto che tutto ciò che
si crede che sia stato oscurato nei secoli da qualche "Papa nero"
adesso sembra a molti vero per forza... anche se si tratta di una
bufala colossale.
Così, solo per andare contro al "vaticano", si crede a Babbo Natale e
pure alla Befana!
Un po' come colui che si taglia le parti basse per fare dispetto alla
moglie... o no?
Fraternamente
Alessio
--------------------------------------------------------------
Non sono molto convinto del passaggio in cui richiami Dan Brown (che
ha inventato di sana pianta una parte delle idiozie che ha scritto in
quel famigerato romanzo, mentre al contempo riscriveva pro domo sua
alcuni concetti gnostici) ed i neopaganesimi, che col Femminino Sacro
NULLA hanno in comune. La wicca è una baggianata inventata a tavolino
da uno dei tirapiedi di quel mascalzone del crowley (lo scrivo pure
con l'iniziale minuscola), tale gardner (idem) che non aveva arte nè
parte.
Tralasciando questo inciso, mi pongo anche una domanda, forse banale:
forse che i Fedeli d'Amore incarnavano la Sophia sotto vesti di
donna... perchè erano uomini?
Non ho notizia, infatti, di donne che appartennero a
questa "fraternitas" (possiamo chiamarla così?)...
Un abbraccio
Alessio
--------------------------------------------------------------
> Carissimi tutti,
>
> Sui Fedeli d'Amore, la prima interpretazione che intendo presentare
è quella di Evola. Secondo il "barone magico", la morte della donna,
ricorrente in tanta letteratura provenzale e cortigiana, deve essere
ricondotta addirittura alla rubedo alchemica. La narrazioni delle
morti di Beatrice, Rachele, ecc, rappresenta, sempre secondo Evola,
il "superamento della donna nella reintegrazione completamente
attuata", "ossia, una condizione di virilità ristabilita al di là
dell'apertura estatica; stato finale, questo, per il quale, sempre
nell'ermetismo, si parlava talvolta di uccidere colei da cui si era
stati uccisi, ma altresì generati" (cfr. Metafisica del Sesso).
Personalmente preferisco l'interpretazione di Guénon e di Valli, per
i quali la "donna" era una metafora della Verità divina nascosta, da
esprimere con un linguaggio allegorico per evitare le persecuzioni
della Chiesa Cattolica Romana. Ma sappiamo benissimo che Evola era
eccessivamente attratto da una lettura tesa a sminuire l'autorità
spirituale e a valorizzare la ribellione kshatriya e guerriera sul
potere brahmanico (da qui, l'interesse del tradizionalista italiano
verso il buddhismo: Gautama Shakyamuni era infatti uno kshatriya che
si appropriò della conoscenza e si oppose al sistema castale
brahmanico; così come Gesù si era opposto al potere sacerdotale
giudaico dell'epoca. Quando la forma si atrofizza a detrimento dello
spirito vivido, nella storia o nel mito arriva sempre un riformatore
a irrorare nuova linfa all'interno). Perché i Fedeli d'Amore,
utilizzarono l'immagine della donna come metafora della gnosi?
> Esiste tutta una vasta letteratura da Bachofen (cfr. "il
matriarcato") sull'esistenza di un mondo matriarcale primordiale
deliberatamente cancellato con l'avvento del patriarcato. Non conosco
la situazione attuale delle ricerche storiografiche contemporanee,
dunque, non mi pronuncierò in merito alla veridicità delle teorie del
matriarcato originario. Dovrebbe essere provata, però, la presenza di
un ordine matriarcale nell'antica civiltà minoica- ossia a Creta-
successivamente rovesciato dall'avvento al potere dei micenei e degli
achei, a differenza dei primi, patriarcali ed indoeuropei. Sembra-
continuo ad usare il condizionale- che ab initio fosse diffusissimo
il culto della Dea: Cibele in Frigia, Iside in Egitto, Astarte in
Fenicia, Rea a Creta, Inanna presso i Sumeri, Proserpina in Sicilia,
Hera nell'Ellade. Con l'avvento del patriarcato Hera fu degradata
a "semplice" moglie di Zeus. Il culto della Dea, trova riscontro
anche presso le entità superumane delle civiltà c.d. "primitive": la
Madre Terra presso le civiltà proto-agricole (cfr. Brelich,
Introduzione allo studio delle religioni), giacché la donna fu la
prima a prendersi cura della terra; inoltre, alla coltivazione dei
cereali, nelle prime civiltà c.d. "superiori" (tutto è relativo e non
si deve cadere nell'etnocentrismo) si associava benissimo il
simbolismo lunare e la fecondità del grembo femminile, insieme con la
periodicità del sangue mestruale (cfr. Eliade, Sacro e profano). Non
sarebbe inoltre troppo complicato arrivare, secondo questa linea di
lettura, ad ipotizzare un originario sacerdozio femminile anche
nell'entourage originario di Gesù (Dan Brown ha utilizzato, oltre che
le idee di Lincon, Baigent, Leigh, anche i Vangeli gnostici ed
apocrifi). Da notare anche che al culto della Dea si rifà attualmente
la Wicca, il Chaos Magic, e tutto il neopaganesimo in generale.
Tuttavia, è un dato di fatto che nel culto dionisiaco le baccanti
avessero un'importanza fondamentale; così come, in molte culture come
quella degli Yakut siberiani lo sciamanesimo femminile è originario e
più potente di quello maschile. Da tutte queste idee, Jung ha tratto
la sua lettura dell'alchimia come hieros gamos e mysterium
coniunctionis: l'unione di maschile e femminile, la rivalutazione
dell'Anima, il principio d'individuazione, ecc., altro non è che il
Lapis.
>
> Mi fermo. Eventualmente, dell'importanza del simbolismo femminile
nelle metafisiche indiane, parleremo la prossima volta (sempre che il
discorso che stiamo facendo riscuota interesse).
Espulsi i sette che volevano attaccare Milano e Bologna Gli obiettivi erano i treni della metropolitana e la Basilica di San Petronio
È durata per tutta la giornata di ieri l'operazione nei confronti di sette islamici che per le procure distrettuali di Milano e Bologna, stavano preparando attentati nel metrò di Milano e nella chiesa di San Petronio nel capoluogo emiliano. I sette sono stati espulsi dal nostro Paese perché considerati, ovviamente, personaggi pericolosi. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Corsera, sarebbero di origine marocchina e tunisina. L'inchiesta è partita alcuni mesi fa, meglio alla fine di novembre: lo stesso periodo in cui in Italia le manette, sempre dei Ros, scattavano attorno ai polsi di alcuni algerini accusati di far parte proprio del Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, gruppo estremista con basi in Algeria. Anche loro, nel corso di telefonate, parlavano di possibili attentati in Italia, in alcune città del Nord e a Napoli, con una nave carica di esplosivo. E mentre gli algerini discutevano di questo, le autorità greche avevano fermato un marocchino con alcuni documenti falsi. Nel corso dell'interrogatorio il magrebino aveva ammesso di essere a conoscenza che un emiro vicino al "Gia" aveva intenzione di far compiere “un attentato in Italia in una città del Nord, nei primi mesi dell'anno. In quella chiesa dove c'è il quadro del Profeta”. Secondo le indiscrezioni il progetto sarebbe stato confermato dallo stesso emiro, a sua volta arrestato in Algeria. L'uomo, sentito dai servizi di informazione del paese nordafricano, aveva confermato di aver dato l'ordine di spargere “fuoco e fiamme sull'Italia”. A questo punto i dati sulle comunicazioni dell'emiro sono stati trasmessi alle autorità italiane che hanno compiuto una lunghissima scannerizzazione dei contatti dei fermati e degli indagati, ricostruendo la sottile ragnatela di rapporti e identificando lo specifico target del gruppetto che avrebbe dovuto diventare, poi, operativo. È evidente che, traccia dopo traccia, numero di cellulare dopo numero di cellulare, appostamento dopo appostamento, i carabinieri hanno individuato due gruppi, uno pronto a colpire a Bologna davanti al grande affresco di Giovanni da Modena dove è raffigurato Maometto all'inferno, e l'altro pronto a sferrare un attacco a Milano, su una delle linee della metropolitana. A confermare che dall'Algeria stavano arrivando ordini ben specifici, c'è anche l'operazione, sempre condotta dai Ros di Milano, nei confronti di un algerino a metà febbraio. L'uomo, residente in un comune del piacentino, aveva utilizzato frasi tipiche del linguaggio jihadaistico mentre parlava con uno zio residente in Algeria. Il suo linguaggio faceva riferimento ad espressioni tipiche dei kamikaze islamici: un suo viaggio a Milano aveva fatto temere che per lui era giunto il momento di immolarsi. Del resto non è questo un caso isolato. Già nell'agosto del 2005, un altro marocchino era stato scoperto mentre parlava, all'interno di un carcere del Nord, con un imam arrestato. Entrambi ipotizzavano sanguinosi attentati a Roma e a Venezia alla vigilia di Ferragosto. La procura distrettuale di Brescia ha avviato l'inchiesta sul possibile arrivo nelle due città di oltre 300 chili di esplosivo procurati da un palestinese di Torino vicino ad Hamas. Quello che è comune ai sette islamici sono gli obiettivi da colpire. Nel mondo dell'arcipelago di Al Qaeda, ma anche nel semplice immaginario di qualsiasi islamico radicale, l'immagine di Maometto rappresentata a San Petronio, continua ad essere un'offesa e, quindi, il colpire questo simbolo è ricorrente nei dialoghi tra i fondamentalisti. Da qui all'operatività sul campo, il passo può essere più o meno lungo. In questo caso, come ha poi spiegato la Dda di Bologna, non vi era un pericolo immediato o, comunque, non vi era prova che lo fosse. Tutto questo è dimostrato dal fatto che nei confronti dei sette non sono stati emessi provvedimenti di natura cautelare. Almeno un paio di anni fa, un altro gruppo di marocchini era finito in carcere perché i carabinieri li avevano scoperti mentre, con una telecamera, all'interno della chiesa bolognese, stavano filmando proprio il dipinto di Giovanni da Modena. In quell'occasione i magrebini parlavano vicino al microfono della telecamerina intercettato dall'apparato radio dei carabinieri. Mentre filmavano esprimevano tutto il loro rancore nei confronti di quell'immagine del profeta straziato nelle fiamme dell'inferno. Finirono in cella tutti, ma poi i magistrati furono costretti a rilasciarli perché non erano state trovate prove nei loro confronti. Di un attentato al metrò di Milano, le frange più estremiste dei tunisini, ne parlano quanto meno, in maniera seria, dal 2002. Almeno due pentiti, entrambi di nazionalità tunisina, hanno raccontato di due diversi e distinti progetti per far saltare la stazione del metrò di piazza Duomo. Per questo è ancora aperto il processo di Cremona. Le date, per queste esplosioni, erano state fissate per la fine del Ramadam di quell'anno quando, lo stesso giorno, uomini e macchine imbottiti di "C quater" sarebbero esplosi sia a Milano che davanti al duomo di Cremona. Secondo le rivelazioni del pentito, il tunisino legato alla moschea di viale Jenner pronto a farsi saltare, si autodefiniva "l'uomo che fa le pulizie nel metrò". Di questo possibile attacco, stile tube di Londra, le cellule tunisine appoggiate anche dai loro cattivi maestri egiziani, ne hanno sempre parlato, come hanno sempre discusso di altri due possibili attentati alla caserma dei carabinieri di via della Moscova e alla questura di via Fatebenefratelli, entrambe nel cuore del capoluogo lombardo. Il proseguimento dell'inchiesta da parte dei piemme Armando Spataro e Nicola Piacente, tende, quasi sicuramente, a valutare se nei confronti dei personaggi verso cui è scattato il provvedimento di esplusione dal nostro Paese si possa ipotizzare una grave responsabilità penale e, di conseguenza, si possano chiedere ai giudici provvedimenti cautelari nei loro confronti con relativo processo. R. F.
Permettimi di risponderti in modo ampio, a questa tua interessante mail che apre numerosi spunti di riflessione e di interrogazione.
Sono fortemente convinto che la radice, il cuore pulsante di ognire Reale-reale forma spirituale, sia necessariamente antisociale, e antiumano almeno come nella convinzione occidentale-moderna intendiamo questi termini. Un uomo che ricerca una dimensione spirituale, e un uomo che ritiene come quanto lo circondi sia nel migliore dei casi una "piccola guerra" e nel peggiore dei casi "una prigione", se queste inflessioni non sono presenti in realtà non è uomo che ricerca una dimensione spirituale, bensì che ricerca un equilibrio teso a prolungare la propria dimensione psicologica, oltre la forma fisica.
Sull'immagine divina. Vorrei ricordare che anche la cristianità, fattasi forma religiosa, ha attraversato un lungo periodo di lotte proprio in virtù della possibilità o meno di raffigurare il volto divino. Il cattolicesimo ci ha fornito e ci fornisce una pletora quasi infinita di figure di santi, angeli, divinità, e quanto altro che appaga il senso di continuità, di tranquillità dell'uomo che non ricerca dil divino ma una forma a lui simile.
Attorno alla gnosi. La gnosi si pone come testa senza corpo, rivolta all'utilizzo strumentale, alle proprie necesssità, di ogni froma religiosa, che può essere letta (la forma religiosa) come degenerescenza di quella spirituale. Risulta ovvio che nella forma esteriore ed esteriorizza, la gnosi viene vista come invadenza dalla religione, e nella forma interna non ho alcun dubbio che la gnosi esterna alla Chiesa, si ponga in conflitto con una qualche realtà occulta presente nella seconda.
>Pax Pleroma Viero, > >Personalmente il cristianesimo autentico lo vedo proprio come necessario >superamento, o punto di rottura (volendo essere più incisivo) rispetto alle >forme religiosi e sprituali precedenti. > > > .................................................................
Sono felicemente stupito che tu abbia ripescato questa vecchia mail per due ragioni:
Uno.... Gesù Cristo nelle ultime parole pone una contraddizione che se confrontata con l'attuale sentimento manieristico di approccio al divino, mi riferisco alla credenza e alla speranza come consolazione per l'esistenza umana ma anche come clava nei confronti di quelli che sospettano ci sia altro, basterebbe già almeno a spingere ad abbassare la testa e versare qualche lacrimuccia di reale sconforto. Perché se lo sconforto ci deve essere è meglio che sia autentico e non virtuale. Lo so, la primavera è bella , i fiori sono belli, ma mio padre mi ha abbandonato , per iniziare a capire nel vero senso della parola occorre iniziare da quì. Fare in modo cioè che la domanda "...perché mi hai abbandonato...." sia incarnata nell'esistenza ..... che il vuoto che questa domanda genera sia un vuoto reale .
La seconda ragione è quella che mi permette di pormi la seguente domanda... Siamo sicuri che questo sentimento di attenzione verso -l'assenza- e il successivo dispiegarsi dell'essere verso lidi reali a causa di questa necessità vitale sia qualosa di nuovo? (nel senso di tempo) Il divieto di rappresentare il volto di Dio o di scrivere il suo nome presente in certe tradizioni religiose ... non è forse il surrogato di questo sentimento che è stato mal compreso? Ma, mi chiedo, se qualcuno lo ha ben compreso o perlomeno ne intravede qualche contorno , non può essere che l'inevitabile auto isosolamento,o meglio, la sensazione che egli ha di essere solo non lo faccia additare come una sorta di aristocratico del pensiero?
Ecco allora spiegato il sentimento di ripulsa che le religioni (in genere) hanno nei confronti della gnosi , ripulsa che viene giustificata dall'acusa che costoro sono "...una cerchia ristretta di uomini e donne..." in quanto si sono proclamati tali. Va da se che questa ingenuità nel giudizio "politico" possa solo essere perdonata con un sorriso ... come del resto si perdonano le babinesche ingenuità in genere. "...Non sanno quello che fanno....".... niente di più moderno mi pare.
viero
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"Solo la giustizia afghana può decidere sulla sorte del cittadino afghano convertito al cristianesimo, che rischia la pena di morte per apostasia". Lo ha affermato il presidente afghano Hamid Karzai , aggiungendo che il governo resta comunque determinato a far rispettare i diritti umani. Secondo alcuni funzionari afghani però l'uomo potrebbe non essere giudicato se dichiarato mentalmente inabile.
Potrebbe essere questa una via di uscita per l'imbarazzante situazione in cui si trova il governo afghano. Ma bisognerà vedere se l'imputato sarà disponibile a dichiararsi inabile. Resta però chiara la presa di posizione di Karzai.
"Questa vicenda è stata portata sul terreno giudiziario dalla famiglia dell'accusato e deve essere affrontata dal solo potere giudiziario", ha dichiarato Khaleeq Ahmad, a nome della presidenza afghana, ovvero di Hamid Karzai, che finora non si era pronunciato sul problema. "Il governo dell'Afghanistan resta comunque determinato a far rispettare i diritti dell'uomo nel Paese", ha aggiunto, senza pero' ulteriormente precisare cosa significhi.
Numerosi Paesi occidentali, tra cui in prima linea anche l'Italia, si sono mobilitati in questi giorni per salvare la vita a Abdul Rahman, un afghano imprigionato due settimane fa, dopo essere stato denunciato dagli stessi parenti alla polizia per essersi convertito dall'islam al cristianesimo. La conversione è avvenuta 16 anni fa, quando l'uomo lavorava per una Ong cristiana a Peshawar (Pakistan): rischia la pena di morte secondo la sharia, la legge islamica in vigore in Afghanistan.
Altro che reciprocità delle religioni: a Kabul a causa della sharia un cittadino rischia la pena capitale A MORTE CHI SI CONVERTE AL CRISTIANESIMO Altro che reciprocità delle religioni: a Kabul a causa della sharia un cittadino rischia la pena capitale
Roberto Fiorentini
In Italia un ministro della Repubblica dà vita ad una consulta islamica per capire i problemi dei musulmani. Non solo. Acconsente che i partecipanti possano anche esprimersi in maniera democratica presentando diversi punti di vista. In Afghanistan, invece, un islamico che dice di volersi convertire al Cristianesimo rischia la pena di morte. È questa una delle tante cartine di tornasole che dimostrano... ...come l'islam moderato, sia un'araba fenice, come la tanto invocata “reciprocità” sia ben lontana anche solo dall’essere concepita. La notizia che arriva da Kabul non è infatti riferita ai giorni della dittatura talebana, ma è stata riportata dai giornali italiani nelle ultime ore, quando nella capitale afgana il governo è quello appoggiato dalle forze occidentali che hanno defenestrato il mullah Omar e tutti i suoi studenti coranici appoggiati dai combattenti di Osama Bin Laden struttura portante di Al Qaeda. Dunque anche se si cambia forma di governo, il sub strato culturale rimane lo stesso che era in vigore nell'oscurantismo talebano. La vicenda è questa. Nei giorni scorsi un cittadino afgano è stato incriminato da una corte di Kabul per essersi convertito al cristianesimo e potrebbe essere condannato alla pena capitale. L'uomo, Abdul Rahman, 41 anni, è stato denunciato e arrestato il mese scorso come convertito da suoi familiari nell'ambito di una lite con l'ex moglie per la custodia dei due figli. Trovato in possesso di una Bibbia, è stato accusato di apostasia per aver abbandonato l'Islam. Secondo quanto riferito dal giudice Ansarullah Mawlavezada il processo per ripudio dell'Islam ha avuto inizio giovedì scorso. Nella prima udienza Rahman ha confessato di essersi convertito al cristianesimo 16 anni fa, mentre lavorava come operatore umanitario per un'associazione internazionale cristiana che si dedica al soccorso dei rifugiati afgani a Peshawar, in Pakistan. «Noi non siamo contrari ad alcuna religione in particolare, ma in Afghanistan questo genere di cose è contro la legge», ha detto il giudice Mawlavezada. «È un attacco all'Islam». Dopo avere lavorato per quattro anni in Pakistan, Rahman ha vissuto per nove anni in Germania. Rientrato in Afghanistan nel 2002, ha provato ad ottenere la custodia dei due suoi figli, che adesso hanno 13 e 14 anni, che sono sempre vissuti con i nonni. La battaglia per la custodia si è conclusa con l'arresto dell'imputato. Il pubblico ministero Abdul Wasi si è offerto di ritirare le accuse se Rahman accetterà di tornare all'Islam, ma l'uomo si è rifiutato. Per questo Wasi ha chiesto la pena di morte. La vicenda riflette la lotta in corso nel Paese fra fondamentalisti e riformisti sull'adesione più o meno stretta alla sharia, la legge islamica, che in base alla costituzione è fra le fonti del diritto. Dunque niente grazia. L'Occidente, e in particolare l'Italia, fa costruire moschee, permette scuole coraniche, perfino autorevoli membri delle gerarchie cattoliche ammettono la possibilità dell'insegnamento del “libro” nelle scuole: e loro i musulmani vogliono impiccare un uomo solo per il fatto che ha ripudiato l'Islam per abbracciare il Cristianesimo. Il punto cardine della reciprocità è, come sempre, qualcosa di assolutamente aleatorio. L'Islam non lo non riconoscerà mai al cristianesimo per la sua stessa natura. Neppure davanti alla presenza di cristiani, come i militari italiani, che da cinque anni assistono la popolazione civile stremata dagli anni della dittatura religiosa. Intanto il ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini ha appreso «con preoccupazione» la notizia e ha disposto la convocazione dell'ambasciatore dell'Afghanistan a Roma oltre ad aver dato istruzioni all'ambasciatore italiano a Kabul di compiere un analogo passo le autorità afgane. In tale contesto la nostra ambasciata a Kabul ha convocato una riunione dei capi missione dell'Ue. Della questione, sotto sollecitazione del ministero degli affari esteri italiano, si occuperà anche il Gruppo di esperti dell'Ue sui diritti umani. Secondo quanto affermato da fonti della Farnesina l'Italia si adopererà al più alto livello, anche portando la questione all'attenzione dei vertici dell'Unione Europea a Bruxelles, per impedire conseguenze incompatibili con la difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Lunedi, aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente, il cardinale Camillo Ruini aveva sollevato la questione delle persecuzioni cui sono sottoposti i cristiani in diverse regioni del mondo e aveva richiamato la comunità internazionale ad un maggiore impegno sui temi della libertà religiosa e sul rispetto dei diritti umani. Ruini ha citato come esempi due Stati, la Nigeria e le Filippine, dove le persecuzioni ai danni dei cristiani sono in aumento, «per non dire della difficile situazione dei cristiani in vari Paesi a dominazione musulmana, o anche retti da sistemi politici avversi alla religione: sono gravi e urgenti dunque i motivi per cercare di costruire, o ripristinare, forme di convivenza civile e di collaborazione, nel rispetto reciproco e nel riconoscimento sincero della libertà di religione». [Data pubblicazione: 22/03/2006]
L’episcopato schiera un sito web e un documentario televisivo
WASHINGTON, D.C., giovedì, 9 marzo 2006 (ZENIT.org).- La Campagna di Comunicazione dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti offrirà risorse chiave per fornire accurate informazioni sulla vita di Gesù prima del lancio del film “Il Codice Da Vinci”.
Queste risorse includeranno un sito web e un documentario che dovrebbe andare in onda sulle stazioni televisive NBC-TV. E’ anche in produzione un opuscolo di 16 pagine dal titolo “The Authentic Jesus” (“Il Vero Gesù”).
Questo giovedì la Campagna di Comunicazione Cattolica ha lanciato un sito web, www.jesusdecoded.com, per fornire informazioni su Gesù, sugli insegnamenti cattolici e su vari aspetti esplorati nel romanzo di Dan Brown.
Il sito spiegherà i diversi dogmi della Chiesa cattolica, includerà articoli di teologi, commentatori di media, esperti d’arte e altri per fornire un background adeguato, oltre a rigettare le speculazioni e le inesattezze su Cristo e sulle origini del cristianesimo. Al sito web contribuirà anche la Prelatura dell’Opus Dei.
L’opuscolo
In marzo sarà disponibile anche l’opuscolo “The Authentic Jesus”, che affronterà questioni sollevate da “Il Codice Da Vinci” e da altri ritratti popolari di Gesù.
L’opuscolo, prodotto dal Comitato per le Comunicazioni della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB), presenta l’autentico insegnamento cattolico su Gesù e sulla sua divinità, sul Nuovo Testamento, sullo gnosticismo, sulle donne e la Chiesa e su altri elementi importanti sotto forma di domanda e risposta.
“The Authentic Jesus” sarà reso disponibile per la vendita al dettaglio e all’ingrosso dall’USCCB Publishing, che metterà in vendita anche un inserto basato sullo stesso materiale.
“Jesus Decoded”, un documentario della Campagna di Comunicazione Cattolica che sottolinea gli autentici insegnamenti cattolici su Gesù Cristo, sarà disponibile per la distribuzione sulle stazioni NBC-TV a partire dal terzo fine-settimana di maggio.
Studiosi interpellati
La prima messa in onda del documentario, che ha la durata di un’ora, metterà in luce informazioni chiare ed accurate sulla persona di Gesù, sui suoi discepoli e sulla formazione del canone dei libri, o lista di libri, del Nuovo Testamento.
Girato in Israele, Turchia e Italia, “Jesus Decoded” offre una solida risposta cattolica ai “credenti nel Codice Da Vinci”, concentrandosi soprattutto sui primi tre secoli di sviluppo della Chiesa.
Il programma include interviste con esperti d’arte, storia e Scrittura che aiuteranno a separare la verità cattolica dalla narrativa popolare.
L’USCCB Publishing metterà a disposizione il documentario per la vendita in DVD.
Messia: Dall’ebraico masiah, unto, è un termine usato nell’Antico Testamento quale attributo dei re o del sommo sacerdote, in quanto unti dal Signore (I Samuele 10, 1; 16, 13; ecc.). Secondo i Profeti, il M. è inviato da Dio per realizzare un’epoca di felicità per Israele, ed il trionfo definitivo della religione di Jahweh (Isaia 8, 1-7). In epoca postesilica (dopo Mosé) la missione del M. assume carattere essenzialmente nazionale, di ristabilimento della libertà di Israele, e determina la corrente religiosa del messianesimo (v:). Secondo le scuole rabbiniche, il M., discendente di Davide, sarà preceduto dal profeta Elia, e riporterà gli Ebrei nella loro terra, realizzando un rinnovamento dell’umanità in un’epoca di prosperità, pace e felicità universale. Nel giudaismo moderno non ortodosso il M. è identificato con un’idea di giustizia universale. Nel Nuovo Testamento Gesù Cristo è considerato M., discendente del re Davide. Gli si riferiscono passi vetero-testamentari, come Genesi 3, 14 ss.; 9, 25 ss.; 12,1 ss.; Salmi 2, nonché 6 ed 8; Isaia 11, 1 s.; soprattutto 49-57.
Fuoco: Fenomeno dovuto alla combustione di sostanze infiammabili, accompagnato da luce e calore. Le comunità arcaiche, per il suo aspetto benefico e distruttore, consideravano il F. come la più ambivalente delle forze magico religiose, reputando sciamani e fabbri suoi maestri o signori. Nella cosmogonia indiana vedica assume l'aspetto di divinità diverse, tra il divino ed il naturale. Nel zoroastrismo Ahura Mazda, principio personale intelligente della vita universale, esso si manifesta nel figlio Atar. Come elemento divino il F., contrapposto all'acqua quale elemento inferiore, veniva destinato all'ordalia universale del giudizio finale dove, sotto forma di metallo fuso, avrebbe accolto i malvagi (Avesta, Y, 32, 7). Il F. è presente sulle are di Atena (Attica), di Apollo (Delfi) e di Vesta (Roma). Nella civiltà greco romana il focolare domestico assunse una precisa funzione sacra, quale centro della vita famigliare. Nelle religioni baltiche (Prussi e Lituani) veniva praticato il culto di Perkunas, dio del tuono, in onore del quale veniva mantenuto un F. perpetuo curato dai sacerdoti guidati dal loro capo, detto kriwe. Una parte del pensiero greco ha adottato il concetto di F. per la spiegazione dei fenomeni del mondo. Per Eraclito è la sostanza di cui è composta tutta la realtà, pertanto perennemente mobile, dotata di intelligenza, che presiede il governo del mondo. Secondo Parmenide (v.) la dualità F. tenebra corrisponde a caldo freddo, ed è il principio che chiarisce l'apparenza sensibile delle cose. Per gli Stoici invece il F. occupa la parte estrema dell'universo, e lo considerano il quinto elemento.aristotelico (etere) di cui sono costituite tutte le sfere celesti. La venerazione del F. s'è poi trasferita all'ambito folkloristico, richiamato agli ancestrali compiti di evocazione e di purificazione, in occasione delle ricorrenze stagionali di capodanno, carnevale, di San Giovanni d'estate e di talune feste patronali. Celebrazioni culminanti nell'incendio di un fantoccio, che tramanda il ricordo di certi sacrifici umani tributati per invocare la protezione delle superiori potenze invisibili. Y (Alchimia) L'elemento F., come suggerisce il suo simbolo (un triangolo equilatero con il vertice verso l'alto), rappresenta il flusso del divenire percepito dal punto di vista di chi lo genera. Chi genera il F. costituisce una sorgente attiva di flusso. L'energia di tale flusso diventa anche parte del divenire del Macrocosmo che ci circonda, e come tale può sfuggire alle nostre possibilità di controllo. Questo implica la grande responsabilità che abbiamo quando diventiamo sorgente attiva del F. Perciò, tradizionalmente, grande significato ed importanza viene attribuito al regime del F., che non dovrebbe mai essere violento e caotico, per evitare di trasmettere disordine al di fuori di noi. Il F. è un elemento dinamico: simbolicamente sale verso l'alto, e può generare trasformazioni. L'alto verso cui si dirige la sua azione viene percepito, da chi lo genera, come una Trascendenza.. Y (Interiorità) Ogni vita, specie se nelle sembianze umane, appare animata da un irresistibile impulso a manifestarsi in forme coerenti con la propria essenza. Questa perciò appare sempre come formata da tre componenti: un nucleo interiore stabile, una volontà di azione ed una forma manifestata. Tradizionalmente, ma specialmente in Alchimia, i tre componenti vengono simbolicamente chiamati Zolfo, Mercurio e Sale. É assai difficile cogliere la loro presenza separatamente. Pur presentando forti somiglianze, il F. interiore non dev'essere confuso con l'elemento alchemico F., che interessa invece i più elevati rapporti fra Microcosmo e Macrocosmo. Y (Massoneria) Nella Loggia massonica l'elemento F. si identifica con la funzione del Maestro Venerabile, che lo impiega nel rituale di Iniziazione. Inoltre tale termine conclude ogni brindisi svolto ritualmente nel corso dei convivi massonici, denominati "agapi". Per il Massone, il Fuoco combinato con l’Aria genera il Fumo: per tale ragione di norma nel Tempio si dovrebbe far precedere l’apertura dei Lavori con la diffusione di fumi d’incenso, meglio però se prodotto da un’antica miscela profumata composta dalla polverizzazione di: · 3 parti di incenso puro; · due parti di mirra; · una parte di benzoino; · ½ parte di zucchero. Mediante il ricorso al Fumo viene dispersa la combinazione Acqua con Terra (v. fango) che predomina nel mondo profano.
Acqua: Composto liquido, la cui molecola è formata da due parti di idrogeno ed una di ossigeno, biologicamente indispensabile ad ogni forma di vita e perciò presente in tutti gli esseri viventi. Per il suo valore e per le capacità purificatrici, ha presenza rilevante nei miti ed in quasi tutti i rituali religiosi. Molte cosmogonie vi si collegano, dalla creazione dell'Uomo cosmico (v. Purusha) alla biblica Genesi (1, 6), sempre implicante la sua presenza per la rigenerazione dell'uomo. Diverse liturgie ne prescrivono l'impiego per abluzione, aspersione od immersione, considerandolo quindi mezzo di purificazione e di benedizione. Nelle culture di livello etnologico o folkloristico viene invocata od assimilata quale energia fecondatrice, in ausilio od a sostituzione del seme virile. Gli antichi popoli ugro-finnici pregavano una Madre Acqua per favorire la maternità, mentre le spose tartare sterili si inginocchiavano in preghiera presso gli stagni. Molte culture pongono l'acqua a separazione del mondo dei vivi da quello dei defunti. L'Elemento Acqua, come suggerisce il simbolo, rappresenta il flusso del Divenire percepito dal punto di vista di chi lo riceve. Questo implica che esiste, come antecedente, una sorgente attiva del flusso stesso, mentre chi riceve si colloca in una sequenzialità passiva del divenire, nel senso che non può intervenire direttamente sulla sorgente stessa. Tuttavia, talvolta, chi riceve può indirizzare l'acqua su percorsi non disordinati. L'Acqua è uno dei quattro elementi alchemici. É l'elemento dinamico, che scorre e può generare trasformazioni. La sorgente da cui scaturisce l'Acqua viene percepita, da chi la riceve, come una Immanenza. Viene simboleggiata da un triangolo equilatero rovesciato, ovvero con il vertice verso il basso, come in figura. Nel Tempio massonico viene impiegata dal 2° Sorvegliante nel corso del rituale di iniziazione dei neofiti.
Fotiniani:Setta eretica fondata nel IV secolo da Fotino (300-376), vescovo di Sirmio (l’attuale Mitrovica), in Pannonia. Tale eresia è anche denominata Monarchismo o Sibellianismo (v.). Sostenevano che Gesù era stato adottato da Dio per le sue eccezionali qualità; inoltre negavano ogni reale distinzione delle Persone della SS. Trinità, in quanto il Verbo divino era soltanto una parte della sostanza divina, e chiamavano Dio con l’appellativo di «Verbopadre» (logopatora). Furono condannati per eresia dai Concili di Antiochia (344), di Milano (345) e di Sirmio (347 e 351), oltre che da papa Damaso (382), che riprese la condanna definitiva emessa contro questa ed altre sette eretiche nel corso del Concilio di Costantinopoli del 381.
Carissimi,
credo di aver inserito nella sezione Documenti un allegato che non sono
riuscito a mandare col messaggio. Si tratta dell'invito, rivolto a
tutti i partecipanti alla lista, ad un convegno che si terrà a Roma il
21 aprile. Spero di non aver combinato casini elettronici. Saluti a
tutti. Danilo Di Mambro
>La radice tradizonale... In Egitto
Mi rendo conto che la domanda può apparire banale ma:
perchè proprio in Egitto?
C'è un motivo/significato particolare? Non credo sia
casuale.
carlo
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Non disdegniamo e non disprezziamo alcuna religione. Tutte le religioni sono perle preziosissime infilate nel filo d’oro della Divinità. Affermiamo unicamente che la Gnosi è la fiamma da cui derivano tutte le religioni dell’Universo. Questo è tutto.
Parmenide: Dal greco Parmenidez, filosofo greco (prima metà del V secolo a.C.). Si sa ben poco sulla sua vita e sulla sua formazione, probabilmente pitagorica. La tradizione lo vuole discepolo di Senofane, ma la critica più recente ha contestato tale derivazione. Di lui gli antichi una sola opera, un poema Sulla natura (Peri jusewz), diventato già raro al tempo di Simplicio (VI secolo d.C., v.). Nel proemio il filosofo parla della necessità di scegliere tra la via della verità e quella dell’opinione. La via dell’opinione molto probabilmente si riferisce alla filosofia pitagorica, ma rappresenta anche la tesi del senso comune, che ammette il movimento ed il divenire, affidandosi alla conoscenza sensibile. Al contrario la via della verità insegna l’unità e l’unicità dell’essere, negando la realtà al mutamento. La proposizione centrale della filosofia di P. è infatti quella secondo cui l’Essere è, mentre il Divenire è illusorio, poiché suppone il non essere. L’Essere è Uno, e non ammette pluralità. Sull’interpretazione dell’Uno in senso idealistico o materialistico si è discusso molto; L’opinione sostenuta dalla maggioranza degli studiosi è che P. fosse materialista, e sostenesse una specie di monismo materialistico