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#592 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 1 Lu 2006 5:31 am
Oggetto: DIASPORA
servizioedicola@...
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Diaspora: Termine derivato dal greco diaspora, dispersione, non corrispondente
quindi all'ebraico gälut, esilio a carattere temporaneo. Indica la dispersione
iniziata tra gli Ebrei con le deportazioni in Assiria (722 a.C.), riprese dopo
la distruzione di Gerusalemme e del Tempio (586 a.C.), formando fiorenti colonie
in Babilonia, Egitto (Elefantina, Alessandria), Siria (Antiochia) e poi (I
secolo a.C.) a Roma e nell'impero romano. Con la seconda distruzione del Tempio
(Tito, 70 d.C.) e quella di Gerusalemme (Adriano, 135 d.C.), la D. ebraica
assume necessariamente maggiori dimensioni, diffondendosi ovunque e proseguendo
nei secoli fino ai nostri giorni. La sua storia coincide con quella del popolo
ebraico.

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#591 Da: "Pino" <qawsd@...>
Data: Ven 30 Giu 2006 12:56 pm
Oggetto: Le Tre Stele di Seth
qwasd01
Offline Offline
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> <Credo che la rimembranza di ciò che eravamo si riferisca ad >una situazione
storico-culturale e non certo fisico-<biologica >visto che eravamo dei semplici
primati.

Ciascuno fa risuonare dentro di sè ciò che riceve, da testi, miti, ipotesi
cosmologiche ed impostazioni metafisiche, che giungono dai secoli passati;
elaborazione di uomini che furono diversissimi da noi per formazione, cultura,
storia, civiltà, vita quotidiana...
Occorre allora ricercare ciò che che può dare a quella risonanza una sorta di
legittimità e che non può essere ciò che appunto è assolutamente diverso...
La cosa che resta eguale è l'essenza umana, ciò che definisce l'umano oggi come
allora. Non a caso i sapienti di ogni epoca hanno invitato l'uomo a ricercare la
conoscenza in sè stesso e si sono preoccupati di partire dal cuore della
conoscenza medesima: la dinamica psichica, conoscienziale, coscienziale e
percettiva...
Occorre allora lasciar risuonare in modo puro e originario la musica giunta ,
senza inquinare le note con armoniche aggiunte dalla nostra cultura e dalle
diversità che in tutti i millenni si sono verificate...e inotre a prescindere
dalle peculiarità formali con cui quelle note furono emesse: raggiungere essenza
con essenza, entrare in una risonanza reale che allora come oggi sta dentro
all'intimo profondo dell'uomo in quanto tale.
La rimembranza è allora la traccia psichica, ben radicata e viva nel profondo,
per quanto velata ed ignota alla coscienza inadeguata, dell'Origine, della reale
appartenenza alla Totalità ed alla Luce. A ben vedere è la medesima cosa della
"preveggenza" di un ritorno a quella "Unità", impresso con altrettanta forza nel
sovraconscio.
Ricordo e previsione, passato e futuro, evoluzione ed involuzione hanno un senso
solamente per una mente legata al tempo ed alla causalità. Possiamo usare di
queste categorie per cercare di spiegarci e spiegare alla mente concetti che
ampiamente la superano, ma dobbiamo nel contempo essere ben consapevoli che
questi concetti sono come giocattoli e che, appena saremo un poco grandicelli,
dovremo abbandonare, senza rimpianti ed attaccamenti...
In quest'ottica la musica che ci giunge da quegli antichi gnostici può
risvegliare armonie inaspettate...

Cari saluti

Pino

#590 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Ven 30 Giu 2006 12:55 pm
Oggetto: Re: FuocoSacro Re: Le Tre Stele di Seth, verso l'inno della perla (federico
millenomi@...
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Pax Pleroma Federico,

Sicuramente qualche mia incapacità espressiva deve aver fatto travisare
quanto ho scritto. Il cristianesimo cattolico ha un numero limitato di
assonanze, spesso formali, con lo gnosticismo cristiano. Ciò è dovuto alla
"naturale" difformità che vi è fra un messaggio mesoterico (quello
religioso) e uno esoterico (quello gnostico), la differenza di contenuti
veicolati, l'antitesi fra fede e conoscenza, ed ultimo, ma non per ultimo,
l'innesto del cattolicesimo nel tronco giudaico. Mentre lo gnosticismo
cristiano nasce oltre il recinto dell'ebraismo.

Infatti alcune "ambiguità" del cattolicesimo nascono proprio in virtù del
suo pretendere di essere continuazione del messaggio vetero testamentario, e
dell'irrudicibilità fra nuovo e vecchio testamento. Tanto da far pensare che
Jod He Vav He e Gesù Cristo non si siano mai parlati.

La premessa iniziale della precedente mail ( cioè il consideare l'uomo come
frutto di due diverse forze ) ha poi portato le varie comunità gnostiche, ad
avere atteggiamenti variegati nei confronti della morale del tempo.
Perseguendo chi una via ascetica, chi una via di immersione nella fisicità
( Carpocraziani, Ofiti, Naaseni, ecc... ec... )

Cordialmente

Filippo


----- Original Message -----
From: Federico Detassis -

grazie.
Ora capisco e capisco anche l' origine comune di Gnosticismo e
Cristianesimo ( almeno quello Cattolico che conosco)
Non capisco, per altro, come si possa pensare a Jung come "all' ultimo degli
Gnostici" .

--
Federico

#589 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Gio 29 Giu 2006 9:05 am
Oggetto: Re: FuocoSacro Le Tre Stele di Seth
millenomi@...
Invia email Invia email
 
<----- Original Message -----
<From: dpe@...
<Cerco anch'io di capire.

Pax Pleroma carissimo Demetrio,

E chi non cerca di capire ?? Chi con la scienza, chi con la filosofia, chi
con il materialismo, chi sopravvivendo, tutti cercano di capire, o di
dimenticare che pur qualcosa c'è da capire.

<Credo che la rimembranza di ciò che eravamo si riferisca ad una situazione
storico-culturale e non certo fisico-<biologica visto che eravamo dei
semplici primati.

Ho dei fortissimi dubbi, per usare la figura retorico dell'eufemismo, che
gli gnostici Valentiniani si riferiscano ad una condizione storica-culturale
precedente, considerato che dal loro punto di vista rappresentano l'apice,
lo Zenith, della speculazione metafisica.

<Che la rimembranza di ciò che siamo si riferisca alla attuale nostra
incompiutezza che dovrebbe derivare da una <compiutezza precedente,
compiutezza che ci ha messo, peraltro, in condizione di trasformarci in
incompiuti.
<Tutto ciò mi ricorda una frase di S.Agostino nelle sua Confessioni che
suona circa così: "Null'altro vedo in me <stesso se non la memoria presente
del passato, la consapevolezza presente del presente e l'attesa presente del
<futuro".
<Salutissimi
<Demetrio


Nella loro concezione, come riporto nel fraseggio con Sabato Scala, l'uomo è
il risultato dell'azione plasmante di due poli. Il demiurgo, da non
confondere con il Demiurgo Platonico, che da vita a questa manifestazione,
forgia il corpo fisico, e l'anima. Il primo racchiude l'anima e lo Spirto,
la seconda inebria lo Spirto. La perfezione gnostica è il rompere il senso
di inebriamento ( per la passionalità ) e la constrinzione ( della fisica ),
affinchè lo Spirto ( emanazione di un mondo superiore ) posso tornare a
ricordare ciò che era. Un'ascesa graduale.

Possiamo leggere in vario modo i testi gnostici ( circa 3.000 pagine giunte
a noi ), ma un errore di metodo sarebbe farlo attraverso le lenti culturali
dei nostri percorsi "iniziatici" o "esoterici", visto che l'integralità del
sistema gnostico non trova oggi riproposizione.

Causa, ritengo, la durezza e la radicalità che esso propugna, poco in
sintonia con l'agio moderno.

Cordialmente

#588 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Gio 29 Giu 2006 9:48 am
Oggetto: Re: Le Tre Stele di Seth, verso l'inno della perla (federico
millenomi@...
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----- Original Message -----
From: Federico Detassis -

>
> In tale paradigma cos'è la perfezione ? E' il compimento (come
> l'etimologia
> latina ci ricorda) della rimembranza di ciò che eravamo, di ciò che siamo,
> e
> di ciò che torneremo ad essere.

<tento di capire e traduco in modo piu' semplice:
<il compimento e' diventare cio' che eravamo, che siamo e torneremo ad
essere.
<allora e' " aggiungere" a noi cio' che ci manca e quindi diventare
completi,
<comprendere ogni cosa ed il suo contrario.
<questa e' una interpretazione sensata o solo un arzigogolo mentale ?

Pax Pleroma Federico,

C'erano due gemelli... il primo si chiamava Ermetismo, e il secondo
Gnosticismo. Per quanto simili avevano carattere e qualità agli antipodi, e
certo si esprimevano con una certa assonanza. Per qualche ragione,
molteplici oserei dire, nel ricordo delle attuali scuole iniziatiche è stato
privilegiato il primo......

Nello gnosticismo storico non vi è il concetto di integrare gli opposti, di
spiritualizzazione della materia, in quanto la materia e le passioni sono
viste come un forze opponenti ed inebrianti dello Spirito. Qui non si tratta
di aggiungere, ma casomai di togliere....

Forse è meglio lasciare alcune parole all'Inno della Perla:

37 Nel nostro regno fu fatto un proclama affinché tutti venissero alla
nostra porta

38 re e prìncipi dei Parti e tutti i dignitari dell'Oriente.

39 In mio favore scrissero un piano affinché non fossi lasciato in Egitto.

40 Mi scrissero una lettera ed ogni dignitario la sottoscrisse:

41 "Da tuo padre, re dei re, e da tua madre, signora dell'Oriente,

42 da tuo fratello, nostro secondo, a te nostro figlio, che sei in Egitto,
salute!

43 Su, alzati, dal tuo sonno e ascolta le parole della nostra lettera!

44 Ricordati che sei figlio di re! Considera la schiavitù a cui sei
sottoposto!

45 Ricordati della perla, per la quale tu fosti inviato in Egitto!

46 Pensa alla tua veste e ricordati della tua magnifica toga

47 che porterai e che ti adornerà. Il tuo nome fu letto nella lista degli
eroi

48 e con tuo fratello, nostro viceré, tu sarai nel nostro regno!".

#587 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mer 28 Giu 2006 1:28 pm
Oggetto: sul metodo gnostico ??
millenomi@...
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Pax Pleroma,

Nel corso degli anni mi è capitato di imbatterimi in numerosi espressioni
"esoteriche" ed "iniziatiche" che a vario titolo si richiamavano allo
gnosticismo. Notando che già inizialmente una confusione sostanziale fra
gnosticismo e gnosi, utlizzati l'uno come sinonimo dell'altro.

In questo periodo mi sono fatto, dal vivo, alcune convizioni.

La prima è che buona parte dei rituali delle moderne Chiese Gnostiche (
sigh ), sia frutto di manipolazioni, enucleazioni, e libere interpretazione
del Vangelo di Filippo e della Pistis Sophia. Tale predilezione è dovuta a
forti elementi simbolici in essi presenti, e alla facilità di attribuzione
di significativi che ad essi potevano essere associati.

Del resto la stessa Camera Nuziale, se decontestualizzata, si presta ad
assecondare sia un'ascetica spiritualità, sia un tantrismo esasperato.

Quello che però mi ostino a ripetere è come ogni ritualizzazione odierna di
tali testi, rappresenti un arbitrio, in quanto alla mancanza di
un'interpretazione autentica ( da un lato ), della continuità iniziatica
dall'altro, e aggravando queste due osservazioni con la ovvia constatazione
che l'uomo moderno è l'uomo moderno, e vive in una sfera psicologica e
culturale diversa da quella che fu, non possiamo che andare per fumose
supposizioni.

Personalmente, ma devo essere preso con il beneficio di inventario, ritengo
che l'"utilizzo" del simbolo da parte degli gnostici, sia ben lontano dal
feticismo attuale, proprio in virtù della trascendenza che ad esso veniva
imputato. Una trascendenza priva di ogni retaggio fenometico, di ogni
presenza re(RE)almente divina su questo pianom, visto e vissuto come
un'espressione degnerata, di un'ancor più degenerata potenza.

Non mi stuperei, se potessi sbirciare nel mondo gnostico che fu, scoprire
come l'iniziato a tali misteri formasse prima la propria sfera psichica,
attraverso la lettura di passi simbolici, per poi riveverli nel proprio
mondo interiore.
Del resto il sospetto che queste ordalie di eoni, demiurgo e pleroma, non
sia altro che una rappresentazione della frastagliata psiche umana, e che il
segreto ultimo sia proprio la non esistenza di un Dio antropomorfizzato, e
legato all'uomo stesso, e che niente esista oltre lo "gnostico", è ben
palpabile alla fine di un cavalcata nei testi gnostici.

Per questo sono un poco restio, a ritenere come l'enucleazione di elementi
simbolici gnostici e il collage degli stessi nell'ambito di altri paradigmi,
rappresentino più una Innovazione che una continuità tradizionale.

Cordialmente

#586 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mer 28 Giu 2006 12:24 pm
Oggetto: Re: Il simbolo della Croce ed il tema della Perfezione nello gnosticimso Valentiniano era Re:[il13moapostolo] Re: Le Tre Stele di Seth ( riflessioni incompiute)
millenomi@...
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Pax Pleroma Sabato,
 
Spero che converrai che è quanto meno scoraggiante tentare di decifrare i misteri dialettici dello gnosticismo valentiniano, attraverso espressioni esoteriche moderne, che nel migliore dei casi risalgono al XVIII secolo. E spero che converrai che un simbolo ha un significato se inserito nel suo corretto alveolo tradizionale, che può essere perduto, occultato, mistificato, corrotto, o mutato se inserito in altro contesto.
 
Indubbiamente possiamo far notare tutte le analogie di questo mondo, fra il vangelo di Filippo e un grado ( spero non burocratico dell'odierna libera muratoria ), salvo poi chiederci se nella libera muratoria volessero sottintendere quanto afferma Sabato, quanto ipoteticamente affermare l'estensore del vangelo di Filippo, o quanto piuttosto ciò che era utilie o meno alla loro cerimonialità.
 
Ti ricordo infatti che gli ambienti valentiniani non amavano celebrare i misteri dell'Ineffabile attraverso riti e cerimonie, e se cerchi nel testo del Jonas vi è riportata propria una contumela che che un capo gnostico valentiniano rivolse ad un uomo di Chiesa. Del resto la funzione del mito e dell'immagine nella scuola valentiniana era prettamente simbolica e privativa. Dove essere introiettata nella persona affinchè provocasse quella rottura di continuità temporale e spaziale. e non rivolta a rappresentazioni esterne che sarebbero ricadute nel mondo dei fenomeni e quindi in quello del Demiurgo.
 
Sulla rimembranza non concordo..... Nell'Inno della Perla il principe adempie alla missione e torna a casa, nel momento in cui si Ricorda, portando quindi a compimento (perfezione) il suo viaggio nel mondo inferiore.
 
Cordialmente
 
 
 
 
Dal lat. perfectio¯ne(m) 'compimento, perfezione', deriv. di perfice°re 'compiere'

#585 Da: "sabato\.scala\@libero\.it" <sabato.scala@...>
Data: Mer 28 Giu 2006 11:00 am
Oggetto: Il simbolo della Croce ed il tema della Perfezione nello gnosticimso Valentiniano era Re:[il13moapostolo] Re: Le Tre Stele di Seth ( riflessioni incompiute)
sabato_s
Offline Offline
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Carissimo Filippo,

Credo sia assai interessante il tema della concezione del simbolo della Croce e
del rapporto con la Perfezione.

I brani che citerò vanno ben oltre il senso superficiale intuito dallo stesso
Guenon e sono perfettamente integrati nella filosofia gnsotica valentiniana ma
hanno lasciato, a mio avviso, segni chairi e non del tutto corrotti nelle varie
esperssioni della muratoria.


Il senso della Croce e la sua raffigurazione nella gnosi Valentiniana é chiaro
dal seguente brano che segue tratto dal Vangelo di Filippo:
67.) La verità non è venuta nel mondo nuda, ma è venuta in simboli ed immagini.
Esso non la riceverà in altra maniera. C'è una rigenerazione e un'immagine di
rigenerazione. Ed è veramente necessario che si sia rigenerati attraverso
l'immagine. Che cos'è la resurrezione? E la immagine è necessario che risorga
attraverso l'immagine e la camera nuziale; l'immagine attraverso l'immagine, è
necessario che si entri nella Verità, che è la restaurazione.
Questo è inevitabile per coloro che non soltanto ricevono il nome del Padre e
del Figlio e dello Spirito Santo, ma che li hanno ottenuti proprio per sé. Se
uno non li ottiene proprio per sé, anche il nome gli sarà tolto. Ora questi si
ottengono con il crisma della pienezza della potenza della Croce, che gli
apostoli hanno chiamato la destra e la sinistra. Infatti costui non è più un
cristiano, ma un Cristo.

Qui pa "pienezza della potenza della Croce" é connessa alla rivelazione della
immagine nella Camera Nuziale ovvero il momento più alto raggiungibile dallo
gnostico nel quale egli raggiunge la perfetta unione con il Pleroma riunendosi
al suo angelo ovvero alla sua immagine.

La rappresentazione, invece, del braccio verticale é connessa alla "destra e la
sinistra" ovvero dalla emdiazione tra Bene e MAle assicurata dall'albero della
vita che é quello che a differenza dell'albero del Bene e del Male da cui si
cibarono Adamo ed Eva é dotato di ramo centrale mediativo costituito proprio dal
Cristo.

Sul braccio verticale della croce torna chiaramente il seguente brano:

125.) Ma la camera nuziale è nascosta. Essa è il Santo dei Santi. Adesso la
cortina tiene celato in che modo Dio governa la creazione, ma quando la cortina
si strapperà e ciò che è all'interno verrà rivelato, allora quest'edificio sarà
lasciato deserto, o piuttosto, sarà distrutto. Ma la divinità non fuggirà
interamente da questi luoghi dentro il Santo dei Santi, perché essa non potrà
unirsi alla Luce senza mescolanze e al Pleroma senza difetti, ma starà sotto le
ali della Croce e sotto le sue braccia. Questa sarà per essi l'arca di salvezza,
quando il diluvio delle acque li investirà. Se vi saranno di quelli della tribù
del sacerdozio, essi potranno entrare all'interno della cortina con il Sommo
Sacerdote. Per questo motivo la cortina non si è strappata soltanto in alto,
altrimenti sarebbe stata aperta soltanto per quelli in alto, né si è strappata
soltanto in basso, altrimenti sarebbe stata aperta soltanto a quelli in basso.
Ma si è strappata dall'alto in basso. Le cose in alto si sono manifestate a noi
che siamo in basso, affinché potessimo entrare nel segreto della Verità. Questa
è veramente quella che è onorata, che è potente. Ma noi penetreremo là
attraverso modelli spregevoli e cose deboli. E sono davvero spregevoli, in
confronto alla gloria perfetta. C'è una gloria che è piú alta della gloria, c'è
una potenza che è al di sopra della potenza. Per questo motivo, la perfezione si
è manifestata a noi con i segreti della Verità e il Santo dei Santi si è
rivelato e la camera nuziale ci ha invitati dentro di essa. Invero, fino a
quando queste cose sono nascoste, il male rende incapaci e non si allontana di
mezzo al seme dello Spirito Santo " infatti si è schiavi del peccato " ma appena
esse si manifesteranno, allora la luce perfetta si diffonderà su ciascuno, e
tutti quelli che si troveranno in essa avranno il crisma. Allora gli schiavi
saranno liberi e i prigionieri saranno sciolti

Anche qui c'è la riconnessione tra il più alto dei riti e la Camera Nuziale. La
sua collocazione viene indicata"al di sotto della Croce" e fatta coincidere con
l"arca della salvezza" ma anche al braccioverticale associato al velo del Tempio
che si strappa dall'alto verso il basso perchè quelli dal basso (gli gnostici)
possano salire in alto (al padre ed al pleroma) ricostruendo al pienezza.

Ho fatto notare, a suotempo, le affinità con il rito del 30mo grado della
MRSAA..

Vi é qui, non solo la riconnessione generica con la perfezione ma la
esplicitazione del concetto di Perfezione intesa come penetrazione del segreto
dlela Verità ed il Santo dei Santi, ma anche il metodo per ottenerla: attraverso
la interpretazione metaforica e simbolica dei "modelli spregevoli e delle cose
deboli" terrene ovvero attraverso l'immagine ed il simbolo, come da brano
precedente.

Ho anche segnalato nel mio lavoro dedicato alVangelo diFilippoe al simbolismo
gnostico nelel cattedrali medievali, come da questo testo e da questibrani
emergano in maniera limpida le modalità costruttive e formali macroscopice
fodamentali delle cattedrali medievali e del Tempio gnostico. Di conseguenza
anche la correlazione con i fondamenti della muratoria non manca.

La rimebranza di cui parli non é, a mio avviso, l'atto finale ma quello iniziale
consacrato con il rito del Battesimo gnostico, elemento, questo, come
giustamente dici, assolutamente centrale ed é nel tema dlela lettera del padre
all'uomo fatta per ricordagli la sua origine divina che così splendidamente
descrive ed intuisce Jhonas nel commento all'Inno all Perla tratto dagli Atti di
Tommaso (ricordo che lo si puà leggere in "Lo gnosticismo" ed.:SEI per l'Italia
a firma, appunto di Hans Jhonas)

Saluti,

Sabato Scala

> > ode e glorificazione verso questi tre esseri divini... Che come ricorda
> > l'e=
> > stensore solo attraverso la loro gloria =E8 possibile ..
>
> Domanda particolare la tua.... Tieni presente che lo gnosticismo è un
> fenomeno variegato, ed espressione di una tradizionalità che mal si concilia
> sia con l'ermetismo, che con l'esoterismo cristiano rinascimentale, moderno
> e contemporaneo. La croce, la crocifissione, il supplizio, neppure
> simbolicamente rientravano nell'immaginario gnostico, che ha espresso il
> docetismo ( apparenza )...
>
> Con ogni probabilità gli antichi gnostici non erano stati riportati dalla
> piena del perennialismo, del rosacrucianesimo, della teosofia, e di una
> certa inflessione moderna che vuole comunque che qualasiasi strada si
> imbocchi alla stessa meta si arrivi.
>
> A quei tempi non sussisteva neppure la forma, e ne la volontà di
> riconoscimento come "fratelli" per altri che non fossero coloro che si
> riconoscevano in una determinata concenzione di ricerca.
>
> Tanto è vero che Valentino, o meglio la sua scuola, divisi in tre categorie
> l'umanità (Illici-Psichici-Pneumatici).......
> ...

#584 Da: "Lex Aurea" <lexaurea@...>
Data: Mer 28 Giu 2006 10:50 am
Oggetto: 27 GIUGNO 2006 - LEX AUREA RIVISTA -
lexaurea@...
Invia email Invia email
 
In data 27 GIUGNO 2006 è stata registrata al Tribunale di Prato la rivista LEX AUREA, che assume quindi i crismi di pubblicazione editoriale, tutelata dalla legge, e non più di semplice bollettino virtuale.
 
Ne prende la direzione la giornalista Dottoressa Erica Tiozzo.
 
Tale riassetto di Lex Aurea, nel medio termine provocherà  una ristrutturazione della rivista stessa, e nuovi progetti editoriali.
 
Ricordiamo che per l'invio del materiale l'indirizzo è: lexaurea@...
 
 

#583 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mer 28 Giu 2006 9:59 am
Oggetto: Re: Le Tre Stele di Seth ( riflessioni incompiute)
millenomi@...
Invia email Invia email
 
> ode e glorificazione verso questi tre esseri divini... Che come ricorda
> l'e=
> stensore solo attraverso la loro gloria =E8 possibile giungere alla
> perfezi=
> one.
perfezione in senso di "perfetto" o in senso di "completo" ?
completo e' colui che sostiene e comprende i contrari, e' quindi crocifisso
.
Federico

___________________________

Pax Pleroma Federico,

Domanda particolare la tua.... Tieni presente che lo gnosticismo è un
fenomeno variegato, ed espressione di una tradizionalità che mal si concilia
sia con l'ermetismo, che con l'esoterismo cristiano rinascimentale, moderno
e contemporaneo. La croce, la crocifissione, il supplizio, neppure
simbolicamente rientravano nell'immaginario gnostico, che ha espresso il
docetismo ( apparenza )...

Con ogni probabilità gli antichi gnostici non erano stati riportati dalla
piena del perennialismo, del rosacrucianesimo, della teosofia, e di una
certa inflessione moderna che vuole comunque che qualasiasi strada si
imbocchi alla stessa meta si arrivi.

A quei tempi non sussisteva neppure la forma, e ne la volontà di
riconoscimento come "fratelli" per altri che non fossero coloro che si
riconoscevano in una determinata concenzione di ricerca.

Tanto è vero che Valentino, o meglio la sua scuola, divisi in tre categorie
l'umanità (Illici-Psichici-Pneumatici).......

Il concetto di perfezione gnostica, non è il concetto di perfezione della
loggia massonica, o martinista, o dell'AMORC, o tesofica, non rientra
neppure nella divulgazione, e ne di essere costruttori di cattedrali, e
neppure edificatori di templi, e quanto altro.

Esprime una semplice considerazione. Il corpo ( la fisicità ) è espressione
Demiurgica, ed è come un vaso che racchiude su questo piano ( la creazione
tutta) lo Spirito ( unica espressione trascendente, atemporale, acosmica),
l'anima è l'insieme delle pulsioni che avvelenano lo Spirto inebriandolo,
rendendolo dimentico della propria natura superiore, distinta, distinguibile
ultramondana.

In tale paradigma cos'è la perfezione ? E' il compimento (come l'etimologia
latina ci ricorda) della rimembranza di ciò che eravamo, di ciò che siamo, e
di ciò che torneremo ad essere.

Non dico che sia la verità, dico solamente che rispetto a noi lo gnosticismo
storico si muoveva attraverso espressioni, non traducibili attraverso la
diffettosa interfaccia della formazione esoterica moderna.


Cordialmente

Filippo

#582 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mar 27 Giu 2006 5:07 pm
Oggetto: Re: FuocoSacro Gesù e la Samaritana e l'acqua
millenomi@...
Invia email Invia email
 
Pax Pleroma Pino,

Personalmente sposo la tesi del Guenon in merito al cristianesimo, che
laconicamente si limitava a sostenere che le radici dello stesso sono
avvolte nel più assoluto mistero.

Ritengo che vi siano dei punti da chiarire, nei limiti della fiammella di
luce che possiamo portare. Il primo è la necessità di asserire che non vi
sono misteri occulti, e neppure misteri occultati da quella o da quell'altra
religione. La contrapposizione è sempre fatto di uomini, e mai di spiriti di
ricerca.

Sostenere che lo gnosticismo è una corruzione del cristianesimo è un errore,
in primo perchè è ben defficile oggi dire cosa era o cosa non era il
cristianesimo delle origini, e poi perchè ogni separazione fra cristianesimo
e gnosticismo, è arbitraria, visto che di cristianesimi ve ne sono stati
molteplici.

Lo stesso ebraismo non è mai stato un blocco monolitico, e neppure adesso lo
è...... Saducei, esseni, farisei, mistagoghi, profeti erranti, ed inoltre la
grande incognita della Samaria che aleggia nei passi evangelici.....

Per quanto riguarda il Battista, una curiosità che spero ti troverà
affascinato:

Mandei (o Cristiani di San Giovanni) (II secolo)



Setta d'origine gnostica tuttora presente in poche unità (circa 20.000), che
vivono nello Shatt al' Arab, alla confluenza del Tigri e dell'Eufrate, tra
l'Iraq e l'Iran, e nella città irachena di Nasiriya.
Il loro nome Mandayê deriva dalla parola mandaica Manda (conoscenza o gnosi)
e sono detti anche Cristiani di San Giovanni.


La storia
È, per l'appunto, questa supposta adesione al Cristianesimo dei primi secoli
a dividere gli studiosi tra coloro che vedono una certa continuità con il
Cristianesimo; coloro che rifiutano ogni apparentamento, facendo risalire le
origini ad una gnosi precristiana e infine coloro che propendono per un
certo sincretismo tra elementi cristiani, giudei e manichei.
La loro origine sembra, infatti, alquanto misteriosa: forse setta
tradizionale della Mesopotamia, o, come detto, gnostici precristiani, oppure
setta fondata da Giovanni Battista in persona (o perlomeno dagli Esseni) o,
infine, derivati dalla setta dei Nazorei, fuggita da Gerusalemme, dopo la
sua distruzione nel 70 AD.
È invece storicamente accertato che con l'arrivo dei Mussulmani in
Mesopotamia nel 636, i Mandei furono inizialmente lasciati in pace, perché
identificati come i misteriosi Sabei, citati dal Corano, ma poi, per
sopravvivere, dovettero emigrare nella zona paludosa della Mesopotamia
meridionale, dove vivono oggigiorno nonostante le persecuzioni di Saddam
Hussein e la guerra del Golfo.


La dottrina e i testi
Dai testi sacri dei Mandei: Il Tesoro (Ginza Iamina) o grande Libro, Il
libro di Giovanni Battista (Drashia d-Yahia) ed il libro canonico delle
preghiere, si ricava che i Mandei credono in una dottrina dualistica: la
contrapposizione, cioè, tra un dio supremo del Mondo del Bene e della Luce
(Haiyê Qadmayê), circondato da angeli (uthrê), tra cui si nota Manda
d-Haiyê, Gnosi di Vita, e il mondo delle Male e delle tenebre, abitato da
demoni, tra i quali spicca Ruha, lo spirito malvagio.
Dell'ambiente giudeo-cristiano, i Mandei hanno adottato la figura di Adamo,
la celebrazione della Domenica, ma soprattutto il battesimo (masbuta), che
effettuano nelle acque del fiume Tigri o di altri fiumi della zona, che
comunque loro chiamano sempre Giordano (Yardna).
Inoltre, come è intuibile, tengono in grande considerazione la figura
storica di Giovanni Battista (in mandaico Iuhana Masbana), mentre, come
spesso accade con altre sette gnostiche, tendono a separare il Gesù terreno
(Ishu Mshiha), da loro considerato un millantatore e smascherato dall'angelo
Anosh Uthrà, dal Cristo spirituale, il sopramenzionato Manda d-Haiyê,
battezzato la prima volta da Iuhana Masbana nel Giordano.
Questo battesimo rituale, per tripla immersione, tuttora praticato, serve a
purificare il battezzato dai peccati commessi ed ad entrare in contatto con
il mondo della Luce.

#581 Da: "Pino" <qawsd@...>
Data: Mar 27 Giu 2006 3:35 pm
Oggetto: Gesù e la Samaritana e l'acqua
qwasd01
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> ma che lo
> stesso cristianesimo è forse precedente al Cristo, e con ogni evidenza
> rappresenta se non una discontinuità ...

> La Samaritana è quindi portatrice di una verità, di una conoscenza occulta,
> che viene passata al Messia (giudeo).

Non ti pare che porti argomenti ulteriori a questa argomentazione anche il
riferimento al Battista, così come dai primi versetti del brano postato:


> Giovanni 4:1 Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito
> dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni...

Cari saluti

Pino

#580 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mar 27 Giu 2006 8:48 am
Oggetto: Gesù e la Samaritana e l'acqua
millenomi@...
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Pax Pleroma,

Un elemento interesssante attorno alla "pista" che con ogni probabilità non
solo il cosidetto gnosticismo è contemporaneo al cristianesimo, ma che lo
stesso cristianesimo è forse precedente al Cristo, e con ogni evidenza
rappresenta se non una discontinuità ( per me lo è ), ma una qualche
frattura con l'ortodossia ebraica, è rappresentato dal passo vangelico di
Giovanni.

Un passo interessante sotto molteplici aspetti. Un donna della Samaria ( la
stessa regione di Simon Mago) offre dell'acqua al Cristo........   MAYM (
acqua in ebraico ) è composta da una delle tre lettere madri (Mem). La
lettera mem ( Mosè e Messia) rappresenta al contempo ciò che è nascosto e al
contempo rivelato. ( valore numerico 40 ).

La Samaritana è quindi portatrice di una verità, di una conoscenza occulta,
che viene passata al Messia (giudeo).

Giovanni 4:1 Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito
dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni
Giovanni 4:2 - sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi
discepoli -,
Giovanni 4:3 lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea.
Giovanni 4:4 Doveva perciò attraversare la Samaria.
Giovanni 4:5 Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr,
vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:
Giovanni 4:6 qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del
viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.
Giovanni 4:7 Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le
disse Gesù: «Dammi da bere».
Giovanni 4:8 I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista
di cibi.
Giovanni 4:9 Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo,
chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non
mantengono buone relazioni con i Samaritani.
Giovanni 4:10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è
colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed
egli ti avrebbe dato acqua viva».
Giovanni 4:11 Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per
attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva?
Giovanni 4:12 Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci
diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».
Giovanni 4:13 Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo
sete;
Giovanni 4:14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete,
anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che
zampilla per la vita eterna».
Giovanni 4:15 «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non
abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
Giovanni 4:16 Le disse: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui».
Giovanni 4:17 Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto
bene "non ho marito";
Giovanni 4:18 infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo
marito; in questo hai detto il vero».
Giovanni 4:19 Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta.
Giovanni 4:20 I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite
che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Giovanni 4:21 Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né
su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre.
Giovanni 4:22 Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che
conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.
Giovanni 4:23 Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali
adoratori.
Giovanni 4:24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in
spirito e verità».
Giovanni 4:25 Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il
Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa».
Giovanni 4:26 Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».
Giovanni 4:27 In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono
che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che
desideri?», o: «Perché parli con lei?».
Giovanni 4:28 La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla
gente:
Giovanni 4:29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho
fatto. Che sia forse il Messia?».
Giovanni 4:30 Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

#579 Da: "sabato\.scala\@libero\.it" <sabato.scala@...>
Data: Mar 27 Giu 2006 7:21 am
Oggetto: GEsù gnostio: i pezzi del mosaico
sabato_s
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Carissimi e caro Salvatore,

dopo le analisi fatte negli scorsi giorni relative alla datazione del pensiero
gnostico cristiano possiamo riassumere quanto emerso nei punti seguenti:
- Gli elementi cardine del pensiero gnostico cristiano precedono o al più sono
contemporanei alla vita di Gesù
- Essi sono collocabili nel gruppo dei Samaritani Simon Mago e Dositeo
- Entrambe vengono collocati dalla patristica e soprattutto dall'importante
testo delle Omelie Clementine a Giovanni il Battista
- I due personaggi vengono identificati come appartenenti al gruppo dei 30
discepoli di Giovanni
- Sono quasi unanimemente riconosciute le connesioni dirette di Giovanni il
Battista e gli esseni
- Il purismo esseno non sembra estraneo al gruppo dei samaritani ed in
particolare a quello facente capo a Dositeo
- Dositeo viene connesso dalle Recognitiones Clementine indirettamente al gruppo
dei rivoluzionari nazionalisti di Bar Kochba considerato che la sua patria é
quella del rivoluzionario che si colloca vicino a Damasco città tra le più
sediziose
- Esistono anche indizi documentali che avvalorano questa connessione, vedi atto
di proprietà Mur 30 ritrovato nelle stesse grotte in cui fu trovata la lettera
di Bar Kochba, che riporta il nome di Dositeo
- La connessione tra gli Esseni e la guerra contro i Kittim, fine ultimo del
loro ritiro tra le montagne di Qumran é nota, ma le sedizioni che sorgono a Roma
e che, abbiamo visto, sono stranamente collegate proprio alla presenza di Simona
mago e le stesse leggende su Dositeo, sembra aggiungere a quanto si sa suglie
sseni che anche nel gruppo dei Samaritani esistevano tendenze nazionaliste e
sediziose
- E' interessante notare che sia Simone che Dositeo si dichiarano Messia e ciò
dopo la morte del Battista.
- QUesto elemento fa scopa con i dubbi del Battista sulla messianicità di Gesù
ed il permanere di discepoli del Battista ance dopo che la predicazione di GEsù
era già in pieno svolgimento
- E', quindi, evidenteche i giovanniti non si unirono a GEsù ma continuarono la
loro opera.
- I post-giovanniti ovvero i Samaritani si configurano come setta iniziatica di
origini meramente ebraiche
- E evidente che i giovanniti erano uso prepararsi ad Alessandria ove
apprendevano le arti magiche (sia Dositeo che Simone sono iniziati ad esse)
- E' anche evidente che il pensiero dei Samaritani (vedi 3 stele di Seth
attribuite a Dositeo e Vangeo degli Egiziani) si ispira ampiamente all'ermetismo
ed alla teologia egizia
- E' anche evidente che la posizione negativa rispetto al Demiurgo é una
caratteristica tipicamente samaritana che nasce in ambito puramente ebraico ed
é, quindi, uno sviluppo autonomo collocabile alla matrice bibblica
- E' evidenteche nella teologia dei Samaritani la esegesi biblica ebraica ed
essena tipica di Qumran, con tematiche ad essa affini, viene applicata per
giustificare l'impianto teologico protognostico di questa comunità
- E' chiaro che se Gesù si rivolge al Battista per la sua consacrazione, almeno
in origine, doveva avere una qualche relazione con la teologia proclamata dal
gruppo dei giovanniti e quindi con la metodologiainiiatoria da essi proclamata,
sempre che si attribuisca a Giovanni stesso la evoluzione portata avanti
all'unisono dai suoi due discepoli Dositeo e Simon Mago
- Lo stesso Gesù compie un viaggio in Egitto e di lui non si sa nulla fino alla
sua apparizione in Giudea
- Cosa analoga capita a Simon Mago del cuo viaggio si sa, però, anche la
destinazione e lo scopo: Alessandria d'Egitto epr perfezionare le arti magiche
ed esoteriche
- A qumran si aspettavano due Messia uno della stirpe diAronne e uno di quella
di Davide e sappiamo che Giovanni appartiene a quella diAronne per mezzo di
ZAccaria sacerdote suo padre mentre Gesù appartiene a quella di Davide
- Sappiamo dalle Recognitiones che i 30 discepoli attribuiti a GEsù avevano una
funzione metaforica emulando il mese lunare, mentre i 12 diGEsù emulavano quello
solare
- Sappiamo che il calendario lunisolare ideato a Qumran sulla base di un testo
iniziatico che espone temi assai vicini a quelli dei Samaritani, aveva una
funzione metaforica ed evocativa particolare.
- Sappiamo anche che lametafora lunare é centrale nella dottrina di DOsiteo

Tutto ciò ci porta alla ragionevole impianto di analisi che vede Gesù a contatto
con due forme teologiche tutte ebraiche, quella gnostica ebraica poi divenuta
cristiana e quella essena e purista.

E' ormai universalmente riconosciuto che esistono fortissimi elementi che
ricollegano Gesù all'essenismo ma nel contempo esistono anche elementi che
rendono il pensiero e l'azionedi Gesù incompatibile con l'essenismo noto a
QUmran tanto che il suo pensiero sembra liberamente ispirarsi al pensiero esseno
andando ben oltre esso.

Esiste, ormai, una letteratura vastissima che collega il pensiero diEGsù allo
gnosticismo e ciò sembrerebbe storicamente eprfettamente compatibile con il
background storico a lui contemporaneo ed al'ambiente in cui viveva.

E' però indiscutibile che tra GEsù e Giovanni sorge un attrito e andrebbero
chiariti i motivi.

Sappiamo che Giovanni, anche esoprattutto da quanto riporta Giuseppe Flavio, era
considerato un sedizioso pericoloso tanto da richeidere uan esecuzione
preventiva ed é evidente che lo stesso Giovanni  sembra dubitare della
messianicità di GEsù perchè non vede il lui gli elementi del capocarismatico e
del combattente che si ci aspetta dal MEssia di Davide secondo loschema
Qumramiano.

Infatti il messia di Aronne e cioè Giovanni avrebbe dovuto avere il compito di
formare lo spirito dei combattenti per la ultima guerra ma il compito politico e
militare sarebbe spettato a Messia di Davide.

E', quindi, mio parere che la disputa tra Giovanni e i Giovanniti contro i
Nazareni riguardasse non i contenuti iniziatici, ma quelli politici.

Ad ogni modo ci pare che, se si eccettua l'elemento carismatico e messianico
rappresentato da Gesù (e comunque comune anche ai due Samaritani), nulla di
davvero rivoluzionario e nuovo sembra essere aggiunto da Gesù al pensiero dei
Samaritani almeno da quanto riportano gli stessi testi gnostici.

Quindi se Gesù é stato uno gnostico non ci pare che egli possa avere aggiunto
nulla di importante alla teologia.

Diverso é, invece, per il metodo. Infatti, almeno stando aitesti gnostici come
Tommaso, Verità, maria e Filippo, ciò che di importante sembr esser stto
aggiutno da GEsù, almeno stando a questi testi, é il metodo salvifico e quello
iniziatico, insomma il percorso per ottenere il riconoscimento della scintilal
divina in se ed avviare il processo slavifico.

Su tale linea si colloca il pensiero di Morton Smith che inquadra Gesù come un
iniziato edotto in arti magiche e dotato di una possessione spirituale
aprticolare ricevuta durante ilBattesimo di Giovanni, la stessa possessione
spirituale che viene invidiata da Simon Mago ai discepoli di GEsù.

Lo stesso Smith segnala, in uno dei suoiultimi lavori contenuti in "Gesù e la
comunità di Qumran "ed.: PIEMME curato da Charlesworth, come sia stato
inizialmente fortemente criticata lasua posizione che "non si era mai sentita"
tra glistudiosi come afferma Smith, ma che trova conferma in 4Q491.
In questo testo, sebbene Smith escluda ctegoricamente una correlazione tra Gesù
ed il etsto ine esame, si converma come esistevano al tempoprocedure di
"autoipnosi", parola usata da Smith che consentivano la uscita dal corpo ed il
viaggio shamanico ed ascetico ed iniziatico verso il Cielo.

Pero ora mi fermo qui,

Sabato Scala

#578 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Lun 26 Giu 2006 5:43 pm
Oggetto: Le Tre Stele di Seth ( riflessioni incompiute)
millenomi@...
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Pax Pleroma,

 

Le Tre Stele di Seth (NCH VII, 118,10 - 1277,32), è un testo gnostico attribuito a Dositeo ( uno dei primi padri. dello gnosticismo ), che invito ad approfondire su www.fuocosacro.com nell'apposita sezione. I frammenti storici ci portano a considerare che Dositeo fu iniziato da Giovanni Battista, e quindi portatore di una tradizione spirituale da cui anche lo stesso Gesù Cristo ha attinto.

 

Le Tre Stele è un titolo che ci suggerisce almeno due considerazioni. La prima relativa alla forma della Tradizione, e la seconda al contenuto della stessa.

 

Forma: la dottrina tradizionale (corpus) viene trasmesso attraverso un veicolo (stele, pergamena, tavoletta, ecc...) attraverso una catena iniziatica.

 

Veicolato: il contenuto tradizionale.

 

Questo contenuto è qui rappresentato dalla triade gnostica:

 

Adamas (il figlio).

Barbelo (la madre)

L'Essere Supremo(il Padre)

 

E' interessante, per quanto corretto, che tale triade ci viene proposta in ordine alla capacità di percezione(figlio)-conoscenza(madre)-coscienza(essere supremo), dell'uomo stesso.

 

 

"Ti benedico, Padre, o Sandto Adamas". Il figlio ( della Barbelo, primo eone bisessuato ), è il padre dello gnostico, e da esso riceve la vita spirituale

 

"A Barbelo, la madre.......... Barbelo, vergine maschio, prima gloria del padre invisibile. " Barbelo Madre, è accompagnata da aggettivi maschili... Essa è l'ombra, la ciò che può essere percepito del Padre Invisibile. E come tale è femmina, ma come genitrice di tutti gli altri Eoni è femmina.

 

"All'Essere supremo, il padre. Rallegriamoci..Rallegriamoci" Egli è l'ingenerato.

 

Il testo dalla grande vocazione poetica, si connatura come un percorso di lode e glorificazione verso questi tre esseri divini... Che come ricorda l'estensore solo attraverso la loro gloria è possibile giungere alla perfezione.


#577 Da: "ing. Sabato Scala" <sabato.scala@...>
Data: Lun 26 Giu 2006 2:36 pm
Oggetto: Il nome di Dositeo in un atto di vendita nelle grotte di Bar Kochba
sabato_s
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Carissimi, e caro Salvatore
 
volevo segnalarvi una curiosa coincidenza...il nome di Dositeo nel manoscritto Mur 30  ritrovato da Milik nelle grotte di  Muraba‘at, per intenderci, le stesse dove fu trovata la lettera del rivoluzionario Bar Kochba. Il manoscritto é stato pubblicato in  P. Benoit, J.J. Milik, e R. de Vaux [eds] (la solita terna) in "Les Grottes de Muraba‘at".
 
Eccovi il testo che si legge sul frammento:
"e Salomnè, moglie di Dositeo, sorella di Honi figlio di Gionata..."
 
Ebbene il nome di Honi ritorna, guarda caso in un ostracon ritrovato nel 1997 casualmente a Qumran e analizzato in questo bel lavoro:
 
a firma di Greg Doudna dal titolo "Ostraca KhQ1 and KhQ2 from the cemetery of Qumran: a new edition" Datato 2004
 
Nel ostracon si legge:
"in Gerico, Honi figlio di ??? offre a .??? moglie di Eleazar (Lazzaro) figlia di ???"
 
In sintesi l'indizio:
 
Giovanni il Battista ->Simon Mago -> Dositeo -> Bar Kochba (Honi) ->  Qumran (Honi)
 
Resta,cmq, assai singolare la presenza proprio nel territorio segnalato dalle Rcognitiones Clementine indicato nel precedente msg.
 
A presto,
 
Sabato Scala

#576 Da: "ing. Sabato Scala" <sabato.scala@...>
Data: Lun 26 Giu 2006 10:43 am
Oggetto: Simone, Dositeo, il BAttista e gli Esseni - il parete di mons.JEAN DANIÉLOU
sabato_s
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Carissimi e caro Salvatore,

vi segnalo un importante pezzo tratto da un bel lavoro dal titolo "I Manoscritti del Mar Morto ed il Cristianeismo Primitivo" a firma dell'eminente teologo mons.Jean Danielou, professore di storia delle Origini del Cristianeismo presto l'Istituto Cattolico di Parigi.

http://www.islameyat.com/english/books/the_dead_sea/TheDeadSeaScrollsandPrimitiveChristianity.pdf

In inglese:

Do we have reason to believe in a contact between Simon the Sorcerer and the Essenes? The answer again is yes because Simon was the disciple of a certain Dositheus who clearly seems to have been an Essene. He is introduced to us as a son of Zadok ( Rec. I, 54). He lived in Kokba, near Damascus, which seems to have been the habitation of Zadokite exiles to the country of Damascus. 4 He was a strict observer of the Sabbath ( ORIGEN, Princ. IV, 3:2). And he was an ascetic ( EPIPHANIUS, Pan. XIII). He had known John the Baptist. Further, he applied to himself the text in Deut. 18:15, on the Prophet announced by Moses, which is cited by Stephen ( Acts 7:37) and which, in addition, forms part of the Testimonia of Qumran (Qc, I, 121). 5 Later Simon was to separate from Dositheus in order to establish a new sect, the Heleniens. This term greatly resembles the term Helleniens which, in addition, designated Essenes, whether they were Jews or converts to Christianity. It is therefore very possible that gnosticism, through Simon, may be a radical exaggeration of the Essenian dualism, perhaps as a result of Persian influences. In this case one of the greatest enigmas of the history of religion is on the road to being solved.

Eccovelo tradotto:

CI sono motivi per credere ad un contatto tra Simon Mago e gli Esseni? La risposta a questa domanda é ancora una volta si. Simore era discepolo di un certo Dositeo che sembra essere stato criaramente un esseno.Egli si presenta come un Figlio di Sadoc ( Rec. I, 54). Vive in Kokba, vicino Damasco (aggiungo io luogo noto come la città di damasco per essere patria di sediziosi), che sembra essere stata la patria degli Sadociti in esilio dalla città di Damasco 4. gli fu uno stretto osservante del Savato (Origene, Princ. IV 3:2). E fu un ascetico (Epifanio, Pan XIII). Conobbe il Mattista. Inoltre applicò a se stesso il testo del Deuteronomio 18:15, inerente il profeta annunciato da Mosè, che é citato da Stefano (atti 7:37), e che, in più, forma una parte dei TEstimonia di Qumran (Qc, I 121) 5. Più tardi Simone si separò da Dositeo al fine di creare una nuova setta, gli Ellenisti. Questo termine ricorda da vicino il TErmine Ellenisti che, in più, designa gli Esseni, sia che essi fossero giudei che convertiti al Cristianesimo. E', inoltre, molto probabile che lo gnosticismo, attraverso Simone, può  provenire da una esasperazione radicale del dualismo Esseno, forse come risultato della Influenza Persiana. In questo caso uno dei grandi enigmi della storia della religione potrebbe essere risolo su questa strada"

Piccola polemica: immaginate se questa "cosuccia da poco", l'avessi detta io.

Cmq credo che, caro Salvtore, l'auspicata revisione di cui parlavo, sia molto, molto più avanti di quanto noi stessi riusciamo a percepire già all'interno della elitè culturale cristiana.

 

Un caro saluto,


Sabato Scala

 

 

 


#575 Da: "ing. Sabato Scala" <sabato.scala@...>
Data: Dom 25 Giu 2006 8:53 pm
Oggetto: Re: [il13moapostolo] DOSITEO
sabato_s
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Carissimo,

grazie per la pronta replica e l'ampliamento dei contenuti assai utile.

Chissà se un approfondimento diretto sul testo (le tre steli di Seth), che
si aggiunge a quelli postumi da te citati ma é assai precedente e non molto
distante dal periodo in esame) che con il nome di Dositeo apre, non possa
rendere ancor più feconda la discussione: magari lo acquisisco con l'OCR e
lo propongo interamente in ML (non é lungo)

A presto,

Sabato Scala
----- Original Message -----
From: "MilleNomi" <millenomi@...>
To: <Gnosticismo@yahoogroups.com>; <il13moapostolo@yahoogroups.com>
Sent: Sunday, June 25, 2006 10:23 PM
Subject: [il13moapostolo] DOSITEO



Una delle figure maggiormente avvolte nelle nebbie della leggenda gnostica,
ma quantunque fondamentale per la rilevanza storica ad essa attribuita,
risulta essere quella di Dositeo (Dusis, Dousis o Dosthai). Le rare voci
giunte fino a noi lo dipingono come un seguace di Giovanni Battista,
fondatore di molteplici comunità ...

#574 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Dom 25 Giu 2006 8:23 pm
Oggetto: DOSITEO
millenomi@...
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Una delle figure maggiormente avvolte nelle nebbie della leggenda gnostica, ma quantunque fondamentale per la rilevanza storica ad essa attribuita, risulta essere quella di Dositeo (Dusis, Dousis o Dosthai). Le rare voci giunte fino a noi lo dipingono come un seguace di Giovanni Battista, fondatore di molteplici comunità mistiche precristiane o contemporanee al Cristo fattosi uomo, e iniziatore di Simon Mago. Niente di certo è possibile assicurare su questo uomo, come del resto del suo illustre allievo, e il poco in nostro possesso è frutto degli scritti dei primi eresiologhi ( Cronaca Samaritana e Cronaca di Aboulfatah), che lo dipingono come ostile e avversario all'insegnamento di Gesù. E' a mio avviso rilevante che la contemporaneità delle due figure, quella di Dositeo e quella del Cristo, non è tanto indice di conflittualità, quanto piuttosto dell'estrema fecondità misterica e mistica della Samaria, terra di profeti, mistici, sette, e strada di passo fra Egitto, Roma e Siria. Così da avvalere l'ipotesi dell'origine precristiana dello gnosticismo stesso.

Alcuni testimonianze portano a credere che Dositeo fosse originario dell'Arabia, terra fertile di sette mistiche, portatore quindi di tradizioni esoteriche e astrologiche fenice e zoroastriane ( precursori quindi della gnosi iranica ), che coniugò con il ribollente panorama religioso ebraico di frangia così connaturato alla terra di Samaria. Ancora una leggenda lo vuole fondatore della setta dei Sadducei, altra appartenente al gruppo dei trenta discepoli. Qualunque sia la verità, è innegabile la rilevanza che questa figura ha rivestito al tempo in cui il cristianesimo vide la luce.

Dositeo fondò molteplici comunità, che per struttura ricordano quelle Essene (comunione, frugalità, testi segreti, trasmissione da maestro a discepoli ), e che sono sopravvissute fino al sesto secolo dell'era cristiana. Autoproclamatosi profeta perfetto simile a Mosè, e quindi sacerdote e mago, rivendicava automaticamente una veste messianica alla sua venuta, e cioè di intermediario fra uomo e divino, in grado di mutare l'avvenire dell'umanità stessa. Quindi non un semplice profeta, un mistico, un Maestro, ma autentica incarnazione del logos divino portatore di mutamento individuale e storico.

Poche sono le testimonianze, e tutte indirette, sulla dottrina di questo profeta. Il sistema trova fondamento su base lunare, composto da ventinove discepoli maschi e un discepolo femmina, dal nome Elena, sua compagna. Dositeo al centro rappresenta l'Uno Immutabile, che trasmette la conoscenza attraverso la compagna e prediletta Elena ( Selene in Greco, uno dei nomi della Luna, due annotazioni in proposito. La prima concernete la coincidenza nominale, e ciò lascia supporre anche sostanziale e dottrinale, con la compagna di Simon Mago, e l'altra storica Elena di Sparta sposa ad un principe di Troia città legata al culto di Apollo ).

E' possibile riscontrare nel pensiero di Dositeo il precursore della linea Barbelotiana, e della cosmogonia dei trenta eoni di Valentino, dove Elena, così come Sophia, è l'elemento di congiunzione fra il mondo immutabile del divino, e il mondo mutabile dell'uomo, fra il superiore e l'inferiore, eterno elemento di caduta e di ritorno.

 

http://www.fuocosacro.com/pagine/gnosticismo/dositeo.htm


#573 Da: "ing. Sabato Scala" <sabato.scala@...>
Data: Dom 25 Giu 2006 8:15 pm
Oggetto: Da Giovanni il Battista a Simon Mago e Dositeo
sabato_s
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Carissimi e caro Salvatore,
 
negli scorsi msg ho mostrato come lo gnosticimo cristiano, nelle sue prime manifestazioni, si possa considerare sicuramente contemporaneo o al primo cristianesimo. Voglio analizzare, ora, una ipotesi ancor più forte: la possibilità che questa corrente non solo preceda il cristianesimo, ma sia un filone del pensiero ebraico di matrice ellenistica che precede la stessa missione publica di GEsù. Ovviamente questo parametro entra a far parte delle analisi che ancora dobbiamo affrontare ovvero delle relazioni tra il GEsù  storico e la gnosi.
 
Nell'ultimo msg ho segnalato come, dalle Omelie Clementine abbiamo informazioni estremamente interessanti relative a Simon Mago non solo relativamente alla teologia del padre del filone gnostico dei simoniani, ma anche in relazione alla sua biografia.
 
Abbiamo detto che egli, dalle Omelie, risulta essere il primo discepolo dei del Battista  e che, il secondo per importanza di quel gruppo, Dositeo sostituì il posto di comando del Battista alla morte di questi usurpando ilposto ce competeva a Simone: ma chi era Dositeo.
 
Ebbene DOsiteo é un'altro dei grandi padri del pensiero gnostico che, grazie a NAg Hammadi, possiamo legare alla corrente dei Sethiani ovvero dei seguaci di quel filone dello gnosticismo di matrice ebraico-cristiana che si ritenevano seguaci e figli della stirpe generata dal leggendario Seth figlio di Adamo.
 
Dei sethiani sappiamo sia dalla patristica, ma oggi ancor di più da due importanti documenti di Nag Hammadi: le tre stele di Seth ed il cosiddetto Vangelo degli Egiziani (che nulla ha a che vedere, nonostanteil titolo, con quello noto dalla patristica).
 
Mi rifarò all'analisi proposta da Moraldi nel suo introvabile Tersti Gnostici ed.UTET.
 
L'autore delle tre steli di Seth dice d'essere lo stesso Dositeo. MOradli sottolinea del testo, alcuni elementi importanti:
 
1) Ricorda come DOsiteo con SImon mago erano di origina Samaritana, ebrei, ed entrambe estremamente colti in relazione alla esegesi biblica veterotestamentaria
2) Ricorda come entrambe si proclamassero Messia ed eterni
3) Che l'autore sia o no Dositeo il documento, ed il legame storico don Simone e soprattutto con Giovanni ripropone..leggo testualmente "il problema della eventuale relazione tra i Samaritani (SImon Mago e DOsiteo) e gli Esseni"
4) Ricorda come il tema delle tre steli di Seth, figlio di Adamo, sia noto anche da Flavio ove le stele divengono 2 ma é TEMA COMUNE ANCHE ALL'ERMETISMO EGIZIO
infatti il tema della stesura su steli di pietra della sapienza prediluviana in previsione della catastrofe é comune anche mito di Hermes, di Enoc
5) I temi cristiani sia nella Stele che nello stesso Vangelo degli egiziani suggeriscono il fatto che laddove elementi cristiani vi sono (Vangelo degli Egiziani), oltre che essere rari fanno parte...leggo testualmente da Moraldi di una" cristiaznizzazione dell'opera" tanto che la figura di GEsù,incarnazione di Seth, appare secondaria rispetto a questo
6) Esistono elementi, sebbene labili, che fanno pensare ad un astretta relazione, nella mente dell'autore e del filone esegetico da cui proviene, tra il Seth biblico ed il Seth dio dell'Antico Egitto.
7) Fa, inoltre, notare che il dio Seth egizio era terribile, ma nella visione fatta di contrapposizioni e negazioni gnostica, egli possa benissimo venire rappresentato positivamente come nemico del falso Dio: il Demiurgo
 
Non voglio entrare ulteriormente nella complessa cosmogonia del VAngelo degli Egiziani, che riprende e precisa la cosmologia gnostica, ne mi voglio addentrare nella tematioca complessa della esegesi dei Sethiani e dei Naasseni, (rimando a Simonetti, MOraldi e Jhonas), ma é certo che siamo di fronte ad un problema che sintetizzo di seguito.
 
ESISTE UNA CORRENTE DEL PENSIERO GNOSTICO CHE CI PORTA AD UNA SERIE DI OSSERVAZIONI:
- NASCE IN AMBIENTE EBRAICO
- APARE GIA' COLLOCABILE A CAVALLO E PIU' PROBABILMENTE PRIMA DELLA VITA PUBBLICA DI GESU'
- SEMBRA ESSERSI SVILUPPATA PARECCHIO IN SAMARIA
- SI ISPIRA A COMPONENTI DELLA FILOSOFIA GRECA
- SI ISPIRA AMPIAMENTE ALL'ERMETISMO EGIZIO
- PRECORRE ED ESPONE I PRINCIPALI TEMI DELLO GNSOTICISMO CRISTIANO
- E' COLLEGATA A SIMONE E DOSITEO ENTRAMBE CONNESSI DALLA PATRISTICA A GIOVANNI IL BATTISTA
- GIOVANNI IL BATTISTA E' QUASI UNIVERSALMENTE COLLEGATO AL MONDO ESSENO
- ESISTE UN ACCESO DIBATTITO SULLA CONNESSIONE TRA QUESTA CORRENTE, GLI ESSENI ED I TERAPEUTI
- SI ISPIRA AMPIAMENTE ALLA ESEGESI BIBLICA (CHE RITROVIAMO ANCHE A QUMRAN)
- LO GNOSTICISMO CRISTIANO SEMBRA AVER RIPRESO E CRISTIANIZZATO GLI ELEMENTI DELLA ESEGESI SETHIANA
 
Orbene, premessa la priorità del pensiero o al più contemporaneità del pensiero gnostico originario rispetto a quello cristiano ed in particolare rispetto a quello di Gesù, ci pare evidente che le scoperte archeologiche che confermano i resoconti della patristica impongono la necessità di considerare, oltre la recente componente essena nella nascita del cristianesimo, anche la influenza del protognosticismo nella formazione dle pensiero di Gesù.
Infatti la vastità della documentazione in nostro possesso, che denuncia una matrice gnostica nel pensiero originario di Gesù, non può più essere storicamente liquidata come inattendibile poichè storicamente, nella regione ove agiva Gesù, elementi del pensiero che gli venne attribuito in abito gnostico erano gi presenti, erano con estrema probabilità, note a Gesù e di conseguenza potrebbero aver influito nella formazione del suo pensiero come le componenti Essene specie se si considera che esiste un dibattito sulla influenza deglie elementi protognostici samaritano sullo stesso essenismo qumramiano.
Teniamo, inoltre, conto della centralità che nei Vangeli viene data al Battesimo di Giovanni. Se la relazione tra Simone, DOsiteo e Giovanniil BAttistà, riferita dalle Omelie fosse attendibile il problema della correlazione protognosti - Gesù sarebbe serissimo.
Non dimentichiamoci, infine, i contrasti tra i Giovanni e Gesù che riechegiano già nei Vangeli, che proseguono nelle lettere di PAolo e che lasciano una echo assai singolare e direi unica nel suo genere, nella formazione del pensiero dei Mandei: che tipo di contrasti erano? Quale era il fondamento teologico di tali contrasti?
Ma questa é altra storia
 
Un caro saluto,
Sabato SCala

#572 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Dom 25 Giu 2006 6:55 pm
Oggetto: guerre di religione
servizioedicola@...
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Guerre di Religione: Termine con cui vengono di norma denominati le lotte e gli scontri seguiti alla riforma (v.) protestante nell’Europa centro occidentale tra stato e stato, od all’interno dei singoli stati, soprattutto in Francia ed in Germania, dalla pace di Cateau-Cambrésis (1559) a quella di Westfalia (1648). In Germania lo scontro più aspro si ebbe nel 1546 tra la lega di Smalcalda, che raggruppava i principi protestanti, e l’imperatore Carlo V. Il conflitto religioso, durato più di cento anni e con alterne vicende, si concluse con l’adozione del principio che ogni Stato tedesco aveva la facoltà di scegliere la propria confessione religiosa, con l’obbligo per i sudditi di uniformarsi alla volontà del principe (pace di Augusta del 1555, e poi pace di Westfalia, che confermò quanto già stabilito con una maggiore restrizione della libertà di scelta dei sudditi). In Francia le G., conosciute anche con il nome di guerre civili, furono combattute tra cattolici ed ugonotti. Iniziate nel 1562, e culminate nella terribile notte di San Bartolomeo (1572), quando fu fatta strage degli ugonotti, esse terminarono quando il pretendente al trono, Enrico di Navarra (poi Enrico IV di Francia), si convertì al cattolicesimo (1593). Successivamente, l’editto di Nantes (1598) garantì la libertà di culto agli ugonotti, insieme con l’uguaglianza civile e politica. Tuttavia l’editto di Nantes venne revocato quasi un secolo dopo da Luigi XIV (1685), con il trionfo dell’assolutismo cattolico. In altri stati d’Europa le G. si intrecciarono con motivi di indipendenza nazionale; così avvenne nei Paesi Bassi, dove l’insurrezione contro la Spagna (1566) si concluse con il riconoscimento dell’indipendenza (1609), poi ratificata formalmente con la pace di Westfalia. Così avvenne anche in Svizzera tra cantoni cattolici e protestanti, che prevalsero nella battaglia di Kappel (1531). Anche in Inghilterra, sia pure in tono minore, furono influenzate da motivi religiosi le due sollevazioni contro gli Stuart; la seconda, nel 1688, riuscì ad impedire a Giacomo II di imporre il cattolicesimo al paese, od almeno di porre su un piede di parità il culto cattolico con quello anglicano.

#571 Da: "Giuseppe De Bortoli" <dbgarpa@...>
Data: Dom 25 Giu 2006 4:24 pm
Oggetto: info
beppy1949
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Gentili signori mi potete consigliare un testo serio e leggibile anche da parte
di un semplicce
uomo, non specialistia come voi, sugli antichi riti iniziatici egiziani.
Ringrazio

#570 Da: "michele romano" <algedi64@...>
Data: Mar 20 Giu 2006 3:13 am
Oggetto: Subject: Re: Demiurgo Maligno - Vangelo di Giuda
algedi64@...
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Cari amici
quanto scrive Paolo mi colpisce, perchè ho sentito sempre stridere
l'immagine di un Dio amoroso e la realtà del mondo in cui ci
dibattiamo. Dio strano che interviene ad un matrimonio per
trasformare acqua in vino, per dei commensali immagino già
alticci... e poi fa morire miseramente bambini in braccio a
malnutrite madri. Non riesco a pensare a Dio senza scorgervi il
beffardo sorriso di Baphomet,duplice divinità.Personalmente penso
che il messaggio del Cristo,l'Eone Gesù Cristo,sia quello di andare
oltre tutto quanto ci ingabbia...e in fondo dobbiamo liberarci anche
di dio stesso,la più temibile delle prigioni. Parafrasando un detto
zen,"se incontri Dio,uccidilo."Mi viene in mente uno scritto
giovanile di Crowley (mi perdoni chi non lo digerisce...):"Dio e il
Diavolo lottarono aspramente per disputarsi la mia anima; vinse Dio
e a me rimase solo l'ultimo dubbio:quale dei due era Dio?"
E cosa può essere il diavolo per un iniziato? L'unico vero diavolo è
la Divisione, l'Opposizione di sè contro sè stessi" è il Fallimento
espresso in mille piccole quotidiane frustazioni e sconfitte
che ,subdolamente, si ammassano ai confini della Triade Suprema
dell'Albero della Vita,come demoni maligni, per spaventarci,renderci
folli, ed in definita impedire il nostro passaggio al di là della
Via del Cammello." (A. Moscato,Ars Gratia Artis)
Un saluto,Michele.

#569 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Dom 25 Giu 2006 11:10 am
Oggetto: Re: Demiurgo Maligno - Vangelo di Giuda
millenomi@...
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Pax Pleroma Paolo,

Strada impervia la tua, non dico sbagliata, ma solamente impervia. Ampie
correnti di gnosticismo storico, con special riguardo al protognosticismo di
Simon Mago, e allo gnosticismo Alessandrino e Marcionita, hanno versato
fiumi di inchiostro per sostenere che il Dio dell'Antico Testamento, è il
Demiurgo.

Altro, secondo loro, che il Dio giusto (A.T.) e buono (V.T) di San Paolo,
dal vago sapore cabalistico ( i due rami della creazione ), ma bensì una
potenza di corruzione e di inganno. Volta a preservare nella carne e nelle
passioni lo Spirito.

Tale visione è poi l'elemento di rottura fra lo gnosticismo, da un lato, e
l'ermetismo dall'altro.

Ed in virtù di essa ecco che abbiamo la riabilitazione di tutti quei
personaggi, dell'Antico Testamento, che in un modo o nell'altro si sono
schierati contro tale divinità ( Satana, il serpente, caino eccc... )

Dico impervia la tua via, perchè se in ciò credi, anche se non lo puoi
credere in virtù di un vangelo apocrifo, ne consegue una meticolosa
rivisitazione di tutto un modo di percepire la vita.

Cordialmente

MilleNomi


----- Original Message -----
From: zorcoandroii



Il messaggio rivoluzionario del vangelo di Giuda è incredibile.

Migliaia di anni fa veniva scritto di una visione degli apostoli,
visti come maligni sacerdoti che sviavano e svieranno le genti
portandole a compiere il sacrificio di loro stesse, ad immolarsi quali
animali
(bestie recita il testo) su di un altare.

Il Dio che adoriamo, il creatore di questo mondo, è una bestia assetata di
sangue: quale Dio misericordioso farebbe morire di fame milioni
di creature divorandone la vita e le carni?

Ogni giorno il massacro delle creature si compie e si rinnova il sonno delle
moltidini di uomini e donne che cadono impotenti nell'abisso.

Quale Dio misericordioso creato un uomo capace di autoconoscenza
escogiterebbe ogni sorta di trabocchetti nel suo corpo per impedirgli di
raggiungere l'autoconoscienza e la libertà?

Siamo animali al macello, progettati per mantenere su di un piano basso di
manifestazione, imprigionate, alcune scintille di puro essere di modo da
poter
trasformare la materia in sostanze digeribili.

Godi del momento in buona pace mio dolce agnello, fino a quando la tua carne
non sarà masticata dai miei aguzzi denti assassini e se farai ciò che ti
dico
vivrai per sempre. A che prò molto affanno? Dormi tranquillo sino a quando
sarai servito alla mia mensa.

Con un po' di amarezza

Paolo

#568 Da: zorcoandroii@...
Data: Lun 31 Dic 2001 5:24 pm
Oggetto: Demiurgo Maligno - Vangelo di Giuda
zorcoandroii@...
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Il messaggio rivoluzionario del vangelo di Giuda è incredibile.

Migliaia di anni fa veniva scritto di una visione degli apostoli,
visti come maligni sacerdoti che sviavano e svieranno le genti
portandole a compiere il sacrificio di loro stesse, ad immolarsi quali animali
(bestie recita il testo) su di un altare.

Il Dio che adoriamo, il creatore di questo mondo, è una bestia assetata di
sangue: quale Dio misericordioso farebbe morire di fame milioni
di creature divorandone la vita e le carni?

Ogni giorno il massacro delle creature si compie e si rinnova il sonno delle
moltidini di uomini e donne che cadono impotenti nell'abisso.

Quale Dio misericordioso creato un uomo capace di autoconoscenza
escogiterebbe ogni sorta di trabocchetti nel suo corpo per impedirgli di
raggiungere l'autoconoscienza e la libertà?

Siamo animali al macello, progettati per mantenere su di un piano basso di
manifestazione, imprigionate, alcune scintille di puro essere di modo da poter
trasformare la materia in sostanze digeribili.

Godi del momento in buona pace mio dolce agnello, fino a quando la tua carne
non sarà masticata dai miei aguzzi denti assassini e se farai ciò che ti dico
vivrai per sempre. A che prò molto affanno? Dormi tranquillo sino a quando
sarai servito alla mia mensa.

Con un po' di amarezza

Paolo

#567 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 24 Giu 2006 7:14 am
Oggetto: MAZDEISMO
servizioedicola@...
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Mazdeismo: Termine derivato dal nome della divinità Ahura Mazdah. Religione nazionale iraniana derivata dallo Zoroastrismo (v.), è tuttora praticata a Bombay dalla setta dei Parsi. Il M. è monoteistico ed universalistico, e riconosce l'origine di tutte le cose materiali e spirituali nell'intervento del supremo ed unico dio Ahura Mazdah od Ormuzd. A questi si contrappone Angra-Manyu od Ahriman, principio del male, così giustificando la laboriosa evoluzione dualistica dell'universo. Mentre nelle Gatha, la parte più antica dell'Avesta, il testo sacro del M., il monoteismo appare fermo, ad Ormuzd vennero poi fatte assumere diverse forme: i sei Amesa Spenta (o Amurta Spanta), concetti etici positivi (Vohu Manah, buon pensiero, Asa, ordine universale, Armatag, devozione), e gli Ameretat immortali (Ksatra, sovranità, Haurvatat, integrità ed Ameretat, immortalità). A questi si contrappongono i Daeva (Aka Manah, cattivo pensiero, Druvant, menzogna ed Angra, malvagità), forme di Ahriman. La polarità di Ormuzd ed Ahriman è destinata a finire dopo 12.000 anni con la vittoria del bene al termine di un'ultima decisiva battaglia. L'etica del M. è basata sul lavoro e sull'esercizio della bontà verso tutte le creature. Il sacrificio (haoma) consiste nella cura del fuoco sacro. I cadaveri vengono esposti sulle dakhma, le "torri del silenzio". I sacerdoti (Magi) resero più popolare il M. con la riammissione di molte divinità venerate prima dell'avvento di Zarathustra, come Mithra ed Anahita. Nel VI secolo a.C. l'idea etico politica dell'impero universale venne adattata al M. Fu più tardi che l'influsso ellenistico ed i residui elementi paleo-ariani provocarono il fenomeno del Mitraismo. Ulteriori elementi politeistici si moltiplicarono sotto gli Arsacidi, in particolare con Shahpur II nel IV secolo d.C. Il M. divenne religione di stato e strumento di assolutismo con i Sasanidi (VII secolo), ed è a quest'epoca che risalgono le persecuzioni antimanichee ed anticristiane. Il M. sopravvive nel Parsismo, praticato da circa 100.000 parsi indiani, che occupano posizioni di rilievo nell'industria e nelle libere professioni.

#566 Da: r.grisoni@...
Data: Mar 20 Giu 2006 4:23 pm
Oggetto: Practiké di Evagrio
r.grisoni@...
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Il Practiké è un testo che Cassiano ha trasmesso all'Occidente quasi alla
lettera. Questo trattato ha conosciuto un immenso successo nella tradizione
monastica fino alla controriforma.
"La practiké è il metodo spirituale che mira a purificare la parte passionale
dell'anima".
E' il lento lavoro della purificazione del cuore, conscio e inconscio, perché
questo ritrovi la sua primitiva bellezza, la sua salute o la sua salvezza (in
greco: soteria).
Si può dire che la Practiké è un trattato di terapeutica del IV secolo, il
cui fine è di permettere all'uomo di conoscere la sua vera natura "a immagine e
somiglianza di Dio", liberata da tutte le sue malformazioni o deformazioni
patologiche.
E' in questo senso che si potrebbe tradurre il termine apatheia che Evagrio e la
tradizione monastica del deserto usano non per "impassibilità", ma per uno
"stato non patologico" dell'essere umano, in quanto, per loro, la conversione
"consiste nel ritornare da ciò che è contrario alla natura a ciò che le è
proprio" (San Giovanni Damasceno).
La practiké è una forma di psicanalisi nel vero senso del termine: analisi dei
moti dell'anima e del corpo, delle pulsioni, delle passioni, dei pensieri che
agitano l'essere umano e che sono alla base di comportamenti più o meno
aberranti. L'elemento essenziale della practiké nel deserto consiste così in
un'analisi e in una lotta contro ciò che Evagrio chiama i "logismoi", che
bisogna tradurre letteralmente con "pensieri".
Nella tradizione cristiana si parlerà più avanti di demoni o di "diabolis",
letteralmente ciò che "divide" (dia) l'uomo in se stesso, ciò che lacera: ciò
che si oppone all'unità dell'uomo, all'unità con gli altri, all'unione con
Dio. Si tratta dell'idea di discernere nell'uomo ciò che fa ostacolo alla
realizzazione del suo vero essere, ciò che impedisce lo sviluppo della vita
dello Spirito (pneuma) nel suo essere, nel suo pensiero e nel suo agire.
Evagrio distingue otto "logismoi" alla radice dei nostri comportamenti, che sono
otto sintomi di una malattia dello spirito o malattia dell'essere, i quali fanno
sì che l'uomo sia "viziato", cioè in stato di "amartia".

#565 Da: "sabato\.scala\@libero\.it" <sabato.scala@...>
Data: Ven 23 Giu 2006 12:16 pm
Oggetto: Coincidenze cronologice: Cristo a Roma sotto Claudio e Simon Mago
sabato_s
Offline Offline
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Carissimi,

sempre a proposito di Simon Mago, volevo proporvi una serie di altre illuminanti
coincidenze cronologiche e di osservazioni che provengono dalla lettura delle
cosidette Omelie.

Secondo le Omelie Clementine, per bocca quadra caso di Acquila, ebrei romano che
dagli atti risulta essere tra coloro che furono cacciati da ROma sotto il regno
dell'imperatore Claudio, sappiamo che:

- Simon Mago nasce a Gitta in Samaria da Antonio e Rachele
- Si istrui ed eccelse ad Alessandria d'Egitto ove imaprò le arti magiche
- Fu discepolo di Giovanni il battista, il migliore di essi, il primo
- Giovanni aveva 30 sicepoli (tanti quanti i giuorni del mese lunare mentre gli
apostoli erano 12 come i mesi solari, troviamo sempre nelle omelie per bocca di
Acquila)
- Tra i discepoli c'era anche Elena la futura compagna di Simone
- Era in Egitto (ad Alessandria)per istruirsi quando Giovanni fu ucciso ed il
posto che sarebbe toccato a Simone, passò a Dositeo
- Si faceva chiamare il Cristo ed l'"Uno che si Solleva" (almeno questo dalla
tarduzione inglese che non so come potrebbe essere resomeglio) per la sua
eternità e la incorruttibilità del suo corpo
- .... il resto lo vedremo più avanti...

Passiamo all'altra coincidenza.

Secondo Giustino ed Ireneo, egli visse sotto il regno di Claudio e quindi tra il
41 ed il 54, predicò a Roma e qui gli fu eretta una statua sull'isola Tiberina.

Negli Atti lo troviamo però in Samaria.

Nelle Omelie, invece, viene descritto bene da Aquila, un ebreo romano che era
arrivato ad Efeso dopo la cacciata degli ebrei sotto il regno di Claudio

e qui arriva la coincidenza: la testimonianza di Svetonio e di Giuseppe Flavio

Secondo Svetonio sotto il regno di claudio un certo Crestus istigava
continuamente i giudei e ciò causò la cacciata di questi da Roma.

Il fatto ricollega, quindi, la presenza mai compresa e mai storicamente ben
accetta a Roma di cristiani in un periodo così precoce, con quella di Simone e
con la successiva cacciata degli ebrei e l'arrivo di Aquila ad Efeso descritto
in Atti e ripreso dalle Omelie.

Il problema é che si ricollega sempre tutto an Ns Cristo.

Infatti se Simone era il primo discepolo di Giovanni la sua predicazione e la
sua autoassociazione a Cristo precede quella di Gesù.

Ricordiamo il dubbio di Giovanni sulla funzione di GEsù ed il fatto che alla sua
morte egli aveva ancora propri discepoli.

RIcordiamoci anche che se Simone era in Egitto, probabilmente ad Alessandria,
ove stava compiendo gli studi di magia durante l'uccisione di Giovanni, vuol
dire che non ebbe la possibilità di conoscere Gesù ed é per questo che ne ha
notizia solo dopo la sua morte.

Notiamo anche che i discepoli di Giuvanni, come si evince anche dalla presenza
di Giovanniti nelle lettere di Paolo, non si sciolgono affatto.

Nelle parole di GEsù, Simone dovette riscontrare una affinità con la sua
educazione e la sua cultura e non dovette essere difficile per lui vedere in
quelle parole conferma della educazione ermetica che dovette ricevere ad
Alessandria ove di certo circolavano già gli scritti poi ripresi nel
Rinascimento da Ficino.

Ricordiamoci anche che Giovanni viene oggi da più parti riconosciuto come di
probabile provenienza essena e che negli Inni di Qumran il viaggio in Egitto
(come del resto anche quello di GEsù) sembra una tappa formativa dolorosa ma
oblbigata.

NOn si potrebbe spiegare altrimenti la già così evoluta forma di analisi
esegetica che riscontriamo in Simone e la teologia che propone, già così
avanzata e coerente.

E', quindi, storicamente assai probabile che il Craestus di Svetonio sia Simone
e che Simone sia, come giustamente ricordato dalla patristica, non solo il padre
dele eresie ma anche il pricipale sviluppatore della visione gnostica del
pensiero di GEsù...che però non doveva volare tanto lontano dalla gnosi se lo
stesso Simone si riconosce in lui e riconosce lui stesso come Gesù (che patì in
Giudea ma che, secondo lui, non é morì davvero).

E', a questo punto, difficile da spiegare, però, come lo stesso Simone
giustificava a se stesso e agli altri il fatto che era in Giudea quando
contemporaneamente si trovava in Egitto a studiare arti magiche e ermetismo e
come si può conciliare la testimonianza della patristica che afferma che egli
visse sotto Claudio quando sappiamo che Giovanni il Battista muore sotto il
regno di tiberio (il 15 anno del regno secondo luca quindi intorno al 30).

Se ci poniamo dal punto di vista Esseno, per occupare cariche di rilievo si
doveva raggiungere i 30 anni e ciò indicherebbe che solo al suo ritorno
dall'Egitto, sopo il 31-33 (dopo la morte di Gesù) Simone avesse raggiunto
quella età.

Il che porta a supporre che egli sia partito per l'Egitto sicuramente prima dei
27 anni e che inizi la predicazione nella sua terra, la Samaria, non molti anni
dopo (come si evince dalle Omelie) il 31-33 d.C. probabilmente intorno al 42
facendo in modo che si arrivi al regno di Claudio.

Egli quindi, dovette incominciare la sua predicazione non oltre i 39 anni e non
essendovi testimonianze che lo riguardano sotto il regno di Nerone probabilmente
morì non molto oltre il 54 ad una età di 50 anni circa.

Chissà se le anomalie sui riferimenti cronologici dei Vangeli non siano da
attrivuire alla confusione tra le storie relative a Simone circolanti in
ambiente cristiano gnostico e quelle circolanti in ambiente cristiano paolino.

Una qualche chiarezza in più, però, ed un pò di fiducia in iù sulle storie che
ci vengono dai documenti dell'epoca mi pare si abbia nella ricostruzione ora
proposta.

Cordialmente,

Sabato Scala

#564 Da: "Gestione Liste" <fuocosacroliste@...>
Data: Gio 22 Giu 2006 4:39 pm
Oggetto: 22 GIUGNO 2002
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<L'avido truffatore dalle mani impure non può tentare quest'Arte, né essa sarà mai dell'uomo incolto e grossolano; la mente dissoluta dedita a lascivia e a mollezze ne sarà del tutto accecata, e così pure l'astuto... Ma l'uomo saggio e pio si avvicini, e unendo volontà e forza, studi egli quest'Arte in tutta la sua profondità e ampiezza...>


Fuoco Sacro nasce dalla primaria esigenza di testimoniare noi stessi, in quanto ogni uomo è autentico nella misura in cui vive e si relaziona con il presente, dispensando agli altri ciò che ha ricevuto. In tal modo egli è come una coppa sacra sempre piena e sempre vuota, in grado di ricevere e dare al contempo. Un sito dove l'unico filo conduttore è dato da una visione intimistica dell'esoterismo, vissuto come ricerca di reintegrazione dell'uomo nell'uomo, e dell'uomo nel divino. ma sempre fondata sul lavoro individuale. Altro principio guida, delle pagine che seguiranno, è di rettificare quanto di falso e di tendenzioso, per ignoranza o vera e propria intenzione di nuocere, si trovi in rete, e portare una piccola luce di conforto all'eremita impegnato lungo la strada della consapevolezza e conoscenza del Se.

Il 24 Giugno 2001 nasceva la lista di discussione Fuoco Sacro, composta da persone provenienti da diverse scuole esoteriche, oppure semplicemente in cerca di informazioni sulla Via del Ritorno alla Fonte. Nel momento in cui scrivo quella lista conta circa 450 componenti, e rappresenta una realtà nel panorama esoterico della rete.
Fu subito chiaro, per chi abituato ad anteporre la pratica e il rigore dell'azione ai sofismi della mente, che la rete da strumento di libertà e informazione, era diventata un postribolo dove verità e menzogna, sapientemente mischiate alimentavano, e alimentano, le tenebre dell'ignoranza.
La convinzione che l'esoterismo e l'occultismo necessitano di testimoni di verità, ha portato alla formazione di un gruppo di fratelli lungo la via, animati dall'idea di creare un cuore pulsante, che emanasse le parole e gli strumenti della giusta vita: la via della Tradizione Universale e Perenne, così come ci è stata trasmessa dagli Antichi e Saggi Padri del Passato.
Attraverso lo studio del simbolo, del mito, del pensiero esoterico tradizionale, dei sacri testi, della storia dell'uomo, dell'alchimia, della cabala, e dell'unione degli opposti complementari, si vuole fornire gli strumenti affinchè in noi scatti la volontà di emergere dalle nebbie dell'Illusione.
Questo obiettivo ha dato vita ad un cimento di comunità, dove trovare quanto rappresenta l'indicazione del cammino, fermo restando che senza lavoro e sofferenza intimi ogni traguardo è precluso.

Una delle recenti iniziative legate a Fuoco Sacro, è rappresentata dalla rivista virtuale Lex Aurea libero quaderno di lavoro, aperto a tutti coloro che desiderano inviare propri articoli e saggi, e che trova diffusione in rete. Gli argomenti trattati sono: esoterismo, simbolismo, antropologia, psicologia, e libere riflessioni.

Per chiunque intenda inviare i propri lavori, per Lex Aurea o Fuoco Sacro, può farlo al seguente indirizzo fuocosacroinforma@...


#563 Da: "Gestione Liste" <fuocosacroliste@...>
Data: Gio 22 Giu 2006 4:13 pm
Oggetto: aggiornamento www.fuocosacro.com
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Nelle varie sezioni di cui di lato:

 

Il Culto Fallico - MITOLOGIA

Il Ciclo Mestruale nell'Antichità - MITOLOGIA

Civiltàteo Tihuacana - MITOLOGIA

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La Croce Kabbalistica - ARTICOLI

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Codice da Vinci cui prodest - CRISTIANESIMO

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