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#802 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Dom 1 Apr 2007 7:16 am
Oggetto: ADAMO
servizioedicola@...
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Adamo: Biblico progenitore della razza umana. Secondo la Genesi (I, 26-31), a
coronamento della creazione, Dio disse: "Facciamo l'uomo, che sia la nostra
immagine, conforme alla nostra somiglianza". Immagine e somiglianza sono
essenzialmente spirituali. L'uomo è simile a Dio per la sua natura razionale e
spirituale, una natura che lo distingue dai meno evoluti regni minerale,
vegetale ed animale. Fu collocato ad Oriente, nel cosiddetto giardino dell'Eden,
(giardino, in ebraico gan, fu tradotto nel greco paradeisoz, donde il nostro
"Paradiso terrestre"). La sua creazione fu rappresentata da Michelangelo
Buonarroti al centro del suo immenso affresco nelle volte della Cappella
Sistina.

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#801 Da: "teo.metaplov" <teo.metaplov@...>
Data: Gio 29 Mar 2007 3:12 pm
Oggetto: pentagrammaton
teo.metaplov@...
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Gentili amici,
Sarei interessato a scambiare informazioni circa il Pentagrammaton,
elemento centrale della Cabala Cristiana.
Un saluto a tutti.
teo

#800 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 31 Mar 2007 7:38 pm
Oggetto: Il neo-gnosticismo in Francia
servizioedicola@...
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Il neo-gnosticismo in Francia

Arriviamo allora al XIX secolo, quando una serie di movimenti (o chiese)
gnostici, o meglio neo-gnostici, sorsero soprattutto in Francia, spesso
d'ispirazione martinista. Nel XX secolo altre chiese neo-gnostiche si
svilupparono in Inghilterra, come derivazione della Chiesa Cattolica Liberale o
in seguito all'influenza degli ambienti teosofici inglesi, oppure in Brasile,
come conseguenza di una consacrazione scaturita dalla Chiesa Cattolica
Apostolica Brasiliana, fondata da Carlos Duarte Costa (1888-1961).

Le chiese neo-gnostiche francesi sono:

Chiesa Gioannita dei Cristiani Primitivi: precursore delle chiese neo-gnostiche
fu la Chiesa Gioannita, fondata nel 1828 dall'ex seminarista Bernard Raymond
Fabré-Palaprat. Secondo un'ipotesi di quest'ultimo, utilizzando documenti di
dubbia autenticità (come l'Evangelicon e il Levitikon, probabili falsi del `700,
che rimaneggiavano il Vangelo di San Giovanni, eliminando i miracoli e la
resurrezione per supportare l'idea di un Gesù Cristo grande profeta ed iniziato
ai misteri in Egitto), la Chiesa discendeva direttamente da Gesù Cristo,
attraverso l'apostolo San Giovanni, il cui "Ordine d'oriente" sarebbe stato
l'antenato dell'Ordine Templare, rifondato dall'instancabile Fabré-Palaprat nel
1804, assieme ad altri membri di una loggia massonica di Parigi. La Chiesa,
nonostante l'adesione del noto sacerdote cattolico (sospeso a divinis)
Ferdinand-Franòois Châtel, fondatore della Chiesa Cattolica Francese e
consacrato vescovo da monsignor Machault nel 1831, non sopravvisse alla morte
del proprio fondatore nel 1838, anche se ex membri del clero gioannita
emigrarono in altre formazioni religiose eterodosse dell'epoca.

Chiesa del Carmelo: nel 1839 Eugene Vintras fondò l'Opera di Misericordia per
annunciare le sue visioni con l'Arcangelo Michele, lo Spirito Santo, San
Giuseppe e Maria Vergine, nelle quali gli era stato comunicato di essere la
reincarnazione del profeta Elia e che avrebbe dovuto preparare il mondo per la
terza era (un concetto gioachimita abbastanza comune nella storia del
Cristianesimo). Sospettato (probabilmente in maniera ingiusta) di essere un
satanista e avendo profetizzato la distruzione, in seguito ad una catastrofe, di
Londra e Parigi, egli fu imprigionato per un breve periodo. In seguito, egli
fondò la Chiesa del Carmelo (o Santuario interiore del Carmelo di Elia), dove
veniva celebrata una messa, chiamata Sacrificio provittimale di Maria, di sua
invenzione e di dubbia origine cattolica. Alla sua morte nel 1875, la Chiesa
finì sotto il controllo dell'ex sacerdote cattolico Joseph-Antoine Boullan
(1824-1893), un famigerato satanista, praticante di messe nere e accusato
addirittura di aver sacrificato uno dei suoi figli in una cerimonia satanista.
Solo pochi seguaci di Vintras seguirono Boullan, che introdusse anche pratiche
sessuali magiche, finché fu smascherato e denunciato, per aver divulgato segreti
cabalistici, ad un tribunale rosacrociano da occultisti, come Stanislas de
Guaita (1861-1897) e Oswald Wirth (1860-1943). Secondo alcuni autori, Boullan,
che morì nel 1893, ispirò il personaggio del Dottor Johannes del romanzo di
Joris-Karl Huysmans (1848-1907) Là-bas (Nell'abisso), il primo romanzo che
descrisse particolareggiatamente una messa nera.

Chiesa Gnostica (di Francia): ad iniziare dal 1888, l'archivista Jules-Benoît
Stanislaus Doinel de Val-Michel iniziò ad interessarsi alle dottrine gnostiche
catare e pre-catare, in seguito al ritrovamento di un manoscritto medioevale
redatto da Stefano, un canonico della Chiesa di Santa Croce ad Orléans, bruciato
sul rogo nel 1022. Nello stesso periodo, egli ebbe una visione mistica, nella
quale l'Eone Gesù Cristo lo consacrò spiritualmente Vescovo di Montségur e
Primate degli Albigesi, ordinandogli di fondare una nuova chiesa, per l'appunto
la Chiesa Gnostica. Doinel, che assunse il titolo mistico di Tau Valentino II,
arruolò il clero della propria Chiesa nei circoli esoterici, teosofici e
spiritisti di Parigi. Nel 1895 egli si convertì al cattolicesimo e, sotto
l'influenza del famigerato Léo Taxil (1854-1907), attaccò violentemente tutte le
sue precedenti convinzioni (Chiesa Gnostica, massoneria, martinismo, teosofia e
spiritismo), ma nel 1900 Doinel rientrò nella Chiesa Gnostica e fu riconsacrato
dal suo successore Fabre des Essarts. Dopo la sua morte nel 1902, la Chiesa
gnostica andò incontrò a scissioni interne, la più importante dei quali fu
quella organizzata nel 1907 da Jean Bricaud, che fondò la Chiesa Gnostica
Universale. La Chiesa gnostica di Francia entrò in una lenta agonia e nel 1926
l'ultimo patriarca, Patrice Genty (1883-1964), decise di mettere in sonno (per
usare un termine massonico) la Chiesa, consigliando agli adepti di confluire
nella formazione di Bricaud.

Chiesa Gnostica Universale: fondata (la denominazione originaria era Chiesa
Cattolica Gnostica) nel 1907 da Gerard Encausse (Papus), Louis-Sophrone Fugairon
(1846-?) e, come si è detto, Jean Bricaud (che, nel 1908, ne divenne il capo),
la Chiesa si differenziò dalla precedente per essere più vicina alle posizioni
cattoliche e a quelle del martinismo, in particolare dell'Ordine
Martinista-Martinezista di Lione, di cui la Chiesa Gnostica Universale fu
dichiarata, nel 1911, confessione religiosa ufficiale. Nel 1913, Bricaud fu
consacrato dal vescovo della Chiesa Gallicana, Louis-Marie Franòois Giraud
(1876-1950), un ex trappista, proveniente dalla linea di successione apostolica
scaturita dal vescovo vagante Joseph-René Vilatte. Infine, nel 1960, il quarto
patriarca Charles-Henri Dupont (1877-1960) abdicò a favore di Robert Ambelain
(1907-1997), che ha inglobato la Chiesa Gnostica Universale nella sua Chiesa
Gnostica Apostolica.

Ecclesia Gnostica Cattolica (Gnostic Catholic Church): un caso abbastanza
atipico di chiesa gnostica. Pur ispirandosi alla scuola francese, essa è il
braccio ecclesiastico dell'OTO (Ordo Templi Orientis), il movimento fondato in
Germania nel 1905 da Theodor Reuss (1855-1923) e dall'industriale Carl Kellner
(1851-1905), che mischia elementi di magia cerimoniale, tantrismo, occultismo,
rosacrocianesimo, massoneria e teosofia. Reuss, che aveva un rapporto di
collaborazione con Gerard Encausse (Papus), fu consacrato sub conditione da Jean
Bricaud nel 1919. L'Ecclesia ha conosciuto una drastica evoluzione dopo
l'entrata nel 1909 (o 1911) del più famoso (o famigerato) mago dei tempi
moderni, l'inglese Aleister Crowley (1875-1947), il quale, diventato nel 1922 il
secondo patriarca della Chiesa, promulgò la filosofia di Thelema (parola greca
per "volontà"), basata sul principio "Sapere e fare la Vera Volontà (il percorso
di una singola azione che non incontra alcuna resistenza giacché è supportato
dall'inerzia di tutto l'Universo) di ciascuno è lo scopo finale ed il destino
ultimo d'ogni essere". La data della nascita ufficiale della Chiesa Gnostica
Cattolica avvenne due anni prima, nel 1920, in coincidenza con la pubblicazione
della Messa Thelemica Gnostica. Nel 1979, il patriarca Grady Louis McMurtry
(Hymenaeus Alpha) (1918-1985) separò l'Ecclesia dall'OTO, ma nel 1987 il
successivo patriarca William Breeze (Hymenaeus Beta) (n. 1955) riunì i fedeli in
un'unica entità, poiché l'Ecclesia era stata sciolta nel 1985. Il sito ufficiale
in Inghilterra è http://www.egc.org.uk/egc/egc.shtml

Chiesa Gnostica Apostolica: fondata nel 1953 da Robert Ambelain (Tau Robert, poi
Tau Jean III), consacrato nel 1946 da Roger Ménard (Tau Eon II), a sua volta
consacrato da Victor Blanchard (Tau Targelius), un vescovo scismatico della
Chiesa Gnostica Universale (vedi sopra). Nel 1978, il quarto patriarca, Edmond
Fieschi (Tau Sialul I) abdicò a favore di Fermin Vale-Amesti (Tau Valentinius
III), che rifiutò, lasciando quindi la chiesa senza patriarca.


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#799 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Mer 28 Mar 2007 3:57 pm
Oggetto: PAPA:CRISTIANI DEVONO ASCOLTARE I VESCOVI
servizioedicola@...
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PAPA:CRISTIANI DEVONO ASCOLTARE I VESCOVI
Tutti i cristiani devono ascoltare ciò che dicono i vescovi, e in particolare la
Chiesa di Roma, vera base della tradizione degli Apostoli. Lo ha detto stamane
Benedetto XVI durante l'udienza generale in Vaticano,riprendendo le
argomentazioni di un teologo,Ireneo,vissuto a cavallo tra il secondo e il terzo
secolo dell'era cristiana. "Il vero insegnamento non è quello inventato dagli
intellettuali,, il vero magistero è quello impartito dai vescovi" ha precisato
il Papa.


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#798 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 31 Mar 2007 7:39 pm
Oggetto: Le chiese neo-gnostiche in altri paesi
servizioedicola@...
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Le chiese neo-gnostiche in altri paesi (Inghilterra e Brasile)

Nel mondo anglosassone, si svilupparono altre due chiese gnostiche:

Chiesa gnostica cattolica pre-Nicena (o Ecclesia Gnostica): fondata
dall'australiano Ronald Powell, alias Richard Jean Chretien Duc de Palatine,
vescovo della Chiesa Cattolica Liberale [ma consacrato anche dal vescovo vagante
indipendente cattolico Hugh George de Wilmott Newman, Mar Georgius I
(1905-1979)], che fondò anche l'Ordine del Pleroma. Dopo la morte di Powell, il
nuovo patriarca Stephan A. Hoeller (n. 1931), cambiò il nome in Ecclesia
Gnostica (sito ufficiale: http://www.gnosis.org/eghome.htm), che, insieme alla
consociata Società Gnostica (Gnostic Society, sito ufficiale:
http://gnosis.org/gnostsoc/gnostsoc.htm), è stata la più popolare organizzazione
gnostica nel mondo anglosassone della fine del XX secolo.

Ecclesia gnostica mysteriorum (Chiesa gnostica dei misteri) (sito ufficiale:
http://www.gnosticsanctuary.org/): fondata da Rosamonde Miller, quando era
ancora sacerdotessa della precedente Ecclesia Gnostica. Nel 1981 la Miller fu
consacrata vescovo da Stephan A. Hoeller, ma lei affermò di essere stata
regolarmente ordinata e consacrata a Parigi dal Sacro Ordine di Maria Maddalena
(Holy Order of Mary Magdalene), e quindi, attraverso una supposta successione
ininterrotta di consacrazioni, di essere la diretta discendente (spirituale) di
Maria Maddalena.

Infine si segnala una chiesa gnostica, derivata dall'ambiente brasiliano legato
alla Chiesa Cattolica Apostolica Brasiliana, vale a dire l'Ecclesia Gnostica
Catholica Apostolica Latina (Chiesa Gnostica Cattolica Apostolica Latina), che è
stata fondata da Pedro Freire (Tau Pierre) (m. 1977), ex primate per il Sud
America della Chiesa Gnostica Apostolica di Ambelain, e riconsacrato nel 1970
come Mar Petrus Johannes XIII, patriarca della Chiesa Gnostica Cattolica
Apostolica, da parte di Dom Antidio Vargas della Chiesa Cattolica Apostolica
Brasiliana.

Poiché Freire divenne in seguito patriarca della Chiesa Gnostica Apostolica,
alla sua morte, il successore, il già menzionato Edmond Fieschi (Tau Sialul I)
(patriarca di ambedue le chiese) abdicò a favore di Fermin Vale-Amesti (Tau
Valentinius III). Dopo il rifiuto di quest'ultimo, i fedeli nord-americani si
organizzarono nella Chiesa Gnostica Cattolica Apostolica, sotto la direzione di
Roger Saint-Victor Herard (Tau Charles), ma la sua morte nel 1989 ha lasciato
anche questo gruppo senza un leader.


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#797 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Mer 28 Mar 2007 9:19 pm
Oggetto: Gruppi cristiani si assoggettano al Sinedrio
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Gruppi cristiani si assoggettano al Sinedrio
Maurizio Blondet
13/01/2006

La Cupola della Roccia è il piu antico monumento esistente nell'architettura
islamica, dove dovrebbe risorgere il tempio di GerusalemmeISRAELE - Mesi fa (30
ottobre 2004) abbiamo dato notizia della rinascita del Sinedrio: l'accolita dei
«savi di Sion» che non si riuniva dal 429 dopo Cristo è rinata per opera di 71
rabbini estremisti.
Guidati da rabbi Ysrael Ariel, che disse allora che la rinascita del Sinedrio «è
un passo ulteriore verso il compimento delle profezie ebraiche».
Tali profezie contemplano la finale soggezione dei non-ebrei (gentili, goym) ai
«Savi di Sion».
Ora apprendiamo che dieci non-ebrei si sono presentati davanti al nuovo Sinedrio
a Gerusalemme, per dichiarare la loro soggezione alle «leggi noachide».
Ossia alle «leggi di Noè» che secondo la dottrina rabbinica obbligano i non
ebrei, al contrario delle leggi di Mosè specificamente previste per gli ebrei.
Noè infatti non era ebreo (essendo nato prima di Abramo) ed è il simbolo della
comune umanità in generale.
I delegati dei buoni servi noachidi sono stati introdotti davanti all'Alta Corte
Ebraica, dove i 71 «savi» erano riuniti in sessione speciale sotto il loro
«nasi» (presidente), rabbi Adin Even-Israel Steinsaltz.

Sopra di loro pendeva una grande tela con un presunto passo biblico: «perché
allora Io cambierò le nazioni e farò loro parlare una lingua pura, così che esse
proclameranno il nome del Signore, e lo serviranno con decisione unitaria».
I noachidi sono stati lasciati in piedi davanti al Sinedrio.
Ma rabbi Michael Bar-Ron li ha lodati così: «sono venuti da ogni parte del
mondo, con grande dispendio di energie e di denaro, per dichiarare davanti alla
Corte e a tutto il genere umano la loro obbedienza alle sette Leggi di Noè, le
leggi del Creatore».
Ciascuno dei dieci noachidi ha pronunciato la seguente formula: «dichiaro la mia
obbedienza ad HaShem, Dio di Israele, Creatore e Re dell'universo, alla sua
Torah e ai suoi rappresentanti, il Sinedrio. Pertanto obbedirò alle sette leggi
di Noè in ogni dettaglio, secondo la Legge Orale di Mosè sotto la guida del
Sinedrio. Possa HaShem benedirmi e aiutare me, tutti i membri della mia comunità
e tutti i B'nai Noach ('figli di Noè') in ogni loro impresa per il bene del Suo
nome».
«Abbiamo scritto un paragrafo della storia della civiltà, ed è anche il
compimento della profezia», ha commentato uno dei noachidi, tale Roger Grattan,
venuto dal Maine.

Altri nomi: Bud Gill (coordinatore delle relazioni estere noachidi), Billy Jack
Dial, Andrei Overall, Adam Penrod, Jacob Scharff, Larry Borntrager, Vendil
Jones, Jack Saunders, e il «portavoce del consiglio noachide» Jim Long.
Jim Long si è rivolto alla Corte chiedendo il riconoscimento formale del
consiglio dei goym: «vostro onore [sic], stimati savi. Siamo qui a causa della
vostra Torah. Rabbini prima di voi hanno alzato la Torah e ci hanno atti ad
entrare in essa - prima che noi inciampassimo nelle tenebre».
Rabbi Even-Israel Steinsaltz li ha accettati.
Poi ha detto: «stiamo adempiendo oggi a una missione globale - non reclutiamo
gente, ma la portiamo a capire che c'è un solo D.».
Quanto ad adempimenti ed obblighi particolareggiati che dovranno essere seguiti
dai noachidi, rabbi Steinsaltz ha annunciato: «un Shulhan Aruch per i B'nai Noah
sarà scritto, in modo che ciascuno possa essere guidato in che cosa fare».
Era un riferimento alla «legge pratica» scritta per i giudei nel 1560 da Josef
Karo e tutt'ora in uso.
E il rabbino ha messo in guardia dalle difficoltà che i «figli di Noè»
incontreranno, via via che il movimento aumenta di aderenti.
«Se si parla in generale quasi ogni essere umano può accettare più o meno le
leggi di Noè;ma quando dettagliamo i particolari, arriviamo a punti in cui
gravemente dissentiamo dal cristianesimo e dall'Islam».

Ma niente paura: «noi saremo al vostro fianco.
Siamo membri della stessa religione che l'Onnipotente ha dato agli uomini: parte
di questa è stata data agli ebrei, e parte all'umanità nel suo complesso».
Poi ha preso la parola rabbi Yaakov Ariel, del Temple Instite, la yeshiva
(scuola rabbinica) che raccoglie fondi per ricostituire il tempio di
Gerusalemme.
Ha rivelato di aver visto, quel mattino, un arcobaleno (come quello che Noè vide
alla fine del «diluvio»): «è stata la cosa più vicina alla vista di Noè in
persona: il segno del patto fra D. e l'umanità testimoniato da Noè».
Vendyl Jones, capo dei noachidi, ha offerto un banchetto al Sinedrio, durante il
quale ha parlato delle sette leggi di Noè, spiegando nei particolari gli undici
primi capitoli del Genesi che le delucidano.
Ha confessato di aver sempre compreso le prime sei, ma non la settima, che vieta
di mangiare un membro di un animale vivo.
Ma poi, ha aggiunto, si è ricordato dei giorni in cui marchiava il bestiame in
Texas: «marchiavamo e castravamo i vitelli quando ero giovane, e la sera attorno
al fuoco mangiavamo quelle che chiamavamo 'ostriche di montagna', i testicoli di
animali viventi».

Rabbi Nachman Kahane ha tranquillizzato il peccatore: «D. ha creato un mondo
primitivo.
Non coltiviamo pane, ma grano che deve essere mietuto, macinato e cotto. Il
nostro compito è essere partner di D.; purtroppo, lungo la storia, questa idea
si è pervertita. Come puoi essere un partner di D. se la tua religione ti dice
di mandare i tuoi figli nei supermercati a far saltare in aria la gente? Ciò che
oggi facciamo è creare di nuovo il collegamento tra la gente e D. - D. dice
all'umanità: ognuno ha un compito. Io quello di sacerdote (avrò un compito
particolare quando il tempio sarà costruito) ma tutti voi avete ugualmente uno
specifico compito. Io non sono migliore».
Il rabbino Nachman è il fratello di Meir Kahane, un estremista nero ebraico
americano che aveva creato una organizzazione paramilitare che commetteva
violenze; il suo partito «Kach» è stato bandito come razzista. Kahane è stato
ucciso in uno scontro con gruppi palestinesi.
Alla cerimonia e alle celebrazioni ha preso parte un italiano: lo sheikh Abdul
Hadi Palazzi (al secolo Massimo Palazzi, un ex mormone, che si dichiara «docente
di storia delle religioni» all'Università di Velletri, dove non esiste
università) autonominatosi capo dell'Assemblea Islamica Italiana.
«La legge islamica contiene le sette leggi di Noè», ha detto fra l'altro.

Rabbi Yoel Schwartz ha ricevuto da rabbi Shalom Elyashiv - guida spirituale
degli haredim - l'incarico di allestire un tribunale per giudicare i figli di
Noè che vìolano le 7 leggi. «La jihad islamica contro il mondo ha rimesso la
religione al centro della coscienza mondiale», ha detto Schwartz.
Ed ha ricordato: «oltre 30 anni fa un uomo di nome Eisenberg mandò una proposta
alle Nazioni Unite in cui sosteneva che non ci sarà pace nel mondo se i
cittadini del pianeta non concordano su alcuni principii di fede. E' stato
adottato dall'ONU come uno dei suoi documenti, ma non ha avuto seguito. Noi oggi
siamo qui per dar seguito ad esso, e ricordare all'ONU il motivo per cui
esiste».
Rabbi Schwartz ha tradotto in arabo vari libri sulle leggi noachidi.
«Genitori musulmani mi hanno ringraziato per aver insegnato ai loro figli che
c'è una strada per il paradiso diversa da quella dello shahid, il martire».
Ha aggiunto che la dispersione degli ebrei aveva questo scopo, disseminare le
verità della Torah nel mondo.
Ma quando gli ebrei sono tornati in Israele, sono nate tecnologie che consentono
di raddoppiare gli sforzi restando in «terra santa».
«Telefono, radio e poi computer e internet sono fioriti dal nostro ritorno in
Israele. D. ci ha dato i mezzi per fare il lavoro da qui».

Rabbi Elyaho Essas, che è stato un refusnik sovietico, ha sottolineato l'urgenza
di insegnare le leggi noachidi ai non ebrei venuti dall'ex URSS: «ci sono almeno
400 mila, e forse un milione, venuti dall'URSS che non sono ebrei secondo le
leggi ebraiche. Molti di loro credono di essere ebrei, ma non hanno madre ebrea
e perciò non sono ebrei secondo il diritto ebraico. Circa 150 mila non hanno
rapporto di sangue con la nazione di Israele: spose e parenti che sono venuti
secondo la legge del ritorno; ce ne sono 30 mila che non hanno nulla a che fare
col popolo ebraico, ma hanno falsificato i documenti».
Tutti costoro devono essere indotti a diventare «figli di Noè»; ma la questione
è complicata, ha aggiunto e dovrà essere discussa dal Sinedrio e dal Consiglio
Noachico.
La questione dei matrimoni misti, per esempio, non è stata mai discussa perché
non si è mai verificata in misura così grande: «ma oggi abbiamo il 50% delle
famiglie dell'ex URSS e ancor più in America che si trovano in questo stato. Se
uno dei coniugi è ebreo e l'altro è un figlio di Noè, quale è la loro condizione
giuridica?».
Jim Long ha concluso: «chiunque legga la Bibbia vede che la nostra Torah è la
vostra costituzione, il vostro testo dei diritti, e il nostro diritto alla terra
d'Israele. Pubblicheremo libri di preghiere noachidi, libri per bambini e
documentari per insegnare a vedere la scienza e il mondo attraverso le lenti
della Torah».

Maurizio Blondet


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dal sito: http://www.effedieffe.com/interventi...etro=religione

www.effedieffe.com

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#796 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Mer 28 Mar 2007 11:10 am
Oggetto: Chiesa e Gnosticismo
servizioedicola@...
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PAPA: NON ESISTE CRISTIANESIMO PER INTELLETTUALI
"Il vero insegnamento non e' quello inventato dagli intellettuali, il vero
magistero e' quello impartito dai vescovi che lo hanno ricevuto dagli apostoli
in una catena ininterrotta". Benedetto XVI ha voluto ricordarlo all'Udienza
Generale, parlando a circa 40 mila fedeli presenti in piazza San Pietro (il
doppio circa di quelli attesi). "Non esiste - ha spiegato il Papa - un
cristianesimo superiore per gli intellettuali, la fede unica e' quella che viene
da Gesu' e da Dio, trasmessa dagli Apostoli". Occasione per questa
sottolineatura e' stata nella catechesi di oggi la figura di Sant'Ireneo di
Lione, che combatte' l'eresia gnostica che, ha rilevato, "riteneva la fede
insegnata nella Chiesa un simbolismo per i semplici, mentre gli iniziati
avrebbero capito quanto sta dietro: un credo elitario, intellettualista che si
frammentava in diverse correnti con pensieri strani, capaci pero' di attrarre
alcuni". "Non c'e' una dottrina segreta - ha scandito Papa Ratzinger - dietro il
comune credo della Chiesa. La fede non e' un privilegio o un monopolio di pochi,
tutti la possono raggiungere attraverso la predicazione dei vescovi e
soprattutto del Vescovo di Roma. La Tradizione apostolica - ha ripetuto - e'
pubblica, non privata o segreta. Chi vuole conoscere la vera dottrina basta che
si apra alla predicazione del Vangelo".


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#795 Da: Patrizia Bianchi <r_crus@...>
Data: Lun 26 Mar 2007 12:58 pm
Oggetto: Re: SEMINARIO SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
r_crus
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Per esempio...io,CREDO fermamente,che Gesù,il Cristo sia storicamente
esistito,oltre tutto il resto.
   Grazie di avermi dato l' occasione di scriverlo in ML :-)

   Una stupida!

   Patrizia

Klaus Schilling <schilling.klaus@...> ha scritto:

   quest'e` una bugia perversa, inventata dai bugiardi di tipo Brown.
Le storie nei vangeli sono da comprendere metaforicamente.
Colui chi crede alcuna delle cose lettera per lettera
e` aldila` di ogni intelligenza

Klaus Schilling



           From: "MilleNomi" <millenomi@...>
Subject: [Gnosticismo] SEMINARIO SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
Date: Wed, 21 Mar 2007 10:15:55 +0100

> Chi fu realmente Gesù di Nazaret?

Non esisteva, e` una bugia perversa inventata dai capi
della chiesa Cattolica (cio` dai nemici della verita`)

> Si tratta di una persona esistita
> veramente o è solo leggenda?

e` un mito

> I Vangeli ci parlano di Gesù,

soltanto in modo allegorico.
soltanto gli imbecilli ci vedono una persona reale

> figlio di
> Giuseppe e di Maria,
> ma gli archeologi non hanno mai trovato prove concrete
> della sua esistenza storica.

non c'era un'esistenza storics, ebbasta.

> I Vangeli Apocrifi raccontano quella verità
> che la cristianità istituzionale
> ha sempre respinto:
> Gesù aveva sorelle e fratelli,
> nati dalla normale relazione fra Maria e
> Giuseppe.

quest'e` una bugia perversa, inventata dai bugiardi di tipo Brown.
Le storie nei vangeli sono da comprendere metaforicamente.
Colui chi crede alcuna delle cose lettera per lettera
e` aldila` di ogni intelligenza

Klaus Schilling





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  L'email della prossima generazione? Puoi averla con la  nuova Yahoo! Mail

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#794 Da: Klaus Schilling <schilling.klaus@...>
Data: Mer 21 Mar 2007 9:37 pm
Oggetto: Re: SEMINARIO SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
pessoa22000
Offline Offline
Invia email Invia email
 
From: "MilleNomi" <millenomi@...>
Subject: [Gnosticismo] SEMINARIO SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
Date: Wed, 21 Mar 2007 10:15:55 +0100

> Chi fu realmente Gesù di Nazaret?

Non esisteva, e` una bugia perversa inventata dai capi
della chiesa Cattolica (cio` dai nemici della verita`)

> Si tratta di una persona esistita
> veramente o è solo leggenda?

e` un mito

> I Vangeli ci parlano di Gesù,

soltanto in modo allegorico.
soltanto gli imbecilli ci vedono una persona reale

> figlio di
> Giuseppe e di Maria,
> ma gli archeologi non hanno mai trovato prove concrete
> della sua esistenza storica.

non c'era un'esistenza storics, ebbasta.

> I Vangeli Apocrifi raccontano quella verità
> che la cristianità istituzionale
> ha sempre respinto:
> Gesù aveva sorelle e fratelli,
>  nati dalla normale relazione fra Maria e
> Giuseppe.

quest'e` una bugia perversa, inventata dai bugiardi di tipo Brown.
Le storie nei vangeli sono da comprendere metaforicamente.
Colui chi crede alcuna delle cose lettera per lettera
e` aldila` di ogni intelligenza

Klaus Schilling

#793 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mer 21 Mar 2007 8:51 pm
Oggetto: Apocrifi Nuovo e Antico Testamento
millenomi@...
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Sperando di fare cosa gradita segnalo l'uscita in edizione economica UTET degli
Apocrifi del Nuovo e del Vecchio Testamento, a cura di Paolo Sacchi.

Costo di ogni singolo volume (2) ? 27,80



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#792 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mer 21 Mar 2007 9:15 am
Oggetto: SEMINARIO SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
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SEMINARIO SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI

Dopo il successo ottenuto dal seminario sui Vangeli Apocrifi , il centro
Studi Diapason , propone un nuovo seminario gratuito, sulla stessa tematica.
ll seminario si terra in Salernoi il 14 aprile 2007 ore 20, presso il centro
Di.Pren. Via Robertelli 12 e sarà tenuto dal dot. Giuseppe Maria Galliano,
ricercatore indipendente di storia delle religioni ed antenna Cicap.

21/03/2007 - Il seminario si apre con una verifica storica de Cristo ,per
passare poi ad esaminare il Gesù Ebreo ed Esseno.
Si prederà poi in esame la formazione del canone, la visione dei padri della
chiesa, fino alla nuova e diversa religione che Paolo di Tarso esportò dopo
la sua conversione.
Si esamineranno i vari vangeli apocrifici, dando particolare risalto, a
quelli gnostici ed in special modo quello di Tommaso.
Tutto, con un linguaggio chiaro e divulgativo, senza avere la volontà di
imporre nuove idee o di essere blasfemi ma solo per dare spazio alla ricerca
e
nuova linfa ad un pensiero eccelso come quello di Gesù e del Cristianesimo
delle origini.
Chi fu realmente Gesù di Nazaret? Si tratta di una persona esistita
veramente o è solo leggenda? I Vangeli ci parlano di Gesù, figlio di
Giuseppe e di Maria, ma gli archeologi non hanno mai trovato prove concrete
della sua esistenza storica.
I Vangeli Apocrifi raccontano quella verità che la cristianità istituzionale
ha sempre respinto:
Gesù aveva sorelle e fratelli, nati dalla normale relazione fra Maria e
Giuseppe. Ancora oggi, gli archeologi sperano di ritrovare il corpo storico
di Cristo.(le ultime notizia di queste ore dicono del ritrovamento della
sepoltura di Gesù a Gerusalemme)
Sarebbe una delle più grandi scoperte della storia dell'umanità, ma di
sicuro non gioverebbe alla Chiesa.

#791 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Mer 21 Mar 2007 9:16 am
Oggetto: 2007 » I vangeli gnostici come fonte storica
millenomi@...
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AREZZO - I vangeli gnostici come fonte storica. Parlerà di questa
particolare produzione letteraria, che esprime una delle molte varianti del
cristianesimo delle origini, il professor Giovanni Filoramo, tra i maggiori
esperti internazionali dello gnosticismo cristiano antico, anche nelle sue
relazioni con le religiosità moderne e post moderne. L'incontro si terrà
giovedì 22 marzo, alle ore 9,30, alla facoltà di Lettere e Filosofia di
Arezzo (aula 9, campus del Pionta).
Giovanni Filoramo ha curato con Daniele Menozzi la Storia del Cristianesimo,
edita da Laterza, e fondato la "Rivista di Storia del Cristianesimo".
L'incontro con Giovanni Filoramo, docente di Storia del Cristianesimo
all'Università di Torino, è promosso dalla professoressa Osvalda Andrei, che
insegna Storia del Cristianesimo e delle Chiese alla facoltà aretina.

Pubblicato il 20/03/2007 15.05.15

#790 Da: "MilleNomi" <millenomi@...>
Data: Dom 18 Mar 2007 6:24 pm
Oggetto: Satana e i Catari
millenomi@...
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Pax Pleroma,

Di seguito alcune frase tratte da "LE ARGOMENTAZIONI DI GIOVANNI", un antico
testo bogomilo incentrate sulla figura di Satana.


"Egli stava nelle virtù dei cieli
e presso il trono del Padre
invisibile ordinatore di tutte le cose.
Discendeva dai cieli fino all'Inferno
ed ascendeva fino al trono di Dio,
invisibile Padre,
e custodiva quelle glorie
che erano sopra tutti i cieli.
E pensò di voler porre il suo trono
al di sopra delle nubi e
di essere simile all'Altissimo".
................
................
"Da ultimo Satana pensò di far l'uomo
per averlo suo servo,
e prese del limo della terra
e fece l'uomo simile a sè
ed ordinò all'Angelo del secondo cielo
di entrare nel corpo di fango.
Poi prese il fango
e fece un altro corpo,
in forma di donna
ed ordinò all'Angelo del primo cielo
di entrarvi.
E gli Angeli piansero molto
vedendosi imprigionati
dentro una forma mortale,
nella diversità dei loro sessi."

Come sappiamo il catarismo presentava una forma di dualismo fra male e bene; che
alcuni storici fanno risalire al Manicheismo e da esso allo Zoroastrismo, giunto
nella Francia passando per l'europa balcanica. Un dualismo che poteva essere
sfumato in relazione alle varie comunità catare.

Ciò che mi preme rilevare è come la seconda parte delle frasi estratte è
similare agli apocrifi di Giovanni ( Gnosi e il Mondo edizioni Tea ). In questi
testi si parla della creazione dell'uomo da parte del Demiurgo e degli Arconti a
seguito della visione del ADAM celeste; e come in esso fosse contenuto il soffio
divino. La coincidenza è notevole e può essere ispirata sia da una lettura
diretta delle fonti barbelotiane, ma anche da un identico patrimonio alla base
del pensiero gnostico.

La visione offerta da queste poche frasi ci potrebbe offrire degli spunti di
riflessione attorno alla diversa qualità delle anime maschile e femminile. Dove
vogliamo ricordare che diversità non significa gradazione di superiorità o
inferiorità, ma solamente qualità difformi o non presenti nell'una, rispetto
all'altra.

Ancora, in conclusione, la figura di Satana così come proposto da queste poche
"immagini" non è o non dovrebbe essere una novità nel simbolismo esoterico. Dove
Lucifero ( il portatore di luce ); si trasforma in Satana. Un dio bifronte come
il DIO KAMA, e permettetimi è un accostamento voluto.

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#789 Da: "aprmm2002" <aprmm2002@...>
Data: Dom 11 Mar 2007 7:24 am
Oggetto: Associazioni di volontariato
aprmm2002
Offline Offline
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Carissimi fratelli,


ancora in riferimento al progetto di costituire la "Federazione delle
Imprese Sociali" chiedo aiuto a tutti voi. Vorrei censire le
Associazioni di volontariato oltre a quelle che, più genericamente, si
occupano di beneficenza che si possono considerare di ambito
massonico. Sarei grato pertanto a chiunque voglia fornirmi dati,
recapiti e riferimenti di quelle che conosce, al mio indirizzo e-mail
danilo.dimambro@... .


Grazie in anticipo e TFA.
Danilo Di Mambro

#788 Da: "Lex Aurea" <lexaurea@...>
Data: Gio 8 Mar 2007 8:54 am
Oggetto: Collaborazioni per Lex Aurea e Abraxas
lexaurea@...
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Chiunque volesse inviare dei lavori per Lex Aurea o per la rivista Abraxas, può
farlo al seguente indirizzo email:

lexaurea@...


Cordialmente

la redazione

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#787 Da: "Pino" <qawsd@...>
Data: Lun 26 Feb 2007 5:56 pm
Oggetto: Jung e l'ineterpretazione dei sogni
qwasd01
Offline Offline
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> Per quanto a noi interessa, può rilevarsi un utile viatico >per la nostra
operatività intima.

Fa parte di quello che viene chiamato, in alcuni contesti, lo yoga del sonno. In
particolare un utilizzo del sogno di questo genere aiuta per l'esplorazione e
maggior conoscenza del proprio mondo interiore, inoltre perpepisce i messaggi di
cui il sogno è portatore, attraverso il linguaggio del simbolo. Detto in altro
modo può essere un altro modo per ascoltare la voce del Maestro Interiore.

Cari saluti

Pino


------------------------------------------------------
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#786 Da: "Filippo" <lachimera70@...>
Data: Dom 25 Feb 2007 7:53 pm
Oggetto: Jung e l'ineterpretazione dei sogni
lachimera70@...
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Pax Pleroma,

C.G.Jung ( che ha scritto anche su simbolismo e gnosticismo ), ha fornito un
nuovo indirizzo operativo per l'ineterpretazione dei sogni, e quindi per meglio
comprendere la psicologia dell'uomo, che si manifesta "anche" nel mondo onirico
( e aggiungo in forma non mediata dalla materialità del quotidiano ). Questa
nuova metodologia, che si discosta dalla riduzione del fatto onirico a mera
espressione del sessuale, si fonda sul racconto del sogno stesso,
dall'individuazione di elementi simbolici e narrativi attraverso le libere
associazioni. In questo modo viene ricostruito un quadro drammatico del sogno
stesso, dando ad esso maggiore spessore. A ciò si aggiunge l'individuazione di
tramiti fra il sogno ed elementi della vita quotidiana. E' rilevante in questa
fase individuare il giusto contesto, dove per giusto si intende una enumerazione
né restrittiva né amplificativa degli elementi del quotidiano da utilizzare.

Ciò che assume rilievo è anche la sfera culturale e religiosa dell'uomo, in
quanto espressione di simboli, archetipi, narrazioni che hanno contribuito a
creare un substrato sia psicologico che immaginifico ove attingere.

Per quanto a noi interessa, può rilevarsi un utile viatico per la nostra
operatività intima.


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#785 Da: "Filippo" <lachimera70@...>
Data: Dom 25 Feb 2007 7:55 pm
Oggetto: Il velo del tempio si squarciò
lachimera70@...
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Pax Pleroma,
E' interessante notare come i tre sinottici concordano pienamente nel tramandare
(tradizione), come il velo del TEMPIO si squarciò nel momento della morte di
Gesù Cristo.

Matteo 27:51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la
terra si scosse, le rocce si spezzarono,

Marco 15:38 Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso.

Luca 23:45 Il velo del tempio si squarciò nel mezzo.

Ma cos'era il Velo del Tempio, e cosa mai era il Tempio stesso.. Il Tempio
rappresentava il luogo sacro dell'ebraismo, il luogo deputato alla classe
sacerdotale ove sacrificare al Dio Ignoto, la cui rappresentazione è proprio
quella del Velo.

Velo che si contrappone fra l'uomo ebreo e il Divino, a rappresentare non solo
l'inconoscibilità della fonte, ma il necessario asservimento alla sua legge, in
una fede del fare, dove gli unici intermediari sono proprio i sacerdoti.

In questa fase di riflessione voglio esimermi ed esimervi dalla questione
simbolica, sperando che qualcuno di voi la introduca di cosa può rappresentare
anche il velo, preferendo una maggiore linearità...

I tre evangelisti sono concordi nel porre in relazione postuma, la morte di Gesù
Cristo e il velo scisso.  Vorrei far notare come anche il Vangelo di Luca,
posteriore ai primi due, ripropone tale evento.... Proprio a significare un
importanza cruciale a tale episodio.

Ora non possiamo non considerare negativa ( per la tradizione ebraica
sacerdotale ) tale relazione.

L'immanenza del simbolo del velo, viene "deflorata" dalla trascendeza
dell'assunzione in cielo da parte del Cristo, e con essa viene giudicata in
negativo non solo il potere sacerdotale, ma un intero popolo che ha
costantemente rifiutato i profeti, arrogandosi un diritto solamente in base ad
un vuoto simulacro ed una sterile ripetizione.

Lo squarcio del velo, la scissione del velo, rappresenta il nuovo che nasce, ed
indica psicologicamente la rottura fra cristianesimo ed ebraismo, ma anche
all'interno dell'ebraismo fra coloro che decisero di perseguire la loro
tradizione,e coloro che invece abbracciarono il cristianesimo.

A poi.........


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#784 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 24 Feb 2007 10:57 am
Oggetto: Chiesto nuovamente alla Bar Ilan il licenziamento di Toaff
servizioedicola@...
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Chiesto nuovamente alla Bar Ilan il licenziamento di Toaff
Pubblicato da linotype su Febbraio 16th, 2007

Adesso tutti sperano in un ritorno alla normalità. L'università Bar Ilan dopo i
comunicati di questi due giorni, in uno dei quali criticava apertamente Ariel
Toaff, ha chiuso le porte agli estranei. Il professor Toaff, rettore del
dipartimento di storia, è tornato nel suo ufficio per la prima volta dallo
scoppio delle polemiche. Chi era presente dice che è stato accolto da
espressioni di simpatia da studenti e colleghi del dipartimento. E' anche vero
che nessuno nè in Israele, nè alla Bar Ilan ha praticamente letto il libro, che
qui non è arrivato perché pubblicato solo in italiano. E' probabile che Toaff ne
abbia portate alcune copie per i colleghi e non è escluso che una discussione
più ampia possa avvenire tra qualche giorno nel senato accademico. Lì si capirà
meglio quali sono le intenzioni dell'ateneo nei confronti del suo docente. Per
ora Toaff non parla, è irrintracciabile in facoltà, sul cellulare e a casa.

Le questioni aperte
In attesa che tutti si possano esprimere, restano però alcune questioni aperte.
Il libro di Toaff ha provocato reazioni molto dure, come tutti sanno,
soprattutto negli Usa e in Italia. Difficile che la comunità di Roma possa ora
nascondere l'affronto sotto il tappeto. Un po' meno clamore si è registrato in
Israele, dove sui giornali la vicenda è stata seguita con toni più contenuti.
Ciò non significa che il quadro resti complesso, e tutt'altro che superato. La
Bar Ilan qualche conto dovrà farlo e anche in tempi brevi. L'università aveva
detto due giorni fa: "Vista l'entità del danno provocato al popolo ebraico ci
attendiamo da Toaff che si assuma le responsabilità personali del caso e si
adoperi a riparare". Un gesto, insomma. E Toaff lo ha fatto. Ha fermato la
pubblicazione e ha deciso di devolvere i proventi del libro alla Anti Defamation
League di New York. Ma nessuno può dire se questo sia sufficiente

Chi vuole mandare a casa Toaff
C'è però chi continua a spingere per licenziare subito Toaff. Si tratta di
pressioni esercitate sui dirigenti dell'università da finanziatori privati,
soprattutto americani. Loro chiedono sanzioni, in realtà l'obiettivo è di
mandare il docente a casa. Il consigliere per le realzioni esterne del
presidente della Bar Ilan Moshe Kaveh, Yerah Tal ha detto: "Persone che non
fanno parte del mondo accademico e docenti di altre università ci hanno chiesto
di licenziare il professor Toaff, ma noi non prendiamo in considerazione questa
ipotesi". Le sanzioni, spiega in pratica Yerah Tal, andrebbero contro il
principio dell'autonomia accademica. E' ovvio che Yerah Tal è un diplomatico.
L'università deve pensare alle sue casse, i finanziamenti americani ne sono un
pilastro, sacrificare con una buona uscita Ariel Toaff, per il bene dell'ateneo,
non dovrebbe essere così difficile. A questo si aggiunga che Toaff è a tre anni
dalla pensione, dunque tutta la partita si può giocare facilmente.

Toaff conta sull'appoggio dei suoi studenti
Per Toaff il punto di forza, in questo momento, sono i suoi studenti. Secondo
Haaretz il professore è considerato dai colleghi del dipartimento un docente di
grande valore, con buoni rapporti con gli studenti. Qualcuno com'è noto lo
chiama il rabbino rosso, perchè ha opinioni di sinistra e ha ricevuto una
educazione rabbinica, questa ovviamente non è certo una colpa, è da considerarsi
invece un gesto d'affetto.


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#783 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 24 Feb 2007 10:54 am
Oggetto: Toaff pronto a riscrivere le parti contestate del suo libro
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Toaff pronto a riscrivere le parti contestate del suo libro
Pubblicato da linotype su Febbraio 18th, 2007

Il caso Toaff, nonostante la furia contestatrice non si sia del tutto placata,
si sta lentamente normalizzando. Il professore è tornato nelle aule della Bar
Ilan e ha ripreso in mano il suo libro per cercare di correggere , smussare,
riscrivere quei punti che hanno provocato l'ondata d'indignazione. C'è da
registrare ancora il commento di Massimo Introvigne, direttore del Centro Studi
sulle Nuove Religioni: "E' sul piano della storia e della sociologia storica,
non della politica e della libertà accademica, che ci aspettiamo che Toaff
ammetta di avere fatto ricorso a una metodologia non solo discutibile, ma
sbagliata". E aggiunge: "Toaff vorrebbe rovesciare gli ultimi cinquant'anni di
storiografia e di sociologia storica sostenendo che l'accusa del sangue,
l'accusa cioè rivolta agli ebrei dal Medioevo fino ai giorni nostri di
sacrificare bambini cristiani per cibarsi ritualmente del loro sangue non è un
mito antisemita ma corrisponde a quanto effettivamente praticato dal medioevo al
1500 da un gruppo di ebrei ashkenaziti". Un argomento che lo studioso ha
trattato già nel 2004 in "Cattolici, antisemitismo e sangue". A Toaff contesta
anche il modo con cui il professore ha chiesto il ritiro del suo libro: "Lo ha
fatto dicendo che questo era dovuto ad interpretazioni distorte che ne avrebbero
dato i giornali. E non basta. Sarebbe certo positivo se un libro di storia mal
fatto smettesse di circolare e fare danni, ma il rischio è che Toaff, anzichè
rispondere alle critiche rivoltegli sul piano scientifico da tutti gli storici e
i sociologi italiani che si sono occupati dell'accusa del sangue, e che hanno
letto il suo libro criticandolo senza nessuna distorsione, cerchi di spostare il
dibattito sul piano politico della libertà accademica, che non e' mai stata in
questione".


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#782 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 24 Feb 2007 10:44 am
Oggetto: Gesù e incomprensibilità del messaggio cristiano (Ariel Toaff)
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Gesù e incomprensibilità del messaggio cristiano                 torna
all'indice

Un tentativo di lettura giudaica della figura di Gesù - e di tale tentativo si
sono date sopra soltanto alcune tematiche essenziali - si trasforma, perciò, nel
recupero di un'autenticità che probabilmente diviene utile, nell'attuale fase di
rinnovamento esegetico, agli stessi Cristiani, o che, per lo meno, rende
possibile il colloquio su punti di comune interesse religioso.

È evidente che, in un'analisi ebraicamente condotta, non possono non essere
denunziate, almeno per i loro tratti più importanti, le cadenze del messaggio
che, già presenti nella trasmissione originaria o ad essa sovrapposte (e
l'individuazione della diversità di tali livelli può essere solo oggetto di
analisi condotte da studiosi cristiani), divengono incomprensibili per la
tradizione ebraica.

Vi è, cioè, nei testi evangelici, un Gesù che parla ebraicamente e un Gesù che
parla un linguaggio radicalmente diverso da quello consacrato nella tradizione.

Con Paolo si verifica la netta rottura fra Ebraismo e predicazione cristiana
nella misura in cui egli sottopose i materiali evangelici e le sue fonti
bibliche e rabbiniche ad una radicale rielaborazione che li adattava alle
esigenze teologiche e missiologiche della comunità nascente e e dell'espansione
del messaggio presso i Gentili, con la conseguenza che l'originario modulo del
messaggio veniva a perdere le sue connotazioni giudaicamente accessibili.

L'affermazione che, fino all'avvento di Gesù, il genere umano si trovava sotto
il dominio del peccato, la conseguente dottrina del peccato originale, l'idea
della redenzione attraverso Gesù, quale unica via di liberazione dal peccato,
capovolgono interamente le strutture del discorso originario ebraico. Nel
sostenere il contrasto inconciliabile fra fede e legge, nel dare un nuovo
significato alla dimensione ebraica di emunah attraverso l'intermediazione greca
di pistis, nell'accentuare il dualismo carne-spirito, Paolo accoglie ideologie
giudeo-ellenistiche e, per quanto riguarda la legge, schemi romani, che
influenzano il suo pensiero non meno della Torah e dei Profeti: ed era fatale
che gli Ebrei finissero con il volgergli le spalle.

Ma il livello di rottura fra i due tipi di discorso sembra essersi verificato,
oltre che in Paolo, anche nell'Evangelo di Giovanni che testimonia la pressione
ideologica giudeo-ellenistica già prorompente in tanti ambiti, contemporanei e
precedenti, nella realtà culturale semitica. La teologia "trinitaria",
l'equiparazione crescente dei termini Gesù = Vita = Messia = Figlio di D-o =
D-o, la teologia incarnazionistica (quest'ultima come sviluppo speculativo del
tema morte-resurrezione che nei Sinottici appare soltanto come narrazione di
tipo storico-midrashico) interrompono la comunicabilità del discorso dal punto
di vista ebraico, poiché contrastano con le linee tradizionali bibliche e con la
stessa esperienza ebraica del divino.

In questo caso va chiarito che il problema dell'incidenza ellenizzante sul
messaggio evangelico non può essere evitato mettendo in parallelo i temi della
cristologia neotestamentaria con una sezione parziale della precedente
tradizione giudaica (letteratura sapienziale, teologie giudeo-ellenistiche),
assunta erroneamente come rappresentativa del modulo antico-testamentario,
secondo l'impostazione che informa, per esempio, la notevole opera di F. M.
Braun (Jean Le Théologien, II. Les Grandes Traditions d'Israel. L'accord des
Écritures d'après le quatrième Evangile, Parigi 1964).

Indubbiamente in Giovanni residuano motivi ebraici di autentica qualità
"sinottica", e quindi di accessibilità giudaica, ma altri e ben prevalenti
motivi (la teologia del Logos e della Sapienza, il dualismo mondo-cielo, la
nozione di eternità come eone, la tendenza allegorizzante, il ricalco della
figura di Gesù su quella dell'archiereo) sono suggestioni recepite da un
Giudaismo già ellenizzante (si pensi a Filone e ad alcune componenti apocrife,
con tutte le complesse componenti platoniche, iranico-gnostiche e misteriche),
che di per se stesso e nel suo proprio autonomo sviluppo costituisce già una
deviazione dall'Ebraismo.

Se si fa riferimento a quella dimensione ellenizzata di Giudaismo, è
indubbiamente possibile individuare le matrici "giudaiche" di Giovanni, il quale
resta, tuttavia, nei temi indicati, non comunicabile come non erano comunicabili
le sue fonti quando irruppero, come "elementi contaminanti" (Talmud Megillah 7a;
Toseftah Yadayim 2:14) all'interno della tradizione biblica.

__________________

- bSanhedrin 34b - Gregorius Magnus (1:7:8)

Abraham Joshua Heschel: "La Bibbia non è la storia del popolo ebraico, ma la
storia di D-o che cerca l'uomo giusto" (L'uomo non è solo)


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#781 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 24 Feb 2007 10:38 am
Oggetto: Ariel Toaff venduto a peso d'oro
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http://linotype.wordpress.com/2007/02/21/ariel-toaff-a-peso-doro-nelle-aste-di-e\
-bay/

Se in casa avete Pasque di sangue di Ariel Toaff non infilatelo nella
spazzatura. Tenetelo prezioso, come se lo amaste. E non sarà facile, ma il
saggio di Toaff vale tanto oro quanto è stato pesante il disprezzo dell'intera
comunità ebraica internazionale. Le sei copie arrivate all'asta di eBay sono
valutate tra i 100 e i 300 euro, contro i 25 del prezzo di copertina. In questo
caso alle 14,40 di oggi il prezzo d'asta era di circa 180 euro. L'editore Il
Mulino, che ha sospeso la diffusione del libro su richiesta dello stesso Toaff
il 15 febbraio scorso, ne aveva stampate 3 mila copie e si apprestava ad una
robusta ristampa. E sempre l'editore, attraverso l' associazione di cultura e
politica Il Mulino è intervenuto ancora nel dibatitto di queste settimane:
"L'associazione pur contribuendo attraverso i suoi organi alla definizione delle
linee di politica culturale delle istituzioni da essa controllate, e dunque
anche della società editrice Il Mulino, non interferisce con le singole scelte
editoriali. Ciononostante, al di là del giudizio di merito che solo la comunità
scientifica ha il compito di formulare, essa non può esimersi dal manifestare il
più netto rifiuto degli appelli alla censura e delle espressioni di linciaggio
morale che sono state indirizzate all'autore, gravemente lesive del principio di
libertà dell'indagine scientifica e della manifestazione del pensiero su cui si
regge, sin dall'illuminismo, la nostra civiltà".

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#780 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 24 Feb 2007 10:46 am
Oggetto: Gesù e il Cristianesimo in alcuni scrittori e pensatori moderni (Ariel Toaff)
servizioedicola@...
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Gesù e il Cristianesimo in alcuni scrittori e pensatori moderni       torna
all'indice

Samuel Hirsch (1815-1889), uno dei maggiori esponenti dell'idealismo
postkantiano nella filosofia ebraica, nel suo libro Die Religionsphilosophie der
Juden (1842: primo ed unico volume dell'opera progettata Das System der
religioesen Anschauung der Juden) esamina ampiamente la figura di Gesù. Hirsch
afferma che con il suo insegnamento Gesù non intese mai trascendere il Giudaismo
e parlò sempre secondo gli schemi del farisaismo più autentico.

Egli, però, sviluppandola, dilata a tal punto questa tesi da negare che Gesù
avesse mai preteso di essere il messia. Con l'esempio della sua vita e con il
suo messaggio, Gesù avrebbe inteso soltanto esortare gli uomini a seguirlo verso
il raggiungimento della perfezione morale, che li avrebbe portati ad essere dei
veri "figli di D-o".

Vari anni dopo, Franz Rosenzweig (1886-1929), nel suo principale libro Der Stern
der Erloesung (Friburgo, 1921, Heidelberg 1954/3 - pubblicato anche in Italiano
col titolo La stella della redenzione) e nei saggi successivi (Zweistromland.
Kleinere Schriften zur Religion und Philosophie, Berlino 1926; Kleinere
Schriften, Berlino 1937; ristampa a cura di K. Thieme, Friburgo 1963), esalta
nella stessa misura Ebraismo e Cristianesimo, come le vere religioni dell'amore.

Partendo da tali presupposti anche nella valutazione di Gesù, tenta di smussare,
forzando spesso il suo ragionamento, le differenze dottrinarie fra Giudaismo e
religione di Cristo. Per Rosenzweig la fede nella redenzione assorbe e congloba
in sé la fede tradizionale nel Messia: secondo la dottrina ebraica il messia
dovrebbe ancora venire, mentre per il Cristianesimo il messia, pur essendo già
venuto nella persona di Gesù, dovrebbe ritornare in futuro.

La tesi del rabbino livornese Elia Benamozegh (1822-1900), l'ultimo illustre
cabbalista italiano, si basa sulla convinzione che Gesù appartenesse alla setta
degli Esseni, che avrebbero costituito, a loro volta, una corrente ascetica
all'interno del farisaismo (Morale juive et morale chrétienne, Parigi 1867;
Firenze 1952/2; Israel et l'Humanité, Parigi 1914 - tradotto in Italiano; Storia
degli Esseni, Firenze 1865).

Per Martin Buber (v.) esiste una contrapposizione fra Gesù e farisaismo da una
parte, rappresentanti dell'autentica ideologia ebraica, ed il talmudismo, Paolo
e Giovanni, dall'altra, che ne costituiscono una deviazione di tipo
intellettualistico. Questa tesi è stata aspramente attaccata soprattutto per le
profonde differenze che Buber, senza valida argomentazione, postulava fra
farisaismo e talmudismo.

Claude Goldsmid Montefiore scrisse in due volumi The Synoptic Gospels (Londra
1927), un commento agli Evangeli di Matteo, Marco e Luca. L'opera di Montefiore,
esponente dell'Ebraismo riformato in Inghilterra, rivela notevoli difetti, primo
fra tutti un giudizio frettoloso e quasi sempre errato del Giudaismo
tradizionale. Per Montefiore Gesù si riduce ad un ebreo riformato ante litteram
ed il suo messaggio si inserisce polemicamente nell'aspro dibattito fra
Giudaismo ortodosso e Giudaismo riformato di quegli anni.

Qualche anno dopo, le tesi di Montefiore vengono paradossalmente sviluppate da
Firedrich Korner (n. 1897) nell'opera Ein Weg vom Christentum zum juedischen
Volk, Vienna, 1931, il cui sforzo è teso a conciliare la propria appartenenza al
popolo ebraico, ed il rifiuto al battesimo inteso come atto di viltà e di
tradimento, con l'accettazione della sostanza dell'insegnamento di Gesù.
L'indole dello scritto del Korner è personale e soggettiva, il principale
assillo dell'autore consistendo nella ricerca di un'intesa tra quelle due forze
spirituali che sente vive in sé.

Il libro ebraico più noto ed importante su Gesù resta il Jeshu mi-Nazeret di
Josef Klausner (1874-1958; Gerusalemme 1922; traduzione inglese Londra 1925, New
York 1953; traduzione tedesca Berlino 1930, 1952/3; traduzione francese Parigi
1933), scritto in polemica con l'opera di Montefiore. Klausner, professore
all'Università Ebraica di Gerusalemme, è esponente della corrente nazionalista e
sionista, e tale tendenza si riscontra marcatamente nella sua valutazione della
figura di Gesù, che nondimeno è affrontata con vivo acume, con scrupolosa
imparzialità e con accurata documentazione, sia per quanto concerne le fonti
rabbiniche sia per quelle cristiane.

Da un'analoga prospettiva di tipo nazionalistico la figura di Gesù è affrontata
da Edmond Fleg (1874-1963; Jesus raconté par le juif errant, Parigi 1953), poeta
e drammaturgo francese. Anche se l'impostazione del libro è fantastica e non
storica, nondimeno esso costituisce un documento interessante di un'appassionata
indagine personale.

Infine Leo Baeck, uno degli epigoni della Wissenschaft des Judentums in
Germania, agli inizi di questo secolo si occupò diffusamente dei rapporti tra
Giudaismo e Cristianesimo delle origini. Postuma è stata pubblicata una raccolta
di suoi saggi sull'argomento (Judaism and Christianity, Filadelfia 1958). La
trattazione del problema che fa il Baeck è assai precisa e le tesi che ne
emergono suggestive e plausibili. La tradizione evangelica appartiene - secondo
Baeck - all'ambiente culturale ebraico con tutte le sue peculiarità e partecipa
delle sue caratteristiche, anzi, è parte integrante di questa tradizione.
Tuttavia insieme con gli elementi comuni alle due tradizioni, un concetto base
distingue quella cristiana ed influisce decisamente sul suo ulteriore sviluppo,
ed è la credenza in Gesù come messia. Ma è solo con Paolo che si compie il
divorzio tra Ebraismo e Cristianesimo, con l'introduzione nella tradizione
cristiana di importanti elementi del mondo greco-romano.


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#779 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Sab 24 Feb 2007 10:45 am
Oggetto: Gesù e il Cristianesimo nel pensiero ebraico medievale(Ariel Toaff)
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Gesù e il Cristianesimo nel pensiero ebraico medievale                  torna
all'indice

L'esame della figura di Gesù da parte di studiosi ebrei ha corrisposto molto
spesso ad un travisamento dei dati essenziali della cultura ebraica, sollevati
dal loro quadro naturale e stemperati in un contesto a loro estraneo.

Le opere che si sono andate producendo sono state perlopiù espressione di
opinioni individuali, rimaste praticamente senza seguito nell'Ebraismo, mentre
la maggioranza delle correnti giudaiche ha adottato la tradizionale politica di
evitare la discussione sull'argomento. Resta perciò utile il richiamo a quei
maestri e scrittori che occasionalmente hanno investito questi temi di
relazione, dando loro personali interpretazioni e soluzioni.

Sa'adiah Gaon è il primo autore ebreo ad esaminare diffusamente la dottrina
cristiana nel Sefer Emunot we-De'ot (2:5). Con sottile argomentazione egli
contesta le costruzioni filosofiche intorno alla divinità di Gesù, ed in
particolare il dogma della trinità.

Contro la stessa teoria, considerata come contraria alla ragione ed al principio
dell'unità di D-o, si appuntano le critiche di Jehudah ha-Levi nel Kuzari (1:5).
Il poeta spagnolo afferma che tanto il Cristianesimo, quanto l'islam, pur
essendo partiti da concezioni di fondo ebraiche, non le hanno poi sviluppate
conseguentemente. Comunque Cristianesimo ed Islam sono da considerarsi stadi
preparatori alla venuta del Messia, con la quale ritorneranno a far parte
integrante dell'unico albero di Israele (4:11:23).

Tale opinione è condivisa da Maimonide, che così scrive nel _Jad ha-Chazaqah_
(Hilkhot Melakhim 11:4): "Gli insegnamenti del Nazareno e dell'Ismaelita
(Maometto, NdAT) servono al proposito divino di preparare la venuta del messia,
che verrà inviato per rendere perfetto il mondo, mediante il culto di D-o con un
solo spirito. Essi infatti hanno diffuso le parole della Scrittura e la legge
della verità in tutto il mondo, e, qualunque errore vi sia nel loro
insegnamento, torneranno alla perfetta verità con l'avvento dell'era
messianica".

Le grandi autorità rabbiniche rav Gershom di Magonza (morto nel 1040), rav
Shelomoh ben Yitzchaq (Rashi) e la sua scuola, i Tossafisti francesi nel 12°
Secolo ('Avodah Zarah 2a), Shelomoh ben Aderet di Barcellona nel 13° Secolo,
Yitzchaq ben Sheshet nel 14° Secolo (Sheelot we-Teshuvot, n. 119). Josef Qaro e
Mosheh Isserles nel 16° Secolo dichiarano che i Cristiani debbono essere
considerati "Proseliti della Porta" e non come idolatri, nonostante il culto
delle immagini da loro praticato.

Ancora più esplicito è Josef Jaabez vittima delle persecuzioni in Spagna (1492),
nel suo Maamar ha-Ahedut. Dopo aver manifestato il suo apprezzamento per i
concetti cristiani di creazione, rivelazione e resurrezione, egli va tanto oltre
da affermare che "se non fosse stato per queste nozioni cristiane, forse noi
stessi avremmo potuto vacillare nella nostra fede, durante la lunga dispersione"
(III).

Lo stesso punto di vista è condiviso dal suo contemporaneo Yitzchaq Arama
('Aqedat Yitzchaq 88) e da Eli'ezer Ashkenazi nel suo Ma'aseh ha-Shem, scritto
in Turchia nel 14° Secolo e pubblicato ad Amsterdam nel 1758. Egli tra l'altro
scriveva: "Il cristianesimo è stato dato come parte della religione ebraica
dagli apostoli al mondo dei gentili, ed il suo fondatore ha reso le leggi morali
ancora più rigide di quelle contenute nel mosaismo .... I Cristiani non hanno il
dovere, che hanno invece gli Ebrei, di osservare le leggi di Mosè, né peccano
nell'indirizzare altri uomini a D-o, anche se attraverso il concetto trinitario.
Essi infatti riceveranno il premio da D-o per aver diffuso la fede in lui presso
popoli che mai avevano udito il suo nome" (Resen Mate 15b e Lechem ha-Shamayim
a. Av. v. 17).

Va inoltre menzionato Leone del Bene (Jehudah Asael Me-ha-Tov) che nel suo
Kissot le-Bet Dawid, raffronta il Cristianesimo con la religione dell'Islam,
sottolineando la superiorità del primo sul secondo, nonostante la sua credenza
nel dogma trinitario (24, 26, 46, 48). Particolarmente critico nei confronti del
Cristianesimo è, invece, il filosofo Chasdaj Crescas, nel suo trattato spagnolo
sulla dottrina cristiana (1396). Egli denunzia l'irrazionalità delle idee del
peccato originale, della trinità, dell'incarnazione, della verginità di Maria e
della transustanziazione. Crescas studia, poi, il rapporto fra tevilah
nell'Antico Testamento. e battesimo nel Nuovo Testamento partendo dai seguenti
tre assiomi:
1. La ragione non può essere forzata nel Credo;
2. D-o stesso non può alterare le leggi della verità a priori e della ragione;
3. La giustizia di D-o deve comprendere tutti i suoi figli.

Shim'on ben Zemach Duran (1361-1440), nella sua opera principale Magen Avot,
tende a sottolineare come Gesù, in base alle sue stesse affermazioni, mai intese
abrogare la Torah. Dopo aver evidenziato la contraddittorietà di molti degli
insegnamenti attribuiti dagli Evangeli a Gesù, ne deduce che l'opposizione ai
valori del Giudaismo da parte del Cristianesimo si deve attribuire all'opera di
determinate correnti sorte fra i suoi seguaci. Il filosofo Josef Albo, in
'Iqqarim (3:25), critica severamente la dogmatica cristiana e sottolinea con
particolare enfasi il fatto che i miracoli non possono mai essere chiamati a
testimoniare della validità di un determinato credo, dato che ogni religione li
rivendica a proprio favore.

Tale considerazione verrà ampliata ed ulteriormente approfondita da Moses
Mendelssohn nella sua polemica con Lavater (Gegenbetrachtungen ueber Bonnets
Palingenesie, Francoforte sul Meno, 1770, VII, p. 91-ss.).


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#778 Da: "Filippo" <lachimera70@...>
Data: Mar 20 Feb 2007 5:24 pm
Oggetto: Ogg: Abraxas 2
lachimera70@...
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Pax Pleroma Ærman,

In questi giorni ho avuto modo di parlare con diverse persone, variamente
impegnate nel mondo dell'esoterismo, attorno a questo piccolo fenomeno di
ABRAXAS, di cui ribadisco il primo ad essere stupito è il sottoscritto. Da
questi cari corrispondenti mi sono giunte le seguenti utili riflessioni, che
ti (vi) porgo.

Con ogni probabilità il "pendolo" dell'interesse sta nuovamente oscillando,
molti delusi o interdetti dall'oriente si interrogano oggi attorno alle
proprie radici culturali, alla storia che ha determinato la struttura in cui
essi si trovano ad agire ed operare. Ecco quindi nascere l'interesse per
tematiche appartentemente antiche, ma che in realtà sono sempre attuali.

Credo ( a prescindere l'operatività che possiamo e che traiamo dall'"etica
gnostica", e che è fatto privato o di fratellanza ), compito sia quello di
presentare senza contrapposizione, un pensiero  "eterodosso", che mostri le
diverse sensibilità, espressioni, e qualità di ciò che si agita nella
profondità del cuore pulsante di quei fenomeni inadeguatamente chiamati
gnosticismo e cristianesimo.

Cordialmente

Filippo


----- Original Message -----
From: mplatos


Per quello che può valere il mio parere in questo contesto, sono
pienamente d'accordo con te.
Piero (Ærman)

--- In Gnosticismo@yahoogroups.com, "Filippo" <lachimera70@...> ha
scritto:
>
> Pax Pleroma,
>
> Perdonate l'inconsueta mail, ma devo dirmi stupito del numero di
lettori di www.fuocosacro.com che hanno scaricato il numero 2 di
Abraxas.
>
> Nei pochi giorni in cui la rivista è a disposizione sono stati
1.146, la tal cosa mi fa ritenere che vi possa essere uno spazio per
la pacata esposizione delle espressioni del pensiero gnostico,
lontana dai clamori del sensazionalismo.
> Personalmente ritengo che sia proprio il sensazionalismo, il
protagonismo, e l'utilizzo improprio dello gnosticismo ( come
avversario alla religione ) che hanno portato i maggiori sfregi, la
più profonda confusione su ciò che era.
>

#777 Da: "mplatos" <mplatos@...>
Data: Dom 18 Feb 2007 3:24 pm
Oggetto: Ogg: Sul lettino della dialisi: meditazioni.
mplatos
Offline Offline
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Sono d'accordo con te.
Consentimi la familiarità del "tu" che non vuole essere una
ineducazione nei tuoi confronti ma solamente una forma espressiva
fraterna.
Chiarito ciò, scrivevo che sono perfettamente d'accordo con le tue
riflessioni e conseguenti considerazioni a cui sei giunto.
Il mio parere potrebbe essere uno come tanti e quindi più o meno
corretto, ma se ciò può farti piacere (così come sono sicuro che lo
sarà), le tue conclusioni sulla meditazione sono (in altre parole ma
di identico significato) una parte della sintesi dei capitoli "la
conversione", "il siginificato del dolore", ecc.. Ultimi capitoli del
libro "Come ricordare le vite passate" (1994, B.I.S. edizioni)
scritto dal dott. C. Jinarajadasa già Presidente della Società
Teosofica.
L'argomento del libro, contrariamente a quello che il titolo lascia
intendere, è sulle fasi pratiche dell'evoluzione karmika e relativi
effetti a livello individuale e nei rapporti con la vita.

Quello che tu percepisci come (e ti autodefinisci) <senza nuove
emozioni> sono, invece, proprio delle <nuove emozioni> proprio perchè
diverse da come possiamo comunemente intenderle a livello <animale>.
Spero di esserti stato d'aiuto e ti saluto.
Piero (Ærman)


--- In Gnosticismo@yahoogroups.com, "Mario Guarracino"
<marioguarracino@...> ha scritto:
>
> P. C.
> ----- Original Message -----
> From: Mario Guarracino
> To: giuntina@...
> Cc: Mario Guarracino
> Sent: Thursday, February 15, 2007 5:05 PM
> Subject: Re: Sul lettino della dialisi: meditazioni.
>
>
>
>
> Sul lettino della dialisi ... meditazione:
>     Se l'uomo conoscesse quanta difficoltà comporta il
<conoscersi>, non sarebbe nemmeno lontanamente sfiorato dall'idea
(presuntuosa e fasulla!) di poter conoscere l'Altro! Conoscersi
significa, infatti, essere completamente consapevole del proprio
<sentire>, che avviene nell'ATTIMO che si vive. "Il Regno è qui, ora,
ma va continuamente riafferrato!" -Dice un'antica massima-.
>     Io, in verità, comincio solo oggi -alla <tenera> età di 74
anni!- ad avere una sicura conoscenza del mio sentire dell'ATTIMO,
tanto che sono stufo di me, perché non mi colpiscono emozioni nuove.
Conoscersi sufficientemente, infatti, significa in certo modo anche
<morire>, perché il nuovo, che è quello che ci vitalizza, (<l'esultò
di gioia> -Lc 10,21-, per capirsi!) ci tocca sempre più raramente,
tanto che sono addirittura grato a chi mi fa una scorrettezza, perché
mi consente di scoprire, per un attimo, qualcosa del mio <sentire>
che ancora non conoscevo!
>     Conoscere, poi, l'Altro è cosa addirittura impossibile, perché
bisognerebbe chiedere all'Altro cosa senta, in quell'attimo!
>     Eppure quanti, pur non conoscendo ancora bene se stessi, si
illudono di conoscere, presuntuosamente L'ALTRO!! E si litiga tanto,
anche per questo.
>     Chi mi vorrà dare il suo parere, su questo mio convinto
pensiero, fatto nelle lunghe ore di noia, sul  lettino della
<dialisi>?
> Con un GRAZIE anticipato,
> Mario G. (l'annoiato del vivere senza nuove  <emozioni>!)
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
>

#776 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Dom 18 Feb 2007 2:33 pm
Oggetto: miracolo
servizioedicola@...
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Miracolo: Fatto di esperienza che si sottrae al corso normale delle leggi della
natura, e che viene interpretato filosoficamente mediante il ricorso ad una
causa trascendente (v.). Il M. è un fenomeno che interessa le scienze, la
filosofia e la religione. La scienza si limita ad accertare i fatti ed a
rilevare l'aspetto di tutta l'eccezionalità del caso in esame, stabilendo la
cosiddetta veritas historica. Ma solo la filosofia può dimostrare la possibilità
del m., cioè il suo senso trascendente e l'ambito di significato del tutto
distinto dalla verità scientifica (veritas philosophica) in cui esso si colloca.
Infine la religione spiega il significato positivo del m., il suo valore
salvifico, collocandolo nella Storia della Salvezza, indicandone cioè l'economia
entro la Rivelazione (veritas relativa). Y (Letteratura) Nell'ambito
dell'agiografia medievale, si dice M. la narrazione delle azioni compiute da un
santo in vita ed in morte oppure, in generale, le biografie dei santi, composte
per lo più a scopo edificante e solo raramente con intenti storici. Derivate
dall'agiografia furono le raccolte di miracula che, soprattutto nel XII-XIV
secolo, costituirono una cospicua parte del bagaglio di exempla a cui
attingevano i predicatori. Infine per M. si intende un genere di teatro
religioso medievale, ben distinto dal "mistero" e dalla nostra sacra
rappresentazione, perché trae i suoi temi non dalla Bibbia ma dalle vite dei
santi. La distinzione è sottile: ad esempio in Inghilterra miracle play è un
termine usato dagli storici come sinonimo di mistery play. Sono ascrivibili a
questo genere, soprattutto in Francia dove il termine ebbe forse un più preciso
significato, il Jeu de Saint-Nicolas (1200) di Jean Bodel, il Miracle de
Theophile (1261) di Rutebeuf, e la serie dei quaranta Miracles de Notre-Dame di
autori anonimi, scritti tra il 1339 ed il 1382.


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#775 Da: "mplatos" <mplatos@...>
Data: Dom 18 Feb 2007 3:36 pm
Oggetto: Ogg: Abraxas 2
mplatos
Offline Offline
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Per quello che può valere il mio parere in questo contesto, sono
pienamente d'accordo con te.
Piero (Ærman)

--- In Gnosticismo@yahoogroups.com, "Filippo" <lachimera70@...> ha
scritto:
>
> Pax Pleroma,
>
> Perdonate l'inconsueta mail, ma devo dirmi stupito del numero di
lettori di www.fuocosacro.com che hanno scaricato il numero 2 di
Abraxas.
>
> Nei pochi giorni in cui la rivista è a disposizione sono stati
1.146, la tal cosa mi fa ritenere che vi possa essere uno spazio per
la pacata esposizione delle espressioni del pensiero gnostico,
lontana dai clamori del sensazionalismo.
> Personalmente ritengo che sia proprio il sensazionalismo, il
protagonismo, e l'utilizzo improprio dello gnosticismo ( come
avversario alla religione ) che hanno portato i maggiori sfregi, la
più profonda confusione su ciò che era.
>
> Grazie per l'attenzione..
>
> Cordialmente
>
> Filippo
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
>

#774 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Dom 18 Feb 2007 2:32 pm
Oggetto: modalismo
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Modalismo: Nome attribuito ad un'eresia antitrinitaria del II secolo, originata
in Asia Minore da Noeto e diffusa poi in Africa ed in Italia da Prassea nel III
secolo. I suoi seguaci ritenevano che in Dio ci fosse una sola persona
indivisibile (Monade, v.), e che i gli appellativi di Padre, Figlio e Spirito
Santo servissero soltanto ad indicare diverse manifestazioni o modi (di qui il
nome della setta) della sostanza divina: in quanto creatore del mondo è Verbo,
in quanto si rivela nell'Antico Testamento è Padre, nell'incarnazione è Figlio,
e come santificatore è Spirito Santo. Questo a differenza della dottrina della
Chiesa, per la quale le tre Persone della Trinità sono uguali e distinte. La
dottrina viene anche denominata Patripassionismo, o Monarchismo, od ancora
Sabellianismo, dal nome del religioso libico Sabellio, che favorì la diffusione
a Roma della dottrina tra il 210 ed il 240 ca.

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#773 Da: "Edicola" <servizioedicola@...>
Data: Dom 18 Feb 2007 2:31 pm
Oggetto: Messaliani
servizioedicola@...
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Messaliani: Setta ascetica cristiana dell'Asia Minore (metà IV secolo) diffusasi
dalla Mesopotania in Siria, Armenia ed Egitto. Denominati anche massaliani,
euchiti od eufemiti, i M. conducevano una vita solitaria o cenobitica, dedita
esclusivamente alla preghiera, la sola pratica (sostenevano) capace di scacciare
il diavolo che ogni essere umano porta in sé, come conseguenza del peccato
originale, peccato che non verrebbe allontanato nemmeno attraverso il battesimo.
Tale tesi eretica venne condannata durante il sinodo di Side, in Panfilia (390)
ed il concilio di Efeso (431). I M. sopravvissero fino al X secolo, ed
influenzarono il sufismo (v.) musulmano.

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

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