La carica dei trecento
in moto a notte fonda
CINISELLO BALSAMO (Milano) — Quasi 300 chilometri nella notte: una
dichiarazione d'amore nei confronti della propria moto ancora più
che per il proprio partner, spesso seduto sul sellino posteriore. Si
è concluso con un grande successo il terzo Mototour notturno
dell'Alta Lombardia organizzato dal Motobar club di Cinisello
Balsamo nella notte tra sabato e domenica. Circa 300 partecipanti su
240 moto, provenienti non solo dalla Lombardia ma anche da Torino,
Genova e Piacenza, quasi tutti arrivati a destinazione: chi non ha
tagliato il traguardo di Verano Brianza, e sono stati pochissimi, ha
semplicemente deciso tornare a dormire un po' prima, demolito dalle
curve.
Il segreto per resistere e ottenere il brevetto di pilota notturno e
il quadro ricordo? «Prendersela comoda - spiega Marco Viganò, sempre
presente con la sua Honda Cbr600 - se la si interpreta come una gara
si sbaglia completamente obiettivo. E' una passeggiata da fare in
gruppo, tutti insieme, fermandosi quando se ne ha voglia e
interpretando il percorso in modo molto personalizzato. L'emozione
più grande? Il cielo stellato sul passo San Marco da una parte e i
lampi sull'altro fronte del passo. Indimenticabile...». Un percorso
ben articolato, da Monza a Colico passando da Ballabio e zigzagando
tra lungolago e Brianza per sfiorare Sondrio, salire fino ai 2000
metri di passo San Marco, scendere a San Pellegrino e arrivare a
Verano. I più mattinieri sono arrivati poco dopo le quattro. Quelli
che non si sono persi un punto di ristoro hanno fatto colazione
intorno alle otto, ma umidi, perché a quell'ora aveva già cominciato
a piovere.
di Stefano Benzi (Il Giorno)
I numeri: 274 chilometri
attraverso 5 province
Ecco i numeri della manifestazione: 240 le moto al via, 300 i
partecipanti, 274 i chilometri percorsi, 5 le province attraversate,
1985 i metri d'altitudine del passo di San Marco, due i punti di
ristoro e quattro quelli di controllo. «Un gran lavoro ma un'enorme
soddisfazione - spiega il presidente del MotoBar club, Antonio
Lavezzari -, visto che in sole tre edizioni il nostro è diventato
uno dei mototour più frequentati del Nord Italia»
INTERVISTE tratte da "IL GIORNO" :
E per divertirsi in coppia
il sidecar «fatto in casa»
Ai circa 4 quintali della sua Goldwing, ha aggiunto qualcosa che la
Honda di serie non fornisce: il sidecar (nella foto). Da malato
della moto, Nando Vimercati ha fatto qualcosa di assolutamente
unico: «L'ho costruito io, pezzo su pezzo, disegnando anche i pezzi
che è stato necessario adattare, facendoli preparare su misura in
Francia». Un gioco appassionato e costoso che a Nando ha portato una
discreta popolarità: «Quando vado ai raduni e vedono il sidecar le
ordinazioni piovono. Ma ora voglio godermi il mio gioiello».
Un albero di Natale su ruote
La sua Honda Goldwing sembra un albero di Natale: quando illumina
tutta la dotazione, la moto brilla come una stella: «Sa, noi siamo
tutti un po' malati e perfezionisti - ammette Antonio Giuliani -,
d'altronde chi ha una moto come questa la vuole sempre perfetta. Io
ho scelto di equipaggiarla in modo molto personale». Ma la moto non
si limita a farsi vedere: «L'ultimo viaggio all'estero è stato fino
in Siria, passando dalla Turchia: 15mila chilometri senza un
problema».
In sella a una «signora»
che ama le faticacce
La Gold wing di Massimo Bellotti è una bella signora che ama le
fatiche pesanti: «Fino a oggi ho completato 20 viaggi internazionali
percorrendo circa 50mila chilometri - spiega Bellotti, iscritto al
club che riunisce i proprietari dell'ammiraglia Honda - mai un
problema». Moto ne ha avute tante, Massimo, la Gold Wing sarà
probabilmente l'ultima: «Non la mollerò più, perché quando guidi una
moto così è difficile tornare a qualcosa di meno imponente».
Sul quotidiano, troverete anche un'ampia documentazione fotogragica.
Ciao,
M@rco