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HermesHestia |
n. 4-02 |
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Può la fuzzy
logic migliorare i nostri rapporti con il computer? Già da qualche anno negli
ambienti informatici si parla di una logica sfumata in opposizione alla
logica binaria. Si tratta, infatti, di una logica che considera i valori
intermedi tra lo 0 e l'1, e di un modo di ragionare che ha una grande
affinità con la mente umana, sia a livello di pensiero, che di funzionamento
fisiologico (1). Il concetto può risultare più
chiaro con un esempio. Gli elementi non si suddividono più in appartenenti ad
un insieme e non appartenenti, bensì possono avere diversi gradi di appartenenza
ad esso. Possono esserne membri in modo più o meno marcato. Rispetto
all'insieme degli uccelli l'elemento passero avrà un grado di appartenenza
molto vicino a uno, mentre l'elemento struzzo, per le dimensioni e
l'incapacità di volare, avrà un grado di appartenenza più basso. L'utilità sta nel poter prendere
in considerazione un maggior numero di variabili e compiere operazioni che
tengano conto anche di dati imprecisi. Si può analizzare la complessità
dell'ornitorinco, senza perdere il suo becco d'anatra né il suo essere
viviparo. Egli non risulterà membro dei mammiferi, poiché ha il becco, né
degli uccelli, perché allatta i piccoli, ma apparterrà in diverso grado ai
due insiemi. La mente usa percezioni e ragionamenti imperfetti per compiere
induzioni ed abduzioni, che pur essendo vaghi permettono di agire nella
imprecisa realtà quotidiana. Grazie alla vaghezza consentita nelle operazioni
fuzzy abbiamo uno strumento
utilissimo per emulare alcuni aspetti del funzionamento del cervello, per
esempio nei programmi di riconoscimento vocale e visivo, ove non si hanno
quasi mai dati certi, ma solo sfumati. Dal punto di vista della
programmazione le potenzialità sono indubbie. Sicuramente le interazioni
uomo-macchina saranno agevolate dalla possibilità di parlare ed essere
riconosciuti, rimarranno i disagi psicologici, ma questo è un altro discorso.
Un campo applicativo interessante della logica fuzzy potrebbe essere l'information
retrieval, ovvero la ricerca di informazioni, tramite database o
motori di ricerca. Per richiedere un documento
sulle opere teatrali di Pirandello non è possibile digitare “cerca un
documento sulle opere teatrali di pirandello”, occorrerà digitare
PIRANDELLO AND TEATRO. Occorrerà cioè, scomporre la richiesta in linguaggio
umano in un insieme di variabili ben definite (di informazioni
indispensabili) e legarle con un connettore a seconda dell’effetto
voluto (in questo caso vogliamo entrambe le parole nei documenti, per cui
usiamo AND). Se si vuole più specificamente trovare un documento che non
trascuri l'ultimo periodo, in particolare la sua opera "I giganti della
montagna" dovremo digitare PIRANDELLO AND TEATRO AND "I GIGANTI
DELLA MONTAGNA". (Le virgolette sono state aggiunte per far considerare
al software le quattro parole come un blocco unico). La lingua umana al contrario è
un bricolage di significati imprecisi, cosa che le permette di essere
estremamente adattabile e flessibile, ma impedisce di trovarsi perfettamente
a proprio agio col computer. Già ora nei sistemi di Information retrieval è possibile
ottenere risultati più raffinati alle proprie ricerche grazie alla logica
sfumata. Rimane una difficoltà da
analizzare. Gli attuali utenti si sono ormai abituati a richieste booleane, a
comprimere le proprie richieste nel rigore necessario alle macchine. Un
rigore che per quanto possa essere fastidioso dà un'impressione di certezza,
semplicità, sicurezza di ciò che si sta chiedendo. Essi potrebbero trovarsi
spiazzati da un sistema più duttile, che potrebbe comportare un maggior grado
di imprecisione nelle richieste. Tutto sommato pensare fuzzy sarà una sfida interessante, ricca
di potenziali scoperte. Non ultima una migliore comprensione dell'uomo stesso
e dei suoi processi cognitivi e decisionali. Perché come in ogni ricerca è
l'uomo stesso in fondo il vero oggetto. Note Riferimenti |
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