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I labili confini dell'ebook (n.1)   Elenco di messaggi  
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HermesHestia
newsletter sulla civiltà digitale

n. 7-02
pubblicata da
EgoCreaNet romagna

I labili confini dell'e-book
(1° parte)

Riccardo Fusaroli

L’e-book sta raggiungendo la maturità. E lo fa in sordina, per tentativi, facendo capolino sullo schermo dei nostri personal computer prima ancora che su device appositi. Ma bibliomani e lettori su carta possono stare tranquilli, l’e-book non è, come molti sostengono, la fine del libro cartaceo. HermesHestia si occupa del problema in due puntate. Nella prima si cercherà di capire che cos’è un e-book, nella seconda si focalizzerà, invece, la sua situazione attuale e i possibili sviluppi.

Innanzitutto occorre definire cosa si intenda per electronic book (e-book). Il termine ha due significati. Da una parte designa un testo in un formato digitale che graficamente riecheggi la forma libraria (1). Dall’altra indica uno strumento elettronico, simile ad un palmare, ma dalla fattezze richiamanti un libro, che consenta la memorizzazione, la lettura e l’elaborazione (almeno parziale) di testi in formato digitale (2).

Che cos’ha di tanto eccezionale il libro elettronico?
La principale differenza con l’oggetto libro è il suo formato digitale. Trasformato in 1 e 0 il testo non risente delle limitazioni materiali dei corpi fisici e consente elaborazioni di vario genere in maniera ripetuta. I vantaggi sono innumerevoli, di seguito ne sono elencati alcuni.

Essendo privo d’ingombro l’e-book elimina i costi di magazzino e di trasporto.
L’accesso agli e-book è potenzialmente disponibile a chiunque possa accedere ad un collegamento alla Rete ed il loro ingombro permette di immagazzinare centinaia di titoli nel proprio supporto elettronico preferito (sia esso un palmare, un desktop computer o altro). Lo zaino degli studenti sarà, per esempio, molto più leggero.

Al contempo un testo in formato digitale può essere elaborato senza difficoltà. Manuali ed enciclopedie elettroniche possono essere aggiornati facilmente e in maniera economica. Gli attuali strumenti tecnologici permettono di simulare e rendere più efficaci ed immediate le manipolazioni del testo. Si possono aggiungere commenti, segnalibri, collegare i testi fra loro, copiarne ed incollarne citazioni in maniera immediata, compiere ricerche automatiche sulla sintassi o sugli usi lessicali e numerose altre funzioni utili per il lettore ed essenziali per il ricercatore o lo studente.

Una riflessione più a largo raggio è che, su una scala internazionale, sarebbe a disposizione dei paesi più poveri (ma anche dei ceti svantaggiati nei paesi ricchi) la possibilità di costruirsi estese biblioteche (3), con i conseguenti miglioramenti alla qualità di vita che il sapere (sia tecnico che umanistico) comporta. Una biblioteca, ovviamente, non risolve in concreto e nell’immediato nessun problema particolare, ma può essere un fattore catalizzante per promuovere lo sviluppo e la formazione. Nessuno vieta di essere ottimisti.

Il formato digitale, come tutte le cose, comporta anche delle limitazioni. L’ergonomia di uno schermo e di un portatile sono inferiori a quelle di un libro (4) . Al momento è più comodo l’uso della carta stampata, che viene letta in maniera più veloce (5), non richiede batterie per funzionare e non è da cambiare ogni 5 o 6 anni come accade per gli strumenti elettronici.
Non sono da sottovalutare, inoltre, i fenomeni psicologici e sociali sorti intorno all’oggetto libro. Per fare un solo esempio, la libreria è un luogo importante, quasi rituale per ogni buon lettore. Permette di passeggiare, sfogliando i volumi che via via colgono la nostra attenzione, comprando libri che neppure si conoscevano prima di entrare, di chiacchierare con il libraio e, perché no, di incontrare un/a Lettore/Lettrice (a seconda dei gusti) come accade in “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino.

Se l’e-book costringe a rinunciare a tutto questo non avrà grande affermazione sul mercato.
Probabilmente si tratta di aspetti ancora legati all’immaturità del libro elettronico, dopotutto il libro cartaceo ha impiegato circa 500 anni per assumere la forma attuale.
L’aspetto dell’ergonomia sarà sicuramente aggiustato col tempo, col progredire della tecnica e col diffondersi della cultura informatica e delle sue metafore. Leggere su schermo risulterà, per abitudine e per progressi tecnologici anche migliore che leggere su carta (6). Le batterie dureranno più a lungo (7).

Si prospetta, però, un cambiamento di abitudini. Uno schermo non potrà mai mostrare le pagine ingiallite di un vecchio e caro libro dell’infanzia, né acquisirà il valore affettivo di cui si carica col tempo l’oggetto materiale accanto al quale viviamo. È frequente una certa diffidenza verso lo strumento informatico, che inesplicabilmente si blocca, va in crash senza apparenti motivi (8). Per molti il device tecnologico è opaco, non permette di capire quali siano i suoi meccanismi e le sue logiche. Ma l’uomo è un animale flessibile. Il concetto di usabilità degli artefatti sta prendendo piede e le nuove generazioni sono sempre più assuefatte al computer.

La socialità di Internet, con il suo fiorire di weblog e forum e newsgroup e quant’altro, sicuramente ingloberà anche il fenomeno e-book, e sarà possibile fare incontri virtuali, discutere dei libri elettronici più belli, come ora già si fa nei forum sulla letteratura (9). L’interconnessione digitale, finora, ha moltiplicato i rapporti interpersonali, aggiungendo una sua propria socialità (più debole e dispersiva) a quella della quotidianità precedente e non sostituendola.

L’e-book è dunque in procinto di sostituirsi al libro, con l’inevitabile fatalità che accompagna le ultime novità tecnologiche presentate dai mass media?
In gioco entra un ulteriore fattore. I libri, di qualunque genere, sono un fenomeno in larga parte commerciale. Gli autori, di solito, gradiscono guadagnare sulle proprie opere, anche per potersi permettere di scriverne altre. Le aziende editoriali, di distribuzione e di vendita sono mosse da interessi economici. Con una diffusione del libro digitale senza protezioni che ne impediscano la copia abusiva, nascerebbero fenomeni simili a quelli che stanno travagliando il mondo della musica: una distribuzione incontrollata dei testi su canali non ufficiali, senza remunerare coloro che ci hanno lavorato. Per salvaguardare, almeno in parte, gli interessi economici sono nati dei sistemi di DRM (Digital Right Management). In pratica, i testi, all’acquisto, vengono manipolati da un software per consentirne la lettura solo su un determinato sistema fisico (sia un supporto e-book o un desktop computer), ci sono poi altri meccanismi per consentirne un numero limitato di copie.

Il lettore di e-book acquista, per questo, un diritto sul testo di gran lunga inferiore a quello del lettore di volumi a stampa e per di più limitato nel tempo. Il testo viene, infatti, legato ai numeri di serie di determinate componenti dell’hardware (i.e. CPU). Data la limitata vita media degli strumenti elettronici anche il diritto alla fruizione del testo sarà limitato temporalmente. E' molto difficoltoso il prestito agli amici o il trasferimento dal desktop computer al notebook per leggere il libro quando si è in viaggio.
Anche questo aspetto subirà evoluzioni nel tempo, ma ancora non è chiara la direzione precisa che prenderà. Si spera che gli editori osservino il continuo infrangersi delle (troppo restrittive) protezioni dei cd audio e comprendano che non sia quella (o almeno solo quella) la strada da seguire.

L’artefatto e-book, si rivela complesso, come complessi sono i fenomeni sociali che da esso e intorno ad esso si sviluppano. Per una panoramica sulla situazione attuale e sui possibili sviluppi si rimanda alla seconda parte sempre su HermesHestia.

 


Note
(1) Le tecnologie utilizzate sono svariate. Da qualche anno esiste l’Open eBook Forum (http://www.openebook.com), un consorzio cui partecipano numerose aziende informatiche ed editoriali, che ha proposto uno standard basato sul linguaggio Xml. Al momento, però non è divenuto universale. Alcuni esempi (non esaustivi) di formati e-book, seguiti dal software necessario alla lettura, sono .lib (Microsoft Reader), .pdf (Adobe Acrobat Reader) o .html (un qualsiasi browser). Esempi di e-book in tali formati sono disponibili gratuitamente sul sito www.apogeonline.com, nella sezione ebook.

(2) Si tratta di manufatti simili ai palmari, ma spesso monofunzionali, dotati di possibilità di collegarsi a Internet. Alcuni esempi sono “REB 1100 e 1200 di Gemstar, Franklin eBookMan […], go Reader e Kidz-book dell’italiana IPM” (tratto da “I nuovi strumenti del comunicare”, Gianfranco Bettetini, Nicoletta Vittadini, Barbara Gasparini e Stefania Garassini, Bompiani, 2001)

(3) non appena parve palesarsi la possibilità di una diffusione digitale del sapere su scala globale, nacquero i primi progetti che tentarono di attuarla. Un esempio è il progetto Gutenberg, nato nel 1971 (http://www.gutenberg.net), con l’obiettivo di mettere in rete, scaricabili gratuitamente i testi principali della cultura mondiale.
Su media diversi sono stati tentate diffusioni del sapere in forma digitale. In India negli anni ’80 gli Usa insediarono numerosissime postazioni di ricezione satellitare nei posti più sperduti (Mattelart “La comunicazione Mondo”). L’obiettivo era raggiungere gli educatori presenti nei villaggi per aggiornarli, in particolare sul controllo delle nascite.
In Africa nei primi anni ’90 si cercò di installare postazioni collegate ad Internet via satellite per mettere a disposizione di ogni villaggio informazioni di carattere medico. L’iniziativa non fu portata a termine per mancanza di fondi.

(4) “Un libro si carica istantaneamente; ha una visualizzazione a elevato contrasto e alta risoluzione, sia con una luce intensa che in penombra; consente un accesso veloce a qualsiasi pagina; fornisce un immediato feedback visivo e tattile a proposito della posizione all’interno del testo; può ospitare con facilità delle annotazioni; non ha bisogno di batterie, né di alimentazione; ha un packaging robusto. Un computer portatile non ha nessuna di queste caratteristiche. Se il libro fosse stato inventato dopo il portatile lo si sarebbe accolto come un’enorme innovazione.”
Neil Gershenfeld “Quando le cose cominciano a pensare”, Einaudi 1999

(5) Cristina Cacciari “Psicologia del linguaggio”,

(6)Una possibile soluzione alternativa, se proprio non si gradisce lo schermo, è fornita da inchiostro e carta elettronici. Si tratta di tecnologie allo studio presso lo Xerox Parc di Palo Alto e il Media Lab del Mit. Si tratta di minuscole sfere bianche e nere presenti all’interno del foglio, cariche elettricamente, che un’adeguata scarica elettrica può disporre a formare una qualunque forma e quindi un qualunque insieme di lettere.

(7) sono allo studio batterie che si basano sulle microturbine. Senza entrare nei dettagli esse funzionano con lo stesso gas degli accendini ed una goccia di esso basta per due ore di autonomia di un portatile attuale. (“La legge di Moore” e-book scaricabile presso http://www.apogeonline.com/Ebook)

(8) Steve Krug, Don’t Make Me Think

(9) I newsgroup che trattano di testi di qualunque tipo sono innumerevoli e permettono di interagire con un numero di persone estremamente superiore a quelle normalmente accessibili nel proprio stretto contesto spazio-temporale. Un esempio può essere trovato su http://www.lspace.org. L’opinione dell’autore è che comunque questa socialità mediata dal digitale vada integrata con le normali interazioni interpersonali, faccia a faccia e non, e non sostituita ad esse, affinché il contesto sociale mantenga una dimensione adatta all’individuo.


Bibliografia

Bettetini G., Garassini S., Gasparini B., Vittadini N., I nuovi strumenti del comunicare, Bompiani 2001.
Calvo M., Ciotti F., Roncaglia G., Zela M. A., Frontiere di rete, Laterza, 2000.
Roncaglia G., Attorno all’ebook, e-book disponibile gratuitamente presso http://www.unitus.it/virtual/e-book/e-library.htm
AAVV, Ebook, quale futuro, e-book disponibile gratuitamente presso http://www.apogeonline.com/Ebook

Alcune risorse web sull’e-book

http://www.openebook.com il sito del consorzio che si occupa della definizione di standard per gli e-book.
http://12.108.175.91/ebookweb/ sito di discussione sugli e-book.
http://www.apogeonline.com Gli archivi di questo sito contengono numerosi articoli sull’argomento e diversi e-book.
http://www.liberliber.it e http://www.gutenberg.net archivi di testi in formato digitale scaricabili liberamente.
http://www.merzweb.com il sito del seminario sugli ipertesti dell’università della Tuscia, con informazioni sugli e-book, dalla creazione al reperimento di essi.
http://www.unitus.it/virtual/e-book/e-library.htm gli e-book creati dall’università della Tuscia.

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curatore responsabile
Gabriele Garavini


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