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I labili confini dell'e-book (2° parte)   Elenco di messaggi  
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HermesHestia
newsletter sulla civiltà digitale

n. 8-02
pubblicata da
EgoCreaNet romagna

I labili confini dell'e-book
(2° parte)

Riccardo Fusaroli

In questo testo vengono riprese le tematiche inerenti gli e-book. Nel numero precedente di HermesHestia è stato definito che cosa si intende per e-book e ne sono state considerate le differenze con il libro cartaceo. Ora si focalizzerà, invece, quale sia la situazione attuale e quali i probabili sviluppi futuri.

L’articolo scorso è terminato parlando dei problemi di copyright che inevitabilmente coinvolgono la digitalizzazione del libro. Un caso emblematico è il seguente.
Un programmatore russo di nome Dmitry Sklyarov aveva messo insieme con la sua azienda un software denominato Advanced E-book Processor, in grado di trasformare il formato sicuro (cioè sottoposto ad un sistema di DRMS) Ebook dell’Adobe nel formato Pdf, di proprietà della stessa azienda. Questo processo è possibile solo con e-book “originali”, cioè regolarmente registrati, e viene messo in atto (almeno nelle intenzioni dei programmatori) per facilitare il trasferimento del testo su dispositivi diversi da quello su cui è stato scaricato o per agevolare utenze con handicap che necessitano di rielaborare la visualizzazione del testo (trasformazione possibile con pdf e non con il formato ebook). Il 17 luglio 2001 Sklyarov, negli Usa per una serie di conferenze, è stato incarcerato con l’accusa di aver creato e diffuso un software in grado di violare il copyright. L’opinione pubblica, nelle vesti delle comunità open source si è subito mossa con siti quali http://freesklyarov.org. La vicenda mostra quanto ancora bisogna muoversi in campo giuridico e culturale, oltre che tecnologico per far sì che la diffusione digitale dei testi possa davvero funzionare.

Ma qual è la condizione attuale dell’e-book?
I primi interventi sull’argomento pronosticavano la morte del libro e l’avvento di una nuova era in cui ciascuno avrebbe messo a disposizione di tutti i propri testi a prezzi stracciati, senza la mediazione della casa editrice. Ora si fanno i conti con la realtà. Un e-book è relativamente semplice da impaginare e da distribuire, se non si cercano soluzioni raffinate.
La casa editrice svolge, tuttavia, un ruolo essenziale. Innanzitutto ha a disposizione professionisti in grado di creare dal testo un e-book piacevole da guardare, sicuro da indebite copiature e semplice da utilizzare (l’autore non è solitamente anche un grafico, un compositore, un correttore di bozze, un informatico, un architetto dell’usabilità, etc.).
L’editore, poi, operando una selezione tra i testi a sua disposizione, assicura col proprio marchio una certa connotazione dell’opera e un determinato livello di qualità. Esso fornisce anche il canale di distribuzione e una vetrina (attraverso il proprio sito e le proprie infrastrutture) già conosciuti e frequentemente visitati. Non bisogna sottovalutare, poi, tutto quel lavoro di pubbliche relazioni che consente ad un libro di uscire dall’anonimato, di venire letto dalla critica e di essere conosciuto dai potenziali acquirenti. Di conseguenza permane la necessità di case editrici, siano quelle già esistenti o nuovi editori specializzati sul digitale.

E proprio in tal senso si sta muovendo il mercato. Grandi colossi dell’editoria aprono i propri siti alla distribuzione di e-book (1). Case editrici specializzate nel campo tecnologico, quale Apogeonline (http://www.apogeonline.com), commercializzano parallelamente formato cartaceo e formato digitale. Siti si presentano come nuovi intermediari tra autori e lettori fornendo know-how e sistemi di crittazione e distribuzione (2). Un paio di aziende si sono presentate alla Fiera del libro di Torino nel 2002, senza troppo clamore. Ma i tempi maturano in fretta nel mondo delle tecnologie e la comparsa all’importante avvenimento è un segno non da poco.

I prezzi al momento non paiono troppo convenienti (sull’ordine dei 10-20 euro), per le scarse vendite e per gli ingenti costi dei sistemi DRM. Sicuramente scenderanno, anche se non di molto, una volta che il fenomeno sarà decollato. Le spese, soprattutto per la protezione, sono ancora elevate e le professionalità umane vanno retribuite. Si può sperare in un forte abbassamento dei prezzi solo se le vendite risulteranno più alte di quelle cartacee attuali.
Esistono anche diversi e-book disponibili gratuitamente, si tratta di classici, ormai fuori copyright, o di libelli, talvolta interessanti, utilizzati per promuovere le pagine web su cui si trovano. Per la distribuzione dei primi si adoperano, tra gli altri www.liberliber.it e www.gnutenberg.net. Nel caso dei secondi un ottimo esempio è la già citata Apogeonline.

Diversi scrittori si sono mossi verso il libro elettronico in maniera autonoma. William Gibson da anni distribuisce racconti e sceneggiature liberamente sulla rete.
Carmen Covito ha messo a disposizione una raccolta di racconti, già editi, dal titolo “Racconti dalla Rete” in modo gratuito al proprio indirizzo elettronico (www.carmencovito.it). Non sono disponibili i dati esatti, ma questo fatto le ha procurato una discreta notorietà. Il suo e-book è stato tradotto in inglese da un professore canadese e la scrittrice viene presentata come un’autorità nel campo.
Stephen King ha pubblicato on lineRiding the bullet” registrando nello stesso giorno 500.000 download. Soddisfatto del successo nel giugno 2000 ha cominciato a pubblicare mensilmente i capitoli del romanzo inedito di gioventù “The plant” al prezzo di 1 dollaro. Questa seconda iniziativa pur avendo riscosso successo si è trovata molto vulnerabile alla pirateria, di conseguenza è stata terminata prima di finire il romanzo, anche se l’autore si è dichiarato disponibile a cercare nuove soluzioni.

Al termine di questa panoramica si possono trarre alcune conclusioni.

La prima è che l’e-book sembra crescere ricalcando le orme del cartaceo, quando le sue maggiori potenzialità non sono in direzione concorrenziale, bensì integrativa. Il formato digitale, ridotto, ipertestuale e facilmente modificabile, è l’ideale per enciclopedie, manualistica e libri di consultazione, nonché per tutti quei testi che necessitano di aggiornamento costante.
Un ottimo sviluppo sarebbe rappresentato dall’apertura dell’opera verso materiale integrativo in rete, grazie alla facile possibilità di creare link. Un’altra possibilità ancora sarebbe quella dell’integrazione testuale con altri media, per esempio un’opera di critica teatrale potrebbe essere accompagnata da alcune scene filmate.
Per ora, invece, la priorità nelle esperienze del settore sembra essere quella di riprodurre il più fedelmente possibile il formato a stampa.
Si tratta di un errore. Il romanzo sarà letto, con molta probabilità, più volentieri su carta (3), che su schermo. Il formato più confacente all’utente non è però immediatamente discendente dalla tipologia di testo, bensì anche dall’uso che se ne fa. Colui che dovesse studiare “I Malavoglia” di Verga troverà in genere più comodo farlo in formato digitale, per le maggiori possibilità di elaborazione. Potrà infatti aggiungere commenti a piacere, citare dal testo semplicemente copiando e incollando, creare collegamenti tra questo e altri testi. Chi invece dovesse portarsi lo stesso testo in vacanza probabilmente preferirà il formato cartaceo per la maggior praticità e l’assenza di vincoli d’utilizzo.

Non si tratterà, probabilmente di un’innovazione tecnologica immediata. Dovrà mutare parzialmente la sensibilità dei lettori, aziende dovranno riconfigurarsi. Un trend molto forte nel mercato editoriale è quello di creare catene di librerie legate alla casa editrice. Gli esempi più clamorosi in Italia sono Feltrinelli e Mondadori. Di conseguenza anche le grosse case editrici vanno caute, cercando di non perdere le proprie posizioni strategiche.

La crisi del settore librerie sarebbe inevitabile, ma non è detto che non se ne possa uscire. Innanzitutto, come si è detto il libro cartaceo non sarà rimpiazzato, almeno non sul breve e medio periodo. Si possono, poi, ipotizzare integrazioni tra e-book e libreria. Si possono ipotizzare biblioteche digitali, database di testi con accesso a pagamento, magari messi a disposizione dalle stesse case editrici. Con l’utilizzo di apposite stampanti le librerie sarebbero in grado di stampare in poco tempo quel libro che non sarebbe disponibile altrimenti, forse fuori stampa, straniero oppure richiesto con particolare urgenza. Il vantaggio per l’acquirente sarebbe indubbio anche se il prezzo dovesse risultare superiore a quello del “normale libro”(4).

Un’ultima considerazione.
L’e-book ha enormi potenzialità su un piano non servito in genere dalle case editrici, la scala ridotta. Con questa tecnologia risulta molto più agevole ed economica la diffusione di testi ad un numero relativamente piccolo di persone. Si pensi al caso delle dispense dei corsi universitari. O ancora meglio, ipotizziamo la necessità di distribuire una pubblicazione destinata ad un ambito intraziendale, che riguardi, per esempio, nuove procedure gestionali.
Si potrebbe pensare di inserirlo nella intranet aziendale, ma, se il testo è relativamente corposo, risulta scomodo fruirne dalle pagine di un sito o in formato .doc sul proprio pc. Anche optare per una stampa del materiale ha diversi inconvenienti. Il costo non è indifferente e i fascicoli stampati nelle varie occasioni tendono a creare confusione negli uffici, ad accumularsi in maniera disordinata, soprattutto se si tratta di fotocopie variamente rilegate.
Risulta più comodo, economico e ordinato, diffondere lo scritto in formato e-book, in maniera particolare se si diffonderà un supporto hardware adeguato.

In conclusione lunga vita all’e-book e al libro, suo compagno di viaggio.


Note
(1) Tra le altre Barnes and Noble, Mondadori e Fazi Editore.

(2) Per trovarne qualcuna basta digitare la parola “ebook” in un qualsiasi motore di ricerca. Molti di questi siti paiono all’autore una trasposizione telematica di tutte quelle case editrici che campano sulle “contribuzioni alla pubblicazione” fatte dagli autori stessi in cerca della (misera) fama del proprio nome su una copertina. Per intenderci e non offendere nessuno si può fare l’esempio della casa editrice Manuzio in cui lavora il protagonista de “Il pendolo di Foucaltdi Umberto Eco.
Ma le condizioni per esperienze serie in questo settore esistono, bisognerà tenere gli occhi aperti.

(3) Se la soluzione della carta elettronica si rivelasse economica e funzionale il paragrafo andrebbe riponderato, ma per ora le soluzioni sono alquanto approssimative e inefficienti e rimandiamo l’argomento a successivi approfondimenti.

(4) Questi sistemi di print on demand sono stati ipotizzati come sostituzione completa delle librerie. L’opinione dell’autore è discorde. La qualità del manufatto ottenuto sarebbe inferiore quella di un hardback (se non addirittura a quella di un’edizione economica), ad un prezzo superiore a quello proponibile da una catena di montaggio tipografica. Oltre a ciò la libreria, come luogo spaziale, almeno al momento ha ancora delle forti valenze sociali e psicologiche. Potrebbero indubbiamente sparire in larga parte le piccole librerie, come sono quasi spariti i piccoli esercizi di alimentari, ma i grossi store, non danno impressione di instabilità.

Bibliografia

Bettetini G., Garassini S., Gasparini B., Vittadini N., I nuovi strumenti del comunicare, Bompiani 2001.
Calvo M., Ciotti F., Roncaglia G., Zela M. A., Frontiere di rete, Laterza, 2000.
Roncaglia G., Attorno all’ebook, e-book disponibile gratuitamente presso http://www.unitus.it/virtual/e-book/e-library.htm
AAVV, Ebook, quale futuro, e-book disponibile gratuitamente presso http://www.apogeonline.com/Ebook

Alcune risorse web

http://12.108.175.91/ebookweb/
http://www.apogeonline.com
http://www.liberliber.it
http://www.merzweb.com
http://www.unitus.it/virtual/e-book/e-library.htm

 

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curatore responsabile
Gabriele Garavini

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Sala S.Caterina

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