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I labili confini dell'e-book
(2° parte)
Riccardo Fusaroli
In questo testo vengono
riprese le tematiche inerenti gli e-book. Nel numero precedente di HermesHestia è stato definito che cosa si
intende per e-book e ne sono state considerate le differenze con il
libro cartaceo. Ora si focalizzerà, invece, quale sia la situazione attuale e
quali i probabili sviluppi futuri.
L’articolo scorso è terminato parlando
dei problemi di copyright che inevitabilmente coinvolgono la digitalizzazione del libro. Un caso emblematico
è il seguente.
Un programmatore russo di nome Dmitry
Sklyarov aveva messo insieme con la sua azienda un
software denominato Advanced E-book
Processor, in grado di trasformare il formato
sicuro (cioè sottoposto ad un sistema di DRMS) Ebook
dell’Adobe nel formato Pdf,
di proprietà della stessa azienda. Questo processo è possibile solo con e-book
“originali”, cioè regolarmente
registrati, e viene messo in atto (almeno nelle intenzioni dei programmatori)
per facilitare il trasferimento del testo su dispositivi diversi da quello su
cui è stato scaricato o per agevolare utenze con handicap che necessitano di
rielaborare la visualizzazione del testo (trasformazione possibile con pdf e non con il formato ebook).
Il 17 luglio 2001 Sklyarov, negli Usa per una serie
di conferenze, è stato incarcerato con l’accusa di aver creato e
diffuso un software in grado di violare il copyright. L’opinione
pubblica, nelle vesti delle comunità open source si
è subito mossa con siti quali http://freesklyarov.org. La vicenda mostra
quanto ancora bisogna muoversi in campo giuridico e culturale, oltre che
tecnologico per far sì che la diffusione digitale dei testi possa davvero
funzionare.
Ma qual
è la condizione attuale dell’e-book?
I primi interventi sull’argomento pronosticavano la morte del libro e
l’avvento di una nuova era in cui ciascuno avrebbe messo a disposizione
di tutti i propri testi a prezzi stracciati, senza la mediazione della casa
editrice. Ora si fanno i conti con la realtà. Un e-book è relativamente
semplice da impaginare e da distribuire, se non si cercano soluzioni
raffinate.
La casa editrice svolge, tuttavia, un ruolo essenziale. Innanzitutto ha a disposizione professionisti in grado di creare dal testo
un e-book piacevole da guardare, sicuro da indebite copiature e semplice da
utilizzare (l’autore non è solitamente anche un grafico, un
compositore, un correttore di bozze, un informatico, un architetto
dell’usabilità, etc.).
L’editore, poi, operando una selezione tra i testi a sua disposizione,
assicura col proprio marchio una certa connotazione dell’opera e un
determinato livello di qualità. Esso fornisce anche il canale di
distribuzione e una vetrina (attraverso il proprio sito e le proprie
infrastrutture) già conosciuti e frequentemente visitati. Non bisogna
sottovalutare, poi, tutto quel lavoro di pubbliche relazioni che consente ad
un libro di uscire dall’anonimato, di venire letto dalla critica e di
essere conosciuto dai potenziali acquirenti. Di conseguenza permane la
necessità di case editrici, siano quelle già
esistenti o nuovi editori specializzati sul digitale.
E proprio in tal senso si sta muovendo il mercato. Grandi colossi
dell’editoria aprono i propri siti alla distribuzione di e-book (1). Case editrici specializzate nel campo
tecnologico, quale Apogeonline (http://www.apogeonline.com), commercializzano parallelamente
formato cartaceo e formato digitale. Siti si presentano come nuovi
intermediari tra autori e lettori fornendo know-how e sistemi di crittazione e distribuzione (2). Un paio di aziende si sono presentate alla Fiera del libro di
Torino nel 2002, senza troppo clamore. Ma i tempi maturano
in fretta nel mondo delle tecnologie e la comparsa all’importante
avvenimento è un segno non da poco.
I prezzi al momento non paiono troppo
convenienti (sull’ordine dei 10-20 euro), per le scarse vendite e per
gli ingenti costi dei sistemi DRM. Sicuramente scenderanno, anche se non di
molto, una volta che il fenomeno sarà decollato. Le spese, soprattutto per la
protezione, sono ancora elevate e le professionalità umane vanno retribuite.
Si può sperare in un forte abbassamento dei prezzi solo se le vendite risulteranno più alte di quelle cartacee attuali.
Esistono anche diversi e-book disponibili gratuitamente, si tratta di
classici, ormai fuori copyright, o di libelli, talvolta interessanti,
utilizzati per promuovere le pagine web su cui si trovano. Per la
distribuzione dei primi si adoperano, tra gli altri
www.liberliber.it e www.gnutenberg.net. Nel caso dei secondi un ottimo
esempio è la già citata Apogeonline.
Diversi scrittori si sono mossi verso il
libro elettronico in maniera autonoma. William Gibson
da anni distribuisce racconti e sceneggiature liberamente sulla rete.
Carmen Covito ha messo a disposizione una raccolta
di racconti, già editi, dal titolo “Racconti dalla Rete” in modo
gratuito al proprio indirizzo elettronico (www.carmencovito.it). Non sono disponibili i dati esatti, ma questo fatto le ha
procurato una discreta notorietà. Il suo e-book è stato tradotto in inglese
da un professore canadese e la scrittrice viene
presentata come un’autorità nel campo.
Stephen King ha
pubblicato on line “Riding
the bullet” registrando nello stesso giorno
500.000 download. Soddisfatto del successo nel
giugno 2000 ha cominciato a pubblicare mensilmente i capitoli del romanzo
inedito di gioventù “The plant” al
prezzo di 1 dollaro. Questa seconda iniziativa pur avendo riscosso
successo si è trovata molto vulnerabile alla pirateria, di conseguenza è
stata terminata prima di finire il romanzo, anche se l’autore si è
dichiarato disponibile a cercare nuove soluzioni.
Al termine di questa panoramica si possono
trarre alcune conclusioni.
La prima è che l’e-book sembra
crescere ricalcando le orme del cartaceo, quando le sue maggiori potenzialità
non sono in direzione concorrenziale, bensì integrativa. Il formato digitale,
ridotto, ipertestuale e facilmente modificabile, è l’ideale per
enciclopedie, manualistica e libri di consultazione, nonché
per tutti quei testi che necessitano di aggiornamento costante.
Un ottimo sviluppo sarebbe rappresentato dall’apertura dell’opera
verso materiale integrativo in rete, grazie alla facile possibilità di creare
link. Un’altra possibilità ancora sarebbe quella dell’integrazione testuale con altri media,
per esempio un’opera di critica teatrale potrebbe essere accompagnata
da alcune scene filmate.
Per ora, invece, la priorità nelle esperienze del settore sembra essere
quella di riprodurre il più fedelmente possibile il formato a stampa.
Si tratta di un errore. Il romanzo sarà letto, con molta probabilità, più
volentieri su carta (3), che su schermo. Il formato più confacente
all’utente non è però immediatamente discendente dalla tipologia di
testo, bensì anche dall’uso che se ne fa. Colui che dovesse studiare “I Malavoglia” di
Verga troverà in genere più comodo farlo in formato digitale, per le maggiori
possibilità di elaborazione. Potrà infatti
aggiungere commenti a piacere, citare dal testo semplicemente copiando e
incollando, creare collegamenti tra questo e altri testi. Chi invece dovesse
portarsi lo stesso testo in vacanza probabilmente preferirà il formato
cartaceo per la maggior praticità e l’assenza di vincoli
d’utilizzo.
Non si tratterà, probabilmente di
un’innovazione tecnologica immediata. Dovrà mutare
parzialmente la sensibilità dei lettori, aziende dovranno riconfigurarsi. Un trend molto forte nel mercato editoriale
è quello di creare catene di librerie legate alla casa editrice. Gli esempi
più clamorosi in Italia sono Feltrinelli e Mondadori. Di conseguenza anche le grosse case editrici
vanno caute, cercando di non perdere le proprie posizioni strategiche.
La crisi del settore
librerie sarebbe inevitabile, ma non è detto che non se ne possa
uscire. Innanzitutto, come si è detto il libro cartaceo non
sarà rimpiazzato, almeno non sul breve e medio periodo. Si possono, poi,
ipotizzare integrazioni tra e-book e libreria. Si possono ipotizzare
biblioteche digitali, database di testi con accesso a pagamento, magari messi
a disposizione dalle stesse case editrici. Con l’utilizzo di apposite stampanti le librerie sarebbero in grado di
stampare in poco tempo quel libro che non sarebbe disponibile altrimenti,
forse fuori stampa, straniero oppure richiesto con particolare urgenza. Il
vantaggio per l’acquirente sarebbe indubbio anche se il prezzo dovesse risultare superiore a quello del “normale
libro”(4).
Un’ultima considerazione.
L’e-book ha enormi potenzialità su un piano non servito in genere dalle
case editrici, la scala ridotta. Con questa tecnologia risulta
molto più agevole ed economica la diffusione di testi ad un numero
relativamente piccolo di persone. Si pensi al caso delle dispense dei corsi
universitari. O ancora meglio, ipotizziamo la necessità di distribuire una
pubblicazione destinata ad un ambito intraziendale,
che riguardi, per esempio, nuove procedure gestionali.
Si potrebbe pensare di inserirlo nella intranet
aziendale, ma, se il testo è relativamente corposo, risulta scomodo fruirne
dalle pagine di un sito o in formato .doc sul
proprio pc. Anche optare
per una stampa del materiale ha diversi inconvenienti. Il costo non è
indifferente e i fascicoli stampati nelle varie occasioni tendono a creare
confusione negli uffici, ad accumularsi in maniera disordinata, soprattutto
se si tratta di fotocopie variamente rilegate.
Risulta più comodo, economico e ordinato, diffondere
lo scritto in formato e-book, in maniera particolare se si diffonderà un
supporto hardware adeguato.
In conclusione lunga
vita all’e-book e al libro, suo compagno di viaggio.
Note
(1) Tra le altre Barnes and Noble,
Mondadori e Fazi Editore.
(2) Per trovarne qualcuna basta digitare la
parola “ebook” in un qualsiasi motore
di ricerca. Molti di questi siti paiono all’autore una trasposizione
telematica di tutte quelle case editrici che campano sulle
“contribuzioni alla pubblicazione” fatte dagli autori stessi in
cerca della (misera) fama del proprio nome su una copertina. Per intenderci e
non offendere nessuno si può fare l’esempio della casa editrice Manuzio in cui lavora il protagonista de “Il
pendolo di Foucalt” di Umberto
Eco.
Ma le condizioni per esperienze serie in questo
settore esistono, bisognerà tenere gli occhi aperti.
(3) Se la soluzione della carta elettronica
si rivelasse economica e funzionale il paragrafo
andrebbe riponderato, ma per ora le soluzioni sono
alquanto approssimative e inefficienti e rimandiamo l’argomento a
successivi approfondimenti.
(4) Questi sistemi di print
on demand sono stati ipotizzati
come sostituzione completa delle librerie. L’opinione
dell’autore è discorde. La qualità del manufatto ottenuto sarebbe
inferiore quella di un hardback (se non addirittura
a quella di un’edizione economica), ad un prezzo superiore a quello
proponibile da una catena di montaggio tipografica. Oltre a
ciò la libreria, come luogo spaziale, almeno al momento ha ancora delle forti
valenze sociali e psicologiche. Potrebbero indubbiamente sparire in
larga parte le piccole librerie, come sono quasi spariti i piccoli esercizi di alimentari, ma i grossi store,
non danno impressione di instabilità.
Bibliografia
Bettetini G., Garassini
S., Gasparini B., Vittadini
N., I nuovi strumenti del comunicare,
Bompiani 2001.
Calvo M., Ciotti F., Roncaglia
G., Zela M. A., Frontiere di rete,
Laterza, 2000.
Roncaglia G., Attorno
all’ebook, e-book disponibile
gratuitamente presso http://www.unitus.it/virtual/e-book/e-library.htm
AAVV, Ebook, quale futuro, e-book disponibile
gratuitamente presso http://www.apogeonline.com/Ebook
Alcune risorse web
http://12.108.175.91/ebookweb/
http://www.apogeonline.com
http://www.liberliber.it
http://www.merzweb.com
http://www.unitus.it/virtual/e-book/e-library.htm
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curatore
responsabile
Gabriele Garavini
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