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HermesHestia |
n.
10-03 |
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Vecchi vincoli e nuove opportunità
nell'anno di fronte a noi Un anno si è chiuso, parte di una fase di
transizione in diversi ambiti, e segnatamente per le tecnologie digitali e le
trasformazioni socio-culturali da esse portate, su
cui insistono le periodiche riflessioni in queste pagine elettroniche. Per
noi è una verifica e una conferma degli snodi teorici in cui ci siamo posti con la newsletter e con l'attività complessiva
di Egocreanet, non certo perchè
le cose siano più facili, semmai il contrario. Intendo qui fare un giro d'orizzonte, rapido
quanto si voglia, partendo dall'economia. Pesano
sulle prospettive prossime le conseguenze del primo attacco terroristico
dell'era globale, su cui si è troppo presto
straparlato di “evento storico” senza aspettare che la storia
svolgesse le sue trame, e rispetto a cui non si sono ancora colti gli autentici
effetti sul mondo occidentale. E' di questi giorni la notizia che la tortura
ha fatto la sua ricomparsa tra le pratiche spiacevoli ma
“necessarie”, non tra i residui del fortunatamente scomparso
regime talebano, ma tra coloro
che dovrebbero essere gli eredi migliori della civiltà illuministica. E l'imminente guerra all'Iraq a questo punto sembra
l'ultimo anello di una catena con cui i paesi occidentali si vincolano da
soli. Non merita ripescare consunti schematismi sull'oppressione del Sud, il
prezzo sarà alto anche per le democrazie occidentali, e non certo solo per i
poveri del Sud e del Nord. Le crisi, specie quando
si girano in recessione o peggio in depressione, come allarmato
ci avvisa da tempo Paul Krugman
(1), tranquillizzano le rendite di posizione, favoriscono i trust indebolendo
la concorrenza, diminuiscono il potere dei consumatori e l'efficacia dei
mercati. Parrebbe dunque che la spinta
democratizzante impressa dalla ventata di New-economy
venga seppellita definitivamente sotto le bombe “umanitarie”. Gli
anelli si concatenano: l'esito deludente del processo anti-Microsoft, il
nuovo vigore dei cartelli oligopolistici più tradizionali (petrolifero,
chimico, farmaceutico), lo strisciante abbandono di interesse
da parte dei governi per l'innovazione tecnologica ed economica, persino
negli Stati Uniti che ne erano stati la culla culturale e politica. Non si tratta tanto di concludere
che le promesse della tecnologia erano solo le proiezioni utopistiche di
qualche fanatico, oramai fuori moda dopo aver rimesso i piedi sulla dura
realtà. Piuttosto vorrei riprendere qui le considerazioni di Manuel Castells, il maggiore studioso della
network society, quando sostiene che nello spazio dei flussi i
rapporti di potere non vengono soppressi, ma agiscono secondo la nuova logica
informazionale, per cui le elites
dominanti utilizzano la loro posizione per collegare centri e snodi alla
dinamica del loro potere, generando così nuove forme di esclusione e nuovi
territori separati dal “solco” digitale. Così parecchi distretti
del nostro paese, anche nel tanto declamato Nord-est, stanno lentamente
arretrando, pur nel benessere materiale (3). Pur nella rapsodicità
di queste note, vorrei mostrare qualche altro tratto della geometria frattale
di questa nostra caotica epoca. In questo caso si tratta di una trama a
maglie, non una catena tuttavia, piuttosto una fragile rete, con alcuni nodi
connessi debolmente, altri meglio; nel complesso una porzione della dinamica globale priva di appoggi presso i centri del
potere e quindi sottoposta a una pressione, ai contraccolpi di uno scontro
implacabile che altrimenti parrebbe incomprensibile. Allargando la visuale, vediamo che persino i
giganti della chimica e della farmaceutica devono venire a patti; una
multinazionale svizzera dell'alimentare dopo aver citato in giudizio il
governo dell'Etiopia per una cifra insostenibile, ha dovuto in parte
retrocedere colpita dalla tempestosa reazione dell'opinione pubblica, ormai globalizzata come, e forse più, dei suoi dirigenti. La
stessa McDonald's, presa a simbolo dai no-global, sta fattivamente ristrutturando la sua
immagine e i suoi prodotti (ironicamente a mio parere, sembra offrirà ...
pizza!), dopo aver dovuto chiudere centinaia di ristoranti nel mondo.
Cerchiamo di capirci, McDonald's non è la modernità
del panino veloce ed economico, quanto l'azienda che oggi aveva
raggiunto la piena applicazione del modello di produzione fordista. Ci sono poi risultati
di maggior spessore, come l'azione del governo del Sudafrica per imporre
condizioni commerciali meno predatorie alle
multinazionali farmaceutiche per la fornitura delle medicine anti-Aids. E' quasi un paradosso, ma uno scontro di
dimensioni poco controllabili e scarsamente comprensibili si presenta anche
come una grande battaglia di idee, poichè oggi l'arma del confronto è il sapere, quel sapere
che diventa operativo e trae alimento dalle logiche dei circuiti di rete.
Questo consente ad alcune aree del cosidetto Terzo
Mondo (un altro termine ormai da congedare) di entrare da protagoniste
nell'arena, oltre ai noti centri della Cina, alcune
regioni indiane, sostenute dall'ottimo livello delle Università tecnologiche
locali e dai contatti bidirezionali con i centri
mondiali dell'innovazione e della produzione. Note |
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