Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
HermesHestia · newsletter promossa da Egocreanet Romagna
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
L'egemonia televisiva   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #246 di 247 |
HermesHestia -newsletter di EGOcreaNet romagna

HermesHestia

dentro e intorno alla civiltà digitale
n. 13-'03
newsletter aperiodica
pubblicata da
EGOcreaNet romagna

Contravvenendo a una consuetudine editoriale della nostra Newsletter, pubblichiamo in questo numero un testo già uscito recentemente sulla grande stampa, in particolare su "la Repubblica" del 4 dicembre. Questo a motivo non solo del rumore entropico che caratterizza ormai da tempo il flusso comunicativo dei mass-media, in cui anche le migliori riflessioni vengono affogate, tecnicamente si potrebbe dire vengono messe in palinsesto, nel frame distorsivo della spazzatura circostante, ma in questo caso proprio per l'incisività e l'originalità del commento di Michele Serra.

Con la sua peculiare prosa impressionistica e icastica, in poche righe enuclea uno dei più straordinari cambiamenti dell'Italia recente. Un vero e proprio mutamento antropologico, a tutt'oggi poco capito, e non certo l'ultimo motivo dell'incapacità dell'arcipelago democratico nell' affrontare la sfida dell'Egemonia televisiva, come si è venuta realizzando dall'unico attrattore di coesione culturale avutosi nell'Italia degli ultimi vent'anni. Una coesione che, come giustamente fa rilevare Serra, è fondata sul far denaro, o forse ancor più sull'esibirlo, tra l'altro in tal senso, quanto di più lontano dalla classica etica calvinista del lavoro capitalistico.

E anche chi come noi ripone profonda fiducia nella cultura della rete, a differenza di certe posizioni fondamentaliste, non  può non avvertire che quest'ultima si origina da un mondo di vita, che non ha nulla di asettico, ma è intersecato dai diversi processi comunicativi e di potere che si giocano sul tessuto sociale.
Non ci può essere alcun dubbio che al di sopra di un deserto mediatico, quale ci avviamo ad avere in Italia, non può fiorire e proliferare nessuna cultura digitale realmente innovativa e creatrice. In questo pendolo spaventoso che è ormai il mondo globalizzato degli ultimi mesi, il nostro paese si avvia ad essere ogni giorno sempre più sconnesso, scollegato, off-line, secondo un processo che aveva già perfettamente delineato nei suoi libri Manuel Castells.

 

L'EGEMONIA TELEVISIVA

Michele Serra

Per capire come mai in Italia si litighi tanto attorno alla televisione, ben al di là della ricca predazione berlusconiana sul mercato dei media, e perfino al di là del pur nevralgico dibattito sulla libertà d'espressione e di informazione, basta sintonizzarsi, a notte alta, su qualche replica della vecchia Rai, in qualche nicchia satellitare.


Quella televisione era il contrario di questa. Come la riforma, come il dirigismo Iri sull'economia, esprimeva una vocazione pedagogica e un'aspirazione sociale. Si rivolgeva agli ex contadini per alfabetizzarli e affrancarli dal dialetto, ai nuovi ceti medi urbani per acculturarli. Divulgava Manzoni e Cronin, Omero e Dostoevskij, Collodi e Simenon. I comici come Walter Chiari e Fo erano affabulatori torrenziali, i modi e i tempi erano quelli del teatro. E, come diceva Gaber, arrivava al sabato sera televisivo solo chi aveva già superato da anni l'esame del pubblico. Quella televisione, per dirla in breve, esprimeva una classe dirigente, dunque una gerarchia (censura compresa, ovviamente).

La tv commerciale, fin dal suo nascere, è stata antigerarchica. Ha annullato nel volgere di pochi anni la divisione tradizionale tra protagonisti e pubblico, fungendo da potentissimo moltiplicatore dei modi di dire e di pensare del nuovo ceto dei consumatori. Una specie di basic-television, populista e impulsiva quanto il monopolio pubblico era stato precettoso e azzimato, demagogica e impolitica quanto la Rai lottizzata era un (discusso) simulacro della democrazia dei partiti. Da veicolo di orientamento politico e digrezzamento culturale, con Mediaset la tv diventa pura rappresentazione dell'entusiasmo produttivo-consumistico del secondo boom.

Che questa rivoluzione dei gusti, dello stile, del linguaggio, della natura stessa del piccolo schermo fosse dirompente, specchio della rivoluzione piccolo borghese che stava spazzando via il tradizionale duopolio borghesia/classe operaia (e relativi valori) nel quale l'Italia Repubblicana era nata e cresciuta, apparve chiaro fin dai primi passi della tv berlusconiana. Ha perfettamente ragione chi sostiene che la vera discesa in campo fu di parecchio antecedente a quella finalmente politica del '94: quando Berlusconi fonda un partito, la sua base è già plasmata e orientata da palinsesti esplicitamente, allegramente devoti alla way of life sudamericana della nuova Italia affrancata da ansie culturali e remore solidaristiche.

Lo strappo identitario è storico. Ha anche i suoi meriti: l'ipocrisia cattolica e il moralismo comunista (ah, quel Berlinguer che boccia la tv a colori...) erano una griglia malsopportata, e anacronistica, per un paese secolarizzato e avido di benessere, in fondo passato in una sola generazione (con conseguenti traumi da crescita forzata) dalla penuria al benessere. Ma nella volgarità formale e sostanziale dell'estetica berlusconiana, in quell'ingordigia vanesia e incauta, da quattrino facile, da successo disinvolto, un pezzo di Italia ha individuato da subito, per istinto, per carattere, un nuovo conformismo acritico e aggressivo, antipolitico e anticulturale.

L'antiberlusconismo, come il berlusconismo, è di molto antecedente a Forza Italia. E a vedere la Rai prima spiazzata, poi spaesata, infine sciaguramente convinta di poter concorrere con Mediaset non cercando nuove differenze (o rimarcando le antiche), ma scimmiottandone i format e lo stile, è nato uno dei segni forti, forse il più forte di tutti, che una nuova egemonia era instaurata, quella del consumo e del denaro come soli valori forti. In fondo alla china (o in cima alla scalata vittoriosa, a seconda dei punti di vista) la Gasparri benedice un aspetto mediatico nel quale il servizio pubblico è stato dapprima snaturato culturalmente, poi assoggettato ai vincitori. I malumori e l'autentico sdegno di mezzo paese attorno a questa sinistra uniformità non corrispondono solamente ai famosi "timori per il pluralismo", che pure ispirano una legittima ansia.

Descrivono anche, lo smacco e il lutto per una identità perduta, la paura di non trovare più, sullo schermo domestico, qualcosa che rassomigli alla storia e ai gusti degli sconfitti, l'amarezza per una capitolazione storica, quella della Rai-Rai, tv pubblica e cioè preservata almeno in parte dalla mediazione dell'audience, la Rai nella quale si era assunti, mica un secolo fa, dopo un colloquio con Pasolini o Zavoli o Eco, e adesso ha stabilito il suo Fort Alamo presso i giochini ameni di Bonolis, e nel suo quartiere generale, ci si perdoni lo schematismo, vede sedere lo stato maggiore del nemico.

Temendo il Tapiro d'Oro come supremo affronto, gavettone interno alla stessissima compagnia di giro, quella che ha deciso che la tv non serve per fare gli italiani, come credevano forse pateticamente i vecchi dirigenti pubblici, ma serve per fare i soldi, come credono tutti, esattamente tutti, nell'anno primo dell'Era Gasparri, anno ennesimo dell'Era Berlusconiana.

newletter di
analisi e critica
curatore responsabile
Gabriele Garavini


HermesLab

dentro e intorno alla
civiltà digitale

tecnologie, società, educazione
nel mondo interconnesso

Formazione Egocreanet


Aree Formative

Web editing
Risorse e Organizzazione
Linux/Open source
Accessibilità
Patente europea

le nostre proposte di formazione rivolte a Enti e singoli una gamma di corsi diversificati per livello e profilo di competenze Aree di intervento: Web-editing, Risorse e Organizzazione, Linux e software libero, Accessibilità, Patente Europea
laboratorio di Hermes cibernetico tecnologie, economia, educazione per il mondo interconnesso
uno spazio aperto di sviluppo per la nuova educazione di rete, promosso e gestito da Egocreanet romagna
tra i primi centri di elaborazione per il rinnovamento educativo nella società della conoscenza, sede nazionale di Egocreanet
EgoCreaNET romagna
agenzia per l'innovazione educativa
e la cultura digitale
www.hermeslab.net
egocreanet@...

 



Sab 6 Dic 2003 6:31 pm

gabgaravini
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #246 di 247 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

HermesHestia dentro e intorno alla civiltà digitale n. 13-'03 newsletter aperiodica pubblicata da EGOcreaNet romagna Contravvenendo a una consuetudine...
Gabriele Garavini
gabgaravini
Offline Invia email
6 Dic 2003
6:30 pm
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?