|
Decreto Urbani, effetti collaterali
(indesiderati?)
Alessandro Ronchi
18 Maggio 2004.
Credo che in molti, tra gli utilizzatori abituali della rete,
ricorderanno questa data. Io credo, inoltre, che non saranno i soli.
Nello stesso giorno, infatti, è stato convertito in legge il Decreto
Urbani, che introduce la pena del carcere per chi scambia file illeciti
su internet “per trarne profitto”, e sono stati approvati i brevetti
software europei, anche se necessitano di un'ulteriore passaggio per la
conferma definitiva.
Lo stesso giorno, involontariamente, verrà ricordato anche per la prima
mobilitazione politica seria di massa ottenuta sfruttando internet ed i
nuovi strumenti di comunicazione a nostra disposizione. L' onorevole
Gabriella Carlucci, relatrice per la Commissione Cultura, Scienza ed
Istruzione della Camera, ammette che la discussione avvenuta in
parlamento sul decreto è stato il testo più letto della storia
della nostra Repubblica.
Su queste due nuove minacce per l'utilizzo della rete, venute in essere
lo stesso giorno molto probabilmente non a caso, hanno già scritto
tanti quotidiani online ed altrettanti portali di informazione, tra i
quali è importante citare Quintostato
e Punto Informatico.
Sulla carta stampata, invece, pochissimi interventi degni di essere
letti e troppi articoli scritti a quattro mani con i veri autori del
decreto Urbani (AGIS, ANEC, etc.).
Quello che è stato analizzato senza la dovuta attenzione, invece, è il
rovescio della medaglia che il Decreto Urbani ed i brevetti software
europei hanno prodotto, all'interno del complesso rapporto tra
cittadini e politica. Migliaia di persone, semplici cittadini o gruppi
organizzati in associazioni, hanno partecipato ad uno scorcio di vita
politica del nostro paese. Si sono interessati ad un problema, l'hanno
seguito con attenzione, si sono documentati ed hanno partecipato
all'organizzazione di una difesa di una legge che a loro pareva
ingiusta. Spinti dalla mancanza di buon senso del legislatore che
equipara le pene per l'utilizzo del peer to peer
senza fini di lucro alle violenze familiari a minori, molti si sono
dati da fare.
Hanno parlato, discusso, proposto ed infine appoggiato una
linea politica unitaria. In aggiunta, non lo hanno fatto
perché volevano sostenere l'illegalità delle violazioni di Copyright
che avviene ogni istante su Internet, ma per
difendere la certezza del diritto e per proporre
soluzioni alternative, alcune delle quali già in vigore in altri
paesi del mondo.
Questo è solo il primo passo per arrivare ad una democrazia
più partecipativa, dove i cittadini interessati ad un certo
problema possano attivarsi per risolverlo,
accanto alle istituzioni politiche ed alle strutture di rappresentanza
esistenti. Il prossimo, a mio parere, è un maggiore coinvolgimento in
termini numerici dei cittadini, ottenuto sia come conseguenza dei primi
successi di questi esperimenti, sia grazie ad una maggiore
localizzazione sul territorio di questi progetti.
Oltre a grandi temi di politica nazionale, quindi, dovranno farsi
spazio anche grandi problemi di origine locale, discussi e promossi da
persone che condividono tra di loro una vicinanza territoriale, oltre
agli stessi modi di partecipare alla vita politica in rete. Sarà quindi
di vitale importanza, nel prossimo futuro, la creazione di piccole
reti di cittadini che abitano le stesse città, perché la
partecipazione di rete possa all'occasione tramutarsi in mobilitazione
fisica e scelta dei propri rappresentanti politici anche in base
all'ascolto che questi dimostrano di dare ai discorsi promossi “dal
basso”.
Questi nuovi strumenti richiederanno tempo, risorse e sicuramente
dovranno procedere per tentativi, al fine di trovare le giuste
metodologie. Allo stesso tempo ritengo che porteranno grossi
miglioramenti a tutti i processi di concertazione politica e forse
riusciranno a riportare il giusto entusiasmo dei cittadini
nei confronti della gestione della cosa pubblica, perso forse anche a
causa dei “vecchi” metodi di comunicazione di massa.
Se vogliamo innescare la miccia di questi nuovi modi di fare, dobbiamo
iniziare a sostenere all'interno delle stesse istituzioni le persone
più sensibili, che dimostrino il giusto interesse verso le proposte dei
cittadini volte ad aumentare la partecipazione politica dal basso.
Facendo arrivare un segnale chiaro a chi avrà il compito di
rappresentarci, sia in Europa che nelle nostre città, a partire dal 12
e dal 13 Giugno.
http://www.aronchi.org
Vivi un'altra Forlì http://www.aronchi.org/forli
Open Polis: http://www.aronchi.org/wiki
Il fiore del cactus http://www.aronchi.org/blog
|
dentro e intorno alla
civiltà digitale
tecnologie, società, educazione
nel mondo interconnesso
|