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n. 2-02 edita da
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Persi nel web: creatività contro usabilità?

Riccardo Fusaroli

Sul web dilaga un dibattito: usabilità contro creatività. L'usabilità è una caratteristica dei siti web (ma non solo) che ne misura la chiarezza, la semplicità d'uso da parte dell'utente. Un sito usabile è un sito dove si trovano in fretta le informazioni o i servizi cercati, un sito il cui scopo è chiaro sin dalla home page e le pagine sono coerenti tra loro. Altro aspetto del criterio di usabilità è la possibilità di accedere alle informazioni anche da parte dei portatori di handicap fisici e tecnologici, una categoria amplissima che va dagli ipovedenti ai possessori di monitor minuscoli, dagli anziani a coloro che utilizzano software datato.

Jacob Nielsen, uno dei maggiori propugnatori dell'usabilità, si batte perché la comunicazione in rete sia facile e immediata. Molti siti web hanno un'architettura dell'informazione estremamente confusa, la chiarezza dei collegamenti e dell'esposizione viene sacrificata in favore di una grafica esagerata e invadente. Nielsen si pone dalla parte dell'utente. Stabiliamo delle regole (1), dice, dei criteri da imporre ai webdesigner, che permettano all'utente di raccapezzarsi nella sua ricerca di informazioni. Si tratta di porre un limite all'estrosità dei filmati in Flash, per esempio, o all'utilizzo di troppe icone per dare la prevalenza al testo e favorire il contenuto rispetto all'interfaccia in cui è calato. Si tratta, dice Nielsen, di ripensare il web design in funzione dell'utente (2).

Sullo schieramento opposto si pongono i sostenitori della creatività e della libertà della Rete. Tra essi Franco "Bifo" Berardi. Egli afferma che l'usabilità, così come è proposta, segue la stretta logica dell'impresa, è volta ad incanalare l'utente verso i percorsi prestabiliti del consumo. Tutto è semplice, lineare e convenzionale solo per condurre per mano l'utente fino al suo acquisto. Le regole, continua Berardi, potrebbero limitare una delle caratteristiche più importanti del web, la libertà. Proprio dalla sperimentazione di nuove grafiche, nuove interfacce, anche se dapprima risultano ostiche, nasce l'innovazione, nuovi modi di pensare. Non è auspicabile cristallizzare l'interazione uomo-macchina e uomo-informazione in un unico modello stabile, quello cui già si è abituati.

Al di là del dibattito teorico vanno considerati alcuni dati prima di propendere verso una delle due opzioni. La Rete sta diventando uno strumento quasi indispensabile per una fascia sempre più ampia di cittadini. Per fare un esempio Internet è un utilissimo canale di comunicazione tra studenti universitari e facoltà, rappresenta un vantaggio enorme soprattutto per i fuorisede che possono controllare date di esami, voti e comunicazioni tecniche senza doversi sobbarcare il viaggio verso la sede universitaria (3).

È probabile, inoltre, che, fra qualche anno, i servizi fondamentali delle pubbliche amministrazioni siano offerti anche su web. Dal sito adatto sarà possibile stampare i propri documenti dell'anagrafe o accedere alla documentazione necessaria per fare un ricorso. Anche le fasce di popolazione più anziane e quelle più tecnologicamente svantaggiate si troveranno a dover utilizzare la rete. La semplicità d'utilizzo sarà vitale per fornire un servizio efficiente. Già da ora si parla di accessibilità dei siti, caratteristica legata alla possibilità di accesso alle informazione da parte di ipovedenti, anziani e altra categorie di portatori di handicap di vario genere (4).

Sarà inevitabile creare delle standardizzazioni per l'accesso alle informazioni fornite dai servizi pubblici, creare delle interfacce prevalentemente basate sul testo per permettere ai browser vocali di leggerle agli utenti nonvedenti.
Diverso è il discorso per i siti appartenenti a privati. Qui occorre trovare il difficile equilibrio tra un'interfaccia accattivante e originale per attrarre gli utenti e la semplicità d'utilizzo per non frustrarli.

Probabilmente il punto è in questa dialettica. La sperimentazione grafica, la ricerca di nuovi modelli per trasmettere e strutturare l'informazione (dal decostruttivismo di alcuni ipertesti(5) alla personalizzazione delle pagine di Amazon(6)) sono indispensabili per l'evoluzione del web e degli approcci cognitivi umani. Nel momento in cui si costruisce un prodotto concreto, in cui si offrono dei servizi, bisogna rendere comprensibile ciò che si propone, magari smussandolo. Si tratta di ancorare l'originalità delle proprie proposte agli schemi mentali dell'utente, rendergli in qualche modo familiare la navigazione. Questa è una sfida ancora maggiore per la creatività (7).
Per cui vanno bene i filmati in Flash, le icone sfolgoranti, ma solo se usarle ha un senso, se rendono più chiaro il valore informativo del sito e non se offuscano il servizio offerto. Inoltre andrebbe sempre offerta una visualizzazione alternativa, per chi non possiede l'ultima versione del programma necessario a vederli. Le tecnologie lo rendono facilmente possibile(8).

Un ultimo punto è da prendere in considerazione. La navigazione via web come la maggior parte dei processi umani è un processo ermeneutico. L'utente, mentre ricerca informazioni o insegue oziosamente i collegamenti che la sua fantasia gli suggerisce, in qualche modo interpreta e assimila (anche se in modo personale) il modello in cui gli viene proposta l'informazione. Si adatta ad esso. Coloro che erano abituati ad usare il vecchio Ms-Dos sulle prime si sono trovati disorientati dalle interfaccie grafiche dei successivi sistemi operativi, per quanto questi fossero più usabili. Proporre un'interfaccia è sempre proporre un modo di pensare, è un impegno notevole e una (seppur limitata) responsabilità, per cui ben vengano le regole di Nielsen, se fanno riflettere su come i nostri messaggi, pur nell'asetticità digitale del web vengano interpretati.


Note

(1)Dieci euristiche di Nielsen (liberamente tradotte)

Visibilità dello stato del sistema. Deve sempre essere chiaro cosa sta succedendo
Coerenza tra il sistema e il mondo reale. L'interfaccia deve essere il più naturale possibile.
Libertà dell'utente. L'utente deve avere sempre la possibilità di uscire dal sistema o di cancellare un'azione compiuta.
Coerenza e standard. Una volta stabilite delle convenzioni, dei significati occorre mantenerli. La stessa parola o icona deve sempre avere lo stesso significato.
Prevenzione dell'errore. È meglio prevedere gli errori dell'utente ed evitarli con un design accurato.
Riconoscere è meglio che ricordare. Gli oggetti, le azioni e le opzioni devono sempre essere visibili, non bisogna presupporre che l'utente le ricordi dalla schermata precedente.
Flessibilità ed efficienza Occorre tener conto che l'utente esperto vorrà velocizzare le azioni più frequenti, senza però penalizzare gli inesperti.
Estetica e disegno minimalisti
I messaggi di errore devono essere chiari, indicare precisamente il problema e suggerire una soluzione.
Guida e documentazione. Sempre presente, semplice e centrata sulle azioni dell'utente. Con i passaggi precisi e non prolissi.(2)Per avere un'idea delle proposte di Nielsen: http://www.useit.com/ , il suo sito progettato puntando alla massima usabilità.
(3)Un esempio su tutti: http://www.dsc.unibo.it/. Il sito di Scienze della comunicazione, dove si trovano una bacheca con gli annunci, gli indirizzi e-mail dei professori, gli orari...
(4)http://www.w3.org/WAI/, un link alle pagine del W3C in cui vengono fornite le norme di progettazione base per assicurare l'accessibilità di un sito.
(5)http://www.links.net/vita un ipertesto estremamente disorientante, la vita di un giovane americano dove ogni dettaglio rimanda ad altri.
(6)http://www.amazon.com/. L'azienda americana più famosa per la vendita di libri on line, grazie ad un fortissimo utilizzo dei linguaggi server side memorizza le preferenze dell'utente e ad ogni nuovo accesso gli genera una pagina di benvenuto personalizzata in cui propone le novità librarie che "pensa" gli possano interessare.
(7)Un buon esempio http://www.1000asa.com/. Si tratta di un sito estremamente originale, ma bene navigabile, anche se forse un po' lento per la banda di trasmissione attuale. E' talmente ben riuscito che in alcune università statunitensi viene studiato come il miglior approccio cognitivo al web.
(8)Gli editor WYSIWYG offrono la possibilità di creare modelli (le infrastrutture base del sito da mantenere invariate in ogni pagina), stili css (la possibilità di impostare le caratteristiche del testo in modo coerente in tutto il sito) e la gestione di Javascript e linguaggi server side, che permettono di rilevare le caratteristiche tecniche di ogni utente per presentargli automaticamente pagine web ad egli adatte.Riferimenti webhttp://www.mediamente.rai.it/divenirerete/index.asp su Mediamente è presente un forum con un dibattito sull'usabilità. è anche possibile scaricare un e-book con gli interventi più rilevanti.
http://www.useit.com/ il sito di Jacob Nielsen.

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curatore responsabile
Gabriele Garavini

 

 

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