Il tema e' certamente OT rispetto ad una lista di discussione destinata alla
cultura classica... pero', siccome nella Rep. Slovenska ho trovato che sulle
monete da 2 corone e' raffigurata niente meno che la Dea Madre...
(le discussioni in materia sono su: Civilta-Antiche@yahoogroups.com mi
permetto di mandarvi le mie note di viaggio.
Buona ripresa a tutti, o buon proseguimento. Ad ogni modo un saluto.
Alberto / Iperboreo
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Il viaggio vero e proprio comincia nella serata, a Verona, dopo essere
passato a salutare amici ed essere rimasto tre giorni sulle dolomiti. L'
autobus parte alle 21.30: a bordo ci sono solamente slovacchi che tornano a
casa ma tutti parlano un po' di italiano. Faccio conoscenza con un colosso
biondo sui trent'anni che mi domanda se sono un turista. Si comincia a
parlare e la conversazione si rivela molto utile poiché si concentra sulla
pronuncia della lingua slovacca: con alcuni esempi mi insegna "dal vivo" l'
effetto prodotto dai diversi segni diacritici di cui sono ricche le lingue
slave. L'autobus sosta diverse volte. Nella tarda mattinata raggiungiamo il
confine nei pressi di Bratislava. Il paesaggio e' pianeggiante, superiamo il
Danubio, arteria essenziale dai tempi più remoti, e ci inoltriamo nel
territorio slovacco. Dopo qualche ore ecco presentarsi le prime alture. Si
va avanti, verso i Malà Fatra e raggiungiamo Zilina (tralascio i segni
diacritici che non sono presenti sulle nostre tastiere e potrebbero non
essere visualizzati correttamente: chi avesse conoscenza delle lingue slave
mi perdoni queste inesattezze).
Ancora un'ora di viaggio ed entriamo nella zona di Liptov, nella valle del
fiume Vah. Scendo dall'autobus a Ruzomberoch. Molte le casette sulle
colline, alcune ancora di legno. Aleggia un'aria malinconica nelle vie del
centro. Decido di proseguire in giornata per Liptovsky Mikulas dove mi
sistemo in un albergo che, in passato, fungeva da ostello per gli operai
inviati in ferie dalle rispettive strutture (già, a noi sembra stano ma ai
"bei tempi" anche le ferie e le destinazioni venivano programmate e decise
dallo Stato). La città non ha particolari attrattive turistiche, ma reca i
segni (le lapidi e le targhe) della feroce repressione nazista.
Mi fermo un paio di giorni e proseguo poi per la vera meta del viaggio:
Poprad. Vi arrivo in autobus. La città è circondata da sobborghi industriali
e da una lunga serie di casermoni che vengono sprezzantemente definiti dalle
guide "di architettura sovietica" ma che con la loro miriade di piccoli
alloggi hanno garantito un tetto per tutti per almeno un trentennio. A molti
non piacciono ma io li considero un segno importante di civiltà:
caratteristica di una concezione di società nella quale lo Stato si prende
cura di tutti. Trovo subito un alloggio in un albergo centralissimo e
popolare vicino alla stazione. Camere spartane, docce e servizi igienici in
comune ma d'altronde io detesto il lusso ed evito per quanto posso tutto ciò
che è superfluo.
Dopo essermi rinfrescato esco per prendere contatto con la città. Già in
albergo avevo notato come le lingue occidentali fossero praticamente
ignorate: i diversi contatti seguenti mi confermano che in questa zona, dove
il turismo esiste ma è esclusivamente locale, nessuno parla inglese o
francese. Raramente incontro qualche anziano che biascica qualche parola di
tedesco. Insomma, per farmi comprendere devo ricorrere a quelle poche parole
slave che ho appreso nel corso di dodici anni di frequentazione dell'Europa
Orientale.
Con mia somma sorpresa riesco a farmi capire e, via via, col passare dei
giorni la mia conoscenza della lingua locale aumenta, tanto da riuscire non
solo a farmi capire nelle consuete circostanze turistiche (albergo, bar,
ristorante) ma anche nelle conoscenze che non è difficile fare sedendo nelle
birrerie, dove, come è uso nell'Est, ci si siede al tavolo con altri.
Faccio interessanti conoscenze, prima per importanza quella di un vecchio ex
partigiano slovacco che combatté i nazisti durante l'Insurrezione Nazionale,
celebrata il 29 agosto. Morirono in quella regione 36.000 persone. Nell'
estate del 1944 l'Armata Rossa era ormai saldamente attestata sul versante
polacco - ucraino dei Carpazi.. Il 24 agosto 1944, il comandante dell'
esercito tedesco di stanza a Bucarest, generale Otto, fu catturato con la
sua scorta nella città slovacca di Martin e quindi fucilato. Hitler per
ritorsione inviò cinque divisioni delle SS e due della Wehmacht. Resisi
conto di non poter attendere ancora, il comando partigiano dichiarò l'
insurrezione. Fu una strage. Il vecchio partigiano mi ha narrato le atrocità
commesse sulla popolazione civile ma anche la violenza sanguinosa con la
quale gli slovacchi, raccolti in piccole formazioni nascoste sulle montagne
impenetrabili dei Carpazi reagivano, tagliando la gola con baionette e
coltelli ai soldati tedeschi che riuscivano a catturare.
Da Poprad non è difficile visitare altri centri con gite di una giornata:
Spisska Sobota con le case di antichi commercianti contraddistinte dalle
facciate in pietra e dai tetti di legno; oppure il Parco Nazionale dei Tatra
al quale si giunge con graziosi trenini rossi. Per un camminatore sarebbe
stato un vero spasso: per il sottoscritto, pesante e non abituato a
camminare è stata soltanto l'occasione per passare alcune piacevoli
giornate.
L'aria era fresca, asciutta, tanto da richiedere, fin dall'arrivo, l'
acquisto di un paio di pantaloni piu' pesanti e di una giacca a vento: l'
abbigliamento con il quale ero partito si è subito rivelato troppo leggero,
specie la sera o la mattina presto.
Nelle conversazioni avute con la gente del luogo, è emerso che pochi
rimpiangono il regime comunista, ma non se la passano molto meglio di prima.
Molti servizi che un tempo erano totalmente gratuiti (salute, scuola) oggi
richiedono la disponibilità di discrete somme che non tutti riescono a
raggiungere. Molti giovani emigrano per trovare lavoro
Ultima, ma essenziale notazione: la birra. Sicuramente ottima anche se il
primato resta alle birre ceke come la Pilsner Urquell. Costo medio: 0,40
euro a boccale (mezzo litro). La Tatran (marca di birra più diffusa in quest
'area) le si avvicina molto.
Il ritorno: 30 ore. 23 di autobus e il resto in treno.
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