Cari amici,
Allego un'immagine tratta dalla "Genealogia degli dei" di Boccaccio, nella
traduzione in volgare di Giuseppe Betussi, stampata nel 1627 "in Venetia,
per il Valentini", libro III, pagina 56r. Il file di immagini è presente
sul sito Gallica (filename: N0051460.pdf, pagina 143). Sto traendo
un'edizione elettronica di quest'opera, ma non riesco a comprendere
l'iscrizione, in alfabeto greco, riprodotta nel file allegato. Boccaccio
sta parlando di Venere e della sua famosa cinta. La scritta in greco è
contenuta nel seguente testo:
-- inizio citazione: --
Appresso gli huomini Venerei quella cinta da loro chiamata Ceston dissero a
lei non essere stata data da natura, nè i Poeti a quella l'havrebbono
conceduta, se non le fosse stata apposta dalla santissima, & degna di
riverenza autorità delle leggi, affine, che fossero raffrenati da qualche
legame per la troppo soverchia lascivia. Ciò che sia esso Ceston, Homero
nella Iliade lo descrive, dicendo:
[Immagine in greco: P kaì apo seetheosfin elìsato kesòn ìmanta, boh?]
Ceston slega dai petti il vano legame, dove tutte le cose a sé erano
volontariamente ordinate, dove l'amicitia, & l'amore, la facondia, & le
carezze a studio erano riposte.
-- fine citazione --
Qualcuno riesce a identificare il brano omerico? Sono sufficienti le
coordinate: ho una edizione dell'Iliade in greco.
Ciao,
Ferdinando