From: "marprand"
> cose: all'inizio della settimana prossima dovrei consegnare la tesi,
WW ;-))
Si dice ancora "in bocca al lupo"??
Ti avremo presto tra noi come doctor ;-))
> per la saggistica dipende un po' dalla consuetudine che uno ha con la
> lingua in questione. questo è un fatto personale, non possiamo fare
> generalizzazioni. diciamo che si arriva ad uno stadio di competenza
> linguistica per cui è inutile e dannoso riccorere ad una traduzione.
> ma in generale, per il pubblico delle persone colte (che in italia
> ancora è quasi esclusivamente italofono)è una buonissima cosa che
> opere di saggistica vengano tradotte.
Bisogna tenere conto che mentre nel settore delle scienze pure ed applicate
e' sufficiente un passabile conoscenza dell'inglese, per chi si occupa di
antichistica oltre all'inglese e' necessario conoscere il francese e il
tedesco. Come minimo. Perche' sono convinto (ed ho i miei motivi
"esperienziali" per dirlo) cjhe molti studi pubblicati in russo o in
ungherese sarebbero di sicuro interesse. E gli studiosi, anche d'altro
profilo, che padroneggiano tutte queste lingue non sono molti.
Un solo esempio, minimo.
Sulle fonti utilizzate da Diogene Laerzio e' importante un articolo scritto
da uno studioso ceco. L'ho trovato alla Biblioteca Nazionale di Praga. In
ceco, naturalmente. Per fortuna, oltre alle note, comprensibili a chiunque,
c'era un abstract in latino ;-))
> ti dirò , ti dirò, e sfaterò questi tuoi pregiudizi!
Sfata, sfata... ;o))
ciao
Alberto / Iperboreo
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