Da sempre si parla dell'età dell'Universo, ma raramente si parla delle
sue dimensioni. Il ragionamento più frequente al riguardo è infatti il
seguente: se l'età dell'Universo è 13,7 miliardi di anni, e nulla può
andare più veloce della luce, allora l'universo sarà più o meno una
sfera con raggio 13,7 miliardi di anni luce. Un ragionamento
impeccabile, ma errato.
Lo spazio infatti si espande, cioè la distanza fra due punti qualsiasi
dello spazio aumenta col passare del tempo. Questo vuol dire che se un
raggio di luce parte dal punto A, quando arriva al punto B,
I dati della sonda WMAP a proposito della radiazione fossile di fondo
sono stati utilizati dai cosmologi per misurare l\'Universo.
la distanza fra A e B è aumentata rispetto a quando il raggio è
partito. Sommando questo effetto dai tempi del Big bang, la misura che
si ottiene per il diametro dell'Universo è di 158 miliardi di
anni-luce circa. Prima che qualcuno obietti (peraltro con pieno
diritto) che 158 miliardi di anni luce implicherebbe una velocità
media di espansione maggiore di molte volte volte a quella della luce,
dico subito che questo non è in contrasto con le teorie di Einstein.
Queste ultime infatti hanno come presupposto che la velocità di un
segnale luminoso sia invalicabile, ossia che non si possano spedire
informazioni a velocità maggiori di quella della luce nel vuoto
tramite alcun tipo di segnali. L'espansione dello spazio però, come
altre peculiari formazioni di onde elettromagnetiche, non consente la
trasmissione di informazioni, per cui non è soggetta alle limitazioni
scoperte da Einstein.
Fonte: uai.it