Lunedì, maggio 26, 2003, alle 02:24 , Ale <
tay77@...> ha scritto:
> 25 maggio 1993..
>
> sono passati dieci lunghi anni da quella sera,
> sono passati e non ho avuto il tempo di fermarli,
> gridargli:"no, vi prego, non fuggete via così",
> non senza avermi prima almeno lasciato il tempo di uno scatto,
> un'istantantanea felice che non sbiadirà mai nellla mia anima.
> Una foto fatta non di colori e carta , ma di ricordi e passioni,
> un'immagine creata dalla mia nostalgia e fatta per rivederla ogni
> volta che ne sento il bisogno.
> Già,proprio così: il bisogno di ricordare il primo concerto
> della mia
> vita,
> la voglia irrefrenabile di ripensare a quella lunga attesa , sotto il
> sole cocente che sembrava bruciare come me impaziente.
> I dialetti e glia accenti diversi della gente in coda ai cancelli,
> riunita come un popolo in viaggio verso il sogno promesso,
> un sogno lungo due ore,
> due ore lontani dal mondo,
> immmersi nella magia di ogni singola nota,
> per poi svegliarsi e iplorare il tempo di fermarsi e non lasciar
> partire ancora quel sogno lontano da te...sulle ali di un aereo che
> lo porterà di nuovo distante e irraggiungibile,
> chissà dove,
> sotto quele cielo,
> chissà sotto quale palcoscenico,
> sotto quali grida.
> Mi sembra di risentire ora quelle migliaia di grida ,
> quelle luci soffuse, il mio cuore che batteva forte e le chiome che
> si muovevano con la musica in simbiosi.
> Scosse di adrenalina che percorrevano le mura
> e lacrime che si univano al fuoco degli accendini al vento.
> l'odore delle birre che scorrevano come fiumi e quello delle
> magliette colorate, intrise di sudore e passione...
> erano a migliaia tutte fiere come bandiere di una fede che univa
> tutti noi, diversi ma uguali..
> Ricordo ancora i brividi e la pelle d'oca sopra ogni parola cantata,
> sopra ogni sussurro di chitarra e sopra ad ogni tuono di quel tamburo
> percosso da quell'eroe dotato di un solo braccio, ma di un cuore
> immenso,
> ricordo le mie lacrime commosse nel vederlo salutare la folla con la
> sua unica mano, unica come la sua umiltà.
> Ricordo tutto questo e di più ancora: le grida di chi richiamava a
> gran voce la banda sul palco per l'ultimo saluto , l'ultimo abbraccio
> E infine ricordo il silenzio irreale di quando tutto finì, le luci
> che si spegnevano e qualcuno che rimaneva impassibile al suo posto,
> quesi timoroso che andando via avrebbe rotto un'incantesimo che per
> fortuna invece non potrà mai svanire : poichè è costodito
> nello
> scrigno inespugnabile dei ricordi,
> poichè e scritto indelebilentente nel mio cuore,inciso e scolpito
> come su di una roccia al di la del tempo
> ed ora è lontano da anni,
> è lontano un'eternità crudele...ma e più vivo che mai (
> ALE ,UNA
> MIA POESIA IN MEMORIA DEL CONCERTO DEL 25 MAGGIO 1993 AL PALSESTO..)
>
>
Molto bella!
Chiedo permesso di pubblicare su deflepparditalia.net :-))))
Martin
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