LA SARTINA DELLA STRADA DEL ROTONDO
Nella strada del Rotondo, all'angolo,
più giù del Farmacista, a mano destra,
abita una bella figlia costurera,
che sembra una bandiera quanto è diritta.
Con i capelli alla moda mascolina,
e al collo tagliati con maestria,
stà affacciata alla sua vetrina,
e fa girare i sensi a chi la guarda.
Quando esce col ferro da stiro per scaldarlo,
tutta la strada riempie di scintille,
e a chi passa lo fa innammorare,
con la sua lisciatina di capelli.
Dal mattino fino all'Avemaria,
insomma, appena apre quella vetrina,
incomincia una passeggiata in quella via,
e stretta abbasa e innalza questa schiena.
Poi, non vi racconto, la notte nel quartiere,
con musica, chitarra e col violino,
io vado a mettermi ai quattro canti,
e quando è il mio turno mi dimeno.
Passo di là tutti i giorni col desiderio,
con forbici, pennello e saponetta,
sperando da lei essere chiamato,
almeno per tagliarle i capelli del collo.
Adesso lo sa, e fa la risatina,
mentre con le sue forbici ritaglia,
ed io un tuono quà, fra le cervella,
mi sembra che quella forbice li tagli.
Ma bene l'hai studiata sarticella!
Ti credi di far pane con la brace?
Tu con quella ingannosa risatina,
doni a chi ti guarda la sua croce.
Sei bella, lo sò: e bella è questa giornata,
e tutti gli uccelli sono usciti a cantare.
Domani forse la giornata sarà nuvolosa,
e nessuno di loro si vedrà affacciare.
Ma pensaci, figliuola, per domani!
Che questi sono giochi della natura.
Se mi ascolti, allora lo troverai un cane,
altrimenti tu farai da toppa a tua misura!
Ciao, Paolo.
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