Piccolo Principe Sig. Atria,
purtroppo non sarà possibile pubblicare una versione in Siciliano del
Piccolo Principe per problemi legati ai diritti d'autore. Questi
diritti costano molto cari e non vengono più rilasciati a percentuale
sulle vendite ma a forfait fisso. Tale condizione ci obbliga a non
poter proseguire nelle pubblicazioni, anche se la versione in
Siciliano l'avevamo ampiamente programmata, insieme ad altre belle
lingue e dialetti del sud.
Terrò comunque i suoi recapiti nel caso la situazione si evolvesse
positivamente e non mancherò di avvisarla.
Nel ringraziarla per il contatto, la saluto cordialmente.
Claude Perruch
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http://www.wesak.it
-------------------------------------------------------
vallée d'aoste - italie
versu a vussìa: Unn'aiu arrispunnutu a la sò puisia.
Un lassitu mi fici di valuri inistimàbbili na sarma di bona terra d'unni la sò simenza ntirrà a prufittu di lu mè ntillittu spirannu nun girmogghiu.
Nun sacciu s'è cuntentu di la chiantina chi nascì, di certu unn'appi tempu
d'abbiviralla comu sò disidèriu, vussìa mi detti lu spuntu e jè m'appi arranciari.
L'avissi vulutu pri maistru e mmeci troppu prestu mi lassà,
m'appi arrivòrgiri a la vita pri farmi nzignari la strata ma spissu mi fu nimica:
èramu pigghiati d'agghiru.--
Si vidi ca nun su' tant'erruri, e tanti macari mancu su' erruri ma diffirenzi tra i nostri dialetti. E' na bedda puisia. So nannu la scrissi? Bravu bravu fici Iddu. Scrissi autri? Mi piacissi vidìrili siddu cci nn'è. 'A salutu e 'ssà binidica,
Micheli
Pi annulari l'iscrizioni a lu Forum manna na email a:
info@...
Pi infurmaziuni supra a Lingua siciliana http://www.linguasiciliana.org U situ web pa valurizzaziuni da lingua siciliana!! Pi cullaburari cu nuatri scrivi a: info@...
Iu pensu chi dipenni macari ri quantu pirsuni u parranu. E se a mittimmu
accussi ci ni sunu lingui chi venunu parrati r chiu picca pirsuni ra lingua
siciliana.
Pruvati a dir chi u fiamingu è nu dialettu in Fiandra.
Perfettamente d'accordo
Nino Atria
--- giuseppetizza@... wrote:
> Avrei la proposta di parlare di
>
> siciliano
>
> senza indicazione di dialetto o lingua
>
> come si parla anche di italiano o di qualsiasi altra
> lingua o dialetto
>
>
>
> Pi annulari l'iscrizioni a lu Forum manna na email
> a:
>
> info@...
>
> Pi infurmaziuni supra a Lingua siciliana
> http://www.linguasiciliana.org
> U situ web pa valurizzaziuni da lingua siciliana!!
> Pi cullaburari cu nuatri scrivi a:
> info@...
>
>
> Link utili di Yahoo! Gruppi
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> http://it.groups.yahoo.com/group/Linguasiciliana/
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> http://it.docs.yahoo.com/info/utos.html
>
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Gentile Fara, Gentili tutti,
rispondo alla tua email per una precisazione dato che
mi sono sentito chiamato in causa.
Ricordo che il Forum e linguasiciliana.org sono spazi
aperti a qualsiasi idea per la valorizzazione del
siciliano. Tali idee non rispecchiano necessariamente
le mie.
Mi dispiace solo che tu faccia confusione tra cio' che
significa valorizzazione di un nostro bene comune,
come il siciliano, e pseudo-rivendicazioni
territoriali fuori luogo e fuori tempo.
Inoltre un'evoluzione del siciliano, come quella
indicata dall'intervista, credo che non sia frutto di
una corretta "evoluzione" di una lingua ma di un
cambio "forzato".
Inoltre, scusa ma secondo te il siciliano non e'
trascurato come dici tu negli "studi inferiori e
superiori". Mi dispiace non sono affatto d'accordo.
Certo il siciliano si studia all'universita': proprio
come si studia un fossile.
Saluti
Nino Atria
--- santella <santellac@...> wrote:
> Caro studente di Benidemoetnoantropologici e , quasi
> certamente collega di mia figlia che questo corso di
> laurea segue ( è al terzo anno e forse tua collega)
> .
> La tua lettera mi commuave e dovrebbe, dico dovrebbe
> , fara capire che i dialetti sono , è vero, una
> ricchezza ed un patrimonio da non abbandonare. In
> effetti questo lo si fa ma non si può nel contempo
> impedire l'evoluzione e la modificazione del
> linguaggio. Il tuo contadino ( anche mia figlia ha
> condotto un'analoga intervista) con il suo
> linguaggio non è altro che la dimostrazione
> dell'evoluzione (in termini assai poveri ed
> assolutamente irrispettosi della grammatica e della
> sintassi) della lingua.
> Forse che oggi tu o io ci esprimiamo, in quella che
> si chiama lingua italiana, con lo stesso registro
> usato da Dante , Petraca e Guicciardini?
> No di certo ! e poi tieni presente che i fruitori e
> partecipanti di questa lista sono , in genere,
> nipoti di emigranti che hanno cristallizzato il loro
> linguaggio, puoi capire !..... Ma quello che ancor
> più mi disturba è la politicizzazione di certi
> atteggiamenti ( innocenti da parte dei forumisti ma
> un poco meno da Parte di chi il forum ha avviato).
> La rivalsa di un certo linguaggio è alla base di una
> rivendicazione politica che si appoggia ad
> ispirazioni indipendentistiche: Baschi, Irlandesi,
> Scozzesi ed ora anche leghisti italiani ( del nord e
> del sud, soprattutto del nord) . Gente che prima,
> nel 1860 ha fortemente voluto una unificazione,
> finanziandola, e adesso non la vuole più, perchè non
> conviene economicamente....soprattutto al nord).
> Andiamoci piano con queste rivendicazioni....sono
> sempre a discapito del popolo....E' sempre il popolo
> basso che paga...
> Il nostro dialetto ( o lingua, chiamiamola come
> vogliamo) non è dimenticato, anzi probabilmente ha
> influito molto più di altri nel comune parlare degli
> "italiani" ( ti ricordo che la maggior parte degli
> scrittori italiani di fama mondiale sono siciliani
> ed essi scrivono adoperando un italiano molto
> particolare, che si avvale di termini e , a volte,
> di costrutti " dialettali"). Come ben sai poi non è
> affatto trascurato negli studi .... sia inferiori
> che superiori, e allora a che serve questo
> accanimento? E' solo politico ! Tende a formare ,
> per l'ennesima volta, un partito separatista che
> però allo stato dell'arte, a noi, politicamente,
> non serve, perchè ci precipiterebbe in una
> condizione economica e sociale "anteguerra". Questo
> sicuramente lo sanno Buttitta e Matranga.
> Ciao e auguri
> fara
> Lingua Siciliana <linguasiciliana@...> wrote:
> Sono uno studente in Beni Demoetnoantropologici
> all'Università di Palermo,
> e ho attuato una breve ricerca dialettologica ad un
> contadino di San Giuseppe
> Jato (Palermo), sotto la guida del prof. Matranga,
> insegnate di Linguistica
> italiana e collaboratore del Preside della Facoltà
> di
> Lettere e insegnante
> di Laboratorio di dialettologia prof. Ruffino.
> "Spulciando" internet ho scoperto questo vostro sito
> e
> il tentativo ammirevole
> di valorizzare il siciliano come lingua (anche se
> linguisticamente è un
> dialetto), e quindi come cultura, dato che ogni
> lingua
> o dialetto rappresenta
> una cultura, un popolo, una storia. Il mio scopo qui
> è
> quello di denunciare
> vivamente un purtroppo netto decadimento dell'uso
> del
> siciliano in favore
> dell'italiano (lingua fiorentina trecentesca
> letteraria), proposta come
> lingua nazionale già da alcuni intellettuali nel XVI
> sec., ed è per me
> inconcepibile
> pensare come "mia" una lingua che in effetti "mia"
> non
> è, anche se purtroppo
> sono anch'io un vittima dell'italianizzazione, che
> in
> sè non è cattiva,
> ma se implica la scomparsa del vero frutto della
> nostra cultura, allora
> negativo lo diventa.
>
> L'intervista sotto riportata è la dimostrazione di
> tutto ciò. La parlata
> usata dal mio interlocutore è un chiaro "italiano
> popolare" (italiano parlato
> da semicolti che non hanno appreso correttamente le
> regole della lingua),
> cioè un misto tra siciliano e italiano, come fosse
> una
> lingua che non è
> nè l'una e nè l'altra; si nota come la persona cerca
> il più possibile di
> parlare il "raffinato" italiano, a discapito del
> "rozzo e volgare" siciliano.
>
>
> Intervista a ?mastru Pinu?
>
> << Allora, mastru Pinu, mi parli un po? della
> raccolta dell?olive,
> qunti tipi ci nn?è??
> << Al? Per raccogliere le olive bisogna essere
> nel mese di novembre,
> dopo? dopo ?le morte?, diàmo in dialetto nostro,
> dopo
> ?i morti?, e si
> raccogliono
> le olive. L?oliva la devi raccogliere quando è un
> po?
> matura, perché poi,
> quando va nel frantoio, no?, se ène cierba
> [?#8747;ierba], l?oglio
> [l?o#955;:o]
> addiventa troppo acidità. Giust?? Allora, quand?è
> matura, prima di tutto
> che ni fai di più, quann?è matura, perché è? am? em?
> bella nera, no? Poi,
> ci sono tanti tipi di ulìve [u?live]: c?è pè?
> quella?
> nuatri ci ?cemu in
> dialetto a bianc? ?a bianculina? [ab:ianku?lina],
> c?è
> poi ?a ggirasola?
> [ad:3ira?sola], poi c?ène? e? abbiamo attru tipo di
> alive [a?live], quella
> grossa che se fa? eeh? salata, pes? àvutra che
> scacci
> [?skat:#8747;i] e
> tutti ?sti cose; poi pèrreee? pèrre l?ulive? eh? >>
> << Come si chiama ?st?oliva non se lo ricorda? >>
>
> << Chi? >>
> << Questa che ha detto ultima. >>
> << Eeh? l?urtima no mmi ricordo, che è un alive
> [una?livæ] grossa?
> grossa?ep? che solo non fa olio [?olio], olio
> [?olio]
> non ne fa, eh! Solo
> per mangiare, quell?aliva? ?mpiù?glu? Ah, ?nebba?
> [?neb:a] si chiama. >>
>
> << Ah, ?nebba? >>
> << Oliva [o?liva] ?anebba? [a?neb:a] >>
> << ?Anebba? >>
> << Sse, ?anèbba?. Solo pè mangiare, perché
> l?oglio [l?o#955;o] lo
> fa bel fino, bello fino, l?olio [l?olio] è ?na? una?
> però ne fa poco. Allora,
> il contadino, non ci conviene a mettere questa
> pianta
> per fare l?oliva?li?
> l?oglio [l?o#955;:o], no? Si? ci vente la pianta per
> fare? raccogliere
> e vèndela così all?ingrosso che per mangiare è
> buona,
> perché queste si fanno
> gro? belle grosse e poi si scàcciano
> [?skat:#8747;ano], si mettono un po?
> di? di aglio [?a#955;o], rrègano [?r:egano], e si? e
> si van... ?Mmece quell?
> attre? c?è quella nera, si fa cor sale [?sale]: si
> fa?
> si raccoglie bella
> matura nera, si? si mi? cci metti il sale sopra, la
> fai stare tanti giorni,
> e poi cumincia? quando è?la mesci? e cuminci a
> mancialla. All?antica propria,
> all?antica, i nostri nonni, quando ca era bella
> matura
> che era già pronto,
> prendevano la? la padella, ci mettevano un po? di
> olio
> [?olio] e lo facevano
> schipolare [skipo?lare] nella padella, così l?aliva
> [la?liva] si untava
> [un?tava] piena di òlio [?olio], no?, allora la
> mettevano nei vasetti e
> durava di più, perché, furbi, perché se te la
> lasciàvudu senza nente faceva?
> lo sai quando metti nei barattoli e fa quella cosa?
> la
> muffa, comu si dice
> in dialett?amu?eccu; mmece con l?oglio [l?o#955;o]
> non ne fa muffa, e l?aliva
> [la?liva] è sempre bella, e ti? te la mangi così?
> così. Poi? non so? eeh?
> >>
> << Si conserva meglio, và .>>
>
=== message truncated ===
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Avrei la proposta di parlare di
siciliano
senza indicazione di dialetto o lingua
come si parla anche di italiano o di qualsiasi altra lingua o dialetto
On Fri, 2004-05-28 at 11:52, Linguasiciliana@yahoogroups.com wrote:
Carissimi amici,
Mi ricordu l'osservazioni assai vecchia a stu puntu: a lingua e' nu
dialettu chi n'avi un esercitu.
Saluti
Frank Cannonito
> Questo numero contiene 2 messaggi.
>
> Gli argomenti di questo numero:
>
> 1. Re: Digest Number 577
> Da: "daniel1978" <daniel1978@...>
> 2. cercu cunsulenza
> Da: "Marianna" <shantiforall@...>
>
>
> ________________________________________________________________________
> ________________________________________________________________________
>
> Messaggio: 1
> Data: Thu, 27 May 2004 18:06:11 -0300
> Da: "daniel1978" <daniel1978@...>
> Oggetto: Re: Digest Number 577
>
> Ancora questa storia che il siciliano è un dialetto?!!!!
>
> Ma perché solo in Italia la pensano così?! É proprio un peccato.
>
> e la Sicilia non va avanti!
>
> Saluto da un siculo-brasiliano
> Daniele
>
>
>
>
>
> ----- Original Message -----
> From: <Linguasiciliana@yahoogroups.com>
> To: <Linguasiciliana@yahoogroups.com>
> Sent: Thursday, May 27, 2004 5:06 PM
> Subject: [Linguasiciliana] Digest Number 577
>
>
> Questo numero contiene 1 messaggio.
>
> Gli argomenti di questo numero:
>
> 1. Re: siciliano e italiano
> Da: santella <santellac@...>
>
>
> ________________________________________________________________________
> ________________________________________________________________________
>
> Messaggio: 1
> Data: Thu, 27 May 2004 10:48:54 +0200 (CEST)
> Da: santella <santellac@...>
> Oggetto: Re: siciliano e italiano
>
> Caro studente di Benidemoetnoantropologici e , quasi certamente collega di
> mia figlia che questo corso di laurea segue ( è al terzo anno e forse tua
> collega) .
> La tua lettera mi commuave e dovrebbe, dico dovrebbe , fara capire che i
> dialetti sono , è vero, una ricchezza ed un patrimonio da non abbandonare.
> In effetti questo lo si fa ma non si può nel contempo impedire l'evoluzione
> e la modificazione del linguaggio. Il tuo contadino ( anche mia figlia ha
> condotto un'analoga intervista) con il suo linguaggio non è altro che la
> dimostrazione dell'evoluzione (in termini assai poveri ed assolutamente
> irrispettosi della grammatica e della sintassi) della lingua.
> Forse che oggi tu o io ci esprimiamo, in quella che si chiama lingua
> italiana, con lo stesso registro usato da Dante , Petraca e Guicciardini?
> No di certo ! e poi tieni presente che i fruitori e partecipanti di questa
> lista sono , in genere, nipoti di emigranti che hanno cristallizzato il loro
> linguaggio, puoi capire !..... Ma quello che ancor più mi disturba è la
> politicizzazione di certi atteggiamenti ( innocenti da parte dei forumisti
> ma un poco meno da Parte di chi il forum ha avviato).
> La rivalsa di un certo linguaggio è alla base di una rivendicazione politica
> che si appoggia ad ispirazioni indipendentistiche: Baschi, Irlandesi,
> Scozzesi ed ora anche leghisti italiani ( del nord e del sud, soprattutto
> del nord) . Gente che prima, nel 1860 ha fortemente voluto una unificazione,
> finanziandola, e adesso non la vuole più, perchè non conviene
> economicamente....soprattutto al nord).
> Andiamoci piano con queste rivendicazioni....sono sempre a discapito del
> popolo....E' sempre il popolo basso che paga...
> Il nostro dialetto ( o lingua, chiamiamola come vogliamo) non è dimenticato,
> anzi probabilmente ha influito molto più di altri nel comune parlare degli
> "italiani" ( ti ricordo che la maggior parte degli scrittori italiani di
> fama mondiale sono siciliani ed essi scrivono adoperando un italiano molto
> particolare, che si avvale di termini e , a volte, di costrutti "
> dialettali"). Come ben sai poi non è affatto trascurato negli studi .... sia
> inferiori che superiori, e allora a che serve questo accanimento? E' solo
> politico ! Tende a formare , per l'ennesima volta, un partito separatista
> che però allo stato dell'arte, a noi, politicamente, non serve, perchè ci
> precipiterebbe in una condizione economica e sociale "anteguerra". Questo
> sicuramente lo sanno Buttitta e Matranga.
> Ciao e auguri
> fara
> Lingua Siciliana <linguasiciliana@...> wrote:
> Sono uno studente in Beni Demoetnoantropologici
> all'Università di Palermo,
> e ho attuato una breve ricerca dialettologica ad un
> contadino di San Giuseppe
> Jato (Palermo), sotto la guida del prof. Matranga,
> insegnate di Linguistica
> italiana e collaboratore del Preside della Facoltà di
> Lettere e insegnante
> di Laboratorio di dialettologia prof. Ruffino.
> "Spulciando" internet ho scoperto questo vostro sito e
> il tentativo ammirevole
> di valorizzare il siciliano come lingua (anche se
> linguisticamente è un
> dialetto), e quindi come cultura, dato che ogni lingua
> o dialetto rappresenta
> una cultura, un popolo, una storia. Il mio scopo qui è
> quello di denunciare
> vivamente un purtroppo netto decadimento dell'uso del
> siciliano in favore
> dell'italiano (lingua fiorentina trecentesca
> letteraria), proposta come
> lingua nazionale già da alcuni intellettuali nel XVI
> sec., ed è per me
> inconcepibile
> pensare come "mia" una lingua che in effetti "mia" non
> è, anche se purtroppo
> sono anch'io un vittima dell'italianizzazione, che in
> sè non è cattiva,
> ma se implica la scomparsa del vero frutto della
> nostra cultura, allora
> negativo lo diventa.
>
> L'intervista sotto riportata è la dimostrazione di
> tutto ciò. La parlata
> usata dal mio interlocutore è un chiaro "italiano
> popolare" (italiano parlato
> da semicolti che non hanno appreso correttamente le
> regole della lingua),
> cioè un misto tra siciliano e italiano, come fosse una
> lingua che non è
> nè l'una e nè l'altra; si nota come la persona cerca
> il più possibile di
> parlare il "raffinato" italiano, a discapito del
> "rozzo e volgare" siciliano.
>
>
> Intervista a ?mastru Pinu?
>
> << Allora, mastru Pinu, mi parli un po? della
> raccolta dell?olive,
> qunti tipi ci nn?è??
> << Al? Per raccogliere le olive bisogna essere
> nel mese di novembre,
> dopo? dopo ?le morte?, diàmo in dialetto nostro, dopo
> ?i morti?, e si
> raccogliono
> le olive. L?oliva la devi raccogliere quando è un po?
> matura, perché poi,
> quando va nel frantoio, no?, se ène cierba
> [?#8747;ierba], l?oglio
> [l?o#955;:o]
> addiventa troppo acidità. Giust?? Allora, quand?è
> matura, prima di tutto
> che ni fai di più, quann?è matura, perché è? am? em?
> bella nera, no? Poi,
> ci sono tanti tipi di ulìve [u?live]: c?è pè? quella?
> nuatri ci ?cemu in
> dialetto a bianc? ?a bianculina? [ab:ianku?lina], c?è
> poi ?a ggirasola?
> [ad:3ira?sola], poi c?ène? e? abbiamo attru tipo di
> alive [a?live], quella
> grossa che se fa? eeh? salata, pes? àvutra che scacci
> [?skat:#8747;i] e
> tutti ?sti cose; poi pèrreee? pèrre l?ulive? eh? >>
> << Come si chiama ?st?oliva non se lo ricorda? >>
>
> << Chi? >>
> << Questa che ha detto ultima. >>
> << Eeh? l?urtima no mmi ricordo, che è un alive
> [una?livæ] grossa?
> grossa?ep? che solo non fa olio [?olio], olio [?olio]
> non ne fa, eh! Solo
> per mangiare, quell?aliva? ?mpiù?glu? Ah, ?nebba?
> [?neb:a] si chiama. >>
>
> << Ah, ?nebba? >>
> << Oliva [o?liva] ?anebba? [a?neb:a] >>
> << ?Anebba? >>
> << Sse, ?anèbba?. Solo pè mangiare, perché
> l?oglio [l?o#955;o] lo
> fa bel fino, bello fino, l?olio [l?olio] è ?na? una?
> però ne fa poco. Allora,
> il contadino, non ci conviene a mettere questa pianta
> per fare l?oliva?li?
> l?oglio [l?o#955;:o], no? Si? ci vente la pianta per
> fare? raccogliere
> e vèndela così all?ingrosso che per mangiare è buona,
> perché queste si fanno
> gro? belle grosse e poi si scàcciano
> [?skat:#8747;ano], si mettono un po?
> di? di aglio [?a#955;o], rrègano [?r:egano], e si? e
> si van... ?Mmece quell?
> attre? c?è quella nera, si fa cor sale [?sale]: si fa?
> si raccoglie bella
> matura nera, si? si mi? cci metti il sale sopra, la
> fai stare tanti giorni,
> e poi cumincia? quando è?la mesci? e cuminci a
> mancialla. All?antica propria,
> all?antica, i nostri nonni, quando ca era bella matura
> che era già pronto,
> prendevano la? la padella, ci mettevano un po? di olio
> [?olio] e lo facevano
> schipolare [skipo?lare] nella padella, così l?aliva
> [la?liva] si untava
> [un?tava] piena di òlio [?olio], no?, allora la
> mettevano nei vasetti e
> durava di più, perché, furbi, perché se te la
> lasciàvudu senza nente faceva?
> lo sai quando metti nei barattoli e fa quella cosa? la
> muffa, comu si dice
> in dialett?amu?eccu; mmece con l?oglio [l?o#955;o]
> non ne fa muffa, e l?aliva
> [la?liva] è sempre bella, e ti? te la mangi così?
> così. Poi? non so? eeh?
> >>
> << Si conserva meglio, và .>>
> << Si, si conserva meglio, si? Ver? noi? perché
> dobbiamo? eh, così?
> Poi, quelle? quelle che la vendono nei mercati, così,
> quella è tutta un
> àtro concentrato: ci mettono dei medicinali, pestare,
> queste e tutti còsi,
> ?mmece nuàtri stamo? facemo a uso a? all?antica nostra
> pi qquello che ho
> detto io, capisti? Poi: l?albero? >>
> << E le olive che ha fatto? che d? che mi ha
> descritto poco fa come
> si chiamano queste? C?ha un? c?hanno un nome questo
> tipo di olive? Queste
> che facevano i suoi nonni? >>
> << Eh, a nera [a?nera], no?, la nera >>
> << Ah, semplicemente così, non? >>
> << L?oliva [lo?liva] nera, no?, e la cirasola
> [la#8747;ira?sola],
> la cosa? Qundo addiventa nera l?aliva [a?liva], no?,
> tutti l?alive [a?live].
> Per dire? perché c?è quella? mettiamo? quella più
> piccola, pell?òglio
> [?o#955;o]
> no è bbona pè cconservalla, ?mmece questa se ne va?
> anebba? queste? questa
> grossa, poi c?ène? a cirasòla che vene un po? più
> grossettina, quand?è bbella
> matura ma? matura, iddi fanno? la scartano, no? >>
> << Si?>>
> << Va ch?ia? mica rice a pigghiano e mett?a
> scarta megghiu megghiu,
> e ssi fanno queste cose. Poi, quando c?è? poi c?è?
> sono pure olive di? come
> si dice? di rrazza [?r:at:sa], quelle buone,
> selezionate. Ora, per dire,
> non fanno? ora i mètteno? eh? l?olive non fanno più
> all?antica: le mètteno
> anche? a ttipo? come la? la uva, no?, capisti? I
> mètteno per fare queste?
> che ffanno solo pè vèndela? questi? questa uva?
> questa? queste olive [o?live],
> no? >>
> << Si, ho capito. >>
> << Ma è ?na olive [nao?livæ] buona. Poi c?è
> ttanti? miscugli di rrazze,
> capisci? Mica cinn?è uno, due, tre: ce n?abbiamo ?na
> decina? ?na decina
> di razze, pecché poi vengono? perché non so, ho
> sentito dire che l?oliva
> [lo?liva]? l?oliva [lo?liva] viene? no llo so? de?mh?
> manco nê? in Italia
> l?avèvono questa oliva [o?liva]: vène de un?attro?
> n?attro Stato, che vinne
> a piantalla ed a ttimpo dei rromani. >>
> << Addirittura! >>
> << Sii, a ttimpo dè rromani. Un?abbiamo nuàtri: i
> rromani hanno piantato
> quest?alive [a?livæ] in Italia, ?ca l?hanno portato là
> per fare l?olio [l?olio]
> e vvia di sti cose? cose. No, noi no a vène di
> un?attro Paese, non? no llo
> so io pecché nò? nò studio? nò studio tanto queste
> cose? Hai capito? >>.
>
>
> Attrezzi per ?arrimunnari?
>
> << Anche se lei magari non è? non è bravo, m?ha
> detto, a arrimunnari,
> però? come attrezzi, diciamo? >>
> << Noo, noo, coll?attrezzi [a?t:ret:si]? no, no,
> no? >>
> << Come attrezz? come nomi di attrezzi, diciamo.
> Come..? >>
> << No, io attrezzi, si po? pènti? rici? ricèmu
> nuàtri ?u sirràcola
> a ccoda di sorci?
> [usi#383;:ak lak:odadi?sor#8747;i], alla? ?n tempi
> antichi, ?a fòrbicia?
> [a?forbi#8747;a], a fòrbicia e ?a rrunca? [a?r:unka]
> >>
> << Cos?e la runca? >>
> << A rrunca ène? Se la vuoi te la faccio vedere,
> e? L?haiu io... là
> ce l?haiu la rrunca >>
> << Ah, si? Eh, va bene, si >>
> <questa? arrimunnàvanu
> [a#383;:imu?n:avanu] co? questa, facevano un taglio
> tutti? cù questa: questa
> è la propia dei vecchi, dei nonni, cient?anni, sempre
> questa qua. E un
> serràcolo
> [unse?r:akolo] che si chiama a ccoda di sorci
> [ak:odadi?sort#8747;i]: è
> pìniru finu finu cusì, u viri? Si, quello llà.
> So? questi dui quà c?erano: non ce n?erano più. Questa
> è l?unica di cient?anni
> fa questa? cò questa ccà arrimunnavano. >>
> << Cent?anni fa! >>
> << Si, si, questa?ah? si chiama rrunca: noi nni?.
> in dialetto ricèmu
> rrunca, io no llo so?>>
> << No, no? È così? Me lo deve dire in dialetto
> lei, è questo il fatto?
> >>
> << Dicevano ?runca?? io? i mèi nonni ricèvano
> ?rrunca?, mio padre ricea
> ?rrunca? e ?rrunca? rè ddicu iu! No llo so? E poi il
> serràcolo, cci ricemo
> nò? a ccuda di topo [ak:udadi?topo] >>
> << Ma, com?è fatta questa? Me la può descrivere?
> >>
> << È un serracolo che? è un quanto dò dita, no?,
> dò dita, e poi và
> ffinisci cù un pezzo di quaran? no, trenta, accussì,
> trenta, venticinco-trenta
> e finisci propia? affino affino, pocu cumma? re un
> po?? >>
> << Ah, ho capito, si. Tipo sega? >>
> << A ttipo sega, no? L?ha visto te? Ma all?antica
> all?antica c?erano
> quelle, col manico torto propia torto. Ora ci sono
> quelle moderne, propria
> curvato così è? (????).
> Questa qua (parlando della ?rrunca?) è lla?
> Questa qua quannu era propia
> affilata per bene tu ti cci potevi fare la barba,
> eh!... Stamo attento!
> Noo? >>
> << Posso vederla? >>
> << Sii: que? chista, quanno è? quanno è affilata
> per bene, questa ci
> puoi fare a barba, questo quà. (????), capisti? Poi
> avevano, vedi, queste
> quà, la fai? all?urtimo facevano idde (preso un nuovo
> oggetto che serve
> ad affilare la lama, l?informatore mi mostra il
> movimento da fare per rendere
> la lama tagliente) >>
> << Ah, per affilarla!>>
> << Si.>>
> << E questa come si chiama? >>
> << Questa una ?mola? [?mola], no?, una mola di
> terra? che fanno quanno
> ti fàinno la carne, sai? Un na canùsci?? >>
> << Si, si, si, si, si, si! >>
> << E quella è u ste? u stessu così, che? a
> capisti? >>
> << Di cosa è fatta? >>
> << Questa è d?una terr? una petra speciale, non
> lo so? cosa è? >>
> << Ho capito, si. Di pietra, comunque? >>
> << Eh, di pietra è. Questa è propia? questa qua.
> Questa è che rico?
> questa, e quello ch? ho detto, è pòpio originale? >>
> << ?per arrimunnare. >>
> << Sii, pè i vecchi? vecchi tempi, questi qua.
> (?????)
> E c?è la fòrbicia. Anche? questa quà è la
> fòrbicia. Anche questa dei
> tempi antichi? c?era anche questa qua, e questi quà.
> Que? Sono uno, due
> e tre? e quello? cosa? Queste tre erano i più
> ?mportanti tutti. Ora, per
> dì, su moderni: ciò quell?artro grosso grosso qua?
> qua, questo ora, no?,
> vedi? E anche queste qua (prende in mano una grossa
> forbice moderna) per
> fare le vigne, questa qua l?adopero, la fòrbice
> [la?forbi#8747;e] >>
> << Certo.>>
> << E c?è ora? che cosa c?è questo, viri? Ora c?è
> questo grosso: questi
> moderni ccà, che pigghi e cinn?erano più grosse >>
> << Queste forbici così grosse?>>
> << Queste fòrbici più grosse? >>
> << E queste tagliano più facilmente, si. >>
> << Si, abbastanza, più grosse? da? per dì se
> questo tagghia già? chistu
> ccà u tagghia ggià (mi mostra un ramo spesso qualche
> centimetro) >>
> << Si, si, lo so. >>
> << Capisti? >>
> << Si, si. >>
> << E cci nn?è più grosse ancora di questi, sono
> que? e? taglienti
> abbascianza
> [ab:a?#8747;:antsa], ma quelle e? sono? questi tre?
> due qua, e quello di?
> e quell?attro, e basta, non ce nn?è più?
> dall?antichità e questo qua. >>.
>
>
>
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> Da: "Marianna" <shantiforall@...>
> Oggetto: cercu cunsulenza
>
>
> Saluti a tutti
> Sugnu marianna
> Stai circannu di scriviri in sicilianu, mi vinni 'ntesta
> d'arrispunniri a 'na puisia chi mi scrissi mè nonnu, ma nun sugnu
> tantu brava cu lu dialettu scrittu. M'aiutati a correggila?
> vi ringraziu.
>
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> ma haiu ancora un debbitu
> versu a vossia:
> unn'haiu arrispunnutu
> a la so' puisia.
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> Un lassitu mi fici
> Di valuri inistimabbili
> `na sarma di bbona terra
> dunni la so' semenza `ntirrà
> a prufittu di lu mè intillittu
> spirannu `nun girmogghiu
>
> Nun sacciu s'è cuntentu
> Di la chiantina chi nascì,
> di certu unn'appi tempu
> d'abbiviralla comu so' disideriu,
> vossia mi retti lu spuntu
> e je m'appi arranciari.
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> L'avissi vulutu pri maestru
> E `nveci troppu prestu mi lassà,
> m'appi arrivorgiri a la vita
> pri farmi `nsignari la strata
> ma spissu mi fu nimica:
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eramu pigghiati d'aghiru.
Ancora questa storia che il siciliano è un dialetto?!!!!
Ma perché solo in Italia la pensano così?! É proprio un peccato.
e la Sicilia non va avanti!
Saluto da un siculo-brasiliano
Daniele
----- Original Message -----
From: <Linguasiciliana@yahoogroups.com>
To: <Linguasiciliana@yahoogroups.com>
Sent: Thursday, May 27, 2004 5:06 PM
Subject: [Linguasiciliana] Digest Number 577
Questo numero contiene 1 messaggio.
Gli argomenti di questo numero:
1. Re: siciliano e italiano
Da: santella <santellac@...>
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
Messaggio: 1
Data: Thu, 27 May 2004 10:48:54 +0200 (CEST)
Da: santella <santellac@...>
Oggetto: Re: siciliano e italiano
Caro studente di Benidemoetnoantropologici e , quasi certamente collega di
mia figlia che questo corso di laurea segue ( è al terzo anno e forse tua
collega) .
La tua lettera mi commuave e dovrebbe, dico dovrebbe , fara capire che i
dialetti sono , è vero, una ricchezza ed un patrimonio da non abbandonare.
In effetti questo lo si fa ma non si può nel contempo impedire l'evoluzione
e la modificazione del linguaggio. Il tuo contadino ( anche mia figlia ha
condotto un'analoga intervista) con il suo linguaggio non è altro che la
dimostrazione dell'evoluzione (in termini assai poveri ed assolutamente
irrispettosi della grammatica e della sintassi) della lingua.
Forse che oggi tu o io ci esprimiamo, in quella che si chiama lingua
italiana, con lo stesso registro usato da Dante , Petraca e Guicciardini?
No di certo ! e poi tieni presente che i fruitori e partecipanti di questa
lista sono , in genere, nipoti di emigranti che hanno cristallizzato il loro
linguaggio, puoi capire !..... Ma quello che ancor più mi disturba è la
politicizzazione di certi atteggiamenti ( innocenti da parte dei forumisti
ma un poco meno da Parte di chi il forum ha avviato).
La rivalsa di un certo linguaggio è alla base di una rivendicazione politica
che si appoggia ad ispirazioni indipendentistiche: Baschi, Irlandesi,
Scozzesi ed ora anche leghisti italiani ( del nord e del sud, soprattutto
del nord) . Gente che prima, nel 1860 ha fortemente voluto una unificazione,
finanziandola, e adesso non la vuole più, perchè non conviene
economicamente....soprattutto al nord).
Andiamoci piano con queste rivendicazioni....sono sempre a discapito del
popolo....E' sempre il popolo basso che paga...
Il nostro dialetto ( o lingua, chiamiamola come vogliamo) non è dimenticato,
anzi probabilmente ha influito molto più di altri nel comune parlare degli
"italiani" ( ti ricordo che la maggior parte degli scrittori italiani di
fama mondiale sono siciliani ed essi scrivono adoperando un italiano molto
particolare, che si avvale di termini e , a volte, di costrutti "
dialettali"). Come ben sai poi non è affatto trascurato negli studi .... sia
inferiori che superiori, e allora a che serve questo accanimento? E' solo
politico ! Tende a formare , per l'ennesima volta, un partito separatista
che però allo stato dell'arte, a noi, politicamente, non serve, perchè ci
precipiterebbe in una condizione economica e sociale "anteguerra". Questo
sicuramente lo sanno Buttitta e Matranga.
Ciao e auguri
fara
Lingua Siciliana <linguasiciliana@...> wrote:
Sono uno studente in Beni Demoetnoantropologici
all'Università di Palermo,
e ho attuato una breve ricerca dialettologica ad un
contadino di San Giuseppe
Jato (Palermo), sotto la guida del prof. Matranga,
insegnate di Linguistica
italiana e collaboratore del Preside della Facoltà di
Lettere e insegnante
di Laboratorio di dialettologia prof. Ruffino.
"Spulciando" internet ho scoperto questo vostro sito e
il tentativo ammirevole
di valorizzare il siciliano come lingua (anche se
linguisticamente è un
dialetto), e quindi come cultura, dato che ogni lingua
o dialetto rappresenta
una cultura, un popolo, una storia. Il mio scopo qui è
quello di denunciare
vivamente un purtroppo netto decadimento dell'uso del
siciliano in favore
dell'italiano (lingua fiorentina trecentesca
letteraria), proposta come
lingua nazionale già da alcuni intellettuali nel XVI
sec., ed è per me
inconcepibile
pensare come "mia" una lingua che in effetti "mia" non
è, anche se purtroppo
sono anch'io un vittima dell'italianizzazione, che in
sè non è cattiva,
ma se implica la scomparsa del vero frutto della
nostra cultura, allora
negativo lo diventa.
L'intervista sotto riportata è la dimostrazione di
tutto ciò. La parlata
usata dal mio interlocutore è un chiaro "italiano
popolare" (italiano parlato
da semicolti che non hanno appreso correttamente le
regole della lingua),
cioè un misto tra siciliano e italiano, come fosse una
lingua che non è
nè l'una e nè l'altra; si nota come la persona cerca
il più possibile di
parlare il "raffinato" italiano, a discapito del
"rozzo e volgare" siciliano.
Intervista a ?mastru Pinu?
<< Allora, mastru Pinu, mi parli un po? della
raccolta dell?olive,
qunti tipi ci nn?è??
<< Al? Per raccogliere le olive bisogna essere
nel mese di novembre,
dopo? dopo ?le morte?, diàmo in dialetto nostro, dopo
?i morti?, e si
raccogliono
le olive. L?oliva la devi raccogliere quando è un po?
matura, perché poi,
quando va nel frantoio, no?, se ène cierba
[?#8747;ierba], l?oglio
[l?o#955;:o]
addiventa troppo acidità. Giust?? Allora, quand?è
matura, prima di tutto
che ni fai di più, quann?è matura, perché è? am? em?
bella nera, no? Poi,
ci sono tanti tipi di ulìve [u?live]: c?è pè? quella?
nuatri ci ?cemu in
dialetto a bianc? ?a bianculina? [ab:ianku?lina], c?è
poi ?a ggirasola?
[ad:3ira?sola], poi c?ène? e? abbiamo attru tipo di
alive [a?live], quella
grossa che se fa? eeh? salata, pes? àvutra che scacci
[?skat:#8747;i] e
tutti ?sti cose; poi pèrreee? pèrre l?ulive? eh? >>
<< Come si chiama ?st?oliva non se lo ricorda? >>
<< Chi? >>
<< Questa che ha detto ultima. >>
<< Eeh? l?urtima no mmi ricordo, che è un alive
[una?livæ] grossa?
grossa?ep? che solo non fa olio [?olio], olio [?olio]
non ne fa, eh! Solo
per mangiare, quell?aliva? ?mpiù?glu? Ah, ?nebba?
[?neb:a] si chiama. >>
<< Ah, ?nebba? >>
<< Oliva [o?liva] ?anebba? [a?neb:a] >>
<< ?Anebba? >>
<< Sse, ?anèbba?. Solo pè mangiare, perché
l?oglio [l?o#955;o] lo
fa bel fino, bello fino, l?olio [l?olio] è ?na? una?
però ne fa poco. Allora,
il contadino, non ci conviene a mettere questa pianta
per fare l?oliva?li?
l?oglio [l?o#955;:o], no? Si? ci vente la pianta per
fare? raccogliere
e vèndela così all?ingrosso che per mangiare è buona,
perché queste si fanno
gro? belle grosse e poi si scàcciano
[?skat:#8747;ano], si mettono un po?
di? di aglio [?a#955;o], rrègano [?r:egano], e si? e
si van... ?Mmece quell?
attre? c?è quella nera, si fa cor sale [?sale]: si fa?
si raccoglie bella
matura nera, si? si mi? cci metti il sale sopra, la
fai stare tanti giorni,
e poi cumincia? quando è?la mesci? e cuminci a
mancialla. All?antica propria,
all?antica, i nostri nonni, quando ca era bella matura
che era già pronto,
prendevano la? la padella, ci mettevano un po? di olio
[?olio] e lo facevano
schipolare [skipo?lare] nella padella, così l?aliva
[la?liva] si untava
[un?tava] piena di òlio [?olio], no?, allora la
mettevano nei vasetti e
durava di più, perché, furbi, perché se te la
lasciàvudu senza nente faceva?
lo sai quando metti nei barattoli e fa quella cosa? la
muffa, comu si dice
in dialett?amu?eccu; mmece con l?oglio [l?o#955;o]
non ne fa muffa, e l?aliva
[la?liva] è sempre bella, e ti? te la mangi così?
così. Poi? non so? eeh?
>>
<< Si conserva meglio, và .>>
<< Si, si conserva meglio, si? Ver? noi? perché
dobbiamo? eh, così?
Poi, quelle? quelle che la vendono nei mercati, così,
quella è tutta un
àtro concentrato: ci mettono dei medicinali, pestare,
queste e tutti còsi,
?mmece nuàtri stamo? facemo a uso a? all?antica nostra
pi qquello che ho
detto io, capisti? Poi: l?albero? >>
<< E le olive che ha fatto? che d? che mi ha
descritto poco fa come
si chiamano queste? C?ha un? c?hanno un nome questo
tipo di olive? Queste
che facevano i suoi nonni? >>
<< Eh, a nera [a?nera], no?, la nera >>
<< Ah, semplicemente così, non? >>
<< L?oliva [lo?liva] nera, no?, e la cirasola
[la#8747;ira?sola],
la cosa? Qundo addiventa nera l?aliva [a?liva], no?,
tutti l?alive [a?live].
Per dire? perché c?è quella? mettiamo? quella più
piccola, pell?òglio
[?o#955;o]
no è bbona pè cconservalla, ?mmece questa se ne va?
anebba? queste? questa
grossa, poi c?ène? a cirasòla che vene un po? più
grossettina, quand?è bbella
matura ma? matura, iddi fanno? la scartano, no? >>
<< Si?>>
<< Va ch?ia? mica rice a pigghiano e mett?a
scarta megghiu megghiu,
e ssi fanno queste cose. Poi, quando c?è? poi c?è?
sono pure olive di? come
si dice? di rrazza [?r:at:sa], quelle buone,
selezionate. Ora, per dire,
non fanno? ora i mètteno? eh? l?olive non fanno più
all?antica: le mètteno
anche? a ttipo? come la? la uva, no?, capisti? I
mètteno per fare queste?
che ffanno solo pè vèndela? questi? questa uva?
questa? queste olive [o?live],
no? >>
<< Si, ho capito. >>
<< Ma è ?na olive [nao?livæ] buona. Poi c?è
ttanti? miscugli di rrazze,
capisci? Mica cinn?è uno, due, tre: ce n?abbiamo ?na
decina? ?na decina
di razze, pecché poi vengono? perché non so, ho
sentito dire che l?oliva
[lo?liva]? l?oliva [lo?liva] viene? no llo so? de?mh?
manco nê? in Italia
l?avèvono questa oliva [o?liva]: vène de un?attro?
n?attro Stato, che vinne
a piantalla ed a ttimpo dei rromani. >>
<< Addirittura! >>
<< Sii, a ttimpo dè rromani. Un?abbiamo nuàtri: i
rromani hanno piantato
quest?alive [a?livæ] in Italia, ?ca l?hanno portato là
per fare l?olio [l?olio]
e vvia di sti cose? cose. No, noi no a vène di
un?attro Paese, non? no llo
so io pecché nò? nò studio? nò studio tanto queste
cose? Hai capito? >>.
Attrezzi per ?arrimunnari?
<< Anche se lei magari non è? non è bravo, m?ha
detto, a arrimunnari,
però? come attrezzi, diciamo? >>
<< Noo, noo, coll?attrezzi [a?t:ret:si]? no, no,
no? >>
<< Come attrezz? come nomi di attrezzi, diciamo.
Come..? >>
<< No, io attrezzi, si po? pènti? rici? ricèmu
nuàtri ?u sirràcola
a ccoda di sorci?
[usi#383;:ak lak:odadi?sor#8747;i], alla? ?n tempi
antichi, ?a fòrbicia?
[a?forbi#8747;a], a fòrbicia e ?a rrunca? [a?r:unka]
>>
<< Cos?e la runca? >>
<< A rrunca ène? Se la vuoi te la faccio vedere,
e? L?haiu io... là
ce l?haiu la rrunca >>
<< Ah, si? Eh, va bene, si >>
<questa? arrimunnàvanu
[a#383;:imu?n:avanu] co? questa, facevano un taglio
tutti? cù questa: questa
è la propia dei vecchi, dei nonni, cient?anni, sempre
questa qua. E un
serràcolo
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[ak:odadi?sort#8747;i]: è
pìniru finu finu cusì, u viri? Si, quello llà.
So? questi dui quà c?erano: non ce n?erano più. Questa
è l?unica di cient?anni
fa questa? cò questa ccà arrimunnavano. >>
<< Cent?anni fa! >>
<< Si, si, questa?ah? si chiama rrunca: noi nni?.
in dialetto ricèmu
rrunca, io no llo so?>>
<< No, no? È così? Me lo deve dire in dialetto
lei, è questo il fatto?
>>
<< Dicevano ?runca?? io? i mèi nonni ricèvano
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>>
<< È un serracolo che? è un quanto dò dita, no?,
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<< A ttipo sega, no? L?ha visto te? Ma all?antica
all?antica c?erano
quelle, col manico torto propia torto. Ora ci sono
quelle moderne, propria
curvato così è? (????).
Questa qua (parlando della ?rrunca?) è lla?
Questa qua quannu era propia
affilata per bene tu ti cci potevi fare la barba,
eh!... Stamo attento!
Noo? >>
<< Posso vederla? >>
<< Sii: que? chista, quanno è? quanno è affilata
per bene, questa ci
puoi fare a barba, questo quà. (????), capisti? Poi
avevano, vedi, queste
quà, la fai? all?urtimo facevano idde (preso un nuovo
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movimento da fare per rendere
la lama tagliente) >>
<< Ah, per affilarla!>>
<< Si.>>
<< E questa come si chiama? >>
<< Questa una ?mola? [?mola], no?, una mola di
terra? che fanno quanno
ti fàinno la carne, sai? Un na canùsci?? >>
<< Si, si, si, si, si, si! >>
<< E quella è u ste? u stessu così, che? a
capisti? >>
<< Di cosa è fatta? >>
<< Questa è d?una terr? una petra speciale, non
lo so? cosa è? >>
<< Ho capito, si. Di pietra, comunque? >>
<< Eh, di pietra è. Questa è propia? questa qua.
Questa è che rico?
questa, e quello ch? ho detto, è pòpio originale? >>
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(?????)
E c?è la fòrbicia. Anche? questa quà è la
fòrbicia. Anche questa dei
tempi antichi? c?era anche questa qua, e questi quà.
Que? Sono uno, due
e tre? e quello? cosa? Queste tre erano i più
?mportanti tutti. Ora, per
dì, su moderni: ciò quell?artro grosso grosso qua?
qua, questo ora, no?,
vedi? E anche queste qua (prende in mano una grossa
forbice moderna) per
fare le vigne, questa qua l?adopero, la fòrbice
[la?forbi#8747;e] >>
<< Certo.>>
<< E c?è ora? che cosa c?è questo, viri? Ora c?è
questo grosso: questi
moderni ccà, che pigghi e cinn?erano più grosse >>
<< Queste forbici così grosse?>>
<< Queste fòrbici più grosse? >>
<< E queste tagliano più facilmente, si. >>
<< Si, abbastanza, più grosse? da? per dì se
questo tagghia già? chistu
ccà u tagghia ggià (mi mostra un ramo spesso qualche
centimetro) >>
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<< Capisti? >>
<< Si, si. >>
<< E cci nn?è più grosse ancora di questi, sono
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abbascianza
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Caro studente di Benidemoetnoantropologici e , quasi certamente collega di mia figlia che questo corso di laurea segue ( è al terzo anno e forse tua collega) .
La tua lettera mi commuave e dovrebbe, dico dovrebbe , fara capire che i dialetti sono , è vero, una ricchezza ed un patrimonio da non abbandonare. In effetti questo lo si fa ma non si può nel contempo impedire l'evoluzione e la modificazione del linguaggio. Il tuo contadino ( anche mia figlia ha condotto un'analoga intervista) con il suo linguaggio non è altro che la dimostrazione dell'evoluzione (in termini assai poveri ed assolutamente irrispettosi della grammatica e della sintassi) della lingua.
Forse che oggi tu o io ci esprimiamo, in quella che si chiama lingua italiana, con lo stesso registro usato da Dante , Petraca e Guicciardini?
No di certo ! e poi tieni presente che i fruitori e partecipanti di questa lista sono , in genere, nipoti di emigranti che hanno cristallizzato il loro linguaggio, puoi capire !..... Ma quello che ancor più mi disturba è la politicizzazione di certi atteggiamenti ( innocenti da parte dei forumisti ma un poco meno da Parte di chi il forum ha avviato).
La rivalsa di un certo linguaggio è alla base di una rivendicazione politica che si appoggia ad ispirazioni indipendentistiche: Baschi, Irlandesi, Scozzesi ed ora anche leghisti italiani ( del nord e del sud, soprattutto del nord) . Gente che prima, nel 1860 ha fortemente voluto una unificazione, finanziandola, e adesso non la vuole più, perchè non conviene economicamente....soprattutto al nord).
Andiamoci piano con queste rivendicazioni....sono sempre a discapito del popolo....E' sempre il popolo basso che paga...
Il nostro dialetto ( o lingua, chiamiamola come vogliamo) non è dimenticato, anzi probabilmente ha influito molto più di altri nel comune parlare degli "italiani" ( ti ricordo che la maggior parte degli scrittori italiani di fama mondiale sono siciliani ed essi scrivono adoperando un italiano molto particolare, che si avvale di termini e , a volte, di costrutti " dialettali"). Come ben sai poi non è affatto trascurato negli studi .... sia inferiori che superiori, e allora a che serve questo accanimento? E' solo politico ! Tende a formare , per l'ennesima volta, un partito separatista che però allo stato dell'arte, a noi, politicamente, non serve, perchè ci precipiterebbe in una condizione economica e sociale "anteguerra". Questo sicuramente lo sanno Buttitta e Matranga.
Ciao e auguri
fara Lingua Siciliana <linguasiciliana@...> wrote:
Sono uno studente in Beni Demoetnoantropologici all'Università di Palermo, e ho attuato una breve ricerca dialettologica ad un contadino di San Giuseppe Jato (Palermo), sotto la guida del prof. Matranga, insegnate di Linguistica italiana e collaboratore del Preside della Facoltà di Lettere e insegnante di Laboratorio di dialettologia prof. Ruffino. "Spulciando" internet ho scoperto questo vostro sito e il tentativo ammirevole di valorizzare il siciliano come lingua (anche se linguisticamente è un dialetto), e quindi come cultura, dato che ogni lingua o dialetto rappresenta una cultura, un popolo, una storia. Il mio scopo qui è quello di denunciare vivamente un purtroppo netto decadimento dell'uso del siciliano in favore dell'italiano (lingua fiorentina trecentesca letteraria), proposta come lingua nazionale già da alcuni
intellettuali nel XVI sec., ed è per me inconcepibile pensare come "mia" una lingua che in effetti "mia" non è, anche se purtroppo sono anch'io un vittima dell'italianizzazione, che in sè non è cattiva, ma se implica la scomparsa del vero frutto della nostra cultura, allora negativo lo diventa.
L'intervista sotto riportata è la dimostrazione di tutto ciò. La parlata usata dal mio interlocutore è un chiaro "italiano popolare" (italiano parlato da semicolti che non hanno appreso correttamente le regole della lingua), cioè un misto tra siciliano e italiano, come fosse una lingua che non è nè l'una e nè l'altra; si nota come la persona cerca il più possibile di parlare il "raffinato" italiano, a discapito del "rozzo e volgare" siciliano.
Intervista a ?mastru Pinu?
<< Allora, mastru Pinu, mi parli un po? della raccolta dell?olive, qunti tipi ci nn?è?? << Al? Per raccogliere le olive
bisogna essere nel mese di novembre, dopo? dopo ?le morte?, diàmo in dialetto nostro, dopo ?i morti?, e si raccogliono le olive. L?oliva la devi raccogliere quando è un po? matura, perché poi, quando va nel frantoio, no?, se ène cierba [?∫ierba], l?oglio [l?oλ:o] addiventa troppo acidità. Giust?? Allora, quand?è matura, prima di tutto che ni fai di più, quann?è matura, perché è? am? em? bella nera, no? Poi, ci sono tanti tipi di ulìve [u?live]: c?è pè? quella? nuatri ci ?cemu in dialetto a bianc? ?a bianculina? [ab:ianku?lina], c?è poi ?a ggirasola? [ad:3ira?sola], poi c?ène? e? abbiamo attru tipo di alive [a?live], quella grossa che se fa? eeh? salata, pes? àvutra che scacci [?skat:∫i] e tutti ?sti cose; poi pèrreee? pèrre l?ulive? eh? >> << Come si chiama ?st?oliva non se lo ricorda? >>
<< Chi? >> << Questa che ha detto ultima. >> <<
Eeh? l?urtima no mmi ricordo, che è un alive [una?livæ] grossa? grossa?ep? che solo non fa olio [?olio], olio [?olio] non ne fa, eh! Solo per mangiare, quell?aliva? ?mpiù?glu? Ah, ?nebba? [?neb:a] si chiama. >>
<< Ah, ?nebba? >> << Oliva [o?liva] ?anebba? [a?neb:a] >> << ?Anebba? >> << Sse, ?anèbba?. Solo pè mangiare, perché l?oglio [l?oλo] lo fa bel fino, bello fino, l?olio [l?olio] è ?na? una? però ne fa poco. Allora, il contadino, non ci conviene a mettere questa pianta per fare l?oliva?li? l?oglio [l?oλ:o], no? Si? ci vente la pianta per fare? raccogliere e vèndela così all?ingrosso che per mangiare è buona, perché queste si fanno gro? belle grosse e poi si scàcciano [?skat:∫ano], si mettono un po? di? di aglio [?aλo], rrègano [?r:egano], e si? e si van... ?Mmece quell? attre? c?è quella nera, si fa cor sale [?sale]: si fa? si
raccoglie bella matura nera, si? si mi? cci metti il sale sopra, la fai stare tanti giorni, e poi cumincia? quando è?la mesci? e cuminci a mancialla. All?antica propria, all?antica, i nostri nonni, quando ca era bella matura che era già pronto, prendevano la? la padella, ci mettevano un po? di olio [?olio] e lo facevano schipolare [skipo?lare] nella padella, così l?aliva [la?liva] si untava [un?tava] piena di òlio [?olio], no?, allora la mettevano nei vasetti e durava di più, perché, furbi, perché se te la lasciàvudu senza nente faceva? lo sai quando metti nei barattoli e fa quella cosa? la muffa, comu si dice in dialett?amu?eccu; mmece con l?oglio [l?oλo] non ne fa muffa, e l?aliva [la?liva] è sempre bella, e ti? te la mangi così? così. Poi? non so? eeh? >> << Si conserva meglio, và .>> << Si, si conserva meglio, si? Ver? noi? perché dobbiamo? eh, così? Poi, quelle? quelle che
la vendono nei mercati, così, quella è tutta un àtro concentrato: ci mettono dei medicinali, pestare, queste e tutti còsi, ?mmece nuàtri stamo? facemo a uso a? all?antica nostra pi qquello che ho detto io, capisti? Poi: l?albero? >> << E le olive che ha fatto? che d? che mi ha descritto poco fa come si chiamano queste? C?ha un? c?hanno un nome questo tipo di olive? Queste che facevano i suoi nonni? >> << Eh, a nera [a?nera], no?, la nera >> << Ah, semplicemente così, non? >> << L?oliva [lo?liva] nera, no?, e la cirasola [la∫ira?sola], la cosa? Qundo addiventa nera l?aliva [a?liva], no?, tutti l?alive [a?live]. Per dire? perché c?è quella? mettiamo? quella più piccola, pell?òglio [?oλo] no è bbona pè cconservalla, ?mmece questa se ne va? anebba? queste? questa grossa, poi c?ène? a cirasòla che vene un po? più grossettina, quand?è bbella matura ma?
matura, iddi fanno? la scartano, no? >> << Si?>> << Va ch?ia? mica rice a pigghiano e mett?a scarta megghiu megghiu, e ssi fanno queste cose. Poi, quando c?è? poi c?è? sono pure olive di? come si dice? di rrazza [?r:at:sa], quelle buone, selezionate. Ora, per dire, non fanno? ora i mètteno? eh? l?olive non fanno più all?antica: le mètteno anche? a ttipo? come la? la uva, no?, capisti? I mètteno per fare queste? che ffanno solo pè vèndela? questi? questa uva? questa? queste olive [o?live], no? >> << Si, ho capito. >> << Ma è ?na olive [nao?livæ] buona. Poi c?è ttanti? miscugli di rrazze, capisci? Mica cinn?è uno, due, tre: ce n?abbiamo ?na decina? ?na decina di razze, pecché poi vengono? perché non so, ho sentito dire che l?oliva [lo?liva]? l?oliva [lo?liva] viene? no llo so? de?mh? manco nê? in Italia l?avèvono questa oliva [o?liva]: vène de
un?attro? n?attro Stato, che vinne a piantalla ed a ttimpo dei rromani. >> << Addirittura! >> << Sii, a ttimpo dè rromani. Un?abbiamo nuàtri: i rromani hanno piantato quest?alive [a?livæ] in Italia, ?ca l?hanno portato là per fare l?olio [l?olio] e vvia di sti cose? cose. No, noi no a vène di un?attro Paese, non? no llo so io pecché nò? nò studio? nò studio tanto queste cose? Hai capito? >>.
Non ho visto il tuo nome se l'hai lasciato. Scusa ma ti devo scrivere in siciliano perché è la mia lingua preferita e lo scrivo meglio. Spero che lo capisci. Allura, ricivivu la to littra e vogghiu dìciri dui cosi. Unu, visi ca scrivisti ca nuiatri trattamu lu sicilianu comu na lincua 'anche se linguisticamente è un dialetto'. Nun sacciu zoccu voi dìciri cuannu dici 'linguisticamente' parò sacciu iu ca lu sicilianu è viramenti na lincua. Unn'è nu dialettu di talianu. Oggi si cci cunsidira d'èssiri nu dialettu picchì la lincua ufficiali è talianu, pirciò tutti l'autri su' abbasciati a dialetti. Nn'u casu di sicilianu, chistu unn'è iustu. Macari vulisti dìciri accussì e nun ti capivu l'italianu. Nun lu sacciu. Dui, vogghiu dìciri ca nun mi pracìu ddu testu ca mannasti zoccu è miscatu talianu e sicilianu. Si vidi ca è maiuramenti talianu e puru nun mi praci cuannu lu sicilianu si misca cu talianu. Chistu
voli dìciri ca lu sicilianu sta murennu. E dicisti tu 'un misto tra siciliano e italiano, come fosse una lingua che non è nè l'una e nè l'altra', ma ti vogghiu dìciri ca mancu è lincua. Chistu sicuramenti è nu dialettu. Parò comu dissi, lu sicilianu veru, senza tutti li palori taliani, è na lincua vera. Allura, ti lassu. 'Ssà binidica,
Sono uno studente in Beni Demoetnoantropologici
all'Università di Palermo,
e ho attuato una breve ricerca dialettologica ad un
contadino di San Giuseppe
Jato (Palermo), sotto la guida del prof. Matranga,
insegnate di Linguistica
italiana e collaboratore del Preside della Facoltà di
Lettere e insegnante
di Laboratorio di dialettologia prof. Ruffino.
"Spulciando" internet ho scoperto questo vostro sito e
il tentativo ammirevole
di valorizzare il siciliano come lingua (anche se
linguisticamente è un
dialetto), e quindi come cultura, dato che ogni lingua
o dialetto rappresenta
una cultura, un popolo, una storia. Il mio scopo qui è
quello di denunciare
vivamente un purtroppo netto decadimento dell'uso del
siciliano in favore
dell'italiano (lingua fiorentina trecentesca
letteraria), proposta come
lingua nazionale già da alcuni intellettuali nel XVI
sec., ed è per me
inconcepibile
pensare come "mia" una lingua che in effetti "mia" non
è, anche se purtroppo
sono anch'io un vittima dell'italianizzazione, che in
sè non è cattiva,
ma se implica la scomparsa del vero frutto della
nostra cultura, allora
negativo lo diventa.
L'intervista sotto riportata è la dimostrazione di
tutto ciò. La parlata
usata dal mio interlocutore è un chiaro "italiano
popolare" (italiano parlato
da semicolti che non hanno appreso correttamente le
regole della lingua),
cioè un misto tra siciliano e italiano, come fosse una
lingua che non è
nè l'una e nè l'altra; si nota come la persona cerca
il più possibile di
parlare il "raffinato" italiano, a discapito del
"rozzo e volgare" siciliano.
Intervista a ?mastru Pinu?
<< Allora, mastru Pinu, mi parli un po? della
raccolta dell?olive,
qunti tipi ci nn?è??
<< Al? Per raccogliere le olive bisogna essere
nel mese di novembre,
dopo? dopo ?le morte?, diàmo in dialetto nostro, dopo
?i morti?, e si
raccogliono
le olive. L?oliva la devi raccogliere quando è un po?
matura, perché poi,
quando va nel frantoio, no?, se ène cierba
[?∫ierba], l?oglio
[l?oλ:o]
addiventa troppo acidità. Giust?? Allora, quand?è
matura, prima di tutto
che ni fai di più, quann?è matura, perché è? am? em?
bella nera, no? Poi,
ci sono tanti tipi di ulìve [u?live]: c?è pè? quella?
nuatri ci ?cemu in
dialetto a bianc? ?a bianculina? [ab:ianku?lina], c?è
poi ?a ggirasola?
[ad:3ira?sola], poi c?ène? e? abbiamo attru tipo di
alive [a?live], quella
grossa che se fa? eeh? salata, pes? àvutra che scacci
[?skat:∫i] e
tutti ?sti cose; poi pèrreee? pèrre l?ulive? eh? >>
<< Come si chiama ?st?oliva non se lo ricorda? >>
<< Chi? >>
<< Questa che ha detto ultima. >>
<< Eeh? l?urtima no mmi ricordo, che è un alive
[una?livæ] grossa?
grossa?ep? che solo non fa olio [?olio], olio [?olio]
non ne fa, eh! Solo
per mangiare, quell?aliva? ?mpiù?glu? Ah, ?nebba?
[?neb:a] si chiama. >>
<< Ah, ?nebba? >>
<< Oliva [o?liva] ?anebba? [a?neb:a] >>
<< ?Anebba? >>
<< Sse, ?anèbba?. Solo pè mangiare, perché
l?oglio [l?oλo] lo
fa bel fino, bello fino, l?olio [l?olio] è ?na? una?
però ne fa poco. Allora,
il contadino, non ci conviene a mettere questa pianta
per fare l?oliva?li?
l?oglio [l?oλ:o], no? Si? ci vente la pianta per
fare? raccogliere
e vèndela così all?ingrosso che per mangiare è buona,
perché queste si fanno
gro? belle grosse e poi si scàcciano
[?skat:∫ano], si mettono un po?
di? di aglio [?aλo], rrègano [?r:egano], e si? e
si van... ?Mmece quell?
attre? c?è quella nera, si fa cor sale [?sale]: si fa?
si raccoglie bella
matura nera, si? si mi? cci metti il sale sopra, la
fai stare tanti giorni,
e poi cumincia? quando è?la mesci? e cuminci a
mancialla. All?antica propria,
all?antica, i nostri nonni, quando ca era bella matura
che era già pronto,
prendevano la? la padella, ci mettevano un po? di olio
[?olio] e lo facevano
schipolare [skipo?lare] nella padella, così l?aliva
[la?liva] si untava
[un?tava] piena di òlio [?olio], no?, allora la
mettevano nei vasetti e
durava di più, perché, furbi, perché se te la
lasciàvudu senza nente faceva?
lo sai quando metti nei barattoli e fa quella cosa? la
muffa, comu si dice
in dialett?amu?eccu; mmece con l?oglio [l?oλo]
non ne fa muffa, e l?aliva
[la?liva] è sempre bella, e ti? te la mangi così?
così. Poi? non so? eeh?
>>
<< Si conserva meglio, và .>>
<< Si, si conserva meglio, si? Ver? noi? perché
dobbiamo? eh, così?
Poi, quelle? quelle che la vendono nei mercati, così,
quella è tutta un
àtro concentrato: ci mettono dei medicinali, pestare,
queste e tutti còsi,
?mmece nuàtri stamo? facemo a uso a? all?antica nostra
pi qquello che ho
detto io, capisti? Poi: l?albero? >>
<< E le olive che ha fatto? che d? che mi ha
descritto poco fa come
si chiamano queste? C?ha un? c?hanno un nome questo
tipo di olive? Queste
che facevano i suoi nonni? >>
<< Eh, a nera [a?nera], no?, la nera >>
<< Ah, semplicemente così, non? >>
<< L?oliva [lo?liva] nera, no?, e la cirasola
[la∫ira?sola],
la cosa? Qundo addiventa nera l?aliva [a?liva], no?,
tutti l?alive [a?live].
Per dire? perché c?è quella? mettiamo? quella più
piccola, pell?òglio
[?oλo]
no è bbona pè cconservalla, ?mmece questa se ne va?
anebba? queste? questa
grossa, poi c?ène? a cirasòla che vene un po? più
grossettina, quand?è bbella
matura ma? matura, iddi fanno? la scartano, no? >>
<< Si?>>
<< Va ch?ia? mica rice a pigghiano e mett?a
scarta megghiu megghiu,
e ssi fanno queste cose. Poi, quando c?è? poi c?è?
sono pure olive di? come
si dice? di rrazza [?r:at:sa], quelle buone,
selezionate. Ora, per dire,
non fanno? ora i mètteno? eh? l?olive non fanno più
all?antica: le mètteno
anche? a ttipo? come la? la uva, no?, capisti? I
mètteno per fare queste?
che ffanno solo pè vèndela? questi? questa uva?
questa? queste olive [o?live],
no? >>
<< Si, ho capito. >>
<< Ma è ?na olive [nao?livæ] buona. Poi c?è
ttanti? miscugli di rrazze,
capisci? Mica cinn?è uno, due, tre: ce n?abbiamo ?na
decina? ?na decina
di razze, pecché poi vengono? perché non so, ho
sentito dire che l?oliva
[lo?liva]? l?oliva [lo?liva] viene? no llo so? de?mh?
manco nê? in Italia
l?avèvono questa oliva [o?liva]: vène de un?attro?
n?attro Stato, che vinne
a piantalla ed a ttimpo dei rromani. >>
<< Addirittura! >>
<< Sii, a ttimpo dè rromani. Un?abbiamo nuàtri: i
rromani hanno piantato
quest?alive [a?livæ] in Italia, ?ca l?hanno portato là
per fare l?olio [l?olio]
e vvia di sti cose? cose. No, noi no a vène di
un?attro Paese, non? no llo
so io pecché nò? nò studio? nò studio tanto queste
cose? Hai capito? >>.
Attrezzi per ?arrimunnari?
<< Anche se lei magari non è? non è bravo, m?ha
detto, a arrimunnari,
però? come attrezzi, diciamo? >>
<< Noo, noo, coll?attrezzi [a?t:ret:si]? no, no,
no? >>
<< Come attrezz? come nomi di attrezzi, diciamo.
Come..? >>
<< No, io attrezzi, si po? pènti? rici? ricèmu
nuàtri ?u sirràcola
a ccoda di sorci?
[usiſ:ak lak:odadi?sor∫i], alla? ?n tempi
antichi, ?a fòrbicia?
[a?forbi∫a], a fòrbicia e ?a rrunca? [a?r:unka]
>>
<< Cos?e la runca? >>
<< A rrunca ène? Se la vuoi te la faccio vedere,
e? L?haiu io... là
ce l?haiu la rrunca >>
<< Ah, si? Eh, va bene, si >>
<<A ?rrunca?? in dialetto poi? Questa? questa?
questa? arrimunnàvanu
[aſ:imu?n:avanu] co? questa, facevano un taglio
tutti? cù questa: questa
è la propia dei vecchi, dei nonni, cient?anni, sempre
questa qua. E un
serràcolo
[unse?r:akolo] che si chiama a ccoda di sorci
[ak:odadi?sort∫i]: è
pìniru finu finu cusì, u viri? Si, quello llà.
So? questi dui quà c?erano: non ce n?erano più. Questa
è l?unica di cient?anni
fa questa? cò questa ccà arrimunnavano. >>
<< Cent?anni fa! >>
<< Si, si, questa?ah? si chiama rrunca: noi nni?.
in dialetto ricèmu
rrunca, io no llo so?>>
<< No, no? È così? Me lo deve dire in dialetto
lei, è questo il fatto?
>>
<< Dicevano ?runca?? io? i mèi nonni ricèvano
?rrunca?, mio padre ricea
?rrunca? e ?rrunca? rè ddicu iu! No llo so? E poi il
serràcolo, cci ricemo
nò? a ccuda di topo [ak:udadi?topo] >>
<< Ma, com?è fatta questa? Me la può descrivere?
>>
<< È un serracolo che? è un quanto dò dita, no?,
dò dita, e poi và
ffinisci cù un pezzo di quaran? no, trenta, accussì,
trenta, venticinco-trenta
e finisci propia? affino affino, pocu cumma? re un
po?? >>
<< Ah, ho capito, si. Tipo sega? >>
<< A ttipo sega, no? L?ha visto te? Ma all?antica
all?antica c?erano
quelle, col manico torto propia torto. Ora ci sono
quelle moderne, propria
curvato così è? (????).
Questa qua (parlando della ?rrunca?) è lla?
Questa qua quannu era propia
affilata per bene tu ti cci potevi fare la barba,
eh!... Stamo attento!
Noo? >>
<< Posso vederla? >>
<< Sii: que? chista, quanno è? quanno è affilata
per bene, questa ci
puoi fare a barba, questo quà. (????), capisti? Poi
avevano, vedi, queste
quà, la fai? all?urtimo facevano idde (preso un nuovo
oggetto che serve
ad affilare la lama, l?informatore mi mostra il
movimento da fare per rendere
la lama tagliente) >>
<< Ah, per affilarla!>>
<< Si.>>
<< E questa come si chiama? >>
<< Questa una ?mola? [?mola], no?, una mola di
terra? che fanno quanno
ti fàinno la carne, sai? Un na canùsci?? >>
<< Si, si, si, si, si, si! >>
<< E quella è u ste? u stessu così, che? a
capisti? >>
<< Di cosa è fatta? >>
<< Questa è d?una terr? una petra speciale, non
lo so? cosa è? >>
<< Ho capito, si. Di pietra, comunque? >>
<< Eh, di pietra è. Questa è propia? questa qua.
Questa è che rico?
questa, e quello ch? ho detto, è pòpio originale? >>
<< ?per arrimunnare. >>
<< Sii, pè i vecchi? vecchi tempi, questi qua.
(?????)
E c?è la fòrbicia. Anche? questa quà è la
fòrbicia. Anche questa dei
tempi antichi? c?era anche questa qua, e questi quà.
Que? Sono uno, due
e tre? e quello? cosa? Queste tre erano i più
?mportanti tutti. Ora, per
dì, su moderni: ciò quell?artro grosso grosso qua?
qua, questo ora, no?,
vedi? E anche queste qua (prende in mano una grossa
forbice moderna) per
fare le vigne, questa qua l?adopero, la fòrbice
[la?forbi∫e] >>
<< Certo.>>
<< E c?è ora? che cosa c?è questo, viri? Ora c?è
questo grosso: questi
moderni ccà, che pigghi e cinn?erano più grosse >>
<< Queste forbici così grosse?>>
<< Queste fòrbici più grosse? >>
<< E queste tagliano più facilmente, si. >>
<< Si, abbastanza, più grosse? da? per dì se
questo tagghia già? chistu
ccà u tagghia ggià (mi mostra un ramo spesso qualche
centimetro) >>
<< Si, si, lo so. >>
<< Capisti? >>
<< Si, si. >>
<< E cci nn?è più grosse ancora di questi, sono
que? e? taglienti
abbascianza
[ab:a?∫:antsa], ma quelle e? sono? questi tre?
due qua, e quello di?
e quell?attro, e basta, non ce nn?è più?
dall?antichità e questo qua. >>.
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Salve a tutti,
sono un linguista, lavoro all'Università di Padova, non sono siciliano, ma =
per studio e per
passione mi interesso della Sicilia e delle diverse parlateSiciliane.
In particolare mi interesso della Sicilia orientale, e specialmente dei dia=
letti Messinesi, che
mi affascinano per come conservano ancora tratti linguistici greci.
Se qui c'è qualcuno originario della provincia di Messina che avrebbe piace=
re ad aiutarmi
nelle mie ricerche, magari compilando un breve questionario che ho preparat=
o, vi prego
contattatemi!
A parte i miei interessi linguistici, mi interessa anche tutta la produzion=
e letteraria in
messinese: racconti, poesie, canzoni .. se sapete poesie o canzoni in messi=
nese, fatemi
sapere!
come si dice? Mi ti cumpagna u Signuri!
grazie a tutti
federico damonte
Questa è la premessa di un interessante libro sulla Sicilia che sto traducendo
dal tedesco
Vi interessa?
L?enigma Sicilia ? Premessa
Fra il meraviglioso gioco di colori sulla riva del mare amorevolmente soleggiata
e gli spaventosi tumulti sotterranei provenienti dalle fauci di fuoco dei
vulcani, il fumo delle fumarole, il bollore dei fanghi e delle acque termali
e le evaporazioni delle solfatare si sente la tensione della drammaticità
delle attività creatrici naturali nelle quotidine ripercussioni che si sfogano
in Sicilia. Ad essi le generazioni passate hanno aggiunto quelle opere
architettoniche,
oggi in rovina, la cui tensione drammatica si estende dalla maiestà dei
templi greci fino all?intimo calore dei mosaici del primo periodo del
cristianesimo.
L?enigma dell? effetto sovrapposto di questo mondo di immagini si diffonde
oggi tramite esperienze e relazioni di viaggi, e opere fotografiche, in
tutto il mondo culturale. L?enigmatica impressione fotografica si è schiarita
di poco da quanto ci raccontano i tesori rinvenuti negli archivi e nelle
biblioteche. Forse qualche oscurità si è oscurata ancora di più e qualche
nebbia si è resa più densa dalla incomprensibilità dalla spenta presa di
coscienza che si ricava dai testi ritrovati.
Solo dopo una interiore illuminazione tramite le leggi cosmiche e l?evoluzione
umana si può ridare vita alle vecchie immagini. Ma queste leggi devono essere,
esse stesse, disponibili in una forma nuova, in modo che siano accessibile
alla moderna ragione umana. In forma archetipica ed esemplare le leggi
dell?elevoluzione
scoperte da Rudolf Steiner si possono trovare nelle sue pubblicazioni di
scienze spirituali.
Decenni fa, alla luce dei risultati di Rudolf Stainer riferiti alla globalità
del mondo moderno, ho cercato di chiarire la natura precipua della storia
siciliana. A causa dell?affievolimento dell?interesse generale per la Sicilia,
dovuto a cause esterne, un impegno del genere non ha potuto portare che
ad un manoscritto. Oggi sembra che sia diventato di nuovo attuale per il
fatto che il suo contenuto, il suo valore e il suo significato in molte
rappresentazioni moderne del mondo siciliano che si muovono nell?immaginario
potrebbe accrescersi. La pubblicazione viene tentata per i succitati motivi,
anche se la presente metodica di rappresentazione può comprensibilmente
suscitare critiche.
Si è cercato di seguire le linee guida marcate dalle rovine conservate nei
vari capitoli del libro. Con ciò agli incroci, in cui si incontrano le fili
del tessuto, si ritrovano, su diverse fila, le stesse immagini. Se non si
porge attenzione al fatto che queste immagini come le lettere prendono in
una parola un significato diverso da un?altra, possono essere percepiti
come stucchevoli ripetitivi. Una seconda difficoltà risulta dalla peculiarità
della storia siciliana, che scorre in una successione di situazioni
assolutamente
caotiche e periodi tali, in cui con un sovrumano spiegamento di forze si
tende a raggiungere un sociale ordine di benessere. Se si vuole dirigere
la prosepettiva dallo sfondo del caos sulla dominazione e sulle forze di
ordinamento, si riscontra la necessità di addurre una miriade di particolari,
che potrebbe essere vista come un semplice fardello.
I particolari decorsi della evoluzione siciliana hanno la loro motivazione
nel fatto che sull?isola, posta al baricentro della regione del Mediterraneo,
si irradiano tutti gli avvenimenti che si susseguono sulla costa del Mar
Mediterraneo. I riflessi che emamano dal punto di focalizzazione non vengono
però trattenuti dalle coste mediterranee, bensì permeano l?intero mondo
culturale.
Con ciò viene affermato allo stesso tempo, che lo sviluppo delle attività
culturali creatrici in Sicilia si è dovuto limitare ai secoli che vanno
dall?VIII a.C, al XV d.C.
Allo stesso tempo viene con ciò accettato, che le strapotenti figure di
condottieri che fuoriescono dal processo di divenire, non potevano essere
più veicoli di forze eroiche primordiali e neanche rappresentanti di una
umana drammaticità moderna. L?incosciente essere compresi in un tessuto
storico in cui non è penetrata la coscienza umana prevale e va a coprire
i più potenti sforzi di un pensiero e di un volere personali.
Questi sforzi sono, ciononostante, indicativi. Si muovono però sempre fra
i pericoli, che si manifestino essi stessi ancora dai postumi fosforescenti
del processo storico di allora. Il mago Cagliostro che, alla fine del XVIII
secolo brillava alle corti dei Re d?Europa e nei loro istituti scientifici,
e i capi dell?odierno sottomondo americano provenienti dalla Sicilia hanno
mostrato allo sbigottito mondo contemporaneo, quali effetti rivoluzionari
possono avere figure brutali inferiori per la razza umana. Una volta tramite
loro venivano chiamate a testimoniare nell?uomo le migliori forze costruttive
a possenti sforzi per il futuro.
Erlesheim, nel febbraio 1962 Friedrich Häusler
Ciau amici,
Mentri stavu ligennu stu doccumentu assai ntirissanti nu pinzeru mi
vinni. Tanti riggiuni taliani nun hannu l'autonomia comu la
sicilia. Puru cci su li riggiuni unni li lingui lucali su'
ufficiali e unni li lingui hannu li diritti ligali. La me' dumanna
va acussi`.. picchi` li partiti politichi siciliani nun fannu cosa
li autri partiti sardi o partiti tiroli o partiti fruli fannu?
Sacciu ca li politici siciliani nun fannu nenti. Ma si esistunu li
partiti spiciali pi diritti siciliani, picchi` li oggettivi nun
ncludunu li cosi di la lingua siciliana. Li canusciu di l'FNS
(www.fns.it), puru Il partito siciliano (www.sicilianisti.com) ma
nun fannu nenti di lingui. Picchi`? Si lu guvernu talianu ni
dunanu li diritti pi li lingui, picch` li siciliani hannu pirdutu
l'oppurtunitati mentri lu Sard, e li autri lingui hannu li diritti?
Chistu e` na cosa tristi. Ora ntra l'uniuni eurupei cci su' li idii
pi faciri ufficiali a lu parramentu eurupeu li lingui Catalanu,
Baschi, Welsh, ecc. Di novu, picchi` la Talia sempri va chianu
chianu cu li cosi mentri li autri nazziuni va avanti cu li diritti
linguistici? Chi vrigugna!
--- In Linguasiciliana@yahoogroups.com,
Linguasiciliana@yahoogroups.com ha scritto:
>
> Ciao,
>
> desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
> Linguasiciliana, troverai un nuovo file appena caricato.
>
> File : /il dialetto siciliano fra passato e futuro.doc
> Caricato da : am_k2002 <am_k2002@y...>
> Descrizione : Tesi di laurea
>
> Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
> http://it.groups.yahoo.com/group/Linguasiciliana/files/il%
20dialetto%20siciliano%20fra%20passato%20e%20futuro.doc
>
> Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
> iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al
seguente
> indirizzo:
> http://help.yahoo.com/help/it/groups/files
>
>
> Cordiali saluti,
>
> am_k2002 <am_k2002@y...>
Mi rallegro che ci sono persone che come voi hanno a
cuore le tematiche dellla Sicilia.
Da siciliano internazionale, apprendendo nuove lingue
e avendo contatti con nuove culture, mi sento
orgoglioso di essere siciliano. Mi sono reso conto
della nostra storia, del sicilian melting-pot avvenuto
migliaia di anni fa, dei cambiamenti dei siciliani
attraverso guerre, dominazioni e religioni.
La nostra lingua raccoglie e conserva molto del nostro
passato.
Mi scuso per aver usato l' italiano in questa email, e
vi ringrazio per l'ammisione al gruppo.
Riportiamo la Sicilia agli splendori Dei tempi
passati.
Viva la Sicilia e i Siciliani nel mondo.
Risorgeremo!
Giancarlo Battaglia
__________________________________
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Ciau Micheli S. : U 12 austu 2004 arrivu a Catania cu mi mugghieri. Andremo a casa d'una mia coggina che abbita ad Acireale. Di unni si tu?? Alessandro.-
Ciao a tutti: Sono un Italo-argentino, figlio di siciliano (d'Acireale) e mi voglio aggiungere al gruppo di Linguasiciliana. Non so scrivere bene il siciliano peró sono sicuro che attraverso questo mezzo impareró. Stamani ho mandato a Gumba 1225 una preghiera che mio padre mi insegnó quando ero piccolo per andare a dormire. Ne so altre cose se vi interessa scrivete e pure diteme di dove siete. Ne ho altri indirizzi se volete scrivere fuori del gruppo.
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Alejandro...unni nna Sicilia va a stari a aùstu? (Dove stai quando sei qui in Sicilia) Addiu,
Micheli S.
alejandro monsone <alejandromonsone@...> wrote:
Ciao a tutti: Sono un Italo-argentino, figlio di siciliano (d'Acireale) e mi voglio aggiungere al gruppo di Linguasiciliana. Non so scrivere bene il siciliano peró sono sicuro che attraverso questo mezzo impareró. Stamani ho mandato a Gumba 1225 una preghiera che mio padre mi insegnó quando ero piccolo per andare a dormire. Ne so altre cose se vi interessa scrivete e pure diteme di dove siete. Ne ho altri indirizzi se volete scrivere fuori del gruppo.
Ciao a tutti: Sono un Italo-argentino, figlio di siciliano (d'Acireale) e mi voglio aggiungere al gruppo di Linguasiciliana. Non so scrivere bene il siciliano peró sono sicuro che attraverso questo mezzo impareró. Stamani ho mandato a Gumba 1225 una preghiera che mio padre mi insegnó quando ero piccolo per andare a dormire. Ne so altre cose se vi interessa scrivete e pure diteme di dove siete. Ne ho altri indirizzi se volete scrivere fuori del gruppo.
Messaggio: 1 Data: Wed, 12 May 2004 02:56:39 -0000 Da: "gumba1225" Oggetto: Ogg: canzuna
Grazzii Fara!
--- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, santella ha scritto: > Si vai nna stu situ ci trovi canzuna e criu ca ti li poi puru scarricari > http://www.carlomuratori.it/discografia/musica_popolare/sutta_nu_velu /index.php > > Sti canzuna si chiamanu fiastrocchi > ora si nni trovu quarch n'autra ti la mannu >
fara > > gumba1225 wrote: > Grazzii Fara! Tu sai di l'autrhi canzuniddhi accussì? Puru.. comu > si chiama sta canzuna.. è na "canzuna di picciriddhi" .. o "na ninna > nanna" o "nu cantu storia" o sulu "na canzuna"? Cc'è un nomu pi li > canzuni accussì? Grazzii di novu! > > --- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, santella ha > scritto: > > iu la canusceva accussì: > > > > batti manuzzi ca veni papà > > porta cusuzzi e si nni va > > porta mennuli e nuciddi > > pi dalli a li picciriddi > > > > Michè, lu viri comu na stessa cosa cancia a distanza di pochi km! > > Ciao > > fara. > > ps > > Ma si si agghiri cca picchì nun ti fai sentiri. Si voi ti rugnu lu > numaru di lu telefono e si ti fa piaciri chiamami, pò essiri ca nni > putemu canusciri di
presenza > > lu numaru è 349 85 23 970 > > ciao > > > > The Italian Stallion wrote: > > Micheli: > > > > Mani manuzza, chi veni papà, porta cusuzza e si nni va. > > Porta mènnuli e nucioli pi dalli ai soi figghioli. > > > > Micheli, sugnu a Sambuca c'un picciottu sicilianu e mi dissi ca si > dici accussì la canzunedda. Iddu la canusci. E^ picciriddi cci la > dicinu. Sicilia è bedda, tu cci avi a vèniri a prestu. Sta bonu > Michiluzzu e ti scrivu cchiui dumani. Sta bonu e ssa binidica, > > > > L'autru micheli > > > > gumba1225 wrote: > > Ciau, > > > > Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`: > > "Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.." > > > > Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni.
Macari > cacchidunu > > po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici. > > > > ni videmu, > > Micheli > > > > --------------------------------- > > Do you Yahoo!? > > Win a $20,000 Career Makeover at Yahoo! HotJobs > > > > Pi annulari l'iscrizioni a lu Forum manna na email a: > > > > info@l... > > > > Pi infurmaziuni supra a Lingua siciliana > > http://www.linguasiciliana.org > > U situ web pa valurizzaziuni da lingua siciliana!! > > Pi cullaburari cu nuatri scrivi a: > > info@l... > > > > > > > > > > Yahoo! Gruppi - Sponsor > > > > --------------------------------- > > Collegamenti Yahoo! Gruppi > > > > Per andare all'homepage del gruppo: > > http://it.groups.yahoo.com/group/Linguasiciliana/ > > >
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Spiru ca sta infurmazziuni t'ajuta. A prestu vai a scriviri beni lu sicilianu.
Ni sintemu, Michiluzzu
--- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, "mgionf" ha scritto: > Ciao tutti. Sono Michele Gionfriddo. Sono Siciliano-Americano. Mi > dispiace che non posso scrivere buono il Siciliano, pero posso > scrivere l'italiano meglio. Ho visto i mesaggi sulle canzione > Siciliane pi picciriddhi. Ricordo uno che cantava mia nonna cuando io > ero piccolo. Lu va cosi.. > > Batto le maninni, > Adesso veni Papa. > Ti porte cioccolatini, > E "Miguzzu" si mangia ta' > > Migguzzu
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Caru Migguzzu,
Bemminutu a lu muru sicilianu! Si voi sapiri a scriviri la lingua
siciliana.. cci su' tanti siti ca ti ponnu ajutari..
http://www.linguasiciliana.orghttp://home.att.net/~ilsiciliano
Spiru ca sta infurmazziuni t'ajuta. A prestu vai a scriviri beni lu
sicilianu.
Ni sintemu,
Michiluzzu
--- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, "mgionf" <tubeeboy@a...> ha
scritto:
> Ciao tutti. Sono Michele Gionfriddo. Sono Siciliano-Americano. Mi
> dispiace che non posso scrivere buono il Siciliano, pero posso
> scrivere l'italiano meglio. Ho visto i mesaggi sulle canzione
> Siciliane pi picciriddhi. Ricordo uno che cantava mia nonna cuando
io
> ero piccolo. Lu va cosi..
>
> Batto le maninni,
> Adesso veni Papa.
> Ti porte cioccolatini,
> E "Miguzzu" si mangia ta'
>
> Migguzzu
Grazzii Fara!
--- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, santella <santellac@y...> ha
scritto:
> Si vai nna stu situ ci trovi canzuna e criu ca ti li poi puru
scarricari
>
http://www.carlomuratori.it/discografia/musica_popolare/sutta_nu_velu
/index.php
>
> Sti canzuna si chiamanu fiastrocchi
> ora si nni trovu quarch n'autra ti la mannu
> fara
>
> gumba1225 <gumba1225@y...> wrote:
> Grazzii Fara! Tu sai di l'autrhi canzuniddhi accussì? Puru..
comu
> si chiama sta canzuna.. è na "canzuna di picciriddhi" .. o "na
ninna
> nanna" o "nu cantu storia" o sulu "na canzuna"? Cc'è un nomu pi
li
> canzuni accussì? Grazzii di novu!
>
> --- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, santella <santellac@y...>
ha
> scritto:
> > iu la canusceva accussì:
> >
> > batti manuzzi ca veni papà
> > porta cusuzzi e si nni va
> > porta mennuli e nuciddi
> > pi dalli a li picciriddi
> >
> > Michè, lu viri comu na stessa cosa cancia a distanza di pochi km!
> > Ciao
> > fara.
> > ps
> > Ma si si agghiri cca picchì nun ti fai sentiri. Si voi ti rugnu
lu
> numaru di lu telefono e si ti fa piaciri chiamami, pò essiri ca
nni
> putemu canusciri di presenza
> > lu numaru è 349 85 23 970
> > ciao
> >
> > The Italian Stallion <italianstallion80723@y...> wrote:
> > Micheli:
> >
> > Mani manuzza, chi veni papà, porta cusuzza e si nni va.
> > Porta mènnuli e nucioli pi dalli ai soi figghioli.
> >
> > Micheli, sugnu a Sambuca c'un picciottu sicilianu e mi dissi ca
si
> dici accussì la canzunedda. Iddu la canusci. E^ picciriddi cci
la
> dicinu. Sicilia è bedda, tu cci avi a vèniri a prestu. Sta bonu
> Michiluzzu e ti scrivu cchiui dumani. Sta bonu e ssa binidica,
> >
> > L'autru micheli
> >
> > gumba1225 <gumba1225@y...> wrote:
> > Ciau,
> >
> > Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`:
> > "Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.."
> >
> > Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni. Macari
> cacchidunu
> > po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici.
> >
> > ni videmu,
> > Micheli
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ero piccolo. Lu va cosi..
Batto le maninni,
Adesso veni Papa.
Ti porte cioccolatini,
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Migguzzu
Tri, tri, tri, setti fimmini e un tarì u' tarì ch'è pocu pocu setti fimmini e u'baccocu u' baccocu è duci duci setti fimmini e la nuci e la nuci è dura dura setti fimmini e la mula e la mula avi li denti setti fimmini e u' serpenti e u' serpenti è avvilinatu setti fimmini e u' granato e u' granato è a coccia a coccia setti fimmini e la boccia e la boccia è sciddicusa setti fimmini e la busa e la busa è fina fina setti fimmini e l'antrina e l'antrina ecca acqua setti fimmini e la vacca e la vacca avi li corna setti fimmini e la donna e la donna scinni i' scali setti fimmini e u' rrinali e u' rrinali è tunnu tunnu setti fimmini e lu munnu e lu munnu è tri tri tri setti fimmini e un tarì
Omnia...homini dum vivit speranda sunt
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Grazzii Fara! Tu sai di l'autrhi canzuniddhi accussì? Puru.. comu si chiama sta canzuna.. è na "canzuna di picciriddhi" .. o "na ninna nanna" o "nu cantu storia" o sulu "na canzuna"? Cc'è un nomu pi li canzuni accussì? Grazzii di novu!
--- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, santella <santellac@y...> ha scritto: > iu la canusceva accussì: > > batti manuzzi ca veni papà > porta cusuzzi e si nni va > porta mennuli e nuciddi > pi dalli a li picciriddi > > Michè, lu viri comu na stessa cosa cancia a distanza di pochi km! > Ciao > fara. > ps > Ma si si agghiri cca picchì nun ti fai sentiri. Si voi ti rugnu lu numaru di lu telefono e si ti fa piaciri chiamami, pò essiri ca nni putemu canusciri di presenza > lu numaru è 349 85 23
970 > ciao > > The Italian Stallion <italianstallion80723@y...> wrote: > Micheli: > > Mani manuzza, chi veni papà, porta cusuzza e si nni va. > Porta mènnuli e nucioli pi dalli ai soi figghioli. > > Micheli, sugnu a Sambuca c'un picciottu sicilianu e mi dissi ca si dici accussì la canzunedda. Iddu la canusci. E^ picciriddi cci la dicinu. Sicilia è bedda, tu cci avi a vèniri a prestu. Sta bonu Michiluzzu e ti scrivu cchiui dumani. Sta bonu e ssa binidica, > > L'autru micheli > > gumba1225 <gumba1225@y...> wrote: > Ciau, > > Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`: > "Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.." > > Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni. Macari cacchidunu > po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici. > > ni
videmu, > Micheli > > --------------------------------- > Do you Yahoo!? > Win a $20,000 Career Makeover at Yahoo! HotJobs > > Pi annulari l'iscrizioni a lu Forum manna na email a: > > info@l... > > Pi infurmaziuni supra a Lingua siciliana > http://www.linguasiciliana.org > U situ web pa valurizzaziuni da lingua siciliana!! > Pi cullaburari cu nuatri scrivi a: > info@l... > > > > > Yahoo! Gruppi - Sponsor > > --------------------------------- > Collegamenti Yahoo! Gruppi > > Per andare all'homepage del gruppo: > http://it.groups.yahoo.com/group/Linguasiciliana/ > > Per annullare l'iscrizione al gruppo, scrivi a: >
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si chiama sta canzuna.. è na "canzuna di picciriddhi" .. o "na ninna
nanna" o "nu cantu storia" o sulu "na canzuna"? Cc'è un nomu pi li
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> iu la canusceva accussì:
>
> batti manuzzi ca veni papà
> porta cusuzzi e si nni va
> porta mennuli e nuciddi
> pi dalli a li picciriddi
>
> Michè, lu viri comu na stessa cosa cancia a distanza di pochi km!
> Ciao
> fara.
> ps
> Ma si si agghiri cca picchì nun ti fai sentiri. Si voi ti rugnu lu
numaru di lu telefono e si ti fa piaciri chiamami, pò essiri ca nni
putemu canusciri di presenza
> lu numaru è 349 85 23 970
> ciao
>
> The Italian Stallion <italianstallion80723@y...> wrote:
> Micheli:
>
> Mani manuzza, chi veni papà, porta cusuzza e si nni va.
> Porta mènnuli e nucioli pi dalli ai soi figghioli.
>
> Micheli, sugnu a Sambuca c'un picciottu sicilianu e mi dissi ca si
dici accussì la canzunedda. Iddu la canusci. E^ picciriddi cci la
dicinu. Sicilia è bedda, tu cci avi a vèniri a prestu. Sta bonu
Michiluzzu e ti scrivu cchiui dumani. Sta bonu e ssa binidica,
>
> L'autru micheli
>
> gumba1225 <gumba1225@y...> wrote:
> Ciau,
>
> Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`:
> "Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.."
>
> Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni. Macari
cacchidunu
> po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici.
>
> ni videmu,
> Micheli
>
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Grazzii Micheli..
Chi bravu ca finarimenti stai nna Sicilia! Nun cci pozzu cridiri ca
li carusiddhi ancura si parranu lu sicilianu nna Sammuca. E`
ncridibbili d'ascutari lu dialettu parratu comu me' famiglha ca si
nni iru l'isula sissantacincu anni darreri! Li lagrama lassanu di
l'occhi me' cuannu l'aju sintutu. Beddha assai!
Puru grazzii pi li lirici e la spiegazziuni di la canzuneddha "mani
manuzza"! Sia bonu e addivirta lu viaggiu!
Ni parramu doppu.. Micheli
--- In Linguasiciliana@yahoogroups.com, The Italian Stallion
<italianstallion80723@y...> ha scritto:
> Micheli:
>
> Mani manuzza, chi veni papà, porta cusuzza e si nni va.
> Porta mènnuli e nucioli pi dalli ai soi figghioli.
>
> Micheli, sugnu a Sambuca c'un picciottu sicilianu e mi dissi ca si
dici accussì la canzunedda. Iddu la canusci. E^ picciriddi cci la
dicinu. Sicilia è bedda, tu cci avi a vèniri a prestu. Sta bonu
Michiluzzu e ti scrivu cchiui dumani. Sta bonu e ssa binidica,
>
> L'autru micheli
>
> gumba1225 <gumba1225@y...> wrote:
> Ciau,
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> Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`:
> "Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.."
>
> Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni. Macari
cacchidunu
> po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici.
>
> ni videmu,
> Micheli
Michè, lu viri comu na stessa cosa cancia a distanza di pochi km!
Ciao
fara.
ps
Ma si si agghiri cca picchì nun ti fai sentiri. Si voi ti rugnu lu numaru di lu telefono e si ti fa piaciri chiamami, pò essiri ca nni putemu canusciri di presenza
lu numaru è 349 85 23 970
ciao
The Italian Stallion <italianstallion80723@...> wrote:
Micheli:
Mani manuzza, chi veni papà, porta cusuzza e si nni va. Porta mènnuli e nucioli pi dalli ai soi figghioli.
Micheli, sugnu a Sambuca c'un picciottu sicilianu e mi dissi ca si dici accussì la canzunedda. Iddu la canusci. E^ picciriddi cci la dicinu. Sicilia è bedda, tu cci avi a vèniri a prestu. Sta bonu Michiluzzu e ti scrivu cchiui dumani. Sta bonu e ssa binidica,
L'autru micheli
gumba1225 <gumba1225@...> wrote:
Ciau,
Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`: "Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.."
Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni. Macari cacchidunu po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici.
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Mani manuzza, chi veni papà, porta cusuzza e si nni va. Porta mènnuli e nucioli pi dalli ai soi figghioli.
Micheli, sugnu a Sambuca c'un picciottu sicilianu e mi dissi ca si dici accussì la canzunedda. Iddu la canusci. E^ picciriddi cci la dicinu. Sicilia è bedda, tu cci avi a vèniri a prestu. Sta bonu Michiluzzu e ti scrivu cchiui dumani. Sta bonu e ssa binidica,
L'autru micheli
gumba1225 <gumba1225@...> wrote:
Ciau,
Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`: "Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.."
Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni. Macari cacchidunu po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici.
Ciau,
Cuannu era picciriddhu, cc'era na canzuna ca eva accussi`:
"Mani manuzza, veni papa`, porta casuzza e se nni va.."
Tuttavia, chiddhu e` tuttu ca pozzu ricurdarinni. Macari cacchidunu
po' dicirimi cchiu`. Grazzii amici.
ni videmu,
Micheli