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ROSENSTRASSE: UNA FALSIFICAZIONE ?   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #2261 di 5743 |
Re: ROSENSTRASSE: UNA FALSIFICAZIONE ?

caro Enrico,
grazie per la documentazione che mi mandi. Provo a spiegarti più estesamente
perchè non ho avuto la tua stessa impressione, vedendo il film di Margarethe
von Trotta.
A parte il fatto che nel film non mi pare così chiara la concessione di
favori sessuali da parte di Lena (mentre è chiaro che le ripugna la sola
presenza in quell'ambiente), io non ho visto l'episodio della partecipazione
di Lena e del fratello alla festa nazista come quello risolutivo della
situazione, ma come un tentativo di percorrere tutte le strade , compresa
quella di prendere contatti diretti con esponenti del blocco nazista , per
cercare di liberare il marito. Al contrario di te, ho letto la conclusione
dell'episodio come un fallimento del tentativo di parlare con qualcuno
delle alte sfere naziste, dal momento che Gobbels rifiuta di parlare con il
fratello , e mi pare dunque che la resistenza delle donne di Rosenstrasse
non ne sia scalfita, ma bensì esaltata. Il fatto poi che Lena appartenga ad
una importante famiglia tedesca introduce un elemento di complessità, più
che di ambiguità, che nulla toglie al significato della vicenda, ma che anzi
mette in luce quanto sia importante far leva su esponenti del blocco
avverso, per romperne la compattezza e spostare il rapporto di forza in modo
favorevole a chi lotta su specifiche situazioni (lei ha tentato anche di
coinvolgere il padre , che l'ha respinta e poi il fratello, ufficiale
dell'esercito, che invece l'aiuta, e l'avere un ufficiale dell'esercito
nazista dalla sua parte è un elemento molto importante). Che tutto ciò sia
una interpretazione della regista o sia effettivamente avvenuto così è
un'altra questione, da indagare in altra sede.
Quanto al numero di 6000, nel testo di Nina Schoder si sostiene che è
controverso, che è difficile ricostruirlo, ma che pare più plausibile una
stima massima di 2000 persone, con presenze costanti di alcune centinaia.
Anche questo, comunque, non rende l'azione delle donne meno significativa,
semmai , al contrario, dimostra che anche poche persone determinate possono
essere efficaci.
Io ho trovato dunque il film convincente e stimolante (questa è anche la
valutazione di Beppe), proprio per questi elementi di complessità che
propone. Ma è possibile che mi sbagli, perchè confesso di essere andata a
vederlo con un pregiudizio positivo.....
Un affettuoso saluto,
Angela

----- Original Message -----
From: "Enrico Peyretti" <peyretti@...>
To: "lista Transcend" <support@...>; "lista Peacelink Pace"
<pck-pace@...>; "lista pax christi gr discussione"
<paxchristi@egroups.com>; "lista Mir dibattito"
<mir-riconciliazione@egroups.com>; "lista BCP" <beati@...>; "lista
alteracultura" <list@...>
Sent: Sunday, February 01, 2004 1:03 PM
Subject: ROSENSTRASSE: UNA FALSIFICAZIONE ?


> ROSENSTRASSE
> Si tratta di uno degli episodi di resistenza efficace da parte di
cittadini
> tedeschi - donne sposate o imparentate ad uomini ebrei già arrestati -
> contro la persecuzione razzista.
> E' narrato nel libro di Nina Schröder, "Le donne che sconfissero Hitler",
> Pratiche editrice, Milano 2001. Sullo stesso significativo fatto esiste il
> libro di Nathan Stoltzfus, "Resistance of the Heart: intermarriage and the
> Rosenstrasse protest in Nazi Germany", pubblicato nel 1996 (traduzione
> francese: "La Résistance des coeurs", Phoebus, 2002).
> La regista Margarethe von Trotta ha presentato nel settembre 2003 al
> Festival di Venezia un film su questo episodio, intitolato "Rosenstrasse",
> nome della via di Berlino in cui seimila donne sostarono per sei giorni,
nel
> febbraio-marzo 1943, costringendo infine Göbbels e Hitler a liberare i
> 1.700-2.000 uomini ebrei, una parte dei quali già internati in lager.
> Dice la regista: «Il fatto dimostra che in quel periodo si poteva davvero
> agire contro il nazismo se si fosse stati più coraggiosi» ("La Stampa", 7
> settembre 2003).
> Il film è andato in programmazione in Italia il 27 gennaio 2004, giornata
> della memoria della Shoà, ma subito mi ha sorpreso perché il fatto
> risolutivo sembra nel film la concessione drammatica di favori sessuali da
> parte di Lena von Eschenbach (una delle mogli di ebrei) a Göbbels.
> Lo storico Ekkehart Krippendorff, interpellato, mi informa il 31 gennaio
che
> in Germania c'è una forte polemica per questa concessione della regista ad
> aspetti pruriginosi, riducendo la realtà storica dal politico al personale
> privato.
> Il direttore del "Zentrum für Antisemitismusforschung" della Technische
> Universität, Wolfgang Benz, ha scritto un articolo molto aspro contro il
> film e ha fatto riferimento a un'analisi molto approfondita sul caso fatto
> dal suo istituto che contraddice l'interpretazione sentimentale.
> Enrico Peyretti
> http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=peyretti
> http://www.arpnet.it/regis
> www.ilfoglio.org
>
>




Lun 2 Feb 2004 4:43 pm

angelaebeppe@...
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Inoltra Messaggio #2261 di 5743 |
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ROSENSTRASSE Si tratta di uno degli episodi di resistenza efficace da parte di cittadini tedeschi - donne sposate o imparentate ad uomini ebrei già arrestati...
Enrico Peyretti
peyretti@...
Invia email
1 Feb 2004
12:04 pm

caro Enrico, grazie per la documentazione che mi mandi. Provo a spiegarti più estesamente perchè non ho avuto la tua stessa impressione, vedendo il film di...
Angela Dogliotti
angelaebeppe@...
Invia email
2 Feb 2004
4:40 pm
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