Cari amici ed amiche.
Il nuovo anno si apre con i problemi di sempre, con i vecchi e nuovi focolai di guerra. Quei conflitti accesi durante l'anno vecchio non sono stati spenti insieme ai fuochi d'artificio del capodanno né dallo spumante col quale abbiamo brindato all'inizio di un 2009 che tutti preannunciano duro.
Nulla riesce tuttavia a cancellare quel desiderio profondo di esserci e partecipare; quella voglia nonostante tutto di non assopire le nostre coscienze di fronte alle esigenze del nostro mondo e del nostro tempo.
Per noi persuasi della possibilità di realizzare piccoli ma significativi passi nella direzione della pace attraverso mezzi pacifici, e per questo duratura, che il nuovo anno ci porti più o meno risorse economiche non segna negativamente la nostra progettualità.
Il nostro movimento fa affidamento su altre risorse: la mente, la creatività, la coscienza, la passione, la determinazione.Tutte cose che non hanno prezzo per due motivi: non si comperano col denaro, non siamo disposti a cederle perché sono l'essenza del nostro essere di individui e di gruppo.
Coraggio dunque, spento il computer il mondo ha bisogno di noi e ciascuno di noi di tutti gli altri che anno dopo anno decidono di affiancarsi anche per poco tempo, anche con poche risorse, anche solamente con incoraggiamento.
Il tempo da dedicare al movimento è quello che ciascuno decide di dedicargli; l'energia idem.
La scuola avrà sempre meno spazio per la riflessione sui grandi temi e problemi dell'uomo? Dedichiamo noi, al di fuori delle mura istituzionali,tempo ed energia per aiutare i giovani e meno giovani a formare una propria coscienza . Gli organismi sovranazionali stentano a prendere posizioni ed iniziative? Compattiamo energie e spendiamole in pressione e sollecitazioni. Cogliamo l'occasione della prossima settimana di preghiera per l'unità dei cristiaini per moltiplicare iniziative di dialogo perché le chiese cristiane di ogni denominazione possano vivere unità se non nei principi teologici che le contaddistinguono quantomeno in progetti di reale servizio all'uomo: la pace nella giustizia, la salvaguardia del mondo che ci ospita.
Già molti hanno deciso di rinnovare l'iscrizione al MIR per il 2009; altri hanno manifestato l'intenzione di iscriversi per la prima volta.
Per questi in particolare, ma a vantaggio di tutti, incollo più sotto l'articolo due del nostro statuto, quello che riassume brevemente il progetto portante del MIR e nel quale si riconosce chi decide di essere nostro compagno di strada.
Dunque aspettiamo la tua mail di iscrizione a segreteria@... e, se nelle tue possibilità, la quota (40 euro socio; 60 socio sostenitore; 20 simpatizzante) autoriducibile o autoaumentabile da versare sul C/C postale 26919100 intestato al MIR di Torino o sul conto bancario dell'agenzia di Torino di Banca Etica n.118458 ABI 05018 CAB 01000 .
Abbracciandoti affettuosamente ti invio un augurio di pace, forza, gioia.
Ilaria Ciriaci presidente del MIR-Movimento Intenazionale della Riconciliazione.
Art. 2
Il M.I.R. è un movimento a base spirituale composto da uomini e donne che sono impegnati nella non-violenza attiva intesa come stile di vita; come mezzo di riconciliazione nella verità e di conversione personale; come mezzo di trasformazione sociale, politica, economica; nel rispetto della fede dei suoi membri.
I membri dei M.I.R. di fede cristiana si impegnano nella non-violenza evangelica attiva, nella testimonianza che l'amore quale Gesù Cristo ha manifestato vince ogni male.
Il M.I.R. - nel perseguire esclusive finalità di utilità sociale - si propone di praticare la non-violenza attiva sull'esempio di Gandhi e come mezzo per costruire la pace frutto della riconciliazione, nella consapevolezza che guerre e conflitti sono causati dall'ingiustizia e da discriminazioni razziali, etniche, ideologiche, religiose, economiche, di sesso, e che il depauperamento dell'ambiente è anche la conseguenza di un errato ed ingiusto sfruttamento delle risorse naturali.
Pertanto i soci del M.I.R. si impegnano a:
· praticare la riconciliazione nella vita personale e sociale;
· praticare la solidarietà nella vita personale e sociale;
· liberare l'uomo da tutti quei condizionamenti culturali, politici, militari, economici che lo confondono e lo opprimono;
rifiutare qualsiasi collaborazione alla guerra così come a situazioni o istituzioni di ingiustizia e criminalità, sia esse attentino alla vita umana sia che sfruttino indebitamente le risorse naturali e umane