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Re: [agora] E' arrivato il tempo   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #5497 di 5751 |
Ringrazio Marco per il suo intervento. Non sarò presente in assemblea perchè reduce da un'intervento chirurgico, che per fortuna ieri è andato bene.
Isola delle Femmine è un nodo tutt'ora attivo e controparte riconosciuta in diverse vertenze locali, su questi temi terremo il convegno che hoprecedentemente annunciato per email.
Abbiamo partecipato a procedure di autorizzazione integrata ambientale degli impianti italcementi, a diversi tavoli tecnici sulla gestione delle coste, delle aree marine e di riserva, sui rischi di inquinamento elettromagnetico da parte di radar prodotti da industrie belliche.
Come la lilliput della prima ora siamo un coordinamento locale di associazioni e campagne.
Ritengo insuperato il modello del tavolo intercampagne, che purtroppo ora tende a riproporsi esternamente alla rete. Riterrei estremamente gravi ipotesi liquidatorie dell'esperienza nazionale e locale di lilliput. E' un "brand" (scusate...) che ancora funziona e potrebbe legarsi a future iniziative. Inviterei a non confondere i personali insuccessi e quelli eventuali dell'attuale gruppo dirigente (si tratta di questo, no?), con ipotesi di fallimento della rete.
Un sano ricambio ed alternanza nei ruoli sarebbe l'ottimo antidoto ad eventuali stanchezze personali. Questo almeno insegnavamo quando erano in voga forme più ortodosse di "metodo del consenso", o come io preferisco di "gruppi di affinità".
Un saluto a tutti e buona, anzi OTTIMA ASSEMBLEA!!!!
 
Francesco Lo Cascio

Il giorno 9 maggio 2009 0.19, Marco Siino <pxp@...> ha scritto:

-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [agora] E' arrivato il tempo
Da: <roberto.meregalli@...>

in questa storia decennale mi sento dentro perche' a Lecco avevamo creato un nodo prima che Lilliput stessa nascesse, e ricordo i contatti con Maurizio Meloni (MAI/WTO) che mi annunciava l'imminente lancio dell'appello lillipuziano.
In sostanza la stagione e' passata ed e' triste vivere di passione passate, bisogna crearne di nuove.
Penso che Lilliput debba chiudere,
che poi vuol dire poco perche' le persone rimangono e continueranno a lavorare, del resto molti di voi sono parte di organizzazioni che agiscono indipendentemente dalla Rete, che e' rimasta come generatore di idee ma non come strumento di azioni.
La natura crea e ricrea, le stagioni si susseguono solo noi umani perseguiamo a mantenere le strutture.
Mi viene in mente la conclusione della bella canzone di Malika: "E’ arrivato il tempo di lasciare spazio ..."
-Roberto

Ciao a tutti da Palermo.
Nè io qui adesso con queste righe, nè a Firenze domani Elisabetta - che a Palermo non vive più da parecchio tempo - o Nino L.B. potremo contribuire a nome del nodo di Palermo, che non si riunisce da 6 mesi esatti,
perciò intervengo a titolo personale.

Putroppo non ho l'opportunità di poterci essere a Firenze, ci tenevo molto, e chiedo scusa per questo, e per l'intempestività di queste righe (fino a oggi pomeriggio ho sperato di potermi organizzare in qualche modo).

In rari periodi come questo m'è capitato di dover intervenire spesso localmente in contesti terzi qualificandomi come 'Rete di Lilliput'. Senz'altro il respiro di quella che è stata Rete di Lilliput era un respiro più lungo di altri, ma...
... quando a Lilliput ci avvicinammo in tanti
(per esempio un gruppo di palermitani alla fine del 2000 con "la tazza vuota", qui il primo dei nodi locali sarebbe nato un anno e mezzo più tardi)
una delle attrattive era che Lilliput le cose le faceva, provava a farle concretamente, e non c'era protesta nella quale non si provasse ad abbozzare vie d'uscita e controproposte in positivo.

Oggi, non posso che essere d'accordo con Roberto Meregalli (e credo che proposte simili alla sua le abbiano avanzate anche Riccordo Troisi e Marco Servettini),
e mi ritrovo in diversi passaggi con Andrea Trentini, Davide Gionco, Susy Pirinei e Alberto Castagnola.

Non c'è solo l'inesorabile scemare di un'esperienza,
ma anche un processo di dismissione, già prospettato da Servettini a un GdC nell'autunno 2007
(lettura personale, la mia; si dirà: aderenza ai processi reali, alle trasformazioni oggettive in atto).

Il ferro va battuto finchè è caldo,
e il bivio era o accelerare e riprendere, oppure lasciar disfare. Le vie di mezzo - secondo me - erano pie illusioni.
La proposta Fazi (evento annuale + mailing list) mi pare che non sia altro che l'andazzo dal seminario di Pescara fin qua, dov'è la novità?
L'assemblea celebrativa dei fasti passati, su assi tematici che paiono scritti due anni fa,
mi pare che mostri che siamo proprio al capolinea, cioè che lo status quo o proposta Fazi non sia sostenibile.

Consapevoli della piccolezza e fragilità, abbiamo GIA' assistito alla dispersione di ciò che a fatica era stato messo in piedi. E credo che la partecipazione sia in crisi NELLA Rete di Lilliput.
Mi brucia, ma la penso come Roberto Meregalli.


Operativamente, credo che nuovi volontari dovranno concordare con retegas la migrazione più indolore possibile delle numerose mailing list di gas ospiti del server presso Michele Valzelli,
che le mailing list tematiche non vadano spente tout-court (anche se certamente va tolto il glt- dai varii partecipazione, nonviolenza, commercio, impronta)
ma vada concordato coi soggetti che le erediteranno (magari diversi di lista in lista) la transizione degli indirizzari su nuovi server. Siamo così bravi a filiare, vediamo di non uccidere le reti di relazioni telematiche pur lasciando che camminino su nuove gambe.

In tutto questo, ho l'impressione che avrà luogo un paradosso.
Le scelte che verranno prese,
verranno prese SENZA quei pochi gruppi locali che tutt'ora s'identificano in Lilliput, cioè senza Vicenza, Isola delle Femmine e altre situazioni locali (per non parlare di microsituazioni dove continuano a chiedere di attivare NUOVI percorsi Lilliput, come Milazzo),
cioè abolire il marchio in assenza degli unici che lo usano.
Con questo non intendo dire che la "vera" rete risieda in un paio di nodi non troppo connessi col resto che trovano utile usare il logo,
ma smontare o fare "DECENNALI" (ho letto i deliri di Anna Fazi) SENZA di loro mi suona strano.
Un'accortezza nel lasciar spazio potrebbe essere quella di CONCORDARE in termini chiari con Vicenza, Isola delle Femmine e chi altri la doverosa sopravvivenza del brand locale, senza inficiare il "lasciar spazio" nazionale.


----------------------------------------------------------

Nel caso che l'assemblea non "lasci spazio" come Roberto propone,
ma si limiti a dichiarare conclusa la sperimentazione 2001,
facendo attenzione a definire meglio all'esterno cosa siamo,

metto in dubbio che Lilliput sia una rete di connettori/hub.
Sarebbe, dovrebbe esser buono che fosse almeno questo.
A me invece pare che la connessione tra hub avvenga sulla scorta di un comune passato (vedi diverse email) e delle reti "figlie", più che per un mantenimento attivo delle connessioni. Per quanto potrà durare così?

Quanto alla capacità formativa della Rete,
essa non è stata strutturata negli anni nei quali sarebbe stato possibile farlo, e presso realtà vive nei contesti più aridi di occasioni formative.
Tralascio di riportare le risposte
che mi sono sentito arrivare da triumviri e non solo
alle domande dal basso proprio sul tema della formazione.
Prendiamo atto di quest'ulteriore fallimento,
mi pare che gli strumenti per evadere la domanda di formazione possano essere altri
(dai progetti Martina/Riccardo, alle RES, a Fair... guardacaso appena si by-passa l'implosione organizzativa della reggenza attuale, le idee prendono corpo).

Riguardo la interessante lettura proposta da Alberto C.,
ritengo che il vero fallimento sia stato quello dell'impegno territoriale troppo ristretto. Ho motivo di ritenere che una serie di risorse in quella direzione sarebbero state disponibili almeno fino a un anno e mezzo fa, ma le scelte sono state altre.

La fiducia reciproca mi pare a macchia di leopardo (ma si sa, la storia la racconta chi è sopravvissuto, non io),
e lo dico continuando ad avere - nonostante lo stallo centrale - contatti episodici o scambi sistematici con ex lillipuziani dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata al Lazio, dalla Toscana al Veneto, dalla Lombardia al Piemonte.
La condivisione sostanziale (esplicita, frequentata, agita) mi pare ahinoi venuta meno o quantomeno "strozzata" da un pezzo, e la sofferenza c'è già stata.
Si son visti arenare più di un progetto e su vari campi, grazie all'inazione centrale.
Per il resto,
nel tempo proposte simili già avanzate da Alberto nelle sedi dovute sono state sostenute non solo da me,
ma sono già state scelte altre strade che ci hanno portato qui.

Riguardo alla necessità di unire riflessione sulle pratiche collettive più significative, scenario globale e proposte concrete per il locale,
mi convince molto - e non da ora - HelpLocalTrade. Non ho capito se decolla oppure no.
Non l'ha detto il medico di chiamarsi Rete senza curare i ponti,
o di insegnar metodo avendolo lesinato fino a un attimo prima.
Piuttosto facciamo HelpLocalTrade.
Quanto dureranno ancora gli spiragli di cambiamento apertisi con la crisi economica globale? Quanto a lungo ancora potremo utilizzarli?
A me pare che l'urgenza ci sia tutta, e che HLT potrebbe inserire quella speditezza temporale in più nella necessariamente lenta costruzione di alternative più strutturate (distretti di altra economia, ecc.) e quel recupero della dimensione pubblica, anche mediatica, cui la gerenza uscente ha sostanzialmente voltato le spalle.

Perciò, nel caso che l'invito di Roberto a "lasciare spazio" non venga accolto,
piuttosto dichiariamo chiusa la sperimentazione/2001 e cambiamo radicalmente,
con le opzioni HLT o Castagnola,
facendo attenzione a definire meglio all'esterno cosa siamo
(Rete? Lilliput?).

In quest'ultimo caso
... vedo che Anna parla ancora e nuovamente di cosidetto progetto politico.

La V ASSEMBLEA, quella di Portici (vedi atti sul sito, nella sezione dedicata ai materiali della V assemblea
) stabiliva che i primi tre impegni cui dare attuazione, da lì alla successiva assemblea (GdC in primis), erano:
1) il libro, cosidetto prog. politico
2) riproporre strumenti quali "Cambieresti", sportelli Stilinfo/economia solidale, percorsi di formazione per DES, progetti di filiera corta nei territori locali
3) investire nella formazione di figure professionali e cercare il modo per poter garantire posti di lavoro per
facilitatori/connettori
di rete.
Siamo alla convocazione più ritardata possibile, il massimo del periodo che ci siamo dati da un'assemblea alla successiva: 2 anni esatti. Sarà pure l'ora di tirare un bilancio!

Gli incontri territoriali '08 sono stati convocati con ritardo di un anno e mezzo.
In compenso il soi-disent GdC ha ritenuto di prender su di sè ruoli di strategia non richiesti, invece di evadere i propri compiti.
Tiriamo un bilancio?

Spero vivamente che,
così come tutti quanti ci prendiamo le responsabilità (me compreso),
sarà anche ora che il soi-disent gruppo di collegamento si prenda le proprie,
e, nel caso che il marchio continui a persistere e che si decida che ci debba essere un "nazionale",
o peggio ancora l'opzione Fazi, cioè lo status quo, credo che ci voglia un RICAMBIO TOTALE.
Buona assemblea
Marco


-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: Re: R: [agora] ma esiste anocra rete lilliput come rete di nodi e persone
Data: Wed, 22 Apr 2009 13:53:28 +0200
Da: Andrea Trentini <andreatren@...>
A: agora@...

se la fotografia dei nodi è sempre più carsica non possiamo che dire quello che è
la Rete è diventata una forte esperienza che lascia alle persone e ai gruppi una cultura per costruire alternative concrete (che vedo distinte dal costruire un movimento di resistenza politico)
dobbiamo fare attenzione a definire meglio all'esterno cosa siamo
andrea trentini

------------------------------------------------------


IL GRUPPO DI COLLEGAMENTO nominato:
  1. Rosa D'Elia, Val Sangone
  2. Violetta Lonati, Milano
  3. Simonetta Stringari, Bolzano
  4. Cristiana Pongolini, Parma
  5. Michele Meomartino, Pescara
  6. Fabrizio Gagliardi, Verona
  7. Adriana Gatti, Piacenza
  8. Faust Richetti, Parma
  9. Elisabetta Cangelosi

-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [avvisi] Vita da Rete: prossimo incontro del gruppo di collegamento Lilliput a Bologna Sabato 2 Febbraio
Data: Sun, 27 Jan 2008 22:41:24 +0100
Da: Segreteria Rete Lilliput


dallo schema organizzativo:

"Vista la necessità di un gruppo di servizio sovralocale operativo [...]
Funzioni del GdC:
✗ Operatività:
✔ Funge da elemento di raccordo e di servizio tra i luoghi della Rete (nodi, GLT, associazioni, segreteria)
✔ [...] Se riceve sollecitazioni interne o esterne che non siano da rivolgere specificatamente ad un luogo della
rete, propone percorsi per arrivare a decidere in merito (discussioni in lista, nuovi odg, incontri
specifici, ecc).

✗ Organizzazione :
✔ Propone ed organizza le assemblee nazionali e macroregionali coinvolgendo tutti i luoghi della rete in
maniera partecipativa
✔ Indica all´assemblea una persona per la segreteria tecnica

✗ Comunicazione interna:
✔ Mantiene i rapporti con i nodi, raccogliendone gli input
✔ Aiuta a far collaborare i nodi che collaborano su progetti simili
✔ Favorisce il flusso delle comunicazioni da e tra i nodi
✔ Supporta e verifica l´aggregazione dei nodi per aree macroregionali
✔ E´ responsabile degli strumenti di comunicazione (newsletter, sito, ecc) [...]

✗ Comunicazione esterna:
✔ Cura la comunicazione esterna di iniziative e/o progetti che superano il livello locale.
✔ Organizza e affida la rappresentanza della Rete verso l´esterno individuando di volta in volta i luoghi della
Rete più indicati per competenze specifiche ed affinità (verso altre espressioni della società civile,
istituzioni e mass-media)
[...] Visto che la comunicazione è considerata un aspetto strategico, non appena dovessero esserci le risorse (persone volontarie disponibili e/o risorse per pagarle) si auspica l´attivazione di un gruppo apposito di comunicazione.




Sab 9 Mag 2009 9:36 am

locascio_fra...
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Ringrazio Marco per il suo intervento. Non sarò presente in assemblea perchè reduce da un'intervento chirurgico, che per fortuna ieri è andato bene. Isola...
Francesco Lo Cascio
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9 Mag 2009
9:37 am
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