Piero Stafani, teologo e biblista, si rivela anche intelligente (molto intelligente) analista politico, nel senso ampio e profondo di "politica": cioè, il modo di vivere nella polis, quelli che Stefani chiama "stili di vita". I quali non riguardano solo i consumi e il vestirsi, il linguaggio e il denaro, la qualità delle relazioni e la considerazione del prossimo, dell'umanità e della natura, ma riguardano ancor più la radice umana, culturale, morale di questi comportamenti, quella che chiamiamo la "mentalità". Partiti, media, votazioni, sono importanti, ma il nocciolo determinante su diritti, democrazia, giustizia, pace, libertà, sta nelle mentalità, appunto.
Si guardi la conclusione del commento, sulle responsabilità e i compiti. Le chiese non sono citate, ma sono direttamente implicate. Stefani passi il suo commento a Franceschini (nella sua stessa città, Ferrara), ma tutti quelli che possono lo sviluppino nelle sedi di cultura e informazione, nei movimenti sociali, nelle chiese, nelle famiglie, in ogni agenzia educativa, e anche nei partiti.
Non così bene, ma abbiamo detto più volte anche noi, che questo è il punto, evidentemente.
In politica qualcuno accenna a una nuova unità alternativa. Troppo delusi per credervi facilmente, diremmo che debba essere una Partito Costituzionale. Nella Costituzione interamente intesa - mentre è tradita dalla mentalità dominante - ci sono tutti i valori e le regole necessari (con secondari aggiustamenti tecnici) al vivere insieme, e soprattutto c'è lo spirito che salvaguarda e raccoglie le migliori tradizioni civili e morali italiane, le uniche capaci di preparare un futuro umanizzante, anziché distruttivo.
Enrico Peyretti, Torino