---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: LOC <locosm@...>
Date: 02 Luglio 2009 10.46
Oggetto: [no fuoco atomico] Iran, sciopero generale, cortei, sanzioni, ambasciata di pace
A: fermiamo-il-fuoco-atomico@googlegroups.com, semprecontrolaguerra <semprecontrolaguerra@googlegroups.com>
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Da: LOC <locosm@...>
Date: 02 Luglio 2009 10.46
Oggetto: [no fuoco atomico] Iran, sciopero generale, cortei, sanzioni, ambasciata di pace
A: fermiamo-il-fuoco-atomico@googlegroups.com, semprecontrolaguerra <semprecontrolaguerra@googlegroups.com>
Iran, sciopero generale, cortei, sanzioni, ambasciata di pace
Milano, 2 luglio 2009
Manifestiamo, orsù, anche in Italia; e firmiamo l'appello per non lasciare sola l'Onda Verde...
(Il messaggio di adesione si lascia sulla URL: http://ambasciatadipaceteheran.blogspot.com/ )
La ribellione iraniana non si ferma. Il "colpo di Stato" clerico-fascista non ha ancora chiuso la partita. Il Consiglio dei guardiani ha convalidato la (dubbissima e sicuramente truffaldina) vittoria di Ahmadinejad, ma lo sfidante Mousavi, divenuto suo malgrado leader di una contestazione democratica, non riconosce legittimità al suo governo.
Mousavi chiede di "ristabilire il corso della legge": mettere fine alla militarizzazione della società, rivedere le leggi elettorali, onorare l'art. 27 della Costituzione (la libertà di associazione) e la libertà dei media, riattivare i siti web censurati.
Io penso, con tutti i limiti di chi guarda le cose da lontano e senza un adeguato approfondimento di conoscenza, che le "armi finali" contro il regime, in via di ulteriore degenerazione militarista, potrebbero essere, nell'ordine:
1- disertare le moschee il venerdi (ma associato, per chi vuole, a forme alternative di preghiera: l'iniziativa non deve essere presentata come un attacco alla religione in quanto tale, ma contestazione della sola "Guida Suprema");
2- lo sciopero generale;
3- la disobbedienza fiscale.
Lo sciopero generale pare sia stato proclamato per i giorni dal 5 all'8 luglio (vedi articolo di "Repubblica").
Si discuterebbe anche di una grande manifestazione di piazza a Teheran e di cortei in tutto il Paese.
L'occupazione continua e massiccia delle piazze funziona solo in presenza di contraddizioni interne agli apparati repressivi: vedi Germania Est (esperienza che ho vissuto direttamente).
Altrimenti questa modalità offre il facile destro all'uso sanguinoso della forza fisica, il terreno in cui il potere autoritario è più attrezzato e sempre più vincente, mano mano che progredisce la tecnologia distruttiva.
Le divisioni interne al sistema di potere iraniano sono in corso di svolgimento.
Mi sembra che Khameini si sia alleato con Ahmadinejad per eliminare lo "squalo" Rafsanjani, il quale presiede l'organismo ("assemblea degli Esperti) che teoricamente può deporre la "Guida Suprema". Resta da capire chi dei due (tra Khameini ed Ahmadinejad) sia oggi il "socio di maggioranza"...
Alla festa per la vittoria di Ahmadinejad si sono presentati solo 105 su 290 deputati del Parlamento iraniano. Il primo tra gli assenti: il portavoce del Parlamento, Larijani.
La figura religiosa più stimata, l'Ajatollah Montazeri (che avrebbe dovuto succedere a Khomeini), ha proposto il lutto nazionale in omaggio alle vittime delle violenze, ed ha affermato, rivolto alle Autorità: “Tornate a ragionare e non allontanate il popolo dallo Stato e dalla religione islamica. Sicuramente la vostra condotta non giova all'Islam e macchia la nostra religione. Saranno tante le persone che, osservando il vostro operato, sotto il nome dell'Islam, si allontaneranno dalla religione. Riflettete prima che sia troppo tardi”.
Ma anche molti altri grandi Ajatollah si sono pronunciati contro Ahmadinejad. Lo "strappo" da lui compito all'interno dell'establishment islamico è sicuramente lacerante.
Se non gli si dà l'occasione per fare piazza pulita manu militari, contraddizioni interne, in ebollizione, potrebbero esplodere anche tra i gradi alti ed i gradi medi dei Basji...
Alfonso Navarra - obiettore alle spese militari e nucleari
Sent: Tuesday, June 30, 2009 8:19 PM
Subject: Iran - sanzioni o nuovi strumenti
Anche l'esperienza dell'Iraq conferma che le "sanzioni" statali sono pagate pesantemente dai popoli, specie nei settori più deboli, ed incidono poco sui regimi oppressivi, anzi li rafforzano ed incarogniscono.
L'offerta di "dialogo" (es. la "mano tesa" di Obama dal Cairo) fa invece esplodere le loro contraddizioni interne. Ed occorre inventarsi NUOVI STRUMENTI DI INTERVENTO, basati sul principio della creazione di ponti tra le diverse società civili. Le "ambasciate di pace" rientrano tra essi.
Da questo punto di vista è importantissimo che si attivino e potenzino network internazionali delle donne.
La domanda però resta, per tutti i dubbiosi e le dubbiose, che temono di portare acqua al mulino dell'America, o addirittura di picconare il "fronte anti-imperialista": analizzare va bene, ma mobilitarsi oggi contro le donne massacrate no?
Per quanto mi riguarda c'è anche un elemento "egoistico": so benissimo che dalle vicende iraniane può scaturire la prima guerra nucleare limitata dell'umanità.
Quindi quando vado ai sit-in delle studentesse e degli studenti iraniani io non porto soltanto la mia solidarietà, sto lottando anche direttamente per me stesso...
Alfonso Navarra - obiettore alle spese militari e nucleari
PS- ricordate che è un errore identificare le lobby americane dello "sviluppo sostenibile" con il Military Industrial Complex...
Non esistono, al mondo, realtà sociali monoliticamente omogenee. Neanche l'Iran lo è, figuriamoci gli USA! Proprio su questo assunto si basa la teorica praticabilità di una strategia nonviolenta, ma anche - a ben guardare - di tipo marxista rivoluzionario.
C'è il famoso detto di Mao, ricavato da Confucio: "L'uno si divide in due"...
venerdì 26 giugno 2009 14.45
Ho partecipato al sit in davanti al consolato peruviano in Milano e - da giornalista - sto preparando un pezzo impegnato dalla parte della lotta indigena che difende un bene ambientale patrimonio dell'umanità.
Essere contro le pallottole che uccidono i giovani iraniani - e gli indios peruviani - chiama anche alla protesta contro le bombe che massacrano i civili afghani...
La gente comune, quella che vuole lavorare e vivere in pace, con i diritti umani e sociali garantiti, è oggi "carne da macello" in tutto il mondo ed i carnefici issano varie bandiere ed indossano diverse divise.
L'internazionale degli oppressi si libererà di tutti costoro, del sistema che dà loro potere, ed assicurerà un futuro alla specie umana.
Alfonso Navarra
Tam-tam su twitter e sui blog, l'agitazione sembra confermata
E il leader moderato chiede di liberare i "bambini della rivoluzione"Iran, "sciopero generale dal 5 all'8 luglio"
Con il capo della "Rivoluzione Verde" anche Karroubi e Khatami
E il leader moderato chiede di liberare i "bambini della rivoluzione"
Iran, "sciopero generale dal 5 all'8 luglio"
Moussavi attacca: "Governo illegittimo"
Con il capo della "Rivoluzione Verde" anche Karroubi e Khatami
In rete raccontate le sevizie: "Bastoni, pistole elettriche, violenze"
TEHERAN - "Sciopero generale in Iran dal 5 all'8 luglio". La notizia rimbalza su Twitter e sui blog, nonostante il giro di vite della censura che ha colpito le comunicazioni via internet nel Paese. "National strike confirmed 15-17 tir (July 5-8)", è il messaggio postato su vari canali del social network che ha permesso all'Onda verde che contesta la rielezione del presidente Ahmadinejad di rimanere in contatto e coordinare le azioni di protesta, seppure fra mille difficoltà, anche dopo la violenta repressione delle proteste in piazza.
Su Twitter si susseguono messaggi che chiedono agli utenti occidentali di far pressione sui media affinché tengano alta l'attenzione sull'Iran.
Continuano intanto ad arrivare notizie sulle sevizie e le torture di cui sono vittime gli oppositori del regime, fra cui politici, blogger e gestori di siti internet di orientamento moderato. E prosegue anche il botta e risposta tra i due sfidanti, Ahmadinejad, proclamato vincitore, e Moussavi, lo sconfitto che non accetta l'esito del voto.
La protesta non si ferma. I gruppi legati alla protesta verde sui social network in Iran stanno quindi
organizzando un grande sciopero generale. Ci sono poi indiscrezioni ancora non confermate, forse per paura di essere preceduti da repressione della polizia, su una grande manifestazione che si dovrebbe svolgere giovedì (prefestivo in Iran) 11 tir -2 luglio- in tutto il Paese. A Tehran la protesta a quanto si dice dovrebbe avvenire alle 18 in piazza Vali Asr, piazza Enqelab e piazza Tajrish. Questa manifestazione dovrebbe aver luogo anche nelle altre grandi città dell'Iran come Shiraz, Tabriz, Isfahan, Urumieh, Khorram Abad, Bandar Anzali, Ahvaz, Qazvin, Qom e nella regione del Sistan Balucistana al confine con Pakistan e Afghanistan. Inoltre un'altra protesta sarebbe in pianificazione per giovedì 18 tir (9 luglio), ancora da confermare luogo e forma nei prossimi giorni.
La protesta continua poi tutte le sere dalle 21 alle 22.30 sui tetti delle case con il grido "Allah o Akbare", "morte al dittatore" e "Ya Hossein Mir Hossein" (O Hossein, nome del terzo Imam sciita Mir Hossein nome del leader dell'opposizione Mousavi). L'invito è esteso anche agli iraniani all'estero perché continuino la protesta negli stessi giorni in concomitanza alle date delle proteste in Iran, davanti alle ambasciate della Repubblica Islamica nei paesi in cui risiedono.
"Governo illegittimo". Proprio il leader dell'opposizione moderata iraniana Mir Hossein Moussavi è oggi intervenuto attraverso il suo sito web facendo sapere di "considerare illegittimo" il nuovo governo di Mahmoud Ahmadinejad, proclamato vincitore delle elezioni presidenziali dello scorso 12 giugno. Moussavi ha poi esortato le autorità a liberare quelli che lui stesso ha definito "i bambini della rivoluzione", cioè tutti i giovani scesi in piazza per sfidare Ahmadinejad e un regime accusato di avere "rubato" i loro voti. "Non esiste alcun compromesso in materia di diritti umani" ha detto Moussavi che ha poi chiesto che venga tolta immediatamente la censura su siti, blog e giornali dei moderati.
Karroubi e Khatami con lui. Nonostante il riconteggio del Consiglio dei Guardiani abbia confermato l'esito delle consultazioni, anche l'altro candidato sconfitto alle elezioni, il riformista Mehdi Karroubi, ha dichiarato di non riconoscere la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Allo stesso modo si è espresso attraverso il suo sito l'ex presidente Mohammad Khatami che ha definito le elezioni un "colpo di stato" e il loto risultato "inaccettabile".
Ahmadinejad: "Vittoria contro l'imperialismo". Il contestatissimo presidente rieletto invece non perde l'occasione per provocare. Sia gli avversari politici interni. Sia quelli, presunti, esterni. Oggi, parlando con un rappresentante del governo venezuelano dell'alleato Hugo Chavez, Ahmadinejad ha affermato che quella del 12 giugno è stata una "grande vittoria per il campo anti-imperialista" e che in futuro "Iran e Venezuela staranno l'uno in fianco all'altro per affrontare le questioni globali con maggiore forza".
Sul blog torture e sevizie. Sul blog iraniano Revolutionary Road vengono raccontate nel dettaglio le torture nelle prigioni iraniane per chi osa sfidare le verità del regime. Si narra di largo uso di bastoni, pistole elettriche, privazione del sonno e persino violenze sessuali. Il blog, registrato nell'ottobre 2007 da un utente che ha scelto come nome quello di Saeed Valadbaygi II, oggi pubblica un testo - in versione bilingue, inglese e francese - sotto il titolo: "Cosa succede dietro le sbarre in Iran?"
Secondo una testimonianza riportata dal blog, molti prigionieri vengono rilasciati dietro pagamenti che vanno da 50 mila a 50 milioni di toman (con un toman che equivale a dieci rial, le cifre varierebbero da 37 a 37 mila euro). Viene sottolineato che la maggior parte degli arresti in Iran non sono stati fatti durante le manifestazioni e colpiscono "teenager, professori universitari e anche stranieri. Le peggiori torture - scrive il blog - vengono fatte nella stazione di polizia di via Vahdat Eslami oltre che nella prigione di Evin".
Rilasciati 2 funzionari britannici. L'Iran ha rilasciato
altri due degli addetti locali dell'ambasciata britannica a Teheran, che domenica erano stati arrestati insieme ad altri sette compagni con l'accusa di aver avuto un ruolo rilevante nelle proteste scoppiate dopo le elezioni presidenziali. Sono due gli impegati ancora in arresto dopo che altri 5 erano stati liberati lunedì scorso.
Continuano intanto ad arrivare notizie sulle sevizie e le torture di cui sono vittime gli oppositori del regime, fra cui politici, blogger e gestori di siti internet di orientamento moderato. E prosegue anche il botta e risposta tra i due sfidanti, Ahmadinejad, proclamato vincitore, e Moussavi, lo sconfitto che non accetta l'esito del voto.
La protesta non si ferma. I gruppi legati alla protesta verde sui social network in Iran stanno quindi
organizzando un grande sciopero generale. Ci sono poi indiscrezioni ancora non confermate, forse per paura di essere preceduti da repressione della polizia, su una grande manifestazione che si dovrebbe svolgere giovedì (prefestivo in Iran) 11 tir -2 luglio- in tutto il Paese. A Tehran la protesta a quanto si dice dovrebbe avvenire alle 18 in piazza Vali Asr, piazza Enqelab e piazza Tajrish. Questa manifestazione dovrebbe aver luogo anche nelle altre grandi città dell'Iran come Shiraz, Tabriz, Isfahan, Urumieh, Khorram Abad, Bandar Anzali, Ahvaz, Qazvin, Qom e nella regione del Sistan Balucistana al confine con Pakistan e Afghanistan. Inoltre un'altra protesta sarebbe in pianificazione per giovedì 18 tir (9 luglio), ancora da confermare luogo e forma nei prossimi giorni.
La protesta continua poi tutte le sere dalle 21 alle 22.30 sui tetti delle case con il grido "Allah o Akbare", "morte al dittatore" e "Ya Hossein Mir Hossein" (O Hossein, nome del terzo Imam sciita Mir Hossein nome del leader dell'opposizione Mousavi). L'invito è esteso anche agli iraniani all'estero perché continuino la protesta negli stessi giorni in concomitanza alle date delle proteste in Iran, davanti alle ambasciate della Repubblica Islamica nei paesi in cui risiedono.
"Governo illegittimo". Proprio il leader dell'opposizione moderata iraniana Mir Hossein Moussavi è oggi intervenuto attraverso il suo sito web facendo sapere di "considerare illegittimo" il nuovo governo di Mahmoud Ahmadinejad, proclamato vincitore delle elezioni presidenziali dello scorso 12 giugno. Moussavi ha poi esortato le autorità a liberare quelli che lui stesso ha definito "i bambini della rivoluzione", cioè tutti i giovani scesi in piazza per sfidare Ahmadinejad e un regime accusato di avere "rubato" i loro voti. "Non esiste alcun compromesso in materia di diritti umani" ha detto Moussavi che ha poi chiesto che venga tolta immediatamente la censura su siti, blog e giornali dei moderati.
Karroubi e Khatami con lui. Nonostante il riconteggio del Consiglio dei Guardiani abbia confermato l'esito delle consultazioni, anche l'altro candidato sconfitto alle elezioni, il riformista Mehdi Karroubi, ha dichiarato di non riconoscere la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Allo stesso modo si è espresso attraverso il suo sito l'ex presidente Mohammad Khatami che ha definito le elezioni un "colpo di stato" e il loto risultato "inaccettabile".
Ahmadinejad: "Vittoria contro l'imperialismo". Il contestatissimo presidente rieletto invece non perde l'occasione per provocare. Sia gli avversari politici interni. Sia quelli, presunti, esterni. Oggi, parlando con un rappresentante del governo venezuelano dell'alleato Hugo Chavez, Ahmadinejad ha affermato che quella del 12 giugno è stata una "grande vittoria per il campo anti-imperialista" e che in futuro "Iran e Venezuela staranno l'uno in fianco all'altro per affrontare le questioni globali con maggiore forza".
Sul blog torture e sevizie. Sul blog iraniano Revolutionary Road vengono raccontate nel dettaglio le torture nelle prigioni iraniane per chi osa sfidare le verità del regime. Si narra di largo uso di bastoni, pistole elettriche, privazione del sonno e persino violenze sessuali. Il blog, registrato nell'ottobre 2007 da un utente che ha scelto come nome quello di Saeed Valadbaygi II, oggi pubblica un testo - in versione bilingue, inglese e francese - sotto il titolo: "Cosa succede dietro le sbarre in Iran?"
Secondo una testimonianza riportata dal blog, molti prigionieri vengono rilasciati dietro pagamenti che vanno da 50 mila a 50 milioni di toman (con un toman che equivale a dieci rial, le cifre varierebbero da 37 a 37 mila euro). Viene sottolineato che la maggior parte degli arresti in Iran non sono stati fatti durante le manifestazioni e colpiscono "teenager, professori universitari e anche stranieri. Le peggiori torture - scrive il blog - vengono fatte nella stazione di polizia di via Vahdat Eslami oltre che nella prigione di Evin".
Rilasciati 2 funzionari britannici. L'Iran ha rilasciato
altri due degli addetti locali dell'ambasciata britannica a Teheran, che domenica erano stati arrestati insieme ad altri sette compagni con l'accusa di aver avuto un ruolo rilevante nelle proteste scoppiate dopo le elezioni presidenziali. Sono due gli impegati ancora in arresto dopo che altri 5 erano stati liberati lunedì scorso.
(1 luglio 2009)
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