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Sent: Tuesday, February 01, 2005 8:02 AM
Subject: Headlines 2005 FSM-4
Headlines 2005/FSM Brasile, edizione speciale n.4:
Notizie dall'apostolato sociale dei gesuiti. per scambiare notizie,
stimolare
contatti, condividere uno spirito comune e promuovere un lavoro di rete.
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28 gennaio 2005 - Notizie dai membri della delegazione dei gesuiti al Forum
Mondiale Sociale di Porto Alegre. Brasile.
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* Un ponte tra Mumbai e Porto Alegre
Questa mattina la Messa delle sette aveva un significato speciale poiché la
delegazione del SAPI (Iniziative dei Popoli dell'Asia Meridionale), una
piattaforma
di associazioni civili e popolari dell'India e dello Sri Lanka fortemente
incoraggiata dai gesuiti, avrebbe preparato la liturgia. Durante l'omelia
Suor
Dafne Sequeira, di Pune, ha parlato del suo lavoro con le vedove e di come
la
povertà sia spesso la causa della morte di molti dei loro uomini. Durante
l'offertorio, l'altare era stato addobbato con una scritta che diceva che
SAPI, a
nome delle persone che rappresenta, era riuscita nel suo intento di
costruire un
ponte tra Mumbai e Porto Alegre.
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* Porto Alegre ha chiuso con il Forum?
I giornali del mattino hanno riportato la notizia (o la diceria) che Porto
Alegre non
ospiterà il Forum del 2006. Già da tempo era stato deciso che il FSM nel
2007 si
sarebbe svolto in un paese africano (il Sud Africa quasi sicuramente), ma
nel
2006? Non a Porto Alegre a quanto pare. Le ragioni di questo probabile
cambiamento sembrano essere di natura politica: l'organizzazione di un
evento
del genere richiede non solo grossi finanziamenti ma anche una forte volontà
politica e entrambe scarseggiano nella giunta comunale (prefetura) della
città da
quando il partito di Lula è stato sconfitto nelle passate elezioni.
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* Nell'accampamento della gioventù: una differente sotto-cultura
Si trova nel bel mezzo dell'area del Forum, un'ampia zona disseminata da
tende
multicolori e punteggiata da docce da campo e cabine-wc ecologiche che offre
ospitalità gratuita a 30-40mila giovani. Camminando lungo uno dei sentieri
principali che attraversano il campeggio ci si accorge delle lunga fila di
venditori,
per lo più giovani anch'essi, seduti ai lati della strada con i loro
ninnoli, collane di
perle, piume, maschere, ogni sorta di amuleti, tutti in vendita e tutti
apparentemente provenienti dal cuore della foresta amazzonica. Un gruppo di
giovani (o presumibilmente tali, poiché sarebbe difficile indovinarne l'età)
appartenenti a un gruppo chiamato Galakticos - da non confondere, per gli
amanti del calcio, con i 'galacticos' di una famosa squadra spagnola! - si
fa
pagare per farsi fotografare: sono tutti vestiti di nero, non proprio lavati
di fresco o
stirati e il loro viso si riesce appena a intravedere, nascosto com'è da
lunghe
treccine e barbe incolte. Alcuni dei ragazzi dell'accampamento hanno uno
sguardo indurito da anni passati ai margini della società, altri sembrano
essere
"novellini", giovani provenienti da famiglie agiate al loro primo
esperimento
"radicale", mentre altri ancora stanno semplicemente approfittando di un
posto
gratis in una città al completo. L'icona di Che Guevara fa capolino un pò
ovunque
nelle tende degli incontri, così come le foto color seppia di un famoso
bombardamento di Sendero Luminoso, il gruppo terrorista peruviano. Si
respira
un senso di apertura tra questi giovani, un desiderio non detto di essere
diversi,
di voler occupare uno spazio a parte e, in un certo senso, in disparte.
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* SAPI occupa uno stand
Probabilmente questa notizia apparirà nei giornali di domani! Non è
un'invenzione ma la verità. SAPI aveva prenotato uno stand all'interno
dell'area
del Forum attraverso internet, ma gli organizzatori non ne avevano
registrazione
sui loro terminali. Nonostante SAPI abbia mostrato la prova del pagamento ai
responsabili, questi si sono detti impossibilitati a esaudire la richiesta
di
assegnazione di uno stand. Non certo scoraggiato, il gruppo ha comunicato
agli
organizzatori che avrebbe occupato uno stand che era rimasto vuoto, per
tutta la
durata del Forum.. Gli organizzatori, benché scioccati dalla notizia, non
hanno
potuto ostacolare una rivendicazione che rendeva possibile questo "altro" di
cui
tanto si parla.
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* SAPI "monopolizza" la Casa dell'India
Rassicurata dalla riuscita dell'iniziativa e dopo aver organizzato con cura
le
proprie azioni, SAPI ha deciso di introdurre un pò di azione sociale e
politica nel
Forum. La "Casa dell'India" è una grande tenda che si trova nelle vicinanze
dell'accampamento della gioventù che offre ai visitatori un assaggio
d'India. Non
era certamente preparata per la visita di SAPI che ha organizzato un
incontro
"politico" aperto a fianco della "Casa dell'India". Al suono dei tamburi i
membri del
SAPI dall'India e dallo Sri Lanka hanno formato un cerchio chiudendolo
simbolicamente con tutti gli striscioni che avevano portato. Il suono dei
tamburi in
poco tempo ha attirato una grossa folla e di lì a poco alcuni indiani
presenti al
FSM hanno cominciato a radunarsi. Poco dopo un nutrito gruppo di Dalit
dell'India meridionale si è unito a loro con altri tamburi, canzoni e
slogan. Un
uomo, probabilmente il responsabile della "Casa dell'India", ha raggiunto il
gruppo con uno striscione che inneggiava a Gandhi, alla pace e alla non-
violenza. Era sopraffatto da tutta questa folla e dall'attenzione che questa
aveva
attirato su di sé, un'opportunità che mai si sarebbe sognato! La folla
continuava a
crescere ed era arrivato il turno dei media. I partiti politici sono abili
nello sfruttare
tutto ciò che può essere "popolare": un rappresentante del Partito dei
Lavoratori,
il partito di Lula, si è unito al gruppo di SAPI assicurandogli una
copertura in
prima pagina in uno dei giornali più diffusi della città. Poi sono arrivate
le troupe
televisive e hanno organizzato delle interviste. Domani alle 5.30 del
pomeriggio
una rappresentanza di SAPI e della delegazione dei gesuiti al FSM terrà una
conferenza stampa davanti ai giornalisti accreditati.
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* L'importanza della sussidiarietà
Nel corso di un seminario, John Cavanagh, membro del Forum Internazionale
sulla Globalizzazione, ha illustrato la sua tesi secondo cui il principio di
sussidiarietà, punto chiave della dottrina sociale della chiesa, è
l'elemento
centrale di un modello alternativo a quello presente. Nel modello attuale
che
oggigiorno governa il mondo dell'economia e del commercio,la grandi imprese
e
le istituzioni internazionali hanno accumulato un potere fino a ora
impensabile.
Questo fa sì che le persone e le comunità non siano più in grado di dire la
loro
sulla presa di decisioni che le riguardano. Il principio della sussidiarietà
sostiene
invece che il potere decisionale debba essere lasciato il più possibile
nelle mani
delle persone e delle comunità locali e che solo quelle materie su cui non
sia
possibile prendere decisioni a questo livello siano demandate a livelli più
alti o
aggregati. (Miguel Gonzalez, Alboan, IJND)
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*Dignità, e non molestie, per i lavoratori
In questo quinto Forum Sociale Mondiale un nuovo concetto e una una nuova
pratica si sono diffusi tra i settori interessati ai problemi del mondo del
lavoro. I
lavoratori del settore chimico e petrol-chimico che fanno parte della
Confederazione unitaria dei lavoratori del Brasile sono riusciti ad
incorporare
un'innovazione francese all'interno dei circoli sindacali dell'America
Latina.
Questa innovazione si propone di porre fine alle umiliazioni patite da molti
lavoratori che sono costretti ad intraprendere lavori pesanti, durante i
quali
devono subire trattamenti vergognosi, soprattutto molestie sessuali. Le
nuove
norme includono pareri legali, educativi e materiali e soprattutto,
informazioni per
rendere i lavoratori consapevoli. (Carlos Rodríguez ,CEREAL-FCE, Messico).
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*Perché un Forum Sociale Mondiale? Quali risultati possono provenire da un
raduno così grande?
Le risposte a queste domande differiscono a seconda della prospettiva da cui
emergono.
Una risposta afferma che il Forum Sociale Mondiale è 'una torre di Babele'.
Con
questo termine si intende la vasta ma confusa varietà che esiste all'interno
del
Forum Sociale Mondiale. Tuttavia lo stesso simbolo può essere interpretato
come una vetrata multicolore che proietta una visione multiforme e
variopinta che
ben rappresenta questa stupefacente varietà umana, la varietà che esprime
all'unisono l'insoddisfazione e la speranza che 'un altro mondo è
possibile'.
La stampa internazionale descrive il Forum come un gruppo di militanti
no-global
e forse i lettori immaginano un gruppo di persone che sventolano bandiere e
gridano slogan contro il neo-liberalismo e il Fondo Monetario
Internazionale.
Sicuramente sono presenti persone che sventolano bandiere e che urlano
slogan
ma la descrizione non tiene conto della moltitudine di coloro che
partecipano agli
incontri, ai seminari e alle conferenze. Questo non è un Forum di farabutti
e
ciarlatani. A questo Forum si sentono molte donne e uomini che parlano delle
loro esperienze, dei loro impegni, delle loro riflessioni, uno sforzo
immenso per
portare avanti un'azione responsabile e ponderata. Questa è una ricerca, per
comprendere e trovare alternative, che non può essere repressa.
In questo Forum ci sono centinaia di uomini e donne pronte ad ascoltare e a
impegnarsi nel dialogo. Questo atteggiamento di ascolto aiuta ad aprire le
nostre
menti, interroga le nostre strutture mentali e arricchisce i modi spesso
abbastanza semplicistici in cui giudichiamo e definiamo la realtà della
società.
Tutto ciò rende più complessa la nostra definizione di verità.
La prospettiva di Porto Alegre è la pace e la trasformazione della società
che la
renderà più equa, basata di più sulla solidarietà. Porto Alegre riesce a
dare
visibilità a quella maggioranza di esseri umani nascosti sotto il nome dei
poveri e
degli esclusi, una maggioranza silenziosa che vuole parlare ed essere
ascoltata.
Tenendo a mente questo nuovo tipo di mondo desiderato, lo sforzo ora è di
fermare la deriva del mondo verso la barbarie, in un circolo vizioso in cui
giustifichiamo la guerra con motivazioni contro il terrorismo e il
terrorismo con la
necessità di combattere la guerra. Il modello economico deve essere
cambiato,
da qui le numerose iniziative per costruire delle economie di solidarietà.
Questi
sforzi aspirano a porre la ricchezza al servizio degli esseri umani,
rifiutando di
permettere al mondo di divenire una merce. 'La terra non è in vendita',
recita un
enorme striscione. Il nuovo mondo affiorerà quando si accetteranno e si
rispetteranno le differenze, quando cesserà il turismo sessuale, quando la
violenza contro le donne verrà sradicata, quando i 240 milioni di dalit
potranno
elevare la loro voce ed essere ascoltati nella loro legittima richiesta di
occupare
un posto dignitoso su questa terra.
Porto Alegre non rifiuta la globalizzazione; contesta il tipo di
globalizzazione che
si sta sviluppando ora, e lo fa all'unanimità, all'unisono. Contesta
l'imposizione di
una sola asse di articolazione: il mercato, senza regole, senza coscienza
sociale,
in cui l'accumulare ricchezza è l'unico scopo. Propone di globalizzare la
solidarietà, di promuovere una prospettiva, in cui la realizzazione degli
Obiettivi di
Sviluppo del Millennio concordati dai paesi ricchi, ricopra un ruolo
importante.
Purtroppo, invece, il raggiungimento di questi obiettivi ha un'importanza
sempre
più marginale e sta andando impercettibilmente alla deriva verso l'oblio.
Uno di
questi obiettivi è la riduzione della povertà.
Ogni sera, dopo una faticosa giornata di partecipazione a discussioni e
seminari
di loro scelta, i membri delle delegazione dei gesuiti si radunano per
condividere
le loro esperienze e le loro riflessioni. I gesuiti del Brasile
nord-orientale sono
preoccupati dall'aumento della desertificazione, gli indiani sono
interessati al
tema dell'esclusione, quelli dell'America Latina al tema delle economie
solidali.
Gli europei riflettono invece sui rapporti tra nord e sud, i gesuiti
dell'Amazzonia
sono interessati alle questioni riguardanti l'acqua. Quelli dell'Africa e
della
Colombia si per la pace, contro la guerra e contro la criminalizzazione
della
protesta sociale passata per lotta al terrorismo.
Ogni giorno prendiamo il treno a San Leopoldo e viaggiamo per 40 minuti per
raggiungere la sede del Forum. Durante il nostro viaggio, troviamo le
'Poesie
della Metro' sui muri degli scompartimenti dei treni. Una di queste recita:
Tanto tempo fa
Volevo tessere una coperta
Non avevo né ago né lana
Solo la speranza
Oggi ho ago e lana
Ma non so come si tesse una coperta
Cucio solo parole
E tesso le mie memorie
(Irede Inés Maseiro)
(Riportato da Jorge Julio Mejía S.J.)
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Un giorno ad Aboud
30 gennaio 2005
Questa mattina alle 8.00 veniamo informati che sulla strada principale per
Ramalla, poco fuori il paese, c’è un checkpoint dalle 5 .30 del mattino.
Andiamo e troviamo una coda di auto ferme lunga circa 200 metri. Le auto e i
pulmini carichi di gente che deve andare al lavoro passano una alla volta, con
un controllo documenti che li obbliga a scendere dall’auto, percorrere circa 10
metri a piedi fino a raggiungere l’ufficiale che guarda il documento. Poi
tornano indietro fino al mezzo e ripartono. Il tutto porta via circa 3 minuti
ad auto con l’inutile umiliazione di scendere e andare a piedi dall’ufficiale a
fargli vedere il documento e poi tornare indietro per risalire in auto.
Ovviamente le auto dei coloni che passano su quella stessa strada non vengono
fermate.
Cerchiamo di parlare con l’ufficiale. Rifiuta di farci avvicinare e ci manda un
soldato come messaggero.
Le nostre richieste di controllare i documenti senza far scendere la gente dai
furgoni cadono nel nulla.
Chiamiamo l’ufficio militare dei territori, il quale ci fa parlare con il
comandante, il quale non ne vuol sapere di agevolare il controllo di quel check
point sostenendo delle generiche “nostre buone ragioni” per far scendere la
gente dai mezzi.
Rimaniamo a guardare facendo foto. Dopo 30 minuti un altro mezzo militare
raggiunge il checkpoint e dopo 2 minuti di dialogo tra gli ufficiali i mezzi se
ne vanno liberando la strada alle rimanenti auto che possono cosi andare a
Ramalla senza controllo documenti…a rimarcare l inutilita dei controlli
precedenti.
Questa sera alle 17.00 due bambini palestinesi del villaggio, entrambi dell’eta
di 10 anni, sono stati arrestati da soldati dell’esercito israeliano perché
tiravano pietre.
I due bambini sono stati rinchiusi dentro alla jeep dell’esercito per circa 30
minuti, dentro la quale sono stati minacciati dai soldati di essere portati in
prigione se non davano i nomi dei loro coetanei che lanciano pietre contro i
mezzi blindati quando entrano in paese. I bambini sono usciti dalla jeep in
lacrime. Uno dei due ha dato all’ufficiale 20 nomi e cognomi di bambini del
paese. La jeep e l’ufficiale che la comanda è la stessa che ha fatto il check
point al mattino. L’ufficiale è un tipo molto duro, che ha gia fatto sapere in
paese che quando passa non vuole vedere i bambini che lanciano pietre sulle
auto militari blindate.
Ieri questo stesso ufficiale ha lanciato un gas lacrimogeno contro i bambini
che lanciavano pietre.
Casualmente abbiamo assistito al fatto, documentandolo anche con foto e solo
alcuni secondi di video perchè l'esercito ha impedito l'uso della telecamera.
Uno dei due bambini con il quale abbiamo parlato dopo il fatto, ha raccontato
che lanciavano pietre contro un auto di un colono israeliano, il quale è uscito
dall'auto e ha sparato alcuni colpi di pistola. I bambini sono fuggiti per le
strade del paese, nel quale erano presenti due mezzi dell'esercito. I soldati
hanno rincorso e bloccato i due bambini, chiudendoli poi nella jeep.
Per la legge militare israeliana, in vigore nei Territori Occupati, sono
possibili di arresto i bambini con età superiore ai 12 anni. In questo caso la
violazione è avvenuta non solo contro il Diritto Internazionale delle Nazioni
Unite (che condanna gli arresti anche dei 12enni), ma anche contro le stesse
leggi militari israeliane, essendo i bambini di 10 anni.
Ad un soldato che presidiava la jeep con i bambini dentro abbiamo chiesto il
perchè di quello che accadeva e lui molto nervoso ci ha risposto facendo vedere
una cicatrice che aveva sulla gamba. Gli ho chiesto come e quando se la fosse
fatta ma non mi ha risposto, dicendo solo che in quel momento stava facendo il
suo lavoro. Inutilmente ho chiesto di parlare con l'ufficiale che ci ha
impedito di avvicinarlo ordinando ai soldati di tenerci a distanza dalla jeep.
Mi chiedo dove è quella fase di dialogo che tanto viene sbandierata nei mass
media in questi giorni.
Dalle colline a due passi dal mare in cui nessuno puo andare
Salam shalom
logan
----- Fine messaggio inoltrato -----
Headlines 2005/FSM Brasile, edizione speciale n.3:
Notizie dall'apostolato sociale dei gesuiti. per scambiare notizie,
stimolare
contatti, condividere uno spirito comune e promuovere un lavoro di rete.
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I componenti della delegazione gesuita ci informano sul Forum Social
Mondiale
2005 di Porto Alegre, Brasile - 27 gennaio 2005
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* La chiamata di Lula per una battaglia contro la povertà
In un punto, non ha deluso i suoi sostenitori. Di fronte a una folla di
circa 10.000
persone, divise nelle loro simpatie, Inácio Lula da Silva, Presidente del
Brasile,
accompagnato da persone provenienti dall'Asia, dall'Africa, dal Brasile e da
Cuba, si è impegnato a ricordare ai leader mondiali le promesse fatte per
sradicare la povertà, un tema che, come riportato in seguito, è stato
evidenziato
da molti gruppi e reti. Una donna africana ha espresso sofferenza e speranza
con forza e compassione mentre parlava di "quelle donne africane che non
vogliono morire ma vivere; ma noi non vogliamo vivere più in povertà; è
nelle
nostre mani fare qualcosa; oggi è oggi e non domani!" (Riportato da Paolo
Sergio
Vaillant e Jaime Vicario)
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* Un momento di ringraziamento
La sera del 26 gennaio l'intera delegazione dei gesuiti si è riunita per
condividere
le esperienze del primo giorno di Forum. P. Joao Roque Rohr, Provinciale
delle
Province Brasiliane e P. Guido A. J. Kuhn, Provinciale della Brasile
Meridionale,
hanno salutato e accolto tutti i partecipanti. A nome di tutti, P. J. J.
Mejia ha
ringraziato i due Provinciali per la loro ospitalità. P. Joe Xavier, in
rappresentanza
dei 30 partecipanti, gesuiti e laici, provenienti dall'India e dallo Sri
Lanka, ha
ringraziato entrambe i provinciali e in particolare P. Joao Roque
raccontandogli
quanto avesse apprezzato la sua lettera d'invito che ha fatto sì che il
sogno di
venire a Porto Alegre, e mantenere la continuità e le promesse fatte da SAPI
(South Asian Peoples' Initiatives) al FSM di Mumbai, siano state mantenute.
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* Il Forum: Babele o Pentecoste?
Durante la riunione serale di condivisione si sono anche espresse opinioni
discordanti. Alcuni hanno sentito che la "diversità" degli interessi
rappresentati al
Forum era così ampia da sembrare che ciascuno stesse parlando lingue
differenti e nessuno capisse nessun altro: un buon esempio di come potesse
essere la torre di Babele. La maggioranza, tuttavia, pensa che l'esperienza
sia
più simile all'evento della Pentecoste: parlavano lingue differenti ma
ciascuno
comprendeva ciò che gli altri stavano dicendo. C'è una speranza sottostante,
una
chiara determinazione a cambiare la situazione presente. Come un
partecipante
proveniente da Manaus (Brasile) ha sottolineato, il tratto più significativo
del
Forum è il suo potere di convocazione; non c'è nessun altra organizzazione
al
mondo oggi che possa riunire così tanti differenti gruppi in un luogo allo
stesso
tempo.
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* Dove sono i poveri?
Durante i nostri incontri abbiamo spesso fatto paragoni con l'incontro di
Mumbai.
Coloro che erano presenti dicevano che là i poveri si incontravano
dappertutto,
nelle piazze e nelle strade della città. Questo Forum sembra frequentato da
quello che uno di noi ha definito "la società civile organizzata e
articolata", da
quelli che, come noi, parlano per la gente. Altri erano dell'idea che non
era del
tutto vero che i poveri non avessero voce in capitolo. Ad uno dei seminari
hanno
parlato solo i bambini, mentre gli adulti potevano soltanto ascoltare. Ci
hanno
anche informato che c'erano stati forum paralleli per particolari categorie
di
poveri, ad esempio per quelli che raccolgono rifiuti e cartoni e un forum
dedicato
alla riforma agraria.
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*Cancellate il debito estero!
Padre Xavier (Provincia del Brasile Settentrionale) ha lanciato un forte
appello a
tutto il gruppo: "Fino a che non saremo in grado di realizzare dei
cambiamenti
strutturali come la cancellazione del debito estero, non riusciremo a
ottenere
alcun cambiamento effettivo nella vita dei poveri." Egli ha parlato in modo
molto
forte dell'inutilità di alcuni piani governativi (statali e regionali)
accettati dal
Brasile. Non ci sono di fatto soldi sufficienti per realizzarli. "Le belle
parole non
servono a nulla" ha sottolineato, "non cambiano la dura realtà di quotidiana
sofferenza della gente. Dobbiamo attuare e chiedere cambiamenti strutturali
a
livello internazionale."
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*Eventi pre-forum
Due eventi hanno caratterizzato la preparazione cattolica verso il Forum:
una
conferenza sulla Teologia della Liberazione e un Seminario sulla Migrazione,
entrambi svoltisi prima dell'inizio del FSM. P. Martin Meier (Germania) ha
partecipato al primo e si è offerto di darci una sintesi della conferenza
questa
sera. P. José "Chepes" Núñez (Provincia della Antille) e P. Thierry Linard
de
Guertechin (CIAS-IBRADES, Brasilia) hanno partecipato al forum sulla
migrazione. P. Chepes è convinto che finché non svilupperemo le nostre reti,
come quella che stiamo costruendo ora sulla migrazione, sia di scarsa
utilità
partecipare a queste conferenze o seminari. I partecipanti a questi forum
parlano
a nome delle grandi reti o piattaforme che rappresentano e partecipano a
queste
conferenze allo scopo di stabilire ampie alleanze o nuove piattaforme di
reti. Altri
gesuiti, commentando queste sottolineature, hanno aggiunto che noi
ragioniamo
ancora troppo in termini di categorie individuali mentre dobbiamo accettare
completamente le implicazioni organizzative che comporta il lavorare in
rete.
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*Possiamo cambiare il mondo senza potere politico?
Questa domanda è stata discussa da Alex Callinicos, autore del "Manifesto
anti- capitalista" e John Holloway che ha pubblicato il libro "Cambiare il
mondo senza
prendere il potere". John Holloway ha difeso la tesi secondo cui una
trasformazione globale si realizzerà attraverso l'espansione e la
moltiplicazione
di 'ribellioni' e attraverso il 'no' della gente. Emergerà dagli interstizi,
dalle crepe e
dalle fessure del sistema capitalista. L'ha chiamata una "rivoluzione degli
interstizi". Secondo tale prospettiva, la strategia dovrebbe essere quella
di
puntare ad assicurarsi che le varie forme di organizzazione delle persone
non
finiscano per separarle le une dalle altre. Callinicos, d'altra parte, ha
sostenuto
che è impossibile cambiare il mondo senza confrontarsi seriamente con la
questione del potere politico. Non possiamo, ha detto, "prenderci cura del
nostro
giardino ai margini del capitalismo; questo o ci coopterà, o ci divorerà".
Dunque
la strategia dovrebbe essere quella di generare un movimento potente per
rompere le strutture di potere esistenti. (Riportato da Miguel Gonzales di
Alboan,
Spagna).
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*La voce delle popolazioni indigene
I movimenti indigeni di Ecuador, Perù, Brasile e Bolivia si sono presentati
all'incontro inaugurale del Forum con questo messaggio: "Non considerateci
come qualcosa di folcloristico. La caratteristica più importante del FSM è
la
libertà di espressione, il rispetto che è dovuto agli esseri umani e al
riconoscimento delle rivendicazioni di ogni settore sociale. Noi, popoli
indigeni,
siamo venuti a questo Forum perché crediamo che fino ad ora non siamo stati
presi sul serio, soprattutto dai nostri governi. È molto difficile per i
bianchi capire
la spiritualità degli indigeni; ma è a causa di tale spiritualità che
continuiamo a
sopravvivere da diversi secoli. Adesso vogliamo cantare una canzone dedicata
a
tutti i popoli della terra." (Riferito da Cristina Manzanedo di
Entreculturas,
Spagna).
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* La presenza giapponese
I gesuiti giapponesi sono rappresentati dai padri Ando Isamu e Peter
Shimokawa. P. Peter lavora con diverse organizzazioni che si occupano di
senza-fissa-dimora e di indigenti delle grandi città. Qui ha trascorso del
tempo
con un gruppo di persone provenienti dalle baraccopoli che hanno "invaso" un
edificio a Porto Alegre. Secondo P. Ando, la presenza giapponese al Forum
sembra essere debole, si tratta di alcuni individui sparsi, che camminano
veloci,
apparentemente senza meta. Provengono da gruppi della sinistra radicale che
si
rifanno a pace, solidarietà e politiche anti-nucleari, ma sono poco
conosciuti in
Giappone.
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* La Campagna Mondiale per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
In un prossimo incontro fissato per settembre 2005 a New York, l'Assemblea
Generale delle Nazioni Unite valuterà l'adempimento degli "Obiettivi di
Sviluppo
del Millennio" accettati ufficialmente da molti governi. Il CIDSE, la
piattaforma di
coordinamento di numerose agenzie di sviluppo cristiane (CAFOD, Cordaid,
CCFD, Misereor, Trocaire e altre), ha appena lanciato una diffusa campagna
di
pressione sui governi affinché questi ultimi dimostrino responsabilità nei
confronti
delle promesse fatte nel 2000. Tre questioni principali devono essere
affrontate
se si vogliono raggiungere gli obiettivi di sviluppo su cui ci si accordò:
incremento
e miglioramento delle forme di aiuto internazionale; cancellazione del
debito
estero; riforma delle condizioni di mercato in favore dei poveri. La
campagna è
stata lanciata con la firma simbolica di un enorme cartolina. Tra i primi
firmatari,
un vescovo brasiliano presidente della Caritas e Leonardo Boff. Il CIDSE ha
già
preparato un documento a riguardo; da parte nostra, siamo orgogliosi che P.
Jim
Hug del Centre of Concern (Washington) sia un membro associato del CIDSE.
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* Metti una fascia bianca!
Un membro della delegazione indiana ha fatto notare che la cerimonia di
legare
una fascia bianca alla mano di una persona ricorda la festa del
"Rakshabandhan", quando la sorella lega una fascia, o "rakhi", al polso del
fratello come segno di sostegno; il fratello, dal canto suo, promette
protezione
alla sorella. La "chiamata mondiale all'Azione contro la Povertà" (G-CAP) è
un'alleanza internazionale per fare pressione sui leader affinchè mantengano
le
loro promesse di estirpare la povertà e realizzare gli "Obiettivi del
Millennio".
Legare la fascia bianca è, in questo contesto, un simbolo che esprime
l'impegno
di ciascuna persona a sostenere la campagna. G-CAP rappresenta una più
ampia piattaforma, nella quale sono integrate, per esempio, anche le
organizzazioni membri del CIDSE. E' un tipico esempio di come una rete (in
questo caso il CIDSE, una rete di agenzie cristiane per lo sviluppo) che pur
lavora indipendentemente, sia allo stesso tempo parte di una coalizione più
ampia. Per ripetere la constatazione: al mondo d'oggi non c'è altra via!
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Un omaggio alle donne e alle vecchie sagge di cui abbiamo tanto bisogno,
Francesca
Una donna di Deptford, 89 anni, entra in prigione: quacchera, era stata
arrestata ad una manifestazione contro la guerra.
di Richard Pearsall, pubblicato giovedì 21 ottobre 2004 dal Courier-Post
(Camden, New Jersey)
(trad. M.G. Di Rienzo)
PHILADELPHIA: Lillian Willoughby, una quacchera di Deptford che compirà 90
anni il prossimo gennaio, è andata in prigione mercoledì per aver
protestato contro la guerra in Iraq. Poco prima di mezzogiorno, Willoughby
si alzata dalla sua sedia a rotelle, ha dato al marito George, 64enne, un
bacio e un abbraccio, ed è scomparsa all'interno del centro di detenzione
federale. Con lei c'erano cinque altri pacifisti, inclusa una giovane
coppia di Camden, Cassie Haw, 22 anni, e suo marito Chris, di 23. Tutti
sono stati condannati per aver ostruito l'ingresso del palazzo federale a
Philadelphia il 20 marzo 2003, il giorno in cui gli USA hanno invaso
l'Iraq. Di fronte alla scelta di pagare una multa di 250 dollari o di
scontare da una settimana a 6 mesi di detenzione, i sei hanno tutti scelto
la prigionia. "Non intendo sostenere la guerra in alcun modo.", ha detto
Willoughby mercoledì. Parlando ad un gruppo di 50 sostenitori che si erano
riuniti poco distante il centro di detenzione, Willoughby ha detto che la
nonviolenza non è una cosa che accade per caso: "Dovete impararla, ha
detto, dovete allenarvi per il cambiamento, che si tratti di avere a che
fare con la violenza di strada o con quella fra nazioni." Marion Brown, di
59 anni, una delle persone che andranno in prigione con Willoughby pochi
minuti più tardi, ricorda di aver detto al giudice che avrebbe pagato la
multa se "mi date assicurazione che la userete per provvedere acqua pulita
da bere per i bambini dell'Iraq, o per diminuire il peso delle tasse che i
nostri nipoti stanno pagando e pagheranno per questa guerra." Mi ha
risposto di no, dice Marion Brown, Ha detto che io non ero nella posizione
di poter negoziare."
Willoughby, nativa dello Iowa, che è stata attiva nelle campagne contro le
guerre e per i diritti civili sin dall'inizio della II guerra mondiale,
dice che non è preoccupata dalla carcerazione, anche se la sua sentenza è
di sei mesi. Sa che starà in isolamento, con una sola ora a disposizione
per uscire dalla sua cella. "Farò un po' di esercizi yoga, pregherò e
scriverò qualcosa sulle mie esperienze in quel posto.", ha detto. I
sostenitori, per la maggior parte quaccheri ed attivisti di lunga data
contro le guerre, sono venuti per tutti i condannati, ma principalmente per
lei: "Non sono mai stata tanto fotografata in vita mia!" ha esclamato,
mentre se ne stava seduta sulla sedia a rotelle, ma apparendo in perfetta
salute. Un giovane Marine di Philadelphia è venuto apposta per parlare con
lei: "Volevo ringraziarla per star resistendo a questa guerra.", ha detto
il Caporale Lance Cpl. Elliot Ruiz, 19 anni, che ha passato cinque mesi e
mezzo in Iraq, fino a quando è stato ferito vicino a Tikrit, nel momento in
cui un'automobile ha infranto il posto di blocco a cui lui era di guardia.
"Mi ha aperto completamente il retro della gamba.", racconta Ruiz, che
sull'impeccabile uniforme blu porta due serie di decorazioni, compreso un
Purple Heart. I sostenitori camminano per due isolati accompagnando i
futuri detenuti. "Non celebro il mio ingresso in prigione, ha detto loro
Chris Haw, Ne' vi è in me odio per quelli che ci stanno incarcerando. Io
celebro l'amore. Non si può guardare mentre c'è una guerra e smettere di
agire."
Lillian Willoughby racconta di un libretto intitolato "52 storie di
nonviolenza che hanno avuto successo": lei e gli altri lo hanno lasciato
nell'aula di tribunale in cui sono stati condannati: "Ci sono abilità da
imparare, ha insistito, Informatevi. Praticate la nonviolenza."
Bob Smith, presidente della Brandywine Peace Community, ha organizzato il
gruppo per la camminata fino al centro di detenzione. Willoughby guidava il
corteo, con la carrozzella spinta dal 21enne John Thompson. Mentre i sei
entravano nell'edificio, Sylvia Metzler, 67enne, che ha passato una
settimana nella stessa prigione per il medesimo reato, ha predetto che
Lillian Willoughby "farà del bene alle guardie carcerarie", la maggioranza
delle quali sono veterani. "In primo luogo, c'è la sua età. E' difficile
guardare quelle mani storte dall'artrite ed avere cattivi sentimenti. E
poi, quando Lillian parla lo fa con tanta competenza e tanto amore che li
travolgerà tutti."
Headlines 2005/FSM Brasile, edizione speciale n.2:
Notizie dall'apostolato sociale dei gesuiti. per scambiare notizie,
stimolare
contatti, condividere uno spirito comune e promuovere un lavoro di rete.
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26 gennaio: Inaugurazione del Forum
* Incontro con Caritas Internationalis
Oggi è il giorno dell'inaugurazione del Forum e lo abbiamo cominciato con
grande energia incamminandoci di buon mattino per partecipare alla
celebrazione cattolica nella chiesa di Nostra Signora di Pompei. Questo
evento, il
primo in comune per la delegazione coordinata dai gesuiti, è stato promosso
da
Caritas Internationalis ed è stato un tentativo riuscito per invitare altri
gruppi
cattolici a mostrare un volto ed un'agenda comune al Forum. La Messa è stata
presieduta dal vescovo, presidente di Caritas Brasile, mentre la bellissima
omelia
è stata pronunciata da una suora di Caritas India. In una sala attigua i
partner di
Caritas si sono presentati brevemente e hanno illustrato le ragioni della
loro
partecipazione al Forum. CIDSE, una piattaforma di organizzazioni cattoliche
per
lo sviluppo, ha illustrato il lancio di una grande campagna in vista della
conferenza delle Nazioni Unite sugli Obiettivi del Millennio. I padri Paolo
Sergio e
Joe Xavier hanno spiegato il perchè della presenza dei gesuiti al Forum e i
loro
obiettivi. Sono poi seguite le presentazioni dei dei Claretiani, degli
Oblati e di
altre congregazioni religiose.
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* La marcia della pace: una prospettiva asiatica
La marcia doveva cominciare alle 5.30 del pomeriggio davanti al vecchio
mercato
restaurato alcuni anni fa. Alle tre c'era già un mare di bandiere e
striscioni, di
persone inneggianti e danzanti. C'era un'aria festosa. Ci siamo addentrati
nella
massa di persone in movimento senza sapere se la marcia stesse andando
avanti o si fosse fermata. Qualcuno ha portato con sé tre striscioni che il
SAPI
(South Asian Peoples Initiative) aveva portato dall'India, ma ci mancavano
le
aste. Abbiamo allora deciso di tenerli sollevati a braccia, ma presto alcuni
di noi
sono riusciti a procurarne alcune, prese da alcune bandiere abbandonate.
Quest'azione aveva qualcosa di simbolico: come se vi fosse una certa
misteriosa
continuità tra chi aveva portato le bandiere, si era stancato e le aveva
lasciate
per strada e altri che sono venuti dopo rialzandole sotto diverso nome.
Vedendo
il nome "Asia" molti sono venuti a fare delle fotografie; alcuni indiani di
altre
delegazioni si sono fermati a scambiare con noi qualche parola di
solidarietà e di
conforto. Mentre camminavamo, abbiamo intravisto un gesuita belga che
guardava la marcia da una strada laterale. Ha riconosciuto il gruppo del
Forum a
Mumbai e subito è corso raggiante ad abbracciarci. E' stato commovente e
simbolico: ci sono gesuiti dove meno te lo aspetti! C'è qualcosa di strano
nel
portare una bandiera o uno striscione: è un modo di comunicare il tuo
interesse o
la tua causa, è un modo di far sentire la tua voce in un mare di voci;
alcune
decisamente discordanti! Ad esempio, andando avanti ancora, un gruppo di
Manipur (un piccolo stato del nordest dell'India), sopraggiunto, mostrava
orgogliosamente i propri striscioni, con contenuti politicamente "forti",
che in India
probabilmente non sarebbero tollerati; pur non essendo necessariamente in
accordo con questi slogan, abbiamo marciato fianco a fianco. Distonia di un
cameratismo non ricercato: strani compagni di marcia, ma questo è il mondo
in
cui viviamo. Uno dei nostri ha deciso di andare indietro e di vedere altri
gruppi. Il
gruppo di Sri Lanka si era organizzato in proprio più dietro e marciava con
dignità, attirando molto rispetto. Le persone ricordavano le vittime dello
tsunami.
Caritas Internationalis, in bianco, veniva quasi alla fine e i loro colori
contrastavano con le magliette rosse di tutti i socialisti internazionali, i
comunisti
e i membri del partito dei lavoratori (PT) del Brasile. La marcia si è
chiusa circa
alle 9.30 di sera.
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* Una prospettiva latinoamericana
Ho marciato con le bandiere bianche di Caritas Internationalis. Lo
striscione
portava la scritta: "globalizzare la solidarietà". Ero commosso dalle
migliaia e
migliaia di striscioni che rivendicavano mille cause e urlavano ogni tipo di
protesta. Molti portavano questo slogan: "con Bush e Lula un altro mondo non
è
possibile". Non vogliono patteggiamenti, compromessi o accordi di
convenienza.
Il tema che emerge è "un altro mondo è possibile". La gente che sfila
condivide
questa convinzione o questo sogno, ma ognuno lo porta avanti nella propria
organizzazione, progetto o attività. La difesa dei diritti dei bambini; la
lotta contro
l'intolleranza e ogni forma di esclusione e discriminazione; la ricerca di
un'altra
economia legata a nuove forme di solidarietà; lo sviluppo sostenibile, la
difesa
delle foreste e delle acque e un profondo rispetto per le differenze, queste
sono
alcune delle cause per cui queste persone hanno sfilato. Di fronte a questa
immensa, rumorosa e colorata moltitudine sembravano ergersi due muri
insormontabili, ad ostruire la strada: neoliberismo e globalizzazione. Il
Por-do-sol
(questo il nome del luogo di ritrovo finale) si era già riempito quando
ancora
mancavano all'arrivo metà degli sfilanti. In questa atmosfera difficile da
raccontare, davanti alla forza di questi uomini e donne venuti da tutto il
mondo,
ho sentito una convinzione ed una voce interiore: questo non può che essere
un
movimento voluto dallo Spirito. Lo Spirito soffia e, quando ciò accade,
rinnova il
volto della terra. Sono convinto che lo Spirito di Dio operi in questo modo:
per le
strade, in modo incontrollato, di là delle forze dell'ordine e della
sicurezza, fuori
dai sepolcri imbiancati e dalle istituzioni ben ordinate. Mi ricordo le
parole di Kofi
Annan quando ricevette il Premio Nobel per la Pace il 10 dicembre 2001: "gli
scienziati ci dicono che il mondo della natura è così piccolo e
interdipendente che
il battito d'ali di una farfalla in Amazzonia può produrre una violenta
tempesta
nell'altro emisfero". Questo è l'effetto-farfalla. Abbiamo finalmente capito
che
pure nell'ambito dell'attività umana c'è, nel bene o nel male, un
effetto-farfalla:
Quando un gruppo di donne e uomini si radunano per sognare un altro mondo
possibile, il resto del mondo farà esperienza di tempeste di solidarietà e
giustizia". (P. J.J. Mejia, CPAL)
--------------------------------------
* La cerimonia inaugurale
Ci aspettavamo lunghi discorsi, ma abbiamo scoperto con piacere, eravamo
stanchi, che la cerimonia sarebbe stata semplice: un bimbo ha dichiarato
aperto
il Forum. Nessun discorso, solo la promessa di un concerto serale. Il
resoconto
quindi si semplifica! Alcuni commentavano la notizia che il neoeletto
sindaco di
Porto Alegre, un politico di opposizione a Lula, ha promesso di continuare
la
tradizione di Porto Alegre città ospite del Forum. Chi temeva ostacoli
politici si
sbagliava...sarebbe del tutto insensato ostacolare questa marea
multiculturale.
--------------------------------------
* Le statistiche
Si è sempre colpiti dai numeri, dalle dimensioni di questo evento. Durante
la
prima conferenza stampa è stato distribuito un riepilogo di 'statistiche
principali'
del Forum. Il numero delle sezioni tematiche è aumentato rispetto ai Forum
precedenti. Una delle nuove tematiche è: questioni etiche, visioni del mondo
e
spiritualità. È un riconoscimento formale da parte del FSM del fatto che la
religione e la spiritualità possono svolgere un ruolo importante nella
trasformazione del mondo. Gli organizzatori affermano di avere in programma
100 show musicali, 41 rappresentazioni di teatro popolare, 85 mostre d'arte,
e
più di 150 presentazioni di film e video. La sede del Forum è enorme, si
estende
per 150.000 metri quadri, pari a 18 stadi di calcio, per usare un parametro
molto
popolare in Brasile. Per l'allestimento si sono spesi circa 1,3 milioni di
dollari.
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* L'incontro del Presidente Lula con il Forum
Stamattina, 27 gennaio, tutti i brasiliani alloggiati al CECREI (il centro
dove
alloggia la delegazione dei gesuiti) sono usciti alle 6 per riuscire a
trovar posto e
assistere al saluto del Presidente Lula. Girano voci di una grande manovra
per
convincere molti dei suoi sostenitori all'interno del PT (il Partito dei
Lavoratori) a
non criticarlo e a non fischiarlo. Tutti sanno che il Forum è servito in
passato a
Lula come piattaforma politica. Ora torna al Forum di Porto Alegre non più
come
attivista politico radicale, ma in qualità di Presidente del Brasile. È
sicuro di sé,
ma sembra che la sua popolarità sia in diminuzione. Chi è uscito stamane per
andare al raduno pubblico, si aspetta parole forti e impegni concreti da
vero
leader del movimento contro la fame nel mondo. Il crescente debito estero è
una
dura realtà che lascia scarse risorse finanziarie da investire in programmi
sociali.
Alcuni personaggi del mondo cattolico che erano entrati nel governo hanno
lasciato lamentandosi del fatto che non ci sono soldi per realizzare i
grandi
propositi.
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* La lotta alla povertà
Molte organizzazioni della società civile orientano le loro attività di
advocacy su
questo tema. P Bernard Lestienne SJ lavora con IBRADES ed è consulente della
Conferenza dei Vescovi Brasiliani ed ha recentemente aiutato i vescovi a
redigere un documento sulla povertà e l'esclusione sociale. Oggigiorno la
povertà, in Brasile come in molti altri paesi, è strettamente legata alle
crescenti
ineguaglianze che si accompagnano a nuove forme di benessere. Il Brasile è
un
paese ricco con molti poveri... e questo vale per molti altri paesi. Il
problema e la
sfida consistono nel fatto che queste disuguaglianze sono insite in
strutture
economiche che non mettiamo più in discussione. Il lavoro ne è un esempio:
la
problematica del lavoro è stata messa da parte. Ora ci occupiamo di
migrazioni,
di sfollati, di guerre tra culture, ma non si discute mai del ruolo chiave
che ha il
lavoro o della spaventosa situazione dei lavoratori. Dobbiamo collegare
l'esclusione sociale e culturale ad altre realtà economiche fondamentali.
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Direttore: Fernando Franco SJ
Redattore: Costanza Pagnini
Redattore Associato: Suguna Ramanathan
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Comunicato Stampa / 27 gennaio 2005
Minacce di morte a Hebron (Cisgiordania) per due volontarie
dell'Operazione Colomba della comunità Papa Giovanni XXIII
Alle ore 11 di oggi 27 gennaio 2005 nei pressi dell'insediamento di
Maon, a sud della città di Hebron, in Cisgiordania (Territori
Palestinesi), le volontarie dell'Operazione Colomba, il corpo
nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, Monica P.,
italiana e Michelle S., statunitense, sono state minacciate di morte
da un colono proveniente dell'insediamento israeliano di Maon mentre
accompagnavano alcuni pastori palestinesi nei propri campi. I pastori
avevano richiesto di essere accompagnati nei loro campi dai volontari
dell'Operazione Colomba in seguito alle intimidazioni dei giorni
scorsi: oggi non appena il gruppo di pastori e volontari è stato
avvistato, un colono ha raccolto una grossa pietra rincorrendo i
pastori che sono riusciti a fuggire, ha raggiunto le due volontarie,
ha messo il sasso vicino alla viso di una di loro ed ha minacciato
"Torno tra cinque minuti e se vi trovo ancora qui vi ammazzo".
Per le leggi israeliani il territorio in questione (Area C, sotto
amministrazione civile e militare israeliana) è accessibile a tutti,
al momento è presente una unità del'esercito che ha impedito che la
situazione degenerasse, ma la persona che ha minacciato le volontarie
è libera e se ne sta andando: la polizia è stata informata ma non è
intervenuta.
L'Operazione Colomba è presente nelle colline a Sud di Hebron con un
progetto di interposizione nonviolenta in collaborazione con le
associazioni israeliane Ta'ayush e Rabbis for Human Rights.
Per contattare i volontari dell'Operazione Colomba in Israele
+972547382452 Segreteria in Italia 0541751498
---
Operazione Colomba - Associazione Comunità Papa Giovanni XIII
www.operazionecolomba.org
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, manda una mail all'indirizzo:
operazionecolomba-unsubscribe@yahoogroups.com
Link utili di Yahoo! Gruppi
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IL MIR SOLIDALE CON LE POPOLAZIONE COLPITE DAL MAREMOTO
Tutti noi membri del Mir siamo rimasti fortemente colpiti dalla tragedia del maremoto che il mese scorso ha colpito le popolazioni del Sudest asiatico, già duramente provate da fame, miseria e guerre.
Molti di noi, come milioni di donne e uomini di buona volontà in tutto il mondo,si sono già adoperati per dare il proprio contributo per aiutare questa gente a ritrovare una speranza di vita umana.
Recentemente abbiamo ricevuto un appello da KrishnammalJagannathan, la leader gandhiana, per il LAFTI, organizzazione indiana che opera da oltre 35 anni a favore della popolazione della poverissima regione indiana delTamilnadu uno degli stati indiani più colpiti.Attualmente era impegnato a soccorrere le famiglie di contadini della zona di Nagapattinam, che grazie alla instancabile azione di Krishnammal, del marito Jagannathan e della loro comunitàgandhiana,avevano ottenuto 10.000 acri da coltivare,e che ad ottobre erano state drammaticamente colpite da inondazioni che ne avevano distrutto le abitazioni,vanificato i raccolti, costringendole già allo sfollamento e a morire di fame.
Questo appello dice:
"Tutto il Tamilnadu, e in particolare la nostra area di Nagapattinam è stata gravemente colpita. Le città di Nagapattinam e Velankanni (che distano soltanto 13 chilometri dalla sede del LAFTI) sono state danneggiate moltissimo. Ma la sede del LAFTI e gli ostelli dell'Operazione Futuro di Speranza non hanno subito conseguenze. Nessuno danno alle persone e alle cose.
Nelle due città di Nagapattinam e Velankanni sono morte più di 5000 persone, 12 villaggi completamente cancellati. In questi 12 villaggi non è sopravissuto nessun abitante, nè sono rimaste le tracce delle loro povere abitazioni".
La lettera si conclude con l'invito "PrayGod" (preghiamo Dio).
E’ quello che abbiamo cercato di fare e che continueremo a fare; mentre ricorre un mese dalla tragedia abbiamo anche voluto dare un contributo concreto, destinando 120 euro alla sottoscrizione allo scopo promossa dall’organizzazione OVERSEAS (e-mail: overseas@...)
Invitiamo anche i singoli soci e amici del MIR a partecipare a questa sottoscrizione servendosi dell’apposito conto corrente presso la Banca Popolare dell'Emilia Romagna Filiale di Spilamberto: n.1298672 CAB 5387 ABI 67060 OVERSEAS-onlus EMERGENZA MAREMOTO".
ricevo e giro il seguente comunicato.
saluti, chiarapia
*****
Lezioni di pace fra i banchi di scuola
Parte da Lula il progetto di sensibilizzazione alla
nonviolenza "Grandi Amici!"
Prenderà avvio il prossimo mese di febbraio, a Lula, in Sardegna,
il
progetto di sensibilizzazione alla cultura della nonviolenza
promosso da Punto di fuga editore, sostenuto dall'adesione del
Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
"Il progetto Grandi Amici! rappresenta un valido strumento per
promuovere nei giovani una cultura basata sulla cooperazione, sulla
solidarietà e sul rispetto. La mediazione, il confronto e il
dialogo
sono infatti essenziali per realizzare un programma di convivenza
civile fondato sulla pace e sulla libertà": con queste parole il
Capo dello Stato esprime apprezzamento ai promotori e ai sostenitori
dell'iniziativa, e ne riassume in poche righe gli obiettivi di
fondo.
Secondo l'Editore, infatti, il progetto si propone di contribuire
con fatti concreti alla promozione di una cultura diffusa che,
attraverso l'educazione alla gestione positiva del conflitto,
affondi le proprie radici sul rispetto, sulla solidarietà, sulla
legalità, sulla democrazia, sulla responsabilità, per una
migliore
convivenza e per una società più giusta. Una cultura, quella
della
nonviolenza, che va appresa fin dalla più giovane età,
affinché
possa incidere efficacemente sulla personalità degli adolescenti,
futuri cittadini del mondo.
Proprio sulla base di queste considerazioni, scaturisce la scelta di
interagire innanzi tutto con e dentro la scuola, luogo di
socializzazione per eccellenza, di crescita e di formazione
primario, ma anche luogo in cui gli adolescenti vivono e
sperimentano il conflitto, inteso, quest'ultimo, quale naturale
risultante delle complesse relazioni che intercorrono fra i diversi
attori che compongono l'istituzione scolastica: conflitti fra i
ragazzi, fra ragazzi e genitori, fra ragazzi e insegnanti, tra le
famiglie e la scuola, fra gli stessi docenti.
Grandi Amici! è un progetto itinerante che, dopo
l'appuntamento
inaugurale di Lula, verrà replicato in numerose realtà sarde e
della
penisola, secondo un calendario sempre più fitto per via delle
numerose richieste di adesione che continuano a pervenire agli
organizzatori.
Il programma prevede una giornata di studio per insegnanti e
studenti, aperta alle famiglie, agli operatori del sociale e a
quanti siano interessati alla tematica proposta, nel corso della
giornata sarà distribuito il sussidio didattico "Grandi
Amici!",
curato dalla mediatrice Sandra Di Sebastiano: una guida per
l'apprendimento dei principi fondamentali della risoluzione
pacifica
dei conflitti che, anche con l'ausilio di alcune storie
illustrate
ambientate in situazioni di vita quotidiana, descrive efficacemente
un metodo di comunicazione la cui chiave è il dialogo attento e
cooperativo, utile in ogni ambito e in ogni tipo di relazione in cui
si voglia giungere a un accordo costruttivo e durevole.
Punto di Fuga editore
Relazioni esterne
info@...
Headlines 2005/FSM Brasile, edizione speciale n.1:
Notizie dall'apostolato sociale dei gesuiti per scambiare notizie, stimolare
contatti, condividere uno spirito comune e promuovere un lavoro di rete
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* Notizie dal Forum Sociale Mondiale 2005 di Porto Alegre, Brasile
Con questo speciale di Headlines iniziamo una mini-serie di notiziari da
Porto
Alegre. Questo primo numero viene inviato appena prima dell'apertura ufficiale
per fornire alcune brevi informazioni introduttive. Attraverso il presente
e i
successivi numeri il nostro desiderio è di far giungere notizie, esperienze
e brevi
analisi su ciò che accade a Porto Alegre, il tutto visto con gli occhi dei
collaboratori, amici e gesuiti che prendono parte a questo evento. L'irruzione
nella scena internazionale di un movimento pluralistico e multiforme a favore
di
una società centrata sulla persona umana in opposizione alla globalizzazione
neo-liberale è uno dei fenomeni più interessanti che caratterizzano la fine
del XX
secolo. La marcia verso Porto Alegre è già cominciata. Oggi, 26 gennaio,
mentre
gli organizzatori stanno apponendo gli ultimi ritocchi per la cerimonia iniziale
del
FSM 2005, decine di migliaia di persone sono in procinto di festeggiare,
per così
dire, il suo quinto compleanno per le strade di Porto Alegre, la città
brasiliana
che
ospiterà dal 26 al 31 gennaio questo incredibile evento.
----------------------------
* Celebrare l'unità del mondo
Nelle righe che seguono vi proponiamo un resoconto 'in diretta' da Porto
Alegre.
Tutti i partecipanti legati alla grande e interreligiosa famiglia ignaziana
sono
arrivati. All'incontro inaugurale della sera del 25 gennaio, P. Paolo Sergio
Vaillant
ha invitato i partecipanti a radunarsi a celebrare la vita nella Sala Arrupe
che si è
presto riempita della gioia di amici che si sono rincontrati dopo un anno
o più.
L'incontro è iniziato con una tipica samba e tutti i partecipanti si sono
radunati in
due o tre cerchi concentrici, con le braccia incrociate, muovendosi lentamente.
I
gruppi dei diversi paesi si ponevano a turno nel centro presentandosi, ma
sempre con il suono della samba in sottofondo. Si è poi osservato un minuto
di
silenzio per le vittime dello tsunami. C'erano tra noi alcune persone dallo
Sri
Lanka e dal Tamil Nadu che hanno assistito al disastro. Si sono poi dati
gli avvisi
e oggi parteciperemo ad una cerimonia cattolica presso la Chiesa di Pompei.
L'inaugurazione ufficiale del Forum, in serata, sarà preceduta da una marcia
della pace e seguita da un momento di silenzio per le vittime dello tsunami
e
dell'oppressione. A messa, prima dell'inaugurazione, abbiamo celebrato la
festa
della Conversione di S. Paolo. Il celebrante ha ricordato le parole rivolte
a Paolo:
"Va' a Damasco; là sarai informato di tutto". Sembrava che per noi, in questo
momento, il messaggio potesse essere: "Va' a Porto Alegre e vedi cosa ti
viene
detto" e cambia la tua vita!
----------------------------
* Un pò di numeri
Al 25 novembre, data ultima per l'iscrizione, erano stati registrati 2.560
eventi tra
seminari, laboratori e presentazioni, proposti da più di 4.000 organizzazioni
di
112 paesi. Circa 75.000 persone si sono iscritte a questi eventi, ma gli
organizzatori prevedono che parteciperanno più di 100.000 persone. La
stragrande maggioranza dei partecipanti giungerà dal Brasile (circa 80%)
e dal
resto dell'America Latina, ma anche dagli Stati Uniti e dall'Europa. Nelle
quattro
giornate di lavoro del Forum, si svolgeranno qualcosa come 2.000 laboratori,
assieme a una dozzina di eventi culturali, distribuiti su undici grandi aree
tematiche attorno alle quali il Forum è stato organizzato, che vanno dai
diritti
umani all'ambiente e le risorse comuni, dalle lotte sociali e le alternative
democratiche alle arti e la cultura di resistenza. Questi temi sono il risultato
di
una consultazione tematica aperta che si è svolta tramite internet nell'estate
2004, con lo scopo di rafforzare il carattere partecipativo del Forum e che
ha
contato l'intervento di circa 2.000 organizzazioni.
----------------------------
* Il nuovo 'format' del Forum
Questa consultazione tematica fa parte della nuova metodologia introdotta
nel
processo del FSM dal Consiglio Internazionale (l' "organo di governo" aperto
del
FSM). Essa segna un passo importante verso una migliore coordinazione dei
movimenti e dei gruppi del Forum così come delle proposte per un "altro mondo".
Questa metodologia punta a far convergere i diversi contributi delle differenti
organizzazioni (il cosiddetto "processo di agglutinazione"), non solo per
ridurre
ripetizioni e sovrapposizioni, ma anche per promuovere la coordinazione e
il
lavoro in rete. A questo fine sono stati creati 11 gruppo di lavoro (uno
per ogni
area tematica) con il compito di esaminare gli eventi registrati e proporre
alle
organizzazioni proponenti di coordinarsi tra di loro. La non-centralizzazione
degli
eventi rimane comunque un imperativo e la loro aggregazione è opzionale:
qualsiasi organizzazione può ancora presentare il proprio punto di vista
attraverso seminari e laboratori organizzati autonomamente.
----------------------------
* Dal dibattito all'azione?
Per favorire ulteriormente l'aggregazione, durante il Forum ogni giorno verrà
dedicato del tempo specificatamente alla promozione del lavoro in rete. Una
delle
critiche più frequenti al FSM è stata la mancanza di proposte e azioni concrete
per il cambiamento, a complemento degli avvincenti dibattiti. Oltre
all'aggregazione tematica, si è quindi proposto di istituire un "Tabellone
di
proposte per la costruzione di altri mondi", dove le varie organizzazioni
possono
presentare soluzioni e piani d'azione discussi durante gli incontri, sia
come
singole organizzazioni sia come gruppi/rete.
----------------------------
* La presenza dei gesuiti
Sulla base dell'esperienza positiva dello scorso anno al IV FSM di Bombay,
a cui
partecipò una delegazione promossa dai gesuiti che contava circa 2.000
persone, e facendo eco all'impegno dell'Apostolato Sociale per sostenere
i
movimenti sociali, il Settore Sociale della Conferenza dei Provinciali
dell'America
Latina (CPAL) ha promosso la presenza dei gesuiti al FSM 2005 "allo scopo
di
far sentire la voce e la testimonianza dei popoli poveri ed emarginati,
specialmente quelli del Brasile, Paraguay e Argentina". A seguito di questa
decisione, è stata creata un'équipe di coordinamento formata dal P. Jorge
Julio
Mejia, Coordinatore dell'Apostolato Sociale per l'America Latina, P. Paulo
Sergio
Vaillant e P. Domingos Chagas dal Brasile. Il Provinciale del Brasile ha
invitato i
gesuiti e i loro collaboratori ad alloggiare presso il centro di spiritualità
(CECREI)
della Provincia, molto vicino a Porto Alegre, nella speranza che la
concentrazione dei delegati in un unico luogo possa fornire una possibilità
di
condivisione e di scambio. Più di 150 persone, tra gesuiti e collaboratori,
compongo la delegazione gesuita. Com'è prevedibile la maggior parte proviene
dal Brasile e da altri paesi dell'America Latina. La rappresentanza di India
e Sri
Lanka (circa 30 persone) è la più sostanziosa dopo Brasile e Paraguay, a
testimonianza del grande slancio che il FSM 2004 possiede ancora soprattutto
per i paesi ospitanti.
---------------------------
* Collaborazione tra cattolici
Seguendo l'invito alla collaborazione fatto dal Forum, su iniziativa di Caritas
Internationalis
si sono tenuti a Roma tra luglio 2004 e gennaio 2005 una serie di incontri
tra il
Segretariato per la Giustizia Sociale e altre organizzazioni cattoliche.
Lo scopo di questi
incontri era quello di condividere informazione e punti di vista e valutare
la possibilità di
un'azione coordinata. Così, l'équipe di coordinamento dei gesuiti ha invitato
i delegati a
partecipare al Forum focalizzandosi sulle tre linee prioritarie identificate
da Caritas
Internazionalis (Pace e riconciliazione, Rafforzamento delle organizzazioni
popolari e
advocacy, Traffico di esseri umani). Inoltre il gruppo ha deciso di organizzare
un incontro
cattolico la mattina del 26, prima della cerimonia di apertura del Forum,
così da dare un
segno concreto di questa volontà di collaborazione. Lo scopo della celebrazione
è di
convogliare un messaggio simbolico sia all'esterno che al di fuori della
Chiesa sul perché
le organizzazioni cattoliche partecipano a questo tipo di eventi. Servirà
anche come
occasione di scambio di informazioni sulle rispettive attività e per
incoraggiare
e
approfondire la collaborazione in eventi futuri.
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completo, il tuo paese e la lingua che preferisci. HEADLINES è inviato a
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. Puoi trovare tutti gli HEADLINES (2000-2004) a
Direttore: Fernando Franco SJ
Redattore: Costanza Pagnini
Redattore Associato: Suguna Ramanathan
Segretariato per la Giustizia Sociale, C.P. 6139, 00195 Roma Prati, Italia
(fax)
+39 0668 806 418
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Headlines 2005/FSM Brasile, edizione speciale n.1:
Notizie dall’apostolato sociale dei gesuiti… per scambiare notizie, stimolare
contatti, condividere uno spirito comune e promuovere un lavoro di rete…
----------------------------
* Notizie dal Forum Sociale Mondiale 2005 di Porto Alegre, Brasile
Con questo speciale di Headlines iniziamo una mini-serie di notiziari da Porto
Alegre. Questo primo numero viene inviato appena prima dell’apertura ufficiale
per fornire alcune brevi informazioni introduttive. Attraverso il presente e i
successivi numeri il nostro desiderio è di far giungere notizie, esperienze e
brevi
analisi su ciò che accade a Porto Alegre, il tutto visto con gli occhi dei
collaboratori, amici e gesuiti che prendono parte a questo evento. L’irruzione
nella scena internazionale di un movimento pluralistico e multiforme a favore di
una società centrata sulla persona umana in opposizione alla globalizzazione
neo-liberale è uno dei fenomeni più interessanti che caratterizzano la fine del
XX
secolo. La marcia verso Porto Alegre è già cominciata. Oggi, 26 gennaio, mentre
gli organizzatori stanno apponendo gli ultimi ritocchi per la cerimonia iniziale
del
FSM 2005, decine di migliaia di persone sono in procinto di festeggiare, per
così
dire, il suo quinto compleanno per le strade di Porto Alegre, la città
brasiliana che
ospiterà dal 26 al 31 gennaio questo incredibile evento.
----------------------------
* Celebrare l’unità del mondo
Nelle righe che seguono vi proponiamo un resoconto “in diretta” da Porto Alegre.
Tutti i partecipanti legati alla grande e interreligiosa famiglia ignaziana sono
arrivati. All’incontro inaugurale della sera del 25 gennaio, P. Paolo Sergio
Vaillant
ha invitato i partecipanti a radunarsi a celebrare la vita nella Sala Arrupe che
si è
presto riempita della gioia di amici che si sono rincontrati dopo un anno o più.
L’incontro è iniziato con una tipica samba e tutti i partecipanti si sono
radunati in
due o tre cerchi concentrici, con le braccia incrociate, muovendosi lentamente.
I
gruppi dei diversi paesi si ponevano a turno nel centro presentandosi, ma
sempre con il suono della samba in sottofondo. Si è poi osservato un minuto di
silenzio per le vittime dello tsunami. C’erano tra noi alcune persone dallo Sri
Lanka e dal Tamil Nadu che hanno assistito al disastro. Si sono poi dati gli
avvisi
e oggi parteciperemo ad una cerimonia cattolica presso la Chiesa di Pompei.
L’inaugurazione ufficiale del Forum, in serata, sarà preceduta da una marcia
della pace e seguita da un momento di silenzio per le vittime dello tsunami e
dell’oppressione. A messa, prima dell’inaugurazione, abbiamo celebrato la festa
della Conversione di S. Paolo. Il celebrante ha ricordato le parole rivolte a
Paolo:
“Va’ a Damasco; là sarai informato di tutto”… Sembrava che per noi, in questo
momento, il messaggio potesse essere: “Va’ a Porto Alegre e vedi cosa ti viene
detto… e cambia la tua vita!”
----------------------------
* Un pò di numeri
Al 25 novembre, data ultima per l’iscrizione, erano stati registrati 2.560
eventi tra
seminari, laboratori e presentazioni, proposti da più di 4.000 organizzazioni di
112 paesi. Circa 75.000 persone si sono iscritte a questi eventi, ma gli
organizzatori prevedono che parteciperanno più di 100.000 persone. La
stragrande maggioranza dei partecipanti giungerà dal Brasile (circa 80%) e dal
resto dell’America Latina, ma anche dagli Stati Uniti e dall’Europa. Nelle
quattro
giornate di lavoro del Forum, si svolgeranno qualcosa come 2.000 laboratori,
assieme a una dozzina di eventi culturali, distribuiti su undici grandi aree
tematiche attorno alle quali il Forum è stato organizzato, che vanno dai diritti
umani all’ambiente e le risorse comuni, dalle lotte sociali e le alternative
democratiche alle arti e la cultura di resistenza. Questi temi sono il risultato
di
una consultazione tematica aperta che si è svolta tramite internet nell’estate
2004, con lo scopo di rafforzare il carattere partecipativo del Forum e che ha
contato l’intervento di circa 2.000 organizzazioni.
----------------------------
* Il nuovo “format” del Forum
Questa consultazione tematica fa parte della nuova metodologia introdotta nel
processo del FSM dal Consiglio Internazionale (l’”organo di governo” aperto del
FSM). Essa segna un passo importante verso una migliore coordinazione dei
movimenti e dei gruppi del Forum così come delle proposte per un “altro mondo”.
Questa metodologia punta a far convergere i diversi contributi delle differenti
organizzazioni (il cosiddetto “processo di agglutinazione”), non solo per
ridurre
ripetizioni e sovrapposizioni, ma anche per promuovere la coordinazione e il
lavoro in rete. A questo fine sono stati creati 11 gruppo di lavoro (uno per
ogni
area tematica) con il compito di esaminare gli eventi registrati e proporre alle
organizzazioni proponenti di coordinarsi tra di loro. La non-centralizzazione
degli
eventi rimane comunque un imperativo e la loro aggregazione è opzionale:
qualsiasi organizzazione può ancora presentare il proprio punto di vista
attraverso seminari e laboratori organizzati autonomamente.
----------------------------
* Dal dibattito all’azione?
Per favorire ulteriormente l’aggregazione, durante il Forum ogni giorno verrà
dedicato del tempo specificatamente alla promozione del lavoro in rete. Una
delle
critiche più frequenti al FSM è stata la mancanza di proposte e azioni concrete
per il cambiamento, a complemento degli avvincenti dibattiti. Oltre
all’aggregazione tematica, si è quindi proposto di istituire un “Tabellone di
proposte per la costruzione di altri mondi”, dove le varie organizzazioni
possono
presentare soluzioni e piani d’azione discussi durante gli incontri, sia come
singole organizzazioni sia come gruppi/rete.
----------------------------
* La presenza dei gesuiti
Sulla base dell’esperienza positiva dello scorso anno al IV FSM di Bombay, a cui
partecipò una delegazione promossa dai gesuiti che contava circa 2.000
persone, e facendo eco all’impegno dell’Apostolato Sociale per sostenere i
movimenti sociali, il Settore Sociale della Conferenza dei Provinciali
dell’America
Latina (CPAL) ha promosso la presenza dei gesuiti al FSM 2005 “allo scopo di
far sentire la voce e la testimonianza dei popoli poveri ed emarginati,
specialmente quelli del Brasile, Paraguay e Argentina”. A seguito di questa
decisione, è stata creata un’équipe di coordinamento formata dal P. Jorge Julio
Mejia, Coordinatore dell’Apostolato Sociale per l’America Latina, P. Paulo
Sergio
Vaillant e P. Domingos Chagas dal Brasile. Il Provinciale del Brasile ha
invitato i
gesuiti e i loro collaboratori ad alloggiare presso il centro di spiritualità
(CECREI)
della Provincia, molto vicino a Porto Alegre, nella speranza che la
concentrazione dei delegati in un unico luogo possa fornire una possibilità di
condivisione e di scambio. Più di 150 persone, tra gesuiti e collaboratori,
compongo la delegazione gesuita. Com’è prevedibile la maggior parte proviene
dal Brasile e da altri paesi dell’America Latina. La rappresentanza di India e
Sri
Lanka (circa 30 persone) è la più sostanziosa dopo Brasile e Paraguay, a
testimonianza del grande slancio che il FSM 2004 possiede ancora soprattutto
per i paesi ospitanti.
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* Collaborazione tra cattolici
Seguendo l’invito alla collaborazione fatto dal Forum, su iniziativa di Caritas
Internationalis
si sono tenuti a Roma tra luglio 2004 e gennaio 2005 una serie di incontri tra
il
Segretariato per la Giustizia Sociale e altre organizzazioni cattoliche. Lo
scopo di questi
incontri era quello di condividere informazione e punti di vista e valutare la
possibilità di
un’azione coordinata. Così, l’équipe di coordinamento dei gesuiti ha invitato i
delegati a
partecipare al Forum focalizzandosi sulle tre linee prioritarie identificate da
Caritas
Internazionalis (Pace e riconciliazione, Rafforzamento delle organizzazioni
popolari e
advocacy, Traffico di esseri umani). Inoltre il gruppo ha deciso di organizzare
un incontro
cattolico la mattina del 26, prima della cerimonia di apertura del Forum, così
da dare un
segno concreto di questa volontà di collaborazione. Lo scopo della celebrazione
è di
convogliare un messaggio simbolico sia all’esterno che al di fuori della Chiesa
sul perché
le organizzazioni cattoliche partecipano a questo tipo di eventi. Servirà anche
come
occasione di scambio di informazioni sulle rispettive attività e per
incoraggiare e
approfondire la collaborazione in eventi futuri.
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Apc-SUDAN/ DARFUR, AVIAZIONE BOMBARDA VILLAGGIO E CIVILI
Unione Africana: "violazione del cessate il fuoco" Il Cairo, 26 gen. (Apcom) - L'aviazione sudanese ha bombardato il villaggio di Shangil Tobaya. Lo rendono noto osservatori dell'Unione Africana presenti nella regione. Alcuni lavoratori nei campi vicini hanno visto le bombe esplodere all'orizzonte, mentre gli Antonov volavano sopra di loro.
"E' la più grande violazione del cessate il fuoco" mai verificatasi ha sottolineato Jean Baptiste Natama, esponente dell'Unione Africana.
I ribelli del Darfur hanno spesso accusato il governo centrale di usare l'aviazione per colpire obiettivi civili.
Il governo di Khartoum e i due principali gruppi ribelli del Darfur hanno firmato due accordi di cessate il fuoco nei mesi di aprile e di novembre, ma spesso li hanno violati.
attenzione: il messaggio era vero, ma è molto vecchio; per fortuna, Amina (come Safiya prima di lei) è stata liberata da tempo, grazie anche alla campagna internazionale di sostegno. Il sito indicato (Amnesty International -Nigeria) dice proprio questo, e raccoglie firme per l'abolizione della pena di morte in Nigeria.
Vi consiglio un sito, discutibile su certe tesi, ma attendibile sulle campagne via e-mail (io lo visito spesso):
E' una vecchia comunicazione che continua a girare, mentre la condanna a morte di Amina è annullata. Vedi allegato comunicato di Amnesty 25 settembre 2003 !!!! Enrico Peyretti Riserviamo l'impegno per urgenze reali.
> > > > > > Far girare celermente e atutti coloro che conosciamo > > > > > > > > INDISPENSABILMENTE!!! > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > -----ALLA FINE HANNO APPROVATO LA LAPIDAZIONE DI AMINA > > > > faa8125.gif > > > > > > > > Il Tribunale supremo della Nigeria ha ratificato la condanna a morte > per > > > > lapidazione di AMINA; ha solamente posticipato l'esecuzione di due > mesi > > per > > > > permetterle di allattare il suo bambino. > > > > > > > > Trascorso questo termine la sotterreranno fino al collo e > l'ammazzeranno > > a > > > > sassate, a meno che una valanga di dissensi non riesca a dissuadere le > > > > Autorità Nigeriane. > > > > > > > > Amnesty International chiede il tuo appoggio tramite la tua firma > nelle > > sue > > > > pagine web. > > > > > > > > Mediante una campagna di firme come questa si salvò in passato > un'altra > > > > donna, Safiya, nella stessa situazione. Sembra che per AMINA abbiano > > > > ricevuto pochissime firme. > > > > > > > > Contatta subito: > > > > > > > > http://www.amnistiapornigeria.org/ > > > > oppure: <http://www.amnistiaporsafiya.org/> WWW.amnistiaporsafiya.org > e > > > > firma per AMINA > > > > > > > > Non pensare che non serva a niente: all'altra donna salvò la vita. > > > > > > > > Fai circolare questo messaggio fra le persone che sai sensibili a > questa > > > > orribile minaccia di morte. > > > > Fallo subito, io l'ho già fatto. > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > ____________________________________________________________ > > > 6X velocizzare la tua navigazione a 56k? 6X Web Accelerator di Libero! > > > Scaricalo su INTERNET GRATIS 6X http://www.libero.it > > > > > > > > > > > > > > > > > Questa mailing list è curata dal sito: > www.riconciliazione.it > > info su iraq: www.asianews.it > > [ CHAT: <a href="http://www.freejavachat.com?chan=Mir-Riconciliazione"> http://www.freejavachat.com?chan=Mir-Riconciliazione ] > > le liste mir adottano la presente netiquette: > http://www.nic.it/NA/netiquette.txt > è comunque utile considerare i presenti links: > http://gandalf.it/net/netiq.htm > http://www.peacelink.it/policy.html > segnalazione abusi: > http://add.yahoo.com/fast/help/it/abuse/cgi_feedback > Link utili di Yahoo! Gruppi > > <*> Per andare all'homepage del gruppo vai alla pagina: > http://it.groups.yahoo.com/group/MIR-riconciliazione/ > > <*> Per annullare l'iscrizione al gruppo scrivi a: > MIR-riconciliazione-unsubscribe@yahoogroups.com > > <*> L'utilizzo da parte tua di Yahoo! Gruppi è soggetto alle: > http://it.docs.yahoo.com/info/utos.html > > > >
> > > Far girare celermente e atutti coloro che conosciamo
> > >
> > > INDISPENSABILMENTE!!!
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > -----ALLA FINE HANNO APPROVATO LA LAPIDAZIONE DI AMINA
> > > faa8125.gif
> > >
> > > Il Tribunale supremo della Nigeria ha ratificato la condanna a morte
per
> > > lapidazione di AMINA; ha solamente posticipato l'esecuzione di due
mesi
> per
> > > permetterle di allattare il suo bambino.
> > >
> > > Trascorso questo termine la sotterreranno fino al collo e
l'ammazzeranno
> a
> > > sassate, a meno che una valanga di dissensi non riesca a dissuadere le
> > > Autorità Nigeriane.
> > >
> > > Amnesty International chiede il tuo appoggio tramite la tua firma
nelle
> sue
> > > pagine web.
> > >
> > > Mediante una campagna di firme come questa si salvò in passato
un'altra
> > > donna, Safiya, nella stessa situazione. Sembra che per AMINA abbiano
> > > ricevuto pochissime firme.
> > >
> > > Contatta subito:
> > >
> > > http://www.amnistiapornigeria.org/
> > > oppure: <http://www.amnistiaporsafiya.org/> WWW.amnistiaporsafiya.org
e
> > > firma per AMINA
> > >
> > > Non pensare che non serva a niente: all'altra donna salvò la vita.
> > >
> > > Fai circolare questo messaggio fra le persone che sai sensibili a
questa
> > > orribile minaccia di morte.
> > > Fallo subito, io l'ho già fatto.
> > >
> > >
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Mostra Fotografica
W NAIROBI W
di
Francesco Fantini & Korogocho's Children
La mostra è stata ideata come strumento per fare conoscere la drammatica realtà
di Korogocho, una delle baraccopoli di Nairobi, la capitale del Kenya.
"W Nairobi W" presenta la baraccopoli fotografata dai ragazzi della scuola
informale della St. John e dal fotografo padovano Francesco Fantini.
È un reportage sul dramma e sull´umanità di Korogocho. Ma si tratta di un
reportage diverso dal solito.
Maggiori informazioni e gli aggiornamenti sulle iniziative collegate a "W
Nairobi W" possono essere trovati su
- www.begakwabega.com
- www.giovaniemissione.org
La mostra sarà a Palermo dal 27 gennaio al 5 febbraio al palazzo comunale di
piazza Pretoria dalle 9.00 alle 19.00
____________________________________________________________
Navighi a 2 MEGA e i primi 3 mesi sono GRATIS.
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I gruppi danze folkloristiche torinesi, tutti insieme, stanno cercando di creare un evento di solidarietà con le popolazioni colpite dal maremoto.
L'iniziativa , prevista per l 27 febbraio, prevede la presenza di molti gruppi musicali e moltissimi danzerini.
Mi è stato chiesto di contattare qualche gruppo ( o singolo) di danze, originali delle regioni più colpite dal disastro, perchè possano esibirsi e dare significato ( e richiamo) all'iniziativa.
Qualcuno conosce comunità asiatiche (indiane, ...) che si trovano nei dintorni del Piemonte e può chiedere loro se conoscono danze o gruppi che possono interpretare danze tradizionali asiatiche?
Conoscete associazioni, anche d'oltre oceano, che possono darvi indirizzi utili a questo scopo?
Potete anche solo diffondere questa richiesta a chi ritenete possa essere più vicino di voi a realtà asiatiche locali?
Grazie per la vostra attenzione e dell'aiuto che riuscirete a darci.
Giovanni Ciavarella (giovi) di Arridanza
347.7938539
Il contenuto e gli allegati di questo messaggio sono strettamente
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conseguenza il messaggio non costituisce impegno contrattuale tra
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Qualora il presente messaggio Le fosse pervenuto per errore, Le saremmo
grati se lo distruggesse e, via e-mail, ce ne comunicasse l' errata
ricezione all'indirizzo postmaster@....
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for the conduct of investment business in the UK.
If you are not an intended recipient(s), please notify
postmaster@... promptly and destroy this message.
-----Messaggio originale-----
Da: pace-request@... [mailto:pace-request@...] Per
conto di Nonviolent Peaceforce
Inviato: domenica 23 gennaio 2005 20.06
A: pace@...
Oggetto: Sri Lanka Update #4
Sri Lanka Update #4
(English herein)
Espanol: http://www.nonviolentpeaceforce.org/spanish/news/Tsunami4.asp
My Dear Friends:
I am happy to report that both Kathy Orovwigho and Frank Mackay
Anim-Appiah are out of the hospital. Kathy returned home to Nigeria
today to recuperate. Frank will go back to Ghana soon. Both want to
return to their peacekeeping work in Sri Lanka as soon as they are able.
Rita Cruz has returned to service in Sri Lanka from Portugal and joined
Rita Webb in reopening our office in Matara that had been closed since
Kathy and Frank were hospitalized. Since arriving in Matara they have
been helping PAFFREL, a coalition of 400 Sri Lankan NGOs, to establish a
national system for civil society to monitor the relief and
reconstruction process. They also plan to stay with PAFFREL staff
overnight in at least one refugee camp. There have been reports of
abuse of children and women in camps in the southern part of the
country.
Last week a grenade attack on a funeral gathering in the eastern town of
Vakaneri killed three and injured 20. An NP team provided protective
presence following the attack as well as accompanied staff of a
humanitarian NGO. Our team also helped open up communication among the
conflicting parties to diffuse the situation. By the end of last week
our overnight protective presence was no longer needed.
Our teams have been actively monitoring and reporting
on delivery of relief and actions in the refugee camps:
http://www.nonviolentpeaceforce.org/english/news/TrincoPhotos.asp
Project director, William Knox, participated in a meeting with UN
Secretary General Kofi Annan on 8 January as part of the Secretary
General's consultation with major NGOs on the conflict and human rights
situation since the tsunami.
Over the past few weeks, many of us have contributed $120,000 USD
through NP to Sarvodaya. With this money they were immediately able to
distribute food and clothing, organize medical care and manage several
welfare camps.
Rick Brooks, executive director of Sarvodaya USA wrote: "I also want to
reiterate our thanks for your help right after the tsunami occurred.
When neither Sarvodaya itself nor we in the U.S. had online donation
mechanisms in place, the NP's willingness to serve as a collection point
was a godsend... We appreciate the grace you have shown under pressure;
the generosity and openness... The Nonviolent Peaceforce has
contributed impressive amounts to Sarvodaya in these weeks. I now
strongly urge you to attend to the specific support needs of NP as well.
It would be tragic if NP's mission and operation were impaired in any
way because of inadequate funding."
Based on the advice of Sarvodaya and that of William Knox we will no
longer collect donations for them.
In addition to donations, hundreds of you have sent well wishes and
prayers to our teams. People from all over the world are fasting on
Fridays in January in solidarity and support.
NOW WE MUST GO BEYOND IMMEDIATE RELIEF and tend to the medium and
long-term work. As demonstrated in Vakaneri, our civilian peacekeeping
will be required now more than ever. We have expanded our mandate
(below) to address the tsunami crisis. We have an additional
peacekeeper from Kenya joining us next week and two more joining the
team in February. We are now recruiting a second team and to date have
received 210 applications. We presently have enough money to send an
additional 12 peacekeepers. More are needed. Depending on how much we
can raise between now and 26 January when our Executive Committee meets,
we could be able to send an additional 11 people. It costs $30,000 to
recruit, assess, train, and support a peaceworker for one year. Please
continue to support us in your thoughts, prayers, meditations, fasts,
words and
donations: http://www.nonviolentpeaceforce.org/english/help/donation.asp
The Nonviolent Peaceforce in Sri Lanka and worldwide truly has performed
with grace, strength and effectiveness during these tragic times. Thank
you everyone.
With love and gratitude,
Mel
Adapted Mandate
· To provide non-violent protection to affected communities and
groups, including Sri Lankan relief and reconstruction workers, to
enable them to live and carry out their work in freedom from actual or
threatened armed, political or physical interference or violence
· To monitor in areas where NP is active and provide information by
the issuing of regular written and verbal reports to concerned parties:
· To identify relief and reconstruction activities that promote
inclusivity and community participation as well as to identify
activities where harm is being caused by partisan and excluding
practices
· To assist agencies new to areas where NP operates to pursue such
principles of community inclusivity and participation
· To identify improvements or deterioration in the underlying
national and local conflicts that the current peace process is
intended
to address
· To encourage and support community involvement in relief and
reconstruction activities not only to promote the fundamental human
rights to food and shelter but also, to promote communal harmony and a
Sri Lanka at peace.
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You are receiving this by way of the Nonviolent Peaceforce e-newsletter
mailing list.
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Nonviolent Peaceforce
425 Oak Grove St, Minneapolis, MN 55403, USA, +1-612-871-0005 Rue Van
Elewyck 35, 1050 Bruxelles, Belgium, +49-40-655-90-940
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Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/pace/maillist.html
Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace
Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html
Sul punto : Convegno 2005: “Cristianesimo, violenza, nonviolenza”
Raccogliendo una richiesta sollevata dall’assemblea di Genzano di giugno 2004 ;
visto l’impegno di alcuni iscritti MIR in riferimento alle tematiche;
discusso sulle diverse opportunità;
il Consiglio Nazionale decide di chiedere ad Enrico Peyretti e Luciano Benini dimettere a punto una traccia di riflessionee coordinareuna raccolta di idee ed ipotesi che facciano da traccia ad un convegno da svolgersi entro il 2005 su “Cristianesimo / Violenza / Nonviolenza”.
Il convegno ,a partiredalle riflessioniproprie del nostro movimento, sarà un momentodi aperturaad ipotesi ed interventi altri.
bisogna chiarirsi: io ho sempre inteso (inteso male?) che il tema fosse "religioni, violenza, nonviolenza", e non solo cristianesimo. C'è differenza. Sempre occupato in altre urgenze, e senza nuove idee, dopo un breve scambio con Luciano Benini, non ho elaborato la proposta. Cerco di farlo entro i primi di febbraio per l'assemblea Mir-MN piemontese.
Quello che so dire finora è detto in sintesi nel libro "Convertirsi alla nonviolenza?" e in Satyagraha n. 3.
Subject: [MIR-riconciliazione] Lettera Circolare MIR gennaio 2005
TESTI CIRCOLARE GENNAIO 2005
LetteraCircolaregennaio2005
Tu che sei al di sopra di noi,tu che sei uno di noi. Tu che sei anche in noi, che tutti ti vedano, anche in me, che io ti prepari la strada, che io possa render grazieper tutto ciò che mi accadrà.
Che io non dimentichi i bisogni degli altri. Conservami nel tuo amore. Come vuoi che tutti dimorino nel mio.
Possa tutto il mio essere volgersi a tua gloria. E possa io non disperare mai. Perché io sono sotto la tua mano, e in te è ogni forza e bontà.
Donami un cuore puro – che io possa vederti, e un cuore umile – che io possa sentirti,
e un cuore amante – che io possa servirti, e un cuore di fede – che io possa dimorarein te
Dag Hammarskjold
Sommario di questa lettera circolare
Messaggio delPresidenteal Consiglio Nazionale
Il Consiglio Nazionale e l’informazione interna
Decennio ONU 2001-2010 . Comitato Italiano per il Decennio .
Servizio Civile VolontarioSCV . Comitato Difesa Civile nonarmata e nonviolenta.
C’è stato, ci sarà : appuntamenti passati efuturi.
Segnalazione libri.
Svolto il Consiglio Nazionale
Il giorno26-27 novembre 2004, nella città di Padova ,si è riunitoil Consiglio Nazionale MIR per discutere il seguente o.d.g.:
1-relazione del presidente,segreteria,tesoriere,
cassiere;
2-attività delle sedi;
3–iniziative di pace in Iraq;
4-punto su servizio civile volontario nel MIR;
5-collaborazione con CCP;
6-collaborazione con il Comitato per la difesa
civilenonarmata e nonviolenta ;
7-organizzazione evento/convegno su “Fede e
nonviolenza”;
8-ipotesi per l’assemblea nazionale del 2005;
9-varie ed eventuali
Interventodel presidente, Paolo Candelari, al Consiglio Nazionale
Carissimi amici del M i r,
eccoci ad un nuovo consiglio nazionale; non siamo molti, ma questa, piaccia o non piaccia è la realtà del nostro movimento.
Non stiamo vivendo in tempi facili: le nubi che si stanno accumulando su questa povera bistrattata Terra sono sempre piùgrosse e minacciose: per alcuni, troppi nel mondo, la tempesta è già iniziata, o forse non è mai finita.
Viviamo un tempo di emergenze:
1)l’emergenza della guerra; ormai non piùun episodio, ma connessa alla politica, programma di governi e movimenti politici che fanno di essa il loro principale scopo, anche se sempre viene aggiunto qualche specificazione: al terrorismo, santa, contro gli infedeli, per la democrazia, ecc.
2)l’emergenza ambientale: dimenticata dalle nostre agende, ma non per questo scomparsa: anzi gli allarmi sono sempre piùnumerosi, il cambiamento del clima sempre piùevidente: siamo in corsa folle verso un baratro
3)infine l’emergenza giustizia sociale: questa ancor piùdi quella ambientale sembra non preoccupare piùnessuno: le grandi istituzioni internazionali non ne fanno parola: eppure i dati parlano chiaro: il 15% della popolazione possiede l’80% delle risorse mondiali; per molti questa emergenza ha un solo terribile nome: fame.
A differenza di altre epoche storiche in cui pure i problemi non mancavano ed erano forse superiori ai nostri, oggi sembrano però non esserci alternative a questa situazione.
Oggi gli stessi “soloni” del sistema non sanno proporci soluzioni a queste emergenze.
Eppure un grande movimento planetario, dal basso, è in grado di muoversi e manifestarsi come è successo il 15 febbraio 2003, o a Porto Alegre.
E’ persino stato definito la seconda grande potenza, dando ad esso la patente di unica possibile forza politica che si oppone alla politica neocon di Bush.
E in ciò non si è andati lontano dal vero, nel senso che questo movimento è l’unico che metta in discussione i fondamenti su cui l’impero si costruisce.
Ma ciò che manca è proprio ciò che fa di una massa variegata e numerosa stufa di sottomettersi e di accettare per inevitabili tutte le brutture del mondo un movimento popolare in grado di sottrarre potere all’impero e non solo di criticarlo.
Noi nella nostra piccolezza facciamo parte di questo movimento, anzi potremmo anche vantarci di aver individuato delle pericolose derive già da diversi decenni, e di aver cercato anche delle proposte alternative, il programma costruttivo per costruire un ‘nuovo mondo possibile’ come recita un felice slogan di questo movimento.
Ora che c’entra tutto ciò con il nostro Consiglio Nazionale?
C’entra eccome: la nonviolenza, quella d’ispirazione gandhiana, può e deve essere il traino e la proposta all’internodella quale si costruisca questo movimento di cui si sente la necessità: incominciano a capirlo in molti. Non mi dilungo ora in una puntuale dimostrazione di quanto detto; parto di qui però per sottolineare l’enorme responsabilità che compete a noi, che ci gloriamo del nome di nonviolenti storici, ovverosia da tempo persuasi della nonviolenza e perciò di essa sperimentatori ed esperti!
Insomma su di noi il compito di essere il sale di questi movimento; ma se il sale non ha sapore? Ossia, siamo all’altezza di questo immane compito?
Ed ecco che siamo al compito di questo Consiglio Nazionale come pure della futura attività del nostro movimento.
Con questo spirito e con questa coscienza dobbiamo affrontare questo appuntamento: badate che c’è poco da inorgoglirsi, anzi, c’è da spaventarsi di fronte ad una tale prospettiva: come può il povero, piccolo Mir, con poco piùdi 100 iscritti, 6 sedi in Italia fare da leva per cambiare il mondo? E’ un po’ come Mosè che di fronte al compito di andare dal Faraone a chiedere la liberazione del suo popolo si era spaventato; Dio gli rispose che Lui l’avrebbe sostenuto. E qui dobbiamo trovare anche noi la nostra forza, ben sapendo che la fede può smuovere le montagne.
Noi abbiamo questa fede? A volte me lo sono chiesto e forse è per questa poca fede che non riusciamo ad assolvere ai nostri compiti, perché a volte anziché smuovere le montagne ci perdiamo quando dobbiamo spostare un po’ di sabbia.
Per questo penso sia di primaria importanza ritrovare questa fede che smuove le montagne, proseguire nel cammino di approfondimento spirituale, peraltro già iniziato a Genzano.
Il prossimo anno abbiamo due importanti appuntamenti: un convegno su religione e nonviolenza, impegno che proviene dalla scorsa assemblea, e l’assemblea annuale stessa.
Sul primo segnalo che anche all’assemblea regionale piemontese si è deciso di preparare per il 2005 qualcosa del genere, segno evidente che l’esigenza è sentita: si potrebbero unire gli sforzi e prepararne uno nazionale insieme a Enrico Peyretti, che si è preso l’impegno per il Piemonte.
La seconda deve diventare un appuntamento in cui approfondire i legami non solo politici ma anche umani tra di noi: un momento in cui crescere come comunità, in cui ognuno trae forza dall’essere insieme, trovare un sentire comune, e dei comuni obiettivi. Per questo vi propongo un modo un po’ diverso di svolgere la nostra assemblea: provare a vivere un momento di vita comune per qualche giorno, forse una intera settimana, sullo stile dei campi mir, una delle iniziative più riuscite di questi ultimi anni.
Troppo impegnativo?
Io sono convinto che a volte certe proposte forti riescono ad avere più successo di quando si gioca al ribasso pensando che tanto la gente più di tanto non è disposta a spendere; proprio perché maggiormentecoinvolgente trova anche unapiù convinta adesione. L’esempio l’abbiamo avuto qui in Piemonte, dove ai tradizionali attivi degli ultimi anni, che trovavano adesioni di 10, 15 persone, abbiamo quest’anno sostituito una duegiorni ‘comunitaria’ a CàRisulina, già ospite di un campo Mir, stupenda baita nella ridente valle Pesio: anche l’ambiente fa la sua parte.
Vi propongo quindi di trovarci in un posto simile, dove stare 4-5 giorni (a settembre o fine giugno) dove fare anche una vacanza insieme, dedicare i primi giorni all’approfondimento di un tema specifico, stile seminario, alternando la discussione ad attività quali passeggiate, lavoro, meditazione, danze; quindi dedicare gli ultimi dueall’assemblea ‘istituzionale’ vera e propria. Che ne dite? E’ una formula che alcune sezioni dell’Ifor adottano con successo.
Sull’insieme dell’attività del Mir ribadisco le osservazioni che feci a Genzano e cui ho accennato nel saluto inviato al congresso del Movimento Nonviolento : trovo che l’azione del mir (ma ritengo che questo valga anche per il mn) sia molteplice e variegata, ma troppo dispersiva: mancano degli elementi unificanti: qualcosa che sia caratterizzante: praticamente dalla fine della campagna OSM che tanto significato ha avuto negli anni ’80, non si trovi una campagna altrettanto caratterizzante.
Insisto che è necessario che i movimenti nonviolenti storici trovino una azione comune su cui poter concentrare le forze. Questo, sia ben inteso, non vuol dire che ciò che stiamo facendo è sbagliato, va abbandonato, ma dobbiamo trovare qualcosa che ci qualifichi come movimento, a cui dare priorità: insomma quale è la nostra ‘campagna del sale’?
Sempre nel saluto al mn auspicavo la ripresa di un colloquio costante col movimento nonviolento. Una volta avevamo iniziato la prassi di fare alcuni consigli nazionalicomuni: se riprendessimo quell’abitudine? C’è la volontà?
Infine come indicazioni pratiche ribadisco l’importanza che secondo me ha l’organizzazione di un servizio civile indirizzato alla costruzione di una rete di difesa popolare nonviolenta.
E’ uno dei temi del nostro Consiglio Nazionale : a Torino abbiamo incominciato a pensare ad alcuni progetti: è bene comunque che dedichiamo spazio a questi argomenti correlati: Difesa popolare nonviolenta,Corpi civili di pace , Servizio Civile.
Noi possiamo dire con orgoglio che siamo tra i fondatori del servizio civile, sin dai tempi dell’obiezione di coscienza: non possiamo rinunciare ad essere presenti con nostre proposte in questo campo.
Molte sarebbero ancora le cose che mi vengono in mente, ma voglio per ora concentrarmi su questo.
Auguro a tutti un buon lavoro, che sia proficuo, al mir, ma soprattutto alla causa della nonviolenza.
PACEFORZAGIOIAPaolo Candelari
Il Consiglio nazionale sull’informazione ...
Considerato che il MIR attualmente non è dotato di un organo di stampa ufficiale, il Consiglio Nazionale sollecita tutti gli iscritti ed i simpatizzanti ad inviare materiale acaratteredivulgativo allarivista”Qualevita”tenendo in considerazione l’uscita bimestrale della testata.
Per contatti: Edizioni Qualevita– v. Buonconsiglio,267030 Torre dei Nolfi (AQ)
Tel. 0864.46448349.5843946e-mail sudest@iol.it
Il Consiglio Nazionale, preso atto della necessità di maggiore capillarizzazione e tempestività di
alcune notizie fondamentali per la vita del Movimento, decide di aprire la lista di posta elettroni-
cariservataalla segreteria/presidenzaagli indirizzi di ciascuna sede locale.
Laddove non esista un indirizzo proprio di sede, all’indirizzo di un iscritto dellasede.
Qualoranon esista sede locale di riferimento, ad iscrittiche ne faccianoesplicitarichiesta.
Si richiede allesedi l’impegno di far circolare le informazioni fra i propri iscritti.
C.C.P. : Corpi Civili di Pace /1
COLOMBIA: Progetto di accompagnamento alle Comunità di pace.
Dino Garcia Duranti ha portato a termine la sua formazione specifica in California con il MIR Internazionale e in Spagna con le PeaceBrigadesInternational . Comincerà nel gennaio2005 la sua attività di accompagnamento in Colombia
Da dove potrà scrivere alle diverse organizzazioni per tenerci tutti informati di quanto accade e tenere alta l’attenzione sulla tutela dei diritti umani nella provincia di San José de Apartadò. Egli farà inoltre parte dell’osservatorio permanente che il forum “Colombiavive”sta preparando con molti enti locali che sosterranno le spese del nostro ed eventuali altri volontari.
Dino ringrazia tutti coloro che si sono profusi finora negli sforzi organizzativi.
Il Consiglio Nazionale delMIR lo saluta con gratitudine per l’entusiasmo e la generosità che ci trasmette.
News
Si è svolto in Italia nel mese di novembre-dicembre 2004 un’iniziativa denominata “Camminare in dignità: la resistenza nonviolentadelle comunità colombiane”.
Molti gli appuntamenti organizzati o sostenuti dal MIR: ricordiamo l’incontro di Roma, quello di Firenze, i due svolti a Torino, gli undici organizzati in tutta la Sicilia dalla sede di Palermo.
Dino Garcia Duranti ha scritto:“ Lunedì 15 novembre ho partecipato all'incontro pubblico a Roma sulle Comunità di Pace Colombiane (organizzato tra gli altri dalla Fond. Lelio Basso, PBI, Centro Studi Difesa Civile, Banca Etica, PeoplesLaw, Amnesty International) .All'incontro hanno partecipato una cinquantina di persone, tra i quali personalità del mondo politico. Molto interessanti sono stati gli interventi dei senatori Tana de Zulueta e Francesco Martone .
Martedì 16 novembre, in mattinata, i rappresentanti delle comunità di pace hanno incontrato le autorità amministrative del comune di Roma e ci sono buone speranze che entro il mese di gennaio 2005 il Comune di Roma entri nella rete italiana di sostegno alle comunità del Chocò e dell'Urabà. Nel pomeriggio sono stati ascoltati dalla Seconda Commissione per i Diritti Umani del Senato. In Senato Wilson David e MarcosVelasquezsono stati ascoltati con attenzione ed in commissione erano presenti almeno 9 senatori, che si sono impegnati a dare un seguito a questo incontro .
Giovedì 18 novembre sono stato accolto presso il centro Sereno Regis di Torino. Con l'appoggio di Paolo Candelari del MIR,cercheranno di coinvolgere il Comune torinese nella rete.
Venerdì 19 novembre ho raggiunto IVREA, dove ho partecipato come relatore ad un incontro analogo a quello di Torino su invito del "Centro Ghandi" in cui si riuniscono varie associazioni tra cu Lega Ambiente ed Amnesty International.
Ottimi risultati degli incontri (tutti di circa due ore) tenuti dall' 1 all'11 dicembre in Sicilia e Puglia . Un ringraziamento particolare da parte mia è diretto a Marco Siino ed a Francesco Lo Cascio del MIR di Palermo, che ci hanno assistito nell'arco di tutto il nostro viaggio. Grazie Picciotti!”
….e ancoral’ 8 gennaio 2005 :“Cari amici sono Dino e vi scrivo dall'ufficio di PBI a Bogotá.
Sono giunto in Colombia ieri pomeriggio alle 4,30 ora locale, il viaggio é andato bene e l'accoglienza della squadra locale di PBI é stata ottima.Resteró in questa cittá fino al 27 gennaio per completare il mio addestramento, dopo di che mi recheró presso la squadra di Turbo nell'Urabá in cui rimarró fino al 2006 lavorando a stretto contatto con le Comunitá di pace di CAVIDA in Cacarica e di San José de Apartadó.
Vi abbraccio tutti e vi ringrazio per l'appoggio e per l'affetto di cui mi avete fatto oggetto. Continuerò a scrivervi come d'accordo e vi terró informati sul mio lavoro e sugli sviluppi della realtá colombiana.Baci.Dino.”
Visto il coinvolgimento didiversesediin sostegno alle iniziative di solidarietà alle Comunità di pace in Colombia, il Consiglio Nazionale decidel’ adesionedel MIRalla Rete diSolidarietà con la Colombia.
Il Consiglio Nazionaledecidere di inserire nel sito gestito dal MIR Padova il materiale sui
Corpi Civili di Paceeuropeiprodotto dal coordinamento obiettori forlivesi.
C.C.P. : Corpi Civili di Pace /2
KOSSOVO :progetto per la formazione al dialogo interetnico ed alla riconciliazione e per la mitigazione del conflitto serbo-albanese .
L’attuale situazione del Kossovo è molto lontana da una coesistenza pacifica dei due principali gruppi etnici (ed in parte religiosi)- gli Albanesi ed i Serbi– che vivono in quell’area. C’è molto da fare per avviare una riflessione critica sul passato per la mitigazione del conflitto , per la riapertura del dialogo, per mettere le basi di un processo di mutua accettazione. In questo possono aiutare da una parte la concezione nonviolenta del superamento delle forme statuali chiuse e la ricerca di forme il più possibile aperte ed allargate, basate sull’uguaglianza e non sulla dominanza di un paese sull’altro ed all’interno degli stati, sulla convivenza tra gruppi etnici e nazionali diversi e non sul predominio di uno sull’altro.
Ilnuovo progetto.
Alberto L’Abate è stato invitato ala conferenza internazionale organizzata dal KAN (Kosovo Action Network) a Pristina dall’8 al 13 luglio 2003, cui ha partecipato anche Annaluisa Leonardi L’Abate (vicepresidente MIR). Egli ha proposto di fare un training su “Empowerment in nonviolence” (“prendere coscienza del proprio potere attraverso la nonviolenza”). Questa iniziativa si è svolta dal 5 all’11 settembre 2004 presso la Facoltà di Filologia dell’università di Pristina.
L’equipe dei trainersdella ex campagna Kossovo ha proposto, ed è questo il nuovo progetto, di organizzarne uno simileper membri di altri gruppi etnici che vivono nel Kossovo (Serbi, Rom, Gorani, Bosniaci, Askalia, ecc.) a Bresovitza per la prossima estate. Il progetto prevede inoltredi mettere insieme i due gruppi, quello albanese che ha seguito il training a Pristina, e quello che verrà formato a Bresovitza, in Italia a Montesole, presso la Scuola di Pace di Marzabotto. In questo training si cercheranno strade per la mitigazione del conflitto e per iniziative comuni tra i due gruppi che vedano la nonviolenza come importante strumento di soluzione di problemi, in parte propri ,ed in parte comuni ai due gruppi.
Per il primo training , per le varie etnie non albanesi del Kossovo su “Empowermentin nonviolence” il preventivo di massima è di 10.000euro.
Per quello di Montesole il preventivo di massima è di 12.300 euro.
Chi volesse inviare un contributo alla realizzazione del progetto può
farlo inviandolo al C/C del MIR specificando nella causale“Nuovo progetto Kossovo
Il Consiglio Nazionale decide di inserire nella prossima circolare un inserto illustrativo del progetto in via di realizzazione inKossovocomprensivo discheda economica e richiesta dicontributodi finanziamento . Decide altresì di inviare tale materiale anche a Qualevitaper la pubblicazione ed alla sede di Padova perché vengainserito nel sito.
Il Consiglio Nazionale decide di chiedere alComitato Consultivo dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civileper la Difesa civile nonarmata e nonviolentaun sostegno economicoal nuovo progetto in via di realizzazione in Kossovo.
C.C.P. : Corpi Civili di Pace /3
Israele-Palestina : Per una forza internazionale di intervento civile
MIR in collaborazione con il MAN(Mov. per un’alternativa nonviolenta )
un corpo di interposizione nonviolenta in Palestina. La campagna è già partita in Francia
e aspira a divenire europea. In Italia finora hanno aderito: il centro Sereno-Regis, il MIR/MN piemontese, l'operazione Colomba, la rete dei Corpi Civili di Pace, il Movimento Nonviolento nel recente congresso. Non è ancora avviata; c'è un piccolo gruppo operativo per la fase iniziale.
Le società civili di ciascuna delle due parti in conflitto sono chiamate a giocare un ruolo decisivo nella ricerca di una soluzione politica che permetta di costruire una pace duratura. Ci sono già delle reti di cittadini/e che anche all’interno della propria comunità hanno oggi il coraggio e la lucidità di opporsi alla logica di guerra. Queste reti devono godere della solidarietà della comunità internazionale.
Per tutte queste ragioni, questa campagna deve incoraggiare gli operatori di pace israeliani e palestinesi a riappropriarsi delle poste in gioco del conflitto, oggi confiscate dalla logica di guerra, e permettere di creare le condizioni per una risoluzione politica del conflitto, accettabile da ambo le parti.
La creazione e l’invio di una forza internazionale di intervento civile in Medio Oriente mira così ad abbassare il livello di violenza, e a favorire le condizioni per il dialogo delle società civili.
notizie dall’IFOR da M.AntoniettaMalleo
La notizia internazionale più recente è la visita dell'IFOR in Israele /Palestina del Comitato dei Rappresentanti del movimento. L'incontro si è tenuto a Navè Shalom dal 15 al 17 ottobre ed è stato preceduto da un viaggio sul campo a Gerusalemme est e nei territori occupati della WestBank, dove abbiamo visitato i nostri gruppi, rappresentanti della autorità cittadine e avuto un incontro interreligioso. Abbiamo anche incontrato membri della società civile israeliana, di Navè Shalom, e Amos Gvirtz, il rappresentante della nostra branca ebraica. Il livello di militarizzazione e quello del rispetto dei diritti umani sono scioccanti (anche per noi internazionali, sin da quando entri nel paese e vieni interrogato e perquisito in maniera estenuante), come lo è vedere la vita civile dei palestinesi interdetta, con la segregazione dei territori, delle vere e proprie prigioni all'aperto, l'azione dei coloni, che per esempio impediscono a fucilate la raccolta delle olive agli agricoltori, e gli insediamenti illegali ed il muro che stanno distruggendo anche l'ambiente. Betlemme è stravolta. Lo sconforto, ma anche la volontà di pace sono grandi da ambo le parti, da parte ebraica vi è piena coscienza di esercitare un'oppressione e si temeva la guerra civile per l'opposizione allo smantellamento degli insediamenti a Gaza. Ma condividere l'incontro, la speranza e la determinazione nell'impegno nonviolento sono stati un dono reciproco e sono stati particolarmente toccanti gli incontri con i giovani e specialmente con le ragazze musulmane, che hanno una consapevolezza, una chiarezza di vedute ed una tenacia esemplare. Nella "via dolorosa" della città vecchia di Gerusalemme, tradizionalmente il luogo della Via Crucis, e attorno al Santo Sepolcro si alzava il canto della preghiera musulmana. La forza spirituale dei luoghi è straordinaria, mi sembra, anche per l'intreccio di religioni, di fedi e culture che si abbracciano nell'unica umanità. Ho girato delle immagini e delle conversazioni che monterò, anche se tutto andrà sottotitolato e ci vorrà del tempo, e spero di scrivere un resoconto su "Qualevita". Nella parte di riunione "interna" ho riferito quanto comunicatomi da Paolo e le attività della branca italiana.
Una raccomandazione importante è quella di fare circolare, anche a livello essenziale, le informazioni sulle attività italiane, specialmente quelle relative al Decennio -dove Padova è in prima fila- perché presto cercheremo di convogliare tali notizie in una newsletter dell'UNESCO.
Hildegard sarà ospite d'onore e relatrice alla Veglia interreligiosa della Pace annualmente organizzata dal Centro Diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo Religioso dell'Arcidiocesi di Palermo, del quale faccio parte. La veglia si terrà la sera di martedì 14 dicembre. Ho ricevuto delle richieste per possibili altri giri di Hildegard in Italia o in Sicilia, ma Hildegard, che a gennaio farà 74 anni lo ha escluso perché si affatica e farà un volo diretto.
……. ancoraMIR / IFOR
Nel mese didicembre HildegardGossMayr( Presidente onoraria del Movimento Internazionale della Riconciliazione- InternationalFellowship of Reconciliation (MIR-IFOR) ha partecipatoa diverse iniziative nella città di Palermo:incontro all' Università di Palermo alla facoltà di lettere,incontro con gli studenti del III Liceo Scientifico e presso l'Istituto Don Orione ad una veglia ecumenica per la pace promossa dalla commissione diocesana per l’ecumenismo di Palermo.
Qui sotto il messaggio che il nostro presidente, Paolo Candelari,le ha inviato a nome del MIR nazionale.
“Carissima Hildegard,
pur non potendo essere a Palermo, vorrei porgerti il benvenuto in Italia a nome di tutto il Mir italiano, di cui sono presidente da poco più di un anno.
E' sempre presente a tutti noi, pochi e poveri membri del Mir, l'infaticabile opera che tu e JeanGossavete fatto non solo per l'Ifor, ma per la nonviolenza nel mondo.
A volte nelle nostre riunioni, consci che i compiti che ci stanno davanti sono enormi e ci sovrastano, ci lasciamo prendere dallo scoramento e dall'ansia del 'ma noi non ce la facciamo'; ecco che allora pensiamo al lavoro e all'entusiasmo con cui tu hai portato la nonviolenza in situazioni ben più difficili della nostra, e apparentemente senza via d'uscita, e in molte occasioni i frutti prima o poi si sono visti. E' proprio vero che la fede sposta le montagne!
Noi oggi siamo impegnati in più campi, anche se il maggiore è quello dell'opposizione alla folle guerra in Irak, e nella ricerca di alternative a questa, ma soprattutto al rientro della guerra come aspetto della politica.
E' viva la nostra partecipazione alla ricerca di vie alternative alla violenza, sia di stato che di rivolta, per la risoluzione di conflitti: ciò che viene chiamata difesa popolare nonviolenta (dpn).
( ……….... )
….. vorrei proporti una possibilità ulteriore di incontrare il Mir italiano.
Noi teniamo ogni anno una assemblea nazionale in cui facciamo una verifica del nostro lavoro, definiamo il programma futuro. Per il prossimo anno abbiamo deciso di sperimentare una nuova modalità di svolgere questa assemblea: prenderci un pò di tempo 4,5 giorni, dedicarne una parte all'approfondimento di un tema e dedicare gli ultimi duegiorni alle incombenze 'istituzionali'.
Questo permetterebbe di creare maggiori vincoli tra di noi, conscerci meglio, avere tempo per approfondire un tema scrupolosamente, senza l'assillo del tempo che fugge.
La proposta che ti faccio è di dedicare il tema di approfondimento all'attività di formazione alla nonviolenza attiva che l'Ifor ha svolto in diverse parti del mondo, in particolare a quello che tu e Jean avete fatto.
Per questo ci faresti un grande piacere se intervenissi di persona.
La data sarebbe ad inizio estate 2005 (ancora comunque da definire), il luogo dovrebbe essere in Piemonte o in centro Italia, comunque un luogo tranquillo che favorisca la meditazione ma anche la festa semplice tra di noi.
Possiamo sperare di averti con noi?“
Un caro saluto
Ci ha scritto BeenaSebastian, presidente della Cultural AcademyforPeace di Kerala del FOR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) India.
Chi volesse aiutare le popolazioni vittime del maremoto attraverso l'organizzazione gandhiana LAFTI ( Land fortillersfreedom) di Krishnammal e Jaghanattan che opera da oltre 35 nel Tamilnadu, nel sud dell'India, può ricorrere al conto corrente attivato dalla OVERSEAS, l'onlus italiana che coordina il programma di adozioni a distanza ed il supporto al LAFTI. Il LAFTI lavora da oltre 35 anni a favore della popolazione della poverissima regione indiana delTamilnadu. Attualmente era impegnato a soccorrere le famiglie di contadini della zona di Nagapattinam, che, grazie alla instancabile azione di Krishnammal, del marito Jagannathan e della loro comunità gandhiana, avevano ottenuto 10.000 acri da coltivare e ad ottobre erano state drammaticamente colpite da inondazioni che ne avevano distrutto le abitazioni, vanificato i raccolti, costringendole già allo sfollamento e a morire di fame.
Per la sottoscrizione straordinaria è statoacceso un apposito conto corrente presso la Banca Popolare dell'Emilia Romagna Filiale di Spilamberto: n.1298672 CAB 5387 ABI 67060 "OVERSEAS-onlus EMERGENZA MAREMOTO".
Decennio 2001-2010 per una cultura di nonviolenza e di pace per i bambini del mondo.
Sabato 16 ottobre 2004
SE VUOI LA PACE EDUCA ALLA PACE
SEMINARIO – INCONTRO PER UNO SCAMBIO DI ESPERIENZE E RIFLESSIONI NELL’AMBITO
DEL DECENNIO ONU
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Quello che avrebbe dovuto essere il “Decennio per una cultura di pace e nonviolenza per i bambini del mondo” si è aperto nel 2001 con l’atto di guerra terroristico a New York e sta proseguendo con il terrorismo infinito della guerra su scala planetaria.
Le nostre società, al loro interno, diventano sempre più complesse e conflittuali a tutti i livelli, da quelli interpersonali e sociali, contrassegnati anche dalla necessità di gestire nuove convivenze tra persone provenienti da culture diverse, a quelli strutturali, legati ai processi di globalizzazione economica, che triturano lavoro, ambiente, energia e democrazia.
La scuola e i luoghi di educazione extrascolastica diventano sempre più gli ambiti in cui si riflettono in maniera massiccia il disagio e la conflittualità diffusa e ciò li rende luoghi privilegiati nei quali sperimentare la sfida di nuove aperture culturali e di nuove prassi educative nella prospettiva della nonviolenza.
A partire da questo contesto, abbiamo raccolto alcuni interrogativi, spunti, idee che proponiamo alla riflessione di tutti, per sollecitare un proficuo confronto tra i partecipanti al seminario sui nodi cruciali per una educazione alla nonviolenza oggi e sui modi per realizzarla.
Comitato Italiano per il Decennio
Associazione per la Pace
Banca popolare Etica
Beati i Costruttori di Pace
Gruppo Autonomo di Volontariato Civile in Italia
Movimento Internazionale della Riconciliazione
Movimento Nonviolento
Segreteria presso
M.I.R. di Padova
Via Cornaro 1/A35128 PADOVA
Tel. E fax 049 8075964
e-mail: decennio@...
www.unimondo.org/decennio
Il Comitato Italiano per il Decennio è nato in seguito alle risoluzioni ONU (52/15 del 20 novembre 1997, 53/25 del 10 novembre 1998; 53/243 del 13 settembre 1999) con cui si istituiva il Decennio 2001-2010 per una cultura di pace e di nonviolenza.
Il Comitato, che raccoglie alcune tra le più importanti associazioni che da anni lavorano per la diffusione dei valori della nonviolenza e della pace, tra le varie attività sta realizzando un CD-ROM, destinato ai ragazzi delle scuole medie superiori.
Attraverso uno strumento multimediale e interattivo, utilizzabile dagli studenti, singolarmente o in gruppo come percorso didattico, si intende, innanzitutto diffondere ed accrescere l’interesse per la nonviolenza e la pace, mettere a disposizione le informazioni di base e la documentazione ufficiale riguardo al Decennio 2001-2010. Un altro obiettivo del CD-ROM è quello difar conoscerele realtà sia italiane che internazionaliche già lavorano per una cultura di pace e di nonviolenza.
Oltre a ciò, ci si propone di far passare in modo semplice e chiaro il messaggio della nonviolenza, spiegandone i valori e i concetti di fondo. Per completare il quadro ai ragazzi verranno presentatialcuni eventi storici, spesso non presenti nei testi scolastici, in cui i conflitti sono stati affrontati con metodi nonviolenti. Un’attenzione particolare verrà posta su alcuni personaggi, del passato e della storia recente, italiani e non, che sebbene poco conosciuti sono state delle pietre miliari sul camminononviolento.
Campi estivi MIR
Il Consiglio Nazionalesentita la relazione dei contenuti del gruppo campi; considerate le esperienze pregresse; decide di dare uguale spazio a tutte le proposte di campi purché sostenute da una realtà / sede MIR che ne assuma la paternità e fornisca la disponibilità alla preparazione e alla verifica.
Decide altresì che chiunque organizzi campi MIR comunichi la propria iniziativa ai coordinatori del gruppo campi al fine di mettere a punto un opuscolo in formato unitario a livello nazionale.
Per informazioni e comunicazioni
Gruppo di servizio regionale campi estivi
Movimento Internazionale della Riconciliazione-Movimento Nonviolento -Centro Studi Sereno Regis
Il Consiglio Nazionale decide di convocare l’Assemblea Nazionale dal 4 al 10 luglio in
luogo da definirsi.
L’idea è di vivere il momento assembleare sottoforma di campo della durata di una settimana durante la quale alternare uscite, lavoro manuale, momenti di convivialitàecondivisione con realtà di sceltadi vita alternativa.
Raccogliendo una richiesta sollevata dall’assemblea di Genzano di giugno 2004 ;
visto l’impegno di alcuni iscritti MIR in riferimento alle tematiche;
discusso sulle diverse opportunità;
il Consiglio Nazionale decide di chiedere ad Enrico Peyretti e Luciano Benini dimettere a punto una traccia di riflessionee coordinareuna raccolta di idee ed ipotesi che facciano da traccia ad un convegno da svolgersi entro il 2005 su “Cristianesimo / Violenza / Nonviolenza”.
Il convegno ,a partiredalle riflessioniproprie del nostro movimento, sarà un momentodi aperturaad ipotesi ed interventi altri.
In preparazione al Convegno “Cristianesimo, Violenza, nonviolenza” chiediamo a tutti coloro che volessero condivideremateriale di riflessioneall’interno del Movimento, di inviarloa Luciano Benini( a Fano-Pesaro-invia Belgatto,78cap.61032 ) che provvederà , su mandato assembleare, ad inviarlo a Qualevita.
Materiale di approfondimento sulle tematiche proprie del MIR possono essere inviate anche alla sede di Padova che gestisce la nostra pagina web sul sito di peacelink .
mirsezpd@ libero.it
ServizioCivileVolontarioSCV
Il vecchio servizio civile legato agli obiettori di coscienza è finito poiché l’obbligo della coscrizione militare maschile termina anticipatamente il 31/12/04.
L’Ufficio Nazionale diServizio Civile (UNSC)si propone, come prescrive la legge, di attuare un servizio civile di qualità utile sia dal versante dell’Ente sia da quello del giovane in servizio.
Il MIR avendo già da molti anni accreditamento per servizio civile ha potuto rinnovare le sue convenzioni. Attualmentesono due le sedi in possesso di accreditamento: Torino e Padova.
Idee per il futuro:
A-Mettere a disposizione volontari per la realizzazione di progetti (anche all’estero) della Rete Corpi Civili di Pace o dell’IPRI; sostenere la nuova campagna in Kossovo, quella del MAN in Israele-Palestina.
B– Fornire formazione.
Il Consiglio Nazionaledecide di mantenere distintele due convenzioni per il Servizio Civile Volontario(sede di TO esede di PD). In virtù delle due convenzioni il MIR ha la possibilità di proporre ancora ad 8 sedi locali(4 con la convenzione di TO e 4 con la convenzione di PD)l’utilizzo di volontari .Le sedi e le realtà interessate possono prendere contatti con TO o PD.
Il CN decidedi pubblicare, a cura della sede di PD, un documento sul problema del Servizio Civile Volontariorelativamente allemodalità di accoglimento dei progettida parte dell’Ufficio Nazionale Servizio Civile . Che si tenterà ,inoltre, di presentaretale documento in veste di interrogazione parlamentare .
Comitato difesa civile non armata e nonviolenta
Questo è il messaggio inviatoci da Antonino Drago, presidente del ComitatoConsultivodell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile perlaDifesa civile non armata e nonviolenta, durante i lavori del Consiglio Nazionale , il 27 novembre 2004.
“Cari amici del MIR, con i quali ho condiviso molte delle lotte politiche nonviolente, vi auguro di trovare la via dell’impegno costruttivo rispetto ai tanti temi politici che interpellano i nonviolenti oggi.
Tra questi, l’occasione unica è di iniziare quella difesa popolare nonviolenta sulla quale abbiamo investito così tante energie ,a cominciare dal convegno del 1979. La sua base è il servizio civile, ora non più degli obiettori e quindi tale che ci impegna manifestare la nonviolenza nella vita quotidiana, senza etichette, ma nei fatti concreti che portino a risultati visibili alla gente. Non c’è una buona arianel SC oggi; era lo spazio politici che abbiamo preparato noi con gli obiettori di coscienza o con gli organismi di base; e che si è rivelato una necessità per la società odierna; tanto da continuarlo oltre l’obiezione di coscienza. Ma oggi è lo spazio di crescita di Enti privati, che vengono sostenuti dal lavoro (gratuito per gli Enti) dei serviziocivilisti e che possono ambire a diventare i gestori del terzo settore, lasciando in subordine o da una parte quanto la Corte Costituzionale ha indicato con la sentenza 226 del luglio scorso: che la DPN è fondamentale per il Servizio Civile. Qui occorrerebbe fare politica incominciando a realizzare un Servizio Civile funzionale alla Difesa Popolare Nonviolenta e invitando gli Enti di Servizio Civile ad associarsi per realizzare una politica nonviolenta sui temi politici pubblici prima di quelli privati.
Non ci siamo mai spaventati della nostra piccolezza; questa non ci deve fare temere che le idee giuste non avanzeranno lo stesso: è questo il satyagraha.Può comunque darsi che non ci si riuscirà, ma almeno avremo fatto la cosa giusta al tempo giusto.Pace, forza gioia.Antonino Drago.”
Caro Tonino, al consiglio nazionale del MIR di ieri è stato chiesto di sapere a che punto sono i lavori della commissione da te presieduta. Inoltre, poichè il MIR di Padova aveva mandato un documento, vorremmo anche sapere se è stato preso in considerazione e in che termini.
“….Il documento MIR, come altri documenti è in archivio in attesa che il Comitato voglia procedere a chiedere al Direttore Ufficio Nazionale Servizio Civiledi approvare un piano di proposte definito nella seduta del 6 ottobre. Dopo un blocco delle attività per due mesi (...) ci sarà una decisione decisiva il prossimo 7 dicembre. Comunque occorre non solo mandare documenti ma fare forza politica(…)cari salutiAntonino Drago “
Iniziative di pace in Iraq
Dalla sede diPalermo al Consiglio Nazionale…..
“...abbiamo sbloccato il finanziamento della Regione sicialina di 16000 euro per la ricostruzione di un asilo nido nel quartiere di Dora a Baghdad.
Il progetto che abbiamo intrapreso con scuole e parrocchie vede la collaborazione del centro missionario diocesano di Palermo e del centro per la pastorale dei migranti di Torino (diretto da Don Fredo Oliviero) . Il riferimento torinese del centro con cui collaboriamo è Luigia Storti che ci ha procurato i preziosi contatti diretti di cui disponiamo.
Nel quadro di tale collaborazione siamo riusciti ad avere a Palermo la presenza di Mons.Warduni - vescovo di Baghdad.
Attualmente, in un momento in cui le ONG abbandonano la presenza sul territorio iracheno, la principale risorsa di cui si dispone è il rapporto diretto con la società civile irachena, ed in questo ambito con le Chiese del paese (particolarmente per un movimento nonviolento religioso come il mir).
Abbiamo già esperienza del ruolo di pace delle chiese cristiane nel conflitto in Palestina, penso che sia importante supportare un analoga presenza in Iraq.
Per avviare questa collaborazione stiamo lavorando ad un gemellaggio con tra bambini ed istituzioni educative in occasione del Natale .
Invitiamo a realizzare disegni con auguri di pace, con l'obiettivo di poter allestire una mostra entro il Natale. (…)
Abbiamo inoltre la possibilità di realizzare un CD ROM multimediale con la scannerizzazione dei disegni dei materiali che stiamo inviando in Iraq, con la documentazione da noi prodotta e pubblicata su Riconciliazione.it, con la registrazione dell'incontro realizzato con mons. Warduni, con la trasmissione di 30' realizzata dalla tv della diocesi di Torino.
Speriamo in ciò di poter valorizzare la collaborazione con le scuole secondarie.”Francesco Lo Cascio
Viste le attività della sede di PA in riferimento alle iniziative di pace in Iraq;consideratoil target delle attività in questione; il Consiglio Nazionaleauspica che altre sedi/singolipartecipino all’iniziativa e ne diffondano i contenuti. Il CN propone ai membri del MIRPA di utilizzare il logo del “Comitato per il Decennio” ed inserire il materiale prodotto all’interno del relativoCD ROMin via di elaborazionea PD.
...aggiornamenti da Palermo il 07 gennaio 2005
“Abbiamo ricevuto conferma dell'arrivo a Baghdad dei 200 disegni e degli auguri per un Natale ed un anno di Pace preparati dai bambini di Palermo. Sono stati pure consegnati personalmente gli auguri per mons. Warduni e le cartoline della Cattedrale, di S. Giovanni degli eremiti e del duomo di Monreale. I disegni verranno consegnati a due parrocchie, i 300 disegni di Torino sono già stati consegnati ad altre tre parrocchie I sacerdoti nostri interlocutori sono stati invitati ad assicurarci per Pasqua un loro invio postale di disegni.”
Segnaliamo da Brescia...
La sede MIR di Brescia si occupa da anni delle problematiche connesse al rapporto tra
medicina e nonviolenza con particolare riferimento all’obbligatorietà di alcuni tipi di vaccinazioni.
Così è attivo preso la sede locale un “Dipartimento salute ed ambiente” al quale fanno capo ogni anno
alcune decine di persone in cerca di orientamento.Perulteriori informazioni :
mir.brescia@...oppure in segreteria.
APPUNTAMENTI PASSATI E FUTURI
16 ottobre 2004: Torino. “SE VUOI LA PACE EDUCA ALLA PACE”Seminario– Incontro per uno
scambiodi esperienze e riflessioni nell’ambito del DECENNIO ONU
26-27 novembre 2004 : Padova . Consiglio Nazionaledel MIR Italiano
12-13-14 dicembre 2004 : Palermo . HildegardGossMayr per alcune iniziative di pace e dialogo
ecumenico.
3-4-5 dicembre 2004:Firenze. “L¹EUROPA, LA PREVENZIONE DEI CONFLITTI ARMATI, LA DIFESA
NONVIOLENTA,ED I CORPI CIVILI DI PACE” Convegno organizzato da CCP, IPRI,Università Firenze.
5 dicembre 2004 : Firenze. VIII Incontro della Rete Corpi Civili di Pace
4 / 10 luglio 2005 luogo da destinarsi.Assembela Nazionale M.I.R. Italiano
23 gennaio 2005: Bologna.IX Incontro della Rete Corpi Civili di Pace
!Segnalazione!LibriRecensione per il foglio (www.ilfoglio.org)
Achille Croce, I mezzi della pace, Venezia, Editoria Universitaria 2004, pp. 124, euro 12,00
«Una dottrina può confutare un’altra dottrina, ma una vita, chi può confutarla?». Con queste parole Beppe Marasso introduce il libretto di Achille Croce, I mezzi della pace. L’Autore (1935-2003) è stato un animatore della nonviolenza un Val di Susa e nel torinese, fino dagli anni ’60, con l’azione, con la riflessione e soprattutto con la profonda mitezza e dolcezza della sua personalità. In Achille abbiamo visto che nonviolenza e umiltà serena, spirito religioso aperto, non sono affatto una debolezza, ma una forza interiore che produce attività costruttiva e assertività esemplare.
In queste pagine riascoltiamo la sua voce e rivediamo il suo volto. In 25 brevi capitoli Achille risponde alla frequente domanda «Che cosa posso fare io per la pace?». Tutti possiamo fare molto, perché la pace «comincia dal cuore di ogni uomo» e «sono gli atti e i pensieri individuali che, secondo la loro natura e sommandosi gli uni agli altri, sviluppano una forza determinante nel bene e nel male».( dalla presentazione di Beppe Marasso)
La segreteria Nazionale del M.I.R.ti augura un buon
proseguimento di lavoro per la pace e la nonviolenza. Siamo a disposizione per richieste ed informazioni ed anche per riceverne sulle tue attività.Ciò che viene segnalato può essere trascritto in circolare e così condiviso con il resto del movimento. In questo anno appena concluso abbiamo tentato di farti partecipe,con questo semplice strumento,delle iniziative del
Movimento. Il nostro lavoro, tuttavia, può essere ancora migliorato ed
abbiamo bisogno dei tuoi suggerimenti. Li aspettiamo.
06.9343715; al 349.6707306 ;
091.530755; 011. 9046516
Ti ricordiamo che
sono aperte le iscrizioni per l’anno 2005
La quota di iscrizione è di 34 euro ed è comprensiva
dell’abbonamento a “Qualevita”.
Come sempre la quota è autoriducibile (oautoaumentabile!!!)
Tu
che sei al di sopra di noi,tu che sei uno di noi. Tu
che sei anche in noi, che tutti ti vedano, anche in me, che io ti prepari la
strada, che io possa render grazieper
tutto ciò che mi accadrà.
Che io non dimentichi i
bisogni degli altri. Conservami nel tuo amore. Come vuoi che tutti dimorino nel
mio.
Possa
tutto il mio essere volgersi a tua gloria. E possa io
non disperare mai. Perché io sono sotto la tua mano, e
in te è ogni forza e bontà.
Donami un cuore puro – che io possa vederti, e un cuore umile – che io possa
sentirti,
e un cuore amante – che
io possa servirti, e un cuore di fede – che io possa dimorarein te
Dag Hammarskjold
Sommario di
questa lettera circolare
Messaggio delPresidenteal Consiglio Nazionale
Il Consiglio Nazionale e l’informazione interna
Decennio ONU 2001-2010 .
Comitato Italiano per il Decennio .
Servizio Civile VolontarioSCV . Comitato
Difesa Civile nonarmata e nonviolenta.
C’è stato, ci sarà :
appuntamenti passati efuturi.
Segnalazione
libri.
Svolto il Consiglio
Nazionale
Il giorno26-27 novembre 2004, nella città di Padova ,si è riunitoil
Consiglio Nazionale MIR per discutere il seguente o.d.g.:
1-relazione del presidente,segreteria,tesoriere,
cassiere;
2-attività
delle sedi;
3–iniziative
di pace in Iraq;
4-punto
su servizio civile volontario nel MIR;
5-collaborazione
con CCP;
6-collaborazione
con il Comitato per la difesa
civilenonarmata e nonviolenta ;
7-organizzazione evento/convegno su “Fede e
nonviolenza”;
8-ipotesi
per l’assemblea nazionale del 2005;
9-varie
ed eventuali
Interventodel presidente, Paolo Candelari, al Consiglio
Nazionale
Carissimi amici del M i r,
eccoci ad un nuovo consiglio
nazionale; non siamo molti, ma questa, piaccia o non piaccia è la realtà del
nostro movimento.
Non stiamo vivendo in tempi
facili: le nubi che si stanno accumulando su questa povera bistrattata Terra
sono sempre piùgrosse e minacciose: per
alcuni, troppi nel mondo, la tempesta è già iniziata, o forse non è mai finita.
Viviamo un tempo di emergenze:
1)l’emergenza
della guerra; ormai
non piùun episodio, ma connessa alla
politica, programma di governi e movimenti politici che fanno di essa il loro
principale scopo, anche se sempre viene aggiunto qualche specificazione: al
terrorismo, santa, contro gli infedeli, per la democrazia, ecc.
2)l’emergenza
ambientale:
dimenticata dalle nostre agende, ma non per questo scomparsa: anzi gli allarmi
sono sempre piùnumerosi, il cambiamento
del clima sempre piùevidente: siamo in
corsa folle verso un baratro
3)infine
l’emergenza giustizia sociale: questa ancor piùdi quella ambientale sembra non preoccupare
piùnessuno: le grandi istituzioni
internazionali non ne fanno parola: eppure i dati parlano chiaro: il 15% della
popolazione possiede l’80% delle risorse mondiali; per molti questa
emergenza ha un solo terribile nome: fame.
A differenza di altre epoche storiche in cui pure i problemi non
mancavano ed erano forse superiori ai nostri, oggi sembrano però non esserci
alternative a questa situazione.
Oggi gli stessi “soloni” del sistema non sanno proporci soluzioni a
queste emergenze.
Eppure un grande movimento planetario, dal basso, è in grado di
muoversi e manifestarsi
come è successo il 15 febbraio 2003, o a Porto Alegre.
E’
persino stato definito la seconda grande potenza, dando ad esso la patente di
unica possibile forza politica che si oppone alla politica neocon
di Bush.
E in ciò non si è andati lontano dal vero, nel senso che questo movimento è l’unico che metta in discussione i fondamenti su
cui l’impero si costruisce.
Ma ciò che manca
è proprio ciò che fa di una massa variegata e numerosa stufa di
sottomettersi e di accettare per inevitabili tutte le brutture del mondo un
movimento popolare in grado di sottrarre potere all’impero e non solo di
criticarlo.
Noi nella nostra piccolezza facciamo parte di
questo movimento, anzi potremmo anche vantarci di aver individuato delle
pericolose derive già da diversi decenni, e di aver cercato anche delle
proposte alternative, il programma costruttivo per costruire un ‘nuovo mondo possibile’
come recita un felice slogan di questo movimento.
Ora che c’entra tutto ciò
con il nostro Consiglio Nazionale?
C’entra eccome: la
nonviolenza, quella d’ispirazione gandhiana,
può e deve essere il traino e la proposta all’internodella quale si costruisca questo movimento di
cui si sente la necessità: incominciano a capirlo in molti. Non mi dilungo ora in una
puntuale dimostrazione di quanto detto; parto di qui però per sottolineare l’enorme responsabilità che compete a
noi, che ci gloriamo del nome di nonviolenti storici, ovverosia da tempo
persuasi della nonviolenza e perciò di essa sperimentatori ed esperti!
Insomma su di noi il compito
di essere il sale di questi movimento; ma se il sale
non ha sapore? Ossia, siamo all’altezza di questo immane
compito?
Ed ecco che siamo al compito di
questo Consiglio Nazionale come pure della futura attività del nostro
movimento.
Con questo spirito e con
questa coscienza dobbiamo affrontare questo appuntamento: badate che c’è
poco da inorgoglirsi, anzi, c’è da spaventarsi di fronte ad una tale
prospettiva: come può il povero, piccolo Mir, con poco piùdi 100 iscritti, 6 sedi in Italia fare da
leva per cambiare il mondo? E’ un po’ come Mosè che di fronte al compito di andare dal Faraone a
chiedere la liberazione del suo popolo si era spaventato;
Dio gli rispose che Lui l’avrebbe sostenuto. E
qui dobbiamo trovare anche noi la nostra forza, ben sapendo che la fede può
smuovere le montagne.
Noi abbiamo questa fede? A
volte me lo sono chiesto e forse è per questa poca fede che non riusciamo ad assolvere ai nostri compiti, perché a volte
anziché smuovere le montagne ci perdiamo quando dobbiamo spostare un po’
di sabbia.
Per questo penso sia di
primaria importanza ritrovare questa fede che smuove le montagne, proseguire
nel cammino di approfondimento spirituale, peraltro
già iniziato a Genzano.
Il prossimo anno abbiamo due
importanti appuntamenti: un convegno su religione e nonviolenza, impegno che
proviene dalla scorsa assemblea, e l’assemblea annuale stessa.
Sul primo segnalo che anche all’assemblea
regionale piemontese si è deciso di preparare per il 2005 qualcosa del genere,
segno evidente che l’esigenza è sentita: si potrebbero unire gli sforzi e
prepararne uno nazionale insieme a Enrico Peyretti, che si è preso l’impegno
per il Piemonte.
La seconda deve diventare un
appuntamento in cui approfondire i legami non solo
politici ma anche umani tra di noi: un momento in cui crescere come comunità,
in cui ognuno trae forza dall’essere insieme, trovare un sentire comune,
e dei comuni obiettivi. Per questo vi propongo un modo un po’ diverso di
svolgere la nostra assemblea: provare a vivere un momento di vita comune per
qualche giorno, forse una intera settimana, sullo
stile dei campi mir, una delle iniziative più riuscite di questi ultimi anni.
Troppo impegnativo?
Io sono convinto che a volte
certe proposte forti riescono ad avere più successo di quando si gioca al
ribasso pensando che tanto la gente più di tanto non è disposta a spendere;
proprio perché maggiormentecoinvolgente
trova anche unapiù convinta adesione.
L’esempio l’abbiamo avuto qui in Piemonte, dove ai tradizionali
attivi degli ultimi anni, che trovavano adesioni di 10, 15 persone, abbiamo quest’anno sostituito una duegiorni ‘comunitaria’
a CàRisulina, già ospite
di un campo Mir, stupenda baita nella ridente valle Pesio:
anche l’ambiente fa la sua parte.
Vi propongo quindi di trovarci
in un posto simile, dove stare 4-5 giorni (a settembre o fine giugno) dove fare
anche una vacanza insieme, dedicare i primi giorni all’approfondimento di
un tema specifico, stile seminario, alternando la discussione ad attività quali
passeggiate, lavoro, meditazione, danze; quindi dedicare gli ultimi dueall’assemblea ‘istituzionale’ vera e propria. Che
ne dite? E’ una formula che alcune sezioni dell’Ifor
adottano con successo.
Sull’insieme
dell’attività del Mir ribadisco le osservazioni
che feci a Genzano e cui ho accennato nel saluto
inviato al congresso del Movimento Nonviolento : trovo che l’azione del
mir (ma ritengo che questo valga anche per il mn) sia
molteplice e variegata, ma troppo dispersiva: mancano degli elementi
unificanti: qualcosa che sia caratterizzante: praticamente dalla fine della
campagna OSM che tanto significato ha avuto negli anni ’80, non si trovi
una campagna altrettanto caratterizzante.
Insisto che è necessario che i
movimenti nonviolenti storici trovino una azione
comune su cui poter concentrare le forze. Questo, sia ben inteso, non vuol dire
che ciò che stiamo facendo è sbagliato, va abbandonato, ma dobbiamo trovare
qualcosa che ci qualifichi come movimento, a cui dare priorità: insomma quale è la nostra ‘campagna del sale’?
Sempre nel saluto al mn auspicavo la ripresa di un colloquio costante col
movimento nonviolento. Una volta avevamo iniziato la prassi di fare alcuni
consigli nazionalicomuni: se
riprendessimo quell’abitudine? C’è la
volontà?
Infine come indicazioni
pratiche ribadisco l’importanza che secondo me
ha l’organizzazione di un servizio civile indirizzato alla costruzione di
una rete di difesa popolare nonviolenta.
E’ uno dei temi del
nostro Consiglio Nazionale : a Torino abbiamo
incominciato a pensare ad alcuni progetti: è bene comunque che dedichiamo
spazio a questi argomenti correlati: Difesa popolare nonviolenta,Corpi civili di pace , Servizio Civile.
Noi possiamo dire con orgoglio
che siamo tra i fondatori del servizio civile, sin dai tempi
dell’obiezione di coscienza: non possiamo rinunciare ad
essere presenti con nostre proposte in questo campo.
Molte sarebbero ancora le cose
che mi vengono in mente, ma voglio per ora
concentrarmi su questo.
Auguro a
tutti un buon lavoro, che sia proficuo, al mir, ma soprattutto alla
causa della nonviolenza.
PACEFORZAGIOIAPaolo Candelari
Il
Consiglio nazionale sull’informazione ...
Considerato
che il MIR attualmente non è dotato di un organo di
stampa ufficiale, il Consiglio Nazionale sollecita tutti gli iscritti ed i
simpatizzanti ad inviare materiale acaratteredivulgativo allarivista”Qualevita”tenendo in considerazione
l’uscita bimestrale della testata.
Per
contatti: Edizioni Qualevita– v. Buonconsiglio,267030 Torre dei Nolfi
(AQ)
Tel.
0864.46448349.5843946e-mail sudest@iol.it
Il Consiglio Nazionale, preso atto della necessità di maggiore capillarizzazione e tempestività di
alcune notizie
fondamentali per la vita del Movimento, decide di aprire la lista di posta
elettroni-
cariservataalla
segreteria/presidenzaagli indirizzi di
ciascuna sede locale.
Laddove non esista un indirizzo proprio
di sede, all’indirizzo di un iscritto dellasede.
Qualoranon esista sede locale di riferimento, ad iscrittiche ne faccianoesplicitarichiesta.
Si richiede allesedi l’impegno di far circolare le
informazioni fra i propri iscritti.
C.C.P. : Corpi Civili di Pace
/1
COLOMBIA: Progetto di accompagnamento alle Comunità di pace.
Dino Garcia
Duranti ha portato a termine la sua formazione specifica in California con il
MIR Internazionale e in Spagna con le PeaceBrigadesInternational . Comincerà nel gennaio2005 la sua attività di accompagnamento in
Colombia
Da dove potrà scrivere alle
diverse organizzazioni per tenerci tutti informati di quanto accade e tenere
alta l’attenzione sulla tutela dei diritti umani nella provincia di San José de Apartadò.
Egli farà inoltre parte dell’osservatorio permanente
che il forum “Colombiavive”sta
preparando con molti enti locali che sosterranno le spese del nostro ed
eventuali altri volontari.
Dino ringrazia tutti coloro che si sono profusi finora negli sforzi
organizzativi.
Il Consiglio Nazionale delMIR lo saluta con gratitudine per
l’entusiasmo e la generosità che ci trasmette.
News
Si è svolto in Italia nel mese di
novembre-dicembre 2004 un’iniziativa denominata “Camminare in dignità: la resistenza nonviolentadelle comunità colombiane”.
Molti gli appuntamenti organizzati o sostenuti dal
MIR: ricordiamo l’incontro di Roma, quello di Firenze, i due svolti a
Torino, gli undici organizzati in tutta la Sicilia dalla sede di Palermo.
Dino Garcia
Duranti ha scritto:“ Lunedì 15 novembre ho
partecipato all'incontro pubblico a Roma sulle Comunità di Pace Colombiane
(organizzato tra gli altri dalla Fond. Lelio Basso,
PBI, Centro Studi Difesa Civile, Banca Etica, PeoplesLaw, Amnesty International)
.All'incontro hanno partecipato una cinquantina di persone, tra i quali
personalità del mondo politico. Molto interessanti sono stati gli interventi dei senatori Tana de Zulueta e
Francesco Martone .
Martedì 16 novembre, in
mattinata, i rappresentanti delle comunità di pace hanno incontrato le autorità
amministrative del comune di Roma e ci sono buone speranze che entro il mese di
gennaio 2005 il Comune di Roma entri nella rete italiana di sostegno alle
comunità del Chocò e dell'Urabà.
Nel pomeriggio sono stati ascoltati dalla Seconda Commissione per i Diritti
Umani del Senato. In Senato Wilson David e MarcosVelasquezsono stati ascoltati con
attenzione ed in commissione erano presenti almeno 9 senatori, che si sono
impegnati a dare un seguito a questo incontro .
Giovedì 18 novembre sono stato accolto presso il
centro Sereno Regis di Torino. Con l'appoggio di Paolo Candelari del MIR,cercheranno
di coinvolgere il Comune torinese nella rete.
Venerdì 19 novembre ho raggiunto IVREA, dove ho
partecipato come relatore ad un incontro analogo a quello di Torino su invito
del "Centro Ghandi" in cui si riuniscono
varie associazioni tra cu Lega Ambiente ed Amnesty International.
Ottimi risultati degli incontri (tutti di circa due
ore) tenuti dall' 1 all'11 dicembre in Sicilia e
Puglia . Un ringraziamento particolare da parte mia è diretto a Marco Siino ed a Francesco Lo Cascio del MIR di Palermo, che ci hanno assistito
nell'arco di tutto il nostro viaggio. Grazie Picciotti!”
….e ancoral’ 8 gennaio
2005 :“Cari amici sono Dino e vi
scrivo dall'ufficio di PBI a Bogotá.
Sono giunto in Colombia ieri pomeriggio alle 4,30
ora locale, il viaggio é andato bene e l'accoglienza della squadra locale di
PBI é stata ottima.Resteró in questa cittá fino al 27 gennaio per completare il mio
addestramento, dopo di che mi recheró presso la
squadra di Turbo nell'Urabá in cui rimarró fino al 2006 lavorando a stretto contatto con le Comunitá di pace di CAVIDA in Cacarica
e di San José de Apartadó.
Vi abbraccio tutti e vi ringrazio
per l'appoggio e per l'affetto di cui mi avete fatto oggetto. Continuerò a
scrivervi come d'accordo e vi terró informati sul mio
lavoro e sugli sviluppi della realtá colombiana.Baci.Dino.”
Visto il coinvolgimento didiversesediin sostegno alle iniziative di solidarietà
alle Comunità di pace in Colombia, il Consiglio Nazionale decidel’ adesionedel MIRalla Rete diSolidarietà con la
Colombia.
Il Consiglio
Nazionaledecidere di inserire nel sito
gestito dal MIR Padova il materiale sui
Corpi Civili di
Paceeuropeiprodotto dal coordinamento obiettori forlivesi.
C.C.P. :
Corpi Civili di Pace /2
KOSSOVO :progetto per la formazione al dialogo
interetnico ed alla riconciliazione e per la mitigazione del conflitto
serbo-albanese .
L’attuale situazione del
Kossovo è molto lontana da una coesistenza
pacifica dei due principali gruppi etnici (ed in parte religiosi)- gli Albanesi
ed i Serbi– che vivono in quell’area.
C’è molto da fare per avviare una riflessione critica sul passato per la
mitigazione del conflitto , per la riapertura del
dialogo, per mettere le basi di un processo di mutua accettazione. In questo
possono aiutare da una parte la concezione nonviolenta del superamento delle
forme statuali chiuse e la ricerca di forme il più
possibile aperte ed allargate, basate sull’uguaglianza e non sulla
dominanza di un paese sull’altro ed all’interno degli stati, sulla
convivenza tra gruppi etnici e nazionali diversi e non sul predominio di uno
sull’altro.
Ilnuovo progetto.
Alberto L’Abate è stato
invitato ala conferenza internazionale organizzata dal KAN (Kosovo
Action Network) a Pristina dall’8 al 13 luglio
2003, cui ha partecipato anche Annaluisa Leonardi
L’Abate (vicepresidente MIR). Egli ha proposto di fare un training su
“Empowerment in nonviolence”
(“prendere coscienza del proprio potere attraverso la nonviolenza”).
Questa iniziativa si è svolta dal 5 all’11
settembre 2004 presso la Facoltà di Filologia dell’università di
Pristina.
L’equipe dei trainersdella ex campagna Kossovo ha proposto, ed è questo il nuovo progetto, di
organizzarne uno simileper membri di altri
gruppi etnici che vivono nel Kossovo (Serbi, Rom, Gorani, Bosniaci, Askalia, ecc.)
a Bresovitza per la prossima estate. Il progetto
prevede inoltredi mettere insieme i due
gruppi, quello albanese che ha seguito il training a
Pristina, e quello che verrà formato a Bresovitza, in
Italia a Montesole, presso la Scuola di Pace di Marzabotto. In questo training si cercheranno strade per la
mitigazione del conflitto e per iniziative comuni tra i due gruppi che vedano
la nonviolenza come importante strumento di soluzione di problemi, in parte
propri ,ed in parte comuni ai due gruppi.
Per il primo training , per le varie etnie non albanesi del Kossovo
su “Empowermentin nonviolence” il preventivo di massima
è di 10.000euro.
Per quello di Montesole
il preventivo di massima è di 12.300 euro.
Chi volesse
inviare un contributo alla realizzazione del progetto può
farlo inviandolo al C/C
del MIR specificando nella causale“Nuovo progetto Kossovo
Il Consiglio
Nazionale decide di inserire nella prossima circolare un inserto illustrativo
del progetto in via di realizzazione inKossovocomprensivo
discheda economica e richiesta dicontributodi finanziamento . Decide altresì di inviare
tale materiale anche a Qualevitaper la pubblicazione ed alla sede di Padova
perché vengainserito nel sito.
Il Consiglio
Nazionale decide di chiedere alComitato
Consultivo dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civileper la Difesa civile nonarmata
e nonviolentaun sostegno economicoal nuovo progetto in via di realizzazione in Kossovo.
C.C.P. :
Corpi Civili di Pace /3
Israele-Palestina : Per una forza internazionale di
intervento civile
MIR in
collaborazione con il MAN(Mov. per un’alternativa
nonviolenta )
un
corpo di interposizione nonviolenta in Palestina. La campagna è già partita in
Francia
e
aspira a divenire europea. In Italia finora hanno aderito: il centro Sereno-Regis, il MIR/MN piemontese, l'operazione Colomba,
la rete dei Corpi Civili di Pace, il Movimento Nonviolento nel recente
congresso. Non è ancora avviata; c'è un piccolo gruppo operativo per la fase
iniziale.
Le società civili di ciascuna
delle due parti in conflitto sono chiamate a giocare un ruolo decisivo nella
ricerca di una soluzione politica che permetta di
costruire una pace duratura. Ci sono già delle reti di cittadini/e che anche
all’interno della propria comunità hanno oggi il coraggio e la lucidità
di opporsi alla logica di guerra. Queste reti devono godere
della solidarietà della comunità internazionale.
Per tutte queste ragioni, questa campagna deve incoraggiare gli operatori
di pace israeliani e palestinesi a riappropriarsi delle poste in gioco del conflitto, oggi confiscate dalla logica di guerra, e
permettere di creare le condizioni per una risoluzione politica del conflitto,
accettabile da ambo le parti.
La creazione e l’invio di una forza
internazionale di intervento civile in Medio Oriente
mira così ad abbassare il livello di violenza, e a favorire le condizioni per
il dialogo delle società civili.
notizie
dall’IFOR da M.AntoniettaMalleo
La notizia internazionale più recente è la visita
dell'IFOR in Israele /Palestina del Comitato dei Rappresentanti del movimento.
L'incontro si è tenuto a Navè Shalom dal 15 al 17
ottobre ed è stato preceduto da un viaggio sul campo a Gerusalemme est e nei
territori occupati della WestBank,
dove abbiamo visitato i nostri gruppi, rappresentanti della autorità cittadine
e avuto un incontro interreligioso. Abbiamo anche incontrato membri della
società civile israeliana, di Navè Shalom, e Amos Gvirtz, il rappresentante della nostra branca ebraica.
Il livello di militarizzazione e quello del rispetto dei diritti umani sono
scioccanti (anche per noi internazionali, sin da quando entri nel paese e vieni interrogato e perquisito in maniera estenuante), come
lo è vedere la vita civile dei palestinesi interdetta, con la segregazione dei
territori, delle vere e proprie prigioni all'aperto, l'azione dei coloni, che
per esempio impediscono a fucilate la raccolta delle olive agli agricoltori, e
gli insediamenti illegali ed il muro che stanno distruggendo anche l'ambiente.
Betlemme è stravolta.
Lo sconforto, ma anche la volontà di pace sono grandi
da ambo le parti, da parte ebraica vi è piena coscienza di esercitare
un'oppressione e si temeva la guerra civile per l'opposizione allo
smantellamento degli insediamenti a Gaza. Ma condividere l'incontro, la
speranza e la determinazione nell'impegno nonviolento sono stati
un dono reciproco e sono stati particolarmente toccanti gli
incontri con i giovani e specialmente con le ragazze musulmane, che hanno una
consapevolezza, una chiarezza di vedute ed una tenacia esemplare.
Nella "via dolorosa" della città vecchia di Gerusalemme,
tradizionalmente il luogo della Via Crucis, e attorno al Santo Sepolcro si
alzava il canto della preghiera musulmana. La forza spirituale dei luoghi è
straordinaria, mi sembra, anche per l'intreccio di religioni, di fedi e culture
che si abbracciano nell'unica umanità.
Ho girato delle immagini e delle conversazioni che monterò, anche se tutto
andrà sottotitolato e ci vorrà del tempo, e spero di
scrivere un resoconto su "Qualevita".
Nella parte di riunione "interna" ho riferito quanto comunicatomi da
Paolo e le attività della branca italiana.
Una raccomandazione importante è quella di fare circolare, anche a livello
essenziale, le informazioni sulle attività italiane,
specialmente quelle relative al Decennio -dove Padova
è in prima fila- perché presto cercheremo di convogliare tali notizie in una
newsletter dell'UNESCO.
Hildegard sarà ospite d'onore e
relatrice alla Veglia interreligiosa della Pace annualmente organizzata dal
Centro Diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo Religioso dell'Arcidiocesi di
Palermo, del quale faccio parte. La veglia si terrà la sera di martedì 14
dicembre. Ho ricevuto delle richieste per possibili altri giri di Hildegard in Italia o in Sicilia, ma Hildegard,
che a gennaio farà 74 anni lo ha escluso perché si affatica e farà un volo
diretto.
…….
ancoraMIR
/ IFOR
Nel mese didicembre HildegardGossMayr(
Presidente onoraria del Movimento Internazionale della
Riconciliazione- InternationalFellowship
of Reconciliation (MIR-IFOR) ha partecipatoa diverse iniziative nella città di
Palermo:incontro all'
Università di Palermo alla facoltà di lettere,incontro con gli studenti del III Liceo
Scientifico e presso l'Istituto Don Orione ad una veglia ecumenica per la pace
promossa dalla commissione diocesana per l’ecumenismo di Palermo.
Qui sotto il messaggio che il nostro presidente, Paolo Candelari,le ha inviato a nome
del MIR nazionale.
“Carissima Hildegard,
pur non potendo
essere a Palermo, vorrei porgerti il benvenuto in Italia a nome di tutto il Mir
italiano, di cui sono presidente da poco più di un anno.
E' sempre presente a tutti noi,
pochi e poveri membri del Mir, l'infaticabile opera che tu e JeanGossavete
fatto non solo per l'Ifor, ma per la nonviolenza nel
mondo.
A volte nelle nostre riunioni,
consci che i compiti che ci stanno davanti sono enormi e ci sovrastano, ci
lasciamo prendere dallo scoramento e dall'ansia del 'ma
noi non ce la facciamo'; ecco che allora pensiamo al
lavoro e all'entusiasmo con cui tu hai portato la nonviolenza in situazioni ben
più difficili della nostra, e apparentemente senza via d'uscita, e in molte
occasioni i frutti prima o poi si sono visti. E' proprio vero che la fede
sposta le montagne!
Noi oggi siamo impegnati in più
campi, anche se il maggiore è quello dell'opposizione alla folle guerra in Irak, e nella ricerca di alternative
a questa, ma soprattutto al rientro della guerra come aspetto della politica.
E' viva la nostra partecipazione
alla ricerca di vie alternative alla violenza, sia di stato che di rivolta, per
la risoluzione di conflitti: ciò che viene chiamata
difesa popolare nonviolenta (dpn).
( ……….... )
…..
vorrei proporti una possibilità ulteriore di incontrare il Mir italiano.
Noi teniamo ogni anno una assemblea nazionale in cui facciamo una verifica del
nostro lavoro, definiamo il programma futuro. Per il prossimo anno abbiamo
deciso di sperimentare una nuova modalità di svolgere
questa assemblea: prenderci un pò di tempo 4,5
giorni, dedicarne una parte all'approfondimento di un tema e dedicare gli
ultimi duegiorni alle incombenze
'istituzionali'.
Questo permetterebbe di creare
maggiori vincoli tra di noi, conscerci
meglio, avere tempo per approfondire un tema scrupolosamente, senza l'assillo
del tempo che fugge.
La proposta che ti faccio è di
dedicare il tema di approfondimento all'attività di
formazione alla nonviolenza attiva che l'Ifor ha
svolto in diverse parti del mondo, in particolare a quello che tu e Jean avete fatto.
Per questo ci faresti un grande piacere se intervenissi di persona.
La data sarebbe ad inizio estate
2005 (ancora comunque da definire), il luogo dovrebbe
essere in Piemonte o in centro Italia, comunque un luogo tranquillo che
favorisca la meditazione ma anche la festa semplice tra di noi.
Possiamo sperare di averti con
noi?“
Un caro saluto
Ci
ha scritto BeenaSebastian,
presidente della Cultural AcademyforPeace di Kerala del FOR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione) India.
Chi volesse aiutare le popolazioni vittime del
maremoto attraverso l'organizzazione gandhiana LAFTI
( Land fortillersfreedom) di Krishnammal e Jaghanattan che opera da oltre 35 nel Tamilnadu,
nel sud dell'India, può ricorrere al conto corrente attivato dalla
OVERSEAS, l'onlus italiana che coordina il
programma di adozioni a distanza ed il supporto al LAFTI.
Il LAFTI lavora da oltre 35 anni a favore della popolazione della poverissima
regione indiana delTamilnadu.
Attualmente era impegnato a soccorrere le famiglie di
contadini della zona di Nagapattinam, che, grazie
alla instancabile azione di Krishnammal, del marito Jagannathan e della loro comunità gandhiana,
avevano ottenuto 10.000 acri da coltivare e ad ottobre erano state
drammaticamente colpite da inondazioni che ne avevano distrutto le abitazioni,
vanificato i raccolti, costringendole già allo sfollamento e a morire di fame.
Per la sottoscrizione straordinaria è statoacceso un apposito
conto corrente presso la Banca Popolare dell'Emilia
Romagna Filiale di Spilamberto: n.1298672
CAB 5387 ABI 67060 "OVERSEAS-onlus EMERGENZA
MAREMOTO".
Decennio 2001-2010 per una cultura di
nonviolenza e di pace per i bambini del mondo.
Sabato 16 ottobre 2004
SE VUOI LA PACE EDUCA ALLA PACE
SEMINARIO – INCONTRO PER UNO SCAMBIO DI ESPERIENZE E RIFLESSIONI
NELL’AMBITO
DEL DECENNIO ONU
SPUNTI
DI RIFLESSIONE
Quello che
avrebbe dovuto essere il “Decennio per una cultura di pace e nonviolenza
per i bambini del mondo” si è aperto nel 2001 con l’atto di guerra
terroristico a New York e sta proseguendo con il terrorismo infinito della
guerra su scala planetaria.
Le nostre società, al loro interno, diventano
sempre più complesse e conflittuali a tutti i livelli, da quelli interpersonali
e sociali, contrassegnati anche dalla necessità di gestire nuove convivenze tra
persone provenienti da culture diverse, a quelli strutturali, legati ai
processi di globalizzazione economica, che triturano
lavoro, ambiente, energia e democrazia.
La scuola e
i luoghi di educazione extrascolastica diventano
sempre più gli ambiti in cui si riflettono in maniera massiccia il disagio e la
conflittualità diffusa e ciò li rende luoghi privilegiati nei quali
sperimentare la sfida di nuove aperture culturali e di nuove prassi educative
nella prospettiva della nonviolenza.
A partire da questo contesto,
abbiamo raccolto alcuni interrogativi, spunti, idee che proponiamo alla
riflessione di tutti, per sollecitare un proficuo confronto tra i partecipanti
al seminario sui nodi cruciali per una educazione
alla nonviolenza oggi e sui modi per realizzarla.
Comitato Italiano per il
Decennio
Associazione per la Pace
Banca popolare Etica
Beati i Costruttori di Pace
Gruppo Autonomo di
Volontariato Civile in Italia
Movimento Internazionale della
Riconciliazione
Movimento Nonviolento
Segreteria presso
M.I.R.
di Padova
Via Cornaro
1/A35128 PADOVA
Tel. E fax
049 8075964
e-mail:
decennio@...
www.unimondo.org/decennio
Il Comitato Italiano per il Decennio è nato in seguito
alle risoluzioni ONU (52/15 del 20 novembre 1997, 53/25 del 10 novembre 1998;
53/243 del 13 settembre 1999) con cui si istituiva il
Decennio 2001-2010 per una cultura di pace e di nonviolenza.
Il Comitato, che raccoglie alcune tra le più
importanti associazioni che da anni lavorano per la diffusione dei valori della
nonviolenza e della pace, tra le varie attività sta realizzando un CD-ROM,
destinato ai ragazzi delle scuole medie superiori.
Attraverso uno strumento multimediale e interattivo,
utilizzabile dagli studenti, singolarmente o in gruppo come percorso didattico,
si intende, innanzitutto diffondere ed accrescere
l’interesse per la nonviolenza e la pace, mettere a disposizione le
informazioni di base e la documentazione ufficiale riguardo al Decennio
2001-2010. Un altro obiettivo del CD-ROM è quello difar conoscerele realtà sia italiane che internazionaliche già lavorano per una cultura di pace e di
nonviolenza.
Oltre a ciò, ci si propone di far passare in modo semplice e chiaro il
messaggio della nonviolenza, spiegandone i valori e i concetti di fondo. Per completare il quadro ai ragazzi verranno presentatialcuni eventi storici, spesso non presenti nei testi scolastici, in cui
i conflitti sono stati affrontati con metodi nonviolenti. Un’attenzione
particolare verrà posta su alcuni personaggi, del
passato e della storia recente, italiani e non, che sebbene poco conosciuti
sono state delle pietre miliari sul camminononviolento.
Campi estivi MIR
Il Consiglio
Nazionalesentita la
relazione dei contenuti del gruppo campi; considerate le esperienze pregresse;
decide di dare uguale spazio a tutte le proposte di campi purché sostenute da
una realtà / sede MIR che ne assuma la paternità e fornisca la disponibilità
alla preparazione e alla verifica.
Decide
altresì che chiunque organizzi campi MIR comunichi la propria iniziativa ai
coordinatori del gruppo campi al fine di mettere a punto
un opuscolo in formato unitario a livello nazionale.
Per informazioni e comunicazioni
Gruppo di servizio regionale campi
estivi
Movimento
Internazionale della Riconciliazione-Movimento Nonviolento -Centro Studi Sereno
Regis
Il Consiglio Nazionale decide di
convocare l’Assemblea Nazionale dal 4 al 10 luglio in
luogo da
definirsi.
L’idea
è di vivere il momento assembleare sottoforma di campo
della durata di una settimana durante la quale alternare uscite, lavoro
manuale, momenti di convivialitàecondivisione con realtà di sceltadi vita alternativa.
Raccogliendo
una richiesta sollevata dall’assemblea di Genzano
di giugno 2004 ;
visto
l’impegno di alcuni iscritti MIR in riferimento alle tematiche;
discusso sulle diverse opportunità;
il Consiglio
Nazionale decide di chiedere ad Enrico Peyretti e Luciano Benini dimettere a punto una traccia di
riflessionee coordinareuna raccolta di idee ed ipotesi che facciano
da traccia ad un convegno da svolgersi entro il 2005 su “Cristianesimo / Violenza /
Nonviolenza”.
Il convegno ,a partiredalle
riflessioniproprie del nostro
movimento, sarà un momentodi aperturaad ipotesi ed interventi altri.
In
preparazione al Convegno
“Cristianesimo, Violenza, nonviolenza” chiediamo a tutti
coloro che volessero condivideremateriale di riflessioneall’interno del Movimento, di
inviarloa Luciano Benini( a Fano-Pesaro-invia
Belgatto,78cap.61032 ) che provvederà , su mandato
assembleare, ad inviarlo a Qualevita.
Materiale
di approfondimento sulle tematiche proprie del MIR
possono essere inviate anche alla sede di
Padova che gestisce la nostra pagina web sul sito di peacelink .
mirsezpd@ libero.it
ServizioCivileVolontarioSCV
Il vecchio servizio civile legato
agli obiettori di coscienza è finito poiché l’obbligo della
coscrizione militare maschile termina anticipatamente il 31/12/04.
L’Ufficio Nazionale diServizio Civile (UNSC)si propone, come prescrive la legge, di
attuare un servizio civile di qualità utile sia dal
versante dell’Ente sia da quello del giovane in servizio.
Il MIR avendo già da molti
anni accreditamento per servizio civile ha potuto rinnovare le sue convenzioni.
Attualmentesono due le sedi in possesso di accreditamento: Torino e Padova.
Idee per il
futuro:
A-Mettere a
disposizione volontari per la realizzazione di progetti (anche
all’estero) della Rete Corpi Civili di Pace o dell’IPRI; sostenere
la nuova campagna in Kossovo, quella del MAN in Israele-Palestina.
B– Fornire formazione.
Il Consiglio
Nazionaledecide di mantenere distintele due convenzioni per il Servizio Civile
Volontario(sede di TO esede di PD). In virtù delle due convenzioni
il MIR ha la possibilità di proporre ancora ad 8 sedi locali(4 con la convenzione di TO e 4 con la
convenzione di PD)l’utilizzo di volontari .Le sedi e le realtà interessate possono
prendere contatti con TO o PD.
Il CN
decidedi pubblicare, a cura della sede
di PD, un documento sul problema del Servizio Civile Volontariorelativamente allemodalità di accoglimento dei progettida parte dell’Ufficio Nazionale Servizio Civile . Che si
tenterà ,inoltre, di presentaretale documento in veste di interrogazione
parlamentare .
Comitato difesa
civile non armata e nonviolenta
Questo è il messaggio inviatoci da
Antonino Drago, presidente del ComitatoConsultivodell’Ufficio
Nazionale del Servizio Civile perlaDifesa civile non armata e
nonviolenta, durante i lavori del Consiglio Nazionale ,
il 27 novembre 2004.
“Cari
amici del MIR, con i quali ho condiviso molte delle lotte politiche
nonviolente, vi auguro di trovare la via
dell’impegno costruttivo rispetto ai tanti temi politici che interpellano
i nonviolenti oggi.
Tra questi, l’occasione unica è di
iniziare quella difesa popolare nonviolenta sulla quale abbiamo investito così
tante energie ,a cominciare dal convegno del 1979. La
sua base è il servizio civile, ora non più degli obiettori e quindi tale che ci impegna manifestare la nonviolenza nella vita quotidiana,
senza etichette, ma nei fatti concreti che portino a risultati visibili alla
gente. Non c’è una buona arianel SC oggi; era lo spazio politici che
abbiamo preparato noi con gli obiettori di coscienza o con gli organismi di
base; e che si è rivelato una necessità per la società odierna; tanto da
continuarlo oltre l’obiezione di coscienza. Ma oggi è lo spazio di
crescita di Enti privati, che vengono sostenuti dal
lavoro (gratuito per gli Enti) dei serviziocivilisti
e che possono ambire a diventare i gestori del terzo settore, lasciando in
subordine o da una parte quanto la Corte Costituzionale ha indicato con la
sentenza 226 del luglio scorso: che la DPN è fondamentale per il Servizio
Civile. Qui occorrerebbe fare politica incominciando a realizzare un Servizio
Civile funzionale alla Difesa Popolare Nonviolenta e invitando gli Enti di
Servizio Civile ad associarsi per realizzare una politica nonviolenta sui temi
politici pubblici prima di quelli privati.
Non ci siamo mai spaventati della nostra
piccolezza; questa non ci deve fare temere che le idee giuste non avanzeranno
lo stesso: è questo il satyagraha.Può comunque darsi
che non ci si riuscirà, ma almeno avremo fatto la cosa giusta al tempo giusto.Pace, forza gioia.Antonino Drago.”
Caro
Tonino, al consiglio nazionale del MIR di ieri è stato chiesto di sapere a che
punto sono i lavori della commissione da te presieduta. Inoltre, poichè il MIR di Padova aveva mandato un documento,
vorremmo anche sapere se è stato preso in considerazione e in che termini.
“….Il documento MIR, come altri documenti
è in archivio in attesa che il Comitato voglia
procedere a chiedere al Direttore Ufficio Nazionale Servizio Civiledi approvare un piano di proposte definito
nella seduta del 6 ottobre. Dopo un blocco delle attività per due mesi (...) ci
sarà una decisione decisiva il prossimo 7 dicembre. Comunque
occorre non solo mandare documenti ma fare forza politica(…)cari salutiAntonino Drago
“
Iniziative di pace in Iraq
Dalla sede diPalermo al Consiglio Nazionale…..
“...abbiamo sbloccato il finanziamento della
Regione sicialina di 16000 euro per la ricostruzione
di un asilo nido nel quartiere di Dora a Baghdad.
Il progetto che abbiamo intrapreso con scuole e
parrocchie vede la collaborazione del centro missionario diocesano di Palermo e
del centro per la pastorale dei migranti di Torino (diretto da Don Fredo Oliviero) . Il riferimento
torinese del centro con cui collaboriamo è Luigia
Storti che ci ha procurato i preziosi contatti diretti di cui disponiamo.
Nel quadro di tale collaborazione siamo
riusciti ad avere a Palermo la presenza di Mons.Warduni - vescovo di Baghdad.
Attualmente, in un momento in cui le ONG
abbandonano la presenza sul territorio iracheno, la principale risorsa di cui
si dispone è il rapporto diretto con la società civile irachena, ed in questo
ambito con le Chiese del paese (particolarmente per un movimento nonviolento
religioso come il mir).
Abbiamo già esperienza del ruolo di pace delle
chiese cristiane nel conflitto in Palestina, penso che sia importante supportare
un analoga presenza in Iraq.
Per avviare questa collaborazione stiamo lavorando
ad un gemellaggio con tra bambini ed istituzioni
educative in occasione del Natale .
Invitiamo a realizzare disegni con auguri di pace,
con l'obiettivo di poter allestire una mostra entro il Natale. (…)
Abbiamo inoltre la possibilità di realizzare un CD ROM multimediale con la scannerizzazione dei disegni dei materiali che stiamo inviando in Iraq, con la documentazione da noi
prodotta e pubblicata su Riconciliazione.it, con la
registrazione dell'incontro realizzato con mons. Warduni,
con la trasmissione di 30' realizzata dalla tv della diocesi di Torino.
Speriamo in ciò di poter valorizzare la
collaborazione con le scuole secondarie.”Francesco Lo Cascio
Viste le
attività della sede di PA in riferimento alle
iniziative di pace in Iraq;consideratoil target delle
attività in questione; il Consiglio Nazionaleauspica che altre sedi/singolipartecipino all’iniziativa e ne diffondano i contenuti. Il CN
propone ai membri del MIRPA di
utilizzare il logo del “Comitato per il Decennio” ed inserire il
materiale prodotto all’interno del relativoCD ROMin via di elaborazionea PD.
...aggiornamenti da Palermo il 07
gennaio 2005
“Abbiamo ricevuto conferma dell'arrivo a
Baghdad dei 200 disegni e degli auguri per un Natale ed un anno di Pace
preparati dai bambini di Palermo. Sono stati pure consegnati personalmente gli
auguri per mons. Warduni e le cartoline della
Cattedrale, di S. Giovanni degli eremiti e del duomo di Monreale. I disegni verranno consegnati a due parrocchie, i 300 disegni di
Torino sono già stati consegnati ad altre tre parrocchie I sacerdoti nostri
interlocutori sono stati invitati ad assicurarci per Pasqua un loro invio
postale di disegni.”
Segnaliamo da
Brescia...
La
sede MIR di Brescia si occupa da anni delle problematiche connesse al rapporto tra
medicina e nonviolenza con particolare riferimento
all’obbligatorietà di alcuni tipi di vaccinazioni.
Così è attivo preso la sede locale
un “Dipartimento salute ed ambiente” al quale fanno capo
ogni anno
alcune decine di persone in cerca di orientamento.Perulteriori informazioni :
mir.brescia@...oppure in segreteria.
APPUNTAMENTI
PASSATI E FUTURI
16 ottobre 2004: Torino.
“SE VUOI LA PACE EDUCA ALLA PACE”Seminario– Incontro per
uno
scambiodi esperienze
e riflessioni nell’ambito del DECENNIO ONU
26-27 novembre 2004 : Padova . Consiglio Nazionaledel MIR Italiano
12-13-14 dicembre 2004 : Palermo . HildegardGossMayr per alcune
iniziative di pace e dialogo
ecumenico.
3-4-5 dicembre 2004:Firenze. “L¹EUROPA, LA
PREVENZIONE DEI CONFLITTI ARMATI, LA DIFESA
NONVIOLENTA,ED I CORPI
CIVILI DI PACE” Convegno organizzato da CCP, IPRI,Università Firenze.
5 dicembre 2004
: Firenze. VIII Incontro della Rete Corpi Civili di Pace
4 / 10 luglio 2005 luogo da destinarsi.Assembela Nazionale
M.I.R. Italiano
23 gennaio 2005: Bologna.IX
Incontro della Rete Corpi Civili di Pace
!Segnalazione!LibriRecensione
per il foglio (www.ilfoglio.org)
Achille Croce, I mezzi della pace, Venezia,
Editoria Universitaria 2004, pp. 124, euro 12,00
«Una dottrina può confutare un’altra
dottrina, ma una vita, chi può confutarla?». Con queste parole Beppe Marasso
introduce il libretto di Achille Croce, I mezzi della pace. L’Autore
(1935-2003) è stato un animatore della nonviolenza un Val
di Susa e nel torinese, fino dagli anni ’60,
con l’azione, con la riflessione e soprattutto con la profonda mitezza e
dolcezza della sua personalità. In Achille abbiamo visto che nonviolenza e
umiltà serena, spirito religioso aperto, non sono affatto una debolezza, ma una
forza interiore che produce attività costruttiva e assertività
esemplare.
In queste pagine riascoltiamo la sua voce e
rivediamo il suo volto. In 25 brevi capitoli Achille risponde alla frequente
domanda «Che cosa posso fare io per la pace?». Tutti possiamo fare molto, perché la pace «comincia dal cuore di
ogni uomo» e «sono gli atti e i pensieri individuali che, secondo la loro
natura e sommandosi gli uni agli altri, sviluppano una forza determinante nel
bene e nel male».( dalla presentazione
di Beppe Marasso)
La
segreteria Nazionale del M.I.R.ti augura un buon
proseguimento di
lavoro per la pace e la nonviolenza. Siamo a disposizione per richieste ed
informazioni ed anche per riceverne sulle tue attività.Ciò che viene
segnalato può essere trascritto in circolare e così condiviso con il resto del
movimento. In questo anno appena concluso abbiamo
tentato di farti partecipe,con questo semplice strumento,delle iniziative del
Movimento. Il nostro lavoro, tuttavia, può
essere ancora migliorato ed
abbiamo
bisogno dei tuoi suggerimenti. Li aspettiamo.
06.9343715; al 349.6707306 ;
091.530755; 011. 9046516
Ti ricordiamo che
sono
aperte le iscrizioni per l’anno 2005
La quota di iscrizione è di 34 euro
ed è comprensiva
dell’abbonamento a “Qualevita”.
Come sempre la quota
è autoriducibile (oautoaumentabile!!!)
L¡¯Associazione ¡°Informagiovani¡± che gestisce il sito Bancadatigiovani ha tra i partner il Servizio Civile Internazionale che ha proprie sedi anche in India e Sri-Lanka. Da questi due paesi ci arriva una urgente richiesta di aiuto per fronteggiare la situazione di emergenza e per questo abbiamo avviato una raccolta di fondi da destinare all¡¯acquisto di tende, medicine e cibo per gli sfollati e i sopravvissuti. Conoscendo la seriet¨¤ e la professionalit¨¤ dell'organizzazione, abbiamo deciso di avviare una raccolta fondi per sostenerne il difficile lavoro.
In Sri-Lanka, i volontari dello SCI hanno avviato due azioni distinte:
nell'ambito delle attivit¨¤ svolte dall'organizzazione non governativa Sarvodaya, hanno allestito un centro di distribuzione di aiuti nella capitale Colombo da cui partono viveri, medicinali e tende per le diverse zone del paese
hanno raggiunto la citt¨¤ di Kellar nella regione di Kalmunai, nella zona est del paese, dove convivono le due etnie Sinalese e Tamil che per anni sono state in guerra civile. Questa zona ¨¨ stata raggiunta finora da pochi aiuti organizzati per il pericolo costituito dalle mine antiuomo che circondano molte citt¨¤. In questa zona i volontari (un gruppo di trenta persone in tutto) hanno portato cibo in scatola, riso e medicine e stanno ora collaborando ai lavori di pulizia dell'ospedale, il cui piano terreno ¨¨ stato invaso dal fango e dai detriti.
Questi primi interventi in Sri-Lanka sono previsti per un periodo di 60 giorni. Alcune immagini che ci hanno inviato i volontari SCI sono disponibili su questa pagina
In India, i volontari SCI stanno concentrando il loro aiuto nella zona del Tamilandu, quella maggiormente colpita dal maremoto. Qui ¨¨ stato allestito un campo per la distribuzione di pane e coperte e si stanno realizzando dei lavori di pulizia di alcune aree nelle quali saranno sistemate delle tendopoli.
I volontari non ricevono ovviamente alcun compenso e tutte le loro spese di viaggio e vitto sono pagate dal Servizio Civile Internazionale. Occorrono per¨° urgentemente fondi per l¡¯acquisto di beni di prima necessit¨¤ ed in particolare cibo in scatola, medicine, coperte, tende da campo, sistemi di potabilizzazione dell'acqua. L¡¯iniziativa ¨¨ inserita e si coordina con gli altri interventi di emergenza gestiti dai Governi Indiano e Sinalese.
Chi volesse contribuire pu¨° effettuare un versamento sul c/c postale 36564623 o un bonifico bancario sul conto corrente con le coordinate CIN: S ABI: 07601 CAB: 04600 Conto: 000036564623 presso il Banco Posta, intestato a Informagiovani e specificando in ogni caso la causale ¡°Emergenza Asia¡±. Fino al 10 gennaio, sono stati raccolti 3.634 €uro. Di questi, 2.000 sono gi¨¤ stati inviati in Sri-Lanka. Un altro versamento sar¨¤ fatto tra la met¨¤ e la fine di gennaio.
Per maggiori informazioni - Pietro Galluccio ¨C 335.8086689 - info@...
l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea-Bg
ilCIRCOLO GRAMSCI di Colognola - Bergamo
organizza un incontro pubblico per ricordare la persecuzione degli ebrei, le leggi razziali, le deportazioni, i campi di sterminio nazisti, ma anche chi con coraggio si è opposto al progetto di sterminio anche a rischio della propria vita.
Giovedì 27 Gennaio ore 20.45
Auditorium S. Sisto (ex chiesa) via Carlo Alberto - Bergamo
LA MEMORIA NEL CANTO
in cammino tra letture, canti e poesie con il Gruppo musicale
“PANE E GUERRA”
Voce recitanteDANIELA BERTOLETTI
testi e musiche di:
Franco Fortini, Mikis Theodorakis, Francesco Guccini, Ivan Della Mea, Stormy Six, Fausto Amodei etc
presentazione della ricerca storica
“Gli ebrei deportati da Bergamo” a cura diSILVIO CAVATI dell' Isrec di Bergamo
Vorrei collegare la nascita del pensiero nonviolento alla realtà dell'ASSEFA: grazie all'impegno di tanti il Progetto costruttivo di Gandhi è una realtà in cammino.
Lo stile dell'ASSEFA, vera erede di Gandhi, emerge nel Comunicato n° 6 del Direttore generale Loganathan.
Chi vuole saperne di più trova il report 2003-2004 nel sito www.assefaitalia.org
1. EDITORIALE. LA NONVIOLENZA, UN'IDEA NATA IN AFRICA [Riproponiamo questo articolo gia' apparso (in una versione lievemente abbreviata) sulla bellissima rivista "Adesso sulla strada", n. 33, autunno 2004, fascicolo monografico sull'Africa (per contatti e richieste: e-mail: adesso@... e anche sullastrada@..., sito: www.reteblu.org/adesso). Chi ha scritto questo articolo in anni ormai lontani coordino' per l'Italia la campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano]
La nonviolenza e' nata in Sudafrica. E' in Sudafrica che Mohandas Gandhi scopre la nonviolenza, le si accosta, la elabora, la mette in atto: fa di essa la teoria e la prassi che possono salvare l'umanita' intera dalla catastrofe. Dal Sudafrica all'India Gandhi svolge e sperimenta e propone e lascia in eredita' all'umanita' intera non solo una modalita' di lotta, non solo uno strumento conoscitivo, non solo un acquisto ermeneutico ed assiologico, ma una scelta di vita, e un progetto di solidarieta' e di liberazione, l'unico che possa sconfiggere la violenza, l'unico che possa inverare l'umanita' di tutti e di ciascuno, l'unico che adempia alla speranza di Leopardi: un'umanita' unita contro il male e la morte; l'unico che realizzi quel "sogno di una cosa" che fu di Diotima e di Gesu', e di infinite altre ed altri. Ahimsa: restituzione di umanita' nell'opposizione alla violenza; satyagraha: attaccamento alla verita' come forza coesiva e salvifica, forza dell'amore. Dal Sudafrica, all'India, al mondo intero. * Ed e' in Sudafrica che la nonviolenza ispira, guida e porta alla vittoria la piu' grande lotta di liberazione contro la piu' infame e crudele delle violenze, la violenza che nega la dignita' umana di ogni essere umano, il razzismo eretto a regime. Nel paese della piu' feroce oppressione razzista, proprio qui la nonviolenza ha ottenuto la piu' luminosa vittoria della dignita' umana, sconfiggendo il regime razzista dell'apartheid con la forza della verita', della solidarieta' umana, del riconoscimento di umanita, con la coerenza tra mezzi e fini, con la resistenza piu' intransigente che e' ad un tempo incessante impegno di riconciliazione, con la lotta contro l'ingiustizia per la liberazione, il riscatto, dell'umanita' intera. E' la lotta dell'African National Congress guidato da figure come Albert Luthuli, uno dei grandi maestri della nonviolenza, insignito del premio Nobel per la pace nel 1960; e come Nelson Mandela, insignito del premio Nobel per la pace nel 1993, che per decenni resiste dal carcere per affermare la dignita' dell'umanita' intera, fino ad abbattere il regime della segregazione, fino a portare il Sudafrica alla democrazia, ottenendo anche il miracolo politico che il dolore degli oppressi non degeneri in collera e vendetta e nuova oppressione, ottenendo il miracolo politico di realizzare quel programma di civile convivenza, di comune liberta', di dignita' a tutti riconosciuta, che aveva enunciato nel suo storico discorso al processo di Rivonia. Lo stesso Nelson Mandela che si battera' vittoriosamente contro le multinazionali farmaceutiche per il diritto di tutti gli esseri umani alla vita e alla salute. E' la lotta di Desmond Tutu, il vescovo anglicano premio Nobel per la pace, che forte del suo prestigio di intransigente lottatore nonviolento contro il regime razzista, dopo la vittoria della democrazia presiedera' ed animera' e sara' saldo garante di quella straordinaria esperienza di introduzione della nonviolenza finanche nell'ambito della legislazione e della giurisdizione penale che e' stata la Commissione per la verita' e la riconciliazione. E' la lotta di Nadine Gordimer, scrittrice insigne, premio Nobel per la letteratura, che contro il razzismo (e il maschilismo, e ogni forma di discriminazione e sopraffazione e sfruttamento e violenza) ha lottato anche - per usare una formula pasoliniana - "con le armi della poesia". E' la lotta di Miriam Makeba, profonda e limpida voce dell'Africa e dell'umanita', musicista che alla musica restituisce il suo fulgido e denso significato etimologico. E' la lotta di un popolo intero che con la forza della nonviolenza ha sconfitto la vergogna dell'umanita'; la lotta di persone indimenticabili come Steve Biko, Ruth First, Benny Nato, e di innumerevoli altre ed altri. * Ma non solo. In Sudafrica la nonviolenza non ha sconfitto solo il regime razzista, ha anche saputo curare ferite, ha contrastato l'odio, ha costruito riconciliazione, ha cambiato la stessa legislazione donando alla democrazia una piu' ferma consapevolezza, un piu' acuto sguardo, un consistere piu' autentico. L'esperienza della Commissione per la verita' e la riconciliazione e' oggi il punto piu' avanzato della riflessione giuridica in campo penale a livello internazionale: ha dimostrato che la cruda logica del restituire male per male puo' essere rovesciata, ha inverato quel principio giuridico che da Beccaria in poi e' la gloria della civilta' del diritto, e uno dei vettori del progredire delle istituzioni e dei costumi, del concreto inveramento dell'umanita' nella storia. * La nonviolenza, nata in Sudafrica, in Sudafrica ha sperimentato e sta sperimentando, nel vivo di contraddizioni e conflitti, le piu' avanzate frontiere della convivenza, ed alla speranza apre vie nuove ed antiche, antiche come le montagne. Anche per questo l'Africa oggi testimonia non solo il nostro tragico presente, ma il nostro unico possibile futuro. Poiche' questo ormai sappiamo, e lo sappiamo una volta per sempre: la lotta per la dignita' umana di tutti gli esseri umani, la lotta per la difesa della biosfera, la lotta della vita contro la morte, o sara' nonviolenta o non sara'. * Per saperne di piu' Per un accostamento a Mohandas Gandhi il miglior libro disponibile in italiano e' l'antologia a cura di Giuliano Pontara, Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi, Torino 1973, 1996. Sulla lotta antiapartheid si veda almeno il libro autobiografico di Nelson Mandela, Lungo camino verso la liberta', Feltrinelli, Milano 1995. Un breve profilo di Albert Luthuli è nel libro di Eugenio Melandri, I protagonisti, Emi, Bologna 1984. Di Desmond Tutu si veda almeno Anch'io ho il diritto di esistere, Queriniana, Brescia 1985; il fondamentale Non c'e' futuro senza perdono, Feltrinelli, Milano 2001; e il recentissimo Anche Dio ha un sogno, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2004. Per un avvio alla conoscenza di Nadine Gordimer, Vivere nell'interregno, Feltrinelli, Milano 1990. Sull'esperienza della Commissione per la verita' e la riconciliazione cfr. almeno Marcello Flores (a cura di), Verita' senza vendetta, Manifestolibri, Roma 1999; Antonello Nociti, Guarire dall'odio, Angeli, Milano 2000; Danilo Franchi, Laura Miani (a cura di), La verita' non ha colore, Comedit 2000, Milano 2002, 2003, e il libro di Desmond Tutu, Non c'e' futuro senza perdono, citato sopra.
ASSEFA – Comunicato sul dopo-TsunamiNo 6
(18 gennaio 2005)
Cari amici,
tre settimane dopo la tragedia dello Tsunami, le comunità dipescatori colpite stanno cercando di raccogliere i fili delle loro vite. Il trauma e le ferite psicologiche sono troppo profonde per essere cancellate rapidamente. Le donne e i bambini sono i soggetti più indeboliti dalla tragedia. Le persone le cui case sono state completamente distrutte sono ancora neicampi d’accoglienza, mentre chi ha visto la propria abitazione parzialmente danneggiata sta gradualmente ritornando a casa.
Le famiglie colpite sono state soccorse con copiosi aiuti d’emergenza e non hanno problemi nel soddisfare i loro bisogni primari. D’altra parte sono pronte per ricominciare la loro attività principale di sostentamento - la pesca, ma le imbarcazionie le reti rimangono danneggiate e molti stanno aspettando di averne di nuove. Due giorni fa il governo ha annunciato lo stanziamento di 10.310 milioni di rupie in materiale di ricostruzione per la comunità di pescatori, così distribuite:
sostituzione di 31.383 catamarani in materiale plastico e fibra rinforzata con motori fuoribordo e reti al costo unitario di 150.000 rupie
sostituzione di 8.140 altre imbarcazioniin legno e fibra rinforzata al costo unitario di 150.000 rupie
sostituzione di 2.655 imbarcazioni motorizzate al costo unitario di 798.000 rupie
Il governo ha anche proposto di recuperare gli attracchi dei pescatori con lo stanziamento di 1.000 rupie.
Le autorità non hanno menzionato quando questi aiuti verranno consegnati. Ciò potrebbe comportare dei tempi di realizzazione piuttosto lunghi.
Inoltre, sebbene il governo abbia pianificato interventi massicci, c’è la possibilità che alcune famiglie non vengano incluse nell’operazione.
Il governo ha anche proposto di ricostruire le case in zone diverse dalle precedenti, al massimo a un chilometro dalla costa, al costo di 53.000 rupie perfamiglia per un totale di 150.000 famiglie. Il bilancio preventivo è di 8.000 milioni di rupie.
Le autorità hanno incoraggiato la partecipazione delle organizzazioni non governative al processo di ricostruzione con la condizione che le O.N.G. si facciano carico di un minimo di 50 abitazioni per ogni villaggio con possibilità di spesa di 7,5 milioni di rupie per la costruzione di abitazioni, infrastrutture e strumenti di sussistenza.
Il governo ha anche identificato altre comunità colpite dallo Tsunami, annunciando che 120.000 agricoltori hanno subito danni in quanto le loro terre sono divenute saline per l’inondazione di acqua marina e offrendosi di sostenerle con 30 kg di riso al mese per due anni e del denaro per spese urgenti.
Le organizzazioni non governative internazionali con l’aiuto delle organizzazioni locali stanno lavorando nei villaggi colpiti, distribuendo generi alimentari, indumenti, abitazioni temporanee, utensili da cucina, stuoie per dormire, lenzuola e altro materiale necessario per soddisfare urgentemente i bisogni primari. Con il sostegno del governo, viene anche assicurata la fornitura di acqua potabile nei villaggi colpiti.
I villaggi più colpiti hanno ricevuto aiuti quantitativamente cospicui per effetto della copertura mediatica intensiva realizzata in queste zone.
L’ASSEFA, con il vostro sostegno ed incoraggiamento continua a agire attivamente nelle attività di soccorso e valutazioni per la ricostruzione dei 79 villaggi colpiti in 7 aree in Tamil Nadu.
La prima indagine compiuta nell’area è stata effettuata con lo scopo di capire la portata e l’intensità dei danni causati dallo Tsunami.
L’ASSEFA ha incaricato i suoi operatori più esperti di portare avanti le attività di soccorso e valutazione della situazione in queste zone. La fornitura di dhotis, generi alimentari, utensili, lenzuola, ecc., è stata interrotta , perché altre organizzazioni si stanno occupando dell’approvvigionamento di questi materiali. Basandosi su un’ accurata valutazione della situazione, viene proposto di fornire latte a donne gravide, puerpere e bambini. Nella prima fase abbiamo identificato 5.000 famiglie alle quali verrà assicurato il rifornimento di latte da questa settimana fino al mese prossimo, secondo canali di distribuzione e punti di raccolta in corso di definizione.
In questi villaggi si stanno portando avanti attività di valutazione finalizzate alla fase di ricostruzione. In base alle analisi iniziali della situazione effettuate con il coinvolgimento delle famiglie colpite, l’ASSEFA sta pianificando le iniziative descritte nei paragrafi seguenti.
Programmi per le donne
Nella tragedia che ha fatto seguito allo Tsunami, donne e bambini sono stati colpiti sia fisicamente che mentalmente.Molti sono ancora in stato di shock, e manifestano disturbi psicologici causati dalla perditadi tutto: averi e affetti.Le condizioni di salute - soprattutto delle donne incinte e delle madri che hanno bimbi piccoli – richiedono particolare attenzione, anche perché è venuto a mancare l’apporto di pesce nell’alimentazione, a causa dell’interruzione delle attività di pesca.Ma in generale tutti – donne e bambini – hanno bisogno di regolari visite mediche, perché si trovano in condizioni di particolare predisposizione alle malattie contagiose.
Queste donne, che erano attive in varie iniziative generatrici di reddito, come la vendita al minuto del pesce sia fresco sia cotto, e contribuivano in tal modo a integrare gli introiti familiari, hanno visto la loro attività bloccarsi del tutto. E’ molto importante metterequeste donne in condizione di partecipare di nuovo ad attività economiche, anche per facilitare il loro processo di recupero psicologico.
Viene proposto alle donne di costituire gruppi di auto – aiuto, di circa 20 donne ciascuno. Questi gruppi saranno utili, all’inizio, per identificare i bisogni e fornire i servizi necessari nei singoli villaggi. Gradualmente si aiuteranno questi gruppi ad apprendere sistemi e procedure contabili (registrazioni dei flussi di denaro in ingresso e in uscita). Ad ogni gruppo verrà anche affidata una piccola somma iniziale, da far ruotare tra le persone per avviare piccole attività micro – imprenditoriali. In base alle necessità che emergeranno, si provvederà a offrire corsi di formazione per iniziative non legate alle attività di pesca.
Programmi per i bambini
Come le donne, anche i bambini sono stati gravemente colpiti, sia fisicamente che psicologicamente. Molti di loro hanno perso parenti, oggetti, luogo di abitazione, scuola.La loro educazione si è bruscamente interrotta.Sono stati progettati programmi specifici per i bambini:
Servizi di assistenza medica
Distribuzione di materiale per la scuola e per attività sportive
Iniziative per motivarli a tornare a scuola. In questa circostanza saranno coinvolti anche bambini che avevano già abbandonato la scuola o che non frequentavano.
Sistemazione dei bambini rimasti senza famiglia presso case di parenti, o in ostelli situati in zone vicine, in modo che possano proseguire gli studi senza ulteriori interruzioni.
Corsi di formazione tecnica per ragazzi che abbiano già completato la scuola
Costituzione di centri educativi per i bambini, per offrire loro sostegno e occasioni di formazione personale in corsi extra – scolastici.
Organizzazione di attività ricreative in stages residenziali, per favorire la conoscenza reciproca e superare lo stato di shock.
Viene proposta la collaborazione dei gruppi di auto – aiuto delle donne per realizzare queste iniziative in modo efficace.
Programmi di sussistenza
Il Governo ha annunciato che destinerà Rs 10.310 milioni di Rupie in progetti volti a far rivivere le attività di pesca. Poiché il progetto viene pianificato su grande scala, ci si aspetta che alcune famiglie restino tagliate fuori. Per simili situazioni l’ASSEFA intende intervenire con l’acquisto di barche, reti e motori.
I pescatori spendono ogni anno una cifra consistente nella riparazione di barche, reti e motori. Essendo molto limitato il sostegno che ricevono dalle banche, essi dipendono in larga misura dagli usurai, che chiedono tassi di interesse altissimi. Inoltre gli usurai pretendono di avere una fornitura continua di pesce, pagandolo a basso prezzo. Per evitare queste difficoltà l’ASSEFA propone di fornire a ogni gruppo di pescatori (LEG: Livelihoods Ensuring Group) dei fondi da utilizzare per la manutenzione e riparazione ordinaria.
Ogni gruppo sarà formato al massimo da 10 membri, che utilizzeranno la stessa barca per pescare. In caso di necessità saranno organizzati dei corsi di formazione per imparare a riparare le barche. Si sta pensando anche di organizzare un centro di servizi per questi gruppi, che i pescatori potranno usare come magazzino e come posto per svolgere le riparazioni. Come avviene per i gruppi di donne, anche in questi gruppi (LEG) saranno offerti corsi di formazione per imparare a tenere la contabilità, a registrare i prestiti, ecc.
Le sfide. Nel progetto che si sta mettendo a punto esiste ilrischio che ci siano delle sovrapposizioni nella distribuzione degli aiuti.Per evitare che ciò accada, si stanno prendendo le seguenti misure:
L’ASSEFA intende fornire sostegno diretto alle famiglie beneficiarie attraverso l’organizzazione di gruppi locali (CBOs = Community based organizations)
Per identificare sia le famiglie che hanno necessità di sostegno, sia il tipo e l’entità del sostegno necessario, saranno coinvolti i gruppi di auto – aiuto delle donne.
L’ ASSEFA fornirà il sostegno necessario utilizzando questi canali. A tale scopo saranno coinvolti degli operatori di grande esperienza, e l’operazione verrà condotta in totale trasparenza, per evitare qualunque confusione o errore.
Come potete partecipare per sostenere queste comunità?
Le persone che vogliono offrire un sostegno a livelloindividuale possono scegliere uno dei programmi elencati nelle Tabelle 2, 3 e 4. Possono anche farci saperequante unità intendono sostenere, e per quanti anni (ove ci sia la scelta).
Seguendo queste indicazioni l’ ASSEFA identificherà i villaggi ei beneficiari e ne informerà i donatori.
Anche molte Organizzazioni Internazionali Non Governative (INGOs) hanno espresso interesse e sostenere le famiglie colpite e sono disponibili a dare un sostegno a lungo termine in collaborazione con l’ASSEFA.A queste
Organizzazioni abbiamo già suggerito di collaborare alla realizzazione di progetti di sviluppo di lunga durata. Tali INGO sono:
Mani Tese (Italia), Save the Children (Canada), Save the Children ( Finlandia),Gruppi ASSEFA Italia, l’Alto Commissariato Canadese (New Delhi), Action Village India (London).
Saremo lieti di dare la nostra collaborazione ad altre ONG internazionali che siano intenzionate a offrire sostegno alle vittime con programmi a lungo termine.
Cogliamo questa occasione per ringraziare le molte istituzioni e singole persone che hanno inviato degli aiuti alle vittime immediatamente, con generosità e tempestività.
NEWROZ 2005
Una forte presenza europea in Turchia per la convivenza e il dialogo dei
popoli e delle culture
In questa nuova fase di avvicinamento della Turchia all?Europa,
crediamo di grande rilevanza che per il Newroz, che celebra simbolicamente
la pace e la libertà, la partecipazione dei popoli europei possa essere
quest?anno
ancora più significativa. L?occasione del Newroz può essere per i cittadini
europei un modo di conoscere il Kurdistan ed osservare quel che veramente
vi accade, incontrando la popolazione e le rappresentanze della società civile.
Il Newroz è per i kurdi una festa popolare, storicamente celebrativa
dell'avvento della primavera, ma anche fortemente simbolica, non dimentichiamone
il fuoco e il fabbro Kawa, i suoi elementi distintivi, che richiamano appunto
alla liberazione dal tiranno. Negli ultimi anni del Novecento ogni Newroz
significava incidenti, vittime e repressioni. Da quando il popolo kurdo e
i suoi rappresentanti stanno impegnandosi a creare un?atmosfera di pace e
convivenza, allargando le possibilità di discussione politica e sociale,
l?invito alla partecipazione internazionale è anche testimonianza della loro
volontà di pace e di convivenza con gli altri popoli.
Ogni anno si organizzano delegazioni di osservatori internazionali
per il Newroz in vari paesi europei (Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna,
Paesi scandinavi). Non volendo che vi siano gravi ritorni al passato, che
potrebbero avere pesanti ripercussioni sul processo di avvicinamento della
Turchia all?UE e quindi alla speranza del popolo kurdo di avviare quel percorso
di pacificazione e democratizzazione di cui tutti hanno bisogno, riteniamo
che la presenza degli osservatori internazionali resti cruciale. Proprio
per tutte queste ragioni le delegazioni, fra queste anche quella italiana,
si caratterizzano sempre anche dalla presenza di parlamentari, rappresentanti
di enti locali, oltre che di esponenti della società civile e singoli cittadini.
Quest?anno portando al Newroz numerose delegazioni dall?estero,
i kurdi e le kurde, che si preparano a festeggiare il Newroz, potranno
apprezzare
la presenza anche dell'Europa. Contribuendo a far comprendere anche ai più
diffidenti che l?Europa è un crogiolo di culture e di popoli e che con la
sua adesione anche la Turchia, con il suo mosaico di culture e popoli, potrà
ricucirsi il suo giusto posto. E costruire insieme un?Europa dei diritti
e dei valori per i popoli.
È previsto che la delegazione italiana partirà da Roma e da Milano.
La missione è prevista dal 18 al 25 marzo 2005. Prevedendo di garantire la
presenza di osservatori nelle seguenti città del Kurdistan:
Bingol, Dersim, Diyarbakir, Hakkari (Yuksekova), Mardin (Kiziltepe, Nusaybin,
Surgucu), Sirnak, Siirt, Urfa (Suruc, Viransehir), Van (Dogubeyazit). Indichiamo
sotto un?ipotesi di programma che si intende suscettibile di variazioni per
quanto riguarda i contenuti.
Programma (salvo variazioni):
18 marzo Partenza Roma - Milano / Istanbul / Diyarbakir
19 marzo Spostamenti verso le città sedi dei festeggiamenti
20 marzo Preparazione al Newroz
21 marzo Newroz
22 - 23 marzo Incontri con gruppi locali della società civile, sindacati,
municipalità
24 marzo Ritorno a Diyarbakir /Istanbul
25 marzo Istanbul / Roma-Milano
Per partecipare alla missione italiana degli osservatori si deve compilare
la scheda di partecipazione da inviare per mail a uiki.onlus@...
o via fax al numero 0639380273, entro il il 25 febbraio 2005.
SCHEDA DI PARTECIPAZIONE NEWROZ 2005
(da compilare ed inviare all?Ufficio d?Informazione del Kurdistan in Italia)
COMUNICO LA MIA DISPONIBILITA? A PARTECIPARE, IN VESTE D?OSSERVATORE
INTERNAZIONALE
E PER AVVIARE UN RAPPORTO DI COLLABORAZIONE E SOLIDARIETA? CON LE ORGNIZZAZIONI
DELLA SOCIETA? CIVILE E DEMOCRATICA DI TURCHIA, ALLA DELEGAZIONE CHE IL 18
MARZO PARTIRA? IN OCCASIONE DEL NEWROZ DEL 21 MARZO 2005
NOME COGNOME:
ASSOCIAZIONE o PROFESSIONE :
ETA? :
SCADENZA DEL PASSAPORTO (anche se si può entrare con la carta d?identità)
:
INDIRIZZO POSTALE:
TEL ? CELL E-MAIL :
LINGUE CONOSCIUTE :
ALTRE ESPERIENZE DEL GENERE:
DESTINAZIONE PREFERITA (Amed / Wan):
DA DOVE VUOLE PARTIRE (RM-/MI):
ALTRO
(sistemazione in stanza singola / eventuale preferenza a partire con qualcun
altro -indicare nome ):
Il costo del viaggio da Roma è previsto in 620 ? , da Milano 650 ? (la quota
comprende lo spostamento aereo, a/r, fino in Kurdistan, la sistemazione in
albergo, in stanza doppia, i trasferimenti interni con pullman/minibus ed
il servizio d?interpretariato ? per chi volesse soggiornare in singola lo
deve indicare e dovrà corrispondere un supplemento).
Il pagamento dovrà effettuarsi tramite bonifico bancario ai dati seguenti:
Banca popolare di Milano, ag. 00448
ABI: 05584, CAB: 03231 CIN: W
c/c bancario n. 00807 intestato a: UIKI - Onlus,
Specificando la causale: Delegazione Newroz 2005, indicando il nome dei
partecipanti
Restiamo a vostra disposizione, per qualsiasi ulteriore informazione, ai
seguenti recapiti:
Tel: 06636892, Cell. 3290192619, Cell. 3203465911 Fax: 0639380273
Email: uiki.onlus@...
Adesioni:
ARCI- Lazio, Ass. Azad , Ass. Verso il Kurdistan, ASCE - Associazione Sarda
Contro l'Emarginazione, Attac ? Italia, CIAC , Donne in Nero, Giovani Comunisti
, Rete Antirazzista Catanese, Redazione di Guerre&Pace, Scuola Per la Pace
?Lucca, Sin - Cobas,
Tutte l?informazioni dei anni passati troverete su sito www.uikionlus.com
sezione Kurdi e Kurdistan ? Cultura.
__________________________________________________________________
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Attiva Tiscali Adsl 2 Mega Free entro il 31 gennaio e navighi GRATIS
fino al 31 marzo 2005! In piu', anche il costo di adesione e' GRATIS.
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Domani è il mio compleanno e mi piacerebbe che, magari anche con un
fiore anche se virtuale, qualcuno mi facesse gli auguri e pensasse a
me a parte mio marito; io non hon ho nessuno che mi dica Buon
Compleanno e la solitudine si fa sentire in queste circostanze,
specialmente, quando non si hanno più i genitori e si ha una
famiglia di origine molto disgragata.
Grazie a tutti e bacioni
Tiziana SLC
-----Messaggio originale----- Da: Riccardo Troisi [mailto:riccardotroisi@...] Inviato: mercoledì 19 gennaio 2005 18.25 A: tavolopaceroma@yahoogroups.com; 'ROMACITTAPERTALLAPACE'; glt-nonviolenza@...; lilliput-roma@yahoogroups.com; pax-christi-roma@yahoogroups.com; romaperlapace@yahoogroups.com Oggetto: [glt NV] Da Roma l'inizio di un cammino per il controllo delle armi- Rete Italiana Disarmo
Da Roma l'inizio di un cammino per il controllo delle armi
"Senza armi si può: DISARMIAMO!", iniziativa promossa e realizzata tenuta domenica 18 gennaio a Roma dalla Rete Italiana Disarmo con il Teatro Vittoria in collaborazione con il Comune di Roma, ha rappresentato un primo e creativo tentativo di diffondere e far conoscere le attività di questa Rete tematica attraverso occasioni collettive di confronto,informazione e spettacolo. L'obiettivo della serata ed in generale della Rete Disarmo consiste nella diffusione di una cultura di un vero e concreto disarmo, attraverso la presentazione all’opinione pubblica delle iniziative che questo organsmo (composto da 30 fra associazioni ed enti) sta mettendo in campo per arginare la corsa al riarmo. Una crescita del comparto bellico che non tralascia il nostro paese ed anzi vede l’Italia ai primi posti delle classiche di export di armi.
Nella prima parte dell’evento alcuni esperti della Rete Disarmo hanno cercato di tratteggiare un punto della situazione relativamente al commercio ed alla produzione di armi. Achille Lodovisi (studioso e recente co-autore de "il Commercio delle armi" per Jaca Book), Nicoletta Dentico (presidente della Campagna Italiana contro le mine), Maurizio Simoncelli (Archivio Disarmo) e Giorgio Beretta (animatore della Campagna banche armate) hanno portato all'attenzione del pubblico le loro conoscenze, cercando di illuminare questo complesso tema da prospettive ed angolature differenti. Una focalizzazione particolare è stata posta a riguardo del ruolo dell’Italia in questo mercato di morte. Purtroppo è mancata l’interlocuzione con il Governo, in quanto il Sottosegretario agli Esteri Mantica invitato all'evento ha comunicato all’ultimo momento la sua non partecipazione. Un confronto sarebbe stato sicuramente importante ed utile, ed è chiò che la Rete disarmo Continua ad auspicare.
Ogni giorno milioni di uomini, donne e bambini vivono terrorizzati dalla violenza delle armi. Ogni minuto, uno di loro viene ucciso. Il commercio globale di armi che mette queste armi nelle mani degli assassini rappresenta un grande affare. Alcuni dati ribaditi nel corso dell’evento dagli esperti presenti
·Il valore complessivo del commercio globale di armi è di circa 28 miliardi di dollari all’anno
·Vi sono 639 milioni di armi leggere nel mondo, una ogni dieci persone, prodotte da oltre 1000 aziende in almeno 98 paesi
·Ogni anno vengono prodotti 8 milioni di armi leggere
·Ogni anno vengono prodotti 16 miliardi di munizioni: due nuove pallottole a testa per ogni essere umano in questo pianeta
·Circa il 60% delle armi leggere sono nelle mani di civili
·Si calcola che dall’80 al 90% di tutte le armi leggere smerciate illegalmente sia messo in circolazione attraverso commerci in cui sono coinvolti gli Stati.
La proliferazione incontrollata e l’uso indebito delle armi da parte delle forze governative e dei gruppi armati hanno costi umani devastanti:
Ogni anno le armi convenzionali causano la morte di oltre 500.000 persone: una persona al minuto
Nella I guerra mondiale, il 14% delle vittime erano civili; la percentuale è salita al 67% nella II guerra mondiale ed è ancora più alta in alcuni dei conflitti contemporanei
Oltre 300.000 bambini soldato sono coinvolti nei conflitti
Durante i conflitti, migliaia di donne e bambine vengono stuprate sotto la minaccia delle armi: per esempio, 15700 in Ruanda e 25000 tra Croazia e Bosnia
La proliferazione e l’uso indebito delle armi devasta la vita di migliaia di persone e impedisce ai paesi di affrancarsi dalla povertà:
Un terzo dei paesi spende più nel settore militare che nei servizi sanitari essenziali
Ogni anno Africa, Asia e America Latina spendono in media 22 miliardi di dollari in armi. La metà di questa cifra potrebbe permettere a ciascun bambino e a ciascuna bambina di questi continenti di andare a scuola
El Salvador destina il 4% del suo prodotto nazionale lordo alle spese del servizio sanitario nazionale per affrontare gli effetti della violenza
Quasi la metà dei paesi del mondo, esattamente il 42%, con il più alto budget destinato alla difesa figurano in fondo alla classifica dello sviluppo umano. Ad esempio, l’Eritrea destina oltre il 20% del suo prodotto nazionale lordo alle spese militari
In Africa le perdite economiche causate dalla guerra ammontano a 15 miliardi di dollari all’anno
Nella seconda parte dell'appuntamento, grazie all’aiuto prezioso di Alessandro Sortino delle Iene che ha brillantemente condotto la serata, si sono avvicendati sul palco personaggi, artisti e rappresentati del mondo associativo della Rete Disarmo, tra cui padre Alex Zanotelli (Missionario Comboniano), don Luigi Ciotti (Libera), Marco Bertotto (Amnesty International), Giorgio Cremaschi (Fiom-CGIL), Riccardo Troisi (Rete Lilliput), Massimo Paolicelli (Ass. Obiettori Nonviolenti), Giorgio Beretta (Campagna banche armate).
Gli interventi di approfondimento e testimonianza sono stati intervallati da alcuni video ed immagini relativi al tema del commercio di armi (tra cui il video clip di presentazione della Campagna Internazionale Control Arms) e da momenti di spettacolo “semi-serio” animati da Francesco Salvi e dagli Scontrino alla Cassa.
Alessandro Sortino ha inoltre presentato i video girati in occasione delle sue “incursioni da Iena” alla fiera delle armi EXA di Brescia.
Per concludere la serata, prima di un video del premio Nobel per la Pace sudafricano Mons. Tutu, Gianni Alioti (Fim-CISL) ci ha aiutato a tradurre una telefonata molto importante giunta dal Brasile. Gilberto Carvalho (Capo di Gabinetto e Segretario del Presidente del Brasile Ignacio Lula) ha letto infatti un messaggio inviato dal Presidente alla Rete Disarmo in occasione dell’evento romano. Nella lettera il Presidente Ignacio Lulada Silva rinnova l’impegno del Brasile per una politica di disarmo (da un anno esiste una legge per la restituzione delle armi leggere che sta avendo enorme successo) e per l’unica guerra che vale la pena di combattere: quella contro la fame e la miseria.
PER INFORMAZIONI:
RETE ITALIANA PER IL DISARMO c/o Pax Christi International -
Rete Italiana per il Disarmo: ACLI - Amnesty International - Archivio Disarmo - ARCI - ARCI Servizio Civile - Associazione Obiettori Nonviolenti - Associazione Papa Giovanni XXIII - Associazione per la Pace - ATTAC - Beati i costruttori di Pace - Campagna Italiana Contro le Mine - Campagna di Obiezione alle Spese Militari - Centro Studi Difesa Civile - Conferenza degli Istituti Missionari in Italia - Coordinamento Comasco per la Pace - FIM Cisl - FIOM Cgil - Fondazione Culturale Responsabilità Etica - Gruppo Abele - ICS - Libera - Movimento Internazionale della Riconciliazione - Movimento Nonviolento - OSCAR - Pax Christi - PeaceLink - Rete di Lilliput - Rete Radiè Resch - Traduttori per la Pace - Un ponte per...
Cronologia degli attentati a chiese / istituzioni cristiane in Iraq
2003 - Alla fine del 2003 si sono verificati diversi attentati a istituzioni cristiane: un attacco missilistico a un convento a Mosul, due cariche esplosive in due scuole cristiane a Baghdad e Mosul, un'esplosione alla vigilia di Natale in una chiesa di Baghdad. Nelle vicinanze di un convento a Mosul viene ritrovata una bomba che sarà disinnescata. (Daniel Pipes, I Cristiani spariscono dall'Iraq, New York Sun, 24.8.2004).
26.6.2004 - Da una Opel color argento due sconosciuti lanciano una carica esplosiva sulla chiesa di Santo Spirito (al-Rooh al-Qudos) nel quartiere Akha' di Mosul. L'esplosione ferisce la sorella del prete (www.christiansofiraq.com, 3.12.2004).
1.8.2004 - Gli attacchi contro quattro chiese cristiane a Baghdad e una a Mosul causano la morte di 12 persone e il ferimento di 61. Le aggressioni sono rivolte contro una chiesa siriaco-cattolica, una armeno-cattolica, due chiese romano-cattoliche e una caldea. (Beate Seel, Christen werden zu Anschlagszielen, in: www.taz.de, 3.8.2004, S. 10, www.faz.net, 17.10.2004; www.kath.net, 26.10.2004).
10.9.2004 - La chiesa di San Giorgio e l'appartamento di padre Sabah Kamura a Doura, nella periferia di Baghdad, vengono attaccate con granate a mano e scariche di mitragliatrice. Il padre sfugge per poco all'attentato, (www.kath.net, 28.9.2004).
11.9.2004 - Nel centro di Baghdad esplode un'autobomba nella chiesa avventista Virgin Mary Seventh-Day Church nel parco Al-Sa'doun (www.christiansofiraq.com, 3.12.2004).
9.10.2004 - Nella chiesa assiro-anglicana in via al-Andalus a Baghdad esplode una bomba (www.christiansofiraq.com, 3.12.2004).
16.10.2004 - Vengono commessi attentati contro sei chiese cristiane a Baghdad che causano la morte di una persona e il ferimento di altre nove. Le chiese sono in parte gravemente danneggiate, la chiesa romano-cattolica di San Giorgio, costruita in legno, sarà completamente distrutta dal fuoco. Secondo Süddeutsche Zeitung, gli attentati commessi il secondo giorno del Ramadan erano mirati. (www.faz.net, 17.10.2004; www.sueddeutsche.de, 17.10.2004).
8.11.2004 - Gli attentati a due chiese ortodosse a Baghdad causano almeno 8 morti. Gli attentati sono rivolti contro la chiesa siriaco-ortodossa di San Giorgio e la chiesa di San Matteo della Chiesa assira orientale. Secondo Cindy Wooden del Catholic News Service gli attentati avrebbero danneggiato anche la chiesa caldea di San Giovanni (www.christiansofiraq.com, 8.11.2004).
7.12.2004 - In due chiese di Mosul esplodono cariche esplosive. Alle 14.30 esplode la carica nella nuova chiesa armeno-ortodossa, non ancora inaugurata, nel quartiere Al Wihda, e ferisce tre persone. Alle 16.30 tocca la stessa sorte alla chiesa caldea di Al Tahira nel quartiere di Alshafa. Prima di far saltare l'esplosivo gli aggressori armati conducono i credenti fuori dalla chiesa. (Rev. Emmanuel dall'Irak, 8.12.2004).
Casmoussa: sono riconoscente al Papa (ANSA)-BAGHDAD, 18 GEN- 'Il mio appello ai media e' che serve far capire agli Usa che occorre un piano di ritiro dall'Iraq', afferma il vescovo di Mossul, Casmoussa. E aggiunge: 'Occorre dare agli iracheni la possibilita' di governare il Paese con sovranita' piena'. Un pensiero va poi a Giovanni Paolo II: 'Sono veramente riconoscente al Papa dal quale mi sono sentito fortemente appoggiato in questa situazione. Gli stessi rapitori mi hanno informato del suo appello che ritengo un fattore decisivo per la mia liberazione'.
-----Messaggio originale----- Da: Dino Garcìa Duranti [mailto:dgarciaduranti@...] Inviato: mercoledì 19 gennaio 2005 5.13 A: francesco_locascio@... Oggetto: Dino
Ciao a tutti cari amici sono Dino
Scusatemi se vi scrivo una lettera collettiva ma fortunatamente siete in tanti e desidero comunicare con voi tutti, quindi, approfitto sfacciatamente della vostra amicizia comprensione e benevolenza
I due Week-end che sinora ho passato in Colombia sono stati caratterizzati dal visitare una montagna che domina la capitale a 3000 metri, ma mentre la prima volta accompagnato da sadici folli ci sono andato a piedi da casa, domenica scorsa sono tornato col mio amico Hugo irlandese, il quale come me é affetto da pigrizzia endemica, cosí, simo saliti in cabinovia e dopo aver goduto lo splendido panorama ed aver banchettato in un ristorantino, simo scesi con la teleferica.
Insomma, ormai mi sto abituando bene alla Cittá ed ho superato le paranoie dei primi giorni.
Per il resto cosa raccontarvi....Il mio addestramento continua ed io sono molto entusiasta sia della mia orrganizzazione PBI sia per il fatto che domani, finalmente dalla teoria cominceró a fare un poco di pratica. Andró, infatti, in mattinata a conoscere i vari responsabili delle ONG colombiane che difendono i diritti umani che PBI accompagna, mentre, nel pomeriggio saremo in un quartire problematico di Bogotá che si chiama Ciudad Bolivar, dove faremo accompagnamento a una Organizzazione Femminile che distribuisce alimenti alla popolazione e si impegna ad istruire le donne su norme igenicho-sanitarie, contraccettive, ecc... ma nel fare questo denuncia anche la militarizzazione del quartiere, gli stupri e le numerose violenze che coinvolgono principalmente i giovani (800 omicidi l'anno).
Sono d'avvero molto emozionato per la giornata che mi attende e per le persone che avró l'onore di incontrare; comunque, qui ci divertiamo anche molto, usciamo la sera e giá solo vedere i volti cosí particolari e diversi dalla nostra quotidianitá é molto affascinante.
Vi saluto con affetto
Dino
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Con queste parole è stato commentato da un sacerdote iracheno il rapimento del vescovo siro-cattolico di Mosul avvenuto oggi, 17 gennaio 2005.
A distanza di 10 giorni dal rapimento lampo di due monaci caldei a Baghdad un episodio analogo, commentato dal portavoce vaticano come “atto di terrorismo” ha colpito la città di Mosul.
Monsignor Basel George Casmoussa, 67 anni, nativo del villaggio di Qaraqosh, nel nord dell’Iraq, è stato rapito mentre era in visita ad una famiglia di fedeli, e, costretto da alcuni uomini armati ad entrare nel portabagagli di un auto, è stato poi portato via.
Sarà difficile ora per la gerarchia ecclesiastica irachena affermare che questo rapimento può iscriversi nel novero degli episodi di criminalità che colpiscono tutti i giorni il paese. Questa è stata la linea seguita, ad esempio, dal Patriarca caldeo, Mar Emmanuel III Delly, che in occasione del rapimento dei due monaci aveva dichiarato ad Asia News che essi erano stati rapiti non per la loro fede, ma per il fatto stesso di essere iracheni, come avviene ogni giorno anche per i musulmani.
Che l’industria dei rapimenti abbia come vittime tutti gli iracheni, a dispetto della loro fede, è vero, ma questo rapimento è diverso. Nel caso dei due monaci, trattenuti per un solo giorno, il riscatto era stato pagato dal furto dell’autobus del monastero, nel caso di Monsignor Casmoussa, per adesso non si conoscono i termini dell’eventuale riscatto, ma una cosa è certa, hanno rapito lui, e non per portargli via la macchina. Un altro particolare inquietante è che visto che il vescovo è stato rapito mentre faceva visita da una famiglia ciò vuol dire che era stato seguito, ed una tale ipotesi implica una premeditazione che va al di la dello schema usuale del rapimento lampo finalizzato ad un riscatto veloce anche se modesto.
I cristiani sono quindi sempre più nel mirino, e sarà sempre più difficile per loro cercare di sopravvivere in un paese che man mano che si avvicinano le elezioni del 30 gennaio si dimostra sempre più ostile ad ogni tentativo di normalizzazione.
Chiesa Siro Cattolica
La chiesa Siro Cattolica nacque nel 1662 per la scissione dalla chiesa siro ortodossa, ed è oggi diffusa in Medio Oriente e nella diaspora. La sede patriarcale è a Beirut ed il Patriarca, Sua Beatitudine Mar Ignace Pierre VIII Abdel Ahad, ha il titolo di Patriarca di Antiochia dei Siri. In Iraq le diocesi siro cattoliche sono due, a Baghdad ed a Mosul, e secondo alcune stime il numero dei fedeli nel paese è di 50.000 unità. Il rito di questa chiesa orientale è quello antiocheno, formatosi cioè all’interno del patriarcato di Antiochia, che si diffuse nei territori oggi della Palestina, della Siria e dell’Iraq settentrionale.
Attualmente praticata dalle chiese siro-cattoliche, siro-ortodossa e maronita, la liturgia antiochena è celebrata in siriaco ed in arabo.