Alla cortese attenzione di Francesco Locascio e bollettino MIR,
In preparazione del Live 8 di domani e del G8 che inizia in Scozia, desidero ricordare l’incontro di SDEBITARSI (www.sdebitarsi.org ) di venerdi 24 giugno che ha denunciato che “l'accordo annunciato dal g7 finanziario cancella solo il 10 % del debito che continua a soffocare le speranze e la vita dei popoli schiacciati dalla povertà”. Alla conferenza stampa sono intervenuti Raffaella Chiodo, portavoce di Sdebitarsi, Antonio Tricarico di CRBM, il Senatore Francesco Martone, gli Eurodeputati Luisa Morgantini e Vittorio Agnoletto e rappresentanti della comunità nigeriana a Roma. Allego il resoconto dell’incontro di Sabina Moranti (che ieri ha presentato il romanzo “Petrolio in Paradiso – Ed. Ponte delle Grazie, sul debito ecologico e la storia della resistenza dei popoli indigeni di Sarayacu contro lo sfruttamento petrolifero in Ecuador), scritto su LIBERAZIONE. Come Osservatorio SELVAS (www.selvas.org ) abbiamo aderito all’appello promosso da Sdebitarsi e abbiamo diffuso il documento della rete mondiale GIUBILEO SUD – Jubilee South (www.jubileesouth.org ), insieme ad un messaggio appositamente scritto dalla coordinatrice internazionale Lidy Nacpil. Ricordo che ad Edimburgo sono presenti Antonio Tricarico e Luca Manes della Campagna per la riforma della Banca Mondiale per gli aggiornamenti G8 (www.crbm.org ). Saluti di pace Cristiano Morsolin – Osservatorio SELVAS 1.7.2005 ____
La rete latinoamericana GIUBILEO SUD reitera ai G8 l’esigenza dell’annullazione totale e incondizionata del debito reclamato al Sud del Mondo
Cristiano Morsolin*
In Italia i nostri mass-media (e anche quelli europei) hanno enfatizzato a caratteri cubitali che i ministri delle finanze dei paesi dei G8 hanno cancellato i debiti di 18 paesi poveri, durante la riunione dello scorso weekend a Londra. La realtà che non esce dalle pagine patinate è ben diversa, stridente e contraddittoria: si tratta di 50 mila milioni di dollari sono stati effettivamente cancellati, rispetto ai 2,4 bilioni di dollari reclamati dall’insieme dei paesi del Sud del Mondo; una infima parte del debito totale solo dei paesi africani, giunto oggi a ben 300 mila milioni di dollari. La rete internazionale GIUBILEO SUD, capitolo latinoamericano, e altre organizzazioni espressione della società civile internazionale impegnata per la cancellazione del debito, sia del Sud che del Nord, hanno denunciato questa ennesima ipocrisia.
La rete latinoamericana di JUBILEO SUD (www.jubileesouth.org/sp ) sottolinea che “i ministri delle finanze dei paesi del G8 hanno annunciato sabato scorso una nuova proposta per avanzare verso la cancellazione di una parte del debito multilaterale reclamato a 18 paesi del Sud del Mondo. Mentre alcuni dei G8 celebrano l’annuncio considerandolo un passo “storico” che renderebbe possibile “un nuovo inizio” nelle relazioni tra i paesi arricchiti e i paesi impoveriti, altri ministri hanno ammesso che l’accordo è legato alla necessità delle stesse istituzioni finanziarie internazionali (IFIs) di salvare la loro credibilità e di poter iniziare un nuovo ciclo di indebitamento. L’annuncio di sabato suggerisce l’eventuale cancellazione del debito per un valore stimato tra i 40 e 55 mila milioni di dollari, sempre e quando l’accordo sia approvato dalle istituzioni finanziarie e che i paesi coinvolti compiano con le condizioni esigite e che i governi dei G8 mantengano le promesse di apportare nuove risorse che saranno utilizzate per compensare le stesse istituzioni finanziarie internazionali (IFIs). Tutto ciò rappresenta una infima parte del debito totale solo dei paesi africani, giunto oggi a ben 300 mila milioni di dollari. A partire dalla prospettiva della rete latinoamericana GIUBILEO SUD, reiteriamo l’esigenza che qualsiasi cancellazione del debito deve essere incondizionata e deve prendere in considerazione l’ampiamente fondamentata illegittimità dei reclami del debito nei confronti dei paesi del sud del mondo. Noi popoli e paesi del Sud siamo creditori – più che debitori, di un’enorme debito sociale, storico ed ecologico. Per questo motivo, non solo si deve rifiutare qualsiasi pretesa da parte delle istituzioni finanziarie internazionali e dei governi “debitori” del Nord di cambiare qualcosa affinché, alla fine, non cambi nulla, ma, invece, dobbiamo esigere al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale, alla Banca Interamericana dello Sviluppo BID e alle altre banche regionali, che realizzino una AUDITORIA per determinare davvero quanto hanno fatto pagare di troppo… In questo senso, l’annuncio dei G8 rappresenta un riconoscimento tardivo che, dopo vari anni di promesse, poco o niente è quello che effettivamente si è fatto per riconoscere l’illegittimità del debito globale e per procedere alla sua cancellazione. Concretamente solo 54 mila milioni di dollari, rispetto ai 2,4 bilioni di dollari reclamati dall’insieme dei paesi chiamati “in via di sviluppo”, sono stati effettivamente cancellati. Tutto questo è avvenuto solo dopo che i paesi coinvolti hanno certificato il compimento di tutte le condizioni riassunte da quel largamente screditato “Consenso di Washington”, tra cui i programmi di aggiustamento strutturale, la riduzione dello stato, privatizzazioni e liberalizzazione commerciale”.
Beverly Keene, coordinatrice della rete JUBILEO SUD, dalla segreteria di Bueno Aires evidenzia “il caso esemplare della Bolivia dove la cancellazione del suo debito avrebbe oggi un impatto minimo comparandolo con le perdite miliardarie e l’incidenza socio-politica che si continua ad applicare sulle politiche di privatizzazione dell’acqua, del acqua e di altri beni naturali imposte negli ultimi anni come condizioni previe. Altri paesi che affrontano gravi crisi umanitarie, come per esempio HAITI, non solo continuano ad essere esclusi da queste proposte, ma addirittura le Istituzioni Finanziarie Internazionali IFIs continuano ad esigere pesanti pagamenti ingiusti. Il governo haitiano a gennaio di quest’anno ha pagato ben 53 milioni di dollari in interressi pagati in ritardo, con lo scopo di raggiungere un nuovo prestito da parte delle stesse banche per un ammontare della stessa cifra per preparare la privatizzazione del sistema nazionale di telecomunicazioni”.
Smascherata l’ipocrisia?
I governi del Nord del mondo devono cancellare del tutto il debito dei paesi del Sud, iniziando da quelli più poveri ed attualmente attanagliati da gravi crisi sociali ed economiche. La rimessione del debito dovrà essere senza condizioni ed avvenire in modo che i paesi in via di sviluppo possano avere a disposizione più fondi per il benessere sociale dei loro cittadini, mentre i governi creditori si devono impegnare a riconoscere le loro corresponsabilità per quel che concerne i debiti odiosi (contratti da paesi sotto dittatura o non democratici). Queste le richieste della società civile internazionale per la cancellazione del debito presentate dal South/North Civil Society Debt Group (composto da Jubilee South, INFID (Indonesia), Green Movement of Sri Lanka, Afrodad, Eurodad (www.eurodad.org ), Diakonia, (Sweden), Christian Aid, (UK), Social Watch, Uruguay, Kairos Canada, 50 Years is Enough (USA), Action Aid USA), cui partecipano CRBM e Mani Tese come parte della Campagna Sdebitarsi (www.sdebitarsi.org ), in occasione del G7 dei ministri delle Finanze, che si è tenuto a Londra lo scorso weekend. Esaminando i dati forniti di recente dall’OCSE, si evince come l’attuale situazione del debito non sia più sostenibile. Fino adesso per i 61 paesi più poveri del pianeta sono stati cancellati solo 54 miliardi di dollari, a fronte dei 600 miliardi ancora dovuti. “Altro che cancellazione al cento per cento”, ha dichiarato Antonio Tricarico, coordinatore della Campagna per la riforma della Banca mondiale (www.crbm.org ). “Il massimo che le proposte sul tavolo dei negoziati oggi esprimono è una cancellazione al ‘G8%’: ovvero nei prossimi anni si cerca di cancellare il debito dovuto solamente a due istituzioni internazionali, e per quel che riguarda al massimo il 30 per cento dei paesi poveri. Il tutto richiedendo come pre-condizione le solite ricette fallimentari di aggiustamento strutturale” ha continuato Tricarico. “Di fatto si cancellerebbero solo 7,7 miliardi di dollari in più di debito, non necessariamente con nuovi finanziamenti erogati dai governi. I nostri partner nel Sud del mondo ci ricordano che i numeri di chi continua a morire a causa del dramma del debito sono una realtà che l’aritmetica fasulla del G8 continua ad ignorare. E’ giunto il momento di smascherare l’ipocrisia e di parlare di vera cancellazione al cento per cento, utilizzando i 45 miliardi di riserve auree del Fondo monetario internazionale” ha concluso Tricarico.
Cristiano Morsolin, educatore ed operatore di reti internazionali. Dal 2001 lavora in America Latina e attualmente collabora con la rete internazionale JUBILEO SUR – Giubileo Sud. Co-fondatore dell’Osservatore Indipendente sulla regione Andina SELVAS. 13.6.2005
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«Cancellate il debito... davvero»
Immigrati nigeriani, campagne e associazioni per la cancellazione presentano a Roma le loro proposte in vista del G8 del 6-8 luglio in Scozia e chiedono al governo di applicare la legge italiana Sabina Morandi«Dopo la guerra l'Europa ha avuto il suo piano Marshal. Noi chiediamo soltanto di cancellare i debiti odiosi di una dittatura efferata, per riuscire a ricostruire il paese dopo quella che stata una guerra civile a tutti gli effetti. Avete paura dell'invasione degli immigrati? E allora dateci la possibilità di sviluppare la nostra economia». E' la prima volta che un'associazione di immigrati partecipa a una campagna per la cancellazione del debito del proprio paese, un paese, la Nigeria, escluso dalla lista dei "meritevoli" perché pieno di giacimenti petroliferi anche se è di gran lunga il paese più indebitato del continente (36 miliardi di dollari) e ogni cittadino paga 12 dollari a testa soltanto per gli interessi. E' infatti Ifeanyi Nwamba, dell'Associazione dei nigeriani in Italia, ad aprire la conferenza stampa organizzata da Sdebitarsi insieme al Gruppo Interparlamentare sul debito, un incontro volto a fissare le coordinate di quanto verrà discusso al summit G8 la prossima settimana, e a precisare una serie di informazioni utili per difendersi dalla valanga di propaganda buonista che si rovescerà su lettori e telespettatori. Il movimento che da anni si batte contro il debito scalda i motori, e sono già cominciati gli incontri informali con i cosiddetti sherpa, come vengono chiamati i tecnici inviati dai singoli paesi a trattare al tavolo dei potenti per conto dei propri governi. «Nell'incontro che si è svolto ieri a Palazzo Chigi» racconta Raffaela Chiodo, coordinatrice di Sdebitarsi «abbiamo chiesto di darci conto del mancato impegno dell'Italia in questo settore, pur avendo il nostro paese una legge, la 209, fortemente innovativa rispetto alle proposte attualmente in circolazione». Ma rispetto alla legge il governo italiano sta attuando una vera e propria marcia indietro: non solo ha cancellato appena la metà dei debiti bilaterali con i paesi più poveri, che la legge s'impegnava a ridurre a zero, ma si è guardato bene dal giocare un ruolo attivo nelle sedi istituzionali, come le Nazioni unite, il Fondo monetario e la Banca mondiale. «Lungi dall'essere quel campione di umanitarismo che viene dipinto dai media» continua Raffaella Chiodo «sembrerebbe che l'Italia ha utilizzato la questione del debito per ridurre gli aiuti allo sviluppo visto che ogni cancellazione viene semplicemente detratta da quel misero 0,15 per cento di aiuti che ci mette all'ultimo posto fra i paesi donatori». Inutile dire che anche il fondo per la lotta all'Aids - ricordate? Era il fiore all'occhiello di Berlusconi durante il G8 di Genova - si è trasformato in una barzelletta. I 100 milioni di euro di stanziamenti annunciati per il 2005, ad esempio, cui dovrebbero aggiungersi altri 80 milioni entro la fine dell'anno «non sono nella finanziaria, quindi, sostanzialmente, non esistono» denuncia Vittorio Agnoletto «La realtà è ben diversa: il nostro paese è stato ufficialmente richiamato con una mozione del parlamento europeo perché non ha ancora versato i cento milioni che doveva dare entro il 30 settembre. E mentre l'epidemia avanza e l'associazione dell'Aids con altre malattie dei poveri come la tubercolosi alimenta i fenomeni di resistenza ai farmaci, l'agenda liberista prosegue implacabile con il suo calendario. Basti pensare che il parlamento indiano, su imposizione del Wto, ha dovuto bloccare la produzione dei generici: una cosa gravissima se si pensa che sono proprio le aziende indiane a consentire la cura di almeno metà dei sieropositivi che risiedono nei paesi poveri». Prima di stracciarci le vesti sulla figura della solita italietta, basta dare un'occhiata alla disinvolta strategia mediatica di Blair che, appena due settimane fa, annunciava un «accordo storico» forse «più importante di Yalta», salvo poi precisare che l'accordo non è stato ancora firmato e che, molto probabilmente, si arenerà nei veti incrociati. Aspettiamoci quindi un altro annuncio in grande stile - magari a braccetto con Bob Geldof - subito seguito dallo spettacolo dei governanti europei freneticamente impegnati a passarsi il cerino incandescente per non fare la figura degli uccelli del malaugurio. Ma il vero scandalo non sta tanto nelle mancate cancellazioni - o riduzioni o sconti che dir si voglia - né nel fatto che il "nuovo piano" ricalca il vecchio piano del Fondo monetario e della Banca Mondiale per i paesi poveri pesantemente indebitati (noto sotto la sigla Hipc) che, dopo dieci anni di discussioni non ha avuto ancora alcun effetto. E' scandalosa l'idea di vincolare la "storica" concessione all'accettazione delle stesse condizioni capestro che proprio quel debito hanno contribuito a creare: privatizzazioni, libera circolazione di capitali e le pratiche di buon governo, monitorate dalle virtuose burocrazie occidentali. La classica volpe messa a guardia del pollaio? Mentre Francesco Martone, senatore indipendente del Prc, sottolinea la totale mancanza di trasparenza dei negoziati sul debito, da cui sono esclusi perfino i parlamentari nazionali ed europei, Antonio Tricarico, della Campagna per la riforma della Banca Mondiale si limita a citare «il memorandum interno della Halliburton, compagnia petrolifera del vice-presidente statunitense, pubblicato dal Financial Times, con tutti i dettagli della strategia volta a nascondere l'esistenza di processi in corso sullo scandalo delle tangenti legate alla costruzione dell'enorme impianto estrattivo di Bonny Island, in Nigeria. Una strategia efficace che ha evitato, ad esempio, di fare arrivare alla stampa internazionale la notizia che il parlamento nigeriano vuole ritirare le concessioni al consorzio di industrie petrolifere coinvolte nei processi. Sono queste le autorità morali che debbono dare lezioni di buon governo?». Non ci venissero insomma a dare lezioni di etica né, tantomeno, a dire che non ci sono fondi o che le regole del Club di Parigi, che rappresenta i paesi creditori, non consentono di accelerare i tempi o di cancellare il debito ai produttori di petrolio. «Le regole del Club di Parigi» continua Tricarico «sono state disintegrate dalla gestione statunitense del debito iracheno. Si può fare di tutto? E allora facciamolo». Per quanto astruso e complesso, il tema del debito è sentito dalla maggior parte dell'opinione pubblica internazionale. Ma allora perché non si riesce a concretizzare? La colpa, secondo Luisa Morgantini, è la strumentale separazione fra le questioni relative al debito e quelle relative al commercio internazionale, una separazione che «all'interno del parlamento europeo, provoca spesso dei conflitti fra le commissioni che si occupano di sviluppo e quelle che prendono decisioni sul commercio. Basti guardare l'elenco dei parlamentari che hanno sottoscritto l'iniziativa Make Poverty History: sono gli stessi che perseguono attivamente le politiche commerciali più inique». Ecco perché queste iniziative, per quanto condivise da una parte consistente del movimento contro il debito, rischiano di essere controproducenti, come segnalava Monbiot da queste pagine. Non tanto, e non solo, perché legittimano il G8 come alternativa accettabile alle Nazioni Unite - e su questo piano, durante la "presidenza statunitense" al semestre europeo se ne vedranno delle belle - quanto perché rafforza la separazione artificiale fra "carità" e politica economica, all'insegna del vecchio principio del potere d'ogni tempo: che non sappia la destra ciò che fa la sinistra. LIBERAZIONE, 25.6.2005--
Dear Cristiano,Below and attached is the solidarity message from Lidy Nacpil. Regards,Liza Clavecilla- Asia/Pacific Staff ______________________________
SOLIDARITY MESSAGE TO SDEBITARSIJune 24, 2005 Jubilee South, a network of debt campaigns, movements and people’s organization from Africa, Latin America and the Caribbean and Asia and the Pacific, expresses its support and solidarity to our sisters and brothers in SDEBITARSI who are holding a protest action against the G8 Debt Proposal in front of the Italian Parliament on 24 June 2005. We gain strength and inspiration from standing united in opposing the G8’s brand of debt cancellation, which remains clearly tied to compliance with conditionalities. These are the same conditionalities that have allowed the domination of the South by international financial institutions and North governments, opened peoples and resources to plunder and exacerbated poverty and deprivation. The G8’s proposal simply reaffirms the drive to push poverty-inducing and debt-creating policies in the South. Jubilee South stands firm in its position that no less than the unconditional cancellation of all debts claimed from all South countries will liberate the peoples of the South from debt domination. Together, let us put forward the calls of Jubilee South to step up the pressure and demand that leaders of the world’s richest and most powerful nations take immediate and decisive steps towards: o The unconditional cancellation of all debts claimed from all South countries;o The end to the imposition of policies on the South using loans, aid, debt relief and debt cancellation programs, other economic leverages, political pressure, military aggressiono Restitution and reparations for slavery and colonization, the plunder of our wealth and natural resources, exploitation of our labor, the human, social and ecological destruction in the South caused by their economic activities, military operations and wars. In Solidarity, LIDY B. NACPIL
Rete Italiana di Solidarietà con le Comunità di Pace Colombiane
Carissimi tutti, da domani sarò in ferie fino al 10 luglio, tornerò in ufficio lunedì 11 luglio. In allegato vi invio le ultime notizie da San José e la lettera che il Vicepresidente Santos ha inviato al Sindaco di narni in risposta alle ultime sollecitazioni che abbiamo mandato come Rete di Solidarietà.
A settembre a San Josesito ci sarà un incontro internazionale ( vedete allegato) al quale la Comunità di San José ci ha invitato a partecipare. Certamente noi saremo impegnati conl'Assemblea ONu dei Popoli, Marcia per la Pace, 3 Forum Colombia Vive!, però parlando conl'Assessore alla Cultura del Comune di Narni e conil Presidente del ConsiglioProvinciale di Terni, ci è venuto in mente che forse potremmo cercare, come Rete - con il contributo di tutti, comprare un biglietto A/R per Bogotà e fino a San José e chiedere a Luigi Cojazzi ( ex PBI in servizio proprio a Sann José) di andare a nome della Rete. Potrebbe essere una idea in modo da essere presenti. E' solo una proposta che mi è venuta a caldo perché penso sia molto importanti essere presenti a questo incontro. Bene inteso che ancora non hodetto nulla a Luigi e che lo legge in questo momento insieme a tutti voi. pensiamoci un po' e magari quando torno, troverò i vostri suggerimenti.
Per quanto riguarda Assemblea ONU dei Popoli e Forum Colombia Vive, il Comune id Narni si è impeganto ad invitare un rappresentante della Comuntà di Pace di San José, il Comune di Roma sta vedendo la possibilità di invitare o Gloria Cuartas o Diego Perez, la stessa cosa si è impegnato a fare il Presidente della Provincia di Terni. Mi permetto di suggerire agli Enbti Locali che già hanno avuto modo di conoscere i rappresentanti del Cacarica e del jiguamiandò di organizzarsi perpoter inviatre un rappresnetate di queste comunità con le quali magari tenatre di stabilire un rapporto più continuativo e forte.
Ricordo a tutti che dal 14 al 21 luglio Gildardo Tuberquia, lider della Comunità di Pace di San José de Apartadò, sarà a Roma/ Narni , se avete piacere di incontrarlo possiamo sentirci e vedere come poter fare.
contributo organizzativo in vista della prossima assemblea mir
Procedendo in maniera schematica:
penso che nella prossima scadenza siamo chiamati a prendere atto dello stato del movimento, per prendere idonei correttivi atti a rendere più funzionale la nostra attività;
in primo luogo mi sento di confermare stima per l'impegno ed il lavoro della Presidenza e per il lavoro di coordinamento, puntuale verbalizzazione e disponibilità mostrato da Ilaria Ciliaci in seno alla segreteria, incarichi che penso vadano senz'altro confermati;
parimenti valuto positivamente incremento dell'impiego di strumenti telematici per permettere un migliore scambio di informazioni in seno agli organismi eletti e tra le diverse sedi, l'inserimento delle sedi nella lista di segreteria e il maggiore impiego della lista mir-riconciliazione da parte di più persone ne è testimonianza;
altrettanto utile si è rivelata la scelta di far coincidere appuntamenti di segreteria e consiglio nazionale, permettendo a chi volesse di rendersi partecipe delle decisioni da assumere;
sempre in tale direzione, ha dato i suoi frutti la semplificazione della struttura del consiglio nazionale, facendolo coincidere con la rappresentanza delle diverse sedi. Cui penso possano essere associati incarichi relativi alle diverse attività nelle quali si siano di fatto specializzate ( per es. Formazione TO, decennio PD, salute BS, caschi bianchi FI, Colombia RM, lilliput e legalità PA).
in tale situazione forse si pone l'opportunità di semplificare la segreteria nazionale , in passato si è scelto il suo allargamento per rispondere meglio a criteri di partecipazione, decentramento, migliore intelligenza delle esigenze delle diverse sedi. Attualmente i punti di cui sopra consentono ampiamente di soddisfare tali esigenze per cui ritengo che si renda oggi possibile avvalersi di un/una singolo segretario/a.
Se lo si ritenesse opportuno l'esigenza di una più efficace rappresentanza territoriale forse può trovare piuttosto una migliore rappresentanza in una distribuzione territoriale degli incarichi di presidenza individuando eventualmente vicepresidenze a nord-est a Padova ed a sud in Sicilia.
Un ulteriore plauso va dato alla disponibilità di Candelari nel rendersi nuovamente protagonista dei rapporti internazionali con l'ifor, integrando la preziosa opera di traduzione ed informazione fornita da M.A. Malleo (ancor più preziosa perché fornita non ostante la sua ridotta disponibilità di tempo causa i suoi svariati impegni). Penso in particolare all'appuntamento europeo dell'Ifor a Firenze, che probabilmente potrebbe essere utile far coincidere con una nostra convocazione di consiglio nazionale al fine di promuovere un maggiore coinvolgimento dell sedi;
Cari Amici, Care Amiche,
di seguito vi inviamo il testo definitivo dell’appello per la Quarta
Giornata ecumenica dialogo cristianoislamico del 28 ottobre 2005 con
le adesioni delle riviste aggiornate ad oggi. Esso è anche
disponibile sul sito www.ildialogo.org insieme alla locandina e ad un
numero speciale de Il Dialogo in formato PDF contenente alcuni
documenti utili per la discussione in preparazione della giornata. I
materiali sono liberamente scaricabili e riproducibili. Non li
alleghiamo alla presente email perché alcuni sistemi di posta
elettronica eliminano le email contenenti allegati. Seguiremo perciò
anche noi questa regola rinviando al sito per tutto il materiale
scaricabile.
Lo slogan scelto per la giornata è “Vincere la paura per costruire
la pace”. Nel numero speciale oltre ad un editoriale, abbiamo
riportato la relazione conclusiva di Brunetto Salvarani ai Cantieri
del Dialogo di Verona, il documento letto a Greccio in occasione di
un incontro di dialogo interreligioso promosso dal "Forum
Internazionale Civiltà dell'Amore" che aderisce al nostro appello,
l’ultimo comunicato stampa della scorsa edizione insieme ad un elenco
dei firmatari delle passate edizioni.
Scopo dei materiali è quello di essere utilizzati nel corso degli
incontri estivi per approfondire la problematica e per raccogliere
adesioni ed organizzare iniziative. A settembre, poi, lanceremo un
primo comunicato stampa seguendo lo schema che abbiamo già
sperimentato gli scorsi anni. Invitiamo chi vuole aderire a
diffondere ulteriormente l’appello ed i successivi comunicati stampa
a tutti i propri contatti.
Augurandoci che anche quest’anno possa esserci attenzione e
mobilitazione dal basso su tale questione, porgiamo a voi tutti/e i
più cordiali auguri di
Shalom-salaam-pace
Il comitato organizzatore
Sito: http://www.ildialogo.org
----------------------------- Testo dell’Appello ---------------------
-----------
Appello ecumenico per la quarta giornata del dialogo
cristianoislamico del 28 ottobre 2005
«Chi ama Dio non ha nessuna religione, a meno dello stesso Dio». Così
si esprimeva il grande Rumi, mistico dell’islam del tredicesimo
secolo. Parole altrettanto forti ritroviamo nel Vangelo di Giovanni
nel dialogo fra Gesù e la samaritana quando le diceva: «Credimi,
donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in
Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete,
noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai
Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali
adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in
spirito e verità».
E oggi più che mai è importante riandare a queste radici profonde dei
cristiani e dei musulmani per ridare slancio al dialogo fra credenti
nell’unico Dio ma di tradizioni diverse, per affermare con la vita in
comune il principio dell’unità nella diversità. Unità dell’umanità
nel suo essere immagine di Dio; diversità che si manifesta nella
diversità di culture, di lingue, di modi diversi di vivere il proprio
rapporto con il mistero di Dio di cui nessuno può dichiararsi padrone
e di cui appena possiamo balbettare qualcosa.
Non si tratta di rinunciare alla propria fede ma di viverla in
relazione a quella degli altri, mettendo l’accento sulla nostra
comune umanità, sul nostro essere tutti figli e figlie di Dio che ha
dato a tutta l’umanità il comandamento dell’amore: non fare agli
altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
E sono queste le idee di fondo che anche quest’anno ci spingono a
riproporre per la quarta volta consecutiva la celebrazione di una
giornata di dialogo fra cristiani e musulmani. Come negli altri anni
indichiamo l’ultimo venerdì del prossimo ramadam che cadrà il 28
ottobre 2005.
Dalla scorsa edizione molte sono state le iniziative di dialogo fra
le religioni che si sono svolte. Le iniziative di dialogo
cristinoislamico sono proseguite a Torino, Bologna, Firenze, Verona,
Greccio, Roma, Napoli. La fiammella del dialogo non si è mai spenta
nonostante i venti impetuosi di scontro fra le religioni che ancora
soffiano con forza per produrre nuove guerre, nuovi lutti e disastri
per tutta l’umanità.
Come negli altri anni questa iniziativa è affidata unicamente alla
volontà dei singoli che dal basso si mettano in movimento per cercare
altri credenti di altre fedi con cui parlare e dichiarare al mondo la
propria volontà di pace.
Come negli altri anni non abbiamo grandi mezzi ed anzi non li
vogliamo. Vogliamo contare solo ed esclusivamente sulle debolezze di
ognuno che quando si unisce alle debolezze degli altri è capace di
produrre grandi cambiamenti.
Vi invitiamo perciò a riproporre la tematica del dialogo
cristianoislamico in tutti i luoghi dove vivete la vostra vita
religiosa, in tutti i convegni a cui parteciperete, in tutte le
associazioni che in qualche modo hanno a che fare con l’immigrazione.
Si tratta di un argomento vitale da cui dipende la nostra stessa
sopravvivenza.
Anche quest’anno contiamo sull’appoggio di una serie di riviste, che
di seguito riportiamo. Ci auguriamo che altre se ne possano
aggiungere alla lista e che tutte riescano a riscoprire la forza del
proprio essere “piccole ma buone”.
Ci auguriamo che le comunità musulmane ed i singoli credenti
rispondano anche quest’anno con lo stesso slancio degli scorsi anni.
Entrambi, cristiani e musulmani, stiamo vivendo un attacco forsennato
alle nostre comuni radici abramitiche da parte di chi è portatore di
valori quali lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la corsa sfrenata
agli armamenti, la mercificazione della persona umana, l’affamamento
di miliardi di esseri umani mentre migliaia di miliardi di dollari
vengono ogni anno spesi per armamenti che possono distruggere il
mondo molte volte.
Occorre una inversione di tendenza che parta dal cuore degli uomini e
delle donne di buona volontà, qualsiasi sia la religione a cui
appartengono. Ci auguriamo che anche quest’anno questo momento di
dialogo fra cristiani e musulmani possa essere foriero di un più
vasto dialogo interreligioso.
Con un fraterno augurio di
Shalom – Salaam-Pace
Il Comitato Organizzatore
Sottoscrivono e promuovono l’appello le seguenti riviste e
associazioni
ADISTA
Via Acciaioli n.7 - 00186 Roma
Telefono +39 06 686.86.92 +39 06 688.019.24; Fax +39 06 686.58.98
E-mail info@...http://www.adista.it
Confronti, Roma, 06 4820503; 06 48903241; fax 06 4827901;
redazione@...http://www.confronti.net/
CEM - Mondialità, Via Piamarta 9 - Brescia 25121; tel 030-3772780;
fax 030-3772781 ;
e - mail: cemmondialita@...http://www.saveriani.bs.it/cem
"Forum Internazionale Civiltà dell'Amore"
Via Roma, 36
02100 RIETI
Tel. 0746. 750127 fax: 0746. 751776
Email: forum@...
il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino, Via Nazionale, 51
83024 Monteforte Irpino (Avellino)
tel. 3337043384
Sito: http://www.ildialogo.org/
Email: redazione@...
La nonviolenza è in cammino
Foglio quotidiano del Centro di ricerca per la pace di Viterbo,
Direttore responsabile: Peppe Sini.Redazione: strada S. Barbara 9/E,
01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@...
Missione Oggi
Via Piamarta 9 - Brescia 25121
tel 030-3772780 ; fax 030-3772781
e - mail: missioneoggi@...http://www.saveriani.bs.it/Missioneoggi
Mosaico di Pace, Via Petronelli n.6
70052 Bisceglie (Bari), tel. 080/3953507
fax: 080/3953450, email: info@..., Sito:
http://www.mosaicodipace.it
Notam, Lettera agli Amici del Gruppo del Gallo di Milano
Corrispondenza: Giorgio Chiaffarino - Via Alciati, 11 - 20146 MILANO
e-mail: notam@... -
web: www.ildialogo.org/notam
QOL, una voce per il dialogo tra le religioni e le culture, Piazza
Unità d’Italia 8
42017 NOVELLARA (RE),
tel.0522-654251; fax 059-650073;
E Mail: torrazzo@...http://www.qolrivista.it
Tempi di Fraternità, Torino , c/o Centro Studi "Domenico Sereno
Regis" - Via Garibaldi 13,10122 Torino - tel. 0141- 218291 ; 011 -
9573272 ; fax 02700519846, http://www.tempidifraternita.it/tempidifraternita@...
Volontari per lo Sviluppo
Corso Chieri, 121/6, 10132 - Torino
Tel. : 0118993823; Fax : 0118994700
redazione@...http://www.volontariperlosviluppo.it/
Per l’elenco completo dei firmatari dell’Appello, per tutti i
materiali ad esso relativi e per le iniziative in corso si può
visitare il sito:
http://www.ildialogo.org/
Email:
redazione@...
This e-list is an information service from IFOR's Women Peacemakers Program (WPP). For more information about WPP and the e-service, please see the bottom of this email.
1. IFOR Summer Camp: Integrity of the Creation - Practicing Environmental Protection, 31 July - 15 August, GERMANY
2. Summer Camp: International Work Camp for the Rehabilitation of Water Supply, 15 - 30 July, ALBANIA
3. Seminar: Measuring the Success of Cultural Diversity Projects, 18 - 24 July, UK
2. Summer Camp: International Work Camp for the Rehabilitation of Water Supply, 15 - 30 July, ALBANIA
Application deadline: 15 July 2005
The aim of the work camp is to provide clean drinking water to the inhabitants of the village of Ibe and to promote volunteering and cross-cultural activities.
Target group: Project managers, Trainers, Young people, Youth leaders, Youth workers from EU member states, EFTA countries/EEA member states, pre-accession countries, all Mediterranean partner countries (Euro-Med), all Commonwealth of Independant States (CIS), all South East Europe, all Latin America, all others.
The international work camp will bring together 10 to 14 youngsters aged 17 and from all European countries. The participants of the work camp will be involved in one-day orientation through which they will learn about the country of Albania and about Albanian culture and language. The participants of the work camp will be involved in working 4 to 5 hours daily and will have to do some cooking, washing, and cleaning as well. The participants of the work camp will be accommodated in tents near to one house in the village in order to meet the basic needs of the participants.
Costs: The organiser will cover the costs of the accommodation, food, programme, local transport, and on-arrival orientation training.
The participants will have to cover their international travel costs, visa costs, health insurance and contribute a fee of 250 EUR.
3. Seminar: Measuring the Success of Cultural Diversity Projects, 18 - 24 July, UK
Application deadline: 30 June 2005
Youth leaders who have carried out a Diversity project in the past will be invited to tell the story of it, and then through the sharing of best practise it is hoped to measure its success.
Target group: Youth leaders, Youth workers from all YOUTH programme countries, pre-accession countries, all Mediterranean partner countries (Euro-Med), all Commonwealth of Independant States (CIS), all South East Europe.
The event is being organised by SALTO Cultural Diversity as part of the UK Presidency of the EU. It will explore different approaches to measuring the success of 'cultural diversity projects' within non-formal learning environments. The aim of this event is to provide 4 days of personal reflections, workshops and discussions which seek to provide an insight into the different methods of creating and leading successful projects (including critical reflection, both the do's and don't's of projects). The programme will use storytelling , theatre, photography, puppets, video and other creative tools in order for the 'success' stories to be shared among the participants through an a creative, inspirational and innovative programme of activities and presentations. We hope that the final report created will be of use in going some way towards describing 'what makes a successful cultural diversity project'.
Costs: Participation fee of 50 EUR. Participants from partner countries should contact the organisers!
Working language: English
Application to: SALTO-YOUTH Cultural Diversity Resource Centre, Poppy Szaybo, 10 SpringGardens GB - London SW1A 2BN,
Queer Shabbaton Amsterdam is an annual weekend for queer Jews and offers a unique forum for discussion and networking. Don't miss out!
Main guestspeaker: Daniel Boyarin (UC of California, Berkeley)
During this weekend in Europe's hottest capital, we will focus on spirituality, arts, politics and creativity. By means of workshops and discussions led by international authorities in various fields, we will interpret the rich and diverse traditions in which our 'identities' are rooted. Through close reading, we will discover and formulate discourses within Jewish tradition and history that enable us to question normalized presumptions about gender, sexuality and identity. How Jewish are these concepts of criticism, change and gender-play? Through these alternative discourses within Jewish tradition, we will also try to formulate a specific queer Jewish consciousness.
This queer Jewish consciousness will be further explored through consciousness raising and creativity: through art and storytelling workshops we will share our stories and (re-)define ourselves and our desires.
Oh, and the Queer Shabbaton Amsterdam is a great way to finally meet nice Jewish grrrzls and boyz from all over Europe, the States and Israel. Entertainment and lots of delicious shabbat food will play a central role this weekend!
This shabbaton will take place from Friday the 5th till Saturday the 6th of August 2005. Amsterdam Gay Pride will take place on Saturday and the shabbaton will offer a great framework to watch or even participate in this event. The Queer Shabbaton will be held in one of Amsterdam's oldest synagogues, the Uilenburg Synagogue. Hospitality housing for the shabbaton will be arranged.
5. Training: Young Environmental Leaders from Central, Eastern and South Eastern Europe, 5 September - 1 October, HUNGARY & ITALY
Application deadline: 15 July 2005
The RegionalEnvironmentalCenter for Central and Eastern Europe (REC) has teamed up with Italian NGO L'Umana Dimora Onlus to add years of practical EU experience to its Training for Young Environmental Leaders programme. The programme provides advanced training in organisational development, project management and environmental topics in a stimulating international atmosphere. Each training session consists of three weeks of theoretical training focused on organisation and project management, and a one-week study tour in Italy. The theoretical training takes place in a multicultural setting at the REC's head office in Szentendre, Hungary, while the study tour focuses on the latest environmental methods in dealing with issues such as preserving protected areas, sustainable agriculture, water resources, waste management and energy efficiency.
Eligibility and funding: The REC invites young environmentalists from different backgrounds throughout Central and Eastern Europe to apply for the programme. Applicants should be between 20 and 30 years old, display a strong commitment to the environment in the CEE region, work at an environmental NGO, possess citizenship from one of the participating countries, and speak and write English well.
For the 2005 and 2006 sessions, the REC invites participants from Albania, Bosnia and Herzegovina, Bulgaria, Croatia, the CzechRepublic, Cyprus, Estonia, Hungary, Latvia, Lithuania, FYR Macedonia, Malta, Poland, Romania, Slovakia, Slovenia, Serbia and Montenegro and Turkey. The REC will cover all costs related to travel, food, training fees and accommodation for participants from the countries listed above.
Selection process: All applications are screened by the REC to identify potential participants. Brief telephone interviews are conducted with selected participants for the final selection. Chosen participants are informed no later than three weeks after the interview.
The world's on-line university for peace and development studies
Announcing Registration for semester starting October 2005
The following is an announcement for the TRANSCEND Peace University (TPU), the world's first ever global peace university for policy makers, practitioners, scholars, students, UN staff and others working in peacebuilding, conflict transformation, post-war reconstruction, rehabilitation and reconciliation, development, human rights, and other related fields.
Please forward this announcement to individuals, organisations, UN agencies and governments which you believe may be interested in participating in the TPU 's October Semester 2005. For more information or to apply on-line, please visit www.transcend.org/tpu.
Please note, the deadline for applications for the October Semester is September 15, 2005.
TRANSCEND PEACEUNIVERSITY (TPU) October Semester 2005
Johan Galtung, the Rector of TPU and one of the founders of peace studies, invites you to join practitioners and students from around the world on-line.
With faculty and Course Directors drawn from amongst the leading scholars and practitioners in their fields internationally, TPU is the world's first truly global,
on-line PeaceUniversity designed for government and NGO practitioners,
policy makers and students at any level working in the fields of peace, conflict transformation, development and global issues. Since 1996 300+ on-site skills institutes have been offered for 6,000+ participants around the world, using the TRANSCEND manual "Conflict Transformation By Peaceful Means," published by the United Nations. There will be certificates; for single courses, diplomas for clusters of courses and eventually BA, MA; and PhD degrees. Participants may combine on-line and on-site courses.
In the 2005 October Semester TPU will offer the following 16 courses:
1. Peaceful Conflict Transformation, Johan Galtung
2. Nonviolence as Political Tool and Philosophy, Jorgen Johansen
3. Peace Journalism, Jake Lynch and Annabel McGoldrick
4. Film and Peace, Paul D. Scott
5. Deep Culture in Conflict, Johan Galtung, Wilfried Graf and Gudrun Kramer
6. Democratization and Development, Paul D. Scott
7. Dialogue, Peace and Development, Katrin Kaeufer and Claus Otto Scharmer
8. Conflict Prevention, Intervention, Reconciliation and Reconstruction, S. P. Udayakumar
9. Peace Futures: Mapping, Anticipating and Deepening Approaches to the Futures of Peace (and War), Sohail Inayatullah
10. PeaceMuseums, Christophe Bouillet
11. Peace Zones, Christophe Barbey
12. Transformacion Pacifica de Conflictos, Sara Rozenblum de Horowitz
13. Peace Business and Economics, Howard Richards
14. Literature and Peace, Marisa Antonaya
15. Art and Peace, Olivier Urbain
New courses:
1. Gender, Social Constructions, Power Relations and Militarism: Integrated Approaches to Gender Empowerment, Gal Harmat
2. Peace Education Catherine Odora-Hoppers, Alicia Cabuezedo, Magnus Haavelsrud
3. UN Global Conflict by Fred Dubee
4. Strategic Nonviolent Power Struggle Yeshua Moser-Puangsuwan
5. Introductory Psychology for Peace Workers, T. Ito and F. Tschudi
6. Introductory Mathematics for Peace Workers, J Galtung and D Fischer
7. Introductory Economics for Peace Workers, J. Galtung, D. Goalstone
Starting Date: October 3, 2005 (or two weeks after the minimum number of students is met for that course)
Ending Date: January 16, 2006
Deadline for Registration: September 15, 2005
Cost per one Course: For EU/Western Europe, North American, Japanese and South-East Asian/Australian, participants 300 Euros. For all others 150 Euros.
7. Festival: II International Student Theatre Art Festival "TEATRALNY KOUFAR - 2005", 26 September - 2 October, BELARUS
Application deadline: 1 July 2005
Motto: "TRADITIONS. QUEST. EXPERIMENT"
Target group: Project managers, Young people, Youth leaders, Youth workers, students of higher educational establishments and representatives of youth and public organisations from all YOUTH programme countries, all Mediterranean partner countries (Euro-Med), all Commonwealth of Independant States (CIS), all South East Europe, all Latin America, all others.
Goals & Objectives of the festival:
To support the international youth festivals' movement as well as to popularise student amateur theatre art;
To introduce students to various activity forms in the realm of theatre art; to give a field for young persons' creative self-actualization, spiritual and cultural intercourse;
To preserve and develop best Belarusian and world theatre traditions, to propagandize classical theatre heritage.
To establish artistic relations, contacts among student theatre groups of Belarus, countries of CIS, Europe and America;
To display best artistic achievements in international student theatre movement;
To mutually enrich and interchange with theatrical, aesthetic ideas in the sphere of student theatre art production, acting technique, stenography.
Costs: Registration fee is 10 EUR, travel expenses and meals should be covered by the participating group. Expenses for accommodation, cultural and entertaining programme, and local transportation during the Festival will be covered by the receiving party.
Working language: English
Application to: Department of Culture Affairs - BelarusianStateUniversity, Organizing Committee, F. Skaryna Ave. 4, Minsk 220050, Belarus,
8. E-group and meeting: Invitation to young women's initiative, July 16, THE NETHERLANDS
At June 4th, a group of young women came together in Amsterdam, the Netherlands to discuss possibilities for more networking and to organize a young women's event at the Women.Inc festival, which will take place September 23-24-25 in Amsterdam.
The festival is organized by "the Cultuurfabriek", we are an independent group that decided to bring together a diverse group of young women. Our first meeting was a success, around 20 young women from very diverse backgrounds came together and brainstormed on themes of interest.
The next meeting will be the 16th of July, at Mama Cash in Amsterdam. You are welcome to come as well and to give your input on the workshops and other activities that we will organize together.
Euros for Peace (in Dutch: 'Euro's voor Vrede') is a national NGO that works to motivate people, companies and governments to spend more means on peace and not on violence. In this way we want to contribute to the development of a worldwide enduring peace.
Read on this site more about our current projects, our organisation and our international contacts. Euros for Peace originated in the '80s as the Dutch War tax resistance movement. In recent years, our activities have expanded with a growing focus on creating awareness in matters of peace and war.
Job Opening: Radio Researcher, the Panos Institute, UK
Closing date: July 04, 2005.
The Panos Institute in London (Panos London) stimulates public debate around key development issues. Our aim is to ensure that the perspectives of the people whose lives are most affected by
development policy, particularly the poor and marginalised, are included within decision-making and that decisions are subject to their scrutiny and debate. We particularly focus on the role of the
media and communication in development - with a special focus on the areas of Globalisation, HIV/AIDS, Conflict, and Environment, and with Gender as integral to all of these.
Job description:
The Radio Researcher at Panos London will be working on the InterWorld Radio project. More than 500 radio stations across the world have joined up to the Interworld Radio network. They receive copyright free radio features and a daily rip-and-read news bulletin through our website and through direct mail outs, support material for broadcasters around the Panos themes, technical support and the opportunity to apply for grants and fellowships. The vast majority of
IWR features are commissioned from local journalists in developing countries and aim to include the perspectives of people often left out of debates.
Cross-sent by: The Association for Women's Rights in Development (AWID), Canada
11. Job Opening: Communications and Training Coordinator, Gender and Justice - Partners of the Americas, MEXICO
Partners seeks Social Communications and Training Coordinator for a Mexico Gender and Justice program with the following profile:
* Advanced degree in law, political science, organizational behavior, social communications, or area related to public relations or marketing preferred. Experience may be substituted for advanced degree.
* Demonstrated experience with social communication, specifically related to gender and justice issues, including domestic violence.
* Accomplished trainer familiar with adult education methodologies.
* Ability to evaluate, coordinate and design training activities.
* Demonstrated experience in completing a monitoring and evaluation process.
* Familiarity with USAID strongly desired.
How to apply:
Please send CV to (lvillegas@...) with ''Gender and Justice Director'' in the subject heading.
Cross-sent by: The Association for Women's Rights in Development (AWID), Canada
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WPP - The Women Peacemakers Program (1997) is a program of the International Fellowship of Reconciliation (IFOR). WPP's objective is to increase the empowerment of women through active non-violence. This is accomplished through an annual international training for non-violence trainers, regional consultations for women in conflict situations, gender and non-violence trainings, workshops on using the media for peace, campaigns such as the annual May 24 International Women's Day for Peace and Disarmament, and through the documentation of women's peace initiatives.
IFOR believes that without peace, development is impossible, and without women, neither peace nor development can take place.
This e-list is an information service from the WPP. If you wish to contribute to the list or disengage from it, please contact: b.hejazi@...
The nature of the e-list is solely informative and thereby the shared information does not necessarily reflect the views of the IFOR/WPP.
Feel free to disseminate information from the WPP e-service but please make sure that you provide the name and preferably web address of WPP.
International Fellowship of Reconciliation Women Peacemakers Program
Spoorstraat 38 1815 BK Alkmaar The Netherlands / Pays-Bas tel +31 (0)72 512 3014 fax +31 (0)72 515 1102 <www.ifor.org> <www.ifor.org/WPP>
http://www.operatoriperlapace.unifi.it/sito/email.php
Caro Marco,
ho visto la tua bibliografia sul sito del MIR e,
giusto perché la bibliografia è sterminata, mi
permetto di aggiungere qualcosa dalla parte del
movimentismo italiano, nell'idea di giungere ad un
panorama comune sui testi di maggiore interesse:
La bibliografia di E. Peyretti, sparsa in mezzo a
libri sui temi della nonviolenza, si trova in fondo al
libro che già tu segnali J.-M. Muller: Il principio
della nonviolenza, Plus, Pisa 2004; ivi si trovano:
A. Drago e M. Soccio (edd.): Per un modello di difesa
nonviolento, Editoria Universitaria, Venezia, 1995
A. Drago (ed.): Peacekeeping e peacebuilding; la
difesa della pace con mezzi civili, Qualvita, Toree
dei Nolfi, 1997
I Quaderni della Difesa Popolare Nonviolenta,
edizioni La Meridiana, Molfetta:
n. 21 A. L'Abate e S. Tartarini (edd.): Volontari in
Medio Oriente, 1993
n. 33 A. L'Abate: Prevenire la guerra nel Kosovo.
Diplomazia non ufficiale, 1997
J.-M- Muller: Vincere la guerra. Principi e metodi
dell'intervento civile, Torino, EGA, 1999.
Ad essi si possono aggiungere i Quaderni DPN:
n. 20 Peace Brigades International: Dossier, 1993
n. 32. M.G. Bonollo: Solidarietà e pace a Sarajevo,
Un'esperienza di diplomazia popolare di "Beati
costruttori di Pace", 1997
i due libri a cura di F. Tullio:
La difesa civile e il progetto Caschi Bianchi, F.
Angeli, Roma, 2000
Le ONG e la trasformazione dei conflitti. Le
operazioni di pace nei conflitti internazionali.
Analisi, esperienze, prospettive., Edizioni Associate,
Roma, 2002
ed infine Ass. Comunità Papa Giov.23°: L'attività dei
volontari civili a protezione delle popolazioni nei
territori di guerra, Atti del Convegno 29/3/03 Rep. S.
Marino.
Cari saluti
Antonino Drago
via Benvenuti 5
Castelmaggiore Calci Pisa 56110
tel. 050 937493
fax 06 233242218
________________________________________________________________________________\
_____________________________________________________________
> Caro Crosetto,
>
> Per quanto riguarda l'ONU ti posso consigliare "Lo
> specchio del mondo. Le
> ragioni della Crisi del mondo" di Paolo Mastrolilli
> Editori Laterza, Bari
> 2005;
> "Contro l'ONU. Il fallimento delle Nazioni Unite e
> la formidabile idea di
> un'alleanza tra le democrazie" di Christian Rocca,
> Edizioni Lindau e
> "La riforma dell'ONU" di Nino Andreatta Edizioni
> Arel - Il Mulino, 2005
>
> P.s. Sono uno studente universitario della Facoltà
> di Scenze Politiche
> "Cesare Alfieri" di Firenze vorrei ricevere la tua
> tesi perché mi occupo di
> ONU da molto tempo. Te ne grato se prendessimo
> contatto per farmi avere la
> tua tesi di laurea.
>
> In attesa di una tua risposta, Ti saluto
> cordialmente.
>
Federico Cencini
fcencini@...
________________________________________________________________________________\
__________________________________________________________
--- Marco Mayer <mayerkos@...> ha scritto:
---------------------------------
Buongiorno,
sono un triennalista di Scienze Storiche
all'Università degli Studi di Milano. Sto per
laurearmi con una tesi dal titolo "L'ONU e le
operazioni di peacekeeping"; ho letto il suo libro
"Intervento umanitario e
missioni di pace" e mi è stato molto utile sia per
saziare alcune mie curiosità, sia per scrivere la
tesina. Il motivo per cui Le scrivo è questo:
vorrei, se possibile e se non Le è di disturbo, avere
maggiori informazioni sulle operazioni di pace e sulla
loro struttura.
Che libri posso leggere?
RingraziandoLa anticipatamente e scusandomi per il
disturbo.
Distinti saluti,
Marco Crosetto
Caro Crosetto,
ecco una prima lista - molto parziale e volutamente
"eclettica" - di alcune possibili letture in italiano
(in inglese la letteratura scientifica in materia è
sterminata).Dal momento che molti studenti ed
operatori mi rivolgono domande analoghe alla sua, ho
pensato di inoltrare questa risposta alle varie
mailing list di cui faccio parte, anche perchè spero
che chi riceve questa email suggerisca a sua volta
libri ed articoli (anche tratti da siti web) per
integrare ed arricchire queste indicazioni
bibliografiche davvero sommarie.
Marco Mayer
--------------------------------------------------------------------------------\
--------------------------------------------------------
Corso di laurea triennale interfacoltà in
Operazioni di pace,Gestione e Mediazione dei conflitti
Facoltà di Scienze Politiche e Scienze della
Formazione,Università degli studi di Firenze.
--------------------------------------------------------------------------------\
-------------------------------------------------------
"Crisi e riforma delle Nazioni Unite"
Andrea De Guttry, F. Pagani, Le Nazioni Unite, Il
Mulino, 2005
http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=1049\
3-3
Jean-Sélim Kanaan
La mia guerra all'indifferenza
Marco Tropea Editore, ottobre 2004
http://www.saggiatore.it/index.php?site=tro&page=boo.detail&id=bk040125
--------------------------------------------------------------------------------\
---------------------------------------
"Diritti umani e genocidi"
Marcello Flores, Tutta la violenza di un secolo,
Feltrinelli, Milano, 2005
http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000353
Aryeh Neier, Alla conquista delle libertà.
Quarant'anni di lotta per i diritti, Codice
http://www.codiceedizioni.it/view.php?folder=3&table=catalog_pubblicazione&ID=25
--------------------------------------------------------------------------------\
---------------------------------------
"Conflitti e mediazione"
Emanuele Arielli, Giovanni Scotto
CONFLITTI E MEDIAZIONE
Introduzione a una teoria generale
http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?materiaID=74&ID=1462
Marco Mayer, Intervento umanitario e missioni di
pace-una guida non retorica, Carocci, Roma, 2005
http://www.carocci.it/carocci/servlet/LoadPageNet?page=32&init=first&site=carocc\
i&act=scheda&cod=3087
--------------------------------------------------------------------------------\
----------------------------------------------
"Il dilemma umanitario"
Una ragionevole apologia dei diritti umani
Michael Ignatieff con contributi di Salvatore Veca
e Danilo Zolo
http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000111
David Rieff
Un giaciglio per la notte
Il paradosso umanitario
http://www.carocci.it/carocci/servlet/LoadPageNet?page=32&init=sec&act=scheda&co\
d=2310
Giulio Marcon,Le ambiguità degli aiuti umanitari
http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=1741955
--------------------------------------------------------------------------------\
------------------------------------------------
"Movimenti di azione collettiva e non violenza"
Antonella Marrone, Piero Sansonetti, Ne' un uomo ne'
un soldo. Una cronaca del pacifismo italiano del
Novecento, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2003
http://baldini.editore.it/prodotti/dettaglio.aspx?i=546
Raimon Pannikar,Pace e disarmo culturale.
ttp://rcslibri.corriere.it/rizzoli/index.htm
Jean-Marie Muller ,Il principio nonviolenza. Una
filosofia della pace.
http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8884921570/Il_principio_nonviolenza__Una\
_filosofia_della_pace.htm
--------------------------------------------------------------------------------\
---------------------------------------------------------
"Peacekeeping e sicurezza"
(profili militari,ma non solo)
Fabio Mini,La guerra dopo la guerra
Soldati,burocrati e mercenari nell'epoca della pace
virtuale.
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880616671&ed=87
Bruno Loi,Peace-keeping: Pace o guerra?
http://www.vallecchi.it/catalogo/novita/artI1832.html
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La guerra giusta? Serata - evento con Gino Strada, Howard Zinn e Fabio Fazio
Guerre umanitarie? Guerre giuste? Tutte bugie: la guerra è terrorismo, anzi forma estrema di terrorismo. Il concetto viene magistralmente spiegato - con esempi e con la teoria - da Gino Strada, portavoce di Emergency, e da Howard Zinn, grande storico americano pacifista.
Serata registrata all'Auditorium di Roma il 23 giugno 2005
Leggi il testo completo su Peace Reporter in Italiano Leggi il testo completo su Peace Reporter in Inglese
Buongiorno,
sono un triennalista di Scienze Storiche
all'Università degli Studi di Milano. Sto per
laurearmi con una tesi dal titolo "L'ONU e le
operazioni di peacekeeping"; ho letto il suo libro
"Intervento umanitario e
missioni di pace" e mi è stato molto utile sia per
saziare alcune mie curiosità, sia per scrivere la
tesina. Il motivo per cui Le scrivo è questo:
vorrei, se possibile e se non Le è di disturbo, avere
maggiori informazioni sulle operazioni di pace e sulla
loro struttura.
Che libri posso leggere?
RingraziandoLa anticipatamente e scusandomi per il
disturbo.
Distinti saluti,
Marco Crosetto
Caro Crosetto,
ecco una prima lista - molto parziale e volutamente
"eclettica" - di alcune possibili letture in italiano
(in inglese la letteratura scientifica in materia è
sterminata).Dal momento che molti studenti ed
operatori mi rivolgono domande analoghe alla sua, ho
pensato di inoltrare questa risposta alle varie
mailing list di cui faccio parte, anche perchè spero
che chi riceve questa email suggerisca a sua volta
libri ed articoli (anche tratti da siti web) per
integrare ed arricchire queste indicazioni
bibliografiche davvero sommarie.
Marco Mayer
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Corso di laurea triennale interfacoltà in
Operazioni di pace,Gestione e Mediazione dei conflitti
Facoltà di Scienze Politiche e Scienze della
Formazione,Università degli studi di Firenze.
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"Crisi e riforma delle Nazioni Unite"
Andrea De Guttry, F. Pagani, Le Nazioni Unite, Il
Mulino, 2005
http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=1049\
3-3
Jean-Sélim Kanaan
La mia guerra all'indifferenza
Marco Tropea Editore, ottobre 2004
http://www.saggiatore.it/index.php?site=tro&page=boo.detail&id=bk040125
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"Diritti umani e genocidi"
Marcello Flores, Tutta la violenza di un secolo,
Feltrinelli, Milano, 2005
http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000353
Aryeh Neier, Alla conquista delle libertà.
Quarant'anni di lotta per i diritti, Codice
http://www.codiceedizioni.it/view.php?folder=3&table=catalog_pubblicazione&ID=25
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"Conflitti e mediazione"
Emanuele Arielli, Giovanni Scotto
CONFLITTI E MEDIAZIONE
Introduzione a una teoria generale
http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?materiaID=74&ID=1462
Marco Mayer, Intervento umanitario e missioni di
pace-una guida non retorica, Carocci, Roma, 2005
http://www.carocci.it/carocci/servlet/LoadPageNet?page=32&init=first&site=carocc\
i&act=scheda&cod=3087
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"Il dilemma umanitario"
Una ragionevole apologia dei diritti umani
Michael Ignatieff con contributi di Salvatore Veca
e Danilo Zolo
http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000111
David Rieff
Un giaciglio per la notte
Il paradosso umanitario
http://www.carocci.it/carocci/servlet/LoadPageNet?page=32&init=sec&act=scheda&co\
d=2310
Giulio Marcon,Le ambiguità degli aiuti umanitari
http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=1741955
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"Movimenti di azione collettiva e non violenza"
Antonella Marrone, Piero Sansonetti, Ne' un uomo ne'
un soldo. Una cronaca del pacifismo italiano del
Novecento, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2003
http://baldini.editore.it/prodotti/dettaglio.aspx?i=546
Raimon Pannikar,Pace e disarmo culturale.
ttp://rcslibri.corriere.it/rizzoli/index.htm
Jean-Marie Muller ,Il principio nonviolenza. Una
filosofia della pace.
http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8884921570/Il_principio_nonviolenza__Una\
_filosofia_della_pace.htm
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"Peacekeeping e sicurezza"
(profili militari,ma non solo)
Fabio Mini,La guerra dopo la guerra
Soldati,burocrati e mercenari nell'epoca della pace
virtuale.
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880616671&ed=87
Bruno Loi,Peace-keeping: Pace o guerra?
http://www.vallecchi.it/catalogo/novita/artI1832.html
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Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi e allegati da 10MB
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vuole essere quest ’anno il filo conduttore di tutte le attività del 2005. L’arcobaleno visto come simbolo di pace, di speranza e di vita. L’arcobaleno che ci unisce tut ti in Cristo r isorto per un futuro migliore.
Dall’’11 al 19 luglio Campo Cadetti Età dai 14 ai 17 anni Quota di partecipazione: € 145 ,00
Dal 20 al 29 luglio Campo Single Quota di partecipazione: € 180 ,00
Dal 30/7 all’8 agosto Campo Giovani Età dai 18 ai 25 anni Quota di partecipazione: € 155,00
Dal 9 al 16 agosto Campo Estate 1 Quota di partecipazione: € 160 ,00*
Dal 17 al 24 agosto Campo Estate 2 Quota di partecipazione: € 160 ,00*
Avvertenze *Chi volesse aderire al campo estivo 1 e 2 la quota di partecipazione complessiva è di € 300,00. La partecipazione ai campi implica la piena partecipazione alla vita comunitaria. È consigliabile inviare una caparra di € 25,00 al momento dell’iscrizione sul ccp n. 10185890. I campi iniziano con la cena del giorno di apertura e terminano con la colazione del giorno di chiusura.
IL CENTRO EVANGELICO BETHELnon è una pensione, né un posto di vacanza soltanto, ma un luogo di incontro, di ricerca e di esperienza di vita comunitaria. Nella fraternità e sororità aperta a tutti, Bethel intende manifestare il rapporto della predicazione evangelica con la realtà sociale del mondo. Bethel sorge in Calabria fra i laghi e i boschi di pini e abeti della Sila Piccola, a 1200 metri di altitudine, fra i villaggi turistici Racise e Mancuso in provincia di Catanzaro. Nei periodi esclusi dal presente programma, il Centro è disponibile all’accoglienza di gruppi autogestiti alle condizioni stabilite dall’apposito regolamento.
Come raggiungere Bethel
Chi utilizza il treno comunichi in anticipo la data e l’ora di arrivo alla stazione di Catanzaro (NON Catanzaro Lido).
Chi utilizza l’automobile consulti una qualsiasi cartina stradale della zona per raggiungere Villaggio Racise.
Chi viene del Centro-Nord (Autostrada A3) esca al casello di Rogliano-Grimaldi (prima uscita dopo il casello di Cosenza sud) e segua la strada che passa da: Rogliano- Parenti fino al bivio di Bocca di Piazza. Da qui le indicazioni per Villaggio Racise. Dopo quest’ultimo si incontreranno cartelli indicatori del Centro.
Chi viene dal Sud raggiunga Catanzaro e segua le indicazioni Sila Villaggio Racise.
Centro Evangelico Bethel Loc. Ruggiolino 88055 TAVERNA (CZ) Tel 0961 922059 Su internet: www.bethel.it E-mail: bethel@...
Vi chiediamo di inviare la vostra prenotazione nel più breve tempo possibile.
SARA' PRESENTE ALLA NOSTRA ASSEMBLEA UNO STUDENTE COLOMBIANO ALLA GREGORIANA DI ROMA CHE LAVORA NEL PREOSSERVATORIO SULLA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI NELLE COMUNITA' DI PACE DI S.JOSE' DI APARTADO' ( DELLA RETE DI SOLIDARIETA' CON QUESTE COMUNITA' IL MIR FA PARTE DAL DICEMBRE SCORSO).
E' QUESTA L'OCCASIONE PER DARE NUOVO SLANCIO ALLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE DEL NOSTRO MOVIMENTO: DOVREMO PRENDERE SERIE DECISIONI IN MERITO QUINDI SERVE IL CONTRIBUTO DI TUTTI .
VI ASPETTIAMO ALL'ASSEMBLEA PIENI DI ENTUSIASMO E VOGLIA DI RIPROGETTARE!!!
QUALORA NON RIUSCISTE AD ESSERE PRESENTI INVIATECI MESSAGGI, MATERIALE DA ESAMINARE, RESOCONTI DELLE VOSTRE ATTIVITA'. paoloeilaria@...
Programma
Mercoledì 6 luglio
pomeriggio:arrivi e sistemazione
Sera:presentazione
Giovedì 7 luglio:
mattinomomento di meditazione spirituale
lavoro (secondo lo stile dei campi)
Pomeriggiogruppi di discussione sul tema
'la nonviolenza evangelica’
Sera conviviale
venerdì 8 luglio:
mattinomomento di meditazione spirituale
lavoro (secondo lo stile dei campi)
Pomeriggiogruppi di discussione sul tema
'la nonviolenza evangelica’
Sera relazione presidente e segreteria,
sabato 9 luglio
mattino:passeggiata nei boschi
pomeriggio: DPN e servizio civile
presentazione attività Ifor e sedi locali
campagne e iniziative future
preghiera ecumenica
Serafesta
Domenica10 luglio
mattino: conclusioni,
delibere
elezione presidente e segreteria
valutazioni finali
COME RAGGIUNGERE LA CASA :
In auto prendendo l’ autostrada Torino-Bardonecchia: uscire allo svincolo di Savoulx, prendere la SS 335 in direzione Bardonecchia; dopo 1,8 km, giunti al paese di Beaulard, girare a sinistra e seguire le indicazioni per Chateau prendendo la SP234: dopo 3km si giunge alla borgata di Chateau, lasciare l'auto nel posteggio sopra il paese, scendere fino alla chiesa, alla prima fontana girare a sinistra e proseguire fino in fondo alla via.
In treno (fermata a Beaulard del treno FS sulla linea Torino - Bardonecchia; si cambia a Bussoleno) e poi per i + volenterosi a piedi su comodo sentiero di circa 2,5 km; per gli altri telefonateci e vi veniamo a prendere in macchina (telefonare 3385920901).
La casa per ferie si trova nella piccola Borgata Chateau a 2,5 km da Beaulard a 1385 m. di altitudine, a soli 8 km da Oulx in direzione di Bardonecchia.
Il costo del soggiorno (dalla cena del 6 al pranzo del 10) sarà di 65€ (la metà per i bambini). Per chi avesse esigenze particolari ci contatti.
----- Original Message -----
From: "Francesco Messineo" <messineo@...>
To: <info-asilo@...>
Sent: Wednesday, June 22, 2005 6:29 PM
Subject: Lampedusa / Libia: riprese le deportazioni, riprese le nostre
diffamazioni.
ANSA:
Immigrazione, da Lampedusa rimpatriati 45 clandestini - Aereo diretto in
Libia. Centro accoglienza sovraffollato
(ANSAweb) - AGRIGENTO, 22 GIU - Un gruppo di 45 clandestini, sbarcati nelle
ultime ore a Lampedusa, sarebbero stati rimpatriati questa mattina con un
aereo diretto in Libia. L'aereo, un Md 80 dell'Alitalia, e' decollato
intorno alla 10. Nel centro di prima accoglienza dell'isola, prima del
trasferimento, si trovavano 866 extracomunitari. La struttura, gestita
dall'associazione La Misericordia, ha una capienza massima di 190
persone.(Ansaweb)
********
DICHIARAZIONE ALL'ANSA DI FRANCESCO MESSINEO, RESPONSABILE DEL COORDINAMENTO
RIFUGIATI E MIGRANTI DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL
"A due giorni dalla Giornata mondiale del rifugiato, Amnesty International
osserva con amarezza come l'illegittima prassi del governo italiano a
Lampedusa prosegua malgrado i richiami del Parlamento europeo, della Corte
di Strasburgo, dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e
malgrado le Linee guida appena approvate dal Consiglio d'Europa", ha
dichiarato oggi Francesco Messineo, responsabile del Coordinamento Rifugiati
e migranti dell'associazione.
"È ripreso oggi, infatti, il ponte aereo da Lampedusa alla Libia, con il
quale sarebbero state deportate almeno 45 persone. Fra loro, potrebbero
esserci potenziali richiedenti asilo e persone bisognose di protezione
internazionale: come ha fatto il governo italiano a identificarle in così
breve tempo? Sono state informate della possibilità di chiedere asilo in
Italia, in una lingua a loro comprensibile?"
"Tutto ciò desta particolare preoccupazione se si considera che la
situazione dei diritti umani in Libia è estremamente precaria, specie per i
cittadini stranieri, e che nel luglio 2004 il governo italiano non ha
esitato a finanziare il rimpatrio dalla Libia di centinaia di cittadini
eritrei, i quali potrebbero essere tuttora detenuti in condizioni durissime"
- ha aggiunto Messineo.
"Amnesty International sollecita nuovamente il ministro dell'Interno a
interrompere le deportazioni e a rispettare il diritto internazionale in
materia di rifugiati, ricordando le recenti preoccupazioni espresse nel suo
rapporto 'Italia: presenza temporanea, diritti permanenti' presentato il 20
giugno. Infine, rinnoviamo ad Alitalia la richiesta di sospendere ogni
collaborazione nelle deportazioni di cittadini stranieri in assenza di
garanzie sul rispetto dei loro diritti fondamentali".
COMUNICATO STAMPA CS79-2005 AMNESTY ITALIA REPLICA AL MINISTRO PISANU
La Sezione Italiana di Amnesty International ha espresso il proprio rammarico per il fatto che, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, la ricorrenza in cui ciascun governo dovrebbe annunciare o assumere iniziative concrete per porre fine alla sofferenza di milioni di persone in fuga dalla persecuzione, dalla guerra e dalla tortura, il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu abbia ritenuto di dover attaccare l'operato di un'organizzazione internazionale che protegge i diritti umani dei rifugiati e dei migranti da decine di anni.
Le espressioni usate dal ministro Pisanu, tra cui "provocazione" e "diffamazione", per definire richieste d'incontro, sollecitazioni al rispetto del diritto internazionale e rapporti di Amnesty International, trovano scarso riscontro nelle modalità con cui molti governi dell'Unione europea dialogano e discutono, spesso criticamente, con Amnesty International su un tema particolarmente complesso come quello dell'asilo.
Il rapporto sui centri di permanenza temporanea e accoglienza (Cpta) in Italia, presentato ieri a Roma, non è frutto dell'esigenza di visibilità dei "dirigenti italiani" di Amnesty, bensì di un lungo lavoro di ricerca condotto dal Segretariato Internazionale dell'associazione, che ha sede a Londra. Contemporaneamente, le Sezioni di Amnesty International di Spagna e Regno Unito hanno presentato due rapporti sulle politiche in materia di asilo nei rispettivi paesi.
Inoltre, in riferimento alle dichiarazioni del ministro Pisanu secondo cui Amnesty International avrebbe avuto espressioni di "plauso alle azioni illegali compiute a danno del nostro paese dalla Cap Anamour", l'organizzazione per i diritti umani chiede al ministro di dimostrare la presenza di simili espressioni in qualunque suo documento pubblico (dichiarazioni, rapporti, comunicati o altro). Nel luglio 2004, in realtà, Amnesty International aveva ricordato al governo italiano gli obblighi derivanti dal diritto internazionale dei rifugiati e dal diritto internazionale del mare e conseguentemente il dovere di garantire il soccorso, come poi effettivamente avvenuto, nonché l'accesso alla procedura d'asilo per le 37 persone che si trovavano a bordo della nave.
La Sezione Italiana di Amnesty International, infine, esprime la propria amarezza nell'apprendere che il ministro Pisanu continuerà "ad ignorare simili provocazioni". Oggi stesso l'associazione per i diritti umani ha formalmente inoltrato al Viminale una nuova richiesta d'incontro.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 21 giugno 2005
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia ? Ufficio stampa Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@...
=================================== Riccardo Noury Direttore Ufficio Comunicazione Amnesty International Sezione Italiana via G. B. De Rossi 10 - 00161 Roma 06 4490223 - 348 6976920 r.noury@... - www.amnesty.it
----- Original Message -----
From: <press@...>
To: <stampa@...>
Sent: Monday, June 20, 2005 1:47 PM
Subject: "Anche i richiedenti asilo e i migranti hanno diritti": rapporto di
Amnesty International sui CPTA in Italia
# Questa lista per la distribuzione delle informazioni
# e' gestita dalla Sezione Italiana di Amnesty International.
# Questo messaggio viene elaborato e inviato automaticamente. Si
# prega di non rispondere a questo messaggio di e-mail in quanto non
# vengono controllate eventuali risposte inviate al relativo indirizzo
COMUNICATO STAMPA
'ANCHE I RICHIEDENTI ASILO E I MIGRANTI HANNO DIRITTI':
RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SUI CPTA IN ITALIA
L'Italia sottopone a detenzione un numero sempre crescente di
richiedenti asilo, in violazione degli standard del diritto
internazionale dei rifugiati. Nel suo ultimo rapporto, Presenza
temporanea, diritti permanenti, presentato oggi a Roma, Amnesty
International rivela una serie di violazioni dei diritti umani cui i
cittadini stranieri vengono sottoposti durante la detenzione nei Centri di
permanenza temporanea e assistenza (Cpta), ed esprime preoccupazione circa
la possibilita' che problemi simili possano verificarsi anche nei centri
di identificazione.
'La detenzione e' una sanzione estrema per le persone che non
hanno commesso alcun illecito penale. I richiedenti asilo possono essere
detenuti soltanto in circostanze eccezionali, come prescritto dagli
standard internazionali', si legge nel rapporto. 'Similmente, la
detenzione dei migranti entrati o presenti in Italia senza autorizzazione
andrebbe applicata soltanto nelle circostanze previste dalla legge, e
conformemente ai principi internazionali dei diritti umani'.
Ogni anno l'Italia espelle o rifiuta l'ingresso a migliaia di
cittadini stranieri, alcuni dei quali richiedenti asilo, sulla base del
loro tentato o effettivo ingresso illegale o soggiorno irregolare.
Nell'attesa dell'espulsione, molte di queste persone sono detenute nei
Cpta, a volte anche fino a 60 giorni.
La legislazione entrata in vigore due mesi fa consente la
detenzione della maggior parte dei richiedenti asilo in 'centri di
identificazione' mentre le loro richieste di asilo vengono esaminate con
una procedura accelerata.
Il rapporto contiene dettagliate denunce secondo cui persone
detenute nei Cpta sono state sottoposte ad aggressioni fisiche da parte di
agenti delle forze dell'ordine e del personale di sorveglianza e alla
somministrazione eccessiva e abusiva di sedativi e tranquillanti. Molte
persone incontrano difficolta' nell'accedere alla consulenza di esperti,
necessaria a contestare la legalita' della loro detenzione e del relativo
ordine di espulsione. La tensione nei centri e' alta, con frequenti
proteste, inclusi tentativi di fuga e alti livelli di autolesionismo. I
centri sono spesso sovraffollati, con strutture inadeguate, condizioni di
vita contrarie alle norme dell'igiene e cure mediche non soddisfacenti.
Gli Stati detengono la potesta' di controllare l'ingresso, il
soggiorno e l'espulsione dei cittadini stranieri dal proprio territorio.
Essa, tuttavia, deve essere esercitata nel rispetto delle leggi e degli
standard internazionali in materia di diritti umani e di diritti dei
rifugiati. L'esercizio della sovranita' statale non puo' avvenire a
scapito dei diritti umani fondamentali dei richiedenti asilo e dei
migranti, qualunque sia il loro status giuridico.
Vi e' una crescente restrizione dell'accesso ai Cpta e le
richieste avanzate da Amnesty International sono state sinora rifiutate.
Per quanto non sia possibile confermare la totale veridicita' di tutte le
denunce concernenti i centri, queste sono rese credibili dal loro numero,
coerenza e regolarita', e dalle conclusioni degli organismi
intergovernativi e di serie organizzazioni non governative nazionali e
internazionali.
Molte persone nei Cpta incontrano difficolta' nell'accedere alla
procedura di asilo, con il conseguente rinvio in paesi dove sono a rischio
di gravi violazioni dei diritti umani. Durante l'ultimo anno, piu' volte
l'Italia ha espulso interi gruppi di persone detenute dopo essere giunte
via mare, senza un'adeguata considerazione di ogni situazione individuale,
in violazione degli standard internazionali dei diritti umani e del
diritto dei rifugiati. Il modo in cui il governo affronta gli arrivi via
mare sta seriamente compromettendo il diritto fondamentale di chiedere
asilo e il principio di non-respingimento, che proibisce il rinvio forzato
di chiunque verso un territorio in cui possa esservi un rischio di
violazioni gravi dei diritti umani.
Amnesty International ha elaborato una serie di raccomandazioni,
che chiede alle autorita' italiane di considerare in via prioritaria. In
tali raccomandazioni vengono sottolineati i principali standard
internazionali gia' applicabili alle persone trattenute nei Cpta e nei
centri di identificazione e sono evidenziate linee guida sulle procedure
di 'rinvio forzato' di cittadini stranieri, adottate dal Consiglio dei
Ministri del Consiglio d'Europa nel maggio 2005 e nelle quali si
richiamano i diritti esistenti sulla base delle norme internazionali.
Secondo l'organizzazione per i diritti umani, 'e' giunto il
momento che le autorita' italiane riconsiderino profondamente la loro
attuale politica, legislazione e prassi circa la detenzione, le condizioni
ed il trattamento dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo,
assicurandone un adeguamento agli standard internazionali dei diritti
umani e del diritto dei rifugiati'.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 20 giugno 2005
Copia del rapporto completo, Italia: Presenza temporanea, diritti
permanenti. Il trattamento dei cittadini stranieri detenuti nei 'centri di
permanenza temporanea e assistenza' e' disponibile alla pagina:
http://www.amnesty.it/pressroom/documenti/italiacpta.html
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia ? Ufficio stampa
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# pregato di non utilizzare le informazioni in essa riportate e di non
# portarle a conoscenza di alcuno. Opinioni, conclusioni e altre
# informazioni contenute in questa mail rappresentano punti di vista
# personali e non, salvo quando espressamente indicato, quelli di Amnesty
# International.
- 6.4 - Isola delle Femmine dal 2005-08-01 al 2005-08-15 9 vols - posti liberi per femmine
Isola delle Femmine è una piccolissima isola lungo la costa nord della Sicilia, vicino Palermo. Da alcuni anni è stata dichiarata riserva naturale ed è gestita dall'Associazione ambientalista LIPU che si occupa della pulizia, dell'organizzazione di visite guidate per piccolissimi gruppi, di ricerche e studi scientifici. I volontari saranno impegnati nella pulizia dell'isola dalle immondizie portate dal mare e, forse, nella realizzazione di un piccolo sentiero. Il lavoro non è molto duro ma si svolge sotto il sole per quattro ore al giorno e quindi le temperature possono essere molto alte. Per ragioni di sicurezza, visto che tutti i giorni sarà necessario raggiungere l'isola in barca, la partecipazione al campo è possibile solo per i volontari capaci di nuotare. I volontari alloggeranno insieme in una piccola casa vicino l'ufficio della Lipu e dovranno occuparsi a turno di preparare il cibo.
L'isola che c'è - Rete comasca di economia solidale - 16 Giugno 2005
In cantiere la seconda edizione della fiera L'isola che c'è
Dopo la buona riuscita della prima edizione, riproponiamo L'isola che c'è - fiera dell'economia solidale e del consumo consapevole del territorio comasco. La seconda edizione si terrà sabato 17 e domenica 18 settembre 2005 presso il parco comunale di Villa Guardia (COMO).
Cosa si fa Mostra-mercato di prodotti e progetti delle realtà di economia solidale e di consumo consapevole del territorio comasco: commercio equo e solidale, finanza etica, consumo critico e consapevole, cooperazione sociale, riciclo e riuso, energie rinnovabili, agricoltura biologica, artigianato, turismo responsabile, solidarietà internazionale, tutela dell'ambiente, pace, cultura, arte, formazione e informazione. Incontri, dibattiti, seminari, laboratori di autoproduzione, per approfondire e sperimentare. E poi musica, animazione per grandi e bambini, cucina e bar con prodotti locali, biologici e del commercio equo, per stare insieme e divertirsi.
Perchè si fa Per mostrare come oggi sia concretamente possibile - in tanti ambiti dell'economia - produrre e consumare nel rispetto dell'uomo e della natura, secondo criteri di eticità, equità, sostenibilità, solidarietà. Per conoscere modalità di consumo e stili di vita più equilibrati e responsabili, orientati alla ricerca di un reale "ben-essere" della persona e della collettività. Per rafforzare il legame tra le realtà locali di economia solidale, e favorire il loro contatto con i consumatori "consapevoli". Per riproporre una bella occasione in cui incontrare e conoscere le tante realtà di economia solidale del nostro territorio, e con esse imparare ad orientare i consumi e fare scelte consapevoli.
Chi lo fa Sul territorio comasco si è formata da circa due anni un'ampia rete locale di economia solidale, che coinvolge le tante realtà che partecipano alla fiera. Questa rete nel 2004 ha dato vita alla prima edizione della fieraL'isola che c'è, ed ha prodotto la prima edizione delle pagine arcobaleno, catalogo delle realtà di economia solidale del territorio. Da questo percorso è nata l'associazione L'Isola che c'è quale strumento per la promozione e lo sviluppo dell'economia solidale e del consumo consapevole sul territorio comasco. Ad essa possono prendere parte sia le persone singole che le realtà del territorio che condividono la Carta dei principi condivisi di cui si è dotata la rete comasca di economia solidale. Obiettivo principale dell'associazione L'Isola che c'è è la creazione di un distretto comasco di economia solidale, con il quale - oltre a rafforzare i soggetti che vi partecipano - si vuole allargare sempre di più l'offerta di beni e servizi "solidali", ed estendere il numero dei consumatori "consapevoli" ad essi interessati. La fiera rappresenta quindi - in questo percorso più ampio - un momento forte con cui mostrare concretamente cosa potrebbe essere il distretto!
Dove si fa La fiera si svolge presso il Parco comunale di Villa Guardia (Como). Il parco offre ampi spazi per l'esposizione ed è ben attrezzato per la ristorazione, l'animazione, i dibattiti, la musica. E' facilmente raggiungibile, situato sulla statale Varesina a circa 10 Km da Como, in posizione centrale rispetto alla provincia. Saranno organizzati e segnalati vari parcheggi, in particolare in prossimità dell'attiguo Palazzetto dello Sport, in via Tevere; in caso di maltempo parte delle attività saranno allestite presso il Palazzetto stesso. La fiera si terrà sabato 17 e domenica 18 settembre 2005, dalle 10.00 alle 23.00.
La prima edizione In due giorni: oltre 8000 presenze di pubblico, 2500 pagine arcobaleno distribuite, oltre un migliaio di pasti preparati, circa 80 realtà locali presenti per far conoscere il loro impegno e promuovere i beni e i servizi "solidali" che il nostro territorio offre. Ma sopratutto una grande ricchezza di partecipazione nell'organizzazione dell'evento, a conferma della vitalità che questo ambiente esprime. Inoltre, difficilmente misurabile, ma largamente verificato dai contatti diretti, sono da valorizzare le innumerevoli collaborazioni innescate nei mesi successivi tramite i contatti e le informazioni ottenute nella fiera.
Per adesioni La fiera L'isola che c'è nasce nell'ambito di un percorso partecipato - aperto ad ogni contributo - che vede coinvolte varie persone e realtà del territorio; lo stile dell'organizzazione è sobrio, attento al valore solidale delle scelte, e basato in prevalenza su lavoro volontario. Per questo vi preghiamo di aiutarci a realizzare e far conoscere la fiera, e in particolare invitiamo: - chi vuole venire ad esporre una propria attività, economica o culturale, a far pervenire la propria adesione (entro il 15 luglio 2005) - chi conosce attività interessanti da invitare, a coinvolgerle o segnalarcele - chi è interessato a contribuire all'organizzazione, o è disponibile ad aiutarci nei giorni della fiera, a contattarci fin da subito.
Prossimi appuntamenti Per portare avanti le varie attività dell'associazione - ed in particolare per organizzare la fiera - si sono attivati vari gruppi di lavoro, con il compito di approfondire ed organizzare ognuno vari filoni. Sul sito è disponibile il calendario dei prossimi appuntamenti. Segnaliamo in particolare la prossima assemblea di condivisione delle proposte che si terrà mercoledì 22 giugno 2005 alle 21.00, presso la biblioteca di Fino Mornasco (via Trento 6).
Per informazioni SEGRETERIA DELLA FIERA: Marco Servettini: 338.9757397 - Sonia Manighetti: 031.3312726 - Mail: info@... UFFICIO STAMPA: Ecoinformazioni - via Anzani 9, 22100 Como - Tel. 031.268425 - Fax 178.2203720 - Mail: ecoinformazioni@... SITO: www.lisolachece.org
Se non volete più ricevere messaggi come questo, o volete segnalare nuovi indirizzi, scrivete a info@... specificando il tipo di richiesta, e usando o segnalando l'indirizzo in questione. Grazie, e scusate per l'eventuale disturbo.
carissimi, purtroppo domani, per vari motivi non potrò essere davanti all'Amabsciata Colombiana, comunque manterrò l'impegno di inviare una lettera al Vicepresidente Santos firmata dal sindaco di Narni a nome di tutta la rete, per non dimenticare e per chiedere che venga fatta giustizia. Potete fare anche ognuno di voi la stessa cosa, ormai i iferimenti non vi mancano. A presto carla mariani
Subject: Per non dimenticare - Sit in davanti all'Ambasciata Colombiana a Roma - 21 giugno 2005
Carissimi tutti, vi scrivo per ricordarvi che il 21 giugno saranno 4 mesi dal terribile massacro che ha subito la Comunità di Pace di San José, e purtroppo - invece di portare avanti una trasparente e giusta indagine per assicurare i responsabili del massacro alla giustizia e togliere il posto di polizia dal Centro Urbano della Comunità di San José - la Comunità continua ad essere oggetto di aggressioni, intimidazioni e, cosa se possibile ancor più grave, viene screditata agli occhi dell'opinione pubblica come fiancheggiatrice della guerriglia e i suoi accompagnatori vengono anc'essi accusati di collusione con i guerriglieri. Nuovamente Vi invito a partecipare, dalle ore 12,00 alle ore 13,00 al Sit in davanti all'Ambasciata Colombiana a Roma, è logico che più siamo e maggiore sarà la visibilità dellanostra azione: abbiamo promesso che saremmo stati presenti ogni mese, finché la situazione non fosse avviata verso un percorso legittimo, nel rispetto della legalità e della trasparenza. Come al solito consegneremo un alettera all'incaricato di affari dell'ambasciata per il Presidente Uribe. Vi aspetto, Carla Mariani, Ufficio per la Pace del Comune di Narni.
P.S. Lunedì, spero di inviarvi il verbale dell'ultima assemblea e le ultime comunicazioni dalla Comunità di san José
Carissimi tutti, vi trasmetto il verbale della Assembela straordinaria del 10 giugno u.s. Vi preghiamo di fraci arrivare le vostre osservazioni il prima possibile. Vi saluto con affetto, Carla MAriani
--- Pierluigi Farnese <FARNESE@...> ha scritto:
> Data: Sun, 19 Jun 2005 10:30:56 +0200
> Da: Pierluigi Farnese <FARNESE@...>
> Oggetto: UNHCR - Comunicato stampa - RAPPORTO
> STATISTICO UNHCR
> A: Pierluigi Farnese <FARNESE@...>
>
> UNHCR
>
> Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i
> Rifugiati
>
>
> COMUNICATO STAMPA
>
> 19 giugno 2005
>
> RAPPORTO STATISTICO UNHCR: RIFUGIATI AL LIVELLO PIÙ
> BASSO DAL 1980, RIMANE ALTO IL NUMERO DI SFOLLATI E
> APOLIDI
>
> L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i
> Rifugiati (UNHCR) ha annunciato oggi che durante il
> 2004 il numero complessivo dei rifugiati nel mondo è
> diminuito del 4 per cento, scendendo a quota 9,2
> milioni, la cifra più bassa da quasi 25 anni. Il
> rapporto statistico annuale, pubblicato dall'Agenzia
> a ridosso della Giornata Mondiale del Rifugiato -
> che sarà celebrata domani 20 giugno - mostra
> tuttavia come il numero degli sfollati e degli
> apolidi resti alto.
>
> Dal rapporto di 90 pagine emerge che, nonostante il
> calo del numero dei rifugiati, che ha toccato il
> livello più basso dal 1980, il numero totale di
> persone che rientrano nella competenza dell'UNHCR -
> cifra che include anche richiedenti asilo, rifugiati
> rimpatriati, apolidi ed una parte degli sfollati di
> tutto il mondo - è aumentato nel corso del 2004 da
> 17 a 19,2 milioni di persone.
>
> "Dietro ogni numero c'è un essere umano" ha
> dichiarato António Guterres, il nuovo Alto
> Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati,
> insediatosi mercoledì scorso. "Se da un lato
> possiamo rallegrarci del fatto che vi sia stata una
> riduzione nel numero di rifugiati ed un aumento in
> quello dei rifugiati rientrati nei propri paesi
> d'origine, dobbiamo allo stesso tempo ricordare che
> ognuno di questi 19,2 milioni di uomini, donne e
> bambini ha subito il trauma dell'esodo forzato e che
> nel mondo vi sono ancora diversi milioni di sfollati
> interni che al momento non ricevono assistenza".
>
> La diminuzione del numero complessivo di rifugiati
> per il quarto anno consecutivo si può in gran parte
> attribuire ad un livello di rimpatri volontari
> praticamente senza precedenti. Complessivamente,
> dalla fine del 2001 più di 5 milioni di rifugiati
> hanno potuto fare ritorno nei loro paesi d'origine -
> 3,5 milioni dei quali nel solo in Afghanistan.
>
> Nel 2004, 1,5 milioni di rifugiati hanno fatto
> volontariamente ritorno nel proprio paese, con un
> incremento di circa 400mila unità rispetto all'anno
> precedente. La cifra relativa ai rimpatri avvenuti
> nel 2004 comprende 940mila rifugiati rientrati in
> Afghanistan e 194mila in Iraq. Anche l'Africa ha
> visto tornare in patria un consistente numero di
> rifugiati, dei quali 90mila in Angola, altrettanti
> in Burundi, 57mila in Liberia, 26mila in Sierra
> Leone, 18mila in Somalia, 14mila in Ruanda e 13.800
> nella Repubblica Democratica del Congo. In tutto,
> sono 27 i paesi che nel corso dell'anno hanno visto
> rimpatriare più di 1.000 persone.
>
> Durante lo scorso anno il numero di persone 'di
> competenza' dell'UNHCR è cresciuto di poco più di 2
> milioni di unità, toccando quota 19,2 milioni. Tale
> aumento è stato determinato principalmente dalla
> crescita del numero di sfollati interni, apolidi e
> di altre categorie di migranti forzati, passato dai
> 5,3 milioni della fine del 2003 ai 7,6 milioni della
> fine del 2004.
>
> Il numero di sfollati di cui si occupa l'UNHCR è
> aumentato in parte a seguito di due nuovi sviluppi
> verificatisi nel 2004: la nuova responsabilità
> dell'Agenzia di assistere 660mila degli 1,8 milioni
> di sfollati del Darfur ed un incremento nella stima
> governativa del numero di sfollati in Colombia -
> aumentato di 240mila unità toccando quota 2 milioni.
>
>
> Il numero di apolidi e altre categorie di migranti
> forzati in simili difficili condizioni che rientrano
> nel mandato dell'Agenzia nel 2004 è aumentato a
> 2.053.000 persone, dalle 912mila dell'anno
> precedente. Tale incremento è dovuto per la maggior
> parte all'importante sforzo compiuto dall'UNHCR per
> migliorare l'accuratezza dei dati relativi agli
> apolidi.
>
> Tuttavia, una parte significativa della popolazione
> mondiale degli apolidi non è ancora stata
> identificata in modo sistematico, nonostante gli
> sforzi messi in atto dall'Agenzia per accrescere la
> conoscenza a livello internazionale di questa
> numerosa, ma spesso trascurata, categoria di persone
> che vivono senza essere riconosciuti cittadini da
> alcuno stato.
>
> Considerando i dati per aree geografiche, la
> maggiore diminuzione nel numero di rifugiati durante
> il 2004 si è registrata in Africa meridionale e
> occidentale, rispettivamente del 20 e del 12 per
> cento. Questo calo è dovuto principalmente ai
> rimpatri volontari dei rifugiati in Angola, Liberia
> e Sierra Leone. Complessivamente, in tutto il
> continente africano il numero dei rifugiati è
> diminuito del 4 per cento, in Europa del 5,6 per
> cento e nelle Americhe del 4,1 per cento. Seppure in
> misura minore, quasi tutte le altre aree regionali
> hanno registrato riduzioni ad eccezione dell'Africa
> centrale ed orientale e della regione Asia-Pacifico,
> in cui si sono verificati aumenti inferiori al 2 per
> cento.
>
> Anche se gli afghani si confermano di gran lunga il
> più numeroso gruppo di rifugiati al mondo con 2,1
> milioni di persone, il maggior incremento nel 2004 è
> stato registrato tra i sudanesi. Durante lo scorso
> anno infatti 125mila persone sono fuggite dal Sudan,
> per la maggior parte dalla regione del Darfur verso
> il confinante Ciad. Il numero totale del rifugiati
> sudanesi in tutto il mondo alla fine del 2004 è così
> salito a 731mila, per un incremento del 20 per cento
> rispetto ai 606mila del 2003.
>
> Oltre ai sudanesi, tra i primi dieci gruppi
> nazionali di rifugiati, solo i congolesi (della
> Repubblica Democratica del Congo) hanno fatto
> registrare un aumento - del 2,4 per cento - toccando
> quota 462mila. Gli altri gruppi principali -
> burundesi (485mila), somali (389mila), i palestinesi
> che rientrano nel mandato dell'UNHCR (350mila),
> vietnamiti (350mila), liberiani (335mila), iracheni
> (312mila) e serbo-montenegrini (250mila) - sono
> rimasti invariati o hanno registrato diminuzioni. Le
> statistiche globali dell'UNHCR sui rifugiati non
> includono gli oltre 4 milioni di rifugiati
> palestinesi che rientrano nell'area di operazioni
> dell'Agenzia di soccorso e lavori delle Nazioni
> Unite per i rifugiati palestinesi del Vicino Oriente
> (UNRWA), limitata a Libano, Siria, Giordania,
> Cisgiordania e striscia di Gaza.
>
> I paesi che accolgono il maggior numero di rifugiati
> sono l'Iran - che ospita 1.046.000 rifugiati
> soprattutto afghani - e il Pakistan, con 961mila,
> anche in questo caso per la maggior parte afghani.
> Nonostante il significativo numero di rimpatri
> verificatisi nel 2004, la cifra relativa all'Iran
> risulta maggiore di quella dello scorso anno a
> seguito di un'accurata registrazione dei rifugiati
> presenti. La cifra relativa al Pakistan invece
> comprende solo gli afgani che vivono nei campi
> profughi, mentre non include i circa 1,9 milioni di
> afghani che vivono in altre località del paese -
> alcuni dei quali potrebbero essere dei rifugiati -
> così come risulta da un censimento svolto all'inizio
> del 2005. Gli altri principali paesi d'asilo sono la
> Germania - con 877mila rifugiati, l'8,7 per cento in
> meno rispetto alla fine del 2003 - la Tanzania
> (602mila, meno 7,3 per cento) e gli Stati Uniti
> (421mila, meno 7 per cento).
>
> L'Alto Commissario Guterres partirà oggi per la sua
> prima missione sul campo, diretto nel nord
> dell'Uganda, e trascorrerà la Giornata Mondiale del
> Rifugiato nell'insediamento di rifugiati di Ikafe.
> Ha dichiarato di ritenere assolutamente appropriato
> che la Giornata mondiale del rifugiato di quest'anno
> sarà dedicata al tema del 'Coraggio'.
>
> "Rendo merito al coraggio dei molti milioni di
> rifugiati, sfollati e tutti coloro che si trovano in
> simili condizioni" ha aggiunto. "Ogni giorno queste
> persone affrontano sfide che noi non possiamo
> neanche immaginare". --
>
> Il messaggio dell'Alto Commissario António Guterres
> per la Giornata Mondiale del Rifugiato è disponibile
> sul sito italiano dell'UNHCR, alla pagina
>
http://www.unhcr.it/new_site/unhcr_news/showNews.asp?id=634
> .
>
> Il rapporto dell'UNHCR "2004 Global Refugee Trends"
> è disponibile sul sito internazionale dell'UNHCR
> www.unhcr.ch , nella sezione 'Statistics'.
>
> Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa -- Laura
> Boldrini -- 335 540 31 94
> Consulta la sezione 'Tutte le notizie' sul sito
> internet www.unhcr.it
>
>
___________________________________
Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi e allegati da 10MB
http://mail.yahoo.it
-
> Data: Sat, 18 Jun 2005 09:02:55 +0200
> Oggetto: Re: Inoltra: Invito Lancio Rete di
> Solidariet à
> Da: marcello - flores <flores@...>
> A: Marco Mayer <mayerkos@...>
>
> se puoi divulgarla a qualcuna delle tue
> mailing list va benissimo
> ci sentiamo presto, buon weekend
> marcello
www.humanrights.unisi.it
> >> Data: Fri, 17 Jun 2005 16:46:20 +0000
> >> Da: Antonino Condorelli <condor_76@...>
> >> Oggetto: Invito Lancio Rete di Solidarietà
> >> A: humanrights@..., flores@...
> >>
> >
> > ---------------------------------
> > Caro Flores,
> >
> > Ti invio in allegato l'invito all'evento di
> lancio
> > della Rete Potiguara di Solidarietà
> Internazionale, il
> > gruppo di appoggio italiano della Rete di Diritti
> > Umani del Rio Grande do Norte e quelle ad essa
> > collegate, che - oltre a essere un nostro punto di
> > riferimento qui in Italia - sarà anche uno spazio
> di
> > dialogo e scambio di esperienze tra realtà
> italiane
> > (associazioni, enti pubblici, organismi
> accademici,
> > ecc.) e realtà brasiliane in diversi ambiti:
> > educazione, cultura, comunicazione ed altri.
> >
> > Naturalmente, ci terremmo a una partceipazione del
> > Master in Diritti Umani e Azione Umanitaria di
> Siena a
> > questa rete, come partner per eventuali iniziative
> e
> > per un flusso permanente di informazioni, e
> saremmo
> > felici di contare sulla sua (tua, pardon!)
> presenza
> > all'evento di lancio a Firenze, se ti sarà
> possibile.
> > Ti rigrazierei moltissimo anche se potessi
> divulgare
> > questa rete e l'evento a soggetti istituzionali o
> del
> > mondo delle associazioni che potrebbero avere
> > interresse a interagire con questa rete, che
> propone
> > un modello di cooperazione nuovo basato sulla
> > reciprocità e sussidiarietà, in contrapposizione
> > all'unilateralismo tradizionale (di risorse
> > finanziarie, umane, intellettuali, ecc.) della
> > cooperazione Nord-Sud.
> >
> > Cambiando argomento, ho posticipato un po' la data
> > della mia partenza dall'Italia, che è slittata al
> 10
> > luglio. Per questo, il nostro nuovo incontro a
> Siena
> > potrà svolgersi ai primi di luglio, se per te e i
> tuoi
> > contatti che volevi presentarmi va bene.
> >
> > Ci sentiamo al più presto peV>P.S. Lunedì, spero di inviarvi il verbale dell'ultima assemblea e le ultime comunicazioni dalla Comunità di san José
Caro Paolo,
grazie per l'inivito; il tema è ben scelto ed è fondamentale; ma il posto è
lontano ed ho un'altro impegno.
Per un'altra volta ( o forse si fa in tempo anche quest'anno?) sarebbe bene
indicare qualche testo di riferimento; uno che per me è stato molto
importante è A. Trocmé (era sez. MIR svizzera) Vangelo e rivoluzione (ma la
Hedi dovrebbe avere una relazione sintetica di una diecina di pagine ancora
più succosa), sul filo rosso e il filo bianco di Gesù nel portare avanti
strategicamente la sua missione. Poi c'è Lanza del Vasto (in Italiano c'è in
Spirito e Fuoco) e poi c'è Tolstoj (il Padre Nostro come riassuntivo dei
quattro evangeli). E poi per me c'è la Trinità del Masaccio.
Buon lavoro.
Antonino Drago
via Benvenuti 5
Castelmaggiore Calci Pisa 56010
tel. 050 937493
fax 06 233242218
-----Messaggio Originale-----
Da: <MIR-riconciliazione@yahoogroups.com>
A: <MIR-riconciliazione@yahoogroups.com>
Data invio: martedì 14 giugno 2005 12.34
Oggetto: [MIR-riconciliazione] Digest Number 1316
Questo numero contiene 1 messaggio.
Gli argomenti di questo numero:
1. assemblea nazionale mir: 6-10 luglio
Da: "Paolo Candelari" <paolocand@...>
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Messaggio: 1
Data: Tue, 14 Jun 2005 01:15:10 +0200
Da: "Paolo Candelari" <paolocand@...>
Oggetto: assemblea nazionale mir: 6-10 luglio
Invito all'assemblea nazionale del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione) dal 6 al 10 luglio prossimi
L'assemblea del MIR si svolge ogni anno, ed è l'incontro principale in cui
si riuniscono i suoi iscritti per discutere insieme e decidere cosa fare.
Essa è sempre stata aperta a tutti gli amici che vogliono conoscere più da
vicino il nostro movimento, e sono interessati alle tematiche della
nonviolenza e della riconciliazione.
Ma lo è particolarmente quest'anno, in cui abbiamo deciso di approfittare di
questa occasione d'incontro per fare un campo seminariale di 4 giorni, in
cui rifletteremo sul tema "la nonviolenza evangelica": questo fa parte di un
percorso, iniziato lo scorso anno, di approfondimento delle radici
spirituali del nostro impegno nonviolento.
Per questo vorremmo invitare tutti coloro che sono interessati a questo tema
a discuterne con noi, portare la loro esperienza, in modo da poter
arricchirci insieme.
L'assemblea sarà organizzata sullo stile dei campi Mir, inframmezzando il
lavoro teorico al lavoro manuale, di aiuto alla comunità che ci ospita, e di
autogestione; il tutto 'condito' di momenti serali di festa e convivialità.
Ci sarà anche una seconda parte in cui si farà una valutazione del lavoro
fatto dal movimento, e cercheremo di elaborare un programma per il prossimo
anno.
Pertanto invito tutti coloro che condividono la nostra aspirazione ad un
mondo riconciliato, più giusto, dove guerra e violenza siano bandite a
venire per riflettere insieme e conoscere un movimento, che pur piccolo e
con mille difetti, ha una storia importante ed è stato ed è tuttora uno dei
caposaldi della nonviolenza organizzata.
Allego il programma dettagliato dell'assemblea, le notizie logistiche e
organizzative e un cenno sulla storia del MIR.
Paolo Candelari
Presidente del Mir
Programma
Mercoledì 6 luglio
pomeriggio:arrivi e sistemazione
Sera: presentazione
Giovedì 7 luglio:
mattino momento di meditazione spirituale
lavoro (secondo lo stile dei campi)
Pomeriggio gruppi di discussione sul tema
'la nonviolenza evangelica'
Sera conviviale
venerdì 8 luglio:
mattino momento di meditazione spirituale
lavoro (secondo lo stile dei campi)
Pomeriggio gruppi di discussione sul tema
'la nonviolenza evangelica'
Sera relazione presidente e segreteria,
sabato 9 luglio
mattino: passeggiata nei boschi
pomeriggio: DPN e servizio civile
presentazione attività Ifor e sedi locali
campagne e iniziative future
preghiera ecumenica
Sera festa
Domenica 10 luglio
mattino: conclusioni,
delibere
elezione presidente e segreteria
valutazioni finali
pranzo e saluti
COME RAGGIUNGERE LA CASA :
In auto prendendo l' autostrada Torino-Bardonecchia: uscire allo svincolo di
Savoulx, prendere la SS 335 in direzione Bardonecchia; dopo 1,8 km , giunti
al paese di Beaulard, girare a sinistra e seguire le indicazioni per Chateau
prendendo la SP234: dopo 3km si giunge alla borgata di Chateau, lasciare
l'auto nel posteggio sopra il paese, scendere fino alla chiesa, alla prima
fontana girare a sinistra e proseguire fino in fondo alla via.
In treno (fermata a Beaulard del treno FS sulla linea Torino - Bardonecchia;
si cambia a Bussoleno) e poi per i + volenterosi a piedi su comodo sentiero
di circa 2,5 km; per gli altri telefonateci e vi veniamo a prendere in
macchina (telefonare 3385920901).
La casa per ferie si trova nella piccola Borgata Chateau a 2,5 km da
Beaulard a 1385 m. di altitudine, a soli 8 km da Oulx in direzione di
Bardonecchia.
Il costo del soggiorno (dalla cena del 6 al pranzo del 10) sarà di 65? (la
metà per i bambini). Per chi avesse esigenze particolari ci contatti.
Per informazioni contattare
Claudio Greco (tel 0119046515 email clalagg@...); Paolo Candelari (tel
0117767411 email paolocand@...)
SEGRETERIA NAZIONALE
Via Garibaldi 13 - 10122 TORINO
Tel: 011/532824 - Fax: 011/5158000
E-mail: mir@...
Sito Web: http://www.peacelink.it/users/mir/
UN PO' DI STORIA
MIR/IFOR
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, dopo aver partecipato a
un convegno ecumenico a Colonia, l'inglese Henry Modgkin e il tedesco F.
Siegmund Shultze promettono di non partecipare mai ad una guerra. Alla fine
dello stesso anno, a Cambridge, 130 persone danno vita al Movimento e,
divenuto obbligatorio il servizio militare in Gran Bretagna, nel 1917 più di
600 membri del MIR inglese si dichiarano obiettori di coscienza e vengono
messi in prigione.
Nel 1919 il Movimento diventa internazionale con la denominazione di
Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) nei paesi latini e di
International Fellowship Of Reconciliation (IFOR) nei paesi anglofoni. Si
configura come una federazione di gruppi i cui membri operano per la
giustizia e la pace, rifiutano l'uso della violenza nonchè la preparazione e
la partecipazione alla guerra sotto qualsiasi forma. Si definisce movimento
a base spirituale, composto da uomini e donne impegnati nella nonviolenza
attiva come stile di vita e mezzo di cambiamento personale sociale e
politico.
Negli anni '30 entra in contatto con Gandhi e sviluppa metodi di nonviolenza
attiva per la risoluzione dei conflitti nella ricerca della verita' e nel
rispetto dell'avversario.
Numerosi sono gli episodi di resistenza nonviolenta da parte di membri del
MIR durante la seconda guerra mondiale con anche tributo di sangue
Dopo la seconda guerra mondiale il MIR, grazie anche all'opera instancabile
di Jean e Hildegard Goss-Mayr, cerca vie alternative e nonviolente per
conseguire la giustizia e la riconciliazione tra tutti i popoli. In America
Latina è presente con don Helder Camara e Adolfo Perez Esquivel; negli Stati
Uniti con Martin Luther King e Dorothy Day; in Vietman collabora alla
resistenza nonviolenta con i monaci buddhisti; in Sudafrica è presente con
Albert Luthuli; in Irlanda con Mairead Corrigan. E inoltre in Medio Oriente,
Zaire e Africa Sub-sahariana, Filippine, India Bangladesh, Madagascar e,
dopo il 1989, anche in molti paesi dell'Europa Orientale.
Oggi il Movimento, presente in più di 50 paesi, è Organismo Non Governativo
(ONG) e ha uno stato consultivo permanente presso le Nazioni Unite (ECOSOC)
nelle sedi di New York, Ginevra e Vienna.
Il MIR IN ITALIA
La sezione italiana del M.I.R. nasce nel 1952 per iniziativa di Tullio Vinay
e Carlo Lupo (valdesi), Ruth e Mario Tassoni (quaccheri). Si impegna sin
dall'inizio per la diffusione della teoria e della prassi della nonviolenza
e presto raccoglie adesioni anche tra i cattolici. Dagli anni '60 è attivo a
livello nazionale per un ecumenismo di base e per approfondire i fondamenti
religiosi della nonviolenza.
Il M.I.R. ha sostenuto Giuseppe Gozzini e Fabrizio Fabbrini, primi obiettori
cattolici al servizio militare, si è impegnato per il riconoscimento
giuridico dell'obiezione di coscienza ed è stato uno dei primi enti a
convenzionarsi per lo svolgimento del servizio civile
È stato il Movimento che ha avviato per primo in Italia la Campagna di
Obiezione di coscienza alle spese Militari (OSM), nata negli anni '80, e si
adopera per far conoscere e costruire la Difesa Popolate Nonviolenta (DPN)
come alternativa alla difesa armata.
Ha partecipato alla lotta contro le centrali nucleari
Da diversi anni il MIR è impegnato nell'educazione alla pace realizzando, in
collaborazione con le istituzioni locali e regionali, incontri e convegni di
formazione e di informazione sulla pace, la nonviolenza, un diverso modello
di sviluppo.
Ogni anno organizza campi estivi di formazione alla nonviolenza.
Attualmente sostiene molteplici iniziative internazionali per una soluzione
nonviolenta dei conflitti armati in varie parti del mondo,in particolare in
Kossovo, Africa, Colombia, Palestina/Israele.
Dallo statuto del MIR
Il M.I.R. è un movimento a base spirituale composto da uomini e donne che
sono impegnati nella non-violenza attiva intesa come stile di vita; come
mezzo di riconciliazione nella verità e di conversione personale; come mezzo
di trasformazione sociale, politica, economica; nel rispetto della fede dei
suoi membri.
I membri dei M.I.R. di fede cristiana si impegnano nella non-violenza
evangelica attiva, nella testimonianza che l'amore quale Gesù Cristo ha
manifestato vince ogni male.
Tutti i membri del M.I.R. sono chiamati a praticare la non-violenza attiva
sull'esempio di Gandhi e come mezzo per costruire la pace frutto della
riconciliazione, nella consapevolezza che guerre e conflitti sono causati
dall'ingiustizia e da discriminazioni razziali, etniche, ideologiche,
religiose, economiche, di sesso, e che il depauperamento dell'ambiente è
anche la conseguenza di un errato ed ingiusto sfruttamento delle risorse
naturali.
Pertanto essi si impegnano a:
· praticare la riconciliazione nella vita personale e sociale;
· praticare la solidarietà nella vita personale e sociale;
· liberare l'uomo da tutti quei condizionamenti culturali, politici,
militari, economici che lo confondono e lo opprimono;
· rifiutare qualsiasi collaborazione alla guerra così come a situazioni o
istituzioni di ingiustizia e criminalità, sia esse attentino alla vita umana
sia che sfruttino indebitamente le risorse naturali e umane.
[Questo messaggio conteneva allegati]
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Questa mailing list è curata dal sito:
www.riconciliazione.it
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Link utili di Yahoo! Gruppi
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carissimi tutti, viinvio per conoscenza la lettera che è stat ainviata al Vicepresidente Santos e alle altre autorità colombiane, in appoggio alla Comunità di san José e Jiguamiandò. La lettera è stata firmata anche dai partecipanti alla Assemblea della Rete del 10 giugno u.s.
Se avete volgia di rinviarla anche voi vi dico che queste e-mail mi sono tornate indietro: procuradoria, defensoria, Fiscalia, dhpresidencia, Vicepresidente. però questi fax hanno funzionato e sono:
00571 4287634 programma DD.HH. Carlos Franco Echevarria
00571 64 00 491 Defensoria del Pueblo
00571 4442158 Vicepresidente Santos
00571 570 2022 Fiscalia general Luis Camilo Osorio
Appena pronto invio il verbale della assemblea. Vi invito a sottoscrivere la lettera di appoggio a Gloria cuarta e a Padre Javier Giraldo, potete farlo dal sito
Señor Vicepresidente, las noticias que continúan a llegar desde el Urabá chocoano y antioqueño respecto a la situación actual de las Comunidades de Paz siguen siendo preocupantes. Concretamente la Comunidad de Paz de San José de Apartadó, denuncia hechos de atropello, detenciones ilegales y amenazas por parte de miembros de la Policía y el Ejército entre los días 16 de mayo al 2 de junio del presente año. Los hechos denunciados son: la detención arbitraria en Apartadódel miembro de la Comunidad de Paz Aldemar Vasco, el día 16 de mayo; este mismo día se presentaron pesadas amenazas contra un menor de edad habitante de Sanjosesito en el reten militar de La Balsa; el 20 de mayo el ejército amenaza a familias de la Zona Humanitaria de La Cristalina, anunciando una próxima arremetida contra estas; el 21 de mayo el ejército maltrata fisicamente al miembro de la Comunidad de Paz Jairo Usuga y lo presiona para que se convierta en informante; 27 de mayo, cerca al caserío de San José, el ejército comunica a dos campesinos de la Comunidad de Paz que por cada militar o policía muerto por la guerrilla en la zona, serán asesinados 3 miembros de la Comunidad de Paz; mayo 29, se observa la presencia durante todo el día de dos reconocidos paramilitares en el caserío de San José, que además tienen contacto verbal con la Policía allí acantonada; junio 2, el conductor que transporta los alimentos para las familias desplazadas de Sanjosecito, es “advertido” por la Policía de Apartadó, que si continuaba con esta actividad podría convertirse en objetivo militar de los paramilitares.
Por otro lado, el Consejo Comunitario del Jiguamiandó y el Curvaradó, sigue denunciando el avance ilegal de los cultivos industriales de palma de aceite en el territorio de las comunidades afrodescendientes. Tal como ya han comunicado a la Vicepresidencia, Ministerio del Interior y al INCODER, las comunidades han constatado la deforestación y ampliación de estas siembras ilegales en el sitio el Zapayal, caserio de Las Menas. Igualmente se denuncia las presiones paramilitares que advierten a los campesinos que quien reclame sus tierras es considerado como guerrillero y por tanto como objetivo militar. Se denuncia así mismo, las violaciones al derecho de libre movilización de afrodescendientes y mestizos por parte de la Policía en el casco urbano de Carmen del Darién. Fue el caso sucedido el 4 de junio a cinco campesinos que fueron obligados a permanecer en el pueblo cuando se disponían a regresar a su comunidad para llevar los alimentos enviados por el Instituto Colombiano de Bienestar Familiar a los niños de los hogares comunitarios de las Zonas Humanitarias del Jiguamiandó.
Respetuosamente, solicito su intervención para la protección de los derechos de estas comunidades.
Atentamente
Stefano Bigaroni (f.to) Assessore alla Cultura Anna Laura Bobbi
Alcalde del Municipio de Narni
Coordinador de la Red Italiana de Solidaridad con las Comunidades de paz del Chocò y
Urabaa nombre de todos los miembros de la Red
SubscribenLos miembros de la Red reunidos en asamblea extraordinaria el dia 10 junio 2005 en Roma, Camara de Consejo
ROBERTO LORENZI, Assessore Comune di Cascina ( PI)
VALENTINO BERARDI, Soci Banca Etica de Lazio
EMANUELA BALIVA, Reti di Pace, Lab. Moneverde ROMA
CELIA DIAZ CATALAN, AssociazioneA SUD
LUIGI COJAZZI, Padova
DANIELA DANTEO,Ufficio Pace Comune Cascina
DINO GASPARRI, Consigliere Comune di Roma
ILIANA CIRIACI,MIR Movimento Internazionale dellaRiconciliazione
___________________________
Con copia a:
Consejo Interno Comunidad de Paz de San José de Apartadò
Invito all'assemblea nazionale del MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) dal 6 al 10 luglio prossimi
L’assemblea del MIR si svolge ogni anno, ed è l’incontro principale in cui si riuniscono i suoi iscritti per discutere insieme e decidere cosa fare.
Essa è sempre stata aperta a tutti gli amici che vogliono conoscere più da vicino il nostro movimento, e sono interessati alle tematiche della nonviolenza e della riconciliazione.
Ma lo è particolarmente quest’anno, in cui abbiamo deciso di approfittare di questa occasione d’incontro per fare un campo seminariale di 4 giorni, in cui rifletteremo sul tema “la nonviolenza evangelica”: questo fa parte di un percorso, iniziato lo scorso anno, di approfondimento delle radici spirituali del nostro impegno nonviolento.
Per questo vorremmo invitare tutti coloro che sono interessati a questo tema a discuterne con noi, portare la loro esperienza, in modo da poter arricchirci insieme.
L’assemblea sarà organizzata sullo stile dei campi Mir, inframmezzando il lavoro teorico al lavoro manuale, di aiuto alla comunità che ci ospita, e di autogestione; il tutto ‘condito’ di momenti serali di festa e convivialità.
Ci sarà anche una seconda parte in cui si farà una valutazione del lavoro fatto dal movimento, e cercheremo di elaborare un programma per il prossimo anno.
Pertanto invito tutti coloro che condividono la nostra aspirazione ad un mondo riconciliato, più giusto, dove guerra e violenza siano bandite a venire per riflettere insieme e conoscere un movimento, che pur piccolo e con mille difetti, ha una storia importante ed è stato ed è tuttora uno dei caposaldi della nonviolenza organizzata.
Allego il programma dettagliato dell’assemblea, le notizie logistiche e organizzative e un cenno sulla storia del MIR.
Paolo Candelari
Presidente del Mir
Programma
Mercoledì 6 luglio
pomeriggio:arrivi e sistemazione
Sera:presentazione
Giovedì 7 luglio:
mattinomomento di meditazione spirituale
lavoro (secondo lo stile dei campi)
Pomeriggiogruppi di discussione sul tema
'la nonviolenza evangelica’
Sera conviviale
venerdì 8 luglio:
mattinomomento di meditazione spirituale
lavoro (secondo lo stile dei campi)
Pomeriggiogruppi di discussione sul tema
'la nonviolenza evangelica’
Sera relazione presidente e segreteria,
sabato 9 luglio
mattino:passeggiata nei boschi
pomeriggio: DPN e servizio civile
presentazione attività Ifor e sedi locali
campagne e iniziative future
preghiera ecumenica
Serafesta
Domenica10 luglio
mattino: conclusioni,
delibere
elezione presidente e segreteria
valutazioni finali
pranzo e saluti
COME RAGGIUNGERE LA CASA :
In auto prendendo l’ autostrada Torino-Bardonecchia: uscire allo svincolo di Savoulx, prendere la SS 335 in direzione Bardonecchia; dopo 1,8 km, giunti al paese di Beaulard, girare a sinistra e seguire le indicazioni per Chateau prendendo la SP234: dopo 3km si giunge alla borgata di Chateau, lasciare l'auto nel posteggio sopra il paese, scendere fino alla chiesa, alla prima fontana girare a sinistra e proseguire fino in fondo alla via.
In treno (fermata a Beaulard del treno FS sulla linea Torino - Bardonecchia; si cambia a Bussoleno) e poi per i + volenterosi a piedi su comodo sentiero di circa 2,5 km; per gli altri telefonateci e vi veniamo a prendere in macchina (telefonare3385920901).
La casa per ferie si trova nella piccola Borgata Chateau a 2,5 km da Beaulard a 1385 m. di altitudine, a soli 8 km da Oulx in direzione di Bardonecchia.
Il costo del soggiorno (dalla cena del 6 al pranzo del 10) sarà di 65€ (la metà per i bambini). Per chi avesse esigenze particolari ci contatti.
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, dopo aver partecipato a un convegno ecumenico a Colonia, l'inglese Henry Modgkin e il tedesco F. Siegmund Shultze promettono di non partecipare mai ad una guerra. Alla fine dello stesso anno, a Cambridge, 130 persone danno vita al Movimento e, divenuto obbligatorio il servizio militare in Gran Bretagna, nel 1917 più di 600 membri del MIR inglese si dichiarano obiettori di coscienza e vengono messi in prigione.
Nel 1919 il Movimento diventa internazionale con la denominazione di Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) nei paesi latini e di International Fellowship Of Reconciliation (IFOR) nei paesi anglofoni. Si configura come una federazione di gruppi i cui membri operano per la giustizia e la pace, rifiutano l'uso della violenza nonchè la preparazione e la partecipazione alla guerra sotto qualsiasi forma. Si definisce movimento a base spirituale, composto da uomini e donne impegnati nella nonviolenza attiva come stile di vita e mezzo di cambiamento personale sociale e politico.
Negli anni ‘30 entra in contatto con Gandhi e sviluppa metodi di nonviolenza attiva per la risoluzione dei conflitti nella ricerca della verita' e nel rispetto dell'avversario.
Numerosi sono gli episodi di resistenza nonviolenta da parte di membri del MIR durante la seconda guerra mondiale con anche tributo di sangue
Dopo la seconda guerra mondiale il MIR, grazie anche all'opera instancabile di Jean e Hildegard Goss-Mayr, cerca vie alternative e nonviolente per conseguire la giustizia e la riconciliazione tra tutti i popoli. In America Latina è presente con don Helder Camara e Adolfo Perez Esquivel; negli Stati Uniti con Martin Luther King e Dorothy Day; in Vietman collabora alla resistenza nonviolenta con i monaci buddhisti; in Sudafrica è presente con Albert Luthuli; in Irlanda con Mairead Corrigan. E inoltre in Medio Oriente, Zaire e Africa Sub-sahariana, Filippine, India Bangladesh, Madagascar e, dopo il 1989, anche in molti paesi dell'Europa Orientale.
Oggi il Movimento, presente in più di 50 paesi, è Organismo Non Governativo (ONG) e ha uno stato consultivo permanente presso le Nazioni Unite (ECOSOC) nelle sedi di New York, Ginevra e Vienna.
Il MIR IN ITALIA
La sezione italiana del M.I.R. nasce nel 1952 per iniziativa di Tullio Vinay e Carlo Lupo (valdesi), Ruth e Mario Tassoni (quaccheri). Si impegna sin dall’inizio per la diffusione della teoria e della prassi della nonviolenza e presto raccoglie adesioni anche tra i cattolici. Dagli anni '60 è attivo a livello nazionale per un ecumenismo di base e per approfondire i fondamenti religiosi della nonviolenza.
Il M.I.R. ha sostenuto Giuseppe Gozzini e Fabrizio Fabbrini, primi obiettori cattolici al servizio militare, si è impegnato per il riconoscimento giuridico dell'obiezione di coscienza ed è stato uno dei primi enti a convenzionarsi per lo svolgimento del servizio civile
È stato il Movimento che ha avviato per primo in Italia la Campagna di Obiezione di coscienza alle spese Militari (OSM), nata negli anni '80, e si adopera per far conoscere e costruire la Difesa Popolate Nonviolenta (DPN) come alternativa alla difesa armata.
Ha partecipato alla lotta contro le centrali nucleari
Da diversi anni il MIR è impegnato nell’educazione alla pace realizzando, in collaborazione con le istituzioni locali e regionali, incontri e convegni di formazione e di informazione sulla pace, la nonviolenza, un diverso modello di sviluppo.
Ogni anno organizza campi estivi di formazione alla nonviolenza.
Attualmente sostiene molteplici iniziative internazionali per una soluzione nonviolenta dei conflitti armati in varie parti del mondo,in particolare in Kossovo, Africa, Colombia, Palestina/Israele.
Dallo statuto del MIR
Il M.I.R. è un movimento a base spirituale composto da uomini e donne che sono impegnati nella non-violenza attiva intesa come stile di vita; come mezzo di riconciliazione nella verità e di conversione personale; come mezzo di trasformazione sociale, politica, economica; nel rispetto della fede dei suoi membri.
I membri dei M.I.R. di fede cristiana si impegnano nella non-violenza evangelica attiva, nella testimonianza che l'amore quale Gesù Cristo ha manifestato vince ogni male.
Tutti i membri del M.I.R. sono chiamati a praticare la non-violenza attiva sull'esempio di Gandhi e come mezzo per costruire la pace frutto della riconciliazione, nella consapevolezza che guerre e conflitti sono causati dall'ingiustizia e da discriminazioni razziali, etniche, ideologiche, religiose, economiche, di sesso, e che il depauperamento dell'ambiente è anche la conseguenza di un errato ed ingiusto sfruttamento delle risorse naturali.
Pertanto essi si impegnano a:
·praticare la riconciliazione nella vita personale e sociale;
·praticare la solidarietà nella vita personale e sociale;
·liberare l'uomo da tutti quei condizionamenti culturali, politici, militari, economici che lo confondono e lo opprimono;
·rifiutare qualsiasi collaborazione alla guerra così come a situazioni o istituzioni di ingiustizia e criminalità, sia esse attentino alla vita umana sia che sfruttino indebitamente le risorse naturali e umane.
Subject: 2 offerte di lavoro alla branca inglese dell'IFOR
OFFERTE DI LAVORO NELLA BRANCA INGLESE (FOR ENGLAND)
La branca inglese dell'IFOR cerca due funzionari per il nuovo progetto Peace by Peace, con base ad Oxford:
-uno, con impegno a tempo pieno, responsabile del settore Educazione e campagne
- l'altro, con impegno part time, per i progetti internazionali.
Scopo del progetto è costruire infrastrutture internazionali di peacemaking con finanziamenti ai gruppi che lavorano per la pace e la riconciliazione in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina e sviluppare l' educazione dei ragazzi del Regno Unito.
Per dettagli e modello di domanda consultare il sito www.for.org.uk/jobs o contattare: office@...
The Peace by Peace Project
The Fellowship of Reconciliation (FoR) is a Christian charity which undertakes education and advocacy work around peace, conflict and security issues. Peace-by-Peace is a new FoR project that aims to build the infrastructure of peacemaking by raising financial support for peacemakers overseas from the UK Christian community in conjunction with education work with young people in the UK. In addition we will enable and encourage communications between young UK peacemakers and overseas peacemakers. The heart of our message is that building peace with justice is the only way to build real peace and lasting security.
Supporting overseas peacemakers
A real strength of FoR is its links through International FoR with dozens of groups working for peace and reconciliation in Africa, Asia, the Middle East and Latin America. Peace by Peace will choose several of these projects to support financially through the International Fund by raising funds from Churches, trusts and the general public. This will not only support the projects directly but also strengthen the infrastructure of international peacemaking and root FoR's education and public policy work in practical peacemaking.
Education and campaign work with young people
Young people are showing a high level of interest in conflict and peace issues yet understanding of the theology of peacemaking, reconciliation, nonviolence and Christian pacifism is often lacking. During 2004 we undertook a pilot speaking tour of universities and colleges and have initiated a youth conference on these issues for October 2005. Building on this initial work, we will reach out to young people from the UK and overseas students at universities, colleges and sixth forms. In addition we will engage with young people at Christian youth events such as Breakout and Greenbelt.
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1. Re: [paxchristi] Re: [debate] appello fasullo ecologista a non votare i referendum Votate per favore!
Da: Luciano Benini <luciano.benini@...>
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Messaggio: 1 Data: Sat, 11 Jun 2005 20:42:18 +0200
Da: Luciano Benini <luciano.benini@...>
Oggetto: Re: [paxchristi] Re: [debate] appello fasullo ecologista a non votare i referendum Votate per favore!
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1. Re: [paxchristi] Re: [debate] appello fasullo ecologista a non votare i referendum Votate per favore!
Da: Luciano Benini <luciano.benini@...>
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Messaggio: 1 Data: Sat, 11 Jun 2005 20:42:18 +0200
Da: Luciano Benini <luciano.benini@...>
Oggetto: Re: [paxchristi] Re: [debate] appello fasullo ecologista a non votare i referendum Votate per favore!
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A me sembra che voglia lo Stato etico chi dice che deve esere lo Stato
a stabilire quando una vita umana, quale certamente l'embrione è,
diventa persona.
Luciano Benini
Paolo Candelari ha scritto:
ho capito che non sei d'accordo con quanto penso io e gli altri firmatari:
nulla di male x questo: non siamo gente che porta il cervello all'ammasso:
benvengano le differenze e le discussioni anche accese.
Gli insulti però (ignorante, clericali inconsistenti, mostri di insensibile
cattiveria), potevi evitarli,scegliendo di argomentare le tue posizioni.
Io, come gli altri, siamo comunque ecologisti, aldilà della tua scomunica.
ciao
Paolo
----- Original Message -----
From: "artemisia" <artemisianet@...>
To: "Paolo Candelari" <paolocand@...>
Cc: "paxchristi lista" <paxchristi@yahoogroups.com>; "Lilliput Debate"
<debate@...>; "mir ml"
<MIR-riconciliazione@yahoogroups.com>
Sent: Friday, June 10, 2005 3:44 PM
Subject: Re: [debate] appello fasullo ecologista a non votare i referendum
Votate per favore!
Gli ecologisti votano 4 si.
Chi afferma di non votare per una presunta scelta ecologista dimostra
una disdicevole ignoranza anche nel campo dell'ecologia. L'ecologia è
una scienza, non una religione.
Prima di suggerire qualsiasi cosa andate ad informarvi, basta un manuale
del liceo. Non c'entra nulla la vostra libera personale scelta di vita.
Dovete garantire, votando, che tutti i cittadini siano liberi di
scegliere per se stessi sul proprio corpo. Non vogliamo lo stato etico.
Vogliamo anche che la ricerca possa continuare senza lo stop di dogmi
clericali inconsistenti. Se esistono gli "ecologisti" è perchè qualche
scenziato ha avuto la libertà di istituire un filone di ricerca e voi
sputate nel piatto in cui affermate di mangiare.
Non esistono i mostri che paventate oppure mostri siete voi con la
vostra insensibile cattiveria. Le vostre equazioni sul PIL sono banalità
che nulla c'entrano comunque con i quesiti referendari. Tutte le vostre
paure sull'artificialità dell'uomo sono solo incubi onirici simili a
quelli che avevamo sulla fine del mondo prima dell'anno mille.
Con queste affermazioni voi non siete ecologisti di sicuro...
Giuseppe Ippolito
Paolo Candelari ha scritto:
*APPELLO ECOLOGISTA A NON VOTARE I REFERENDUM*
Ci rivolgiamo a coloro che hanno condiviso le battaglie ecologiste degli
ultimi decenni a partire da quelle contro gli inquinamenti chimici,
passando al nucleare fino alle ultimissime dedicate a contrastare le
manipolazioni genetiche. Esemplificate, queste ultime, dagli organismi
geneticamente modificati (OGM) per il mais e i pomodori transgenici e
sul fronte delle modificazioni genetiche degli animali dalla fosca
storia della pecora Dolly, una dura prova, riassunta dallo slogan
ecologista “Non consegniamo il futuro a Frankenstein”.
Ogni civiltà ha dei limiti da non superare, pena il venir meno della sua
ragion d’essere. Quando si eliminano i limiti e al loro posto si mette
il solo principio di efficienza non siamo più uomini, ma una massa di
bambini eternamente insoddisfatti che battono i piedi per avere
mezzogiorno a mezzanotte e che perciò devastano la propria civiltà e
l’intero pianeta
Le nostre battaglie hanno dimostrato l’inseparabilità del risanamento
della natura dalla cultura del limite, dal principio di precauzione,
dalla giustizia fra nord e sud del mondo.
.
Oggi, in coerenza e continuità con questi lunghi anni di lavoro,
chiediamo di non andare a votare il Referendum sulla legge 40, la
cosiddetta “procreazione assistita”.
Queste battaglie, a differenza di quelle sviluppiste della sinistra
tradizionale, hanno distrutto il dogma dell'aumento del Prodotto Interno
Lordo come indice di ben vivere e di giustizia fra i popoli. Infatti
hanno reso evidente che i concimi chimici, i diserbanti, le
biotecnologie e gli altri inquinanti aumentano il PIL, l'agricoltura
naturale no. La fecondazione artificiale tecnologica aumenta il PIL,
quella naturale no. Tutte le attività che devastano il pianeta aumentano
il PIL, quelle sane, di autonomia locale, no.
Questa contraddizione è risolvibile soltanto ricostruendo l’economia
sostenibile del bene comune sulla cura dei guasti naturali. La parte del
progresso artificiale dominata dagli investimenti delle multinazionali,
si contrappone a tale cambiamento con novità e scoperte spesso
reazionarie
La fertilità umana è diminuita nei paesi sviluppati (quella maschile
anche del 20%) soprattutto a causa dell’inquinamento alimentare e
ambientale. La soluzione sarebbe vietare l’agricoltura chimica e
l’emissione in atmosfera di nuove sostanze incontrollate. Invece si
sceglie la protesi reazionaria, la fecondazione artificiale
extracorporea, che apre ai grandi gruppi farmaceutici un nuovo immenso
spazio di speculazioni e profitti. I grandi interessi economici che
provocano l’infertilità forniscono, allo stesso tempo, il rimedio
artificiale. Non a caso proprio gli scienziati più finanziati dalle
grandi case farmaceutiche sono in prima linea per il Referendum. E
abbiamo imparato che ogni nuova tecnologia che compare in un mondo
diviso fra ricchi e poveri non farà altro che aumentare il baratro fra i
primi e i secondi.
Una delle campagne ecologiste di lunga durata è quella per la
liberazione della donna dal dominio della */medicalizzazione/*. Abbiamo
sostenuto i movimenti delle donne per la nascita senza violenza e
l’allattamento al seno, passato di moda perché era l’ultima forma di
produzione domestica: non si poteva convincere una madre a comprare il
proprio latte. Nel frattempo sono arrivati a oltre il 30% i parti
cesarei, mentre l’industria promuove il farmaco per abolire il mestruo
(e rendere la donna adatta ai ritmi frenetici del lavoro),
commercializza i cerotti ormonali per abolire la menopausa, le tecniche
per trasformare la post menopausa in una gioventù artificiale in cui si
può ancora partorire, le *_nonne puerpere_*. Già oggi si diffondono
anche fra i giovani dei kit per la fecondazione artificiale in modo da
separare, nella mentalità comune, la sessualità dalla fertilità e dalla
procreazione.
È evidente che la fecondazione extracorporea è l'estrema erosione dei
poteri della donna sulla maternità. Nella storia c’è stata la schiavitù,
ma mai la disponibilità dei gameti maschili e femminili da parte di
altri. *Solo una tecnologia reazionaria ha reso possibile il ritorno
della schiavitù sotto il microscopio. *
Dal punto di vista ecologico:
il *Referendum* è illegittimo perché la fecondazione naturale, come
l’acqua potabile e i semi delle piante alimentari, è un diritto comune
originario che nessuna legge può violare.
- *Votare sì* al Referendum significa mettersi contro la donna e
la natura, dalla parte dei gruppi farmaceutici e dei loro interessi. Ciò
in coscienza è assolutamente impossibile.
- *Votare no* significa, in nome di un politicamente corretto
malinteso e in nome di un senso civico fuori luogo, difendere
attivamente la legge 40 che legifera sull'embrione fuori dal suo
ambiente naturale e ammette la fecondazione tecnologica della donna,
seppure con soli tre embrioni. Ma c’è più distanza fra zero e tre
embrioni che fra tre e tremila..
Fuori dalla natura c'è solo l'assurdo, almeno nel 99% dei casi e
quell'1% accetterà di buon grado il sacrificio che hanno sempre
accettato le generazioni passate. Non si dovrebbe oggi essere disposti a
sacrificare il desiderio di aver figli, violentando artificialmente la
natura, per rispetto della propria dignità e per il bene comune?
L’infertilità, come altre menomazioni, fa parte dell’identità personale.
La tecnologia non risolve alla base il problema dell’infertilità, non
rende alla coppia umana la sua serenità e bellezza, ma aumenta
l’impotenza e dipendenza della donna.
* *
Per quanto riguarda la presa di posizione dei vescovi, mentre i
cattolici possono essere fieri di una Chiesa che difende la procreazione
naturale condannando la fecondazione extracorporea in quanto contro
natura, resta pur sempre aperta la contraddizione di non aver ancora
esplicitamente condannato, in quanto contro natura, la fabbricazione e
stoccaggio delle armi di distruzione di massa e degli inquinanti chimici
che provocano l’infertilità.
Altra contraddizione dei vescovi è quella di non condannare anche la
fecondazione tecnologica e l’allevamento industriale degli animali, come
attentato alla natura.
*Chi, in linea con la tradizione ecologista, è contro la manipolazione
della fertilità, la subordinazione dell’umanità alla tecnologia, agli
inquinamenti e agli interessi dei grandi gruppi economici, per esprimere
la sua scelta ha a disposizione una chiara manifestazione di volontà
legittima anche in precedenti prove referendarie: non andare a votare. *
Giannozzo Pucci, Carlo Ripa di Meana,
prime adesioni:
Gino Girolomoni /(Cooperativa Alce Nero, già coordinatore nazionale dei
verdi)/
Marco Sicco
Fabrizio Vincenti, /(presidente italiano associazione ambientalista Fare
più Verde),/ Lucca
Maria Antonietta Malleo, Palermo
Giancarlo Terzano, Siena
Lorenzo Bagnacani, Reggio Emilia
AEDfemminismo /(Associazione Educazione Demografica e Associazione Etica
donne)/ Bergamo
Nerina Negrello /(presidente della Lega Nazionale Contro la Predazione
di Organi e la Morte a Cuore Battente.)/
Alberto Di Cintio (/già/ /assessore verde della Provincia di Firenze/)
Sergio Paderi /(già assessore verde al comune e alla provincia di
Ben prima della nascita della CEE nel 1957, le lotte per la democrazia e per la libertà hanno accomunato milioni di persone sulle macerie della guerra.
Dal manifesto degli antifascisti al confino di Ventotene, al “movimento dei pezzenti” olandese, agli studenti della “rosa bianca” in Germania, Roberto Olla ricostruisce una mappa filmata della resistenza in Europa.
Filmati inediti da fonti alleate e dall’Istituto Luce, per raccontare la guerra, l’occupazione e la liberazione, in Grecia, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Francia, Olanda, Germania, Italia, Belgio.
"Potranno recidere tutti i fiori del mio giardino, ma non riusciranno ad impedire l’arrivo della Primavera”.