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#3781 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mer 1 Mar 2006 8:57 am
Oggetto: giustizia e pace ofm::Disoccupazione e lavoro nel sud-Italia:oltre la rassegnazione 21-24 marzo 2006.
locascio.francesco@...
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GIUSTIZIA PACE E INTEGRITA' DEL CREATO

 

Carissimo fratello, il Signore ti dia Pace!

Tutti gli animatori di GPIC del Sud-Italia sono invitati a partecipare al seminario organizzato dalla delegazione di GPIC del Sud-Italia che si terrà a Palermo nei giorni 21-24 marzo 2006.

Il seminario di studio affronterà la seguente tematica:

Disoccupazione e lavoro nel sud-Italia:

oltre la rassegnazione

L´invito è anche aperto a tutti gli animatori e ai componenti delle commissioni di GPIC della COMPI e tutti quei frati che hanno una certa sensibilità per le problematiche sociali che affliggono il nostro Paese e in particolare il mezzogiorno d´Italia. Come indicato nel programma, avremo anche un incontro con Mons. Calogero La Piana, Vescovo di Mazara del Vallo; per questo l´invito è esteso a tutti quei frati che hanno una certa sensibilità riguardo il mondo islamico, amore per il dialogo interreligioso ed ecumenico e quei frati che si sentono chiamati ad operare pastoralmente attraverso una fraternità d´inserimento.

Per questioni logistiche ed organizzative è bene giungere entro il 5 marzo 2006 le eventuali adesioni telefonando al n. 091 223595 oppure scrivendo a:  fragrazianob@...

 

ecco il programma completo

 

21 marzo 2006

Pomeriggio:arrivi e sistemazione

19:30 Vespri

20:00 Cena e fraternità

 

22 marzo 2006

07:30 Lodi

08:00 S. Messa

08:30 Colazione

09:30 Incontro

Prof. Augusto Cavadi - docente di Filosofia

"Il lovoro sociale nel meridione:  esperienze ed indicazioni operative".

10:30 Break

11:00 Dibattito

13:00 Pranzo

15:30 Incontro con il relatore

16:30 Break

17:00 Dibattito

19:30 Vespri

20:00 Cena e fraternità

 

23 marzo 2006

7:30 Colazione

8:00 Partenza per Mazara del Vallo

10:00 Incontro

S.E. Mons. Calogero La Piana Delegato CESI per l´immigrazione.

"Mazara, crocevia di culture: prospettive per una presenza francescana"

13:00 Pranzo a sacco

14:30 Incontro

Suore Francescane Missionarie di Maria "Servizio e testimonianza silenziosa"

18:00  S. Messa al Monastero S. Cuore di Alcamo

20:30 Cena  e fraternità

 

24 marzo 2006

7:30 Lodi

8:00 S. Messa

8:30 Colazione

9:30 Incontro

Verifica e programmazione

12:30 Pranzo

Partenze

 

 

Quota di partecipazione EUR 90

 

 

 

 

Come raggiungere Baida:

 

Dall´aereoporto:

treno o bus fino alla Stazione Centrale

102 fino a Piazzale Lennon

534 fino a Baida

 

In macchina:

svincolo via Pitrè (circa 2 km)

aeroporto di Boccadifalco (costeggiare il muro a destra)

via Roccazzo (guardando la montagna si vede già il Convento)

via Alla Falconara (salire fino a Piazza Baida)

via Al Convento di Baida n. 43 (possibilità di parcheggio).

 

Per prenotarsi rivolgersi entro il 5 marzo 2006

a fra´ Graziano Bruno:

 

tel. 091-223595; email  fragrazianob@...

 

 

 

 


#3780 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mar 28 Feb 2006 1:38 pm
Oggetto: disgustoso: un marocchino irregolare da parte di alcuni carabinieri, Borghezio ed i leghisti cavalcano onda xenofoba
locascio.francesco@...
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Un intervento di carabinieri e polizia si conclude nel pestaggio di un marocchino irregolare che aveva perso le staffe. Ma il filmato di un testimone che riprende la scena con il suo videofonino inchioda i responsabili. La vicenda è stata resa nota grazie a uno scoop della Gazzetta di Modena. Oggi Kataweb vi propone il video dell'accaduto.
 
L’europarlamentare Mario Borghezio, l’estrema destra della Lega, sabato scorso era a Sassuolo: «Aldilà dei necessari approfondimenti, non possiamo lasciare soli i militari. Mi farò interprete dell’indignazione dei cittadini onesti: è un pessimo segnale fa passare subito per imputati due tutori della legge».
 
 
«Non toccate chi ci difende» era la frase più ricorrente che si ascoltava ieri nel gruppo di cittadini che si è spinto ad avviare una raccolta di firme per fare quadrato attorno ai due militari e chiederne il reintegro. Nella piazza principale del paese in mattinata è comparso un banchetto di raccolta, che però nel pomeriggio è sparito, dopo che i promotori hanno riflettuto sull’eventualità, a loro dire, di possibili strumentalizzazioni politiche «così facili in tempi di campagna elettorale». L’idea della raccolta di firme era partita, tra gli altri, da esponenti della locale sezione dell’Associazione nazionale carabinieri in congedo. A questo punto il ‘ comitato di Braida’ (il quartiere in cui è avvenuto l’episodio) sta pensando di rilanciare la petizione.
 
 
il filmato è anche disponibile collegandosi a

#3779 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mar 28 Feb 2006 5:48 am
Oggetto: Fw: [appello]Un appello straordinario per il dialogo cristianoislamico
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
Sent: Tuesday, February 28, 2006 4:02 AM
Subject: [appello]Un appello straordinario per il dialogo cristianoislamico

<CENTER>“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno perdonate”( Mc 11,25)
Un appello straordinario per il dialogo cristianoislamico

Care amiche, cari amici,
Le religioni non hanno motivo per combattersi. Quando lo fanno ciò dipende dal fatto che esse si sono messe al servizio non di Dio, che, in tutte le religioni, chiede di non uccidere, ma di questo o quel gruppo economico, politico e militare che si contrappone con altri gruppi simili per interessi che nulla hanno a che vedere con alcun tipo di volontà divina.
Occorre perciò urgentemente che le religioni, tutte le religioni, scelgano decisamente di liberarsi da tutto ciò che le lega ai poteri politici, economici e militari che le hanno trasformate in strumenti di oppressione dei popoli anziché di loro liberazione dalla paura e dalla schiavitù.
Se è vero che Dio è amore, non si può consentire a nessuno di utilizzare il nome di Dio per promuovere appelli che di fatto incitano allo scontro, perché, come ci insegna la storia, alle parole poi seguono i fatti.
Come cristiani impegnati da tempo nel dialogo interreligioso ed in particolare in quello cristianoislamico, facciamo un appello a tutti coloro che si dicono cristiani, ad abbassare ogni arma, verbale o materiale. E lo facciamo nel nome di quel Gesù che impedì a Pietro di difenderlo dalle guardie che lo arrestavano e che perdonò sulla croce i propri carnefici. Non può essere seguace di quel Gesù chi si arma per uccidere, chi produce armi di distruzione di massa, chi già le ha utilizzate contro città inermi (ricordiamo Hiroshima e Nagasaki) e chi progetta di utilizzarle nei prossimi mesi e che di fatto le utilizza già in giro per il mondo. I tragici attentati alla moschea di Samarrà, indicano con chiarezza quale sarà il nuovo fronte bellico della guerra mondiale iniziata l’11 settembre del 2001 e che finora ha portato all’apertura di due fronti bellici in Afghanistan e Iraq dove ancora si combatte e si muore.
C’è bisogno perciò di una mobilitazione straordinaria di tutti per impedire questa nuova avventura militare. E le religioni possono dare il loro contributo determinante proprio a partire dal momento drammatico che stiamo vivendo, mobilitandosi per sviluppare il dialogo invece che la violenza e la contrapposizione.
Per noi cristiani sta per aprirsi un tempo di riflessione, quello che le varie confessioni cristiane chiamano di quaresima o tempo di passione, che ci porterà poi alla celebrazione della pasqua. Senza una nostra mobilitazione straordinaria rischiamo di non riuscire a celebrare questa pasqua a causa dei venti di guerra che si fanno sempre più impetuosi e minacciosi.
Vi chiediamo perciò di dare vita, in tutti i venerdì di questo tempo di quaresima/passione a giornate di digiuno, di dialogo e di preghiera con i musulmani. Vi chiediamo di digiunare nei giorni di venerdì 3,10,17,24,31 marzo e 7 aprile prossimi, invitando le associazioni islamiche del proprio territorio a momenti di dialogo e preghiera comune. Scambiamoci visite nelle moschee e nelle chiese, invitiamo musulmani, dopo il digiuno, a momenti di agape fraterna. Devolviamo ciò che ognuno risparmia con il digiuno ad iniziative di solidarietà sociale. Riflettiamo insieme sui contenuti della comune fede nel Dio unico.
Un primo appello in questo senso viene dal «Gruppo ‘Camminare Insieme’ per il Dialogo Interreligioso» di Fiorano e Sassuolo, composto di famiglie cattoliche e musulmane, che faranno insieme il percorso della quaresima/passione. Altre esperienze simili si faranno in altre città italiane. Una prima giornata di digiuno e di preghiera è stata promossa lo scorso 24 febbraio dalla Comunità dell’Arca.
E affinché la preghiera per la pace possa avere un senso, per noi cristiani è fondamentale scoprire il dono del perdono: “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno perdonate”, ci dice Gesù nel Vangelo di Marco. E se vogliamo che questa preghiera venga accolta, c’è bisogno che ognuno sposi pienamente la vita e la pratica di Gesù, che non ha promosso mai guerre, che non ha chiesto a nessuno di uccidere in suo nome, che anzi ha lodato a più riprese esponenti di altre religioni quali samaritani o pagani e ha accolto quelli che la società rifiutava. Come dice il Vangelo di Giovanni “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi chiedete quel che volete e vi sarà dato” (Gv 15,7).
Contiamo come sempre sulla mobilitazione dal basso di ognuno perché la pace appartiene a tutti e tutti abbiamo il dovere di impegnarci fino in fondo per difenderla.

27-2-2006
Il Comitato Organizzatore della Giornata del dialogo cristianoislamico
La Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto
------------------------------------------------------------------------------

Per adesioni e informazioni:

il dialogo
- Periodico di Monteforte Irpino
Via Nazionale, 51 - 83024 Monteforte Irpino (AV) - Tel: 333-7043384 / 339-4325220
Email redazione: redazione@...
Email direttore:
direttore@...
Sito:
http://www.ildialogo.org


La Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto
Email:
v.sanfi@...
Sito:
http://xoomer.virgilio.it/arcadilanzadelvasto/


===========================================================================
TUTELA DELLA PRIVACY

Ai sensi della Legge 675/1996, La informiamo che il Suo indirizzo è stato reperito attraverso e-mail da noi ricevuta o da fonti di pubblico dominio. Siamo coscienti che e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, quindi La preghiamo di accettare le nostre più sincere scuse se la presente non è di Suo interesse. Tutti i destinatari della e-mail sono in copia nascosta (Privacy L.75/96). Qualora non intendesse più ricevere comunicazioni, La preghiamo di inviare una e-mail di risposta con oggetto: CANCELLA a redazione@...
precisando l’indirizzo che sarà quindi immediatamente rimosso dalla mailing list. Abbiamo cura di evitare fastidiosi invii multipli, laddove ciò avvenisse La preghiamo di segnalarcelo.


#3778 Da: "Direttore " <direttore@...>
Data: Lun 27 Feb 2006 9:59 pm
Oggetto: Un appello straordinario per il dialogo cristianoislamico
direttore_il...
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“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno perdonate”( Mc 11,25)

Un appello straordinario per il dialogo cristianoislamico

 

Care amiche, cari amici,

Le religioni non hanno motivo per combattersi. Quando lo fanno ciò dipende dal fatto che esse si sono messe al servizio non di Dio, che, in tutte le religioni, chiede di non uccidere, ma di questo o quel gruppo economico, politico e militare che si contrappone con altri gruppi simili per interessi che nulla hanno a che vedere con alcun tipo di volontà divina.

Occorre perciò urgentemente che le religioni, tutte le religioni, scelgano decisamente di liberarsi da tutto ciò che le lega ai poteri politici, economici e militari che le hanno trasformate in strumenti di oppressione dei popoli anziché di loro liberazione dalla paura e dalla schiavitù.

Se è vero che Dio è amore, non si può consentire a nessuno di utilizzare il nome di Dio per promuovere appelli che di fatto incitano  allo scontro, perché, come ci insegna la storia, alle parole poi seguono i fatti.

Come cristiani impegnati da tempo nel dialogo interreligioso ed in particolare in quello cristianoislamico, facciamo un appello a tutti coloro che si dicono cristiani, ad abbassare ogni arma, verbale o materiale. E lo facciamo nel nome di quel Gesù che impedì a Pietro di difenderlo dalle guardie che lo arrestavano e che perdonò sulla croce i propri carnefici. Non può essere seguace di quel Gesù chi si arma per uccidere, chi produce armi di distruzione di massa, chi già le ha utilizzate contro città inermi (ricordiamo Hiroshima e Nagasaki) e chi progetta di utilizzarle nei prossimi mesi e che di fatto le utilizza già in giro per il mondo. I tragici attentati alla moschea di Samarrà, indicano con chiarezza quale sarà il nuovo fronte bellico della guerra mondiale iniziata l’11 settembre del 2001 e che finora ha portato all’apertura di due fronti bellici in Afghanistan e Iraq dove ancora si combatte e si muore.

C’è bisogno perciò di una mobilitazione straordinaria di tutti per impedire questa nuova avventura militare. E le religioni possono dare il loro contributo determinante proprio a partire dal momento drammatico che stiamo vivendo, mobilitandosi per sviluppare il dialogo invece che la violenza e la contrapposizione.

Per noi cristiani sta per aprirsi un tempo di riflessione, quello che le varie confessioni cristiane chiamano di quaresima o tempo di passione, che ci porterà poi alla celebrazione della pasqua. Senza una nostra mobilitazione straordinaria rischiamo di non riuscire a celebrare questa pasqua a causa dei venti di guerra che si fanno sempre più impetuosi e minacciosi.

Vi chiediamo perciò di dare vita, in tutti i venerdì di questo tempo di quaresima/passione a giornate di digiuno, di dialogo e di preghiera con i musulmani. Vi chiediamo di digiunare nei giorni di venerdì 3,10,17,24,31 marzo e 7 aprile prossimi, invitando le associazioni islamiche del proprio territorio a momenti di dialogo e preghiera comune. Scambiamoci visite nelle moschee e nelle chiese, invitiamo musulmani, dopo il digiuno, a momenti di agape fraterna. Devolviamo ciò che ognuno risparmia con il digiuno ad iniziative di solidarietà sociale. Riflettiamo insieme sui contenuti della comune fede nel Dio unico.

Un primo appello in questo senso viene dal «Gruppo ‘Camminare Insieme’ per il Dialogo Interreligioso» di Fiorano e Sassuolo, composto di famiglie cattoliche e musulmane, che faranno insieme il percorso della quaresima/passione. Altre esperienze simili si faranno in altre città italiane. Una prima giornata di digiuno e di preghiera è stata promossa lo scorso 24 febbraio dalla Comunità dell’Arca.

E affinché la preghiera per la pace possa avere un senso, per noi cristiani è fondamentale scoprire il dono del perdono: “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno perdonate”, ci dice Gesù nel Vangelo di Marco. E se vogliamo che questa preghiera venga accolta, c’è bisogno che ognuno sposi pienamente la vita e la pratica di Gesù, che non ha promosso mai guerre, che non ha chiesto a nessuno di uccidere in suo nome, che anzi ha lodato a più riprese esponenti di altre religioni quali samaritani o pagani e ha accolto quelli che la società rifiutava. Come dice il Vangelo di Giovanni “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi chiedete quel che volete e vi sarà dato” (Gv 15,7).

Contiamo come sempre sulla mobilitazione dal basso di ognuno perché la pace appartiene a tutti e tutti abbiamo il dovere di impegnarci fino in fondo per difenderla.

 

27-2-2006

Il Comitato Organizzatore della Giornata del dialogo cristianoislamico

La Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto

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Per adesioni e informazioni:

 

il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino

Via Nazionale, 51 -  83024 Monteforte Irpino (AV)  - Tel: 333-7043384 / 339-4325220

Email redazione: redazione@...   

Email direttore: direttore@...

Sito: http://www.ildialogo.org

 

 

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Email: v.sanfi@...

Sito: http://xoomer.virgilio.it/arcadilanzadelvasto/

 

 

 

 

 

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Ai sensi della Legge 675/1996, La informiamo che il Suo indirizzo è stato reperito attraverso e-mail da noi ricevuta o da fonti di pubblico dominio. Siamo coscienti che e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, quindi La preghiamo di accettare le nostre più sincere scuse se la presente non è di Suo interesse. Tutti i destinatari della e-mail sono in copia nascosta (Privacy L.75/96). Qualora non intendesse più ricevere comunicazioni, La preghiamo di inviare una e-mail di risposta con oggetto: CANCELLA a redazione@... precisando l’indirizzo che sarà quindi immediatamente rimosso dalla mailing list. Abbiamo cura di evitare fastidiosi invii multipli, laddove ciò avvenisse La preghiamo di segnalarcelo.

 


#3777 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Lun 27 Feb 2006 12:35 pm
Oggetto: Fw: Inontro con l'Unione 2/3
paoloeilaria@...
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----- Original Message -----
From: Paolo Naso
Sent: Monday, February 27, 2006 8:04 AM
Subject: Inontro con l'Unione 2/3

Vi segnalo questa importante iniziativa promossa da Confronti per giovedì 2 marzo, alle ore 16,30, salone metodista, Via Firenze 38, Roma
 
 
Verso le elezioni del 9 aprile. Interrogativi scomodi alla coalizione di Centro sinistra
 
Perché l'Unione guidata da Romano Prodi appare così divisa?
Quanto pesano all'interno della coalizione i valori della laicità dello Stato?
Quale reale inversione di rotta saprà realaizzare l'Unione nel campo delle politiche migratorie e della costruzione di una società multiculturale?
 
Ne parleremo con
Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista), Giuseppe Giulietti (DS), Fabio Capezzone (Rosa nel pugno), Lino Prenna (Margherita), Tana de Zulueta (verdi)
 
Per informazione: 06 4820503
 
Sperando di incojntrarvi numerosi, a tutti un caro saluto,
 
Paolo Naso

#3776 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 25 Feb 2006 12:35 pm
Oggetto: Fw: Orchestra della Pace - Settimana di Pasqua
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
  From: "Sermig - Fraternita' della Speranza" <sermig@...>
To: <presidenza@...>
Sent: Saturday, February 25, 2006 12:03 PM
Subject: Orchestra della Pace - Settimana di Pasqua



Cari amici,

l'Orchestra e il Coro della Pace si ritroveranno nella SETTIMANA DI PASQUA
(da giovedì mattina 13 aprile a sabato notte) all'Arsenale Pace per
condividere un intenso momento non solo musicale e continuare a costruire
quel sogno che ha portato qui a Torino molti di voi.

Come ricordera' chi e' gia' venuto, l'ORCHESTRA DELLA PACE e' un progetto
Sermig che vuole radunare una vera e propria ORCHESTRA ACUSTICA , che si
possa esibire nelle occasioni in cui il Sermig organizza momenti pubblici,
come e' successo ad esempio nei due Appuntamenti dei Giovani della Pace nel
2002 e nel 2004 e recentemente nella notte di Capodanno 2006.

Ritrovarci a suonare durante LA VEGLIA DI CAPODANNO è stato infatti un
momento davvero bello e importante per chi di voi c'era e ci piacerebbe che
anche durante la Settimana Santa qui al Sermig si sentisse la nostra
impronta musicale.

Sara' un'esperienza un po' diversa dai week-end dedicati all'Orchestra a cui
avete partecipato nell'anno passato. Intanto ci sara' contemporaneamente la
presenza di qualche CENTINAIO DI GIOVANI che condivideranno con noi la
settimana. Per sapere meglio di cosa stiamo parlando, vi rimandiamo al sito
www.sermig.org , sezione "Arsenale/Giovani all'Arsenale". Li' troverete
tutti i dettagli dell'esperienza che verrete a vivere insieme a noi  quei
giorni.

Per darvi un'idea di cio' che sara' (i DETTAGLI li manderemo poi a chi e'
interessato a venire) ALLA PARTE MUSICALE SARA' RISERVATA PIU' O MENO MEZZA
GIORNATA attraverso il  Laboratorio di Musica e Canto e l'animazione delle
Liturgie.

Per coloro che PER LA PRIMA VOLTA PARTECIPANO alle "SETTIMANE DI
CONDIVISIONE" del Sermig, il tempo restante sara' impegnato dal lavoro
manuale e da momenti di riflessione e spiritualita'. Questo perche'
l'esperienza musicale DA SOLA NON BASTA PER CAPIRE COSA E' IL SERMIG e da
dove escono le iniziative e i progetti che l'Arsenale della Pace propone in
Italia e nel mondo.

Per coloro che invece hanno gia' partecipato alle "settimane di
condivisione", sara' possibile continuare l'approfondimento musicale anche
nella restante mezza giornata.

L'appuntamento dunque e' per LA MATTINA DI GIOVEDI' 13 APRILE 2006.

Ovviamente portate il vostro strumento.


PER PARTECIPARE È NECESSARIA L'ISCRIZIONE.

Per CHI HA GIA' MANDATO I PROPRI DATI per l'iscrizione all'Orchestra, per
iscriversi a questo week-end è sufficiente RIMANDARE QUESTA MAIL
all'indirizzo orchestra_pace@... con il vostro NOME E COGNOME.

Per chi invece NON SI E' ANCORA ISCRITTO ALL'ORCHESTRA, DEVE MANDARE sempre
all'indirizzo orchestra_pace@... I SEGUENTI DATI

- cognome, nome, indirizzo, telefono, eta' ed email - lo strumento che
suonate (voce per i cantanti) e il livello (alto - medio - basso) - se
leggete la musica - se avete gia' partecipato ai Laboratori Musicali che si
tengono all'Arsenale - i vostri commenti

Per comunicazioni e/o informazioni a voce, contattate l'Arsenale
(011-4368566) e chiedete di Gianni. Lo trovate al mattino fino a mezzogiorno
e dopo le 20 dei giorni feriali oltre al sabato e alla domenica. Vi
aspettiamo davvero in tanti, a presto.

La Fraternità del Sermig

Email: orchestra_pace@...

Sermig - Fraternità della Speranza Piazza Borgo Dora 61
10152 Torino Tel. 011-4368566 Fax 011-5215571 Email: sermig@... Siti:
www.sermig.org     www.giovanipace.org  www.dalbassodellaterra.it




http://82.112.215.51/web3news/rimuovi.php?idut=11271&email=presidenza@riconcilia\
zione.it

This email was cleaned by emailStripper, available for free from
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#3775 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Gio 23 Feb 2006 1:55 pm
Oggetto: Violenze in Iraq: colpito sacerdote caldeo referente dei progetti per la comunità cattolica caldea di Baghdad dell'Arcidiocesi di Torino (Luigia Storti)
locascio.francesco@...
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Violenze in Iraq: colpito sacerdote caldeo referente dei progetti per la comunità cattolica caldea di Baghdad dell’Arcidiocesi di Torino

 

 

Mercoledi 22 aprile 2006.

Un altro, ennesimo, giorno nero per l’Iraq. Ieri il paese si è svegliato apprendendo della scomparsa di un altro suo capolavoro artistico: la cupola ricoperta da lastre d’oro che ornava la moschea sciita di Al Askariya a Samarra, a nord di Baghdad.

Era bellissima quella cupola. Guardandola dall’alto della Torre di Samarra, il minareto a spirale più famoso del mondo, l’oro che la ricopriva risplendeva al sole riverberandone la luce, ed illuminando così il paesaggio che dal color sabbia del deserto lontano  si inverdiva avvicinandosi al Tigri.

Ora le immagini ci rimandano muri sgretolati ed ossature ferree che niente più hanno da sorreggere.

Samarra. La splendida capitale dell’impero Abbaside è di nuovo ferita. Lo è stata mille e mille volte alla morte di ogni bambino, di ogni uomo, di ogni donna che hanno pagato la storia maledetta di un paese bellissimo. Lo è stata cento e cento volte ad ogni distruzione che l’ha colpita, e che ha spinto l’UNESCO ad estendere la sua protezione da una singola opera d’arte a “tutto” l’Iraq, considerato patrimonio mondiale dell’umanità nella sua interezza, e sempre più in pericolo a causa della follia dell’uomo che nulla rispetta e tutto distrugge, anche ciò che è suo, in nome del potere.

Così la torre di Samarra, il minareto a spirale che per tutti è ormai la rappresentazione di quella che avrebbe dovuto essere la mitica Torre di Babele,  ha perso la cima nell’aprile del 2005 quando alcuni ribelli l’hanno distrutta a colpi di mortaio per evitare che essa continuasse a servire ai cecchini americani come punto di osservazione e tiro. I cecchini americani su quella torre non ci sono tornati più, è vero, ma con essi è scomparso anche un pezzo di inestimabile valore artistico e storico.

Così oggi la cupola d’oro della moschea è rasa al suolo, e con essa la cupola maiolicata azzurra che le stava a fianco. Hanno retto i due minareti ed alcune delle mura esterne ma il danno è ancora più grave di quello inferto al minareto, perché diverso è il significato che le due opere d’arte rivestono.

La moschea di Al Askariya di Samarra è il terzo luogo santo dell’Islam sciita iracheno dopo le città sante di Najaf e Serbala, ed è carica di significati religiosi che oggi sono stati sfregiati. Essa ospita infatti le tombe di due imam che nella linea di successione sciita hanno continuato l’opera di diffusione dell’Islam iniziata da Maometto, e se ciò non bastasse la tradizione vuole che proprio da essa sia sparito il Mahdi nell’874. Nella tradizione sciita il Mahdi rappresenta una figura particolarmente importante e venerata, il dodicesimo imam successore di Maometto, che scomparve e che tuttora è atteso da milioni di fedeli sciiti nel mondo per invitare l’umanità all'Islam, instaurando così la giustizia, la pace ed il benessere nel mondo intero.

Nella follia che ormai ha pervaso gli animi degli iracheni, da troppi anni sottoposti ad una violenza quotidiana che noi non riusciamo neanche a pensare, la lotta per il potere non risparmia nulla e nessuno, e così distruggere una moschea sciita è la risposta agli “Squadroni della morte” composti da sciiti appartenenti alle forze dell’ordine del governo attualmente in carica, ed accusati di una serie di esecuzioni (colpi in testa e mani legate dietro la schiena) di esponenti più o meno potenti della minoranza sunnita.

Questa mattina all’alba infatti, alcuni individui che indossavano delle divise sono penetrati nella moschea e vi hanno depositato delle cariche esplosive per poi innescarle e fuggire. Che il gesto rivestisse un’importanza superiore a quello di molti altri gesti che purtroppo insanguinano il paese ogni giorno è stato subito dimostrato dall’intervento del Grand Ayatollah Ali Al Sistani che dalla sua casa di Najaf e’ eccezionalmente comparso sugli schermi televisivi, dapprima invitando gli sciiti a sollevarsi ed a vendicare l’offesa subita, salvo poi correggere il tiro invitandoli alla calma ed a non attaccare le moschee sunnite per ritorsione.

Questo invito alla calma forse è stato dovuto al fatto che il Grand Ayatollah si è reso conto del rischio che le sue parole avrebbero potuto rappresentare, ma se consideriamo che un uomo saggio come lui non può non averle soppesate prima è più probabile che egli abbia avuto sentore, o certezza, di come il suo rivale interno, non per carisma ma per potere di mobilitazione delle masse, Moqtada Al Sadr, avrebbe potuto sfruttarle a proprio vantaggio.

Nella capitale, infatti, gli sciiti mobilitati dal giovane capopopolo  Moqtada Al Sadr si sono riversati a migliaia fuori dal loro quartiere-ghetto ribattezzato Sadr City, un quartiere mostro di due milioni di abitanti in cui la rabbia per anni covata contro il regime e da esso brutalmente repressa, è esplosa, sotto la guida proprio di Moqtada Al Sadr, nell’opposizione violenza all’occupazione americana. Armati di bastoni e Kalashnikov, bandiere e pistole, i membri della sua milizia, l’Esercito del Mahdi, si sono riversati nei quartieri limitrofi incuranti degli appelli provenienti da Najaf, ed esaltati dalla possibilità di farla pagare ai sunniti, per troppo tempo veri ed unici padroni del paese.

Le loro urla di vendetta hanno risuonato per le strade di Baghdad sempre più vuote in attesa dello scoppio di tanta rabbia. E lo scoppio c’è stato, e moschee sunnite sono state attaccate e devastate.

Morti, feriti e tanta paura anche tra chi in questa lotta intestina interreligiosa parrebbe non entrarci nulla. E’ il caso di un sacerdote caldeo, Padre Douglas Al Bazi, colpito di fronte alla sua chiesa  da una pallottola vagante sparata da una delle decine di auto in corsa e piene di uomini armati decisi a farsi giustizia dell’offesa di stamani a Samarra.

Ho sentito dire che 25 moschee sunnite sono state attaccate oggi nel paese” mi dice con voce affaticata il sacerdote. E’ appena tornato dall’ospedale dove solo oggi pomeriggio, dopo molte ore dall’incidente, è riuscito ad arrivare. “Mi hanno fatto delle lastre e risulta che ho scheggia nella gamba sinistra, sotto il ginocchio, ma non possono toglierla, mi hanno solo fatto delle iniezioni di antibiotico e dovrò farne ancora.”

Cosa pensi succederà ora?” chiedo. “Non lo so, so solo che quando è scoppiato il caso delle vignette su Maometto pubblicate in Danimarca hanno attaccato la mia chiesa (il 29 gennaio scorso) ed oggi che la moschea sciita di Samarra è stata distrutta io sono finito in ospedale ed ho una scheggia nella gamba.

Ed il futuro?” “Penso che l’unica scelta che avremo sarà quella di lasciare il paese. Non c’è governo, non c’è sicurezza, cosa possiamo fare?

Queste parole così scoraggiate, perdenti, riflettono benissimo i sentimenti di chi è al limite della sopportazione umana, specialmente perché pronunciate da colui che, subito dopo i primi attacchi coordinati alle chiese irachene, il primo agosto del 2004, fece ferro e fuoco per tornare in patria dall’estero ed essere così vicino ai suoi fedeli. 

Ad oggi non si sa come e se la situazione cambierà, se e come un accordo politico convincerà Moqtada Al Sadr a ritirare le sue milizie. Certo non serviranno i giorni di lutto proclamati sia dal governo sia dal Grand Ayatollah Al Sistani, come non servirà il coprifuoco imposto dalle otto di sera alle sei del mattino. La luce del sole che in questo periodo già splende caldo in Iraq non ha fermato in questi anni le violenze, e certo non lo farà la calma imposta della notte.

 

 

Luigia Storti

 

 

 

Padre Douglas Al Bazi è il referente iracheno per il progetto “Io ho un nuovo amico, un sacerdote caldeo iracheno” curato dall’Ufficio Pastorale Migranti dell’Arcidiocesi di Torino. Ad egli vanno i migliori auguri di pronta guarigione da tutti coloro che in Italia lo hanno conosciuto, che hanno collaborato con lui e che hanno sostenuto i progetti di aiuto alla comunità cattolica caldea di Baghdad.   


#3774 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Gio 23 Feb 2006 6:38 am
Oggetto: Re: [MIR-riconciliazione] R: 24 febbraio: Lutto e digiuno nazionale
e.pey@...
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Sull'ultima domanda di Paolo, riguardo ad una giornata dedicata ad una preghiera per la pace e riconciliazione tra le grandi tradizioni religiose, osservo: c'è l'amicizia ebraico-cristiana, c'è la giornata di dialogo cristiano-islamico, ci sono gruppi più o meno ampi di dialogo interreligioso (a Torino "Insieme per la pace" da 10 anni), alcuni collegati nel WCRP (World Conference on Religion and Peace), c'è il giorno anniversario (non mi ricordo ora quale sia) dell'incontro interreligioso di Assisi 1986 indetto da GP II, ci sono associazioni e riviste sensibili e impegnate in questo macroecumenismo, ci sono studi teologici cristiani e di altre religioni sulle basi comuni religiose e etiche. Il Mir, per la sua origine e natura (cristiano ecumenico), è su questa linea. Può disporre una iniziativa propria o aderire a iniziative e attività esistenti. Qualcuno lo sta già facendo.
Ciao! Enrico
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Sent: Thursday, February 23, 2006 2:00 AM
Subject: [MIR-riconciliazione] R: 24 febbraio: Lutto e digiuno nazionale

Aderisco al digiuno. Anche il mir mn  piemontese invita ad aderire

Utilizzerò questa giornata per un momento di preghiera per la riconciliazione tra gli uomini di tutte le fedi, che devono ispirare sentimenti di pace e non di odio.

Con un pensiero particolare a tutte le vittime della follia di questi giorni:musulmani,cristiani e a qualunque fede appartengano.

Potremmo dedicare una giornata in un prossimo futuro ad una preghiera per la pace e riconciliazione tra le grandi tradizioni religiose?

 

Pace Forza Gioia

 

Paolo Candelari

 

-----Messaggio originale-----
Da: Antonino Drago [mailto:drago@...]
Inviato: mercoledì 22 febbraio 2006 1.50
A: ronchi@...; donatella.abignente@...; pga@...; adista@...; infoscout@...; epc@...; pnsf@...; seme@...; a.alba@...; dipub@...; roccoaltieri@...; dareius36@...; info@...; l.appiano@...; massimo.aprile@...; arecchi@...; d.arnone@...; aon.nazionale@...; odcpace.apg23@...; webmaster@...; enzoaulitto@...; azionenonviolenta@...; baldassari@...; cribbi@...; barazzag@...; ipribio@...; bauer@...; beati@...; luciano.benini@...; davideberruti@...; carlo.bertoluzza@...; bettazziluigi@...; bianchi_gvn@...; biblia@...; gerryb@...; bollinipaolo@...; ambrogio.bongiovanni@...; salbega@...; bori@...; luisa.bossa@...; bottone1@...; gaetanobriganti@...; bucher@...; bruno@...; buragino@...; d.caforio@...; louis-camp@...; luigicampiotti@...; paolocand@...; ocanfo@...; chemako@...; capitps@...; giorgio.carpi@...; p.attilio.carrella@...; caruana@...; gavci@...; c.cavallaro@...; guidoc@...; cento_p@...; centromelograno@...; info@...; pacedifesa-roma@...; pietro.cerreta@...; lcerruti@...; ilpuntonews@...; vincenzocioci@...; cipaxroma@...; lauracoccitto@...; alex.colantonio@...; paoloeilaria@...; info@...; e.milazz@...; acozzo@...
Oggetto: 24 febbraio: Lutto e digiuno nazionale

 

IL PROSSIMO VENERDI' 24:  GIORNATA NAZIONALE DI LUTTO NAZIONALE E DI DIGIUNO.

 Vogliamo prendere il lutto per quanto si è
follemente detto e fatto in questi giorni,

per dichiarare ai nostri fratelli Islamici la nostra estraneità,

 

esprimere il nostro rispetto verso ogni credo e verso i sentimenti religiosi di tutti i popoli, in particolare quelli degli islamici

il prossimo venerdì, giorno di preghiera comune ai cristiani, offrire il sacrificio del digiuno per scongiurare uno "scontro di civiltà" (già teorizzato da alcuni), perché noi vogliamo seguire l'insegnamento di Gandhi, che già cinquant'anni fa ha risolto il primo scontro tra civiltà (tra induismo e British Rule) senza armi e con la riconciliazione finale


chiamare a raccolta quelli che vogliono la pace nel mondo a farsi sentire su chi sogna o incoscientemente provoca scontri

e impegnarci  per il futuro a prendere altre  iniziative di riconciliazione.


 

Pace, Forza e Gioia

 

Per la comunità dell'Arca italiana

 

Antonino Drago
via Benvenuti 5
Castelmaggiore Calci Pisa 56010
tel. 050 937493
fax 06 233242218


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#3773 Da: "Paolo Candelari" <paolocand@...>
Data: Gio 23 Feb 2006 1:00 am
Oggetto: R: 24 febbraio: Lutto e digiuno nazionale
paolocand
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Aderisco al digiuno. Anche il mir mn  piemontese invita ad aderire

Utilizzerò questa giornata per un momento di preghiera per la riconciliazione tra gli uomini di tutte le fedi, che devono ispirare sentimenti di pace e non di odio.

Con un pensiero particolare a tutte le vittime della follia di questi giorni:musulmani,cristiani e a qualunque fede appartengano.

Potremmo dedicare una giornata in un prossimo futuro ad una preghiera per la pace e riconciliazione tra le grandi tradizioni religiose?

 

Pace Forza Gioia

 

Paolo Candelari

 

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Da: Antonino Drago [mailto:drago@...]
Inviato: mercoledì 22 febbraio 2006 1.50
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Oggetto: 24 febbraio: Lutto e digiuno nazionale

 

IL PROSSIMO VENERDI' 24:  GIORNATA NAZIONALE DI LUTTO NAZIONALE E DI DIGIUNO.

 Vogliamo prendere il lutto per quanto si è
follemente detto e fatto in questi giorni,

per dichiarare ai nostri fratelli Islamici la nostra estraneità,

 

esprimere il nostro rispetto verso ogni credo e verso i sentimenti religiosi di tutti i popoli, in particolare quelli degli islamici

il prossimo venerdì, giorno di preghiera comune ai cristiani, offrire il sacrificio del digiuno per scongiurare uno "scontro di civiltà" (già teorizzato da alcuni), perché noi vogliamo seguire l'insegnamento di Gandhi, che già cinquant'anni fa ha risolto il primo scontro tra civiltà (tra induismo e British Rule) senza armi e con la riconciliazione finale


chiamare a raccolta quelli che vogliono la pace nel mondo a farsi sentire su chi sogna o incoscientemente provoca scontri

e impegnarci  per il futuro a prendere altre  iniziative di riconciliazione.


 

Pace, Forza e Gioia

 

Per la comunità dell'Arca italiana

 

Antonino Drago
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#3772 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mer 22 Feb 2006 8:06 pm
Oggetto: Fw: [ReteDisarmo] Che c'azzeccano le ong e i frati coi militari?
locascio.francesco@...
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Sent: Wednesday, February 22, 2006 8:45 PM
Subject: [ReteDisarmo] Che c'azzeccano le ong e i frati coi militari?

Se siete curiosi leggete qui: ovvio Unimondo ospita risposte e reazioni.
Ciao Giorgio
 
Che c'azzeccano le ong e i frati coi militari?
 
 
Tempi duri per le Ong italiane. Il Governo Berlusconi non solo riduce gli aiuti alla cooperazione, ma ha anche deciso di azzerare i «contributi volontari» dell'Italia alle cinque principali agenzie dell'Onu (Unicef, Acnur, Fao, Oms e Unpd). Una decisione che ha suscitato le reazioni anche delle Ong italiane. Se Giulio Marcon di Sbilanciamoci denuncia che per il Governo è "meglio spacciare come umanitaria la missione militare in Iraq", qualche Ong ha trovato invece il modo di darsi da fare proprio coi militari: un recente comunicato del VIS segnala che "grazie al grande cuore degli aviatori dell’Aeronautica Militare si apre il Centro di accoglienza diurna per i bambini ed i ragazzi colpiti dallo tsunami a Dungalpitiya in Sri Lanka". Il Sacro Convento di Assisi sponsorizza la propria rivista col contributo di Finmeccanica, la prima azienda miliare italiana e decima nel mondo; e la Tavola della Pace la espone sul banchetto d'entrata dell'ultimo convegno. Che sia venuto il momento per Ong, frati e missionari di interrogarsi su finanziamenti e sponsorizzazioni? Per dirla in parole semplici: ma che c'azzeccano coi militari?
di Giorgio Beretta sx

#3771 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Mar 21 Feb 2006 8:56 am
Oggetto: da gianni penazzi
paoloeilaria@...
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ANDARE A QUEL PAESE...
Esperienze e proposte di Turismo Responsabile

Incontro con IRENE MAZZA (Associazione UNSOLOMONDO)

martedì 21/2/2006  ore 20.45
Circolo Guido Negri / Via Amendola 33 / LUGO  RA

"Il viaggio riguarda il rapporto  con gli altri e con i luoghi dove essi  vivono. Il Turismo Responsabile non è un prodotto specifico, ma un approccio in grado di dare un senso al viaggio: quell'antico vantaggio di crescita individuale che si ottiene attraverso gli incontri umani più diversi e attraverso l'avventura"

Organizzazione:
Ass Amici Sao Bernardo, Mir (Movim Internaz Riconciliazione), Parrocchia San Giacomo, Circolo Anspi G Negri-Lugo


#3770 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mer 22 Feb 2006 7:39 am
Oggetto: Fw: 24 febbraio: digiuno e lutto nazionale (Antonino Drago Per la comunità dell'Arca italiana)
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
 
Sent: Wednesday, February 22, 2006 1:48 AM
Subject: 24 febbraio: digiuno e lutto nazionale

IL PROSSIMO VENERDI' 24:  GIORNATA NAZIONALE DI LUTTO NAZIONALE E DI DIGIUNO.

 Vogliamo prendere il lutto per quanto si è
follemente detto e fatto in questi giorni,

per dichiarare ai nostri fratelli Islamici la nostra estraneità,
 
esprimere il nostro rispetto verso ogni credo e verso i sentimenti religiosi di tutti i popoli, in particolare quelli degli islamici

il prossimo venerdì, giorno di preghiera comune ai cristiani, offrire il sacrificio del digiuno per scongiurare uno "scontro di civiltà" (già teorizzato da alcuni), perché noi vogliamo seguire l'insegnamento di Gandhi, che già cinquant'anni fa ha risolto il primo scontro tra civiltà (tra induismo e British Rule) senza armi e con la riconciliazione finale

chiamare a raccolta quelli che vogliono la pace nel mondo a farsi sentire su chi sogna o incoscientemente provoca scontri

e impegnarci  per il futuro a prendere altre  iniziative di riconciliazione.
 
Pace, Forza e Gioia
 
Per la comunità dell'Arca italiana
Antonino Drago
via Benvenuti 5
Castelmaggiore Calci Pisa 56010
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contenuti pericolosi da MailScanner, ed e'
risultato non infetto.

#3769 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mar 21 Feb 2006 8:14 pm
Oggetto: Centro Missionario dell'Ordine Francescano Secolare d'Italia :: PROGETTO <<OPZIONE FISCALE PER LA PACE>>
locascio.francesco@...
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PROGETTO <<OPZIONE FISCALE PER LA PACE>>

Descrizione

Un po' di storia francescana ...

Nel 1221, duecento terziari francescani, si recarono in piazza dell'Arengo a Rimini per opporsi pubblicamente all'invito del Podestà a prestare il giuramento di fedeltà, che implicava di impugnare le armi al comando degli organi dello Stato. Essi dichiararono di:
“non potere né combattere né portare le armi, sia di offesa che di difesa; perché volevano la pace con gli uomini e con Dio, conquistandola con opere di bontà, trasformando il male che è nel mondo in bene”.
Imprigionati, furono poi difesi dal Papa che con una Bolla Pontificia li fece liberare.
Questo episodio è uno dei tanti che dimostrano come i primi francescani secolari, fecero dell’obiezione di coscienza alle armi e di conseguenza a tutte le guerre, una scelta di base così importante da essere riportata nelle prime due regole (Memoriale Propositi e Niccolo IV). Rifiutando l’uso delle armi, seguivano le scelte di Francesco e nello stesso tempo si collocavano nella tradizione dei primi cristiani:
volevano ricreare, nella società del loro tempo, il presupposto per un modo alternativo di risolvere i conflitti: quello basato sulla nonviolenza.

Oggi, tocca a noi ...

Lo Stato ricorre spesso alla forza per intervenire nelle controversie internazionali, anche ignorando la Costituzione (art.11). I cittadini che non condividono questo modo di agire hanno la possibilità di indicare delle alternative sostenendo politicamente ed economicamente le organizzazioni della società civile che lavorano per risolvere i conflitti in maniera nonviolenta, per portare sollievo alle vite stravolte dalle guerre, per promuovere i diritti umani.
Come francescani siamo chiamati a costruire la pace, riconoscendo che tale impegno è alla base dell'essere cristiani e francescani.

Obiettivi della campagna ...

La campagna di Obiezione alle Spese Militari per la Difesa Popolare Nonviolenta (OSM-DPN) è stata lanciata nel 1982, in risposta all'istallazione dei missili a Comiso e con l'obiettivo di realizzare in Italia le prime sperimentazioni di DPN. Dai 420 aderenti del primo anno, si è arrivati nel 1991, ai 9800, mentre nell'ultimo anno gli aderenti sono stati circa un migliaio. Attualmente la Campagna, promossa da alcune associazioni italiane per la pace e la nonviolenza, ha incontrato l'interesse e l'appoggio di un importante giornale cattolico (Famiglia Cristiana) e del Movimento Internazionale di Porto Alegre che ha incaricato un gruppo di persone per studiarne una possibile applicazione su scala mondiale.
Durante questi 20 anni la Campagna è riuscita a costruire un fronte di resistenza alla guerra di grande importanza e ad ottenere due obiettivi dei tre che si era proposta:
- la nuova legge sull'obiezione di coscienza - una prima istituzione statale di Difesa Popolare Nonviolenta, come inizio di una difesa nazionale alternativa;
Ora il comitato promotore della campagna è impegnato per raggiungere l'obiettivo della

OPZIONE FISCALE

cioè il riconoscimento legale del diritto del contribuente a finanziare la pace e non la guerra. A tale fine promuove iniziative con i fondi della Campagna, versati dagli obiettori stessi. Altri obiettivi della campagna sono la riduzione delle spese militari e la denuncia del commercio delle armi, anche attraverso la creazione di strumenti informativi e in accordo con le associazioni del movimento per la pace.

Cosa comporta la mia adesione ?

Obiettare alle spese militari oggi è molto più facile che in passato. Infatti, indipendentemente dalla propria posizione tributaria e senza esporsi a conseguenze personali sul piano amministrativo o penale, sottoscrivere la DICHIARAZIONE DI OBIEZIONE ed effettuare un VERSAMENTO a sostegno di un'organizzazione o di una iniziativa di pace, comporta l'autodichiarazione dello status di obiettore alle spese militari sostenute dallo Stato.

L'8 x 1000 per la nonviolenza

La Caritas Italiana in questi anni ha finanziato, con parte dei contributi dell'8 x 1000, dei progetti di interposizione nonviolenta (Progetto Caschi Bianchi) in varie zone di conflitto, ad esempio Rwuanda e Kossovo.
Chi fa la dichiarazione dei redditi, può chiedere alla Chiesa Cattolica che il proprio 8 x 1000 venga destinato alla Caritas per iniziative simili, contribuendo in questo modo a far crescere una cultura e una prassi della nonviolenza.

Vademecum per le fraternità

CHI PUO' ADERIRE E QUANDO ?

Ogni sorella e fratello, con o senza reddito, in ogni momento dell'anno. Per ragioni organizzative si consiglia comunque di compilare la dichiarazione di obiezione entro il mese di giugno.

COSA COMPORTA LA MIA FIRMA ?

L'autodichiarazione dello status di obiettrice o di obiettore alle spese militari sostenute dallo Stato. E' una dichiarazione di principio: NON ha conseguenze amministrative e NON si configura infrazione

PERCHE' IL VERSAMENTO ?

Per rendere esplicita la volontà di vedere usato il proprio denaro per costruire la pace. In alternativa ad un uso che oggi è prevalentemente per gli armamenti e la guerra.

A CHI LO FACCIO ?

Il versamento può essere fatto a favore di organizzazioni che lavorano per promuovere la pace con mezzi pacifici, la difesa popolare nonviolenta, l'interposizione nonviolenta in aree di conflitto, il disarmo. E' possibile versare il proprio contributo anche al Ce.Mi.OFS specificando nella causale: “Gruppo GPSC x campagna OSM-DPN” c.c.p. 41529173.

COSA BISOGNA FARE ?

1. effettuare un versamento per la pace
2. compilare la dichiarazione di obiezione. (Scarica il fac-simile)
3. se si è contribuenti fiscali, compilare la lettera per l'8x1000. (Scarica il fac-simile)
4. raccogliere dichiarazioni e lettere in fraternità e spedirle al Centro Missionario dell'OFS - Via Cappuccini, 8 - 50032 Borgo San Lorenzo (FI).

Dichiarazioni e lettere provenienti da tutta Italia verranno successivamente inviate da parte del Ce.Mi.OFS al Presidente della Repubblica e al Centro Coordinatore della Campagna per la dichiarazione di obiezione e all'Ufficio per il Sostentamento del Clero per le lettere dell'8 x 1000.

SE SONO IN DIFFICOLTA' A CHI DEVO RIVOLGERMI ?

Al gruppo GPSC del Ce.Mi.OFS indirizzando un'e-mail a gpsc@... o telefonando a Davide Morano, referente della campagna OSM-DPN per l'OFS, ai seguenti numeri: 050 936215 oppure 320 7680908.

Gruppo di lavoro:

Davide Morano, Fabio Ceseri, Bruno Di Francesco, Angela Pampaloni, Annalisa Vignolini, Alessandro Benini

Organizzazioni con cui cooperare:

Campagna OSM-DPN, Caritas italiana, Operazione Colomba, Franciscans International, Commissione Interfrancescana GPSC

Materiale del progetto:

Guida, moduli di dichiarazione, pieghevoli etc.



Questo articolo proviene da CeMiOFS Homepage :: Centro Missionario dell'Ordine Francescano Secolare d'Italia
http://www.cemiofs.it/



#3768 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mar 21 Feb 2006 4:58 pm
Oggetto: WCC 9th Assembly World Council of Churches - Home
locascio.francesco@...
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WCC >  Home
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Spiritual life

Today's worship centres on the prayer, "God, in your grace, transform our lives". The Bible readings (Ezekiel 27: 1-12) and John 4: 1-42 are about water, which is also today's worship symbol; Jesus, who taught in parables, described the redemption he offered as "a spring of water gushing up to eternal life" (John 4:14).

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Day 8, 21 Feb 2006



Assembly theme

Interviews are the tool used in today's plenary session to help distill thinking on the theme. A panel is asked to reflect on the theme's various dimensions – transforming the world, the earth, our societies, our churches, our lives, and our witness - from their own contexts, and from their experiences during the Assembly. The plenary listens to a first reading of the message to be issued by the Assembly, the WCC's supreme governing body.

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News and features

"A united church is no optional extra," said Archbishop Desmond Tutu in an impassioned speech to the World Council of Churches 9th Assembly in Porto Alegre. Rather, he said, it is "indispensable for the salvation... [more]
Leading theologians have addressed the World Council of Churches 9th Assembly on the theme of church unity. Scholars from the Protestant, Oriental Orthodox and Catholic traditions offered reflective comments on the document... [more]
Evangelical and Pentecostal participants in the World Council of Churches 9th Assembly have welcomed better relationships with WCC churches and called for greater co-operation in the future. [more]

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Today, the Assembly begins to deal with proposals from its Nominations Committee, based on recommendations from member churches and regional meetings of delegates, on the election of presidents and new members of the next central committee from among the delegates.

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Artistic expressions

Dance and theater groups daily give demonstrations of the cultures of their towns and regions,... [more]

Visiting the churches of Porto Alegre

Participants in the 9th Assembly scattered across Porto Alegre for worship with local congregations... [more]

Concern over Coca-Cola

An activist from India, Angelious Michael, called for the boycott of Coca-Cola products because a... [more]

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#3767 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Lun 20 Feb 2006 7:45 pm
Oggetto: Operazione Colomba ~APPELLO URGENTE: LIBERATE I NOSTRI AMICI Christian Peacemaker Teams ancora sequestrati dal 29 novembre IN IRAQ
locascio.francesco@...
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APPELLO URGENTE: LIBERATE I NOSTRI AMICI IN IRAQ
Christian Peacemaker Teams

Quattro membri dei Christian Peacemaker Teams (CPT) -Tom, James, Norman e Harmeet- sono stati sequestrati lo scorso sabato, 26 novembre, a Baghdad, Iraq. Non sono spie, non sono al servizio di nessun governo. Sono persone che hanno dedicato la loro vita a lottare contro la guerra e si sono pubblicamente e con determinazione opposti all'invasione e all'occupazione dell'Iraq. Sono persone credenti, ma non sono missisonari. Hanno un profondo rispetto per la religione mussulmana e per il diritto degli iracheni alla autodeterminazione.

I CPT arrivarono in Iraq nell'ottobre del 2002 per opporsi all'invasione e vi sono rimasti fin da allora, in solidarieta' con il popolo iracheno. Il gruppo ha offerto un contributo inestimabile nell'informare il mondo su molti degli orrori a cui sono sottoposti i detenuti iracheni nelle prigioni americane e nei centri di detenzione. I CPT sono stati tra i primi a documentare le torture sui prigionieri della prigione di Abu Ghraib, molto prima che la storia uscisse sui grandi organi d'informazione. I membri del CPT hanno passato ore e ore a intervistare cittadini iracheni per ascoltare le loro testimonianze di abusi e torture, inferti loro da uomini e donne dell'esercito statunitense e hanno diffuso queste informazioni in tutto il mondo.

Ognuno dei quattro membri dei CPT sequestrati in Iraq ha dedicato la sua vita a resistere all'oscurità e alle sofferenze della guerra e dell'occupazione.

Convinti che non sia sufficiente opporsi alla guerra dalla sicurezza di casa propria, hanno preso la difficile decisione di andare in Iraq, sapendo che il clima di diffidenza ceato dall'occupazione straniera comportava il rischio di venire erroneamente scambiati per spie o missionari. Sono andati là con uno scopo semplice: essere portatori della testimonianza delle ingiustizie e rappresentare con il proprio comportamento un modo diverso di relazionarsi, in amicizia, tra culture e fedi. I membri dei CPT si sono assunti in modo consapevole e con gioia il rischio di vivere insieme agli iracheni, in un normale quartiere fuori dalla infame Zona Verde. Non hanno cercato la protezione di armi o guardie armate, confidando nella bontà d'animo del popolo iracheno. I gesti di ospitalità e cordialità degli iracheni sono stati innumerevoli ed hanno sempre assicurato loro sicurezza e accoglienza. Vogliamo credere che questo stesso spirito prevarrà anche in questa situazione.

Rivolgiamo un appello a coloro che detengono questi attivisti affinché li rilascino senza far loro del male così che possano continuare il loro vitale lavoro di testimoni e costruttori di pace.

> FIRMA LA PETIZIONE <


#3766 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Lun 20 Feb 2006 4:57 pm
Oggetto: programma 24 febbraio
paoloeilaria@...
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Segno

 

 

 “Uno Stato che non fosse retto

secondo giustizia si ridurrebbe

 a una grande banda di ladri”

 (Benedetto XVI, citando Sant’Agostino)

 

 

Legalità, questione morale, cultura della giustizia:

il ruolo del cattolicesimo italiano

 

Incontro e dibattito pubblico

 

Roma

24 febbraio 2006, ore 17

Aula del Consiglio Provinciale (Palazzo Valentini, via IV Novembre)

 

 

Intervengono:

 

Luigi Ciotti

Presidente di Libera

 

Nino Fasullo

Direttore della Rivista Segno

 

Giovanni Mazzillo

Ordinario di Teologia - Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale

 

Roberto Scarpinato

Procuratore aggiunto - Procura della Repubblica di Palermo

 

Pietro Scoppola

Professore emerito di Storia Contemporanea - Università “La Sapienza” di Roma

 

Modera:

 

Adriano Ardovino, MicroMega

 

Con il patrocinio della

Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma

 


#3765 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Lun 20 Feb 2006 1:34 pm
Oggetto: Fw: Invito discussione tesi.
paoloeilaria@...
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Cari amic@, vi mando l’invito alla discussione pubblica della mia tessi. So che per molti de voi sarà impossibile esserci, ma comunque voglio condividere con tutti voi  questo momento.

 

Vi abbraccio,

Rubèn



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#3764 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Dom 19 Feb 2006 7:26 am
Oggetto: La vita da carcere di massima sicurezza dei detenuti di Guantanamo raccontata da chi c'è stato:Sono 500 divisi in 3 categorie: collaboranti, obbedienti e 100 irriducibili in isolamento
locascio.francesco@...
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Conflitti - Iraq / Analisi e controinformazione
http://italy.peacelink.org/conflitti/articles/art_15098.html
19 febbraio 2006
ore 08:17


La vita da carcere di massima sicurezza dei detenuti di Guantanamo raccontata da chi c'è stato
Sono 500 divisi in 3 categorie: collaboranti, obbedienti e 100 irriducibili in isolamento
Con Coughlin
Fonte: Daily Telegraph
19 febbraio 2006
Sono le anime perdute della guerra contro il terrorismo. Quattro anni dopo essere stati catturati sui campi di battaglia dell'Afghanistan, le varie centinaia di combattenti talebani e di al Qaida detenuti a Guantanamo si trovano intrappolati in una "legal no-mans's land", in una terra di nessuno dal punto di vista legale. Nel corso di una rarissima visita che io stesso ho potuto effettuare questa settimana a Camp Delta (la rete di edifici supersorvegliati nei quali i prigionieri sono alloggiati), ho visto detenuti di età e retroterra culturali molti diversi che stanno ancora cercando di adattarsi in qualche modo al loro incoerente mondo su un'isola caraibica.
Ho incontrato un anziano capotribù pashtun, con una lunga barba bianca e immacolata e fieri occhi scuri, orgogliosamente eretto sull'attenti davanti alla sua cella. C'era un gruppo di giovani pachistani sui vent'anni che giocavano a pallone. Seduti in un angolo tranquillo, sotto un tetto di lamiera che li proteggeva dal feroce sole di mezzogiorno, ho visto un gruppo di afghani di mezz'età che pranzavano insieme e discutevano in modo molto cordiale.
Questi, secondo le autorità americane, sono alcuni dei più pericolosi uomini sulla terra (a Guantanamo non ci sono detenuti donna). Dei circa 70 mila combattenti catturati durante la guerra in Afghanistan, i 750 detenuti di Guantanamo (la base navale di 45 miglia quadrate che il governo americano ha affittato da Cuba) sono stati identificati, sulla base dei rapporti dei servizi segreti e di sicurezza, come figure di primo piano nelle reti terroristiche di al Qaida e dei talebani, che potrebbero fornire importanti informazioni sulla campagna terroristica contro l'occidente.
I detenuti provengono da 44 paesi diversi, si parlano in tutto 17 lingue differenti. Sono stati tutti catturati nel corso dell'operazione Enduring Freedom, la campagna militare guidata dall'America contro al Qaida e contro i talebani in Afghanistan. La maggior parte è di nazionalità afghana, pachistana, saudita e yemenita, ma c'è anche un australiano convertitosi all'islam radicale per entrare in guerra contro l'occidente. Degli originari 750 detenuti, 250 sono stati rilasciati. Alcuni perché le autorità americane non li ritenavano più una minaccia o in possesso di utili informazioni. Altri (come i detenuti britannici) sono ritornati nei loro paesi d'origine grazie all'intervento dei loro governi. Ma quelli che ancora rimangono si trovano davanti a un futuro incerto, in quanto le autorità americane continuano a insistere che sono troppo pericolosi per essere rilasciati o che posseggono ancora informazioni considerate di cruciale importanza per il proseguimento della guerra contro il terrorismo. Insomma, dopo quattro anni di prigionia, alcuni detenuti posseggono ancora informazioni decisive sulla rete terroristica internazionale guidata da Osama bin Laden.
"Un detenuto ci ha fornito informazioni fondamentali relative agli attentati di Londra", ha dichiarato al Daily Telegraph un importante ufficiale americano di Guantanamo. "Persino quattro anni dopo la loro cattura possono ancora dare decisive informazioni sulla rete di al Qaida". I militari americani temono anche che, se rilasciati, potrebbero riprendere a combattere contro le forze della coalizione. Almeno dodici dei detenuti finora rilasciati in ragione del fatto che non rappresentavano più una minaccia sono stati coinvolti in attacchi contro la coalizione, compreso un afghano al quale era stato fornito un arto artificiale durante la sua detenzione a Guantanamo.

Le foto le ha fornite Castro
Nel corso di quattro anni, la struttura detentiva di Guantanamo si è completamente trasformata rispetto alle prime inquietanti immagini dei prigionieri legati, con gli occhi coperti e vestiti con tute arancioni che venivano condotti dai soldati americani per essere interrogati. Quelle immagini erano state fornite grazie alla cortesia del leader cubano Fidel Castro, che aveva permesso a un fotografo americano di avere accesso all'estremità del confine cubano con Guantanamo allo scopo di mettere in imbarazzo i suoi nemici americani. I prigionieri non sono più detenuti in provvisorie celle di metallo all'aria aperta a Camp X-Ray, dove erano stati alloggiati i primi all'inizio del 2002. Lo stesso Camp X-Ray è stato abbandonato ed è già stato ricoperto dalla sterpaglia. Il dipartimento della Difesa americano ha speso centinaia di migliaia di dollari per trasformare quella che un tempo era una sonnecchiante e insignificante base navale in una modernissima prigione di massima sicurezza, capace di ospitare centinaia di detenuti per tutto il tempo desiderato. In molti casi, dicono i funzionari del governo americano, questo potrebbe equivalere a tutta la "durata del conflitto", il che, tenendo conto dell'incerta natura della guerra al terrorismo, potrebbe significare decenni.
Infatti, malgrado tutte le critiche piovute su Washington per il trattamento riservato ai detenuti (o "nemici combattenti", come il governo americano preferisce chiamarli), Guantanamo è stata istituzionalizzata, tanto che si stanno investendo molti milioni di dollari per costruire altre strutture di massima sicurezza. "In sostanza, non c'è nessun altro posto dove possiamo tenere prigioniere queste persone - dice un importante funzionario americano - E finché porranno una minaccia alla nostra sicurezza o potranno fornire informazioni importanti per prevenire altri massacri, dobbiamo avere a Guantanamo efficienti strutture di massima sicurezza per garantire una detenzione rispettosa dei diritti umani".
Dopo essere stati sottoposti ad accurati controlli e interrogatori, i detenuti sono ora suddivisi in tre categorie, a seconda della loro disponibilità ad accettare le peculiari circostanze della loro prigionia. La maggior parte appartiene alla categoria definita dai funzionari americani con il termine di "obbedienti": accettano le regole del centro di detenzione ed è accordato loro un trattamento simile a quello delle prigioni normali. Gli "obbedienti" sono ospitati in celle con l'aria condizionata in edifici a un solo piano appositamente costruiti nella rete in espansione dei cinque campi di prigionia costituenti Camp Delta, che ha sostituito Camp X-Ray. Ogni edificio contiene 48 celle ed è circondato da un doppio anello di filo spinato, con torrette di sorveglianza sempre operative. Ogni cella ha un gabinetto alla turca e un lavandino. I detenuti portano vestiti marrone chiaro e sono loro forniti alcuni articoli per l'igiene personale, alcuni giochi (come il backgammon e gli scacchi, che giocano urlandosi le mosse da una cella all'altra) e una copia del Corano. In ogni cella è disegnata una freccia che indica la direzione della Mecca, per eseguire le preghiere quotidiane rivolti verso la città santa del Profeta. Sono concesse due ore di esercizio fisico al giorno e la possibilità di scegliere i tre pasti da un menu che include gelato, biscotti e burro di arachidi. C'è un ospedale perfettamente equipaggiato per affrontare qualsiasi emergenza medica, e molti detenuti sono stati curati non soltanto per le ferite riportate durante la guerra in Afghanistan, ma anche per numerose altre malattie. Agli "obbedienti" che sono pronti a collaborare con i servizi segreti americani sono concessi ulteriori privilegi. Questa seconda categoria di detenuti indossa tute bianche, ha il permesso di vivere in strutture comuni, di pranzare insieme agli altri detenuti e di giocare a calcio e pallacanestro.

I "cocktail numero quattro"
La terza categoria, invece, quella dei detenuti "non-obbedienti" che rifiutano di accettare il confinamento, pone gravi problemi ai militari americani. Molti di questi detenuti sono irriducibili combattenti di al Qaida, convinti che la loro divina missione sia uccidere i propri "infedeli" catturatori. Attaccano spesso le guardie e, quando non possono farlo, tirano loro addosso pallottole fatte di escrementi - che le guardie chiamano "cocktail numero quattro". E' proprio in caso di incidenti come questi che le guardie hanno reagito in modi discutibili, per esempio oltraggiando il Corano (il famoso caso di un Corano gettato dentro un gabinetto è a quanto pare avvenuto in un caso di questo tipo). Ma, per timore di un ripetersi degli abusi sui prigionieri verificatisi ad Abu Ghraib, le guardie hanno l'ordine di non rispondere alle provocazioni. "Abbiamo svolto indagini su 15 guardie accusate di abusi - dice un funzionario di Guantanamo - Soltanto in cinque casi vi erano prove concrete, e si sono presi adeguati provvedimenti contro i colpevoli".
I prigionieri "non-obbedienti" sono detenuti in ali separate del campo ed è garantito per loro soltanto lo stretto necessario, comprese le famigerate tute arancioni. Sono concessi loro soltanto tre periodi di mezz'ora di esercizio fisico alla settimana. Non stupisce che sia proprio in quest'ala che si verifica la maggior parte degli scioperi della fame. Lo scorso anno, nel momento di massima intensità degli scioperi, c'erano oltre cento detenuti che rifiutavano di mangiare. Oggi ne rimangono cinque, e soltanto uno di essi ha continuato a fare sciopero della fame fin da quando la protesta è iniziata, lo scorso agosto.
(segue dalla prima pagina) Il governo americano è stato fortemente criticato dall'Onu e dalle organizzazioni per i diritti umani per essersi arrogato il diritto di nutrire a forza i prigionieri in sciopero della fame. Ma gli ufficiali medici di Guantanamo rifiutano le critiche: "Abbiamo il dovere di trattare queste persone in modo umano e di salvar loro la vita, ed è esattamente ciò che facciamo". Oltre ai problemi connessi con gli scioperi della fame, nel corso di questi quattro anni il personale medico di Guantanamo ha dovuto affrontare circa trenta tentativi di suicidio.
Per soddisfare le esigenze di supersicurezza imposte dalla necessità di detenere sia i prigionieri "non-obbiedienti" sia quelli in possesso di importanti informazioni, gli americani hanno completato la costruzione di Camp Five, una prigione di massima sicurezza progettata sul modello di un penitenziario federale in Indiana. Vi sono quattro edifici di celle, ognuno con una sala per interrogatori. La prova che, per il prossimo futuro, Washington è determinata a mantenere Guantanamo come propria principale struttura di detenzione nella guerra contro il terrorismo la si può vedere nel fatto che ha appena investito 31 milioni di dollari per la costruzione di una nuova struttura. Malgrado tutte le critiche, Washington non ha alcuna intenzione di rinunciare al diritto di tenere prigionieri nella sua base cubana.
La polemica nasce sul terreno della definizione legale dei detenuti. Per gli americani, i detenuti di Guantanamo sono "nemici combattenti", guerriglieri fanatici che non appartengono a nessun paese, non indossano alcuna uniforme e non fanno alcuna distinzione tra uccidere soldati o civili nella loro devozione alla guerra contro l'occidente scatenata dal leader di al Qaida, Osama bin Laden. Come tali - sostengono gli americani - non sono coperti dalla Convenzione di Ginevra e non si qualificano come prigionieri di guerra, per quanto il trattamento include buona parte di quanto richiesto dal diritto internazionale. Ma la creazione di una nuova categoria di detenuti catturati sul campo di battaglia è stata aspramente criticata dalle associazioni per i diritti umani e dall'Onu, secondo cui i detenuti, se non sono classificati come prigionieri di guerra, devono essere o accusati di qualcosa oppure rilasciati. Per controbattere queste critiche, le autorità statunitensi, il 27 febbraio, apriranno alcune "commissioni militari" (o corti militari) per processare i detenuti accusati di crimini di guerra. Finora soltanto dieci hanno ricevuto quest'accusa, ed è probabile che solo una piccola percentuale di loro sarà portata davanti alla commissione. "Il problema è trovare le prove per processarli - ha spiegato un ufficiale - Queste persone sono state catturate sul campo di battaglia, e questo non è certo un luogo dove si possono mandare i poliziotti a raccogliere le prove".
Le autorità americane continuano a valutare i detenuti per stabilire se possano essere rilasciati o no. Ma si trovano di fronte a un problema, perché non possono rilasciare detenuti appartenenti a paesi dove potrebbero essere torturati. In questo momento ci sono circa cento detenuti (compresi alcuni cinesi) che gli americani vorrebbero rilasciare e rimandare nei loro paesi, ma non possono a causa del trattamento che potrebbero subire da parte dei loro governi. Almeno per il prossimo futuro, dovranno restare, insieme con tutti gli altri, a languire nella terra di nessuno di Guantanamo Bay. "Certo, non è la cosa ideale, ma, date le circostanze, riteniamo che sia la soluzione migliore - dichiara un importante funzionario del Pentagono - Se qualcuno ha un'idea migliore, si faccia avanti, siamo pronti ad ascoltarlo".


Note:

© Daily Telegraph
(traduzione Aldo Piccato)


#3763 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Lun 20 Feb 2006 6:22 am
Oggetto: Palermo:Augusto Cavadi - Vitea Allegra-cammino ecumenico Jpsc, martedi 28 febbraio h.21 ( incontri MIR Riconciliazione su Giustizia, Pace, Salvaguardia del Creato)
locascio.francesco@...
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incontri MIR Riconciliazione su

Giustizia, Pace, Salvaguardia del Creato

martedi 28 febbraio h.21

cammino ecumenico Jpsc

Augusto Cavadi - Vitea Allegra


venerdì 24 marzo h.21

Giustizia

(memoria Oscar Romero)

past. Giuseppe Ficara - Rosario Giuè


martedi 4 aprile h.21

 Pace e Nonviolenza

(memoria ml King)

past. Ciccio Sciotto- M. Antonietta Malleo


martedi 16 maggio h.21

salvaguardia del creato

past. Elisabetta Ribet- Nino Lo Bello

 

"Riconciliazione.it" associazione nonviolenta ecumenica - v.Garibaldi 67 Isola delle Femmine 90040 (c.c.p. 60212952)

#3762 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Dom 19 Feb 2006 9:22 pm
Oggetto: Fw: Turi arriva oggi a Milano
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
From: <alfonsonavarra@...>
To: <pace@...>
Sent: Sunday, February 19, 2006 9:54 PM
Subject: Turi arriva oggi a Milano


> Turi Vaccaro, il "Fabbro" che ha demolito due F16 a Woensdrecht,  espulso
> dall'Olanda, arriva oggi - ore 12.00 - a Milano-Malpensa. Per telefono la
> sua voce mi arrivava serena e decisa. Il morale mi sembra alto.
> Mi ha parlato di un convegno di nonviolenti domani a Pisa che al momento
> non riesco a focalizzare.
> Stanotte dorme qui a Milano in via Borsieri, nella sede dell'associazione
> che presiedo.
> Vi faremo sapere le novità sul suo processo a Breda e sul contributo che
> intende continuare a dare nell'impegno antimilitarista per il disarmo
> nucleare.
>
>
> --
> Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/pace/maillist.html
> Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html
>
>

#3761 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Sab 18 Feb 2006 10:39 am
Oggetto: Fw: 2a giornata internazionale di solidarietà con la CdP SJA. Convocazione giornata di mobilitazione per il 21 febbraio 2006.
paoloeilaria@...
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Cari amici,
vi inoltro l'invito che arriva dal comune di Narni, comune capofila della Rete Italiana di solidarietà con le comunità di pace colombiane della quale il Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) è membro.
Le comunità di pace sono villaggi di campesinos che hanno fatto la scelta della  resistenza nonarmata e nonviolenta agli attacchi, vessazioni, deportazioni dai loro territori da parte di tutti gli attori armati impegnati in una lotta violentissima di controllo (esercito, paramilitari, guerriglieri...) da più di cinquanta anni.
Qui ai Castelli abbiamo già realizzato due incontri di conoscenza e testimonianza che hanno dato vita ad un gruppo che periodicamente si incontrerà per approfondire sempre meglio sia le strategie di difesa delle comunità (che oggi passano essenzialmente tramite la denuncia internazionale agli organismi deputati e l'accompagnamento disarmato di organizzazioni internazionali che inviano i loro volontari ,PBI e MIR-IFOR) che per approfondire la tematica più ampia della nonviolenza attiva radicata (per i credenti) nel messaggio evangelico.
Qualora foste interessati ad avere ulteriori notizie sull'argomento, sul gruppo locale di riflessione sulla nonviolenza , ad organizzare eventi nelle vostre realtà locali, potete contattarmi a questo indirizzo di posta elettronica opure allo 06.9343715. /  349.6707306.
Sperando di incontrarci agli eventi qui sotto riportati, vi invio abbracci di pace.
  Ilaria Ciriaci, segreteria nazionale MIR e membro della comunità evangelica ecumenica di Albano Laziale. 
----- Original Message -----
To: ilaria
Sent: Friday, February 17, 2006 4:55 PM
Subject: Fw: 2a giornata internazionale di solidarietà con la CdP SJA. Convocazione giornata di mobilitazione per il 21 febbraio 2006.

 
                                                        Città di Narni, Città per la Pace

Carissimi e carissime tutti e tutte, finalmente riesco a mandare la documentazione definitiva per la convocazione di questa giornata del 21 febbraio 2006, una giornata di dolore perché sempre di più sentiamo la mancanza dei nostri cari, ma come sempre una giornata di lotta e di speranza che ci aiuta ad andare avanti e a costruire giorno dopo giorno, piccole tessere, per un mondo ed una umanità migliori. Non siamo soli e sentiamo vicinissima l'energia positiva dei nostri fratelli della Comunità di Pace, che quando li chiamiamo al telefono per sapere come stanno ci rispondono sempre  Muy bien, la comunidad esta muy animada.  In allegato potrete trovare la proposta della lettera per Uribe che vi chiediamo di inviare il 21 febbraio a vostro nome e con la vostra carta intestata. Vi chiedo anche il favore di far circolare fra i vostri contatti, soprattutto giornalisti e mezzi di informazione. Ci vediamo dunque a Roma il 21 febbraio, alla Sala della rovinci adi Roma, in via IV novembre. Carla Mariani ( Ufficio per la Pace del Comune di Narni)

II Giornata Internazionale di solidarietà

con la Comunidad de Paz de San José de Apartadò en Colombia

¡Per non dimenticare!

 

 

Massacrati barbaramente ed impunemente il 21 di febbraio 2005

 

Impediamo che si dimentichi questo massacro,

Impediamo che si imponga di nuovo la  impunità,

amplifichiamo la voce della Comunità di Pace che chiede

Verità, Giustizia e Riparazione

 

ROMA, Martedì 21 febbraio 2006

 

Ore 12.00  Conferenza Stampa

presso Provincia di Roma , Sala Placido Martini , via IV novembre

 Interverranno:  

Vittorio Agnoletto Eurodeputato,  Tana De Zulueta Senatrice, Stefano Bigaroni, Sindaco di Narni, Roberto Lorenzi Assessore Comune di Cascina

Guido Piccoli scrittore e giornalista, Alessandra Riccio per  Latinoamérica,  Giuseppe De Marzo Associazione  A SUD,On. Monica Cirinnà Vicepresidente Consiglio Comune di Roma,  Adriano Labucci, Presidente del Consiglio della Provincia di Roma

 

Ore 16:00 ¡  Omaggio alla memoria !

Sit-In  di fronte alla  Ambasciata colombiana a  Roma – Via Pisanelli,4

 

Iniziativa concertata nell’incontro europeo di organizzazioni e persone solidarie  con la Comunidad de Paz de San José de Apartadò , Madrid 3, 4 y 5 febbraio 2006 organizzato da  ACOMPAZ

 

Convoca 

Rete Italiana di Solidarietà con le Comunità di Pace Colombiane

Informazioni: carlamariani@...  0744 747269 – 329 2506684


#3760 Da: "Giovanni Mica" <giovanni.mica@...>
Data: Sab 18 Feb 2006 9:16 am
Oggetto: MIR - Riunione ecumenica di preghiera per la pace
giovanni.mica@...
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“SE DUE O TRE SI RIUNISCONO PER INVOCARE IL MIO NOME IO SONO IN MEZZO A LORO” (Matteo 18,18-20)

Giovedì 23 febbraio, ore 18 : MIR - Riunione ecumenica di preghiera per la pace.

Per giovedì 23 i testi indicati dal lezionario evangelico "Un giorno una parola" sono:

Salmi 106:2 Chi può raccontare le gesta del SIGNORE, o proclamare tutta la sua lode?

Matteo 5:45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

I testi indicati dal lezionario cattolico sono:

Salmo 48

Marco 9: 41  Chiunque vi avrà dato da bere un bicchier d'acqua nel nome mio, perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà la sua ricompensa. 42  E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato in mare. 43 Se la tua mano ti fa cadere in peccato, tagliala; meglio è per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andartene nella geenna, 44 nel fuoco inestinguibile dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne. 45 Se il tuo piede ti fa cadere in peccato, taglialo; meglio è per te entrare zoppo nella vita, che avere due piedi ed essere gettato nella geenna, 46 dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne. 47 Se l'occhio tuo ti fa cadere in peccato, cavalo; meglio è per te entrare con un occhio solo nel regno di Dio, che avere due occhi ed essere gettato nella geenna, 48 dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne. 49 Poiché ognuno sarà salato con il fuoco. 50 Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore?

Giacomo 5: 1 A voi ora, o ricchi! Piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! 2 Le vostre ricchezze sono marcite e le vostre vesti sono tarlate. 3 Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni. 4 Ecco, il salario da voi frodato ai lavoratori che hanno mietuto i vostri campi, grida; e le grida di quelli che hanno mietuto sono giunte agli orecchi del Signore degli eserciti. 5 Sulla terra siete vissuti sfarzosamente e nelle baldorie sfrenate; avete impinguato i vostri cuori in tempo di strage. 6 Avete condannato, avete ucciso il giusto. Egli non vi oppone resistenza.

La riunione avrà luogo presso " Le Piccole Sorelle Di Gesù "
 - Via Della Molara  406, 00181 Roma (RM), tel.06 76964501

Qui sotto un piantina per arrivarci.

Giovanni Mica,  tel.06 52244519

 


#3759 Da: MIR-riconciliazione@yahoogroups.com
Data: Gio 16 Feb 2006 10:43 pm
Oggetto: Festa della Libertà religiosa - ricordo del 17 Febbraio 1848, 17.2.2006, 0:00
MIR-riconciliazione@yahoogroups.com
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Promemoria Promemoria dalla Agenda di MIR-riconciliazione
Festa della Libertà religiosa - ricordo del 17 Febbraio 1848

venerdì, 17 febbraio 2006
Tutto il giorno
Questo evento è ricorrente ogni anno.

Note:
154 anni fa il re Carlo Alberto di Savoia concedeva (con le Lettere Patenti) i diritti civili a Valdesi ed Ebrei, dopo secoli di repressioni e tentativi di stermìni di massa.

------------

Puoi consultare il calendario di MIR-riconciliazione alla pagina
"Agenda"
http://it.groups.yahoo.com/group/mir-riconciliazione/calendar?s=2 .
Aggiornalo anche tu, inserisci le iniziative che vuoi promuovere
(o delle quali vieni a conoscenza) alla pagina
http://it.groups.yahoo.com/group/mir-riconciliazione/calevent

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#3758 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Gio 16 Feb 2006 10:06 pm
Oggetto: Unimondo - Sbilanciamoci: dall'economia a mano armata alle azioni di pace
locascio.francesco@...
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Sbilanciamoci: dall'economia a mano armata alle azioni di pace

Un'analisi dettagliata, corredata da numeri e tabelle, che descrive l'affermarsi con forza di un'economia di guerra, basata sull'aumento della spesa militare ed il commercio delle armi: è la nuova edizione di Economia a mano armata di Sbilanciamoci! (la prima venne distribuita in 15 mila copie cinque anni fa) dove si può trovare materiale sulle armi di distruzione di massa e sui trattati che ne regolamentano la produzione, sul commercio di armi e le spese militari. "Crediamo che mettere in fila tante tabelle e tanti numeri in un volumetto possa essere un'operazione utile a coloro che vogliono, oltre che manifestare contro le guerre, anche documentarsi su ciò che succede dietro - nel mondo e nel nostro Paese. I numeri a volte sono noiosi ma hanno il pregio di non essere discutibili, sono lì a ricordarci quanto spendiamo per comprare e usare le armi, chi ci guadagna e chi ci perde in termini di vite umane e distruzione dell'ambiente" - scrivono gli autori.

Dal rapporto si scopre che dopo il passaggio al Senato della legge finanziaria, il bilancio della Difesa ha subìto un taglio di 1.717,9 milioni di Euro. Pertanto per il 2006 il bilancio della Difesa ammonterà a 17.782,5 milioni di Euro con una diminuzione rispetto all’anno precedente di 1.239,2 milioni di Euro, pari al 6,5% in termini monetari e di 8,1% in termini reali. In rapporto al Pil ipotizzato per l’anno 2006 dalla circolare n. 10, in data 2 novembre 2005 del Mef, pari a 1.435.404 milioni di Euro, lo stanziamento revisionale della Difesa risulta pari al 1,23% a fronte della percentuale del 1,37% registrata dal bilancio 2005.

Ma i costi delle missioni militari all’estero non vengono coperti con i fondi ordinari del Bilancio della Difesa, ma con fondi aggiuntivi. "E’ abbastanza paradossale che la funzione prevalente (rivendicata come tale anche dai responsabili delle Forze Armate e presa come pretesto per chiedere ogni anno finanziamenti crescenti per il Bilancio della Difesa) delle missioni di pace non sia finanziata attraverso i canali ordinari del Bilancio della Difesa ma con fondi extra-bilancio e che – tra l’altro - la Difesa non computa mai nel calcolo delle risorse complessive destinate alle Forze Armate" - scrive Sbilanciamoci. Per due anni consecutivi in finanziaria è stato previsto un fondo di riserva –nel 2005 di 1.200 milioni, nel 2006 di 1.000 milioni di euro- per coprire le esigenze di copertura finanziaria delle missioni. Inoltre va ricordato che dalla finanziaria del 2004, l’80% dei fondi dell’8xmille viene stornato per esigenze di finanza pubblica. Si tratta di poco più di 80 milioni di euro che come denunciato da Il Sole 24 ore la scorsa estate, vanno a finanziarie gli interventi delle missioni militari all’estero.

Il 28 giugno del 2005 sono stati approvati due decreti-legge, il 111 (“Disposizioni urgenti per la partecipazione italiana a missioni internazionali”) e il 112 (“Disposizioni urgenti per la partecipazione italiana alla missione internazionale in Iraq”) del 2005 che autorizzano la copertura della presenza militare italiana all’estero.

E sempre Sbilanciamoci! avanza alla politica italiana "Dieci buone azioni per la pace". Tra queste la riduzione delle spese militari e dell’organico delle forze armate, la riconversione dell’industria militare e la riforma del Consiglio Supremo di Difesa. Lo strumento Forze Armate è infatti assolutamente sovradimensionato rispetto alle esigenze attuali. Attualmente, a regime, si prevede un organico di 190.000 unità. L’attuale contributo italiano alle missioni di pace (o supposte attuali) è di poco più di 10.000 unità in diverse aree: Iraq, Afganistan, Kosovo, Bosnia, Timor est, Mozambico, ecc. Anche volendo prevedere un contributo massimo di 20.000 unità (cioè il doppio rispetto agli attuali soldati all’estero), un organico di 110.000 soldati è più che sufficiente per garantire la presenza nelle aree delle missioni di pace, rispettare gli impegni internazionali, il turn over, le esigenze di addestramento, i servizi generali. In più –in un contesto di crescente collaborazione europea-delle forti Forze Armate nazionali non hanno senso quando è possibile con delle buone economie di scala, effettuare forti risparmi sul personale e sui risparmi d’arma. La proposta di Sbilanciamoci! è quindi di prevedere un tetto massimo di 110.000 addetti per le Forze Armate: si stima che la riduzione del personale e delle dotazioni corrispondenti porterebbe ad un risparmio di oltre 5 miliardi di euro su un bilancio della Difesa di cui bisogna chiedere un’adeguata trasparenza:quello attuale è largamente illeggibile e si presa a molte operazioni fuori dal controllo del Parlamento.

Sbilanciamoci! propone il sostegno per iniziative di riconversione civile dell’industria bellica nazionale, con un finanziamento di almeno 200 milioni di euro e il ripristino delle norme del controllo sul commercio degli armamenti previsto dalla legge 185 del 1990 e di quella sulle tecnologie a doppio uso ( dual use ) n. 222 del 1992. E’ necessario un attento monitoraggio per l’applicazione della Licenza Globale di Progetto alle coproduzioni internazionali cui aziende italiane partecipano ed una sua applicazione attenta e prudenziale nel pieno rispetto dei divieti enunciati dall’art. 1 della legge 185/90 e delle misure di trasparenza previste dall’art. 5. E’ importante che la Relazione annuale prevista dalla legge comprenda l’elenco dei dinieghi effettuati. Devono essere fornite informazioni sulle licenze di produzione. La relazione tra informazioni relative ai programmi di coproduzione intergovernativa deve contenere informazioni minime analoghe a quelle degli allegati relative alle autorizzazioni ed alle esportazioni definitive. Lo stesso vale per le armi leggere. E’ inoltre importante colmare la lacuna relativa ai controlli sui mediatori di armi, nei casi in cui non opera la giurisdizione italiana persino se le esportazioni sono operate in violazione di embarghi internazionali o in caso di terrorismo internazionale. L’Italia è inadempiente rispetto alla posizione comune del Consiglio dell’UE 2003/468/CFSP, del 23 Giugno 2003, in particolare per quanto riguarda il caso in cui siano cittadini stranieri ad operare le mediazioni o in cui le armi non passino sul suolo italiano.

Considerata la sua importanza dal punto di vista istituzionale il Consiglio Supremo di Difesa –nel contesto di un rinnovato ruolo delle Forze Armate in missioni di pace integrate con le componenti civili e sociali del paese- deve superare la sua natura di “corpo separato” e si deve prevedere la tenuta di sedute aperte alla partecipazione dei rappresentanti del Parlamento, delle Regioni e degli Enti locali, delle Parti Sociali.

Non può esserci una politica di sicurezza senza un’attiva politica di pace delle Nazioni Unite. Chiediamo che l’Italia si attivi per la riforma e la democratizzazione delle Nazioni Unite (e del Consiglio di Sicurezza, abolendo il potere di veto su tutte le materie legate al rispetto e alla promozione dei diritti umani) e per l’applicazione della Carta dell’Onu, anche per ciò che riguarda le modalità di comando e di coordinamento delle missioni di pace e del ricorso ad azioni di “polizia internazionale” –veramente tali- sotto una direzione autenticamente sovranazionale e rispondente al Consiglio di Sicurezza. L’Italia –analogamente a quanto hanno fatto in passato altri paesi- può mettere a disposizione stand by al Consiglio di Sicurezza in modo permanente almeno 5.000 peace keepers (militari e civili).

La sicurezza e la pace possono nascere da una efficace azione di lotta alla povertà e di cooperazione allo sviluppo. Da tempo la cooperazione italiana si trova in uno stato di estrema crisi. La finanziaria del 2006 ha ulteriormente ridotto i fondi. Siamo all’ultimo posto –con lo 0,11%- dei paesi OCSE quanto a rapporto spesa per la cooperazione/PIL. Siamo lontani anche dagli obiettivi posti dal DPEF 2002-2006 che ponevano l’obiettivo dello 0,33% per il prossimo anno. La proposta è quella di un aumento di 570 milioni di euro per la cooperazione allo sviluppo, per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio e per la realizzazione degli interventi previsti dalla legge 49 del 1987. [GB]

http://unimondo.oneworld.net/article/view/127639/1/

#3757 Da: <direttore@...>
Data: Mer 15 Feb 2006 10:26 pm
Oggetto: [Appello] Solidarietà con Farid Adly e Mariangela Gallo
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APPELLI Solidarietà con Farid Adly e Mariangela Gallo
L'amico carissimo Farid Adly, autorevole giornalista (apprezzato collaboratore
del "Corriere della sera", "Il manifesto", Radio popolare di Milano, ed altre
notissime testate) e prestigioso militante per i diritti umani, é direttore
dell'agenzia-stampa "Anbamed. Notizie dal Mediterraneo" e presidente
dell'associazione culturale Mediterraneo; vive e lavora ad Acquedolci, in
provincia di Messina, dove svolge il suo lavoro di inchiesta, documentazione e
denuncia, con particolare riferimento alla difesa dell'ambiente, della legalità,
dei diritti di tutti. Mariangela Gallo, docente nelle scuole medie superiori,
operatrice culturale, regista teatrale di spettacoli di impegno civile, é
impegnata nel volontariato, contro la mafia, per i diritti umani,
nell'educazione alla pace e alla solidarietà.

Alcuni giorni fa ignoti criminali sono penetrati nella casa di Farid Adly e
Mariangela Gallo: hanno sfondato la porta, trafugato piccoli elettrodomestici,
ed hanno collocato ben visibili su un mobile nell'ingresso della casa due
pallottole: inequivocabile minaccia di morte.  Farid Adly e Mariangela Gallo
sono due persone da sempre impegnate contro i poteri criminali, per i diritti
umani di tutti gli esseri umani, per la pace, l'ambiente, la civile convivenza,
la legalità e la giustizia.  Già un anno fa Farid Adly fu oggetto di una
minaccia di morte.  A Farid e a Mariangela vogliamo esprimere ancora una volta
la nostra solidarietà, la nostra gratitudine, la nostra stima e il nostro
affetto.  A tutte le lettrici e a tutti i lettori di questo sito chiediamo
ancora una volta di far sentire la propria vicinanza a Farid e Mariangela. Una
dichiarazione, un gesto di solidarietà, per piccola cosa che sia, é un atto che
in questi momenti conta, é un atto necessario: invitiamo caldamente tutte e
tutti a far sentire a Farid e Mariangela che siamo con loro, che non sono soli,
che c'è un'Italia che non è complice dei poteri criminali.  Per contattare Farid
Adly e Mariangela Gallo: tel. 0941730053, cell. 3398599708, e-mail:
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salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli
uomini.(Mt 5,13)
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presente non è di Suo interesse. Tutti i destinatari della e-mail sono in copia
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#3756 Da: <direttore@...>
Data: Mer 15 Feb 2006 10:11 pm
Oggetto: [Appello] Solidarietà con Farid Adly e Mariangela Gallo
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Alcuni giorni fa ignoti criminali sono penetrati nella casa di Farid Adly e Mariangela Gallo: hanno sfondato la porta, trafugato piccoli elettrodomestici, ed hanno collocato ben visibili su un mobile nell'ingresso della casa due pallottole: inequivocabile minaccia di morte.

Farid Adly e Mariangela Gallo sono due persone da sempre impegnate contro i poteri criminali, per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la pace, l'ambiente, la civile convivenza, la legalità e la giustizia.

Già un anno fa Farid Adly fu oggetto di una minaccia di morte.

A Farid e a Mariangela vogliamo esprimere ancora una volta la nostra solidarietà, la nostra gratitudine, la nostra stima e il nostro affetto.

A tutte le lettrici e a tutti i lettori di questo sito chiediamo ancora una volta di far sentire la propria vicinanza a Farid e Mariangela. Una dichiarazione, un gesto di solidarietà, per piccola cosa che sia, é un atto che in questi momenti conta, é un atto necessario: invitiamo caldamente tutte e tutti a far sentire a Farid e Mariangela che siamo con loro, che non sono soli, che c'è un'Italia che non è complice dei poteri criminali.

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#3755 Da: Marco Siino <marcosiino@...>
Data: Mer 15 Feb 2006 11:50 am
Oggetto: minacce di morte a Farid Adly e Mariangela Gallo
marcosiino
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Per saperne e farne sapere di più su Farid (e su Farid e lotte nonviolente), circa un anno fa avevamo velocemente raccolto i suoi interventi in un blog vuoto grazie alla disponibilità de lanonviolenzaèincammino, l'indirizzo dovrebbe essere http://riconciliazione.blogspot.com/ come si evince dall'email di Francesco del 24 aprile scorso, ma  cliccando... :-(
Ora nuove minacce a febbraio 2006.
Più sotto trovate la solidarietà di Paolo, 10 mesi fa, a nome del MIR
Marco Siino


-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [Appello] Solidarietà con Farid Adly e Mariangela Gallo
Data: Tue, 14 Feb 2006 22:12:27 +0100
Da: <redazione@...>

Solidarietà con Farid Adly e Mariangela Gallo,

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Farid Adly e Mariangela Gallo sono due persone da sempre impegnate contro i poteri criminali, per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la pace, l'ambiente, la civile convivenza, la legalità e la giustizia.

Già un anno fa Farid Adly fu oggetto di una minaccia di morte.

A Farid e a Mariangela vogliamo esprimere ancora una volta la nostra solidarietà, la nostra gratitudine, la nostra stima e il nostro affetto

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Per contattare Farid Adly e Mariangela Gallo: tel. 0941730053, cell. 3398599708, e-mail: anbamed@...
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Martedì, 14 febbraio 2006

il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino
Sito: http://www.ildialogo.org



-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [MIR-riconciliazione] riconciliazione.it
Data: Sun, 24 Apr 2005 08:09:09 +0200
Da: locascio.francesco <locascio.francesco@...>
A: <mir-riconciliazione@yahoogroups.com>


riconciliazione.it
 
Collegamenti utili di Yahoo! Gruppi

-------- Messaggio Originale --------
Data: Thu, 7 Apr 2005 19:39:58 +0200
Da: Paolo Candelari <paolocand@...>
A: mir ml <MIR-riconciliazione@yahoogroups.com>

vi giro l'appello alla solidarietà con FaridAdly di Peppe Sini, la mia
adesione a nome di tutto il mir e la bella risposta di Farid stesso
ciao a tutti
Paolo

----- Original Message -----
From: "Anbamed" <anbamed@...>
To: "Paolo Candelari" <paolocand@...>
Sent: Wednesday, April 06, 2005 4:48 PM

> Caro Paolo,
> grazie per la sensibilità e l'attenzione.
> "L'abbiare dei cani non ferma la carovana di cammelli", dice il proverbio
> arabo.
> La solidarietà che ho ricevuto dai tanti, vicini e lontani, mi riempie di
> gioia e di orgoglio.
> Gli insegnamenti della nonviolenza sono una potenza che neutralizza
> l'arroganza del potere politico mafioso.
> Cordialmente.
> Farid Adly


-------- Messaggio Originale --------
Data: Tue, 5 Apr 2005 01:59:10 +0200
Da: Paolo Candelari <paolocand@...>
A: <anbamed@...>
CC: <nbawac@...>, "mir ml" <MIR-riconciliazione@yahoogroups.com>

Anch'io voglio rispondere all'appello di Peppe Sini e manifestare la mia
solidarietà a Farid Adly, sicuro di interpretare anche il sentimento di
tutti i membri del Mir.
E' grazie a persone così che si potrà far fronte alla prepotenza di chi
conta sull'omertà per perpretrare le proprie prepotenze.

Paolo Candelari
presidente M.I.R.

> 1. APPELLI. PEPPE SINI: SOLIDARIETA' CON FARID ADLY, MINACCIATO DI MORTE
> [Farid Adly, autorevole giornalista e prestigioso militante per i diritti
> umani, e' direttore di "Anbamed. Notizie dal Mediterraneo" (per contatti:
> anbamed@...)]
>
> Farid Adly, persona buona e coraggiosa, prestigioso giornalista impegnato
> per la verita' e i diritti di tutti, operatore di pace e di giustizia,
> costruttore di dialogo, amico della nonviolenza, ha ricevuto una grave
> minaccia di morte.
> A Farid Adly esprimiamo la nostra piena solidarieta'.
> A tutti coloro che ci leggono chiediamo di prendere posizione, di
diffondere
> la notizia, di esprimere sostegno a Farid, di far sapere a chi lo minaccia
> che Farid non e' solo con i suoi compagni di lotta di Acquedolci, ma che
> insieme a lui vi sono tantissime donne ed uomini che con lui lottano per
la
> verita' e la giustizia, per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri
> umani, per la difesa della biosfera e una societa' libera, giusta,
solidale.
> Le dichiarazioni di solidarieta' con Farid Adly possono essere inviate
> all'agenzia "Anbamed. Notizie dal Mediterraneo" di cui e' direttore:
e-mail:
> anbamed@...
> *
> Riportiamo di seguito un comunicato stampa emesso il 4 aprile 2005
> dall'unita' di base di Acquedolci dei Democratici di sinistra che da'
> notizia dei fatti.
> "Il nostro compagno ing. Farid Adly, della direzione provinciale Ds -
> federazione dei Nebrodi, nonche' giornalista, collaboratore del "Corriere
> della Sera", di Radio Popolare e del "Manifesto", e' stato oggetto di
> minaccia di morte da parte di una persona sconosciuta che lo ha affrontato
> in auto nel centro di Acquedolci, paese in provincia di Messina, suo luogo
> di residenza. Le minacce fanno riferimento ad una trasmissione televisiva,
> sulla rete regionale Onda Tv, di confronto con amministratori locali
durante
> la quale l'ing. Farid Adly ha denunciato i mali del territorio
acquedolcese
> ed in particolare le discariche a cielo aperto nelle valli dei torrenti
> Inganno e del Furiano.
> Uno sconosciuto ancora da identificare si e' avvicinato in auto e ha
> intimato all'ing. Farid Adly, in dialetto siciliano, di "parlare di meno
in
> tv, altrimenti ti manderemo al tuo paese in una bara". Alla pronta azione
> dell'ing. Adly che ha chiamato a raccolta i cittadini presenti nella via
> Nazionale nei pressi della piazza municipale, il 'picciotto' e' fuggito in
> macchina.
> Queste inqualificabili minacce sono avvenute la sera di sabato 2 aprile
> 2005, successivamente all'azione di linciaggio morale compiuta lo stesso
> pomeriggio durante i lavori del consiglio comunale, quando un consigliere
> comunale ha avuto l'ardire di chiedere retoricamente i risarcimenti per i
> danni arrecati, a suo dire, all'immagine di Acquedolci. Il sindaco aveva
> ulteriormente rincarato la dose, facendo un discorso sopra le righe e
senza
> la possibilita' di ribattere da parte nostra, accusando l'ing. Farid Adly
di
> essere all'origine del ritardo della bonifica delle bombe ecologiche,
> "perche' le sue denunce con le 'gite turistiche', ha affermato il sindaco,
> avevano allertato l'Antimafia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza e
> provocato il conseguente sequestro dei siti definiti vere e proprie bombe
> ecologiche".
> "Non facciamo un collegamento diretto tra i discorsi del consiglio
comunale
> e le minacce mafiose, ha detto il segretario dei Democratici di sinistra
di
> Acquedolci, Giuseppe Carone, ma il linciaggio morale e l'istigazione
> all'odio dei politici, possono dare l'impressione dell'isolamento del
nostro
> partito presso i 'picciotti' e da li' il passo e' breve verso l'azione
> intimidatoria. Ma non ci intimidiscono! Noi continueremo a denunciare i
mali
> di questa citta' e il fallimento di questa amministrazione, che ha portato
> al declino di Acquedolci".
> L'ing. Farid Adly ha sporto regolare denuncia alle autorita' competenti
per
> l'identificazione dell'autore dell'atto intimidatorio. "Sono per natura e
> per impegno un seguace della nonviolenza, ha detto Adly, chiunque abbia
> messo in atto questa azione si qualifica da se'; noi risponderemo con la
> fermezza, la legalita' e con la massima fiducia nelle istituzioni.
Chiediamo
> a tutti di rispettare il confronto democratico e di rispondere alle nostre
> critiche con la dialettica politica. Altrimenti - ha aggiunto - si darebbe
> spazio a coloro che vogliono pescare nel torbido. I nostri amministratori
> devono dimostrare determinazione contro le illegalita' palesi che si
> compiono quotidianamente nel nostro territorio. Non e' ammissibile
> rovesciare la logica, sostenendo che chi denuncia i mali del territorio
> infanga il nome della citta'. Noi riaffermiamo che il nome di Acquedolci
e'
> infangato da chi non compie il suo dovere di amministratore. Che si faccia
> un esame di coscienza prima di pronunciare accuse. Il signor sindaco non
> puo' dire in televisione che io sporco i giornali, piuttosto faccia pulire
> le strade del paese e provveda alla bonifica delle pattumiere a cielo
aperto
> nelle valli dei torrenti".
> "Ringraziamo i tanti che ci hanno espresso solidarieta', fiducia e
> sostegno - ha concluso il segretario Giuseppe Carone - e promettiamo loro
> che non demorderemo dall'azione legale e coerente per l'interesse
collettivo
> di tutti. Siamo sicuri di essere in tanti e in buona compagnia".
> Cosi' il comunicato stampa dei Ds di Acquedolci. Per ogni ulteriore
> informazione: tel. 3398599708, o anche 0941730053.
> *
> Ci permettiamo di chiedere a tutte e tutti coloro che ci leggono di fare,
> subito, un gesto di solidarieta', diffondendo la notizia e scrivendo a
Farid
> Adly (presso "Anbamed. Notizie dal Mediterraneo", e-mail:
> anbamed@...); un gesto di solidarieta' che e' anche un segno di
> gratitudine per quanto Farid Adly da tanti anni sta facendo.

#3754 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mar 14 Feb 2006 8:19 pm
Oggetto: TIBET/DIGIUNO conferenza stampa 16 febbraio a Torino
locascio.francesco@...
Invia email Invia email
 
 
----- Original Message -----
From: "mir_sicilia" <webmaster@...>
Sent: Tuesday, February 14, 2006 9:17 PM
Subject: Inoltra: TIBET/DIGIUNO conferenza stampa 16 febbraio a Torino

--- In baseverde@yahoogroups.com, "Alessandro Rosasco"
<
alessandrorosasco@h...> ha scritto:

In occasione dei Giochi Olimpici invernali, Amnesty International
vuole ricordare le gravi violazioni dei diritti umani che avvengono
quotidianamente nella Repubblica Popolare Cinese, sede delle
prossime Olimpiadi.

Nel paese che si appresta ad ospitare gli atleti, le piu, elementari
forme di liberta, vengono negate ad una popolazione che, si ricorda,
rappresenta un quinto degli abitanti della terra. Mancanza di
liberta, di esprimere il proprio culto (sia cattolico che buddista
che mussulmano), persecuzione dei dissidenti (compresi i praticanti
Falun Gong), dei sindacalisti, dei giornalisti non-allineati, di chi
vuole fondare un partito alternativo a quello unico, esodi forzati
ed uso indiscriminato della tortura, applicazione eccezionalmente
diffusa della pena di morte: sono solo alcune delle violazioni dei
diritti umani di cui il mondo dovra, prendere coscienza durante lo
svolgimento di Pechino 2008.

Lungi dal chiedere forme di boicottaggio e cosciente del ruolo dello
sport nel promuovere la fratellanza tra i popoli ed il rispetto
dell'individuo, Amnesty International e, vicina al popolo tibetano
ed ai cittadini cinesi e promuove campagne per sostenere chi
quotidianamente si batte per il rispetto dei diritti umani in Cina.
Per questo motivo, Amnesty International ha deciso di sostenere
assieme all,Associazione Italia-Tibet e all'Associazione Radicale
Adelaide Aglietta il presidio iniziato dalla Comunità Tibetana in
Italia presso la Chiesa di San Pietro in Vincoli di Torino e che
vede attualmente digiunare tre tibetani, fra cui il
settantacinquenne Lama Palden Gyatso, ex prigioniero politico
tibetano, detenuto per ben 33 anni nelle carceri cinesi. Per
illustrare le iniziative legate all'adesione, è stata quindi
organizzata una

CONFERENZA-STAMPA per Giovedì 16 Febbraio 2006 alle ore 17 presso la
Chiesa di San Pietro in Vincoli, (Via San Pietro in Vincoli 28,
Torino).

Interverranno: Paolo Pobbiati Presidente di Amnesty International
- Sezione Italiana, Gunther Cologna Presidente dell'Associazione
Italia-Tibet, Bruno Mellano Segretario dell'Associazione Radicale
Adelaide Aglietta

 Per maggiori informazioni: Amnesty International - Ufficio di
Torino: C/San Maurizio 12 bis, Torino, Associazione Italia-Tibet
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--- Fine messaggio inoltrato ---




#3753 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mar 14 Feb 2006 12:29 pm
Oggetto: Fw: solidarietà
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
Sent: Tuesday, February 14, 2006 6:52 AM
Subject: solidarietà

In questa brutta occasione, vi esprimo nei miei limiti tutta la mia vicinanza, amicizia, ammirazione, nella capitiniana "compresenza" comunicante e corale di tutti i cercatori e costruttori di valori, nel gandhiano satyagraha, che è forza dell'attenersi alla verità e all'amore, nell'unità spirituale invincibile di tutte le buone volontà, e comunico quanto posso l'invito (specialmente agli amici siciliani) a circondarvi del calore e della forza della solidarietà, non solo per difendervi, ma per sostenervi e ringraziarvi.
Buona salute, buon coraggio, buona resistenza, buona speranza!
Enrico Peyretti
 
 
1. APPELLI. SOLIDALI CON FARID ADLY E MARIANGELA GALLO
[Farid Adly (per contatti: anbamed@...), autorevole giornalista
(apprezzato collaboratore del "Corriere della sera", "Il manifesto", Radio
popolare di Milano, ed altre notissime testate) e prestigioso militante per
i diritti umani, e' direttore dell'agenzia-stampa "Anbamed. Notizie dal
Mediterraneo" e presidente dell'associazione culturale Mediterraneo; gia' ai
primi di aprile del 2005 nel centro siciliano in cui vive e lavora
(Acquedolci, in provincia di Messina) ha subito una grave intimidazione
mafiosa: e' stato minacciato di morte per impedirgli di svolgere il suo
lavoro di inchiesta, documentazione e denuncia, con particolar riferimento
alla sua concreta azione in difesa dell'ambiente, della legalita', dei
diritti di tutti. A quella minaccia ora se ne e' aggiunta una nuova.
Mariangela Gallo, docente nelle scuole medie superiori, operatrice
culturale, regista teatrale di spettacoli di impegno civile, e' impegnata
nel volontariato, contro la mafia, per i diritti umani, nell'educazione alla
pace e alla solidarieta'.
Per inviare messaggi di solidarieta' e per contattare Fraid Adly e
Mariangela Gallo: tel. 0941730053, cell. 3398599708, e-mail:
anbamed@...]

Alcuni giorni fa ignoti criminali sono penetrati nella casa di Farid Adly e
Mariangela Gallo: hanno sfondato la porta, trafugato piccoli
elettrodomestici, ed hanno collocato ben visibili su un mobile nell'ingresso
della casa due pallottole: inequivocabile minaccia di morte.
Farid Adly e Mariangela Gallo sono due persone da sempre impegnate contro i
poteri criminali, per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la
pace, l'ambiente, la civile convivenza, la legalita' e la giustizia.
Gia' un anno fa Farid Adly fu oggetto di una minaccia di morte.
A Farid e a Mariangela vogliamo esprimere ancora una volta la nostra
solidarieta', la nostra gratitudine, la nostra stima e il nostro affetto.
A tutte le lettrici e a tutti i lettori di questo foglio chiediamo ancora
una volta di far sentire la propria vicinanza a Farid e Mariangela. Una
dichiarazione, un gesto di solidarieta', per piccola cosa che sia, e' un
atto che in questi momenti conta, e' un atto necessario: invitiamo
caldamente tutte e tutti a far sentire a Farid e Mariangela che siamo con
loro.
Per contattare Farid Adly e Mariangela Gallo: tel. 0941730053, cell.
3398599708, e-mail: anbamed@...

#3752 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Lun 13 Feb 2006 7:40 pm
Oggetto: Fw: [ReteDisarmo]Italia: per le ong la povertà nel mondo è una priorità, le spese militari no
locascio.francesco@...
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Italia: per le ong la povertà nel mondo è una priorità, le spese militari no

 
 
Nonostante le difficoltà economiche che sta attraversando il Paese, gli italiani ritengono che combattere la povertà nel mondo sia un obiettivo prioritario: per 9 italiani su 10 il nostro Paese deve rispettare gli impegni assunti a livello internazionale destinando ulteriori fondi allo sviluppo che va sostenuto in alternativa alle spese militari. Lo riporta una ricerca presentata oggi dal Cini (Coordinamento italiano dei network internazionali). Obiettivo dell'incontro era ottenere dal mondo politico una dichiarazione d'impegno verso la lotta per la povertà nel mondo. Ma il mondo politico e delle stessa società civile non sembra invece interessato a discutere delle spese militari che vedono il nostro Paese al settimo posto nel mondo. "Alla luce dei dati di questa ricerca trovo strano che realtà come la Tavola della Pace, ma anche la stessa Rete Disarmo, sempre attive nel chiamare a raccolta i propri membri per una manifestazione di piazza, sembrino completamente volatilizzate alla vigilia dell'appuntamento elettorale" - dichiara Giorgio Beretta della Campagna di pressione alle 'banche armate'. "Non vorrei che questo atteggiamento fosse dettato interessi particolaristici o, peggio, dal desiderio di non mettere a nudo le forti contraddizioni sopratutto dei partiti del centro-sinistra sulla questione militare".
 
 
Italia: per le ong la povertà nel mondo è una priorità, le spese militari no
Nonostante le difficoltà economiche che sta attraversando il Paese, gli italiani ritengono che combattere la povertà nel mondo sia un obiettivo importante e prioritario. È questo il risultato di un’indagine commissionata alla società demoscopica Millward Brown dal CINI che è stata presentata a Roma lunedì 13 febbraio, in presenza di Eveline Herfkens, responsabile Onu della Campagna sugli Obiettivi del Millennio, ed esponenti dei differenti schieramenti politici. Obiettivo dell'incontro era ottenere dal mondo politico una dichiarazione d'impegno verso la lotta per la povertà nel mondo, sulla base della quale gli italiani possano orientarsi nelle prossime elezioni sviluppando un confronto tra i membri del Cini (Action Aid, Amref, Cbm, Save the Children, Terre des Hommes, Wwf) e gli esponenti dei principali partiti.

Intervistando un campione di 1.000 persone, la ricerca condotta dalla società demoscopica Millward Brown, rivela che nonostante le difficoltà economiche che sta attraversando il Paese, gli italiani ritengono che combattere la povertà nel mondo sia un obiettivo importante e prioritario. Dovendo scegliere tra il destinare un euro alla sanità o alla lotta contro la povertà, 7 italiani su 10 opterebbero per la seconda soluzione. Tuttavia il 51% non ha mai sentito parlare degli Obiettivi di sviluppo del millennio, stabiliti nel 2000 dalle Nazioni Unite. Quindi emerge dall’indagine “una conoscenza media e relativa degli ‘Obiettivi di sviluppo del terzo Millennio’, che mostrano percentuali vicine al 50% e un picco positivo solo nelle fasce anagrafiche over 45 e geograficamente nel Centro Italia, area che necessita di una maggiore comunicazione soprattutto in relazione con i risultati molto positivi che ottengono la vicinanza alle tematiche e la scelta di contribuzione concreta”, fanno notare i curatori della ricerca.

Ben il 55% degli intervistati, inoltre, sarebbe positivamente influenzato da un candidato che si impegnasse, una volta eletto, a lottare contro la povertà. E il 79% vorrebbe chiaramente espressi nei programmi politici elettorali ciò che intendono fare o non fare per la lotta alla povertà nel mondo. Per questo il Cini ha proposto ai rappresentanti dei principali partiti di sottoscrivere un “Patto italiano per la lotta alla povertà”, che chiede un’autentica rifondazione del sistema italiano di impegno contro la miseria nel pianeta, invitando le forze politiche a intervenire su tre fronti: quello della “architettura istituzionale” (chiedendo l’istituzione di un Ministro per il coordinamento delle politiche mirate allo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà nel mondo), quello delle risorse messe in campo (la richiesta è una crescita dei fondi pubblici per l’aiuto allo sviluppo, fermo allo 0,13% del Pil nonostante gli accordi internazionali siglati dall’Italia), infine quello del coordinamento dei vari attori coinvolti nella sfida: a questo proposito il Cini suggerisce di creare “un tavolo permanente dove le Ong interloquiscano con le strutture preposte non solo sul piano progettuale, ma anche su quello della coerenza e integrazione tra le politiche.

Particolarmente indicativo che alla domanda "Se Lei dovesse scegliere tra dare un Euro per ridurre la povertà nel mondo oppure per le spese militari dell’Italia che cosa sceglierebbe?" ben il 92% degli intervistati di dichiara a favore di dare l'euro per la riduzione della povertà e che questa è la scelta che trova il maggior consenso tra tutte quelle presenti nell'indagine.

Ma il mondo politico, dell'informazione e delle stessa
società civile non sembra molto interessato a promuovere dibattiti su questi temi ed in particolar modo sulla questione delle spese militari che vedono il nostro Paese al settimo posto nel mondo con una spesa pro-capite superiore a quella della Germania e del Giappone. "Ho la vaga sensazione che, a parte qualche Ong, sulla questione delle spese militari le associazioni della società civile italiana siano poco propense a interrogare i politici dei due schieramenti: non vorrei che questo atteggiamento fosse dettato interessi particolaristici o, peggio, dal desiderio di non mettere a nudo le forti contraddizioni sopratutto dei partiti del centro-sinistra sulla questione militare" - dichiara Giorgio Beretta della Campagna di pressione alle 'banche armate'. "Trovo infatti strano che realtà come la Tavola della Pace, ma anche la stessa Rete Disarmo, sempre attive nel chiamare a raccolta i propri membri per una manifestazione di piazza, sembrino completamente volatilizzate alla vigilia dell'appuntamento elettorale". Nei giorni scorsi l'attivista aveva avanzato al "popolo della pace" e ai diversi coordinamenti di mettere subito nell'agenda forme di pressione affinchè i diversi gruppi politici rispondano prima delle elezioni con chiarezza su questi temi. Ma tutto tace.

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