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#3985 Da: "Francesco LoCascio" <locascio_francesco@...>
Data: Gio 1 Giu 2006 8:25 am
Oggetto: Re: assemblea mir in chiesa battista a Catania o Siracusa?
locascio_fra...
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----- Original Message -----
From: salvatore rapisarda
To: locascio.francesco@... ; ciccio
Cc: paoloeilaria@...
Sent: Thursday, June 01, 2006 9:25 AM
Subject: Re: assemblea mir in chiesa battista a Catania o Siracusa?


Caro FRancesco e cari fratelli e sorelle del MIR,
credp di poter dire in tutta sicurezza che un incontro MIR a
Siracusa sarebbe un arricchimento e una opportunità per le chiese
del luogo.
Attendo le vostre decisioni per parlarne più diffusamente.
Un caro saluti di pace


----- Original Message -----
From: locascio.francesco@...
To: Salvo Rapisarda ; ciccio
Cc: paoloeilaria@...
Sent: Wednesday, May 31, 2006 11:15 PM
Subject: assemblea mir in chiesa battista a Catania o Siracusa?


Carissimi,
sto verificando l'opportunità di proporre la Sicilia quale sede per
la prossima assemblea nazionale  MIR nella primavera estate del 2007.
In considerazione della distribuzione delle realtà ove siamo
presenti, sembra essere più opportuno scegliere una località della
Sicilia orientale.
Mi chiedevo a tal punto perchè non una Chiesa Battista?
Pensavo a Catania o Siracusa, vista la vostra presenza come pastori
delle 2 comunità.
Se potrete rispondermi in tempo potrei girare la vostra email ad
Ilaria Colantonio (anche lei segretaria nazionale del mir) della
comunità battista di Albano laziale, che potrebba rappresentare la
vs eventuale disponibilità.

Un saluto di Pace!
Francesco

#3984 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 8:59 am
Oggetto: realizzazione in flash sulle iniziative a sostegno dei bambini di Baghdad...
locascio.francesco@...
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può essere un buon modello per applicazioni a l sito del mir....

#3983 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 8:55 am
Oggetto: modello di restyling del sito internet (su http://www.alessandrogiglio.it/riconciliazione/) sono gradite opinioni, suggerimenti e proposte...
locascio.francesco@...
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nuovo attentato alle cooperative antimafia di Locri: che fare...

 

Come avrete visto sui TG di ieri, ancora una volta la ndrangheta attenta alle serre delle cooperative antimafia del vescovo Bregantini di Locri (22 omicidi nella Locride in 14 mesi, in un lembo di terra di appena 140.000 abitanti!).
queste cooperative costituiscono la presenza a Locri della della rete Lilliput e Mons. Bregantini è il responsabile del settore giustizia e pace della conferenza episcopale italiana.
Dopo il primo attentato di 15 gg fa, da più parti un coro di solidarietà si sta adoperando per contribuire alla ricostruzione di quanto distrutto dalla violenza mafiosa.
Oggi dopo questo nuovo attentato è giusto essere presenti a Locri,subito.
Domenica si organizza la "Pasqua delle cooperative".
Un altra data utile potrebbe essere il venerdì santo per le via crucis.
Da ultimo vi segnalo la chiusura della lettera pastorale di mons. Bregantini per la quaresima 2006:"
Infine, un segno già anticipato che ora in Quaresima assume un valore

decisivo: il digiuno. Fatelo ed invitate a farlo ogni venerdì di Quaresima. Per scelta comune, vista la fatica della nostra realtà, abbia questa specifica intenzione: “Per convertirci dalla mentalità e dagli atteggiamenti mafiosi!”.Se fatto con fedeltà, ne vedremo i frutti! " .

Anche la modalità del digiuno per il venerdì santo può essere un modo per contribuire sentendosi vicini pur non potendo essere presenti a Locri (per contatti: digiunolocri@... ). 

La Rete di Lilliput, nel richiamare lo Stato a svolgere a non lasciare impunita questa aggressione, invita a devolvere il 5 per mille al Consorzio sociale Goel della Locride come segno concreto di solidarietà. "Come gesto di solidarietà invitiamo il "popolo lillipuziano" a devolvere il 5 per mille al Consorzio sociale Goel della Locride - segnalando il codice fiscale CF 02228660805" - conclude la nota di Rete Lilliput. [GB]
 

http://www.diocesilocri.it/download/vescovo/tempiforti/quaresima2006.pdf

 

Lettera alla Diocesi
A tutti i Presbiteri, Diaconi
Religiose e Religiosi
Al santo Popolo di Dio della Diocesi di Locri-Gerace
LL. SS.

Carissimi,

in questa Quaresima, tempo di grazia e di conversione, Dio ci sta parlando, con gemiti di speranza, nel segno del tanto sangue versato da Caino, sui sentieri della nostra terra.

Troppi sono stati, in pochi giorni, gli avvenimenti in cui si è violata la sacralità della vita, in forme diverse, ma tutte ugualmente e gravemente feroci: omicidio, ferimenti gravi, lotte tra fratelli, avvelenamento delle nostre terre…

Tutto questo ci coinvolge, in profondo dolore, e fa sgorgare in noi quella santa indignazione che ci chiede di reagire con un’aperta condanna e riprovazione

Prima di tutto, nella necessità di risvegliare le nostre coscienze, perché mai si lascino abituare al male, ma sempre possano attivare le necessarie forme di reazione, nella logica della Pasqua, verso la quale ci stiamo preparando, anche con le tante lacrime versate in questi giorni.

Stiamo, infatti, assistendo ad una strategia di morte che vuole spezzare le nostre intelligenze e minaccia le nostre risorse.

Per questo, come Vescovo, condanno nel più forte dei modi questa ripetuta violazione della santità della VITA. La condanno con la scomunica. Quella stessa scomunica che la Chiesa prevede contro chi pratica l’aborto, è ora doveroso, purtroppo, lanciarlo contro coloro che fanno abortire la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando, e delle nostre terre, avvelenando i nostri campi, in applicazione estensiva del Canone 1398 C.J.C., sentendo che questa grave sanzione giuridica ci aiuterà di certo a prendere sempre più coscienza del tanto male che ci avvolge, per poi saper reagire con fermezza e ulteriore impegno nel bene, nella difesa della vita, nella preghiera sempre più intensa per chi fa il male, nella formazione in parrocchia, seminando speranza nelle scuole, negli oratori, nei gruppi ecclesiali.

Ai presbiteri, chiedo di leggere questa mia lettera nella celebrazione domenicale del 2 aprile, cuore del cammino salvifico della Quaresima, anche in ricordo della figura di san Francesco da Paola, santo che più d’ogni altro nella nostra terra ha difeso la vita e la dignità del popolo calabrese, così angariato da una minoranza feroce.

Vi affido al Signore, datore della Vita, certo di poterlo cantare in pienezza, nella notte dell’Exultet, dopo aver camminato con Lui dietro la sua Croce, nel venerdì santo, ponendo i nostri passi nelle sue orme insanguinate (cfr 2 Pt 2, 21).

Con rinnovato impegno nella preghiera reciproca, invocando su tutti la benedizione di Dio,

Locri, 27 marzo 2006.

+ p. GianCarlo M., Vescovo

 

Official Web Site: http://www.diocesilocri.it/ 
Mailing Address: Via Garibaldi 104, 89044 Locri [Reggio Calabria], Italia
Telephone: 0964.20.781 - Fax: 0964.23.00.58 segreteria@... 

 


#3982 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 6:48 pm
Oggetto: Fw: 2 Campi estivi su Metodo del Consenso e processi decisionali partecipativi
paoloeilaria@...
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----- Original Message -----
 
Subject: 2 Campi estivi su Metodo del Consenso e processi decisionali partecipativi


Ciao! Forse la notiziola puo' interessare, spero comunque la facciate circolare... A presto e.... Buone Vacanze!
R


--------------------------
CAMPO 1


La Casa per la Pace di Ghilarza (Oristano)
dal 14 al 16 luglio 2006
organizza il seminario:

Decidere insieme costruendo la pace : la danza del consenso.
Laboratorio sulla gestione nonviolenta dei processi decisionali partecipativi

Conducono Roberto Tecchio e Stefania Lepore

°°°°°°°°°°°°°°

A quali forme di comunicazione e relazione siamo abituati dare vita quando ci riuniamo per discutere e decidere? E queste forme, a che tipo di azioni portano? Che tipo di gestione del potere promuovono e diffondono nel mondo? Che tipo di gruppo, comunita', famiglia, societa' costruiscono?
Il laboratorio punta ad esplorare i fondamenti del metodo del consenso. L’esperienza portata da ogni partecipante e quella creata sul momento tramite attivita' di vario genere, tra cui le danze in cerchio, sara' la materia prima del conoscere e dell'apprendere.
Il laboratorio e' rivolto a coloro che credono nella possibilita' di vivere nel quotidiano i valori della pace, della solidarieta', della giustizia, della bellezza, all’interno delle piu' diverse situazioni di gruppo (famiglia, comunita', associazionismo, reti, scuola, lavoro, politica).

*****

Gli orari di massima dei lavori sono: mattino ore 9-12,30; pomeriggio ore 16-19,30  (serate danzanti e aperte alla creatività dei partecipanti)
Per quanto riguarda gli aspetti di vita quotidiana (cucina e pulizie) il campo viene autogestito dai partecipanti residenti.
Quote approssimative: residenti 110 euro, non residenti 65 euro

PER ISCRIZIONI E INFO:
Agata e Marino tel 070-287789 corneliacornelia@...
Pina e Raffaele tel 0785-53384 giuseppi.sanna@...

==============================================================================

CAMPO 2 -


Il M.I.R. (Movimento Internazionale per la Riconciliazione) e il M.N. (Movimento Nonviolento) del Piemonte e della Valle d'Aosta
organizzano il campo estivo:

Decidere insieme costruendo la pace: la danza del consenso.
30 luglio – 6 agosto
Berzano (Tortona - AL)
Partecipanti: 20
Coordinatore: Giovanni Ciavarella cell. 347-7938539
e-mail: giovanni.ciavarella@...

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Oggi si parla in modo crescente di partecipazione alle decisioni: ma cosa vuol dire partecipare? Cosa vuol dire decidere consensualmente? Il cosiddetto
Metodo del Consenso si propone come un mezzo per costruire una democrazia piu' partecipata, a tutti i livelli, nella vita di tutti i giorni, a partire dall'ambiente familiare. Durante il campo si cerchera' di vivere e sperimentare il metodo: l'esperienza portata da ogni partecipante e quella creata nei momenti a cio' dedicati, tramite attivita' di vario genere, tra cui le danze in cerchio, sara' la materia prima del conoscere e dell'apprendere.

Ci aiuteranno in questo percorso Roberto Tecchio e Stefania Lepore, compagni di vita da oltre quindici anni: lui si occupa di gestione di processi
decisionali partecipativi e di processi formativi orientati alla nonviolenza, lei insegna francese e per diletto si occupa di musica, canta, e conduce gruppi di
danze sacre.

A Berzano c'e' una delle prime comunita' famiglia di ACF del Piemonte, l'associazione fondata da Bruno Volpi alcuni anni fa. E' il luogo ideale per
interrogarsi sulle dinamiche familiari e scoprire come alcune famiglie, mettendosi insieme, abbiano potuto ampliare le loro potenzialita' e dimezzare le fatiche.

La sistemazione sara' in camere a piu' letti, in una struttura bella e sobria. Il lavoro manuale consistera' in alcuni lavori nella casa, nell'orto e nel vigneto.




#3981 Da: <direttore@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 4:52 am
Oggetto: [Ann] Digiuno contro la guerra - Un appello di Codepink
direttore_il...
Offline Offline
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Care amiche, cari amici,
Codepink ha annunciato un digiuno collettivo, per chiedere il ritiro delle
truppe Usa e la fine dell'occupazione in Iraq, che avrà inizio il prossimo 4
luglio (festa nazionale statunitense). Per leggere il testo dell'appello ed una
riflessione sul perchè aderire vai alla pagina
http://www.ildialogo.org/noguerra/digiunocontro27052006.htm
Non si tratta semplicemente di rinunciare a qualche giorno di cibo. Si tratta di
organizzare iniziative che riescano a mobilitare l'opinione pubblica contro la
guerra che miete ogni giorno vittime su vittime, soprattutto fra i civili e
soprattutto fra le bambine e i bambini.
L'invito per chi vive fuori dagli USA - è scritto nell'appello - è "a digiunare
il 4 luglio di fronte ad un'ambasciata americana o ad un consolato. Mentre i
funzionari si godranno i barbecue e i festeggiamenti, noi desideriamo ricordare
loro la continua sofferenza degli iracheni e dei soldati".
Il nostro sito aderisce a questa iniziativa. Invitiamo tutti i nostri lettori ad
aderire. Vi chiediamo di mobilitarvi, da quì al 4 luglio, per diffondere
l'iniziativa il più possibile. Vi invitiamo ad utilizzare il testo dell'appello
di Codepink come volantino da distribuire prima e durante l'iniziativa di
digiuno. Vi invitiamo a scegliere nella vostra città, la dove non c'è una sede
consolare americana (o anche inglese, vista la compartecipazione alla guerra
della Gran Bretagna), un luogo simbolo dove riunire tutti i digiunatori, in modo
da coinvolgere quante più persone possibili (una sede istituzionale, una chiesa,
una piazza...). Aderire a questa iniziativa è anche un modo per chiedere al
nuovo governo italiano il rispetto degli impegni presi in campagna elettorale,
con il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq e da tutti i fronti bellici, per
ripristinare la legalità costituzionale che all'art. 11 prevede il ripudio della
guerra. Il mondo ha bisogno di pace.
Per segnalare le adesioni e le iniziative abbiamo predisposto il seguente link:

http://www.ildialogo.org/noguerra/digiunonoguerra29052006.htm

Tutte le adesioni e le iniziative saranno man mano inviate a Codepink. Invitiamo
altri siti, riviste, associazioni, a moltiplicare le iniziative ed i punti di
aggregazione. Diamo concretamente una mano a quanti negli USA sono in prima fila
per la pace.
La pace dipende da ciò che ognuno riuscirà a fare per difenderla e promuoverla.
Ringraziamo quante/i vorranno aderire a questa iniziativa.
La Redazione del sito www.ildialogo.org

Monteforte Irpino li, 29-05-2006


----------------------------------------------
il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino
Via Nazionale, 51 - 83024 Monteforte Irpino (AV) - Tel: 333-7043384 /
339-4325220
Email redazione: redazione@...
Email direttore: direttore@...
Sito: http://www.ildialogo.org


----------------------------------------------

«Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si
salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli
uomini.(Mt 5,13)

"Tutte le valanghe prima di diventare tali erano solo fiocchi di neve"

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TUTELA DELLA PRIVACY
Ai sensi della Legge 675/1996, La informiamo che il Suo indirizzo è stato
reperito attraverso e-mail da noi ricevuta o da fonti di pubblico dominio. Siamo
coscienti che e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, quindi La preghiamo
di accettare le nostre più sincere scuse se la presente non è di Suo interesse.
Tutti i destinatari della e-mail sono in copia nascosta (Privacy L.75/96).
Qualora non intendesse più ricevere comunicazioni, La preghiamo di inviare una
e-mail di risposta con oggetto: CANCELLA a redazione@... precisando
l'indirizzo che sarà quindi immediatamente rimosso dalla mailing list. Abbiamo
cura di evitare fastidiosi invii multipli, laddove ciò avvenisse La preghiamo di
segnalarcelo.

#3980 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 12:02 pm
Oggetto: Fw: [ccpnews] Formazione: Comunicazione Nonviolenta
paoloeilaria@...
Invia email Invia email
 
----- Original Message -----
From: <dedopanerai@...>
To: <ccpnews@...>
Cc: <referentinodi@...>
Sent: Thursday, May 25, 2006 10:30 AM
Subject: [ccpnews] Formazione: Comunicazione Nonviolenta


- sabato 10 e domenica 11 giugno -
Immersi nella pineta in riva al mare a
Pinarella di Cervia (RA)- Viale Abruzzi

PAROLE NONVIOLENTE

Un fine-settimana per riflettere sulle dinamiche comunicative - sabato 10 e
domenica 11 giugno

La comunicazione, e i problemi che porta un suo uso poco attento è tema che
riguarda proprio tutti, a prescindere dalla collocazione professionale o
dai propri interessi. Si propone un week-end per riflettere e sperimentarsi
su forme di comunicazione nonviolenta ed efficace.

Destinatari : chiunque (giovani e adulti) voglia iscriversi!
Max 25 partecipanti, minimo 8

Intrattenimento per i bambini!

Enti organizzatori: Pax Christi e Coop.Mediazione.

Date: sabato 10 giugno - domenica 11 giugno 2006 (9.30- 19 / 9.30 -13)

Costi : 100 euro in pensione completa

Info:
Alfredo Panerai - Pax Christi
alfredo.panerai@...
tel.055 475928, cell.329 7655582

Iscrizioni:
Segreteria CàPace
capace@...





=================================================              lista di
discussione delle rete per i corpi civili di pace
============================================i contenuti espressi in questa
lista di discussione  non rappresentano necessariamente il pensiero della
rete ne dei suoi membri , ma sono semplicemente un libero contributo alla
discussione e all'informazione
per accedere all'archivio della lista:
http://liste.reteccp.org/wws/arc/ccpnews
per vedere le statistiche del sito: http://www.reteccp.org/stat/
per iscriversi o cancellarsi dalla lista andare sulla home page del sito,
http://www.reteccp.org
troverete uno spazio in alto a sinistra
dove inserire la vostra e-mail per iscriverla o cancellarla.
web: www.reteccp.org
=======================================================

#3979 Da: "serena pisano" <sere_p@...>
Data: Dom 28 Mag 2006 9:51 am
Oggetto: I: Guerre stellari in Iraq. Nuova inchiesta di Rainews24
serena_pisano
Offline Offline
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Da: massimo.falzoni@... [mailto:massimo.falzoni@...]
Inviato: domenica 28 maggio 2006 10.13
A: commissione centrale
Cc: Elena Grisafi; serena pisano
Oggetto: Fwd:Guerre stellari in Iraq. Nuova inchiesta di Rainews24

 

 

 

Guerre stellari in Iraq

 

Nuova inchiesta di Rainews24

 

Un´ inchiesta di Rai News 24 che parte dagli inquietanti racconti di un testimone della battaglia per la conquista dell´ aeroporto di Baghdad e da quelli dei medici dell´ ospedale di Hilla. Si    descrivono gli effetti di armi sconosciute. 

 

 Si analizza l´impiego di laser e impulsi elettromagnetici. Una nuova tipologia di armamenti, destinata a segnare il passaggio epocale dalle armi "cinetiche" (esplosive) a quelle a energia. 

 

 Nell´inchiesta si descrive, in particolare, un´arma considerata "non letale": il raggio del dolore.  Le caratteristiche di questo strumento - totalmente invisibile e rivolto a provocare intensissimo dolore ma non la morte - suscitano la preoccupazione vivissima degli organismi che agiscono in difesa dei diritti umani.  Un allarme motivato, perché gli effetti di queste armi sull´organismo umano sono ancora coperti da segreto militare. 

 

 Una nuova inchiesta di Rainews24 a cura di Sigfrido Ranucci e Maurizio Torrealta, gli autori anche delle due precedenti inchieste "Falluja la strage nascosta" e "Il Fantasma di Abu Ghraib". 

 

 Per vedere l´inchiesta dal sito internet di Rainews24:

 www.rainews24.it

 

 Il video andrà in onda su Rainews24:

 Oggi giovedì 18 maggio 2006 alle ore 23.06

 Domani venerdì 19 maggio alle ore 11,36

 Sabato 20 maggio 2006 alle ore 13,36 e alle ore 18,06

 

 

Per info: www.rainews24.it

 

******************************************

 

Per ulteriori informazioni:

 

Segreteria Tavola della Pace

via della viola, 1

06100 Perugia

Tel. +390755736890

Fax +390755739337

e-mail: segreteria@...

www.tavoladellapace.it

Abbiamo inserito il Vostro indirizzo di Posta Elettronica nel nostro gruppo di posta elettronica allo scopo di inviarVi le nostre comunicazioni informative.Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta (L. 675/96).Gli indirizzi ai quali mandiamo la comunicazione sono selezionati e verificati, ma può succedere che il messaggio pervenga anche a persone non interessate.Potete perciò opporVi, ai sensi della 1/1/2004 ex d.lgs. 196/2003, in tutto o in parte al trattamento di dati personali che Vi riguardano, chiedendo in qualsiasi momento, l'accesso, la cancellazione, la modifica o l'aggiornamento dei vostri dati personali inviando un messaggio all'indirizzo privacy@...

 

 

 



 

=

#3978 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 27 Mag 2006 5:43 am
Oggetto: Fw: [ReteDisarmo] Deleghe ai sottosegretari
locascio.francesco@...
Invia email Invia email
 
----- Original Message -----
From: <zazzau@...>
To: "coordinamento" <coordinamento@...>
Sent: Thursday, May 25, 2006 9:43 PM
Subject: [ReteDisarmo] Deleghe ai sottosegretari


>
> Carissimi,
> ecco le deleghe della farnesina.
> per le armi ci è toccato intini.
> per la conferenza onu craxi.
> un mese fa c'era la boniver.
> dodici anni fa de michelis
> tutto cambia perchè nulla cambi?
> buon lavoro
> emilio
>
>
>
> FARNESINA: LE DELEGHE AI SOTTOSEGRETARI AGLI ESTERI
> La Farnesina ha reso note le deleghe attribuite dal vicepresidente del
Consiglio e ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ai sei sottosegretari.
> Ugo Intini: relazioni con i Paesi del Medio Oriente e dell' Africa
settentrionale; esercizio della presidenza della Commissione nazionale per
la promozione della cultura italiana all'estero; attività concernente
l'esportazione di materiali d' armamento.
> Patrizia Sentinelli: cooperazione allo sviluppo; relazioni con i Paesi
dell' Africa subsahariana.
> Vittorio Craxi: relazioni con i Paesi dell'America del Nord;
internazionalizzazione delle imprese; rapporti con le regioni; temi trattati
in ambito Nazioni Unite e Agenzie specializzate.
> Famiano Crucianelli: relazioni bilaterali con i Paesi dell' Europa,
compresi i Paesi caucasici dell'ex Unione Sovietica; rapporti con le
istituzioni dell'Unione europea.
> Donato Di Santo: relazioni con i Paesi dell'America centrale e del Sud;
variazioni di bilancio e integrazioni dei capitoli di spesa. Gianni
Vernetti: relazioni bilaterali con i Paesi dell'Asia, compresi quelli
dell'ex Unione sovietica e con i Paesi dell' Oceania e del Pacifico;
problematica dei diritti umani e delle liberta'  fondamentali.
>
>
>
>
>
>
> -----------------------------------------------
> Rete Italiana per il disarmo http://www.disarmo.org
> Mailing list coordinamento@...
>
> Per cancellarsi dalla lista:
> mailto:coordinamento-request@...?subject=unsubscribe
>
> In caso di problemi scrivere a admin@...

#3977 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 26 Mag 2006 4:39 pm
Oggetto: Fw: [MIR_Palermo] commissione Giustizia Pace e Integrità del Creato ofm (frati minori) - Campo di formazione alla nonviolenza. 3-10 agosto convento di Baida (bozza)
locascio.francesco@...
Invia email Invia email
 
 
 

Campo di formazione alla nonviolenza.

 

 

[…] Pertanto tutti i cristiani sono chiamati con insistenza a praticare la verità nell'amore (Ef 4,15) e ad unirsi a tutti gli uomini sinceramente amanti della pace per implorarla dal cielo e per attuarla.

Mossi dal medesimo spirito, noi non possiamo non lodare coloro che, rinunciando alla violenza nella rivendicazione dei loro diritti, ricorrono a quei mezzi di difesa che sono, del resto, alla portata anche dei più deboli, purché ciò si possa fare senza pregiudizio dei diritti e dei doveri degli altri o della comunità.

Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma in quanto riescono, uniti nell'amore, a vincere il peccato essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina « Con le loro spade costruiranno aratri e falci con le loro lance; nessun popolo prenderà più le armi contro un altro popolo, né si eserciteranno più per la guerra» (Is 2,4). (Costituzione Pastorale Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, n 78).

 

 

Carissimo fratello e sorella in Cristo il Signore ti doni la sua pace!

Meditando con amici e confratelli le parole sopra citate, (e non solo) ci accorgiamo che sono di una attualità sorprendente. Il mio pensiero va subito alle atrocità e alle notizie che ci trasmettono i media. Basti pensare alla teoria della “guerra preventiva” che nasconde il ritorno del principio arcaico che “solo la forza è fondamento del diritto”. Oppure la strage del 1° agosto 2003, ad Asuncòn in un supermercato scoppia un incendio. Il gestore fa chiudere le porte per timore che la gente non pagasse. Fu una carneficina. Come lo fu in Ossenzia, a Beslan, nei primi di settembre 2004, l’occupazione di una scuola con 1500 ostaggi da parte del terrorismo ceceno. Si ha notizia di centinaia e centinaia di morti, in gran parte bambini.

Dietro queste crudeltà che conosciamo e tante altre che non ci vengono fatte sapere per paura o perché non lo so, frutto di un sistema barbaro e chi ha ne metta, sento dal profondo del cuore di proporre un campo di formazione alla non-violenza. Facendoci illuminare ogni giorno dalla parola di Dio e di Francesco, con l’aiuto di alcune testimoni del nostro tempo, si vuole far conoscere un modo di pensare e di agire alternativo alla violenza brutale che ci sovrasta giorno dopo giorno.

Il campo è indirizzato a giovani e non che hanno tale sensibilità, in particolare coloro che fanno parte di commissione Giustizia Pace e Integrità del Creato e non.

 

 

 

fragrazianob@...

 

 

via Al Convento di Baida, 43  - 90136 - Palermo

' 091-223595    7 091-221295

8 baida@...  

:  http://www.ofmsicilia.it

 http://www.ofm-jpic.org

 

 

 

Programma

 


Giovedì 3 agosto:

 In serata arrivi e sistemazioni. Ore 20,00 cena

e presentazione del campo e dei partecipanti.

 

Venerdì 4 agosto:

Ore 7,00 Sveglia

7,30: Lodi Mattutine e SS. Messa.

8,30: Colazione

9,15: Relazione: Gandhi

11,30: Riflessione personale e tempo libero

13,00: Pranzo

16.00: Ora Media

16,15: Lavori di gruppo

18,00: Tempo libero

19,30: Vespri e cena

21,00: Fraternità

 

Sabato 5 agosto

Ore 7,00 Sveglia

7,30: Lodi Mattutine e SS. Messa.

8,30: Colazione

9,15: Relazione: Martin Luther King

11,30: Riflessione personale e tempo libero

13,00: Pranzo

16.00: Ora Media

16,15: Lavori di gruppo

18,00: Tempo libero

19,30: Vespri e cena

21,00: Fraternità

 

Domenica 6 agosto

Ore 7,30: Sveglia

8,00: Lodi Mattutine

8,30: Colazione

9,15: Relazione: Lanza del Vasto

11,30: Riflessione personale e tempo libero

13,00: Pranzo

16.00: Ora Media

16,15: Lavori di gruppo

18,30: SS. Messa

20,00 Vespri e cena

21,00: Fraternità

 

 

 

Lunedì 7 agosto

Ore 7,00 Sveglia

7,30: Lodi Mattutine e SS. Messa.

8,30: Colazione

9,15: Relazione: Don Milani

11,30: Riflessione personale e tempo libero

13,00: Pranzo

16.00: Ora Media

16,15: Lavori di gruppo

18,00: Tempo libero

19,30: Vespri e cena

21,00: Fraternità

 

Martedì 8 agosto

Ore 7,00 Sveglia

7,30: Lodi Mattutine e SS. Messa.

8,30: Colazione

9,15: Relazione: Padre Ernesto Balducci

e Don Tonino Bello

11,30: Riflessione personale e tempo libero

13,00: Pranzo

16.00: Ora Media

16,15: Lavori di gruppo

18,00: Tempo libero

19,30: Vespri e cena

21,00: Fraternità

 

Mercoledì 9 agosto

Ore 7,00 Sveglia

7,30: Lodi Mattutine e SS. Messa.

8,30: Colazione

9,15: Relazione: Danilo Dolci

e la nonviolenza in Sicilia

11,30: Riflessione personale e tempo libero

13,00: Pranzo

16.00: Ora Media

16,15: Lavori di gruppo

18,00: Tempo libero

19,30: Vespri e cena

21,00: Fraternità

 

Giovedì 10 agosto

Ore 7,00 Sveglia

7,30: Lodi Mattutine e SS. Messa.

8,30: Colazione

9,00: Saluti e partenze.




#3976 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 26 Mag 2006 3:32 pm
Oggetto: Fw: [ReteDisarmo] 'Banche armate': ritornano Unicredit e BPM, esce Intesa
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
Sent: Friday, May 26, 2006 5:00 PM
Subject: [ReteDisarmo] 'Banche armate': ritornano Unicredit e BPM, esce Intesa

Penso di fare cosa gradita inviandoti qs articolo al quale ne seguirà uno sull'attività delle altre banche italiane e straniere in appoggio al commercio delle armi. Riproducibile in parte o totalmente citando autore e fonte:
www.unimondo.org
 
Ciao Giorgio
 
 
 
"Banche armate": ritornano Unicredit e BPM, esce Intesa
 
Un parziale ridimensionamento e un ritorno in affari. Così possiamo sintetizzare l'operato delle due banche "sotto osservazione" da parte della Campagna di pressione alle “banche armate”: Banca Popolare di Milano (BPM) e Unicredit. BPM svolge infatti ancora 26 operazioni d'appoggio al commercio delle armi per un valore complessivo di oltre 34,6 milioni di euro che ricoprono più del 3% del totale: un ridimensionamento rispetto all'anno precedente (53 milioni di euro), ma non tale da fugare tutti i dubbi. Tra le nuove autorizzazioni, oltre all'Irlanda (29,8 milioni di euro) appaiono quelle con Cina (5,26 milioni di euro), Messico (8 milioni di dollari) e India (per 1,2 milioni di euro) e tra le minori Turchia, Albania, Brasile, Malaysia. Ulteriori interrogativi suscita anche la ricomparsa con oltre 101 milioni di euro Unicredit (9% del totale) che aveva finora giustificato la propria attività nel settore con la necessità di “un periodo transitorio per l'uscita definitiva da questo mercato”. Va segnalata, invece, la quasi totale scomparsa di Banca Intesa che nel 2005 ha assunto solo 2 operazioni di valore irrisorio (163 mila euro): la banca sta dunque onorando la decisione del marzo 2004 di “sospendere la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano l'esportazione, l'importazione e transito di armi e di sistemi di arma”.
 
 
"Banche armate": ritornano Unicredit e BPM, esce Intesa
 
Un parziale ridimensionamento e un ritorno in affari. Così possiamo sintetizzare l'operato delle due banche "sotto osservazione" da parte della Campagna di pressione alle 'banche armate'. Banca Popolare di Milano (BPM) e Unicredit.

Nonostante l'
annuncio lo scorso maggio del presidente di Banca popolare di Milano (BPM) Roberto Mazzotta di un impegno della banca "a non partecipare ad operazioni di finanziamento che riguardino esportazione, importazione e transito di armi e sistemi d’arma", l'istituto milanese compare infatti anche quest'anno nel lungo elenco delle banche che appoggiano l'export delle armi "made in Italy". Si tratta di 26 operazioni per un valore complessivo di oltre 34,6 milioni di euro che ricoprono più del 3% di tutte le operazioni autorizzate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nel 2005. Un ridimensionamento, certo, rispetto all'anno precedente quando la comparsa di BPM nel business delle armi con 22 commesse per oltre 53 milioni di euro di "operazioni autorizzate", pari al 4,05% del totale, aveva suscitato diversi interrogativi da parte degli esponenti della "Campagna di pressione alle banche armate" e in modo particolare di Banca Etica di cui BMP è socio. Ma non tale da fugare tutti i dubbi. Ed anzi solleva nuovi interrogativi l'elenco dei Paesi con i quali BPM ha ricevuto nel 2005 per conto di propri clienti produttori di armi autorizzazioni ad "incassi e pagamenti". Si tratta, di 26 nuove autorizzazioni, di cui gran parte è ricoperta da una fornitura di 4 elicotteri Agusta AB139 per impiego militare all'Irlanda del valore di oltre 29,8 milioni di euro con autorizzazione alla banca di un primo saldo fornitura di oltre 21,5 milioni di euro. Ma anche una consistente nuova autorizzazione verso la Cina con un valore complessivo di fornitura di oltre 5,26 milioni di euro e di autorizzazione per la prima fornitura di 4,47 milioni di euro di cui non si reperisce il sistema d'arma. Altre nuove operazioni minori dell'istituto milanese riguardano Lussemburgo (3,1 milioni di euro) e Stati Uniti (1,49 milioni di euro), ma anche Messico (8 milioni di dollari, dopo quella di 5,6 milioni l'anno scorso) e India (per 1,2 milioni di euro), e tra le minori, Turchia, Albania, Brasile, Malaysia, Spagna e Grecia. Permane quindi più di qualche interrogativo sulla coerenza con i principi di "banca non armata" annunciati da Banca Popolare di Milano. Interrogativi che, vogliamo credere, non mancheranno di essere sollevati anche nella prossima Assemblea dei soci di Banca Etica in programma per sabato 27 maggio a Bari.

Ulteriori interrogativi suscita anche la ricomparsa con oltre 101 milioni di euro di Unicredit nell'elenco delle operazioni in appoggio all'export di armi. Il gruppo capitanato da Alessandro Profumo, a dire il vero, non è mai uscito dal business delle armi. Ma, dopo che nel dicembre 2000 aveva emesso “ordini di servizio che disponevano dal 1° gennaio 2001 di non assumere più nuovi contratti di questo tipo” aveva di fatto ridotto notevolmente la propria partecipazione in gran parte ereditata dal Credito Italiano che nel 1999 con più di 644 milioni di euro di operazioni ricopriva più del 60% del totale degli importi autorizzati in quell'anno. Negli anni successivi le operazioni assunte da Unicredit venivano giustificate con la necessità di “un periodo transitorio per l'uscita definitiva da questo mercato” e comunque
passavano dai 106 milioni di euro del 2000 ai 20,2 milioni del 2004 tanto da indurre chi scrive a segnalare, seppur in modo cautelativo, la graduale attuazione delle disposizioni comunicate dal gruppo. Stupisce pertanto ritrovare Unicredit nell'elenco delle esportazioni autorizzate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per i sistemi d'armamento e per un valore complessivo di oltre 101 milioni di euro che, ricoprendo quasi il 9% del totale, piazzano Unicredit al quarto posto della lista del Ministero. Scorrendo il lungo elenco delle 61 nuove operazioni tra le principali vanno segnalate quelle verso Regno Unito (10,6 milioni di euro) e Stati Uniti (8,7 milioni di dollari) mentre il resto è disperso in una serie di operazioni minori con Paesi che vanno dalla Francia al Giappone, dalla Romania a Israele. E' opportuno pertanto mantenere un atteggiamento cautelativo in attesa di chiarimenti da parte del gruppo Unicredit.

Per quanto riguarda gli altri maggiori Istituti di credito va innanzitutto notato che, nonostante l'annunciata riduzione del volume di operazioni,
le prime quattro principali banche di appoggio al commercio delle armi sono italiane con Capitalia mantiene saldo il primo posto (168 milioni di euro) seguita dal il gruppo S. Paolo Imi (164 milioni), dalla Cassa di Risparmio di La Spezia (112 milioni) e dal già ricordato gruppo Unicredit (101 milioni).

A Capitalia va riconosciuto di aver cominciato ad attuare quanto
annunciato dal Direttore Generale al convegno nazionale promosso dalla Campagna lo scorso gennaio, la volontà cioè di ridimensionare significativamente il volume delle transazioni collegate ad operazioni di export di armamenti, che passano infatti dai 2004 ai 168 milioni del 2005. Anche se le maggiori operazioni riguardano Regno Unito (42 milioni di sterline) e Norvegia (24,8 milioni di euro), suscitano però più di qualche domanda le autorizzazioni che concernono India (8,5 milioni di dollari), Turchia (3 milioni di dollari) e Emirati Arabi Uniti (1,3 milioni di euro) e la continuazione di un'operazione di 15,4 milioni di euro con la Cina.

Circa il gruppo S. Paolo Imi, va innanzitutto detto che per volume di operazioni di fatto scavalca Capitalia: ai 164 milioni di euro di autorizzazioni rilasciate alla banca torinese vanno infatti sommati gli 8,3 milioni di euro della Cassa di Risparmio di Bologna che va parte dello stesso gruppo S. Paolo Imi. Il gruppo è il più attivo anche per numero di operazioni (109) che in gran parte sono assorbite da esportazioni verso la Francia (73,7 milioni di euro per un lotto di componenti per 24 missili antiaerei Aster della Mbda che però hanno come destinazione finale Singapore), Spagna (17,4 milioni), Belgio (17,4 milioni) e Germania (15,1 milioni). Ma spiccano anche le autorizzazioni a Paesi in zone calde del pianeta e dove si registrano continue violazioni dei diritti umani come Egitto (2,27 milioni di euro per attrezzature e documentazione per missile Aspide2000 sempre della Mbda) e Turchia (900mila euro) e minori verso Israele (660 mila euro), Malaysia (684 mila dollari) e Cina (510 mila euro). Le autorizzazioni della Cassa di Risparmio di Bologna riguardano invece prevalentemente Paesi della Nato e Australia.

Raddoppiano le operazioni collegate all'export di armi della Cassa di Risparmio di La Spezia che nel 2005 superano i 112,4 milioni di euro dopo aver registrato negli anni precedenti autorizzazioni per 34,1 (nel 2003) e 50,9 milioni di euro (nel 2004). La banca, che appartiene al gruppo Cassa di Risparmio di Firenze, è tradizionalmente punto di riferimento delle industrie spezzine del settore e si distingue quest'anno soprattutto per diverse operazioni con Paesi mediorientali ed asiatici come la Thailandia (10,7 milioni di euro per due cannoni leggeri 76/62 super rapido della OtoMelara), Emirati Arabi Uniti (2,6 milioni per 12 torrette da 12,7 mm per versione navale OtoMelara) e Pakistan (1,4 milioni sempre per due torrette da 12,7 mm per versione navale, parti di ricambio e 6000 munizioni).

Tra le maggiori banche italiane da segnalare anche la Banca Nazionale del Lavoro (BNL) che nel 2005 riporta 90 autorizzazioni per un valore complessivo di oltre 60 milioni di euro, in calo rispetto agli ultimi due anni quando aveva registrato una media di 70 milioni di euro. Il “Bilancio Sociale del 2002” informerebbe che “BNL ha maturato la decisione di ridurre progressivamente il proprio coinvolgimento nelle attività finanziarie legate al commercio di armamenti, limitandosi esclusivamente ai paesi dell’Unione Europea e della NATO nell’ambito delle rispettive politiche di difesa e sicurezza”. Decisione che però non è totalmente supportata dalle informazioni delle ultime Relazioni che vedevano
operazioni di BNL con diversi Paesi extra-Ue ed extra Nato che continuano anche nel 2005 con due autorizzazioni verso il Pakistan del valore di 2,3 e di 1 milione di euro. Le maggiori operazioni si assetano però in linea con la recente policy della Banca e riguardano Grecia (13,4 milioni di euro), Germania (la maggiore di 7,4 milioni di euro) e Regno Unito (6,8 milioni di euro).

Da segnalare, infine, la quasi totale scomparsa di Banca Intesa che nel 2005 ha assunto solo 2 operazioni del valore complessivo di circa 163 mila euro con Spagna e Marocco, lo 0,01% del totale. Le altre operazioni presenti nella lista del Ministero riguardano autorizzazioni assunte negli anni scorsi e si può pertanto assumere che Banca Intesa stia pienamente onorando la decisione comunicata nel marzo del 2004 di “sospendere la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano l'esportazione, l'importazione e transito di armi e di sistemi di arma, che rientrino nei casi previsti dalla legge 185/90”. La decisione, spiegava la Direzione Generale di Banca Intesa, intende rispondere “a un'esigenza espressa da ampi e diversificati settori dell'opinione pubblica, che fanno riferimento a istanze etiche sia laiche sia religiose”. Il gruppo si riservava comunque di "valutare autonomamente operazioni che - pur rientrando fra quelle previste dalla legge 185/90 - non abbiano caratteristiche tali da essere incoerenti con lo spirito di "banca non-armata". In tal caso, queste operazioni saranno evidenziate sul sito Internet della Banca, in omaggio ai principi di trasparenza”.

Questo per quanto riguarda le principali banche italiane. A breve l'analisi dell'attività in appoggio al commercio delle armi delle altre banche italiane, delle banche estere ed ulteriori considerazioni.

di Giorgio Beretta
della
Campagna di pressione alle 'banche armate'

#3975 Da: ruset@...
Data: Ven 26 Mag 2006 9:29 am
Oggetto: Bambini ancora minacciati nonostante le dichiarazioni del Ministro della Difesa israeliano.
ruset@...
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Israele - Territori Occupati Palestinesi

26 Maggio 2006

Bambini ancora minacciati nonostante le dichiarazioni del Ministro della
Difesa israeliano.

At-Tuwani, South Hebron Hills: Ancora problemi e aggressioni per i bambini
palestinesi di Tuba ed i soldati israeliani che li scortano, nonostante
l'appello degli intellettuali israeliani tra cui Omos Oz e David Grossman, e
le successive assicurazioni del Ministro della Difesa israeliano
sull'effettiva protezione dei bambini. Dopo le dichiarazioni del Ministro
Perez del 10 marzo, secondo cui: ''Criminali violatori della legge non
possono continuare ad attaccare bambini indifesi. Noi faremo ogni cosa
necessaria per porre un termine al fenomeno'', continuano le violenze
psicologiche e fisiche dei coloni nazional-religiosi dell' outpost Havat
Maon-Hill 833, vicino alla colonia di Maon. Nei quindici giorni successivi
alla dichiarazione, ci sono stati tre attacchi diretti sui bambini e due casi
di intimidazione. Inoltre la scorta e' arrivata tre volte con considerevole
ritardo e non sempre i soldati hanno camminato con i bambini a piedi lungo
tutto il tragitto, come dovrebbe essere fatto secondo la Commissione dei
Diritti dei Bambini della Knesset che ha chiesto lall'Esercito Israeliano la
scorta nell' inverno 2004 per i bamini di Tuba.
Testimoni della situazione, i volontari italiani di Operazione Colomba e
canadesi e statunitensi del Christian Peacemaker Teams, presenti da quasi
due anni nel villaggio, che monitorano quotidianamente la scorta.

Di seguito un approfondimento sugli avvenimenti degli ultimi quindici
giorni e un riassunto della situazione negli ultimi due anni.

Per ulteriori informazioni contattare il 00972 543018501:
www.operazionecolomba.org  e  www.cpt.org
Operazione Colomba - Corpo Nonviolento di Pace dell'Associazione Comunita'
Papa Giovanni XXIII
Ufficio in Italia: 0541-751498  e-mail: operazione.colomba.apg23.org




Sulla strada della convivenza?
a cura di laila e logan, www.operazionecolomba.org

Background
Da mesi, bambini del villaggio palestinese di At-Tuba, che si spostano
ogni giorno per andare alla scuola elementare nel vicino villaggio di At
Tuwani, vicino alla colonia di Maon e dell'avamposto Hill 833
(chiamato anche Havat Maon) vengono attaccati da gruppi di coloni
estremisti. Per questo motivo nel 2003 si costituisce un accompgnamento
nonvioltnto ai bambini formata da volontari israeliani di Ta'ayush,
soprattutto il sabato, accompagnano i bambini.

la Storia
A settembre 2004, su richiesta di Ta'ayush e degli abitanti di At Tuwani,
due associazioni pacifiste, Operazione Colomba (Italia) e Christian
Peacemakers Teams (Canada e Stati Uniti) stabiliscono una presenza fissa
nel villaggio e iniziano a scortare quotidianamente i bambini.
Nel corso di queste scorte civili i volontari subiscono due attacchi (29
settembre e 9 ottobre) in seguito ai quali e grazie al la voro di diverse
associaizioni israeliane per i diritti umani,  il Knesset Committee for
Children's Rights (Commissione per i diritti dei Bambini del Parlamento
Israeliano) stabilisce la necessita’ di una scorta armata. Da meta’
ottobre 2004 soldati e poliziotti israeliani si alternano a scortare i
bambini: con una jeep e quattro soldati ci dui due a piedi (esercito) e una
jeep con due poliziotti dentro al mezzo (polizia).
Non mancano i problemi: i ritardi nell'arrivo delle scorte sono comuni e i
bambini spesso arrivano a scuola oltre l’inizio delle lezioni. Inoltre,
nonostante la scorta ufficiale, i coloni infastidiscono o minacciano bambini
e soldati, giungendo anche ad attaccarli. I volontari internazionali
monitorano quotidianamente la scorta fin dove possibile, sollecitandone
l’arrivo se in ritardo, e compilano un report bisettimanale, inviato a
diverse organizzazioni israeliane e internazionali che si occupano
dell’area.

Camminando insieme verso "il riconoscimento dell'altro".

Con il passare dei mesi, altri bambini decidono di tornare a scuola:
quest'anno una ventina di bambini dei villaggi di At Tuba e Maghayir al
Abeed frequentano regolarmente le lezioni ad At Tuwani.
La scorta militare sembra diventare uno scenario familiare, a volte regalando a
bambini e soldati momenti di relazione, oltre i ruoli assegnati dal conflitto.
In Cisgiordano, dove spesso i bambini sono perquisiti o bloccati dai soldati
"per esigenze di sicurezza", la scorta di At Tuba è un passo concreto verso il
riconoscimento di diritti dell'altro e della sua dignità umana. Così anche è un
modo per aprire spazi di comunicazione umana che vanno oltre "la divisa del
soldato".

Ma il fanatismo agressivo di alcuni coloni nazioanl-religiosi, ha portato un
escalation degli attacchi nell'utlimo mese:
su pressione dei coloni di Maon il percorso della scorta è stato spostato dalla
strada piu' diretta e sicura che passa accanto alla colonia, al sentiero più
lungo e pericoloso che costeggia l'avamposto (outpost) abitato da alcuni coloni
agressivi del movimento dei "Giovani delle colline".
I bambini sono costretti a passare accanto ai caravan e alle baracche, dove
alcune famiglie di coloni particolarmente estremisti si sono recentemente
insediate. Sabato 7 maggio sedici bambini e due soldati israeliani che li
accompagnavano sono stati attaccati da una trentina di coloni, che hanno
teso un imboscata lungo la strada. Nonostante la violenza dell'attacco - i
soldati hanno dovuto sparare in aria per allontanare gli aggressori che
hanno tirato pietre, calci e pugni ferendo quattro bambini e i due
soldati - nessun colono è stato arrestato nè al momento dell'attacco nè
nei giorni seguenti.

Il 10 maggio oltre trenta artisti e intellettuali israeliani di primo
piano firmano un appello al premier Ehud Olmert e al Ministro della Difesa
Amir Perez nel quale chiedono che il governo intervenga per porre fine
alle continue aggressioni. Lo stesso giorno l’ufficio del Ministro della
difesa dichiara che Perez ha dato disposizione affinché esercito e polizia
israeliana aumentino la sicurezza per i bambini palestinesi in West Bank.
La dichiarazione afferma anche che la scorta deve arrestare immediatamente
chiunque disturbi i bambini.

Nonostante la dichiarazione, dall'11 al 23 maggio, si sono susseguiti
diversi incidenti e ritardi alla scorta. I dati riportati provengono dalle
testimonianze dirette dei volontari di Operazione Colomba e dei Christian
Peacemaker Teams che quotidianamente, monitorano la scorta e dalle
testimonianze dei bambini e dei soldati raccolte dai volontari al termine
della scorta stessa.

Giovedi 11 Maggio

Durante il tragitto del mattino, un colono ha seguito bambini e soldati
gridando verso di loro e soffiando nello shofar (corno rituale). I soldati
non hanno cercato di allontanare l’uomo.

Lunedi’ 15 Maggio
La scorta del pomeriggio e’ arrivata alle 14.30, un’ora e mezzo dopo
l’orario previsto. I soldati non hanno dato nessuna spiegazione del
ritardo.

Giovedi’ 18 maggio
La scorta del mattino e’ arrivata con piu’ di un’ora di ritardo
all’appuntamento con i bambini. I bambini hanno aspettato tutto il tempo
al punto di incontro, vicino ai capannoni per l’allevamento dei polli
della colonia di Ma’on. In quest’area altre volte i coloni hanno
infastidito o attaccato i bambini mentre aspettavano la scorta o dopo che
questa si era allontanata.

Sabato 20 Maggio
Durante il tragitto del mattino, quattro coloni vestiti di bianco e con il
capo coperto dagli scialli, si sono avvicinati alla scorta e ai bambini. I
soldati non hanno impedito ai coloni di entrare in contatto con i bambini.
I bambini hanno riferito di essere stati spintonati.

Domenica 21 Maggio
Durante il tragitto del mattino, due coloni, un uomo e una donna, si sono
avvicinati ai bambini in prossimita’ del caravan bianco. La donna ha
inseguito i bambini scacciandoli indietro, oltre la collina, fuori dalla
vista dei volontari. I bambini e i soldati hanno riferito che la donna ha
afferrato e strattonato due bambine e ha cercato di trascinare un bimbo di
sette anni fuori dal gruppo, verso il caravan. La donna ha urlato ai
bambini di tornare a casa. Anche l’uomo ha urlato ai bambini, senza
toccarli. I soldati non hanno cercato di fermare nessuna delle azioni dei
coloni. Il comandante della jeep ha affermato che non si sono interposti
perché, secondo gli ordini ricevuti, come soldati non possono toccare i
coloni a meno di non essere direttamente attaccati, inoltre come soldati
maschi non sono autorizzati a toccare donne ebree.

Martedi 23 Maggio
Durante il tragitto del mattino, in prossimita’ della baracca con il telo
nero, due uomini ed una donna sono corsi urlando verso il gruppo composto
da 15 bambini, due soldati a piedi, un veicolo militare ed una jeep della
polizia. I bambini riferiscono che i coloni non li hanno attaccati perché
i militari si sono interposti. La donna aveva in mano una telecamera e
apparentemente ha effettuato delle riprese.

Mercoledi 24
La scorta dopo la fine della scuola, sollecitata diverse volte, e’
arrivata con un ritardo di 20 minuti, nessun soldato a piedi ha
accompagnato i bambini.

Giovedi 25
Durante il tragitto del mattino, due coloni hanno aspettato i bambini al
caravan bianco, fischiando al loro passaggio.

----- Fine messaggio inoltrato -----



----- Fine messaggio inoltrato -----

#3974 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Mer 24 Mag 2006 9:45 am
Oggetto: Fw: 01/06 Prato: marcia per la cittadinanza responsabile e la non violenza attiva : I CARE
e.pey@...
Invia email Invia email
 
Chi arriva per tempo a Prato potrebbe partecipare.
Ciao! Enrico Peyretti

----- Original Message -----
From: "Alessandro Rosi" <alessandro.rosi@...>
To: <pace@...>
Cc: "Appuntamenti Peacelink" <n.margiotta@...>; "Appuntamenti
Carta" <agenda@...>
Sent: Wednesday, May 24, 2006 11:14 AM
Subject: 01/06 Prato: marcia per la cittadinanza responsabile e la non
violenza attiva : I CARE


> EZECHIELE 37
> Ezechiele 37.onlus@...
> Patrocinio di Regione Toscana, Provincie di Prato e Firenze, Comuni di
> Prato, Calenzano e Cantagallo
> Organizza per il
> 1 GIUGNO 2006
> la prima
> "marcia per la cittadinanza responsabile e la non violenza attiva : I
CARE"
> da Prato ( Piazza del Comune)
> a Calenzano ( Piazza della Chiesa di San Donato)
>
> ore 17:30 - ritrovo dei partecipanti e dei gonfaloni degli enti
> intervenuti nella Piazza del Comune di Prato con il saluto del Sindaco
> Marco Romagnoli e del Presidente della Provincia di Prato Massimo Logli;
> ore 18:30 - partenza della marcia;
> ore 21:00 - arrivo alla Chiesa di San Donato a Calenzano, ristoro (
> prodotti Coop ecosostenibili);
>
> saluto di Giuseppe Carovani, Sindaco di Calenzano
> saluto di Massimo Toschi , Assessore Regionale
> Prof. Renato Balduzzi : "i valori della Costituzione"
> Don Luigi Ciotti : " la Costituzione fondamento della Giustizia e della
> Legalità"
>
> La cittadinanza è invitata
>
> È preziosa la presenza della bandiera della PACE e del TRICOLORE
>
>
> Bus navetta per il ritorno a Prato
>
> --
> Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/pace/maillist.html
> Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html
>
>
>
> --
> No virus found in this incoming message.
> Checked by AVG Free Edition.
> Version: 7.1.394 / Virus Database: 268.7.0/346 - Release Date: 23/05/2006
>
>

#3973 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Mar 23 Mag 2006 9:57 pm
Oggetto: Vescovo Bonicelli e vescovo Bettazzi su morti Nassirya e cappellani militari
e.pey@...
Invia email Invia email
 
Un articolo dell'ex-ordinario militare e un commento del vescovo Bettazzi
Enrico Peyretti


NASSIRIYA: IL SACRIFICIO DEI SOLDATI ITALIANI CADUTI 
PER LA PACE


I NOSTRI RAGAZZI MORTI
SULLA VIA DELL’AMORE

di mons. Gaetano Bonicelli
Vescovo emerito di Siena ed ex Ordinario militare d’Italia

(Famiglia Cristiana n. 19 del 7 maggio 2006)

Si può dire che anche loro stavano in avanscoperta. E non si tratta di gergo militare. Sulla strada di Nassiriya pure loro davano una mano alla crescita della comunità umana. Stavano lì contro le mode e le tendenze, perché non ci sono solo quelle per definire il ruolo dei giovani nella società. Erano "nostri ragazzi", tirati su a valori.

Ho letto in questi giorni una ricerca sulla religiosità giovanile. È un interesse obbligato per noi quello dei giovani. Ma a volte ho l’impressione che noi adulti siamo un po’ complessati di fronte a loro. Ci chiediamo chi sono, cosa vogliono, cosa pensano del futuro. E non sappiamo rispondere. Ci appaiono collocati solo sul versante dell’evasione, fino ai bordi di uno sfacciato permissivismo. Ma è il giudizio giusto?

Dalle ricerche più serie emergono anche la ricerca dell’impegno, obiettivi che si precisano via via, energie disposte all’altruismo, orizzonti più alti. Il sacrificio di quelli di Nassiriya, giovani italiani come tanti, dimostra che l’orizzonte della vita sociale si può innalzare fino al grande obiettivo della pace. Non basta parlarne, certo, perché sono scelte che poi devono trovare concretezza nella vita. Vale per chi sceglie di aiutare il prossimo con il volontariato da noi, ma vale anche per chi va in missione di pace con le stellette.

L’obiettivo della pace è una conquista non da poco e oggi in molti, se non in quasi tutti, e soprattutto nei giovani, sembra essere una scelta condivisa sulla quale ci si è formati e si è camminato molto. L’Italia piange chi è caduto a Nassiriya perché condivide la scelta per la pace. Non è retorica di patria. È la realtà di un Paese che riconosce un servizio non facile e rischioso.

Vale per l’Irak, ma vale anche tutti gli altri luoghi del mondo dove i soldati italiani, i cooperanti civili, ma anche i missionari offrono una mano e mettono a repentaglio la vita per aiutare questi Paesi a trovare un equilibrio nuovo dopo gli orrori della guerra, della povertà, dell'ingiustizia. Noi che siamo adulti e abbiamo un po’ la presunzione di essere maestri, dobbiamo stare molto vicini a questi giovani, in particolare a quelli che scelgono un servizio che può mettere in pericolo la vita.

Quando Giovanni Paolo II tanti anni fa mi nominò Ordinario militare d’Italia, ricordo che mi diede solo una consegna. Non si spese in tante parole e suggerimenti pastorali. Mi diede un solo consiglio fulminante: «Stia vicino a questi giovani». Basta, non disse altro. E lui è stato il Papa dei giovani, con un carisma unico e irripetibile, avvertito da milioni di giovani di tutto il mondo. Giovani di tutti i tipi, giovani che avevano fatto scelte diverse, giovani che però avevano lo stesso orizzonte: cercare di spendere la vita, almeno un pezzo della vita, per gli altri.

Quanti militari hanno partecipato alle Giornate mondiali della gioventù! Sentivano che quello del Papa era il linguaggio della stima e dell’amore, capivano che occorreva coraggio per dire cose così splendide, ma anche serie e impegnative, e quello stesso coraggio del Papa andava poi assunto su di sé e messo in pratica nell’impegno quotidiano. Forse oggi non sarebbe male considerare un po’ di più questo orizzonte di impegno, sotto varie forme, anche nelle dimensioni correnti della vita pastorale. Le mezze tacche non accontentano proprio nessuno, tanto meno i giovani. Un po’ più di coraggio non guasterebbe. I giovani insegnano, anche agli adulti. Bisogna superare un certo complesso generazionale.

Ogni epoca ha i suoi pregi e i suoi difetti. Oggi assistiamo a un "vuoto di Dio", di cui spesso i giovani soffrono più di altri, che distrugge la speranza anche nelle cose concrete della vita. "Vuoto di Dio" significa la fatua speranza che se ne può fare a meno. Ma non per tutti è così. E quando si sceglie l’amore per il prossimo si dimostra che si può imboccare un’altra via.

Don Carlo Gnocchi, uno che ha dato la sua vita ai giovani, uno che era stato anche cappellano militare, quando parlava di Dio insisteva sull’amore. Diceva che per credere bisogna lasciarsi andare e non avere paura di trovare. Noi siamo fieri di quelli che cercano la via per mettere in pratica l’amore.

mons. Gaetano Bonicelli
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Stellette dei cappellani e "i nostri ragazzi sulla via dell'amore"
(da Famiglia Cristiana, n. 21, p. 153)
Di Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea
 
Egregio Direttore, sento di doverle manifestare il mio turbamento per l'editoriale del 7 maggio, a firma dell'arcivescovo monsignor Gaetano Bonicelli, e soprattutto per il titolo "I nostri ragazzi sulla via dell'amore".
Con monsignor Bonicelli abbiamo avuto modo di discutere ripetutamente quando lui era Ordinario militare e io presidente di Pax Christi, il movimento cattolico che auspicava il servizio religioso all'esercito senza l'integrazione degli ecclesiastici nei gradi militari; le "stellette" in qualche modo subordinano la funzione spirituale alla gerarchia militare e finiscono col rendere conniventi con la realtà concreta del militare, con le possibili strutture oppressive e con le attività comunque contrastanti con prescrizioni morali del Concilio e con la sua ferma condanna della guerra "totale", che utilizza armi atomiche e massacra popolazioni civili.
E' ovvio che un cappellano militare (quindi tanto più l'Ordinario) cerchi di alimentare sentimenti positivi nei giovani che deve aiutare (come diceva Paolo VI allo stesso monsignor Bonicelli all'inizio del suo servizio: "Stia vicino a questi giovani"). Ma questo lodevole aiuto personale e questa doverosa solidarietà con i caduti e con le loro famiglie non può far dimenticare che al giorno d'oggi le iniziative militari troppe volte sono strumenti di programmi politici ed economici delle nazioni più potenti, e che non di rado - per ammissione degli stessi interessati - la scelta militare viene fatta per motivi finanziari, ideali per il singolo, ma non tali da poter definire in generale quella scelta come "via dell'amore". Già un altro Ordinario militare parlava di soldati che dall'aereo si apprestavano a bombardare "per carità".
Credo che questo eccesso di... concordismo, se - forse - può confortare chi rimane vittima di reazioni sanguinose, finisca col risultare troppo allineato con certe politiche, quindi controproducente sul piano della fede, e, fra l'altro, ambiguo se non offensivo per "i cooperatori civili e i missionari" che, sulla via dell'amore, monsignor Bonicelli accompagna a "chi va in missione di pace con le stellette". Ma forse era solo questione della formulazione del titolo. E me ne scuso.
Luigi Bettazzi - Vescovo emerito di Ivrea
 

#3972 Da: "Mario Gaglio" <mario.gaglio@...>
Data: Mar 23 Mag 2006 9:17 pm
Oggetto: Inoltra: A.Zanotelli a Barcellona P.G.
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#3971 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Dom 21 Mag 2006 7:00 pm
Oggetto: pentecoste
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Il Mir è un movimento cristiano interconfessionale. Domenica 4 giugno è Pentecoste. Saremo alla fine frettolosa dell'Assemblea. Propongo l'allegato per dare un po' di maggiore attenzione a questa festa in genere ignorata.
Buona salute, buon coraggio, buona resistenza, buona speranza! e buona Pentecoste!
Enrico Peyretti

#3970 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 20 Mag 2006 12:58 pm
Oggetto: elezioni MILANO 2006: Ilaria Volpe (perdonate il nepotismo del postmaster...)
locascio.francesco@...
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Aghina Guido - Anelli Giorgio - Angelini Lucia Emilia Carla - Baroldi Torelli Luca Andrea - Beltrame Gianni - Beltrami Gadola Luca - Bertelli Carlo - Betroù Maddalena - Bosoni Anna - Bossi Emilia in Moratti detta Milly Moratti - Bruno Alberto Angelo Alfredo - Camagni Roberto Pietro Mario - Campani Giorgio - Cantoni Mamiani della Rovere Valeria Isabella Emma Maria - Casartelli Sergio Massimo - Castagna Augusto - Cerrai Enrico - Corritore Davide Amedeo - Davanzo Mavi Teresa Clorinda - Dell'Orso Silvia Maria Antonietta - Di Donato Stefano - Di Mattia Daniele Giorgio Edoardo - Figini Giovanni - Foglia Giovanna - Gardella Jacopo Maria - Garuti Iole - Ghidini Gustavo - Giofrè Antonio - Giuliani Attilia Enrica Maria - Giuliani Amedeo - Grassi Raffaele - Guastalla Lucchini Gherarda Eugenia - Guastoni Carolina Sandra detta Mimma - Konteh Peter Bayuku - Lucchini Andrea Giulio - Mangiarotti Anna Maria - Mazzocchi Maria Grazia - Milesi Saraval Rosa detta Rosella - Mondin Lorenzo - Mondolfo Michele Alfredo - Montalbetti Carlo Mario - Muggia Ernesto Beniamino - Pavesi Elisa Maria Sabina - Pietripaoli Marco Nicola Alessio - Pignoli Cinzia Ilda Milda - Rapisarda Sassoon Cristina - Sabatini Vincenzo - Savia Orazio Salvatore - Scialpi Pietro detto Piero - Spadafora Marina - Spatti Giorgio - Tedesco Giovanna - Tenconi Luigia detta Tilde - Torricelli Allegra Elisabetta Giovanna Gabriella - Valtorta Michele Giorgio Maria - Veronesi Silvia - Versace Eliana . Vicari Donatella - Villa Daniela Marina - Zanuso Rebecca Federica
Candidati Consiglio Comunale
Coordinatori di Zona
Candidati Consiglio Zona 1
Candidati Consiglio Zona 2
Candidati Consiglio Zona 3
Candidati Consiglio Zona 4
Candidati Consiglio Zona 5
Candidati Consiglio Zona 6
Candidati Consiglio Zona 7
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Volpe Ilaria
Zona 2

PROFILO


Ho 19 anni, dopo l'infanzia alla Casa del Sole (presso il parco ex Trotter) ho frequentato il liceo scientifico Volta dove mi sono diplomata con buoni voti. Sono iscritta al primo anno di Scienze internazionali ed istituzioni europee presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università  Statale di Milano.

Ho collaborato con il Corriere della Sera per un anno (da settembre 2003 a giugno 2004), curando la rubrica settimanale "Diario di Classe" su scuola e giovani.
Sono stata rappresentante degli studenti per il liceo Volta, sia in Consiglio d'Istituto che in consulta Provinciale, partecipando ai lavori con costanza e impegno.
Ho organizzato molte assemblee per gli studenti del Volta su temi di attualità quali immigrazione, pace, questione palestinese, giustizia, guerra in Iraq, privilegiando dibattiti a conferenze.
Ho organizzato con Emergency l'incontro "Fuori l'Italia dalla Guerra"presso la Camera del Lavoro.
Durante la scuola media sono stata "baby assessore" per la Casa del Sole nell'ambito del progetto "Se io fossi assessore alle periferie", rappresentandola a Palazzo Marino.
Partecipo alla marcia per la pace Perugia - Assisi.

La mia famiglia: mamma Silvana insegnante napoletana, papà  Aurelio economista palermitano, sono nata e cresciuta a Milano con mia sorella Irene, 12 anni.

Perchè mi candido
Mi candido in Consiglio di Zona Due perchè credo nella partecipazione diretta alla politica, perchè non va bene un Consiglio di Zona con 37 uomini e 4 donne, perchè nella nostra zona i giovani hanno bisogno di spazi e rappresentanza.

RIFERIMENTI

Per contattarmi: ilaria.volpe@...

 

#3969 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 6:26 pm
Oggetto: Fw: corsi FormiN' giugno 2006
paoloeilaria@...
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----- Original Message -----
From: FORMIN
Sent: Thursday, May 18, 2006 7:57 PM
Subject: corsi FormiN' giugno 2006

 
 
 

Car@

Ti comunichiamo che sono aperte le iscrizioni ai seguenti corsi di formazione.

 

 

 

METODOLOGIA DELLA PROGETTAZIONE

 

 

Corso per progettisti ed operatori di sviluppo

Obiettivo               Il PCM - Project Cycle Management e il Quadro Logico sono gli strumenti in uso presso gli enti finanziatori per inquadrare e  valutare le richieste di ong, associazioni e istituzioni e le loro proposte di progetti. Il corso si propone di offrire una visione organica, teorica e pratica, di quanto è necessario conoscere per formulare un progetto in modo efficace e rispondente alle caratteristiche richieste dai finanziatori a prescindere dal settore d’intervento o del canale di finanziamento utilizzabile. Le lezioni alternano didattica frontale e lavori di gruppo, puntando a sviluppare il confronto, la socializzazione e un orientamento finale e comune.

Programma         Il corso si terrà il 9-10-11 e 16-17-18 giugno.

Costo                                    Il costo del corso è di 300,00 euro inclusi materiali e dispense.

                                   Scadenza iscrizione  IL 26 MAGGIO

 

 

 

 

 

 

 

OPERATORI UMANITARI

 

 

In collaborazione con

 

FIELDS

Obiettivo              Il corso è finalizzato a formare figure professionali che, attraverso l’aiuto umanitario,  saranno in grado di intervenire nella risoluzione dei conflitti nazionali e internazionali nonché nelle situazioni di emergenza determinate da eventi naturali. Verranno fornite nozioni di diritto internazionale e conoscenze su ruoli e funzioni dei diversi attori dell’aiuto umanitario.

Programma          Il corso si terrà nei giorni 12-15-19-22 giugno

Costo                                    Il costo è di 200,00 euro inclusi materiali e dispense

Scadenza iscrizione 29 maggio

 

 

 

 

 

 

I programmi dettagliati potrete richiederli all’indirizzo e-mail formazione@... o scaricarli direttamente dal nostro sito www.formin-info.org nella sezione "I nostri corsi".

 

I corsi sono destinati a studenti e laureati  che, desiderando operare per lo sviluppo, necessitano di formazione e di orientamento  per una conoscenza completa del settore.

I corsi si terranno presso la sede di FormiN’ in via Tibullo 11 (via Cola di Rienzo, Metro A Ottaviano).

Per partecipare è necessario inviare la scheda di adesione che troverete nel sito di FormiN’

 www.formin-info.org o che potrete richiedere all’indirizzo e-mail formazione@...

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

 

 

 

chi siamo

Il Centro per la Formazione Internazionale FormiN’ nasce a Roma nell’ottobre del 1997, è una associazione per lo studio dei rapporti internazionali fra Stati e popolazioni, e comprende organizzazioni non governative per lo sviluppo e associazioni di solidarietà che operano sia in Italia che all’estero.

I temi della cooperazione internazionale sono intesi come uno strumento indispensabile alla società civile per essere partecipe degli eventi di rilievo globale. Siamo convinti che solo aumentando il numero e la qualità delle persone sensibili si possano spingere verso situazioni meno drammatiche le tristi sequenze di azioni e reazioni che caratterizzano gli ultimi vent’anni della nostra storia. La formazione sulle tematiche internazionali viene quindi concepita non in termini di aumento delle conoscenze o di formazione puramente professionale, ma in un’ottica di mutamento delle opinioni e delle culture.

È per questo che il nostro Centro di Formazione Internazionale si rivolge al pubblico più differenziato: dagli operatori impegnati nella cooperazione internazionale allo sviluppo e nella cooperazione decentrata agli studenti, ai docenti e ai formatori, ai rappresentanti di associazioni di volontariato e solidarietà, agli obiettori di coscienza in servizio civile in Italia o all’estero.


#3968 Da: "paolo e ilaria MIR" <paoloeilaria@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 6:27 pm
Oggetto: Fw: Mediatori di Pace - Professionisti in area umanitaria
paoloeilaria@...
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----- Original Message -----
Sent: Friday, May 19, 2006 9:51 AM
Subject: Mediatori di Pace - Professionisti in area umanitaria

 
 

 
Mediatori di Pace

Numero speciale di Pacedifesa al servizio del progetto Interregionale Operatore/operatrice di Pace e Mediatore/mediatrice interculturale

 

 

  

In collaborazione con: Centro Interuniversitario per la Pace e l’Analisi e la Mediazione nei Conflitti (Cirpac), Fondazione Langer, Fields, Università l’Orientale di Napoli - Dipartimento Studi Sociali e l’Università di Firenze - Corso di Laurea Interfacoltà in Operazioni di Pace, Gestione e Mediazione dei Conflitti, Università di Siena/Arezzo - Master in "Relazioni interpersonali, comunicazione e counseling

 

Professionisti in area umanitaria.

Come formarsi e con quali opportunità di impiego?

 

 

“Operatore/operatrice di pace e Mediatore/mediatrice interculturale” è un progetto che vuol dare risposta a queste domande sulla base di una ricerca scientifica, e vuol fornire agli operatori del settore conoscenze puntuali ed approfondite sulle professionalità umanitarie.

 

 

Il capofila del progetto “Operatore/operatrice di pace e Mediatore/mediatrice interculturale” è la provincia autonoma di Bolzano. All’iniziativa hanno aderito le regioni Campania, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, e Sardegna. La realizzazione di una ricerca di sistema è stata affidata al Centro Studi Difesa Civile con i partner sopra citati.  Il progetto è finalizzato alla valorizzazione delle figure professionali, in quanto promotori della pace e della trasformazione costruttiva dei conflitti, attraverso il dialogo e la cooperazione in ambito locale, nazionale ed internazionale.

 

I primi passi della ricerca sono stati la definizione dei due profili professionali, verifica delle funzioni, delle attività, delle aree di intervento, e delle competenze necessarie. Contemporaneamente si è effettuata un’approfondita ricognizione e una comparazione dell’offerta formativa esistente. La fase attuale della ricerca è incentrata sull’analisi dei fabbisogni occupazionali per attivare processi di sinergie fra chi propone la formazione in area umanitaria e il mondo del lavoro. Inoltre si stanno esplorando i contesti normativi delle due figure professionali ed i percorsi per formalizzarle.

 

La ricerca intende valorizzazione le esperienze di intervento per la pace, di mediazione e le iniziative per la trasformazione costruttiva dei conflitti promosse in Italia da amministrazioni locali e centrali, Università, mondo del lavoro e società civile organizzata.

 

La ricerca prevede:

  • Un seminario a Firenze il 12 giugno (vedi programma di seguito);
  • un seminario a Napoli dal titolo "Mediatori interculturali e operatori di pace; figure professionali e contesti normativi". (Da svolgersi a fine giugno/inizio luglio); 
  • cinque focus group (nelle Marche, in Piemonte, Campania, Umbria e Toscana), incontri in cui le esperienze dei diversi territori oggetto della ricerca vengono messi a confronto; 
  • un convegno finale a Bolzano il 28 settembre; 
  • e la pubblicazione dei risultati del progetto.

 

I seminari ed il convegno finale sono a partecipazione libera. Il programma definitivo verrà inviato telematicamente nelle prossime comunicazioni di servizio ed a chi ne fa richiesta. E’ gradita la prenotazione. Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Centro Studi Difesa Civile in via Salaria 89, 00198 Roma, mail: d.garciaduranti@..., tel. 06-8419672 (dalle 11,00 alle 16,00).

 

 

 Alle organizzazioni interessate a queste tematiche chiediamo di inoltrare questa nota informativa ai propri associati

 

 

Programma del seminario di Firenze - 12 giugno 2006

"Professione mediatore. I profili e le competenze; gli standard formativi e le prospettive di lavoro"

Auditorium del Consiglio Regionale ore 9,30 - 18,30, via Cavour 4 (zona Duomo)

 

Ore 9.30. Apertura del seminario

 

Saluto dell’Assessore regionale  all'istruzione, alla formazione e al lavoro

Gianfranco Simoncini

 

Ore 10 –11.30  presentazione del lavoro di Ricerca

Introduce e presiede Prof. Enrico Cheli

direttore CIRPAC (Centro interuniversitario di ricerca per la pace, l'analisi e la mediazione dei conflitti)

 

Obiettivi, contenuti e stato della ricerca

Relazione del direttore scientifico della ricerca

Prof. Francesco Tullio CIRPAC (Centro interuniversitario di ricerca per la pace, l'analisi e la mediazione dei conflitti)

 

Formazione e profilo professionale dell’operatore di pace

Dott.sa Giulia Allegrini (Fondazione Langer)

 

Formazione e profilo professionale del mediatore interculturale

Dott. Sandro Mazzi (Università di Firenze)

 

Analisi del mercato del lavoro

Dott.sa Nadia Nur (Fields Roma)

 

Ore 11.30 Coffee Break

 

Ore 12 – 13.30 Interventi su esperienze operative e di formazione

 

Presiede e coordina Prof.ssa Giovanna Ceccatelli Gurrieri

Presidente Corso di laurea Operazioni di  pace, gestione e mediazione dei conflitti

Università di Firenze

 

Dott.sa  Anna Totolo, Regione Piemonte, coordinatrice del progetto interregionale sulla “Descrizione e certificazione delle competenze e famiglie professionali”

Le competenze professionali in una prospettiva di integrazione tra formazione e lavoro

 

Prof. Paolo Salvatore Nicosia, Università di Pisa

La mediazione, strumento di coesione sociale

 

Edoardo Martinelli,  scuola di Barbiana,

Dalla obiezione di coscienza alle proposte costruttive di mediazione e pace

 

Ram Chandra Paudel, Presidente della ONG Children Nepal

Il ruolo dei Corpi di Pace e della solidarietà internazionale in Nepal. 

La relazione verrà svolta in inglese e tradotta in sequenza.

 

Ore 13.30-15 pausa pranzo

 

Ore15 Introduzione ai lavori del pomeriggio e costituzione dei gruppi di lavoro

 

Ore 15.30-17.30 lavoro dei gruppi

 

Gruppo A: I  Mediatori Interculturali. Competenze, attività, standard formativi. (Coordinano Sandro Mazzi e Anna Belpiede )

 

Gruppo B: Gli Operatori di Pace. Funzioni e prospettive. (Coordinano Giulia Allegrini e Marco Mayer)

 

Gruppo C: L’inserimento nel mercato del lavoro. Un traguardo raggiungibile? (Coordinano Nadia Nur e Francesco Tullio)

 

Ore 17.30 Report dei gruppi di lavoro

 

Relazione dei Gruppi di lavoro in riunione plenaria, discussione. Conclusioni

 

Ore 18.30  Saluti e Chiusura dell’Incontro

  

 

Per la segreteria del convegno contattare: dott.ssa Silvia Paoletti

e-mail guerra.silviapace@...

cell 349-5308321

 

 

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Pacedifesa è la newsletter telematica del Centro Studi Difesa Civile: uno strumento per informare i cittadini circa le ricerche, le attività e le proposte dei gruppi della società civile, locale ed internazionale, per la risoluzione dei conflitti. Per iscriverti clicca qui 


#3967 Da: "Mario Gaglio" <mario.gaglio@...>
Data: Sab 20 Mag 2006 8:57 am
Oggetto: Rif: Re: [MIR-riconciliazione] 2 giugno. Bertinotti: vado alla parata (...sig!)
mario_g82
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#3966 Da: "norma" <norma.b@...>
Data: Sab 20 Mag 2006 7:47 am
Oggetto: Re: [MIR-riconciliazione] 2 giugno. Bertinotti: vado alla parata (...sig!)
norma.b@...
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ho mandato questa lettera ad alcuni giornali.............
Norma
 
 
Le parate militari sembrano  il corrispondente umano del battersi il petto del gorilla e della gobba del gatto: ostentazioni di forza per atterrire i nemici. Ma, a differenza di quelle, sono piuttosto costose e decisamente rifiutate da chi non dimentica che l'Italia è attualmente coinvolta in Iraq ed in Afganistan in due guerre certamente non difensive della patria.
Il nuovo ministro della difesa ha dichiarato che «la parata del 2 giugno non si tocca», perché è una «festa popolare che la gente ama». Sarebbe facile ribattere elencando una serie di  cose "che la gente ama" ma non riesce ad ottenere.
Invece si può fare una controproposta al ministro, al presidente della repubblica ed al presidente della camera che si apprestano ad assistere alla parata ed a dichiarare  di amare la pace sopra ogni altra cosa: facciamo sfilare i soldati italiani senza armi. Lasciamo in caserma carri armati, missili,  razzi e fucili mitragliatori; e lasciamo che la "gente" si domandi se non se ne potrebbe fare a meno ed in quanti altri modi potrebbe essere usato il danaro che costano. E pensiamo in quanti modi realmente utili alla pace ad all'umanità potrebbero essere impiegati quelle migliaia di uomini e donne in divisa.
Norma Bertullacelli
010 5740871
347 3204042
----- Original Message -----
To: mir
Sent: Saturday, May 20, 2006 7:42 AM
Subject: [MIR-riconciliazione] 2 giugno. Bertinotti: vado alla parata (...sig!)


#3965 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Sab 20 Mag 2006 7:40 am
Oggetto: Re: [MIR-riconciliazione] interessante: equipo de acción directa no-violenta (Argentina)
e.pey@...
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In realtà da questa foto non si capisce nulla di ciò che stanno facendo...
Ci voleva una didascalia esplicativa. Sono andato nel sito. E' del partito umanista di Salta, in Argentina (Ema!...). C'è un filmato poco chiaro di un'azione a Salta. Stranamente non ho visto nulla sui desaparecidos
La cosa più interessante è la traduzione di lunghi testi (Semelin, Ebert, Non-violence Actualité...) sui casi storici di lotte nonviolente. Di italiano conoscono solo il partito umanista.
Ciao! Enrico
----- Original Message -----
Cc: mir
Sent: Saturday, May 20, 2006 8:32 AM
Subject: [MIR-riconciliazione] interessante: equipo de acción directa no-violenta (Argentina)

 
 


No virus found in this incoming message.
Checked by AVG Free Edition.
Version: 7.1.392 / Virus Database: 268.6.1/344 - Release Date: 19/05/2006

#3964 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 20 Mag 2006 6:32 am
Oggetto: interessante: equipo de acción directa no-violenta (Argentina)
locascio.francesco@...
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#3963 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 20 Mag 2006 5:42 am
Oggetto: 2 giugno. Bertinotti: vado alla parata (...sig!)
locascio.francesco@...
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2 giugno. Bertinotti: vado alla parata, ma preferirei avvenisse con la divisa della pace

bertinotti_rimini2
Fausto Betinotti

Roma, 19 maggio 2006
"Personalmente preferirei che la Festa della Repubblica avvenisse con un divisa di pace...". Fausto Bertinotti, presidente della Camera, conferma la sua presenza alla parata militare del 2 giugno. "Ma se mi si chiedesse se personalmente preferirei che la Festa della Repubblica avvenisse con una divisa di pace, certo lo preferirei". 
  
"Faccio il presidente della Camera - sottolinea - in questo momento tutte le cerimonie ufficiali mi vedono impegnato perche' rappresento tutti". "E nel momento in cui la cerimonia e' cosi' organizzata e' mio dovere essere presente con tutta lealta"'. Il presidente della Camera parla interpellato a
margine di un incontro con la Comunita' di Sant' Egidio, a Montecitorio.
 

#3962 Da: "daniele\.lugli\@libero\.it" <daniele.lugli@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 12:02 pm
Oggetto: Re:[MIR-riconciliazione] NON aderisco: Unicredit e nucleare
daniele.lugli@...
Invia email Invia email
 
Susanna carissima  tu poni una questione fondamentale, mai risolta una volta per
tutte, sulla distinzione tra consapevole diniego e tabù. Chissà se ci sarà dato
parlarne faccia a faccia. Intanto un bacio (ahimè) virtuale
Daniele
---------- Initial Header -----------

From      : MIR-riconciliazione@yahoogroups.com
To          : "MIR-riconciliazione" MIR-riconciliazione@yahoogroups.com
Cc          :
Date      : Fri, 19 May 2006 12:19:47 +0200
Subject : [MIR-riconciliazione] NON aderisco: Unicredit e nucleare







> Non sono d'accordo sul fatto che finanziare la costruzione di una centrale
nucleare in Bulgaria sia da considerare come un 'traffico poco etico'. Purtroppo
l'allegato nella mailing list non arriva, quindi spero che i problemi di
sicurezza a cui si accenna nell'e-mail siano dovuti unicamente a fattori di
insicurezza politico-sociale del paese in oggetto.
> In caso contrario mi spiacerebbe enormemente una demonizzazione dell'energia
nucleare (in questa mailinglist sempre distintasi per rispetto, correttezza e
ricerca della verità)in quanto:
> credo che la risoluzione dei problemi energetici mondiali (e dei correlati
conflitti) dipenda da un cambiamento nell'USO dell'energia (leggi sobrietà,
decrescita, ecc.) e nell'investimento di risorse nella ricerca e nel
finanziamento agevolato in produzione e consumo di energia rinnovabile
decentralizzato (eolico, geotermico, solare, fotovoltaico).
> Credo che in ogni caso sia malsano criminalizzare una fonte energetica non
rinnovabile (per ignoranza e paura incosciente)
> rispetto alle altre come le centrali termoelettriche, in quanto TUTTI (o
quasi) continuamo a consumare così tanta energia sproporzionatamente con questi
livelli di SPRECO, utilizzando
> in gran parte energia proveniente dalla combustione di petrolio con ciò che
questo comporta (guerre, inquinamento, malattia e MORTE per inquinamento
dell'aria).
> Un grosso incidente nucleare avvenuto in condizioni di tecnologia e sicurezza
medioevali rispetto alle attuali, non può condizionare la mente di persone
aperte. Le centrali termoelettriche quante morti all'anno causano per tumori
alle vie respiratorie?
> Un caro saluto,
> Susanna
>
> From      : MIR-riconciliazione@yahoogroups.com
> To          : locascio.francesco@...,"mir"
mir-riconciliazione@yahoogroups.com, segreteria@...
> Cc          :
> Date      : Fri, 19 May 2006 10:13:13 +0200
> Subject : [MIR-riconciliazione] R: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit
e nucleare
>
>
>
>
>
>
>
> > Io sono d'accordo.
> > Ciao!
> > Giovi
> >
> > -----Messaggio originale-----
> > Da: locascio.francesco@...
[mailto:locascio.francesco@...]
> > Inviato: giovedì 18 maggio 2006 14.34
> > A: mir; segreteria@...
> > Oggetto: Fw: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
> >
> >
> > ancora banche ....
> > Penso che come MIR potremmo aderire formalmente.
> > Forse potrebbe essere il caso di discutere in assemblea del ontributo che
possiamo dare al boicottaggio delle aziende coinvolte in traffici poco etici.
> > Francesco
> >
> >
> >
> >
> > Da: "Andrea Baranes" <  <mailto:abaranes@...> abaranes@...>
> > A: <  <mailto:coordinamento@...> coordinamento@...>
> > Oggetto: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
> > Data: giovedì 18 maggio 2006 13.30
> >
> > Ciao,
> > la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
> > impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
> > che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
> > dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
> > internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
> > Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.
> >
> > Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
> > possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
> > vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza per
> > raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare l'eventuale
> > adesione direttamente a me per non intasare la lista.
> >
> > Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
> > organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
> > una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete fare
> > girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.
> >
> > Grazie per l'attenzione, a presto,
> > Andrea Baranes
> >
> > ----- Original Message -----
> > From: "Andrea Baranes" <  <mailto:abaranes@...> abaranes@...>
> > To: <  <mailto:coordinamento@...> coordinamento@...>
> > Sent: Thursday, May 18, 2006 1:32 PM
> > Subject: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
> >
> >
> > > Ciao,
> > > la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
> > > impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
> > > che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
> > > dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
> > > internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
> > > Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.
> > >
> > > Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
> > > possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
> > > vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza
per
> > > raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare
l'eventuale
> > > adesione direttamente a me per non intasare la lista.
> > >
> > > Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
> > > organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
> > > una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete
fare
> > > girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.
> > >
> > > Grazie per l'attenzione, a presto,
> > > Andrea Baranes
> > >
> >
> > Il  contenuto  e  gli allegati  di questo  messaggio  sono  strettamente
> > confidenziali,  e ne sono vietati la diffusione e l'uso non autorizzato.
> >
> > Le  opinioni  ivi  eventualmente  espresse sono  quelle  dell'autore: di
> > conseguenza  il  messaggio  non  costituisce  impegno  contrattuale  tra
> > il Gruppo Sanpaolo  ed  il  destinatario,   e  la  banca  non  assume 
alcuna
> > responsabilita' riguardo ai contenuti del testo e dei relativi allegati,
> > ne' per eventuali intercettazioni, modifiche o danneggiamenti.
> >
> > Qualora il presente messaggio Le fosse pervenuto per errore,  Le saremmo
> > grati  se lo  distruggesse e,  via e-mail,  ce ne comunicasse  l' errata
> > ricezione all'indirizzo postmaster@....
> >
> >
> > This e-mail (and any attachment(s)) is strictly confidential and for use
> > only by intended recipient(s).  Any opinions therein expressed are those
> > of the author.  Therefore  its content  doesn't represent any commitment
> > between   Sanpaolo Group  and  the  recipient(s)   and   no  liability  or
> > responsibility  is  accepted  by  Sanpaolo Group  for  the above mentioned
> > content.
> >
> > Sanpaolo IMI S.p.A. is a Bank authorised by Banca d'Italia; Sanpaolo IMI
> > S.p.A., London Branch, is regulated by the Financial Services  Authority
> > for the conduct of investment business in the UK.
> >
> > If    you   are   not   an   intended   recipient(s),    please   notify
> > postmaster@... promptly and destroy this message.
> >
>
>
>
> :::
>
> www.MirItalia.org
> www.riconciliazione.it
> www.ifor.org
> Link utili di Yahoo! Gruppi
>
>
>
>
>
>
>

#3961 Da: "stramaffa\@libero\.it" <stramaffa@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 10:19 am
Oggetto: NON aderisco: Unicredit e nucleare
stramaffa@...
Invia email Invia email
 
Non sono d'accordo sul fatto che finanziare la costruzione di una centrale
nucleare in Bulgaria sia da considerare come un 'traffico poco etico'. Purtroppo
l'allegato nella mailing list non arriva, quindi spero che i problemi di
sicurezza a cui si accenna nell'e-mail siano dovuti unicamente a fattori di
insicurezza politico-sociale del paese in oggetto.
In caso contrario mi spiacerebbe enormemente una demonizzazione dell'energia
nucleare (in questa mailinglist sempre distintasi per rispetto, correttezza e
ricerca della verità)in quanto:
credo che la risoluzione dei problemi energetici mondiali (e dei correlati
conflitti) dipenda da un cambiamento nell'USO dell'energia (leggi sobrietà,
decrescita, ecc.) e nell'investimento di risorse nella ricerca e nel
finanziamento agevolato in produzione e consumo di energia rinnovabile
decentralizzato (eolico, geotermico, solare, fotovoltaico).
Credo che in ogni caso sia malsano criminalizzare una fonte energetica non
rinnovabile (per ignoranza e paura incosciente)
rispetto alle altre come le centrali termoelettriche, in quanto TUTTI (o quasi)
continuamo a consumare così tanta energia sproporzionatamente con questi livelli
di SPRECO, utilizzando
in gran parte energia proveniente dalla combustione di petrolio con ciò che
questo comporta (guerre, inquinamento, malattia e MORTE per inquinamento
dell'aria).
Un grosso incidente nucleare avvenuto in condizioni di tecnologia e sicurezza
medioevali rispetto alle attuali, non può condizionare la mente di persone
aperte. Le centrali termoelettriche quante morti all'anno causano per tumori
alle vie respiratorie?
Un caro saluto,
Susanna

From      : MIR-riconciliazione@yahoogroups.com
To          : locascio.francesco@...,"mir"
mir-riconciliazione@yahoogroups.com, segreteria@...
Cc          :
Date      : Fri, 19 May 2006 10:13:13 +0200
Subject : [MIR-riconciliazione] R: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e
nucleare







> Io sono d'accordo.
> Ciao!
> Giovi
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: locascio.francesco@... [mailto:locascio.francesco@...]
> Inviato: giovedì 18 maggio 2006 14.34
> A: mir; segreteria@...
> Oggetto: Fw: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
>
>
> ancora banche ....
> Penso che come MIR potremmo aderire formalmente.
> Forse potrebbe essere il caso di discutere in assemblea del ontributo che
possiamo dare al boicottaggio delle aziende coinvolte in traffici poco etici.
> Francesco
>
>
>
>
> Da: "Andrea Baranes" <  <mailto:abaranes@...> abaranes@...>
> A: <  <mailto:coordinamento@...> coordinamento@...>
> Oggetto: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
> Data: giovedì 18 maggio 2006 13.30
>
> Ciao,
> la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
> impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
> che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
> dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
> internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
> Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.
>
> Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
> possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
> vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza per
> raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare l'eventuale
> adesione direttamente a me per non intasare la lista.
>
> Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
> organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
> una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete fare
> girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.
>
> Grazie per l'attenzione, a presto,
> Andrea Baranes
>
> ----- Original Message -----
> From: "Andrea Baranes" <  <mailto:abaranes@...> abaranes@...>
> To: <  <mailto:coordinamento@...> coordinamento@...>
> Sent: Thursday, May 18, 2006 1:32 PM
> Subject: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
>
>
> > Ciao,
> > la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
> > impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
> > che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
> > dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
> > internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
> > Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.
> >
> > Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
> > possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
> > vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza per
> > raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare l'eventuale
> > adesione direttamente a me per non intasare la lista.
> >
> > Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
> > organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
> > una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete fare
> > girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.
> >
> > Grazie per l'attenzione, a presto,
> > Andrea Baranes
> >
>
> Il  contenuto  e  gli allegati  di questo  messaggio  sono  strettamente
> confidenziali,  e ne sono vietati la diffusione e l'uso non autorizzato.
>
> Le  opinioni  ivi  eventualmente  espresse sono  quelle  dell'autore: di
> conseguenza  il  messaggio  non  costituisce  impegno  contrattuale  tra
> il Gruppo Sanpaolo  ed  il  destinatario,   e  la  banca  non  assume  alcuna
> responsabilita' riguardo ai contenuti del testo e dei relativi allegati,
> ne' per eventuali intercettazioni, modifiche o danneggiamenti.
>
> Qualora il presente messaggio Le fosse pervenuto per errore,  Le saremmo
> grati  se lo  distruggesse e,  via e-mail,  ce ne comunicasse  l' errata
> ricezione all'indirizzo postmaster@....
>
>
> This e-mail (and any attachment(s)) is strictly confidential and for use
> only by intended recipient(s).  Any opinions therein expressed are those
> of the author.  Therefore  its content  doesn't represent any commitment
> between   Sanpaolo Group  and  the  recipient(s)   and   no  liability  or
> responsibility  is  accepted  by  Sanpaolo Group  for  the above mentioned
> content.
>
> Sanpaolo IMI S.p.A. is a Bank authorised by Banca d'Italia; Sanpaolo IMI
> S.p.A., London Branch, is regulated by the Financial Services  Authority
> for the conduct of investment business in the UK.
>
> If    you   are   not   an   intended   recipient(s),    please   notify
> postmaster@... promptly and destroy this message.
>

#3960 Da: "Liliana Boranga" <direttore@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 9:41 am
Oggetto: R: [MIR-riconciliazione] R: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
direttore@...
Invia email Invia email
 

Non ho ricevuto la lettera allegata

 

Liliana dott. Boranga

via torino 156

30172 mestre venezia

direttore@...

3356682588

330247247

 


Da: MIR-riconciliazione@yahoogroups.com [mailto:MIR-riconciliazione@yahoogroups.com] Per conto di Ciavarella Giovanni
Inviato: venerdì 19 maggio 2006 10.13
A: locascio.francesco@...; mir; segreteria@...
Oggetto: [MIR-riconciliazione] R: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare

 

Io sono d'accordo.

Ciao!

Giovi

-----Messaggio originale-----
Da: locascio.francesco@... [mailto:locascio.francesco@...]
Inviato: giovedì 18 maggio 2006 14.34
A: mir; segreteria@...
Oggetto: Fw: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare

ancora banche ....

Penso che come MIR potremmo aderire formalmente.

Forse potrebbe essere il caso di discutere in assemblea del ontributo che possiamo dare al boicottaggio delle aziende coinvolte in traffici poco etici.

Francesco

 

 

 

 

Da: "Andrea Baranes" <abaranes@...>
A: <
coordinamento@...>
Oggetto: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
Data: giovedì 18 maggio 2006 13.30

 

Ciao,
la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.

 

Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza per
raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare l'eventuale
adesione direttamente a me per non intasare la lista.

 

Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete fare
girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.

 

Grazie per l'attenzione, a presto,
Andrea Baranes

----- Original Message -----

From: "Andrea Baranes" <abaranes@...>

Sent: Thursday, May 18, 2006 1:32 PM

Subject: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare

 

> Ciao,
> la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
> impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
> che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
> dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
> internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
> Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.
>
> Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
> possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
> vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza per
> raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare l'eventuale
> adesione direttamente a me per non intasare la lista.
>
> Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
> organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
> una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete fare
> girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.
>
> Grazie per l'attenzione, a presto,
> Andrea Baranes
>


Il  contenuto  e  gli allegati  di questo  messaggio  sono  strettamente
confidenziali,  e ne sono vietati la diffusione e l'uso non autorizzato.

Le  opinioni  ivi  eventualmente  espresse sono  quelle  dell'autore: di
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il Gruppo Sanpaolo  ed  il  destinatario,   e  la  banca  non  assume  alcuna
responsabilita' riguardo ai contenuti del testo e dei relativi allegati,
ne' per eventuali intercettazioni, modifiche o danneggiamenti. 
 
Qualora il presente messaggio Le fosse pervenuto per errore,  Le saremmo
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#3959 Da: "Ciavarella Giovanni" <giovanni.ciavarella@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 8:13 am
Oggetto: R: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
giovanni.ciavarella@...
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Io sono d'accordo.
Ciao!
Giovi
-----Messaggio originale-----
Da: locascio.francesco@... [mailto:locascio.francesco@...]
Inviato: giovedì 18 maggio 2006 14.34
A: mir; segreteria@...
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ancora banche ....
Penso che come MIR potremmo aderire formalmente.
Forse potrebbe essere il caso di discutere in assemblea del ontributo che possiamo dare al boicottaggio delle aziende coinvolte in traffici poco etici.
Francesco
 
 
 
 
Da: "Andrea Baranes" <abaranes@...>
A: <
coordinamento@...>
Oggetto: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare
Data: giovedì 18 maggio 2006 13.30
 
Ciao,
la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.
 
Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza per
raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare l'eventuale
adesione direttamente a me per non intasare la lista.
 
Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete fare
girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.
 
Grazie per l'attenzione, a presto,
Andrea Baranes
----- Original Message -----
From: "Andrea Baranes" <abaranes@...>
Sent: Thursday, May 18, 2006 1:32 PM
Subject: [ReteDisarmo] Richiesta adesioni: Unicredit e nucleare

> Ciao,
> la banca Unicredit e' interessata a finanziare la realizzazione di un
> impianto nucleare a Belene, in Bulgaria. Come potete vedere dalla lettera
> che vi mando in allegato, i rischi ed i timori legati alla sicurezza
> dell'operazione sono enormi. Per questo diverse organizzazioni
> internazionali hanno preparato una lettera per chiedere a Unicredit (e a
> Citibank, l'altra banca coinvolta) di abbandonare il progetto.
>
> Vi mando in allegato la versione in italiano della lettera. Chiederei se
> possibile l'adesione delle singole organizzazioni a questa lettera, che
> vorremmo inviare in tempi brevi alla dirigenza di Unicredit. La scadenza per
> raccogliere le adesioni e' il 31 maggio. Vi chiederei di inviare l'eventuale
> adesione direttamente a me per non intasare la lista.
>
> Chiedo scusa se il messaggio e' parzialmente off-topic, ma penso che molte
> organizzazioni della rete possano essere interessate al coinvolgimento di
> una banca italiana nel nucleare. Vi ringrazio anche se volete / potete fare
> girare questo messaggio su altre liste o ad altre organizzazioni.
>
> Grazie per l'attenzione, a presto,
> Andrea Baranes
>
Il  contenuto  e  gli allegati  di questo  messaggio  sono  strettamente
confidenziali,  e ne sono vietati la diffusione e l'uso non autorizzato.

Le  opinioni  ivi  eventualmente  espresse sono  quelle  dell'autore: di
conseguenza  il  messaggio  non  costituisce  impegno  contrattuale  tra
il Gruppo Sanpaolo  ed  il  destinatario,   e  la  banca  non  assume  alcuna
responsabilita' riguardo ai contenuti del testo e dei relativi allegati,
ne' per eventuali intercettazioni, modifiche o danneggiamenti. 
 
Qualora il presente messaggio Le fosse pervenuto per errore,  Le saremmo
grati  se lo  distruggesse e,  via e-mail,  ce ne comunicasse  l' errata
ricezione all'indirizzo postmaster@....


This e-mail (and any attachment(s)) is strictly confidential and for use
only by intended recipient(s).  Any opinions therein expressed are those
of the author.  Therefore  its content  doesn't represent any commitment
between   Sanpaolo Group  and  the  recipient(s)   and   no  liability  or
responsibility  is  accepted  by  Sanpaolo Group  for  the above mentioned
content.

Sanpaolo IMI S.p.A. is a Bank authorised by Banca d'Italia; Sanpaolo IMI 
S.p.A., London Branch, is regulated by the Financial Services  Authority
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#3958 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 6:30 am
Oggetto: un corso di educazione alla pace
e.pey@...
Invia email Invia email
 
Guradate, se potete, questa relazione di un corso di educazione alla pace. Si può fare in tanti modi. Questa è una educazione all'umanità, e dunque alla pace, al satyagraha. Ampliare e approfondire gli animi, menti e cuori, è dare respiro al meglio dell'umano, sopra il suo peggio.
Ciao! Enrico
 
 
MATERIALI. DALLA RELAZIONE CONCLUSIVA DI UN CORSO DI EDUCAZIONE ALLA PACE
[Presentiamo alcuni estratti dalla relazione conclusiva del corso di
educazione alla pace svoltosi presso il liceo scientifico di Orte nell'anno
scolastico 2005-2006]
(da "La nonviolenza è in cammino", n. 1300, del 19-5-06; nbawac@...)

1. Introduzione
Come gia' negli scorsi anni scolastici il Corso di educazione alla pace
anche durante questo anno scolastico si e' svolto attraverso modalita'
centrate sulla corresponsabilizzazione di tutti i partecipanti, sulla
costante discussione di tutte le proposte di lavoro, sulla ricerca
condivisa, sull'ascolto reciproco di e tra tutte le persone partecipanti.
Come gia' negli scorsi anni scolastici il corso ha imperniato la sua
proposta di lavoro sulla centralita' epistemologica, assiologica e
metodologica della scelta della nonviolenza.
Come gia' negli scorsi anni scolastici il corso ha proposto temi, autori ed
opere fondamentali per una cultura della pace, della solidarieta', della
legalita', della difesa dell'ambiente, del riconoscimento di tutti i diritti
umani a tutti gli esseri umani, dell'interpretazione e gestione nonviolenta
dei conflitti, della valorizzazione delle diverse tradizioni culturali e dei
diversi campi del sapere in una prospettiva globale.
Come gia' negli scorsi anni scolastici il corso ha inteso offrire strumenti
utili ai partecipanti anche per agire comportamenti di pace nella vita
quotidiana e nella trama delle relazioni interpersonali.
Gli elementi che hanno maggiormente caratterizzato in modo peculiare il
corso di educazione alla pace nel presente anno scolastico sono stati i
seguenti:
- particolar attenzione al nesso tra dimensione morale e dimensione
giuridica;
- particolar attenzione ai temi linguistici, ai procedimenti filologici ed
alle metodologie scientifiche di interpretazione della realta storica e
culturale e di costruzione di modalita' relazionali orientate al
riconoscimento dell'altro e alla civile convivenza;
- particolar attenzione alla specifica modalita' comunicativa della parola
poetica come documento e coscienza di esperienze storiche e culturali, e
come strumento espressivo personale; con uno specifico accostamento alle
tecniche e alle esperienze creative, cosi' come alle pratiche filologiche,
esegetiche ed ermeneutiche relative;
- particolar attenzione ai temi dell'educazione civica intrecciati alla
pratica educativa lato sensu, alle sue istituzioni ed ai suoi strumenti.
*
2. Svolgimento
Il corso si e' articolato in 17 incontri pomeridiani con cadenza
abitualmente settimanale...
A questi incontri vanno aggiunti: la partecipazione del coordinatore del
corso all'assemblea d'istituto di dicembre 2005 e la celebrazione della
Giornata della memoria il 27 gennaio 2006.
*
3. Partecipazione
Al corso hanno partecipato 31 studenti, di cui 24 hanno conseguito il
previsto credito formativo...
*
4. Principali attivita' svolte
Premessa: come e' consuetudine del corso, ogni incontro si apre con un giro
di presentazione reciproca e di scambio di idee dei partecipanti, e di
espressione di opinioni sulle proposte di lavoro del giorno formulate dal
coordinatore e da chiunque altri partecipante lo desideri: conseguentemente
si scelgono le attivita' su cui col metodo del consenso si raggiunge
l'accordo unanime dei partecipanti. Analogamente, ogni incontro si conclude
con un giro di opinioni di valutazione del lavoro svolto nel corso della
giornata.
*
I. 17 novembre 2005
- presentazione del corso;
- narrazione e commento del racconto brechtiano dell'italiano emigrato e del
giudice democratico;
- lettura di alcuni articoli della Costituzione della Repubblica Italiana;
- presentazione di Piero Calamandrei e lettura di alcuni suoi testi;
- riflessione sul concetto di giustizia;
- esame della massima "Ama il prossimo tuo come te stesso" (con riferimento
alla riflessione su di essa svolta in vari ambiti culturali in cui e' stata
elaborata - dal confucianesimo, all'ebraismo, al cristianesimo, fino ad
esperienze teoretiche e testimonianze esistenziali contemporanee);
- riflessione sulla preferibilita' etica di subire il male anziche'
infliggerlo (con riferimento alle analisi elaborate da una lunga tradizione
di pensiero che va da Socrate a Gandhi);
- riflessione sul dovere morale di opporsi alla violenza e alla menzogna con
la scelta della nonviolenza e della nonmenzogna.
*
II. 23 novembre 2005
- analisi dei diritti umani negati;
- analisi specifica dell'oppressione di genere;
- riflessione sul comandamento "Non uccidere" come fondamento della
convivenza civile;
- riflessione sul vedere il dolore degli altri;
- visione e interpretazione della Flagellazione di Piero della Francesca;
- visione e interpretazione di Nighthawks di Howard Hopper;
- visione e interpretazione di alcune opere di Georgia O'Keefe;
- visione e interpretazione di alcune opere di Frida Khalo;
- lettura, traduzione e commento di due brani da Ethique et infini di
Emmanuel Levinas;
- lettura, traduzione e commento di Apocalisse, 21, 1-8.
*
III. 30 novembre 2005
- lettura di Giacomo Leopardi, A se' stesso;
- digressione su Saffo, Catullo, Petrarca e la tradizione della poesia
amorosa nella cultura occidentale;
- riflessione sulla scuola;
- esercitazione: gruppi di affinita' e metodo del consenso;
- individuazione col metodo del consenso dei temi di maggior interesse da
approfondire durante il corso.
*
IV. 14 dicembre 2005
- commemorazione di Marco Mariani;
- riflessione sull'oppressione di genere;
- riflessione sulle istituzioni totali;
- riflessione sui diritti umani e sulla Dichiarazione universale dei diritti
umani;
- riflessione sul riconoscimento dei diritti umani nella Costituzione della
Repubblica Italiana;
- lettura di una testimonianza di una donna viterbese reclusa in manicomio;
- esercizio di interpretazione di immagini;
- presentazione di Hannah Arendt;
- presentazione di Simone Weil;
- presentazione di Virginia Woolf;
- presentazione di Simone de Beauvoir;
- presentazione di Christa Wolf;
- lettura, canto e commento di canzoni di Fabrizio De Andre'.
*
* 19 dicembre 2005: assemblea d'istituto
- assemblea dedicata ai problemi della scuola, vi ha preso parte tra i
relatori invitati anche il coordinatore del corso di educazione alla pace.
*
V. 21 dicembre 2005
- ancora un ricordo di Marco Mariani;
- riflessione su Simone Weil;
- riflessione sull'assemblea d'istituto svoltasi il 19 dicembre 2005 ed
approfondimento di alcuni temi in essa emersi:
- le esperienze dei movimenti studenteschi;
- le riforme scolastiche in Italia nel Novecento;
- quesioni di edilizia scolastica e di competenze amministrative.
*
VI. 11 gennaio 2006
- lettura, traduzione e commento dei vv. 11288-12303 del Faust di Goethe;
- commento del distico dantesco "fatti non foste a viver come bruti / ma per
seguir virtute e canoscenza" (Inf., XXVI, 119-120);
- presentazione dell'episodio di Se questo e' un uomo in cui Primo Levi
racconta e traduce il canto dantesco di Ulisse a un compagno di prigionia
nel lager;
- riflessione sul respiro, la voce, la musica, la lentezza;
- presentazione di poetesse: Saffo, Anna Achmatova, Ingeborg Bachmann, Luce
Fabbri;
- lettura di testi di Saffo nelle traduzioni di Salvatore Quasimodo e Manara
Valgimigli.
*
VII. 18 gennaio 2006
- presentazione di Norberto Bobbio;
- presentazione di Aldo Capitini;
- analisi di aspetti fisiologici e psicologici della pratica della lettura
ad alta voce;
- presentazione di Emily Dickinson e lettura e commento di sue poesie.
*
* 27 gennaio: giornata della memoria della Shoah
Incontro mattutino con studenti di varie classi
- presentazione e lettura della legge istitutiva del Giorno della memoria;
- lettura e commento di testi di Primo Levi.
*
VIII. I febbraio 2006
- prosecuzione della riflessione sulla giornata della memoria;
- presentazione di Erasmo da Rotterdam;
- riflessione sulla lettura e sulla scrittura;
- lettura di alcuni testi di Franco Fortini;
- lettura di un brano da un testo di Guenther Anders.
*
IX. 8 febbraio 2006
- presentazione di Martin Luther King;
- lettura di un testo di Ernesto Balducci;
- lettura di alcuni testi di Bertolt Brecht;
- analisi di alcune questioni giuridiche;
- le ragioni giuridiche del ripudio dell'uccidere;
- analisi di alcuni temi relativi all'incontro interculturale;
- alcuni temi fondamentali per una conoscenza storicamente e filologicamente
adeguata dell'Islam;
- riflessione sull'importanza e le modalita' dell'impegno contro la mafia.
*
X. 15 febbraio 2006:
- presentazione di alcuni testi di Aldo Capitini;
- presentazione di alcuni testi di Jean-Marie Muller;
- presentazione e lettura di alcune traduzioni poetiche di Cristina Campo;
- riflessione sulla parabola del circolo scacchistico di Vienna.
*
XI. 22 febbraio 2006:
- presentazione dell'opera poetica di Adrienne Rich;
- presentazione di alcune figure di costruttori e costruttrici di pace;
- esercizio di scrittura: gioco del "fra vent'anni";
- esercizio di scrittura: gioco del "cadavere squisito".
*
XII. I marzo 2006:
- riflessione sul tema dell'opera aperta e la cooperazione del
lettore-esecutore all'opera d'arte;
- presentazione del saggio bibliografico di Enrico Peyretti, Difesa senza
guerra;
- presentazione del saggio della storica Anna Bravo sulla Resistenza civile;
- lettura di un testo di Danilo Dolci su Aldo Capitini e presentazione delle
loro figure;
- esercitazione: composizione di un sonetto.
*
XIII. 8 marzo 2006:
- riflessione sull'8 marzo e sull'oppressione di genere;
- riflessione sull'uso formale e creativo del linguaggio;
- presentazione dell'esperienza dell'Oulipo;
- presentazione e commento di alcuni testi oulipiennes di Italo Calvino;
- lettura, traduzione e commento di Ernesto Cardenal, Oracion por Mariliyn
Monroe;
- lettura e commento di William Shakespeare, Otello, atto III, scena III.
*
XIV. 23 marzo 2006:
- presentazione della rivista "Azione nonviolenta" fondata da Aldo Capitini
nel 1964;
- riflessione sul concetto di nonviolenza (con un esame filologico dei
termini gandhiani desunti dal sanscrito di ahimsa e satyagraha);
- esercitazione sul "Dilemma di Sancho";
- riflessione su logica e morale.
*
XV. 5 aprile 2006: incontro con don Carlo Sansonetti e Lorella Pica sule
esperienze di solidarieta' dell'associazione "Sulla strada" in Guatemala e
Costarica.
*
XVI. 26 aprile 2006: verifiche e definizione della relazione conclusiva.
*
XVII. 3 maggio 2006:
- riflessione sui poteri attribuiti al Presidente della Repubblica Italiana;
- riflessione su questioni di didattica e docimologia nella pratica
scolastica attuale;
- riflessione sulle tecniche della composizione poetica e sulle modalita' di
esecuzione (con analisi specifica di alcuni filoni tradizionali, come quello
della pratica poetica come agone: dal mito greco della tenzone
poetico-musicale di Apollo e Marsia, alle composizioni dialogiche-oppositive
"per le rime", al "contrasto" dei poeti a braccio, alle sfide dei rappers);
- lettura di Dante, Inf., XV.
*
5. Materiali messi a disposizione dei partecipanti
A tutti i partecipanti sono stati messi a disposizione vari testi su cui si
e' di volta in volta lavorato ed ulteriore documentazione ancora.
*
6. Attribuzione del credito formativo
L'attribuzione del credito formativo e' stata effettuata sulla base dei
criteri ormai consolidati costantemente utilizzati anche nei precedenti anni
scolastici e nuovamente esplicitamente confermati...
*
7. Valutazione del corso
Il corso ha ottenuto un adeguato apprezzamento da parte dei partecipanti.
Sono state particolarmente apprezzate: la presentazione di autrici ed autori
precedentemente scarsamente conosciuti o del tutti ignoti; il modo di
lavorare cooperativo e fondato sull'ascolto reciproco, il rispetto per tutte
le opinioni, il metodo del consenso, la costruzione di relazioni di fiducia
e solidarieta'...
*
8. Questa relazione
La presente relazione e' stata stesa... sulla base delle indicazioni emerse
lungo tutti gli incontri (una parte di ciascuno di essi e' stata dedicata
alla riflessione sul corso stesso), ed in particolare sulla base
dell'incontro del 26 aprile 2006, interamente dedicato alla valutazione del
corso.
*
9. Ringraziamenti
Come di consueto si rivolge un grato ringraziamento a tutte le persone che
hano consentito lo svolgimento del corso con la loro partecipazione o
collaborazione...
*
10. Un ricordo
Vogliamo concludere questa sintetica relazione ricordando Marco Mariani,
deceduto nello scorso dicembre, che del corso di educazione alla pace del
liceo scientifico di Orte e' stato fin dal primo anno un amico prezioso e un
collaboratore stupendo per generosita', bonomia, affetto. Alla sua memoria,
alla sua meravigliosa umanita', vogliamo dedicare il nostro lavoro di
quest'anno...

#3957 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 6:08 am
Oggetto: Cristiani a Baghdad: intervento di Luigia Stortii N.Salio) [file word allegato]
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#3956 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 19 Mag 2006 6:04 am
Oggetto: Cristiani a Baghdad: intervento di Luigia Storti all'incontro sull'Iraq presso il C. S.Regis di TO con Younis Tawfik (introduzione di N.Salio)
locascio.francesco@...
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Cristiani a Baghdad

 

Luigia Storti

 

Sebbene non ci siano attualmente stime precise, gli iracheni cristiani residenti nel paese fino a prima della guerra del 2003 erano circa 600.000. Nella maggior parte dei casi la loro origine risale a quelle popolazioni dell’antica Mesopotamia che accolsero nel I secolo dopo Cristo la parola del Vangelo lì predicata da San Tommaso Apostolo. La chiesa che nacque, e che si diffuse fino in Cina, aveva il suo centro in quei territori di confine contesi dalle due superpotenze dell’epoca, l’Impero Romano e quello Persiano, ma in realtà gravitò sempre nell’orbita persiana fino a staccarsi completamente da quella romana nel 431, quando ad Efeso fu dichiarata eretica con l’accusa di aver abbracciato la dottrina di Nestorio, Vescovo di Costantinopoli, che sosteneva la duplice natura - umana e divina - di Cristo, al punto di negare a Maria l’appellativo di “Theotokos” (Madre di Dio) per riservarle solo quello di “Christotokos” (Madre di Cristo).

Nel VII secolo l’Islam iniziò a diffondersi in Medio Oriente e la chiesa dell’Est iniziò il suo declino che raggiunse il punto massimo nel XVI secolo quando, sulla spinta dell’opera dei missionari occidentali presenti nell’impero ottomano, ed a causa di dispute riguardanti la successione patriarcale, una parte dei suoi fedeli e dei suoi vescovi decise di tornare nel seno della chiesa di Roma. Era il 1553 e nasceva la chiesa cattolica caldea che ora accoglie circa il 75% dei cristiani in Iraq. 

Con il passare dei secoli altre chiese si diffusero nell’attuale Iraq, e nel 2003, prima della caduta del regime di Saddam Hussein, se ne contavano ben tredici. [1]

I cristiani in Iraq, quindi, sono sempre esistiti, ma certo non hanno avuto vita facile.

Riferendoci solo al recente passato, ad esempio, la loro situazione iniziò a peggiorare dopo la sconfitta dell’Iraq nel 1991. La guerra contro l’Iran, (1980-1988) quella del 1991, e l’embargo imposto dalle Nazioni Unite all’indomani dell’invasione irachena del Kuwait (2 agosto 1990) avevano distrutto l’economia del paese. Le tentate rivolte sciita e curda successive alla sconfitta irachena in Kuwait avevano promosso una “stretta” del regime che si sentiva minacciato e che, dovendo controllare il taciuto, ma reale, scontento popolare scelse, per farlo, di utilizzare la religione come fattore unificante, in grado di canalizzare la protesta indirizzandola verso i nemici esterni.  Questa politica di de-laicizzazione dello stato si concretizzò a metà degli anni  90 con la “Campagna di Fede.” Le moschee, sempre più luoghi di distribuzione di aiuti e lavoro oltre che di culto, assunsero una rinnovata e maggiore importanza; la loro costruzione, malgrado l’ufficiale carenza di materie prime dovuta all’embargo, procedeva a ritmi vertiginosi; gli imam riecheggiavano dai pulpiti le accuse all’occidente e la glorificazione del regime. Naturale completamento dell’islamizzazione del paese fu la parallela marginalizzazione dei suoi cittadini cristiani. Non si trattò di persecuzione violenta ed organizzata, quanto piuttosto di una serie di decreti che colpirono quella minoranza, e che erano volti a minarne le radici religiose e la stessa identità. Se l’insegnamento del Sacro Corano, ad esempio, fu imposto in tutte le scuole di ogni ordine e grado, quello della religione cristiana fu di fatto impedito, e se fino al 2002  al cristiano era possibile dichiarare la propria fede sui documenti, dalla metà di quell’anno l’unica alternativa a “musulmano” divenne l’essere un “non musulmano,” passando praticamente da un “essere” soggetto religioso ad un “non esserlo” potenzialmente molto pericoloso in un paese sempre più rivolto alla fede.

“Come iracheni soffriamo della guerra e dell’embargo come i nostri fratelli musulmani, come cristiani però soffriamo più di loro. Con queste parole Monsignor Shleimun Warduni, patriarca vicario dei caldei, ben riassunse la situazione della sua comunità alla vigilia della guerra annunciata del 2003.

Una guerra che si sarebbe rivelata disastrosa. Gli iracheni, tutti gli iracheni, erano consci che in mancanza della revoca dell’embargo, un provvedimento che avrebbe potuto portare col tempo al rovesciamento del regime dall’interno, ma che non avrebbe fatto comodo né agli Stati Uniti né allo stesso Saddam Hussein, l’unica alternativa per risolvere la situazione di stallo fosse la guerra. Nessuno però avrebbe potuto immaginare la sciagurata gestione del paese passato sotto controllo americano, e certo i cristiani non pensavano che la loro situazione sarebbe addirittura peggiorata.

E’ qui però necessaria una precisazione. La maggioranza dei cristiani iracheni vive a Baghdad e nel nord del paese governato dai curdi. La situazione  di queste due comunità è attualmente così diversa da imporre, per ragioni di tempo, di parlare solo di quella che vive nel territorio controllato dal governo centrale. Solo un accenno, quindi, al fatto che i cristiani che vivono nel territorio settentrionale godono per ora di una situazione di maggiore sicurezza e benessere che non è comunque esente da rischi di future, quando non già presenti - come denunciato da più parti - persecuzioni da parte dello stesso governo curdo intenzionato a “curdizzare” il proprio territorio assorbendone tutte le componenti, anche quelle non musulmane. 

Per tornare ai cristiani che vivono nel centro-sud del paese la situazione che vivono è talmente grave che la stessa sopravvivenza della comunità è in pericolo. Omicidi, rapimenti, attentati, in numero ben maggiore di quanto trapeli dai nostri mezzi di informazione, sono all’ordine del giorno in Iraq e colpiscono indistintamente “tutti” gli iracheni, ma la percezione che una comunità minoritaria ha di questi atti di violenza è, ovviamente maggiore: è quella di una violenza mirata  a loro proprio in quanto cristiani, accomunati per religione alle truppe occupanti e sempre più spesso definiti apertamente “kuffar,” infedeli.

Ma, bisogna chiedersi, la situazione che gli iracheni cristiani stanno vivendo è frutto di uno scontro di religione? Anche, ma non solo.  La violenza di cui i cristiani sono vittime, e gli stessi scontri tra sunniti e sciiti sembrerebbero provarlo. Sicuramente ci sono in Iraq degli elementi che, ispirati da una visione islamica violenta ed esclusivista, vogliono eliminare gli infedeli dal paese sull’onda dell’re-islamizzazione iniziata con Saddam Hussein e portata a termine in tre anni in cui le componenti religiose hanno di fatto riempito i vuoti lasciati dall’assenza di governo e strutture di controllo.

La mia impressione però è che si tratti di una parte minoritaria, e che quella che è in atto, almeno per ora, più che una guerra di religione, sia una guerra di potere che tende ad eliminare ogni componente non omogenea al proprio gruppo per occuparne il posto economico, e di conseguenza politico. Una guerra che trascende la dimensione religiosa per inserirsi nella visione molto più terrena del vero motivo di scontro in Iraq: il controllo delle sue enormi risorse naturali che nessuna delle parti in causa vuole cedere, e che necessita, inevitabilmente, dell’eliminazione fisica o politica di ogni antagonista.

Di questa guerra ogni gruppo in Iraq è vittima, ma la particolare realtà socio-politica fa si che alcuni gruppi siano più a rischio di altri perché manchevoli di alcune garanzie fondamentali per la sopravvivenza in un paese che, malgrado i tronfi proclami, “non è” sotto controllo.

Per tornare ai cristiani gli elementi che ad essi mancano e che li metterebbero, se ci fossero, in una posizione di maggiore forza sono quattro.

·        Le milizie. I cristiani sono armati come tutti in Iraq, e persino i sacerdoti quando necessario lo sono, ma non possono contare, per numero e tradizione, su una vera e propria milizia in grado di difenderne “manu militari” i diritti e le libertà. Non è così invece per le altre componenti del paese che, malgrado le dichiarate intenzioni dei governi passati e di quello attuale, e malgrado l’articolo 9b della costituzione approvata il 15 ottobre 2005 preveda un solo esercito nazionale, non hanno nessuna intenzione, almeno al presente, di rinunciare alle proprie forze armate. Non lo vuole il governo curdo che conta sui suoi 70.000 peshmerga per difendere il territorio da esso governato, e per sfruttarne la forza nel caso eventuale di una lotta per la sua indipendenza. Non lo vuole la componente sciita le cui due maggiori milizie, l’esercito del Mahdi che fa capo a Moqtada Al Sadr, e l’esercito del Badr che fa riferimento allo SCIRI, (Supreme Council of  Islamic Revolution in Iraq) non solo già controllano il sud del paese, quanto rappresentano un’enorme leva nel gioco dell’assegnazione del potere. Ruolo che i sunniti, d’altro canto, riconoscono non alle proprie milizie, che ufficialmente non esistono, ma alla miriade di formazioni militari clandestine che in questi tre anni si sono opposti sia all’occupazione straniera, sia alla normalizzazione interna del paese per preservare i diritti di un gruppo apparentemente destinato a rimanere fuori da tali giochi per il ruolo da esso svolto durante il passato regime, e per le modeste risorse naturali del territorio che occupa, se confrontate con quelle del nord curdo e del sud sciita. Priva di milizia come i cristiani è invece la comunità turcomanna, che però può contare su un altro dei quattro elementi di protezione: l’eventuale appoggio esterno.

·        L’appoggio esterno. Che l’Iran appoggi gli sciiti è chiaro. A livello politico ed economico il far rientrare la comunità sciita irachena (60% della popolazione) nell’orbita di Teheran è un boccone ghiotto, e l’influenza iraniana è tale che persino gli Stati Uniti hanno avviato contatti riservati con il governo di Mahmoud Ahmadinejad per cercare di tirarsi fuori dal pantano iracheno. I curdi, invece, potrebbero contare sull’appoggio di Israele. Non arabi, non arabofoni e sostanzialmente laici, essi sono per Tel Aviv l’alleato naturale nel cuore del Medio Oriente arabo, una “testa di ponte” incuneata profondamente nel cuore dei paesi musulmani ad esso vicini e non vincolati da un trattato di pace. Più complesso il caso dei sunniti che se non possono far riferimento ad uno stato in particolare sicuramente hanno dalla loro parte le forze che si oppongono allo smembramento dell’Iraq, e che avrebbero inoltre il dovere di dimostrare la propria solidarietà nel caso in cui i diritti dei propri correligionari risultassero a rischio per l’emergere di forze preponderanti ad essi contrari. I turcomanni potrebbero sempre invocare la protezione della Turchia anche se l’atteggiamento di Ankara a proposito rimane altalenante e legato alla situazione contingente: di eventuale intervento nel caso in cui l’indipendenza curda dovesse divenire una minaccia reale, meno aggressivo in quello in cui la regione curda irachena dovesse rientrare nell’ambito dello stato nazionale e non rappresentare quindi più un pericoloso esempio per la popolazione curda turca. Nessuno stato, ma neanche nessun gruppo, invece, potrebbe ergersi a difesa dei cristiani. Laddove per difesa si intende non tanto l’intervento armato dall’esterno – davvero improbabile – ma il supporto economico e militare al proprio gruppo di riferimento. In assenza di milizie cristiane tale intervento sarebbe infatti inutile. I cristiani iracheni, inoltre, non possono contare neanche sull’appoggio morale esterno, un appoggio che dovrebbe per prima cosa fondarsi sulla conoscenza della realtà e della stessa esistenza di questa comunità che in verità non ha mai ricevuto l’attenzione che merita, e che dovrebbe inoltre superare lo scoglio dell’essere considerato “politicamente scorretto” in un periodo di forti tensioni tra mondo cristiano e mondo musulmano.

·        Le tribù. Per mantenere il controllo del paese negli anni bui che seguirono le guerre e l’implementazione dell’embargo oltre alla re-islamizzazione del paese il regime di Saddam Hussein  puntò sulla riconsolidamento del sistema tribale che il Baath aveva nei primi tempi cercato di dissolvere sostituendo ai valori di fedeltà tribali quelli di fedeltà alla nazione, al partito ed allo stesso capo supremo. Retaggio dell’antica organizzazione nomade, il sistema tribale servì al regime per il controllo del territorio e come serbatoio di giovani per la leva. La politica della retribuzione dei capi tribù con territori, regalie ed armi, inoltre, ne assicurava la fedeltà e poteva  essere sfruttata, secondo la logica del “divide et impera” per mantenere le tribù in un continuo stato di “guerra non belligerante”  tra di loro che consentiva al regime di neutralizzarne il potere e di muoverne le politiche, e le forze, secondo le necessità  del momento.  Conseguentemente al vuoto creato dalla sciagurata decisione dell’allora plenipotenziario USA in Iraq, Paul Bremer, a maggio del 2003 l’esercito e la polizia irachena vennero disciolti in nome di una pretesa politica di de-baathitificazione del paese. Senza controllo e senza leggi la popolazione irachena si rivolse per i bisogni, la soluzione delle dispute, la protezione, proprio a quel sistema tribale che in molti casi, ma non tutti,[2]  ricalca nei modelli le divisioni religiose ed etniche all’interno del paese. 

Una risorsa cui i cristiani, invece, non possono ricorrere. Benché l’antica Mesopotamia abbia visto la presenza sul suo territorio di tribù cristiane, con il passare dei secoli questo legame si è dissolto: un’assenza che rende i cristiani più deboli.  

·        Il territorio.  Per quanto le diversità etniche e geografiche siano enormi, il territorio iracheno si divide tra il sud sciita, il centro sunnita ed il nord curdo, una suddivisione di massima che accoglie nel suo seno anche altre realtà trans-territoriali quasi omogenee come ad esempio la fascia turcomanna che va da Tell-Afar a Mandeli.[3]  I cristiani iracheni, una parte dei quali addirittura originari di altri paesi come la Turchia e l’Armenia, fanno risalire le proprie origini al nord del paese, nei territori adesso controllati dal governo curdo, laddove la storia della cristianità mesopotamica ebbe inizio. In questo senso, e malgrado le pretese di una parte della diaspora cristiana irachena di avere una sorta di entità territoriale autonoma nella piana di Niniveh, (Mosul) i cristiani non hanno un territorio in cui sentirsi al sicuro da eventuali attacchi. Ed anche se lo avessero sarebbe per loro difficile difenderlo in mancanza della protezione accordata dalla milizia e dalla tribù. Sunniti, sciiti, curdi e turcomanni hanno potenzialmente la possibilità di rifugiarsi in un territorio ad essi non ostile, i cristiani no. Al massimo potranno, e molti lo stanno già facendo, trasferirsi nel nord del paese ed affidarsi alla protezione fino adesso “formalmente” garantita loro dal governo curdo che non è però priva di ombre e di incertezze. La diaspora irachena cristiana all’estero che sostiene l’idea di una regione autonoma per i cristiani nella piana di Niniveh, non manca infatti di sottolineare la doppiezza dell’amministrazione curda che da una parte fa costruire nuovi villaggi e nuove chiese per i cristiani, dall’altra nulla fa per fermare le continue intimidazioni, violenze, ed espropri che i cristiani del nord denunciano ad opera dei peshmerga. A questa obiezione si potrebbe aggiungere quella basata sulla previsione del futuro della zona controllata dai curdi, per ora senza dubbio la più tranquilla dell’intero paese, ma sempre soggetta ad eventuali recrudescenze delle lotte inter-curde che a metà degli anni novanta, opponendo le due maggiori fazioni, quella del Kurdish Democratic Party di Masoud Barzani,[4] e quella del Patriotic Union of Kurdistan di Jalal Talabani,[5] fecero migliaia di morti, e nelle quali la minoranza cristiana rischierebbe eventualmente di avere la peggio.

Milizie, appoggio esterno, tribù e territorio sono quindi i quattro fattori mancanti che rendono gli  iracheni cristiani particolarmente esposti alle violenze.  

Accusati di essere infedeli ed alleati delle truppe di occupazione, costretti ad uniformarsi ad usi e costumi non propri ed a nascondere la propria identità religiosa, bersaglio di attacchi mirati che distruggendo i luoghi di culto ne minano in profondità la sicurezza, obbligati a cedere le proprie proprietà ed attività per un tozzo di pane nei casi più fortunati perché, come cinicamente invitavano la popolazione gli imam di Mosul “… non è necessario comprare oggi ciò che domani sarà gratis,” forzati alla disoccupazione dall’impossibilità di esercitare le professioni in genere da essi praticate,[6] gli iracheni cristiani stanno fuggendo.   

Eppure non vorrebbero farlo perché sono, e si sentono, iracheni come e quanto i fratelli musulmani, e perché sono convinti di poter dare un contributo prezioso alla rinascita dell’Iraq. La loro stessa presenza di minoranza non musulmana, infatti, è testimonianza di valori di fratellanza più che mai necessari in un paese che avrà bisogno di reagire alla deriva islamista che rischia di trascinarlo nell’isolamento internazionale.

La loro scomparsa dal suolo iracheno segnerebbe inoltre una perdita culturale per tutta l’umanità. Non dobbiamo dimenticare infatti che la maggior parte dei cristiani iracheni ha come lingua madre, ed anche liturgica, l’aramaico, la lingua parlata da Gesù, che in diaspora finirebbe inevitabilmente per diventare una lingua morta, segnando un’ennesima sconfitta per una civiltà che proprio nel mischiarsi di culture, religioni, lingue ed etnie ha trovato la ragione del suo splendore già dai tempi in cui non si chiamava ancora Iraq, ma Mesopotamia, la Terra tra i due Fiumi, la “Culla della civiltà.

Torino 18 maggio 2006  



[1] Anglicana, Armena cattolica, Armeno ortodossa o chiesa armena apostolica, Assira dell’Est, Avventista del Settimo giorno, Caldea,  Cattolica romana, Copta ortodossa, Greco ortodossa, Melkita, Santa Chiesa Cattolica Apostolica Assira d'Oriente, Siro cattolica, Siro ortodossa.

[2] In genere le tribù basano i legami interni su un unico, a volte mitico, antenato comune. Una comune ascendenza che le configura solitamente come omogeneamente legate allo stesso credo religioso (sunnismo o sciismo)  o alla stessa appartenenza etnica. (arabe o curde o turcomanne) Esistono però tribù la cui componente è mista, sia da punto di vista religioso (sunniti e sciiti) sia etnico. (arabi e curdi) 

[3] Tell-Afar si trova ad Ovest di Mosul, verso la Siria; Mandali, ad est di Baquba, a pochissimi chilometri dal confine iraniano.    

[4] Attualmente presidente del Kurdish Regional Government che riunisce le due fazioni

[5] Rieletto il 22 di aprile del 2006 Presidente della Repubblica dell’Iraq

[6] Produzione e vendita di alcolici; saloni di bellezza e parrucchieri per donna; servizi turistici e di ristorazione; insegnamento; libere professioni.

 

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