La 26a assemblea
nazionale degli Obiettori alle spese Militari per la Difesa Popolare
Nonviolenta concorda con la dichiarazione di Berlino(11. Conferenza Internazionale delle
campagne per la Resistenza alla Contribuzione Fiscale alle spese Militari e il
loro Impiego per la Pace) quando afferma che “è
impossibile costruire la pace attraverso la guerra e l’uso della
violenza. La responsabilità di ciascuno di noi è indivisibile; la guerra
conduce alla perdita dell’umanità. Gli esseri umani sono liberi di
rifiutare la violenza militare. Perciò nessuno sarà costretto
a partecipare alla violenza militare, direttamente o indirettamente. I
partecipanti sperano che grazie ad ogni obiezione di coscienza a servire con
un’arma o pagare le quote d’imposta per il militare, il potenziale militare totale per la violenza diminuirà, e che grazie ad
ogni euro speso per progetti di pace il bilancio militare si ridurrà e vi
saranno maggiori prospettive di giustizia e di pace”.
Gli obiettori alle spese militari, con l’adesione
alle tesi sopra esposte del movimento internazionale, riaffermano il valore storico dell’obiezione di coscienza
quale testimonianza pubblica di ripudio del militarismo e della guerra dalle
profonde radici etiche e culturali, distinta dalla
disobbedienza civile, anche se ad essa spesso intrinsecamente e coerentemente
intrecciata. Una pratica oggi ancor più attuale e significativa,
dal momento che armi ed eserciti stanno diventando sempre più protagonisti
nelle controversie internazionali: i conflitti rischiano di degenerare
tragicamente in uno “scontro di civiltà” con l’olocausto
nucleare dietro l’angolo.
Ribadisce la
centralità sull’obiettivo del raggiungimento di una legge sullaopzione fiscale per il quale decide di creare un gruppo di
lavoro, con deciso carattere operativo per elaborare un chiaro testo di
proposta di legge.
La campagna degli Obiettori alle Spese
Militari considera l’istituzione di corpi
civili di pace uno degli strumenti in vista della costruzione di un
nuovo modello di difesa alternativo, nella prospettiva
della difesa popolare nonviolenta.
Gli Obiettori di Coscienza alle Spese Militari
esprimonoriserve sulla commistione tra interventi civili e militari,
la sperimentazione di forme di intervento civile nonviolento riteniamo sia
auspicabile esclusivamente in aree di conflitto non oggetto di interventi
militari italiani.
Gli Obiettori alle Spese Militari organizzano
un convegno, orientativamente nel 2007, o all’inizio del 2008,
preferibilmente aVicenza, per approfondire, anche insieme
agli altri soggetti del movimento contro la guerra, la riflessione sul fatto che
la diminuzione delle spese militari passa dalla richiesta di un modello di difesa
alternativo all’attuale che da offensivo e distruttivo deve diventare
difensivo, con un peso via via maggiore della
componente non armata e nonviolenta.
L’Osservatorio
sulla Difesa Popolare Nonviolenta, oltre ai Corpi Civili di Pace,
segue le lotte territoriali che possono rappresentare esperienza di difesa
popolare nonviolenta di base.
Organizzazione:
1.La campagna OSM impegna ilCP a dedicare un
incontro monotematico sul tema della prospettiva di sviluppo della campagna
stessa;
2.da mandato al centro di coordinamento
nazionale, affinché raccolga le ipotesi di sviluppo dei movimenti promotori;
3.il CP individuerà una commissione
incaricata di promuovere una scheda di sondaggio esplorativo tra gli aderenti
alla campagna e le realtà pacifiste e nonviolente.
iniziamo la stagione del venticinquesimo con alcune proposte tra fine marzo e maggio
quando
ora
ritrovo
meta od occasione
sabato 31 marzo 2007
19.00
edicola monterosso
tradizione de SALUDA’ MARS a Dossena, incontro con Piero Zani e Liliana Omacini custodi delle tradizioni dossenesi
domenica 1 aprile 2007
17.00
fol club zanni di ranica
incontro sul canto popolare di genere amoroso, con TTB, Rataplam, Enerbia – ingresso libero
mercoledì 4 aprile 2007
luna piena
20.00
madonna della Castagna
tour al colle dei Roccoli, monumento partigiani del DAMI, Sombreno
giovedì 5 aprile 2007
21.00
bar di Cabanetti frazione di Mapello
Melodie popolari di tradizione bergamasca con i musici dell’associazione Rataplam
venerdi 6 aprile 2007
19.00
edicola monterosso
l’antica tradizione della processione del Venerdì Santo a Gromo
mercoledì 11 aprile 2007
20.00
chiesa di valverde
le classicissimo del venticinquesimo: tour a Castagneta e sulla via dei Vasi, con antico acquedotto romano
venerdi 13 aprile 2007
21.00
biblioteca di verdellino
concerto di musica tradizionale della Patagonia con i musicisi argentini Roberto Navarro e Claudio Chehebar – ingresso libero
sabato 14 aprile 2007
21.00
auditorium comunale di Loreto a Bergamo
concerto di musica tradizionale della Patagonia con i musicisi argentini Roberto Navarro e Claudio Chehebar – dimostrazioni di tango argentino - ingresso libero
sabato 21 aprile 2007
15.00
edicola monterosso
misteri, enigmi, sacro e profano nelle reliquie storiche della valle del Giongo
giovedì 3 maggio 2007
luna piena
20.00
cinema concaverde
le classicissime del venticinquesimo: Longuelo, Madonna del Bosco eVal di Astino
domenica 6 maggio 2007
9.30
edicola monterosso
ricordi di confini e di guerre al culmine di san Pietro in val Taleggio
mercoledì 16 maggio 2007
20.00
edicola monterosso
i luoghi della gioventù di Gavazzeni, il Cinquandò, le fonti della Tremana, la Maresana
venerdi 25 maggo 2007
19.30
20.00
edicola monterosso
campo calcio di ambivere
le classicissime del venticinquesimo: santuari, chiese, scalette tra Ambivere e Mapello
le prossime a seguire – restate in contatto
NOTA BENE - ATTENZIONE
@Le escursioni durano in media 4 ore;
@le escursioni sono sospese in caso di pioggia.
@La partecipazione è gratuita, omaggi gastronomici ed enologici sono graditi e sollecitati.
@Tutte le escursioni sono impegnative: infatti sono necessarie calzature robuste adatte alla fanghiglia e torcia elettrica.
@Le località di inizio escursioni vengono raggiunte con mezzi propri dai partecipanti.
@Sono probabili e frequenti variazioni di itinerario e soste musical gastronomiche.
sarò molto lieto se vorrai essere presente all'iniziativa di Venerdì prossimo. In appendice la mia introduzione al volume che verrà presentato.
Pietro Del Zanna
Riprendere il cammino della libertà femminile dopo mille e una notte
La resistenza delle donne contro l’integralismo islamico in Iran
Venerdì 30 marzo 2007
ore 15,30 – 19,00
Santa Maria della Scala, Sala San Pio Siena
Piazza Duomo -
Siena ha ospitato, attraverso l’Associazione I.R.I.D.E, diversi incontri con le donne del sud del mondo che lottano per ribaltare la propria condizione d’emarginazione e oppressione nei rispettivi paesi, al fine di far conoscere la loro storia, il loro pensiero politico e le loro esemplari lotte cosi spesso ignorate.
Questo percorso d’accoglienza e confronto continua con le donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana dell' Associazione Donne Democratiche iraniane in Italia.
E non solo per dovere e piacere di ‘sorellanza’, ma anche perché esse rappresentano una forte esperienza di liberazione dall’integralismo religioso-patriarcale, in forte crescita anche nei paesi non musulmani. Un integralismo col quale tutte le donne oggi devono necessariamente fare i conti, che le discrimina all’interno di vite drammaticamente sospese se non addirittura negate, che vanifica ogni possibilità di democrazia e di reale parità tra i due sessi.
Nel corso dell’incontro viene presentato il libro “ integralismo islamico e questione femminile- Nuovi integralismi, vecchi patriarcali: un anacronismo senza rapporto con il mondo contemporaneo”, pubblicato da IRIDE e dalla PROVINCIA DI SIENA.
Questo libro parla del progetto politico di Maryam Rajavi- leader del consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana eletta presidente pro tempora della Repubblica Iraniana. E’ una preziosa testimonianza su come donne e uomini in esilio abbiano dato vita e siano capaci di mantenere, da più di vent’anni, una organizzazione democratica di lotta per sconfiggere un regime teocratico impossibile da riformare . E’ un esempio di come donne e uomini, in questo cammino, abbiano anche preso coscienza della mentalità patriarcale fortemente radicale nelle loro menti e nei loro cuori e se ne siano liberati. Questa lunga marcia di resistenza da loro intrapresa vuol portare la pace la democrazia nella società iraniana, a partire dalla capacità di governo e dall’energia liberata delle donne riconosciute vitali ed esenziali per raggiungere questo obiettivo.
Sono ormai venticinque anni che il conflitto tra integralismo islamico e islam democratico lacera l’Iran.
Questi due poli opposti si rifanno a un’interpretazione totalmente diversa della filosofia, della storia, della cultura e della politica. Al centro di questo confronto storico, si colloca la questione femminile
Maryam Rajavi
Programma
Saluto di Anna Carli
Rettore Santa Maria della Scala
Introduzione di Sonia Rsevrenis e Antonia Banfi I.R.I.D.E.
E letture di alcuni passaggi del libro
Comunicazione di Pietro Del Zanna
Assessore Azioni per la pace e cooperazione Internazionale della Provincia di Siena
Proiezione del documento “ Il Leone e le catene”
Di Nella Condorelli per RAI News 24 Roma 2005
Tavola rotonda aperto ai contributi del pubblico presente.
Partecipano:
Faridèh Araki Karimi,
Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
Shahrzad Shalèh
Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia
Nella Condorelli
Associazione Articolo 21 liberi di
Iva Monciatti
IRIDE
Comunicazione di Fiorenza Anatrini, Assessore alle pari opprtunità della provincia di Siena
Traduzione consecutiva dal persiano all’italiano e viceversa
Per tutta la durata dell’incontro sarà allestito un punto di degustazione di tè, dolci iraniani e pistacchi.
Le donne della resistenza iraniana e la pace.
La domanda che può sorgere spontanea è: “Cosa c’entra l’assessorato alla Pace con un libro sulle donne della Resistenza Iraniana?”. C’entra molto.
Le donne iraniane tutte, ma in particolare quelle della resistenza iraniana si trovano nella prima linea di un conflitto che solo con molta miopia può essere considerato “locale”.
Oggi il regime Khomeinista mostra con il presidente Ahmadinejad il suo volto più impresentabile, ma sbaglieremmo, ed abbiamo sbagliato in passato, se pensassimo che questa dittatura religiosa possa avere una veste moderata. Le è incompatibile, e questo libro ne analizza un aspetto fondamentale.
Probabilmente saremmo arrivati alla medesima comprensione della natura del regime religioso di Tehran se avessimo analizzato altri aspetti come la libertà di stampa, o la difesa dei diritti umani e civili, o della libertà di espressione degli studenti.
A questo proposito mi chiedo quale sia la sorte dei coraggiosi studenti che hanno osato manifestare contro Ahmadinejad e ricordo le imponenti manifestazioni studentesche del ’99 represse nel sangue dal moderato Khatami. Il regime di Tehran è l’epicentro dell’integralismo islamista che oggi ha maturato il suo ruolo esprimendosi con Hezbollah in Libano, infiltrandosi in Hamas in Palestina e, strumentalizzando le componenti religiose ed etniche, fomentando la guerra civile in Iraq per estendervi una nuova repubblica islamica modello mullah.
La resistenza iraniana combatte questo regime da oltre venti anni e conta nelle proprie file circa centoventimila vittime. E’ sicuramente l’unico movimento di opposizione che ha denunciato questa situazione dal suo nascere e che, ad oggi, non è stato annientato. Non è stato annientato, ma vive in una dimensione surreale di isolamento. Ho toccato con mano la difficoltà a fare uscire questa realtà da tale isolamento. Ogni interlocutore da me interpellato aveva un “motivo” per mettere in dubbio la legittimità di questo movimento per non perorarne la causa: quando perché “sono al soldo dei servizi segreti americani”, quando perché sono “terroristi nella lista nera USA”, quando sono “comunisti”, quando sono “islamisti”, quando “realtà residuale”, quando “troppo grande e affermata”, quando “sono una setta”, quando perché “resistenza armata” . Per ognuna di queste osservazioni c’è una spiegazione razionale che richiede tempo e disponibilità all’ascolto.
Un giorno, forse, qualcuno scriverà un libro analizzando ogni singolo perché.
Per ora mi accontento che ogni lettore/lettrice si confronti con queste parole di Maryam Rajavi: “le donne nella resistenza iraniana hanno ottenuto dei successi senza precedenti nella storia dei movimenti di liberazione: esse costituiscono il 52% dei membri del parlamento della resistenza. La principale organizzazione della coalizione, i Mujaheddin del popolo, è diretta da dieci anni da un consiglio direttivo interamente al femminile. Esso esercita con competenza l’egemonia delle donne nell’organizzazione.”
Personalmente auspico che un movimento di cultura islamica che è stato capace di passare la leadership alle donne possa fare l’ulteriore passaggio verso la resistenza nonviolenta, consapevole che solo dopo massacri da parte dei pasdaran su manifestazioni pacifiche si è passati alla lotta armata e che dal 2001 vi si è rinunciato. Questo ulteriore passaggio ha bisogno di una forte solidarietà internazionale, allo stesso tempo sarebbe una caratterizzazione che la favorirebbe notevolmente. E’ un po’ come il cane che si morde la coda.
Mi auguro che ciò che non è riuscito fino ad ora agli uomini possa riuscire alle donne e a loro lascio la parola certo che saranno capaci a rompere questo muro di silenzio.
Pietro Del Zanna
Assessore Azioni per la Pace e Cooperazione Internazionale della Provincia di Siena
Maratona di Roma corre con Sponsor poco etici Nonostante il Regolamento sulle Sponsorizzazioni lo vieti espressamente, il Comune di Roma continua ad avvalersi di sponsor poco “etici” per finanziare alcune iniziative pubbliche di grande rilevanza per la città. L’ultima grave conferma di questa “disattenzione”, riguarda gli sponsor della Maratona di Roma 2007 promossa dal Comune , che si è tenuta il 18 marzo. Infatti compaiono come sponsor dell’iniziativa, tra gli altri, Acea Electrabel del gruppo Acea, Banca di Roma, Smart del gruppo Daimler Chrysler, Gatorade del gruppo Pepsi e McDonald’s. Leggi tutto...
Dissenso e vecchi merletti: il pizzo San Gallo di Lilliput Un gruppo di donne e uomini hanno deciso di non sottostare alla politica degli annunci quando non viene seguita da fatti concreti e di conseguenza hanno pensato di agire il dissenso: di questi tempi merce rara! Una rete di relazioni e di passioni condivise si è così preparata per un’altra maratona, in “direzione ostinata e contraria” … perché non è possibile che possa passare sotto silenzio l’ennesima violazione del Regolamento degli sponsor etici ad opera dello stesso Comune di Roma che lo aveva approvato nel novembre del 2004. La cronaca di Daniela Degan, del nodo di Roma Leggi tutto... Guarda la fotografia dell'azione sul sito di La Repubblica Per approfondire, puoi consultare il sito dell'Osservatorio Popolare Permanente su Imprese e Diritti Umani
Acqua, bene comune!
Da Bruxelles un piano per l'acqua Si è chiusa a Bruxelles la prima Assemblea Mondiale dei cittadini e degli eletti per l’Acqua. Oltre 600 i partecipanti, provenienti da tutti i cinque continenti. I risultati dell’incontro: l’assunzione di impegni concreti e una lettera da inviare ai leader politici di tutto il mondo. Leggi tutto...
Acqua, tra Europa e Africa Il 22 marzo i media internazionali divulgheranno tabelle e grafici colorati con sfumature dal blu al marrone, forniranno i dati dell’ultimo rapporto UNDP sulla crisi idrica mondiale, sulla desertificazione in aumento e ribadiranno gli impegni dell’Unesco che ha promosso la giornata mondiale col titolo “cooping with scarcity” : confrontarsi con la scarsità, il tutto in nome del DIRITTO ALL’INFORMAZIONE... - di Paolo Rizzi, Contratto mondiale sull’acqua. Leggi tutto...
Chi vuole l'acqua mia, o è giori o è una spia!! Il Comitato civico di Napoli in difesa dell'acqua appoggia la richiesta di moratoria e quindi sospensione per tutte le privatizzazioni del servizio idrico in atto in Italia, sostenendo anche la manifestazione di Palermo. Dal 17 al 25 marzo si sono svolte le iniziative locali e nazionali in occasione della settimana nazionale per l'acqua, continueremo con la raccolta firme per la Proposta di legge d'Iniziativa Popolare. Leggi tutto...
Nonviolenza e disarmo
Quando una protesta è efficace Ci sono molti elementi che portano a pensare che la mobilitazione di Vicenza sia in grado di crescere ancora e fermare il progetto di costruzione di una nuova base militare delle Forze Armate degli Stati Uniti. Di mobilitazione complessa si tratta quindi, non di semplice manifestazione isolata e spettacolare. - di Andrea Licata, presidente del Centro Studi e Ricerche per la Pace dell'Università di Trieste Leggi tutto...
A Vicenza scoperchiati i tombini con fibre ottiche I cittadini contrari alla costruzione della nuova base militare Usa a Vicenza hanno scoperchiato la verità sui cavidotti per fibre ottiche posati alcune settimane fa nei pressi dell'aeroporto Dal Molin: uno dei tombini è stato infatti aperto per ripristinare la situazione preesistente al cantiere. Già un mese prima il Nodo di Vicenza della Rete di Lilliput aveva bloccato i lavori di posa dei cavidotti per telecomunicazioni in via S. Antonino con un'azione diretta nonviolenta. Leggi tutto...
Control Arms: il Trattato Onu vieti la vendita di armi a Paesi che violano i diritti umani La campagna Control Arms ha chiesto a tutti i governi di garantire che le loro proposte in merito al Trattato sul commercio delle armi prevedano il divieto di trasferire armi che alimentano gravi violazioni dei diritti umani, conflitti e povertà. "In caso contrario - ammonisce la campagna - lo storico voto con cui lo scorso dicembre l’Assemblea generale dell’Onu ha dato il via ai lavori sul Trattato potrebbe risultare privo di senso". In questo periodo, il Segretario generale dell'Onu sta consultando tutti i governi su fattibilità, ambito di competenze e parametri di riferimento del Trattato. Leggi tutto...
Campagna abiti puliti
Giustizia non è fatta per il leader sindacale cambogiano ucciso nel 2004 Presidente del Sindacato libero dei lavoratori del regno di Cambogia (FTUWKC), Chea Vichea è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco il 22. gennaio 2004, all'età di 36 anni, mentre leggeva il giornale davanti a un chiosco di Phonm Penh. Vichea era stato fra i fondatori del partito di opposizione di Sam Rainsy, che aveva lasciato per dedicarsi completamente all'impegno sindacale in difesa dei lavoratori dell'industria dell'abbigliamento. Negli ultimi tempi aveva ricevuto numerose minacce di morte ed era riuscito in un'occasione a identificarne gli autori, malgrado questo non gli è stata concessa alcuna protezione. Nel terzo anniversario della sua morte il FTUWKC ha rinnovato l'appello al rilascio di due persone condannate ingiustamente per l'assassinio di Vichea (l'edicolante non li ha riconosciuti e ha dovuto abbandonare il paese in seguito a minacce; le conclusioni dell'indagine sono state giudicate prive di credibilità dal rappresentante per i diritti umani dell'ONU in Cambogia) e sollecita il governo a compiere un'indagine seria e imparziale che faccia luce sui veri autori e mandanti dell'omicidio. Invia anche tu una lettera al governo cambogiano e all'ambasciata della Cambogia in Italia per domandare giustizia e il rispetto dei diritti sindacali.
Vita da Rete
La quinta Assemblea generale della Rete di Lilliput si svolgerà da Venerdì 25 a Domenica 27 Maggio 2007 a Napoli. Segnate la data su agende e calendari!
Nel frattempo, sono sempre numerose le iniziative organizzate dai nodi locali:
15 Marzo - Pescara: World Social Forum 2007 NAIROBI, Testimonianze e valutazioni
19 Marzo - Monza: Idee per un risparmio energETICO (2:30)
21 Marzo - Modena: Sbilanciamoci! 2007, per un'Italia capace di futuro: formaggi e buoi dai paesi tuoi
24 Marzo - Chieti: L'Orda - Storie, canti, immagini di emigranti
28 Marzo - Rivalta di Torino: Un'altra Africa è possibile - racconti e testimonianze dal WSF di Nairobi e dalla baraccopoli di Korogocho
31 marzo - Trana-Avigliana: Marcia NO-TAV
31 Marzo - Pescara: Presentazione del libro: Seppellite la mia pelle in Africa
13-15 Aprile - Milano: Fa' la cosa giusta! Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili
Borse di studio Pia Paradossi - fino al 30 aprile La Fondazione Responsabilità Etica e l'associazione lillipuziana Mani Tese promuovono da 2 a 4 borse di studio sui temi dell'anti-spreco e dell'economia solidale. Le domande devono pervenire in forma cartacea ed elettronica entro il 30 aprile 2007. Leggi tutto...
World Council of Churches - News Release Contact: +41 22 791 6153 +41 79 507 6363 media@...
For immediate release - 28/03/2007 10:00:00 AM
CHURCHES WORLD-WIDE TO PARTICIPATE IN MAJOR MOBILIZATION FOR PEACE
Concrete plans to mobilize churches around the world for peace were approved by the World Council of Churches (WCC) executive committee in early March. What is expected to become a major worldwide mobilization of churches for peace will culminate with an International Ecumenical Peace Convocation to be held in early May 2011 and an Ecumenical Declaration on Just Peace.
Part of the approved plan is for some 50 ecumenical "living letters" teams to visit churches facing situations of violence between 2007 and 2011. The "living letters" teams will be a concrete expression of solidarity as well as an attempt to share insights and learn from each other. At least three visits will take place in 2007, and some 15 visits a year are envisaged between 2008 and 2010.
The plan includes a series of expert consultations in partnership with research institutes and NGOs, while theological faculties and seminaries will be invited to get involved in drafting the Declaration. An essential goal is to involve the action groups and church-based peace organizations which are already at work and can significantly contribute to the process, given their experience and commitment. Artists' contributions will also be sought.
"The aim is to reach out to as many interested church groups as possible and to invite their contributions to the Declaration in the form of texts, prayers, songs, pictures," says Geiko Mueller-Fahrenholz, a German theologian who is coordinating the International Ecumenical Peace Convocation (IEPC) expected to adopt the Declaration.
Tentative dates for the Convocation are 4-11 May 2011, in a venue still to be decided. Its motto will be "Glory to God and peace on earth". Some 2000 participants from churches, organizations and networks will attend, as well as representatives from other faiths. The WCC executive committee will decide the venue of the event in September 2007.
Both the Convocation and the Declaration were asked for by the WCC's 9th Assembly, held in February 2006 in Brazil. The Convocation will mark the end of the WCC's Decade to Overcome Violence: Churches Seeking Reconciliation and Peace 2001-2010.
And you visited me
Central to the IEPC mobilizing strategy, the "living letters" proposal takes stock of recent ecumenical experiences, like the pastoral visits to the US churches after the terrorist attacks of September 11, 2001, and to Lebanese churches during the Israeli attacks in the summer of 2006, as well as a campaign of church-to-church visits during the 1988-98 Decade of "Churches in Solidarity with Women".
"Because the churches are faced with various forms of violence such as civil wars, domestic violence, interreligious strife, or environmental destruction, intensive encounter with women and men from other contexts with similar problems can be a means to express support and to help find new approaches," say the IEPC planners.
They also hope that through these visits - three in 2007 and 15 per year from 2008 to 2010 - churches will be able to engage in the process leading up to the Convocation and contribute to developing the Declaration.
What we can affirm together
The Ecumenical Declaration on Just Peace will have no claim to being an "ecumenical consensus statement," says Mueller-Fahrenholz. It will rather be "an act of public witness and an affirmation of enduring hope in a world torn apart by violence". Without claiming "to speak for everyone," it will attempt "to speak to everyone who cares to listen".
A "theological and spiritual text," the Declaration will address six main areas of concern: the massive reality of human self-destruction; gender-related and intergenerational violence; the entertainment industry's use of the fascination of violence; violence against nature; the violence inherent in economic injustice in its globalized ramifications and structural expressions; and the age-old scourge of war that continues to plague the lives of multitudes around the globe.
As an expression of the ecumenical witness to peace, the Declaration "must include acknowledgement of the fact that, in the course of the centuries, Christian churches have exerted much violence, be it towards women or 'lower' classes, towards 'heretics' or 'heathen', or in the justification of wars, racism, slavery, economic exploitation and other forms of oppression," Mueller-Fahrenholz stresses.
An effort will also be made to "engage with representatives of other faiths in the search for ministries of peace that enable us not only to overcome widespread - and growing - prejudice and mistrust, but also to struggle against recent trends that turn political conflicts into religious confrontations," he adds.
The World Council of Churches promotes Christian unity in faith, witness and service for a just and peaceful world. An ecumenical fellowship of churches founded in 1948, today the WCC brings together 347 Protestant, Orthodox, Anglican and other churches representing more than 560 million Christians in over 110 countries, and works cooperatively with the Roman Catholic Church. The WCC general secretary is Rev. Dr Samuel Kobia, from the Methodist Church in Kenya. Headquarters: Geneva, Switzerland.
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Chi avesse problemi di partecipazione all'Assemblea è invitato a inviare documentazione o propri scritti al Centro Coordinatore Nazionale.
IMPORTANTE:è obbligatoria la prenotazione, contattando la LOC di Milano (tel./fax 02.58.10.12.26 , e mail locosm@...
– cell. Giuseppe 3396489529) per gestire meglio la parte organizzativa.
Campagna di
Obiezione di Coscienza alle Spese Militari
per la Difesa Popolare Nonviolenta
26 a ASSEMBLEA NAZIONALE
O.S.M. per la D.P.N.
sabato 31 marzo e domenica 01 Aprile 2007 , a Cattolica (RN)
(Hotel Royal, Viale Carducci 30)
Programma di massima:
Venerdì sera C.P. (allargato a tutti quanti si trovino a Cattolica)
per discutere la preparazione dell'assemblea e documenti/proposte
Sabato 31 Marzo
ore 10,00 – Campagna OSM x la DPN (segreteria, dati campagna, volantone, opzioni di finanziamento, 8/°°°, 5/°°°, valdesi – caritas )
ore 13,00- Pranzo
ore 15,00- Opzione Fiscale / Proposta di legge: parte normativa sul diritto individuale; parte economica destinazione fondi
ore 19,00- Cena
ore 21,00- Spazio aperto per interventi o proseguimento interventi.
Domenica01 Aprile
ore9,00- Spese militari / Nuovo Modello di Difesa
ore 13,00 - Pranzo
IMPORTANTE:è obbligatoria la prenotazione, contattando la LOC di Milano (tel./fax 02.58.10.12.26 , e mail locosm@...
– cell. Giuseppe 3396489529) per gestire meglio la parte organizzativa.
Indicazioni logistiche : l'Assemblea si svolgerà presso l'Hotel Royal, via Carducci 30, Cattolica (Rn)
PER RAGGIUNGERE LA SEDE DELL'ASSEMBLEA:
In auto: si esce dall'autostrada, si gira a destra e si prosegue sempre dritto entrando a Cattolica. Bisogna andare sempre diritto, anche quando si incontrano 2 rotonde e uno stop: sempre dritto, non si può sbagliare. Quando si arriva su Viale Carducci, che è sul lungomare, subito a destra si vede l'Hotel Royal.
In treno: dalla stazione FS di Cattolica, l'Hotel Royal è raggiungibile a piedi in circa 10 minuti. All'uscita dalla stazione, imboccare il viale di fronte fino allo stop; da qui si gira a sinistra fino ad una rotonda abbastanza grande (ce n'è prima una più piccola). Da lì, girare a destra finchè si vede il mare; arrivati sul lungomare, a sinistra inizia Viale Carducci: noi siamo al n.30.
Costi: il costo è di 29,00 euro per 1 giorno di pensione completa (sabato) + 10,00 euro per il pranzo di domenica. Per chi è vicino e rimane solo a mangiare, il costo è di 10,00 euro a pasto.
Per chi arriva venerdì sera, il pernottamento e la prima colazione di sabato costano 15,00 euro.
Nei costi di partecipazione, è già inserito quanto dovuto per i saloni e per l'attrezzatura che useremo.
Raccomandiamo a tutte/i le/gli obiettori/obiettrici la partecipazione all'Assemblea.
L'Assemblea sarà l'occasione per fare insieme il punto della situazione, attrezzandoci per raggiungere gli obiettivi vecchi e nuovi che ci siamo proposti.
A tutte/i, dunque, ARRIVEDERCI A CATTOLICA!!!
Stai dalla parte della Pace
Informati e partecipa
Per informazioni : Centro Coordinatore Nazionale OSM/DPN c/o la LOC
,
Via M.Pichi 1 - 20143 Milano
tel/fax 02.58.10.12.26- e mail:locosm@...
e… visita il nuovo sito
della Campagna OSM/DPN: www.osmdpn.it
P.S. Chi avesse problemi di partecipazione all'Assemblea è invitato a inviare documentazione o propri scritti al Centro Coordinatore Nazionale.
promossa da:
Associazione per la Pace - Beati i costruttori di pace - Associazione Papa Giovanni XXIII° - Lega Disarmo Unilaterale - Lega Obiettori di Coscienza - Pax Christi – Berretti Bianchi
Aderiscono:Agenzia per la Pace Sondrio, Rete Lilliput, Casa per la Pace Milano, Donne in Nero Como, Associazione Locale Obiezione e Nonviolenza Forlì, Un Ponte per…, Coordinamento Comasco per la Pace, Coop. Chico Mendes, Coordinamento lombardo Nord/Sud, Centro Gandhi Pisa, Comunità dell'Arca, Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale Bologna, Solidaunia Foggia, Rete Radiè Resch Foggia, Caritas Foggia, Tavola della Pace della provincia di Biella
Chi avesse problemi di partecipazione all’Assemblea è invitato a inviare documentazione o propri scritti al Centro Coordinatore Nazionale.
IMPORTANTE:è obbligatoria la prenotazione, contattando la LOC di Milano (tel./fax 02.58.10.12.26 , e mail locosm@... – cell. Giuseppe 3396489529) per gestire meglio la parte organizzativa.
Campagna di
Obiezione di Coscienza alle Spese Militari
per la Difesa Popolare Nonviolenta
26 a ASSEMBLEA NAZIONALE
O.S.M. per la D.P.N.
sabato 31 marzo e domenica 01 Aprile 2007 , a Cattolica (RN)
(Hotel Royal, Viale Carducci 30)
Programma di massima:
Venerdì sera C.P. (allargato a tutti quanti si trovino a Cattolica)
per discutere la preparazione dell’assemblea e documenti/proposte
Sabato 31 Marzo
ore 10,00 – Campagna OSM x la DPN(segreteria, dati campagna, volantone, opzioni di finanziamento, 8/°°°, 5/°°°, valdesi – caritas )
ore 13,00- Pranzo
ore 15,00- Opzione Fiscale / Proposta di legge: parte normativa sul diritto individuale; parte economica destinazione fondi
ore 19,00- Cena
ore 21,00- Spazio aperto per interventi o proseguimento interventi.
Domenica01 Aprile
ore9,00- Spese militari / Nuovo Modello di Difesa
ore 13,00 - Pranzo
IMPORTANTE:è obbligatoria la prenotazione, contattando la LOC di Milano (tel./fax 02.58.10.12.26 , e mail locosm@... – cell. Giuseppe 3396489529) per gestire meglio la parte organizzativa.
Indicazioni logistiche : l’Assemblea si svolgerà presso l’Hotel Royal, via Carducci 30, Cattolica (Rn)
PER RAGGIUNGERE LA SEDE DELL’ASSEMBLEA:
In auto: si esce dall'autostrada, si gira a destra e si prosegue sempre dritto entrando a Cattolica. Bisogna andare sempre diritto, anche quando si incontrano 2 rotonde e uno stop: sempre dritto, non si può sbagliare. Quando si arriva su Viale Carducci, che è sul lungomare, subito a destra si vede l’Hotel Royal.
In treno: dalla stazione FS di Cattolica, l’Hotel Royal è raggiungibile a piedi in circa 10 minuti. All’uscita dalla stazione, imboccare il viale di fronte fino allo stop; da qui si gira a sinistra fino ad una rotonda abbastanza grande (ce n’è prima una più piccola). Da lì, girare a destra finchè si vede il mare; arrivati sul lungomare, a sinistra inizia Viale Carducci: noi siamo al n.30.
Costi: il costo è di 29,00 euro per 1 giorno di pensione completa (sabato) + 10,00 euro per il pranzo di domenica. Per chi è vicino e rimane solo a mangiare, il costo è di 10,00 euro a pasto.
Per chi arriva venerdì sera, il pernottamento e la prima colazione di sabato costano 15,00 euro.
Nei costi di partecipazione, è già inserito quanto dovuto per i saloni e per l'attrezzatura che useremo.
Raccomandiamo a tutte/i le/gli obiettori/obiettrici la partecipazione all’Assemblea.
L’Assemblea sarà l’occasione per fare insieme il punto della situazione, attrezzandoci per raggiungere gli obiettivi vecchi e nuovi che ci siamo proposti.
A tutte/i, dunque, ARRIVEDERCI A CATTOLICA!!!
Stai dalla parte della Pace
Informati e partecipa
Per informazioni : Centro Coordinatore Nazionale OSM/DPN c/o la LOC,
Via M.Pichi 1 - 20143 Milanotel/fax 02.58.10.12.26- e mail:locosm@...
e… visita il nuovo sito della Campagna OSM/DPN: www.osmdpn.it
P.S. Chi avesse problemi di partecipazione all’Assemblea è invitato a inviare documentazione o propri scritti al Centro Coordinatore Nazionale.
promossa da:Associazione per la Pace - Beati i costruttori di pace - Associazione Papa Giovanni XXIII° - Lega Disarmo Unilaterale - Lega Obiettori di Coscienza - Pax Christi – Berretti Bianchi
Aderiscono:Agenzia per la Pace Sondrio, Rete Lilliput, Casa per la Pace Milano, Donne in Nero Como, Associazione Locale Obiezione e Nonviolenza Forlì, Un Ponte per…, Coordinamento Comasco per la Pace, Coop. Chico Mendes, Coordinamento lombardo Nord/Sud, Centro Gandhi Pisa, Comunità dell’Arca, Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale Bologna, Solidaunia Foggia, Rete Radiè Resch Foggia, Caritas Foggia, Tavola della Pace della provincia di Biella
Chi avesse problemi di partecipazione all'Assemblea è invitato a inviare documentazione o propri scritti al Centro Coordinatore Nazionale.
IMPORTANTE:è obbligatoria la prenotazione, contattando la LOC di Milano (tel./fax 02.58.10.12.26 , e mail locosm@...
– cell. Giuseppe 3396489529) per gestire meglio la parte organizzativa.
Campagna di
Obiezione di Coscienza alle Spese Militari
per la Difesa Popolare Nonviolenta
26 a ASSEMBLEA NAZIONALE
O.S.M. per la D.P.N.
sabato 31 marzo e domenica 01 Aprile 2007 , a Cattolica (RN)
(Hotel Royal, Viale Carducci 30)
Programma di massima:
Venerdì sera C.P. (allargato a tutti quanti si trovino a Cattolica)
per discutere la preparazione dell'assemblea e documenti/proposte
Sabato 31 Marzo
ore 10,00 – Campagna OSM x la DPN (segreteria, dati campagna, volantone, opzioni di finanziamento, 8/°°°, 5/°°°, valdesi – caritas )
ore 13,00- Pranzo
ore 15,00- Opzione Fiscale / Proposta di legge: parte normativa sul diritto individuale; parte economica destinazione fondi
ore 19,00- Cena
ore 21,00- Spazio aperto per interventi o proseguimento interventi.
Domenica01 Aprile
ore9,00- Spese militari / Nuovo Modello di Difesa
ore 13,00 - Pranzo
IMPORTANTE:è obbligatoria la prenotazione, contattando la LOC di Milano (tel./fax 02.58.10.12.26 , e mail locosm@...
– cell. Giuseppe 3396489529) per gestire meglio la parte organizzativa.
Indicazioni logistiche : l'Assemblea si svolgerà presso l'Hotel Royal, via Carducci 30, Cattolica (Rn)
PER RAGGIUNGERE LA SEDE DELL'ASSEMBLEA:
In auto: si esce dall'autostrada, si gira a destra e si prosegue sempre dritto entrando a Cattolica. Bisogna andare sempre diritto, anche quando si incontrano 2 rotonde e uno stop: sempre dritto, non si può sbagliare. Quando si arriva su Viale Carducci, che è sul lungomare, subito a destra si vede l'Hotel Royal.
In treno: dalla stazione FS di Cattolica, l'Hotel Royal è raggiungibile a piedi in circa 10 minuti. All'uscita dalla stazione, imboccare il viale di fronte fino allo stop; da qui si gira a sinistra fino ad una rotonda abbastanza grande (ce n'è prima una più piccola). Da lì, girare a destra finchè si vede il mare; arrivati sul lungomare, a sinistra inizia Viale Carducci: noi siamo al n.30.
Costi: il costo è di 29,00 euro per 1 giorno di pensione completa (sabato) + 10,00 euro per il pranzo di domenica. Per chi è vicino e rimane solo a mangiare, il costo è di 10,00 euro a pasto.
Per chi arriva venerdì sera, il pernottamento e la prima colazione di sabato costano 15,00 euro.
Nei costi di partecipazione, è già inserito quanto dovuto per i saloni e per l'attrezzatura che useremo.
Raccomandiamo a tutte/i le/gli obiettori/obiettrici la partecipazione all'Assemblea.
L'Assemblea sarà l'occasione per fare insieme il punto della situazione, attrezzandoci per raggiungere gli obiettivi vecchi e nuovi che ci siamo proposti.
A tutte/i, dunque, ARRIVEDERCI A CATTOLICA!!!
Stai dalla parte della Pace
Informati e partecipa
Per informazioni : Centro Coordinatore Nazionale OSM/DPN c/o la LOC
,
Via M.Pichi 1 - 20143 Milano
tel/fax 02.58.10.12.26- e mail:locosm@...
e… visita il nuovo sito
della Campagna OSM/DPN: www.osmdpn.it
P.S. Chi avesse problemi di partecipazione all'Assemblea è invitato a inviare documentazione o propri scritti al Centro Coordinatore Nazionale.
promossa da:
Associazione per la Pace - Beati i costruttori di pace - Associazione Papa Giovanni XXIII° - Lega Disarmo Unilaterale - Lega Obiettori di Coscienza - Pax Christi – Berretti Bianchi
Aderiscono:Agenzia per la Pace Sondrio, Rete Lilliput, Casa per la Pace Milano, Donne in Nero Como, Associazione Locale Obiezione e Nonviolenza Forlì, Un Ponte per…, Coordinamento Comasco per la Pace, Coop. Chico Mendes, Coordinamento lombardo Nord/Sud, Centro Gandhi Pisa, Comunità dell'Arca, Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale Bologna, Solidaunia Foggia, Rete Radiè Resch Foggia, Caritas Foggia, Tavola della Pace della provincia di Biella
Oggetto: I: IMPORTANTISSIMO: Beppe Grillo per auto a idrogeno.
Da Beppe Grillo
Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili.
In parole povere questa legge favorirà l'introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** (l'idrogeno bruciando produce solo anidride carbonica - che è il prodotto di tutti i processi di combustione - e acqua sotto forma di vapore) e ad alte prestazioni!!!
Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli!
L'auto del futuro esiste già ed in vari modelli!
Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio.
Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti!
Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie.
Io (Luana) l'ho fatto e sono il numero 385121 !! Forza e coraggio!!!
"Beati quelli
che non sono violenti: Dio darà loro la terra promessa."
Mt 5,5
Editoriale di Paolo Candelari. presidente
del MIR
Permettetemi due parole di premesse
a questa circolare.
Abbiamo appena svolto un consiglio
nazionale partecipato e fruttuoso a Padova e ci stiamo avvicinando al momento
importante dell´assemblea nazionale.
Vorrei sottolineare due cose in
particolare: il cammino di preparazione per il rinnovo delle cariche e il tema
scelto per l´assemblea.
Lo scorso consiglio lanciammo un invito
a tutto il movimento ad esprimere le candidature; la scelta era di suscitare un
dibattito su chi dovrà avere l´onere e l´onore di gestire il
movimento nei prossimi anni: una novità rispetto alla prassi di trovare i
candidati in assemblea, con molte riluttanze dei prescelti, e decisioni prese
con "la valigia in mano". Questo percorso permette innanzitutto
l´assunzione di responsabilità di fare delle proposte chiare, poi un
tempo sufficiente sia per gli eligendi che per gli elettori per ragionare. Infine
era anche un modo per favorire una partecipazione larga all´assemblea.
Direi che l´esperimento sta
dando i suoi frutti: abbiamo una rosa di nomi su cui si può già fare qualche
ragionamento: circa una decina sono state le proposte pervenute: poche secondo
alcuni, abbastanza secondo altri, tra cui me, per poter dire che la
partecipazione è sentita.
Un segno, ritengo, che questo
movimento è vivo e vegeto; occorre solo trovare i modi giusti per ascoltarsi e
rimboccarsi le maniche.
Un invito infine ai candidati: non
abbiate fretta nel rinunciare, pensateci bene, lasciate una porta aperta:
sappiate che qualcuno nel movimento ha espresso fiducia in voi, questo è motivo
di un giusto orgoglio, ma anche una responsabilità: suscitate delle aspettative.
Ovviamente le persone indicate non sono le uniche degne di ricoprire quelle
cariche, ci sono altre preziose risorse nel MIR. E´ per questo che
unendoci, insieme, possiamo fare molto per la nonviolenza in Italia.
Il tema scelto per
l´assemblea è di estrema attualità: "Nonviolenza: quali sbocchi
politici?".
E´ una domanda che ci siamo
già posti lo scorso anno in campagna elettorale, che ci siamo riposti di fronte
alla delusione delle scelte negative prese da questo governo.
E´ una domanda che sta alla
base della storia della moderna nonviolenza, nata proprio quando alcuni grandi
(Tolstoi, Gandhi, King) si sono posti il problema di trasportare questa
nonviolenza, antica come le montagne, dall´ambito morale o dei rapporti
personali a quello della politica. E´ proprio per rispondere a questa
domanda che è nato il satyagraha.
L´invito è a preparasi a
questo dibattito. A farne un momento di confronto tra nonviolenti, non solo del
MIR. Spero che ci siano interventi già in rete, che si inizi a discuterne nelle
sedi, evitando però un pericolo: farne un confronto tra "governo
amico" e "tanto son tutti uguali".
L´intenzione è invece più
profonda: domandarsi come i principi della nonviolenza possano entrare in
politica, che è il regno del compromesso, dove contano i rapporti di forza,
dove verità e onestà sono considerate cose da "anime belle". Eppure
questa è la scommessa: o la nonviolenza riesce a farsi politica, o è sterile.
E se il tema prende la parte
seminariale, in realtà sarà tutta l´assemblea che ruoterà attorno ad esso:
che cosa sono le campagne se non la traduzione in politica dei nostri ideali?
Come renderle efficaci?
Abbiamo dunque bisogno
dell´intelligenza e della passione di tutti voi, giacché la prima
caratteristica della politica è fare le cose insieme.
Ricordate don Milani? "da soli è egoismo, insieme è politica".
Vi aspetto dunque in tanti a Fano.
Convocazione Assemblea
Nazionale
Il Consiglio Nazionale convoca l'assemblea nazionale del MIR in prima
convocazione il 27 aprile 2007 alle ore 23.30,
in seconda convocazione il 28 aprile 2007 alle ore 16,00 presso villa
Ginevri, Fano perdiscutere
il seguente ordine del giorno:
1- Relazione presidenti e segreteria uscente
2- Rinnovo cariche
3- Bilancio consuntivo 2006 e preventivo 2007
4- Satus giuridico del movimento: modifiche statutarie
5-Aggiornamento campagne nazionali ed internazionali :linee
programmatiche anno sociale
6-Notizie dalle sedi ed aggiornamento iscrizioni
7-Varie ed eventuali
L ´assemblea nazionale si svolgerà presso
l´agriturismo "Villa Ginevri" di Fano secondo questa
agenda di massima :
Sabato 28 : arrivi,
accoglienza, incontro programmatico-organizzativo dell´evento su
"Fermiamo chi scherza..."da svolgersi probabilmente il 06
agosto 2007
Domenica 29 mattino: discussione sull´assetto
organizzativo futuro del movimento ed elezione dei soci candidati alle
cariche sociali.
Domenica 29 pomeriggio : parte seminariale su
"Nonviolenza: quali sbocchi politici"
Lunedì 30 mattino :conclusione momento seminariale
Lunedì 30 pomeriggio: discussione delle tematiche
proprie del movimento e sull´organizzazione dell´attività
dell´anno sociale 2007-08
Lunedì 30 sera: incontro pubblico a Fano
Martedì 01 maggio mattino: conclusione linee
programmatiche 2007-08 .
Villa Ginevri si trova a circa 20
chilometri dal mare di Fano. Percorrendo l'autostrada A 14 tratto
Bologna-Ancona, si esce al casello di Marotta (chi viene da Nord è quella dopo
Fano, chi viene da Sud è quella dopo Senigallia) e allo stop dopo il casello si
gira a destra verso Pergola. Arrivati a S. Filippo sul Cesano bisogna girare a
destra in direzione di Orciano. Dopo circa 2 Km. si trova sulla sinistra della
strada l'indicazione "contrada Valdiveltrica" Percorrete circa 1 Km.
seguendo sempre la strada asfaltata e siete arrivati.
Per ogni altra informazione: http://www.villaginevri.it.
Per chi arriva in treno si può scendere a Marotta (ma ne fermano pochi), oppure
a Senigallia (per chi viene da Sud) o a Fano (per chi viene da Nord). Poi
telefonare a Lucianoi Benini (335-7057132).
Per poter prendere parte all´assemblea Nazionale
è indispensabile comunicare il proprio arrivo per meglio organizzare
l´accoglienza ed il pernottamento.
Vi preghiamo pertanto di
prenotarvi entro e non oltre il 20 aprile presso Luciano Benini luciano.benini@... oppure allo
06.9343715 (Ilaria).
@@@@@@@@@@@@@
Svolto il Consiglio Nazionale a Padova, 10-11 marzo 2007
Le
principali decisioni ed i rinvii al voto assembleare: leggete con cura!
Campagna "Fermiamo chi scherza col
fuoco atomico.
il
Mir ritiene di doversi fare carico in questa fase dell´avvio di una
procedura che abbia come risultato la realizzazione dell´ evento di
riflessione/confronto/spiritualità ecumenica sull´argomento al fine di
sensibilizzare ulteriori fasce della società civile e religiosa e redigere un
documento da inviare a Sibiu. Pertanto il Consiglio nazionale decide di
procedere secondo questa scaletta:
ØDà mandato a Sergio Bergami di inserire immediatamente nel nostro sito
l´appello redatto sotto il titolo di "Fermiamo chi scherza col
fuoco atomico"
ØDà mandato a Giovanni di redigere un
documento sulla falsariga dello scheletro prodotto da Enrico e rimaneggiato da
Giovanni stesso contenente un invito maggiormente circostanziato a promuovere
e/o partecipare ad un evento di riflessione/confronto/spiritualità ecumenica da
tenersi il 06 agosto 2007 in concomitanza con l´anniversario di Hiroshima
data di particolare rilevanza . Tale appello appena pronto va pubblicato sul
sito affinché chiunque possa fornire la propria adesione all´iniziativa
ØInviare il documento sopra citato, in via
cartacea su carta intestata del movimento, al numero più ampio possibile di
gruppi ecclesiali, vescovi, pastori ....alla ricerca di consensi e
collaborazione alla più ampia diffusione della problematica all´interno
delle rispettive realtà.
Inviare lo stesso documento da concludersi con un invito esplicito ad un
momento organizzativo
da tenersi in concomitanza con la prossima assemblea MIR il 28 aprile 2007 a
Fano ad un gruppo
più ristretto di persone conosciute o che in passato abbiano già collaborato
proficuamente col Mir
( Fabio Corazzina, Alex
Zanotelli,don Albino Bizzotto , pastori evangelici...)
I.F.O.R.
Il
presidente Paolo
Candelari,
annuncia che il prossimo 20-22 aprile si terrà a Salisburgo l´annuale
incontro delle branche europee. Tra i punti all´o.d.g si proporrà anche
la campagna "Fermiamo..." e l´attività che il MIR sta svolgendo
per essa.
Sentiti gli interessati:
vIl Consiglio accoglie la disponibilità di Paolo
Candelari a rappresentare il MIR a Salisburgo e delibera in suo
favore il rimborso delle spese di viaggio pari a circa 110 EUR.
vIl Consiglio chiede di inviare entro marzo brevi
articoli (preferibilmente in inglese) sulle attività del MIR , in particolare
per quanto riguarda il Decennio (Sergio Bergami) e le
proposte riguardanti i Corpi Civili di Pace (Giovanni Ciavarella)
Status giuridico
del movimento
Come da mandato dell´ultimo
Consiglio di dicembre 2007, il presidente Paolo Candelari ha
provveduto in data 22 dicembre 2006 formalizzare la richiesta di iscrizione del
MIR nel registro nazionale delle APS. Con la nota 24.1.2007 il Ministero ha
comunicato i motivi ostativi all´accoglimento della domanda, invitando il
MIR a produrre le proprie formali osservazioni nel termine di dieci giorni dal
ricevimento della comunicazione ministeriale. Il presidente ha presentato, nei
termini, le controdeduzioni del MIR, predisposte da Silvia Cosentino.
Nell´attesa che il Ministero formalizzi la propria decisione appare
tuttavia opportuno che il CN valuti le modifiche allo Statuto richieste dal
Ministero per l´iscrizione nel registro nazionale delle APS, predisposte
da Silvia, su incarico della segreteria-presidenza, al fine di inserirle nell´o.d.g.
della prossima assemblea e sottoporle al voto di questa.
Il CN ne prende
visione, ne dà parere positivo e ne rinvia la decisione definitiva all´assemblea secondo quanto qui riportato:
Art. 8 : Va aggiunto:
il/i Vice presidente/i; i responsabili di settore; il Tesoriere.
Art.11:
l´Assemblea Nazionale.
Comma 1 diventa "elegge il
Presidente, uno o due Vicepresidenti,
la Segreteria Nazionale ed i responsabili di settore;" in conseguenza
dell´aggiunta dell´art. 8
Comma 2 "elegge fra i suoi membri un tesoriere,"
come previsto dall´art.8
Comma 4 "approva la costituzione di nuove sedi."
Come previsto dall´art. 13 se accettato dall´assemblea
Art.
17. Composizione Consiglio Nazionale
a - abolizione comma 4 "due
rappresentanti per ogni Coordinamento Regionale"
b - modifica comma 5 "un
rappresentante ogni venti soci o frazione di
venti per ogni sede locale".
Art.29. Diventa
"I proventi delle attività non possono
mai essere distribuiti tra gli associati neanche in modo
indiretto." Al posto dell´attuale "Gli utili e gli avanzi di
gestione non sono mai distribuiti tra gli associati neanche in modo
indiretto"
Art.32 comma 3. Viene aggiunto: "In caso di
scioglimento, cessazione od estinzione
per qualsiasi causa del M.I.R.," sostituendo il precedente "In caso
di scioglimento per qualsiasi causa del M.I.R.,".
Inoltre il presidente Paolo
Candelari presenta una proposta,sostenuta a norma dello statuto da
cinque soci, di trasformazione dell´art.13 relativo al criterio di
istituzione di nuove sedi come di seguito riportato:
Art. 12 ; Sono da
considerarsi "gruppo locale M.I.R." due o più soci operanti a livello
locale, da soli o insieme ad altre persone o gruppi, a nome del M.I.R., in
armonia con i principi stabiliti dal presente statuto.
Ogni gruppo locale indica al
proprio Coordinamento Regionale, o in assenza di questo al Consiglio Nazionale
il proprio indirizzo ed il rappresentante. (viene semplicemente ridefinito
recapito con gruppo locale)
Art. 13 : diventa
:" Un gruppo locale operante da almeno
un annoe composto da 5
soci in regola col pagamento della quota può chiedere al Coordinamento
Regionale di competenza, o in assenza di questo alla Segreteria Nazionale, di divenire sede M.I.R.. Questi
presentano la domanda con il proprio parere all´Assemblea Nazionale, che
delibera a maggioranza."
(viene pertanto eliminato :
"Il Coordinamento Regionale delibera a maggioranza e ne dà comunicazione
al Consiglio nazionale, che ratifica." Attribuendo in tal caso la
prerogativa dell´accettazione di nuove sedi all´assemblea e non al
coordinamento regionale. )
Sito e
collegamento con l´esterno.
Il dominio del sito www.miritalia
.org è di proprietà del MIR nazionale. I codici sono in possesso attualmente
del solo presidente che invita la segreteria e le sedi a collaborare sui
contenuti . Si è discusso sulla necessità, per il movimento, di curare tutto
l´aspetto della comunicazione, sia interna che esterna.
Il CN chiede alla sede di Padova,
che accetta, di preparare per l'assemblea una proposta operativa di gestione
del sito, delle comunicazioni alla stampa (migliorie di collaborazioni con
Qualevita o altro giornale, anche nascente...) e di altre eventuali forme
comunicative e divulgative come gadgets, pubblicità, bandiere personalizzate,
striscioni, adesivi,...
Chi avesse idee e suggerimenti in
proposito è invitato pertanto a contattare il gruppo padovano. mirsezpd@....
Assetto
futuro del movimento e candidature
Il Consiglio Nazionale di dicembre
2006, al fine di consentire una scelta più consapevole per il rinnovo delle
cariche alla prossima assemblea nazionale ed arrivare ad una scelta
consensuale, aveva indicato Ilaria Ciriacidella
segreteria quale responsabile del processo elettorale col solo compito di
registrare le candidature.
In questo Consiglio viene
presentato l´elenco delle persone candidate da singoli o sedi:
üPresidenza: Ilaria
Ciriaci, Paolo Candelari, M.Chiara Tropea, Etta
Ragusa, Enrico Peyretti, Francesco Lo Cascio, Giovanni Ciavarella
üVicepresidenza:Luciano
Benini, Paolo Candelari, Ilaria Ciriaci,Giovanni
Ciavarella
üSegreteria: Silvia
Cosentino, Giovanni Ciavarella, Sergio Bergami, M.Cristina
Tassan,Alberto Zangheri, Alessandro Colantonio, Paolo Colantonio, Marco Siino,Giovanni
Lenzi, Ilaria Ciriaci, Amerigo Bigagli, Enzo
Gargano
üResponsabili di settore:Ilaria
Ciriaci, Sergio Bergami, Giovanni Ciavarella,M.Antonietta
Malleo.
Naturalmente
aspettiamo ulteriori commenti, candidature, pareri da parte di tutti gli
iscritti.
@@@@@@@@@@@@@
Caro amico, cara amica.
A questa circolare ti inviamo il modulo per il rinnovo
della tua iscrizione. Ricordati di compilarlo e restituirlo presso la tua sede,
ad una persona del MIR che ti contatta, oppure rispedirla all´indirizzo
riportato sulla stessa scheda.
Tutti i suggerimenti sono bene accetti;nel MIR
l´unica idea che manca è quella che non è stata ancora lanciata, magari
proprio la tua.
Ti aspettiamo alla prossima assemblea nazionale.
SCHEDA
DI ADESIONE AL MIR - MOVIMENTOINTERNAZIONALE DELLA RICONCILIAZIONE a.p.s.
Io sottoscritt
.....................
........................, nat a
..................... (...), il
...................., residente a
....................................
(...), via
.....................................,
c.a.p. ............, e-mail .............................................................,
⯠aderisco al MIR - Movimento Internazionale per la riconciliazione,del
quale condivido i principi espressi nell´art. 2 dello Statuto, e
dichiaro di condividerne scopi e metodi e di impegnarmi ad osservarne lo
statuto.
⯠contribuisco alle attività
dell´associazione per l´anno 2007 con un versamento di EUR
............
⯠che ho eseguito
⯠che eseguirò
su â¯
c/c bancario n. 118458Banca Etica (CIN Y - ABI 05018 - CAB 01000 )
su â¯
c.c.p. n. 10667616 intestato a Luciano Benini
⯠desidero essere informato sulle
attività del movimento
⯠seguo le attività della sede di
...............................
⯠sono disponibile a lavorare
presso una sede MIR nella zona in cui vivo/lavoro
Data Firma
Consegnare o spedire a MIR -
Movimento Internazionale della Riconciliazione, via Garibaldi 13 - 10121 TORINO,
anche a mezzo fax al n. 011. 5158000
o posta elettronica :
regis@...
______________________________________________
Art. 2 Il M.I.R. è un movimento a base spirituale composto da
uomini e donne che sono impegnati nella non-violenza attiva intesa come stile
di vita; come mezzo di riconciliazione nella verità e di conversione personale;
come mezzo di trasformazione sociale, politica, economica; nel rispetto della
fede dei suoi membri.
I membri dei M.I.R. di fede cristiana si impegnano nella non-violenza
evangelica attiva, nella testimonianza che l'amore quale Gesù Cristo ha
manifestato vince ogni male.
Il M.I.R. - nel
perseguire esclusive finalità di utilità sociale - si propone di praticare la
non-violenza attiva sull'esempio di Gandhi e come mezzo per costruire la pace
frutto della riconciliazione, nella consapevolezza che guerre e conflitti sono
causati dall'ingiustizia e da discriminazioni razziali, etniche, ideologiche,
religiose, economiche, di sesso, e che il depauperamento dell'ambiente è anche
la conseguenza di un errato ed ingiusto sfruttamento delle risorse naturali.
Pertanto i soci
del M.I.R. si impegnano a:
·praticare la
riconciliazione nella vita personale e sociale;
·praticare la
solidarietà nella vita personale e sociale;
·liberare l'uomo
da tutti quei condizionamenti culturali, politici, militari, economici che lo
confondono e lo opprimono;
rifiutare qualsiasi collaborazione alla
guerra così come a situazioni o istituzioni di ingiustizia e criminalità, sia
esse attentino alla vita umana sia che sfruttino indebitamente le risorse
naturali e umane
Villa Ginevri si trova a circa 20 chilometri dal mare di Fano. Percorrendo l'autostrada A 14 tratto Bologna-Ancona, si esce al casello di Marotta (chi viene da Nord è quella dopo Fano, chi viene da Sud è quella dopo Senigallia) e allo stop dopo il casello si gira a destra verso Pergola. Arrivati a S. Filippo sul Cesano bisogna girare a destra in direzione di Orciano. Dopo circa 2 Km. si trova sulla sinistra della strada l'indicazione "contrada Valdiveltrica" Percorrete circa 1 Km. seguendo sempre la strada asfaltata e siete arrivati. Per ogni altra informazione: http://www.villaginevri.it. Allego comunque la cartina. Per chi arriva in treno si può scendere a Marotta (ma ne fermano pochi), oppure a Senigallia (per chi viene da Sud) o a Fano (per chi viene da Nord). Poi telefonare a me (335-7057132). Per prenotazioni telefonare o e-mail a me. Luciano
paolo e ilaria MIR ha scritto:
Vi invio il verbale del CN corretto.
Se nulla osta ne stampo una copia ad perpetuam da inserire nel librone.
Nelle prossime (spero) ore, la circolare .
Hasta la victoria! I.
No virus found in this incoming message.
Checked by AVG Free Edition.
Version: 7.5.446 / Virus Database: 268.18.18/733 - Release Date: 25/3/2007 11:07
Julio Montesinos, l'attore antimilitarista immigrato dal perù, che avete visto esibirsi a Vicenza, a "spezzare" con un intermezzo poetico la nostra discussione per il disarmo atomico, venerdi 27 aprile pv presenta a Milano il suo nuovo spettacolo: "MISSIONE DI PACE".
La performarce pacifista comprende musica, poesia (e non solo). Viene rappresentata al teatro BARRIO'S di via Varona.
Su Arcoiris TV potete scaricare "La storia di Tumba Tumba", diretta da Julio, che narra la divertente storia di un contadino peruviano nel suo lungo viaggio verso Milano, messa in scena il 7 gennaio nel teatro Barrios di Milano.
Il personaggio Julio Montesinos, reporter satirico Spopolano le sue interviste al vetriolo su una emittente locale. Tra i pezzi forti dell'attore peruviano un recital di poesie e la commedia satirica sulla storia di Tumba Tumba, personaggio comico della tradizione india.
(ASI) - 3 gennaio 2007 - MILANO - "Sarò davvero contento quando la mia agenda settimanale sarà piena di impegni e andrò in giro a portare in scena i miei spettacoli. Ora il lavoro non mi manca, ma ho ancora troppo tempo libero". Julio Montesinos, 42 anni, peruviano, in Italia dal 2001, di professione fa l'attore e vive il teatro con la stessa passione che aveva quando da ragazzo frequentava l'accademia di arte drammatica di Lima. "Facevo teatro popolare di strada - racconta a Stranieriinitalia.it - oltre a laboratori per ragazzi e adulti. In quell'epoca ho anche scritto due spettacoli: "Petiso", sui bambini di strada. E "Josè Gabriel", la storia di Tupac Amaru, l'indio peruviano che si ribellò ai conquistatori spagnoli due secoli fa". Spettacoli mai andati in scena in Italia, dove Montesinos si è fatto conoscere dal pubblico latinoamericano di Milano (dove vive) e provincia grazie alle interviste satiriche in una tivù locale, nella trasmissione "Magazine Latino". "Per l'occasione mi trasformo - racconta - e vesto i panni di Tumba Tumba, un personaggio del teatro peruviano degli anni '70. Un contadino allegro e ironico, incarnazione della figura dell'emigrante, che se ne va in giro a fare interviste irriverenti e ironiche a uomini politici e passanti". Un personaggio, quello di Tumba Tumba, che ha dato a Montesinos una certa popolarità ("c'è perfino chi mi ferma per strada per fotografarmi con il cellulare") e che l'attore peruviano porta anche in scena con il suo gruppo di teatro multiculturale "Pakaritambo" ("casa dell'alba", in lingua quechua). "Si tratta di una commedia satirica in cui racconto le peripezie dell'emigrante sudamericano - spiega - traversie che iniziano con l'odissea per avere il visto e continuano in Italia, con la dura vita da clandestino a spaccarsi la schiena nei campi". L'altra passione di Montesinos è la poesia, portata in scena in un recital (dal titolo "Pace, dove sei?) di versi di autori sudamericani. "Spazio dalla denuncia sociale di Pablo Neruda e Cesar Vallejo alle poesie contro la guerra di Luis Nieto - continua - mi piace portare in scena la loro rabbia, la loro voglia di giustizia. Sono emozioni che condivido, che sento mie".
Montesinos ora vive a Milano con la moglie, che di mestiere fa la badante. "Anch'io all'inizio mi sono arrangiato come ho potuto - prosegue - ho fatto per tre anni il badante, e poi l'imbianchino e il muratore. Per la verità con esiti non brillantissimi". Non rinuncia però a un viaggio ogni anno a Huacho, la città peruviana dove vivono il padre operaio e la madre casalinga. "Anche lì lavoro come attore e regista - spiega - l'anno scorso ho messo in scena "Ollantay", un'antico dramma degli incas. Quest'anno a luglio conto di rappresentare un paio di opere tra le quali la mia "Petiso" dedicata ai ragazzi di strada. La gente li considera spesso delinquenti, ma io li ho conosciuti e frequentati. Sono persone con storie tragiche di abbandono alle spalle". Nell'immediato, il progetto è quello di avviare a Milano un nuovo laboratorio teatrale per portare in scena "Farsa e giustizia del giudice" di Alejandro Casona. "Sarà un'occasione per giocare - conclude sorridendo - e dare ancora spazio alle emozioni".
Subject: [no fuoco atomico] Montesinos in Missione di Pace
Julio Montesinos, l'attore antimilitarista immigrato dal perù, che avete visto esibirsi a Vicenza, a "spezzare" con un intermezzo poetico la nostra discussione per il disarmo atomico, venerdi 27 aprile pv presenta a Milano il suo nuovo spettacolo: "MISSIONE DI PACE".
La performarce pacifista comprende musica, poesia (e non solo). Viene rappresentata al teatro BARRIO'S di via Varona.
Su Arcoiris TV potete scaricare "La storia di Tumba Tumba", diretta da Julio, che narra la divertente storia di un contadino peruviano nel suo lungo viaggio verso Milano, messa in scena il 7 gennaio nel teatro Barrios di Milano.
Il personaggio Julio Montesinos, reporter satirico Spopolano le sue interviste al vetriolo su una emittente locale. Tra i pezzi forti dell'attore peruviano un recital di poesie e la commedia satirica sulla storia di Tumba Tumba, personaggio comico della tradizione india.
(ASI) - 3 gennaio 2007 - MILANO - "Sarò davvero contento quando la mia agenda settimanale sarà piena di impegni e andrò in giro a portare in scena i miei spettacoli. Ora il lavoro non mi manca, ma ho ancora troppo tempo libero". Julio Montesinos, 42 anni, peruviano, in Italia dal 2001, di professione fa l'attore e vive il teatro con la stessa passione che aveva quando da ragazzo frequentava l'accademia di arte drammatica di Lima. "Facevo teatro popolare di strada - racconta a Stranieriinitalia.it - oltre a laboratori per ragazzi e adulti. In quell'epoca ho anche scritto due spettacoli: "Petiso", sui bambini di strada. E "Josè Gabriel", la storia di Tupac Amaru, l'indio peruviano che si ribellò ai conquistatori spagnoli due secoli fa". Spettacoli mai andati in scena in Italia, dove Montesinos si è fatto conoscere dal pubblico latinoamericano di Milano (dove vive) e provincia grazie alle interviste satiriche in una tivù locale, nella trasmissione "Magazine Latino". "Per l'occasione mi trasformo - racconta - e vesto i panni di Tumba Tumba, un personaggio del teatro peruviano degli anni '70. Un contadino allegro e ironico, incarnazione della figura dell'emigrante, che se ne va in giro a fare interviste irriverenti e ironiche a uomini politici e passanti". Un personaggio, quello di Tumba Tumba, che ha dato a Montesinos una certa popolarità ("c'è perfino chi mi ferma per strada per fotografarmi con il cellulare") e che l'attore peruviano porta anche in scena con il suo gruppo di teatro multiculturale "Pakaritambo" ("casa dell'alba", in lingua quechua). "Si tratta di una commedia satirica in cui racconto le peripezie dell'emigrante sudamericano - spiega - traversie che iniziano con l'odissea per avere il visto e continuano in Italia, con la dura vita da clandestino a spaccarsi la schiena nei campi". L'altra passione di Montesinos è la poesia, portata in scena in un recital (dal titolo "Pace, dove sei?) di versi di autori sudamericani. "Spazio dalla denuncia sociale di Pablo Neruda e Cesar Vallejo alle poesie contro la guerra di Luis Nieto - continua - mi piace portare in scena la loro rabbia, la loro voglia di giustizia. Sono emozioni che condivido, che sento mie".
Montesinos ora vive a Milano con la moglie, che di mestiere fa la badante. "Anch'io all'inizio mi sono arrangiato come ho potuto - prosegue - ho fatto per tre anni il badante, e poi l'imbianchino e il muratore. Per la verità con esiti non brillantissimi". Non rinuncia però a un viaggio ogni anno a Huacho, la città peruviana dove vivono il padre operaio e la madre casalinga. "Anche lì lavoro come attore e regista - spiega - l'anno scorso ho messo in scena "Ollantay", un'antico dramma degli incas. Quest'anno a luglio conto di rappresentare un paio di opere tra le quali la mia "Petiso" dedicata ai ragazzi di strada. La gente li considera spesso delinquenti, ma io li ho conosciuti e frequentati. Sono persone con storie tragiche di abbandono alle spalle". Nell'immediato, il progetto è quello di avviare a Milano un nuovo laboratorio teatrale per portare in scena "Farsa e giustizia del giudice" di Alejandro Casona. "Sarà un'occasione per giocare - conclude sorridendo - e dare ancora spazio alle emozioni".
(3 gennaio 2007)
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Sono stati più di mille i partecipanti alla manifestazione tenutasi il 24 marzo nelle strade della città di Lentini (Siracusa) per ribadire il No al progetto di realizzazione di un megaresidence per 6.800 cittadini statunitensi della base militare di Sigonella in un’area di 91 ettari di contrada Xirumi sottoposta a vincolo paesaggistico ed archeologico.
Un corteo colorato e rumoroso, prevalentemente a carattere giovanile: tra i più numerosi i collettivi universitari di Catania, gli studenti medi dei comuni di Caltagirone, Palagonia e Scordia, i centri sociali Ex Carcere e Laboratorio Zeta di Palermo, l’Associazione per la pace di Acireale. Pochi, troppo pochi, iscritti e dirigenti delle organizzazioni politiche della cosiddetta “sinistra radicale”, ad eccezione dei Giovani Comunisti di Catania e dei Verdi di Siracusa. Qualche bandiera dei Comunisti italiani e zero assoluto per i militanti delle altre forze di centrosinistra, locali e regionali, prova che la sconsiderata scelta dell’amministrazione comunale di Lentini a guida Margherita-Ds di dare il via libera alla cementificazione di Xirumi a fini militari è pienamente condivisa dai colleghi di partito dell’isola. Pochi, purtroppo, anche i cittadini lentinesi in corteo, in buona parte studenti medi, qualche insegnante e un gruppetto di coltivatori della piana giustamente preoccupati dell’impatto socioeconomico del progetto e degli insostenibili sprechi di risorse idriche generati dalla presenza della grande base Usa di Sigonella. “Inutile nascondere le difficoltà che incontriamo quotidianamente nella nostra lotta contro la megaspeculazione edilizia e l’assoggettamento del territorio a logiche spudoratamente neocoloniali e liberiste”, spiega Maria Adagio portavoce del Comitato lentinese che ha promosso la manifestazione di sabato 24 marzo. “Lentini non è Vicenza, la città soffre una profonda crisi sociale ed economica, la disoccupazione è tra le più alte della Regione, il tessuto associativo e culturale è inesistente. Chi avrebbe dovuto essere in prima linea nell’opposizione al residence dei militari americani, vedi organizzazioni sindacali e forze di centrosinistra, è invece tra coloro che più lo sponsorizzano, presentandolo come occasione di riscatto e fonte di occupazione locale. Lavoriamo nell’isolamento dei mass media. Le emittenti e le testate locali invitate alla conferenza stampa di presentazione delle ragioni della manifestazione popolare hanno scelto di disertare l’iniziativa”.
Il black-out informativo sulle mobilitazioni contro il residence di contrada Xirumi e la riconversione a fini civili della base di Sigonella preoccupa particolarmente anche l’on. Massimo Fundarò dei Verdi, presente al corteo e firmatario di un’interrogazione parlamentare sul progetto insediativo per i militari Usa. “A Lentini – dichiara Fundarò – sono in gioco le ipotesi di partecipazione e di agibilità democratica. In difesa dell’ambiente e della pace occorre invece contrastare questa scelta autoritaria che rischia di travolgere regole e diritti. Proprio alla vigilia di questa iniziativa, strumentalmente, il sindaco Mangiameli si è detto disponibile a promuovere un referendum consultivo sulla decisione di variante del piano regolatore pro-Sigonella. Non possiamo che respingere questa falsa proposta di partecipazione popolare, sia perché il monopolio dei mezzi d’informazione non garantisce una competizione leale tra le parti, sia perché siamo convinti che l’iter progettuale e amministrativo dell’insediamento urbanistico sia viziato da anomalie e incongruenze. Ribadiamo così la nostra richiesta al governo di accertare, soprattutto per quanto riguarda i profili ambientali, la regolarità del procedimento di autorizzazione adottato dal comune di Lentini, stanti i vincoli paesaggistici ed ambientali della Regione Sicilia. Vanno attivate altresì con urgenza le autorità di controllo e di repressione competenti, al fine di accertare eventuali ulteriori violazioni delle norme di tutela ambientale vigenti in materia”.
Alfonso Di Stefano di Attac Catania è convinto che le tardive dichiarazioni del Comando di Sigonella dettosi “non interessato” al progetto del villaggio di Lentini per 1.500 unità abitative non sgombrino assolutamente il campo dalla possibilità che altre parti di territorio non vengano sottratte agli usi civili per essere sottoposte a vincoli militari. “La rilevanza degli attori proponenti, il potentissimo editore Mario Ciancio Sanfilippo e la Maltauro di Vicenza, società leader nelle costruzioni di basi militari Usa in Italia, testimonia che il devastante progetto di contrada Xirumi è stato pianificato a lungo e con le necessarie garanzie dell’amministrazione militare statunitense. Sappiamo inoltre per bocca del sindaco di Motta Sant’Anastasia, Antonino Santagati, che in questo Comune sono state approvate recentemente tre varianti al piano regolatore per altrettanti villaggi residenziali riservati alle famiglie dei militari statunitensi. La base di Sigonella è al centro di un imponente programma di potenziamento infrastrutturale e logistico, sempre più funzionale ai piani di guerra di Washington e del nostro Paese. Proprio per questo è indispensabile rilanciare una vasta campagna per la smilitarizzazione della più grande base nucleare della Marina Usa nel Mediterraneo e la sua riconversione in aeroporto civile internazionale. Il corteo di oggi, le due affollate assemblee-dibattito di Lentini e Scordia a febbraio, la nascita di comitati territoriali per il blocco immediato delle speculazioni edilizie, le petizioni dirette ai sindaci contro ogni ipotesi di variante a fine di ospitalità militare vanno nella giusta direzione”.
Archiviata la manifestazione di Lentini, il movimento contro la guerra siciliano prepara i prossimi impegni. Nicola Cipolla presidente del Cepes di Palermo ha annunciato la realizzazione del video “Da Comiso a Sigonella” che ricostruisce 25 anni di mobilitazioni pacifiste e che sarà presentato in anteprima a fine aprile nella cittadina che ospitò i missili nucleari Cruise proprio in occasione dell’anniversario del barbaro omicidio del segretario del Pci Pio la Torre, protagonista delle lotte contro la mafia e la militarizzazione della Sicilia. L’isola sarà una delle tappe più importanti della Carovana nazionale antimilitarista di fine primavera che attraverserà le città italiane occupate dalle basi militari, con l’obiettivo di creare occasioni di informazioni, confronto, mobilitazione e rafforzamento del lavoro comune tra i comitati sorti territorialmente. L’iniziativa è stata presentata proprio a Lentini il 24 marzo da Valter Lorenzi di “Disarmiamoli!”, la Rete nazionale contro le basi della guerra e la militarizzazione della società.
E' stata una manifestazione ricca, piena di bandiere e di gente
venuta da tutta la Sicilia. A Lentini per difendere il territorio
dagli attacchi della speculazione edilizia e della militarizzazione.
sabato 24 marzo 2007, di Redazione - 33 letture
Che ci fanno a Lentini, in provincia di Siracusa, un migliaio di
giovani venuti da tutta la Sicilia, ma anche da Pisa, da Vicenza,
dalla Val di Susa? Una giornata partita con la minaccia della
pioggia, grazie anche al tempo che "ha tenuto" è diventata una
manifestazione gioiosa e colorata che ha attraversato le vie centrali
di Lentini fino in piazza.
Negli anni Sessanta è stato il percorso classico delle manifestazioni
dei braccianti che lottavano contro le gabbie salariali. Lentini è
stata una delle città "rosse" accanto a Avola, Bronte, Catania e
Palermo. Negli anni Ottanta le manifestazioni pacifiste contro i
missili a Comiso. Oggi in difesa del territorio, contro le
speculazioni edilizie della famiglia Ciancio e l'intelligenza
creativa della classe politica locale che, furbissima, vuole regalare
il territorio per farne residence per i militari della base americana
di Sigonella anche se gli americani non sanno nulla della vicenda
(vedi il programma de Le Iene). In questo tutta la classe politica,
dalla destra (l'ex sindaco Neri) al centro (la Margherita che qui
esprime il sindaco Mangiameli) alla "sinistra" (i DS, e Rifondazione
di Elio Magnano) è stata compatta nell'ignavia. Alla manifestazione
nessuno di costoro ha avuto il coraggio di farsi vedere.
Girodivite è stata tra i promotori della manifestazione nazionale di
Lentini, grazie alla presenza della redazione lentinese e alla
collaborazione di Stefano (centro studi Ddisa), Maria Adagio (verdi
di Lentini) e del Comitato locale di Xirumi. Lentini è una delle
tappe del percorso di formazione di una rete dei gruppi e dei
comitati che lottano a livello locale contro la militarizzazione
(Vicenza) e per uno sviluppo sostenibile e diverso (i No Tav della
Val di Susa, le trivellazioni della Val di Noto, i rigasificatori, i
termovalorizzatori, i No Ponte di Messina, i comitati contro le morti
per tumore nelle città delle raffinerie: da Mestre a Priolo Augusta e
Melilli...).
Alla manifestazione c'erano i ragazzi e le ragazze, i cittadini e le
cittadine delle decine di associazioni e gruppi che hanno aderito.
Abbiamo conosciuto i ragazzi di Acireale, di Pisa, di Val di Susa,
Messina, c'erano i ragazzi dell'Arci di Scordia ma anche ragazzi
venuti dalle città vicine: Francofonte, Carlentini, Ragalna... Alla
conferenza stampa indetta alle 10 nessuna delle testate dell'isola
(La Sicilia di Ciancio) si è fatta vedere. Peggio per chi ha
voluto "bucare" la notizia. Qualche momento di tensione verbale
quando il corteo è sfilato sotto la sede di Azione Giovani in via
Garibaldi. Sul palco, in piazza, si sono succeduti i vari leader dei
comitati e dei partiti.
Un grazie a quanti hanno reso possibile la buona riuscita di questa
manifestazione.
http://www.girodivite.it/Xirumi-Libera-la-manifestazione.html
----- Original Message -----
From: "LOC" <locosm@...>
To: <fermiamo-il-fuoco-atomico@googlegroups.com>
Sent: Saturday, March 24, 2007 4:42 PM
Subject: [no fuoco atomico] convocazione 15 aprile Bologna
Convocazione Coordinamento FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO
Bologna domenica 15 aprile 2007
alle ore 10,30
presso la Saletta dei Ferrovieri della stazione di Bologna Centrale (binario
1, presso polizia ferroviaria)
Il Coordinamento FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO si è dato, con la
riunione di Roma del 18-3-07, appuntamento a Bologna, il 15 aprile 2007. La
sede e' stata ora individuata dalla segreteria: la Saletta ferrovieri, che
si trova proprio nella Stazione Centrale dei Treni di Bologna, accanto al
Comando dei carabinieri. L'inizio dei lavori e' previsto per le 10.30.
Il Coordinamento si rivede, insieme a "Semprecontrolaguerra", per concludere
la discussione sul progetto di legge di iniziativa popolare per il disarmo
atomico dell'Italia.
Altro punto fondamentale su cui decidere: la definizione, nei dettagli
politici ed organizzativi, dell'iniziativa della Carovana di pace, una
proposta di lavoro ripresa e confermata nella discussione di Roma, salvo che
necessità straordinarie di blocco dei lavori al Dal Molin non impongano una
concentrazione delle forze a Vicenza. Ci appelliamo da subito alle realtà di
base locali per proporre idee e segnalare la disponibilità di energie umane
e di risorse.
Per progettare in modo partecipato la proposta di carovana, coinvolgendo i
gruppi di base locali, si sta formando, nell'ambito del Coordinamento, ed
eventualmente allargato ad altre realtà, un GRUPPO DI FACILITAZIONE
comprendente Riconciliazione (Francesco Lo Cascio) da Palermo, Rete Lilliput
di Vicenza (Silvano Caveggion), Semprecontrolaguerra di Firenze (Marco
Sodi), Associazione Chico Mendes di Milano; ed aspettiamo che emergano nuove
disponibilità a coprire aree territoriali per l'organizzazione
dell'iniziativa,
in particolare a Roma.
(Il Coordinamento FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO, come e' noto, si
e'
strutturato per gruppi di lavoro, con relativi referenti, indicati nella
riunione di Bologna dell'11 novembre 2006).
Per comunicazioni è pure disponibile l'account:
carovanaperlapace@... ed il blog
http://carovanadipace.wordpress.com/
Da Milano abbiamo pronto alla bisogna un pulmino Volkswagen a 9 posti,
messo a disposizione dall'Associazione Chico Mendes.
L'appello "FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO" (primo firmatario Alex
Zanotelli, elaborazione durata 4 mesi, dall'aprile al luglio 2006), con i
suoi circa 3000 aderenti, con i suoi gruppi di base che hanno costituito il
Coordinamento (una trentina di adesioni), impegna politicamente su una
impostazione molto chiara: la volonta' di esprimere semplicemente e
direttamente l'opinione pacifista maggioritaria del popolo italiano.
L'appello, sembra opportuno ricordarlo, recita testualmente:
Noi, gruppo di nonviolente/i, senza presunzione ma con convinzione,
chiediamo a tutte e tutti di fare proprio questo appello, di promuoverlo, di
diffonderlo, di persuadere gli indecisi. Ci rivolgiamo all'intera società,
al mondo della cultura, della politica, della religione, del lavoro, della
scienza, a tutti e ad ognuno:
· per l'immediata applicazione del Trattato di non proliferazione, a partire
dall'Italia e dall'Europa;
· per contestare la presenza delle atomiche USA nelle basi militari e nei
porti italiani;
· per contrapporre al concetto strategico della NATO la trasformazione degli
armamenti da offensivi a strettamente difensivi in direzione della Difesa
Civile non armata e Nonviolenta;
· per l'obiezione di coscienza dei tanti, troppi, scienziati coinvolti nelle
ricerche militari affinché, insieme alle organizzazioni del lavoratori,
realizzino la riconversione dell'industria bellica
· perché i rappresentanti di tutte le religioni dichiarino la guerra atomica
Tabù e Peccato, un crimine contro l'umanità come tale assolutamente non
giustificabile.
Coordinamento Fermiamo chi scherza col fuoco atomico
Segreteria: Alfonso Navarra - Massimo Aliprandini
C/O Campagna OSM-DPN, via Mario Pichi,1 - 20143 Milano
tel. 02-58101226 cell. 349-5211837 e-mail alfonsonavarra@...;
locosm@...;
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---------- Forwarded message ---------- From: Angelica Romano <angelicaromano@...> Date: 23-mar-2007 14.42 Subject: [semprecontroguerra] interpellanza alla camera sulle basi napoli- campania To: napoli nodo <napoli@...>, semprecontrolaguerra <
semprecontrolaguerra@googlegroups.com>
Care e cari tutti
Vi inoltro il testo dell'interpellanza alla Camera di oggi fatta dall' on. De Cristoforo,
sono ansiosa di leggere le risposte, angelica
INTERPELLANZA URGENTE 2/00425
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura : 15
Seduta di annuncio : 130 del 20/03/2007
Destinatari:
Ministero destinatario :
MINISTERO DELLA DIFESA
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere e data delega :
Interpellanza
urgente 2-00425 presentata da PEPPE DE CRISTOFARO martedì 20 marzo 2007 nella seduta n.130
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, il Ministro degli affari esteri, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
la regione Campania è un territorio con una forte presenza di strutture militari NATO e USA: aeroporti, centri di telecomunicazioni, arsenali, poligoni di tiro, strutture di coordinamento di scuole militari per la formazione e l'addestramento di truppe per vari scenari bellici;
nel complesso le istallazioni più significative sono, nella provincia di Napoli, Ischia: Antenna di telecomunicazioni USA con copertura Nato; Lago Patria (Comune di Giugliano): Comando Statcorn; Licola (Comune di Giugliano): Antenna di telecomunicazioni USA; Napoli Capodichino: Base US Navy Comando Naval Forces Europe (COMUSNAVEUR), Comando US Sixth Fleet (COMISIXTHFLT); Napoli Camaldoli: Antenne radio Marina USA; Napoli Bagnoli: Allied Joint force Command Naples; Napoli Agnano: Us Naval Support Activity; nella provincia di Caserta; Carinaro Base Nato; Grazzanise: Base USAF (utilizzata saltuariamente); Mondragone: Centro di Comando USA e NATO;
tale concentrazione fa supporre una vera propria rete integrata dentro il progetto di un sistema bellico-militare soprannazionale e sembra corrispondere a pieno alla nuova strategia di riassetto geopolitico degli Stati Uniti, con particolare riferimento alla zona sud orientale del mondo;
per il comando NATO JFGN con sede a Bagnoli è stata prevista una nuova collocazione nel comune di Giugliano, una cittadella provvista di tutte le strutture necessarie alla vita del personale civile e militare, consona alle nuove modalità operative della pianificazione strategica statunitense che interesserà una superficie di 85.000 mq, occupata da un complesso di attrezzature ed edifici civili destinati ad accogliere più di 3.000 persone, oltre ad un'area circostante più che doppia non adibita a strutture, il nuovo acquartieramento prevede di ospitate tra l'altro l'AF South, il Naval South e le Forze di Attacco Rapido NFR;
nell'ambito di una generale ridislocazione delle forze armate statunitensi è stato inoltre trasferito a Napoli, dalla precedente sede londinese, il Comusnaveur, principale comando Usa in Europa della Us Navy, con il compito di pianificare, dirigere e fornire sostegno alle operazioni navali nell'area europea e mediterranea, oltre al comando della US Sixth Fleet, il COMSIXTHFLT;
la Marina degli Stati Uniti ha dunque spostato il suo quartiere generale a Napoli coprendo un'area di intervento militare che comprende 89 paesi in tre diversi continenti, da Capo Nord al Capo di Buona Speranza e ad est fino al Mar Nero, con la conseguenza, per il Golfo di Napoli, di un incremento del transito e della sosta in questo tratto di mare di unità navali e sottomarini a propulsione nucleare utilizzate a supporto delle operazioni militari della Marina statunitense;
questo fa del sito napoletano il centro strategico nell'area mediterranea rispetto ai nuovi scenari di guerra nel Medio Oriente e allo stesso tempo espone questo territorio, in conseguenza al transito e all'attracco di sottomarini atomici nelle acque circostanti, a una condizione di grave rischio radioattivo per gli abitanti e di serio pericolo di inquinamento ambientale;
il porto di Napoli è inserito nell'elenco degli 11 porti a rischio del nostro Paese, ma a tutt'oggi non risulta agli interpellanti essere operativo un piano di emergenza esterna per le popolazioni interessate;
risulta agli interpellanti confermata l'esistenza di tali piani che però, allo stato attuale, non sarebbero operativi poiché in attesa dei pareri degli organi centrali e della valutazione tecnica della commissione sicurezza e protezione sanitaria;
le normative europee su questa materia prevedono una pubblicizzazione dei piani di emergenza per rischio radioattivo; la mancata assunzione di tale fondamentale norma di sicurezza ha consentito di avviare da parte dalla Commissione europea una procedura d'infrazione per l'inadempienza alla disposizione -:
cosa abbia da dire il Ministro competente in merito alla presenza crescente di tutte queste strutture militari Usa e Nato nell'area della Campania;
se non ritenga che la progressiva militarizzazione impressa alla regione Campania e in particolare alla provincia di Napoli non sia in contraddizione con la sicurezza del territorio e delle popolazioni locali esponendole anche a rischi di azioni terroristiche;
se non ritenga che l'aumentata presenza di tali strutture militari e in particolare la presenza di sommergibili a propulsione nucleare nelle acque del Golfo di Napoli non costituiscano un livello di rischio talmente elevato per le popolazioni civili e l'ambiente circostante, tali dal rendere urgente e necessaria la pubblicizzazione di tutte le procedure previste dal piano di emergenza nazionale consentendo l'acquisizione, da parte della popolazione stessa, delle norme di comportamento da attuare nel caso dovesse verificarsi realmente una tale emergenza. (2-00425)
«De Cristofaro, Migliore, Iacomino, Deiana, Duranti, Mantovani, Khalil detto Alì Rashid, Siniscalchi, Mascia, Burgio, Cardano, Caruso, Cogodi, De Simone, Dioguardi, Falomi, Daniele Farina, Ferrara, Frias, Guadagno detto Vladimir Luxuria, Locatelli, Lombardi, Mungo, Olivieri, Perugia, Andrea Ricci, Mario Ricci, Rocchi, Franco Russo, Smeriglio, Sperandio, Zipponi».
---------- Forwarded message ---------- From: Pierangelo Monti <pierangelo.monti@...
> Date: 19-mar-2007 0.21 Subject: incontro alla Farnesina per pace in nord Uganda To: pmonti <pierangelo.monti@...>
Una delegazione delle 50 organizzazioni e personalità religiose e laiche (tra cui gli Istituti Missionari in Italia, Pax Christi, Caritas Italiana, Beati i costruttori di pace, MIR – MN, CISV, Good Samaritan, Economia Alternativa, il Centro Studi Donati, le riviste missionarie, Mons. Cesare Mazzolari di Rumbek, Mons. Luigi Bettazzi, Don Albino Bazzotto, Padre Alex Zanotelli), che due mesi fa hanno sottoscritto un appello al Ministero degli Esteri italiano per la pace in Nord Uganda, il 14 marzo, è stata ricevuta alla Farnesina dalla Viceministra on. Patrizia Sentinelli e dall'Ambasciatore Armando Sanguini, direttore generale per i paesi dell'Africa sub-sahariana.
All'appello aveva già risposto il Ministro D'Alema, con una lettera nella quale assicurava l'interessamento per il dramma del conflitto del nord Uganda, informando che l'Italia ha offerto un contributo di 100.000 euro per il processo di pace in corso a Juba e circa 10 milioni di euro all'anno per quella emergenza umanitaria.
La delegazione degli organismi presentatori dell'appello, dopo avere ringraziato Ministro e Viceministra per l'ascolto e la sensibilità manifestate, hanno esposto con chiarezza la realtà di sofferenza del popolo Acholi, vittima di un conflitto tra l'esercito ugandese e i ribelli dell'LRA.
Ancora oltre un milione di persone sopravvive in condizioni disumane in campi profughi lontano dai propri villaggi.
Tutti hanno espresso la speranza che il 26 marzo i rappresentanti dei ribelli e del governo concordino la ripresa delle trattative interrotte a Juba, con la mediazione dell'inviato dell'ONU Joaquim Chissano e di altri 4 paesi africani.
Ripetendo le parole dell'arcivescovo di Gulu Mons. Odama, i firmatari dell'appello hanno fatto presente che è necessario un diretto coinvolgimento dell'UE e dell'ONU, sia facendo pressione verso il Presidente Museveni, che finora non ha dimostrato di volere veramente la pace e il bene del popolo Acholi, sia istituendo una commissione, che verifichi il rispetto degli accordi e il ritorno di tutti i profughi nei loro territori in condizioni di sicurezza.
E' stata ribadita l'importanza dell'aiuto della Comunità Europea per la ricostruzione del Nord Uganda, come pure l'embargo al commercio di armi con l'Uganda e la richiesta di ridurre le spese militari.
L'Europa, che con gli USA sostiene l'economia ugandese, ha certamente influenza sul governo di Museveni e può richiedere un maggiore sforzo per la pace e il rispetto dei diritti umani, anche in vista del vertice dei capi di governo del Commonwealth, che dovrebbe tenersi a Kampala ne prossimo mese di novembre.
La Viceministra Sentinelli, al termine dell'incontro, ha manifestato interesse per la continuazione di unconfronto con la delegazione degli organismi impegnati in Uganda.[PM]
Vorrei dire, anche a Nella: quel disegno di legge è talmente giusto da essere impossibile, nei tempi delle nostre vite. Possiamo dircelo, per confermarci nei nostri giustissimi desideri, ma è perfettamente inutile sul piano dei tempi vivibili e visibili, sul piano della politica, che è il dovere di chi vive nel poco spazio storico che ci è dato. Abbiamo mai sentito parlare di transarmo, coma passo tra il riarmo e il disarmo? Volere il disarmo è l'orizzonte, il transarmo è il cammino. Chi non accetta l'umiltà dei passi parziali non vuole veramente camminare.
E LAFUORUSCITADELL’ITALIA DALLE
ALLEANZE DI GUERRA.
PROGETTO DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE.
PREAMBOLO: Il contesto internazionale dell’inizio del nuovo secolo
appare caratterizzato dalla guerra globale permanente, dalla dottrina e pratica
della guerra preventiva come nuova strategia di dominio del mondo da parte
degli U.S.A., dalla drammatica escalation del tasso
di violenza globale con le ritorsioni terroristiche da parte di gruppi
integralisti islamici, dalla drammatica urgenza di un disarmo globale
permanente preventivo e unilaterale. In questo contesto
appare evidente l’ inutilità e pericolosità delle tradizionali alleanze
militari come la NATO
che fomentano il riarmo,le politiche di
guerra (attraverso la proiezione di potenza) e la divisione artificiale del
mondo in campi contrapposti. Una divisione quanto mai antistorica dopo la fine
dei due blocchi e dell’equilibrio bipolare, e strumento di subalternità
all’egemonia degli USA ed agli strateghi dello “scontro di
civiltà”, sempre alla ricerca di un nemico artificiale che oggi viene fatto coincidere con il mondo islamico o/e con gli
Stati canaglia. Per uscire da questo tunnel, in grado di precipitare
l’umanità nel baratro sempre più profondo della guerra mondiale, per
scongiurare il flagello della guerra ed eliminarlo dall’orizzonte del
presente e del futuro, crediamo che solo la strada del DISARMOpossa consentire una
via d’uscita e una speranza, a cominciare da una politica di
smilitarizzazione dei territori, di fuoruscita dalle alleanze militari di
guerra e di revoca degli accordi militari bilaterali con USA e Israele connessi
alla partecipazione italiana alla guerra sotto diverse forme.
La strada del disarmo
significa concretamente che l’Italia ripudia il cosiddetto Modello di
Difesa adottato fin dal 1991, come prospettato e realizzato dal Ministero della
Difesa e dai governi italiani, basato sulla proiezione di potenza nei teatri oltreconfine e sull’uso della forza militare a scopo
di sicurezza. Questo modello è da considerarsi anticostituzionale
poiché prevede di risolvere le crisi internazionali attraverso la guerra
ed è fomentatore della politica di riarmo e di aumento delle spese militari.
ARTICOLI
-La Repubblica italiana
per consentire la realizzazione concreta e inequivoca
dell’art.11 della propria Costituzione (
ripudio della guerra);
-1Si impegna a perseguire attivamente la pace con mezzi pacifici
e pertanto rinuncia a far parte di ogni alleanza militare, annulla ogni accordo
militare che obblighi il suo territorio sovrano a ospitare basi militari
straniere o di alleati militari o della alleanza Nordatlantica
( NATO).Denunciail Trattato NordAtlantico
del 1949 e tutti i Concetti Strategici a questo relativi e susseguenti alla
firma del Trattato stesso. Specificamente l’Italia ripudia il Nuovo
Concetto Strategico del 1999 che propugna le guerre di sicurezza in eccezione
all’art. 5 dello stesso Trattato.
-2Revoca e
considera nulli tutti gli accordi bilaterali secretati stipulati dal governo
italiano con il governo degli U.S.A. in materia di difesa militare, concernenti
l’uso del proprio territorio sovrano, gli obblighi di alleanze
militari dell’Italia, le spese militaria sostegno delle basi militari statunitensi in Italia, le varie forme di
servitù militare che obbligano l’Italia a collaborare in qualsiasi forma
alle politiche di guerra, espansione militare e riarmo promosse dagli U.S.A.
-3Revoca l’accordo
militare Italia-Israele in materia di difesa,
sicurezza, spese militari, esercitazioni militari, addestramento del personale
militare e ricerca nel campo degli armamenti.
-4Rinuncia
alla proiezione di potenza e pertanto non partecipa alla forza di reazione
rapida dell’U.E.; si impegna viceversa
all’edificazione di una Europa pacifica e disarmata che persegue la
soluzione dei conflitti in modo pacifico attraverso mezzi alternativi alle
missioni militari.
-5Rinuncia a dotarsi di armamenti connessi alla proiezione di
potenza, compresi quelli che abbiano un uso duale (es. aerei di ricognizione e
cacciabombardieri atomici) come gli Eurofighter e le
portaerei Garibaldi,Cavour e Andrea Doria, e i cacciabombardieri Joint
Strike Fighter, revocando gli accordi in materia.
-6Non concede il
proprio territorio o le proprie infrastrutture per l’uso o il passaggio
di mezzi militarida guerra, impegnati
nelle missioni USA e NATO o altre derivanti da accordi militari con potenze
straniere. Pertanto si impedisce l’uso a scopo
militare degli aeroporti civili, dei porti mercantili e di tutte le
infrastrutture del territorio italiano, compreso il passaggio di armamenti e
truppe per missioni militari oltreconfine .
-7Chiudei laboratori di
ricerca sulle armi batteriologiche come lo Spallanzani di Roma, che costituisce una base militare di
nuovo tipo e di alta pericolosità per la popolazione residente nell’area.
-8Chiudei
campi di tiro e di esercitazione che fanno uso di munizioni a fuoco, uranio
impoverito, polveri e metalli, rivelatesi altamente nocivi per le popolazioni e
in grado di scatenare patologie di massa di natura cancerogena e teratogena (come il poligono di Salto di Quirra in Sardegna).
-9Rifiuta il
proprio territorio alle esercitazioni a fuoco, navali, aeree e terrestri,
svolte sia dall’esercito italiano che dagli
alleati militari da cui l’Italia si dissocia. Sono pertanto abrogatecon decorrenza
immediata le esercitazioni militari della NATO che si svolgono a Capo Teulada
in Sardegna,nel golfo di Taranto e
nelle acque territoriali italiane.
-10Chiude e riconverte le basi militari sia USA, sia NATO, sia
quelle italianepiù nocive e pericolose
e quelle impegnate nella guerra preventiva globale. Si chiudono pertanto con
decorrenza immediata i siti con depositi di armi
atomiche o radioattive ( Ghedi, Aviano)
e le basi logistiche principali della guerra USA: La Maddalena, Camp Darby, Camp Ederle, il porto
militare di Napoli, il porto militare di Taranto e Sigonella.
Si avvia la riconversione di queste ed altre strutture analoghe, con progetti
di recupero del territorio, secondo le proposteelaborate in sede locale regionale,
provinciale o comunale. Si avvia la riconversione e la bonifica dei siti
militarizzati e inquinati come i depositi di armi
chimiche e di esplosivi, i poligoni di tiro, le aree rese radioattive
dall’uranio impoverito e i territori devastati dalle servitù militari.
-11Blocca
con decorrenza immediata i piani di ampliamento dei siti militari secondo i
progetti previsti da Usa e NATO in Italia, e quelli inerenti a nuove basi, a partire dall’aeroporto Dal Molin di
Vicenza .
-12Si impegna a
tagliare drasticamente le spese militari
nelle prossime leggi finanziarie e nel bilancio dello Stato, eliminando le
missioni militari italiane nei numerosi teatri di guerra (Afghanistan, Balcani, Medio Oriente) e rinunciando all’acquisto di
nuovi armamenti. Revoca il contratto di acquisto dei
cacciabombardieri atomici F-35 e la relativa decisione di stoccarli in un sito
in provincia di Novara.
-13Ritirale proprie truppe datutti i teatri di guerra, rinuncia a collaborare alle occupazioni
militaridi altre nazioni e riconverte
le future missioni da militari a missioni civili di pace con corpi civili di pace alternativi alle forze militari.
-14Dispone che le
spese militari tagliate dal bilancio dello Stato siano riconvertite in spese
sociali e per il disarmo (riconversione delle basi militari ebonifica dei territori) e che il nuovo
Modello di Difesa Italiano sia incentrato sulla Difesa
Popolare Non Violenta che sarà realizzata e promossa con nuove
risorse e rinnovati intenti.
Questo era l'odg dell' incontro di Roma. La riunione ha dedicato metà tempo al tema delle proposte di legge di iniziativa popolare e metà al tema della carovana. Ha pesato la proposta di anticiparla al 2 giugno, e la possibilità di far convergere a Roma 3 carovane provenienti da sud, nord est e nord ovest.
Si concorda sull'opportunità di iniziative x il 6 agosto, ma non si è entrati particolarmente sul tema. Non erano presenti gruppi religiosi.
A Bologna saremo ospiti del Gavci di padre Cavagna.
Come gia' deciso a Vicenza il 18 febbraio e annunciato da precedenti
mails, incluso il verbale della citata riunione del 18, si tiene a Roma, il 18 marzo 2007, con inizio alle ore 10.00, la riunione del Coordinamento "FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO". La sede e'
messa a disposizione dal Movimento Umanista, in via Flaminia 64, a due passi dalla fermata del Metro' "Flaminio". La riunione ha carattere politico-operativo ed ha tre punti centrali di discussione:
a- il testo della legge di iniziativa popolare sul disarmo atomico, tenuto conto delle proposte sul tappeto e della necessita' di un documento chiaro, preciso, dal messaggio politico inequivocabile (e condivisibile dalla
maggioranza dell'opinione pubblica) ma anche fondato giuridicamente; b- l'iniziativa della carovana-pellegrinaggio di pace proposta dal Coordinamento e dal MIR (Movimento Internazionale Riconciliazione);
c- un comitato di sostegno alla proposta, proveniente dalla societa' civile iraniana e annunciata in Italia da Shirin Ebadi, Nobel per la pace 2003, di un referendum popolare sul "progetto uranio" (vedi brano
estratto da una intervista al "Messaggero" sotto riportato); d- le altre iniziative in cantiere e l'eventuale lancio ufficiale della campagna il 22 maggio al convegno di Milano. Si precisa che tale
incontro non si pone in contrapposizione ma e' complementare alla discussione, appena avviata da settori di movimento, di una legge per il disarmo piu' complessiva. Il percorso del nostro Coordinamento, come
ad ognuno e' noto, e' partito fin dall'aprile del 2005 con una sollecitazione di Alex Zanotelli, ha messo a punto un documento di grande spessore politico e culturale (l'appello "Fermiamo chi scherza
col fuoco atomico), si e' concretizzato in una serie di appuntamenti- chiave (nel 2006: Firenze 15 luglio, Pisa 8 settembre, Milano 17 settembre, Bologna 18 ottobre, ancora Bologna 11 novembre; e nel 2007,
Vicenza 18 febbraio); ed ora deve "quagliare" in una vera e propria campagna unitaria di sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana.
Per la segreteria organizzativa del "COORDINAMENTO FERMIAMIO CHI
SCHERZA COL FUOCO ATOMICO" Alfonso Navarra - Massimo Aliprandini c/o Campagna OSM-DPN, via Mario Pichi 1, 20123 Milano e-mails locosm@tin. it;
alfonsonavarra@... tel. 02-58101226 cell. 349-5211837
Dal "Messaggero" dell'8 marzo 2007
Incontro con Shirin Ebadi, Nobel per la pace 2003 a Roma per presentare una iniziativa editoriale
sull'Islam. Il referendum sul nucleare, la forza del movimento femminista in Iran. E l'impegno contro le guerre "che nulla risolvono".
Shirin Ebadi: (Il Medio oriente) e' un'area martoriata che avrebbe
bisogno di dialogo e di pacificazione invece di guerra. Eppure la guerra nulla risolve. In Iraq ha creato ulteriori disastri: il terrorismo ed il fondamentalismo sono aumentati...
Domanda. Il referendum sull'uranio?
Shirin Ebadi: Si', io mi batto perche' la questione venga affidata alla volonta' popolare. Chi governa sono i fondamentalisti, riuniti in un partito che, in tutte le elezioni, corrisponde al 15% del voto popolare. Ma quando si va alle urne, i loro
sostenitori vanno tutti a votare, la massa della gente no. Il popolo pero' non vuole la guerra, sono convinto che, in caso di referendum, andrebbe a dire no, compatto, al progetto dell'uranio. Non sarebbe un
referendum a favore o contro il governo, sarebbe chiamare il popolo a pronunciarsi su una questione di importanza vitale per la collettivita'. Sarebbe l'unico modo pacifico per fermare le minacce di conflitto. E bisognerebbe avere, sulla consultazione, il controllo
delle Nazioni Unite".
Dal sito di "Lettera 22" ricaviamo un giudizio su Shiran Sabadi espresso da Michelguglielmo Torri:
"Un evento verificatosi in Asia nel 2003, che ha brevemente richiamato
l'attenzione dei giornali occidentali, e' stato il Nobel per la pace all'iraniana Shirin Ebadi (.) In realta' Shirin Ebadi e' personaggio notissimo in patria, ancorche' sconosciuto - almeno fino al momento
dell'assegnazione del Nobel - in Occidente. Il suo operato di giurista e di attivista politica e' una dimostrazione della complessità e della ricchezza della società iraniana, nonche' la prova dell'esistenza di
forze progressiste endogene che operano per una democratizzazione e laicizzazione di tale societa'. La decisione del comitato norvegese del Nobel può quindi essere vista come uno sforzo - non certo il primo del
genere da esso compiuto - di contribuire a far abbandonare all'opinione pubblica occidentale gli schemi, semplicistici e manichei, in cui essa e' abituata a racchiudere e a liquidare l'«Oriente». Quanto questo
possa servire a limitare i danni di quella politica di demonizzazione della Repubblica islamica dell'Iran portata avanti dai media occidentali, in particolare da quelli americani, rimane, ovviamente, tutto da vedere".
> > ----- Original Message ----- > From: "semprecontrolaguerra" <semprecontrolaguerra@...> > To: <
fermiamo-il-fuoco-atomico@googlegroups.com> > Sent: Monday, March 19, 2007 8:16 AM > Subject: [no fuoco atomico] bozza report riunione 18 marzo, Roma > > > > > Bozza report Coordinamento "Fermiamo chi scherza col fuoco atomico"
> > > riunione di Roma, 18 marzo 2007 > > > c/o Circolo Umanista, via Flaminia 26 > > > inizio lavori ore 10.30 - conclusione ore 13.30 > > > La riunione, che registra la partecipazione di circa una trentina di
> persone, sia "sciolte" che in rappresentanza di gruppi di base > (Mondo senza Guerre, Ldu, Loc, Mir, Berretti Bianchi, Disarmiamoli, > Semprecontrolaguerra...) è aperta dalle relazioni sugli incontri di
> Roma e Firenze del 17-3-2007, aventi per oggetto, rispettivamente, > una proposta di legge sul disarmo in generale (testo base di Nella > Ginatempo) ed una proposta più specifica sul disarmo atomico (testo
> base di Alfonso Navarra e Tiziano Tissino). Si sono costituiti due > gruppi ristretti di lavoro per la stesura delle due proposte di > legge. La discussione converge, a larghissima maggioranza, sulla
> necessità che un unico comitato promotore si faccia carico di una > raccolta di firme tra i cittadini su ambedue le proposte, che > dovrebbe partire dopo l'estate prossima. La proposta di legge di
> iniziativa popolare sul disarmo atomico, in particolare, dovrebbe > avere un impianto semplice, chiaro, essenziale: dichiarare l'Italia > paese libero dalle armi nucleari, al pari dell'Austria e della Nuova
> Zelanda. > > > La campagna sul disarmo atomico potrebbe avere un suo momento di > amplificazione e di lancio con il convegno che si terrà a Milano il > 22 maggio. Essa comprenderà anche iniziative di azione diretta, di
> obiezione di coscienza, di boicottaggio. Il lavoro per attuare la > "dichiarazione di Barcellona" con l'obiettivo di una > denuclearizzazione dell'area mediterranea e del Medio Oriente
> include il sostegno alla proposta di referendum sull'uranio lanciata > dalla società civile iraniana. Francesco Lo Cascio, del Movimento > Internazionale per la Riconciliazione (MIR), ricorda l'iniziativa
> del 6 agosto 2007 (le Chiese contro il "peccato" di sterminio > nucleare) e presenta la proposta di una "carovana - pellegrinaggio > di pace" che colleghi le lotte in corso per il disarmo atomico e
> contro la militarizzazione dei territori, ponendo il problema della > revisione delle strategie NATO e della fuoriuscita da questa > Alleanza militare. Si farà tappa laddove sono state installate (o
> stanno per essere installate) le principali basi militari. Piace > l'idea di Turi Vaccaro di percorrere il cammino a piedi. La > discussione individua nel 2 giugno 2007 a Roma un momento centrale
> di questa mobilitazione. > > > Il Movimento Umanista mette sul tappeto l'iniziativa "Europe for > Peace" che si prefigge di sensibilizzare l'opinione pubblica a
> livello continentale per cancellare le armi nucleari dal territorio > europeo. > > > Il Coordinamento si rivede il 14 aprile a Bologna, insieme a > "Semprecontrolaguerra", per definire nei dettagli politici ed
> organizzativi l'iniziativa della Carovana di pace, salvo che > necessità straordinarie di blocco dei lavori al Dal Molin non > impongano una concentrazione delle forze a Vicenza. Ci appelliamo da
> subito alle realtà di base locali per proporre idee e segnalare la > disponibilità di energie umane e risorse. > > > Coordinamento Fermiamo chi scherza col fuoco atomico >
> > C/O Campagna OSM-DPN, via Mario Pichi,1 - 20143 Milano > > > tel. 02-58101226 cell. 349-5211837 e-mail > alfonsonavarra@...
> > > Gruppo "Semprecontrolaguerra" semprecontrolaguerra@... > > > > (correzioni ed integrazioni al presente testo sono bene accette e
> sollecitate fino a martedi sera. L'invito per chi volesse > contribuire è di non perdersi nella puntualizzazione delle minuzie. > I documenti più sono brevi ed essenziali più sono efficaci
> comunicativamente. Esso verrà diramato mercoledi mattina). > > > >
> > ----- Original Message ----- > From: "Lisa Clark" <lisa.clark@...> > To: <segreteria@...
> > Cc: "Lista RID gruppo nucleare" <nucleare@...> > Sent: Monday, March 19, 2007 11:48 AM > Subject: Re: [DisarmoNucleare] Riunione di Firenze
> > > Grazie, Francesco. Mi sembra un rapporto completo e utilissimo. > Vi allego sotto, la risoluzione (la n.4) relativa alla zona libera da > armi nucleari in Medio Oriente adottata alla Conferenza del 1995,
> "indefinite treaty extension" del Trattato di Non Proliferazione. > Interessante che fosse proposta da tre dei membri permanenti del > Consiglio di Sicurezza. > > *4. Resolution on the Middle East (Proposed by the Russian Federation,
> United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland and the United > States of America.)* > > The Conference of the Parties to the Treaty on the Non-Proliferation of > Nuclear Weapons,
> > Reaffirming the purpose and provisions of the Treaty on the > Non-Proliferation of Nuclear Weapons, > > Recognizing that, pursuant to article VII of the Treaty, the > establishment of nuclear weapon-free zones contributes to strengthening
> the international non-proliferation regime, > > Recalling that the Security Council, in its statement of 31 January > 1992, affirmed that the proliferation of nuclear and all other weapons > of mass destruction constituted a threat to international peace and
> security. > > Recalling also General Assembly resolutions adopted by consensus > supporting the establishment of a nuclear-weapon-free zone in the Middle > East, the latest of which is resolution 49/71 adopted on 15 December 1994,
> > Recalling further the relevant resolutions adopted by the General > Conference of the International Atomic Energy Agency concerning the > application of Agency safeguards in the Middle East, the latest of which
> is GC (XXXVIII)/RES/21/ of 23 September 1994, and noting the danger of > nuclear proliferation especially in areas of tensions, > > Bearing in mind Security Council Resolution 687 (1991) and particularly
> paragraph 14 thereof, Noting Security Council resolution 984 (1995) and > paragraph 8 of the decision on principles and objectives for nuclear > non-proliferation and disarmament adopted by the Conference on 11 May > 1995, > > Bearing in mind the other decisions adopted by the Conference on 11 May > 1995 > > 1. Endorses the aims and objectives of the Middle East peace process and > recognizes that efforts in this regard, as well as other efforts,
> contribute to inter alia, a Middle East zone free of nuclear weapons as > well as other weapons of mass destruction; > > 2. Notes with satisfaction that, in its report (NPT/CONF. > 1995/MC.III/1), Main Committee III of the conference recommended that
> the Conference "call on those remaining States not Parties to the Treaty > to accede to it, thereby accepting an international legally binding > commitment not to acquire nuclear weapons or nuclear explosive devices
> and to accept International Atomic Energy Agency safeguard on all their > nuclear activities"; > > 3. Notes with concern the continued existence in the Middle East of > unsafeguarded nuclear facilities, and reaffirms in this connection the
> recommendation contained in section VI, paragraph 3, of the report of > Main Committee III urging those non-parties to the Treaty on the > Non-Proliferation of Nuclear Weapons that operate unsafeguarded nuclear
> facilities to accept full-scope International Atomic Energy Agency > safeguards; > > 4. Reaffirms the importance of the early realization of universal > adherence to the Treaty, and calls upon all States of the Middle East
> that have not yet done so, without exception, to accede to the Treaty as > soon as possible and to place their nuclear facilities under full-scope > International Atomic Energy Agency safeguards; >
> 5. Calls upon all States in the Middle East to take practical steps in > appropriate forums aimed at making progress towards, inter alia, the > establishment of an effectively verifiable Middle East zone free of
> weapons of mass destruction, nuclear, chemical and biological, and their > delivery systems, and to refrain from taking any measures that preclude > the achievement of this objective; > > 6. Calls upon all States party to the Treaty on the Non-Proliferation of
> Nuclear Weapons, and in particular the nuclear-weapons States, to extend > their cooperation and to exert their utmost efforts with a view to > ensuring the early establishment by regional parties of a Middle East
> zone free of nuclear and all other weapons of mass destruction and their > delivery systems." > > > > > > _______________________________________________ > nucleare mailing list
> nucleare@... > http://liste.disarmo.org/mailman/listinfo/nucleare
Il testo sotto proposto per un possibile disegno di legge di iniziativa popolare raccoglie ed a mio parere unifica i contributi di Martone,
Tissino, Joachin Lau e Nella Ginatempo. Dovrebbe -credo - riuscire a soddisfare le esigenze di chiarezza e brevita' del testo da sottoporre alla sottoscrizione dei cittadini, affermando nel contempo la corretta
interpretazione delle fonti giuridiche, su cui molto insiste Lau, che fanno gia' dell'Italia un Paese che "ripudia" l'arsenale atomico. Ovviamente c'e' bisogno di un lavoro tecnico, da affidare ad esperti
del ramo giuridico, che ne perfezioni l'impianto e la stessa espressione dei vari concetti. Io non sono ne' un avvocato ne' un giurista e sono ben convinto dei proverbi popolari che sottolineano la
necessita' che ciascuno faccia il proprio mestiere. Quindi l'approccio deve essere che il buon senso (il dibattito nel movimento) da' la linea, che poi deve essere tradotta dai tecnici nel linguaggio
appropriato.
Alfonso Navarra
L'Italia, ai sensi dell'art. 11 della Costituzione, in attuazione del Trattato di Non Proliferazione, ed implementando la legge 185/1990, è un paese denuclearizzato.
Il ripudio della attuale, illegale, condizione di "Stato atomico" è concretizzato dall'attuazione, che impegna tutti gli organi istituzionali competenti, dei seguenti provvedimenti:
la revoca degli
accordi internazionali di Nuclear Sharing in ambito NATO e degli accordi bilaterali con il governo degli Stati Uniti che affermano un ruolo del deterrente atomico e prevedono lo stazionamento di armi nucleari, con relativi piani per il loro impiego
la disattivazione di ogni sostegno e supporto, anche solo indiretto, anche solo economico, all'apparato atomico organizzato in ambito NATO
la riconsegna agli Stati Uniti delle testate atomiche di stanza nel nostro paese affinché
siano smantellate
il divieto di transito e di deposito di armi nucleari, o di parti di armi nucleari, sul territorio della Repubblica, includendo le acque territoriali, lo spazio aereo, le basi militari
nazionali e straniere, nonché i veicoli di qualunque genere appartenenti alle Forze Armate Italiane, anche se stazionanti al di fuori dei confini nazionali
la creazione di un sistema di verifica indipendente e pubblicamente responsabile che accerti l'assenza degli
ordigni nucleari e lo smantellamento dei ricoveri protettivi
la pubblicazione di un rapporto annuale sull'ambiente e di controllo della radioattività delle basi militari redigendo un piano di intervento e
bonifica di ogni contaminazione inquinante e/o radioattiva durevole derivante dalla eventuale, precedente, presenza di armamenti atomici
la modifica dell'art. 1 della legge 185/1990, per eliminare ogni
restrizione e deroga al divieto di uso e possesso, da parte delle forze armate, di armi di distruzione di massa, con l'indicazione delle relative sanzioni per i trasgressori
Il governo promulgherà, entro 60
giorni dall'approvazione della presente, il decreto legislativo avente per oggetto la denuclearizzazione dell'Italia sulla base delle linee direttive sopra esposte, emanando le norme di attuazione necessarie.
Mi sono provato a scrivere una bozza di appello per far nascere un comitato di solidarieta' con la proposta di referendum antinucleare in Iran. Che ne pensate? Chiedo, ovviamente, aiuto urgente per migliorare
forma e contenuti del testo. Rispondete presto perche' la situazione va verso il precipizio! A mio parere, se vogliamo "tagliare le unghie" a coloro che, in Occidente, progettano il "disarmo atomico" di Teheran a
colpi di micro-bombe atomiche, dobbiamo appoggiare in ogni modo la richiesta, amplificata dal nobel Shirin Ebadi, di partecipazione democratica delle organizzazioni popolari iraniane che lottano con spirito di libertà e per il rispetto dei diritti umani, ambientali e
sociali. Questa iniziativa potrebbe, ricollocandola su basi di concretezza, anche rilanciare la mobilitazione per l'attuazione, nello spirito originario, della "Dichiarazione di Barcellona" (novembre
1995), che impegna i governi dell'area del Mediterraneo e del Medio Oriente a creare una zona libera dalle armi di sterminio di massa.
(vedi file allegato)
Alfonso Navarra cell. 349-5211837
Dal sito di "Lettera 22" ricaviamo un giudizio su Shiran Sabadi espresso da Michelguglielmo Torri:
"Un evento verificatosi in Asia nel 2003, che ha brevemente richiamato l'attenzione dei giornali occidentali, e'
stato il Nobel per la pace all'iraniana Shirin Ebadi (?) In realta' Shirin Ebadi e' personaggio notissimo in patria, ancorche' sconosciuto - almeno fino al momento dell'assegnazione del Nobel - in Occidente. Il
suo operato di giurista e di attivista politica e' una dimostrazione della complessità e della ricchezza della società iraniana, nonche' la prova dell'esistenza di forze progressiste endogene che operano per una
democratizzazione e laicizzazione di tale societa'. La decisione del comitato norvegese del Nobel può quindi essere vista come uno sforzo - non certo il primo del genere da esso compiuto - di contribuire a far
abbandonare all'opinione pubblica occidentale gli schemi, semplicistici e manichei, in cui essa e' abituata a racchiudere e a liquidare l'«Oriente». Quanto questo possa servire a limitare i danni di quella
politica di demonizzazione della Repubblica islamica dell'Iran portata avanti dai media occidentali, in particolare da quelli americani, rimane, ovviamente, tutto da vedere". --~--~---------~--~----~------------~-------~--~----~
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Per maggiori opzioni, visita questo gruppo all'indirizzo http://groups.google.com/group/semprecontrolaguerra?hl=it -~----------~----~----~----~------~----~------~--~---
Cari e
care di MIR ho molto
apprezzato la vostra lettera aperta e desidero inviarvi la mia relazione
introduttiva, di impostazione storico-politica
generale, al convegno LAICITA’ DELLO STATO, LIBERTA’ INDIVIDUALE,
TUTELA DELLA VITA. Anche in riferimento all’intervista
al cardinale Martini sostengo, come tutti gli altri e le altre del mio partito
(alcuni/e dei e delle quali credenti) che il dialogo in
campo filosofico ed etico ci debba proficuamente essere, ma che sia
INACCETTABILE l’ingerenza politica della Chiesa cattolica, la pretesa di
determinare le leggi dello Stato e di possedere il monopolio dell’etica e
dei valori, con posizioni fatte passare appunto come “naturali”
quando si tratta di posizioni storicamente determinate. Sono
ancora non rispettate dal Vaticano sia
la teoria dei due lumi di Dante Alighieri sia il “libera Chiesa in libero
Stato” di Cavour. E siamo nel XXI esimo secolo…
e l’Italia è l’unico Paese dell’Occidente in cui un’autorità
religiosa si permette di invadere uno spazio che non le compete. Se non ricordo
male (ho avuto un’infanzia e una adolescenza
cattoliche) anche Gesù non aveva detto “date a Cesare quel
che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio” ;non significa la completa
separazione tra politica e religione? Molti cari salutiMaria Carla Baroni
-----Messaggio
originale----- Da: MIR-riconciliazione@yahoogroups.com
[mailto:MIR-riconciliazione@yahoogroups.com] Per
conto di Enrico Peyretti Inviato: sabato 17 marzo 2007
21.43 A: lista pax christi gr
discussione Cc: lista nonviolenti; lista Mir
dibattito; lista BCP; Adista Eletta Cucuzza direttrice Oggetto: [MIR-riconciliazione]
documentazione su "cattiolici preoccupati" Re: [paxchristi] opinione
degli evangelici valdesi
Oltre i due allegati, si veda
l'intervista di Ugo Perone, sul documento torinese, a
l'Unità, oggi sabato 17 marzo, p. 9.
Subject: [paxchristi]
opinione degli evangelici valdesi
Ermanno Genre
Gli evangelici tra Dico e Family-Day
Nev n. 11/2007
Il Papa ha tuonato ancora in mezzo alla tempesta
scatenata dal magistero cattolico sui Dico.
Rivolgendosi direttamente ai politici e ai legislatori
cattolici, Ratzinger li ha richiamati alla difesa dei
“valori non negoziabili” e ad opporsi alle “leggi
contro natura”. Anche l’esortazione apostolica
Sacramentum caritatis diffusa oggi, e che ha come tema
l’eucaristia, diventa, seppure indirettamente,
strumento politico contro i Dico!
La difesa della famiglia per Ratzinger ed i suoi si
pone in antitesi ai diritti civili riconosciuti nei
Dico. Il ragionare per contrapposizione su questi temi
in cui sono in gioco principi di umanità e di
convivenza civile fra diversi, non fa che innalzare
delle barricate là dove occorrerebbe invece cercare
con un po’ di razionalità, una via di intesa, e lacera
ulteriormente il mondo cattolico e la società civile e
politica italiana. E’ quanto molti cattolici (vescovi
compresi) hanno capito perfettamente, senza con ciò
rinunciare in nulla alla loro fede cristiana cattolica
- ma dubitando fortemente che i cosiddetti “valori non
negoziabili” debbano diventare oggetto di uno
scontro
frontale.
In questa cornice il Family-Day, che intende mostrare
i muscoli della cattolicità papalina, non sposterà di
un centimetro le rispettive convinzioni sui Dico. I
Dico, per chi ancora usa la ragione nelle proprie
argomentazioni, non costituiscono alcun attacco alla
famiglia, che nessuno mette in questione,
giuridicamente ben definita e protetta dall’art. 29
della Costituzione. I Dico intendono riconoscere altre
relazioni fra le persone, non contemplate dall’art. 29
e che sono state inserite nel programma di governo di
chi ha vinto le elezioni. Family-Day come rivincita
elettorale? Comunque sia, il magistero cattolico sta
al gioco, trincerandosi dietro ad una ambigua difesa
della “legge naturale” che viene ora interpretata in
chiave anti-Stato. In nessun paese civile che ha
riconosciuto le coppie di fatto si è assistito ad un
attacco così massiccio alle istituzioni laiche di una
nazione, in aperta violazione del patto concordatario.
Attestandosi su posizioni di intransigenza e di
rifiuto di una realtà così evidente e che tocca la
vita di molti cittadini e cittadine, quella stessa
chiesa che in altri momenti si definisce minoranza,
vuole ora imporre a tutto il paese la propria visione
della famiglia e della coppia. C’è qualcosa di
cristiano in questa rivendicazione?
L’istituto famigliare, è bene ricordarlo, non è
un’invenzione dei cristiani: esso è condiviso da
credenti e non credenti. La visione cristiana della
famiglia e del matrimonio non si riduce a fatto di
natura, si situa nell’orizzonte di una vocazione,
nella direzione di una parola che permette a chi
l’ascolta di confrontarsi con l’evangelo di Gesù
Cristo e non con i “non possumus” ecclesiastici che
non hanno altra autorità se non quella della propria
autoreferenzialità. In Italia la questione dei Dico
-
come dei grandi e complessi problemi di bioetica – è
letta unilateralmente attraverso le lenti del Vaticano
e della CEI, oscurando tutti gli altri punti di vista
di cattolici, protestanti, ebrei, credenti e non
credenti. E tutto ciò con la compiacenza dei
mass-media che non hanno ancora capito che cosa
significhi “informazione” in una società laica,
democratica e pluralista.
Gli evangelici italiani non hanno tutti la stessa
opinione sulle coppie di fatto, ma sono convinti che
debbano essere riconosciuti i diritti civili
attualmente negati. Questo riconoscimento non chiede a
nessuno di rinunciare alle proprie convinzioni, al
proprio giudizio di valore sulla famiglia e sulla
sessualità. Riconoscere questi diritti non mette in
questione né la famiglia né il matrimonio fra un uomo
ed una donna: permette però alle coppie di fatto, che
vivono relazioni d’amore e di solidarietà diverse da
quelle matrimoniali, di essere riconosciute, nella
loro dignità di persone umane.
(*) docente di teologia sistematica della Facoltà
valdese di teologia di Roma
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---------- Forwarded message ---------- From: Giovanni Giuranna <giovanni.giuranna@...>
Date: 17-mar-2007 16.28 Subject: [paxchristi] Colombia: multa alla Chiquita per finanziamenti ai paramilitari To: paxchristi@yahoogroups.com
Dal sito dell'Unità questa notizia sulle banane "10 e lode"
Ciao
Giovanni
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La Chiquita multata per 25 milioni di dollari: finanziava i paramilitari in Colombia
Multa di 25 milioni di dollari al colosso delle banane Chiquita per aver fatto finanziamenti illeciti ai paramilitari in Colombia. La compagnia Chiquita, famosa per le «banane con il bollino 10 e lode», ha ammesso di avere iniziato i pagamenti nel 1997, a beneficio del gruppo di destra "Forze Unite Colombiane di Auto-Difesa" (AUC), per un totale di 1,7 milioni di dollari.
I rapporti d'affari erano stati autorizzati da alti dirigenti della Chiquita, che ha il suo quartier generale a Cincinnati. I libri contabili della azienda avevano cercato di q2uesti finanziementi. Da notare che la Chiquita avrebbe avuto rapporti d'affari, secondo l'accusa, anche con il gruppo di estrema sinistra colombiano Farc.
«I pagamenti effettuati dalla compagnia sono sempre stati motivati dalla preoccupazione sincera della sicurezza dei nostri dipendenti» si difende la Chiquita. Ma quello che non si dice è che i paramilitari pagati dalla Chiquita si sono resi responsabili anche di omicidi, massacri, rapine, compiuti spesso dietro il paravento delle forze regolari. La collusione con il governo, infatti, non è più solo un'accusa lanciata dalle associazioni civili e umanitarie, ma la tesi di numerosi procedimenti giudiziari aperti a carico di uomini politici, molti dei quali vicini al presidente colombiano Alvaro Uribe.
Subject: [paxchristi] opinione degli evangelici valdesi
Ermanno Genre Gli evangelici tra Dico e Family-Day Nev n. 11/2007 Il Papa ha tuonato ancora in mezzo alla tempesta scatenata dal magistero cattolico sui Dico. Rivolgendosi direttamente ai politici e ai legislatori cattolici, Ratzinger li ha richiamati alla difesa dei “valori non negoziabili” e ad opporsi alle “leggi contro natura”. Anche l’esortazione apostolica Sacramentum caritatis diffusa oggi, e che ha come tema l’eucaristia, diventa, seppure indirettamente, strumento politico contro i Dico! La difesa della famiglia per Ratzinger ed i suoi si pone in antitesi ai diritti civili riconosciuti nei Dico. Il ragionare per contrapposizione su questi temi in cui sono in gioco principi di umanità e di convivenza civile fra diversi, non fa che innalzare delle barricate là dove occorrerebbe invece cercare con un po’ di razionalità, una via di intesa, e lacera ulteriormente il mondo cattolico e la società civile e politica italiana. E’ quanto molti cattolici (vescovi compresi) hanno capito perfettamente, senza con ciò rinunciare in nulla alla loro fede cristiana cattolica - ma dubitando fortemente che i cosiddetti “valori non negoziabili” debbano diventare oggetto di uno scontro frontale. In questa cornice il Family-Day, che intende mostrare i muscoli della cattolicità papalina, non sposterà di un centimetro le rispettive convinzioni sui Dico. I Dico, per chi ancora usa la ragione nelle proprie argomentazioni, non costituiscono alcun attacco alla famiglia, che nessuno mette in questione, giuridicamente ben definita e protetta dall’art. 29 della Costituzione. I Dico intendono riconoscere altre relazioni fra le persone, non contemplate dall’art. 29 e che sono state inserite nel programma di governo di chi ha vinto le elezioni. Family-Day come rivincita elettorale? Comunque sia, il magistero cattolico sta al gioco, trincerandosi dietro ad una ambigua difesa della “legge naturale” che viene ora interpretata in chiave anti-Stato. In nessun paese civile che ha riconosciuto le coppie di fatto si è assistito ad un attacco così massiccio alle istituzioni laiche di una nazione, in aperta violazione del patto concordatario. Attestandosi su posizioni di intransigenza e di rifiuto di una realtà così evidente e che tocca la vita di molti cittadini e cittadine, quella stessa chiesa che in altri momenti si definisce minoranza, vuole ora imporre a tutto il paese la propria visione della famiglia e della coppia. C’è qualcosa di cristiano in questa rivendicazione?
L’istituto famigliare, è bene ricordarlo, non è un’invenzione dei cristiani: esso è condiviso da credenti e non credenti. La visione cristiana della famiglia e del matrimonio non si riduce a fatto di natura, si situa nell’orizzonte di una vocazione, nella direzione di una parola che permette a chi l’ascolta di confrontarsi con l’evangelo di Gesù Cristo e non con i “non possumus” ecclesiastici che non hanno altra autorità se non quella della propria autoreferenzialità. In Italia la questione dei Dico - come dei grandi e complessi problemi di bioetica – è letta unilateralmente attraverso le lenti del Vaticano e della CEI, oscurando tutti gli altri punti di vista di cattolici, protestanti, ebrei, credenti e non credenti. E tutto ciò con la compiacenza dei mass-media che non hanno ancora capito che cosa significhi “informazione” in una società laica, democratica e pluralista.
Gli evangelici italiani non hanno tutti la stessa opinione sulle coppie di fatto, ma sono convinti che debbano essere riconosciuti i diritti civili attualmente negati. Questo riconoscimento non chiede a nessuno di rinunciare alle proprie convinzioni, al proprio giudizio di valore sulla famiglia e sulla sessualità. Riconoscere questi diritti non mette in questione né la famiglia né il matrimonio fra un uomo ed una donna: permette però alle coppie di fatto, che vivono relazioni d’amore e di solidarietà diverse da quelle matrimoniali, di essere riconosciute, nella loro dignità di persone umane.
(*) docente di teologia sistematica della Facoltà valdese di teologia di Roma