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#5002 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 1 Mar 2008 9:15 am
Oggetto: Il Papa: "negoziati pazienti e trasparenti" per eliminare le armi nucleari
locascio.francesco@...
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Il Papa: “negoziati pazienti e trasparenti” per eliminare le armi nucleari

Ricevendo la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Santa Sede

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 29 febbraio 2008 (ZENIT.org).- “Negoziati pazienti e trasparenti” sono il mezzo che Benedetto XVI auspica per eliminare le armi nucleari.

Il Pontefice lo ha espresso questo venerdì ricevendo in udienza l'ambasciatrice degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, in occasione della presentazione delle sue lettere credenziali.

Il progresso della famiglia umana, ha sottolineato il Papa, “è minacciato non solo dalla piaga del terrorismo internazionale, ma anche da minacce alla pace come il ritmo accelerato della corsa agli armamenti e la prosecuzione delle tensioni in Medio Oriente”.

A questo proposito, ha espresso la speranza che “negoziati pazienti e trasparenti portino alla riduzione e all'eliminazione delle armi nucleari e che la recente Conferenza di Annapolis sia il primo di una serie di passi verso una pace duratura nella regione”.

La risoluzione di questi e altri problemi simili, sostiene, “richiede fiducia e impegno nell'opera di corpi internazionali come l'Organizzazione delle Nazioni Unite, per loro natura capaci di promuovere il dialogo e la comprensione, di riconciliare i punti di vista divergenti e di sviluppare politiche e strategie multilaterali capaci di far fronte alle molteplici sfide del nostro mondo complesso e in rapido cambiamento”.

In questo contesto, è fondamentale il compito “di riconciliare unità e diversità, di forgiare una visione comune e di raccogliere l'energia morale per realizzarlo”.

Si tratta, ha osservato il Pontefice, di “un'urgente priorità per l'intera famiglia umana, che è sempre più consapevole della sua interdipendenza e del bisogno di un'efficace solidarietà nel far fronte alle sfide globali e nel costruire un futuro di pace per le generazioni future”.

Il secolo scorso, caratterizzato da “guerre e violenze culminate nello sterminio pianificato di intere popolazioni”, ha dimostrato chiaramente che “il futuro dell'umanità non può dipendere solo dall'impegno politico”.

Piuttosto, ha commentato, deve essere “il frutto di un consenso più profondo basato sul riconoscimento delle verità universali basate su una riflessione ragionata sui postulati della nostra umanità comune”.

Il Papa ha quindi ricordato che quest'anno ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, “prodotto di un riconoscimento mondiale del fatto che un ordine globale giusto può basarsi solo sul riconoscimento e sulla difesa della dignità e dei valori inviolabili di ogni uomo e di ogni donna”.

Tale riconoscimento, ha osservato, “deve motivare ogni decisione sul futuro della famiglia umana e di tutti i suoi membri”.

“La costruzione di una cultura giuridica globale ispirata dai più alti ideali di giustizia, solidarietà e pace chiede un deciso impegno, speranza e generosità da parte di ogni nuova generazione”, ha dichiarato.

“Gratitudine” è stata poi espressa ricordando l'importanza che gli Stati Uniti “hanno attribuito al dialogo interreligioso e interculturale come forza positiva di peacemaking”.

La Santa Sede, osserva Benedetto XVI, “è convinta del grande potenziale spirituale rappresentato da questo dialogo, soprattutto per quanto riguarda la promozione della nonviolenza e il rifiuto di ideologie che manipolano e sfigurano la religione per scopi politici, e giustificano la violenza in nome di Dio”. ...


#5001 Da: "Tusio De Iuliis" <yuro.doc@...>
Data: Ven 29 Feb 2008 8:07 pm
Oggetto: Re: 18:41 - VESCOVO RAPITO IRAQ: WARDUNI (VESCOVO BAGHDAD), "LIBERATE MONS. RAHO È MALATO!"
yuro.doc@...
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Carissimo Francesco,
scusami per le mie lunghe assenze, ma gli impegni non mi permettono nessuna
distrazione er quanto comunque ti seguo.
Mi dispiace per quanto accade ormai da tempo (da quando la "democrazia" si è esportata in Iraq)
agli amici cattolici, insieme a tutta la popolazione irachena.
Ti invio in allegato copia della nostra prossima iniziativa
con i giovani studenti iracheni del Dipartimento di Italiano della facoltà di Lingue
dell'Università di Baghdad.
Domenca prossima inaugureremo a Baghdad la Biblioteca "Ignazio Silone".
Ciao e buon lavoro carissimo Francesco
Tusio
----- Original Message -----
Sent: Friday, February 29, 2008 8:25 PM
Subject: [MIR-Riconciliazione] 18:41 - VESCOVO RAPITO IRAQ: WARDUNI (VESCOVO BAGHDAD), "LIBERATE MONS. RAHO È MALATO!"

18:41 - VESCOVO RAPITO IRAQ: WARDUNI (VESCOVO BAGHDAD), “LIBERATE MONS. RAHO È MALATO!” 29 Febbraio, 2008

Posted by redazione in Baghdad, Baghdadhope, Bambini Baghdad, Christianity, Human Rights, Islam, MIR, Mosul, News, Political, Politics, Prayer, Raho, Terrorism, agensir, chaldean, iraq, iraqi christians, pace, peace, reconciliation, religion, religious freedom, religious liberty, war.
trackback , edit post
Raho
“A coloro che hanno rapito mons. Raho dico di liberarlo presto perché malato. Guardate al cielo Dio e lasciatelo andare”. L’appello per la liberazione del vescovo caldeo di Mosul, mons. Faraj Raho, rapito oggi è di mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliario di Baghdad. Raggiunto telefonicamente dal Sir mons. Warduni ha parlato della costernazione del patriarca, card. Delly e confermato che “non ci sono ancora notizie di contatti. L’unica cosa che possiamo fare è attendere notizie e pregare per la sua liberazione e per le anime di quei tre giovani uccisi che erano con lui al momento del rapimento”. Secondo mons. Warduni “per come è avvenuto il fatto tutto lascerebbe pensare all’opera di un gruppo organizzato” cosa che preoccupa non poco la chiesa caldea perché mons. Raho potrebbe essere finito nelle mani di fondamentalisti. “Il clima intorno ai cristiani è sempre più teso e adesso con questa notizia lo sarà ancora di più – aggiunge il vescovo – per domenica avremo pochi fedeli alle messe perché c’è paura. La nostra gente cercherà di attuare ogni precauzione per evitare ulteriori problemi ma è difficile. Non abbiamo altri mezzi che gridare a tutti di non lasciarci soli e di pregare per noi e per mons. Raho”.
 


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#5000 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 29 Feb 2008 7:25 pm
Oggetto: 18:41 - VESCOVO RAPITO IRAQ: WARDUNI (VESCOVO BAGHDAD), "LIBERATE MONS. RAHO È MALATO!"
locascio.francesco@...
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18:41 - VESCOVO RAPITO IRAQ: WARDUNI (VESCOVO BAGHDAD), “LIBERATE MONS. RAHO È MALATO!” 29 Febbraio, 2008

Posted by redazione in Baghdad, Baghdadhope, Bambini Baghdad, Christianity, Human Rights, Islam, MIR, Mosul, News, Political, Politics, Prayer, Raho, Terrorism, agensir, chaldean, iraq, iraqi christians, pace, peace, reconciliation, religion, religious freedom, religious liberty, war.
trackback , edit post
Raho
“A coloro che hanno rapito mons. Raho dico di liberarlo presto perché malato. Guardate al cielo Dio e lasciatelo andare”. L’appello per la liberazione del vescovo caldeo di Mosul, mons. Faraj Raho, rapito oggi è di mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliario di Baghdad. Raggiunto telefonicamente dal Sir mons. Warduni ha parlato della costernazione del patriarca, card. Delly e confermato che “non ci sono ancora notizie di contatti. L’unica cosa che possiamo fare è attendere notizie e pregare per la sua liberazione e per le anime di quei tre giovani uccisi che erano con lui al momento del rapimento”. Secondo mons. Warduni “per come è avvenuto il fatto tutto lascerebbe pensare all’opera di un gruppo organizzato” cosa che preoccupa non poco la chiesa caldea perché mons. Raho potrebbe essere finito nelle mani di fondamentalisti. “Il clima intorno ai cristiani è sempre più teso e adesso con questa notizia lo sarà ancora di più – aggiunge il vescovo – per domenica avremo pochi fedeli alle messe perché c’è paura. La nostra gente cercherà di attuare ogni precauzione per evitare ulteriori problemi ma è difficile. Non abbiamo altri mezzi che gridare a tutti di non lasciarci soli e di pregare per noi e per mons. Raho”.
 

#4999 Da: ruset@...
Data: Gio 28 Feb 2008 2:51 pm
Oggetto: Attacco aereo distrugge clinica medica, ucciso un neonato
ruset@...
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28 febbario 2008

Era cinque anni fà
che ho dormito
in questo luogo.
Una clinica di cura
di una associazione medica e nonviolenta palestinese.
Persone che non rispondendo al sangue con il sangue
pazientemente cercano la fine delle ingiustizie,
e pazientemente, muoiono...
sotto le bombe di un amico dell'Italia,
sia dell'Italia di Berlusconi che di quella Prodi
Pazientemente si muore
sotto l'isolamento delle punizioni collettive
sotto il rumore senzazionalistico dei telegiornali.
Lontano dai nostri sguardi
oramai lontano anche dai nostri cuori
e così con Gaza muoriamo anche noi...e forse lo siamo già.
Logan

Da MORGANTINI Luisa <luisa.morgantini@...>

Care tutte e tutti,

vi invio sotto la drammatica notizia dell'ultimo attacco a Gaza. L'attacco ha
distrutto la sede centrale del Palestinian Medical Relief Society (PMRS)  a
Gaza e ha ucciso un neonato di 5 mesi.

La sede del PMRS ospitava la clinica principale del PMRS nella Striscia di
Gaza, la principale farmacia, un'ambulanza, un centro di sostegno per
portatori di handicap e gli uffici amministrativi.
L'ambulanza, tutti i medicinali e la maggior parte della strumentazione medica
sono stati distrutti. Anche l'edificio è stato seriamente danneggiato e non
potrà essere utilizzato senza prima aver effettuato dei lavori.

Un abbraccio

Luisa Morgantini




ATTACCO AEREO ISRAELIANO A GAZA: DISTRUTTA LA SEDE DI MEDICAL RELIEF, UCCISO
UN NEONATO



Ramallah 28-02-2008. Un attacco aereo israeliano diretto contro la sede del
Ministero dell'Interno a Gaza ha distrutto anche la vicina sede del Medical
Relief, assassinando un neonato di cinque mesi in un edificio residenziale
dell'area.



La sede di Medical Relief ospitava la principale clinica e farmacia della
Striscia di Gaza, un'ambulanza, un centro di sostegno per persone con handicap
e gli uffici amministrativi. L'ambulanza, tutte le medicine e buona parte
delle attrezzature sono andate distrutte. Lo stesso edificio e' seriamente
danneggiato e non potra' essere nuovamente utilizzato senza costosi interventi
di consolidamento e recupero.



L'attacco ha inoltre colpito un edificio residenziale, uccidendo nella sua
casa Mohamad Nasser Al-Borey, di cinque mesi.



Mustafa Barghouthi, membro dell'assemblea legislativa palestinese e presidente
del Medical Relief, ha dichiarato che "la punizione collettiva dei palestinesi
di Gaza ha raggiunto livelli inaccettabili. Questo ultimo attacco ha devastato
una parte essenziale del gia' seriamente devastato sistema sanitario di Gaza.
Israele ha perso ogni senso di umanita', e l'indifferenza della comunita'
internazionale gli consente una sanguinaria escalation di violenza contro un
popolo imprigionato in un gigantesco carcere. Queste continue violazioni del
diritto internazionale devono avere fine. Secondo le Convenzioni di Ginevra,
colpire personale medico e' un crimine. Organizzazioni regionali e singoli
stati devono intraprendere azioni immediate per proteggere il popolo
palestinese da Israele. Tutto questo deve finire, adesso".



Abdel Hadi Abu Khussa, direttore del Medical Relief nella Striscia di Gaza, ha
dichiarato che "la distruzione della piu' importante clinica e della farmacia,
dell'ambulanza e degli uffici e' un colpo terribile per le attivita' di
Medical Relief, e aumentera' le sofferenze del popolo di Gaza. Siamo vittime
di una punizione collettiva da parte di Israele".





*Medical Relief e' in Palestina tra le principali organizzazioni non
governative che offrono servizi sanitari, e nel 2007 ha raggiunto circa un
milione e mezzo di palestinesi in quasi cinquecento citta' e villaggi. Tutto
questo e' stato ottenuto attraverso un'ampia rete di infrastrutture e risorse
umane costruita a Gerusalemme, nella West Bank e nella Striscia di Gaza nel
corso di 29 anni di attivita'.

A Gaza, Medical Relief gestisce quattro centri per servizi primari, due
ambulanze e due cliniche mobili, oltre che un ampio programma di sostegno a
persone con handicap, in particolare bambini. Si occupa inoltre di programmi
individuali per pazienti in speciale stato di necessita', e ha un centro di
fisioterapia.

Davanti al completo blocco di Gaza attuato da Israele a partire dal gennaio
2008, il Medical Relief ha avviato programmi di emergenza per il sostegno alla
popolazione di Gaza.



Per ulteriori informazioni - Palestinian Medical Relief Society - www.pmrs.ps
<http://www.pmrs.ps/>  - telefono 00972 5 99 94 00 73 - fax 00972 2 296 99 91


----- Fine messaggio inoltrato -----



----- Fine messaggio inoltrato -----



----- Fine messaggio inoltrato -----

#4998 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Dom 24 Feb 2008 7:37 am
Oggetto: Fw: programma elettorale- albo obiettori
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
Sent: Saturday, February 23, 2008 11:52 PM
Subject: programma elettorale- albo obiettori

L'appello rivolto dall'Associazione Obiettori Nonviolenti (Aon) agli schieramenti politici che in queste ore stanno definendo il programma e scegliendo i candidati con i quali si presenteranno alle prossime elezioni politiche è il seguente:''Chiediamo programmi che contengano una seria politica di costruzione della pace, ma anche liste con uomini e donne che una volta eletti siano in grado di sostenerla con forza''.. Il presidende dell'Aon, Massimo Paolicelli dichiara: ''Questa è la prima volta che si vota con degli schieramenti semplificati, come ci dicono 'senza zavorre', quindi non ci sono più scuse di necessari equilibri e mediazioni, nei programmi possono scrivere cosa vogliono fare veramente per la pace e con le liste possono dirci chi candidano per realizzarle''. ''Come associazione -prosegue Paolicelli- abbiamo deciso di lanciare un decalogo con quelle che pensiamo siano le priorità per dare gambe ad una seria politica di pace. Ci auguriamo -conclude Paolicelli- che su questi temi, le forze politiche in campo si confrontino apertamente''. Ecco il decalogo dell'associazione indirizzato ai politici: - MISSIONI DI PACE - Avviare l'immediato ritiro delle nostre truppe dall'Afghanistan e chiedere la sostituzione dell'intervento militare Nato con una missione rigorosamente dentro il quadro delle Nazioni Unite. - INTERVENTI CIVILI DI PACE - Favorire la creazione di Corpi civili di pace con 1.000 uomini e donne che lavorano stabilmente per la prevenzione e la soluzione non armata e nonviolenta dei conflitti, affiancati dai ragazzi del servizio civile nazionale. - ALBO DEGLI OBIETTORI DI COSCIENZA - Istituire presso l'Ufficio nazionale per il servizio civile un albo degli obiettori di coscienza, dove possono registrarsi tutti quei cittadini che rifiutano la logica delle armi, anche in prospettiva del fatto che la leva obbligatoria è solo congelata e che quindi in certe condizioni può essere riattivata.  SERVIZIO CIVILE NAZIONALE - Dare gambe al nuovo servizio civile nazionale, come esperienza di difesa della Patria e di cittadinanza attiva destinandogli le risorse necessarie. - EDUCAZIONE ALLA PACE - Istituire un Istituto di ricerca per la pace, che possa realizzare studi e ricerche sulla pace ed il disarmo. Avviare programmi di educazione alla pace in tutte le scuole di ogni ordine e grado. - RIDUZIONE DELLE SPESE MILITARI - Ridurre le spese militari, arrivate quest'anno ad oltre 23 miliardi di euro, portando l'organico delle Forze armate a 120.000 unità (oggi con 190.000 militari ci sono più graduati che truppa) e sospendendo inutili e costosissimi programmi per sistemi d'arma come quello del Joint Strike Fighter (aereo d'attacco con capacità di trasporto di ordigni nucleari). - RICONVERSIONE DELL'INDUSTRIA BELLICA - Creazione di una agenzia nazionale che promuova e sostenga la riconversione dell'industria bellica. - INCISIVI CONTROLLI SUL COMMERCIO DELLE ARMI - Chiediamo l'applicazione rigorosa della legge 185/90 sul commercio delle armi, un export aumentato nell'ultimo anno del 61% arrivando ad oltre 21 miliardi di euro. Bloccare il palese conflitto d'interessi che si ha con il passaggio dei vertici militari alle alte cariche dirigenziali dell'industria delle armi. - LEGGI SU ARMI LEGGERE E CONTRACTORS - Vogliamo una legge sul commercio delle armi leggere che ricalchi l'impostazione della L. 185/90 e una legge sulle società di sicurezza privata a cui già oggi ricorriamo in Iraq, senza nessun tipo di garanzia. - COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO - Raggiungere in tempi certi l'obiettivo dello 0,70% del Pil da destinare alla cooperazione allo sviluppo.

(Delt@ Anno VI°, N. 40 - 41 del  22 - 23 Febbraio  2008) 


#4997 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 23 Feb 2008 6:20 pm
Oggetto: Re: Aumentano i disertori americani a Vicenza
locascio.francesco@...
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Numero 7 Anno 2008!
p.s. Nonviolenza e garbo suggeriscono, a qualsiasi ètà, l'uso di allocuzioni quali, "per favore".
Troppe volte appaiono in lista interventi sgarbati che danno adito a fiammate polemiche di cui non abbiamo necessità.
(bastava usare google...).
 
Pace, forza, Gioia!
Francesco
 
----- Original Message -----
Sent: Saturday, February 23, 2008 7:07 AM
Subject: Re: [MIR-Riconciliazione] Aumentano i disertori americani a Vicenza

La citazione "dall'espresso" senza indicazione di data, non è utile, non è credibile.
Questo importantissimo testo va diffuso con tutta la cura.
Fatemi sapere la data precisa. Grazie.
Enrico Peyretti
Mir-Mn Torino
----- Original Message -----
Sent: Saturday, February 23, 2008 12:32 AM
Subject: [MIR-Riconciliazione] Aumentano i disertori americani a Vicenza

 
dall'espresso, attualità

LA CAMPAGNA PACIFISTA

E il parà Usa disse: Signornò

di Raffaella Scaglietta

*Aumentano i disertori americani a Vicenza: "Non crediamo più nella

guerra". E il comitato contro la base vuole un centro per assisterli*

Non ci sono solo 'agnelli' pronti al sacrificio tra le file

dell'esercito americano che combatte la guerra contro il terrorismo.

Dall'inizio delle operazioni in Iraq e in Afghanistan, sono stati in

seimila a dire addio alle armi disertando. Uno di loro lo ha fatto

tornando dalla caserma Ederle di Vicenza, nell'aprile del 2007, prima di

partire in missione in Afghanistan con i parà della 173ma brigata. "Mi

sono arruolato dopo gli attacchi dell'11 settembre per una causa nobile:

sconfiggere il terrorismo e aiutare a liberare i popoli oppressi. Poi mi

sono accorto che queste ragioni erano solo di facciata: gli obiettivi

dell'esercito erano quelli di rendere l'America più potente nel mondo e

diffondere il controllo militare senza più intervenire", racconta Russel

Hoitt, ex specialista radio ed esperto in munizioni della brigata

d'assalto statunitense.

Solo nella base americana di Vicenza nell'ultimo anno le diserzioni sono

state almeno dieci. Parà che hanno vissuto la guerra e hanno detto

basta. "Il fenomeno è in aumento e qui stiamo preparando l'apertura di

un centro di sostegno per i disertori", racconta Patrizia Cammarata, una

signora vicentina molto impegnata nella campagna contro la guerra del

Comitato Est Vicenza che insieme al movimento No al Dal Molin tenta di

fermare l'allargamento della base americana.

Russel oggi ha 25 anni, viene dal New Hampshire. La sua storia è quella

di migliaia di volontari delle forze armate Usa: si è arruolato nel

settembre del 2005 lasciandosi dietro lavori di "poco conto". "Ma ho

iniziato ad avere seri dubbi parlando con i miei commilitoni che erano

stati al fronte. Loro raccontavano ridendo le incursioni, le vittime

civili e quelli che vengono chiamati 'incidenti di percorso'. Ci

scherzavano su. Ogni uccisione era diventata un'azione di cui essere

fiero, dicevano che era 'cool'", spiega con voce tranquilla il disertore

americano di Vicenza: "Era cool investire e uccidere un ragazzino che

passava per strada in bicicletta. Era cool coprire i compagni se durante

un'azione si colpiva un poliziotto afgano per sbaglio. Era cool

fotografare i cadaveri dei nemici massacrati e portarli in caserma come

trofei. Per molti uccidere era diventato un divertimento, non esisteva

rispetto per la vita. Non a caso, tra i tanti canti, versi e parole che

ci fanno recitare durante l'addestramento c'è una frase che dice: 'Il

sangue fa crescere l'erba più alta'". Così è nata la sua scelta: "Troppi

civili sono stati ammazzati: tra Iraq e Afghanistan il bilancio supera

quello delle vittime delle Torri Gemelle. Ho deciso di non voler

diventare un oppressore o, peggio, complice di crimini di guerra coperti

dall'omertà di gruppo: per questo ho preparato la mia diserzione, in

silenzio".

è molto difficile convivere con i dubbi senza che i sergenti o i

commilitoni se ne accorgano: si vive per mesi spalla a spalla.

Condividere i dubbi, significa rischiare minacce e punizioni.

Abbandonare l'esercito vuol dire perdere tanti soldi e finire in cella

per diserzione. Solo chi può certificare problemi mentali o malattie

gravi ottiene l'esonero. Oppure bisogna dimostrare l'obiezione di

coscienza: provare che sono maturate convinzioni religiose contro l'uso

delle armi. Ma il 90 per cento viene bocciato. Russel quindi ha scelto

l'unica via di fuga concreta: ha mantenuto il silenzio. Poi, quando è

riuscito a ottenere una licenza negli Usa, si è presentato dicendo che

rifiutava di partire in missione perchè non condivideva più quel tipo di

guerra. L'unica strada legale per evitare l'arresto immediato.

Russel con la sua scelta è diventato un simbolo del movimento vicentino

che si oppone alla guerra e al potenziamento della base americana. Nel

centro veneto, caserma dei parà destinati ad alcune delle operazioni più

rischiose, ci sono altri sette disertori che stanno affrontando la

giustizia militare americana. Uno in caserma, due agli arresti

domiciliari e quattro che aspettano la sentenza del tribunale. Per

aiutarli i comitati pacifisti adesso vogliono creare il centro di

sostegno. In Germania c'è già una struttura che assiste chi vuole

gettare la divisa. "è da lì", spiega Patrizia Cammarata, "che riceviamo

messaggi e lettere da Chriss Capps e James Circello, altri due disertori

della base vicentina che hanno lanciato un appello internazionale contro

la guerra e l'aumento delle basi militari nel mondo". n


_______________________________________________
fi-list mailing list
fi-list@unponteper.it
http://lists.unponteper.it/listinfo.cgi/fi-list-unponteper.it


#4996 Da: Alex Colantonio <alex.colantonio@...>
Data: Sab 23 Feb 2008 7:58 am
Oggetto: [Fwd: COMUNICATO STAMPA: Offensiva dell'esercito della Turchia contro il popolo kurdo]
alexcolantonio
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Comunicato stampa

*Offensiva dell´esercito della Turchia contro il popolo kurdo*

* *

Roma, 22 febbraio 2008

La Turchia ha intrapreso un´incursione militare di terra entrando nel
territorio del popolo kurdo in Iraq. Proprio nella giornata mondiale
sulla madre lingua la Turchia non ha ritenuto sufficiente limitare la
libertà di parola e vietare l´uso della lingua kurda. Ieri alle 19 sono
iniziati gli scontri dove sono rimasti uccisi 2 soldati e feriti altri 8.

La Turchia con questa operazione, coordinata da 10 generali e con la
partecipazione di decine di migliaia di soldati, non avrà risultato,
come è stato anche per le 24 operazioni precedenti fatte in passato, e
non farà altro che creare una nuova Jugoslavia e allontanare il popolo
kurdo da una prospettiva di convivenza nel Paese. Nonostante lo Stato
turco abbia riconosciuto solo due giorni fa l´indipendenza del Kosovo,
non tollera un´indipendenza del popolo kurdo in Iraq né il
riconoscimento dei diritti culturali e i diritti del identità del popolo
kurdo in Turchia.

Allo stesso tempo, 40 Guardiani di villaggio Sat (Yuksekova) sono stati
fermati per non aver voluto partecipare alle operazioni di terra
dell´esercito turco. Inoltre, i Guardiani del villaggio del territorio
di Oramar che hanno voluto lasciare le armi non sono stati accettati dai
militari.

Noi, come comunità kurda, abbiamo più volte sottolineato che la
questione kurda in Turchia non va affrontata militarmente. Invitiamo lo
Stato turco a riflettere in merito al problema e ad affrontare la
questione kurda politicamente, come ha già fatto mediando per la
minoranza turca in Bulgaria. Altrimenti al popolo kurdo non rimane altro
che chiedere l´indipendenza dalla Turchia, proprio perché non viene
ancora una volta compreso il linguaggio politico e pacifico del popolo
kurdo.

E´ necessario che la comunità internazionale, in primo luogo l´Europa e
con essa l´Italia, faccia sentire la propria voce contro le violenze e i
soprusi dello Stato turco richiamando con determinazione Ankara
all´osservanza dei diritti civili e umani nei confronti della
popolazione kurda e facendo comprendere alla Turchia che la questione va
affrontata politicamente e non militarmente.

#4995 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Sab 23 Feb 2008 6:07 am
Oggetto: Re: Aumentano i disertori americani a Vicenza
e.pey@...
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La citazione "dall'espresso" senza indicazione di data, non è utile, non è credibile.
Questo importantissimo testo va diffuso con tutta la cura.
Fatemi sapere la data precisa. Grazie.
Enrico Peyretti
Mir-Mn Torino
----- Original Message -----
Sent: Saturday, February 23, 2008 12:32 AM
Subject: [MIR-Riconciliazione] Aumentano i disertori americani a Vicenza

 
dall'espresso, attualità

LA CAMPAGNA PACIFISTA

E il parà Usa disse: Signornò

di Raffaella Scaglietta

*Aumentano i disertori americani a Vicenza: "Non crediamo più nella

guerra". E il comitato contro la base vuole un centro per assisterli*

Non ci sono solo 'agnelli' pronti al sacrificio tra le file

dell'esercito americano che combatte la guerra contro il terrorismo.

Dall'inizio delle operazioni in Iraq e in Afghanistan, sono stati in

seimila a dire addio alle armi disertando. Uno di loro lo ha fatto

tornando dalla caserma Ederle di Vicenza, nell'aprile del 2007, prima di

partire in missione in Afghanistan con i parà della 173ma brigata. "Mi

sono arruolato dopo gli attacchi dell'11 settembre per una causa nobile:

sconfiggere il terrorismo e aiutare a liberare i popoli oppressi. Poi mi

sono accorto che queste ragioni erano solo di facciata: gli obiettivi

dell'esercito erano quelli di rendere l'America più potente nel mondo e

diffondere il controllo militare senza più intervenire", racconta Russel

Hoitt, ex specialista radio ed esperto in munizioni della brigata

d'assalto statunitense.

Solo nella base americana di Vicenza nell'ultimo anno le diserzioni sono

state almeno dieci. Parà che hanno vissuto la guerra e hanno detto

basta. "Il fenomeno è in aumento e qui stiamo preparando l'apertura di

un centro di sostegno per i disertori", racconta Patrizia Cammarata, una

signora vicentina molto impegnata nella campagna contro la guerra del

Comitato Est Vicenza che insieme al movimento No al Dal Molin tenta di

fermare l'allargamento della base americana.

Russel oggi ha 25 anni, viene dal New Hampshire. La sua storia è quella

di migliaia di volontari delle forze armate Usa: si è arruolato nel

settembre del 2005 lasciandosi dietro lavori di "poco conto". "Ma ho

iniziato ad avere seri dubbi parlando con i miei commilitoni che erano

stati al fronte. Loro raccontavano ridendo le incursioni, le vittime

civili e quelli che vengono chiamati 'incidenti di percorso'. Ci

scherzavano su. Ogni uccisione era diventata un'azione di cui essere

fiero, dicevano che era 'cool'", spiega con voce tranquilla il disertore

americano di Vicenza: "Era cool investire e uccidere un ragazzino che

passava per strada in bicicletta. Era cool coprire i compagni se durante

un'azione si colpiva un poliziotto afgano per sbaglio. Era cool

fotografare i cadaveri dei nemici massacrati e portarli in caserma come

trofei. Per molti uccidere era diventato un divertimento, non esisteva

rispetto per la vita. Non a caso, tra i tanti canti, versi e parole che

ci fanno recitare durante l'addestramento c'è una frase che dice: 'Il

sangue fa crescere l'erba più alta'". Così è nata la sua scelta: "Troppi

civili sono stati ammazzati: tra Iraq e Afghanistan il bilancio supera

quello delle vittime delle Torri Gemelle. Ho deciso di non voler

diventare un oppressore o, peggio, complice di crimini di guerra coperti

dall'omertà di gruppo: per questo ho preparato la mia diserzione, in

silenzio".

è molto difficile convivere con i dubbi senza che i sergenti o i

commilitoni se ne accorgano: si vive per mesi spalla a spalla.

Condividere i dubbi, significa rischiare minacce e punizioni.

Abbandonare l'esercito vuol dire perdere tanti soldi e finire in cella

per diserzione. Solo chi può certificare problemi mentali o malattie

gravi ottiene l'esonero. Oppure bisogna dimostrare l'obiezione di

coscienza: provare che sono maturate convinzioni religiose contro l'uso

delle armi. Ma il 90 per cento viene bocciato. Russel quindi ha scelto

l'unica via di fuga concreta: ha mantenuto il silenzio. Poi, quando è

riuscito a ottenere una licenza negli Usa, si è presentato dicendo che

rifiutava di partire in missione perchè non condivideva più quel tipo di

guerra. L'unica strada legale per evitare l'arresto immediato.

Russel con la sua scelta è diventato un simbolo del movimento vicentino

che si oppone alla guerra e al potenziamento della base americana. Nel

centro veneto, caserma dei parà destinati ad alcune delle operazioni più

rischiose, ci sono altri sette disertori che stanno affrontando la

giustizia militare americana. Uno in caserma, due agli arresti

domiciliari e quattro che aspettano la sentenza del tribunale. Per

aiutarli i comitati pacifisti adesso vogliono creare il centro di

sostegno. In Germania c'è già una struttura che assiste chi vuole

gettare la divisa. "è da lì", spiega Patrizia Cammarata, "che riceviamo

messaggi e lettere da Chriss Capps e James Circello, altri due disertori

della base vicentina che hanno lanciato un appello internazionale contro

la guerra e l'aumento delle basi militari nel mondo". n


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#4994 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 22 Feb 2008 11:32 pm
Oggetto: Aumentano i disertori americani a Vicenza
locascio.francesco@...
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dall'espresso, attualità

LA CAMPAGNA PACIFISTA

E il parà Usa disse: Signornò

di Raffaella Scaglietta

*Aumentano i disertori americani a Vicenza: "Non crediamo più nella

guerra". E il comitato contro la base vuole un centro per assisterli*

Non ci sono solo 'agnelli' pronti al sacrificio tra le file

dell'esercito americano che combatte la guerra contro il terrorismo.

Dall'inizio delle operazioni in Iraq e in Afghanistan, sono stati in

seimila a dire addio alle armi disertando. Uno di loro lo ha fatto

tornando dalla caserma Ederle di Vicenza, nell'aprile del 2007, prima di

partire in missione in Afghanistan con i parà della 173ma brigata. "Mi

sono arruolato dopo gli attacchi dell'11 settembre per una causa nobile:

sconfiggere il terrorismo e aiutare a liberare i popoli oppressi. Poi mi

sono accorto che queste ragioni erano solo di facciata: gli obiettivi

dell'esercito erano quelli di rendere l'America più potente nel mondo e

diffondere il controllo militare senza più intervenire", racconta Russel

Hoitt, ex specialista radio ed esperto in munizioni della brigata

d'assalto statunitense.

Solo nella base americana di Vicenza nell'ultimo anno le diserzioni sono

state almeno dieci. Parà che hanno vissuto la guerra e hanno detto

basta. "Il fenomeno è in aumento e qui stiamo preparando l'apertura di

un centro di sostegno per i disertori", racconta Patrizia Cammarata, una

signora vicentina molto impegnata nella campagna contro la guerra del

Comitato Est Vicenza che insieme al movimento No al Dal Molin tenta di

fermare l'allargamento della base americana.

Russel oggi ha 25 anni, viene dal New Hampshire. La sua storia è quella

di migliaia di volontari delle forze armate Usa: si è arruolato nel

settembre del 2005 lasciandosi dietro lavori di "poco conto". "Ma ho

iniziato ad avere seri dubbi parlando con i miei commilitoni che erano

stati al fronte. Loro raccontavano ridendo le incursioni, le vittime

civili e quelli che vengono chiamati 'incidenti di percorso'. Ci

scherzavano su. Ogni uccisione era diventata un'azione di cui essere

fiero, dicevano che era 'cool'", spiega con voce tranquilla il disertore

americano di Vicenza: "Era cool investire e uccidere un ragazzino che

passava per strada in bicicletta. Era cool coprire i compagni se durante

un'azione si colpiva un poliziotto afgano per sbaglio. Era cool

fotografare i cadaveri dei nemici massacrati e portarli in caserma come

trofei. Per molti uccidere era diventato un divertimento, non esisteva

rispetto per la vita. Non a caso, tra i tanti canti, versi e parole che

ci fanno recitare durante l'addestramento c'è una frase che dice: 'Il

sangue fa crescere l'erba più alta'". Così è nata la sua scelta: "Troppi

civili sono stati ammazzati: tra Iraq e Afghanistan il bilancio supera

quello delle vittime delle Torri Gemelle. Ho deciso di non voler

diventare un oppressore o, peggio, complice di crimini di guerra coperti

dall'omertà di gruppo: per questo ho preparato la mia diserzione, in

silenzio".

è molto difficile convivere con i dubbi senza che i sergenti o i

commilitoni se ne accorgano: si vive per mesi spalla a spalla.

Condividere i dubbi, significa rischiare minacce e punizioni.

Abbandonare l'esercito vuol dire perdere tanti soldi e finire in cella

per diserzione. Solo chi può certificare problemi mentali o malattie

gravi ottiene l'esonero. Oppure bisogna dimostrare l'obiezione di

coscienza: provare che sono maturate convinzioni religiose contro l'uso

delle armi. Ma il 90 per cento viene bocciato. Russel quindi ha scelto

l'unica via di fuga concreta: ha mantenuto il silenzio. Poi, quando è

riuscito a ottenere una licenza negli Usa, si è presentato dicendo che

rifiutava di partire in missione perchè non condivideva più quel tipo di

guerra. L'unica strada legale per evitare l'arresto immediato.

Russel con la sua scelta è diventato un simbolo del movimento vicentino

che si oppone alla guerra e al potenziamento della base americana. Nel

centro veneto, caserma dei parà destinati ad alcune delle operazioni più

rischiose, ci sono altri sette disertori che stanno affrontando la

giustizia militare americana. Uno in caserma, due agli arresti

domiciliari e quattro che aspettano la sentenza del tribunale. Per

aiutarli i comitati pacifisti adesso vogliono creare il centro di

sostegno. In Germania c'è già una struttura che assiste chi vuole

gettare la divisa. "è da lì", spiega Patrizia Cammarata, "che riceviamo

messaggi e lettere da Chriss Capps e James Circello, altri due disertori

della base vicentina che hanno lanciato un appello internazionale contro

la guerra e l'aumento delle basi militari nel mondo". n


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#4993 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 22 Feb 2008 1:01 pm
Oggetto: Fw: [agora] [REQ] stand informativi a LOCRI 1° MARZO manifestazione nazionale + dirette tv e radio
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
Sent: Friday, February 22, 2008 1:14 PM
Subject: [agora] [REQ] stand informativi a LOCRI 1° MARZO manifestazione nazionale + dirette tv e radio

Dando una mano per la manifestazione contro le mafie per la democrazia e il bene comune
del 29 febbraio e 1° marzo a Locri...

... ecco l'ultima:
Le associazioni che sono interessate ad esporre materiale informativo (opuscoli, depliant ecc.) in Piazza a Locri durante la manifestazione del 1 marzo, possono usufruire dei gazebo messi a disposizione dal Consorzio Goel, previa comunicazione.
Ovviamente l'invito vale subito e per tutti, e c'è da fare in... frettissima.
Considerato poi che [fair], Associazione BOTTEGHE DEL MONDO, Rete Radié Resch, MIR, Pax Christi, Ctm altromercato, Movimento Nonviolento, ProgettoMondo MLAL, Associazione Marco Mascagna, "Mondo Amico", EQuiStiamo, Laboratorio per la nonviolenza di MAG 6 di Reggio Emilia, Bilanci di Giustizia di Aosta, Torino, Quarrata e Roma, MAG 2 Finance
e chissà quanti altri gruppi lillipuziani (a iniziare da diversi nodi) aderiscono, non sarebbe utile di concentrare più forze in uno o più stand lillipuziani?

Inoltre è disponibile la diretta TV e Radio: se conosciamo webradio, webtv, o radio e tv locali, satellitari o anche di  più ampia diffusione che potrebbero essere interessati, mettiamoli immediatamente in contatto diretto con darvant@... .
Marco Siino
Palermo

(con buona pace di Michele Boato e Nuovo Municipio... perchè invece che a Bologna e Firenze non li incontriamo a Locri? forse varrebbe la pena unire le forze per una buona causa...)





__________

1° marzo, tutti a Locri! liberi dalle mafie, per la democrazia e per il bene comune

Argomento: In Movimento / Manifestazioni

Le Comunità Libere invitano a una grande manifestazione nazionale Sabato 1° Marzo per "un'ALLEANZA contro le mafie e le massonerie deviate, per la democrazia e il bene comune!".

L'arcipelago Lilliput risponde: CI SAREMO!

Abbiamo aderito con forza all'appello "nella Locride per VINCERE in Calabria!"; siamo da tempo vicini alle Comunità Libere, conosciamo il loro valore, la loro forza, il loro coraggio, e anche in questo momento di prova sappiamo che il sogno che hanno avviato può andare avanti. Le difficoltà generano paura ma sono anche opportunità nuove. Sentiamoci parte di questa opportunità, per non lasciarli soli ma anzi per attivare una solidarietà che sia sempre più solida, responsabile, attenta, rispettosa! Senza fermarci alla prima emotività, senza accontentarci di respirare la speranza che la loro esperienza evoca, ma cercando di conoscere, informarci, ascoltare, sostenere, per prendere coscienza di quanto la battaglia sia anche la nostra.
Invitiamo quindi ciascuna associazione, gruppo, nodo, GAS, bottega del mondo, DES ad aderire all'appello, e soprattutto ad esserci e partecipare attivamente, numerosi, da tutte le parti d'Italia, con le magliette col mondo con le ali. La tre giorni (29/2 - 2/3) culminerà al Sabato, ecco gli orari...



  • ore 12,00 - Convocazione del corteo e SEGNO di apertura della Manifestazione. Aprirà la Manifestazione, alle porte del Comune di Locri, un grande segno simbolico, che parlerà al nostro popolo, a tutti i partecipanti, alle mafie e alle massonerie deviate, alla classe politica regionale e nazionale... (un segno forte, che esprima il nostro desiderio di cambiamento, che non abbia bisogno di parole per essere inteso...)

  • ore 12,30 - Avvio del Corteo verso la piazza di Locri
  • ore 13,30 - Festa e Testimonianze: musica, video e interventi sul Palco della Manifestazione
    3 sessioni musicali da mezz'ora ciascuna a cura dei migliori artisti della Calabria.
    4 sessioni di almeno 20 minuti ciascuna durante le quali si proietterà un video delle migliori esperienze di lavoro e speranza nate dal movimento promotore del 1 Marzo. Dal Palco, testimonianze d'impegno di esponenti delle realtà che hanno firmato l'appello del 1 Marzo.

  • ore 18,00 - Si conclude la Manifestazione "sigillando" l'Alleanza - prefigurata nell'appello - tra persone e movimenti a livello nazionale.
  • ore 20,00 - Concerto per la Libertà e la Democrazia:
    i migliori artisti della nostra terra, Musica contro la 'ndrangheta e le massonerie deviate!


Tutti i documenti e le notizie sulla manifestazione si possono reperire cliccando qui

E' reperibile anche materiale video liberamente scaricabile.


Treni, pullmann e voli

Suggeriamo di prenotare treni e aerei di linea che consentano di essere presenti la mattina stessa del 1° marzo a Locri.
Ciascuna associazione, gruppo, nodo, GAS, bottega del mondo, DES disponibile raccolga quante più partecipazioni per il 1° marzo possibili.
Gli aereoporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria sono equidistanti da Locri. Per chi arriverà la mattina del 1° marzo a questi aereoporti sarà disponibile un servizio navetta verso Locri. Con un numero minimo di almeno 160 persone, stiamo verificando la possibilità di avere anche degli Aerei dedicati.


Accoglienza, Vitto e Alloggio:
Agenzia del Consorzio GOEL
Numero Verde: 800.91.35.40
Mail: agenzia [at] consorziosociale.coop

Oltre alle strutture ricettive del Consorzio GOEL, l'Agenzia provvederà a fornire un'elenco di strutture convenzionate per il 1° marzo.


A CIASCUNO DI FARE QUALCOSA:

vedi concretamente > che cosa puoi fare anche tu < per la migliore riuscita del 1° marzo. Dipende anche da te!


Ecco alcune tra le prime adesioni all'appello:

la Rete Radié Resch, il MIR Movimento Internazionale della Riconciliazione, [fair], l'Associazione BOTTEGHE DEL MONDO, Pax Christi Italia, Ctm altromercato, il Movimento Nonviolento, il ProgettoMondo MLAL,
l'Associazione Marco Mascagna di Napoli, la bottega "Mondo Amico" di Nuoro, EQuiStiamo - Gruppo e Bottega di Acquisto Solidale, Commercio Equo e Solidale, Consumo Consapevole di Vicenza, il Laboratorio per la nonviolenza nell'associazione MAG 6 di Reggio Emilia, i Bilanci di Giustizia di Aosta, Torino, Quarrata e Roma, il Forum Bambini e Adolescenti nel Mediterraneo di Iglesias, il Gruppo Consumo Critico Val d'Illasi di Caldiero, i G.A.S. di Quarrata, Merano e Cadorago, il "GASS" di Salsomaggiore, Giovani e Missione di Padova, MAG 2 Finance,la Circoscrizione soci Banca Etica di Padova, Legambiente Fidenza, il VIS di Sicilia, il Centro Poggeschi di Bologna;
le botteghe Enghera di Acireale e Seme di Pace di Portici (NA), la Bottega Solidale di Genova, la Bottega della Solidarietà di Savona, la Bottega del Sole di Carpi (MO), il Comitato Addiopizzo di Palermo, il gruppo Trentino del Progetto Continenti, l'AITR Associazione Italiana Turismo Responsabile, i "Cantieri sociali", le riviste "Carta" e "Vita", Volontari per lo Sviluppo, la Comunità ecclesiale di Sant'Angelo di Milano, il SAE Segretariato Attività Ecumeniche, l'Associazione T-ERRE Turismo Responsabile di Faenza, il Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche, Ferrara Terzo Mondo, il Coordinamento Nord Sud del Mondo di Milano, L'isola che c'è di Como;
Greenpeace Italia, l'AIAB (agricoltura biologica), il Centro siciliano di documentazione 'Giuseppe Impastato', l'Associazione interventi per la gestione nonviolenta dei conflitti di Firenze, Chico Mendes onlus s.c.s.r.l. di Milano, L'Isola Possibile, 20dipace di Castelnovo di sotto, la Commissione Giustizia e Pace dei Domenicani italiani, il Circolo Culturale Popilia di Cosenza, Cittadinanzattiva di Lombardia e Sicilia


La sera prima, Venerdì 29 febbraio alle ore 21,00, viene organizzata una

Veglia di Preghiera Ecumenica per la Libertà e la Democrazia in Calabria

"Siamo convinti che il percorso di liberazione della nostra terra avrà successo se imbevuto di una grande dose di spiritualità. Essa ci aiuta a vedere oltre l'orizzonte dell'ineluttabile e del pragmatismo, ci aiuta a sognare. Chi di noi è radicato in un percorso cristiano sa che senza Dio in Calabria non si vince, ma sopratutto non si convince...
Pregheremo insieme cattolici ed evangelici, in profonda comunione e corresponsabilità."



Vedi anche



Nota: La "Comunità di Liberazione" costituisce il punto Lilliput di Gioiosa Jonica
Le Comunità Libere (che la Comunità di Liberazione promuove) si autodefiniscono "Movimento di difesa popolare nonviolento"


#4992 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Ven 22 Feb 2008 1:01 pm
Oggetto: Fw: Locri 1 marzo: vieni anche tu!
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
From: Addiopizzo
Sent: Friday, February 22, 2008 12:50 PM
Subject: Locri 1 marzo: vieni anche tu!

Locri 1 marzo

 

Manifestazione nazionale

 

“Locri 1° Marzo”: una grande manifestazione “contro le mafie e le massonerie deviate, per la democrazia e il bene comune”, indetta dal movimento “Comunità Libere” e dal consorzio di imprese sociali della Locride “Goel”, oggi minacciati pesantemente dalla 'ndrangheta.

 

Addiopizzo invita a partecipare dalla Sicilia: liberare l'economia dalle mafie, tagliare i ponti delle complicità istituzionali, sconfiggere la mentalità del “destino” con gesti concreti di cambiamento sono gli impegni comuni, a Palermo come in Calabria.

 

Sabato 1 a mezzogiorno il corteo dirigerà verso la piazza, dove per tutto il pomeriggio si alterneranno musica, video e interventi dei leader di Greenpeace, Libera, Coldiretti, Legacoop, Associazione Botteghe del Mondo, ACLI, Rete Lilliput, Comunità Libere, e di CSV.net, i Centri Servizi Volontariato. Poi, dalle 20, il “Concerto per la Libertà e la Democrazia” con diverse band di rilievo; tra loro, "Il parto delle nuvole pesanti". La sera prima, venerdì 29 febbraio, alle 21 i movimenti ecumenici invitano a una veglia di preghiera.

 

Il CESVOP (centro servizi volontariato) mette a disposizione i mezzi per il viaggio dalla Sicilia Occidentale. Per partecipare alla manifestazione, conviene prenotarsi via internet dal sito http://www.addiopizzo.org/1marzo.

 

Alla manifestazione di Locri finora hanno aderito, tra le altre, le riviste "Carta" e "Isola possibile", il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", l'Associazione italiana turismo responsabile e numerose amministrazioni comunali.

Ogni informazione è disponibile sul sito di Addiopizzo.

 

http://www.addiopizzo.org/1marzo

TEL. 3290297956

1marzo@...



Comitato Addiopizzo

 


#4991 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Lun 18 Feb 2008 9:26 pm
Oggetto: Fw: [glt NV] Anniversario LOGO PACE
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
From: "Massimiliano Pilati" <massi.pilati@...>
To: <coordinamento@...>
Cc: <nonviolenti@...>;
<"glt-nonviolenza@..."@vandana.altranet.it>
Sent: Monday, February 18, 2008 4:17 PM
Subject: [glt NV] Anniversario LOGO PACE


> Inoltro perchè interessante.
> Aloha, Massimiliano.
> --
> Prima che tu sorrida, ti ho sorriso. (Aldo Capitini da "Colloquio
> corale").
>
> IL LOGO DELLA PACE (Gran Bretagna 1958: Simbolo della Campaign for nuclear
> Disarmement). Il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero: ''E'
> un
> simbolo che ho incontrato dappertutto: in Europa come in America. E' un
> simbolo universale, riconosciuto in tutto il mondo (...) non è stato mai
> registrato. Non è di nessuno quindi è di tutti'' - a cura di pfls
> ''nella società di oggi i 'valori' e i simboli hanno più valore di un
> tempo.
> La società ha bisogno di identificazioni simboliche''
> lunedì 18 febbraio 2008.
>
> [...] A inventare il simbolo, che è riuscito a imporsi sul suo più diretto
> concorrente, la colomba della pace di Picasso, è stato Gerald Holtom.
> Obiettore di coscienza durante la Seconda guerra mondiale, decisione non
> scontata per quei tempi, Holtom, al termine del conflitto si avvicinò al
> Cnd
> diventandone presto attivista. Ai membri dell'organizzazione propose uno
> strano logo disegnato, qualche tempo prima, in nome della pace.
> L'idea nacque dopo aver studiato l'opera di Goya sui popolani madrileni
> fucilati dalle truppe di Napoleone. In particolare, la sua attenzione
> cadde
> su due personaggi: uno morto con le braccia abbassate e un altro vivo con
> le
> braccia alzate. Stilizzando tali posizioni e ispirandosi alla gestualità
> che
> i marinai utilizzano per comunicare a distanza tramite le bandierine (la
> lettera 'N' di 'nuclear', indicata dalla linea verticale, la lettera 'D'
> di
> 'disarmament', corrispondente alle linee inclinate, e il cerchio che
> rappresenta la parola 'globale'), realizzò il simbolo della pace che i
> pacifisti inglesi riprodussero durante le marce da Londra ad Aldermaston
> [...]
> ________________________________________
> L'esportazione e la consacrazione negli Usa
> Il simbolo della pace compie 50 anni
> Nato nel 1958 in Gran Bretagna, è composto da una linea verticale e da due
> linee inclinate verso il basso, inscritte in un cerchio. A ispirare il
> logo
> un quadro di Goya e le segnalazioni a vista dei marinai. E la cosa curiosa
> è
> che il marchio non è mai stato registrato. Il ministro della Solidarietà
> sociale, Ferrero: ''Non è di nessuno e quindi è di tutti''
>
> Roma, 17 feb. (Adnkronos) - Mezzo secolo e ancora contemporaneo. Compie
> cinquant'anni il simbolo della pace, composto da una linea verticale e due
> linee inclinate verso il basso, inscritte in un cerchio. Diventato negli
> anni uno dei loghi più conosciuti, associato all'America degli anni '60 e
> alla cultura hippie, nasce in realtà in Gran Bretagna nel 1958 come
> simbolo
> della Cnd (Campaign for nuclear Disarmement), organizzazione pacifista che
> aveva tra i suoi promotori il filosofo Bertrand Russell (1872-1970). Il
> primo utilizzo pubblico del simbolo risale infatti alla marcia di
> Aldermaston, località sede di una base militare e di una fabbrica di armi
> nucleari, in Inghilterra, come descritto in un articolo sulla
> manifestazione
> dal 'Manchester Guardian'.
> A inventare il simbolo, che è riuscito a imporsi sul suo più diretto
> concorrente, la colomba della pace di Picasso, è stato Gerald Holtom.
> Obiettore di coscienza durante la Seconda guerra mondiale, decisione non
> scontata per quei tempi, Holtom, al termine del conflitto si avvicinò al
> Cnd
> diventandone presto attivista. Ai membri dell'organizzazione propose uno
> strano logo disegnato, qualche tempo prima, in nome della pace.
> L'idea nacque dopo aver studiato l'opera di Goya sui popolani madrileni
> fucilati dalle truppe di Napoleone. In particolare, la sua attenzione
> cadde
> su due personaggi: uno morto con le braccia abbassate e un altro vivo con
> le
> braccia alzate. Stilizzando tali posizioni e ispirandosi alla gestualità
> che
> i marinai utilizzano per comunicare a distanza tramite le bandierine (la
> lettera 'N' di 'nuclear', indicata dalla linea verticale, la lettera 'D'
> di
> 'disarmament', corrispondente alle linee inclinate, e il cerchio che
> rappresenta la parola 'globale'), realizzò il simbolo della pace che i
> pacifisti inglesi riprodussero durante le marce da Londra ad Aldermaston.
> Proprio nel 1958 vennero realizzati i primi distintivi in ceramica con il
> simbolo della pace. Oggetti che furono distribuiti con un foglietto 'di
> istruzioni' nel quale si spiegava che in caso di disastro atomico quello
> sarebbe stato uno dei pochi manufatti umani a restare integro.
> Alle marce tra Londra e Aldermaston parteciparono molte persone tra cui un
> collaboratore di Martin Luther King, Bayard Rustin, che, affascinato
> dall'idea, 'esportò' il simbolo negli Stati Uniti dove venne adottato
> dagli
> attivisti per i diritti civili. Nella metà degli anni '60, comparve nelle
> dimostrazioni contro la guerra del Vietnam, dipinto sulle bandiere
> americane, sui vestiti dei contestatori e persino sugli elmetti dei
> militari
> impegnati al fronte, oltre che su milioni di spille, magliette, affiancato
> allo slogan "Fate l'amore non fate la guerra", mobili e tessuti di
> arredamento, portaceneri, asciugamani.
> Nello stesso periodo, 'sponsorizzate' dalle chiese fondamentaliste
> americane, nacquero leggende circa supposte origini sataniche del simbolo,
> visto che con molta fantasia lo si può interpretare come una croce
> spezzata.
> Ma il successo popolare continua da mezzo secolo, sui muri di Sarajevo e
> di
> Timor Est, nelle manifestazioni, sui diari o gli zainetti dei ragazzi. E
> la
> cosa curiosa è che nessuno, né Holtom né la Cnd, ha mai registrato il
> marchio.
> Secondo il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, nonostante
> il
> mezzo secolo di vita, quello della pace "non è affatto un simbolo
> sorpassato
> e, anzi, è entrato a pieno titolo nella modernità". Ferrero spiega
> all'ADNKRONOS che ''nella società di oggi i 'valori' e i simboli hanno più
> valore di un tempo. La società ha bisogno di identificazioni simboliche''.
> ''Sia come simbolo pacifista che come simbolo antimilitarista" - afferma
> Ferrero - il simbolo della pace "fa parte del vissuto contemporaneo e non
> è
> affatto stato 'soppiantato' dalla bandiera con i colori dell'iride. La
> bandiera - spiega - ha una caratterizzazione più nettamente pacifista o,
> se
> si vuole buonista. Mentre il simbolo della pace ha anche una carica
> antimilitarista, è simbolo dell'obiezione di coscienza. Non solo quindi
> ricerca della pace, ma rifiuto delle armi, dell'impegno personale contro
> l'uso delle violenza e per il riconoscimento dei diritti".
> E conclude: ''E' un simbolo che ho incontrato dappertutto: in Europa come
> in
> America. E' un simbolo universale, riconosciuto in tutto il mondo. E
> questo
> - sottolinea - è forse dovuto proprio al fatto che non è stato mai
> registrato. Non è di nessuno quindi è di tutti''.
>

#4990 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Lun 18 Feb 2008 7:47 am
Oggetto: Fw: invito Alla ricerca della sostenibilità
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
From: "pgpizzuto" <pgpizzuto@...>
Sent: Friday, February 15, 2008 1:22 PM
Subject: invito Alla ricerca della sostenibilità

 
Cara Amici, 
vi allego l'invito dell'iniziativa Alla ricerca della sostenibilità. Si tratta della 
presentazione del libro Manuale di ecologia, sostenibilità ed educazione ambientale, 
edito dalla Franco Angeli e redatto da Aurelio Angelini e Piergiorgio Pizzuto, che 
avrà luogo venerdì 22 febbraio, h. 17, presso l'aula Lanza, all'Orto Botanico di 
Palermo. Saranno presenti: Nino La Spina, Gianni Puglisi, Silvano Riggio, Francesco 
Maria Raimondo, Michele Cometa e Piero di Giovanni.   +
 
Gli autori, attraverso la Teoria Generale dei Sistemi, descrivono l'impatto esercitato 
dalle attività umane sugli ecosistemi e sulla qualità della vita. La crisi ecologica e 
i rischi globali pongono con urgenza la necessità di costruire un futuro più sicuro, 
più equo e più responsabile che poggia su tre grandi questioni: la conservazione della 
natura, lo sviluppo sostenibile e l'educazione ambientale. 
Il volume si articola in tre parti: nella prima si affrontano la conoscenza e la 
tutela della natura, nella seconda il profilo della scienza della sostenibilità e 
infine, la terza parte, è dedicata all'educazione al cambiamento verso una società 
sostenibile. 
 
Fate girare la notizia per favore.
 
Piergiorgio  Pizzuto
 Università di Palermo
 Facoltà di Scienze della Formazione
 Dipartimento Ethos
 tel. 3389460812

#4989 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Dom 17 Feb 2008 12:42 am
Oggetto: Fw: [PalermoperlaPace] lunedì 18 febbraio ore 20,30 "Mafia e nonviolenza"
locascio.francesco@...
Invia email Invia email
 

 
----- Original Message -----
Sent: Saturday, February 16, 2008 7:30 PM
Subject: [PalermoperlaPace] lunedì 18 febbraio ore 20,30

Nell'ambito delle manifestazioni su "Mafia e nonviolenza" (cfr. programma allegato),

presso il Convento dei Frati Carmelitani di piazza Ballarò (ingresso da via Grasso),

alle 20,30 esatte
(subito prima della proiezione gratuita del film "I cento passi")

Augusto Cavadi
presenterà brevemente il suo tascabile

"La mafia spiegata ai turisti", Di Girolamo, Trapani 2008 (pp. 54, euro 5.90)

edito in sei distinti volumetti: italiano, francese, spagnolo, inglese, tedesco e giapponese.

Arrivare mezz'ora in anticipo consentirebbe di visitare la mostra fotografica su Danilo Dolci e i banchetti delle associazioni antimafia.



#4988 Da: MIR-Riconciliazione@yahoogroups.com
Data: Sab 16 Feb 2008 10:40 pm
Oggetto: Festa della Libertà religiosa - ricordo del 17 Febbraio 1848, 17.2.2008, 0:00
MIR-Riconciliazione@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Promemoria da:   MIR-riconciliazione Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   Festa della Libertà religiosa - ricordo del 17 Febbraio 1848
 
Data:   domenica, 17 febbraio 2008
Ora:   Tutto il giorno
Ripetizioni:   Questo evento si ripete ogni anno.
Note:   154 anni fa il re Carlo Alberto di Savoia concedeva (con le Lettere Patenti) i diritti civili a Valdesi ed Ebrei, dopo secoli di repressioni e tentativi di stermìni di massa.

------------

Puoi consultare il calendario di MIR-riconciliazione alla pagina
"Agenda"
http://it.groups.yahoo.com/group/mir-riconciliazione/calendar?s=2 .
Aggiornalo anche tu, inserisci le iniziative che vuoi promuovere
(o delle quali vieni a conoscenza) alla pagina
http://it.groups.yahoo.com/group/mir-riconciliazione/calevent

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#4987 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Sab 16 Feb 2008 6:21 am
Oggetto: la commissione europea (commissario all'ambiente DIMAS) ha risposto all'interrogazione della VERDE MONICA FRASSONI sulla cava e l'impianto ITALCEMENTI di Isola delle Femmine
locascio.francesco@...
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INTERROGAZIONE SCRITTA E-6057/07

di Monica Frassoni (Verts/ALE)

alla Commissione

 

Oggetto:            Cementeria di Isola delle Femmine, Palermo

 

Nel territorio della provincia di Palermo sono presenti impianti della Italcementi s.p.a., con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine dall'attività estrattiva ora concentrata nella sola area di Raffo Rosso, sito di importanza comunitaria (codice SIC ITA020023). La cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera inoltre in un'area limitrofa ad altri siti di importanza comunitaria, tra i quali M. Cuccio e Vallone Sagana (SIC ITA020047), Fondali di Isola delle Femmine – Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine, R.N.O. Isola delle Femmine.

 

In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), emettono monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato - polveri sottili (PMx). Pur consapevole del fatto che, in linea di principio, ciò non rappresenta necessariamente una violazione della direttiva 92/43/CEE[1], è opportuno e doveroso segnalare alla Commissione che in data 5 ottobre 2007, in risposta all'interrogazione parlamentare 4-03245 presentata dall'on. Fundarò, il Ministro dell'Ambiente precisava che Italcementi SpA non è in possesso delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente, in quanto parte delle attività risulta difforme rispetto a quanto prescritto nei relativi atti autorizzativi, in particolare con riferimento all'utilizzo del "petcoke" come combustibile (Italcementi ha il permesso di tenerlo in deposito, non di utilizzarlo come combustibile).

 

Non ritiene quindi opportuno la Commissione, alla luce di quanto dichiarato dal Ministro dell'Ambiente, verificare quanto prima con le autorità italiane se sia stata davvero rispettata anche la direttiva 92/43/CEE in riferimento alla vicinanza dei siti SIC sopra riportati (tra i quali quello che ospita le attività estrattive) all'epoca del rilascio delle autorizzazioni ad Italcementi SpA, con particolare riferimento alla presenza o assenza di valutazioni d'incidenza nell'iter amministrativo allora seguito?

 



[1]     GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.

 
 
 

E-6057/07IT

Risposta data da Stavros Dimas (commissario all'ambiente)

a nome della Commissione

(15.2.2008)

 

 

Dalle informazioni pervenute alla Commissione si può verosimilmente ritenere che l’impianto interessato, la cementeria situata nel comune di Isola delle Femmine a Palermo, ricada nell’ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (direttiva IPPC)[1]. Quest’ultima infatti si applica agli impianti “destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno”.

 

A norma della direttiva IPPC, gli impianti che ricadono nel suo campo di applicazione devono disporre, ai fini dell’esercizio, di un’autorizzazione che indichi anche i valori limite di emissione basati sulle migliori tecniche disponibili (BAT), al fine di prevenire e, se ciò non fosse possibile, ridurre in generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. L’aspetto della prevenzione o della riduzione delle emissioni in atmosfera, nelle acque o nel suolo va pertanto affrontato nell’ambito delle autorizzazioni ambientali rilasciate a norma della direttiva. Gli impianti esistenti dovevano conformarsi integralmente alle disposizioni della direttiva IPPC entro il 30 ottobre 2007.

 

Gli impianti di produzione del cemento rientrano anche nell’allegato II della direttiva 85/337/CEE, modificata, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati[2] (conosciuta anche come direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale o VIA). A norma di questo testo gli Stati membri devono determinare (nell’ambito di una procedura detta di “selezione” o “screening”), sulla base dei criteri indicati nell’allegato III della direttiva stessa, se il progetto in questione può avere effetti significativi sull’ambiente. In caso affermativo, è necessario procedere a una valutazione d’impatto.

 

Infine, per quanto riguarda la possibile violazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche[3] (direttiva Habitat), l’articolo 6, paragrafo 2, stabilisce che gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare, nelle zone speciali di conservazione, il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate. Al paragrafo 3 dello stesso articolo, inoltre, la direttiva prevede che qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione di un sito Natura 2000 ma che possa avere incidenze significative su tale sito forma oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.

 

La Commissione si rivolgerà alle autorità italiane per ottenere ulteriori informazioni sulle modalità di applicazione delle direttive summenzionate all’impianto citato dall’onorevole parlamentare.



[1]     GU L 257 del 10.10.1996.

[2]     GU L 175 del 5.7.1985; GU L 73 del 14.3.1997; GU L 156 del 25.6.2003.

[3]     GU L 206 del 22.7.1992.

 

#4986 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Gio 14 Feb 2008 1:47 pm
Oggetto: Lettera ai cristiani di Catania
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Lettera ai cristiani

La Magistratura di Catania ha avviato un’inchiesta che riguarda la festa di Sant'Agata. Ciò che emerge fin da ora è che la festa in questi ultimi anni è stata fortemente condizionata dal clan Santapaola.

Come cristiani non possiamo restare indifferenti, nel momento in cui veniamo a sapere che questo forte condizionamento violento e mafioso pesa su questa festa, che per tutti noi ha un fortissimo significato di fedeltà a Cristo. Sappiamo, infatti, che più forte è il condizionamento, più forte è la rimozione che esso esercita nella vita delle persone e nel contesto dove viene esercitato, che è la nostra città.

 

Come cristiani, che portano dentro di se il carico di una Memoria Ecclesiale, non vogliamo dimenticarci che non c'è testimonianza di fedeltà a Gesù, non c'è annuncio di nessuna festa quando il contesto di questa viene in silenzio gestito, organizzato, asservito dalla volontà di altri che hanno ben altri scopi che quello di annunciare Cristo, nostra Pace.

 

Per questo, vogliamo sostenere le parole del nostro Vescovo contro ogni violenza e sopruso nella nostra città. Per questo, vogliamo incoraggiare tutta la Chiesa di Catania a riflettere su questa vicenda, a non rimuovere l'inchiesta giudiziaria in corso, a cogliere in questo un segno di questo tempo, oltremodo difficile, in questa città dove tutti insieme portiamo il carico della Memoria di Cristo.


Per questo invitiamo tutti i cristiani, entro i loro specifici contesti, a riflettere su come il condizionamento mafioso incida sulla nostra libertà di testimoniare Cristo, a non lasciare passare dentro le famiglie, le scuole, i quartieri, le parrocchie, il messaggio che la mafia è un male così sistemico e connaturato alla nostra città, per cui conviene restare in silenzio.

 

Per questo invitiamo tutta la Chiesa ad esprimersi non solo con parole ma anche con azioni di pace, non solo con azioni singole ma anche con azione partecipate e collegiali. Per questo invitiamo tutti a sapere gridare nei tetti l'annuncio di Gesù. Per questo invitiamo tutti a lavorare in rete per denunciare concretamente, nel lavoro di ogni giorno, ogni violenza e ogni condizionamento altro. Per questo invitiamo tutti, a non sentirsi isolati, nella loro responsabilità e nella loro posizione, ma a guardarsi meglio intorno, a collaborare con persone e gruppi di società civile che tendono al bene comune. Per questo, invitiamo tutti a porre la questione sulla mafia, a lavorare insieme, a creare insieme le basi per uscire dal condizionamento mafioso e immorale che la nostra città ha subito e continua a subire.

Invitiamo tutti, in primo luogo a pregare perché il Signore ci mantenga fedeli al Vangelo.

 

 

Parrocchia Santi Pietro e Paolo – Catania

Commissione Nazionale di Giustizia e Pace della Famiglia Domenicana in Italia
 

 

 

 

Per adesioni: letteraaicristiani@...

 


#4985 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Gio 14 Feb 2008 7:01 am
Oggetto: ESERCITAZIONE ANTISOMMERGIBILE IN MAR IONIO
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----- Original Message -----

NATO: ESERCITAZIONE ANTISOMMERGIBILE IN MAR IONIO

(AGI) - Napoli, 13 feb. - Dal 15 al 28 febbraio prossimi la Nato effettuera' l'annuale esercitazione antisommergibile nelle acque del Mar Ionio. 'Noble Manta 08', cosi' e' denominata l'esercitazione, si svolgera' a Sud-Est delle coste siciliane, dove si schiereranno sei sommergibili, piu' di 12 aerei da pattugliamento marittimo e nove unita' di superficie di nove nazioni dell'Alleanza Atlantica (Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna, Turchia e Stati Uniti). I sei sommergibili, forniti da Grecia, Italia, Norvegia, Spagna e Turchia, si alterneranno nei ruoli di cacciatore e preda. Le unita' di superficie della 'Standing Nato Maritime Group 2' prenderanno parte all'esercitaizone insieme a una Fregata francese e a due unita' italiane. Gli aerei, forniti da Fancia, Germania, Grecia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, opereranno dalla base di Sigonella, mentre elicotteri italiani antisommergibili da quella di Catania. L'operazione si svolgera' sotto il comando dell'ammiraglio di squadra Roberto Cesaretti, a capo di CC-MAR Naples. (AGI)



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#4984 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mar 12 Feb 2008 8:56 pm
Oggetto: Interview with Father Louis Vitale ofm francescano arrestato per azion nonviolenta contro la tortura in USA
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#4983 Da: <l.mencaroni@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 9:33 pm
Oggetto: Cosinrete
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Cari amici,
vi segnaliamo l'ultimo aggiornamento di febbraio 2008 del C.O.S. in rete, www.cosinrete.it.
Ricordando il COS di Capitini, il primo esperimento di partecipazione democratica alle decisioni del potere locale e nazionale, raccogliamo e commentiamo una scelta di quello che scrive la stampa sui temi capitiniani della nonviolenza, difesa della pace, liberalsocialismo, partecipazione al potere di tutti, controllo dal basso, religione aperta, educazione aperta, antifascismo.
Tra gli altri,  in questo numero ci sono:
Liceali e prostitute; Siamo in tempo per cambiare?; Credenti e noncredenti per un mondo migliore; Discorsi dall'orlo del precipizio; La via aperta da Gandhi ; ecc.
La partecipazione al C.O.S. in rete è libera e aperta a tutti mandando i contributi a capitini@... o al blog del cos in http://cos.splinder.com
Il sito con scritti di e su Aldo Capitini è  in www.aldocapitini.it

#4982 Da: <l.mencaroni@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 9:33 pm
Oggetto: Cosinrete
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#4981 Da: <l.mencaroni@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 9:30 pm
Oggetto: Cosinrete
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#4980 Da: <l.mencaroni@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 9:03 pm
Oggetto: Cosinrete
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Tra gli altri,  in questo numero ci sono:
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#4979 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 4:43 pm
Oggetto: Fw: [pace] Delegazione internazionale di Pax Christi in Iraq
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
From: "Giorgio Gatta" <ggatta@...>
To: <pace@...>
Sent: Monday, February 11, 2008 10:09 AM
Subject: [pace] Delegazione internazionale di Pax Christi in Iraq


> Pax Christi Italia - Comunicato stampa
>
> Delegazione internazionale di Pax Christi in Iraq
> 11 - 19 febb 2008
>
> "La malvagità, con il suo carico di dolore, sembra non conoscere limiti
> nell'Iraq, come ci dicono le tristissime notizie di questi giorni. Elevo
> di
> nuovo la mia voce in favore di quella popolazione duramente provata e per
> essa invoco la pace di Dio", così Benedetto XVI domenica 3 febbraio
> all'angelus. Non finisce la tragedia della violenza e della guerra in
> quella terra e in troppe parti del mondo.
> Durante la Marcia per la Pace, la notte del 31 dicembre 2007 a Bergamo,
> mons Marc Stanger presidente di Pax Christi Francia, ha invitato tutti a
> un
> percorso di solidarietà con i cristiani e il popolo irakeno oppresso da
> troppe violenze: "Pâques avec les Chrétiens d'Irak 2008". La proposta ha
> avuto un seguito e, oltre a una azione di preghiera e solidarietà proposta
> come chiesa francese in questo tempo di quaresima e pasqua, è stata
> organizzata una delegazione internazionale in Iraq.
> Infatti partirà l'11 febbraio prossimo per l'IRAQ una 'delegazione
> ufficiale' di Pax Christi, dalla Francia e dall'Italia, guidata da mons.
> Marc Stenger vescovo di Troyes, e presidente nazionale di Pax Christi
> Francia. Dall'11 al 19 febbraio, incontrerà soprattutto le comunità
> cristiane locali, al nord dell'Iraq, (Erbil, Kirkuk, Dook, ZakhoS) che
> vivono una situazione di sofferenza e violenza inaudita e accompagnata da
> un senso di solitudine e abbandono. Moltissimi sono profughi e molte
> famiglie hanno avuto vittime, rapimenti o uccisioni.. La delegazione è
> composta da una decina di persone. Nostro delegato sarà don Renato Sacco,
> di Pax Christi Italia e parroco nella diocesi di Novara. Alla delegazione
> si unisce anche Paola Gasparoli, dell'associazione 'Un ponte per'.
> Il senso di questa visita lo si può trovare nelle parole che seguono.
> Sembrano scritte oggi, invece - a conferma di una tragedia che dura da
> troppi anni, quando qualcuno aveva detto, inascoltato, che la Guerra è
> avventura senza ritorno - sono state pronunciate da Mons. Diego Bona,
> presidente di Pax Christi Italia, prima di partire per una delegazione in
> Iraq, il 4 giugno 1998 (dieci anni fa !). "La nostra presenza in Iraq ha
> innanzitutto lo scopo di esprimere la solidarietà alle famiglie irachene
> che pagano sulla propria pelle il prezzo altissimo di un dramma che non
> crea nè attenzione, nè soccorso internazionale".
>
> Al ritorno, congiuntamente a una contemporanea conferenza stampa in
> Francia, è convocata una conferenza stampa in Italia per dare voce alle
> persone e alle situazioni incontrate.
>
> 8 febbraio 2008
> Pax Christi Italia
>
>
> NB. Sul sito <http://www.paxchristi.it>www.paxchristi.it trovate ulteriori
> informazioni sui partecipanti e il progetto.
> _______________________________
> Per Contatti:
>
> Pax Christi Italia - segreteria nazionale di Firenze -
> <mailto:segreteria@...>segreteria@... +39 055
> 2020375 -
> <http://www.paxchristi.it>www.paxchristi.it
> d Fabio Corazzina - coordinatore nazionale Pax Christi -
> <mailto:alqantara@...>alqantara@... + 39 334 3436522
> d. Renato Sacco +39 348 3035658
>
>
>
>
> ----------------------------------------------------------------
>   Pax Christi Faenza
>   c/o Giorgio Gatta
>   via Bendandi, 25
>   48018 Faenza RA
>   Tel. e Fax 0546.634280
>   e-mail: <mailto:ggatta@...>ggatta@...
>   Skype: ggatta (Faenza)
> ----------------------------------------------------------------
>
> Mediatori di Pace
> <mailto:segreteria@...>segreteria@...
> <http://www.mediatoridipace.org>www.mediatoridipace.org
>
> T-ERRE Turismo Responsabile
> <mailto:info@...>info@...
> <http://www.t-erre.org>www.t-erre.org
>
<http://turismoresponsabile.blog.kataweb.it/>http://turismoresponsabile.blog.kat\
aweb.it/
>
> --
> Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi: http://lists.peacelink.it/pace
> Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> http://web.peacelink.it/policy.html
>

#4978 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 7:48 am
Oggetto: Fw: INTERESSANTE STUDIO DI ANGELO BARACCA* SUL RILANCIO DEL NUCLEARE CIVILE
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
Sent: Monday, February 11, 2008 12:12 AM
Subject: Fw: INTERESSANTE STUDIO DI ANGELO BARACCA* SUL RILANCIO DEL NUCLEARE CIVILE

"... quello che vi allego è uno studio preliminare dei nuovi programmi di rilancio del nucleare civile nel mondo (e in Italia). L'offensiva filo-nucleare si è fatta più intensa sul finire del 2007: credo che ci trovi tutti un po' impreparati, il clima è molto diverso da quello delle famose campagne contro il nucleare, la cosiddetta opinione pubblica credo che più disinformata e indifferente non possa essere!..."

   Con queste parole inizia una mail di Angelo Baracca* con la quale ha inviato un suo interessante studio critico sui nuovi programmi di rilancio del nucleare civile.

   Abbiamo pubblichiamo tutto sul sito della Campagna di Obiezione di Coscienza alle Spese Militari per la
Difesa Popolare Nonviolenta


www.osmdpn.it


Cari saluti,
Claudio Pozzi
348 33 25 096

 

*   Angelo Baracca è professore di Fisica presso l'Università di Firenze. Ha pubblicato diversi libri e svolto ricerche in varie aree della Fisica e in Storia e critica della Scienza. Da tempo si occupa di problemi inerenti agli armamenti nucleari e alle relazioni internazionali, partecipando attivamente al movimento per la pace e il disarmo. Scrive periodicamente su riviste impegnate su questo fronte.

   E' membro del Comitato Scienziate e scienziati contro la guerra.


#4977 Da: "Claudio Pozzi" <clany@...>
Data: Dom 10 Feb 2008 11:11 pm
Oggetto: INTERESSANTE STUDIO DI ANGELO BARACCA* SUL RILANCIO DEL NUCLEARE CIVILE
clany@...
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"... quello che vi allego è uno studio preliminare dei nuovi programmi di rilancio del nucleare civile nel mondo (e in Italia). L'offensiva filo-nucleare si è fatta più intensa sul finire del 2007: credo che ci trovi tutti un po' impreparati, il clima è molto diverso da quello delle famose campagne contro il nucleare, la cosiddetta opinione pubblica credo che più disinformata e indifferente non possa essere!..."

   Con queste parole inizia una mail di Angelo Baracca* con la quale ha inviato un suo interessante studio critico sui nuovi programmi di rilancio del nucleare civile.

   Abbiamo pubblichiamo tutto sul sito della Campagna di Obiezione di Coscienza alle Spese Militari per la
Difesa Popolare Nonviolenta


www.osmdpn.it


Cari saluti,
Claudio Pozzi
348 33 25 096

 

*   Angelo Baracca è professore di Fisica presso l'Università di Firenze. Ha pubblicato diversi libri e svolto ricerche in varie aree della Fisica e in Storia e critica della Scienza. Da tempo si occupa di problemi inerenti agli armamenti nucleari e alle relazioni internazionali, partecipando attivamente al movimento per la pace e il disarmo. Scrive periodicamente su riviste impegnate su questo fronte.

   E' membro del Comitato Scienziate e scienziati contro la guerra.


#4976 Da: "lantus_profundius_suavius" <lantus_profundius_suavius@...>
Data: Gio 7 Feb 2008 6:45 am
Oggetto: [glt NV] Un appello e una proposta di incontro
lantus_profu...
Offline Offline
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----- Original Message -----
From: "Centro di ricerca per la pace" <nbawac@...>
To: <glt-nonviolenza@...>
Sent: Wednesday, February 06, 2008 7:04 PM
Subject: [glt NV] Un appello e una proposta di incontro


> Gentili signori,
>
> vi inviamo come anticipazione il seguente appello che apparira' nel
> fascicolo di domani, 7 febbraio 2008, delle "Notizie minime della
> nonviolenza in cammino".
>
> La redazione de "La nonviolenza e' in cammino"
>
> Viterbo, 6 febbraio 2008
>
> Mittente: Centro di ricerca per la pace
> strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo
> tel. 0761353532
> e-mail: nbawac@...
> sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
>
> * * *
>
> APPELLI. MICHELE BOATO, MARIA G. DI RIENZO, MAO VALPIANA: CRISI
POLITICA.
> COSA POSSIAMO FARE COME DONNE E UOMINI ECOLOGISTI E AMICI DELLA
NONVIOLENZA?
> DISCUTIAMONE IL 2 MARZO A BOLOGNA
> [Riceviamo e diffondiamo il seguente appello.
> Michele Boato e' nato nel 1947, docente di economia, impegnato
contro la
> nocivita' dell'industria chimica dalla fine degli anni '60, e'
impegnato da
> sempre nei movimenti pacifisti, ecologisti, nonviolenti. Animatore
di
> numerose esperienze didattiche e di impegno civile, direttore della
storica
> rivista "Smog e dintorni", impegnato nell'Ecoistituto del
Veneto "Alexander
> Langer", animatore del bellissimo periodico "Gaia" e del foglio
locale "Tera
> e Aqua". Ha promosso la prima Universita' Verde in Italia.
Parlamentare nel
> 1987 (e dimessosi per rotazione un anno dopo), ha promosso e fatto
votare
> importanti leggi contro l'inquinamento. Con significative campagne
> nonviolente ottiene la pedonalizzazione del centro storico di
Mestre,
> contrasta i fanghi industriali di Marghera. E' impegnato nella
campagna
> "Meno rifiuti". E' stato anche presidente della FederConsumatori.
E' una
> delle figure piu' significative dell'impegno ecopacifista e
nonviolento, che
> ha saputo unire ampiezza di analisi e concretezza di risultati, ed
un
> costante atteggiamento di attenzione alle persone rispettandone e
> valorizzandone dignita' e sensibilita'. Tra le opere di Michele
Boato: ha
> curato diverse pubblicazioni soprattutto in forma di strumenti di
lavoro;
> cfr. ad esempio: Conserva la carta, puoi salvare un albero (con
Mario
> Breda); Ecologia a scuola; Dopo Chernobyl (con Angelo Fodde);
Adriatico, una
> catastrofe annunciata; tutti nei "libri verdi", Mestre; nella
collana "tam
> tam libri" ha curato: Invece della tv rinverdire la scuola (con
Marco
> Scacchetti); Erre magica: riparare riusare riciclare (con Angelo
Favalli);
> In laguna (con Marina Stevenato); Verdi tra governo e opposizione
(con
> Giovanna Ricoveri).
> Maria G. Di Rienzo e' una delle principali collaboratrici di questo
foglio;
> prestigiosa intellettuale femminista, saggista, giornalista,
narratrice,
> regista teatrale e commediografa, formatrice, ha svolto rilevanti
ricerche
> storiche sulle donne italiane per conto del Dipartimento di Storia
Economica
> dell'Universita' di Sydney (Australia); e' impegnata nel movimento
delle
> donne, nella Rete di Lilliput, in esperienze di solidarieta' e in
difesa dei
> diritti umani, per la pace e la nonviolenza. Tra le opere di Maria
G. Di
> Rienzo: con Monica Lanfranco (a cura di), Donne disarmanti,
Edizioni Intra
> Moenia, Napoli 2003; con Monica Lanfranco (a cura di), Senza velo.
Donne
> nell'islam contro l'integralismo, Edizioni Intra Moenia, Napoli
2005. Un
> piu' ampio profilo di Maria G. Di Rienzo in forma di intervista e'
in
> "Notizie minime della nonviolenza" n. 81.
> Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli
della
> nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera
come
> assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e'
impegnato nel
> Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La
nonviolenza come
> metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' membro del
comitato di
> coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile
della Casa
> della nonviolenza di Verona e direttore della rivista
mensile "Azione
> Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di
coscienza al
> servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972
alla
> campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla
fondazione
> della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario
> nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad
un'azione
> diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato
per
> "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del
consiglio
> direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del
Consiglio
> della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo
dell'Obiezione
> di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum"
(comitato
> di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della
marcia per
> la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso
il
> digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria
italiana
> rapita in Afghanistan e poi liberata. Un suo profilo
autobiografico, scritto
> con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n.
435 del 4
> dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia
intervista e'
> nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007]
>
> Nessuno, o quasi, si aspettava cosi' presto la caduta del governo
Prodi e le
> elezioni politiche fissate al 13-14 aprile. Poco importa se la
causa sia di
> Veltroni ("Il Partito Democratico, comunque, andra' alle elezioni
da solo"),
> di Mastella, o Dini (Di Pietro, Turigliatto ecc.).
> A noi, che pure abbiamo votato e apprezzato per talune scelte la
coalizione
> di Prodi, ci appare evidente che:
> in Afghanistan il governo di centrosinistra ha confermato,
proseguito,
> finanziato, una missione militare che ha coinvolto il nostro paese
in una
> vera e propria guerra, in violazione della Costituzione.
> A Venezia Prodi e' il padrino del Mose, assieme a Berlusconi, Galan
e l'ex
> sindaco prodiano P. Costa.
> A Vicenza e' il sostenitore accanito della base Usa "Dal Molin"
(con gli
> stessi di sopra, piu' D'Alema e Rutelli).
> A Viterbo il governo di centrosinistra ha sottoscritto un accordo di
> programma con la Regione Lazio per la costruzione di un nuovo
devastante
> mega-aeroporto per voli low cost.
> In Campania il centrosinistra e' la banda degli inceneritori; cosi'
a
> Brescia, Modena, in Toscana ecc.
> E su questi, come su troppi altri esempi (la Tav di Mercedes
Bresso, Di
> Pietro e Chiamparino, il Ponte di Messina del solito Di Pietro e P.
Costa, i
> rigassificatori di Bersani e Realacci, gli Ogm e il nucleare di
Veronesi,
> Bersani, Letta ecc.), va a braccetto col peggior centrodestra.
> Non si capisce piu' niente: "Cos'e' la destra, cos'e' la sinistra?"
cantava
> Gaber e nessuno sa piu' rispondergli.
> *
> A luglio 2007 abbiamo aperto un dibattito su "Come contare di piu'
nelle
> scelte politiche locali e nazionali, come ecologisti". Dopo una
cinquantina
> di interventi telematici, ci siamo incontrati il 6 ottobre a
Firenze,
> eravamo una quarantina di persone, con alle spalle molte esperienze
> positive, ma anche pesanti delusioni.
> Emergeva:
> 1. la necessita' di una svolta che renda piu' efficace
l'ecologismo, a
> partire da una rete che rafforzi le moltissime, spesso sconosciute,
> esperienze locali;
> 2. l'estrema difficolta' a creare, in tempi brevi, qualcosa di piu'
solido
> negli obiettivi, nei metodi, nell'organizzazione;
> 3. pero', forse, una possibilita' di costruire un "programma
comune" (alcuni
> di noi si sono presi l'incarico di farne girare dei spezzoni, una
bozza) e
> un metodo condiviso per non ricadere nei meccanismi dei
> partiti/carriere/verticismi ecc. (una prima proposta l'ha fatta
girare Lino
> Balza, finora senza "ritorni", ne' positivi ne' critici);
> 4. l'idea di avere un confronto diretto sia con gli "amici di
Grillo" che
> con i proponenti la "Lista civica nazionale" (ma questi incontri
non si sono
> piu' fatti);
> 5. comunque contribuire alla nascita, crescita, miglioramento di
liste
> civiche (anche) ecologiste nelle citta' dove quest'anno si andra'
alle
> elezioni amministrative. Sappiamo che sta succedendo in molte
citta', ma le
> notizie faticano a circolare.
> *
> Nel frattempo, nell'area nonviolenta e pacifista (Movimento
Nonviolento,
> Tavola della Pace) prosegue la riflessione sul tema "nonviolenza e
> politica", mentre il giornale quotidiano telematico "Notizie minime
della
> nonviolenza in cammino" sostiene la necessita' che alle prossime
elezioni
> politiche vi sia una presenza di "liste elettorali della sinistra
della
> nonviolenza".
> *
> Ora ci sono le nuove elezioni, che si svolgeranno con una legge
elettorale
> pessima e una campagna peggiore: in molti ci chiediamo cosa
> possiamo/dobbiamo fare.
> La sensazione che finora abbiamo e' di una situazione compromessa e
non
> recuperabile nell'immediato, da un punto di vista di un serio
movimento
> ecologista e nonviolento, che voglia avere una sponda (se non
addirittura
> un'espressione) altrettanto seria in Parlamento. Bisogna verificare
le reali
> forze che abbiamo, e se non possiamo farlo subito, almeno avviare
un serio
> lavoro a partire dalle realta' locali (comuni, province, regioni)
per
> costruire in prospettiva un movimento politico nazionale
indipendente,
> autonomo, che cammini da solo sulle gambe della  nonviolenza,
dell'ecologia
> e del femminismo (l'assenza di rispetto e di  riconoscimento di
valore e' il
> terreno su cui la violenza e l'esclusione crescono).
> Ma, per non stare a lamentarsi/piangere/imprecare/diventare
> individualisti-qualunquisti, forse e' il caso di riaprire con
urgenza la
> discussione interrotta ad ottobre, e coinvolgere altre realta' del
piu'
> vasto movimento per la nonviolenza e l'ecologia, sia rispondendo a
questa
> mail, sia incontrandoci a Bologna domenica 2 marzo (nella sala
sindacale dei
> ferrovieri, appena usciti dalla porta principale della Stazione,
lato
> piazzale, a sinistra si vede il parcheggio delle biciclette, dove
c'e'
> un'entrata con una sbarra per andare alla mensa e alla sede dei
carabinieri:
> poco avanti, sulla destra, c'e' la sala con la scritta Cub), per
verificare
> se possiamo stringere i tempi della rete, fare proposte di un
qualche peso
> (anche) sul piano nazionale, o altro che qualcuno puo' suggerire a
stretto
> giro di mail.
> A presto,
> Michele Boato, Maria G. Di Rienzo, Mao Valpiana
> *
> Per informazioni, adesioni, contatti: micheleboato@...
> *
> Per contattare individualmente i promotori:
> Michele Boato: micheleboato@...
> Maria G. Di Rienzo: sheela59@...
> Mao Valpiana: mao@...
>
> * * *
>

#4975 Da: <locascio.francesco@...>
Data: Mer 6 Feb 2008 8:02 pm
Oggetto: Fw: Svezia: un "Paradiso Perduto" per i rifugiati iracheni? No, secondo Monsignor Philip Najim
locascio.francesco@...
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----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 06, 2008 6:13 PM
Subject: Svezia: un "Paradiso Perduto" per i rifugiati iracheni? No, secondo Monsignor Philip Najim

mercoledì, febbraio 06, 2008

 

Svezia: un "Paradiso Perduto" per i rifugiati iracheni? No, secondo Monsignor Philip Najim

By Baghdadhope

Che l’aria stesse cambiando per gli iracheni richiedenti asilo in Svezia era chiaro già dallo scorso anno. A provarlo era non solo un sondaggio commissionato dallo Swedish Integration Board da cui risultava che 1 svedese su 4 avrebbe votato per un partito che sostenesse una restrizione dei diritti degli immigrati, e che la percentuale di chi si dichiarava a favore di una politica che garantisse la precedenza agli autoctoni nei campi del lavoro, del diritto alla casa ed all’assistenza era salita dal 12 al 14%, ma anche dalle parole del Ministro dell’Immigrazione, Tobias Billstrom, che aveva definito “ironico e strano” il fatto che la Svezia - pur non avendo partecipato alla guerra contro l’Iraq, non avendo fatto parte della coalizione anti-Saddam, essendosi più volte spesa a livello internazionale per la pace, ed essendo geograficamente lontana dal conflitto - accogliesse il maggior numero di rifugiati iracheni, e che aveva chiarito senza mezzi termini come non fosse possibile per il paese scandinavo “aiutare tutti”.
A luglio del 2007 poi, era arrivata la conferma di questo nuovo corso: le regole per i richiedenti asilo cambiarono, l’Iraq venne considerato un paese non più in guerra e di conseguenza si decise di prendere in considerazione, e giudicare caso per caso, solo coloro che avessero potuto dimostrare di essere davvero in pericolo di vita in caso di rimpatrio forzato. Per tutto il 2007 però quella regola non fu applicata, o almeno non lo fu in modo rigoroso, e le statistiche lo dimostrano: dei 36.207 richiedenti asilo ben 18.550 erano iracheni (8.951 nel 2006 e meno di 3.000 nel 2005) ed al 93% di loro l’asilo fu concesso.
Fare pronostici per quello che accadrà nel 2008 è certamente prematuro, ma il sapere che nel mese di gennaio al solo 42% degli iracheni sia stato concesso l’asilo non fa ben sperare.

Eppure è proprio una speranza quella che si legge nelle parole di Monsignor Philip Najim, Procuratore Caldeo presso la Santa Sede e Visitatore Apostolico in Europa che, interpellato da Baghdadhope a proposito di queste cifre, ha spiegato che esse possono essere dovute al fatto che secondo le informazioni in suo possesso il governo svedese, proprio in considerazione del gran numero di iracheni che in questi ultimi anni sono arrivati nel paese, sta istituendo un ufficio ad essi esclusivamente dedicato, e ciò può aver rallentato il ritmo di disbrigo e dell’eventuale accettazione delle pratiche.
“A ciò” continua Mons. Najim “si deve aggiungere, è vero, il diverso approccio del governo svedese che considera più pericolosa la situazione nel centro e nel sud dell’Iraq rispetto al nord, e come valide le richieste di asilo sostenute dalle prove di reale minaccia alla vita. In ogni caso la Svezia continua ad essere un paese molto attento alle esigenze dei rifugiati iracheni e colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente il suo governo che, malgrado le ovvie difficoltà che un tale flusso migratorio comporta, fa di tutto per accoglierli, con scuole di lingua, facilitazioni abitative e lavorative.”
Certamente, e le parole di Monsignor Najim lo confermano, nessun rimprovero può essere mosso alla Svezia anche se le stragi nei due mercati di Baghdad di venerdì scorso fanno dubitare di quel: “Iraq non più in guerra.”
Altrettanto certamente, invece, si possono biasimare tutti gli altri paesi, Stati Uniti in testa, che non hanno fatto e non fanno abbastanza per i profughi iracheni. A questo proposito i dati parlano chiaro: nel 2007 il Dipartimento di Stato americano aveva dichiarato la disponibilità ad accogliere 7.000 iracheni durante l’anno fiscale in corso (sett.-sett) ma in realtà solo 1608 hanno varcato i confini americani legalmente. Per il 2008 la cifra prevista è salita a 12.000 ma nei primi quattro mesi sono stati rilasciati solo 1332 permessi.
Lo scorso anno Ellen Sauerbrey, assistente segretario del Dipartimento di Stato in materia di popolazione, rifugiati ed immigrazione, aveva dichiarato che uno dei motivi per i quali la quota di iracheni ammessi era stata inferiore a quella prevista era da ricercarsi nelle regole imposte dopo gli attacchi dell’11 settembre che obbligano il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale ad esaminare individualmente i casi dei rifugiati.
Alla luce dei dati si può quindi dire che gli iracheni, benché abbiano sofferto per una guerra dichiarata loro sulla base di false accuse di regia degli attentati del 9/11 da parte del governo di Saddam Hussein, stiano ancora pagando un prezzo altissimo. Per quanto ancora i governi occidentali faranno finta di non vedere? Per quanto ancora la piccola Svezia rimarrà sola in questa lotta?

http://baghdadhope.blogspot.com/2008/02/svezia-un-paradiso-perduto-per-i.html

 


--
I testi pubblicati sono di libero utilizzo, ma si richiede cortesemente di citare Baghdadhope e il suo link come fonte.

http://www.baghdadhope.blogspot.com/

Blog dedicato all'Iraq, ma soprattutto alla sua minoranza cristiana caldea...

#4974 Da: "Claudio Pozzi" <clany@...>
Data: Mer 6 Feb 2008 10:38 am
Oggetto: Re: Fwd: 1 MARZO: volantini, diffusione e banner
clany@...
Invia email Invia email
 
Caro Enrico, ciao innanzitutto,
Da Padula (Sa) organizzeremo un gruppo di persone (speriamo un piccolo pullmann) come Associazione Internazionale "Joe Petrosino"
che ha già dato anche l'adesione all'appello.
E' una alleanza importante da rafforzare.
Saluti, Claudio Pozzi
 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 06, 2008 10:43 AM
Subject: Re: [MIR-Riconciliazione] Fwd: 1 MARZO: volantini, diffusione e banner

Perchè non ci andiamo?
Ciao! Enrico
 
 
 
 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 06, 2008 9:18 AM
Subject: [MIR-Riconciliazione] Fwd: 1 MARZO: volantini, diffusione e banner



---------- Forwarded message ----------
From: 1 MARZO - Manifestazione nella Locride <1marzo@consorziosociale.coop>
Date: 6-feb-2008 8.25
Subject: 1 MARZO: volantini, diffusione e banner
To: Recipients <Undisclosed.>

Carissimi,

finalmente abbiamo pronta una prima versione del volantino del 1 Marzo.

Ve lo inviamo in allegato chiedendovi di diffonderlo il più possibile al fine di promuovere la sottoscrizione on-line dell'appello e la presenza alla Manifestazione di Locri.

Vi chiediamo di usare i volantini anche per contattare ogni giornalista a voi noto chiedendogli di dare la notizia e/o di fare dei servizi di approfondimento. Sono utili tutti i canali informativi (tv, radio, quotidiani, periodici, siti internet, ecc.) a livello nazionale, regionale e locale. A tal proposito segnaliamo l'appuntamento della conferenza stampa nazionale a Milano di giovedì prossimo (per informazioni: ufficio.stampa@consorziosociale.coop).

Per qualunque esigenza al riguardo contattate o fate contattare il nostro Ufficio Stampa (vedi firma in calce al messaggio).

Vi alleghiamo anche un banner grafico da inserire e linkare sui siti internet di ogni tipo: portali, blog, siti personali, ecc.

Grazie della preziosa collaborazione!!

Ufficio Comunicazione 1 Marzo

--

SOTTOSCRIVI il nostro Appello per la Locride e la Calabria

all'indirizzo: www.consorziosociale.coop/alleanza_per_la_locride

RIFERIMENTI LOGISTICI E ORGANIZZATIVI:

Accoglienza, Vitto e Alloggio:

Agenzia del Consorzio GOEL

Numero Verde: 800.91.35.40

Mail: agenzia@consorziosociale.coop

Treno Dedicato e Voli charter:

Agenzia ETSI

Telefono 035.324540

Mail: agenzia@consorziosociale.coop

Comunicazione, Ufficio Stampa, Segreteria:

Ufficio Comunicazione del Consorzio GOEL

Tel e Fax 0964.419191

Cellulare 340.0920981

Mail: 1marzo@consorziosociale.coop

- - - - -

Ai sensi del D.lgs n. 196 del 30.06.03 (Codice Privacy) si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e ad uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto per errore, La preghiamo di eliminarlo senza copiarlo e di non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione. Grazie

This message, for the D.lgs n. 196 / 30.06.03 (Privacy Law), may contain confidential and/or privileged information. If you are not the addressee or authorized to receive this for the addressee, you must not use, copy, disclose or take any action based on this message or any information herein. If you have received this message in error, please advise the sender immediately by reply e-mail and delete this message. Thank you for your cooperation.




--
Paolo Candelari



__________ Informazione NOD32 2486 (20070827) __________

Questo messaggio è stato controllato dal Sistema Antivirus NOD32
http://www.nod32.it

#4973 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Mer 6 Feb 2008 9:43 am
Oggetto: Re: Fwd: 1 MARZO: volantini, diffusione e banner
e.pey@...
Invia email Invia email
 
Perchè non ci andiamo?
Ciao! Enrico
 
 
 
 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 06, 2008 9:18 AM
Subject: [MIR-Riconciliazione] Fwd: 1 MARZO: volantini, diffusione e banner



---------- Forwarded message ----------
From: 1 MARZO - Manifestazione nella Locride <1marzo@consorziosociale.coop>
Date: 6-feb-2008 8.25
Subject: 1 MARZO: volantini, diffusione e banner
To: Recipients <Undisclosed.>

Carissimi,

finalmente abbiamo pronta una prima versione del volantino del 1 Marzo.

Ve lo inviamo in allegato chiedendovi di diffonderlo il più possibile al fine di promuovere la sottoscrizione on-line dell'appello e la presenza alla Manifestazione di Locri.

Vi chiediamo di usare i volantini anche per contattare ogni giornalista a voi noto chiedendogli di dare la notizia e/o di fare dei servizi di approfondimento. Sono utili tutti i canali informativi (tv, radio, quotidiani, periodici, siti internet, ecc.) a livello nazionale, regionale e locale. A tal proposito segnaliamo l'appuntamento della conferenza stampa nazionale a Milano di giovedì prossimo (per informazioni: ufficio.stampa@consorziosociale.coop).

Per qualunque esigenza al riguardo contattate o fate contattare il nostro Ufficio Stampa (vedi firma in calce al messaggio).

Vi alleghiamo anche un banner grafico da inserire e linkare sui siti internet di ogni tipo: portali, blog, siti personali, ecc.

Grazie della preziosa collaborazione!!

Ufficio Comunicazione 1 Marzo

--

SOTTOSCRIVI il nostro Appello per la Locride e la Calabria

all'indirizzo: www.consorziosociale.coop/alleanza_per_la_locride

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Numero Verde: 800.91.35.40

Mail: agenzia@consorziosociale.coop

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Agenzia ETSI

Telefono 035.324540

Mail: agenzia@consorziosociale.coop

Comunicazione, Ufficio Stampa, Segreteria:

Ufficio Comunicazione del Consorzio GOEL

Tel e Fax 0964.419191

Cellulare 340.0920981

Mail: 1marzo@consorziosociale.coop

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Ai sensi del D.lgs n. 196 del 30.06.03 (Codice Privacy) si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e ad uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto per errore, La preghiamo di eliminarlo senza copiarlo e di non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione. Grazie

This message, for the D.lgs n. 196 / 30.06.03 (Privacy Law), may contain confidential and/or privileged information. If you are not the addressee or authorized to receive this for the addressee, you must not use, copy, disclose or take any action based on this message or any information herein. If you have received this message in error, please advise the sender immediately by reply e-mail and delete this message. Thank you for your cooperation.




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Paolo Candelari


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