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#5475 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Gio 2 Apr 2009 4:34 pm
Oggetto: SPETTACOLO VIS per il CONGO: sabato 4 aprile alle ore 20,00, presso il Teatro Don Bosco Ranchibile di Palermo.
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COMUNICATO STAMPA

 

 

La semenzologa & co. è lo spettacolo (di Anna Mauro, regia di Antonio Bisconti, compagnia teatrale Nuovo Sipario) proposto dal VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) sabato 4 aprile alle ore 20,00, presso il Teatro Don Bosco Ranchibile di Palermo. Il ricavato delle vendite (costo biglietto 10,00 euro) sarà interamente devoluto al centro Don Bosco di Ngangi a Goma, la città più importante del Nord Kivu nella Repubblica Democratica del Congo, dove si sono riversati migliaia di sfollati fuggiti dagli ultimi combattimenti e violenze avvenuti a Rumangabo a 50 Km dalla città.

Info e prevendite: Tikettiamo, via Don Orione 5 tel. 091/6374626, info@....

Sarà possibile acquistare il biglietto anche in loco.

 

……………………………..

 

 

                 

 

Il Centro di Ngangi è diventato uno dei maggiori punti di accoglienza per bambini e giovani della zona; visto il continuo afflusso di persone e la diversità di situazioni che si è trovato ad affrontare, il Centro si è strutturato ed organizzato sempre più per rispondere alle esigenze e ai bisogni dei giovani che ne fanno parte. Ngangi offre diversi tipi di ospitalità a seconda dell’età, della situazione familiare e del livello di povertà delle persone che vi entrano. Vi sono gli interni, bambini/giovani tra 0 e 16 anni, alcuni in cerca della famiglia, ma per la maggior parte orfani di uno o di entrambi i genitori. Questi bambini/bambine vivono e dormono stabilmente nel centro, ricevono tre pasti al giorno, vanno a scuola, ricevono cure mediche e vestiario. Altri bambini, circa 80-100 al mese, sono al Centro solo per un periodo di tempo, in genere quello necessario per una riabilitazione alimentare e per il reinserimento familiare. Ci sono, poi, giovani di strada, in genere con situazioni familiari difficili, che frequentano il Centro solo durante il giorno, dove ricevono tre pasti e dove possono frequentare regolarmente la scuola o i corsi di formazione professionali. Negli anni, infatti, Ngangi ha istituito dei corsi professionali dove ragazzi e ragazze possono apprendere piccoli mestieri: vengono svolti regolarmente corsi di falegnameria, muratura, meccanica e cucito. Il centro, inoltre, accoglie anche dei ragazzi esterni che hanno situazioni familiari stabili ma che hanno, invece, problemi legati alla povertà; anche a loro sono garantiti i pasti, la frequenza scolastica e le cure mediche.

Il Centro di Ngangi, gestito dal salesiamo Mario Perez, copre un’area di oltre cinque ettari di terra e al suo interno la struttura è organizzata secondo le attività che vi si svolgono (dormitori, refettorio, attività sportive, edifici per la scuola e per i corsi di formazione professionale); bambini e bambine vengono divisi per gruppi di età. Il centro medico di Ngangi è gestito da un medico e tre infermiere che si occupano non solo dei giovani interni, ma che offrono cure e hanno avviato.

La situazione di emergenza a Goma di questo ultimo mese, come già successo in passato in altre occasioni, ha aumentato drasticamente il numero di persone che si rivolgono al Centro per avere assistenza alimentare e medica. Con la ripresa dei combattimenti più di un milione si persone si è riversata nella città di Goma per sfuggire alle guerriglie e ai saccheggi che avvengono quotidianamente a pochi chilometri dal centro urbano; i campi profughi sono pieni e la maggior parte delle persone si accampa semplicemente lungo le strade.

Info: www.volint.it

 

 

………………………

 

LO SPETTACOLO

 

 

La "semenzara", vulcanico personaggio, è alle prese con la sfida più grande: conoscere se stessa. Per lei, che guarda il mondo con aria sfrontata e candida, è arrivato il momento di guardare in faccia i suoi ricordi, raccontare le sue emozioni, dichiarare ciò che pensa della realtà che la circonda e delle persone che, per qualche motivo, le sono passate accanto; in altre parole, di esprimere la sua visione del mondo: ingenua, a volte grossolana, il più delle volte impietosamente lucida, tuttavia fondamentalmente ottimista! Una commedia siciliana tutta da ridere.

 

Attori: Enza Greco, Giuseppe Serio, Andrea Oliveri, Salvo Ficano, Giuseppe Amato, Francesco D'Amore, Teresa Uras, Dario Caminita, Ninni Matranga, Mimma Taormina.

 

Compagnia Teatrale Nuovo Sipario: L'associazione Nuovo Sipario si costituisce nel Gennaio 2006 a Palermo. Nasce dallo sforzo congiunto di attori amatoriali provenienti da esperienze e compagnie diverse, che attraverso un percorso simile e una condivisa passione per la recitazione, si sono incontrati. Hanno in comune la visione del Teatro, non come strumento fine a se stesso, ma come mezzo di comunicazione. Anche per questo motivo il teatro della compagnia è impostato in modo che non risalti il singolo attore ma che sia il teatro stesso ad esserne il protagonista e parli una lingua universale.

 

 


#5474 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Mar 31 Mar 2009 1:38 pm
Oggetto: Oss. Romano fiancheggia PDL
e.pey@...
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Il fiancheggiamento plateale dell'Osservatore Romano al PDL è una vergogna per i cattolici ma soprattutto per un Vaticano disorientato e succube.
I motivi che l'articolo accampa sono inaccettabili: l'essere il partito "più forte", che aspira al 51%, e l'essere "maggiormente in grado di esprimere i valori italiani e quelli cattolici".
L'egoismo proprietario antisociale e manipolatore della legalità, rappresentato oggi in Italia dal berlusconisno e dagli interessi che esso coagula, è più contrario del socialismo non violento al pensiero e all'etica sociale cristiana.
Bisogna che i cristiani consapevoli e responsabili levino la loro libera voce di fronte a una tale volgarità.
Enrico Peyretti, Torino
 

09 03 30 Oss Romano fiancheggia PDL

30-03-09

PDL: OSSERVATORE ROMANO, NASCE PARTITO FORTE, FINORA UNITO SU TEMI ETICI

 

 

 

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 30 mar - Il congresso fondativo del Pdl ha fatto emergere ''l'immagine di una formazione forte, gia' piu' forte, secondo molti analisti, dello stesso Partito democratico, il primo nato con l'ambizione di unire differenti culture politiche''. Lo scrive, in un articolo pubblicato sull'edizione in uscita oggi pomeriggio e che porta la data di domani, l'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede.

Il Pdl appare ''piu' forte - si legge nel testo - non solo in termini percentuali: stando ai piu' recenti risultati elettorali, il Pdl appare, alla prova dei fatti, maggiormente in grado di esprimere i valori comuni della popolazione italiana, tra i quali quelli cattolici costituiscono una parte non secondaria''.

Il quotidiano vaticano scrive che ''nel partito si e' affermata, in linea di principio, la liberta' di coscienza sui temi etici piu' sensibili'' ma osserva come ''al momento di assumere iniziative concrete il Pdl si e' trovato unito''.

Quanto al futuro, l'Osservatore Romano nota che ''tra gli interrogativi che si pongono all'indomani della chiusura del primo congresso nazionale c'e' quello che ha a che fare con la capacita' del partito di gestire una fase evolutiva della sua esistenza, nella quale conciliare le differenti culture e sensibilita'''. ''Una sfida - e' la conclusione - tanto piu' urgente se l'obbiettivo dichiarato di Berlusconi e' di raggiungere il 51 per cento dei consensi, un traguardo ambizioso sulla cui strada, come ostacolo, il Pdl potrebbe trovare gli attuali alleati della Lega Nord, sul cui futuro, almeno all'interno della maggioranza, pesa l'ipoteca del dopo federalismo, e il possibile rinsaldarsi di quel 49 per cento che, a quel punto, si troverebbe all'opposizione''.

asp/sam/lv

 

 


#5473 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Lun 30 Mar 2009 9:14 pm
Oggetto: Comunicato stampa Assemblea delle obiettrici e degli obiettori alle spese militari 2009.
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Comunicato stampa Assemblea delle obiettrici e degli obiettori alle speser militari 2009.

Spedito ieri (29-03-09) all’ANSA di Firenze.

Seguirà verbale dettagliato lavori e conclusioni dell’Assemblea.

Alfonso Navarra

COMUNICATO STAMPA

L'Assemblea delle obiettrici e degli obiettori alle spese militari

per la Difesa popolare nonviolenta (OSM/DPN), riunitasi a Firenze il 28 e 29 marzo 2009,  ospitata dal Centro Sociale "IL POZZO", si è conclusa esprimendo innanzitutto solidarietà alla Comunità di base delle Piagge ("IL POZZO",  espressione della Comunità, era stato appena oggetto  di una irruzione fascista).

L’Assemblea ha valutato questa aggressione alla Comunità di Padre Santoro quale frutto di un clima generale che manifesta una gravissima involuzione autoritaria e populista della democrazia italiana.

Il dibattito assembleare ha deciso di rilanciare l’obiettivo di "pagare per la pace anzichè per la guerra", attraverso varie modalità, inclusa la disobbedienza civile “forte” sull’IRPEF.

Gli obiettori si faranno inoltre banditori, presso le lotte popolari che si oppongono al tentativo di scaricare la crisi sui lavoratori, dell'urgenza della conversione civile delle spese militari; riduzione e conversione che è indissolubilmente legata al "transarmo" (primo passo: il modello costituzionale) verso la Difesa popolare nonviolenta.

 

Le decisioni sui punti più operativi, sinteticamente e sommariamente, sono state le seguenti:

 

-          l’avvio di una campagna per istituire un “Albo degli obiettori” riconosciuto istituzionalmente (con modalità da studiare)

-          la verifica della praticabilità della DPN negli attuali organismi istituzionali subordinata a strategie e comportamenti unitari dei movimenti impegnati sui CCP (un incontro verrà promosso in tal senso)

-          la prosecuzione del lavoro sull’Osservatorio per la DPN di base (le lotte territoriali e per i diritti)

-          il pluralismo sperimentale sulle modalità di obiezione (il 5%1.000 resta praticabile nelle modalità attuali, escludendo che il versamento all’UNSC risolva definitivamente l’opzione fiscale)

-          il sostegno all’obiezione antinucleare con gli obiettivi ed il percorso indicati dalla relazione del Coordinamento “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO”;

-          la ripresa dell’attenzione, sollecitata da Andrea Mazzi, obiettore vittima di un fermo-macchina - sulla pratica della disobbedienza civile all’Irpef (coordinamento e supporto giuridico)

-          la partecipazione al percorso internazionale del CPTI.

 

Sono stati eletti nel Coordinamento Politico:

per i promotori: Luciano Setti (Associazione per la Pace); Cristian Galvan (Associazione Papa giovanni XXIII); Alfonso Navarra (LDU); Massimo Aliprandini (LOC); Rustico (Pax Christi); Angelo Gandolfi (Berretti Bianchi); Angelo Cavagna (GAVCI);

per l’assemblea: Paolo Bollini, Tiziano Cardosi, Vittorio Pallotti, Luciano Zambelli.

Si richiede la cooptazione di 3 membri da: Comunità di base delle Piagge, Gruppo di presenza Longare, Mondo Senza Guerre.

Sono stati eletti nel Comitato dei Garanti): Mario Colasante, Francesco Lo Cascio, Beppe Marazzi.



#5472 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Lun 30 Mar 2009 9:09 pm
Oggetto: Comunicato stampa Assemblea delle obiettrici e degli obiettori alle spese militari 2009.
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Comunicato stampa Assemblea delle obiettrici e degli obiettori alle spese militari 2009.

Spedito ieri (29-03-09) all´ANSA di Firenze.

Seguirà verbale dettagliato lavori e conclusioni dell´Assemblea.

Alfonso Navarra

COMUNICATO STAMPA

L'Assemblea delle obiettrici e degli obiettori alle spese militari

per la Difesa popolare nonviolenta (OSM/DPN), riunitasi a Firenze il 28 e 29 marzo 2009,  ospitata dal Centro Sociale "IL POZZO", si è conclusa esprimendo innanzitutto solidarietà alla Comunità di base delle Piagge ("IL POZZO",  espressione della Comunità, era stato appena oggetto  di una irruzione fascista).

L´Assemblea ha valutato questa aggressione alla Comunità di Padre Santoro quale frutto di un clima generale che manifesta una gravissima involuzione autoritaria e populista della democrazia italiana.

Il dibattito assembleare ha deciso di rilanciare l´obiettivo di "pagare per la pace anzichè per la guerra", attraverso varie modalità, inclusa la disobbedienza civile "forte" sull´IRPEF.

Gli obiettori si faranno inoltre banditori, presso le lotte popolari che si oppongono al tentativo di scaricare la crisi sui lavoratori, dell'urgenza della conversione civile delle spese militari; riduzione e conversione che è indissolubilmente legata al "transarmo" (primo passo: il modello costituzionale) verso la Difesa popolare nonviolenta.

 

Le decisioni sui punti più operativi, sinteticamente e sommariamente, sono state le seguenti:

 

-          l´avvio di una campagna per istituire un "Albo degli obiettori" riconosciuto istituzionalmente (con modalità da studiare)

-          la verifica della praticabilità della DPN negli attuali organismi istituzionali subordinata a strategie e comportamenti unitari dei movimenti impegnati sui CCP (un incontro verrà promosso in tal senso)

-          la prosecuzione del lavoro sull´Osservatorio per la DPN di base (le lotte territoriali e per i diritti)

-          il pluralismo sperimentale sulle modalità di obiezione (il 5%1.000 resta praticabile nelle modalità attuali, escludendo che il versamento all´UNSC risolva definitivamente l´opzione fiscale)

-          il sostegno all´obiezione antinucleare con gli obiettivi ed il percorso indicati dalla relazione del Coordinamento "FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO";

-          la ripresa dell´attenzione, sollecitata da Andrea Mazzi, obiettore vittima di un fermo-macchina - sulla pratica della disobbedienza civile all´Irpef (coordinamento e supporto giuridico)

-          la partecipazione al percorso internazionale del CPTI.

 

Sono stati eletti nel Coordinamento Politico:

per i promotori: Luciano Setti (Associazione per la Pace); Cristian Galvan (Associazione Papa giovanni XXIII); Alfonso Navarra (LDU); Massimo Aliprandini (LOC); Rustico (Pax Christi); Angelo Gandolfi (Berretti Bianchi); Angelo Cavagna (GAVCI);

per l´assemblea: Paolo Bollini, Tiziano Cardosi, Vittorio Pallotti, Luciano Zambelli.

Si richiede la cooptazione di 3 membri da: Comunità di base delle Piagge, Gruppo di presenza Longare, Mondo Senza Guerre.

Sono stati eletti nel Comitato dei Garanti): Mario Colasante, Francesco Lo Cascio, Beppe Marazzi.


#5471 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Ven 27 Mar 2009 1:39 pm
Oggetto: Re: [pace] Re: Tu che ne pensi? Flavio Lotti si deve candidare al Parlamento Europeo?
e.pey@...
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D'accordo col consiglio di Claudio Pozzi. Enrico Peyretti, Torino
 

 
----- Original Message -----
Sent: Friday, March 27, 2009 12:33 PM
Subject: [pace] Re: Tu che ne pensi? Flavio Lotti si deve candidare al Parlamento Europeo?

Caro Flavio,
non ci conosciamo,
sono Claudio Pozzi,
- membro del Coordinamento Politico Nazionale della Campagna di Obiezione di Coscienza alle Spese Militari per la Difesa Popolare Nonviolenta (www.osmdpn.it)
- obiettore di coscienza al servizio militare nel 1972.
In relazione a quanto tu chiedi, innanzitutto apprezzo il fatto te tu ci abbia coinvolti; penso che qualunque opportunità per far avanzare gli ideali di pace non debba mai essere trascurata. Purtroppo, però, abbiamo la recente esperienza di tanti parlamentari pacifisti che erano nel Parlamento Italiano nella maggioranza  a sostegno del governo Prodi e che hanno completamente disatteso le aspettative della base che li aveva eletti, votando, salvo pochissime eccezioni, così come imponevano le discipline dei rispettivi gruppi, anche in contrasto con la propria coscienza,  e creando notevole disorientamento nel movimento.
Ecco, io penso che questo non si debba ripetere!
Se tu dovessi decidere di candidarti, a mio modesto avviso, dovresti votare assolutamente secondo coscienza, quindi, per correttezza, dovresti metterlo bene in chiaro con il partito scelto prima di accettare la candidatura la quale dovrebbe essere realmente indipendente!
Non avrebbe senso andare al Parlamento Europeo e continuare a votare per le guerre assieme ai gruppi di appartenenza!
Potrebbe essere, invece, utile avere una voce di testimonianza nel Parlamento Europeo che intervenga con le posizioni del Movimento per la Pace.
Cari saluti e buon lavoro
Claudio Pozzi
0975.74395
348.3325096
 
----- Original Message -----
Sent: Friday, March 27, 2009 11:02 AM
Subject: Tu che ne pensi? Flavio Lotti si deve candidare al Parlamento Europeo?

Lettera aperta agli amici
della Tavola della Pace e della Perugia-Assisi


Oggetto: Tu che ne pensi? Flavio Lotti si deve candidare al Parlamento Europeo?


Cari amici,

nei giorni scorsi, due forze politiche mi hanno offerto una candidatura indipendente al Parlamento Europeo. Cosa devo fare? Accetto o rifiuto?

In ogni caso, penso che accettare o rifiutare queste proposte non sia un affare personale. Il lavoro che abbiamo fatto, quello che stiamo facendo e che abbiamo progettato di fare assieme è un lavoro collettivo e io non sono sensibile alle sirene della cooptazione politica. Io credo nel Noi.

Ci hanno offerto uno spazio da indipendente. E' un rischio ma è anche una opportunità. La cogliamo o la lasciamo cadere? Ci sporchiamo le mani o rinunciamo? Per un movimento che da lungo tempo denuncia l'assenza di una politica di pace, la scelta non è facile.

Voi che ne dite?

Fatemi sapere... Il tempo non è molto...


Flavio Lotti

Perugia, 27 marzo 2009

Tavola della Pace
Via della Viola, 1
06122 Perugia
Tel. +39 075 5736890
Fax +39 075 5739337
tavola@...
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In ottemperanza al D.L. n. 196 del 30/6/2003 in materia di protezione dei dati personali, le informazioni contenute in questo messaggio sono strettamente riservate ed esclusivamente indirizzate al destinatario indicato (oppure alla persona responsabile di inoltrarlo allo stesso). Vogliate tener presente che qualsiasi uso, riproduzione o divulgazione del testo deve considerarsi vietata. Nel caso in cui aveste ricevuto questo messaggio per errore, vogliate cortesemente avvertire il mittente (via email, fax o telefono) e provvedere all'immediata distruzione. Nel caso non vogliate più essere contattati e non essere più inseriti nelle nostre banche dati, vi chiediamo di trasmetterci una mail alla nostra casella di posta elettronica privacy@...




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#5470 Da: "Claudio Pozzi" <clany@...>
Data: Ven 27 Mar 2009 11:33 am
Oggetto: Re: Tu che ne pensi? Flavio Lotti si deve candidare al Parlamento Europeo?
clany@...
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Caro Flavio,
non ci conosciamo,
sono Claudio Pozzi,
- membro del Coordinamento Politico Nazionale della Campagna di Obiezione di Coscienza alle Spese Militari per la Difesa Popolare Nonviolenta (www.osmdpn.it)
- obiettore di coscienza al servizio militare nel 1972.
In relazione a quanto tu chiedi, innanzitutto apprezzo il fatto te tu ci abbia coinvolti; penso che qualunque opportunità per far avanzare gli ideali di pace non debba mai essere trascurata. Purtroppo, però, abbiamo la recente esperienza di tanti parlamentari pacifisti che erano nel Parlamento Italiano nella maggioranza  a sostegno del governo Prodi e che hanno completamente disatteso le aspettative della base che li aveva eletti, votando, salvo pochissime eccezioni, così come imponevano le discipline dei rispettivi gruppi, anche in contrasto con la propria coscienza,  e creando notevole disorientamento nel movimento.
Ecco, io penso che questo non si debba ripetere!
Se tu dovessi decidere di candidarti, a mio modesto avviso, dovresti votare assolutamente secondo coscienza, quindi, per correttezza, dovresti metterlo bene in chiaro con il partito scelto prima di accettare la candidatura la quale dovrebbe essere realmente indipendente!
Non avrebbe senso andare al Parlamento Europeo e continuare a votare per le guerre assieme ai gruppi di appartenenza!
Potrebbe essere, invece, utile avere una voce di testimonianza nel Parlamento Europeo che intervenga con le posizioni del Movimento per la Pace.
Cari saluti e buon lavoro
Claudio Pozzi
0975.74395
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----- Original Message -----
Sent: Friday, March 27, 2009 11:02 AM
Subject: Tu che ne pensi? Flavio Lotti si deve candidare al Parlamento Europeo?

Lettera aperta agli amici
della Tavola della Pace e della Perugia-Assisi


Oggetto: Tu che ne pensi? Flavio Lotti si deve candidare al Parlamento Europeo?


Cari amici,

nei giorni scorsi, due forze politiche mi hanno offerto una candidatura indipendente al Parlamento Europeo. Cosa devo fare? Accetto o rifiuto?

In ogni caso, penso che accettare o rifiutare queste proposte non sia un affare personale. Il lavoro che abbiamo fatto, quello che stiamo facendo e che abbiamo progettato di fare assieme è un lavoro collettivo e io non sono sensibile alle sirene della cooptazione politica. Io credo nel Noi.

Ci hanno offerto uno spazio da indipendente. E' un rischio ma è anche una opportunità. La cogliamo o la lasciamo cadere? Ci sporchiamo le mani o rinunciamo? Per un movimento che da lungo tempo denuncia l'assenza di una politica di pace, la scelta non è facile.

Voi che ne dite?

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Flavio Lotti

Perugia, 27 marzo 2009

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Fax +39 075 5739337
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#5469 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Gio 26 Mar 2009 5:33 pm
Oggetto: Mostra Fotografica sull'Africa dal 28 marzo al 7 aprile 2009
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#5468 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Gio 26 Mar 2009 5:25 pm
Oggetto: Fwd: Mostra Fotografica dal 28 marzo al 7 aprile 2009
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---------- Forwarded message ----------
From: Don Angelo <presidente@...>
Date: 2009/3/23
Subject: Mostra Fotografica dal 28 marzo al 7 aprile 2009
To: locascio.francesco@...




#5467 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Gio 26 Mar 2009 4:53 pm
Oggetto: Fwd: [Mir-forum] Fw: XII Anniversario della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: paolo e ilaria MIR <paoloeilaria@...>
Date: 25 marzo 2009 9.00
Oggetto: [Mir-forum] Fw: XII Anniversario della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò
A: forum@...


 
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, March 24, 2009 7:50 PM
Subject: XII Anniversario della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò

DODICI ANNI DI COSTRUZIONE DELLA SPERANZA

Questi dodici anni sono un momento di riflessione per far fiorire la speranza. Momenti tanto oscuri come quelli che viviamo ci richiedono più volontà e azione per costruire questa speranza, questa si realizza soltanto quando rendiamo possibile ciò che crediamo impossibile, solo in quel momento assume senso la speranza e assumono valore questi dodici anni.

Sappiamo che ci troviamo in un mondo sempre più avverso, in un paese come il nostro, dove si è perso il rispetto per la vita, dove l´impero della morte è quello che regna in ogni luogo, la logica del più forte, della menzogna, delle armi è ciò che regna, un paese dove ci guardiamo intorno e ci imbattiamo solo in questa logica e in questa struttura paramilitare che è semplicemente l´odore costante della morte e del sangue, che agisce a suo piacimento con tutta la legittimità che le ha concesso uno Stato che ha operato secondo questa linea di morte e di violenza.

Guardarsi intorno è quasi cadere nella disperazione, perdendo il senso e abbandonando la lotta per una vita degna ed è quasi la prima sensazione che proviamo nel nostro paese quando a trionfare e a farsi strada ovunque è questa logica di morte.  Sentiamo ogni giorno la solitudine di fronte a tanta gente che si adatta, che retrocede o che opta per questa legge del più forte, di quello che vince di più. Siamo luci quasi in estinzione davanti ad una specie di nebbia che avvolge tutto e che avanza in molti cuori e in molte coscienze. Nonostante ciò, nonostante tante avversità, la speranza sta nascendo ogni giorno, ogni mattina, ogni sera, perché è necessario rinnovarla per non lasciare che si estingua questa luce di vita che nasce da questa speranza.

Questi dodici anni di resistenza civile ci impongono di rinnovare e di far fiorire ogni giorno la speranza che l´impossibile sia possibile, che la vita possa fiorire, che un mondo differente si possa costruire oggi nelle diverse parti del mondo, lì dove i cuori che amano la vita rifiutano di consegnarsi alla logica della morte ed è stato in questi dodici anni di cammino che la solitudine e il freddo della morte sono stati penetrati dal calore della vita e dall´ unità delle voci che credono in un´umanità differente.

Questi dodici anni sono stati una speranza costruita su solide basi, su progetti di vita reali e alternativi che sono stati accecati dal terrore degli assassini, ed è per questo che la memoria delle 185 persone assassinate della nostra comunità continua ad essere più viva che mai tra tutti noi che crediamo nella giustizia.

Questi dodici anni ci permettono di riaffermare la nostra posizione contraria all´impunità e di chiedere giustizia per le più di 750 violazioni dei diritti umani che sono state commesse contro il nostro processo. Siamo un chiaro esempio di annichilimento che si è perpetuati e che continua a perpetuarsi contro le comunità in resistenza civile nel nostro paese. Però, nonostante tutte queste azioni di terrore, le menzogne, le condanne, le morti, le violazioni, le distruzioni dei raccolti, le minacce, la nostra speranza resta viva perché non sono dodici anni di solitudine, ma sono dodici anni accompagnati dal calore vitale di molte persone che credono in una nuova umanità e che non ci hanno lasciati soli, ma che al contrario, camminano con noi giorno dopo giorno.

Questi dodici anni di memoria, di vita, di resistenza civile e di dignità hanno basi solide, come quelle di altre comunità nel nostro paese che costruiscono verità; sappiamo che coloro che camminano e coloro che accompagnano la vita in tutto il mondo faranno sì che un giorno esisterà la giustizia, e che saranno giudicati gli autori di tante atrocità come fonte per costruire un mondo di pace. Sono questi elementi etici e morali in favore della vita che ci danno la forza di non mollare e di unirci in questo ardore che genera una nuova umanità in diverse parti del mondo.

Alle tante persone che hanno camminato per tutti questi anni seminando questa speranza e aprendo alla morte spazi di vita per mezzo delle loro azioni solidali, tante grazie e che questo sia un momento per riaffermarci e per continuare a costruire una logica guidata dal sentimento della vita.

 

COMUNIDAD DE PAZ DE SAN JOSE DE APARTADO

Marzo 23 de 2009

 



#5466 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Lun 23 Mar 2009 8:39 am
Oggetto: Art. di La Valle su legge testam. biologico
e.pey@...
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Il sondino di Stato

di Raniero La Valle

Articolo della rubrica “Resistenza e pace” in uscita sul prossimo numero del quindicinale di Assisi, Rocca (rocca@... )

 

Mentre c’è un gran daffare dei senatori che si accaniscono attorno a una legge che dovrebbe stabilire per filo e per segno come, quando e attraverso quali procedure una persona in coma possa morire, qualcuno mi ha ricordato un libro di David Maria Turoldo di cui riferii, quando uscì, in una mia rubrica sulla Stampa di Torino. Il libro era intitolato “…E poi la morte dell’ultimo teologo”, e raccontava di un’isola dove, tanti secoli fa, si era smesso di morire. E mentre all’inizio tutti furono contenti, e se ne gloriarono come di una gran vittoria della medicina, e perfino i turisti accorrevano a vedere questa meraviglia, a un bel momento si vide che senza morte non si poteva stare. Nell’isola si cominciò ad essere in troppi, e prima chiusero le porte all’immigrazione, poi sterilizzarono le donne. Non si festeggiarono più i compleanni, ma solo i centenari, i bicentenari, i tricentenari; non si iniziò più nessuna impresa, perché tutto era stato già vissuto; non potendosi più commemorare i morti, si cominciarono a celebrare i vivi, e ciascuno poté andare all’inaugurazione della propria statua, finché l’isola ne fu tutta piena; tutti i discorsi e le prediche erano già stati sentiti, e quindi si smise di farne; furono rotti tutti gli specchi, perché era venuto in uggia anche il proprio volto e del resto appariva invecchiato; se uno si ammalava non lo si curava, perché si diceva: tanto non muore; finì la pietà, finì l’amore. Finché tutti invocarono il ritorno della morte.

Dunque la vita non era più un valore? Sbagliava la medicina a volerla conservare a tutti i costi e la Chiesa a difenderla sopra ogni altra cosa? Sì, era un valore, ma come tutti i valori se veniva assolutizzato si rovesciava nel suo contrario. La vita non era più vita, e tutti gli altri valori perivano. E nemmeno Dio ne usciva troppo bene perché la sua gloria non è il principio anonimo della vita ma, come dice Sant’Ireneo, l’uomo vivente.

È qualcosa di cui si dovrebbe tener conto quando ci si mette a legiferare, e occorre mettere insieme principi, valori e diritti. Non dovrebbe essere troppo difficile. Il diritto moderno non è come il vecchio diritto positivista, dove era “l’autorità, non la verità” che faceva la legge, e a cui moralità e giustizia dovevano essere sovraimposte dall’esterno, tirandole giù dai cieli del diritto naturale. Il diritto di oggi, pur attraverso molte storie e dolori, ha incorporato in sé la giustizia, ha formulato principi e valori, li ha bilanciati, li ha tradotti in diritti e doveri, li ha messi nella sua scrittura, nelle sue Costituzioni. Non siamo all’anno zero della produzione giuridica, sicché di fronte a nuovi problemi, come quelli della bioetica, prima di legiferare ci si dovrebbe rivolgere all’apposito sportello per sapere cosa fare. Le linee maestre della legislazione sono già date, i valori che entrano in gioco sono i valori costituzionali, i principi sono quelli fondamentali dell’ordinamento, i diritti non sono assoluti, ma tengono conto di tutti gli altri. E quando ha a che fare con le persone, con la loro identità, con la loro coscienza, col loro destino, la legislazione dev’essere sobria. L’uomo è una cosa delicata, si sciupa. Meglio una norma in meno che una di troppo.

Ma se la legislazione cade in delirio di onnipotenza, volendo giungere a impedire che anche un solo sondino sia staccato anzitempo, allora sono dolori. Fa finta di legiferare su un diritto (il diritto al testamento biologico), e invece stabilisce una sorta di obbligo a sopravvivere; e statalizza la morte, separa i morenti dai loro cari, e mette il loro obbligo a vivere in mano a una commissione di sei medici (un medico legale, un neurofisiologo o equivalente, un neuroradiologo o equivalente, il medico curante, un anestesista-rianimatore, un medico specialista della patologia!) nominati dalla burocrazia dell’ospedale o della ASL. Stabilisce che in ogni caso non si può sospendere l’alimentazione e l’idratazione perché, secondo il parere espresso dal comitato governativo di bioetica recepito nella legge, l’acqua e il cibo sono indispensabili per vivere, e non divengono una terapia medica o un accanimento terapeutico, per il solo fatto che vengano somministrati da medici e per via artificiale. Però si sono dimenticati dell’aria: anche l’aria serve per vivere, e spesso la si dà anche artificialmente, come negli aerei in volo; allora perché l’aria, pompata dal respiratore si può togliere senza ledere il sacro principio della vita, mentre acqua e cibo si devono introdurre comunque da tutte le parti nel corpo per non essere chiamati omicidi? In realtà con queste norme si gioca con il testamento biologico, si punisce chi pretenderebbe decidere della sua morte e si aggiunge anche del sadismo: perché il documento vale solo per un quinquennio, e ogni cinque anni bisogna rinnovarlo in forma scritta e farlo confluire nel Registro nazionale informatico all’uopo istituito; un rito funereo, un dover pensare all’ipotesi di un tragico morire a scadenza regolare, e perfino una sfida, per chi ci crede, al malocchio. Non è una legge, è un “memento mori” (ricordati di dover morire) voluto dallo Stato.

 

  Raniero La Valle

 


#5465 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Mar 17 Mar 2009 7:45 am
Oggetto: Fwd: [Coord. JPIC]: Sul DDL sulla sicurezza
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Salvatore Scaglia <sal.scaglia@...>
Date: 16 marzo 2009 21.33
Oggetto: [Coord. JPIC]: Sul DDL sulla sicurezza
A: "Coordinamento \"G.P.I.C.\"" <giustizia-pace-integrita-del-creato@googlegroups.com>


    Pubblico di seguito il recente appello sottoscritto da alcuni intellettuali cattolici affinchè il Parlamento respinga la norma che permetterebbe al medico di denunciare l'immigrato irregolare. Quest'appello è stato preceduto da una nota analoga firmata (il 7 Febbraio 2009) dal sottoscritto, da fra' Graziano Bruno o.f.m. e da Francesco Lo Cascio. Peraltro in tale nota abbiamo preso posizione anche sulla possibile, vergognosa, schedatura  - presso il Ministero degli interni -  di ogni senzatetto.
 
    Salvatore Scaglia
 
11/03/2009 - 10:17 - IMMIGRATI, ASSISTENZA SANITARIA AI CLANDESTINI, UN APPELLO DI INTELLETTUALI CATTOLICI
 
Un nutrito gruppo di intellettuali cattolici (primo firmatario Giuseppe Savagnone) ha sottoscritto un appello perché il Parlamento corregga il decreto sicurezza nella norma «secondo cui l’extra-comunitario clandestino che si rivolge a una struttura pubblica per essere curato può essere denunziato». Ecco il tetso integrale e l'elebco dei sottoscrittori.

La norma recentemente approvata dal Senato, secondo cui l’extra-comunitario clandestino che si rivolge a una struttura pubblica per essere curato può essere denunziato, è già stata contestata dall’Ordine dei Medici come contraria al proprio codice deontologico, e a buon diritto, perché distorce l’identità e la funzione del medico.
In quanto cittadini che si sforzano di ispirare la vita pubblica al Vangelo e alla Dottrina sociale della Chiesa, noi vogliamo fare nostra questa contestazione nella più ampia prospettiva dei diritti umani e della solidarietà. La norma in questione, infatti, crea le condizioni perché degli uomini e delle donne debbano scegliere tra la propria salute o quella dei propri figli e la speranza, legata alla permanenza nel nostro paese, di una vita meno misera per sé e per la propria famiglia. Essa pone così ai più poveri tra i poveri un odioso ricatto, il cui esito potrebbe, in molti casi, essere tragico.
Non è chiaro se l’innovazione legislativa, eliminando il divieto di denunzia da parte del medico, introduca un obbligo o soltanto una facoltà. In ogni caso è evidente che già il rischio della denunzia costituirebbe per il clandestino un deterrente decisivo che lo scoraggerebbe dal rivolgersi alle strutture sanitarie.
La vita umana va difesa in tutto l’arco del suo svolgersi. Noi ci opponiamo decisamente, perciò, alla posizione di quanti ne svalutano arbitrariamente la fase iniziale e quella terminale. Ma con altrettanta energia rifiutiamo tutte le misure che ne umiliano la dignità e ne mettono a repentaglio l’integrità nel tempo intermedio tra questi due estremi. A questo proposito, non possiamo non rilevare la contraddizione di quanti – come hanno fatto di recente molti senatori – accusano di assassinio chi cade nel primo tipo di violenza, senza rendersi conto di quella che rischiano a loro volta di fomentare.
Senza dire che, come tutte le violenze, anche questa rischia di ricadere sull’intera comunità. Spingendo i clandestini a nascondere le proprie malattie e a fronteggiarle empiricamente, invece di farle curare dal personale medico, la norma fa aumentare considerevolmente il rischio di epidemie sul nostro territorio.
Chiediamo perciò a tutti coloro che condividono queste osservazioni di far sentire la loro voce prima che la legge venga definitivamente approvata dalla Camera, inviando messaggi di protesta alla Camera, che deve discuterla a breve.
Elenco firmatari
1. Giuseppe Savagnone, Ordinario di Storia e Filosofia nei licei
2. Sandro Pajno, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato
3. Francesco Viola, Ordinario di Filosofia del Diritto
Università di Palermo
4. Giuseppe Acocella, Ordinario di Etica sociale Università di Napoli "Federico II"
5. Mario Affronti, Presidente della Società Italiana Medicina delle Migrazioni
6. Luigi Alici, Ordinario di Filosofia morale Università di Macerata
7. Salvatore Amato, Ordinario di Filosofia del Diritto Università di Catania
8. Giuseppina Anselmo Aricò, Ordinario di Diritto romano Università di Palermo
9. Antonio Maria Baggio, Straordinario di Filosofia politica Università Sophia di Loppiano
10. Enzo Balboni, Ordinario dei Diritto costituzionale Università cattolica del Sacro Cuore
11. Renato Balduzzi,Ordinario di Diritto costituzionale Università del Piemonte Orientale
12. Laura Bazzicalupo, Ordinario di Filosofia politica Università di Salerno
13. Antonio Bellingreri, Ordinario di Pedagogia generale Università di Palermo
14. Enrico Berti, Ordinario di Storia della Filosofia Università di Padova
15. Andrea Bettetini, Ordinario di Diritto Ecclesiastico Università di Catania
16. Paola Bignardi, Direttore di “Scuola italiana moderna”
17. Francesco Botturi, Ordinario di Filosofia morale Università cattolica del Sacro Cuore
18. Alfio Briguglia Ordinario di Matematica e Fisica nei licei
19. Luigino Bruni Associato di Economia politica Università di Milano-Bicocca
20. Giorgio Campanini Professore f.r. di Storia delle dottrine politiche - Università di Parma
21. Angelo Campodonico Ordinario di Filosofia morale Università di Genova
22. Lorenzo Caselli Ordinario di Etica economica e responsabilità sociale delle imprese – Università di Genova
23. Mario Chiaro Giornalista
24. Giorgio Chiosso Ordinario di Storia dell’educazione Università di Torino
25. Roberto Cipriani Ordinario di Sociologia Università di Roma Tre
26. Luciano Corradini Ordinario di Pedagogia  Università di Roma Tre
27. Luigi D'Andrea Straordinario di Diritto costituzionale Università di Messina
28. Giuseppe Dalla Torre Ordinario di Diritto ecclesiastico e canonico - LUMSA
29. Attilio Danese Direttore del Centro di Ricerche personaliste di Teramo
30. Gian Candido De Martin, Ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico presso la LUISS e Presidente dell’Istituto Bachelet
31. Giulia Paola Di Nicola Docente di Sociologia della famiglia – Università di Chieti
32. Giovanni Di Rosa Ordinario di Diritto privato Università di Catania
33. Adriano Fabris Ordinario di Filosofia morale Università di Pisa
34. Ludovico Galleni Associato di Zoologia Università di Pisa
35. Roberto Gatti Ordinario di Filosofia politica Università di Perugia
36. Piergiorgio Grassi Ordinario di Filosofia delle religioni – Università di Urbino
37. Nino La Spina Ordinario di Sociologia Università di Palermo
38. Salvino Leone Direttore dell’Istituto Siciliano di Bioetica
39. Virgilio Melchiorre Direttore dell’Enciclopedia filosofica
40. Roberto Mordacci Coordinatore Centro Studi di Etica pubblica – Università S. Raffaele
41. Giuseppe Notarstefano Ricercatore di Statistica economica - Università di Palermo
42. Giorgio Palumbo Associato
43. Pietro Palumbo Ordinario di Storia della filosofia Università di Palermo
44. Antonio Papisca Ordinario di Relazioni internazionali Università di Padova
45. Massimo Paradiso Ordinario di Istituzioni di diritto privato – Università di Catania
46. Manfredi Parodi Ordinario di Diritto penale Università di Palermo
47. Vito Riggio Associato f.r. di Diritto pubblico Università di Palermo
48. Angelo Rinella Professore straordinario di diritto costituzionale italiano e comparato - LUMSA
49. Pippo Rossi Ordinario di Ingegneria idraulica Università di Catania
50. Antonio Ruggeri, Ordinario di Diritto costituzionale Università di Messina
51. Salvatore Sammartino, Ordinario di Diritto tributario Università di Palermo
52. Leonardo Samonà Ordinario di Filosofia teoretica Università di Palermo
53. Mario Signore, Ordinario di filosofia morale Università di Lecce
54. Ina Siviglia, Docente di Antropologia Teologica Facoltà teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista”
55. Antonino Spadaro Ordinario di Diritto costituzionale Università Mediterranea di Reggio Calabria
56. Isabel Trujillo Ordinario di Filosofia del Diritto  Università di Palermo
57. Giovanni Ventimiglia Ordinario di Filosofia Facoltà di teologia di Lugano
58. Giuseppe Verde Ordinario di Diritto costituzionale  Università di Palermo
59. Carmelo Vigna Ordinario di Filosofia morale Università Ca’ Foscari di Venezia
60. Vera Zamagni Ordinario di Storia economica Università di Bologna
61. Giancarlo Zizola Vaticanista
 

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#5464 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Mar 17 Mar 2009 7:02 am
Oggetto: Re: [paxchristi] articolo di R. La Valle
e.pey@...
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La lettera del Papa

 

di Raniero La Valle

 

Articolo della rubrica “Resistenza e pace” in uscita sul prossimo numero del quindicinale di Assisi, Rocca (rocca@... )

 

La lettera che il Papa ha scritto ai vescovi per rimediare alla crisi aperta con la revoca della scomunica ai prelati lefebvriani, contiene due informazioni che lasciano interdetti.

La prima è che la Santa Sede non consulta Internet, altrimenti - par di capire - venendo a sapere quello che dicevano i vescovi scomunicati, non li avrebbe riammessi alla comunione. Il Papa ne trae ora “la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo portare più attenzione a questa fonte di notizie”. La decisione è giusta, ma è sconcertante che fino al presente la Santa Sede sia rimasta priva di milioni di notizie che certamente aiutano a capire lo stato del mondo (e della stessa Chiesa), notizie che per altro non sono state conseguite nemmeno attraverso i canali tradizionali di proverbiale efficienza e meno moderni.

La seconda informazione è che il Papa si è sentito aggredito anche da cattolici, “con un’ostilità pronta all’attacco”, e che anche nell’ambito ecclesiale sarebbe stato trattato “con odio senza timore e riserbo” per avere osato avvicinarsi ai lefebvriani, venendo così coinvolto nella stessa intolleranza e nello stesso odio di cui essi sarebbero vittime nella Chiesa, pur contando quel gruppo, come dice il Papa, 491 preti, 6 seminari, 8 scuole, 117 frati e un gran numero di fedeli. È in questo contesto che il Papa trova applicabile il grave giudizio di San Paolo: “se vi mordete e divorate a vicenda guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri”. Questo passaggio della lettera indica che il Papa si è sentito in pericolo, non certo nella sua vita fisica, ma nella sua identità come papa. È una cosa assai drammatica, che merita tutta la nostra solidarietà, come sempre si deve essere vicini a chi è o si sente in pericolo, quale che sia la causa del pericolo.

Per questa estrema sincerità, non priva di spunti autocritici e fraterni, la lettera è stata molto lodata, e molto se ne è apprezzata l’intenzione di tranquillizzare i “vescovi perplessi”, prendendone sul serio le obiezioni. Tuttavia se questo era il proposito, allora la lettera avrebbe dovuto essere indirizzata non solo ai vescovi, ma anche a noi fedeli, che siamo coinvolti nelle decisioni del Papa come “pastore di tutto il gregge”, e che siamo rimasti non meno turbati del provvedimento del 21 gennaio, bene o male che ne siano stati illustrati “la portata e i limiti”, nello “sbaglio” che si è compiuto, dice il Papa, “al momento della sua pubblicazione”; altresì la lettera avrebbe potuto essere indirizzata a tutti gli uomini di buona volontà che erano stati toccati dal Concilio e chiamati a testimoni della riconciliazione con gli ebrei, e che avevano appreso dai giornali che tutto ciò era stato rimesso in discussione.

Quanto al merito del chiarimento papale, esso sostanzialmente retrocede il provvedimento del 21 gennaio a un atto di benevolenza privata, disponibile al Papa perché riguardava solo la disciplina della legittimità della consacrazione episcopale, e non le dottrine coinvolte nello scisma lefebvriano; un atto di clemenza volto a liberare i ribelli da un “peso di coscienza”, mentre resta la più larga scomunica (anche se tecnicamente non si chiama così) verso la Fraternità scissionista, “la quale non ha alcuno stato canonico nella Chiesa e i suoi ministri non esercitano legittimamente alcun ministero nella Chiesa”: insomma un esserci senza esserci.

Ma la cosa più importante di tutte che emerge da questo gran trambusto ecclesiale, è che la vera posta in gioco è la sussistenza del Vaticano II nella Chiesa. L’accanimento, denunciato da Benedetto XVI, con cui si è combattuta questa battaglia, dimostra che a oltre quarant’anni dal Concilio, la Chiesa - vescovi e comunità dei fedeli - non è affatto disposta a lasciarselo togliere, e la lettera pontificia ne rappresenta, in un certo senso, la presa d’atto. Resta naturalmente lo spazio, che continuerà a essere tenuto dai conservatori, del gioco delle interpretazioni, per una “ermeneutica” riduttiva del Concilio, che nulla avrebbe cambiato rispetto alla tradizione, portando in sé “l’intera storia dottrinale della Chiesa”, come dice il Papa, quale era giunta fino al 1962.

Questo diventa pertanto il problema teologico dell’ora: dare conto delle straordinarie novità comportate dal Concilio nella stessa comprensione e formulazione delle dottrine della fede, comprendendole più a fondo come prosecuzione, arricchimento, lettura critica (fino al pentimento!) e nuova intelligenza spirituale (cioè, nello Spirito) dell’intera tradizione ecclesiale. E ciò proprio per rispondere, oggi come allora, al vero problema indicato da Benedetto: impedire che in questo nostro momento della storia Dio sparisca dall’orizzonte degli uomini.

 

 Raniero La Valle 

----- Original Message -----
Sent: Sunday, March 15, 2009 11:38 PM
Subject: [paxchristi] articolo di R. La Valle

da Enrico Peyretti, Torino

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]


#5463 Da: Freyamalu <freyamalu@...>
Data: Lun 16 Mar 2009 4:53 pm
Oggetto: Nuovo numero "Giornale Pace, conflitti e violenza" nr.7 2008
freyamalu
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Vi segnaliamo l'uscita del nuovo numero del Giornale on-line della
Società Italiana di Scienze Psicosociali per la Pace (SISPa).

Alla luce dei recenti pronunciamenti giudiziari vengono ripresi gli
eventi del G8 Genova 2001 con le voci di Guadagnucci, Cestaro, Pagani e
Fornasier.

I "Teatri del male" condurrà il lettore attraverso tre eventi nei quali
l'obbedienza all'autorità, la tortura e lo stupro, sveleranno la
relazione di oppressione tra vittima e carnefice.

La giustizia come prevenzione della sofferenza, il titolo
dell'intervista concessa dal Sen. ed ex Magistrato Felice Casson.

Troverete inoltre notizie, approfondimenti, e come di consueto la
sezione dedicata ai libri con schede e recensioni.

Potete scaricare gratuitamente copia del giornale on-line in formato pdf

dal sito www.sispa.it

alla pagina

http://www.sispa.it/giornale_07.php

Società Italiana di Scienze Psicosociali per la Pace
(SISPa)

#5462 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Dom 15 Mar 2009 10:38 pm
Oggetto: articolo di R. La Valle
e.pey@...
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da Enrico Peyretti, Torino
 

 

#5461 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Sab 14 Mar 2009 6:41 am
Oggetto: Fwd: [Mir-forum] Invito ad Osare la pac per fede: Torino 28-29 marzo
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Paolo Candelari <paolocand@...>
Date: 14 marzo 2009 4.38
Oggetto: [Mir-forum] Invito ad Osare la pac per fede: Torino 28-29 marzo
A: forum@...


Carissimi,

il 28 e 29 marzo prossimi, si svolgerà a Torino l’incontro ecumenico  giovani "Osare la Pace per fede III” promossa da diverse associazioni e gruppi ecclesiali e non, tra cui il MIR.

L’esperienza di “Osare la pace per fede” nasce dall’intuizione di alcuni ragazzi e ragazze di diverse Chiese ed associazioni italiane: si può essere cristiani solo accanto ai fratelli e alle sorelle di tutte le Chiese. Nel cammino della condivisione e del dialogo si impara anche ad ascoltare la domanda di giustizia, di pace e di attenzione per il creato che la storia ci pone.

Quest'anno a Torino, dopo gli incontri di Firenze (2005) e Milano (2007), "Osare la pace" ha per titolo Ri/crearsi. Abitare la Terra, custodire la creazione.

Noi come Mir ci siamo ritrovati appieno nei temi presentati, la sede di Torino sta collaborando attivamente nella preparazione dell’incontro; oltre ad essere in piena sintonia col nostro impegno come movimento, è un momento di incontro ecumenico dal basso, ed un’occasione pe incontrare tanti giovani.

Invitiamo pertanto tutte le sedi e gruppi locali ad attivarsi per diffondere l’iniziativa tra i propri membri, ma soprattutto tra i gruppi giovanili di chiese con cui si è in contatto. Sarebbe importante che iniziative come questa venissero conosciute e che ci potesse essere una vasta partecipazione.

Materiale divulgativo ed ogni altra notizia ed informazione, come pure l’elenco delle numerose associazioni promotrici si può trovare, insieme al programma dell'incontro all'indirizzo: www.osarelapace.it.

Sperando in una partecipazione di numerosi soci ed amici del mir, la sede di Torino sta organizzando un momento conviviale per domenica a pranzo dopo la conclusione del programma ufficiale.

E’ anche dunque un’occasione per ritrovarci in amicizia fraterna, anche al di fuori dei momenti istituzionali.

Vi aspettiamo numerosi (fateci sapere se venite)

 

Pace Forza Gioia

 

Paolo Candelari

 

 



#5460 Da: Casa per la nonviolenza <sarvodaya@...>
Data: Sab 7 Mar 2009 1:12 pm
Oggetto: CONFERENZA ALEX ZANOTELLI (Invito)
sarvodaya@...
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Casa per la nonviolenza
Associazione di ispirazione gandhiana
via XXIV maggio, 76
71046 San Ferdinando di Puglia (Foggia)
tel. (0883) 622652
e-mail: sarvodaya@...

 

Il grido dei poveri
Mensile di riflessione nonviolenta



Casa per la nonviolenza
Associazione di ispirazione gandhiana
Centro Gandhi - Onlus

Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
“Ignazio Silone”


Martedì 10 marzo ore 10.00
Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Ignazio Silone”
San Ferdinando di Puglia (Fg)


Incontro con

Alex Zanotelli

BENE COMUNE
E
CITTADINANZA ATTIVA

“La militarizzazione fa parte di un sistema economico che deve essere messo totalmente in discussione. Abbiamo abbastanza bombe atomiche al mondo da farlo saltare quattro volte. Il pianeta non può più reggere il ritmo forsennato dei nostri consumi. Gli esperti ci dicono che abbiamo cinquant’anni per cambiare. Poi sarà troppo tardi. Deve nascere l’uomo planetario se vogliamo sopravvivere”.

#5459 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Ven 6 Mar 2009 3:30 pm
Oggetto: Un anno al Senato
e.pey@...
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Ritrasmetto volentieri la segnalazione di questo libro, perchè, pur fuori ma attento alla politica istituzionale, ho cercato di seguire e ho generalmente apprezzato molto l'attività di Lidia Menapace, esempio di impegno congiunto, in modo proprio e non confuso, nei movimenti e nella presenza parlamentare, purtroppo breve.

Questa articolazione non è sempre ben compresa. I movimenti - mi sembra - devono coltivare la visione e la volontà chiara dell'orizzonte di valori, la politica deve cercare i passi possibili sulla via accidentata, con un gradualismo concreto ben orientato. A me pare che pochi come Lidia abbiano tentato bene questo insieme di azioni.

Enrico Peyretti, Torino (Mir e Movimento Nonviolento)


**

Lidia Menapace

Un anno al Senato

lucido diario di fine legislatura 

a cura di Luciano Martocchia

Tracce Edizioni  Pescara

Pagg 298  € 14

298 pagine di riflessioni, indignazione, proposte.

 

* * *
Il testo comprende anche un’ introduzione dell’autrice,  la prefazione del critico letterario e giornalista Giacomo D’Angelo , e la postfazione di Michele Meomartino, attivista pacifista.

 

Info e prenotazioni: Editrice Tracce, Pescara, Via Ravasco 085 76658

www.tracce.org  
*************************
Lidia Menapace,
una delle 'madri' della nostra Costituzione e decana del femminismo e della
nonviolenza italiana, arrivata in Senato a ottant'anni suonati, novarese di nascita e trentina di adozione, racconta in questo libro un anno di esperienza da senatrice attraverso oltre cento lettere inviate in Internet ad una serie di liste del variegato mondo pacifista.

Ne emerge uno spaccato della difficile e complessa macchina istituzionale, ma anche un prezioso compendio per chi, fuori e dentro i movimenti sociali, vuole comprendere e conoscere cosa si muove effettivamente in quel 'Palazzo' spesso evocato come luogo lontano e asettico del potere.

 

Le lettere inviate da Lidia agli amici raccolte  in questo volume riguardano soprattutto nell’ultima parte “l’omicidio politico” perpetrato ai danni della sinistra italiana nelle ultime elezioni politiche dell’Aprile 2008. Dopo la cocente sconfitta che non ha precedenti nella storia della Repubblica, mentre lo scoramento e la rassegnazione affiorano in tanti militanti di sinistra, ancora una volta la nostra Lidia si fa promotrice di un’ennesima iniziativa con l’intento di ricreare nuovi luoghi e metodi di partecipazione politica.

Ironicamente il libro prosegue, dopo la sconfitta elettorale della Sinistra, con il capitolo “Lettere dalle catacombe”

 

Nel racconto emergono il senso di partecipazione, lo spessore dell’impegno, la fantasia e il rigore dell’intellettuale che per una vita ha pensato la politica, il brio giovanile con cui la Menapace affronta il suo servizio civile senza attenuare i nefasti che incontra e senza edulcorare una realtà spesso dissacrante.

 

 " Mi riprometto di inviare via e-mail ogni due settimane un racconto di quello che succede al Senato perchè credo che invece di 'curare il collegio' bisogna attivare strumenti per rendere possibile la famosa democrazia partecipata che abbiamo scritto nel programma di voler fare, - prometteva Lidia Menapace appena eletta. - Se dovessi occuparmi -a titolo di esempio- di riconversione di fabbriche d'armi per avviare una economia di pace, chi
fa parte delle associazioni pacifiste e antimilitariste sarà interessato/a a che scriviamo una legge, una interrogazione, costruiamo una manifestazione, insomma facciamo una o più azioni politiche coordinate: ciò darà forza alle scelte politiche e ci consentirà di pesare anche oltre le nostre materiali presenze ".

" Mi interessa molto cercar di mutare le forme e il linguaggio della politica perchè una certa rigidità delle espressioni non solo rende meno comunicativo ciò che diciamo, ma influisce sulle nostre sinapsi cerebrali. Avere avviato anni fa una campagna per il disinquinamento del linguaggio politico dal simbolico militare, giova: se invece che di strategie - tattiche
- schieramenti parlassimo- come si usa nel femminismo- di buone pratiche e di relazioni più o meno conflittuali ci sentiremmo meno gradi sul berretto e ci faremmo capire da tutti/e.
Le umane attività sono molte e usare solo il linguaggio della guerra fa sì che la politica si rappresenti come una attività che si prolunga nella guerra (la guerra è la politica continuata con altri mezzi, come sosteneva von Clausewitz) invece che volta a costruire attraverso la gestione nonviolenta dei conflitti una terra abitabile e ospitale".

E' un pezzo davvero interessante di storia personale restituita alla collettività, un bell'esempio di resistenza all'oblio che può aiutare tutte e tutti a non perdere fiducia nelle istituzioni, se incarnate nelle persone giuste.
********


#5458 Da: Casa per la nonviolenza <sarvodaya@...>
Data: Mer 4 Mar 2009 10:42 pm
Oggetto: "Il grido dei poveri" - marzo 2009
sarvodaya@...
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Casa per la nonviolenza
Associazione di ispirazione gandhiana
via XXIV maggio, 76
71046 San Ferdinando di Puglia (Foggia)
tel. (0883) 622652
e-mail: sarvodaya@...

Il grido dei poveri
Mensile di riflessione nonviolenta




Il grido dei poveri - marzo 2009

1. Johan Galtung - "Barack Obama"
(Che cosa significano i primi giorni di governo Obama per l'impero USA? La sua continuazione, per il momento, con carisma e fascino).

2. Hans Küng - "Questa chiesa diventerà una setta"
(Intervista al massimo teologo cattolico dissidente vivente).

3. Alex Zanotelli - "Un 'pacchetto sicurezza' immorale e incostituzionale".

4. Jacopo Fo - "L'ambiente conviene".

5. Incontro con Alex Zanotelli a San Ferdinando di Puglia (10 marzo 2009) - "Bene comune e cittadinanza attiva".

Per i lettori che non riuscissero ad aprire Il grido dei poveri in PDF, si informa che è possibile scaricarlo sul nostro sito web:
http://www.ilgridodeipoveri.org/gdp/a/28867.html

NB:
Il documento e' in formato PDF, un formato universale che puo' essere letto da qualunque computer con il lettore gratuito "Acrobat Reader", che puo' essere scaricato cliccando qui. Se non riuscite a salvare il documento basta cliccare sul link del titolo con il tasto destro del mouse e selezionare il comando "Salva oggetto con nome".


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#5457 Da: Francesco Lo Cascio <locascio.francesco@...>
Data: Lun 2 Mar 2009 2:10 pm
Oggetto: Fwd: Info : Convegno Don Andrea Santoro
locascio_fra...
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Franze' Carmelo <cfranze@...>
Date: 2 marzo 2009 13.44
Oggetto: Info : Convegno Don Andrea Santoro
A:


 

 

 

carissimi

vi inoltriamo comunicazione circa il convegno organizzato dall'Associazione "don Andrea Santoro" dal titolo: "Don Andrea Santoro ponte di dialogo con il Medio Oriente e la Turchia”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fabio, Giulia, Loredana, Luciana e Piera

 

 

 

 

 

 

PER INFORMAZIONI

Via Terni 92, c/o Parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio – 00182 Roma – tel/fax 06.70.39.21.41

www.finestramedioriente.ite-mail: info@...finestramediooriente@...

 

 

 



#5456 Da: "aum_net_it" <aum_net@...>
Data: Sab 7 Feb 2009 4:13 pm
Oggetto: Conferenza web su Yoga e ricerca spirituale
aum_net_it
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Salve amici della lista.
Vi informo che lunedì 16 febbraio alle ore 21,00  prendono il via le
conferenze web del sito www.Aum-Net.it dedicato alla ricerca
spirituale e all'ecologia profonda.
Ospite della serata è il maestro di Yoga e AyurVeda Amadio Bianchi
(Swami Suryananda Saraswati) intervistato da Massimo Onetti Muda sul
suo incontro con la cultura e la spiritualità indù e della sua attuale
attività.

Per partecipare (gratuitamente) all'evento è necessario iscriversi
dalla pagina http://www.aum-net.it/?q=node%2F15, dopo di che si
riceveranno le semplici istruzioni tecniche per collegarsi.

Notizie e articoli di Amadio Bianchi sono disponibili sempre a partire
da
http://www.aum-net.it/?q=node%2F15

Diffondi l'informazione a tutti i tuoi amici interessati!

Cordiali saluti
http://www.aum-net.it/

#5455 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Dom 1 Mar 2009 9:42 pm
Oggetto: Sulle dimissioni del PD
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LE CULTURE DISMESSE

di Raniero La Valle

Articolo della rubrica “Resistenza e pace” in uscita sul prossimo numero del quindicinale di Assisi, Rocca (rocca@... )

 

L’abbandono di Veltroni non è stato un “beau geste” di cui si possa discutere se era opportuno o non opportuno, elegante o inelegante, come hanno fatto molti dei suoi. La rinuncia alla leadership del Partito democratico era un atto dovuto, dopo una serie ininterrotta di sconfitte, dalla caduta del governo Prodi alla rivincita elettorale e politica di Berlusconi, alla batosta in Sardegna.

Il messaggio reiterato di queste sconfitte è chiaro: era sbagliata la politica, era sbagliata l’orgogliosa percezione che il Partito democratico aveva di sé, era sbagliato lo stesso strumento di un partito che diceva di voler governare al posto di Berlusconi e “riformare” l’Italia tutto da solo, era sbagliato il “sogno”. Invece si sono indicate tutt’altre cause: è colpa di Di Pietro, è colpa della litigiosità interna, è colpa delle componenti ex comunista ed ex democristiana che  non si sono fuse, è colpa della “sinistra” e magari è colpa dell’appannato carisma di Veltroni. Solo Saragat, in quella ripudiata “Prima Repubblica” si era rifiutato di fare l’analisi politica di una sconfitta, dicendo che era stato “il destino cinico e baro”.

Nel caso del Partito democratico interpretare i ripetuti disastri come una fatalità, serviva a dire che tutto doveva continuare come prima, che il progetto era giusto – “ci vuole del tempo, ma poi vedrete!” – e che anzi senza Veltroni, grazie al piglio subito mostrato da Franceschini, le cose sarebbero andate molto meglio, il che, detto dai veltroniani, non era molto lusinghiero per il leader caduto.

Ciò significa che nonostante la dura replica dei fatti, l’ideologia sottostante veniva estratta dalle macerie e riproposta tale e quale: il Partito democratico non come un nuovo partito ma come “partito nuovo”, un partito che per ora ha solo una “vocazione maggioritaria” ma che un giorno avrà la maggioranza davvero, le proposte e le forze politiche italiane che devono fondersi in due sole, il destino dell’Italia che è bipolare e bipartitico, e “indietro non si torna”. Anzi non solo il partito, ma anche il bipolarismo deve essere “nuovo”.

Questa ideologia non ha attinenza alla realtà, perché la realtà non è dualistica, ma plurale. Essa sfugge alle semplificazioni, che è invece proprio ciò che la politica dualistica vorrebbe imporle, tagliando le ali, estirpando i cespugli, alzando le soglie, sopprimendo i nanetti, contando i voti in un modo e conteggiando i seggi in un altro. E il rischio è che non si fermi qui, e che tale politica sveli la sua vera vocazione, che non è maggioritaria, ma monistica: una sola realtà, un solo potere.

La destra con questo sistema ci va a nozze; dal referendum Segni in poi, di legge elettorale in legge elettorale, tutto sembra fatto su misura per lei. A tal punto, che se sono gli altri a governare, lei la prende come un’usurpazione. Ed è tanto sicura di sé che la nuova domanda da salotto, nelle sue televisioni, è: “Perché vince la destra?”, come se fosse un destino.

Ma il Partito democratico che cosa c’entra con questo destino? Crede forse che se si tratta di gestire il capitalismo e le sue crisi, l’Occidente e le sue guerre, la bioetica e i suoi dilemmi, è meglio che a farlo sia la destra? Oppure è uno sbaglio di calcolo, come quando sogna di prendersi due milioni di voti dalla destra, e così toglierle il potere? Oppure è una caduta verticale di cultura politica, che impedisce al Partito democratico di interpretare la realtà e di comprendere che se non si cambia sistema, se non si apre al pluralismo, se non si torna in società, la destra è per sempre?

In verità il Partito democratico mettendo insieme i due filoni di ascendenza cattolico-democratica e comunista, ha licenziato quelle culture, disdegnate come novecentesche e definite magari anche “gloriose” ma “stanche se non esauste”, e si è proposto di cercarne una nuova: nelle parole del sen. Tonini ai parlamentari del PD, “un pensiero nuovo, una nuova cultura politica, nuove categorie concettuali meno inadeguate di quelle ereditate dal Novecento”.

Se si parla di una cultura politica nuova, quella che oggi sarebbe necessaria è una compiuta teoria dei diritti e della democrazia, come quella disegnata da ultimo nei “Principia iuris” di Luigi Ferrajoli. Ma il partito democratico ha lasciato le culture vecchie, senza averne trovato una nuova. E così naviga nella prassi, senza avere più tra le mani le culture dismesse, cioè la cultura della Costituzione, il pensiero rivoluzionario (di cui il riformismo è il risvolto incruento), la cultura dell’analisi di classe, la cultura della democrazia partecipativa, la critica dell’economia politica, l’antropologia cristiana del Concilio, la cultura della pace, l’idea di una giustizia sbilanciata dalla parte dei poveri e degli ultimi, che sono le culture che hanno riscattato il Novecento e che con la loro eredità potrebbero forse ora aiutarci a uscire dalla crisi del Duemila. 

    Raniero La Valle

 


#5454 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Mer 25 Feb 2009 3:34 pm
Oggetto: Fw: orrore italiano
e.pey@...
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Diffondete, diffondete, per amor di patria. Ciao, Enrico
(vedi il sottolineato)
 
 
 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 25, 2009 3:59 PM
Subject: orrore italiano

23/02/2009 09:02:42 - 203 letture
Maurizio Chierici: Per chi vota l'italiano ridens

Con l’orecchio sulla pancia della mamma ascoltava il < respiro > della bambina che stava per nascere. Aveva 3 anni. Sorella, non fratello. Quando la mamma diventava bella era sempre bambina. 32 anni dopo l’ha abbracciata. Un po’ in ritardo perché sono successe tante cose. Nell’Argentina dei militari la polizia le ha rubato i genitori. Spariti. Della bambina niente. Ma Estela Carlotto, presidente delle Nonne di piazza di Maggio e tutte le madri che hanno perso 30 mila ragazzi uccisi dai governi del generale Videla e dell’ammiraglio Massera, vecchie signore che non hanno smesso di cercare i nipoti venuti alla luce nei gironi delle galere segrete, hanno aiutato Juliana Garcia Recchia a trovare la sorella. Miracoli dell’era Dna. Comincia un altro dramma. La sorella é cresciuta nella casa di un ufficiale senza figli, pacco regalo dei comandanti che hanno buttato via la madre. Adesso, scoperta e dramma. La ragazza X vuol proteggerne i nomi per proteggere 32 anni di amorevoli bugie sulle quali ha formato carattere e sentimenti. E’ la nipote 193 a recuperare la storia della vita imbrogliata. Ne mancano 400. Lo ricordo per dare una mano alla campagna elettorale delle barzellette nere, prossime europee. Forse la felicità del finale fiaccherà gli applausi degli elettori ridens. Perché l’angoscia non è il Berlusconi avanspettacolo sugli scheletri innocenti: dramma della democrazia sono le risate del pubblico che applaude l’orrore. Nessun elettore normale immaginava un’Italia così. E nessun capo di governo ha mai scherzato sul dolore degli altri. Impossibile pensare a Cristina Kirchner, presidente dell’Argentina, mentre fa la spiritosa inventando che Priebke, capitano nazi, cittadino argentino, prelevava i torturati di via Tasso e Regina Coeli col sorriso del buon pastore: vi accompagno a passeggiare nella campagna delle Fosse Ardeatine. < Oltre il limite della decenza > si arrabbia Horacio Vertbysky. Ha raccolto le confessione del capitano Silingo, buttava in mare i ragazzi prigionieri della dittatura: < Il volo >, editore Feltrinelli. L’interpretazione di Hebe de Bonafini, presidente Madri di Piazza di Maggio, esaspera l’indignazione: < A Roma Massera sta per essere processato per l’assassinio di una ragazza e altri figli di italiani. Camerata della P2 assieme a Berlusconi. E Berlusconi la butta in ridere per dargli una mano >. Immagino l’impazienza dell’onorevole Cicchitto, numerario di Gelli: < Non se ne può più di chi ricorda la P2 ! >. Anche perché ricordare l’oscurità del potere viene considerato controproducente. Ossessione dei benpensanti; meglio tacere. Ecco il silenzio dei giornalisti disattenti al comizio della barzelletta; Tv dalle bocche naturalmente cucite. L’imprudenza di Marco Bucciantini ascolta e riferisce sull’Unità. Chissà se era politicamente conveniente farlo sapere. Può aiutare B a guadagnare consensi ?

mchierici2@...

Cortesia dell'Unità

#5453 Da: "Enrico Peyretti" <e.pey@...>
Data: Mer 25 Feb 2009 7:51 am
Oggetto: Fw: Fw: Università Cattolica di Milano con un cuore tutto per la NATO
e.pey@...
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----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 25, 2009 7:47 AM
Subject: Fwd: Fw: Università Cattolica di Milano con un cuore tutto per la NATO



---------- Forwarded message ----------
From: Lidia Menapace <lidiamenapace@...>
Date: 2009/2/25
Subject: Fw: Università Cattolica di Milano con un cuore tutto per la NATO
To: lista lidiamenapace <lista123lm@...>, segreteria@...


 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 25, 2009 12:09 AM
Subject: Università Cattolica di Milano con un cuore tutto per la NATO

Università Cattolica di Milano con un cuore tutto per la NATO

di Antonio Mazzeo

La NATO ha bombardato e assassinato nei Balcani. La NATO bombarda e assassina in Afghanistan. La NATO , forse, bombarderà in Pakistan o in Somalia. E assassinerà. Tutto ciò sembra proprio non preoccupare una delle più prestigiose università private italiane, la Cattolica del Sacro Cuore di Milano, tanto cara agli ambienti del Vaticano e della Conferenza episcopale. Così, mentre il movimento internazionale no war si è dato appuntamento il prossimo 4 aprile a Strasburgo per chiedere lo scioglimento della North Atlantic Treaty Organization, l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, l’ateneo meneghino si prepara ad ospitare un convegno internazionale per analizzare - ed ovviamente sostenere - l’odierno processo di riorganizzazione e di potenziamento degli strumenti militari della NATO.

“1949-2009: Sessant’anni di Alleanza Atlantica fra continuità e trasformazione” è il titolo dell’evento organizzato nei giorni 12 e 13 marzo 2009 nell’Aula Magna della Cattolica dal Dipartimento di Scienze politiche con l’adesione, tra gli altri, del Comitato Atlantico Italiano, del Centro Alti Studi per la Difesa , della Divisione Diplomazia Pubblica della NATO e del Comando Militare Esercito Lombardia.

Secondo quanto si legge nella brochure-invito, “il convegno, che si inquadra nel progetto di ricerca La NATO tra globalizzazione e perdita di centralità, finanziato sui fondi D.3.2 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si inserisce in una tradizione consolidata di studi sulla sicurezza internazionale condotti dal Dipartimento di Scienze politiche e di collaborazione con gli organismi della NATO”.

“Il convegno si apre con un’analisi storica sulle ragioni di lunga durata che giustificano la permanenza, l’evoluzione e la trasformazione dell’Alleanza Atlantica dopo la fine della Guerra Fredda”, spiegano gli organizzatori. “L’attualità e il futuro dell’Alleanza saranno esaminati considerando la solidità e l’importanza della NATO per Europa e Stati Uniti, le relazioni tra NATO ed UE, il problema della “NATO globale”, il rapporto con la Russia e l’allargamento ad altri Stati un tempo appartenenti all’URSS, la questione dei compiti, strettamente legata a quella della trasformazione delle forze militari, con riferimento anche alle missioni in corso ed alla possibile approvazione di un nuovo Concetto Strategico”.

Tra i temi di dibattito spiccano inoltre quello della relazione tra la “NATO e le armi nucleari”, e quello relativo alle operazioni “fuori aerea”, un tempo limite inviolabile del Trattato Nord Atlantico, oggi elemento cardine (o “primario”, secondo la Cattolica del Sacro Cuore) dell’organizzazione militare. Non mancherà nel corso del convegno una riflessione sul ruolo dell’Italia, “che, oggi come ieri, vede nell’Alleanza Atlantica il pilastro della sua politica estera e di difesa e svolge nella NATO un ruolo di primo piano”.

La lista dei relatori invitati dalla Cattolica di Milano è lunga e variegata. Il personaggio più atteso è certamente l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, odierno Presidente del NATO Military Committee, carica ricoperta nella storia dell’alleanza solo da un altro ufficiale italiano (Guido Venturoni). Di Paola, già comandante della portaeromobili “Giuseppe Garibaldi” e sino a qualche mese fa Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha pure ricoperto in passato il ruolo di Direttore Nazionale degli Armamenti e di Capo di gabinetto del ministro della Difesa (anni 1998-2001). Nel curriculum professionale dell’ammiraglio c’è pure un lungo incarico presso il Supreme Allied Command Atlantic (SACLANT), uno dei due comandi supremi della NATO, con sede a Norfolk, Virginia, a cui è attribuito tra l’altro il compito di “protezione della deterrenza nucleare marittima della NATO”. Al SACLANT, Giampaolo Di Paola ha lavorato nel settore della pianificazione a lungo termine della guerra sottomarina.

Al Convegno NATO della Cattolica parteciperanno poi altri rappresentanti di vertice delle forze armate italiane, come il generale Vincenzo Camporini, odierno Capo di Stato Maggiore della Difesa; l’ammiraglio Marcantonio Trevisani, già comandante in capo del Dipartimento militare marittimo dell’Adriatico e presidente del Centro Alti Studi per la Difesa ; il generale Camillo De Milato, comandante dell’Esercito in Lombardia; il colonnello Matteo Paesano, capo ufficio storico dello Stato Maggiore Difesa. Tra gli interventi programmati c’è poi quello dell’ammiraglio (ritirato) Ferdinando Sanfelice di Monteforte, già rappresentante presso i Comitati Militari della NATO e dell’Unione Europea, ex ufficiale di coordinamento tra l’ambasciata italiana a Washington e il Comando SACLANT, poi vice comandante del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE), il Comando Supremo delle forze alleate in Europa, poi ancora Comandante delle e Forze Navali NATO per il Sud Europa ed oggi docente della Cattolica del Sacro Cuore. Altro (ex) militare – relatore, il generale Giuseppe Cucchi, già rappresentante italiano presso NATO, UEO e UE, ex direttore del Centro Militare di Studi Strategici, fino al 1999 consigliere militare del Presidente del Consiglio dei Ministri durante il primo governo Prodi e il primo governo D’Alema, dal novembre 2006 segretario generale del CESIS, poi direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS). Cucchi ha ricoperto quest’ultimo incarico sino allo scorso anno ed è stato sostituito dall’ex capo della Polizia, Giovanni De Gennaro.

Chiude l’elenco degli invitati in grigioverde il generale Carlo Cabigiosu, ex Comandante del Centro operativo interforze di Roma, poi vicecomandante del Corpo d’armata di Reazione Rapida della NATO con sede in Germania (con tale incarico ha partecipato nel 1996 all’Operazione Joint Endeavour in Bosnia-Erzegovina), poi Capo di Stato Maggiore del Comando regionale delle Forze Alleate del Sud Europa ed infine comandante della Forza NATO in Kosovo (KFOR) dal 16 ottobre 2000 al 6 aprile 2001.

A riprova di come negli ultimi anni accanto alla privatizzazione del sistema universitario italiano si è pure assistito ad una “militarizzazione” di corsi e programmi di studio, il convegno sulla trasformazione della NATO prevede la partecipazione di cattedratici provenienti da importanti università italiane ed europee: i professori ordinari Massimo De Leonardis (Storia delle relazioni e delle istituzioni internazionali, Cattolica di Milano); Carla Meneguzzi Rostagni (Storia dell’organizzazione internazionale, Università di Padova); Francesco Perfetti (Storia contemporanea, LUISS “Guido Carli”); Federico Romero (Storia delle Americhe, Università di Firenze); Anton Giulio De Robertis (Storia dei trattati e politica internazionale, Università di Bari, nonché vicepresidente del Comitato Atlantico Italiano); Leopoldo Nuti (Storia delle relazioni internazionali, Università “Roma Tre”); Luc De Vos (Storia militare e relazioni internazionali, Katholieke Universiteit, Leuven); Antonio Marquina Barrio (Sicurezza e cooperazione internazionale, Universidad Complutense, Madrid); Laurent Cesari (Storia contemporanea, Université d’Artois, Arras).

Chiudono la lista dei partecipanti, due politici di centrodestra, l’on. Enrico La Loggia (Forza Italia), ex ministro per gli Affari regionali, oggi vice presidente del Popolo della Libertà alla Camera dei Deputati e presidente del Comitato Atlantico italiano; e il sen. Sergio De Gregorio (Italiani nel Mondo/Forza Italia), ex Presidente della Commissione Difesa del Senato, attualmente capo della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare della NATO.

Enrico La Loggia (che è pure docente di Contabilità dello Stato nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo), è figlio di Giuseppe, ex presidente della Regione Sicilia e cognato del politico democristiano Attilio Ruffini, ministro della Difesa a fine anni ’70 quando la NATO avviò la proiezione dei dispositivi di guerra vero il cosiddetto “Fronte Sud” (nord Africa e Medio oriente) e maturarono i programmi di potenziamento della base USA di Sigonella e l’installazione dei missili nucleari Cruise a Comiso (Ragusa). De Gregorio, invece, è noto per aver sfiduciato nel gennaio 2008 l’esecutivo Prodi contribuendo alla fine della breve legislatura di centrosinistra, e per essere finito qualche mese più tardi nel registro degli indagati della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Le indagini dei magistrati sono ancora in corso.

A dovere di cronaca, quello del 12 e 13 marzo non è  l’unico convegno internazionale pro-NATO promosso ed organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel maggio 2008, si è tenuta a Milano una due giorni di studi su “L’Italia, la NATO e le Peace Support Operations”, dedicata in buona parte alle missioni realizzate dal nostro paese in alcuni teatri di guerra (Libano, Somalia, Kosovo, Afghanistan, ecc.). Anche allora, buona parte delle relazioni fu affidata ai vertici vecchi e nuovi delle forze armate, “strumento centrale della politica estera italiana”, secondo i compiacenti organizzatori dell’evento.

“L’Università Cattolica contribuisce allo sviluppo degli studi, della ricerca scientifica e alla preparazione dei giovani e adempie a tali compiti attraverso una educazione informata ai principi del cristianesimo, secondo una concezione della scienza posta al servizio della persona umana e della convivenza civile, conformemente ai principi della dottrina cattolica e in coerenza con la natura universale del cattolicesimo e con le sue alte e specifiche esigenze di libertà”, recita l’articolo 1 dello Statuto dell’ateneo milanese i cui fondatori hanno giurato fedeltà alla Chiesa e ai suoi insegnamenti.

Il quinto dei dieci comandamenti divini impone di “non uccidere”. Encicliche bandiscono la guerra, le spese militari e l’utilizzo di strumenti di morte come l’arma nucleare. Profeti e santi hanno predicato la pace e la non violenza. Ma la storia della Chiesa è anche fatta di guerre “sante” e di crociate promosse da papi e cardinali. Il cuore della Cattolica batte certamente per queste ultime.

 





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#5452 Da: Casa per la nonviolenza <sarvodaya@...>
Data: Mer 18 Feb 2009 12:59 pm
Oggetto: Video: "Yogurt fatto in casa in 10 minuti: salute e decrescita".
sarvodaya@...
Invia email Invia email
 
Casa per la nonviolenza
Associazione di ispirazione gandhiana
via XXIV maggio, 76
71046 San Ferdinando di Puglia (Foggia)
tel. (0883) 622652
e-mail: sarvodaya@...

 

Il grido dei poveri
Mensile di riflessione nonviolenta



 I video della Casa per la nonviolenza
           

Yogurt fatto in casa in 10 minuti: salute e decrescita

L'autoproduzione dello yogurt è facile, economica ed ecologica. Chiunque può fare lo yogurt seguendo un procedimento semplice che dura solo 10 minuti. La produzione casalinga dello yogurt, oltre agli indubbi vantaggi ecologici, comporta un notevole risparmio. Il video mostra come fare.
               
ll video su You Tube è collegato a questo link:






#5451 Da: MIR-Riconciliazione@yahoogroups.com
Data: Lun 16 Feb 2009 10:41 pm
Oggetto: Festa della Libertà religiosa - ricordo del 17 Febbraio 1848, 17.2.2009, 0:00
MIR-Riconciliazione@yahoogroups.com
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Promemoria da:   MIR-riconciliazione Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   Festa della Libertà religiosa - ricordo del 17 Febbraio 1848
 
Data:   martedì, 17 febbraio 2009
Ora:   Tutto il giorno
Ripetizioni:   Questo evento si ripete ogni anno.
Note:   154 anni fa il re Carlo Alberto di Savoia concedeva (con le Lettere Patenti) i diritti civili a Valdesi ed Ebrei, dopo secoli di repressioni e tentativi di stermìni di massa.

------------

Puoi consultare il calendario di MIR-riconciliazione alla pagina
"Agenda"
http://it.groups.yahoo.com/group/mir-riconciliazione/calendar?s=2 .
Aggiornalo anche tu, inserisci le iniziative che vuoi promuovere
(o delle quali vieni a conoscenza) alla pagina
http://it.groups.yahoo.com/group/mir-riconciliazione/calevent

Per far pervenire altri messaggi in lista
(attualmente 75 iscritti), devi indirizzare le tu
 
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#5450 Da: Freyamalu <freyamalu@...>
Data: Lun 16 Feb 2009 10:37 am
Oggetto: Discorso del Dalai Lama alla Biblioteca Marciana di Venezia
freyamalu
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Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, Premio Nobel per la Pace
ha ricevuto lo scorso 10 febbraio a Ca' Farsetti la cittadinanza
onoraria di Venezia.

"Noi tibetani stiamo passando ancora un periodo estremamente difficile,
tragico, abbiamo bisogno sicuramente di ogni vostro sostegno e appoggio.
Per favore continuate, grazie".

Queste alcune delle parole pronunciate al termine del suo discorso
tenuto alla Biblioteca Marciana che potete ascoltare in versione
originale sul sito di SISPa.

http://www.sispa.it/
http://www.sispa.it/focus_dalai_lama.php

Società Italiana di Scienze Psicosociali per la Pace

#5449 Da: Paolo Candelari <paolocand@...>
Data: Lun 16 Feb 2009 12:48 pm
Oggetto: Fwd: obiezione di coscienza e solidarietà
paolocand
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Maria e Luciano <mariaeluciano@...>
Date: 15 febbraio 2009 21.57
Oggetto: obiezione di coscienza e solidarietà
A: destinatari-ignoti


con l'invito ad aderire e diffondere
maria longhi



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 Vogliamo un decreto solidarietà!

Campagna di obiezione di coscienza alle norme contenute nel decreto
sicurezza discriminanti nei confronti di persone immigrate


  giovedì 5 febbraio 2009


    Dichiarazione di obiezione di coscienza e solidarietà

<http://decretosolidarieta.blogspot.com/2009/02/dichiarzione-di-obiezione-di-coscienza.html>



Io sottoscritto dichiaro che in coscienza non posso approvare le norme
discriminanti contenute nel decreto sicurezza e in particolare dichiaro
pubblicamente la mia obiezione di coscienza che esprimerò nelle forme a
me possibili :

  * contribuirò a raccogliere la somma corrispondente all'aumento di
    spesa per rinnovare il permesso di soggiorno per una persona
    immigrata;

  * sosterrò nelle forme possibili medici che si rifiuteranno di
    denunciare gli immigrati irregolari;

  * contribuirò a sostenere operai, elettricisti ed idraulici che
    saranno disposti a prezzo solidale a rendere abitabili le case di
    immigrati;

  * mi renderò disponibile a collaborare con chi, associazioni e
    privati, sostiene il peso dell'accoglienza e della solidarietà e
    si impegna per il superamento delle discriminazioni nella scuola,
    nel lavoro, nella sanità, con chi è immigrato in Italia


Firma

Invierò copia di questa dichiarazione al Ministro degli Interni


  (Ministero dell'Interno

Piazza del Viminale n. 1 - 00184 Roma)

e al Sindaco della mia città

per adesioni ed informazioni:
http://decretosolidarieta.blogspot.com/
e-mail: decretosolidarieta@...

Invitiamo artigiani, medici, insegnanti, sindaci, amministratori e
cittadini a dichiarare pubblicamente la propria obiezione di coscienza
alle norme discriminanti del decreto sicurezza.


Proponiamo di organizzare momenti pubblici nelle nostre città in cui le
persone dichiarino il loro impegno per la solidarietà e non per la
discriminazione e proponiamo un segno visibile per questa scelta: due
strisce di stoffa , bianca e nera, intrecciate, da portare al polso o
attaccati ai vestiti.
Pubblicato da vogliamo decreto solidarietà a 17.53
<http://decretosolidarieta.blogspot.com/2009/02/dichiarzione-di-obiezione-di-coscienza.html>



0 commenti
<http://decretosolidarieta.blogspot.com/2009/02/dichiarzione-di-obiezione-di-coscienza.html#comments>



<http://www.blogger.com/email-post.g?blogID=6272469323056777704&postID=2675625036501327103>



<http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=6272469323056777704&postID=2675625036501327103>




SEI SICURO CHE LA SICUREZZA SI COSTRUISCA SULLA BASE DELL'ESCLUSIONE?

Io DECRETO solidarietà!


In questi giorni è stato votato al senato il decreto "sicurezza". Il
testo di legge tratta l'immigrazione soltanto come un problema di ordine
pubblico e contiene una serie di proposte discriminanti nei confronti
degli immigrati senza porre alcuna soluzione alle cause del fenomeno.

I medici dovranno denunciare i clandestini!
Sarà sempre più costoso e difficile regolarizzarsi!

Tutto questo non fa che disumanizzare la vita di chi cerca speranza e
creare un mondo sommerso fuori dal controllo con rischi sanitari,
sociali, economici e di criminalità.

(leggi gli altri punti del decreto di seguito)

La fame, da sempre, è molto più forte di qualsiasi legge e di qualsiasi
muro ed è proprio per questo che chi ha fame continuerà a credere nel
"miraggio europeo"


Cosa puoi fare tu:

PORTA IN GIRO IL TUO DISSENSO!

  * Aderisci alla dichiarazione di obiezione di coscienza (vedi sopra)
    e organizza nella tua città un momento pubblico

  * Esponi o indossa due strisce di stoffa, una nera ed una bianca per
    comunicare la tua disapprovazione per il pacchetto "sicurezza"
    discriminante e lesivo della dignità delle persone.

  * Firma la dichiarazione di solidarietà sul sito inviando una mail a
    decretosolidarieta@...

  * Diffondi l'appello su http://decretosolidarieta.blogspot.com

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#5448 Da: <l.mencaroni@...>
Data: Dom 15 Feb 2009 8:55 am
Oggetto: Cosinrete
l.mencaroni@...
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Cari amici,
vi segnaliamo l'ultimo aggiornamento di gennaio 2009 del C.O.S. in rete, www.cosinrete.it.
Ricordando il COS di Capitini, il primo esperimento di partecipazione democratica alle decisioni del potere locale e nazionale, raccogliamo e commentiamo una scelta di quello che scrive la stampa sui temi capitiniani della nonviolenza, difesa della pace, liberalsocialismo, partecipazione al potere di tutti, controllo dal basso, religione aperta, educazione aperta, antifascismo.
La partecipazione al C.O.S. in rete è libera e aperta a tutti mandando i contributi a capitini@... o al blog del cos in http://cos.splinder.com
Il sito con scritti di e su Aldo Capitini è  in www.aldocapitini.it

#5447 Da: <l.mencaroni@...>
Data: Dom 15 Feb 2009 8:55 am
Oggetto: Cosinrete
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#5446 Da: <l.mencaroni@...>
Data: Sab 7 Feb 2009 4:18 pm
Oggetto: Cosinrete
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