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Test Genetico a 40 anni predice rischio di ammalarsi   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #299 di 706 |
Un esercito di 27,7 milioni di persone nel mondo è afflitto da una
forma di demenza, e solo in Italia l'Alzheimer è stato diagnosticato
a circa 800.000 connazionali. Si tratta di una malattia che divora
memoria e funzioni cognitive, contro la quale ancora oggi, dopo la
diagnosi, si può fare poco. Per questo è importante cercare di
giocare danticipo.
"Abbiamo messo a punto un test genetico predittivo, che indica in
bassa, media o alta la possibilità di sviluppare la malattia dopo i
65 anni. Non equivale a una diagnosi, ma a un campanello d'allarme
che può spingere alla prevenzione per cercare di ritardare il più
possibile il manifestarsi dell'Alzheimer".
Lo spiega oggi a Milano Federico Licastro, responsabile del
Laboratorio di Immunologia e immunogenetica del Dipartimento di
Patologia sperimentale dell'Università di Bologna.

Licastro è autore della ricerca condotta in collaborazione con
NGBGenetics (spin-off dell'Università di Ferrara) e con l'Istituto
di Medicina genetica preventiva e personalizzata (Imgep) e
l'Istituto di Medicina biologica (Imbio) di Milano, che ha portato
al test made in Italy dal costo di 750 euro.
E disponibile da circa 10 giorni per il pubblico, e lo abbiamo già
eseguito su 20 persone. L'Alzheimer, che nel 95% dei casi colpisce
dopo i 65 anni, progredisce lentamente, ma la sua manifestazione
clinica segna l'inizio della compromissione inesorabile di memoria e
funzioni cognitive.
Si stima che la malattia abbia una lunga fase silente, di circa 10-
15 anni - dice Licastro - dunque in questo periodo è utile cercare
di individuare segni premonitori della malattia. Abbiamo condotto
test genetici su 350 malati e su 300 controlli di 72-73 anni, in
collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi e il S.Raffaele di
Milano, proprio per individuare varianti genetiche associate alla
malattia, e potenzialmente in grado di predire il rischio di
Alzheimer.
Sfruttando una combinazione di indagini genetiche, neurocognitive e
radiologiche e osservando i dati dei pazienti e di persone sane,
abbiamo potuto individuare una combinazione di sette polimorfismi
sui geni (sei in tutto) di varie molecole infiammatorie e di altre
coinvolte nel metabolismo cerebrale, che aumentano il rischio della
malattia. Un'informazione - assicura il ricercatore - che ci
permette di inserire una persona con rischio elevato in un percorso
di approfondimento diagnostico e preventivo mirato, grazie
all'utilizzo di farmaci appropriati, cambiamenti dello stile di vita
e di abitudini alimentari. Insomma, dopo il test una serie di
visite, esami radiologici e test neurocognitivi diranno quando e se
iniziare terapie precoci per ridurre il più possibile un rischio
genetico elevato.

A chi si rivolge il test?
A persone sane dai 40 ai 65 anni - precisa Licastro - che magari
abbiano familiari colpiti dal morbo. Con l'obiettivo di guadagnare,
grazie a una prevenzione mirata, 5-10 anni in salute nel caso di
un'aumentata predisposizione genetica alla malattia.
Il prelievo è semplice, e si può fare anche da soli, con un kit
apposito. Grazie a una spatolina si raccolgono le cellule di
sfaldamento del cavo orale, poi il materiale si invia o si consegna
al laboratorio NGBGenetics, che si occupa dell'analisi. La
refertazione viene inviata all'equipe di Licastro che valuta i
risultati e indica il rischio di Alzheimer. L'Imbio di Milano,
infine, si occupa di comunicare il risultato. Se scoprire di avere
un rischio aumentato può deprimere una persona, Licastro è convinto
che la conoscenza favorisca una maggior consapevolezza verso
comportamenti sani.

Fonte: ADN Kronos - Mar 17 Ott. 2006 h.15:18





Mar 17 Ott 2006 5:41 pm

nicarena2
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Inoltra Messaggio #299 di 706 |
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Un esercito di 27,7 milioni di persone nel mondo è afflitto da una forma di demenza, e solo in Italia l'Alzheimer è stato diagnosticato a circa 800.000...
nicarena2
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17 Ott 2006
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