Cosa ne pensate? Lo fareste voi questo test? A parte il costo non capisco bene a cosa possa servire visto che, a quanto pare, anche se dovesse risultare positivo ci sarebbe poco da fare a parte una forma di prevenzione che si basa più che altro su regole di vita che tutti dovremmo seguire: sana alimentazione, niente fumo, niente alcool, mantenere attivo il cervello. L'articolo cita anche dei medicinali ma saranno effettivamente utili?
Io comunque, come figlia di una persona con questa malattia, ho effettivamente molta paura di restarne vittima a mia volta...........e sarebbe tremendo visto che non ho figli e nessuno mi assisterebbe.
MORBO_di_ALZHEIMER@yahoogroups.com ha scritto:
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Gli argomenti di questo numero:
1. Test Genetico a 40 anni predice rischio di ammalarsi
Da: "nicarena2" nicarena2@...
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Messaggio: 1
Data: Mar 17 Ott 2006 7:52 pm
Da: "nicarena2" nicarena2@...
Oggetto: Test Genetico a 40 anni predice rischio di ammalarsi
Un esercito di 27,7 milioni di persone nel mondo è afflitto da una
forma di demenza, e solo in Italia l'Alzheimer è stato diagnosticato
a circa 800.000 connazionali. Si tratta di una malattia che divora
memoria e funzioni cognitive, contro la quale ancora oggi, dopo la
diagnosi, si può fare poco. Per questo è importante cercare di
giocare danticipo.
"Abbiamo messo a punto un test genetico predittivo, che indica in
bassa, media o alta la possibilità di sviluppare la malattia dopo i
65 anni. Non equivale a una diagnosi, ma a un campanello d'allarme
che può spingere alla prevenzione per cercare di ritardare il più
possibile il manifestarsi dell'Alzheimer".
Lo spiega oggi a Milano Federico Licastro, responsabile del
Laboratorio di Immunologia e immunogenetica del Dipartimento di
Patologia sperimentale dell'Università di Bologna.
Licastro è autore della ricerca condotta in collaborazione con
NGBGenetics (spin-off dell'Università di Ferrara) e con l'Istituto
di Medicina genetica preventiva e personalizzata (Imgep) e
l'Istituto di Medicina biologica (Imbio) di Milano, che ha portato
al test made in Italy dal costo di 750 euro.
E disponibile da circa 10 giorni per il pubblico, e lo abbiamo già
eseguito su 20 persone. L'Alzheimer, che nel 95% dei casi colpisce
dopo i 65 anni, progredisce lentamente, ma la sua manifestazione
clinica segna l'inizio della compromissione inesorabile di memoria e
funzioni cognitive.
Si stima che la malattia abbia una lunga fase silente, di circa 10-
15 anni - dice Licastro - dunque in questo periodo è utile cercare
di individuare segni premonitori della malattia. Abbiamo condotto
test genetici su 350 malati e su 300 controlli di 72-73 anni, in
collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi e il S.Raffaele di
Milano, proprio per individuare varianti genetiche associate alla
malattia, e potenzialmente in grado di predire il rischio di
Alzheimer.
Sfruttando una combinazione di indagini genetiche, neurocognitive e
radiologiche e osservando i dati dei pazienti e di persone sane,
abbiamo potuto individuare una combinazione di sette polimorfismi
sui geni (sei in tutto) di varie molecole infiammatorie e di altre
coinvolte nel metabolismo cerebrale, che aumentano il rischio della
malattia. Un'informazione - assicura il ricercatore - che ci
permette di inserire una persona con rischio elevato in un percorso
di approfondimento diagnostico e preventivo mirato, grazie
all'utilizzo di farmaci appropriati, cambiamenti dello stile di vita
e di abitudini alimentari. Insomma, dopo il test una serie di
visite, esami radiologici e test neurocognitivi diranno quando e se
iniziare terapie precoci per ridurre il più possibile un rischio
genetico elevato.
A chi si rivolge il test?
A persone sane dai 40 ai 65 anni - precisa Licastro - che magari
abbiano familiari colpiti dal morbo. Con l'obiettivo di guadagnare,
grazie a una prevenzione mirata, 5-10 anni in salute nel caso di
un'aumentata predisposizione genetica alla malattia.
Il prelievo è semplice, e si può fare anche da soli, con un kit
apposito. Grazie a una spatolina si raccolgono le cellule di
sfaldamento del cavo orale, poi il materiale si invia o si consegna
al laboratorio NGBGenetics, che si occupa dell'analisi. La
refertazione viene inviata all'equipe di Licastro che valuta i
risultati e indica il rischio di Alzheimer. L'Imbio di Milano,
infine, si occupa di comunicare il risultato. Se scoprire di avere
un rischio aumentato può deprimere una persona, Licastro è convinto
che la conoscenza favorisca una maggior consapevolezza verso
comportamenti sani.
Fonte: ADN Kronos - Mar 17 Ott. 2006 h.15:18
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