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Alzheimer: Scatti d'ira   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #354 di 706 |
Talvolta il malato di demenza può andare in collera,
scaraventare oggetti in giro e urlare. Ciò può essere
molto difficile da accettare: possiamo sentirci feriti
e amareggiati da quello che sembra un cambiamento di
carattere della persona. Inoltre, crisi di rabbia possono
creare scompiglio in famiglia: se ci sono dei figli o
dei nipoti giovani, essi arrivano talvolta a sentirsi
responsabili di ciò che accade.
Spesso gli scatti di ira sono esagerati e diretti contro
la persona sbagliata - una specie di iper-reattività a
piccoli incidenti di percorso.
Per il malato di demenza, la rabbia può essere l'unico
modo per esprimere qualcosa. Oppure, può sentirsi in
collera per averci dovuto chiedere di fare qualcosa che
prima riusciva a fare da solo. Tuttavia, anche se la
causa della rabbia è sconosciuta, è possibile fare
qualcosa per ridurne la frequenza.
 
COME AFFRONTARE GLI SCATTI D'IRA
- Rimanere calmi: non considerarla diretta contro di noi
- Non prendersela per l'incidente: probabilmente il
malato lo dimenticherà molto presto
 
Sarà probabilmente difficile mantenere la calma e
non considerare la collera diretta contro di noi.
Alcuni trovano utile contare fino a dieci prima di
rispondere. È però importante ricordare che molto
probabilmente la collera è una conseguenza della
malattia. Accade di frequente che il malato diventi
cordiale e affettuoso pochi minuti dopo aver avuto
un’esplosione di rabbia, sia per un brusco cambiamento
di umore sia perché ha dimenticato l'incidente.
Così, se si riesce a distrarre il malato, egli può
dimenticare di essersi sentito in collera.
 
 
COME PREVENIRE GLI SCATTI D'IRA
- Cercare di capire il motivo scatenante per evitare
che si ripeta
- Cercare di non intervenire quando non è necessario
e non esagerare la gravità dell’accaduto
- Non assumere un atteggiamento eccessivamente protettivo
o impositivo

Talvolta è possibile determinare la causa che ha
scatenato la collera, pensando ai fatti accaduti prima
dell'incidente. Per esempio, se la reazione sembra
dovuta al fatto che la persona non riusciva a fare
qualcosa, sarà opportuno modificare quel tipo di
attività, oppure aiutare la persona, oppure ancora,
evitare di metterla nella stessa situazione.
Cercare di non intervenire quando non è necessario
e non esagerare la gravità dell’accaduto.
Può darsi che la persona malata faccia qualcosa che
può sembrare un po' strano, oppure non corretto.
La tentazione immediata è quella di fermarla o di
sostituirsi a lei per eseguire correttamente
l'operazione, qualunque essa sia. Spesso questo
non è necessario e può avere come unico risultato
quello di mandare in collera il malato.
Cercare di non assumere un atteggiamento
eccessivamente protettivo o impositivo.
Senza rendersene conto, si può a volte assumere un
atteggiamento protettivo o - al contrario - direttivo.
Il malato potrebbe fraintendere delle istruzioni utili
o dei suggerimenti, prendendoli per ordini o sentirsi
trattato come un bambino. Quello che diciamo sembrerebbe
corretto a qualunque altra persona, ma il malato può
essere più sensibile ai propri problemi e alla sua
dipendenza dagli altri. Bisogna allora cercare di
formulare le cose in modo diverso. Ad esempio, invece
di dire "Adesso mettiti il cappotto", possiamo dire
"Ecco il tuo cappotto. Lascia che ti aiuti a indossarlo".
 
 
Fonte: www.alzheimer.it


Nicolò Arena


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Mar 12 Dic 2006 6:21 pm

nicarena2
Offline Offline
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Inoltra Messaggio #354 di 706 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Talvolta il malato di demenza può andare in collera, scaraventare oggetti in giro e urlare. Ciò può essere molto difficile da accettare: possiamo sentirci...
Nicolò Arena
nicarena2
Offline Invia email
12 Dic 2006
6:23 pm
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