Un test diagnostico efficace per la malattia di Alzheimer?
Il sogno di tutti i ricercatori sta forse per diventare
realtà: almeno così promette uno studio pubblicato dagli
Annals of Neurology.
Il sogno di tutti i ricercatori sta forse per diventare
realtà: almeno così promette uno studio pubblicato dagli
Annals of Neurology.
Oggi, anche nelle strutture sanitarie dotate delle tecniche
diagnostiche più accurate, i pazienti vengono classificati
tecnicamente come ‘possibili’ Alzheimer, perché una
diagnosi definitiva può essere fatta soltanto dopo il
decesso del paziente, sezionando il cervello durante
un’autopsia.
diagnostiche più accurate, i pazienti vengono classificati
tecnicamente come ‘possibili’ Alzheimer, perché una
diagnosi definitiva può essere fatta soltanto dopo il
decesso del paziente, sezionando il cervello durante
un’autopsia.
Ma i ricercatori della Cornell University sostengono che
le diagnosi di Alzheimer precoci saranno possibili nel
futuro prossimo grazie all’analisi delle proteine nel
fluido spinale, anche se – sottolineano – un test
diagnostico non potrà essere messo in commercio prima di
alcuni anni.
le diagnosi di Alzheimer precoci saranno possibili nel
futuro prossimo grazie all’analisi delle proteine nel
fluido spinale, anche se – sottolineano – un test
diagnostico non potrà essere messo in commercio prima di
alcuni anni.
Il neurologo Norman Relkin del Cornell University
Medical College spiega: “Abbiamo trovato ben 23 proteine
presenti in livelli alterati nei pazienti affetti da
malattia di Alzheimer. Se presenti insieme, forniscono
delle ‘impronte digitali’ della patologia. Alcune di queste
proteine erano già state associate all’Alzheimer in passato,
ma molte altre no. I nostri studi ci indicano che il test
da noi messo a punto ha un’accuratezza del 94 per cento:
anche gli specialisti più esperti non diagnosticano
correttamente che il 90 per cento dei casi”.
Medical College spiega: “Abbiamo trovato ben 23 proteine
presenti in livelli alterati nei pazienti affetti da
malattia di Alzheimer. Se presenti insieme, forniscono
delle ‘impronte digitali’ della patologia. Alcune di queste
proteine erano già state associate all’Alzheimer in passato,
ma molte altre no. I nostri studi ci indicano che il test
da noi messo a punto ha un’accuratezza del 94 per cento:
anche gli specialisti più esperti non diagnosticano
correttamente che il 90 per cento dei casi”.
Il test ha però una controindicazione: viene effettuato
mediante un prelievo di liquido spinale dalla colonna
vertebrale, una procedura molto invasiva: “Si tratta di
un problema, certo”, ammette Relkin. “Ma il fluido spinale
è l’unico componente in costante contatto con il cervello,
mentre il sangue ad esempio risente di troppe influenze da
parte di altri organi e potrebbe darci risultati non
attendibili”.
mediante un prelievo di liquido spinale dalla colonna
vertebrale, una procedura molto invasiva: “Si tratta di
un problema, certo”, ammette Relkin. “Ma il fluido spinale
è l’unico componente in costante contatto con il cervello,
mentre il sangue ad esempio risente di troppe influenze da
parte di altri organi e potrebbe darci risultati non
attendibili”.
I ricercatori sono già in contatto con alcune aziende
farmaceutiche interessate a sviluppare il test, e continuano
le loro ricerche al fine di rendere possibile la diagnosi
di casi di malattia di Alzheimer in fase sempre più precoce.
farmaceutiche interessate a sviluppare il test, e continuano
le loro ricerche al fine di rendere possibile la diagnosi
di casi di malattia di Alzheimer in fase sempre più precoce.
Fonti: Underwood A. New hope for detection of Alzheimer’s.
Newsweek 12/12/2006.
Il Pensiero Scientifico Editore.
Nicolò Arena
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