Percorsi - in onda martedì 5 giugno 2007 alle 23.45 Rai 3
L'Alzheimer è considerata da molti studiosi la malattia di questo secolo. Sono
previsti nei prossimi anni in Italia 4 milioni
di nuovi malati che dovranno essere assistiti giorno e notte. Lo Stato si farà
carico di loro? E le famiglie riusciranno a
sostenere da sole questa emergenza? Che ruolo avranno gli immigrati nella cura
dei nostri anziani? La trasmissione "Percorsi"
racconta, in un contesto difficile come quello di Casal di Principe in Campania,
afflitto dall'emergenza rifiuti, la storia
di persone che hanno perso la memoria. Accanto a loro, giovani medici e
volontari lottano non solo contro la malattia
psichica, ma anche contro il degrado e la camorra. Un modo non convenzionale per
parlare di problemi sociali di attualità.
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Non sapevo di questo programma, ero gia' a letto ma non avevo sonno. Cosi' per
non disturbare mi sono alzata per andare a
vedere la tv in cucina ed ho trovato questo programma...per caso...o forse
no....
Sara' che la vena polemica mi contraddistingue sempre di piu', ma mi chiedo che
bisogno c'e' di fare "informazione" a tarda
notte su un tema che purtroppo tocca migliaia di famiglie di italiani, sarebbe
costruttivo socialmente se il tema venisse
affrontato in larga scala a orari piu' proponibili.
Questo e' quello che ho pensato prima di inoltrarmi nel servizio stesso.
Dopo 10 muniti di visione ho ringraziato il cielo perche' quel servizio fosse
nascosto tra le tenebre della notte.
Nella sala del centro vi erano riuniti i "nonni" affetti dalla "malattia della
memoria" con i familiari.
I nonni dovevano raccontare il perche' si trovavano li, infilando il dito nella
piaga, gli facevano mettere in risalto il
fatto di non ricordare cosa e come, cercando di attribuirgli dimenticanze che
loro stessi in diretta si rifiutavano di
ammettere, chiedendogli inoltre se sapevano a cosa sarebbero andati incontro....
Allucinante.
Un Alzheimer ai primissimi stadi difficile da raccontare e dove, invece, e'
semplice rispondere da parte dei familiare " che
tutto questo non e' triste, ma solo impegnativo se alla base c'e'
amore"....Vorrei porre loro la stessa domanda tra 5 o 6
anni quando l'alzheimer avra' gia' spazzato via tanto se non tutto, quando
l'amore per quanto grande possa essere, non
bastera' piu' per poter affrontare un giornata di "36" ore.....
Mezzanotte e quarantacinque.
Mi sono rincuorata guardando l'orario.
Di questo tipo di informazione non ce n'e' bisogno.
I primi passi dell' alzheimer non si fanno raccontare in maniera cosi' morbosa
da coloro che ne sono affetti, per il rispetto
dei loro sentimenti, essendo la malattia al primissimo stadio, sono ancora
coscienti di cio' che sta loro succedendo con,
fortunatamente l'incoscienza di non sapere a cosa andranno incontro.
E non si fanno parlare i familiari quando ancora non sanno che cosa riservera'
loro Alois.
Il quadro Alzheimer non e' quello che hanno dipinto ieri sera su Rai tre al
programma Percorsi.
Il quadro Alzheimer ha altri colori, a tratti sfumati, con disegni vorticosi da
far venire le vertigini solo a guardarlo.
Non c'e' bisogno di questo tipo di informzione.
Purtroppo siamo lontani anche su questo.
Sol