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Verona: Alzheimer, laiuto passa dal gruppo   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #569 di 706 |
PROGETTI. Quest’anno si chiamerà Centro educativo occupazionale diurno e si dedicherà alla riabilitazione.
 
Particolare attenzione all’orientamento spazio-temporale e la
musicoterapia è d’ausilio a chi non parla più, ma canta.
 (Articolo di Vera Meneguzzo)
 
Lunedì 8 Ottobre 2007
 
Alzheimer. È possibile arginarlo? Un aiuto concreto viene fornito
dall’associazione di volontariato Onlus «Alzheimer Italia-Verona»,
con sede in via don Carlo Steeb, 4 (tel.045.8010168-fax 045.593056)
- che dal 1998 riunisce volontari, familiari e simpatizzanti.
Fra le voci dello Statuto si evidenziano gli scopi di «assistere
sostenere i malati di Alzheimer e i loro familiari divenendone una
base di collegamento e coordinamento» e di «promuovere la nascita
di centri pilota socio-riabilitativi per la diagnosi, l’assistenza e la
formazione di familiari, volontari e personale socio-sanitario
specializzato, indirizzati al mantenimento delle abilità residue e alla
riduzione dei disturbi comportamentali».
Su questi input l’Associazione ha messo a punto per il nuovo anno
sociale due interessanti progetti che hanno avuto l’approvazione del
Centro servizio per il volontariato e una quota per il sostegno
finanziario. Ne parla Maria Grazia Ferrari, presidente di «Alzheimer
Italia-Verona».
«Sulla base della linea guida “Laboratorio della memoria", abbiamo
ideato quest’anno un progetto intitolato Centro educativo
occupazionale diurno. Sono previsti vari protocolli riabilitativi che
fanno leva sopratutto sul rapporto di gruppo dove meglio si esprimono
la partecipazione e la reattività. Cerchiamo di comporre dei gruppi
di livello secondo la capacità dell’ammalato di recepire, di lavorare
insieme e di comunicare coltre che in relazione ai dati della cartella
individuale che viene compilata con l’aiuto dei familiari per riscostruire
la storia, il passato, i gusti dell’assistito».
Ma il progetto si rivolge anche ad altri settori, in particolare
all’orientamento spazio-temporale. «Avviene attraverso vari segnali
di sollecitazione e risposta. Gli ammalati imparano a riconoscere le
realtà che li circonda», prosegue la presidente, «lo scrivono sulla
lavagna. C’è la musicoterapia molto utile anche alle persone che
non parlano più, e che però cantano, soprattutto le canzoni della
loro giovinezza. E anche questo serve a far emergere le emozioni
che si concatenano ai ricordi. Poi c’è l’arteterapia che stimola una
inaspettata e copiosa creatività di disegni, collage che potremmo
chiamare di arte astratta. Creiamo una situazione per cui diventiamo
una bella famiglia affettuosa. Queste persone sono riabilitabili.
Noi diciamo "non mollate, non rinunciate"».
Progetti e interventi anche se in primo piano, ed è forse l’aspetto
principale, c’è il modo in cui rapportarsi con un malato di Alzheimer.
«Infatti, non dobbiamo corregerli, non possiamo pretendere che
comunichino con noi. Ma possiamo adeguarci alla loro comunicazione.
Loro capiscono benissimo se noi abbiamo l’ascolto empatico, o se
pensiamo “tanto, non capiscono niente". Allora si arrabbiano perchè
si sentono trascurati, poco considerati».
Questo, cioè un percorso non farmacologico, rappresenta l’unico
percorso alternativo perchè non esistono farmaci risolutivi.
L’associazione però affronta anche altre problematiche, soprattutto
quelle relative alla famiglia. «I familiari hanno difficoltà a gestire
l’aspetto sociale, sono abbandonati da parenti e amici. E intervenire
anche su questo aspetto rientra nel nostro compito».
Il progetto prevede comunque anche corsi di formazione gratuiti che
l’associazione offre ai familiari, ai volontari, ai badanti, agli animatori,
agli educatori, ai tirocinanti dell’università. Ma come spesso accade
agli enti formati da volontari uno dei problemi è quello di repereire i
fondi necessari a proseguire le attività.
«Ci manca sempre il 20%, e dobbiamo dimostrare di fare “raccolta
fondi"», conclude Maria Grazia Ferrari, «Sono presenti alcuni sponsor,
ma l’associazione ha bisogno di un più vasto impegno».
 
 
 Fonte: www.larena.it

 


Nicolò Arena


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Lun 8 Ott 2007 2:59 pm

nicarena2
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