La sinergia tra la Cineteca comunale e proprio la prima Azienda pubblica di servizi alla persona nata a Bologna vara il "Memo film", una sorta di film-terapia che, per la prima volta in Italia, provera’ a stimolare mente e anime delle persone per riattivare, almeno parzialmente, la memoria
All'improvviso, il buio nella mente. L'ancora della memoria scompare e, per 150.000 anziani all'anno in Italia, inizia il naufragio nel mare della demenza senile. La patologia, che subdolamente attacca il 5% degli over 65, per poi assediare tra il 40 ed il 45% delle persone tra gli 80 ed i 90 anni, ha tassi d'incidenza elevatissimi anche a Bologna: secondo l'Asp Giovanni XXIII, a fine 2006 il 76,4% dei 550 ospiti in strutture protette soffriva di sindromi da perdita di memoria ed improvvisa incapacità di giudizio. Ora, però, la sinergia tra la Cineteca comunale e proprio la prima Azienda pubblica di servizi alla persona nata in citta' vara il "Memo film", una sorta di film-terapia che, per la prima volta in Italia, provera' a stimolare mente e anime delle persone per riattivare, almeno parzialmente, la memoria.
Il progetto, sostenuto dal Comune e sponsorizzato con 30.000 euro dal gruppo Unipol, si traduce nella realizzazione di 10 film, che ripercorrono, attraverso l'arte cinematografica, la vita di altrettanti pazienti. "Ci sono evidenze scientifiche- spiega il presidente del Giovanni XXIII, Giovanni De Plato- la visione quotidiana stimola l'aspetto cognitivo ed emotivo e rappresenta l'unica via di riabilitazione" per la demenza. La parte tecnica del progetto e' curata dalla Cineteca. Il cui presidente, Giuseppe Bertolucci parla di "felice paradosso" per illustrare la dinamica della terapia: "Il cinema, mezzo di comunicazione di mssa viene messo al servizio di una singola persona".
La struttura del "Memo film" prevede infatti la preliminare individuazione dei 10 pazienti, limitata alle persone che soffrono di una demenza che non ne compromette, pero', del tutto l'autonomia quotidiana. Quindi, un familiare del paziente aiuta gli operatori a ricostruire la vita dell'anziano, mettendo a fuoco gli eventi "chiave", anche se magari dolorosi come una morte, ormai dimenticati. Girata la pellicola, la fase successiva e' quella della vera e propria "somministrazione" della cura, attraverso una ventina di minuti al giorno di visione del film della propria vita, agganciato a scene di titoli celebri, per facilitarne l'apprendimento. In seguito, se la cinema-terapia dà segnali incoraggianti, si va avanti con "aggiornamenti" costanti, per raggiungere un racconto sempre piu' vicino all'eta' reale vissuta dal paziente.
Dei 10 film progettati, tre sono già stati realizzati, mentre si punta e girare i restanti sette nel prossimo anno e mezzo. Per il momento il "Memo film" e' limitato al Giovanni XXIII, ma l'intenzione è quella di allargare la platea delle strutture in grado di partecipare all'iniziativa.
Fonte: http://www.superabile.it
Nicolò Arena
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