Un nuovo farmaco sperimentato in Scozia, rallenta sensibilmente il progredire della malattia
Saranno necessarie altre sperimentazioni ma intanto c'è una speranza in più per chi soffre del morbo di Alzheimer, la malattia cerebrale degenerativa che porta alla demenza e alla totale perdita della memoria.
All’università di Aberdeen in Scozia un gruppo di ricercatori medici con a capo il prof. Claude Wischik ha sperimentato con successo su 321 malati un nuovo farmaco che «appare in grado di riportare funzionalmente in vita le parti più colpite del cervello».
Il nuovo farmaco si chiama Rember e agisce bloccando la formazione di una proteina che colpisce il cervello, chiamata Tau, responsabile della distruzione delle cellule nervose collegate alla memoria e quindi dello stato di amnesia e confusione tipico della malattia.
Secondo il professor Wischik: «È il più significativo sviluppo nella ricerca da quando fu scoperta la malattia nel 1907». Lo studio ha registrato una diminuzione dell’81 per cento della perdita delle facoltà mentali in 50 settimane di terapia. I risultati sono stati resi pubblici in occasione della Conferenza internazionale sull’Alzheimer tenutasi a Chicago. Per l’anno prossimo è prevista una batteria finale di test (quelli di Fase tre), dopo di che si potrà andare alla commercializzazione del medicinale presentato dalla stampa britannica come una vera svolta nella difficile battaglia contro l’Alzheimer
All’università di Aberdeen in Scozia un gruppo di ricercatori medici con a capo il prof. Claude Wischik ha sperimentato con successo su 321 malati un nuovo farmaco che «appare in grado di riportare funzionalmente in vita le parti più colpite del cervello».
Il nuovo farmaco si chiama Rember e agisce bloccando la formazione di una proteina che colpisce il cervello, chiamata Tau, responsabile della distruzione delle cellule nervose collegate alla memoria e quindi dello stato di amnesia e confusione tipico della malattia.
Secondo il professor Wischik: «È il più significativo sviluppo nella ricerca da quando fu scoperta la malattia nel 1907». Lo studio ha registrato una diminuzione dell’81 per cento della perdita delle facoltà mentali in 50 settimane di terapia. I risultati sono stati resi pubblici in occasione della Conferenza internazionale sull’Alzheimer tenutasi a Chicago. Per l’anno prossimo è prevista una batteria finale di test (quelli di Fase tre), dopo di che si potrà andare alla commercializzazione del medicinale presentato dalla stampa britannica come una vera svolta nella difficile battaglia contro l’Alzheimer
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