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#677 Da: Nicolò Arena <nicarena2@...>
Data: Lun 1 Set 2008 3:11 pm
Oggetto: AL VIA PROGETTO NAD CONTRO ALZHEIMER
nicarena2
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(ASCA) - Roma, 1 set - Parte oggi il Progetto Nad (Nanoparticles for therapy and diagnosis of Alzheimer Disease), un progetto di ricerca multidisciplinare che ha l'obiettivo di diagnosticare con largo anticipo e contrastare in modo efficace la malattia di Alzheimer. La ricerca, finanziata dal Settimo Programma Quadro dell'Unione Europea, avra' un costo totale di 14,6 milioni di euro, di cui 3,8 milioni per l'Universita' di Milano-Bicocca, capofila del progetto. Coordinatore scientifico del progetto e' il professor Massimo Masserini, ordinario di biochimica presso la Facolta' di Medicina e Chirurgia. Per l'Universita' di Milano-Bicocca sono tre i dipartimenti coinvolti nella ricerca: dipartimento di Medicina Sperimentale, dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie Biomediche e dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze.
 
Nonostante i numerosi progressi in ambito scientifico, che hanno permesso di interpretare le basi molecolari della malattia, ben pochi sono stati i progressi in campo terapeutico e diagnostico.
 
L'obiettivo dello studio, sviluppato nel campo delle nanotecnologie, e' quello di realizzare nanoparticelle (NPs) in grado di attraversare la barriera emato-encefalica per raggiungere il cervello, sede principale della malattia di Alzheimer. Alle nanoparticelle verranno legate molecole in grado di riconoscere (diagnosi) e distruggere (terapia) le placche amiloidi che si depositano nel cervello in tale malattia. L'efficacia delle NPs sara' alla fine verificata su modelli animali della malattia (ratti transgenici). Se le aspettative della ricerca saranno attese, si potra' passare alla sperimentazione sull'uomo. I risultati ottenuti potranno avere un enorme impatto nella diagnosi precoce e nella cura di una malattia ad elevato costo sociale ed alta incidenza. Nell'insorgenza e nello sviluppo del morbo di Alzheimer la produzione e l'accumulo del peptide beta-amiloide (A?), un frammento della Proteina Precursore dell'Amiloide (App), svolgono un ruolo centrale. I frammenti di beta-amiloide si aggregano formando oligomeri, fibrille e placche che inducono una progressiva degenerazione delle cellule nervose. I tre tipi di nanoparticelle sviluppate e impiegate nel Progetto Nad, polimeriche (PNP), solido-lipidiche (SLN) e liposomi (LIP), avranno il compito di disgregare e rimuovere dal cervello e dal sangue il peptide beta-amiloide in eccesso.

La ricerca, che avra' una durata di cinque anni, si svolge nell'ambito della Nanomedicina, un settore di ricerca innovativo che unisce competenze mediche e tecnologiche, ha lo scopo di progettare particelle di dimensioni nanometriche (miliardesimo di metro) con metodi altamente tecnologici per utilizzi scientifici nell'ambito della malattia di Alzheimer.

Queste nanoparticelle possiedono numerosi requisiti, che le rendono uniche nell'ambito diagnostico e terapeutico. Tra le caratteristiche si segnalano alta biocompatibilita', bassa immunogenicita', assenza di tossicita', biodegradabilita', stabilita' e facilita' di preparazione.

Il progetto Nad coinvolge diciannove partner tra centri di ricerca e piccole e medie imprese provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Slovacchia, Svezia, Olanda, Ungheria, Finlandia, Grecia, Belgio e Inghilterra, impegnati in un connubio multidisciplinare.
(ASCA) Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
 

 
Nicolò Arena

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#676 Da: Nicolò Arena <nicarena2@...>
Data: Sab 30 Ago 2008 12:08 pm
Oggetto: Alzheimer: Gli antipsicotici aumentano il rischio ictus
nicarena2
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Nicolò Arena

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#675 Da: <Rafminimi13@...>
Data: Gio 31 Lu 2008 4:57 pm
Oggetto: Sono vittima di una "Chernobyl" informatica 3
rafminimiit
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Come ben sapete, ho scritto e detto più volte che i nove anni di WEB, non
hanno modificato di "uno iota o di un apice" la mia PIRLAGGINE INFORMATICA
(e non solo!) , se non forse in peggio.
Inoltre, fino a circa un anno fa, ero rimasto forse l'ultimo troglodita al
mondo, che si teneva ben stretto il suo WINDOWS 98. Ebbene, qualche giorno
fa, ho prvato a fare una cosa, che con il 98, appunto, sapevo gestire. Ho
cambiato la sede della cartella di archiviazione della posta elettronica. XP
mi ha tradito. Dicono tutti che più semplice da usare, di tutto ciò che casa
Microsft ha concepito prima e dopo. Sarà. Certo è che non trovo il comando
"Importa/esporta messaggi/ rubrica", con il quale rimettevo la situazione a
posto sul 98. Mi si sono "FRULLATI" tra loro gi Accaunt. Ho perso i NG ed il
75%  dei messaggi. Insomma la posta non è più funzionale. Credo che sia
giunto il momento di foramttare tutto. Se riuscitò a far ripartire il
vecchio computer, bene, altriemnti non so quando ci risentiremo
Saluti a tutti e pregate per me, che ne ho bisogno, in primo luogo in ciò
che chiamiamo "vita Reale"
DIO ci benedica
lm

#674 Da: Nicolò Arena <nicarena2@...>
Data: Gio 31 Lu 2008 6:08 pm
Oggetto: Re: ... e le speranze continuano ...
nicarena2
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Nella mia posta personale ho ricevuto il messaggio che riporto di
seguito. Credo che Andrea pensasse di inviarlo a tutto il gruppo.

Approfitto anche per dare la mia risposta a quanto lui chiede a tutti
noi.
Purtroppo non saprei proprio come si può fare per provare questo
nuovo farmaco. Forse bisognerebbe contattare l'Università di Aberdeen
in Scozia o cercare di mettersi in contatto con il prof. Claude
Wischik, che è a capo del gruppo di ricercatori medici che stanno
sperimentando il farmaco. Ma come mettersi in contatto con loro?

Il messaggio che Andrea mi ha inviato dice:

"Salve a tutti,
ho appena letto il post sul medicinale scozzese (Rember). Ho guardato
a giro su internet per ricavare qualche informazione in piu' ma ho
trovato ben poco. I risultati dichiarati dal dottore che e'
responsabile del progetto sembrano a dir poco incoraggianti, anche se
sono sempre dubbioso per il fatto che questa ricerca e' finanziata da
una casa farmaceutica.
Detto questo il farmaco entrera' nel 2009 nella fase III e, se tutto
va bene, sara' disponibile nel 2012. Per quella data mia madre sara'
gia' ridotta ad un vegetale, considerando le sue condizioni attuali.
Allora mi chiedo se valga la pena provare questo farmaco anche se e'
ancora in sperimentazione, e come si fa ad entrare in tale processo.
Avete consigli?

Grazie a tutti.
Andrea"

#673 Da: <Rafminimi13@...>
Data: Gio 31 Lu 2008 4:57 pm
Oggetto: Sono vittima di una "Chernobyl" informatica 3
rafminimiit
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Come ben sapete, ho scritto e detto più volte che i nove anni di WEB, non
hanno modificato di "uno iota o di un apice" la mia PIRLAGGINE INFORMATICA
(e non solo!) , se non forse in peggio.
Inoltre, fino a circa un anno fa, ero rimasto forse l'ultimo troglodita al
mondo, che si teneva ben stretto il suo WINDOWS 98. Ebbene, qualche giorno
fa, ho prvato a fare una cosa, che con il 98, appunto, sapevo gestire. Ho
cambiato la sede della cartella di archiviazione della posta elettronica. XP
mi ha tradito. Dicono tutti che più semplice da usare, di tutto ciò che casa
Microsft ha concepito prima e dopo. Sarà. Certo è che non trovo il comando
"Importa/esporta messaggi/ rubrica", con il quale rimettevo la situazione a
posto sul 98. Mi si sono "FRULLATI" tra loro gi Accaunt. Ho perso i NG ed il
75%  dei messaggi. Insomma la posta non è più funzionale. Credo che sia
giunto il momento di foramttare tutto. Se riuscitò a far ripartire il
vecchio computer, bene, altriemnti non so quando ci risentiremo
Saluti a tutti e pregate per me, che ne ho bisogno, in primo luogo in ciò
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#672 Da: Nicolò Arena <nicarena2@...>
Data: Gio 31 Lu 2008 8:13 am
Oggetto: ... e le speranze continuano...
nicarena2
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Un nuovo farmaco sperimentato in Scozia, rallenta sensibilmente il progredire della malattia
 
Saranno necessarie altre sperimentazioni ma intanto c'è una speranza in più per chi soffre del morbo di Alzheimer, la malattia cerebrale degenerativa che porta alla demenza e alla totale perdita della memoria.
All’università di Aberdeen in Scozia un gruppo di  ricercatori medici con a capo il prof. Claude Wischik ha sperimentato con successo su 321 malati un nuovo farmaco che «appare in grado di  riportare funzionalmente in vita le parti più colpite del cervello».
Il nuovo  farmaco si chiama Rember e agisce bloccando la formazione di una proteina che colpisce il cervello, chiamata Tau, responsabile della distruzione delle cellule nervose collegate alla memoria e quindi dello stato di amnesia e confusione tipico della malattia.
Secondo il professor Wischik: «È il più significativo sviluppo nella ricerca da quando fu scoperta la malattia nel 1907». Lo studio ha registrato una diminuzione dell’81 per cento della perdita delle facoltà mentali in 50 settimane di terapia. I risultati sono stati resi pubblici in occasione della Conferenza internazionale sull’Alzheimer tenutasi a Chicago. Per l’anno prossimo è prevista una batteria finale di test (quelli di Fase tre), dopo di che si potrà andare alla commercializzazione del medicinale presentato dalla stampa britannica come una vera svolta nella  difficile battaglia contro l’Alzheimer
 
 
 
 
Nicolò Arena


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#671 Da: Nicolò Arena <nicarena2@...>
Data: Ven 18 Lu 2008 5:03 pm
Oggetto: NUOVA SPERANZA DAGLI STATI UNITI
nicarena2
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 FARMACO PER RAFFREDDORE CONTRO L'ALZHEIMER
 
Un farmaco usato per il raffreddore "migliora significativamente" le condizioni dei pazienti affetti da una forma moderata di Alzheimer.
E' il risultato di uno studio del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas pubblicato sulla rivista 'The Lancet'.
Il farmaco in questione e' il dimebon, che in Russia veniva utilizzato come antistaminico fin dal 1993.
Ora i ricercatori hanno scoperto che il farmaco migliora la memoria, il comportamento e l'abilita' del paziente nel fare semplici attivita', come mangiare.
La cura e' stata sperimentata su 183 persone affette da una forma moderata di Alzheimer: a circa 90 sono stati somministrati 20mg di dimebon per tre volte al giorno, mentre ai restanti e' stato dato un placebo.
Dopo sei mesi di cura, i pazienti curati con il Dimebon hanno migliorato le proprie capacita' di memoria.
I ricercatori si dicono cautamente ottimistici: "Il continuo miglioramento che osserviamo nello studio e' molto importante - dice Rachelle Doddy, leader del gruppo di ricerca - anche se al momento non ci sono terapie con miglioramenti visibili oltre i 12 mesi".
A breve partira' la terza fase della sperimentazione, un segnale "incoraggiante e di speranza per i numerosi malati di Alzheimer", secondo Rebecca Wood, amministratore delegato dell'Alzheimer's Research Trust.
 
(Fonte: AGI) - Roma, 18 luglio
 
 
 
Nicolò Arena


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#670 Da: Antonello Pavia <italiano_maturo@...>
Data: Mer 16 Lu 2008 5:27 pm
Oggetto: Localizzatore GPS per pazienti con l'Alzheimer
italiano_maturo
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Alcuni stati della comunità europea, per far fronte al problema di smarrimento di parenti e congiunti affetti da morbo di Alzheimer, tentano di sviluppare sistemi efficaci ed efficienti, e soprattutto poco invadenti da installare sui malati.

Un´azienda spagnola, la Vision, ha realizzato Keruve.
 
E' un supporto formato da un localizzatore GPS in grado di rilevare un segnale della stessa natura,  da una fonte posta in un braccialetto antishock ed impermeabile funzionante con reti GSM 900 e GSM 1800.
L´utilizzo di questo dispositivo è molto semplice. Premendo un pulsante, posto sul dispositivo, si vedrà apparire sul piccolo schermo una mappa con l´indicazione del luogo in cui si trova la persona che indossa il braccialetto.
Il braccialetto, che ha un´autonomia di 3 giorni e mezzo, quando inizia a scaricarsi attiva un allarme sonoro.
Il prezzo di questo gadget medico è di 850 EUR. 
Il prezzo forse potrebbe scendere se l´oggetto fosse utilizzato in strutture come case di riposo e accoglienza per anziani.
 
Fonte: www.navigadget.com  (in lingua inglese)
 
 


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#668 Da: Antonello Pavia <italiano_maturo@...>
Data: Gio 3 Lu 2008 6:13 pm
Oggetto: Anche se con qualche giorno di ritardo...
italiano_maturo
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ho letto sul quotidiano Il Messaggero di Roma l'articolo che riporto di seguito.
Che ci sia qualcosa di vero?
 
Vino rosso, caffé e cioccolato?
Non solo sono buoni, ma fanno bene alla salute
 
"ROMA (30 giugno) - Il caffé fa bene al fegato, il cioccolato al cuore e il vino rosso riduce il rischio di problemi cardiovascolari. I golosi possono stare tranquilli. Finalmente buone notizie da medici e scienziati. Anche se, come in ogni cosa, vale la regola del "non abusare".

Caffè salva-fegato. 
Secondo uno studio di Alessandra Tavani e Carlo La Vecchia dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, il caffè protegge il fegato da malattie gravi come la cirrosi epatica e il tumore, soprattutto quando la persona è ad alto rischio di queste malattie perchè per esempio è un forte bevitore di alcolici. Tutto grazie alle molecole protettive che esso contiene, antiossidanti come i diterpeni. Il caffè, inoltre, fa bene agli anziani, li aiuta soprattutto a mantenere una mente giovane e fresca, migliorandone memoria, capacità di apprendimento, funzioni cognitive. Addirittura il consumo di caffeina sembra ridurre il rischio di essere colpiti dalla malattia di Alzheimer, la demenza senile secondo i risultati dello studio europeo Fine (Finland, Italy, and Netherlands Elderly) cui ha preso parte anche l'Istituto Superiore di Sanità.

Cioccolato per il cuore. Il cioccolato fondente è ricco di flavonoidi, antiossidanti che tengono pulite le arterie e proteggono il cuore. La buona notizia viene dal Giappone, dove ricercatore hanno dimostrato che la cioccolata fondente tiene in forma le coronarie, migliorandone la capacità di dilatarsi (o di lasciar passare una quantità maggiore di flusso sanguigno). Dalla Germania un'altra buona notizia: secondo gli studi dell'università di Cologne mangiare poco più di sei grammi al giorno di cioccolato fondente, pari a 30 calorie, abbassa la pressione senza far salire l'ago della bilancia. Infine un altro studio ha dimostrato che il cioccolato ha un'azione anti-trombotica un po' come l'aspirina.

Vino rosso contro l'invecchiamento. Tutto grazie alla molecola semplice ma preziosissima che ormai è una stella del business anti-aging in Usa: il resveratrolo capace di allungare la vita di topolini. Inoltre molti studi dimostrano che un moderato consumo di vino riduce rischio cardiovascolare e mortalità. Infine il vino bevuto nelle giuste dosi - tre bicchieri al giorno - aumenta il piacere sessuale favorendo l'erezione e ritardando lievemente il riflesso eiaculatorio, sostiene una ricerca presentata a Lanciano da Andrea Ledda, docente dell'Università dell'Aquila, al convegno Vino & Salute, promosso dall'associazione Città del vino d'Abruzzo."
 
Un saluto a tutti.
Antonello


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#667 Da: Moderatore Gruppo Yahoo! <moderatore.gruppo@...>
Data: Ven 27 Giu 2008 2:23 pm
Oggetto: Possibile la diagnosi precoce dell'Alzheimer ?
moderatore.g...
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Il 24 giugno, alcuni ricercatori francesi hanno annunciato d'aver messo a punto un nuovo metodo neuroradiologico automatizzato di diagnosi precoce della malattia d'Alzheimer. 
Sulla rivista americana Radiology spiegano d'essersi interessati ai diversi risultati, pubblicati di recente, concordanti sul fatto che la riduzione del volume dell'ippocampo costituisce un indicatore affidabile e precoce del rilevamento della patologia neurovegetativa.
L'equipe del laboratorio di neuroscienze cognitive CNRS dell'ospedale di La Pitie'-Salpetriere ha elaborato una tecnica informatizzata di misura del volume della piccola struttura corticale, bilaterale e simmetrica, situata nella faccia mediana del lobo temporale. Una tecnica di misurazione che, a breve, potra' fornire il risultato in una decina di minuti in ogni centro neuroradiologico ospedaliero.

 

 

Fonte: Aduc Salute
 
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#666 Da: Moderatore Gruppo Yahoo! <moderatore.gruppo@...>
Data: Mer 25 Giu 2008 2:35 pm
Oggetto: Alimentazione e Salute: Le cipolle
moderatore.g...
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La cipolla ha numerose proprietà benefiche per la nostra salute: antibatterica e antinfettiva, stimola la funzionalità renale e favorisce l'eliminazione delle scorie azotate.
Una delle caratteristiche di questo ortaggio è la presenza di un flavonoide, la quercetina, che ha un elevato potere antiossidante e insieme ad altre sostanze svolge un ruolo importante per la prevenzione di alcuni tumori.
La concentrazione di quercetina nelle cipolle diminuisce dagli strati più esterni a quelli più interni, motivo per cui, quando si puliscono, è opportuno togliere solamente lo strato secco esterno.
Le cipolle sono utili anche per la prevenzione di alcune malattie cardiovascolari perché fluidificano il sangue. Alcuni anni fa, in Olanda alcuni ricercatori rilevarono che le persone che consumavano ogni giorno cipolle avevano un rischio di attacco cardiaco pari ad un terzo rispetto alle persone che non consumavano questo ortaggio.
Studiosi dell'università Hokkaido Tokai in Giappone sostengono che le cipolle potrebbero essere utili persino per la prevenzione di malattie come l'Alzheimer ed il Parkinson perché contrastano efficacemente alcuni processi dell'invecchiamento.
Questi ortaggi sono consigliati inoltre ai diabetici perché hanno un potere ipoglicemizzante per la presenza di una particolare sostanza: la glucochinina.
Ricercatori svizzeri hanno aggiunto un piccolo quantitativo di cipolle alla dieta di animali da laboratorio ed hanno constatato che questi ortaggi rallenterebbero il processo di demineralizzazzione dello scheletro.
Anche cotte, le cipolle non perdono le loro benefiche proprietà. Si raccomanda tuttavia prudenza nel consumo di questo ortaggio per chi soffre di gastrite o ha problemi epatici.
La lacrimazione indotta dalle cipolle crude quando si affettano è dovuta al propantiolo che si libera.
Dato che questa sostanza è molto solubile in acqua, si può ovviare a questo inconveniente tagliando le cipolle crude sotto un getto d'acqua corrente.

 

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#665 Da: Nicolò Arena <nicarena2@...>
Data: Mar 24 Giu 2008 3:06 pm
Oggetto: Brugnato (SP): Nasce il Giardino Alzheimer
nicarena2
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L'inaugurazione sabato 28 giugno alle ore 11 alla presenza del Vescovo diocesano S.E. Francesco Moraglia.

Un Giardino dedicato ai malati di Alzheimer, in grado di stimolarne al massimo le facoltà sensoriali e rallentare il progressivo decorso della patologia.
E' il nuovo progetto realizzato dal Centro Socio-Sanitario del “Sacro Cuore” di Brugnato (La Spezia), struttura di primo piano a livello interprovinciale nella terapia e assistenza delle malattie che colpiscono le persone anziane. Un'area verde con finalità terapeutiche, costruita secondo linee guida ben precise dettate dal Ministero della Salute. Il malato di Alzheimer necessita infatti di un ambiente sicuro e di una corretta stimolazione fisica e mentale, per cui il progetto del giardino deve rispettare alcune componenti ben precise: dalla vegetazione, facilmente riconoscibile per colore e profumo di fiori ed erbe aromatiche, alle aree per la sosta fino al percorso e alla pavimentazione dei vialetti.


L'innovativo spazio verde fa parte di un più ampio progetto sperimentale di psico-geriatria che il “Sacro Cuore” ha messo a punto da tempo, prima struttura del settore a livello provinciale. In questo ambito rientrano anche i corsi formativi per il personale del Centro socio-sanitario, dove esiste un Nucleo Alzheimer in attesa di convenzione con l'Asl n. 5
Il Giardino Sensoriale servirà a stimolare la memoria remota dei malati riguardo alle loro attività precedenti: coltivare l'orto, curare i fiori, passeggiare nel verde, etc. A questo scopo, la struttura è stata dotata di una grossa vasca rialzata da terra, in modo tale che i pazienti possano svolgere le attività di giardinaggio senza doversi abbassare e compiere sforzi. Altrettanto rilevante, nell'ambito del progetto di cura dell'Alzheimer, saranno il percorso di riabilitazione cognitiva e la pet therapy, effettuata attraverso un cane addestrato. A “battezzare” il cucciolo saranno i bambini che frequentano il catechismo presso la parrocchia di Ricco’ Del Golfo, e che animeranno con i loro canti la Santa Messa celebrata dal Vescovo.

Per informazioni: Roberto Mascolo (tel. 800 343678)


 
Nicolò Arena


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#664 Da: Moderatore Gruppo Yahoo! <moderatore.gruppo@...>
Data: Mer 28 Mag 2008 6:17 am
Oggetto: 7 MODI PER MANTENERE CERVELLO SANO (?)
moderatore.g...
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SALUTE/ 7 MODI PER MANTENERE CERVELLO SANO E ALLONTARE ALZHEIMER
 
Alzheimer Society: tra questi cruciverba e marijuana
 

Roma, 27 mag. (Apcom) - L'allungarsi della vita rende più probabile ammalarsi della Malattia di Alzheimer (MA), ma ci sono sette modi per ridurre questo rischio, tra questi fare cruciverba quattro giorni alla settimana e fumare marijuana, ma quest'ultimo rimedio è poco raccomandato dagli scienziati per evidenti ragioni.

Ne sono convinti Clive Ballard, direttore di ricerca dell'Alzheimer Society e Susanne Sorensen che ha coordinato la ricerca pubblicata oggi sul quotidiano The Indipendent, che suggerisce che bastano pochi cambiamenti al proprio stile di vita per allontanare la minaccia della demenza.

Entro il 2025, dicono gli esperti, saranno milioni, in tutto il mondo, le persone ammalate di Alzheimer, una malattia neurodegenerativa, ancora incurabile, che comporta perdita di memoria, confusione mentale e difficoltà di linguaggio. Per contrastare questi terribili disturbi, dice la Sorensen bisogna tenere il cervello in esercizio. Come?

Ci sarebbe il gioco su Nintendo DS "Brain Age" che potrebbe aumentare la flessibilità e l'attività cerebrale, ma non c'è bisogno di congegni così sofisticati, dice la scienziata, per tenere il cervello esercitato, basta fare il cruciverba o cimentarsi in letture impegnative per ottenere lo stesso risultato. Uno studio americano del 2003 ha dimostrato che fare per quattro giorni alla settimana parole crociate aiuta ad allontanare la demenza e che, negli anziani sani, 40 minuti al giorno fanno la differenza.

Anche la canapa indiana (marijuana, hashish) potrebbe far bene al cervello perché il suo principio attivo blocca la formazione di proteine tossiche e le infiammazioni, due delle cause della MA. "Ma non siate tentati da questa terapia - dice la Sorensen - perché non è stato ancora completamente provato". Per l'ecstasy è, invece, diverso ci sono evidenze che provoca danni irreversibili al cervello e finanche una forma di demenza anticipata.

C'è poi l'esercizio fisico. Secondo uno studio svedese, chi lo pratica regolarmente vede allontanarsi il rischio demenza del 50%.Mentre, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal il 70% di persone obese ha un rischio maggiore di ammalarsi della MA .

Si arriva così al colesterolo, assolutamente da tenere sotto controllo se si vuole arrivare lucidi e in forma fino a tarda età. E qui danno una mano le statine, principio attivo dei farmaci contro il colesterolo, che aiutano ad evitare il rischio Alzheimer per l'80% riducendo la formazione delle pericolose placche nel cervello precorritrici della MA.

Ed ancora, a ridurre il rischio Alzheimer, dice la ricerca, c'è anche l'acido acetilsalicilico (ASA) principio attivo degli antinfiammatori e dell'aspirina. Un farmaco che secondo alcuni studi, che hanno dimostrato che nelle persone che prendono l'aspirina c'è una bassa incidenza di Alzheimer, potrebbe aiutare ad evitare la malattia. Ma anche per l'aspirina ci sono i pro e i contro perché potrebbe avere effetti collaterali molto pericolosi, anche se, ad esempio l'ibruprofen ha dimostrato di ridurre nel cervello la presenza di proteine alterate.

Ed ecco arrivare agli ultimi tre rimedi per allontanare la demenza raccomandati dagli scienziati: avere una vita sociale ed affettiva soddisfacente e stare poco davanti alla televisione; informarsi sul rischio genetico, che in verità, interessa solo una piccola parte della popolazione, e che incide poco rispetto al fattore età. Un ultra sessantacinquenne su tre sviluppa, infatti, la malattia. Infine, la dieta, che deve essere sana e Mediterranea, ricca di frutta e verdure, soprattutto carote, spinaci e patate, di pesce e carboidrati, tutti in misura equilibrata. Una dieta così, se osservata, secondo i ricercatori riduce il rischio Alzheimer del 40%.

 

Fonte: Apcom

 

 

Il Moderatore


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#663 Da: "ironbed" <ironbed_it@...>
Data: Dom 25 Mag 2008 8:36 am
Oggetto: Consigli per le famiglie: Comportamento aggressivo, come affrontarlo e come prevenirlo
ironbed_it
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Pensiamo di far cosa utile pubblicando alcuni consigli per le famiglie presi dal sito

 

http://www.alzheimer.it

 

 

Comportamento aggressivo

Il signor Williams era in piedi già da un po' accanto alla porta e borbottava qualcosa. Le infermiere lo ignoravano. Allora cominciò a picchiare con la punta del bastone contro la porta. Una delle infermiere lo prese per un braccio per accompagnarlo via, ignorando le sue proteste. Lui all'improvviso la schiaffeggiò.

http://www.alzheimer.it/spacer.gifMio marito era un vero gentiluomo, mentre ora bestemmia come un turco. Non è che sia aggressivo, semplicemente usa dei termini che non avrebbe mai usato prima in presenza di una signora. All'inizio ero scioccata, ma adesso mi rendo conto che lui non intende dire quello che dice. Ha un'aria così sorpresa e ferita se lo rimprovero... non si rende conto di aver sbagliato. Io avviso le persone prima che lo incontrino e di solito reagiscono molto bene.

I malati di demenza si comportano spesso in modo aggressivo, sia verbalmente che fisicamente (anche se l'aggressività verbale è quella più comune).

Questo comportamento può metterci in grave difficoltà emotiva e pratica.

È sempre importante ricordare che il comportamento aggressivo è dovuto alla malattia più che all'individuo.

In questo senso non risparmia nessuno: anche persone con un carattere molto dolce possono talvolta comportarsi in modo aggressivo. Ecco perché rimaniamo sconvolti e sconcertati.

Diverse sono le cause che possono scatenare l´aggressività, ma soprattutto la frustrazione e l'ansia.

Tuttavia, la causa più comune è la paura; si tratta quindi di una naturale reazione difensiva contro la falsa percezione di un pericolo o di una minaccia.

Non sempre si riesce a prevenire l´aggressività, bisogna però cercare di ridurre al minimo le conseguenze per sé e per gli altri.

Come affrontare un comportamento aggressivo

  • Mantenere un atteggiamento calmo e rassicurante
  • Cercare di distrarre il malato
  • Evitare gli atteggiamenti di sfida e i tentativi di coercizione fisica
  • Badare alla propria incolumità (fare in modo di avere una via di fuga)
  • Parlare dell'accaduto e dei propri sentimenti con una persona di fiducia

Informare il medico

 

Come prevenire un comportamento aggressivo

Cercare di scoprirne la causa, per impedire che si ripeta

Come affrontare un comportamento aggressivo

Mantenere un atteggiamento calmo e rassicurante

È importante cercare di rimanere calmi, per non perdere il controllo della situazione. Certamente non sarà facile, soprattutto se il malato di demenza ci urla contro o si comporta in modo minaccioso. Non dobbiamo dimenticare che gli agiti e le parole non sono volutamente diretti contro di noi. Può darsi che il malato sia spaventato o arrabbiato e abbia soltanto bisogno di essere rassicurato, con le parole, con la dolcezza e spiegandogli cosa sta succedendo.

Cercare di distrarre il malato

http://www.alzheimer.it/spacer.gifTalvolta è possibile bloccare un comportamento aggressivo distraendo il malato. Ad esempio, possiamo proporgli di andare a bere qualcosa insieme, di andare da qualche parte o di fare qualcosa che a lui piace.

 

 

 

Tabella 6 - Comportamenti da evitare

ï‚·  atteggiamenti di sfida e discussioni

ï‚·  mostrarsi offesi

ï‚·  provocare fisicamente

ï‚·  stuzzicare o deridere

ï‚·  mostrare paura

ï‚·  bloccarlo con la forza

ï‚·  metterlo con le spalle al muro

ï‚·  non dargli spazio sufficiente

ï‚·  lottare per liberarsi dalla sua stretta

ï‚·  ricorrere alle punizioni

 

Badare alla propria incolumità

 

Il malato di demenza può essere molto più forte di quanto ci si possa aspettare, specialmente quando si sente minacciato.

Bisogna perciò essere sicuri di avere una via di fuga e usarla se necessario.

Sarebbe opportuno trovare una persona esperta che ci insegni come ci si può liberare da una presa stretta.

Se eseguita con delicatezza, questa manovra potrebbe trasformarsi in un gesto protettivo, oltre che darci sicurezza e maggiore tranquillità.

Non c´è nulla di male a preoccuparsi di se stessi.

Quando rassicurazione e distrazione non funzionano, non rimane molto da fare.

Lasciando la stanza, non soltanto daremo al malato il tempo e lo spazio per calmarsi, ma garantiremo la nostra incolumità personale.

 

Parlare dell'accaduto e informare un medico

 

Se si verifica un episodio di aggressione, è meglio parlarne con una persona di fiducia, anche se pensiamo di aver gestito bene la situazione.

 

Qualcosa che il malato ha detto o fatto si può insinuare nella nostra mente, o forse ci preoccupa come riusciremo ad affrontare la situazione in futuro.

 

L'incidente può anche aver risvegliato ricordi di esperienze precedenti.

 

Se il problema diventa incontrollabile o la paura prevale, non dobbiamo esitare a consultare un medico, che può essere in grado di consigliarci e - se necessario - prescrivere dei farmaci.

 

Come prevenire un comportamento aggressivo

Cercare di scoprirne la causa, per impedire che si ripeta

Ansia, paura, agitazione, nervosismo, rabbia e frustrazione sono tutti stati d'animo che possono scatenare un comportamento aggressivo (vedi i capitoli successivi).

Tuttavia, come accade per altri problemi, non è sempre possibile impedire al malato di comportarsi in modo aggressivo e non sarà certamente colpa nostra se questo a volte succede.

 

 


#662 Da: Moderatore Gruppo Yahoo! <moderatore.gruppo@...>
Data: Mar 20 Mag 2008 6:51 am
Oggetto: La ricerca ci aiuterà a capire meglio l'Alzheimer
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Ricercatori UE hanno individuato un legame molecolare tra l'Alzheimer e lo sviluppo delle placche amiloidi, una delle caratteristiche della malattia. Ci si aspetta che questa innovativa scoperta aiuti i ricercatori nella loro missione di meglio capire la malattia, missione che dura ormai da più di 15 anni. Il lavoro, parzialmente finanziato dal programma UE Marie Curie, è stato recentemente pubblicato nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
 
L'Alzheimer è la forma di demenza più comune nel mondo occidentale. Si tratta di un disturbo progressivo, con perdita graduale della memoria e mutamenti del comportamento, delle capacità comunicative e del giudizio, che alla fine rendono chi ne soffre incapace di badare a se stesso. Sfortunatamente, tutti i tentativi di trovare una cura o una terapia per l'Alzheimer sono finora falliti.
 
Un aspetto tipico della malattia è la formazione di placche amiloidi tra le cellule nervose del cervello. Gli amiloidi sono i frammenti di proteina che l'organismo produce normalmente, mentre il beta-amiloide è una proteina che è ritagliata da un'altra proteina chiamata proteina precursore dell'amiloide (APP).
 
Nel cervello sano questi frammenti di proteina verrebbero distrutti ed eliminati. Invece, in presenza di Alzheimer, i frammenti si accumulano a formare placche dure e insolubili.
 
Diversi anni fa, il professor Bart De Strooper dell'Università cattolica di Lovanio (K.U.), in Belgio, che è anche il capo del Dipartimento di genetica molecolare ed evolutiva all'Istituto di biotecnologia delle Fiandre (VIB), scoprì il processo attraverso il quale queste placche amiloidi si sviluppano nella forma ereditaria della malattia di Alzheimer.
 
Il team di ricerca belga ha scoperto che il gamma-secretase (un enzima che taglia le proteine in un punto particolare) riveste un ruolo importante nello sviluppo delle placche. A volte la scissione del gamma-secretase avviene in maniera scorretta, causando la formazione di un sottoprodotto che rimane attaccato e precipita, formando la placca. Tuttavia, poco si sa sul meccanismo con cui queste placche si sviluppano.
 
In questo ultimo studio i ricercatori hanno indagato sulle cause dell'aumento del beta-secretase (BACE1), un enzima aspartico proteasi che si trova nelle cellule del cervello di pazienti che soffrono di Alzheimer sporadico. Il team del VIB ha esaminato i profili di espressione di un numero di miRNA (i brevi frammenti di RNA che regolano la produzione delle proteine).
 
Il lavoro ha mostrato che i pazienti che possedevano quantità aumentate di proteine BACE1, avevano meno miR-29a e miR-29b-1. Secondo il team di ricerca, alcune miRNA potrebbero avere un ruolo centrale nell'aumento del BACE1 e nello sviluppo delle placche nel cervello dei pazienti che soffrono di Alzheimer.
 
I ricercatori hanno dichiarato che questo studio ha mostrato il potenziale per lo sviluppo di un test diagnostico più preciso per la malattia. La tempestiva prescrizione di un numero di farmaci per questa malattia potrebbe portare a una migliore risposta e a un aumentato benessere del paziente . Rimane tuttavia da vedere se effettivamente queste miRNA possono aiutare nella creazione di un nuovo farmaco.
 

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#661 Da: "ironbed" <ironbed_it@...>
Data: Mer 14 Mag 2008 4:16 pm
Oggetto: birra ed alzheimer
ironbed_it
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Dal n. 1 del settimanale il Salvagente (http://www.ilsalvagente.it/) 2008, segnaliamo questa notizia: secondo uno studio condotto dai ricercatori dell´Università di Alcala, a Madrid, il silicio presente nella birra ridurrebbe l´assorbimento intestinale di alluminio, una neurotossina fortemente sospettata di incrementare l´incidenza dell´Alzheimer: quindi, un moderato consumo di birra (che, non dimentichiamolo, è sempre una bevanda alcolica) potrebbe proteggere dal rischio di ammalarsi di Alzheimer.


#660 Da: <Rafminimi13@...>
Data: Mer 14 Mag 2008 4:24 am
Oggetto: Fw: Scoperta una farmacia di 14.000 anni fa !
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----- Original Message -----
From: "- Marco A -" <>

Sent: Tuesday, May 13, 2008 7:27 PM
Subject: Scoperta una farmacia di 14.000 anni fa !

I PRIMI FARMACI ERANO ALGHE.

E' stata scoperta la piu' antica farmacia del Sud America: risale a circa
14.000 anni fa ed era basata su composti di alghe. I frammenti di alghe,
datati fra 14.220 e 13.980 anni fa, sono stati trovati in un sito
archeologico del Cile chiamato Monte Verde gia' noto per essere il piu'
antico villaggio delle Americhe, mille anni piu' vecchio di tutti gli altri
scoperti nel nuovo continente. La scoperta e' di un gruppo di ricerca
cileno-americano guidato dall'antropologo Dillehay.


)

#659 Da: "moderatore.gruppo" <moderatore.gruppo@...>
Data: Mar 6 Mag 2008 6:17 pm
Oggetto: Ogg: Una storia finita il 2/05/2008 alle ore 2,02
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Carissima Manuela,
a nome di tutti gli iscritti ti saluto e ti ringrazio per essere
stata con noi.
La tua mamma ha smesso di soffrire e adesso riposa in pace.
Ti abbraccio e auguro a tutta la tua famiglia un futuro sereno.
Ciao
Nicolò

--- In MORBO_di_ALZHEIMER@yahoogroups.com, "polena1" <polena1@...> ha
scritto:
>
> La mia mamma aveva cominciato con una "semplice" operazione di
> asportazione della cistifellea per via dei calcoli che la
> ostruivano, e le due sacche trasfuse probabilmente contenevano non
> solo sangue, ma anche epatite C.
> Esplose le problematiche dell'epatite seguì il diabete insulino-
> dipendente, poi un grosso dispiacere in famiglia (la fidanzata
> lasciò mio fratello e mia madre se ne era attaccata come fosse sua
> figlia, dopo aver vissuto con loro per 4 anni).
> Da lì comincia la sua comparsa il signor Alzheimer...dapprima in
> forma brutale, dandole un umore nervoso e psicotico, poi col
passare
> del tempo e l'avanzare della malattia, quando si perde coscienza
> della perdita di memoria, tutto torna tranquillo.
> Lei era sempre stata una donna buona di animo, altruista, generosa
> e sorridente, e per sua fortuna anche innamorata di mio padre, che,
> anche se qualche volta si svegliava e non lo riconosceva, non si
> spaventava mai nel vederlo, ma gli sorrideva e si fidava di lui.
> Il più delle volte rideva divertita e gli diceva quanto fosse bello
> e quanto fosse bello vivere con lui...
> Se ne è andata per uno sbalzo di pressione che le ha causato una
> devastante emorragia cerebrale, ed è passata dal sonno al coma
> profondo e dal coma alla morte, dolcemente,senza accorgersene.
> Nel frattempo aveva anche sviluppato un tumore al fegato.
> Insomma, tutte prospettive di morte a cui non voglio pensare per
> quanto potevano essere terribili.. invece è andata bene
> così....dobbiamo ritenerci fortunati che non abbia vissuto
> l'Alzheimer fino in fondo (ma perchè dobbiamo chiamarla con la A
> maiuscola questa malattia bastarda che l'ha accompagnata per 5
anni?)
>
> Ora vorrei ringraziare e salutare il gruppo che sta vicino a tutti
> noi iscritti. Penso di andarmene perchè ho poca esperienza da
> condividere e anche perchè ricevere le vostre mail da oggi in poi
> sarà ancora più doloroso.
> Un caro saluto a tutti voi che state ancora vivendo questo calvario
> con i vostri amati e vorrei dire un'ultima cosa:
> non ho nessun rimpianto perchè io, i miei fratelli e mio padre,
> siamo stati molto vicini alla mamma e lei è sempre stata circondata
> da tanto amore, persino dalla badante rumena che per noi è
diventata
> una sorella acquisita tanto era dolce ed amorevole con lei.
> Fate in modo che una volta che i vostri cari se ne saranno andati
> voi possiate sentirvi in grado di dire, ho fatto il possibile per
> dimostrare il mio amore, e sicuro non vi pentirete del tempo perso.
> un abbraccio sincero
> Manuela
>

#658 Da: "polena1" <polena1@...>
Data: Mar 6 Mag 2008 1:23 pm
Oggetto: Una storia finita il 2/05/2008 alle ore 2,02
polena1
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La mia mamma aveva cominciato con una "semplice" operazione di
asportazione della cistifellea per via dei calcoli che la
ostruivano, e le due sacche trasfuse probabilmente contenevano non
solo sangue, ma anche epatite C.
Esplose le problematiche dell'epatite seguì il diabete insulino-
dipendente, poi un grosso dispiacere in famiglia (la fidanzata
lasciò mio fratello e mia madre se ne era attaccata come fosse sua
figlia, dopo aver vissuto con loro per 4 anni).
Da lì comincia la sua comparsa il signor Alzheimer...dapprima in
forma brutale, dandole un umore nervoso e psicotico, poi col passare
del tempo e l'avanzare della malattia, quando si perde coscienza
della perdita di memoria, tutto torna tranquillo.
Lei era sempre stata una donna buona di animo, altruista, generosa
e sorridente, e per sua fortuna anche innamorata di mio padre, che,
anche se qualche volta si svegliava e non lo riconosceva, non si
spaventava mai nel vederlo, ma gli sorrideva e si fidava di lui.
Il più delle volte rideva divertita e gli diceva quanto fosse bello
e quanto fosse bello vivere con lui...
Se ne è andata per uno sbalzo di pressione che le ha causato una
devastante emorragia cerebrale, ed è passata dal sonno al coma
profondo e dal coma alla morte, dolcemente,senza accorgersene.
Nel frattempo aveva anche sviluppato un tumore al fegato.
Insomma, tutte prospettive di morte a cui non voglio pensare per
quanto potevano essere terribili.. invece è andata bene
così....dobbiamo ritenerci fortunati che non abbia vissuto
l'Alzheimer fino in fondo (ma perchè dobbiamo chiamarla con la A
maiuscola questa malattia bastarda che l'ha accompagnata per 5 anni?)

Ora vorrei ringraziare e salutare il gruppo che sta vicino a tutti
noi iscritti. Penso di andarmene perchè ho poca esperienza da
condividere e anche perchè ricevere le vostre mail da oggi in poi
sarà ancora più doloroso.
Un caro saluto a tutti voi che state ancora vivendo questo calvario
con i vostri amati e vorrei dire un'ultima cosa:
non ho nessun rimpianto perchè io, i miei fratelli e mio padre,
siamo stati molto vicini alla mamma e lei è sempre stata circondata
da tanto amore, persino dalla badante rumena che per noi è diventata
una sorella acquisita tanto era dolce ed amorevole con lei.
Fate in modo che una volta che i vostri cari se ne saranno andati
voi possiate sentirvi in grado di dire, ho fatto il possibile per
dimostrare il mio amore, e sicuro non vi pentirete del tempo perso.
un abbraccio sincero
Manuela

#657 Da: "Alzheimer Verona" <alz.vr@...>
Data: Mar 6 Mag 2008 11:36 am
Oggetto: Corso di Formazione per MMG accreditato 11 ECM
alz.vr@...
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A.A.A.
 
AssistentI sociale, psicologi, educatori, medici di medicina generale:
 

11 Crediti Formativi assegnati dalla Commissione ECM della Regione veneto,
 
iscrizioni al corso di formazione gratuito "Il medico di famiglia di fronte alla malattia di Alzheimer: dalla diagnosi moderna al problem- solving" che si terrà giovedì 8 e giovedì 22 maggio 2008 alle h. 17.30 presso la Sala Convegni della Banca Popolare di Verona in Viale delle Nazioni, 4 - Verona, in collaborazione con l'ULSS 20.
 
Percorso per una PRESA IN CARICO GLOBALE  delle famiglie con malato di Allzheimer.

Vi chiediamo cortesemente di dare  visibilità a questa iniziativa.
In allegato il programma e la scheda di iscrizione.
 
Patrocini: Regione, Provincia, Comune, ULSS 20.
Contributi: ROtary Club Verona Sud, Glaxo, CSV, CRIC (Centro Regionale per lo studio dell'invecchiamento cerebrale)

Ringraziando per l'attenzione, cordialmente salutiamo
 
 La Presidente              
Maria Grazia Ferrari
 
 
Per info:
Associazione Alzheimer Italia - Verona
Tel. 045/8010168
Fax 045/593056

#656 Da: Luciano Martina <luciano.martina@...>
Data: Mer 30 Apr 2008 9:03 am
Oggetto: Re: appena iscritto...aiuto !!!
luciano_martina
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ciao!

lo so è terribile però nella sfortuna avete un vantaggio: siete consapevoli e
consci di quello che sta succedendo e volete affrontarlo....quindi come ha
scritto qualcuno, prima di fare diagnosi convincetelo a fare tutti gli
accertamenti possibili.

La mia esperienza è molto diversa dalla tua.

Riguarda mio suocero che ha 72 anni ed è ricoverato in un centro specializzato.
La diagnosi è arrivata ufficialmente a fine 2005 inizio 2006 e il peggioramento
è stato verticale in questi due anni. Mma prima c'è stato un brutto periodo dove
non sapevamo se fosse depressione, se fosse una normale evoluzione del diventare
anziano, a volte l'abbiamo preso come una amplificazione di alcuni aspetti del
suo carattere semplicemente dovuta all'età e al fatto che man mano aveva perso
la voglia di fare qualsiasi cosa.

Il mio rimorso e rimpianto, complice il suo carattere non facile, è quello di
non aver avuto il coraggio e la forza di dirglielo di farglielo notare e invece
di aver preso quella apatia come una scelta ... a volte pensavo ... si è fatto
un mazzo così tutta la vita ora se non vuole più fare nulla ne avrà anche il
diritto...

la tua situazione è diversa da quanto ho capito tuo papà oltre che molto più
giovane è ancora in piena attività lavorativa. Quindi ci sono tante altre
possibilità e siete in tempo per tentare magari di rallentare, ammesso e
speriamo non concesso che si tratti di Alzheimer.

E poi l'altro consiglio è ... affrontate il problema assieme, fratelli, sorelle,
moglie, figli nuore... è indispensabile.

ho scritto quello che mi veniva d'istinto in dieci minuti ... prendilo per
quello che è ... in bocca al lupo e non disperare!

ciao
Luciano


At 19.33 29/04/2008, you wrote:

>Salve a tutti ,ho 34 anni e credo che mio padre (62 anni appena compiuti) stia
cominciando
>a presentare i primi sintomi della malattia.
>Al momento provo sentimenti contrastanti,primi tra tutti rabbia,molta molta
rabbia. Anche
>verso di lui e le sue maledette domande ripetute 3 volte,i suoi incredibili
vuoti di memoria a
>brevissimo termine che lasciano sia me che mia mamma a bocca aperta. E'
terribile per me
>provare questa rabbia,rabbia forse dovuta anche alla paura del futuro in cui so
che presto
>lui non sara' piu in grado di farmi da guida nella nostra azienda di famiglia.
>Sia io che mia mamma stiamo cercando di convincerlo a farsi vedere,a fare
qualcosa. Ho
>davvero una tremenda paura di affrontare il futuro e quello che ci aspetta.
Proprio noi che
>abbiamo vissuto fino ad ora una vita cosi serena e rilassata.
>Spero che qualcuno si identifichi in questo mio sentimento di rabbia e mi
racconti le sue
>esperienze e sensazioni con il progredire della malattia.
>Ripeto adesso riesce ancora a fare tutto,lavoro,telefono,contatti e cose
varie,ma da quello
>che ho letto in giro pare proprio che i sintomi siano quelli. Spaventoso
oltretutto quando
>prima di inizare a parale a volte emetta un terribile rumore con la bocca,con
la lingua,non
>so...quasi come se si trovasse di colpo intimato a parlare immediatamente da
qualcuno...
>
>

#655 Da: "ironbed" <ironbed_it@...>
Data: Mer 30 Apr 2008 8:35 am
Oggetto: R: mi presento
ironbed_it
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Ciao, ci sono degli ottimi specialisti a Bari. La diagnosi dell’Alzheimer è solo clinica e ci sono altre malattie meno gravi che possono dare gli stessi sintomi. Il mio consiglio è di rivolgerTi al centro per i malati di Alzheimer prima di credere che la mamma della Tua amica abbia questa malattia. Auguro ogni bene a Te ed alla Tua amica. vito

 

 

Buongiorno, mi sono iscritta qualche giorno fa, ma non vedendo attività nelle mail

pensavo che fosse uno dei soliti gruppi "fantasma".

Ora che vi leggo sono pronta a scrivere. :-)

Mi presento per prima cosa.

Rossana, da Bari, ho 52 anni e vivo con mio figlio di 24. Se avete domande chiedete pure.

Dunque mi sono iscritta con la speranza di poter avere un aiuto a capirci qualcosa

in più su questa malattia.

Ho assistito, purtroppo, ad un evento simile in amici di famiglia. Quando si son decisi

a muoversi e a cercare di far qualcosa la mamma era oramai in un punto di non ritorno.

E' andata via nel giro di un paio d'anni dalla diagnosi.

Ora ho un'altra amica che ha problemi con la mamma, e sento sempre la frase....

"quando vuole lei ragiona...."

Francamente sono terrorizzata da tutto ciò. Sapreste dirmi quali sono i primi sintomi da cui poi

deriva tutto il calvario e se ci sono dei test o qualcosa di simile per capire?

Vi ringrazio anticipatamente 

 

rossana
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
roxane48@...
http://piazzettanonnateresa.blogspot.com/
http://baugrrcaiarf.blogspot.com
http://www.flickr.com/photos/nonnateresa/sets/
http://stores.ebay.it/argoross-di-tutto-un-po
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Per raro che sia un vero amore, è molto più rara una vera amicizia.
                                          Francois De La Rochefoucauld
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


#654 Da: "roxane48" <roxane48@...>
Data: Mer 30 Apr 2008 7:33 am
Oggetto: mi presento
roxane4856
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Buongiorno, mi sono iscritta qualche giorno fa, ma non vedendo attività nelle mail
pensavo che fosse uno dei soliti gruppi "fantasma".
Ora che vi leggo sono pronta a scrivere. :-)
Mi presento per prima cosa.
Rossana, da Bari, ho 52 anni e vivo con mio figlio di 24. Se avete domande chiedete pure.
Dunque mi sono iscritta con la speranza di poter avere un aiuto a capirci qualcosa
in più su questa malattia.
Ho assistito, purtroppo, ad un evento simile in amici di famiglia. Quando si son decisi
a muoversi e a cercare di far qualcosa la mamma era oramai in un punto di non ritorno.
E' andata via nel giro di un paio d'anni dalla diagnosi.
Ora ho un'altra amica che ha problemi con la mamma, e sento sempre la frase....
"quando vuole lei ragiona...."
Francamente sono terrorizzata da tutto ciò. Sapreste dirmi quali sono i primi sintomi da cui poi
deriva tutto il calvario e se ci sono dei test o qualcosa di simile per capire?
Vi ringrazio anticipatamente 
 
rossana
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
roxane48@...
http://piazzettanonnateresa.blogspot.com/
http://baugrrcaiarf.blogspot.com
http://www.flickr.com/photos/nonnateresa/sets/
http://stores.ebay.it/argoross-di-tutto-un-po
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Per raro che sia un vero amore, è molto più rara una vera amicizia.
                                          Francois De La Rochefoucauld
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

#653 Da: "Andrea Cioci" <andrea.cioci@...>
Data: Mer 30 Apr 2008 6:33 am
Oggetto: Re: appena iscritto...aiuto !!!
andrea.cioci
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Esistono davvero una infinita' di problemi del corpo umano che puo' portare a comportamenti come quelli di tuo padre. La cosa migliore da fare e' una visita. Capisco perfettamente la tua paura nel futuro e nel responso di una eventuale visita medica ma pensa al fatto che, se ci fosse veramente qualcosa di grave, non sottoporsi ad una visita non rallenta ne' elimina il problema...lo nasconde finche' diventa impossibile tapparsi gli occhi.
Ti ripeto comunque di non allarmarti prima del tempo.
Un abbraccio.

Andrea


Il 29 aprile 2008 19.33, andydealer <andydealer@...> ha scritto:

Salve a tutti ,ho 34 anni e credo che mio padre (62 anni appena compiuti) stia cominciando
a presentare i primi sintomi della malattia.
Al momento provo sentimenti contrastanti,primi tra tutti rabbia,molta molta rabbia. Anche
verso di lui e le sue maledette domande ripetute 3 volte,i suoi incredibili vuoti di memoria a
brevissimo termine che lasciano sia me che mia mamma a bocca aperta. E' terribile per me
provare questa rabbia,rabbia forse dovuta anche alla paura del futuro in cui so che presto
lui non sara' piu in grado di farmi da guida nella nostra azienda di famiglia.
Sia io che mia mamma stiamo cercando di convincerlo a farsi vedere,a fare qualcosa. Ho
davvero una tremenda paura di affrontare il futuro e quello che ci aspetta. Proprio noi che
abbiamo vissuto fino ad ora una vita cosi serena e rilassata.
Spero che qualcuno si identifichi in questo mio sentimento di rabbia e mi racconti le sue
esperienze e sensazioni con il progredire della malattia.
Ripeto adesso riesce ancora a fare tutto,lavoro,telefono,contatti e cose varie,ma da quello
che ho letto in giro pare proprio che i sintomi siano quelli. Spaventoso oltretutto quando
prima di inizare a parale a volte emetta un terribile rumore con la bocca,con la lingua,non
so...quasi come se si trovasse di colpo intimato a parlare immediatamente da qualcuno...






#652 Da: Moderatore Gruppo Yahoo! <moderatore.gruppo@...>
Data: Mar 29 Apr 2008 9:03 pm
Oggetto: Austria: Un test per capire i dolori dei dementi
moderatore.g...
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Spesso i malati di demenza soffrono, ma non vengono trattati con gli antidolorifici.
Il personale medico li lascia nel dolore perche' non capisce o li trascura.
In effetti, questi pazienti non sanno spiegare a parole come si sentono; tentano di farlo a livello comportamentale, ma non e' detto che un medico o un infermiere s'impegni a interpretarlo.
Il tema e' stato affrontato da Andreas Winkler, direttore del reparto di Gerontologia e Riabilitazione neurologica di una clinica viennese, animatore dell'aggiornamento Brain Days
E' stata l'occasione per presentare uno strumento che misura il dolore fisico delle persone colpite dall'Alzheimer o da altri tipi di demenza. 
Si chiama BESD (acronimo di una locuzione tedesca che sta per "valutazione del dolore nella demenza").
E' un test di due minuti, semplice da eseguire, anche da profani, e misura il dolore in una scala di dieci punti d'intensita'. 
Oltre 6 punti bisogna intervenire e osservare le reazioni del paziente alla cura analgesica, ed eventualmete modificarla. 



 
Il Moderatore


Inviato da Yahoo! Mail.
La casella di posta intelligente.

#651 Da: "ironbed" <ironbed_it@...>
Data: Mar 29 Apr 2008 5:45 pm
Oggetto: R: appena iscritto...aiuto !!!
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Ci sono tante malattie che possono presentare questi sintomi. Invece di fasciarTi la testa prima di essere stato bastonato dovresti convincere Tuo padre a farsi visitare da uno specialista. Io non credo che si tratti di Alzheimer da come Tu lo descrivi. Potrebbe essere tante cose. In bocca al lupo. Alle volte le cose sono peggio di quello che noi crediamo. Un abbraccio

 

Salve a tutti ,ho 34 anni e credo che mio padre (62 anni appena compiuti) stia cominciando
a presentare i primi sintomi della malattia.
Al momento provo sentimenti contrastanti,primi tra tutti rabbia,molta molta rabbia. Anche
verso di lui e le sue maledette domande ripetute 3 volte,i suoi incredibili vuoti di memoria a
brevissimo termine che lasciano sia me che mia mamma a bocca aperta. E' terribile per me
provare questa rabbia,rabbia forse dovuta anche alla paura del futuro in cui so che presto
lui non sara' piu in grado di farmi da guida nella nostra azienda di famiglia.
Sia io che mia mamma stiamo cercando di convincerlo a farsi vedere,a fare qualcosa. Ho
davvero una tremenda paura di affrontare il futuro e quello che ci aspetta. Proprio noi che
abbiamo vissuto fino ad ora una vita cosi serena e rilassata.
Spero che qualcuno si identifichi in questo mio sentimento di rabbia e mi racconti le sue
esperienze e sensazioni con il progredire della malattia.
Ripeto adesso riesce ancora a fare tutto,lavoro,telefono,contatti e cose varie,ma da quello
che ho letto in giro pare proprio che i sintomi siano quelli. Spaventoso oltretutto quando
prima di inizare a parale a volte emetta un terribile rumore con la bocca,con la lingua,non
so...quasi come se si trovasse di colpo intimato a parlare immediatamente da qualcuno...


#650 Da: "andydealer" <andydealer@...>
Data: Mar 29 Apr 2008 5:33 pm
Oggetto: appena iscritto...aiuto !!!
andydealer
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Salve a tutti ,ho 34 anni e credo che mio padre (62 anni appena compiuti) stia
cominciando
a presentare i primi sintomi della malattia.
Al momento provo sentimenti contrastanti,primi tra tutti rabbia,molta molta
rabbia. Anche
verso di lui e le sue maledette domande ripetute 3 volte,i suoi incredibili
vuoti di memoria a
brevissimo termine che lasciano sia me che mia mamma a bocca aperta. E'
terribile per me
provare questa rabbia,rabbia forse dovuta anche alla paura del futuro in cui so
che presto
lui non sara' piu in grado di farmi da guida nella nostra azienda di famiglia.
Sia io che mia mamma stiamo cercando di convincerlo a farsi vedere,a fare
qualcosa. Ho
davvero una tremenda paura di affrontare il futuro e quello che ci aspetta.
Proprio noi che
abbiamo vissuto fino ad ora una vita cosi serena e rilassata.
Spero che qualcuno si identifichi in questo mio sentimento di rabbia e mi
racconti le sue
esperienze e sensazioni con il progredire della malattia.
Ripeto adesso riesce ancora a fare tutto,lavoro,telefono,contatti e cose
varie,ma da quello
che ho letto in giro pare proprio che i sintomi siano quelli. Spaventoso
oltretutto quando
prima di inizare a parale a volte emetta un terribile rumore con la bocca,con la
lingua,non
so...quasi come se si trovasse di colpo intimato a parlare immediatamente da
qualcuno...

#649 Da: Nicolò Arena <nicarena2@...>
Data: Lun 21 Apr 2008 1:53 pm
Oggetto: Verona: Concerto di Beneficenza - Ingresso gratuito
nicarena2
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Concerto

      

Complesso “Augusto Cesare De Mori”

60° anniversario del primo concerto in Verona

21 aprile 1948  -  2008

Sala Maffeiana gentilmente concessa dall’Accademia Filarmonica di Verona

 

Ingresso Gratuito

 

Inizio ore 21.00

  

Serata dedicata al sostegno delle attività

dell’Associazione Alzheimer Italia-Verona


 
Vedere il Programma nel documento allegato
 
 
 (Gli allegati sono visibili solo da chi ha scelto di ricevere
 "Email Singoli", perchè questa opzione ti permette di
 scegliere se ricevere tutti i messaggi del gruppo, con
 gli eventuali allegati, e le comunicazioni importanti
 individualmente e immediatamente, non appena sono
 stati inviati)
 
 
Nicolò Arena


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#648 Da: Moderatore Gruppo Yahoo! <moderatore.gruppo@...>
Data: Ven 18 Apr 2008 9:39 am
Oggetto: A Matera il primo "Centro Diurno Alzheimer" della Basilicata
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Si comunica che in data 22 aprile 2008 ore 17,00 sarà inaugurato a Matera il 1° Centro Diurno Alzheimer della Basilicata, in via Gramsci 8 (cortile del CIM). Contestualmente si svolgerà l'assemblea plenaria dell'associazione "Dolcemente". L'incontro avrà anche una connotazione scientifica, con l'importante contributo i informazioni che saranno fornite dalla d.ssa Stefania Bassanini (farmacologa di Milano), dal Prof. Vito Lepore (Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto Mario Negri di Chieti), e dal dott. Alfredo Cinnella, neurogeriatra a Matera e presidente del Comitato tecnico scientifico dell'associazione Dolcemente, da lui stesso fondata.
 

È prevista la presenza all'assemblea dell'Arcivescovo di Matera Monsignor Salvatore Ligorio, dell'Assessore Provinciale alla Sanità Giuseppe DIGILIO, dell'Assessore alla Sanità del Comune di Matera dott. PLATI, del Direttore Generale ASL MT 4 Domenico MAROSCIA e di rappresentanti delle istituzioni, per poter interloquire con loro sui  problemi  urgenti lamentati dalle centinaia di famiglie iscritte all'associazione nell'ambito della provincia di Matera, bacino d'utenza in cui si calcolano non meno di 4000 malati di demenza.   

 

(Scritto da Ufficio Stampa ASL 4 Matera)   
venerdì 18 aprile 2008

 


 

Il Moderatore


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#647 Da: "cla17si" <cla17si@...>
Data: Lun 14 Apr 2008 4:17 pm
Oggetto: informazione
cla17si@...
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Un caro saluto al Gruppo.
Desidero mettervi al corrente di una notizia che mi ha piuttosto allarmato:
"L'ISTRUZIONE RITARDA L'ESORDIO, MA ACCELERA LA DEMENZA"
Lo conferma uno studio dell'Albert Einsten College of Medicine di New York,
pubblicato su "NEUROLOGY" del 23 ottobre 2007: il declino della memoria
associato alla demenza risulta ritardato di due mesi e mezzo per ogni anno
addizionale di istruzione, ma per ciascuno di questi anni il declino mnemonico
accelera del quattro per cento. Una persona con 16 anni di istruzione va quindi
incontro ad un declino mnemonico più veloce del 50 per cento rispetto a una con
soli quattro anni di istruzione.
               www.neurology.org
Non lo trovate triste ed allarmante?
Ciao a tutti
                C L A R A

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