Marco dice che la canzone lo rappresenta e' questa:
Io un giorno crescero'
e nel cielo della vita volero'
ma, un bimbo che ne sa
sempre azzurra non pu essere l'eta'.
Poi, una notte di settembre mi svegliai
il vento sulla pelle
sul mio corpo il chiarore delle stelle
chissa' dov'era casa mia
e quel bambino che giocava in un cortile
io, vagabondo che sono io
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho
ma lassu' mi e'rimasto Dio...
Si, la strada e' ancora la
un deserto mi sembrava la citta'
ma un bimbo che ne sa
sempre azzurra non pu essere l'eta'.
Poi una notte di settembre me ne andai
il fuoco di un camino
non caldo come il sole del mattino
chissa' dov'era casa mia
e quel bambino che giocava in un cortile
io, vagabondo che sono io
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho
ma lassu' mi e'rimasto Dio
vagabondo che sono io.
Bella vero?
VAGABONDO dei NOMADI