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#4467 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Gio 1 Giu 2006 9:49 am
Oggetto: Kaput mundi
menphis75angel
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Kaput mundi

Sono sempre più persuaso che, per scoprire trame segrete, non sono
necessarie prove incontrovertibili e testimonianze coerenti con i
fatti che si vogliono accertare: ad esempio, basta ricordare la data
dell'attentato alle Torri gemelle, ossia 9 11, per capire che
quell'orrenda strage non fu ideata e perpetrata da Kamikaze islamici,
ma da... La documentazione raccolta, gli studi di tecnici e di
esperti, le inchieste condotte da giornalisti indipendenti avvalorano
quello che è già più che palese. I simboli nascondono, ma svelano
quando si possiede la chiave per interpretarli. Certamente non sempre
è agevole: qualcuno, dimenticando che il tre è numero magico (e
pagano) per eccellenza ha creduto di scorgere nell'episodio del
miracolo di Cana, quando il Messia trasformò l'acqua in vino,
significati in realtà inesistenti e che albergano soltanto nella sua
fervida fantasia. In vino veritas? In ogni caso il presente studio è
un contributo per stimolare una ricerca sugli emblemi che possa
squarciare il velo opaco della menzogna.

Lo storico romano Livio, nel libro I degli Ab urbe condita, descrive
i prodigi avvenuti quando l'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo
(534-509 a. C. per la tradizione), dopo aver espugnato la città di
Gabii, fece erigere un tempio consacrato al dio Giove sul monte
Tarpeio. Leggiamo il passo che sarà oggetto di un'analisi, con cui
proverò a collegare un'antica leggenda ad alcuni simboli occulti che
il mondo contemporaneo ha ereditato probabilmente da un passato
lontanissimo.

"Presa Gabii, Tarquinio concluse la pace con il popolo degli Equi e
rinnovò l'alleanza con gli Etruschi. Quindi rivolse il pensiero alle
questioni urbane, la prima delle quali era di lasciare come memoria
del suo regno e del suo nome il tempio di Giove sul monte Tarpeio, al
fine di testimoniare che dei due re Tarquinii, il padre aveva fatto
il voto, il figlio l'aveva adempiuto. Affinché l'area del tempio di
Giove che sarebbe stato edificato, fosse tutta libera dal culto di
altre divinità, stabilì di sconsacrare templi e sacelli, dei quali
alcuni in precedenza erano stati offerti in voto dal re Tazio, al
tempo della sua lotta contro Romolo e che erano stati poi inaugurati
e consacrati.

Si tramanda che all'inizio della costruzione di quest'opera gli dei
manifestarono la loro volontà per indicare la grandezza di un così
importante dominio, poiché, mentre gli auspici approvarono la
sconsacrazione di tutti i santuari, non l'ammisero per il santuario
di Termine; ciò fu accolto come presagio e come augurio, cioè che la
mancata rimozione della sede di Termine, solo fra gli dei, ed il
fatto che non fosse allontanato dai luoghi a lui sacri, mostravano
ferme e stabili tutte le cose romane. Ricevuto questo auspicio di
eternità, seguì un altro prodigio che palesava la grandezza del
dominio: si narra che a coloro i quali scavavano le fondamenta del
tempio apparve una testa umana con il volto integro. Tale apparizione
rivelava senza ambagi che quella sarebbe stata l'arce dell'impero ed
il capo del mondo; questo e così predissero i vati, sia quelli che
erano nell'Urbe sia quelli che erano stati chiamati dall'Etruria per
essere interpellati".

Poco importa se gli episodi considerati fatidici dagli auguri
etruschi e romani, siano del tutto leggendari o se adombrino qualche
fatto realmente accaduto, poiché, nell'ambito di questo breve studio,
intendo privilegiare il valore simbolico della tradizione: mi
riferisco, in particolar modo, al ritrovamento di una testa umana per
opera di coloro che stavano asportando la terra per gettare le
fondamenta del tempio. Gli indovini interpretarono il macabro
reperimento come un fausto auspicio: infatti in latino il significato
originario di "caput" è quello di "capo", "testa", ma a tale valenza
si associano accezioni metaforiche, tra cui "capitale". Così Roma,
secondo i vati antichi, era destinata a diventare il centro di un
potentissimo impero, la caput mundi.

Si può interpretare la leggenda come una conferma a posteriori della
supremazia dell'Urbe su gran parte del mondo allora conosciuto:
spesso la storia, scritta dai vincitori, per legittimare una
situazione di fatto, si avvale di profezie post eventum, di
interpretazioni tendenziose. La storiografia ufficiale può essere non
di rado instrumentum regni, quanto la religione. Sono propenso
comunque a credere che Livio riporti un avvenimento reale: forse il
sito in cui fu costruito in seguito il tempio dedicato a Giove era un
luogo di sepoltura usato da popolazioni autoctone. Non è da escludere
dunque il rinvenimento di una testa umana anche con il volto più o
meno integro. Tuttavia è importante l'aspetto emblematico dell'evento
insieme con il duplice significato di "caput", "testa" e "capitale".
Questi due valori s'intrecciano in modo inestricabile.

A questo punto è necessaria una digressione sulla storia del colle
romano. Ammirando il Campidoglio dal Foro o da Piazza Venezia o dalla
Via di S. Teodoro che passa sotto il Palatino, si può ancora
distinguere la sua conformazione scoscesa nell'orografia dei colli di
Roma, ormai addolcita dal tempo e da secoli di attività urbanistica.
Ancora si notano due sommità separate da una sella, al centro della
quale si slarga la Piazza del Campidoglio.
Quando, come riporta la tradizione, Romolo fondò la città quadrata
sul Palatino, il Campidoglio doveva essere uno sperone roccioso con
pareti a strapiombo sulla pianura sottostante circondata dagli altri
poggi e solcata dal Tevere; in un'ansa del fiume dove l'acqua era
meno profonda, affiorava l'isola Tiberina. Qui il guado era facile e
poco pericoloso anche per i carri e per le mandrie. Per questo motivo
si diramavano dal guado sul Tevere le vie che collegavano i Tirreni
dell'Etruria con le colonie greche del sud Italia e le strade che
scendevano dall'Appennino verso le saline della costa. Inoltre sulle
rive del Tevere potevano approdare anche le imbarcazioni. Il
Campidoglio e il Palatino dominavano quel crocevia di traffici.

Il Campidoglio divenne la rocca imprendibile della città: fu una
cittadella tanto sicura che poté essere espugnata solo con l'inganno:
vi riuscirono i Sabini con il tradimento di Tarpea che, per amore o
per interesse, secondo le differenti versioni delle leggende, aprì
loro le porte.

Verso la fine dell'età monarchica (VI sec. a.C.), quando Roma già
aveva cominciato ad entrare in conflitto con i popoli circostanti, il
Campidoglio, oltre che l'acropoli, divenne anche il santuario
cittadino e punto di riferimento religioso per le genti latine. Così
Tarquinio il Superbo intraprese la costruzione di un edificio sacro
che fu dedicato a Giove, Giunone e Minerva, la triade capitolina. Da
allora il colle fu il luogo più sacro della città, simbolo del potere
dell'Urbe, esercitato per volontà degli dei ed il suo prestigio
crebbe insieme con l'espansione del dominio romano. In seguito,
attorno al santuario furono edificati altri templi, furono collocati
altari e statue. Qui, con sacrifici, erano celebrati gli eventi
solenni di Roma come l'intrapresa delle campagne militari, il
conferimento dei poteri ai consoli ed i trionfi dei comandanti
vittoriosi.

In epoca imperiale il Campidoglio visto dal Foro, mostrava
sull'altura maggiore, il Capitolium, il grande tempio di Giove e
sulla destra, nel punto più alto dell'Arx, dove ora si trova la
chiesa dell'Ara Coeli, il tempio di Giunone Moneta. Più in basso, nel
78 a.C. al tempo di Silla, fu eretto il Tabularium, l'Archivio
generale dello Stato: un poderoso edificio, innalzato su un
gigantesco muro di sostegno, percorso in tutta la sua lunghezza da un
porticato con grandi aperture sul Foro.

Nel Medioevo il colle diventò il Monte Caprino e l'area del Foro fu
denominata Campo Vaccino: i toponimi popolari evocano con efficacia
le sorti medievali di quest'area dell'Urbe. Infatti, ormai piuttosto
lontano da un centro cadente e spopolato, che gravitava fra il Tevere
e il quartiere di Borgo, cresciuto davanti alla Basilica di S.
Pietro, il Campidoglio si era trasformato in pascolo per le greggi e
nel Campo si teneva la fiera del bestiame.

Sull'Arce, l'antica rocca, dove si adergeva il tempio di Giunone
Moneta fu edificata una chiesa cristiana, Santa Maria in Aracoeli.
Degli altri antichi monumenti, rimanevano solo alcune possenti
strutture del Tabularium, i cui blocchi furono riusati per costruire
le fortezze delle potenti famiglie romane. Nonostante la decadenza,
per i Romani il Campidoglio restava il Colle augusto, il simbolo
della città. Così, nel 1143, quando il popolo guidato da Arnaldo da
Brescia insorse contro il pontefice, il Campidoglio fu scelto come
sede delle magistrature comunali, per i Senatori e per le riunioni
dei cittadini. Sui robusti muri del Tabularium fu innalzato, forse
nel secolo successivo, il Palazzo senatorio destinato a diventare un
castello dalle torri quadrate, cui furono aggiunti un portico ed una
gradinata. L'insieme architettonico, però, rimase senza ordine e
simmetria, finché intervenne Michelangelo con un progetto risalente
al 1536, imperniato sull'idea di una delimitazione dello spazio per
mezzo di una piazza trapezoidale, tesa a sottolineare i valori
prospettici. Al centro della piazza l'artista collocò la statua
equestre dell'imperatore Marco Aurelio, che papa Paolo III fece
trasferire dal Laterano. Il preesistente Palazzo senatorio fu
raccordato all'ambiente circostante tramite il doppio scalone
d'ingresso, con la fontana centrale sormontata dalla statua della dea
Roma. L'edificio funge da grandiosa quinta con la torre centrale e la
fronte spartita da paraste. Le sue proporzioni sono inoltre
valorizzate dalla posizione divaricata che, verso di esso, assumono
gli altri due palazzi delimitanti la piazza ad est e ad ovest: il
Palazzo dei Conservatori (dal 1563) ed il Palazzo nuovo o dei Musei
capitolini (1644-55). Sul quarto lato culmina la grandiosa cordonata
con le due sculture dei Dioscuri, opere di tarda età imperiale: essa
è concepita come un ponte tra il poggio e la città ed esalta
l'effetto scenografico dell'intero complesso. La piazza, con i due
prospetti, l'uno verso San Pietro, l'altra sulle vestigia del Foro,
assurge a simbolo, laico e religioso insieme: il Campidoglio come
umbilicus mundi e come Sacro monte.


Questa, a grandi linee, la storia del Campidoglio. Tuttavia la
vicenda non è finita giacché continua in un altro continente. Nel
1790 Thomas Jefferson e Alexander Hamilton decisero di stabilire la
capitale degli Stati Uniti d'America a Washington e tre anni dopo
cominciò la costruzione del grande Campidoglio (Capitol) sulla
collina ad est del Potomac. Verso la fine del secolo XVIII gli
apparati governativi, finanziari e legislativi vi si cominciarono a
trasferire, ma nel 1814 i Britannici lo incendiarono sicché l'intero
progetto del Washington Distretto di Columbia fu quasi accantonato.
Con una decisione in extremis, il Campidoglio fu ricostruito tra il
1817 e il 1819. Le due ali della Camera e del Senato furono aggiunte
nel 1857, la cupola metallica del peso di 4.000 tonnellate nel 1863,
infine la facciata orientale fu edificata intorno al 1950, cosicché
l'attuale complesso è grande più del doppio di quello originale. Il
Campidoglio è l'epicentro e il simbolo della città: infatti i viali
principali della capitale convergono tutti in un punto immaginario
sotto la cupola. La Capitol Rotunda è decorata con un affresco
dipinto dall'italiano Costantino Brumidi. L'affresco raffigura
L'apoteosi di Washington, ossia l'ingresso in paradiso di George
Washington, primo presidente della Confederazione, accolto da tredici
angeli a simboleggiare i tredici stati fondatori. Gli atri sono
adornati con dipinti murali che rappresentano gli eroi nazionali e le
loro gesta: il più recente effigia gli astronauti morti a causa
dell'incidente occorso alla navetta Challenger. Nello Statuary hall,
atrio delle statue, sono collocate gigantesche sculture. In teoria
avrebbero dovuto essere dedicate a due personaggi importanti per
ciascuno stato della Confederazione, ma in realtà ne è stato scolpito
un numero un po' inferiore, perché il pavimento non avrebbe retto il
peso del marmo necessario.

Ci si potrà chiedere quale sia il nesso tra il Campidoglio di Roma e
quello di Washington: di là dal nome, che cosa li accomuna? Entrambi
sorgono su un'altura, sulla riva sinistra di un fiume,
rispettivamente il Tevere ed il Potomac; ambedue sono edifici e
luoghi emblematici. Tuttavia il legame è molto più profondo ed
occulto: mi riferisco alla relazione tra l'Urbe e quella che, dopo
Mosca, Bisanzio-Costantinopoli e Roma, potrebbe essere definita la
Quinta Roma. Come nell'antichità Roma fu il centro politico,
economico e culturale dell'orbe terracqueo, così dal primo dopoguerra
in poi gli Stati Uniti d'America sono assurti a cuore del mondo: la
luce della fiaccola stretta nella destra della Statua della "Libertà"
ha gettato i suoi bagliori corruschi e sinistri sul pianeta,
svettando con il suo capo contornato da raggi-corni, all'imboccatura
di Manhattan. Sono tutti simboli, che, dietro i significati
convenzionali, nascondono valori oscuri, come quell'orrenda testa del
colle Tarpeio, come il teschio della famigerata Skull and bones, la
setta di origine tedesca fondata nel 1832 su iniziativa di William
Huntington Russell e di Alphonso Taft e che, da allora, ha la sua
sede a New Haven, nel Connecticut, in un edificio sulla High Street
denominato "La tomba".

Un filo invisibile collega l'Urbe a Washington, città in cui la
planimetria, insieme con molti edifici e monumenti, crea un disegno
esoterico, con cifre massoniche, esagrammi, pentacoli capovolti…

Anche l'emblema dei papi, con la mitra al centro e le due chiavi, una
d'oro, l'altra d'argento, se colto con uno sguardo penetrante e, per
così dire, obliquo, svela, in filigrana, l'effigie di un teschio con
le tibie disposte a decusse. D'altronde la Chiesa cattolica non è
forse considerata, per alcuni versi, l'erede della Roma pagana? Il
teschio si attaglia perfettamente alla Chiesa universale. Le capitali
di domini universali furono edificate su luoghi dal significato
magico (si tratta con ogni probabilità di magia nera): la Roma
monarchica, repubblicana e dei Cesari sfidò i secoli per crollare
miseramente sotto i colpi dei Germani, ma, dalle sue rovine fumanti,
come l'araba fenice, sorse la splendida e corrotta Roma dei papi.
Washington, la Quinta Roma, oggi tiene lo scettro del potere, mentre
il pontefice della Chiesa ecumenica regge il pastorale, nel segno
della diarchia del Nuovo ordine planetario.

Eppure anche questi due imperi contemporanei sono destinati a
rovinare sotto il peso del loro immenso, iniquo potere.


Fonti:

M. De Pieri, Il numero, 2005

Enciclopedia dell'arte, Mlano, 2002

Enciclopedia dell'arte antica, Roma, 1997

Enciclopedia dell'arte medievale, ibid., 1997

D. Icke, Il segreto più nascosto, Diegaro di Cesena, 2001, cap. 17,
La lingua segreta.

A. G. Sutton, America's secret establishment An introduction to the
Order of skull and bones, 2006. Si narra che Prescott Bush, nonno
dell'attuale presidente degli Stati Uniti, George Walker Bush,
trafugò il teschio del capo nativo americano Geronimo, profanandone
la tomba. Il macabro trofeo denota il carattere tenebroso della
loggia.


C. Westbrook jr, The talisman of the United States Signatures of the
invisibile brotherhood

http://zret.blogspot.com

#4466 Da: "menphis75angel" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 10:06 pm
Oggetto: Le griglie adamitiche
menphis75angel
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Le griglie adamitiche
by Metatron
 

Abbiamo già visto un tipo di "griglia magica" nell'articolo Griglia cristica. Ora vedremo un secondo tipo di griglia magica: la Griglia adamitica. Esistono 5 tipi di griglia adamitica: griglia dell'amore, griglia del potere, griglia dell'Uno, griglia del Tao e griglia galattica.

A differenza della griglia cristica che riguarda solo ed esclusivamente il pianeta Terra, la griglia adamitica riguarda diverse zone dello spazio-tempo. Inoltre mentre la griglia cristica comprende in sé la sola forma-pensiero della Cattiveria, la griglia adamitica comprende in sé forme-pensiero di diversa natura. La griglia galattica, ad esempio, comprende in sé tutte le forme-pensiero radioattive (forma-pensiero della Cattiveria compresa, quindi). Ricordiamo infatti che è al livello del Sole al centro della nostra galassia che ebbe origine l'energia radioattiva (vedi art.13) circa 1 milione di anni fa.

Il creatore delle griglie adamitiche, come è implicito nel nome stesso, fu Adamo. Per spiegare la motivazione per cui Adamo creò le griglie adamitiche è necessario fare un bel passo indietro nel tempo e ritornare a quasi 13 miliardi di anni fa.

In quel tempo, all'origine di questo spazio-tempo, Dio e Dea generarono 2 esseri umani attraverso la copulazione: Adamo ed Eva. Tale procreazione avvenne nel pianeta Bellatrix, nella costellazione di Orione. Come già detto altre volte nel nostro materiale, Adamo ed Eva in quanto fratelli non erano fisicamente attratti l'uno all'altro e non erano nemmeno anime gemelle. Già abbiamo raccontato nel materiale di come Eva è la madre dell'umanità e dei 5 figli che ebbe. Ciò su cui vogliamo focalizzarci ora, però, è il motivo per cui Adamo scelse di alterare la realtà spazio-temporale utilizzando la magia per creare nuovi piani di realtà, le griglie appunto.

Adamo non era il padre dell'umanità, in quanto Eva mise al mondo i suoi 5 figli per partenogenesi. Anch'egli tuttavia voleva creare una sua discendenza ed avere il piacere di essere un genitore. Fu per questo motivo che chiese a Dio se potesse donare anche a lui il potere di creare (non di partorire, naturalmente) una forma umana affinché potesse avere anch'egli dei figli ed avere una compagna. Eva non sentì invece il bisogno di avere un compagno di vita poiché la sua soddisfazione di madre era più che sufficiente per lei. D'altra parte Eva non era un'Anima umana, bensì un'Anima angelica. Adamo, invece, era un'Anima umana e sentiva maggiormente il bisogno umano di avere una compagna di vita con cui avere dei figli.

Dio tuttavia negò ad Adamo la possibilità di mettere al mondo dei figli poiché riteneva che l'unico Essere che potesse essere genitore di un'umanità pura e degna di vivere nel Paradiso (1° dimensione iniziale di questo spazio-tempo così come esistette su Bellatrix da circa 13 miliardi di anni fa fino a 12 milioni di anni fa) era un'Anima angelica. Adamo non prese bene tale ordine divino e si sentì in qualche modo trascurato e sminuito da Dio rispetto ad Eva. Tuttavia non era così poiché Dio amava allo stesso modo Eva ed Adamo e lo dimostrò, concedendo ad Adamo ciò che mancava invece ad Eva: un compagno di vita. Dio diede quindi ad Adamo il potere di creare lui stesso attraverso una materializzazione una donna che sarebbe stata la sua compagna ed anima gemella, ma con la quale però come detto non avrebbe potuto avere figli. Fu così che Adamo creò Lilith.

Lilith venne creata da Adamo già con una forma fisica adulta in modo che si potesse sin da subito creare un rapporto di coppia. Le cose tuttavia non andarono benissimo tra loro due: sebbene infatti Lilith fosse a tutti i livelli (fisico, eterico e spirituale) la controparte perfetta per Adamo, egli la trattava in un modo che non era gradito a Lilith. Adamo, infatti, crebbe attraverso l'esempio dei genitori, Dio e Dea. E quest'ultimi avevano un rapporto tra loro che all'apparenza poteva sembrare sbilanciato: era Dio infatti che seguiva l'andamento di tutto il Creato e che impartiva lezioni ad Adamo ed Eva sulla realtà, sullo Spirito, ecc. Dea invece era colei che si occupava della loro salute fisica, emotiva e psicologica. E Dea stessa era solita ascoltare Dio mentre impartiva le sue lezioni ai figli, oltre che giovare essa stessa in privato di lezioni da parte di Dio. Date tali circostanze, Adamo crebbe con l'idea che l'uomo fosse per natura superiore alla donna e che fosse lui a comandare all'interno della coppia, sebbene Dio gli avesse spiegato che uomo e donna in quanto tali hanno pari dignità, sebbene possano avere ruoli diversi nella Vita. Lilith invece pretendeva da Adamo un rapporto di dialogo in cui nessuno dei due prevalesse sull'altro. Tale diversa visione del rapporto di coppia fece sì che, dopo circa 2000 anni di convivenza, Lilith lasciasse Adamo e se ne andasse da Bellatrix.

Fu Dea che cercò di stare vicino a Lilith ed aiutarla a comprendere le ragioni per cui Adamo si comportava in tal modo. Lilith tuttavia scelse di andare a vivere in un altro posto e Dio decise, per accontentarla, di "aprire la Vita" su un altro pianeta e scelse quello ritenuto più idoneo e pronto ad essere il secondo pianeta abitato da umani nello spazio-tempo: Vega nella costellazione della Lira.

Adamo fu così turbato da questa fuga della sua anima gemella che, disperato, decise di crearsi un suo piano di realtà dove rifugiarsi per scappare dalla vera realtà. Fu così che egli, utilizzando gli insegnamenti impartitigli da Dio su come creare la realtà, creò una griglia magica su Bellatrix. Tale griglia è un vero e proprio piano di realtà eterico in aggiunta ai 17 esistenti ma allo stesso compenetrato con ognuno di essi. Tale piano di realtà su Bellatrix era puramente magnetico in natura ed era semplicemente un piano illusorio in cui Adamo era solito rifugiarsi nei momenti di maggiore tristezza. Su quel piano egli aveva creato una situazione in cui egli continuava a vivere con Lilith in piena armonia e amore. Dio gli permise di creare tale piano di realtà poiché non era dannoso in sé e comprendeva tale bisogno di rifugiarsi da parte di Adamo. Fu questa la prima griglia magica creata in questo spazio-tempo: la chiameremo "griglia dell'amore". Essa venne creata circa 5000 anni dopo la nascita di Adamo, quindi poco meno di 13 miliardi di anni fa. A differenza della griglia cristica, ed al pari delle altre griglie create da Adamo, venne quindi creata non da un'entità eterica bensì consciamente da una persona fisica. E come tutte le griglie magiche esiste su tutti i piani eterici.

Successivamente, quando Dio scelse Rama (figlio di Eva) come responsabile della creazione degli esseri umani (creazione in cui viviamo attualmente), Adamo si sentì tradito per la seconda volta. Dio tuttavia non scelse Adamo non perché non lo ritenesse pronto ad un tale compito ma perché un figlio di Dio non sarebbe stato considerato dagli umani un loro pari e quindi non avrebbe potuto fungere da modello per gli altri umani. Adamo, pur comprendendo tale motivazione, si sentì inutile e sprofondò ancor più nella tristezza. Fu allora che decise di creare un altro piano di realtà sempre su Bellatrix. In quest'altra griglia magica creata da Adamo su Bellatrix egli era stato nominato da Dio il responsabile di tutta l'umanità e quando si rifugiava su tale griglia magica Adamo viveva proprio come se egli fosse effettivamente il responsabile dell'umanità. Tale griglia venne creata circa 8000 anni dopo la nascita di Adamo, non appena cioè Dio affidò a Rama il compito di gestire la creazione in cui sarebbero vissuti gli umani. Chiameremo questa griglia "griglia del potere".

Adamo continuava tuttavia a sentirsi la pecora nera della famiglia di Dio, in quanto non gli era stato assegnato alcun ruolo importante per l'umanità. Fu così che, con il passare del tempo, cominciò a provare sempre meno affetto e rispetto per Dio e Dea, nonostante essi continuassero a spiegargli che tale mancanza di ruolo ufficiale non era una punizione bensì una scelta dettata dalle circostanze. E che anzi essi avevano scelto di trattenere vicino a loro Adamo perché era la persona di questo spazio-tempo che, insieme ad Eva, più di tutte le altre era meritevole di vivere vicino a Dio e Dea. Dio e Dea volevano cioè Adamo vicino a sé e non lontano occupato in altre faccende. Fu per amore cioè che Dio e Dea scelsero di trattenere Adamo con loro su Bellatrix fintantoché Dio e Dea stessi sarebbero rimasti in questo spazio-tempo.

Quando Dio e Dea poi, 15.000 anni dopo la nascita di Adamo, se ne tornarono sul Regno di Dio, Adamo in mancanza del controllo dei suoi genitori si sentì libero e cominciò a comportarsi come il responsabile dell'umanità. Egli infatti, sebbene non sfidò mai Rama, volle divenire responsabile dell'umanità indirettamente controllandola attraverso la creazione di griglie magiche. Egli quindi, man mano che l'umanità scendeva di vibrazione e creava un nuovo tipo di energia, decise di creare una nuova griglia magica che controllasse l'umanità in quella particolare energia.

Fu quindi circa 4 milioni di anni fa che Adamo creò la "griglia dell'Uno", ossia una griglia che controllasse chiunque fosse nell'energia elettromagnetica. Fu nel Sole del livello Uno, infatti, che venne creata l'energia elettromagnetica circa 4 milioni di anni fa a causa dell'ulteriore caduta di consapevolezza dell'umanità. La griglia dell'Uno esiste come piano di realtà solo sul Sole centrale dell'Uno ed è lì che ogni persona viene trasportata ogni volta che il proprio karma elettromagnetico viene modificato da Adamo.

Allo stesso modo, circa 2 milioni di anni fa Adamo creò la "griglia del Tao" che controllava chiunque era nell'energia elettrica e circa 1 milione di anni fa creò la "griglia galattica" che controllava chiunque era nell'energia radioattiva. La griglia del Tao esiste come piano di realtà solo sul Sole centrale del Tao mentre la griglia galattica esiste come piano di realtà solo sul Sole centrale della nostra galassia. E' in tali posti che si viene trasportati ogni volta che il proprio karma rispettivamente elettrico e radioattivo viene modificato da Adamo.

Su quali basi Adamo sceglie in che modo modificare il karma altrui? Ebbene, egli modifica in negativo il karma di tutti coloro che a livello eterico si mostrano amici di Rama ed in positivo il karma di tutti coloro che invece lo ostacolano. Per tali motivi Adamo ha supportato l'ascesa al potere di entità quali Sananda, Yahweh, Amon (rettiliano) e Krishna che durante la loro esistenza si sono spesso poste contro Rama.

Mentre le prime due griglie adamitiche (dell'amore e del potere) non controllano alcuno ma sono semplicemente dei piani illusori innocui, le altre tre griglie adamitiche sono invece dei piani di realtà (rispettivamente sul Sole dell'Uno, sul Sole del Tao e sul Sole al centro della nostra galassia) il cui scopo è quello di controllare le persone che hanno in sé energie distorte non magnetiche. Le griglie adamitiche, a differenza della griglia cristica, non hanno nessun tipo di trigger. Tuttavia anch'esse, come la griglia cristica, servono per creare karma dal nulla. Inoltre, mentre la griglia cristica è completamente gestita da un computer, le griglie adamitiche sono consciamente (oggigiorno solo etericamente) gestite da Adamo. Anche le griglie adamitiche (o meglio, Adamo stesso) inseriscono nuovo karma manipolando gli ologrammi delle persone.

La griglia cristica è una caso specifico di griglia galattica: mentre la griglia cristica si basa sulla forma-pensiero della Cattiveria (Arroganza estrema), la griglia galattica si basa sulla forma-pensiero dell'Arroganza (energia radioattiva). In particolare, l'Egoismo è l'unione della forma-pensiero (mentale, cioè emotivamente neutra) dell'Insolenza e della forma-pensiero (emotiva, cioè carica emotivamente) della Violenza. Mentre il Vittimismo è l'unione della forma-pensiero (mentale, cioè emotivamente neutra) della Presunzione e della forma-pensiero (emotiva, cioè carica emotivamente) della Diffidenza. I Sensi di colpa sono quindi un caso specifico (estremo) di Egoismo, mentre i Pregiudizi ed i Giudizi sono un caso specifico (estremo) di Vittimismo.

La griglia galattica è un caso specifico di griglia del Tao: mentre la griglia galattica si basa sulla forma-pensiero dell'Arroganza (energia radioattiva), la griglia del Tao si basa sulla forma-pensiero della Seduzione (energia elettrica). In particolare, l'Invadenza è l'unione della forma-pensiero (mentale, cioè emotivamente neutra) dell'Adulazione e della forma-pensiero (emotiva, cioè carica emotivamente) della Possessività. Mentre l'Ipocrisia è l'unione della forma-pensiero (mentale, cioè emotivamente neutra) del Servilismo e della forma-pensiero (emotiva, cioè carica emotivamente) della Vergogna. L'Egoismo è quindi un caso specifico (estremo) di Invadenza, mentre il Vittimismo è un caso specifico (estremo) di Ipocrisia.

La griglia del Tao è un caso specifico di griglia dell'Uno: mentre la griglia del Tao si basa sulla forma-pensiero della Seduzione (energia elettrica), la griglia dell'Uno si basa sulla forma-pensiero del Sensismo (energia elettromagnetica). In particolare, l'Apparenza è l'unione della forma-pensiero (mentale, cioè emotivamente neutra) del Sensorialismo e della forma-pensiero (emotiva, cioè carica emotivamente) dell' Avidità. Mentre l'Esasperazione è l'unione della forma-pensiero (mentale, cioè emotivamente neutra) del Sensazionalismo e della forma-pensiero (emotiva, cioè carica emotivamente) dell'Ansia. L'Invadenza è quindi un caso specifico (estremo) di Apparenza, mentre l'Ipocrisia è un caso specifico (estremo) di Esasperazione.

La griglia dell'Uno non è invece un caso specifico di alcun'altra griglia "distorta". Le griglie dell'amore e del potere sono infatti, come detto, puramente magnetiche ed innocue. Non esistono cioè griglie magiche che controllano energie magnetiche distorte: quest'ultime possono essere create solo dalla consapevolezza delle singole Anime.

L'Egoismo ed il Vittimismo sono creati dalla griglia galattica quando non si è completata la fase di iniziazione 12-200.000 (uscita dalla 1°dimensione). L'Invadenza e l'Ipocrisia sono creati dalla griglia del Tao quando non si è completata la fase di iniziazione 200.000-1.000.000 (uscita dalla 2°dimensione). L'Apparenza e l'Esasperazione sono creati dalla griglia dell'Uno quando non si è completata la fase di iniziazione 1.000.000-25.000.000 (uscita dalla 4°dimensione).

Per concludere, consigliamo a tutti di intendere di rilasciare le forme-pensiero dell'Egoismo, del Vittimismo, dell'Invadenza, dell'Ipocrisia, dell'Apparenza e dell'Esasperazione in modo da non poter essere trasportati nelle griglie adamitiche e permettere che le informazioni contenute nel proprio ologramma possano essere manipolate.

Namaste,
Metatron

http://www.ascensione.com/griglie_adamitiche.htm


#4465 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 9:56 pm
Oggetto: Campionato del mondo col botto? -> Interessante <-
menphis75angel
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Campionato del mondo col botto?

Marcello Pamio – 31 maggio 2006

Il calcio oramai è alla frutta, e quando dico frutta intendo proprio
alla fine di tutto.
Dopo innumerevoli scandali che hanno coinvolto la politica,
l'economia, la finanza, adesso è la volta degli sport miliardari: il
calcio nella fattispecie.
Siamo passati da "mani pulite" ai "piedi sporchi" ai "fischietti
d'orati".
Un vero e proprio sistema canceroso, dove Luciano Moggi altro non è
che uno dei tanti manovratori (a sua volta manovrato da coloro che
stanno in alto…) che oggi non serve più, e perciò viene scaricato
come il classico capro espiatorio.
Le cellule tumorali però sono ovunque: arbitri venduti e comprati a
suon di mazzette e regali; giocatori che tra festine a luci rosse e
bianche, fanno poi i divi in televisione; società sportive (dai
bilanci falsificati) diventate Spa e quotate addirittura in borsa;
giornalisti che conoscendo perfettamente il sistema non hanno mai
denunciato nulla, perché ne facevano parte.

L'ho già detto e continuerò a dirlo: il Re è nudo!
E se non bastasse tutto questo, qualcuno parla di un possibile
attentato in Germania durante il Mondiale di calcio!
Purtroppo non è uno scherzo, anzi, le fonti da cui arriva questa
tremenda notizia sono serie e vanno prese in considerazione: i
servizi d'intelligence israeliani e il leader democratico americano
Lyndon LaRouche.
LaRouche stesso ha avvertito pubblicamente il 24 maggio scorso che
Bush e il suo controllore Dick Cheney, stanno pianificando un attacco
militare preventivo contro l'Iran esattamente tra giugno e l'inizio
di luglio. Tale allarme si basa su alcuni rapporti provenienti da
fonti militari ad alto livello che mettono in guardia di "possibili
attentati terroristici in Germania durante i mondiali di calcio".[1]
Casualmente due portaerei statunitensi e una francese si stanno
dirigendo proprio nel Golfo Persico...
Ma l'eventuale (e molto probabile) attacco all'ex Persia cosa c'entra
con il Mondiale di calcio? C'entra eccome, e adesso lo vedremo…

Un eventuale attentato durante il campionato di calcio, avrebbe
ripercussioni mediatiche incredibili: innanzitutto sarebbe visto
(proprio come l'11 settembre 2001) da miliardi di persone collegate
al tubo catodico, e potrebbe (proprio come l'11 settembre 2001)
essere usato come scusa per intervenire militarmente contro l'Hitler
del Terzo Millennio, Mahmoud Ahmadinejad.
Dietrologia? Cospirazionismo? Magari! D'altronde tutto può essere, ma
allora anche l'agenzia israeliana Ynet sta mettendo in giro delle
voci totalmente infondate? A che pro?
Sotto troverete l'articolo integrale, in lingua inglese, pubblicato
il 26 maggio 2006 nel sito ufficiale di Ynetnews, nel quale si
avverte esattamente di possibili attentati in Germania da parte di
cellule (impazzite) di Hezbollah, ovviamente connesse al regime
iraniano.
Osservando il calendario dei mondiali si nota una cosa molto
interessante che mi era sfuggita a causa del poco interessamento al
calcio: tra le squadre in lotta per la coppa d'orata, figura anche
l'Iran!
Per la precisione la squadra di Ahmadinejad giocherà:

- domenica 11 giugno alle ore 18:00 contro il Messico a Norimberga
(proprio la città che ha dato il nome al più famoso processo-farsa ai
gerarchi nazisti di Hitler);
- sabato 17 giugno alle ore 15:00 contro il Portogallo, a
Francoforte, sede della banca centrale europea, la BCE ;
- mercoledì 21 giugno, alle ore 16:00 contro l'Angola, a Lipsia

Con questo non sto dicendo che le date sopra riportate saranno i
giorni di un ipotetico attentato, anche perché mi auguro di cuore che
non accada nulla; ma come ha detto LaRouche, un eventuale piano
criminoso può essere impedito solamente denunciandolo pubblicamente
in anticipo, con il rischio, aggiungo io, di fare una magra figura.
In questo caso però ritengo che il gioco valga la candela!
E per proseguire con questo "gioco", mi sono fatto aiutare dal
calendario biodinamico[2] di Maria Thun. Perché direte voi, proprio
da un calendario?
Ovviamente si tratta di un calendario molto particolare che riporta,
mese per mese, le influenze cosmiche dei pianeti sulle piante!

In giugno vi sono alcune date indicate come "Giorni Critici": il 21
giugno (data della partita dell'Iran a Lipsia) e il 24 giugno (giorno
di San Giovanni, importantissimo per la massoneria mondiale). Il 24
giugno (che vedrà scontrarsi a Monaco di Baviera la vincente del
gruppo A con la seconda del gruppo B e a Lipsia la vincente del
gruppo C con la seconda del gruppo D), è anche un giorno segnalato
con una serie di trattini (-------), in cui l'energia cosmica è così
particolare che il calendario consiglia di NON fare assolutamente
nulla.
E' bene precisare, per coloro che ridicolizzano certe conoscenze, che
le date dei grandi attentati erano SEMPRE state segnalate dal
calendario (in anticipo ovviamente) come "Giorni Critici"…
Questo per far comprendere che i Signori che manovrano i più
importanti accadimenti geopolitici, economici e/o finanziari, hanno
conoscenze esoteriche inimmaginabili per noi comuni mortali, e che
quindi i giorni pre-scelti (attentati, invasioni, guerre o crolli di
borse) NON sono MAI casuali!
In luglio invece le giornate per così dire delicate sono il 13 e il
18, ma per questa analisi non c'interessano perché la Coppa del Mondo
terminerà esattamente domenica 9.


Note
[1] LaRouche mette in guardia da un attacco contro l'Iran durante i
mondiali di calcio www.movisol.org/znews107.htm
[2] L'agricoltura Biodinamica è una moderna presa di coscienza
sull'agricoltura, che si basa su indicazioni date da Rudolf Steiner
intorno al 1924. Tra le altre cose essa postula, e controlla
sperimentalmente, l'influenza di forze cosmiche rilevabili
soprattutto nel comportamento delle piante.

Per approfondimenti:

- Israele prevede attentato a Berlino, a cura di Maurizio Blondet
www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1195&parametro=esteri
- LaRouche mette in guardia da un attacco contro l'Iran durante i
mondiali di calcio www.movisol.org/znews107.htm

  ----------------


  Report: Israel warns of World Cup terror
Tratto dall'agenzia Ynet News www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-
3255447,00.html
Roee Nahmias

Saudi newspaper says Israel warned US, European intelligence service
of possible attempts by Hizbullah cells to carry out attacks during
upcoming soccer tournament in Germany in bid to prove to
international community that Tehran is capable of retaliation if
attacked
Israel has warned European and American intelligence bodies of
possible attempts by Hizbullah cells, led by Imad Mugniyah, to carry
out terror attacks during the upcoming World Cup tournament in
Germany , the Saudi Al-Watan newspaper reported on Friday.
According to the report, the terror plot is aimed at proving to the
international community that Tehran is capable of retaliation if
attacked.

Sources in Washington said a joint US-European operations room has
been set up to deal with such a scenario; to this end, two American
aircraft carriers, along with a French ship are making their way to
the Indian Ocean and Persian Gulf.
US officials opposed to an attack on Iran fear the Bush
Administration would take advantage of such terror attacks to launch
an offensive that, according to the officials, would settle the
Iranian nuclear crisis and boost the president's approval rating.
The officials added that should the terror attacks be masterminded by
a third party, they would still be used to justify an attack on
Iran .

Al-Watan also reported that the CIA and European intelligence
services have enhanced their activity against Arab and Muslim
institutions in Europe following the September 11 attacks. A security
official in Brussels told the newspaper that intelligence services
planted surveillance equipment in a number of Arab and Islamic
embassies and in the officers of major international corporations
with ties to Muslim and Arab countries.
The source added that undercover agents, mainly women, have
infiltrated Arab and Islamic institutions; e-mails, faxes and phone
calls originating from these institutions are also monitored, and
even the garbage cans outside the buildings are searched for any
information on the nature of the messages relayed by these
organizations and their activities, according to the source.

(05.26.06, 17:30)

http://www.disinformazione.it/campionato_del_mondo_col_botto.htm

#4464 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 9:49 pm
Oggetto: Che paghi l'Eni il conto - interessante
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Che paghi l'Eni il conto
Tratto da Etleboro Italia http://etleboro.blogspot.com/2006/05/che-paghi-leni-il-conto.html 

    Non era ancora stata votata la fiducia al governo Prodi, quando è stata resa pubblica la notizia del ritiro dell'esercito italiano dall'Iraq. Parlano di tempi tecnici per il ritiro, ma il nostro se è un esercito di pace non ha bisogno dell'organizzazione del raccoglimento di un contingente di guerra, e poi, l'esercito spagnolo dopo aver subito l'attentato di Madrid ha lasciato il paese in poco tempo.
    Ma allora, cosa siamo andati a fare? Se il nostro era un esercito di pace, decidendo per il ritiro si vuole forse dire che non vogliamo più la pace, ma la guerra, vuol dire che abbandoniamo una missione umanitaria?

    Il sacrificio dei nostri italiani a che cosa è valso? Abbiamo subito attentati, i nostri uomini sono morti per portare una luce di verità, ma hanno trovato solo oscurità. Molti soldi sono stati spesi per riportare i nostri giornalisti e i nostri missionari a casa sani e salvi, anche se sorgono molti dubbi su questi sequestri, come lo stesso Financial Times ha affermato. Il Times ha dichiarato che i riscatti sono stati pagati per un ammontare che supera i 45 milioni di dollari, versando fino all'ultimo cent, che per poco non ci rilasciavano anche una ricevuta. Ci deve essere sfuggito qualcosa forse, e chiediamo, a questo punto, come è possibile che il Times sa quanto è stato pagato per i riscatti, considerando che dietro un sequestro vi sono una infinità di passaggi. È riuscito a ricostruire tutti gli eventi, e adesso che lo sappiamo, andremo direttamente da loro a chiedere invece di consultare i nostri servizi segreti. Insomma aveva ragione Cossiga che le "due Simone" si erano sequestrate da sole. Non vi sono molte alternative: o loro hanno detto una bufala, oppure dietro i rapimenti vi è una regia, la stessa che poi informa questi grandi quotidiani, che a tempo debito tirano fuori le notizie per usarle contro di noi.> >

    Siamo andati lì perchè Saddam aveva le armi di distruzione di massa, e poi le abbiamo lanciate noi sulla popolazione inerme. Abbiamo ammazzato bambini, violentato donne, torturato civili e distrutto villaggi, cancellato intere famiglie e consegnato una Nazione al caos e alla guerriglia. Infatti la verità è ben diversa da quella che i nostri statisti ci hanno detto, perché il contingente di Nassirya aveva come compito quello di salvaguardare la sicurezza dei pozzi dell'Eni, perché la nostra presenza era voluta da una Lobby che intendeva appropriarsi delle risorse di uno Stato, dopo aver arrestato il suo presidente e messo al suo posto un governo fantoccio da poter controllare. L'ambasciata di Baghdad rifiutò di dare i visti agli irakeni che erano pronti a testimoniare cosa realmente noi stavamo facendo: i nostri diplomatici si sono resi complici di una carneficina. E pensare che Enzo Baldoni ha pagato un caro prezzo per portare una verità, ma alla fine gli irakeni lo hanno lasciato in mano alle bande.> >

    Ci dica Sig. Prodi, lei che di Banche se ne intende, cosa aspetta ora dagli italiani, quanti sacrifici ancora chiederete? Voi politici non sapete fare altro che danni, siete piccoli uomini facilmente corruttibili e ricattabili, che per le briciole del potere siete capaci di vendere un intero Stato, milioni di persone. Avete ingannato un mondo intero con la favola del terrorismo, che vi è servita per controllare le menti delle persone mediante il terrore, o individuando un nemico da combattere senza sapere che il vero pericolo sono i nostri guardiani, coloro che devono salvaguardare la nostra vita. Di chi è ora ersonname ProductID="la Banca Centrale" w:st="on">la Banca Centraleersonname> Irakena, dov'è finito l'oro irakeno? Perché non dite cosa ha fatto l'ONU con il programma "Oil for food", perché non spiegate le tangenti che avete tutti ricevuto per far sì che l'Iraq venisse derubato e miliardi di dollari fossero trasferiti in conti fantasma delle Banche Schermo, sotto la regia di Clearstream

[ RAPPORTO WOLKER (i nomi delle aziende coinvolte nel programma "OIL FOR FOOD" scarica in PDF ]

    Nessuno ha infatti mai detto che l'Occidente armava Saddam intrattenendo poi grossi affari mediante il riciclaggio dei petrodollari: migliaia sono le imprese europee coinvolte in tale sistema. Saddam conosceva i tracciati con i quali avrebbe potuto mettere in ginocchio l'intera Europa, e per tale motivo è stato prima reso un macellaio e poi ridicolizzato, togliendo dignità e credibilità. Gli stessi figli di Saddam, uno dei quali era il Capo dei Servizi segreti, sono stati uccisi perché avevano tra le mani una lunghissima lista di tracciati e di contratti, nonché 20 anni di storia negata e manipolata, una documentazione talmente esplosiva che se fosse uscita fuori altre due torri sarebbero crollate.> >

    La guerra in Irak nasconde davvero grandi segreti, ed è stata una guerra molto strana perché della prima guerra nel golfo non si è visto assolutamente nulla di ciò che accadeva all'infuori delle immagini che la sola CNN passava alla televisione. Basti pensare che sono hanno creato un vero e proprio fenomeno mediatico intorno ad un aereo che non è mai caduto, e poi ai famosi 200 bambini caduti per terra dalle incubatrici. È stata dunque la prima guerra vista dal televisore. Ci auguriamo che l'Iraq non abbia invaso il Kuwait perché pagato dalle stesse lobby che hanno finanziato Hitler, per comprare poi il petrolio kuwaitiano a basso prezzo, essendovi stato prima di tale invasione un contratto per lo spegnimento dei pozzi di petrolio del Kuwait. In quel caso però Saddam è stato ingannato, perchè dopo essere stato strumentalizzato è stato abbandonato ed è stato distrutto dalle stesse lobbies che lo finanziavano e lo armavano, in cambio del suo petrolio che era allora letteralmente strategico sul mercato petrolifero. Un po' come la banca che prima ti finanzia e poi ti porta in un aula di tribunale per toglierti la casa e l'impresa.

    Il no che è stato dato alla guerra in Iraq dalla Russia, dalla Germania e dalla Francia è stata più che altro una questione di esperienza di guerre: ersonname ProductID="la Russia" w:st="on">la Russiaersonname> aveva combattuto anni l'Afghanistan, ersonname ProductID="la Francia" w:st="on">la Franciaersonname> l'Algeria, i Tedeschi subivano ancora il trauma del Muro di Berlino. Gli Americani invece sono dei dinamitardi nati, non hanno mai contato le proprie vittime,perchè gestiscono le guerre come delle lotterie, mettono una divisa ai propri uomini, bianchi neri o ispanici, e poi danno loro un funerale di stato, ma senza dare realmente peso alla gente che muore. In Italia tale sentimento è troppo forte, non riuscirebbe mai a sopportare la perdita di 3000 soldati, o anche solo di 100: in realtà noi siamo in Iraq per via dell'Eni, dunque è giusto che sia l'Eni a pagare il conto.> >

Onoriamo gli Italiani morti in Iraq, che sono stati ingannati, perchè credevano di dare il loro sangue per la patria, mentre invece lo hanno dato per le Banche.> >

Enzo Baldoni> >
Fabrizio Quattrocchi> >
Nicola Calipari> >
Massimo Ficuciello> >
Mimmo Intravaia> >
Alfio Ragazzi> >
Orazio Majorana> >
Giovanni Cavallaro> >
Daniele Ghione> >
Giuseppe Coletta> >
Silvio Olla
Enzo Fregosi
Alfonso Trincone
Massimiliano Bruno
Ivan Ghitti
Emanuele Ferraro
Alessandro Carrisi
Pietro Petrucci
Domenico Intravaia
Ivan Ghitti
Andrea Filippa
Filippo Merlino
Stefano Rolla
Marco Beci
Carlo De Trizio 
Nicola Ciardelli
Franco Lattanzio>  

RAPPORTO WOLKER (i nomi delle aziende coinvolte nel programma "OIL FOR FOOD" scarica in PDF>


#4460 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 8:29 pm
Oggetto: ROADHOUSE GRILL
menphis75angel
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Fatela girare, ne va della nostra salute....

A Reggio Emilia tra fine marzo ed inizio aprire 2006 aprirà un nuovo
ristorante il ROADHOUSE GRILL in via fratelli Manfredi. Tale catena di
ristoranti fa parte del Gruppo Cremonini. Vi ricordo che il gruppo
Cremonini, come testimoniato da inchieste di REPORT (Rai 3) e come
sostenuto anche da Beppe Grillo, è un'azienda che nel corso degli
anni
si è distinta per una serie di azioni illegali e anche criminali.
Per citarne alcune: vendere carne di bovini di oltre 17 anni come
carne
di bovini inferiore ai 24 mesi di età (tale carne è finita negli
omogeneizzati per bambini!), vendere svariate tonnellate di carne in
scatola AVARIATA a paesi poveri (guadagnando su incentivi europei per
tali
esportazioni) tra cui la Russia (dove Report ha raccontato della
morte di
un 12enne dovuta al consumo di tale carne contenente botulino) e Cuba.
Per la morte in Russia un intermediario della Cremonini ha pagato
150.000 euro per evitare una denuncia e il blocco delle importazioni
in
russia. Al momento dell'indagine fatta da Report la carne che il
governo
cubano ha respinto dopo alcune analisi (che confermavano le pessime
condizioni di diversi lotti di carne) erano state imbarcate su una
nave ma
non per riportarle in italia per la distruzione. Tale nave era
destinata
all'Angola.
Tale carne avariata verrà distrutta o venduta agli angolani??? Per
questo
motivo vi invito a non recarvi nei ristoranti ROADHOUSE GRILL e a
boicottare anche le altre aziende del gruppo Cremonini:

- autogrill MOTO
- carne MONTANA
- bar e ristoranti CHEF EXPRESS (treni e aeroporti)
- salumi IBISE'
- carni INALCA
- supermercati MARR (diffusi soprattutto in Romagna e Marche)

NB: la carne bovina utilizzata dai Mc'Donalds in italia è fornita dal
Gruppo Cremonini.

#4459 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 4:59 pm
Oggetto: IL NUOVO VIDEO DEL PENTAGONO: UN'ANALISI FISICA
menphis75angel
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IL NUOVO VIDEO DEL PENTAGONO: UN'ANALISI FISICA

Nuovo video ufficiale. L'aereo magico del Pentagono: episodio 2
Di Pierre Henri Brunel. Tratto da www.voltairenet.org.

Su richiesta dell'associazione neo-conservatrice Judicial Watch, il
Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha reso pubblico il video
completo dell'attentato perpetrato l'11 Settembre 2001 al Pentagono.
La stampa neo-conservatrice si compiace di questa pubblicazione, che
contraddirebbe definitivamente le nostre analisi. In realtà, il video
non contiene affatto elementi nuovi rispetto alle immagini già rese
pubbliche nel 2002, e resta assolutamente impossibile scorgervi un
Boeing 757-200. Questa sequenza conferma, al contrario, l'analisi del
comandante Pierre Henri Brunel, pubblicata da Thierry Meyssan nel suo
libro Le Pentagate, e che riproduciamo qui.


"L'effetto delle cariche vuote (esplosivi ad alto potenziale)",
quarto capitolo del libro Le Pentagate.

Qual è la natura dell'esplosione che ha avuto luogo al Pentagono l'11
Settembre 2001? Un'analisi delle immagini del video dell'impatto e
delle fotografie dei danni permette di sapere quale tipo di arnese ha
causato l'attentato. L'esplosione corrisponde a quella che può essere
prodotta dal cherosene di un aereo o a quella prodotta da un vero e
proprio esplosivo? L'incendio corrisponde ad un incendio di
idrocarburi o ad un classico fuoco?


Deflagrazione o detonazione?

Prima di tutto, sembrerebbe indispensabile chiarire al lettore un
essenziale distinguo: la differenza fra una deflagrazione ed una
detonazione.

La combustione delle materie esplosive chimiche, le polveri, gli
esplosivi o gli idrocarburi, per esempio, liberano energia producendo
un'onda d'urto. La diffusione a grande velocità dell'enorme quantità
di gas prodotta dalla reazione chimica si accompagna ad una fiammata,
al rumore causato dallo spostamento dell'onda d'urto ed al fumo.
Si osserva ugualmente spesso, prima di vedere la fiammata, una nuvola
di vapore dovuta alla compressione dell'aria che circonda la zona
d'esplosione. L'aria non può mettersi in movimento immediatamente,
allora si comprime sotto l'influsso dell'onda d'urto. In un primo
momento, sotto la compressione delle molecole d'aria, il vapore
acqueo invisibile che è contenuto sempre nell'atmosfera, in maggiore
o minore quantità, si comprime e diviene visibile sotto forma di una
nuvola bianca.
Ciò su cui vorrei insistere, è la nozione di onda d'urto.
Un'esplosione è una reazione che proietta dei gas ad una velocità più
o meno grande. Le materie esplosive, secondo la loro costituzione
chimica e la disposizione fisica delle loro molecole, imprimono al
gas, che esse generano, una velocità di propagazione più o meno
grande. Si dice che sono più o meno progressive. L'osservazione
dell'onda d'urto è, dunque, un'indicazione preziosa sulla velocità
dei gas proiettati dall'esplosione.

Le materie esplosive vengono suddivise in due gruppi, a seconda della
loro progressività. Gli esplosivi producono un'onda d'urto la cui
velocità di propagazione è superiore ad un valore di circa duemila
metri al secondo. Si dice che essi "detonano". Le materie esplosive
di cui la velocità di onda d'urto è inferiore non detonano. Esse "
déflagrent ." Si tratta, per esempio, di polveri, o di idrocarburi.
In un motore a scoppio – ed un turbo reattore Boeing 757 è un motore
a scoppio continuo – il carburante sotto pressione deflagra, ma non
detona. Se detonasse, la struttura del motore non resisterebbe. Il
cherosene di un aereo di linea che si schianta si infiamma e non
produce, generalmente, nemmeno deflagrazione, salvo eccezionalmente,
ed in punti limitati al motore. Nel caso dell'Airbus che è caduto a
New York sul quartiere Queens nel Novembre 2001, i motori non sono
esplosi all'arrivo al suolo. Il cherosene è un olio pesante analogo
al gasolio, trifiltrato per raggiungere le condizioni fisiche di
passaggio negli iniettori dei motori a reazione. Non è dunque, in
alcun caso, un esplosivo.

Il colore delle esplosioni è, anche, abbastanza degno di nota. In
caso di detonazioni, l'onda d'urto si sposta rapidamente. Se
l'esplosione è aerea e senza ostacoli, la fiamma è sovente giallo
pallido, al punto d'esplosione. Allontanandosi dal punto zero, tende
all'arancio, poi al rosso. Quando incontra degli ostacoli, come i
muri di un edificio, la parte giallo chiaro praticamente non si vede.
La durata d'illuminazione con questo colore è breve. La forma della
fiammata dà un'impressione di "rigidità", in ragione della velocità
di propagazione. Solo quando le polveri sollevate dall'onda d'urto
hanno cominciato a bruciare sotto l'improvvisa salita della
temperatura appaiono le fumate. Si tratta, allora, di fumi d'incendio
che non hanno che qualche similitudine con le volute nere e pesanti
dei fuochi di idrocarburi.

Ma gli esplosivi solidi non sono delle semplici combinazioni
chimiche. Si può migliorare la loro efficacia giocando sulle loro
forme fisiche. In principio, l`onda d'urto degli esplosivi si propaga
perpendicolarmente alla superficie messa in reazione. Lavorando sulle
forme delle cariche, si può, dunque, orientare l'onda d'urto in modo
da dirigere il massimo dell'energia in una data direzione, come si
dirige la luce di un faro mediante un riflettore. E' così che si
trovano cariche sferiche la cui onda d'urto parte in tutte le
direzioni, cariche cilindriche come quelle che costituiscono le
granate shrapnell, queste armi che esplodono in minuscoli frammenti
d'acciaio della misura di un quadrato di cioccolata, che mitragliano
il campo di battaglia, delle cariche piatte, che permettono di creare
fori negli ostacoli piani, con il minimo dispendio di energia nelle
direzioni inutili, ma anche cariche vuote. Queste concentrano l'onda
d'urto principale sotto la forma di un dardo ad alta temperatura, che
veicola una quantità di energia capace di perforare protezioni
d'acciaio, di composito o di cemento armato.


Il circuito d'innesco

L'esplosivo che costituisce l'arma [1] deve esplodere al momento
voluto. Per poter reagire esattamente secondo i propositi
dell'utilizzatore, è necessario che abbia una certa stabilità.
L'esplosivo che costituisce la carica principale di un'arma è troppo
stabile per esplodere ad un semplice urto. Infatti, per innescare la
reazione chimica, bisogna sottomettere la carica ad un'onda d'urto
provocata da un esplosivo più sensibile e meno potente, che si chiama
detonatore. La carica d'esplosivo del detonatore reagisce ad un urto,
ad una scintilla o ad un impulso elettrico o elettromagnetico. Si
crea, allora, un'onda d'urto che provoca la detonazione della carica
principale.

Il sistema che comanda l'esplosione del detonatore si chiama circuito
d'innesco. I dispositivi sono molto variegati, e sarebbe troppo lungo
studiarli tutti. Mi accontenterò, dunque, di trattare due sistemi che
possono essere serviti al Pentagono, i sistemi di innesco degli
esplosivi, comandati da un operatore, ed i sistemi di innesco per
cariche vuote a percussione istantanea e a breve ritardo.

Le granate, le bombe o i missili sono dotati di un circuito che
comprende un innesco, un sistema di ritardo e un detonatore. Questo
dispositivo di chiama spoletta. Si fissa sull'arma, sia al momento
della costruzione, sia al momento della predisposizione per il tiro.
Esso comprende un sistema di sicurezza, che impedisce il
funzionamento dell'insieme fino al momento del possibile impiego.

L'innesco può essere attivato tramite l'urto nel caso di spolette a
percussione, tramite un radar ricognitore a distanza nel caso delle
spolette radioelettriche, tramite la reazione ad una fonte di calore
o ad una massa magnetica nel caso di spolette termiche o magnetiche.

L'innesco provoca istantaneamente la detonazione, ed il sistema di
ritardo fa sì che l'arma non detoni che qualche millisecondo dopo
l'impatto. In quest'ultimo caso, l'arma comincia a penetrare
l'obiettivo intaccandolo fisicamente con il proprio blindaggio. La
carica detona una volta che l'arma è già penetrata nell'obiettivo, il
che accresce l'effetto distruttivo.

Per alcune fortificazioni molto dure, si trovano anche armi a cariche
multiple. Le prime sbriciolano il cemento armato e la/o/le seguenti
penetrano e detonano. In generale, le cariche anti-cemento sono
cariche vuote. Il dardo di energia e di materia fusa trapassa la
fortificazione e spande all'interno quantità di materia calda spinta
da una colonna di energia che penetra i muri come una fustella.
L'alta temperatura prodotta dalla detonazione della carica vuota
provoca l'incendio di tutto ciò che di combustibile vi è all'interno.

Durante la guerra del Golfo, i missili o le bombe guidate anti
fortificazione hanno penetrato tutti i bunker di cemento che sono
stati colpiti, in particolare al Forte di As Salman. Una stessa bomba
poteva penetrare tre spessori di cemento armato cominciando dalla
parte più spessa, quella esterna.


Il missile

Per condurre un attacco con tale sistema d'armi, è necessario,
evidentemente, un lanciatore. Nel caso delle bombe guidate, il
lanciatore è un aereo o, a rigore, un elicottero potente. L'arma
parte, allora, con una velocità iniziale che è quella del veicolo che
la trasporta. Essa discende in volo, planando, e si dirige, in
generale, seguendo un'illuminazione al laser. Nel caso di un missile,
la portata è molto più grande, perché il missile dispone di un motore
suo proprio. A rigore, si può anche concepire che il missile parta da
una rampa di lancio a terra. Esistono, d'altro canto, missili terra–
terra, capaci di trasportare armi anti–bunker.

Un missile da crociera di modello recente segue, in generale, tre
fasi di volo. Il lancio, nel corso del quale raggiunge la sua
velocità di volo uscendo da un dispositivo dell'aereo o da un tubo
lancia-missili. Spinto da un motore a piena potenza, raggiunge la sua
velocità di crociera, spiega le ali e si impenna. In seguito scende,
alla sua altitudine di crociera e segue la sua traiettoria di
avvicinamento. Nel corso di questa fase di volo, cambia spesso
direzione, vira secondo il programma di volo, sale o scende per
rimanere abbastanza basso sopra la terra da sfuggire, per quanto
possibile, alla sua individuazione. Si potrebbe, quindi, scambiarlo
per un aereo da combattimento in volo strategico. Segue
quest'impostazione sino al momento in cui arriva al limite della fase
terminale. Questo punto si situa ad una certa distanza
dall'obiettivo, due o tre chilometri, secondo il modello. A partire
da questo punto, il missile vola in linea retta verso il bersaglio, e
subisce una forte accelerazione, che gli dona il massimo della
velocità per infrangere l'obiettivo con la massima forza di
penetrazione.

E' necessario, quindi, che il missile avvicini il punto d'entrata
della fase terminale con grande precisione, e che prima della fase di
accelerazione sia non solamente nel posto migliore ma anche nella
direzione giusta. Ecco perché capita di frequente che il missile
finisca il suo volo di crociera con una stretta virata che gli
permette di prendere il corretto "allineamento". Un testimone può
percepire che il missile riduce la sua potenza motrice prima di
lanciarsi " a tutto gas".


Il tipo di esplosione osservata al Pentagono

L'8 marzo 2002, un mese dopo lo scoppio della polemica su internet e
tre giorni prima dell'uscita del libro "La spaventosa impostura",
sono state pubblicate dalla CNN [2] cinque nuove immagini
dell'attentato. Un'agenzia fotografica le ha, in seguito, largamente
diffuse in numerosi giornali, in tutto il mondo. Queste immagini,
tratte da una telecamera di sorveglianza, non avrebbero dovuto essere
rese pubbliche dal Pentagono. Vi si vede svilupparsi la fiammata
dell'impatto sulla facciata dell'edificio del Dipartimento della
Difesa.


Deflagrazione o detonazione?

Le materie esplosive si dividono in due gruppi, a seconda della loro
progressività. Gli esplosivi producono un'onda d'urto la cui velocità
di propagazione è superiore ad un valore di circa duemila metri al
secondo. Si dice che "detonano". Le materie esplosive la cui velocità
di onda d'urto è inferiore non detonano. Deflagrano. Si tratta, per
esempio , di polveri o di idrocarburi.
Questa immagine dell'impatto sul Pentagono dice molto a proposito
dell'esplosione. Sotto la pressione dell'onda d'urto, l'acqua
contenuta nell'aria circostante si è compressa ed ha formato un
nugolo di vapore. La velocità della propagazione dell'onda d'urto è
molto elevata. Essa corrisponde ad una detonazione di esplosivo ad
alto potere energetico. L'esplosione non corrisponde ad una
deflagrazione da cherosene.
1. Traccia di fumo di un propulsore;
2. Nuvola di vapore d'acqua sotto pressione;
3. L'esplosione si dispiega all'interno dell'edificio.

La prima immagine (servizio fotografico, p II, riprodotta qui sopra)
è quella di un getto banco che sembra essere una fumata bianca.
Richiama, senza dubbio, la vaporizzazione dell'acqua contenuta
nell'aria circostante al momento dell'iniziale spiegamento
nell'atmosfera di un'onda d'urto supersonica di materia detonante. Si
distinguono, tuttavia, tracce di fiamme rosse caratteristiche delle
alte temperature che raggiunge l'aria sotto la pressione di un'onda
d'urto rapida.
Ciò che salta agli occhi, è che l'onda d'urto si libera dall'interno
dell'edificio. Si vede, al di sopra del tetto, l'uscita della bolla
di energia che non è ancora una bolla di fuoco. Si può,
legittimamente, pensare ad una detonazione di un esplosivo ad alto
potere energetico, ma per il momento non si può ancora dire, in
effetti, se si tratti o meno di una carica ad effetto diretto.

Si distingue, raso terra, partendo dalla destra della foto ed andando
verso la base della massa di vapore bianco, un solco bianco di fumo.
Lascia certamente pensare al fumo che sortisce dall'ugello di un
propulsore di un congegno volante. A differenza della fumata che
sortirebbe dai due motori a cherosene, questa è troppo bianca. I
turboreattori di un Boeing 757 avrebbero, in effetti, lasciato una
traccia di fumo ben più nera. Il solo esame di questa foto lascia già
pensare ad un apparecchio volante, monomotore, di taglia molto più
piccola di un aereo di linea. Non a due turbopropulsori General
Electric.


Pentagono

Sviluppo della fiamma. Il colore non è quello di una fiamma da
idrocarburi all'aperto.


World Trade Center

Il colore giallo testimonia una più bassa temperatura di combustione.
La fiamma è mescolata a fumate nere e pesanti. E' quella della
combustione di idrocarburi nell'aria. La fiamma scende, abbastanza
lentamente, sul davanti della facciata. Al contrario, quella del
Pentagono sale con forza dall' interno dell'edificio.

Nel secondo riquadro (servizio fotografico p. III, riprodotto qui
sopra), si vede sempre il solco di fumo orizzontale, ma si distingue
molto nettamente lo sviluppo della fiamma rossa. E' interessante
comparare questa immagine dell'impatto sul Pentagono con quella
dell'impatto dell'aereo sulla seconda torre del World Trade Center (
servizio fotografico p. III ). Il colore di questa fiamma è giallo,
segno di una più bassa temperatura di combustione. E' mischiata a
fumi neri e pesanti. E' quello che accade a seguito della combustione
di idrocarburi nell'aria. In quel caso, si tratta del cherosene
contenuto in un aereo. Questa fiamma scende abbastanza lentamente in
avanti dalla facciata penetrata dall'aereo, in quanto trasportata
dalla caduta del carburante che scende. Al contrario, la fiamma
dell'esplosione del Pentagono sale con forza dall'interno
dell'edificio strappando frammenti che si vedono mischiati alla
fiamma rossa. Non c'è più la nuvola di vapore dovuta all'onda d'urto
che, sulla prima foto dell'impatto al Pentagono, maschera la fiamma.
Il calore intenso l'ha fatta evaporare. Il che, come abbiamo visto, è
caratteristico delle detonazioni di esplosivo a forte rendimento.

E approfittiamone per notare l'aspetto dei fumi che salgono dalla
prima torre colpita, mentre si sviluppa l'incendio. Si tratta di
volute pesanti e grasse. Per quanto riguarda la traccia dell'aereo
nell'aria, a differenza dell'apparecchio che sembra aver colpito il
Pentagono, non vi è alcuna scia appena avvenuto l'impatto.


L'incendio cova.

Questa foto è stata scattata pochissimo tempo dopo l'esplosione. I
pompieri non sono ancora in azione. La fiammata dell'esplosione si è
spenta. L'incendio innescato dall'esplosivo cova e le fiamme non sono
ancora visibili, salvo al livello del punto d'impatto ( sul luogo del
bagliore rosso, nell'asse del supporto verticale del pannello
autostradale). Non siamo nell'ipotesi dell'incendio di un aereo di
linea, perchè il cherosene si sarebbe istantaneamente infiammato.


L'inizio di un incendio classico

Circa un minuto dopo, gli incendi innescati all'interno dell'edifico
dall'onda di calore cominciano ad espandersi. La freccia indica un
foro nella facciata, attraverso il quale si vede il focolaio di un
incendio in via di espansione. La fumata iniziale si disperde. Poco
dopo, i diversi focolai si riuniranno per formare un unico incendio.

Le foto della pagina IV del servizio (riprodotta qui sopra) sono
state scattate subito dopo l'esplosione. I pompieri non sono ancora
in azione. In quella in alto, la fiamma dell'esplosione si è spenta.
L'incendio innescato dall'esplosivo cova e le fiamme non sono ancora
visibili, eccetto che a livello del punto d'impatto, nel luogo del
bagliore rosso, lungo l'asse del supporto verticale del pannello
autostradale. Non siamo, quindi, nel caso di un incendio di aereo di
linea, perchè il cherosene si sarebbe infiammato istantaneamente. La
facciata non si è ancora accasciata. Non presenta alcuna importante
distruzione meccanica visibile, mentre i piani e il tetto sono già
stati coinvolti dall'onda esplosiva.

Nella foto in basso, scattata, secondo il suo autore, circa 1 minuto
più tardi, gli incendi innescati all'interno dell'edificio dall'onda
di calore cominciano ad espandersi. La freccia indica un buco nella
facciata attraverso il quale si vede il focolaio di un incendio in
corso di espansione. La facciata non si è ancora accasciata ed il
fumo iniziale si dissipa. Sarà solo quando i due fuochi cominceranno
a fondersi e a costituire un unico incendio, che compariranno fumate
più forti, ma sempre senza presentare l'aspetto dei fumi di un
incendio di aereo di linea con le sue riserve di cherosene.

Insomma, solo l'esame di queste foto, che tutto il mondo ha potuto
vedere sulla stampa, permette di misurare delle differenze
contrastanti tra le due esplosioni. Se la fiamma del World Trade
Center è, evidentemente, quella del cherosene di un aereo, sembra che
al Pentagono sia andata ben diversamente. L'oggetto volante che ha
colpito il dipartimento della Difesa, non ha, a prima vista, nulla a
che vedere con l'aereo di linea della versione ufficiale. Ma bisogna
proseguire nello studio alla ricerca di elementi che ci
permetteranno, forse, di determinare la natura dell'esplosione che ha
danneggiato il Pentagono.


Un incendio di idrocarburi?

Allorché i pompieri intervengono sul sito, si vede chiaramente che
utilizzano dell'acqua per spengere il fuoco (servizio fotografico
pag. X). Diverse fotografie ufficiali mostrano un camion d'emergenza
dei pompieri, che in francese si chiama CCFM, camion cisterna per
fuoco medio. L'acqua esce dalle lance con un colore bianco, non
contiene, dunque, quella sostanza che si utilizza su certi fuochi e
che si chiama ritardante. In generale, i ritardanti colorano l'acqua
di rossastro o brunastro. Dunque, questo fuoco principale che si
cerca di spengere non è un fuoco da idrocarburi, perchè non si
distingue alcun idrante a schiuma caratteristico degli interventi su
incidenti d'aereo, né lance che gettino prodotti adatti.


Intervento dei primi soccorsi sul luogo dell'impatto.

Queste foto sono state scattate fra le 9.40 e le 10.10. La facciata
non si è ancora accasciata. Si distingue il foro di entrata
dell'apparecchio, fra il pianterreno ed il primo piano
(ingrandimento). Un incendio secondario si è sviluppato sulla destra:
un camion parcheggiato davanti al Pentagono ha preso fuoco. La fumata
che ne esce è quella di un incendio di idrocarburi.

In ogni caso, l'esame della foto in alto della pagina VI (riprodotta
qui sopra) mostra residui di schiuma carbonica. La spiegazione è data
da alcune testimonianze dell'11 Settembre, secondo cui un elicottero,
per alcuni, un camion, per altri, parcheggiato in prossimità della
facciata, sarebbe esploso. Si osserva, in ogni caso, in molte
immagini un camion in fiamme a destra dell'impatto. Per contro, la
quantità di residui di schiuma è molto ridotta. Essenzialmente, è
sparsa non sull'incendio dell'edificio, ma sul prato che vi si stende
davanti, come se si fosse spento un fuoco acceso da quello
dell'attentato. E' quello che si chiama un fuoco simpatico, nel
linguaggio dei pompieri. Una lancia a schiuma è stata quindi
utilizzata per spegnere uno o più incendi secondari.

Si può vedere, nelle immagini diffuse dal dipartimento della difesa,
un camion, armato di un idrante lancia-schiuma, attaccare un fuoco
situato sul davanti della facciata, finché pompe a grande potenza
attaccano il fuoco principale all'interno dell'edificio.
L'aspersione, come la si è condotta in quel momento, mira
manifestamente ad abbassare la temperatura generale, bagnando tutto a
priori, prima di poter penetrare nell'edificio per spegnervi gli
incendi punto per punto.

Così, invece di impiegare in modo massiccio mezzi specializzati per
fuochi di idrocarburi, come nel caso di incendio di serbatoi, i
pompieri utilizzano acqua normale che serve all'intervento su quelli
che si chiamano fuochi urbani senza combustibili speciali. Inoltre,
quel che si può vedere dalla fumata, corrisponde in tutto a quella di
un incendio normale in un edificio in città, tanto nei colori che
nell'aspetto delle volute. Non vi è alcuna similitudine con quella
che sale dal World Trade Center nello stesso momento.


Artiglieria, informazione e BDA

Dopo aver reagito da vecchio pompiere, reagirò da ufficiale
osservatore d'artiglieria. Tra i suoi compiti, egli deve individuare
gli obiettivi, identificare il tipo di arma che servirà e la quantità
di proiettili che bisognerà usare per renderli inoffensivi. Una volta
che l'obiettivo è stato colpito, bisogna ancora fare la stima dei
danni reali per misurare se il primo attacco è stato sufficiente o se
bisogna continuare a tirare.

Si tratta di stabilire un bilancio delle distruzioni, da trasmettere
ai gradi di comando e d'informazione. Questa valutazione dei danni
nel campo di battaglia si chiama in inglese BDA (battlefield damage
assessment). Bisogna, certamente, dar prova del massimo di
obiettività in queste valutazioni: sarebbe stupido sparare d nuovo su
un obiettivo già neutralizzato o distrutto, ma altrettanto lo sarebbe
lasciar credere che un obiettivo non è più in grado di nuocere quando
invece rappresenta ancora una minaccia.

Durante la guerra del Golfo, si teneva ogni giorno una riunione al PC
del Generale Schwarzkopf tra i tre comandanti in capo, francese,
britannico e americano. Una parte del capitolo "informazione" del
briefing puntava sull'esame di foto di BDA. E Schwarzkopf vi dedicava
un'attenzione tutta particolare. Su questi scatti si vedevano gli
effetti delle armi e l'ampiezza dei danni inflitti agli obiettivi.

Non era voyeurismo da parte dei tre generali. Questo permetteva loro
di decidere se era il caso di continuare ad attaccare obiettivi già
colpiti, ma anche di decidere di utilizzare armi meno potenti per
evitare che le distruzioni inflitte agli obiettivi militari avessero
conseguenze sugli insediamenti civili circostanti. La valutazione dei
danni, per gli interpreti delle immagini, per gli osservatori
d'artiglieria e per gli ufficiali d'informazione, è una materia
chiave, che studiamo scrupolosamente. E nel momento in cui alla
teoria si aggiunge l'esperienza, il che è sfortunatamente il mio
caso, si dispone comunque di qualche elemento d'apprezzamento
oggettivo per esaminare i danni apportati ad un edificio; soprattutto
se lo si conosce abbastanza bene, il che è, ancora una volta, il mio
caso.


Le foto ufficiali della facciata


La fuliggine e le finestre

La fuliggine che copre la facciata è un melange che corrisponde ad un
incendio classico ed all'onda d'urto di un esplosivo ad alto
potenziale. Non è, in nessun caso, la coltre grassa e spessa che
deposita un fuoco di cherosene. I vetri sono stati infranti da una
detonazione e non fusi da un incendio di idrocarburi che sarebbe
durato parecchi giorni. Pochi, fra loro, sono infranti. Le finestre
attinte sono situate essenzialmente vicino al punto di esplosione ed
al livello dei piani bassi.


L'ossatura dell'edificio

I piloni verticali, alcuni ricoperti con rafforzamenti di legno, sono
stati intaccati. Ma non sono stati frantumati e sbriciolati
dall'impatto del bordo delle ali di un aereo di cento tonnellate. In
effetti, essi sarebbero stati attinti dalla parte del bordo d'impatto
situata più o meno nel luogo ove sono fissati i motori, ovvero la
zona più solida. Se un aereo di linea avesse colpito il Pentagono, le
ali avrebbero toccato i piloni verticali pressappoco al livello del
pavimento, dove gli uomini stanno in piedi. La zona colpita si trova
al di sotto.

Una vista d'insieme della facciata è molto interessante. Sempre
proveniente dagli organi ufficiali americani, è presentata in alto, a
pagina V del servizio fotografico (riprodotta qui sopra).

Quando i pompieri hanno terminato di lavorare all'esterno
dell'edificio, si distinguono molti elementi istruttivi. Dapprima, le
fuliggini che coprono la facciata sono una mescolanza di quelle che
si sarebbero depositate in seguito ad un incendio classico. Altre
sono caratteristicamente quelle deposte dall'onda d'urto di
un'esplosione ad alto potenziale, ma, in nessun caso, sono quello
strato spesso e grasso deposto da un fuoco di cherosene. Le finestre
sono state infrante da una detonazione, e non fuse da un incendio di
idrocarburi che sarebbe durato parecchi giorni. Il dato più
rimarcabile è che poche di loro sono infrante, e che le finestre
colpite sono situate, essenzialmente, vicino al punto di esplosione
ed al livello dei piani bassi. Vicino al punto zero, dunque. E' molto
verosimile che l'onda d'urto si sia propagata lungo i corridoi, e lo
si segue molto bene attraverso la foto d'insieme di pagina XI del
servizio. Questo corrobora la testimonianza di David Theall [3].
Quest'ufficiale di collegamento del Pentagono descrive l'arrivo,
improvviso, di un rumore violento accompagnato da frammenti, che ha
devastato il corridoio dove si trovava il suo ufficio.

All'inizio dello spostamento, l'onda d'urto ha infranto i vetri e,
una volta canalizzata dai muri dei corridoi, ha preso una direzione
che non ha più avuto effetti sulle finestre. Bisogna precisare che si
tratta di finestre a doppio vetro, il cui vetro esterno è
particolarmente solido. E' ciò che ha dichiarato il rappresentante
della Società che le ha installate [4], e così mi veniva spiegato ben
prima di quest'attentato, in occasione di una visita al Pentagono, in
qualità di interprete.

In una foto, inquadrata da minore distanza e più dettagliata, in
basso a pag. V, si ha una vista della zona d'impatto dopo lo
sgombero. Essa permette di distinguere nettamente i piloni verticali
in cemento armato dell'ossatura dell'edificio ed i corridoi che
percorrono i piani. Si comprende, allora, meglio come l'onda d'urto
abbia fiancheggiato le finestre di cui abbiamo parlato prima.

Il negativo mostra che i piloni verticali, alcuni ricoperti di
armature in legno, sono stati, evidentemente, spezzati al
pianterreno, ovvero nel luogo ove si è prodotta la detonazione . Ma
non sono stati distrutti e frantumati come si sarebbe invece
verificato se fossero stati colpiti dall'impatto del bordo delle ali
di un aereo di 100 tonnellate. Essi sarebbero stati colpiti dalla
parte del bordo di impatto situata più o meno nel luogo ove sono
fissate le navicelle dei motori, ovvero la zona più solida. E' chiaro
che nessun ala ha colpito questi piloni verticali dell'ossatura in
cemento armato.

Se un aereo avesse colpito il Pentagono, come si vuole far credere
nella versione ufficiale, le ali avrebbero toccato i piloni verticali
approssimativamente a livello del pavimento, sul quale gli uomini
stanno in piedi. Manifestamente, la zona frantumata dei piloni si
situa al di sopra, là dove si possono vedere le coperture in legno e
i puntelli in acciaio color minio. Dunque, il veicolo che portava la
carica che ha frantumato i piloni ha colpito più in basso di quanto
avrebbe fatto un enorme aereo di linea e rinvio alla prima fotografia
studiata, sulla quale possiamo vedere la traccia della fumata di un
propulsore molto basso sul suolo.

Questa immagine permette, inoltre, di relativizzare le dichiarazioni
di alcuni esperti secondo le quali "il Pentagono è costruito con
materiali particolarmente solidi". E' vero che i costruttori hanno
utilizzato materiali induriti per le finestre e i rivestimenti
esterni, ma il Pentagono non è un bunker più di quanto lo sia
macchina blindata o un carro armato.


Una carica vuota anti cemento armato

L'ultima foto è stata realizzata dal dipartimento della Difesa e
pubblicata su un sito della Navy [5]. E' presentata a pag. XII del
nostro servizio fotografico. Esaminandola, si può vedere un buco
pressoché circolare sormontato da una traccia nera. Questa
perforazione ha un diametro di circa m. 2,30 e si situa nel muro
della terza linea dell'edificio partendo dalla facciata. Sarebbe
stata fatta dal muso dell'aereo.

Questo vorrebbe dire che il muso dell'apparecchio, un radome
[rivestimento protettivo trasparente] in fibra di carbonio lungi
dall'essere una corazza, avrebbe attraversato senza distruggersi sei
muri portanti di un edificio considerato piuttosto solido. E quale
sarebbe, allora, l'origine della traccia nera che segna il muro sopra
il foro? Il fuoco di idrocarburi? Ma allora tutta la facciata di
questo edificio sarebbe segnata di fuliggine e non solamente i pochi
metri quadri realmente segnati. E le finestre rotte, sarebbero
l'effetto dell'impatto? Ricordo che sono finestre solide.

L'aspetto della perforazione del muro richiama immancabilmente gli
effetti delle cariche vuote anti cemento armato che ho potuto vedere
su un certo numero di campi di battaglia.

Queste armi si caratterizzano per il loro "dardo" . Questo dardo è un
miscuglio di gas e di materie in fusione che è proiettato nella
direzione dell'asse del paraboloide che costituisce la parte
anteriore dell'arma. Lanciato ad una velocità di alcune migliaia di
metri al secondo, con una temperatura di alcune migliaia di gradi,
questo dardo penetra il cemento per uno spessore di più metri. Esso
può, dunque, penetrare senza problemi cinque spessori di muro di un
edificio. Cinque spessori su sei, perchè la facciata è stata
perforata dal vettore medesimo. La detonazione della carica militare
non si produce, in effetti, che una volta che la carica è stata
portata all'interno dell'obiettivo.
Come ho spiegato più sopra, i missili che armano le cariche anti
cemento, non sono istantanei, ma a breve ritardo. E' per questo che
la fiamma dell'esplosione si è sviluppata dall'interno dell'edificio
verso l'esterno. Come si vede sulle foto scattate dalla telecamera di
sicurezza l'onda d'urto parassita ha danneggiato la facciata, i piani
ed il tetto, e si è propagata nei corridoi all'altezza del luogo ove
il vettore ha impattato: il pianterreno.

Il "dardo" contiene gas ad alta temperatura, che rallentano e
finiscono per arrestarsi prima della corsa delle materie fuse. I gas
incendiano ciò che è combustibile sul loro percorso. Un'immagine
schematica della fiamma e del dardo di una carica vuota mentre fa
breccia nei muri è presentata a pag. XIII del servizio fotografico.

Le materie fuse vanno più lontano del gas, e, nella fattispecie,
l'immagine richiama immancabilmente l'effetto che avrebbero avuto le
materie fuse di un dardo in fine traiettoria. Queste si sarebbero
arrestate sull'ultimo muro che hanno colpito lungo la corsa. Ancora
abbastanza calde, avrebbero marcato il muro con questa traccia nera
che si vede giusto sopra il foro. Il calore sale dalle materie che in
seguito iniziano a raffreddarsi e non segna, dunque, la facciata che
al di sopra dell'impatto. A questo punto, non c'è più abbastanza
temperatura per segnare ancora il cemento. Per contro, il resto
dell'onda d'urto ha abbastanza energia per rompere i vetri
immediatamente attorno al foro.

Si comprende, allora, che i pompieri siano intervenuti con l'acqua.
E' il fluido estintore che presenta il più forte calore di massa. E'
dunque il più adatto a raffreddare materiali che hanno preso un "
colpo di calore " e a spegnere i fuochi urbani che si sono accesi per
simpatia. Non si trattava, dunque, per i pompieri di spegnere un
fuoco di idrocarburi, ma fuochi zonali e raffreddare materiali
scaldati. Questa foto e gli effetti descritti dalla versione
ufficiale mi conducono dunque a pensare che la detonazione che ha
colpito l'edificio sia quella di una carica vuota di forte potenza
destinata a distruggere edifici solidi e portata da un veicolo aereo,
un missile.


Documenti aggiunti

Video dell'attentato del Pentagono 1: Immagini riprese da una delle
telecamere di video sorveglianza del Pentagono il 12 Settembre 2001 e
diffuse dal dipartimento della Difesa il 16 Marzo 2006. (Windows
Media - 4.4 Mb)

Video dell'attentato del Pentagono 2: Immagini riprese da una delle
telecamere di video sorveglianza del Pentagono il 12 Settembre 2001 e
diffuse dal dipartimento della Difesa il 16 Marzo 2006. (Windows
Media - 5.2 Mb)



Pierre Henri Brunel.

(Note sull'autore: Pierre Henri Brunel è Sanciriano, già ufficiale di
artiglieria, la cui perizia è riconosciuta nei seguenti campi:
effetti degli esplosivi sugli uomini e sugli edifici, effetti delle
armi di artiglieria sul personale e sui fabbricati, lotta antincendio
su fuochi specifici, relitti e resti di aerei distrutti. Ha, in
particolare, partecipato alla guerra del Golfo, al fianco dei
generali Schwarzkopf e Roquejeoffre.)


Note e fonti:
[1] in linguaggio militare, una munizione è l'insieme del carico
propellente e del proiettile. L'arma è il lanciatore per i lanciatori
di piccolo calibro, il proiettile per i sistemi di armi di grosso
calibro. Così come le armi dell'artigliere sono la granata o il
missile e non il cannone o la rampa di lancio.
[2] "Images show September 11 Pentagon crash", CNN, 8 marzo 2002:
http://www.cnn.com/2002/US/03/07/gen.pentagon.pictures
[3] "September 11, 2001", Washington Post, 16 settembre 2001 :
http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A38407-2001Sep15
[4] Difesa Link, Department of Difesa, 15 settembre 2001 :
http://www.defenselink.mil/news/Sep2001/t09152001t915evey.html
[5] "War and readiness", All Hands, rivista dell'US Navy :
http://www.mediacen.navy.mil/pubs/allhands/nov01/pg16.htm

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di GIORGIA.

http://xoomer.virgilio.it/911_subito/nuovo_video_pent_analisi.htm

#4458 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 1:38 pm
Oggetto: 3 Video George Bush ( Politica - Guerra - Iraq - Militari )
menphis75angel
Offline Offline
Invia email Invia email
 
3 Video George Bush

DOWNLOAD in attesa dopo 6 secondi..

http://www.hostfile.org/dl.php?file=GeorgeBush.zip

#4457 Da: "lucemich" <lucemich@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 12:43 pm
Oggetto: LA TRASFORMAZIONE E' IN ATTO di Janae Weinhold
lucemich
Offline Offline
Invia email Invia email
 
 
LA TRASFORMAZIONE E' IN ATTO
 
di Janae Weinhold
 
traduzione Daniela Brassi per AcquaraCity

 

 

(* N.d.T - The Shift = il termine indica sia lo slittamento (spostamento) dei Poli cui si riferisce l’autrice, quanto la conseguente Trasformazione o Cambiamento di dimensione e realtà cui la Terra e gli Umani stanno andando incontro e a cui lo slittamento stesso concorrerebbe)

Quali sono le implicazioni per la Terra e per me?

 

Le domande da farsi ora sono “quali sono le implicazioni per la Terra e per me?”. Diamo prima un occhio alla Terra, alla sua particolare struttura elettromagnetica. E’ probabile che anche la congiunzione astrologica del 2012 implicherà uno spostamento dei poli magnetici.

 

I due colori di questa immagine rappresentano l’energia dei Poli Nord e Sud. Per qualche tempo, gli scienziati hanno monitorato da molto vicino due parti della struttura elettromagnetica terrestre – il campo elettrico (in calo) e il campo magnetico o risonanza Schumann (in ascesa).

 

E’ interessante come il maggior aumento mai registrato nella frequenza Schumann sia avvenuto nel 1987 ed abbia coinciso con l’esplosione della supernova 1987a e con la Convergenza Armonica, allorquando milioni di persone si riunirono in luoghi sacri tutt’intorno al pianeta per pregare e meditare insieme. Se vi ricordate, quello è il momento in cui Russell Boulding ritiene che lo Spostamento (o la Trasformazione) abbia davvero avuto inizio.

 

La risonanza Schumann, anche nota come il battito cardiaco della Terra, è aumentata dai suoi normali 7.8 hz e sta oscillando tra i 9 ed 11 hz. Ci si attende che crescerà fino a raggiungere i 13 hz, la frequenza dell’amore incondizionato.. Gregg Braden, un geologo che se ne è occupato a lungo, ha chiamato PUNTO ZERO il luogo in cui la frequenza Schumann o magnetica interseca la frequenza elettrica. 

 

Sembra che il capovolgimento magnetico sia collegato ai cicli galattico e solare. Alcuni, come Braden, ritengono che i poli elettromagnetici della Terra si sposteranno nel momento in cui il Punto Zero si avvicinerà. Osservazioni geologiche della dorsale medio-Atlantica suggeriscono che la cosa sia già avvenuta 171 volte nella storia della Terra. Qui abbiamo un’altra immagine del campo elettromagnetico terrestre. Potete vedere dei puntini arancioni sullo sfondo blu in alto, e degli altri blu sullo sfondo arancione in basso.

 

Molti scienziati che stanno registrando questi cambiamenti, credono che lo spostamento dei poli stia avendo luogo già ora. Quest’immagine mostra come potrebbe apparire il pianeta se noi potessimo osservarlo dall’alto, esterni ad esso. In Marzo scorso, per esempio, degli esperti in informatica, che stavano cooperando con geofisici ed astrofisici in India, hanno creato un modello di computer in grado di prevedere un capovolgimento geomagnetico nel 2012.

 

Man mano che la Terra passa attraverso questi cambiamenti, tutti noi vorremmo sapere: “che effetto avrà su di me tutto ciò?”. Passiamo a questa domanda, con l’osservazione di questa immagine.

 

Essa mostra come voi, la Terra ed il Sole siate collegati ed operiate come un sistema rice-trasmittente.

 

 

L’immagine mostra due cose. Primo, la relazione tra voi, la Terra ed il nostro Sole. Secondo, il modo in cui tutte queste cose interagiscono appunto come un sistema radio. Il cerchio in basso rappresenta voi stessi.

 

Mostra come il vostro cervello abbia un lato destro ed uno sinistro. Potete anche notare che ha emisferi destro e sinistro, o scuro e chiaro. Notate anche che c’è una modalità circolare di risonanza ed interazione energetica tra voi e la Terra.

 

Il cerchio in alto rappresenta il Sole. Vedete che anch’esso ha un emisfero destro ed uno sinistro, o scuro e chiaro. E che esiste un comportamento circolare di risonanza ed interazione energetica anche tra la Terra ed il Sole. Comprendere che siamo tutti collegati al cosmo è quindi davvero importante. Perché? Perché VOI emettete dell’energia che influenza la vibrazione della Terra. La Terra trasmette questa energia al sole, il sole la ritrasmette al Centro Galattico, da dove si espande al di fuori verso i corpi celesti.

 

VICEVERSA, i corpi celesti trasmettono al Centro Galattico, il quale trasmette al Sole, il Sole ritrasmette alla Terra e la Terra a VOI. Quindi, tutto nel cosmo è connesso.

 

 Possiamo aggiungere ulteriori livelli di complessità a questa immagine, che mostra similari relazioni di risonanza tra il nostro Sole, il Centro Galattico e corpi celesti come per esempio le supernove. Una volta che abbiamo compreso come siamo collegati a qualsiasi cosa nell’universo, possiamo esservi partecipi in modo consapevole ed attivo.

 

Ciò può significare un Salto (Cambiamento, Spostamento) che non avvenga SU di noi, ma a cui si possa concorrere per creare esso e il nostro futuro… Non solo nella nostra galassia, ma anche nell’intero universo. E sono molti quelli di noi che stanno vivendo alcuni sintomi del Cambiamento, indicanti la trasformazione in atto del loro corpo, come per esempio mal di testa, affaticamento, sensazioni elettriche ad arti e spina dorsale, sintomi simili all’influenza, aumentate sensitività ed intuitività, sogni molto intensi.

 

 

Il nostro DNA è in fase di ri-programmazione per dare il via alla nostra metamorfosi ed attivare il nostro corpo di luce. Il tempo sta accelerando a causa delle forze elettromagnetiche terrestri in fase di cambiamento. Alcuni ritengono che la nostra giornata di 24 ore sia stata condensata ad una di 16 ore. 

 

E’ divenuto ormai evidente il posto che occupa la Terra nel nostro sistema solare, e come noi si sia parte della Terra stessa. Quando viene influenzata dagli aumenti di energia provenienti dal Centro Galattico, anche noi lo siamo. La Terra è un essere vivente che sta passando il proprio processo di crescita e trasformazione. Il nostro sviluppo si rispecchia nel suo. Noi e la Terra stiamo innalzando le nostre frequenze vibratorie, il che sta facendo lentamente nascere entrambi ad una nuova dimensione o realtà.

 

fonte http://www.weinholds.org/2012_10.asp

 

 


#4456 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 10:23 am
Oggetto: Un partito pedocriminale!
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Mi domando a quali mani, del mondo noi affidiamo la nostra libertà e
le leggi..

---

Un partito pedocriminale!
martedi 30.05.2006, 10:46 I Paesi Bassi conteranno,a partire da
domani,un
nuovo partito politico, il NVD (amore del prossimo, libertà ed essere
diversi) che notoriamente si batterà in favore della pornografia
infantile e
per le relazioni sessuali tra adulti e minori. Educare i ragazzi e
familiarizzarli con  il sesso. Interdire rendei minori ancora più
curiosi,
dopo Ad van den Berg, il fondatore del partito di 62 anni che così si
esprime nel giornale "Algemeen Dagblad". Secondo il sessantenne,
l'immagine
dei pedocriminaliédophiles è stata offuscata dal caso Dutroux e
potreebbe
essere migliorata lanciandosi in politica. Lui aggiunge che il
partito non
ha unicamente la pornografia infantile comme tema da svolgere. Lui
propone
anche la soppressione del Senato e della funzione del  Primo
ministro, la
legalizzazione delle droghe leggere e forti e l'ergastolo dopo una
seconda
condanna per assassinio.

#4455 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 10:21 am
Oggetto: La terra rischia la catastrofe.
menphis75angel
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La terra rischia la catastrofe.

Si fa il punto dello stato della ricerca su uno dei periodi più
importanti della storia geologica al convegno La geologia del
Quaternario in Italia: temi emergenti e zone d'ombra, iniziato il 16
febbraio nella sede centrale del Cnr, a Roma e che terminerà
mercoledì 18 febbraio.Ma si fanno anche previsioni sulle condizioni
climatiche del futuro.E non si intravede nulla di buono.

Pensate che la geochimica isotopica, con le sue tecniche di
ricostruzione di paleoclimi e di condizioni paleoambientali sia utile
solamente per studiare il passato?
Vi sbagliate.
Questa disciplina consente di fare previsioni anche sull'evoluzione
futura delle condizioni climatiche del nostro Pianeta.

Lo ha annunciato Antonio Longinelli dell'Università di Parma, nel suo
discorso di apertura al convegno organizzato dall'Istituto di
geologia ambientale e geoingegneria del Cnr, "La geologia del
Quaternario in Italia: temi emergenti e zone d'ombra", che ha preso
l'avvio nell'aula convegni del Consiglio nazionale delle ricerche e
che si concluderà il 18 febbraio.

"Gli ultimi modelli climatologici", ha sostenuto il
docente, "indicano un sostanziale incremento delle temperature
atmosferiche, che può essere riferito principalmente alla crescente
concentrazione di quelli che vengono genericamente definiti gas
serra".

Tra questi, una delle maggiori imputate è l'anidride carbonica (CO2),
il cui incremento annuo di concentrazione nell'atmosfera è arrivato a
poco meno di due parti per milione.

Questa quantità, che di per sé potrebbe sembrare minima, deve invece
essere considerata assai elevata, particolarmente se si tiene conto
che per ora, fortunatamente, quasi il 50% di CO2 di origine
antropogenica viene assorbita dalle acque oceaniche e dalle foreste.

"Ma le foreste", spiega Longinelli, "vengono distrutte al ritmo di
decine di migliaia di ettari per anno e il comportamento degli oceani
tende a modificarsi nel tempo".
Quest'ultima considerazione è il frutto di quasi dieci anni di
misurazioni della concentrazione di CO2 compiute in mare aperto,
sulla rotta compresa tra l'Italia e l'Antartide.

Nel corso delle spedizioni, oltre a misurare la concentrazione
atmosferica di CO2, se ne è esaminata la composizione isotopica e
dagli indicatori rilevati è emerso che in alcune aree oceaniche, in
particolare nella fascia circumpolare tra la Nuova Zelanda e
l'Antartide, l'acqua anziché assorbire costantemente, come
normalmente fa, l'anidride carbonica, tende sempre di più a
rilasciarla, contribuendo quindi all'incremento della sua
concentrazione atmosferica.

"Se si arriverà a una sostanziale modificazione degli equilibri
atmosfera-oceano", spiega Longinelli, "questa potrà contribuire a
un'accelerazione del fenomeno e, nel giro di poche decine di anni,
determinare condizioni climatiche a dir poco catastrofiche per il
nostro Pianeta".
Il convegno mira a fare il punto della situazione sullo stato della
ricerca sulla geologia del Quaternario in Italia.

Questo periodo è infatti uno dei più importanti della storia
geologica poiché fornisce elementi utili per valutare lo sviluppo
futuro di settori quali il clima, la stabilità dei versanti e la
sismicità.

Gli interventi, circa novanta, oltre a dare spazio a temi emergenti,
tra cui la geoarcheologia e le fluttuazioni climatiche, vogliono
evidenziare anche le attuali lacune nella ricerca sul Quaternario.

http://www.lswn.it/node/139

#4454 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mer 31 Mag 2006 10:14 am
Oggetto: I Moduli ZPE passano lentamente da una dimensione..
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I Moduli ZPE passano lentamente da una dimensione
superiore all'altra con il riciclo delle forme di vita

26 maggio 2006


I Moduli ZPE (Moduli di Energia Punto Zero) si riciclano all'interno
e in differenti multiversi nell'Iperspazio. I Moduli ZPE non si
muovono mai, ma proiettano se stessi in un universo fisico o
parallelo particolare in una forma di vita fisica con sembianza di
realtà  per guadagnare maggiore energia.

Per esempio, la forma di vita può coesistere nel nostro universo
fisico di materia e nello stesso tempo esistere in un universo
parallelo di anti-materia. Dato che le civiltà extraterrestri del IV
tipo possono integrare e manipolare con facilità dimensioni temporali
superiori e dimensioni di tempo parallelo, l'energia ottenuta dai
Moduli ZPE che provengono da differenti dimensioni temporali si
integrano periodicamente qualificando lo stato dell'eneriga del
Modulo ZPE.

Nell'Iperspazio ci sono sette dimensioni di livelli superiori che i
Moduli ZPE devono passare per giungere infine all'immortalità e far
parte dell'Universo congelato soggiacente l'Iperspazio. Livelli
energetici più elevati si ottengono dimostrando non attaccamento alle
entità dell'universo che il Modulo ZPE ha proiettato. Nel tempo,
lentamente ma fermamente, il Modulo ZPE guadagna energia, acquisisce
conoscenza e raggiunge un livello di coscienza più elevato e
lentamente passa da una dimensione superiore all'altra. Ed infine il
Modulo ZPE passa nell'universo congelato.


Copyright © 2004-2006, Indiadaily.com – Tutti i diritti riservati

link all'articolo originale inglese:
www.indiadaily.com/editorial/9136.asp

Tradotto  dalla  Stazione Celeste

www.stazionceleste.it

#4453 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 6:21 pm
Oggetto: I misteri di cattolica, la città dove abita Menphis75.
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#4452 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 6:02 pm
Oggetto: ROTOLI del MAR MORTO - QUMRAN
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ROTOLI del MAR MORTO - QUMRAN

Lunedì 10 Settembre 2001 - LA STAMPA - di Giacomo Galeazzi
La Chiesa pronta a «ritoccare» la Bibbia  ? - Franco Giubilei

Una nuova edizione delle Sacre Scritture, ispirata ai misteriosi
manoscritti del Mar Morto.
La notizia che si metterà mano alla Bibbia di Gerusalemme è filtrata
alcuni giorni fa, in occasione di un convegno di specialisti che si è
svolto a Sestola e intitolato «Archeologia fra mito e storia, QUMRAN
e i Rotoli del Mar Morto». Tra i relatori il domenicano Gianluigi
Boschi, biblista di fama mondiale, docente all'Università
Pontificia «San Tommaso D'Acquino» di Roma e massimo esperto di
archeologia mediorientale. Padre Boschi conosce come pochi altri le
grotte di QUMRAN, dopo aver partecipato agli epocali scavi che hanno
portato alla luce pergamene e altri reperti.
Un'impresa compiuta assieme al suo maestro, Roland De Vaux,
dell'Ecole Biblique Archeologique di Gerusalemme, il teologo celebre
per aver supervisionato le ricerche che hanno rivoluzionato lo studio
delle Sacre Scritture. A margine della proiezioni di diapositive
inedite sui ritrovamenti, padre Boschi ha rivelato che una
commissione internazionale composta dai massimi esperti di studi
QUMRANici si sta occupando di una nuova edizione della Bibbia di
Gerusalemme.
L'annuncio ufficiale sarà dato a Modena, nel corso di un meeting
internazionale organizzato dall'Università di Modena e Reggio Emilia
in programma dal 26 al 30 settembre.
All'incontro, organizzato per fare il punto sugli studi in corso, il
domenicano Boschi fornirà il suo contributo scientifico.
Alla riunione, intitolata «QUMRAN e i Rotoli del Mar Morto,
un'avventura raccontata dai protagonisti», prenderanno parte i più
autorevoli studiosi di archeologia biblica. «Quello della nuova
Bibbia di Gerusalemme è un progetto di immenso valore - spiega padre
Gianluigi Boschi - il coordinamento è stato affidato allo storico
Etienne Nodet, autore del libro "Le origini del Cristianesimo", testo
fondamentale in cui l'intero quadro delle origini del cristianesimo
viene legato ai ritrovamenti di QUMRAN.
La Bibbia di Gerusalemme sarà rivista anche alla luce di quelle
scoperte».

A custodire il segreto delle variazioni, ossia a sapere in quale
parti saranno modificate le Sacre Scritture rispetto all'edizione
attualmente in circolazione, è proprio il professor Nodet, che prima
di raggiungere Modena per fare l'annuncio ufficiale e svelare le
novità farà tappa a Gerusalemme, sede dell'Ecole Biblique. «Per una
settimana - afferma il celebre biblista domenicano - si riunirà nella
Città Santa l'équipe di esperti incaricata di realizzare la nuova
edizione.
Dal lavoro della commissione uscirà un risultato sorprendente, del
tutto innovativo, soprattutto per quanto riguarda introduzioni e
note. Ne è prevista anche una versione multimediale. Al convegno di
Modena sarà Nodet in persona a illustrare il piano dell'opera. E' una
conquista straordinaria, che nel giro di cinque anni raggiungerà
tutto il mondo».
Il luogo prescelto per la presentazione è la Biblioteca Estense,
dov'è custodita una preziosissima edizione della Bibbia, quella di
Borso D'Este.

Il convegno, quindi, è destinato ad entrare nella storia. «Faremo
chiarezza sugli studi di QUMRAN - prosegue padre Gianluigi Boschi -
perché sulla base di quei ritrovamenti si sono ipotizzati gli scenari
più disparati e sono usciti best-seller internazionali, come la
controversa opera di due scrittori inglesi che sostenevano
addirittura che ci siano state oscure manovre del Vaticano per
nascondere la verità sui manoscritti del Mar Morto».
Alcuni studiosi e movimenti cattolici sostengono, invece, che a
QUMRAN siano stati trovati brani del Nuovo Testamento, tesi sostenuta
anche al Meeting di Cl dello scorso anno. «Attorno ai ritrovamenti -
precisa il famoso biblista - si è scatenata una polemica senza fine e
la nostra scommessa è riprendere il discorso in modo rigoroso,
attraverso i pionieri degli studi su QUMRAN e i protagonisti delle
prime missioni.

Perciò è stato affidato l'incarico a quegli esperti dell'Ecole
Biblique e Archeologique di Gerusalemme che hanno fatto le principali
ricerche». Nel team di specialisti figurano personalità di primissimo
piano come l'epigrafista Emile Puch, lo storico Etienne Nodet, il
biblista Paolo Garuti, il presidente del movimento internazionale di
studiosi QUMRANici Fiorentino Garcia Martinez e il professor Jean,
responsabile dell'Ecole Biblique per l'archeologia.

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Cadrà l'ultimo mistero sulla vita di Cristo» - Lunedì 10 Settembre
2001 LA STAMPA

ECCO COME L'ORIGINE DEI PREZIOSI TESTI SI INTRECCIA CON L'ESISTENZA
DEL MESSIA

Dai 12 ai 30 anni visse con gli Esseni, poi seguì Giovanni Battista

L'ORIGINE dei manoscritti del Mar Morto si intreccia con la vita di
Cristo. Nel 1947 a Qumran fu un bambino a fare la più importante
scoperta archeologica del secolo. Un pastorello insegue una pecora
che si è allontanata fra le dune e le tira un sasso per fermarla. Il
sasso finisce in una spelonca e rompe un grosso vaso in terracotta
che contiene un rotolo.
Accanto ce ne sono molti altri, Sono i manoscritti della Comunità di
Qumran, risalenti all'epoca di Gesù, i più antichi testi della Bibbia
conservati. A trascriverli è stata la misteriosa comunità ebraica
degli Esseni, che in Palestina viveva con fede ascetica, separata dal
Tempio di Gerusalemme.
Nulla dicono i vangeli della vita del Messia dai dodici ai trenta
anni, quando ha inizio la predicazione. Del periodo intermedio si sa
solo che Gesù abitava a Nazareth e faceva il carpentiere.

Nel 30 d.C., secondo l'interpretazione accreditata da numerosi
studiosi, all'interno della comunità di Qumran, gli Esseni accolgono
Gesù e lo interrogano sul suo passato. Dal «barmishva», ossia
l'entrata ufficiale fra gli adulti, alla decisione di seguire
l'esempio del Giovanni Battista. «L'incontro con gli Esseni, autori
dei testi di Qumran - spiega il teologo Pier Maria Mazzola - potrebbe
avere introdotto Gesù alla vita di comunità, attraverso
l'apprendistato nelle varie discipline e la scoperta dei propri
poteri fino alla maturazione e l'inizio della predicazione. I rotoli
del Mar Morto ci aiutano a ricostruire la storia di Gesù. Pur accolto
dalla comunità essena, Gesù a trent'anni se ne va perché quei monaci
vivono lontani dal mondo vero e sono troppo legati alla loro regola,
mentre all'esterno domina il male».
I manoscritti, dunque, rappresentano una conferma ed una preziosa
integrazione delle Sacre Scritture.
La scoperta, in grado di arricchire la conoscenza delle origini
storiche del cristianesimo, avvenne sulle rive nord-occidentali del
Mar Morto. «Il ritrovamento dei manoscritti - precisa padre Mazzola -
sembra dimostrare che il Cristo della narrazione evangelica ha avuto
molto a che fare con movimenti della dissidenza ebraica quali la
comunità degli Esseni».
Non sapremo mai quanti frammenti furono trovati nelle grotte di
Qumran, né se alcuni siano andati dispersi.

Nel 1954 alcuni testi erano conservati nella camera blindata
dell'Hotel Waldorf Astoria di New York, da cui uscirono perché
comperati dal governo israeliano al prezzo di 250 mila dollari. Altri
manoscritti, invece, erano finiti al Museo Rockefeller, nella parte
est di Gerusalemme, in mano giordana.
Si formarono così due commissioni di studio indipendenti: una sotto
il controllo di Yigael Yadin, in Israele, e l'altra supervisionata da
padre de Vaux, un sacerdote cattolico, in Giordania.
Quelli del Mar Morto sono i più antichi manoscritti della Bibbia mai
trovati, importanti per comprendere meglio la figura di Gesù e il suo
messaggio.

Le novità dell'insegnamento di Cristo, infatti, emergono pure alla
luce dei frammenti di Qumran e delle idee religiose a lui
contemporanee. Tra i manoscritti più significativi ci sono la
raccolta degli Inni, un commento al libro della Genesi e i Salmi. Ma
il punto caldo dell'affascinante vicenda è costituito dalla probabile
presenza di brani del Nuovo Testamento nei rotoli di Qumran. Ciò
farebbe degli Esseni una comunità «protocristiana». Secondo il
gesuita spagnolo, padre José O'Callaghan, il famoso frammento 7Q5,
datato al 50 d.C., conterrebbe, infatti, alcuni versetti del Vangelo
di Marco.
«Se ciò verrà dimostrato - sottolinea il teologo Mazzola - sarebbe
una scoperta di portata storica.
E' probabile che gli Esseni di Qumran abbiano trascritto testi del
Nuovo Testamento.
Oltre al Vangelo di Marco sarebbero state riconosciute parti delle
lettere a Timoteo e della lettera di Giacomo, trascritte prima del 68
d.C., quando cioè il complesso monastico fu abbandonato. In effetti,
i filologi che hanno studiato i documenti, li collocano
cronologicamente intorno alla metà del I secolo e lì viveva il gruppo
che aveva raccolto la grande biblioteca ritrovata nelle grotte».

Fu fra il 68 e il 73 d.C., negli anni della rivolta ebraica, che gli
Esseni furono sottomessi dai romani.
Per paura della furia devastatrice delle truppe, gli abitanti di
Qumrân nascosero i rotoli nelle grotte, dove sono rimasti per due
millenni.
  I più antichi manoscritti biblici erano scritti su papiro, che era
particolarmente fragile e deperibile, perciò non durarono a lungo,
salvo che in condizioni davvero eccezionali come nel clima molto
secco delle grotte del Mar Morto.
Prima della straordinaria scoperta di Qumran, il manoscritto ebraico
più antico era datato intorno al 900 d.C., e cioè dopo circa 1300
anni dal completamento dell'Antico Testamento, il cui canone fu
ultimato circa nel 400 a.C.
I testi del Mar Morto rappresentano, quindi, un'impresa ciclopica:
40.000 frammenti scritti dai quali furono ricostruiti 500 libri.

Ci sono brani di quasi tutti i libri dell'Antico Testamento. Sono
stati rinvenuti a Qumran dei manoscritti databili addirittura prima
di Cristo, e cioè 1000 anni prima di quello che fino al 1947 era il
testo più antico. In particolare due copie del libro del profeta
Isaia (provenienti dalla prima caverna esplorata nel Mar Morto) si
rivelarono del tutto identiche al testo biblico «originale», ovvero
quello ritrovato nel 980 d.C.

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CULTURA: ROTOLI MAR MORTO- ANNUNCIO UFFICIALE, SARANNO PUBBLICATI

New York, 15 nov. - (Adnkronos) - I "Rotoli del Mar Morto", databili
tra il 250 a.C. e il 70 d.C, saranno presto pubblicati a 54 anni di
distanza dallo loro scoperta casuale in undici grotte vicino a
Qumran, antico centro dell'odierna Cisgiordania. L'annuncio ufficiale
della loro pubblicazione integrale e' stato dato durante una
conferenza alla New York Public Library
da Emmanuel Tov, professore di ebraico all'Universita' di Gerusalemme
e direttore del progetto. Con l'imminente pubblicazione, ha spiegato
Tov, si intende mettere fine alla serie infinita di illazioni e
polemiche che si sono registrate nel corso di mezzo secolo sul
misterioso ritrovamento delle centinaia di manoscritti (redatti dagli
Esseni, una setta di monaci) che gettano nuova luce sull'ambiente
giudaico al tempo del cristianesimo primitivo.

La pubblicazione integrale dei 900 manoscritti di Qumran comincera'
nel 2002. Il progetto sara' curato dal professor Tov con l'aiuto di
100 studiosi internazionali, con la supervisione dell'Autorita'
israeliana alle antichita'.
Finora sono stati realizzati 28 volumi e altri sono in corso di
preparazione. I volumi saranno pubblicati dalla Oxford University
Press con il titolo generale "Discoveries in the Judean Desert".
... e con un articolo dal Tempo:

Il Tempo, venerdì 16 novembre, pag. 17, Presto stampati i "Rotoli del
Mar Morto"

I "rotoli del Mar Morto", databili tra il 250 a.C. e il 70 d.C,
saranno presto pubblicati a 54 anni di distanza dallo loro scoperta
casuale in undici grotte vicino a Qumran, antico centro dell'odierna
Cisgiordania.
L'annuncio ufficiale della loro pubblicazione integrale è stato dato
durante una conferenza alla New York Public Library da Emmanuel Tov,
professore di ebraico all'Università di Gerusalemme e direttore del
progetto. Con l'imminente pubblicazione, ha spiegato Tov, si intende
mettere fine alla serie infinita di illazioni e polemiche che si sono
registrate nel corso di mezzo secolo sul misterioso ritrovamento
delle centinaia di manoscritti (redatti dagli Esseni, una setta di
monaci) che gettano nuova luce sull'ambiente giudaico al tempo del
cristianesimo primitivo.
Nelle grotte vicino a Qumran, a una ventina di chilometri da Gerico,
furono scoperti nel 1947 (ma i ritrovamenti andarono avanti fino al
1956) 900 manoscritti, i cosiddetti "Rotoli del Mar Morto", il cui
contenuto è stato suddiviso dagli specialisti in quattro gruppi:
testi relativi alla Bibbia ebraica, testi apocrifi dell'Antico
Testamento, testi degli Esseni del monastero di Qumran,
commenti biblici, liturgie e testi astrologici. La decifrazione e
l'interpretazione dei rotoli hanno offerto interessanti contributi
alla ricostruzione della cultura giudaica pre e post-cristiana.
Alcuni manoscritti, a giudizio di autorevoli studiosi cristiani,
offrirebbero preziose notizie sulla predicazione e la vita di Cristo.
La pubblicazione integrale dei 900 manoscritti di Qumran comincerà
nel 2002. Il progetto sarà curato dal professor Tov con l'aiuto di
100 studiosi internazionali, con la supervisione dell'Autorità
israeliana alle antichità.
Finora sono stati realizzati 28 volumi e altri sono in corso di
preparazione. I volumi saranno pubblicati dalla Oxford University
Press con il titolo generale "Discoveries in the Judean Desert".
I manoscritti noti come "Rotoli del Mar Morto" hanno suscitato aspre
polemiche sulla dinamica storica delle origini del cristianesimo.
L'impossibilità degli studiosi di leggere completamente i rotoli di
Qumran ha fatto sorgere le ipotesi più svariate e fantasiose, come
quella - da parte di alcuni biblisti cattolici - di un veto alla
pubblicazione integrale per impedire che venissero alla luce prove
inconfutabili sulla storicità dei Vangeli. Nel corso dell'ultimo
decennio gli annunci di ritrovamenti si sono susseguiti. Non più di
tre anni fa il professor James Charlesworth, direttore del "Dead Sea
Scrolls Project" di Princeton (New Jersey), uno dei più autorevoli
gruppi di studi sui manoscritti esseni, ha reso noto il
ritrovamento di 220 frammenti inediti.
Secondo lo studioso i frammenti sembrano accennare alla predicazione
di Gesù.
Per la prima volta, disse Charlesworth, sarebbero stati scoperti
testi ebraici, databili tra il I a.C. e il I secolo d.C. che parlano
di Dio come re e del suo regno sulla terra, cioè con vocaboli molto
simili a quelli cristiani.

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Martedi 11 Settembre 2001  (Giornale AVVENIRE) di Gian Maria Vian

Qumran ha colpito ancora, coinvolgendo stavolta un giornale serio
come "La Stampa".

Ieri il quotidiano torinese ha infatti dedicato quasi un'intera
pagina (firmata da Giacomo Galeazzi e Franco Giubilei) a una presunta
notizia bomba, debitamente richiamata in prima pagina: "La Chiesa:
così cambieranno le Sacre Scritture", s'intende sulla base dei
manoscritti scoperti nel 1947 presso il Mar Morto, soprattutto a
Qumran. Quindi un susseguirsi di notizie su "la vera data dei
Vangeli" (ma si tratta del dibattito aperto da José O'Callaghan nel
1972 e molte volte finito anche sui giornali), su "chi era davvero
Barabba" (segue la citazione del vangelo di Marco, anche questa
un'assoluta novità) e sul fatto che "cadrà l'ultimo mistero sulla
vita di Cristo", cioè la sua vicinanza al movimento esseno, ipotesi
da molti anni discussa dagli specialisti.

Un avallo autorevole quanto improbabile ("I teologi vaticani: dai
manoscritti di Qumran la vera voce di Gesù") porta poi al
titolone: "La Chiesa pronta a 'ritoccare' la Bibbia". Ma non si
tratta solo di titolisti disinvolti, perché nel testo c'è anche di
peggio, come la notizia, inesistente, di un'imminente "nuova edizione
della Bibbia di Gerusalemme", il best seller che dalle parigine
Éditions du Cerf s'è diffuso in tutto il mondo nelle tre edizioni del
1955, del 1973 e del 1998 (sarà quest'ultima a essere utilizzata
dalle Edizioni Dehoniane di Bologna per corredare il testo rivisto
della Conferenza Episcopale Italiana, come già le precedenti).

Da decenni poi gli studiosi che hanno realizzato «La Bible de
Jérusalem», come gli specialisti più seri delle origini cristiane,
tengono conto nelle loro ricerche dei testi di Qumran, dal 1996
accessibili anche in italiano nell'eccellente edizione curata da
Florentino García Martínez e Corrado Martone per la Paideia di
Brescia. Insomma, al posto di una clamorosa novità c'è solo un cumulo
di inesattezze riciclate per l'ennesima volta.

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I misteri di Gesù svelati nei Rotoli - Morris

LA STAMPA Martedì 11 Settembre 2001

Nuova luce su alcuni dei temi portanti del Nuovo Testamento Dalla
lotta cosmica tra il Bene e il Male, fino all'Ultima Cena molti i
punti di contatto tra la comunità essena e i primi cristiani

I frammenti di Qumran, ovvero un prezioso aiuto per comprendere
meglio il messaggio di Gesù.

Questi antichissimi documenti hanno un'importanza straordinaria
perché gettano luce su temi e idee portanti del Nuovo Testamento.
Come anticipato ieri da La Stampa, i frammenti - per più di 50 anni
al centro di un giallo archeologico e teologico - saranno utilizzati
per integrare il testo della Bibbia in una nuova edizione. La
comunità di Qumran, come del resto i primi cristiani, credeva di
vivere ed operare negli «ultimi tempi», in attesa dell'intervento
definitivo di Dio che avrebbe ristabilito la giustizia e annientato
l'empietà.
Per prepararsi al combattimento finale con le «forze del male», gli
Esseni, autori dei manoscritti del Mar Morto, vivevano nel deserto ed
interpretavano le Scritture, riferendo passi profetici dell'Antico
Testamento alla loro epoca. Un giorno i figli della luce avrebbero
combattuto, con l'aiuto di Dio, contro i figli delle tenebre,
vincendoli e stabilendo su Israele e sul mondo un'era di giustizia e
di pace. «Anche nel Nuovo Testamento si parla di figli della luce e
figli delle tenebre - spiega il professor Simone Venturini, direttore
della Biblioteca "Pio IX" dell'Università Lateranense - due mondi ed
ordini diversi, in perenne lotta spirituale. Anche i primi cristiani
credevano di vivere negli "ultimi tempi", che il ritorno di Gesù
fosse prossimo e che il giudizio finale fosse alle porte. A
differenza degli Esseni però, i primi cristiani capirono che Gesù
aveva vinto il male con la sua risurrezione».

Quando, secondo il vangelo di Matteo, Cristo nell'ultima cena dice
che il suo sangue viene versato per molti, si potrebbe pensare che
egli volesse escludere qualcuno dalla sua missione salvifica. In un
manoscritto ritrovato a Qumran, i «molti» (in ebraico harabbim) sono,
invece, i puri, ossia i membri della comunità.

Che il riferimento ai rotoli del Mar Morto effettivamente chiarisca
il senso della parola «molti», è confermato dal vangelo di Luca
(capitolo 22, versetto 20) dove i «molti» diventano «voi»: «Questo è
il calice della nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per
voi», ossia per tutti i discepoli.

«I lineamenti evangelici di Giovanni Battista sono rintracciabili
anche negli scritti di Qumran - precisa il biblista - Giovanni
predicava nel deserto ed anche la comunità monastica viveva ed
operava nel deserto vicino al Mar Morto. Giovanni amministrava un
battesimo di penitenza. Nelle rovine di Qumran, ancor oggi
visitabili, sono state trovate piscine con alcuni scalini che
scendevano nell'acqua per la purificazione rituale. Ad un certo
punto, però, il Battista si separò dalla comunità di Qumran». Pure la
misteriosa ed affascinante figura di Melchisedek, di cui parla la
Genesi al capitolo 14, si ritrova in uno dei rotoli. Nei frammenti
del Mar Morto l'enigmatico personaggio cui Abramo diede la decima di
ogni cosa, viene descritto come un essere angelico, venuto a
proclamare la libertà, per fare giustizia sul male. La lettera agli
Ebrei si muove in una direzione simile ed applica la figura di
Melchisedek a Gesù per dimostrarne la divina superiorità rispetto a
qualsiasi altra creatura e per spiegarne il sacerdozio.

«I testi di Qumran sono popolati pure da angeli - osserva Venturini -
Michele e Gabriele erano gli arcangeli, che ricevevano direttamente
da Dio le missioni loro affidate, poiché erano gli unici, insieme a
Uriel e Sariel, che potevano presentarsi al cospetto di Dio. Viene
subito alla mente il Vangelo di Luca e l'annuncio a Maria, che riceve
da Gabriele la notizia che diverrà madre di Gesù» Nei frammenti,
però, si parla spesso anche di demoni. Secondo i manoscritti di
Qumran i demoni furono creati da Dio, ma poi se ne allontanarono
diventando suoi antagonisti e ribelli. Anch'essi abitavano nei cieli,
come afferma il Nuovo Testamento. La loro caduta indicava la prossima
fine del dominio del male nel mondo.

«Se si vuole cogliere in profondità il messaggio di Gesù - prosegue
Venturini- occorre prendere sul serio le dottrine angeliche di Qumran
e pensare all'esistenza di esseri angelici che si oppongono o
collaborano alla realizzazione del progetto di Dio nella storia. I
primi cristiani credevano che la vita eterna consistesse in uno
spazio diverso dalla terra, in una comunione con Dio in cielo, come
dimostra il Vangelo di Luca. Nei testi del Mar Morto si pensa ad un
ritorno nell'Eden, allo stato beato promesso ad Adamo, ma da lui
infranto. Era un luogo fisico situato alle sorgenti del Tigri e
dell'Eufrate.
I membri della comunità credevano alla risurrezione dei morti, prova
ne sono le numerose tombe rinvenute vicino ai resti archeologici di
Qumran».

Il «Rotolo dell'Angelo» racconta l'ascesa al regno celeste di un
personaggio chiamato Yeshua Ben Padiah e della sua visita al «palazzo
dei cieli». Originalissima, è poi la spiegazione data alla genesi
dell'uomo, che nascerebbe dalla combinazione del seme maschile e di
quello femminile, contro la concezione tradizionale sul ruolo attivo
del solo uomo.
Un'attenzione alla donna del tutto atipica nella mentalità
dell'epoca.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

CHE COSA CONTENGONO - L'Antico Testamento di una setta enigmatica
LA STAMPA -  Martedì 11 Settembre 2001

1 -  I Rotoli del Mar Morto rappresentano la più grande scoperta di
manoscritti avvenuta nell'era moderna. In tutto ne sono stati trovati
fra gli 825 e gli 870. Solo la grotta numero 1 e la 11 hanno
restituito manoscritti relativamente intatti. La grotta 4, scoperta
nel 1954, ha restituito la maggior parte di documenti: circa 15 mila,
con oltre 500 manoscritti.

2 -  I Rotoli possono essere divisi in due categorie - biblici e non
biblici. Contengono commenti dell'Antico Testamento, spiegazioni
della Legge, leggi per la comunità, salmi di ringraziamento,
benedizioni, testi liturgici, scritti sapienziali. Compaiono
frammenti di ogni libro dell'Antico Testamento, eccetto il Libro di
Ester. Finora sono state identificate 19 copie del libro di Isaia, 25
copie del Deuteronomio e 30 copie dei Salmi.

3 -  Nei Rotoli compaiono profezie di Ezechiele, Geremia e Daniele,
che non si trovano nella Bibbia. Il Rotolo di Isaia, trovato
relativamente intatto, è mille anni più vecchio della precedente
copia conosciuta. I Rotoli sono l'insieme più antico di manoscritti
dell'Antico Testamento che sia mai stato trovato. Nei Rotoli sono
stati trovati salmi attribuiti al Re David e a Joshua, mai conosciuti
prima.

4 -  La lingua è per lo più l'ebraico, ma molti Rotoli sono anche in
aramaico, la lingua comune di ebrei e palestinesi negli ultimi due
secoli prima di Cristo e dei primi due secoli dopo Cristo.

5 -  I Rotoli costituivano la biblioteca di una setta ebraica, gli
Esseni, che fu nascosta all'incirca nel 66-70 d.C., quando i romani
soffocarono la prima rivolta degli ebrei. Gli Esseni osservavano
strettamente la Torah, erano messianici, apocalittici e guidati da un
sacerdote. Si definivano «figli della Luce», «i Poveri», «i Figli
della Via».  Chiamavano i loro nemici «Figli delle Tenebre».
Si consideravano «i Santi», vivevano nella «Casa della Santità»,
poiché lo Spirito Santo, dicevano, era con loro.

6 -  Benché la comunità di Qumran esistesse ai tempi di Gesù, nessuno
dei Rotoli cita né lui né i suoi discepoli descritti nel Nuovo
Testamento. I Rotoli raccolgono tra l'altro le ultime parole
Giuseppe, Giuda, Levi e Amram, padre di Mosé.

7 -  Uno dei Rotoli, quello di rame trovato nella grotta 3, elenca
una lista di 64 nascondigli, in Israele, con oro, argento, aromi e
manoscritti. Sarebbero i tesori del Tempio di Gerusalemme, messi in
salvo quando venne distrutto.

8 -  I Rotoli sono fatti per lo più di pelle animale, ma anche di
papiro e di rame. Il Rotolo più lungo, trovato nella grotta 11,
misura più di otto metri, ma doveva misurarne quasi nove.

9 Il grande ritardo nella pubblicazione dei manoscritti, secondo
alcuni, era dovuto al timore che i testi potessero aprire la porta a
una serie di interpretazioni critiche del cristianesimo primitivo:
essi contengono collegamenti con il cristianesimo delle origini e
possono offrire spunto per una discussione storica sulla figura di
Gesù. Il mondo cattolico replicò con energia a queste accuse,
definendole insinuazioni prive di fondamento. In ogni caso,
attualmente, dopo parecchi decenni dalle prime scoperte, molto
materiale è stato reso di pubblico dominio ed è accessibile in
qualunque libreria ben fornita e su Internet.

http://www.mednat.org/religione/rotoli.htm

#4451 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 4:04 pm
Oggetto: MISTERI DEL MONDO
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MISTERI DEL MONDO - Introduzione

 

 

Antica Incisione rinvenuta su una roccia in Giappone: cosa rappresenta?

 

 

Non sempre la storia che viene insegnata sui libri della letteratura "ufficiale" coincide con le scoperte archeologiche: spesso si trovano, infatti, tracce di presenza umana in strati geologici risalenti a decine di milioni di anni fa (quando l'uomo teoricamente non c'era ...), oppure utensili tecnologicamente incompatibili con le conoscenze di una determinata civiltà, o costruzioni inspiegabili sia nella tecnica costruttiva che nel loro significato (Stonehenge, le Piramidi, le Linee di Nazca ...): sono i cosiddetti OOPART (Out Of Place ARTifacts, cioè manufatti-reperti "fuori posto") descritti e studiati dall'archeologia non ufficiale.

 

ALCUNI "OOPART"

http://www.cerchinelgrano.info/misteri.htm

Una vasta descrizione di tali reperti é stata fatta dal ricercatore Michael Cremo nel suo libro del 1994 «Archeologia proibita».

 

Le informazioni provenienti da un remotissimo passato acquistano sempre maggiori significati alla luce di nuovi studi e scoperte; l'attenzione di moderni ricercatori ha inoltre riacceso, nell'ultimo decennio, il dibattito su tutto ciò che riguarda problemi tecnici ed implicazioni di carattere astronomico relativi, ad esempio, alle costruzioni delle piramidi e dei grandi templi dell'Antico Egitto, tutt'ora in gran parte non risolti.

Diventa così sempre più importante e urgente una revisione critica delle nostre conoscenze storico - archeologiche ed una nuova analisi delle stesse teorie sull'origine dell'uomo e sulla sua evoluzione.

 

 

IL MIRACOLO DELLA NEVE

Non possediamo veri e propri documenti in cui si descrivono possibili avvistamenti di U.F.O. nel passato, ma solo descrizioni di tipo letterario, poco attendibili non avendo un supporto grafico; tali descrizioni grafiche sono però presenti, seppur non ufficialmente, in diverse tele e dipinti di autori contemporanei all'evento. Una fra queste tele famose è "Il Miracolo Della Neve" del pittore Masolino da Panicale, che rappresenta uno stranissimo evento che vede protagonista Papa Liborno (352-266 A.D.).
Secondo la tradizione, il Papa ricevette in sogno dagli angeli, l'ordine di far costruire una nuova Basilica a Roma, nel luogo esatto in cui si sarebbe manifestata una nevicata miracolosa. Il giorno dopo, cadde dal cielo, contrariamente a qualsiasi previsione metereologica, una sostanza bianca simile a neve, pur essendo una calda giornata d'Agosto. Lo strano fenomeno avvenne solo in una zona limitata di Roma, in cui, per l'appunto successivamente, fu edificata la nuova chiesa di S. Maria Maggiore.
Nella raffigurazione di Masolino, notiamo il pontefice romano che si accinge ad indicare l'esatto perimetro della futura costruzione sacra, proprio nella zona "imbiancata" dalla miracolosa neve, neve dipinta ancora nell'atto di cadere dal cielo. Nella parte superiore del dipinto vi sono Cristo e la Vergine che osservano la scena dai cieli.
Quale fu la causa di una nevicata tanto impossibile? Il pittore nella sua opera ci offre una dettagliata descrizione dell'evento, rappresentando la neve che cade da una grossa "nuvola", di colore grigiastro con forma simile ad un sigaro, sotto la quale vengono rappresentate altre nuvole più piccole. Dopo un'osservazione attenta di queste, si è notato che non appaiono come comuni nubi, ma posseggono lineamenti netti anziché vaporosi; sono poi rappresentate con illuminata solo la loro parte superiore e la maggior parte delle "nuvole" in questione sono, stranamente, munite di cupola: se confrontiamo la foto di un disco volante scattata su Siena nel 1954 (mentre dal cielo cadeva "bambagia" o "Angel's hair") con le strane nuvole del Masolino, possiamo notare una certa somiglianza, che potrebbe apparire non casuale.

 

 

Sappiamo di vari avvistamenti di strani oggetti volanti tramite testimonianze che avvennero anche nel XV secolo; ne citiamo qui una, quella di uno storico italiano di Forlì, Leone Cobelli:

" Eodem millesimo (1487 A.D.) puro di Giugno, di nocte tempo apparve una trave de fuoco. Venne dal monte de Pogiolo a Forlivio in fina a li mura de la Rocca de Ravaldino. Fo poi probicato la matina venente. Poi ancora del bel di apparve un'altra trave de fuoco venire del Monte de Puzolo in fino sopra la piacia: e questo fo palese a tucto el populo forlovesi …". "… Eodem millesimo (1487), d'Augusto. Apparve una matina dui hore inance di una stella granda la quale venia de verso la montagna (Appennini) e andava verso Ravenna, certo parea una pavagliotta (farfalla) che volasse per l'aria. Io la vide… Come li altri. Certo parea come una rota di carro, e durò circa un bon miserere. Alcuni dicono che più di mezza bora prima l'avevano veduta a la montagna…".
Questo è il resoconto riguardo le testimonianze oculari di Leone Corbelli presenti nelle sue "Cronache Forlivesi", considerate "segni celesti", come egli stessi scrive.
Questo tipo di apparizioni nel passato più recente sono abbastanza comuni nelle scritture, annali e resoconti, di autori contemporanei agli eventi celesti citati: se non considerate veramente come apparizioni divine, miracoli o espressioni della potenza divina, tali eventi potrebbero essere solo spiegati con il metodo ufologico. Del resto sono molte le prove e i fatti che, sottoposti alla conoscenza scientifica e ufologica moderna, portano a queste conclusioni.

 


#4450 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 3:59 pm
Oggetto: possessori di speciali doni di guarigione
menphis75angel
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Dall'alba della storia certi individui sono stati riconosciuti come
possessori di speciali doni di guarigione. I Faraoni dell'antico
Egitto consideravano i guaritori come consulenti molto importanti e
riveriti. E sono stati i guaritori che hanno effettivamente fondato
le più grandi religioni del mondo: Gautama Buddha, Gesù di Nazareth,
il profeta Maometto, erano tutti guaritori dotati. I primi cristiani
erano inizialmente una comunità di guarigione. Anche secoli prima di
Gesù, i profeti ebraici Elia, Elisha e Isaia erano guaritori
affermati; Mosè ha detto di aver guarito tanti Israeliani dai morsi
di serpente. Gli "uomini medicina" e gli sciamani guaritori
dell'Africa, Asia e anche delle Americhe hanno avuto le posizioni più
elevate a livello sociale nelle loro tribù.

continua...

http://www.coscienza.org/BiostimTarg1.htm

---

altro articolo interessante:

http://www.coscienza.org/BiostimTarg2.htm

#4449 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 12:15 pm
Oggetto: L'ectoplasma
menphis75angel
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L'ectoplasma

In passato uno studioso di nome Geley condusse degli studi
approfonditi sulla presenza di esseri paranormali e al termine delle
sue ricerche produsse una mole notevole di materiale sul fenomeno.
L'ectoplasma è una sostanza semisolida o gassosa, che si sviluppa
all'esterno dei corpo di certi medium, uscendo dalla bocca, dal naso,
dalle orecchie, dal plesso ecc., ci sono anche dei casi di foto dove
la presenza dell'ectoplasma viene riscontrata dopo lo sviluppo, in
questi casi lo spirito si trovava nella zona ma risultava invisibile
alla vista umana. La sostanza, dotata di capacità motoria, emana
lentamente dal corpo e si stende sotto forma di un largo tessuto
membranoso perforato da vuoti e da rigonfiamenti, o sotto forma d'una
nebbiolina opaca. L'ectoplasma, emanazione dei fluido vitale, è stato
chiamato dal dottor Geley "sostanza primordiale".

Ouesta sostanza è dotata di sensibilità come la materia vivente da
cui deriva, teme i contatti ed è sempre pronta a sottrarsi alla vista
e a riassorbirsi. Geley le attribuiva una sorta d'istinto, simile
all'istinto di conservazione degli invertebrati. Al più piccolo
trauma, la sostanza ritorna nel corpo dei medium. Geley ha insistito
nel rilevare i gemiti emessi dal medium durante il fenomeno, che
ricordano quelli di una partoriente. Inoltre, durante l'esteri
orizzazi one, il medium perde peso in rapporto con l'entità
materializzata, in quanto l'invisibile si serve in effetti di questa
sostanza per rendersi visibile in un ambiente umano. Il fisico W.
Crookes aveva costruito una bilancia speciale per studiare questa
dispersione. La sua medium (Miss Cook), che pesava 112 libbre in
stato normale, non pesava più di 68 libbre quando l'entità si
materializzava.

Per conservare prove tangibili di queste manifestazioni, Geley e i
suoi collaboratori hanno fatto immergere queste mani ectoplasmiche in
soluzioni di paraffina contenute in vasche di acqua calda. Quando la
mano riemerge dall'acqua è ricoperta da un sottile strato di
paraffina, che si solidifica a contatto con l'aria. Una volta che la
mano si è dematerializzata, rimane uno stampo cavo dal quale
ovviamente una mano normale non potrebbe uscire, a causa dell'estrema
fragilità della paraffina. Nel "guanto" di paraffina che rimane si
cola dei gesso e si ottiene un calco. Le mani ectoplasmiche hanno la
forma di mani adulte in miniatura.

Non soltanto gli esperti (che non conoscevano le condizioni
sperimentali) hanno rilevato la finezza dei dettagli anatomici dei
calchi, ma hanno riscontrato segni di contrazione muscolare e pieghe
nella pelle che li hanno portati a concludere " in tutta evidenza,
mani viventi son servite per questi stampi Il rapporto sottolinea che
l'uscita di una mano vivente da un guanto di paraffina dello spessore
di meno di un millimetro è impossibile; ci si può quindi domandare
come sia avvenuto questo fenomeno, umanamente impossibile>>.

Dopo numerose prove, completamente fallite di produrre
artificialmente e con i mezzi più diversi guanti di paraffina
analoghi a quelli ectoplasmatici, si è dovuto concludere che lo
stampo di membra materializzate costituisce una conferma irrefutabile
dei fenomeno ectoplasmico.

http://www.universonline.it/_misteri/articoli_m/articoli/02_06_05_a.ph
p

foto:

http://images.google.it/images?svnum=10&hl=it&lr=&q=ectoplasma

#4448 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 12:18 pm
Oggetto: La creazione dell'uomo
menphis75angel
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La creazione dell'uomo

(Leggenda degli Indiani d'America)


In una notte scura e stellata, un gruppo di Pellerossa stava
accovacciato intorno ad un falò. Improvvisamente il guerriero più
anziano si alzò in piedi. Il suo volto era vecchio e bruno come la
terra e portava sulle spalle una coperta dai vivaci colori. Cominciò
a narrare la storia dell'inizio del mondo…
Quando Coyote, il cane del deserto, teminò di creare il mondo, prese
il vento, che era fatto a forma di conchiglia, e rovesciandolo, formò
il cielo. Dispensò vivaci colori ai cinque angoli del mondo e un
arcobaleno si alzò nel cielo a dividere la notte dal giorno.
Poi si accucciò, ululò e il sole e la luna cominciarono a muoversi
nel cielo.
Coyote riempì le pianure di alberi e di stagni e di montagne e di
fiumi e fece tutti gli animali.
"Per ultimo e come cosa migliore farò l'Uomo" mormorò a mezza voce.
Gli animali lo udirono e vollero aiutarlo. Così si sedettero tutti in
circolo nella foresta; Coyote, l'Orso Grigio, il Leone, l'Orso
Biondo, il Cervo, la Pecora, il Castoro, il Gufo e il Topo.
"Puoi fare Uomo della forma che più ti piace" disse il Leone, "ma io
credo che dovrebbe avere denti aguzzi per masticare la carne e anche
delle lunghe zampe." "Come le tue?" chiese Coyote. "Beh, sì, come le
mie", rispose Leone. "Avrà bisogno anche di una pelliccia e di una
voce forte e potente." "Come la tua?" chiede di nuovo Coyote. "Come
la mia", rispose Leone.
"Nessuno vuole una voce come la tua" interruppe Orso Grigio. "Tu fai
scappare tutti. Uomo deve poter camminare sulle zampe di dietro, deve
poter afferrare gli oggetti con quelle davanti e stringerli fino a
schiacciarli." "Come fai tu?" chiese Coyote. "Beh, sì, come faccio
io." Replicò Orso Grigio.
Cervo tremò nervosamente e gettando timide occhiate al di sopra della
spalla disse: "Cos'è tutto questo parlare di divorare carne e di
distruggere le cose? Non è bello. Uomo deve poter sentire quando è in
pericolo e scappar via velocemente. Dovrebbe avere orecchie come
conchiglie marine per poter sentire ogni più piccolo suono, e occhi
come la Luna, che vede tutto; e naturalmente corna ramificate; avrà
assoluto bisogno di corna." "Come le tue?" chiese Coyote. "Beh, sì,
come le mie" rispose Cervo.
"Come le tue?" schernì Pecora."Ma a che servono le corna ramificate?
Aggeggi appuntiti che si impigliano in tutti i rami e cespugli! Come
farebbe a dare cornate? Ma se invece avesse due cornini ai lati della
testa…." "Come i tuoi?" chiese Coyote. Pecora, offesa, tirò su col
naso. Non le piaceva essere interrotta.
<Allora saltò su Castoro e disse: "Vi state dimenticando della cosa
più importante: la coda di Uomo. Code lunghe e sottili possono andare
bene per scacciare le mosche, credo. Ma Uomo deve avere una coda
larga e piatta. Come farebbe a costruire dighe nel fiume?" "Come le
tue?" chiese Coyote. "Nessuno sa fare dighe come le mie" disse
Castoro con superbia.
"Sentite me" squittì Topo. "L'Uomo che volete fare è troppo grande.
Fareste meglio a farlo piccolo."
"Tutti matti siete!" gridò Gufo. "E le ali? Non ci avete pensato alle
ali? Se volete che Uomo sia il migliore degli animali, deve poter
volare. Deve avere le ali!" "Come le tue?" chiese Coyote. « Ma è
tutto quello che sai dire ? » si lamentò Gufo. "Non hai idee tue?"
Coyote balzò in piedi e avanzò al centro del cerchio. "Stupidi
animali. Non so proprio a cosa stessi pensando quando vi ho fatto.
Volete tutti che Uomo sia esattamente come voi!"
"Immagino che invece vorresti che fosse come te, vero Coyote?"
ringhiò Orso Biondo.
"E come faremmo allora a distinguerci?" replicò Coyote. "Tutti
potrebbero indicarmi e dire: "Ecco Uomo." E poi indicherebbero Uomo e
direbbero: "Ecco Coyote! No, no, no, Uomo deve essere differente."
"Ma con le ali!" gridò Gufo.
"E corna ramificate!" bramì Cervo.
"E dei bei cornini!" belò Pecora.
"E deve avere una vociona!" tuonò Orso Grigio.
"E deve essere piccino!" squittì Topo.
"E non senza coda!" aggiunse Castoro.
Ma nessuno lo udì. Tutti erano troppo occupati a litigare. Mordendo e
caricando, gli animali lottarono nella foresta mentre Coyote stava a
guardare scuotendo la testa.
Peli e piume, unghie e pezzi di corna volavano tutt'intorno. Coyote
li raccattò, li mise di nuovo insieme e creò altri animali ancora,
come Cammello e Giraffa.
Presto tutti gli animali giacquero in un ammasso confuso, troppo
stanchi per continuare a combattere.
"Mi pare che ora riuscirò a trovare la risposta", disse infine Coyote.
Gli animali lo guardarono di sottecchi e alcuni gli ringhiarono
contro.
Ma Coyote parlò ugualmente.
"Orso aveva ragione dicendo che Uomo dovrebbe camminare sulle gambe
di dietro. Così potrà salire sugli alberi. E Cervo era nel giusto
dicendo che dovrebbe avere udito fine e vista acuta. Ma se Uomo
avesse ali, cozzerebbe la testa contro il Cielo. L'unica parte simile
ad un uccello di cui ha bisogno sono le lunghe estremità dell'Aquila.
Credo che le chiamerò dita. E Leone aveva ragione dicendo che Uomo
dovrebbe avere la voce forte. Ma ha anche bisogno di una vocina per
non spaventare troppo. Uomo dovrebbe essere liscio come Pesce, che
non ha peli che gli facciano caldo. Ma la cosa più importante di
tutte, disse Coyote infine, è che Uomo deve essere più intelligente e
furbo di tutti voi!"
"Come te", borbottarono tutti gli animali. "Beh, sì, grazie", rispose
Coyote, "Come me."
Ci fu un gran rimescolìo fra gli animali, ringhi irati e sibili e poi
tutti insieme gridarono. "Siediti Coyote! Le tue stupide idee non ci
piacciono!" "Bene", disse Coyote pazientemente. "Facciamo una gara.
Ognuno di noi farà un modello di Uomo col fango. Domani esamineremo
tutti i modelli e decideremo qual'è il migliore."
Tutti gli animali corsero via a cercare dell'acqua per fare il fango.
Gufo fece un modello con le ali. Cervo ne fece un altro con lunghe
corna e grandi occhi. Il modello di Castoro aveva la coda larga e
piatta. Topo fece un modello piccolino.
Ma Coyote fece l'Uomo.
Il sole tramontò prima che essi riuscissero a finire i loro modelli.
Così si accoccolarono nel folto della foresta per dormire.
Tutti eccetto Coyote.
Egli prese l'acqua dal fiume e la versò su tutti gli altri modelli.
La coda di fango di Castoro venne spazzata via. Le corna di fango di
Cervo vennero spazzate via. Le ali di fango di Gufo vennero spazzate
via.
Coyote soffiò la vita nel naso del suo modello di Uomo fatto di fango
e quando gli altri animali si svegliarono, trovarono un nuovo animale
nella foresta.
Il suo nome era Uomo."
Dopo aver pronunciato queste parole, il vecchio guerriero si sedette,
avvolgendo la coperta intorno a sé.
Mentre il fulgore del fuoco si spegneva, sedette, silenzioso come la
terra stessa, fissando l'oscurità.
E in lontananza risuonava il grido del coyote.

tratto dal sito: http://carla51.altervista.org

#4447 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 11:51 am
Oggetto: iraq : Morire due volte
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iraq : Morire due volte

Sui giornalisti morti ieri in Iraq c'è ben poco da aggiungere a
quello che già è stato detto un pò da tutti. Quando uno crepa
dilaniato da una bomba, solo perchè aveva scelto come mestiere quello
di informare la gente (e farlo da embedded è ancora più difficile),
c'è solo da tacere e da levarsi tanto di cappello. Diventa magari più
interessante cercare di collocare l'episodio in prospettiva, invece
di trattarlo come l'ennesimo "incidente di percorso".

E' ormai da tempo che la lista dei giornalisti morti in Medio
Oriente, durante le campagne di Afghanistan e Iraq, ha superato in
maniera statisticamente inaccettabile la media storica dei reporters
morti in una qualunque guerra nel mondo. Ancora più significativo è
il fatto che a morire nel modo più curioso - chi ha mai visto un
giornalista di guerra, avvezzo a ogni tipo di pericolo, sporgersi e
cadere accidentalmente nel vuoto, ...

... solo soletto, dalla terrazza dell'albergo in cui è alloggiato? -
siano stati proprio i giornalisti freelance, ovvero i più curiosi e
coraggiosi in genere, se non altro perchè lo possono fare. E se per
caso non sono riusciti ad annnegare in un canale di mezzo metro
circondato dal deserto, o non sono stati pizzicati dal sempre troppo
allegro "fuoco amico", sono stati rapiti e trucidati in circostanze
tutt'altro che chiare, dopo esser stati abbandonati in maniera
lampante al proprio destino dai propri governanti. Durante il caso
delle guardie giurate - altri li hanno definito mercenari -
Berlusconi rimase in prima linea (su tutte le prime pagine) a
trattare fare e disfare, per poi presentarsi in pompa magna
all'arrivo dei tre che riuscirono a tornare a casa, mentre durante il
rapimento di Baldoni non ritenne nemmeno necessario interrompere il
suo week-end in Costa Smeralda. Avrà anche avuto tutte le linee calde
che gli arrivavano direttamente in piscina, non si discute, ma di
certo non diede l'impressione di agitarsi piu di tanto per portare a
casa anche Baldoni.

E quando la Sgrena rusci a portare a casa la pelle, insieme
all'indelebile convinzione che la pallottola che uccise Calipari
fosse destinata a lei, non trovarono di meglio che "ricoverarla" per
sei settimane consecutive in un ospedale militare, dove nessuno
poteva nè raggiungerla nè tanto meno intervistarla.

E così che un paese "libero e democratico" festeggia i suoi "eroi
della libera informazione", sfuggiti per miracolo - nessun riscatto
fu pagato, ci si disse - alle grinfie dei maledetti "terroristi"
tagliagole?

Perchè allora li si ricopre invece di uno spesso strato di letame
mediatico, in modo da far passare la voglia anche al più coraggioso
di riprovarci? Sarà infatti un caso, che subito dopo il ritorno di
Sgrena il nostro Ministro degli Esteri Fini, invece di pretendere con
ben altra fermezza dei chiarimenti da parte dei nostri "alleati",
mostrò una sollecitudine addirittura sorprendente nell'ordinare a
tutti i giornalisti italiani rimasti in Iraq di tornare subito a
casa? Non era certo a loro che stava facendo un piacere, in quel
momento, lo si vedeva lontano un miglio.

(Le virgolette ad "alleati" le ho messe non per sdegno agli
americani, ma per tutti gli italiani che si ritengono di esserlo
davvero, e che difendono il nostro patto con gli Stati Uniti senza
accorgersi che noi per loro siamo solo delle schiavette qualunque, da
usare e gettare appena non servono più. Lo siamo sempre stati, fin
dal Piano Marshall, dove con quattro barre di cioccolato hanno
pensato di comprarsi l'intera nazione per tre secoli almeno, e
l'atteggiamento assolutamente sprezzante da loro tenuto nel caso
Calipari dovrebbe solo averlo confermato. Per non parlare della
funivia, naturalmente. Con Calipari siamo stati fatti cornuti, e poi
pure mazziati a dovere davanti al mondo intero, e noi andiamo pure
orgogliosi dell'"alleanza" con gli USA. Io non sono certo uno che
normalmente "tifa" per i servizi segreti, o per "la polizia" nel
senso più lato, ma rispetto profondamente il lavoro di chiunque metta
a repentaglio la propria vita per fare quello in cui ovviamente crede
fino in fondo, solo per essere pugnalato alla schiena da chi aveva il
dovere di rivendicare a voce alta giustizia in suo nome, e ha invece
chinato la gobba come una sguattera qualunque. Ha così ucciso
Calipari due volte).

Scusate la deviazione, è semplicemente un argomento che, se appena
sfiorato, non riesco a ignorare. Ma non è poi nemmeno cosi lontano
dal tema come può sembrare: tornando infatti alla morte di
giornalisti americani, fa accaponare la pelle la dichiarazione che ha
fatto in proposito l'ambasciatore americano in Iraq, Zalmay Khalilzad:

"The terrorists who committed this evil crime have shown themselves
for who they are. They do not want the world to see the truth of what
is happening in Iraq, where a determined people are fighting for
freedom and liberty. That story must and will be told." (CNN)

"I terroristi che hanno commesso questo perfido crimine si sono
mostrati per quello che sono. Non vogliono che il mondo sappia che
cosa succede davvero in Iraq, dove un popolo sta lottando con
determinazione per le proprie libertà, e bisogna che questo si venga
a sapere, e lo sarà".

A proposito di uccidere la gente due volte, appunto.

Massimo Mazzucco

#4446 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Mar 30 Mag 2006 9:20 am
Oggetto: Codepink ha annunciato un digiuno collettivo
menphis75angel
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Care amiche, cari amici,

Codepink ha annunciato un digiuno collettivo, per chiedere il ritiro
delle truppe Usa e la fine dell'occupazione in Iraq, che avrà inizio
il prossimo 4 luglio (festa nazionale statunitense). Per leggere il
testo dell'appello ed una riflessione sul perchè aderire vai alla
pagina

http://www.ildialogo.org/noguerra/digiunocontro27052006.htm

Non si tratta semplicemente di rinunciare a qualche giorno di cibo.
Si tratta di organizzare iniziative che riescano a mobilitare
l'opinione pubblica contro la guerra che miete ogni giorno vittime su
vittime, soprattutto fra i civili e soprattutto fra le bambine e i
bambini.
L'invito per chi vive fuori dagli USA - è scritto nell'appello - è "a
digiunare il 4 luglio di fronte ad un'ambasciata americana o ad un
consolato. Mentre i funzionari si godranno i barbecue e i
festeggiamenti, noi desideriamo ricordare loro la continua sofferenza
degli iracheni e dei soldati".
Il nostro sito aderisce a questa iniziativa. Invitiamo tutti i nostri
lettori ad aderire. Vi chiediamo di mobilitarvi, da quì al 4 luglio,
per diffondere l'iniziativa il più possibile. Vi invitiamo ad
utilizzare il testo dell'appello di Codepink come volantino da
distribuire prima e durante l'iniziativa di digiuno. Vi invitiamo a
scegliere nella vostra città, la dove non c'è una sede consolare
americana (o anche inglese, vista la compartecipazione alla guerra
della Gran Bretagna), un luogo simbolo dove riunire tutti i
digiunatori, in modo da coinvolgere quante più persone possibili (una
sede istituzionale, una chiesa, una piazza...). Aderire a questa
iniziativa è anche un modo per chiedere al nuovo governo italiano il
rispetto degli impegni presi in campagna elettorale, con il ritiro
delle truppe italiane dall'Iraq e da tutti i fronti bellici, per
ripristinare la legalità costituzionale che all'art. 11 prevede il
ripudio della guerra. Il mondo ha bisogno di pace.
Per segnalare le adesioni e le iniziative abbiamo predisposto il
seguente link:

http://www.ildialogo.org/noguerra/digiunonoguerra29052006.htm

Tutte le adesioni e le iniziative saranno man mano inviate a
Codepink. Invitiamo altri siti, riviste, associazioni, a moltiplicare
le iniziative ed i punti di aggregazione. Diamo concretamente una
mano a quanti negli USA sono in prima fila per la pace.
La pace dipende da ciò che ognuno riuscirà a fare per difenderla e
promuoverla.
Ringraziamo quante/i vorranno aderire a questa iniziativa.
La Redazione del sito www.ildialogo.org

Monteforte Irpino li, 29-05-2006


----------------------------------------------
il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino
Via Nazionale, 51 - 83024 Monteforte Irpino (AV) - Tel: 333-7043384 /
339-4325220
Email redazione: redazione@...
Email direttore: direttore@...
Sito: http://www.ildialogo.org


----------------------------------------------

«Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con
che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via
e calpestato dagli uomini.(Mt 5,13)

"Tutte le valanghe prima di diventare tali erano solo fiocchi di neve"

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#4445 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 10:36 pm
Oggetto: Il Bruco Volante
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Il Bruco Volante

-Storie Cabalistiche-

- 1 -

C'era una volta un gruppo di bruchi che viveva su un albero di gelsi.
Venivano alla luce dalle loro uova, mangiavano un sacco di foglie e
finivano i loro giorni trasformandosi in bozzoli. Nonostante avessero
una vista assai sviluppata, nessuno di loro era mai riuscito a capire
da dove provenissero le loro uova né chi le producesse, ma davano per
scontato il fatto di essere nati da una di quelle dal momento che vi
avevano visto fuoriuscire i fratelli più giovani. Dal momento che
però le farfalle deponevano le uova durante la notte non possedevano
alcun indizio circa le loro origini.

La verità comunque è che anche se avessero potuto vederci di notte,
non sarebbero stati capaci di identificare le farfalle: i bruchi
infatti guardano soltanto verso il basso in direzione della foglia
che vogliono mangiare; le farfalle invece tendono a librarsi al di
sopra delle foglie e raramente vi si appoggiano - e anche allora
solamente in punta di piedi.

- 2 -

La maggior parte dei bruchi non si era neanche mai interessata di
sapere da dove venissero le uova, o se magari oltre lo stadio di
bozzolo ci fosse ancora vita. Erano troppo presi dal masticare le
foglie più verdi che trovavano intorno a sé. Discutevano per lo più
del modo di raggiungere la cima dell'albero, dove si trovavano le
foglie più fresche e saporite, e si chiedevano quale fosse il
percorso migliore per salire fin lassù. Di tanto in tanto poi si
vedevano costretti ad abbandonare il vecchio albero di gelsi e ad
affrontare un lungo e faticoso viaggio fino all'albero vicino, dove
sembrava che crescessero delle foglie più verdi. In ogni caso,
comunque andassero le cose sul nuovo albero, dopo una breve
permanenza erano tutti più che contenti di tornarsene al buon vecchio
albero degli antenati e al sapore familiare delle foglie che avevano
così tanto amato.

- 3 -

I bruchi temevano soltanto due cose: il vento impetuoso e gli uccelli
predatori. Un vento impetuoso, specialmente uno di quelli che
sopraggiungono con folate improvvise, avrebbe potuto scuotere le
foglie e i fragili rami dell'albero così forte da far precipitare al
suolo un giovane e inesperto bruco che non avesse ancora imparato ad
aggrapparsi con cura. I pochi che sopravvivevano al trauma della
caduta avrebbero cercato di risalire l'albero con le rimanenti forze
per riunirsi al gruppo, ma non sarebbero mai più stati quelli di una
volta. Diventavano infatti dei bruchi alquanto strani. Alcuni di loro
cominciavano a parlare di certi tipi di esseri fluttuanti che avevano
visto librarsi nell'aria, dando loro il nome di farfalle. Ne
descrivevano la forma e il colore, e il racconto risultava essere
così inusuale che nessuno, neanche i bruchi più anziani, riusciva
chiaramente a capire di che cosa stessero parlando. Inoltre, invece
smettevano di pensar! e a come risalire fino alla cima dell'albero e
cominciavano a porsi tutta una serie di strane domande quali: di che
cosa sono fatte le uova? oppure: che cosa succede a un vecchio bruco
soddisfatto che si trasforma in bozzolo?

Gli altri del gruppo alle loro spalle li deridevano chiamandoli "i
bruchi volanti".

- 4 -

Gli uccelli predatori di solito sbucavano fuori dal nulla. Magari uno
se ne stava tutto tranquillo a masticare la fine di una succosa
foglia in compagnia del suo migliore amico, quando improvvisamente se
lo vedeva preso per il collo e trascinato in cielo da un gigantesco
becco. Allora poteva essere certo di non rivederlo mai più. Infatti a
differenza dei fortunati che sopravvivevano alle tempeste, nessun
bruco aveva mai fatto ritorno dal regno degli uccelli, neanche il più
furbo.

Contro gli uccelli le uniche misure erano di natura preventiva. Gli
anziani insegnavano ai più giovani a non farsi notare troppo. "Quando
ci si appende a una foglia è meglio stare sulla parte inferiore"
avrebbe detto un anziano ai suoi allievi. "Là sotto gli uccelli non
possono vedervi. Però da lì sarà più facile cadere al primo soffio di
vento. Come seconda regola tenete presente che verso la fine
dell'albero siete più esposti e vulnerabili. Cercate perciò di
rimanere dove il fogliame è più fitto, vicino al tronco".

Occasionalmente uno degli allievi domandava: "E se mi andasse di
salire sulla cima dell'albero per assaggiare le foglie più verdi e
fresche?"

"Allora devi sapere che correrai un gran rischio. Sarà più facile che
tu cada, e anche che tu venga catturato da un uccello" rispondeva
l'anziano.

La terza regola che gli anziani ripetevano continuamente era di
muoversi con lentezza. "Le foglie non scappano via, perciò
ricordatevi che chi va piano va sano e va lontano".

- 5 -

Avi era nato da una di quelle uova grigie il cui colore già indicava
che si sarebbe messo nei pasticci. La maggior parte dei bruchi nati
da questo tipo di uova infatti non era riuscita a raggiungere lo
stadio di bozzolo e Avi sembrava destinato alla medesima sorte - la
sua prima domanda era stata: "Qual è la via più breve per arrivare in
cima?" Invano i più anziani tentarono con pazienza di dissuaderlo.
Avi voleva crescere in fretta e di conseguenza faceva tutti gli
errori che un bruco può fare: si muoveva velocemente, mangiava le
foglie in prossimità del gambo e le risaliva quasi sempre scivolando
lungo la parte superiore. Semplicemente pensava di non avere
abbastanza tempo per passarvi sotto. Aveva soltanto uno scopo:
raggiungere la cima.

Ogni bruco incontrato lungo il cammino gli consigliava di rallentare,
di rilassarsi e di dare un'occhiata intorno. Ma non c'era niente da
fare, Avi non dava ascolto a nessuno. Per due settimane e mezzo
continuò a risalire l'albero ramo dopo ramo. Intanto le sue gambe si
irrobustivano, le mascelle diventavano più forti e le unghie più
affilate. Dal momento che non aveva molto tempo per mangiare e che
spendeva la maggior parte delle sue energie in estenuanti marce era
piuttosto magro, ma la luce del sole - che più saliva più diventava
intensa - lo incoraggiava e lo spingeva a continuare.

- 6 -

Il fogliame si inverdiva sempre più e attraverso le foglie
cominciavano a trasparire le macchie blu del cielo. Avi aveva
incontrato molti bruchi che avevano risalito l'albero per metà ed che
si erano fermati. Alcuni di loro si erano accontentati perfino di
percorrere solo un quarto della salita; altri ce l'avevano quasi
fatta ad arrivare, ma poi si erano bloccati. Per lui era davvero
difficile capirli. "Ci avete messo così tanto impegno" diceva loro
mentre passava, "perché non cercate di andare avanti per provare
l'ebrezza della cima?"

I bruchi gli rispondevano con le scuse più disparate: "Sono troppo
stanco"; "Ho molta fame"; "Le foglie qui sono già le più verdi"; "In
verità la cima non esiste"; "L'albero cresce troppo in fretta per le
nostre capacità di risalita"...

Quando Avi raggiunse la foglia più alta dell'albero, si imbattè in un
bruco grigio e grasso che ne stava masticando tranquillamente la
punta. "Posso fermarmi qui con te?" gli chiese educatamente. "Certo"
rispose il bruco continuando a masticare la sua foglia - e quella fu
la sua ultima parola. Poi velocemente e senza preavviso un grande
becco nero lo afferrò e se lo portò in cielo, stringendolo mentre si
dimenava. Avi si spaventò così tanto che le sue forti gambe si misero
a tremare e lasciarono la presa sulla foglia - ma la leggenda dice
che il becco dell'uccello aveva reciso la parte della foglia su cui
il nostro bruco sedeva, la quale precipitando insieme a lui gli
attutì la caduta.

- 7 -

Arrivato a terra, ripresosi dal colpo, cercò di capire cosa fosse
successo. Sebbene fosse precipitato solo per pochi secondi molte cose
meravigliose gli erano successe, e mentre cadeva la paura aveva
lasciato il posto a una sensazione di grande piacere.

Per prima cosa aveva visto gli altri bruchi tutti presi a mangiare a
testa bassa. Gli aveva gridato di guardarlo ma nessuno lo aveva
sentito: il rumore delle loro mascelle sovrastava la sua voce. Poi
vide delle bellissime creature colorate che gli volavano attorno tra
le foglie, strette l'una all'altra o intente a depositare le
uova. "Queste devono essere le farfalle" aveva pensato tra sè. Poteva
quasi giurare di averle udite parlare tra di loro, o meglio cantare,
ed era stato un tale piacere ascoltare quei canti... Stava
pensando: "Devo essere morto e avere raggiunto l'altro mondo" quando
un forte soffio di vento sollevò per un attimo la foglia su cui
sedeva riportandolo alla sua realtà di bruco grigio appena caduto
dall'albero.

- 8 -

Dopo un lungo ed estenuante cammino - che già di per sé sarebbe tutta
una storia - Avi fece ritorno alla comunità dei bruchi. Ben presto si
rese conto di come tra di loro non ci fosse più nessuno con cui poter
parlare. Le verdi foglie succose non gli interessavano più e nemmeno
la cima dell'albero. Aveva deciso di diventare una farfalla.

"Ti si è spostata qualche rotella in testa quando sei caduto" gli
dicevano. "Lasciaci in pace a vai a fare il bozzolo" - sebbene
quest'ultima fosse un'offesa nel mondo dei bruchi, Avi non era il
tipo da prendere con leggerezza le parole dette in un momento di
rabbia. Cominciò perciò a studiare il fenomeno dell'abbozzolamento.

Ricordava che le farfalle assomigliavano in maniera incredibile ai
bruchi, tranne che per la questione delle ali. "Non sarà che queste
farfalle sono dei semplici bruchi alati?" si domandò.

Il fatto più notevole di cui si rese conto sin dall'inizio dei suoi
studi fu che nessuno prima di lui si era preoccupato di indagare il
fenomeno dell'abbozzolamento. A nessuno era mai interessato. Se
infatti avessero davvero controllato i bozzoli, si sarebbero accorti
che dopo un primo momento dei bruchi al loro interno non c'era più
alcuna traccia. Ma allora dove se ne andavano? Possibile che
evaporassero nell'aria?

- 9 -

Avi prese allora la decisione di seguire un vecchio bruco per
studiare il processo più da vicino. Si rese conto che il bruco
diventava ogni giorno più grasso e più soddisfatto e lo sentì anche
dire di essere ormai stanco di masticare foglie, anche fossero quelle
più fresche che gli venivano portate dalla cima dell'albero. Infine
un giorno all'improvviso il bruco decise di volersi trasformare. "È
un processo naturale" disse. E cominciò a tessere il suo bozzolo.

"Fammi un favore" lo pregò Avri. "Se dopo il bozzolo diventi una
farfalla vieni a dirmelo, ok?".

"Smettila con queste fesserie!" ribatté il vecchio bruco. "Sappiamo
bene tutti quanti che con il bozzolo arriva la fine". Ma Avi continuò
a pregarlo finché non gli strappò una promessa - se non altro ora
poteva tessere il suo bozzolo in pace.

Due giorni più tardi il vecchio bruco fu visto avvolto da un guscio
sempre più spesso, e alla fine scomparve dentro un gomitolo di seta
bianca.

- 10 -

Avi non desistette. I suoi geni grigi lo avevano fatto nascere
testardo e lui avrebbe usato questa sua qualità fino all'ultimo.
Sedette per giorni e notti in silenziosa attesa accanto al bozzolo,
senza prestare ascolto agli amici che lo invitavano a ritornare alla
vita normale. "Non trovo più il minimo interesse in questo masticare
monotono" rispondeva loro, "e se sono destinato a finire i miei
giorni come bozzolo, voglio almeno sapere come succederà".

Dormiva a stento, preoccupato dal fatto che magari qualcosa potesse
accadere proprio mentre si era assopito, e nell'oscurità della notte,
quando non riusciva più a vederci, si appoggiava al freddo bozzolo di
modo che qualsiasi suo minimo movimento lo ridestasse. Poi
l'impensabile avvenne, proprio quando il primo seme di dubbio aveva
preso a germogliare in lui e la fame aveva quasi sconfitto il suo
stomaco vuoto - il bozzolo cominciò a muoversi.

- 11 -

La visione di una crepa che lentamente si apriva nel guscio del
bozzolo lo ipnotizzò. La crepa si allargò e una piccola testa nera
fece capolino dall'interno. Dopo pochi secondi l'intero guscio
cominciò a scuotersi così forte che Avi si ritirò impaurito. Il
guscio si ruppe a metà e un paio di ali colorate, proprio come quelle
che aveva visto mentre cadeva dall'albero, si dispiegarono
gloriosamente ai lati del bozzolo e battendo con leggerezza
sollevarono in alto nell'aria una splendida farfalla, che subito
scomparve nel cielo blu. Avi si sentì sopraffatto dalla gioia mentre
il suo cuore batteva forte. Si guardò intorno alla ricerca di altri
bruchi con cui condividere l'esperienza, ma nessuno dei compagni si
era reso conto di niente, impegnati come sempre a masticare, a
nascondersi dagli uccelli e a cercare le foglie più verdi. Aveva
voglia di gridare: "Guardate, avevo ragione!" ma sapeva perfettamente
che nessu! no gli avrebbe dato ascolto.

Avi sentì una gran debolezza diffonderglisi per tutto il corpo. La
lunga attesa, l'incredibile esperienza, la frustrazione di venire
ascoltato e la solitudine avevano lasciato il segno. Perse adesione
sulla foglia e alzò le mani al cielo come aspettandosi aiuto,
lasciandosi cadere con assoluta indifferenza.

- 12 -

Quando si riebbe non riusciva a capire dove si trovasse. Udiva un
canto soave che gli ricordava della prima caduta, senonché stavolta
lo sentiva molto più vicino e chiaro. Le foglie gli sfrecciavano
accanto, ma con grande sorpresa da sinistra a destra e non dall'alto
in basso come si sarebbe aspettato. "Forse sono stato catturato da un
uccello" pensò - poi cambiò subito idea, dal momento che il becco di
un uccello gli avrebbe fatto male e invece non provava alcun dolore.
Si guardò indietro e vide un paio di occhi che gli sembravano
familiari. Ma certo, erano gli occhi del vecchio bruco che si era
abbozzolato!

"Te l'avevo promesso e ho mantenuto la parola" cantò il vecchio amico
sorridendogli.

"Perché stai cantando?" gli domandò Avi. "E soprattutto, dove siamo?"

"Canto perché questa è la mia natura adesso. E tu stai volando
stretto tra le mie braccia".

Avi non riusciva a comprendere bene la meravigliosa visione. La
farfalla allora salì verso l'alto e gli fece vedere per la prima
volta nella vita come fosse il tiglio visto dal cielo. Insieme videro
le parti ricche di foglie verdi e quelle mangiate, le folle di bruchi
e i solitari avventurieri della cima. Videro perfino gli alberi
vicini.

"Dove vuoi che ti lasci?" gli chiese il vecchio bruco cantando.

"Non voglio scendere!" rispose Avi, canticchiando le stesse note.

- 13 -

Perfino quando atterrarono sul ramo più affollato dell'albero nessuno
si accorse di loro. Nelle vicinanze una farfalla femmina più anziana
stava deponendo le uova. "Allora è così che succede?" domandò Avi. La
farfalla femmina gli sorrise radiosa. "Che privilegio ho di parlare
con un bruco" disse.

"Cosa vuoi dire?" chiese Avi.

"Non ho più parlato con un bruco dal giorno che ho smesso di essere
una di voi" rispose lei.

Avi di nuovo domandò: "Perché non portate tutti i bruchi a fare un
giro al di sopra dell'albero?"

"Non c'è niente al mondo che vorremmo di più" disse lei, "ma
semplicemente non possiamo."

"Perché allora ci avete portato me?" insistette il bruco grigio.

"Perché tu volevi" rispose lei, mentre già si risollevava il volo.

"Tu hai alzato le braccia perché volare era l'unica cosa che
desideravi. Credevi che avresti avuto successo, perciò sono riuscito
ad afferrarti per le mani - ti ricordi?" aggiunse il vecchio bruco. E
volò via anche lui.

- 14 -

Dopo quel giorno fatale Avi volò molte altre volte. Con il
trascorrere del tempo imparò vari motivi musicali e conobbe sempre
più farfalle. Da ognuna di loro studiava qualcosa a proposito del
loro mondo, e questo gli procurava un piacere indicibile. Quando
ricominciò a masticare le foglie trovò che avevano un sapore del
tutto nuovo che decise di chiamare "il gusto bersaglio". Finalmente
per la prima volta in vita sua era riuscito a trovare una ragione
alla monotonia del masticare: sapeva che, se avesse mangiato
abbastanza, sarebbe stato abbastanza forte per volare più a lungo e
che le farfalle sarebbero state molto contente di portarlo con loro
negli spazi aperti.

Gioiva per la gioia che lui stesso dava alle farfalle; non c'erano
confini alla sua felicità. Ciononostante più il tempo passava più
cresceva in lui un senso di tristezza per i compagni bruchi. "Se
soltanto sapessero che cosa si perdono" pensava tra sè e
sè, "solleverebbero subito la testa in cerca delle ali delle
farfalle... la smetterebbero di masticare senza posa per ascoltare i
canti delle creature volanti e alzerebbero le braccia senza paura di
cadere, dal momento che di certo qualche farfalla li afferrerebbe
prima che si schiantino a terra".

La sensazione di solitudine cresceva così di pari passo alla
felicità.

"Sono sicuro di poterglielo spiegare" pensava. Decise dunque di
accettare questa nuova sfida: insegnare ai bruchi l'esistenza del
mondo delle farfalle. "Io sarò anche uno strano bruco, ma ci devono
essere altri come me che sono alla ricerca di qualcosa, ma che non
sanno di cosa, e che hanno la sensazione di aggirarsi come ciechi
nell'oscurità. Gli mostrerò la strada. Non potrò obbligarli a
camminare, ma almeno avrò fatto del mio meglio per aiutarli a
scegliere la direzione se ne avranno voglia".

- 15 -

Alla fine anche per Avi venne il momento di abbozzolarsi. Accettò la
sua sorte di bruco senza opporre resistenza, consapevole di avere
soddisfatto al meglio le proprie potenzialità di bruco. Lasciò dietro
di sè delle mappe dettagliate sulla struttura dell'albero e della
foresta, e disegni che indicavano la via più facile e più breve per
la cima dell'albero; descrisse accuratamente l'anatomia delle
farfalle, il modo in cui le uova vengono deposte e come si schiudono
e a tutto questo aggiunse perfino delle indicazioni per ritrovare le
zone di nutrizione raccomandate e protette. Sapeva che se un altro
bruco dalla volontà di ferro fosse nato, avrebbe potuto utilizzare
queste informazioni per mettersi in contatto con le farfalle.

Presto infatti la maggior parte dei bruchi cominciò ad utilizzare
quelle mappe per trovare senza troppa fatica le zone dell'albero dove
le foglie crescevano più verdi. Una minoranza le utilizzò per salire
ramo dopo ramo fino alla cima. Pochi infine le lessero per studiare
la struttura dell'uovo e del bozzolo, e solamente individui isolati
cominciarono a domandarsi come Avi avesse ottenuto tali conoscenze,
dove aveva trovato delle soluzioni così semplici a dei problemi così
complessi, chi gli aveva insegnato quelle bellissime canzoni.
Pensavano: "Posso entrare anch'io in contatto con la stessa sorgente
di conoscenza?"

- 16 -

Avi fu il primo di una dinastia di bruchi volanti. Quelli che vennero
dopo di lui fecero la stessa trafila, ognuno di loro rinnovando i
disegni del capostipite e adattandoli ai tempi moderni. Descrivevano
il mondo delle farfalle a quelli che li avrebbero seguiti soprattutto
per stimolare la loro forza di volontà e per aumentare in loro il
bisogno di alzare le mani al cielo senza paura. Sapevano che le
farfalle amano i bruchi più di quanto questi potessero mai immaginare
e sapevano che ci sarebbe stato un giorno in cui tutti i bruchi con
l'aiuto delle farfalle sarebbero riusciti a volare. Allora sì che
tutti, sia nel mondo dei bruchi che in quello delle farfalle,
sarebbero stati felici.

Tutti i bruchi volanti erano in attesa di quel giorno e facevano
tutto il possibile perché questo momento si avvicinasse.



"Tutti i bruchi mangiano, ma quelli che lo vogliono possono mangiarsi
tutto."

Avi - il bruco volante

AUTORE: Ghilad Shadmon
TRADUZIONE: Gian Maria Turi

fonte: www.kabbalah.info

#4444 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 10:16 pm
Oggetto: Uriel *Fate la Vostra Parte e Fermatevi*
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Uriel *Fate la Vostra Parte e Fermatevi*

29 maggio 2006

Ci sono molti modi per guarire il vostro Karma con altri. Da una
prospettiva spirituale potete imparare la lezione del Karma,
applicare il perdono e la vostra parte nella lezione è terminata.  Da
una prospettiva emozionale potete cercare di arrivare a una
risoluzione che mette a loro agio la mente e l'ego, il che può
significare che volete l'apprezzamento, le scuse e il riconoscimento
del vostro valore e della vostra partecipazione.
Quando vi rivolgete al Karma dalla prospettiva spirituale, la vostra
comprensione della lezione è completa quando siete capaci di
perdonare e procedere oltre. Ma quando ricercate la convalida dalla
prospettiva emozionale, siete in grado di guarire in parte il Karma,
ma esso continuerà. Il Karma è infatti finito solo quando fate la
vostra parte e basta.

E' scritto che il grande Maestro Gesù diede da mangiare alla folla
con pesci e pani. Ma questa è una parabola per indicare la conoscenza
e la comprensione che egli fornì loro. Non è comunque scritto che
egli li nutrì. Egli semplicemente rese disponibile del cibo per loro.
Non è infatti possibile forzare un altro a comprendere, proprio come
non potete ordinare di mangiare a qualcuno che non ha fame.
Quando cercate di imporre la vostra prospettiva di comprensione a un
altro, è come se cercaste di forzarlo a mangiare quando non ha fame.

Imparare a fare la vostra parte e basta significa che fate quello che
è necessario per la comprensione della vostra anima in una lezione e
poi vi fermate, consentendo all'altra persona di trarre dalla lezione
quello che a lei abbisogna. Questo potrebbe non procurare un
apprezzamento che metta a loro agio mente e anima. Ma quella non è la
vostra parte della lezione. La vostra parte riguarda solo quello che
avete bisogno di apprendere.
L'altra persona potrebbe avere a che fare con un altro aspetto della
lezione ed essa si rivolgerà quindi a questo, al livello in cui si
ritroverà a suo agio. Quando imponete a un altro di collocarsi su un
livello di comprensione e accettazione, su cui voi vi trovate bene,
violate la sua autodeterminazione.

Ogni persona, con cui avete del Karma, ha le sue proprie lezioni
spirituali da risolvere ed è differente per ognuno di voi. Nessuno è
meglio, o più competente, di un altro. Ognuno di voi vive nella
perfezione totale. Quando sentite che un altro proprio "non ce la
fa", lo state giudicando basandovi sulla vostra realtà, ma questi non
vive nella vostra realtà e voi non vivete nella sua.
Quando potete fare la vostra parte di una lezione e poi basta,
riconoscete che avete appreso quello che vi abbisogna in una lezione
e siete liberi di procedere oltre. Pure l'altra persona sta
procedendo oltre, ma nel suo proprio modo.
Imparando a fare la vostra parte e poi consentendo a voi stessi di
venire liberati della lezione - non importa quale sia il risultato -
riconoscete e onorate la crescita spirituale di ognuno e date a voi
stessi la libertà di procedere verso altre cose. E così vi liberate
dal vostro Karma con altri e procedete verso relazioni che sono senza
Karma.

www.urielheals.com

http://www.eoslailai.com/index.php?
option=com_content&task=view&id=294&Itemid=83

#4443 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 10:08 pm
Oggetto: Gli Arturiani – Sulle Cospirazioni
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Gli Arturiani – Sulle Cospirazioni

ricevuto da Sal Rachele
il 9 Febbraio 2006



Traduzione di Daniela Brassi per Acquaracity

Amati Creatori, noi siamo gli Arturiani, qui con un messaggio che
vuole contribuire ad illuminare la vostra possibilità di comprendere
il caos organizzato e le lotte per il potere che dilagano sul vostro
pianeta.

Il vero significato della parola "cospirare", nel vostro linguaggio,
sarebbe quello di "respirare insieme", cioè unirsi e impiegare i
propri sforzi per una causa comune. Ciò vuol dire che ogni qual volta
due o più di voi si mettono insieme, per citare Sananda, c'è una
grande capacità e il potere di influenzare la Creazione.

Il termine "cospirazione" è arrivato ad avere il significato di
azione segreta militare o politica, che beneficia un gruppo a spese
di altri o a spese dei molti. E' certamente una definizione che ha un
proprio valore e dev'essere analizzata.

In questo messaggio esamineremo e daremo uno sguardo diretto alla più
imperante delle cospirazioni sulla Terra. Tenete presente che
esistono miriadi di "micro-cospirazioni", riconducibili anche a un
minimo di due persone – ma qui esamineremo solo i più estesi e più
radicati livelli di caos organizzato. Usiamo il termine di "caos
organizzato" ben più che per fini umoristici, dal momento che le più
insidiose delle cospirazioni hanno come scopo la distruzione totale
della società organizzata.

Perché un qualunque gruppo dovrebbe agire per smantellare il
progresso dell'umanità? Forse dobbiamo iniziare la nostra
comprensione dando un'occhiata alla più densa ed oscura di tutte le
cospirazioni, l'organizzazione dei cosiddetti "Signori Oscuri" – alle
loro origini, intenti e manifestazioni.

Per quel che al momento vi è dato di sapere, da eoni di tempo il
vostro mondo è oggetto di contesa da parte di molte altre fazioni non-
terrestri.  Le "forze oscure" sono quelle anime che si sono
organizzate e hanno cospirato per controllare e manipolare le "forze
della luce", in modo da poter loro "scippare" via la luce e ottenere
così potere e dominio. Tutte le forze oscure credono di essere
separate dalla loro Sorgente e devono perciò prendere energia (soldi,
prestigio, potere, ecc.) dagli altri. Poiché la maggioranza delle
anime non cederà mai volontariamente il proprio potere ed energia, le
forze oscure devono servirsi di mezzi subdoli e occulti per
raggiungere i loro scopi. E' per loro relativamente facile ottenere
potere, se le "vittime" dei loro attacchi non si rendono conto di
essere attaccati e prosciugati dell'energia della propria forza
vitale. Di conseguenza, la maggioranza delle forze oscure opera al
buio piuttosto letteralmente – tirando le fila dietro alle scene, nel
tentativo di aspirare via quanto più possono alle forze della luce.

Se siete dei seri allievi di spiritualità, sapete bene che in realtà
non esiste forza alcuna che possa contrastare la luce. Tuttavia, la
luce può venire direttamente indirizzata nei punti di oscurità in due
modi. In uno, l'oscurità può "prendere" dalla luce, onde convertire
quella luce in una serie di impulsi distorti, e assumere così
l `apparenza di un accumulo di potere e una sensazione di superiorità
e predominio dell'ego. Questo apparente trasferimento di potere dalla
luce al buio è decisamente un'illusione e non si conserva
indefinitamente. Presto o tardi deve disintegrarsi e gli impulsi di
luce ritornare alla Sorgente. Questo scambio in energia "entropica"
ha un difetto insito, in quanto costretto ad accettare
l' "inspirazione" del Creatore – cioè l'impulso della vita a
svilupparsi a spostarsi sempre verso uno stato d'intelligenza, ordine
e consapevolezza superiori – ciò che in fisica è nota come
forza "sintropica". Per quanto momentaneo sia, comunque, questo
apparente spostamento verso l'oscurità sembra molto reale, per tutti
coloro alle cui energie di supporto vitale hanno attinto i guerrieri
occulti dell'oscurità.

Il secondo modo in cui la luce si avvicina all'oscurità è facendo
risplendere il proprio chiarore direttamente nei luoghi bui, così da
illuminarli e disperdere le illusioni da cui sono alimentati. Questo
è il modo benefico di applicare direttamente la luce proveniente
dalla Sorgente, canalizzandola tramite gli operatori di luce della
Terra e di altri pianeti. Questa trasmissione di luce atta ad
illuminare l'oscurità, viene fatta attingendo direttamente alla
Fonte, e dirigendone l'energia verso i punti di densità della
Creazione che non sono stati in grado o non hanno scelto di aprirsi e
ricevere l'Amorevole Presenza di Dio.

Ciò che sta avvenendo sulla Terra in questo momento è che la Luce
Divina sta riversandosi sull'oscurità, penetrandola e permeandola,
causandone una reazione di difesa e di violenti attacchi. Si sente
come se stesse per essere distrutta, e in un certo senso è corretto.
Quando la luce arriva ad illuminare totalmente qualcosa che veniva
tenuto nell'ombra da tanto tempo, l'oscurità svanisce in un istante.
Il grado di densità della Terra evita però che questo "istante" sai
davvero istantaneo… e quello che voi, la gente della Terra, state
attraversando proprio adesso, è il periodo di transizione in cui
l'oscurità viene smascherata e cesserà presto di essere.

Per poter scoprire appieno l'oscurità, fateci riassumere brevemente
le varie cospirazioni e rivelarne il modus operandi ed il grado di
influenza.

(1) Le Fazioni Rettiliane

I Rettiliani, provenienti da diversi mondi di quarta densità, avevano
originariamente base  sul sistema stellare di Alfa Draconis, ma sono
ora diffusi in molte regioni dello spazio, inclusi alcuni settori di
Orione, Sirio e persino della vicina galassia di Andromeda.
Certamente non tutte le razze di quei sistemi stellari sono schierati
con l'ordine Draconiano, così come non tutti i Draconiani sono
Signori dell'Oscurità. Tuttavia, queste razze di esseri, che vivono
nella quarta densità, si trovano all'interno dei piani astrali della
Terra, e stanno risucchiando energia a quelli che vivono nella paura
e nella rabbia. Il loro intento principale è di influenzare i leaders
di questo mondo perché agiscano nel loro interesse, trasferiscano la
propria  energia ed accrescano il loro potere ed il dominio sulle
forme di vita senzienti. Si sono infiltrati tra i leaders della
maggioranza delle principali nazioni nel vostro mondo, così come tra
le forze militari e di polizia. Vivono al di fuori della paura
generata dagli umani, e danno in cambio paura. Rimangono al potere
fintanto le popolazioni continuano ad ignorarne la presenza e ad
ignorare le energie perpetrate a loro danno tramite i governi e
legislatori "fantocci".

(2) Gli Illuminati

Questa organizzazione, che in origine significava "gli esseri
illuminati" [in italiano non si può che tradurre ripetendo lo stesso
termine, dal momento che "the illumined ones" è esattamente il
significato di "gli illuminati"… - N.d.T.], diede inizio ad una serie
di ordini mistici, ma venne presto corrotto dal potere e
dall'avidità. Oggi il gruppo degli Illuminati è composto da banchieri
internazionali e membri dell'elite detentrice del potere nelle
società. Si incontrano in segreto, eseguendo rituali che hanno lo
scopo di accrescere il loro potere e controllo. Il loro fine è la
dominazione del mondo attraverso i media ed i sistemi di diffusione
dell'informazione, così come attraverso i sistemi monetari del vostro
pianeta. Molti di loro sono sotto il controllo dei Rettiliani, ma
alcuni stanno collaborando con la Confederazione Galattica… in
pratica, una "cospirazione" di anime schierate con la Sorgente.

(3) I Grigi (la razza di Zeta Reticuli e i loro aiutanti)

Il nome di "grigi" si riferisce ad un gruppo di umanoidi provenienti
da diversi sistemi stellari, ma principalmente da quello di Zeta
Reticuli. Arrivarono su questo pianeta per salvare la propria specie
dall'estinzione. Decisero che l'unico modo in cui potevano farlo
fosse di riprodursi incrociandosi con una specie, che possedesse la
forza vitale sufficiente ad infondere in loro il materiale genetico
necessario a ribaltare il decadimento e l'atrofia causati dalla loro
negata natura emozionale. Gli esseri umani, una specie dotata di
emotività, vennero scelti per tale programma di riproduzione. Molti
membri della razza di Zeta si offrirono volontari per incarnarsi
sulla Terra, acconsentendo a venire più tardi "rapiti" [o "addotti",
come si trova nella terminologia italiana di settore,
dall'ingl. "abducted" – N.d.T.] (cioè riportati sulle astronavi in
orbita intorno alla Terra), per poter diffondere il materiale
genetico. Il programma prevede di rimuovere dalla Terra gli umani
Zeta incarnati una volta raggiunta l'età fertile, di fecondarli con
embrioni Zeta se donne, o estrarne lo sperma se uomini, di rimandarli
sulla Terra per un certo lasso di tempo, e poi di farli tornare ai
laboratori sulle astronavi per estrarre e far crescere i feti.

Non tutti i "rapiti" Terrestri sono di natura puramente Zeta. Alcuni
hanno DNA misto, il che ha causato controversie e preoccupazione tra
gli scienziati stessi di Zeta. Ci sono elementi di violazione al
libero arbitrio umano, che entrano in gioco in queste esperienze. Se
uno Zeta si incarna sulla Terra, la donna o uomo in questione ha il
proprio diritto ad esercitare il libero arbitrio e non potrebbe
venire portato via contro al proprio volere, senza che ciò violi i
principi universali. Alcuni Zeta incarnati si ricordano della propria
missione e tornano volontariamente a bordo dell'astronave, per essere
fecondato o farsi rimuovere lo sperma (a seconda del sesso). La
maggior parte però non ha ricordo della sua missione e sottostanno a
tali programmi senza volerlo o ignorandoli.

Gli Zeta hanno formato alleanze (cioè cospirazioni) con certe branche
dei governi mondiali, onde ottenere la protezione delle loro
identità. In cambio di tale protezione, hanno fornito determinate
tecnologie a queste fazioni governanti.


(4) Cospirazioni Secondarie



Il lavoro dei cospiratori principali sortisce un effetto
a "distribuzione graduale" ["trickle-down", termine usato in economia
per definire la teoria della re-distribuzione graduale, goccia a
goccia, della ricchezza verso la "base" della società – N.d.T.] su
altre organizzazioni e gruppi. Nei vostri Stati Uniti, ad esempio,
esiste un movimento nato dal vostro governo, atto a spiare i suoi
cittadini in nome della protezione nazionale dal terrorismo. Il vero
scopo di questo programma è di consolidare il potere nelle mani di
quelli che, all'interno del governo, sono controllati dalle fazioni
già elencate. Anche in questo caso, come per ogni
cospirazione "oscura", il successo della missione cospiratrice
dipende dalla paura e dalla rabbia dei soggetti, così come dal loro
stato di ignoranza. Se la gente della Terra apre gli occhi su quanto
sta accadendo e rifiuta di vivere nella rabbia e nella paura, i
cospiratori non hanno più alcun genere di potere su di essa.

Questa dettagliata analisi sulle cospirazioni del vostro mondo, è per
rammentarvi che la conoscenza è il vero potere, e la consapevolezza
della vostre Fonte Divina interiore è infinitamente più potente di
quanto possa esserlo qualsiasi cosiddetta forza "oscura". Amati
esseri, fate nascere il Divino Potere dentro di voi e dirigete
l'illimitata luce e comprensione di Dio dentro ai più bui angoli del
vostro mondo. Fate che queste tristi cospirazioni vengano svelate per
ciò che sono – disperati tentativi di rimpiazzare Dio con la paura.
Non avranno successo. Solo la luce prevarrà. La luce di Dio risplende
su tutto in egual misura. Col vostro aiuto, essa risolleverà e
porterà gioia ai cuori afflitti della gente del vostro mondo. Il
divenire consapevoli di tali cospirazioni, permetterà di rendersi
conto del vero quadro, quello per cui il vostro mondo è stato un
luogo di sofferenza e infelicità per così tanto tempo. Sta già
cambiando, mentre parliamo. Grandi legioni di luce si uniscono a noi
nei cieli ed offrono il loro aiuto. Stiamo tutti insieme rimuovendo i
veli dell'ignoranza dal vostro mondo. Stiamo togliendo dalla vostra
atmosfera le barriere di frequenza eterica. La Terra potrà nuovamente
unirsi alle cospirazioni positive della Confederazione Galattica e di
altre benevole organizzazioni, che hanno lo scopo di risvegliare le
anime in tutto l'Universo.

Ci scusiamo per la lunghezza di questo messaggio, ma sentiamo
necessario che molte anime lo ricevano e cerchino di comprenderlo.
Siamo servitori del Supremo Essere Raggiante, la Fonte dell'Intera
Creazione. Noi siamo gli Arturiani.



Sal Rachele, P.O. Box 815, Snowflake, AZ 85937
( www.salrachele.com ) (928) 528-7118

www.acquaracity.org/SalRachele/Arturianisullecospirazioni.htm

#4442 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 9:54 pm
Oggetto: Noi siamo Figli delle Stelle
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Noi siamo Figli delle Stelle

chi sono:

I Figli delle stelle sono persone che provano nostalgia e eccitazione
all'idea che potrebbero essere originari di un altro mondo.
Fanno esperienza della solitudine e del senso di separazione tipici
della condizione umana, ma oltre a questo hanno anche la sensazione
di essere stranieri su questo pianeta.
Trovano i comportamenti e le motivazioni della nostra società
illogici e difficili da capire.
I Figli delle stelle sono spesso riluttanti a farsi coinvolgere nelle
istituzioni della società, per esempio nelle strutture politiche,
religiose, economiche e sanitarie.
Fin da giovanissimi, tendono a distinguere e a scoprire con insolita
chiarezza le intenzioni e i programmi nascosti di queste strutture
sociali.




Definizione:
Si definiscono "Figli delle stelle" (in inglese: Starseeds) esseri
evoluti provenienti da un altro pianeta, un altro sistema solare o
galassia, la cui specifica missione è assistere il Pianeta Terra e la
sua popolazione all'ingresso nella Nuova Era che sta iniziando ora e
che sarà presente su scala ancora maggiore nel prossimo futuro.

I "Figli delle stelle" si incarnano nelle stesse condizioni di
debolezza e di totale amnesia sulla propria identità, sulle proprie
origini e i propri scopi degli umani terrestri.

Tuttavia, i geni dei Figli delle stelle hanno in sè un codice
di "chiamata al risveglio", che serve a "attivarli" a un momento
predeterminato della loro vita. Il risveglio può avvenire in modo
delicato e graduale o può invece essere del tutto improvviso e
drammatico.

In entrambi i tipi di evento, viene recuperato un certo grado di
memoria, che permette ai Figli delle stelle di assumersi
coscientemente la responsabilità della propria missione. Anche le
connessioni con i loro Sè Superiori vengono rafforzate, e questo
permette loro di venire guidati in larga misura dalla loro conoscenza
interiore.

Molti Figli delle stelle sono esperti in "programmi di dimagrimento
spirituale rapido". I Figli delle stelle possono scrollarsi di dosso
in pochi anni i modelli di comportamento limitativi e le paure per
superare le quali agli umani possono volere molte incarnazioni.
Questo accade perchè i Figli delle stelle hanno già intrapreso simili
missioni su altri pianeti, e hanno una discreta familiarità con le
procedure e le tecniche necessarie a elevare la coscienza.

I concetti di navi spaziale, di viaggio intergalattico, di fenomeno
paranormale, di forma di vita senziente di altre galassie, sono
naturalmente tutti naturali e logici per loro.




La missione dei Figli delle stelle:
Dal momento che il loro compito è tra i più difficili da svolgere in
una dimensione densa come la nostra, i Figli delle stelle sono stati
selezionati dalla nostra galassia e oltre. Pochi esseri si
presterebbero volontari per compiere un lavoro simile, col rischio di
dimenticare chi sono e di perdere la loro connessione con i loro Sè
Superiori divini.

Anche se i Figli delle stelle costituiscono una percentuale molto
piccola della popolazione della Terra, la loro missione è importante
e molto varia.

Prima di tutto, devono attraversare questa vita fisica e riuscire a
ricordarsi chi sono.

Quando questa connessione viene fatta, vengono attratti a
intraprendere un processo di trasformazione che li porta a divenire
interi, centrati, e connessi con il loro Sè Superiore.

Una volta che i Figli delle stelle realizzano chi sono, possono
iniziare a aiutare le anime Terrestri illuminate a ancorare la luce
alla Madre Terra.

I Figli delle stelle sono qui anche per Intervento Divino dalle
dimensioni più elevate fino al nostro mondo fisico.

Questo pianeta non può sopravvivere senza l'Intervento Divino
stabilito dal Creatore.

I Figli delle stelle vengono risvegliati e sono pronti per ancorare
la luce al pianeta, eseguire rituali, meditare e focalizzare le
proprie energie sulle situazioni che richiedono di essere cambiate
per il bene di tutti.



Processo di attivazione del figlio delle stelle:
Per coloro che sanno di essere Figli delle stelle, questo è un
processo di attivazione da compiersi UNA VOLTA SOLA.

Per coloro che non ne sono sicuri, questo processo permetterà loro di
attivarsi.

In questi tempi, moltissimi Figli delle stelle non sono ancora
attivati.

Le loro energie sono necessarie per aiutare a ancorare l'amore e la
luce a Madre Terra.

Questo processo ha una durata di una ventina di minuti:



Siediti, chiudi gli occhi e inizia una serie di tre inspirazioni e
espirazioni.
Inspira Luce attraverso la sommità del capo e falla scendere giù per
tutto il corpo.
Espira tutto lo stress e le preoccupazioni che puoi avere, e falle
uscire in basso, attraverso i piedi, e giù alla Terra.
Esegui questa respirazione per un minuto.


Metti la tua mano sinistra, con le palme rivolte verso l'alto, sulla
tua coscia sinistra.
La tua mano destra invece deve toccare l'area che si trova a circa 4
centimetri sotto l'ombelico. (Qui si trova un vortice di energia).


Chiedi agli Angeli della Terra di venire e di attivare questo centro
di energia per te.
Mantieni le tue mani nella posizione indicata per circa 5 minuti.


Muovi la tua mano destra circa 4 centimetri sopra l'ombelico (qui c'è
un altro vortice di energia) e chiedi agli Angeli della Terra di
attivare per te anche questa zona.
Tieni le mani in posizione per circa 5 minuti.


Ora metti entrambe le mani, con le palme rivolte verso l'alto, sulle
rispettive cosce, e chiedi agli Angeli della Terra di mandare una
conferma che tu sei stato attivato.
Aspetta pochi minuti per riceverla.




Ora che sei stato attivato, sei pronto per partecipare attivamente
con gli altri Figli delle stelle ai rituali e alla pulizia e al
bilanciamento dei tuoi chakra.

Ti viene richiesto di restare in sintonia e di imparare metodi
alternativi per aiutare Madre Terra e la popolazione terrestre.

Amore e Luce a tutti voi.

dal sito www.figlidellestelle.info

http://www.acquaracity.org/

#4441 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 5:04 pm
Oggetto: GIUDA, L'ULTIMO DEGLI APOSTOLI
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GIUDA, L'ULTIMO DEGLI APOSTOLI

Maggio 2006

La scoperta del vangelo di Giuda e del luogo del suo nascondiglio,
sono solo i primi elementi di un'incredibile avventura durata
venticinque anni.
Dal quel momento infatti, il vangelo è passato nelle mani di
trafficanti e studiosi, venduto in tre continenti come un bene
qualsiasi e nascosto per oltre 16 anni dentro una cassetta di
sicurezza.


Intanto il papiro, che conteneva uno dei testi più sconcertanti degli
ultimi secoli, continuava a deteriorarsi fino a ridursi, nel momento
dell'attribuzione definitiva a Giuda da parte degli storici, quasi
totalmente in frammenti.

Il lungo viaggio del Vangelo
Tutto iniziò nella seconda metà degli anni Settanta quando, presso le
sponde del Nilo, alcuni contadini egiziani trovarono una caverna, una
di quelle cavità utilizzate come sepolture oltre milleottocento anni
fa. Gli uomini protagonisti della scoperta, si avventurarono
all'interno della galleria in cerca di oro, gioielli ed altri oggetti
di valore, ma quello che scoprirono tra le ossa dei sepolti, fu una
cassetta di pietra malridotta, che conteneva un misterioso codice,
rilegato in pelle.
L'intuizione che fosse molto antico, li spinse a venderlo ad alcuni
trafficanti di antichità del Cairo, totalmente ignari di quanto fosse
prezioso il documento che avevano fra le mani.
Il papiro venne abbandonato per anni, passando tra le mani di diversi
antiquari, fino al 2000, quando Frida Tchacos Nussberger riuscì a far
tradurre finalmente quel testo in copto, dopo infinite ricerche e
centinania di migliaia di dollari spesi.

  Lo svizzero Rodolphe Kasser, uno dei massimi studiosi di copto a
livello mondiale, docente dell'Univerità di Yale è stato il
responsabile della traduzione del manoscritto: 26 pagine su 13 fogli
di papiro. Il professore sostiene di non aver mai visto uno testo
antico in condizioni peggiori: alcune pagine erano andate perdute,
altre sono state ricomposte con i centinaia di frammenti in cui si
erano sbriciolate e in tutte mancava la parte contenente il numero
della pagina, così da rendere ancora più difficile la successione
degli eventi descritti.

Nel febbraio 2006 a New York, è ricomparsa una mezza pagina mancante
ed è stata anch'essa incusa nella stesura definitiva del codice che
attualemente, dopo 5 anni di lavoro, rappresenta l'80% dell'intero
manoscritto originale.
Per avere un'idea del lavoro fatto bisognerebbe prendere un testo di
10 pagine, strapparlo in piccoli pezzi e buttarne via la metà per poi
provare a ricostruirlo.


Nuove, sconcertanti rivelazioni
Il Vangelo di Giuda, che risale al periodo tra il 220 e il 340 d.C.,
presenta una nuova e sconcertante visione del rapporto tra Gesù e
Giuda, rivoluzionando completamente la storia della figura del
discepolo che tradì Cristo. Il testo si presenta come: "Il racconto
segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso
di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua".
Contrariamente a quanto raccontano Matteo, Marco, Luca e Giovanni nel
Nuovo Testamento, questo nuovo vangelo svelerebbe che la consegna di
Gesù alle autorità da parte di Giuda, avvenne dietro un'esplicita
richiesta dello stesso Cristo. L'ipotesi formulata da Craig Evans,
docente di Nuovo testamento presso l'Acadia Divinity College
dell'Acadia University di Wolfville, in Canada, è che Gesù avesse
dato istruzioni segrete e precise a Giuda. Questo svelerebbe il senso
della frase a lui rivolta e riportata dal Vangelo di
Giovanni: "Qualunque cosa tu debba fare, falla in fretta".

Nella traduzione del vangelo di Giuda, emergono temi coerenti con le
tradizioni gnostiche. Nella prima parte, Gesù ride dei discepoli che
pregano il loro Dio, quello Jahvé che nel Vecchio Testamento viene
presentato come colui che aveva creato il mondo. Esorta i discepoli a
guardarlo e a comprendere cosa egli sia davvero, ma questi sembrano
non capire. Allora Gesù dice a Giuda: "...tu supererai tutti loro.
Perché tu farai sì che venga sacrificato l'uomo entro cui io
sono". "Allontanati dagli altri a te rivelerò i misteri del Regno. Un
regno che raggiungerai, ma con molta sofferenza", gli dice Gesù.
Il Vangelo di Giuda, in sostanza, afferma che Giuda Iscariota fu
l'unico apostolo a conoscere la verità della grandezza del Cristo,
aiutandolo a liberarsi del suo corpo terreno, per ritornare nella sua
entità spirituale, la sua autentica essenza divina.

Il testo attibuisce a Gesù queste parole: "Ti ho detto tutto. Apri
gli occhi e guarda la nube e la luce che da essa emana e le stelle
che la circondano. La stella che indica la via è la tua stella".

Il testo pone nuove verità anche sulla dinamica dello scambio tra il
discepolo ed i romani: "Essi (coloro che erano venuti ad arrestarlo)
avvicinarono Giuda e gli dissero, 'Cosa fai qui? Sei un discepolo di
Gesù'. Giuda diede loro la risposta che volevano, ricevette da loro
del denaro e glielo consegnò".

"Sarai maledetto dalle generazioni, ma regnerai su di loro", gli dice
Gesù, facendo riferimento alla reazione che avranno gli apostoli nei
suoi confronti. Una reazione prevista dallo stesso Giuda attraverso
una visione: "nella visione vidi me stesso mentre i 12 discepoli mi
prendevano a sassate e mi perseguitavano".
Un passaggio successivo del testo sembra fare riferimento alla
trasfigurazione di Giuda: "Giuda aprì gli occhi e vide la nube
luminosa, e vi entrò". La gente a terra udì una voce provenire dalla
nube, ma ciò che venne detto rimarrà un mistero per sempre, poiché il
papiro si interrompe bruscamente in questo punto.

Concludo sottolineando un elemento insolito: contrariamente agli
altri vangeli, nel testo in questione non si fa neanche un accenno
alla crocifissione, né alla resurrezione di Cristo… (vedi
articolo "L'indecifrabile successo del codice")


ALESSIA SERAFIN

http://www.strangedays.it/thedarkside/ultimodegliapostoli.html

#4440 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 5:00 pm
Oggetto: L'indecifrabile successo del Codice DaVinci
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L'indecifrabile successo del Codice DaVinci

Maggio 2006

"Compito del Priorato era, ed è tuttora,quello di radunare tutte le
nazioni sotto la guida di un monarca illuminato, discendente di
Cristo e della dinastia merovingia. Storicamente l'ultimo re di tale
dinastia fu Dagoberto II, ma la stirpe non si estinse. Nella chiesa
di Rennes vennero appunto nascoste le genealogie dei discendenti, e
codificando i messaggi relativi, fra cui quello del luogo della
spoltura del corpo di Cristo."
Fabio, dal Blog di www.Leggendemetropolitane.net

"Leggevo qualche tempo fa, l'articolo di una rivista on line che
addirittura la Resurrezione di Nostro Signore Gesu' Cristo, veniva
identificata proprio con la sua discendenza perpetua fino ai giorni
nostri. Non ci ho creduto, non ci credo e non ci credero' mai fino al
momento in cui la verita' non verra' a galla. Questo perche' sono
Cattolico credente e praticante."
Paolo, dal Blog di www.Leggendemetropolitane.net

«Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»
(Matteo, 28,20).




Unputdownable. Così il Washington Post, giornale storico degli Stati
Uniti, ha definito il bestseller di Dan Brown, con un termine
entusiastico che in italiano potremmo difficilmente tradurre
come "Inaffondabile", "imbattibile", "indistruttibile". Descrizioni
che forse più si adattano a una nuova lega in acciao temperato che ad
un caso letterario, per quanto eclatante. 50 milioni di copie, tanto
ha venduto il libro di Brown nel mondo, e non a caso si parla di
fenomeno unico. Con una tristezza inenarrabile sfilano in libreria i
piccoli e grandi emuli, i quali con titoli sinceramente improbabili
("I luoghi del codice Da Vinci", "I segreti del codice Da Vinci", "Il
paradosso del Codice Da Vinci", "La verità dietro il codice Da
Vinci", etc) cercano solo di raggranellare le briciole
dell'incredibile notorietà e ricchezza che l'astuto autore del New
Hampshire è riuscito a mettersi in tasca, mescolando letteratura e
marketing come solo gli americani sanno fare.

Ma come ha fatto questo posato ex professore di lingua inglese che
gioca a tennis e predilige la musica dei Gipsy King e di Enya a
diventare – come afferma il TIME magazine – una delle 100 persone più
influenti del mondo? E perché tutti sembrano impazzire per il suo
libro?

Dan Brown, alchimista della scrittura
In verità, non mancano le critiche all'opera di Dan Brown. Anzi,
quanto più ad essere interpellati sono professionisti di grosso
calibro, tanto più sonore arrivano le mazzate al suo libro: gli si
appunta mancanza di precisione, di veridicità storica, di controllo
dei documenti e delle fonti, persino di un talento narrativo tutto
sommato claudicate, visto che i tempi e le logiche de Il codice Da
Vinci (che è, ricordiamolo, un thiller) non sono tutto sommato
eccelse, e comunque ben distanti dai maestri del genere come Tom
Clancy o Robert Ludlum. Eppure, il libro ha venduto, ed è piaciuto.
Perché?

La verità è in un insieme di dati differenti. Come prima cosa, parla
di intrighi, giochi di potere, segreti e corruzione in cui sarebbe
coinvolta anche la Chiesa, e questo in genere è già un buon humus di
base. Poi elenca una sfilza di nozioni storiche di facile lettura,
quelle per intenderci che tutti noi ricordiamo con quel poco che ci è
rimasto dalle scuole dell'obbligo. Oltretutto, sembra parlare di
avvenimenti totalmente veri, e l'opera acquista così l'irresistibile
sapore agrodolce della cronaca. L'autore in effetti non si esime dal
trattare ogni dato in suo possesso, anche quelli storicamente più
controversi, come realtà inalienabili, cosa che in molti gli hanno
contestato, ma non negli Stati Uniti. La patria di John Wayne e di
Bruce Springsteen ha molti lati positivi, ma tra questi non figura
purtroppo un altissimo grado culturale medio. Va fatto un distinguo:
anche in Italia, ahimé, sono molte persone che ritengono la cultura
qualcosa che ha a che vedere con i batteri, ma quando peschiamo dal
mazzo le carte vincenti, vale a dire professori universitari o
giornalisti o esperti d'arte, in genere figuriamo molto bene, anche a
livello internazionale. In America invece c'è un'idea talmente
appossimativa e generica della cultura, e questa è così fortemente
compartimentalizzata, che spesso persino tra le cosiddette "eminenze
grigie" del mondo accademico emergono dati, studi e affermazione di
una appossimazione impensabile in Europa.

Così, le "distrazioni" di Dan Brown, che già alla prima pagina chiama
il nostro artista seicentesco "Carravagio" invece di Caravaggio, non
vengono neppure notate dal pubblico statunitense. Né, per loro, è di
nessun imbarazzo la nota che appare ancor prima dell'inizio del
libro, alla voce "Fatti", che descrive senza mezzi termini l'Opus Dei
come (traduco letteralmente dalla versione in lingua inglese) "un
gruppo cattolico profondamente devoto che è stato al centro di
diverse controversie per via di testimonianze inerenti il lavaggio
del cervello, la coercizione, e una pratica nota come `mortificazione
corporale'. L'Opus Dei inoltre ha di recente terminato la costruzione
dei propri uffici al 234 della Lexington Avenue di New York, costati
ben 47 milioni di dollari".

Appare ovvio anche ai profani che una descrizione così frettolosa,
brutale e appossimativa di un organismo riconosciuto comunque dal
Vaticano non può essere realmente descrittiva di nulla, né può
essere, contrariamente a quanto afferma Dan Brown, ascritta
come "elenco di fatti".
Certo, uno scrittore non deve essere per forza anche un buon
giornalista, ma la ricerca delle fonti è di sicuro un passo decisivo
nella stesura di un romanzo. Così basta poco per sapere che l'Opus
Dei è una prelatura personale della Chiesa cattolica che ha nello
statuto la prerogativa di "aiutare i laici ordinari a ricercare la
santità attraverso e nelle attività quotidiane, specialmente tramite
il lavoro". Ma cosa vuol dire veramente? La società fondata nel 1928
da Josemaria Escrivà (morto nel 1975 e beatificato dal Papa Giovanni
Paolo II nel 1992) serve come punto di riferimento `laico' alla
cristianità cattolica, il che prevede "ritiri, giornate/serate di
meditazione, corsi di filosofia e teologia, direzione spirituale
personale, prima di tutto per i membri, ma anche per tutti coloro che
vogliano avvalersi di questi servizi spirituali", come viene
descritto nel sito www.escriva.it. In parole povere, un luogo
d'incontro privilegiato, non solo per i poveri di spirito ma anche
per i ricchi di portafoglio, dato che come talvolta viene serenamente
affermato da diverse testate giornalistiche, e non solo di sinistra,
l'Opus Dei è una sorta di "Mafia Bianca" del Vaticano, dove le
persone e le famiglie cattoliche "che contano" possono parlare,
organizzare affari, scambiarsi cortesie vicendevoli e quant'altro.
Di "santa mafia" ha parlato il quotidiano il Manifesto a proposito
della santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della
struttura ed in particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di
cui esiste traccia solo nel sancta sanctorum di Palazzo Tevere, con
tanto di schede, foto, qualifica (si va dai numerari, celibi ma
laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con prole, fino ai
soci cooperatori, professionisti di provata fede nell'Opus). "In
realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe
quello con una santa massoneria", afferma Rita Pennarola, giornalista
de La voce della Campania, "dal momento che assai simili, soprattutto
dal punto di vista dell'elitarismo di cui è permeato il loro credo,
appaiono gli ideali delle due diverse consorterie. Una riprova arriva
dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare
d'Italia Fabio Venzi, secondo il quale `alcuni massoni sono nell'Opus
Dei e alcuni membri dell'Opus Dei sono in Massoneria', anche
perché `queste organizzazioni si propongono di raggiungere
pressappoco le stesse finalità'. E conclude ammettendo che `esiste un
dialogo tra i membri delle due organizzazioni vuoi per semplice
amicizia, vuoi per questioni professionali'.

Angeli, Demoni e uomini imperfetti
Insomma, appare chiaro che all'Opus Dei non sono certo dei santi, ma
Dan Brown ci va giù comunque pesante, facendo dei membri del gruppo
escriviano gli autentici `villains' del libro, e poco conta che si
tratti di una fiction letteraria: tutto ciò che scrive viene
assorbito dal pubblico, e non solo negli USA, come dati di cronaca.
Ovviamente, in America la maggioranza dei cristiani è protestante,
quindi zero ripercussioni in casa per l'autore dalle mani d'oro.
Altre sono le imprecisioni di Brown, come quando dichiara come
appurata e veritiera l'esistenza del Priorato di Sion, gruppo
iniziatico la cui realtà è ancora da dimostrare. È pur vero che
probabilmente esistono altri gruppi che, seppur con nome diverso,
hanno svolto azioni simili a quelle ascritte al Priorato, eppure il
dubbio è talmente doveroso per chi fa ricerca, che il non
specificarlo, in non mettere le cose nel virgolettato del "si
presume", passando teorie per realtà assoluta, che Brown finisce
involontariamente per mettere in difficoltà proprio chi, da anni,
cerca di dimostrare in termini storici la validità di alcune tesi, le
stesse espresse e rivendute come proprie dall'autore.
Il libro di Brown difatti si basa al 90% su di un altro libro, da me
personelmente letto per la prima volta all'incirca 12 anni fa. Si
tratta de Il santo Graal di Michael Baigent, Richard Leigh, Henry
Lincoln, Ed. Mondadori. Il testo è interessante, anche se un pò
pesante, e parte come una ricerca personale dei tre autori sul
mistero di Rennes Le Chateau. Prova dopo prova, ricerca dopo ricerca,
una inquietante verità sembra disegnarsi sotto gli occhi stupiti
degli autori, la cui conclusione finale è che l'intera storia
religiosa e politica dell'Occidente è molto diversa da come è stata
sempre raccontata. Prendendo avvio da alcuni incredibili indizi
ritrovati a Carcassonne, centro della Francia meridionale, Baigent,
Leigh e Lincoln danno vita a un'inchiesta storica da cui emerge un
quadro quanto mai sconvolgente: Gesù non morì sulla croce, sposò
Maria Maddalena - da cui ebbe alcuni figli - e, con la famiglia, si
rifugiò in Francia presso una comunità ebraica. I suoi discendenti
regnarono con il nome di Merovingi, creando successivamente il Sacro
Romano Impero, maestoso disegno di un'Europa finalmente unita (Il San
Graal sarebbe da rileggersi in quest'ottica come "Sang Real", sangue
reale, il sangue della dinastia nata da Cristo stesso). Fallito sul
piano politico, questo progetto avrebbe invece continuato a vivere
grazie a sette religioso-esoteriche come i Templari, gli Albigesi, i
Cavalieri Teutonici, e a società facenti capo a un'organizzazione
ancora più misteriosa, il "Priorato di Sion", alla quale sono stati
collegati, nel corso dei secoli, alcuni fra i nomi più prestigiosi
della scienza, della Chiesa cattolica e dell'arte. Come Leonardo Da
Vinci.
Certo viene quasi da ridere, pensando che se anche solo parte della
storia fosse vera, i segreti che la Chiesa Cattolica ha cercato di
nascondere gelosamente e a qualsiasi costo per quasi 2000 anni erano
tanto interessanti che sono stati letti da 50 milioni di persone in
tutto il mondo!
Il discorso naturalmente è molto interessante, perché coinvolge
diversi aspetti della nostra cultura che noi diamo ormai per
assodati. La nostra società occidentale è di stampo cristiano, ma il
cristianesimo si basa sulla figura stessa del Cristo. Se la storia
che ci è stata raccontata per 2000 anni è falsa, o comunque
incompleta, se davvero Cristo non morì sulla croce ma si sposò con la
Maddalena ed ebbe dei figli, anzi una intera dinastia, quali e quante
potrebbero essere le implicazioni?
Apparentemente, per l'uomo della strada, nessuna. Le riprese mostrate
da Enrico Mentana durante una recente puntata di Matrix hanno
lasciato perplesso persino me: ragazzi italiani che, intervistati a
riguardo, trovavano "normalissimo e giusto che anche Cristo si fosse
sposato, e che avesse avuto figli. Perché non avrebbe dovuto?".
Un'idea del genere, che solo 50 anni fa sarebbe stata traumatica,
oggi viene vissuta con nonchalance dai distratto e annoiato
telespettatore, abituato a notizie ben più gustose: Katia Ricciarelli
che insulta Rosario Rannisi alla Fattoria, o le invettive romanesche
di Califano contro Ivana Spagna a Music Farm. E non dimentichiamoci
del mercoledì di Coppa.
Dunque, se il merito/demerito di Dan Brown è stato quello di
banalizzare argomenti di una serietà assoluta, a tal punto da
renderli `percepibili' e digeribili da un pubblico sempre più
disattento, disinformato e incolto, non possiamo far altro che
incassare e prendere atto che i suoi milioni di copie vendute sono
dovuti proprio a questo. Lo scrittore è riuscito nel difficile
compito di trasformare in entertainment una lunga e noiosa serie di
dati, testi e documenti storici, forse come affermano alcuni di
difficile comprovabilità e attendibilità, ma di sicuro interesse per
la comunità internazionale, trasformando il tutto in un autentico
pappone targato USA, e inevitabilmente, Hollywood ha allargato le
fauci e ha fatto suo il prodotto in un solo boccone. Tra poco Il
Codice Da Vinci sarà sui nostri schermi, quindi arriverà anche in
versione DVD, e terminata la visione lo riporremo negli scaffali
dell'Home Theatre accanto a quelli di Harry Potter e del Signore
degli Anelli. Illusioni tanto fantastiche da sembrare reali, film
talmente ricchi di azione e effetti speciali da apparire fiction
anche quando parlano, per puro caso, di qualcosa che potrebbe essere
tanto autentico da cambiare per sempre la nostra storia.
Per quelli di voi che ritengono non solo il libro di Dan Brown, ma
anche gli studi di Baigent, Leigh e Lincoln cartaccia e la loro
lettura una mera perdita di tempo, pongo una domanda: cosa
succederebbe se domani, in diretta tv internazionale, un giovane
rampollo di una antica e nobile famiglia affermasse di essere
l'ultimo discendente diretto di Gesù Cristo? E cosa accadrebbe, se
egli mostrasse delle inconfutabili prove a sostegno delle sue
affermazioni? Nel medioevo, i veri Re avevano poteri guaritivi, forse
proprio perché discendenti di quella dinastia merovingia toccata dal
sangue di Cristo. E se il ragazzo in questione avesse anche poteri
curativi? Se iniziasse a predicare, magari a guarire persone… Chissà.
Potrebbe essere lo spunto per un altro libro di successo, simile a
uno molto antico che avete già letto, o che avreste dovuto leggere
tempo fa. Perché il tempo vola, e può darsi che certi libri non ci
sarà il tempo neppure di scriverli, ma solo di viverli sulla nostra
pelle. Pagina dopo pagina.

PABLO AYO

http://www.strangedays.it/thedarkside/indecifrabilesuccessodelcodice.h
tml

#4439 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 4:55 pm
Oggetto: Un virus dei polli per salvare i Banchieri
menphis75angel
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29 maggio 2006

Un virus dei polli per salvare i Banchieri

Lo strano e turbato evolversi degli eventi non sfuggirà certo al
governo invisibile, che da tempo ormai controlla le nostre menti e
presto sintonizzerà i nostri pensieri su onde e frequenze
standadizzate e, poi, gestibili da una piattaforma. I progressi della
tecnologia sono tali che nanotecnologie biologiche, come le pulci,
sono ormai ad un livello tale di avanzamento da non renderle
più "fantascienza" ma futuro prossimo. Tali meccanismi costituiscono
la versione tecnologica dei parassiti. Sono prodotte da società di
IT, come la Alien Tecnology , e trovano larga applicazione non solo
in campo militare, ma anche in ogni altro settore di interesse
civile, e l'attuale progresso della ricerca permette di produrne
alcune di diametro di cento micron, cioè un decimo di millimetro, più
piccole uno grano di sabbia. Possono essere innestate nei tessuti dei
vestiti, nelle filigrane delle banconote, e il passo che separa dalla
loro iniezione nel corpo umano per motivi terapeutici e di sicurezza
è davvero breve. Basterà semplicemente che le persone si abituino
all'idea e, come ogni altra tecnologia, preferisca i vantaggi e le
comodità del progresso alla perdita di libertà personale.
Le pulci impiantate in un corpo umano vanno a formare un sistema di
ricezione di informazioni che a sua volta può trasmettere al cervello
umano, influenzandone gli impulsi e la percezione dei segnali
dall'esterno. E questo è stato già realizzato, grazie al fatto che
queste micropulci hanno una densità inferiore a quella del sangue,
viaggiando all'interno del sistema sanguigno come delle bolle
minuscole. Nell'orecchio interno esistono nervi chi sono legati alla
percezione di determinate frequenze, e un suo danneggiamento potrebbe
provocare delle illusioni sonore. Questi nervi sono alimentati da
un'arteria di piccolo diametro, "la arteria celebrale media"collegata
all'arco aortico che è invece di diametro più grande e parte
direttamente dal cuore. Quando il sangue trasporta delle bolle di
azoto, che possono essersi formate a causa della mancanza di
ossigeno, queste tenderanno a posizionarsi lungo l'arteria celebrale,
perché l'aorta diventa una perfetta trappola. I nervi dell'orecchio
interno sono collegati tra di loro da capillari poco ramificati
(senza anastomasi) che bloccano il defluire di tali bolle e vanno a
danneggiarli, e così a distruggere i tessuti. Le pulci, essendo
sferoidali, leggere e della stessa dimensione delle bolle di azoto,
si comporteranno allo stesso modo. Seguiranno così questo percorso
con ramificazioni che si restringono sempre più, accumulandosi lungo
l'arteria celebrale.

Una volta che queste pulci siano raggruppate in un capillare
dell'orecchio interno, esse potranno da lì agire non solo sul sistema
uditivo ma anche sul cervello, e allora fungeranno da antenne per
ricevere segnali sotto forma di microonde compresse. Questi segnali
attaccano il sistema nervoso legato all'udito e potranno creare delle
allucinazioni sonore, o addirittura condizionare gli individui grazie
a dei messaggi liberati in modo subliminare, ossia al di sotto di un
livello sonoro non percepibile in maniera cosciente. Per "livello
sonoro" si intende il "livello di percezione" poiché questi segnali
non passano più per il sistema recettivo delle onde sonore, cioè
attraverso il timpano. I messaggi saranno infatti ricevuti e
ritrasmessi operando poi un vero e proprio "lavaggio del cervello", a
nostra completa insaputa.
Non stiamo parlando di fantascienza, attenzione, perché queste
tecniche sono state testate con successo già agli inizi degli anni
settanta, utilizzando come effettore le microonde compresse. Queste
possono essere inviate da satelliti in grado di coprire vaste
regioni, o messe da centrali trasmittenti o con un cellulare. Il cd.
sistema HAARP è stato concepito infatti per sperimentare un sistema
di controllo delle folle all'oscuro di paesi interi: gli Stati Uniti
e la Russia sono i soli paesi che controllano attualmente questa
tecnologia.
Quando le onde sono emesse a grande distanza, possono essere riflesse
con specchi invisibili costituiti da superfici di gas ionizzati, che
di gas ionizzati, creati ad elevata distanza e e a loro volta
originati da altre fonti di microonde.
Le pulci possono essere iniettate nel nostro corpo tramite i vaccini,
e entrano in circolazione come dei veri e propri virus divenendo dei
centri recettivi invisibili.
Questo deve far capire che la diffusione della notizia di un rischio
di pandemia porterà poi ad una vaccinazione di massa, dietro la quale
si nascondono delle strategie volte al controllo della masse. Il
virus dell'aviaria ha già pronto il suo vaccino, il Tamiflu, e la
paura della pandemia viene coltivata giorno dopo giorno. Il governo
inglese ha dichiarato i mesi scorsi che è già stato programmato un
piano per attrezzare gli ospedali e i cimiteri a far fronte alla
pandemia, i rapporti dell'Onu stimano milioni di vittime, e tutti gli
Stai si accordano con la Roche per la produzione del vaccino. Hanno
scelto per tale scopo un virus che per le sue caratteristiche può
facilmente scatenare il panico: può espandersi in tutto il pianeta,
perché il suo vettore sono degli uccelli migratori, e ha sintomi non
individuabili perché simili ad un'influenza.

L'avaria è il disegno invisibile di un processo di cambiamento su
scala planetaria, e siamo in grado di confermare che il governo
invisibile ci sta nascondendo una cosa così macabra, lontano da ogni
possibile previsione statistica e pragmatica. Quello che è in moto
non è solo un meccanismo di industrie farmaceutiche, multinazionali,
di Banche e Assicurazioni, è molto di più. Le Borse stanno cadendo, e
il sistema sta davvero cedendo sotto i nostri occhi, e la diffusione
dell'aviaria ne costituisce l'antidoto, perché innanzitutto il loro
crollo potrà essere imputato con grande facilità alla diffusione
della pandemia. In secondo luogo, la vaccinazione di massa consentirà
l'impianto di pulci e nanomeccanismi avanzati, in modo da avere il
pieno controllo delle popolazioni, che sono anche consumatori e
risparmiatori. Deve far riflettere il fatto che la Bill and Melinda
Gates Fundation ha donato alla Global Alliance for Vaccines and
Immunization (GAVI) 750 milioni di dollari per un progetto di
vaccinazione dei bambini dell'Africa dalla durata di dieci anni.
Inoltre non è la prima volta che la fondazione di Bill Gates sostiene
queste iniziative, perché ha devoluto già ingenti somme per i vaccino
contro l'AIDS, il tetano e la malaria.

Una volta che questo piano di vaccinazione globale sarà portato
avanti in tutti i paesi, e non solo nel continente africano e
asiatico, il controllo totale potrà davvero dirsi realizzato.
L'America potrebbe un giorno svegliarsi ritrovandosi nel tracollo
finanziario, con la fila agli sportelli e la crisi di solvibilità,
con una moneta svalutata del 50 o 80% e un debito che non potrà mai
essere pagata, ma nessuno potrebbe rendersi davvero conto di ciò che
sta accadendo. La soluzione e le contromisure del tracollo sono state
già programmate e previste sotto ogni minimo dettaglio: un nuovo
sistema finanziario telematico globale, il controllo dei media, di
ogni mezzo di trasmissione e di comunicazioni, dai media alla musica,
dalla televisione allo spettacolo. Non vi saranno rivolte o proteste
nelle piazze, in America come in Europa o nel resto del mondo, tutti
continueranno la propria vita senza particolari stravolgimenti. Non è
una cosa difficile da concepire se si pensa che un mondo intero ha
creduto al crollo delle Torri gemelle perché il pilone di acciaio era
stato fuso dal calore dell'esplosione dell'aereo. Il controllo esiste
già, e Ditte come la Vodafone, la Ibm e Microsoft sanno bene cosa sta
accadendo.

http://etleboro.blogspot.com

#4438 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 3:49 pm
Oggetto: Apophis
menphis75angel
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Apophis

Apophis è il serpente gigante della mitologia egizia che condensa in
sé tutti i rettili nemici dell'armonia cosmica. Attestato dal Primo
periodo intermedio (2195-2064 a.C.), Apophis figura nei Testi dei
sarcofagi come nemico di Ra e del defunto con i quali combatte una
battaglia senza fine, descritta dai libri funerari del Nuovo Regno
(1543.1069 a.C.). Il serpente dimora nelle viscere della terra dove
non filtra la luce del sole ed entra in azione in tutte le tappe del
viaggio celeste del sole per ostacolarlo, dall'alba a l tramonto. Dèi
come Seth. Iside e Neith danno manforte a Ra, nella sua strenua lotta
contro il pernicioso serpente, che il dio dalla testa di falco, con
le sembianze di gatto, annienta presso l'albero ished, pianta legata
al culto solare, ad Eliopoli.

Che cosa adombra questo antico mito? Il serpente nella cultura egizia
è "solo" un simbolo, l'emblema di un'energia distruttrice, di una
luce oscura oppure è il ricordo di una razza ostile che, da tempo
immemorabile, decide il destino dell'umanità, sopraffacendo tutti
coloro che le si oppongono.

È noto che le piramidi di Gizah riproducono con la loro disposizione
l'allineamento stellare della cintura di Orione, così come è stato
scoperto che uno dei "canali di aerazione" della "piramide di Cheope"
puntava verso l'astro Thuban, nella costellazione del Draco, l'altro
verso Zeta Orionis, intorno al 10.500 a.C. Tali orientamenti hanno
unicamente un significato astronomico? Circa 4700 anni fa Alpha
Draconis era la stella che indicava il nord celeste, quando regnava
la seconda dinastia thinita nella terra dei faraoni ed al tempo del
re di Uruk, Gilgamesh. Se, invece, alludessero ai sistemi stellari da
cui provennero degli… invasori cosmici?

Chi può rispondere a questi interrogativi? Quale significato e quali
risonanze acquisirebbe una risposta, che si nasconde tra le volute
delle galassie e nel labirinto dei miti?

Qual è la vera origine di culture come quella egizia, sumera,
cinese…? Furono create dai superstiti di una civiltà atlantidea
semidistrutta da un cataclisma o da una guerra? I testi,
l'archeologia, l'archeoastronomia, l'antropologia, la paleontologia,
la paleobotanica… ci offrono degli indizi che a volte sembrano
convergere verso la risoluzione dell'enigma, talora conducono
sull'orlo di abissi. Tuttavia la domanda fondamentale non è tanto
quella sulla genesi: quelle antiche civiltà furono fondate dai
discendenti di Atlantide, da genti dello spazio o, come vogliono gli
storici e gli archeologi ufficiali, da gruppi umani del Neolitico? Il
quesito cruciale è un altro: per quale motivo il disegno della
storia, a circa cinque mila anni di distanza da quando fiorirono
quelle civiltà medio-orientali, tende a formare le spire di un
serpente che stritola le sue prede?

Credo che le classi dirigenti nell'antichità, nel Medioevo, nell'età
moderna e contemporanea abbiano perseguito e perseguano il fine di
rafforzare il loro infame potere attraverso il controllo della
conoscenza e della coscienza: furono elaborate, anzi inventate, le
religioprigioni e più tardi i sistemi empirico-razionalisti. Per
quanto possa apparire strano, la "scienza" e la religioprigione non
furono mai veramente avversarie, perché ambedue si fondano sulla
scissione, sulla divisione, sulla frattura. La "scienza" era ed è
destinata ad intelletti più svegli, mentre la religioprigione è
ammannita al vulgus: entrambe, però, con il loro schematismo manicheo
(vero/falso; res cogitans/res extensa; giusto/ingiusto;
Inferno/Paradiso) sono idonee per disgiungere i due emisferi della
mente. Divide et impera: dividi in primo luogo l'anima. "L'uomo non
osi separare ciò che Dio ha unito": gli stolti pensino pure
all'indissolubilità del matrimonio; in realtà non avremmo dovuto
scindere i due principi.

Ancora una volta per tentare di capire bisogna considerare i simboli,
simili a stigmate profondamente incise, indelebili. La triade divina
è un archetipo radicato presso le etnie che popolarono le regioni
solcate dal Nilo, dal Tigri e dall'Eufrate. Il modello fu ripreso dal
primo concilio di Costantinopoli, nel 381 d.C. che sancì il dogma
della Trinità, in nuce già ideato nel sinodo di Nicea del 325 d.C.
Mutatis mutandis, il solito trucco diventò "verità" di fede. La dea
sparì sostituita dallo Spirito Santo che, però, in ebraico (Ruach) è
femminile. La luce selenica fu quasi del tutto eclissata
dall'abbacinante bagliore di dèi ed eroi solari, la sua energia si
affievolì. Il chiarore della "ragione" e della "verità" accecò le
menti. Lo stato e la chiesa stipularono la loro alleanza sotto il
segno dell'in hoc signo vinces, in seguito con il cristianesimopagano
che assurse a religione ufficiale dell'Impero romano, auspice
Teodosio.

Qualcuno tentò di opporsi al grande inganno che come la "purga" di
montaliana memoria, dura da sempre, senza un perché? Penso di sì:
Urukagina, Amenophis IV, Giuliano, Celestino V, Dante Alighieri,
Leonardo da Vinci, Giordano Bruno, Giacomo Leopardi, Giovanni XXIII,
John Fitzgerald Kennedy, John Lennon… Uno strano elenco, mai quanto
la realtà che essi intravidero e di cui svelarono o ri-velarono
qualche scorcio.

In che cosa consiste la liberazione dalle catene? Nella conoscenza,
la stessa che i potentati economici, "scientifico-culturali", le
chiese occultano per continuare a raccontare le loro immonde
menzogne, per esercitare il loro dominio in modo incontrastato
con "buone novelle" che non sono buone e ancor meno nuove, essendo
vetustissime, superstiziose credenze, via via aggiornate, secondo il
contesto e le necessità.

Conoscenza di che cosa? Specialmente dei simboli segreti più
rivelatori di mille prove scientifiche. Si pensi, ad esempio, alle
cattedrali gotiche: s'innalzano nel cielo quelle magnifiche
costruzioni simili ad enormi stalagmiti. Ci hanno sempre insegnato
che lo slancio verticale delle chiese gotiche esprime l'anelito
mistico verso Dio e la trascendenza, ma altri due sensi oltre a
questo exoterico si nascondono tra gli archi, le vetrate policrome, i
pilastri polistili: uno esoterico ed uno occulto. Il primo evoca la
venerazione per la Vergine celeste, quale principio cosmico: le
chiese gotiche di Francia e Germania sono disposte a formare il
profilo della costellazione di Astrea. Non di meno le gargouilles, i
draghi alati ed altre sculture raffiguranti animali terrifici sono
soltanto decorazioni apotropaiche? A Denver, nell'Impero di USAtana,
è stato costruito un aeroporto internazionale che pullula di simboli
simili. È una coincidenza oppure è la medesima sinopia che contorna
luoghi e messaggi occulti?

La fioritura improvvisa dell'arte gotica prima nell'Ile de France,
quindi in altre regioni europee, si deve ai Templari: tra i loro
iniziati agivano soltanto avidi banchieri e ministri di culti oscuri
oppure qualcuno di loro custodì e trasmise a pochi eletti una
veneranda tradizione che sia la Chiesa sia gli ordini massonici
tentarono in ogni modo di cancellare?

Insomma nell'oscurità che impenetrabile, densa ci avvolge, la luce
che, a volte, balugina è quella di una stella o è un fuoco fatuo?

http://zret.blogspot.com/

#4437 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 3:46 pm
Oggetto: Chemtrail Debunking Operation
menphis75angel
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Chemtrail Debunking Operation (seconda parte)

E' iniziata l'operazione debunking

Ok. Nessuno guarda il cielo. Nessuno lo stava a guardare negli anni
passati, tantomeno nessuno alza gli occhi al cielo ora. Pochi di noi
si sono resi conto che qualche cosa, sulle nostre teste, non quadra...

Per quanto mi riguarda, essendo un naturalista, appassionato di
meteorologia, astronomia e... tutti gli altri argomenti nei quali i
nostri cieli sono parte preponderante e centrale per la nostra
esistenza, non mi ci è voluto molto per capire, il 7 maggio del 2005,
che stava accadendo qualche cosa di a dir poco anomalo: anche la
Liguria occidentale era diventata fulcro di esperimenti non ben
identificati, sulla scia di quelli iniziati nella seconda metà degli
anni novanta in Canada e negli Stati Uniti e poi proseguiti in Europa
ed in Italia.

Per decine di anni, nel terso azzurro cielo di Sanremo, si potevano
ammirare le classiche nuvole dalle forme caratteristiche. Spesso ci
si soffermava ad osservarle, ammirando stupiti la fantasia della
natura. Ecco... la natura. Esse erano nuvole "naturali". Erano il
risultato delle normali condizioni atmosferiche. E cosa dire
allorquando il tempo era soleggiato? Uno spettacolo! Colori vividi,
che spaziavano dal blu terso, sino a degradare in un delicato
azzurro. Albe e tramonti erano da mozzare il fiato.

Per inciso, visto che si parla di aerei e di scie chimiche, non
ricordo di aver mai assistito a spettacoli da film di fantascienza
come, invece, in questi mesi accade. Si notava il consueto,
trascurabile passaggio di aerei di linea ad alta quota. Così alti
che, a mala pena, se ne distingueva un'evanescente traccia da essi
lasciata (la vera scia di condensazione). Dei puntini all'orizzonte.

Da una anno a questa parte, la situazione è radicalmente mutata.
Velivoli come KC-135, KC-10, MD-80, 747, opportunamente modificati,
di solito interamente dipinti di bianco, oppure completamente neri o
grigio scuro, senza contrassegni, volano a bassa quota, percorrono
corridoi a dir poco anomali, effettuano virate improvvise, si
incrociano tra loro, volano in formazioni da tre a sette e...
rilasciano scie lunghe chilometri che, col passare dei minuti,
anzichè dissolversi, aumentano di dimensione come la panna montata ed
in breve occultano il sole, tanto che esso può essere osservato
direttamente senza venirne accecati.

Tutto questo è normale? Per taluni beoti personaggi sì. Per i
debunkers... anche. Per i politici e per le istituzioni, il problema
è frutto di fervida fantasia cospirazionista.

Ma ecco che, come di solito accade con tutto quello che si vuole fare
nascostamente, il velo di protezione offerto dai media tutti e dalle
autorità conniventi, rischia di venire squarciato da quanti, con i
mezzi messi a disposizione da Internet, hanno iniziato campagne di
divulgazione a tappeto, rischiando anche in prima persona, ma certi
che era l'unico modo per scavalcare il muro di gomma eretto dalle
autorità e dai mezzi di informazione(?).

Continuare a nascondere una siffatta capillare operazione di
irroraggio chimico e biologico di vaste aree del globo, per mezzo di
enormi velivoli, sta diventando sempre più difficile. Troppe persone
cominciano ad essere coscienti di quanto sta accadendo. Altre,
cominciano a porsi ed a porre delle scomode domande. I forum di
discussione iniziano ad essere un pericoloso (per gli "illuminati")
terreno di coltura per la conoscenza del fenomeno. Ecco quindi che
urge inventarsi nuovi modi di offuscamento delle menti e nuovi
metodi... "rieducativi", atti a disinformare o meglio... utili per
assuefare il comune cittadino a quanto, magari distrattamente,
osserva e far sì che tutto gli appaia normale e consueto.

E' quindi iniziata, da molti mesi, una capillare campagna
diseducativa, che più propriamente chiamerei con il suo nome,
ovvero: "Ricondizionamento subliminale".

Il progetto parte da molto in alto, è evidente, ma quello che disarma
e preoccupa maggiormente, è il fatto che esso si appoggia sulla
totale compiacenza di varie branche dell'informazione multimediale,
cominciando dagli spots pubblicitari, passando per i cartoni animati,
film e telefilm, per arrivare alle trasmissioni per le previsioni
meteo ed i telegiornali.

Il metodo adottato è tanto semplice, quanto insidioso. Tutti noi
sappiamo che, se ci si abitua a certe situazioni di vita, tutto
diventa più sopportabile. E' così, sia per i rapporti sociali, sia
per l'ambiente in cui si vive o si lavora. Nessuno fa infatti più
caso, per esempio, al rumore causato dal traffico sulle strade,
nemmeno la notte. Il cervello si abitua e fa sì che certi rumori
vengano, per quanto possibile, ignorati, a livello cosciente.
Diversamente... sarebbe la follia.

Sfruttando quelle che sono le conoscenze acquisite sul
condizionamento subliminale, ormai non v'è spot televisivo, cartoon o
film, dove non siano riprese ampie panoramiche di pochi secondi, che
ritraggono le famigerate chemtrails.

Attenzione! Il vero messaggio subliminale implica immagini che durino
centesimi di secondo, poichè non è l'occhio cosciente che deve
vedere, ma il subcoscente che deve recepire, ma nel caso delle scie
chimiche, ciò non è necessario. Lo scopo è assuefare le persone non
attente o non consapevoli ai nuovi "panorami" e, in primis, alla
presenza di scie anomale nei nostri cieli.

L'aspetto più inquietante di tutta questa vicenda, è rappresentato
dal fatto che, se nei films o nelle pubblicità, vista la sempre più
pervicace presenza di chemtrails, è in un certo qual modo
comprensibile che esse appaiano per caso(?), non si può dire la
medesima cosa nei cartoni animati, laddove, queste, necessariamente,
devono essere appositamente disegnate o ridigitalizzate da riprese
effettuate in pre-produzione. Ne è un esempio l'ultimo prodotto in
fase di realizzazione, della Walt Disney, già tristemente famosa per
aver inserito, spesso, fotogrammi subliminali inequivocabilmente a
sfondo satanico o pornografico.

Più recentemente, in aggiunta al "messaggio multimediale" classico,
si è assistito a commenti, ad opera del meterologo di turno,
relativamente a non ben precisate "Velature e stratificazioni ad alta
quota", che poi intendono giustificare quella patina biancastra che
si forma sempre dopo il passaggio dei tankers chimici e che purtroppo
fa parte del panorama, oramai, sei giorni su sette (ci si salva nei
giorni di stop dei voli per ordinaria manutenzione o perchè dirottati
su altre areee).

Se da un lato, per una persona adulta e cosciente di quanto accade,
tutte queste azioni, possono solo essere motivo di sconcerto e
collera, è indubbio che, per tutti coloro che ignorano completamente
l'esistenza del problema "Scie Chimiche" e, soprattutto, per le nuove
generazioni (che di per sé, non possono attingere ad esperienze
passate), questa abile operazione di debunking è drammaticamente
insidiosa, tanto quanto lo sono le chemtrails.

A questo punto, penso proprio che ci rimanga poco tempo per agire.
Signore e signori... Il lavaggio del cervello è cominciato e
questo... è solo l'inizio!

**Straker**

http://photos1.blogger.com/blogger/8127/1303/1600/settfebb06e.jpg

video:

http://www.youtube.com/watch?v=A-nU41o29Js&eurl=

---

http://zret.blogspot.com/

#4436 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 3:40 pm
Oggetto: Menù ascensione
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Nostradamus commenti V

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Messaggio di Maria Madre su Concordanza Armonica

   


#4435 Da: "Menphis75" <menphis75@...>
Data: Lun 29 Mag 2006 11:04 am
Oggetto: medicina : Sanità alla Ponzio Pilato
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medicina : Sanità alla Ponzio Pilato


Chissà perchè, quando lo Stato si fa improvvisamente generoso,
magnanimo e saggio viene subito da accogliere la novità con sospetto?
Ti tolgono un obbligo, lasciano a te la responsabilità di decidere,
ti tolgono persino le multe, e tu invece di saltare di gioia senti
puzza di bruciato.

Tutti sappiamo infatti che lo Stato, da quando esiste, ha sempre
fatto esattamente l'opposto. Lo Stato limita, lo stato impone, lo
stato condiziona, obbliga e controlla, e nel farlo multa e castiga
senza guardare in faccia nessuno (finchè si tratta di comuni
cittadini, ovviamente). Ecco perchè quando la regione Piemonte decide
improvvisamente di togliere le vaccinazioni obbligatorie, e di
demandare la scelta alle famiglie, …


… viene prima di tutto da domandarsene il vero motivo. Anche perchè
qui ci sono di mezzo le case farmaceutiche, che ormai stanno tentando
di vaccinare in massa persino le maniglie delle porte, per cui il
sospetto è perlomeno legittimo.

Vediamo l'articolo della Stampa di ieri, intitolato "Il Piemonte
cancella i vaccini obbligatori - Abolite le multe e le denunce al
Tribunale", che inizia cosi:

"Il Piemonte cancella le vaccinazioni obbligatorie. Prima regione in
Italia, abolisce con una rivoluzione storica le iniezioni «per legge»
e riordina in due sole categorie la
distinzione «obbligatorie», «consigliate» e «facoltative», fonte di
confusione e incertezza per mamme e papà. "

Brutto segno, come inizio. Mai nella vita lo Stato - il nostro Stato,
se non altro - si è preoccupato di fugare una qualunque confusione
del cittadino, anzi. Questa da noi ha sempre regnato sovrana, dalle
ordinanze ministeriali, ai moduli per il 740, fino al testo che trovi
sulle schede dei referendum: se NON vuoi che NON sia abolita la tale
legge, NON votare SI nel quadratino dove si chiede se tu desideri che
sia cambiata solo la parte che qui NON è riportata, …. Se uno non ha
fatto almeno vent'anni di palestra sulla Settimana Enigmistica, non
ne esce vivo.

E' invece più interessante questa sfumatura dell'articolo: "Prima
regione in Italia, abolisce con una rivoluzione storica…" Allora non
è un "caso casuale", c'è un piano ben preciso, e pure di portata
storica, a quanto pare.Ora, è vero che se fugassero una qualunque
confusione, sarebbe di per sè un evento storico, ma non sembra
bastare per parlare di rivoluzione.

E infatti, l'articolo ci dice anche che "Tra i motivi che hanno
convinto il Piemonte a cambiare rotta c'è poi una constatazione: «Il
Tribunale per i minorenni di Torino ha deciso di non voler più essere
informato delle vaccinazioni obbligatorie non fatte, a meno che
questo non si accompagni a maltrattamenti in famiglia. Inutile,
quindi, continuare a denunciare e multare i "fuorilegge".

E perchè mai, ci si domanda, lo avrebbe deciso? Di colpo non hanno
più voglia di lavorare? Se una cosa è obbligatoria, si immagina ci
sia un buon motivo alle spalle. Cosa è successo, quindi, che lo
avrebbe fatto decadere?

"Per le Regioni, solo uno spreco di tempo e denaro per contrastare
ricorsi che nel 50 per cento dei casi vengono vinti dalle famiglie.
Nessuno cambia idea, e si arricchiscono solamente gli avvocati."

Scusate, ma perchè nel 50 per cento dei casi vengono vinti dalle
famiglle? E' un pò tantino, come media, anche per chi si servisse di
avvocati laureati in Mozambico. C'è forse sotto qualcosa che non
sappiamo?

"Spariscono multe e denunce al Tribunale per i minorenni, per far
posto alla formazione: i genitori che decideranno di non sottoporre i
figli ai vaccini finora obbligatori contro difterite, tetano, polio
ed epatite B saranno invitati a partecipare a un ciclo di lezioni
sull'importanza dell'immunizzazione. Così la Regione avrà assolto il
suo dovere di promozione della salute, ma non interferirà poi nella
scelta consapevole delle famiglie."

Ahhhh, allora forse abbiamo capito tutto. Visto che da una parte
perdono la metà delle cause, mentre dall'altra sembrano chiaramente
volersi lavare le mani delle conseguenze di vaccinazioni praticate o
meno, il motivo non starà per caso in una delle tante liste come
quella che segue?

Massimo Mazzucco

[Questa raccolta di testimonianze è vecchia di un paio d'anni, al
punto che non ho più nemmeno trovato la fonte originale da cui
l'avevo presa. A memoria mi sembra fosse connessa a vaccine.org, ma
non ne sono sicuro. In ogni caso, Invito gli utenti più volonterosi a
fare magari una ricerca, per vedere di trovare qualcosa di simile (se
non di molto peggio, temo) per pubblicare anche qualcosa di
aggiornato. M.M.]

"Pietro e' nato il 31/12/1999, perfettamente sano. Il 22/03/2000 ha
effettuato la prima vaccinazione obbligatoria, pentavalente come
caldamente consigliato dalla pediatra: Difterite-tetano-pertosse,
Epatite B, Polio. Dopo 4 ore dal vaccino, Pietro ha iniziato un
pianto lamentoso che non si è mai interrotto fino a mezzanotte. Poi
ha iniziato a muovere i piedi con una strana pedalata, sguardo
assente verso l'alto, rifiutando latte o altro. Il giorno dopo lo
portiamo in ospedale. Due giorni dopo …

... in sala di rianimazione. Encefalite con insufficienza
respiratoria. Ora, settembre 2000, Pietro è cerebroleso con lesioni
sparse su tutta la corteccia cerebrale, cieco, non usa le mani, non
sta seduto ed è epilettico. Ha in media quattro crisi al giorno che
lo riducono a uno straccio. I medici hanno negato che la causa di
tutto sia stato il vaccino. Non hanno trovato altre cause. Siamo
usciti dall'ospedale senza diagnosi. Nessuno ci ha però richiamato
per fare le altre dosi dei vaccini. Verona.




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CODICE: 00064

Viviamo in provincia di Bologna e riportiamo il caso della nostra
figlia adolescente. Nell'aprile del 1997 le venne somministrata la
prima dose di vaccino antiepatite B, nella mattinata. Il pomeriggio
accusò dolori muscolari, contratture e il suo sguardo era assente
come se stesse per collassare. Il giorno dopo aveva ancora
indolenzimento e contratture agli arti inferiori e astenia; andò a
scuola ma l‡ ebbe una crisi epilettica e fu portata di corsa
all'ospedale di Porretta. Vi rimase tre giorni. Dopo altre due
settimane a scuola accusò perdita dell'udito, dell'orientamento e
dell'equilibrio. La sera ebbe una crisi epilettica violenta e fu
ricoverata all'ospedale di Bologna dove rimase un mese. La risonanza
magnetica era negativa. Per due anni assunse psicofarmaci
antiepilettici e ora (a distanza di tre anni dai primi sintomi) le
rimangono alcune psicosi particolari, anche se le crisi sembrano
essere sparite.
Ora ho richiesto l'esonero dalle successive due dosi di antiepatite e
ho richiesto che venga effettuata la segnalazione di presunto evento
avverso che non era stata fatta al momento dei fatti.




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CODICE: 00063

Desidero segnalarVi un piccolo caso clinico in occasione della 1a
vaccinazione obbligatoria, epatite b, difterite, polio e tetano fatta
a mia figlia Chiara il 2.7.1999 all'età di tre mesi :
Sul punto della vaccinazione, sul lato anteriore della coscia destra
è comparsa, poco tempo dopo, una piccola macchia di colore marrone
chiaro. Fortunatamente non ci sono stati altri effetti collaterali.
Non sono seguite altre vaccinazioni, in quanto ho fatto presente
all'ASL competente che:

non è stata fatta alcuna anamnesi,
non è stata fatta alcuna visita pediatrica preventiva,
alla domanda se esistevano effetti collaterali, il medico ha risposto
negativamente,
il medico non si è qualificato,
infine non è stato rilasciato alcun libretto vaccinale

e pertanto la ASL è stata informata che non si intendeva proseguire
con le vaccinazioni di legge.


Dopo un incontro con il direttore generale della ASL, tra l'altro
molto cordiale, e dopo aver informato il pediatra curante che si è
complimentato con il sottoscritto confessando la sua inferiore
preparazione in merito rispetto alla mia (!!) ho ricevuto una lettera
della ASL nella quale si riportavano casi di difterite in Russia ed
in Afghanistan e pertanto era necessario non abbassare la gurdia,
invitandomi eventualmente a cambiare opinione.
La piccola chiara gode di ottima salute probabilmente grazie ad una
alimentazione sana e quasi biologica al 100 % e probabilmente, grazie
alla benevolenza del nostro Signore.
La piccola macchia è aumentata in proporzione alla crescita della
bambina
e sembra dovuta, diagnosi del pediatra ... ad una mancanza di
melanina...




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CODICE: 00062


Siamo di Giulianova, in provincia di Teramo. Nel marzo del 1997
nostra figlia riceve la sua prima dose di vaccinazioni a 3 mesi di
vita. Le somministrano le quattro obbligatorie più la pertosse, senza
però specificarci che quest'ultima non è obbligatoria e senza farci
firmare nessun consenso.
La bimba era sanissima e di peso notevole. Il pomeriggio stesso della
vaccinazione la bimba comincia ad avere violente scariche diarroiche
con muco, è nervosa, irrequieta, non dorme la notte per parecchio
tempo. Il giorno dopo la bimba al risveglio presenta una macchia
rossa tra il naso e gli occhi. Nei giorni successivi ha vomito, cala
di peso, si consuma. Lo facciamo presente al pediatra di base e a
quello dove ci rechiamo a pagamento e ci dicono che è normale, che
non ci sono problemi e che sicuramente non è colpa del vaccino. Siamo
costretti ad anticipare lo svezzamento per cercare qualche cibo che
la bimba riesca ad assimilare e nel giro di due mesi la situazione si
stabilizza un pochino. Al sesto mese la portiamo alla Usl per la
seconda dose di vaccini; raccontiamo al medico quanto accaduto ma
questi ci dice che la vaccinazione non c'entra nulla e che si può
proseguire col ciclo. La vacciniamo e ricomincia tutto daccapo; non
assimila più nessun cibo, cambiamo costantemente gli alimenti perché
dopo averne ingerito uno non lo tollera più una seconda volta. La
bimba cala nuovamente di peso, ha scariche diarroiche con muco. A 1
anno di età la portiamo da un immunologo-allergologo fiorentino. Dopo
averle fatto degli accertamenti, ci dice che la bimba ha i villi
intestinali danneggiati, le gammaglobuline basse e l'istamina
urinaria alta. Redige anche un certificato con il quale si
sconsigliano altre vaccinazioni poiché potrebbero causarle persino
choc anafilattico. Lentamente la bimba si riprende. Ad un certo punto
la Usl ci sollecita per fare la terza dose e ci sollecita anche,
senza dirci che sono facoltative, a somministrarle antimorbillo-
parotite-rosolia. Ci dicono che i certificati che abbiamo non valgono
nulla e che si deve vaccinare per forza. Noi rifiutiamo. A 1 anno e
mezzo di età accade poi che la bimba abbia un collasso, con tremori e
pallore, dopo somministrazione di tachipirina, che il pediatra ci
aveva prescritto per una febbre a 37,5&Mac176;. Non appena la febbre
ha invece modo di salire, la bimba si riprende e dopo 24 ore è
guarita. Ciò ci induce ancora maggiore prudenza. Concordiamo un check-
up che la bimba fa con un day-hospital. Richiedo che la bimba faccia
di nuovo gli esami eseguiti a 1 anno, ma i medici rifiutano e cercano
di convincermi a vaccinarla, dicendomi che l'immunologo che aveva
visto in precedenza la bambina era incompetente. Noi rifiutiamo. La
pediatra di base, in separata sede, successivamente ci darà ragione.
Ora chiederemo l'esonero dalla terza dose di vaccinazioni




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CODICE: 00060

Nostro figlio Luca e noi abitiamo a Comacchio, in provincia di
Ferrara. Il bambino è nato sano il 16/06/92 e ai 3 mesi di vita
abbiamo iniziato il ciclo vaccinale. A 6 mesi è stata praticata la
seconda dose (antipolio, antidifto-tetanica, antiepatite B e
antipertossica) e a 9 mesi la terza dose. Solo dopo abbiamo saputo
che la terza dose dovrebbe essere somministrata a 11 mesi. Tre giorni
dopo la terza dose di vaccini al bimbo è venuta una febbricola che
non se ne andava; è durata mesi senza che nulla gli facesse effetto e
senza che nessuno ci sapesse dare indicazioni. Prima della
vaccinazione si reggeva già in piedi e cominciava a dire qualche
parolina, era sveglio e attento. Improvvisamente, dopo l'inizio di
quella febbricola tenace, perse la coordinazione degli arti, non si
reggeva più in piedi. Malgrado le resistenze del nostro medico di
base che ci definiva paranoici, abbiamo fatto ricoverare il bimbo
all'ospedale, poi in una clinica privata a Bologna specializzata in
neurologia e anche con day-hospital a Padova. Alla TAC risultò che il
cervelletto era danneggiato. A Bologna una dottoressa mi disse,
durante un colloquio a quattr'occhi, che sicuramente era stato il
vaccino a causare il problema e che ne vedevano moltissimi di bimbi
ridotti così dopo le vaccinazioni. Ma, quando le chiesi di mettermi
per iscritto quanto mi aveva detto, si tirò indietro su indicazione
del primario. La diagnosi du encefalopatia in corso di definizione e
risultò che il bimbo aveva focolai di sofferenza alla sostanza bianca
con inizio di demielinizzazione. Malgrado tutto ciò, la Usl mi
obbligò, dicendomi che altrimenti mio figlio non sarebbe potuto
andare a scuola, a somministrare al bambino anche la quarta dose di
antipolio nel 1999. Ora il bimbo soffre di una tetraplegia
irreversibile e abbiamo inoltrato richiesta di indennizzo. Non si può
andare avanti così, bisogna che qualcuno si renda conto di ciò che
sta accadendo a tanti bambini.


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CODICE: 00059

Abitiamo in provincia di Vicenza e nostra figlia ora ha 18 anni. Alla
fine di marzo del 1983 la bambina ricevette la prima dose di vaccino
antipolio di tipo Sabin. Subito dopo la bimba ha cominciato a
mostrare disturbi che prima non aveva e a poco a poco è andata
peggiorando. Dopo molte insistenze abbiamo ottenuto di farle
screening specifici e si sono resi conto che c'era stato un problema
al sistema nervoso. Inoltre la fontanella le si era chiusa
prestissimo (a 7 mesi), dopo la seconda dose di vaccino, provocandole
un microencefalismo. La bimba ha poi manifestato crisi epilettiche e
gravissime difficoltà di deambulazione. E' stata poi operata ai piedi
in tenera età, ma ora vive sulla sedia a rotelle. Ha un ritardo
gravissimo e non riesce a pronunciare che poche parole.


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CODICE: 00058

Ho 26 anni, nel 1992 ho frequentare la Facoltà di Medicina e
Chirurgia, per questo motivo nello stesso anno sono stata sottoposta
a vaccinazione obbligatoria antitubercolare ed antiepatite B.
Tre anni dopo mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla, una
malattia demielinizzante altamente invalidante a probabile patogenesi
autoimmune. Ho avuto problemi di deglutizione, formicolii ed
insensibilit‡, vertigini e problemi alla vista, inoltre tanta
stanchezza e depressione.
Nell'estate 1998 per caso mi trovavo in Francia; un'amica mi diede un
volantino nel quale era descritto ciò che mi era accaduto e metteva
il tutto in relazione con la vaccinazione contro l'epatite B. Nello
stesso periodo, sempre in Francia, ho conosciuto un medico che mi ha
confermato questa diagnosi; ha inoltre messo in relazione la
dermatite allíorecchio esterno, di cui soffrivo dal primo anno di
Università, con la vaccinazione antitubercolare.
Oggi, a due anni di distanza, sto bene e sento che sto recuperando
tutte le mie energie.
Sono stata curata omeopaticamente con antidoti per i vaccini e con
sostanze che mi permettessero di drenare, e quindi di eliminare tutte
le tossine che erano state introdotte nel mio organismo.


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CODICE: 00057

Abitiamo nella provincia di Venezia e abbiamo un figlio che ora, al
settembre 2000, ha 3 anni.
Nostro figlio ora è sordo ed è accaduto tutto dopo la quarta dose di
antipolio.
Ha ricevuto la quarta dose con vaccino Sabin orale nel maggio 1999;
dopo un mese ci siamo accorti che non rispondeva più, che non capiva,
aveva lo sguardo assente quando gli parlavamo. Prima della
vaccinazione il bimbo parlava, rispondeva, era attivissimo e sveglio.
Dopo la vaccinazione improvvisamente non coglieva più nulla. Lo
abbiamo portato dal pediatra il quale ci ha detto che eravamo
genitori ansiosi e che il bimo nona aveva nulla. Ma continuavamo a
vedere che c'era qualcosa che non andava. Anche le maestre dell'asilo
ci dicevano che il bimbo apparentemente non sentiva. Abbiamo allora
insistito e alla fine abbiamo portato il bimbo a Padova e là ci hanno
diagnosticato una ipoacusia bilaterale grave, ossia il bimbo era
diventato sordo da entrambe le orecchie. Ci dissero che sulla coclea
vi erano cellule morte e che non si sarebbero rigenerate. Ora il
bimbo adopera una protesi e ha recuperato un pò di udito.
Provvederemo a fare richiesta di indennizzo.


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CODICE: 00056

Mia figlia è nata il 6/10/94 al termine di una gravidanza senza
problemi con parto eutocico, indice di apgar alla nacita =10,
allattata al seno; ha presentato uno sviluppo psicomotorio normale
sino all'età di 3 mesi ed è stata sottoposta alle vaccinazioni
obbligatorie + antipertosse in data 29/12/94 (in questa occasione è
stato presentato un "bilancio di salute" stilato dalla pediatra della
bambina completamente normale). Qualche giorno dopo la bimba ha
presentato un piccolo episodio di assenza con sguardo fisso e rossore
in volto della durata di pochi secondi notato dalla mamma ma non
riconosciuto come una convulsione; a distanza di qualche giorno il
papà nota un episodio analogo cosicchè la bambina viene ricoverata al
locale ospedale in data 10/01/95. Qui vengono eseguiti: prelievo
sanguigno, EEG, ECG, FO, tutti negativi; il giorno 11/01 la bambina
continuava ad avere crisi convulsive di breve durata che si risolvono
spontaneamente (crisi toniche generalizzate con deviazione degli
occhi e salivazione abbondante) viene trattata con valium per via
rettale. il 12/01 la bambina non presenta crisi ed il giorno
successivo viene dimessa. Il 15/01/95 a seguito di una crisi
epilettica più forte delle precedenti con cianosi e clonie agli arti,
la bambina viene ricoverata urgentemente alla Clinica pediatrica del
Policlinico Monteluce di Perugia; qui rimane per un mese durante il
quale ha crisi pressoché quotidiane nonostante l'impostazione
immediata di una terapia antiepilettica polifarmacologica.
Viene dimessa il 15/02/95 con le seguenti conclusioni diagnostiche;
TC cerebrale: quale unico reperto si segnala un modico aumento,
rispetto all'età,delle dimensioni delle cavità cisternali a livello
frontale bilateralmente; RMN cranio: bilateralmente in sede frontale
ed in minor misura a livello temporale e parietale si rileva un
aumento di volume degli spazi cisternali per un'atrofia cerebrale
prevalentemente frontale, il corpo calloso ha uno spessore lievemente
inferiore alla norma soprattutto nelle porzioni anteriori, il segnale
della sostanza bianca è indicativo di una maturazione mielinica
normale per l'età, regolari le dimensioni delle cavità ventricolari.
EEG: crisi elettriche occipitali dx e a "bascule" nel sonno
paradosso, alterazioni parossistiche specifiche multifocali
intercritiche nel sonno lento. Ricerca Ab specifici (torch): negativi
per infezioni recenti.ECG nella norma. Ricerca per disturbi del
metabolismo negativa. Terapia consigliata: Fenobarbital, rivotril
gtt, sabril cp.
Una volta tornata a casa la bambina continua ad avere 3-4 crisi al
giorno e le sue condizioni sono globalmente molto scadenti, la
bambina è molto torpida, ha scarsa motilità spontanea e nessuna
organizzazione posturale. Il 7/4/95 viene ricoverata presso
l'Istituto neurologico di Milano per approfondimento diagnostico e
tentativo di aggiustamento terapeutico. Si inizia la terapia con
dintoina e frisium che inizialmente comporta una netta regressione
delle crisi fino alla scomparsa per circa una settimana, in questo
periodo la bambina si mostra più sveglia e migliorano leggermente la
motilità spontanea e il controllo del capo, permane tuttavia molto
compromessa la vigilanza e la partecipazione all'ambiente. Durante
questo ricovero la bambina viene sottoposta a vari ECG, risonanza
magnetica, esami metabolici che confermano sostanzialmente i
risultati degli esami effettuati a Perugia. Nell'ultimo periodo della
degenza, probabilmente in relazione all'assestamento farmacologico,
ricompaiono episodi critici con importante componente tonica.
Il 28/4/95 la bambina viene dimessa con la terapia prima citata ed
inizia un programma di riabilitazione globale presso il Centro
territoriale. Da allora è seguita dall'Istituto ..... presso cui ha
effettuato controlli annuali ed altri due brevi ricoveri, sono state
provate diverse terapie antiepilettiche, ma nessuna è riuscita a
bloccare a lungo (più di qualche giorno) le crisi; parallelamente le
successive RM mostrano un aggravamento dell'atrofia cerebrale.
Oggi la bambina ha quasi 6 anni, presenta un ritardo psicomotorio
grave con ipoposturalità, con una completa mancanza di autonomia
personale ed ha attacchi epilettici pressoché quotidiani. La terapia
attuale è: Depamag cp 200 mg (1+1+2) Tegretol CR cp 200 mg (1+1+1).
Nessuno ci ha saputo dire se la bambina è nata con questa atrofia
cerebrale, o se è sopraggiunta dopo; se alla base del suo grave stato
di salute attuale vi sia una malattia degenerativa oppure se sono
state le crisi a causarlo e se i vaccini possono essere stati la
causa.


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CODICE: 00055

Nostro figlio e' nato il 19.10.76 ,presso l'ospedale civile di
Vicenza, in seguito a gravidanza normale e parto normale.e' stato
dimesso la settimana successiva dopo i test di rito, tutti nella
norma. Qualche giorno dopo la somministrazione della prima dose di
vaccino avvenuta il 17.1.77, e' colto da febbre, in apparenza un
normale stato febbrile, come capita sovente ai bambini. Compare
successivamente, dopo un paio di giorni di malessere la prima crisi
epilettica. Il Primario diagnostica una Sindrome di West. Da allora
si sono susseguiti, per nimerosi anni, peregrinaggi da una clinica
all'altra, nel tentativo di liberare nostro figlio dalla morsa delle
numerosissime crisi, giornaliere, ma soprattutto notturne. Piano,
piano iniziamo a rassegnarci; nel frattempo nasce il nostro secondo
figlio, nonostante qualche specialista ci avesse a piu' riprese
scoraggiato. Il nostro secondo figlio, gode oggi di ottima salute.
Quattro anni fa, il neurologo che da anni segue il primogenito, ci
rilasca in una circostanza casuale, un certificato nel quale
dichiara, che VEROSIMILMENTE il danno subito e' riconducibile al
vaccino. Frettolosamente, metto insieme le carte che riesco a
trovare, chiedo le cartelle cliniche depositate presso l'ospedale di
VI, e prendo disordinatamente i primi contatti. Un signore di Verona,
segnato profondamente, dal caso dei suoi tre figli, mi esorta a
contattare un noto virologo, a Napoli. Quest'ultimo, vista la
documentazione, conferma l'ipotesi del neurologo. Nel frattempo
prendo conoscenza dell'esistenza della legge 210/92, i cui termini,
erano scaduti. Invio comunque la documentazione ed attendo la
convocazione. Nel dicembre del 97, dopo un anno e mezzo di attesa, il
primogenito viene sottoposto a visita presso l'ospedale militare di
VR, dalla commissione medica militare. Due anni dopo il Ministero
della Sanita' ci comunica l'esito, fin troppo prevedibile. Abbiamo,
ad ogni modo, avviata la pratica di ricorso, allegando l'esito di
prove di laboratorio effettuate in breve tempo, che assumono
particolare rilevanza a sostegno della ns. tesi, ma francamente, non
nutriamo alcuna aspettativa. Un anno fa un funzionario della locale
ASL ci aveva consigliato di rivolgerci ad un legale, ma l'ipotesi di
ingaggiare una battaglia con l'ASL ci scoraggiava, cosicche', abbiamo
smesso di roderci. Ho vinto il desiderio di imbracciare il megafono
anche quando lo scorso anno, ci recammo presso il tribunale dei
minori di VE, dove fummo convocati per fornire spiegazioni al ns,
diniego di sottoporre il secondogenito al vaccino anti-epatiteB. In
quella circostanza mi feci due ripide rampe di scale, con il primo
figlio in carrozzella, mettendo in serio pericolo la sua e la mia
incolumita', nella speranza di riuscire a fare almeno arrossire il
Giudice. Oggi di fatto ci troviamo con l'esercizio della patria
potesta', affievolito e stiamo aspettando che l'ASL ed Il tribunale
dei minori smettano di scaricarsi la patata bollente.



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CODICE: 00054

Mio figlio ha manifestato il diabete a causa del vaccino antiepatite
B. Noi viviamo nella provincia di Vicenza. Il bimbo aveva 11 anni
quando il 13/10/98 ha ricevuto la prima dose di vaccino antiepatite
B; la seconda gli e' stato somministrata il 17/11/98. Entrambe le
dosi sono state somministrate a scuola. Nel mese di gennaio '99 il
bimbo ha cominciato a dimagrire, aveva sempre sete, continuamente, in
modo non normale. Il nostro medico mi ha ipotizzato il diabete che
poi e' stato diagnosticato al bimbo durante il ricovero avvenuto il
26 gennaio '99. Quando ho parlato della correlazione con il vaccino i
medici mi hanno riso in faccia e mi hanno detto che la cosa non era
nemmeno da discutere. Malgrado la malattia si fosse gia' manifestata,
i medici hanno proceduto anche con la terza dose il 20/04/'99, sempre
a scuola, senza nemmeno chiedere niente alla famiglia. In settembre
il bimbo e' stato ricoverato di nuovo ed ora e' dipendente
dall'insulina.





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CODICE: 00053

Ero sana e facevo un lavoro che mi piaceva molto prima di ricevere le
tre dosi di vaccino antiepatite B che mi hanno cambiato la vita. Sono
infermiera e vivo nella provincia di Verona. La prima dose di
antiepatite B mi e' stata somministrata nell'ottobre 1991; qualche
ora dopo ho cominciato ad avverire una grandissima stanchezza che e'
durata per mesi. Nel dicembre '91 ricevo la seconda dose di vaccino;
al medico presente avevo descritto i sintomi precedenti ma sono stati
completamente ignorati. 15 giorni dopo la seconda dose mi e' comparsa
una tendinite che poi si e' aggravata. Ho subito anche alcuni
ricoveri dopo essere passata dal pronto soccorso per sofferenze
veramente gravi. Avevo anche fatto presente di essere allergica
all'alcool denaturato che contiene mercurio e sapendo che l'Engerix
B, vaccino da me ricevuto, lo contiene ne avevo informato i medici
che hanno perÚ ignorato questa cosa. Dopo la terza dose le cose sono
andate peggiorando con tendiniti sempre piu' frequenti, scosse tonico-
cloniche, febbre alta. Mi hanno curata con immunosoppressori e
cortisonici senza successo. Con l'andare del tempo ho manifstato
sempre piu' allergie; ora sono allergica a quasi tutti i metalli, a
moltissimi civi, a moltissime sostanze chimiche e quasi tutti i
farmaci di sintesi. Per curarmi spendo ogni anno dai 10 ai 20
milioni; avevo chiesto alla Usl di poter ottenere la mutuabilita' di
qualche cura ma mi hanno rispsto picche, devo pagarmi tutto di tasca
mia. Ho inoltrato la richiesta di indennizzo come previsto dalla
legge 210/92 ma dopo tre anni non sono ancora stata chiamata nË ho
ricevuto alcuna risposta. Nel '93 mi hanno anche scoperto un'allergia
al thimerosal. Ora mi hanno cambiato mansioni in ospedale, ho
continua stanchezza che mi impedisce una vita normale, non sono
autonoma, non riesco a guidare, ho problemi articolari e di
coordinazione; ma ancora nessuna diagnosi precisa. Ho anche tentato
di mettermi in contatto con l'associazione per le malattie rare del
Veneto ma mi hanno impedito di avere accesso all'associazione stessa
e nessuno mi da indicazioni per poter segnalare il mio caso.



CODICE: 00052

Siamo due genitori di Cernusco sul Naviglio provincia di Milano
vogliamo raccontare la nostra esperienza vissuta con la nascita di
nostro figlio ALBERTO nato IL 26/O8/80.
Alberto nato a termine, sano con indice di Apgar 10 normali tutti gli
automatismi primari e pianto validi.
Somministrazione della prima vaccinazione antipoliomelite Sabin 13-11-
80, 15-01-81, 02-06-81, 19-10-82.ecc. ecc.
Dai tre mesi Alberto ha presentato eczema al volto e alle mani in
seguito ascessi ripetuti in regione occipitale, viene visitato in una
clinica di MILANO ma nessuno pensa alla correlazione con la
vaccinazione. In seguito, nonostante i sintomi precedenti viene
sottoposto alle ulteriori vaccinazioni.
All'età di 6 mesi allarmati dal fatto che Alberto non riusciva a
tenera la posizione seduta, abbiamo consultato una neuropsichiatra
infantile, la quale ci liquida minimizzando il problema. Alberto
ritarda a parlare, a camminare e nonostante fosse seguito da un
servizio di neuropsichiatria (SIMEE) di Milano nessuno è capace di
porre una diagnosi. Viene consigliato una psicoanalisi infantile che
Alberto segue per 4 anni con frequenza di 4 sedute alla settimana.
Si parla solo di ritardo psicomotorio ma nessun cenno alla
vaccinazione. Alberto viene ricoverato più volte in ospedali di
Milano per l'accertamento della causa del suo ritardo psicomotorio ma
viene dimesso sempre senza una diagnosi. Nessuno parla di
vaccinazioni nonostante fosse l'unico evento nuovo nella vita di
Alberto.
Alberto continua ha presentare rinite allergica, eczema, ritardo
psicomotorio e nonostante questo viene sottoposto ad ulteriori
richiami della vaccinazione. Per 18 anni Alberto abbiamo vissuto nel
tormento di non poterci dare una spiegazione del perché nostro figlio
avesse questo ritardi psico motorio.
Potete immaginare il nostro stato d'animo in questi 18 anni di
calvario nei meandri delle varie terapie.
Oggi Alberto è invalido al 50% ha frequentato le scuole dell'obbligo
con sostegno e ha pagato un prezzo altissimo non solo per il danno
subito ma anche per le umiliazione subite dai suoi compagni. Come se
fosse responsabile egli stesso del suo disturbo.
Oggi abbiamo una relazione che dimostra inequivocabilmente il nesso
causale tra la vaccinazione e il ritardo psicomotorio.
Abbiamo sporto denuncia in base alla legge 210/97 e siamo in attesa
di essere chiamati dalla commisione medico ospedaliera.
Abbiamo voluto raccontarvi la nostra storia perché a tutt'oggi siamo
sconvolti dal fatto che una pratica che dovrebbe essere preventiva
come le vaccinazioni possa essere usata con così tanta leggerezza da
parte delle istituzioni pubbliche alle quali con fiducia noi genitori
abbiamo affidato i nostri figli.





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CODICE: 00051


Nostro figlio Giorgio (abitiamo a Varese) nasce il 25/11/96 con parto
spontaneo ed è sano.
Gli somministrano antibiotici perché il mio tampone vaginale è
positivo, anche se il suo risulta poi negativo. Il 28/11 il medico
che lo segue mi dice che il piccolo ha una lieve asimmetria dei
ventricoli con aumento di quello sinistro, ma che la situazione non
preoccupa. Mi dice poi che è un neonato iper-eccitabile, ma non
accenna a ciò che scopriamo dopo e cioè che presenta tremori
incontrollati e un ipertono degli arti e che a due minuti dalla
nascita ha presentato bradicardia con bisogno di ossigeno da
mascherina. Il 19/12 torniamo all'ospedale per una visita di
controllo e la dottoressa presente ci accenna alle condizioni
descritte sopra, poi afferma che la circonferenza cranica del bimbo e
troppo aumentata. Si provvede ad un eco-encefalo che non fa rilevare
variazioni dell'asimmetria. Anche la rigidità agli arti sembra
migliorare. Il 20/02/97 ci presentiamo all'ufficio vaccinazioni per
la prima dose di obbligatorie ma gli operatori ci dicono che, vista
la situazione del piccolo, non si prendono la responsabilità di
procedere; occorre un certificato che liberi loro dalla
responsabilità. Il medico che segue nostro figlio redige un
certificato dove il bimbo viene dichiarato vaccinabile semza
problemi. Dopo la prima dose notiamo che il bimbo tende a mantenere
il capo piegato verso destra o verso sinistra. Il 7/04/97 nuova
visita di controllo: asimmetria ventricolare invariata all'eco-
encefalo, ma il capo non si regge sul collo e pende sempre da una
parte. L'8/04/97 seconda dose di vaccinazioni obbligatorie. La sera
stessa è irritabilissimo e piange disperatamente; poi si addormenta
di colpo e non si riesce più a svegliarlo. Il giorno dopo presenta
febbre (37,5°) e dorme ininterrottamente senza mangiare. Il terzo
giorno continua a dormire e lo portiamo dal pediatra con
preoccupazione, ma questi afferma che non c'è nulla di cui
preoccuparsi. L'11/04/97 la febbre passa a 38,5°. Nel pomeriggio ci
fa visita un'amica infermiera che ci parla dei possibili effetti
osservati dopo le vaccinazioni e a possibili crisi epilettiche.
Cominciamo ad osservare il piccolo di continuo. Dopo mezz'ora la
prima crisi: diventa tutto rigido, lingua all'insù, sguardo fisso per
pochi secondi. Lo facciamo ricoverare per controlli e lo tengono in
osservazione dopo avergli somministrato sedativi. Altra crisi la
notte successiva: sguardo fisso, deglutisce, la fontanella è piena e
pulsante e rimane così per molto tempo. Viene trasferito in un
ospedale più attrezzato; la asimmetria ventricolare appare
inalterata. Nel frattempo il bimbo ha crisi che durano anche molte
ore. Viene quindi trasferito in rianimazione , dove gli vengono
somministrate dosi alte di sedativi e viene intubato per paura di un
arresto respiratorio. Da quel giorno è iniziata la nostra tragedia;
non è più stato bene, è stato intubato due volte ed è divenuto
soggetto a frequenti complicanze respiratorie fino alla
broncopolmonite. Assume farmaci pesantissimi: Depakin, Frisium e
Sabril, anticonvulsivanti e antiepilettici, ed ha maturato una
dipendenza da psicofarmaci con conseguenti psicosi.




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CODICE: 00050


Ragazzo 24enne, in buona salute (prima...).
Dopo vaccinazione MMR riporto formicolii estesi a tutti gli arti,
seguiti da indolenziomento e dolore muscolare, alle articolazioni e
alle ossa.
Gli esami effettuati (sangue e RMN) risultano nella norma. Oggi, a
distanza di più di un anno, NON posso ancora dire di essere guarito,
anzi...
Invito quindi chiunque sia a conoscienza di casi simili o
informazioni maggiori a contattarmi senza indugio.



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CODICE: 00049


Mia figlia ha ora 20 mesi e qualche settimana fa ha avuto una
diagnosi di mielite trasversa ed è quindi immobilizzata nelle gambe.
Tutto è cominciato dopo la vaccinazione eseguita a 15 mesi il 21/9/99
durante la quale ha ricevuto una dose di antimorbillo-parotite-
rosolia insieme alla quarta dose di Triacelluvax (antidifterite-
pertosse-tetano. Abitiamo nella provincia di Vicenza e la nostra Ausl
ha somministrato a nostra figlia (come risulta nel libretto
vaccinale) ha somministrato a nostra figlia quattro dosi di
trivalente DPT a 3 mesi, 5 mesi, 7 mesi e 15 mesi. A 15 mesi, invece,
secondo una recente circolare del Ministero della Sanità, avrebbe
dovuto ricevere solo difterite-tetano e non certamente il vaccino
contenente anche la componente pertossica. Non sappiamo ancora se
quanto è accaduto alla bambina possa essere imputato a questo errore
o ad una reazione avversa post-vaccinale che si sarebbe verificato
anche senza componente pertossica. Comunque segnaleremo il fatto alla
magistratura. La bimba, 15 giorni dopo la vaccinazione del
settembre '99, ha avuto febbre oltre i 38°. Dopo una settimana è
ricomparsa la febbre con vomito. Il giorno dopo, 15/10/99, la bimba
non appoggiava a terra il piede sinistro, poi progressivamente nel
giro di pochi giorni ha perso completamente il movimento volontario
delle due gambe. E' stata ricoverata all'ospedale dove sospettavano
una zoppia, ma tutto era negativo. Ha poi cominciato a non muovere
nemmeno il busto e non riusciva più a mantenersi seduta. E'
sopraggiunto poi il dolore alle anche e alla schiena. Sono state
eseguiti rachicentesi e risonanza magnetica; le sono stati
somministrati Endobulin, Aulin e metilprednisolone. Subito le era
stata fatta una diagnosi di sindrome di Guillain-Barré, ma poi a
Padova ci dicono che è più probabile una mielite trasversa. A Padova
viene ricoverata nel novembre '99 e presenta qualche miglioramento
nel movimento delle dite del piede destro. L'elettromiografia
conferma la mielite. Ora sta eseguendo fisioterapia a Vicenza e
riesce a stare seduta da sola. Stiamo preparando gli incartamenti per
la richiesta di risarcimento del danno da vaccino e per esposto-
querela alla magistratura per segnalare elementi che non ci
convincono.




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CODICE: 00048


Mio figlio ha subito, con molta probabilità, una lesione cerebrale a
seguito di reazione alle vaccinazioni obbligatorie. E' nato regolare
ed ha avuto uno sviluppo regolare fino al 4° mese. successivamente è
caduto in uno stato di otrpore generale con una diffusa ipotonia
muscolare. Gli accertamenti clinici eseguiti hanno eveidenziato
attraverso la TAc e RSM una calcificazione salina in una zona
profonda del cervello di origine, per il momento, ignota. Tutti gli
altri esami clinici eseguiti, compresi la ricerca di possibili
malattie genetiche portatrici della citata patologia , hanno avuto
esito negativo.
Mio figlio ha un processo di mielizzazione apparentemente
ritardato.vi sarei grato se qualcuno potrà segnalarmi casi analoghi
con la medesima patologia.
Oggi mio figlio ha 10 mesi e sta eseguendo un programma di
riabilitazione fatto di stimolazioni sensoriali che, sta dando
qualche risultato, tuttavia non può ancora stare seduto, non tiene
ancora il capo eretto e non riesce a strisciare sul pavimento.
Ovviamente non ha ancora sviluppato le capacità prensili.
Segnalo che nei primi 4 mesi di vita, dopo una gravidanza ed un parto
assolutamente normali, il bambino rideva, muoveva gli arti, aveva una
postura assolutamente regolare e si portava le mani in bocca
succhiando il pollice, dopo la vaccinazione eseguita alla fine del
mese di luglio lorenzo non ha più fatto tali cose addirittura
regredendo dal punto di vista psico motorio.
per due mesi circa lorenzo è stato come un bambolotto di pezzo
immobile.
Ora con la terapia di stimolazione sensoriale, ha ricominciato a
muovere gli arti.




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CODICE: 00047


Nine years ago I took my ten month old daughter to get her first
immunizations.She got a dpt hib and oral polio.For seven days she was
fine, then I put her down for a nap,she woke vomiting. The third time
she was sick there seem to be a small amount of blood, we went to the
Dr office they didn't like the way she looked so we went to the
hospital, there she vomited again this time a lot of blood. We were
in a small town it didn't take long for the Dr to decide he couldn't
handle what ever this was so she was care flighted out. The only
thing he knew was her blood sugar was high. When I got to the
hospital she was very lethargic, the Dr's had been running lots of
test they couldn't find anything but she was getting sicker all the
time. I ask if this could be from the shots and was told no. They
checked her for streptococcus b, h influenza ,s. pneumonia,
meningitides, e.coli all were negative. At one time about twelve
hours after we got to the hospital, she sat up and screamed like I
never herd before,she didn;t seem to see me , the  nurse said she was
hallucinating. Her kidneys were failing, and her platelets were low.
The Dr decided she had hemolytic uremic syndrome, she said she could
treat it.The next morning she died.Ten days after her first shots, my
very normal, never been sick daughter was gone. nine years ago I
found an article about h.u.s. that linked it to immunizations. I
would appreciate any information.




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CODICE: 00046


Mio figlio è nato nel 1996.  Il 9/04/98 ha ricevuto la vaccinazione
Sabin 3°dose.  Il 29/04/98 avevamo notato che gli si era gonfiato un
linfonodo retro angolo mandibolare destro (linfoadenomegalia). Il
30/04/98 gli abbiamo fatto fare un'ecografia di tipo reattivo-
infiammatorio di probabile origine virale.Compare anche la febbre
37°, viene somministrato l'antiinfiammatorio Niflan, il linfonodo si
riduce ma non scompare (rimane stabile a 8mm di diametro).  Il
31/08/98 Il linfonodo si ingrossa ulteriormente (15mm) e ritorna la
febbre a 38° che non scende con la Tachipirina. Dopo la visita del
pediatra si somministra Augmentin ma il bambino collassa con 34.2° di
temperatura che risale dopo circa 8 ore a 35,9°. Il linfonodo
diminuisce ma non scompare come precedentemente e rimane a circa 8mm
di diametro.   7/12/98 Il linfonodo si ingrossa (15mm) e compare
febbre che sale progressivamente fino a 39.9° e non scende con la
Tachipirina. Dal Day Hospital si riscontrano 20000 globuli bianchi di
tipo reattivo infiammatorio e la VES molto alta. Viene somministrato
Rocefin fiale (6 iniezioni) +Niflam per 5 giorni; la febbre passa e
il linfonodo si riduce (non scompare) a circa 7-8 mm di diametro.  Il
05/05/99 ritorna la febbre a 38° il linfonodo si ingrossa nuovamente
(Niflam supposte per 5 giorni ) si riduce ma non scompare del tutto.
Nel giugno ' 99 Il bimbo dovrebbe fare il 4° richiamo antipolio ma su
indicazione del pediatra non viene somministrato.
Nel luglio ' 99 Il linfonodo scompare e non ritorna la febbre.   Gli
esami del Day Hospital, dove è stata fatta un'accurata ricerca sia
dei virus che dei batteri ha dato esito negativo (il prelievo è stato
fatto in fase acuta) il risultato è stato che il bimbo non aveva
virus e batteri conosciuti in circolo, ma l'adenite era molto
probabilmente derivante da un virus però non identificato. Il
pediatra del Day Hospital ha indicato tre possibili alternative:
1) Presentare un' autocertificazione (legge Bassanini) che deve
valere per la prima visita scolastica e in futuro.
2) Fare ugualmente il 4° richiamo, ma con il vaccino Salk (che non
servirebbe se non per motivi burocratici).
3) Eseguire il prelievo per la ricerca di anticorpi della polio.



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CODICE: 00045


Ho avuto una esperienza figliare molto importante, ortunosamente
risolta, dopo somministrazione di antipolio, desidero mettere le
informazioni in mio possesso a disposizione di genitori con casi
simili ed eventualmente creare una associazione di genitori.



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CODICE: 00044


Matteo ha effettuato la vaccinazione antiepatite B il 04.10.1999.
Dopo un mese ha effettuato il primo richiamo. La sera stessa ha
accusato conati di vomito, che si sono ripetuti nei tre giorni
successivi. Attualmente soffre di inappetenza ed insonnia (fatica ad
addormentarsi), mai avuti prima della vaccino profilassi.
Nè il Pediatra, nè l'Ufficiale Sanitario hanno fatto regolare
segnalazione alle Autorità Sanitarie competenti di queste reazioni
avverse alla vaccinoprofilassi!!!



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CODICE: 00043


Massimo, godeva di sana e robusta costituzione fisica.
Il 05.10.1999 è stato sottoposto a vaccinazione per l'Epatite B.
Dopo un'ora dalla vaccinazione ha accusato cefalea acuta (mai
sofferto dicefalea), vomito, pallore e debolezza.
Dal giorno dopo è subentrato uno stato astenico che si protrae a
tutt'oggi.
Anche in questo caso, dopo un mese, l'Ufficiale Sanitario voleva
effettuare il richiamo nonostante le riserve dei genitori.
I genitori si sono rifiutati e, visto che Massimo stenta a riprendere
lo stato di salute che possedeva prima della vaccinazione, si sono
indirizzati alla terapia omeopatica.
Nè il Pediatra, nè l'Ufficiale Sanitario hanno fatto regolare
segnalazione alle Autorità Sanitarie competenti di queste reazioni
avverse alla vaccinoprofilassi!!!



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CODICE: 00042


Davide, godeva di sana e robusta costituzione fisica.
Il 04.10.1999 , Davide si è sottoposto alla vaccinazione per
L'Epatite B.
Dopo 48 ore è subentrata spossatezza non comune e astenia. Dopo
quattro giorni forti coliche addominali ed è stata diagnosticata una
Mononucleosi(+Rotovirus + Adenovirus).
E' quindi subentrata congiuntivite e vitiligine.
E' assente qualsiasi predisposizione ereditaria (nessun precedente
familiare).
Dopo un mese nonostante il persistere di tale sintomatologia,
l'Ufficiale Sanitario intendeva praticare la seconda dose, e di
fronte alle resistenze dei genitori li ha minacciati di denuncia al
Tribunale.
Attualmente Davide segue terapia omeopatica per cercare di limitare i
danni.
Nè il Pediatra, nè l'Ufficiale Sanitario hanno fatto regolare
segnalazione alle Autorità Sanitarie competenti di queste reazioni
avverse alla vaccinoprofilassi!!!



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CODICE: 00041

Sono una ragazza di 33 anni e abito a Verona. Per anni ho fatto la
volontaria per la Croce Rossa e proprio per questo motivo ho fatto
volontariamente la vaccinazione antiepatite B.
La prima dose è stata somministrata nel novembre 1992, poi successivi
richiami. Da sottolineare che sono sempre stata una ragazza forte e
di sana e robusta costituzione. Nelle prime 24 ore dopo la
vaccinazione ho cominciato ad accusare una generale stanchezza,
pesantezza, malessere, mi girava anche la testa. Subito dopo, nei
giorni successivi, mi sono comparsi dolori articolari che sono andati
crescendo di intensità; erano diffusi in tutto il corpo e avevo forti
contratture alla schiena. Per due anni i dolori sono stato
fortissimi, poi nei tre anni successivi sempre intensi ma un po' di
meno. Segnalai la cosa ai medici ma tutti mi dissero che erano dolori
psicosomatici, che ero una malata immaginaria, che era tutto dovuto
all'umidità della città in cui vivevo. Quando nominavo la
vaccinazione e la correlazione così strettà tra quella e la comparsa
dei sintomi tutti mi davano della pazza. Successivamente ai dolori
cominciai anche ad avere difficoltà a ricordare qualsiasi cosa e
difficoltà di concentrazione. Nel 1995 mi sono comparsi i primi
disturbi di vista; il mio medico mi disse che erano norali mosce
volanti dei miopi. Io vedevo sempre peggio e ad un certo punto mi
rivolsi a degli specialisti. vedevo reticoli, macchie e tutto era
torbido. L'oculista mi indirizzò all'ospedale. Lì mi diagnosticarono
una vasculite retinica emorragica con tracce di vasculite precedente
trascurata. Feci un sacco di analisi; mi dissero che non poteva
essere esclusa la relazione con la vaccinazione e che in letteratura
c'erano alcuni casi simili al mio comparsi dopo vaccinazione
antirpatite B. Ma nessuno me lo mise mai per iscritto. Mi fecero
delle iniezioni di cortisone negli occhi. Poi iniziai cure
omeopatiche e fitoterapiche e la mia qualità della vita migliorÚ
notevolmente. Mi scoprirono poi un'allergia al thimerosal e mi
dissero che l'unica fonte di ipersensibilizzazione era stata la
vaccinazione. Da allora mi sono comparse anche allergie a numerose
sostanze chimiche, tra cui i disinfettanti. Comiciarono a
rimarhginarsi male tutte le più piccole ferite, avevo congiuntiviti e
orzaioli ricorrenti e infezioni alle prime vie respiratorie. Ora mi
hanno accennato ad una para-uveite, ma nessuno mi vuole mettere la
diagnosi per iscritto e mi hanno detto che presento un quadro clinico
di autoimmunità. Nello stesso periodo in cui sono stata vaccinata io,
Ë stata vaccinata anche un'infermiera del mio distretto che ha
riportato un inizio di sclerosi.






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CODICE: 00040

Sono una signora di 33 anni e abito nella provincia di Padova.
All'età di 14 anni, per il mio libretto di lavoro (ero stata assunta
come commessa) il medico di base mi raccomandò caldamente di
sottopormi alla vaccinazione antitetanica.
La prima dose la ricevetti il 3/9/80, la seconda il 3/10/80 e la
terza il 13 /12/81. La primavera successivaiva , cioè nel 1982,
cominciai ad avvertire formicolii persistenti al braccio destro, dal
mignolo fino all'ascella. Queste crisi duravano circa 20-30 giorni e
si ripresentavano a fasi alterne. I medici mi dissero che
probabilmente avevo preso una botta e che non dovevo preoccuparmi.
Intanto, nei mesi che seguirono, i formicolii aumentarono e si
estesero anche alle gambe, all'altro braccio e allo stomaco. Ancora
una volta mi diedero risposte del tipo: Ë un fatto psicosomatico,
oppure che ero allergica alle maglie di lana. Ebbi varie ricadute e
le crisi erano sempre più forti e più lunghe. Fino a che nel nevmebre
del '95 decisi di farmi ricoverare perché volevo scoprire cosa
avessi. Mi fecero tutti gli esami e alla fine mi fecero un prelievo
del liquor e mi diagnosticarono la leucoencefalomielite. Mi
prescrissero terapia cortisonica sintomatica. Io avevo fatto presente
ai medici che tutto era cominciato dopo quelle tre dosi di vaccino
antitetanico ma mi dissero che ero pazza e che l'ipotesi era assurda.
Il 19/8/86 il mio meddico mi consigliò di nuovo di sottopormi al
richiamo dell'antitetanica. Subito dopo la vaccinazione ebbi un
peggioramento evidente; i formicolii divennero intensissimi
accompagnati da astenia generale e diplopia all'occhio sinistra. Fino
a che nell'89 sopraggiunse una paresi facciale, andata in remissione
parzialmente ma di cui porto ancora i segni. Venni ricoverata di
nuodo in neurologia a Padova e mi prescrissero cortisone e
interferone. Camminavo male, rimaneva la diplopia e i formicolii
proseguirono anche dopo che fui dimessa dall'ospedale. Io continuavo
a dire che ero peggiorata dopo l'ennesima antitetanica ma si
rifiutavano di ascoltarmi.
Nel 1994 ebbi poi una gravidanza, durante i primi due mesi mi fecero
assumere cortisone, ma fortunatamente la bambina non ne ha risentito.
Ora mi hanno riconosciuto una invalidità dell'80%, posso fare a mala
pena qualche lavoretto in casa, cammino male, non ho la perfetta
coordinazione di braccia e gambe e ho problemi di equilibrio. Ora ho
intenzione di farmi produrre i certificati necessari per chiedere il
risarcimento del danno e interessare la magistratura per lesioni
colpose.




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CODICE: 00039


Mio figlio Leonardo, è nato da una gravidanza regolare con parto
eutocico.
E' stato allattato al seno fino a tre mesi. Ha avuto una crescita
regolare.
Al sesto mese, circa, ha iniziato lo svezzamento con alimenti
naturali e biologici.
A dodici mesi ha iniziato a camminare con sicurezza e a ventiquattro
aveva già una notevole proprietà di linguaggio.
Dopo svariati rinvii, per opposizione di noi genitori, subisce le
prime vaccinazioni obbligatorie il 18.03.1993. Si nota solo una
leggera inquietudine post vaccinale.
I richiami vengono effettuati il 29.04.1993 e il 25.11.1993 La mamma
nota in me inquietudine e irregolarità nell'appetito e nel sonno.
Nel maggio del 1995, dopo un taglio di capelli, si nota, sulla sua
nuca una piccola zona calva, nel frattempo alterno momenti di astenia
a momenti di ipereccitabilità.
Il dermatologo diagnostica una forma di alopecia e prescrive una
lozione
stimolante per il cuoio cappelluto.
La perdita dei capelli continua lenta ed inesorabile e sono sempre
più nervoso con problemi di intestino, mentre non mi ammalo con
facilità, nonostante frequenti l'asilo nido dal 20°mese e poi la
scuola materna.
Unica malattia infettiva la pertosse, superata senza problemi. Nel
gennaio 96 viene visitato a Monselice e una dottoressa consiglia il
mineralogramma.
Il risultato dell'esame diagnostica una carenza di tutti i minerali
buoni ed un ECCESSO DI MERCURIO.
Si cerca di capire la causa andando per esclusioni. Anche mia mamma
effettua
il mineralogramma che risulta normale.
Il bambino non è entrato in contatto con il mercurio nè con
l'ambiente, nè con l'alimentazione, ma solo con la vaccino profilassi
e, fino ad oggi, non è riuscito a smaltire questa sostanza tossica.
Dopo una cura, di circa un anno, con rame-manganese-ferro per
riequilibrare l'organismo e con mercurium vivus 9ch, per contrastare
l'azione tossica, il mineralogramma tende a normalizzarsi ( il
mercurio si è abbassato e i valori
dei minerali buoni si sono innalzati).
Leonardo si stà riequilibrando con l'intestino e con l'umore, ma la
crescita
dei capelli è lentissima e tutt'oggi non ha ancora la sua chioma.




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CODICE: 00038


Sono la mamma di un ragazzino di 11 anni che è stato sottoposto alla
prima dose di vaccino antiepatite B. Abitiamo nella provincia di
Padova. Il 7/10/99 ha ricevuto la prima dose e a poche ore di
distanza ha cominciato ad accusare febbre a 38, mal di testa,
astenia, colorito giallo itterico associato a pallore, mal di stomaco
e difficoltà digestive, inappetenza. Ho telefonato subito al medico
di base, il quale mi ha detto che era stata la vaccinazione, che può
essere pericolosa ma che non c'è nulla da fare in quanto è
obbligatoria. Non ha nemmeno voluto vedere il bambino e mi ha
preparato la richiesta per un analisi del sangue. Ora termineremo gli
accertamenti perché quello che è accaduto pare essere una sindrome
epatitica post-vaccinale. Chiederemo l'esonero dalle somministrazioni
successive. E abbiamo preteso dal medico che segnalasse l'evento
avverso come previsto dalla legge sulla farmacovigilanza.





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CODICE: 00037



Abito nella provincia di Reggio Emilia e mia figlia ora è cerebrolesa
a causa delle vaccinazioni. Mia figlia è nata sana del peso di 3,250
Kg il 31/03/85. Fece la prima dose di vaccini a tre mesi. Dopo la
seconda dose a sei mesi (compresa l'antipertossica) divenne assai
irrequieta, le venne la febbre alta e piangeva in maniera
persistente. A 4 mesi e nei mesi successivi scoprii che non riusciva
a reggere il capo. La situazione pegiorò dopo la seconda
somministrazione. La portai all'ospedale di Mantova ma sbagliarono la
diagnosi, non riconobbero quella che venne poi invece riconosciuta
come meningite post-vaccinale. Comaprve un idrocefalo.Chiedemmo un
consulto al primario del reparto dell'ospedale di Mantova, ma la sera
dell'aggravamento aveva una cena con amici e non si rese disponibile;
venne il giorno dopo. Ci dissero che erano irrimediabilmente i centri
nervosi. A Verona venne operata due volte e le salvarono la vita. Ora
è cieca, cerebrolesa e mangia con un sondino che le porta il cibo
allo stomaco. Non volevo più fre alcuna vaccinazione ma nella mia
Ausl mi intimidirono pesantemente; fortunatamente il neurologo che la
segue ha confermato che la bimba corre seri rischi se prosegue le
vaccinazioni. Ora ha 16 anni, ma vive come un vegetale. Nessuno mi
riconosce alcun diritto.






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CODICE: 00036

Sono la madre di una bambina morta nel 1995 a causa delle
complicazioni riportate dopo la seconda seduta vaccinale effettuata a
sette mesi.
Abito nella provincia di Rieti e solo ora mi sento in grado di
raccontare quanto accaduto. Il 19/11/1994 mia figlia ha ricevuto la
seconda dose di vaccinazioni obbligatorie oltre all'antipertossica.
Dopo qualche ora, la sera stessa, ha cominciato ad avere delle crisi
che si possono descrivere cosÏ: sbarrava gli occhi, si irrigidiva
tutta, cominciava a tremare e a digrignare i denti. La notte si sono
ripetute e anche il giorno dopo. Tra una crisi e l'altra la bambina
pareva riprendersi. PoichË era accaduto al venerdÏ, il sabato e la
domenica non trovai nessun medico che la vedesse. Il lunedÏ la portai
dal mio pediatra di base. In day-hospital le feci fare una serie di
accertamenti diagnostici in cliniche private a pagamento, perchË con
la sanit‡ pubblica avrei dovuto aspettare settimane. Fece un
elettroencefalogramma e le diagnosticarono la sindrome di West ma
dissero di non essere sicuri. Mi dissero anche che sospettavano un
tumore e le fecero una risonanza magnetica. Ma a livello cerebrale
non uscÏ nulla. Intanto un professore neurologo di un ospedale di
Roma dove la portai mi disse che non era nulla, che ero io troppo
agitata. Ma tutto questo non passava mai. La bambina andava
peggiorando a vista d'occhio. Nel corso di qualche mese non poteva
più mangiare e fui costretta ad alimentarla col sondino e si
manifestÚ una progressiva tetraplegia. Intanto continuavo a passare
da un medico all'altro e nessuno ci capiva nulla. Fino a che un aiuto
di un primario romano mi disse che era stato il vaccino a causare una
sindrome degenerativa del sistema nervoso; ma non volle mai scriverlo
nË certificarlo. Dopo sei mesi dalla prima risonanza gliene fcero
un'altra e mi dissero che il tessuto cerebrale della bambina stava
andando incontro ad una degnerazione progressiva e inarrestabile
ipotizzararono un'altra sindrome ma nessuno era mai sicuro di nulla.
Il 7 luglio 1995 andai ad un controllo da un professore di un
ospedale romano che mi disse ancora una volta che non era nulla. La
sera stessa la bimba entrÚ in coma; non si risvegliÚ più fino alla
morte sopraggiunta nell'agosto 1995. Nessuna diagnosi venne
confermata; gli fecero persino un prelievo del'epidermide che
mandarono a fare analizzare negli Usa, ma non ne venne fuori nulla.
Io non ho mai avuto giustizia.






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CODICE: 00035

Oggi ho 39 anni e da quando avevo pochi mesi, in seguito alla
vaccinazione antipolio, ho riportato una gravissima forma di paralisi
flaccida da vaccino. Il mio è un caso particolare perchè la mia
malatttia deriva dal vaccino Salk, anzichè some spesso accade dal
Sabin. Infatti il lotto somministratomi apparteneva a quei numerosi
lotti di Salk immessi sul mercato con virus non sufficientemente
inattivato quindi ancora virulento. Sul fatto in letteratura ho
trovato molte pubblicazioni; lo stesso Jonas Salk, dopo
quell'incidente, pubblicÚ un articolo dove insegnava le corrette
procedure per l'inattivazione. Insomma, tra il '58 e il '63 tanti
furono i lotti di Salk a creare questi dani e io sono stata una delle
persone penalizzate. A tre mesi nel 1960, in aprile, mi
somministrarono la prima dose di vaccino. Dopo qualche giorno
cominciai ad avere febbre alta, rigidit‡, per tutta una notte rimasi
immobile, potevo muovere solo gli occhi, mi ha raccontato tante volte
mia madre. Poi le mie mebra divennero flaccide, senza tono. Fui
ricoverata in ospedale dove riconobbero il danno e vi rimasi quasi un
anno tra il reparto delle malattie infettive e la riabilitazione. La
paresi mi aveva colpita ad entrambe le braccia e le gambe e anche al
tronco. Il ricovero avvenne all'ospedale di Venezia, dove allora
abitavo; ora risiedo a Fidenza. Dopo una decina di operazioni, ora ho
recuperato quasi del tutto l'uso di una gamba, l'altra Ë ancora molto
deficitaria e mi Ë rimasto il piede equino. Le braccia le muovo
malissimo e in maniera scoordinata. In un primo tempo avanzai domanda
di risarcimento per il danno subito e mi dissero che ero fuori tempo.
Poi riaprirono i termini e mi accettarono la domanda. Nel marzo 1999
ho fatto la visita alla commissione medica militare a Bologna; non mi
hanno nemmeno guardato in faccia, non mi sono nemmeno tolta il
cappotto. Mi hanno detto che ci vorr‡ almeno un anno per avere una
risposta. Intanto mi hanno negato l'accompagnamento.




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CODICE: 00034


Ho appena superato i 40 anni e mi è stata diagnosticata qualche anno
la sclerosi multipla.
Ecco quanto mi è accaduto e perché ritengo che la mia malattia sia
dipesa da un vaccino.
Nel 1975 sono stato sottoposto alla vaccinazione antitifica.
Immediatamente dopo, era trascorsa qualche ora, ho iniziato ad avere
forti crampi muscolari che sono durati parecchie settimane. Dopo
quell'episodio non ci ho più pensato. Nel 1984 mi sottopongo di nuovo
alla vaccinazione (per via parenterale) e subito dopo ricompaiono i
crampi fortissimi. Peraltro, qualche mese prima mi era stato
diagnosticato anche il diabete e da allora mi curo con l'insulina.
Quando mi sono presentato all'ufficio vaccinale il medico di turno ha
deciso, proprio per il diabete presente, di somministrarmi solo metà
dose; non mi sono poi mai fatto somministrare l'altra metà. I crampi
stavolta durano di più fino a che, una notte, chiamo la guardia
medica perché ho perso la coordinazione degli arti. Il medico mi
suggerisce la visita da un neruologo. Poiché nelle settimane
successive il peggioramento era continuo tanto da impedirmi di
camminare, mi reco da un neurologo che mi ricovera immediatamente a
Sassari (io sono di Cagliari). Mi fanno l'esame del liquor e mi
accennano ad una sospetta sclerosi multipla. Non smettevo di
peggiorare e mi ricoverano di nuovo a Gallarate, dove la diagnosi
viene confermata. Comincio ad assumere cortisone, mi seguono per 3
anni poi passo ad un Centro specializzato di Cagliari, dove la
dottoressa che mi ha preso in cura si è messa le mani nei capelli
quando ha visto che ero stato vaccinato nell'84 malgrado le mie
condizioni, secondo lei, non lo permettessero. Subito dopo mi ha
esonerato da qualsiasi ulteriore vaccinazione obbligatoria per il
lavoro. Nel novembre 1998 mi sono aggravato e ora non riesco a
camminare per più di 40-50 metri senza cadere. All'ultima visita mi è
stato riferito che è comparso un idrocefalo, ma nessuno mi vuole
operare per timore che possa morire sotto i ferri. Mi hanno anche
negato l'assegno di accompagnamento benché mia moglie sia costretta
perfino a lavarmi e vestirmi. Ora sto preparando le carte per
intentare una causa e chiedere il risarcimento del danno.


La lista, molto più lunga, continua qui, nei commenti all'articolo
origiale.

http://luogocomune.dyndns.org/site/modules/news/article.php?
storyid=451&

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