--- In MovNazDpr328@yahoogroups.com, "Filippo Luly" <f.luly@...> ha
scritto:
>
> La cosa più scandalosa e assurda delle università italiane è che il
proprio piano di studio approvato dal proprio ateneo non vale negli
altri... credo sia una grande contraddizione. Addirittura, visto che
il mio piano di studio è un tantino datato, non vale più neppure
nell'ateneo che lo ha approvato... infatti con un eventuale passaggio
al nuovo ordinamento perderei diversi esami... questo è veramente
assurdo!!! Credo che la legislatura universitaria vada completamente
riscritta.
Beh, la "localita'" del piano di studi c'e' sempre stata. Ogni
tasferimento comportava infatti una sorta di "rinegoziazione" degli
esami sostenuti. E dopo la stesura di un nuovo piano, questo doveva
poi essere approvato dal Consiglio di Facolta'.
Per quanto datato, tuttavia, il tuo piano non puo' "scadere" salvo
che per tua iniziativa. Anche attraverso N equivalenze ma l'esame
debbono fartelo sostenere. Con un altro professore, con un altro
titolo e magari con un programma diverso dalle lezioni che hai
seguito, ma puoi sostenerlo.
Ti faccio un esempio banale. Quando eliminarono da Elettronica
l'insegnamento di disegno, chi aveva la firma presa a suo tempo e lo
aveva nel piano di studi poteva sostenere ugualmente l'esame... Col
prof di Meccanica.
Credo che la gestione del Piano di Studi sia ancora tutelata, cioe'
che solo tu possa modificarlo e che la modifica debba essere
ratificata dalla prima Facolta'.
E' evidente che se modifichi il piano finisci nel nuovo ordinamento:
almeno a me, quando chiedevo conferme in merito, in segreteria al
pagamento "a lotti" delle tasse, mi dicevano che se avessi toccato
una sola virgola del piano di studi sarei stato automaticamente
incluso nel nuovo ordinamento.
E quindi avrei perso esami, certo. E non da poco, per inciso.
Per noi studenti V.O. l'ultimo piano di studi approvato e' una
catena "intoccabile", oltre ad essere l'unica via per la Laurea.
A meno di non iniziare tutto da capo.
Ciao
Alessandro