Professioni da riformare con rapidità
Riforma delle professioni da fare presto, lasciandosi alle spalle la querelle sulla paternità del provvedimento. Sul tema della riforma delle professioni è intervenuto ieri a Stresa, a un convegno dell’Udc, il sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, autore della proposta di legge che da un anno e mezzo è ferma al Ministero, chiudendo definitivamente le polemiche su chi deve essere l’autore della riforma.
«Non mi appassiona la querelle — ha detto Vietti —, l’importante è che si faccia una legge il più condivisa possibile e al più presto possibile. È necessario — ha continuato — che l’ipotesi di riforma degli ordinamenti professionali approdi in Parlamento, venga messa a confronto con le altre proposte e diventi legge entro questa legislatura». I rischi paventati sono quelli che l’Italia subisca un’iniziativa a livello europeo «e forse ancor peggio — ha affermato Vietti — di subire iniziative legislative scoordinate da parte delle Regioni. Non possiamo immaginare che le regole delle professioni siano diverse dal Trentino alla Sicilia». Il capogruppo dell’Udc alla Camera, Luca Volontè ha detto di sperare «che il Governo prenda una decisione finalmente determinata e definitiva entro 15 giorni sulla proposta di legge di riforma delle professioni.
Diversamente — ha aggiunto — daremo vita a un’iniziativa parlamentare bipartisan». Secondo Volonté potrebbe anche essere utile inserire questa riforma insieme a quella del diritto fallimentare, nel collegato alla Finanziaria sulla competitività. A Stresa era presente anche il responsabile delle professioni per la Margherita, Perluigi Mantini, che ha confermato il "contributo costruttivo alla proposta di legge" da parte del suo partito. «Il testo della legge — ha rilevato Giuseppe Lupoi, coordinatore nazionale del Colap, il coordinamento delle libere associazioni professionali — non ci convince appieno, ma preferiamo avere una norma che accoglie diverse nostre richieste e rimandare al futuro ulteriori aggiustamenti». Tra i rappresentanti dei professionisti intervenuti al convegno, Maurizio De Tilla, presidente dell’Adepp, l’associazione che riunisce le casse previdenziali dei professionisti, ha chiesto al Governo di presentare entro fine ottobre il testo della riforma e di approvarlo entro l’anno, mentre il vicepresidente del Comitato unitario professioni (Cup), Roberto Orlandi, ha chiesto «pari dignità tra il sistema ordinistico e quello associativo».Tratto da il sole 24 ore del 3 Ottobre 2004
a firma di FILIPPO BONSIGNORE
Basilicata, Università sospende le lezioni
«Il Senato Accademico dell'Università degli studi della Basilicata delibera di sospendere l'inizio delle lezioni» per protesta col disegno di legge di riforma
POTENZA - «Il Senato Accademico dell’ Università degli studi della Basilicata delibera di sospendere l’ inizio delle lezioni finchè il Ministro non accetterà un autentico confronto con la comunità accademica di base, rinunciando alla richiesta di delega, e invita studenti e docenti ad un’ ampia mobilitazione e ad una attenta vigilanza». Lo si legge in un documento approvato oggi all’ unanimità dal Senato accademico dell’ Università della Basilicata.
«Il Senato - si legge nella nota - giudica il disegno di legge sullo stato giuridico della docenza universitaria un ulteriore, deleterio passo sulla via della dequalificazione della formazione universitaria. Esso appare ispirato a un’ idea di università che non può assolutamente essere condivisa da chi continua a credere in principi quali il primato della ricerca, l’inscindibile nesso tra ricerca e didattica, la maturazione dello studente e del futuro studioso attraverso il contatto continuo con chi appassionatamente e quotidianamente elabora (e non solo trasmette) il sapere, l’ indipendenza e la libertà della ricerca e dell’ insegnamento».
«Il testo del decreto - prosegue la nota - per converso, pare chiaramente prefigurare una università - se così ancora potrà chiamarsi - obbligata ad affidare in larga misura l’ insegnamento a figure precarie, che non potranno offrire agli studenti quel totale impegno che solo la piena partecipazione alla vita della comunità accademica consente e a cui non verrà garantito, o addirittura neppure richiesto, di sviluppare una propria attività di ricerca in spirito di libertà e con fiducia nell’ avvenire».
5/10/2004
http://www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?idDoc=5630&iDCat=15
05/10/2004 – Formazione permanente per gli iscritti e disciplina delle società multidisciplinari tra i professionisti. Sono questi gli obiettivi principali delle due proposte di legge per la riforma degli ordini. La mozione che prevede la messa a punto dei due provvedimenti è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei delegati in occasione del 49° Congresso nazionale di categoria conclusosi a Bergamo lo scorso 17 settembre.
Obbligatorietà del tirocinio pre-esame e formazione permanente degli iscritti da un lato, e riforma delle strutture societarie professionali e interprofessionali per far fronte alla multidisciplinarietà richiesta dal mercato.
Entro una decina di giorni dovrebbe arrivare inoltre il nuovo regolamento elettorale che consente anche ai laureati triennali di votare i propri rappresentanti - come prevede il Dpr 328/2001. Questo in vista anche del rinnovo dei consigli nazionali entro il prossimo 31 dicembre.